SCEICCO NEFZAUI

IL GIARDINO PROFUMATO 1

TESTO INTEGRALE IN ITALIANO


CAPITOLO III

DEGLI UOMINI CHE MERITANO DISPREZZO

Sappi, o fratello (con cui Dio sia misericordioso), che un uomo mal conformato, di aspetto rozzo e che abbia il membro corto, sottile e flaccido, merita disprezzo agli occhi delle donne.
Quando un uomo simile ha rapporti con una donna, non opera con vigore e in modo da darle piacere. Si stende sopra di lei senza preliminari, non la bacia, non la stringe, non la morde, non succhia le sue labbra né cerca in alcun modo di eccitarla.
Le è sopra prima che lei abbia cominciato a desiderare il piacere e poi introduce con infinita difficoltà un membro tenero e debole. Ha appena cominciato che è già fuori gioco; fa un paio di movimenti, poi affonda sul petto della donna per emettere il suo sperma; e non può fare più di così. Quindi ritira il suo membro e in tutta fretta scende da lei.
Un tale uomo, come ha detto uno scrittore, è rapido nell'eiaculazione e lento nell'erezione; dopo il tremito che segue l'eiaculazione del seme, ha il petto pesante e gli dolgono i fianchi.
Qualità simili non lo rendono bene accetto alle donne. Degno di disprezzo viene anche considerato l'uomo che è falso nelle sue parole; non mantiene le promesse; non apre mai bocca se non per dire bugie e nasconde alla moglie tutto ciò che fa, salvo le sue gesta adulterine. Le donne non possono stimare uomini così, perché non riescono a dar loro alcun piacere. Si racconta che un uomo di nome Abbés, il cui membro era estremamente piccolo e debole, aveva una moglie dalle forme opulente, che non riusciva proprio a soddisfare nell'amplesso, tanto che ben presto la donna cominciò a lamentarsi con le amiche. Ora, costei possedeva una notevole fortuna. Abbés invece era poverissimo e, quando voleva qualcosa, lei si guardava bene dal dargliela. Un giorno Abbés andò da un saggio e gli espose il suo caso.
Il saggio disse: «Se tu avessi un bel membro potresti avere la sua fortuna. Non sai che la religione delle donne sta nella vulva? Ma io ti prescriverò un rimedio che porrà termine a tutte le tue difficoltà».
Abbés si affrettò a preparare il rimedio secondo la ricetta datagli dal saggio e, dopo che lo ebbe usato, il suo membro crebbe, diventando lungo e grosso. Quando la moglie lo vide così, si stupì molto; ma fu ancora meglio quando egli le fece provare quel piacere al quale non era abituata; infatti cominciò ad eccitarla in modo davvero pregevole, tanto che tremava, sospirava, singhiozzava e gridava durante l'amplesso.
Appena la moglie ebbe trovato nel marito qualità così eccelse, gli diede la sua fortuna, mettendo a disposizione di lui la sua persona e tutto quanto aveva in possesso.

 

CAPITOLO IV

 DELLE DONNE CHE MERITANO DISPREZZO

Sappi, o Visir (con cui Dio sia misericordioso), che le donne differiscono tra loro nelle disposizioni naturali: ve ne sono alcune che sono degne d'ogni lode; e ve ne sono altre, invece, le quali non meritano che disprezzo.
La donna che merita il disprezzo degli uomini è brutta e garrula; ha i capelli lanosi e la fronte sporgente, gli occhi sono piccoli e foschi, il suo naso è enorme, le labbra hanno il colore del piombo, la bocca è larga, le guance sono di un color porpora lucido e spuntano delle setole sul suo mento; la testa posa su un collo esile, con tendini ipersviluppati; le spalle sono contratte e il petto è stretto, con seni flaccidi, penduli, e il ventre sembra un otre di pelle vuoto, con l'ombelico che sporge come un mucchio di pietre; i fianchi hanno la forma di archi; si possono contare le ossa della spina dorsale; non c'è carne nelle sue natiche; la vulva è larga e fredda. Infine, una simile donna ha ginocchia e piedi larghi, mani grosse e gambe emaciate. Una donna con questi difetti non può dare alcun piacere agli uomini in generale e meno che mai a suo marito o a colui che gode dei suoi favori.
L'uomo che accosta una donna così con il membro in erezione, se lo ritroverà subito molle e rilassato, come se fosse accanto a una bestia da soma. Dio ci tenga lontani da una donna come quella che abbiamo descritto!
Spregevole è anche quella che ride continuamente, poiché, come ha scritto un autore: «Se vedi una donna che ride sempre, ama gli scherzi e i divertimenti, corre di continuo dalle vicine, s'immischia in faccende che non la riguardano, tormenta il marito con lamentele incessanti, si allea con altre donne contro di lui, si atteggia a gran dama, accetta doni da chiunque, sappi che è una sgualdrina senza vergogna».
Anche degna di disprezzo è la donna di carattere tetro e accigliato e quella prolifica di chiacchiere; la donna leggera nei suoi rapporti con gli uomini, o sprezzante, o amante delle chiacchiere e incapace di mantenere i segreti del marito, o malevola.
La donna di carattere malevolo non apre bocca senza dire bugie, fa promesse soltanto per non mantenerle e, se un uomo si fida di lei, lo tradisce; è scostumata, disonesta, indecente, grossolana e violenta; non sa dare un buon consiglio; è sempre occupata nelle faccende degli altri e in cose che fanno danno, sempre all'erta per conoscere notizie frivole; le piace il riposo, ma non il lavoro; usa parole sconvenienti rivolgendosi a un musulmano, persino al marito; le invettive sono sempre sulla punta della sua lingua; emana un cattivo odore che t'infetta e ti rimane addosso anche dopo che l'hai lasciata.
E non meno degna di disprezzo è la donna che parla senza scopo, è ipocrita e non fa nulla di buono; quella che, quando il marito le chiede di adempiere ai doveri coniugali, non lo ascolta; la donna che non assiste il consorte nei suoi affari; e, infine, quella che lo tormenta con incessanti lamentele e lacrime.
Una donna di questo genere, vedendo il marito irritato o in pena, non condivide il suo affanno; al contrario, ride e scherza ancora di più e non cerca di scacciare il suo malumore con gesti e parole affettuosi. più generosa del proprio corpo con gli altri uomini che col legittimo consorte; non è per lui che si adorna, né è per piacergli che cerca di avere un bell'aspetto. Tutt'altro: con il marito è molto sciatta, né si cura di nascondergli cose e abitudini riguardo alla sua persona che possono soltanto disgustarlo.
Nessuna felicità si può sperare per un uomo con una simile moglie. Dio ce ne liberi!

CAPITOLO V

DELL'AMPLESSO

Sappi, o Visir (e Dio ti protegga!), che se hai desiderio del coito, unendoti alla donna non devi avere lo stomaco pieno di cibo e bevande, poiché solo così l'amplesso sarà sano e bello. Se il tuo stomaco è pieno può venirne solo danno a entrambi; avrai minacciosi sintomi di apoplessia e podagra, e il male minore che può risultarne è l'incapacità di passare l'urina o una debolezza della vista.
Che il tuo stomaco sia libero da un eccesso di cibo e bevande, e non avrai a temere alcun malanno fisico.
Prima di copulare con tua moglie, eccitala con giochi amorosi, così che il coito termini con mutua soddisfazione.
Dunque sarà bene indugiare nei preliminari prima d'introdurre il membro per compiere l'atto. La ecciterai baciandole le guance, succhiandole le labbra e mordicchiandole i seni. Riempirai di baci il suo ombelico e le sue cosce, e titillerai le parti inferiori. Mordile le braccia e non trascurare nessuna parte del suo corpo; accarezza il suo petto, e mostrale il tuo amore e la tua sottomissione. Allaccia le tue gambe alle sue e stringila forte fra le braccia, poiché come ha detto il poeta:

Sotto il suo collo la mia mano destra
le ha fatto da cuscino, e per attirarla a me
La mano sinistra, sotto di lei ho infilato
Che la sosteneva come un giaciglio.

Quando, stando con una donna, vedi i suoi occhi velarsi e la senti ansimare, desiderando il coito, allora fa' che il tuo e il suo desiderio si fondano in uno e che la tua libidine raggiunga il massimo; poiché questo sarà il momento più favorevole per l'atto d'amore. Il piacere della donna, sarà estremo; tu l'avrai ancora più cara e il suo affetto per te non si affievolirà, poiché stato detto:

Se vedi una donna sospirare profondamente, con le labbra che diventano rosse e gli occhi che s'illanguidiscono; quando la sua bocca si socchiude e i suoi movimenti diventano istintivi; quando sembra sul punto di addormentarsi, cammina in modo esitante e sbadiglia molto, allora sappi che questo è il momento per il coito; e se tu seduta stante entri in lei, le procurerai un sicuro godimento. Quanto a te, sentirai la bocca dell'utero stringere il tuo membro, ciò che è senza dubbio per entrambi il piacere supremo, poiché questo prima di ogni altra cosa genera affetto e amore.

I seguenti precetti, provenienti da un profondo conoscitore delle faccende d'amore, sono ben noti:

La donna è come un frutto, che non concede la sua dolcezza finché non lo toccate con le mani: guardate il basilico; se non lo scaldi strofinandolo tra le dita non emette alcun profumo. Non sapete che l'ambra, se non è manipolata e scaldata, tiene nascosto nei suoi pori il suo profumo? Con la donna è lo stesso. Se non l'animi con i tuoi giochi amorosi, baciandola, mordicchiandola e toccandola, non otterrai da lei ciò che desideri; non proverai alcun godimento quando dividi il suo letto e non sveglierai nel suo cuore né inclinazione, né affetto, né amore per te: tutte le sue qualità resteranno nascoste.

Si racconta che un uomo, avendo chiesto a una donna quali mezzi fossero i più idonei a far nascere l'affetto nel cuore femminile, per quanto riguarda i'..' piaceri del coito, ricevette la seguente risposta:

Tu che m'interroghi, le cose che creano il gusto per il coito sono i giochi amorosi e i contatti che lo precedono, e poi lo stretto amplesso al momento dell'eiaculazione.

Credetemi: baciare, mordicchiare, abbracciare forte, prendere in bocca i capezzoli e sorseggiare la fresca saliva, queste sono le cose che fanno durare l'amore.
Agendo così, i due orgasmi hanno luogo contemporaneamente e il piacere viene all'uomo e alla donnna nello stesso momento. Allora l'uomo sente l'utero stringere il suo membro e questo dà ad entrambi il piacere più squisito.
È questo piacere a far nascere l'amore e, se le cose non sono state fatte in questo modo, la donna non ha avuto tutta la sua parte di godimento. Quindi non si sentirà soddisfatta e non amerà l'uomo, che la possiede, se egli non è capace di svegliare il suo utero; ma quando l'utero viene messo in azione ella proverà il più violento amore per il suo compagno, fosse pure bruttissimo.
Dunque, fa' tutto quello che puoi per provocare una scarica simultanea dei due liquidi seminali; qui sta il segreto dell'amore.
Uno degli autori che si sono occupati di quest, materia si esprime come segue:

Voi uomini, tutti e ognuno, che desiderate l'amore della donna, il suo affetto, e desiderate che questo sentimento nel suo cuore sia di natura dure. vole, giocate con lei prima del coito; preparatela al godimento e non trascurate nulla per raggiungere questo fine. Esploratela con la massima attenzione e, interamente assorti in lei, non lasciate che nient'altro occupi i vostri pensieri. Non permettete che il momento propizio al piacere passi; questo momento sarà quando vedrete i suoi occhi umidi e socchiusi. Allora mettetevi all'opera, ma, ricordate, non prima che i vostri baci e giochi amorosi abbiano fatto effetto.
Dopo aver portato la donna al giusto stato di eccitazione, o uomini, penetratela con il vostro membro e, se eseguirete i movimenti opportuni, proverà un piacere che soddisferà tutti i suoi desideri.
Rimanete distesi sul suo petto, fate piovere baci. sulle sue guance, e non fate uscire il vostro membro dalla vagina. Questo coronerà le vostre fatiche.
Se, con il favore di Dio, arriverete a questo diletto, cercate di non ritirare il membro, ma lasciatelo dov'è e avrete un piacere infinito! Ascoltate i sospiri e l'ansimare della donna. Essi provano l'intensità del piacere che le avete dato. Poi, quando il godimento è finito e la vostra lotta è giunta a termine, non alzatevi subito, ma ritirate cautamente il vostro membro. Rimanete vicino alla donna, sul lato destro del letto che è stato testimone della vostra gioia. Lo troverete piacevole e non sarete come quello che monta una donna come una mula, senza alcun riguardo per la finezza, e che, dopo l'eiaculazione, tira subito fuori il membro e si alza. Evitate queste maniere, che derubano la donna di tutto il suo durevole piacere.
In breve, il vero amante del coito non mancherà di seguire le mie raccomandazioni, poiché da ciò risulta il piacere della donna, e queste regole comprendono tutto quanto è essenziale sotto questo aspetto.
Dio ha fatto ogni cosa per il meglio!

CAPITOLO VI

DI TUTTO QUANTO E FAVOREVOLE ALL'ATTO DEL COITO

Sappi, o Visir (Dio sia buono con te!), se vuoi un coito dilettevole, che dia una parte uguale di felicità ai due partecipanti e sia soddisfacente per entrambi, devi prima di tutto preparare la donna, eccitarla baciandola, mordicchiando e succhiando le sue labbra, accarezzandole il collo e le guance. Girala sul letto, ora sul dorso, ora sul ventre, finché non vedi dai suoi occhi che il tempo del piacere è vicino, come ho detto nel precedente capitolo, e certo non ho risparmiato le mie osservazioni.
Poi, quando vedi che le sue labbra tremano e diventano rosse, ha gli occhi languidi e il suo respiro si accelera, sappi che è bramosa del coito; allora mettiti fra le sue cosce, così che il tuo membro possa entrare nella sua vagina. Se seguirai il mio consiglio godrai un piacevole amplesso, che ti darà la più grande soddisfazione e ti lascerà deliziosi ricordi. Qualcuno ha detto: Se desideri il coito fai distendere la donna e aderisci al suo petto, con le sue labbra vicino alle tue; poi stringila a te, succhia il suo fiato, mordila; bacia i suoi seni, il suo ventre, i suoi fianchi, abbracciala forte, facendola quasi svenire dal piacere; quando la vedi in tale stato, penetrala con il tuo membro. Se hai fatto come ho detto, il piacere verrà a entrambi insieme. E questo che rende così dolce il godimento della donna. Se, invece, non segui il mio consiglio, ella non sarà soddisfatta e tu non le avrai dato alcun piacere.
Finito il coito, non alzarti subito, ma coricati dolcemente sul suo fianco destro e, se ella ha concepito, a Dio piacendo partorirà un maschio.
Saggi e studiosi (Dio sia clemente con loro!) hanno detto: Se un uomo, mettendo la mano destra sulla vulva d'una donna incinta, pronuncia le parole: «Nel nome di Dio, possa Egli benedire e concedere misericordia al suo Profeta (la bontà e la clemenza divine siano con lui!). O, mio Dio, nel nome di Maometto ti prego che il frutto di questo concepimento sia un maschio» questa preghiera giungerà all'Onnipotente e, in considerazione del Profeta (la benedizione e la grazia divine siano con lui), Egli farà sì che la donna partorisca un bimbo di sesso maschile.
Non bere acqua piovana direttamente dopo l'amplesso perché questo liquido indebolisce i reni.
Se vuoi ripetere il coito, aspergiti di dolci profumi e raggiungi la donna, l'esito sarà felice.
Non lasciare che la tua compagna venga sopra dite durante l'atto, per timore che in tale posizione alcune gocce del suo fluido seminale possano entrare nel canale del tuo membro, causando una grave uretrite.
Non metterti a lavorare sodo subito dopo il coito, poiché questo potrebbe nuocere alla tua salute, ma va' a riposare per qualche tempo.
Non lavare il membro subito dopo averlo ritirato dalla vagina, bensì aspetta che l'irritazione sia un po' diminuita; poi lava accuratamente la verga e la sua apertura. Altrimenti, non lavare spesso il pene. E non uscire dalla vulva subito dopo aver eiaculato, poiché questo può causare infiammazioni.
I modi di compiere l'atto sono numerosi e variabili. Ora è tempo di farti conoscere le diverse posizioni più in uso. Dio il magnifico ha detto: «Le donne sono il tuo campo. Vai sul tuo campo come ti piace». Secondo il tuo desiderio puoi scegliere la posizione che preferisci, purché, s'intende, esso avvenga nel luogo a esso destinato, cioè nella vulva.
Prima maniera. Fa stendere la donna sul dorso, con le cosce sollevate, poi, scivolando tra le sue gambe, introduci il membro nella vagina. Premendo sul suolo o sul letto le punte dei piedi, puoi muoverti dentro di lei in modo misurato. Questa posizione è buona per l'uomo che ha una lunga verga.
Seconda maniera. Se il tuo membro è corto, fa' sdraiare la donna sul dorso, con le gambe in aria, così che la destra sia vicina al suo orecchio destro e la sinistra vicina all'orecchio sinistro. In questa posizione, con le natiche della donna sollevate, la vulva si proietta in fuori. Allora inserisci il membro.
Terza maniera. Fa sdraiare la donna e mettiti tra le sue cosce; quindi, appoggiando una delle sue gambe sulla tua spalla e l'altra sotto il braccio, vicino all'ascella, entra in lei.
Quarta maniera. Falla sdraiare e mettiti le sue gambe sulle tue spalle; in questa posizione il tuo membro si trova proprio davanti alla vulva, che non deve toccare il letto. Allora penetrala.
Quinta maniera. Falla sdraiare su un fianco, quindi stenditi nella stessa posizione e, infilandoti tra le sue cosce, introduci il membro nella vagina. Questo coito sul fianco, però, predispone ai dolori reumatici e alla sciatica.
Sesta maniera. Fa' acquattare la donna sulle ginocchia e i gomiti, come se stesse pregando. In questa posizione la vulva viene proiettata all'indietro. Allora attaccala da quella parte e metti il tuo membro dentro di lei.
Settima maniera. Fa' stendere la donna su un fianco e accovacciati tra le sue cosce, con una delle sue gambe sulla tua spalla e l'altra tra le tue cosce, mentre lei resta sdraiata su un fianco. Poi entra nella sua vagina e muovila attirandola verso il tuo petto.
Ottava maniera. Falla sdraiare sul dorso, con le gambe incrociate; poi valle sopra come un cavaliere monta il suo cavallo, stando in ginocchio, mentre lei tiene le gambe sotto le cosce, e introduci il membro nella vagina.
Nona maniera. Fa' piegare la donna in avanti o all'indietro contro qualcosa di moderatamente alto, con i piedi a terra. La vulva è così offerta all'introduzione del tuo membro.
Decima maniera. Metti la donna vicino a un divano basso, al cui schienale lei si possa afferrare; quindi, ponendoti dietro di lei, solleva le sue gambe all'altezza del tuo ombelico e fa' che con quelle lei ti stringa ai lati del corpo; in questa posizione infila il tuo membro dentro di lei, appoggiandoti con le mani allo schienale del divano. Quando cominci l'azione, i tuoi movimenti devono essere in armonia con quelli della donna.
Undicesima maniera. Falla sdraiare sul dorso con un cuscino sotto le natiche: poi, mettendoti tra le sue gambe e istruendola e mettendo la pianta del piede destro contro quella del piede sinistro, introduci il membro.
Vi sono altre posizioni, oltre a quelle sopra descritte, in uso tra i popoli dell'India. E bene che tu sappia, infatti, che gli abitanti di quel paese conoscono numerosissimi modi di unirsi alle donne, progredendo più di noi nella conoscenza e studio del coito.
Tra tali maniere citiamo le seguenti:

1. El asemeud, il tappo.
2. El mode feda, la rana.
3. El mokefa, con le punte dei piedi unite.
4. El mokermeutt, con le gambe in aria.
5. El setouri, il capro.
6. El loulabi, la vite.
7. El kelouci, la capriola.
8. Hachou en nekanok, la coda dello struzzo.
9. Lebeuss el djureb, infilare la calza.
10. Kechef el astine, vista reciproca dei posteriori.
11. Nezâ el kouss, l'arcobaleno.
12. Nesedj el kheuzz, penetrazione alternativa.
13. Dok el arz, colpo su colpo.
14. Nik el kohoul, coito da dietro.
15. El keurchi, ventre a ventre.
16. El kebachi, l'ariete.
17. Dok el outed, conficcare il piolo.
18. Sebek el heub, la fusione d'amore.
19. Tred ech chat, la pecora.
20. Kalen el mich, lo scambio nel coito.
21. Rekeud el air, la corsa del pene.
22. El modakheli, il mettidentro.
23. El khouariki, quello che si ferma nella casa.
24. Nik e! kaddadi, il coito del fabbro.
25. El moheundi, il seduttore.

El asemeud (il tappo). Metti la donna supina, con un cuscino sotto le natiche, poi sistemati fra le sue gambe, appoggiando al suolo le punte dei piedi; piega più che puoi le cosce contro il petto; metti le tue mani sotto le sue braccia o stringile le spalle. Poi introduci il membro e, al momento dell'eiaculazione, attirala verso dite. Questa posizione è dolorosa per la donna, poiché essendo le cosce piegate verso l'alto e le natiche sollevate dal cuscino, le pareti della vagina si stringono, e l'utero è proteso in avanti, non c'è molto spazio per il movimento e appena abbastanza per il pene, per cui quest'ultimo entra con difficoltà e colpisce l'utero. Dunque questa posizione non dovrebbe essere adottata, a meno che il membro dell'uomo sia corto o molle.
El mode feda (la rana). Distendi la donna supina e disponi le sue cosce in modo che tocchino i talloni, i quali vengono così a trovarsi vicino alle natiche; quindi sistemati opportunamente di fronte alla vu!va inserendovi il membro: infine metti le ascelle sulle sue ginocchia e, afferrandola saldamente per la parte superiore delle braccia, attirala verso dite al momento dell'orgasmo.
El mokefa (con le punte dei piedi unite). Distendi la donna supina e inginocchiati tra le sue cosce, toccando il suolo con le punte dei piedi; quindi sollevale le ginocchia all'altezza dei tuoi fianchi, in modo che lei possa incrociare le gambe sul tuo dorso, e metti le sue braccia intorno al collo.
El mokermeutt (con le gambe in aria). Con la donna sdraiata sul dorso, unisci le sue cosce e sollevale le gambe finché le piante dei suoi piedi sono rivolte al soffitto; poi, tenendola fra le cosce, inserisci il membro, tenendo alte le sue gambe con le mani.
El setouri (il capro). La donna essendo raggomitolata su un fianco, falle stendere in fuori la gamba su cui posa e accoccolati fra le sue cosce, con le caviglie piegate sotto dite. Quindi solleva la gamba che sta di sopra in modo che si appoggia sulla tua schiena e introduci il membro. Durante l'atto tieni la tua compagna per le spalle o, se preferisci, per le braccia.
El loulabi (la vite). L'uomo sta disteso sulla schiena, e la donna si siede sul suo membro, rivolta verso di lui; poi, puntate le mani sul letto in modo che il suo stomaco non tocchi quello del compagno, si muove su e giù e se l'uomo è agile l'aiuta da sotto. Se, in questa posizione, lei vuole baciarlo, non ha che da allungare le braccia sul letto.
El kelouci (la capriola). La donna deve indossare un paio di pantaloni, che lascia cedere sui talloni: poi si piega, mettendo la testa fra i piedi, così che la testa sia nell'apertura dei pantaloni. Allora l'uomo, afferrandole le gambe, la gira sulla schiena, facendole fare una capriola; poi, con le gambe piegate sotto di sé mette il suo membro direttamente contro la vulva e, facendolo scivolare tra le gambe di lei, lo inserisce. Si dice vi siano donne che, sdraiate sul dorso, riescono a mettersi i piedi dietro la testa senza l'aiuto dei pantaloni o delle mani.
Hachou en nekanok (la coda dello struzzo). Con la donna supina, l'uomo s'inginocchia davanti a lei, sollevandole le gambe finché soltanto la testa e le spalle toccano il letto; quindi, inserito il membro nella vagina, afferra e muove le natiche della donna, la quale, da parte sua, gli allaccia le gambe intorno al collo.
Lebeuss el djureb (infilare la calza). La donna è distesa sul dorso. Tu sistemati tra le sue gambe e metti il pene tra le labbra della vulva, che tieni aperte con il pollice e l'indice; poi muoviti in modo da procurare al tuo membro, nella misura in cui è a contatto con l'organo femminile, una vivace frizione e continua finché la vulva non è bagnata dal liquido emesso dal tuo pene. Quando lei è così preparata al piacere dall'alterno andare e venire della tua arma nel suo fodero, introducila in tutta la sua lunghezza.
Kechef el astin (vista reciproca dei posteriori). L'uomo è supino, e la donna si siede sul membro con la schiena verso il viso del compagno, che tiene i fianchi di lei tra le cosce e le gambe, mentre la donna appoggia le mani sul letto, come sostegno ai suoi movimenti e, se abbassa la testa, i suoi occhi sono rivolti verso le natiche dell'uomo.
Nezâ el kouss (l'arcobaleno). La donna è distesa su un fianco; anche l'uomo è in tale posizione, con il viso verso il dorso di lei, e, spintosi fra le sue gambe, introduce il membro, mettendo le mani sulla sommità della sua schiena. La donna, intanto, prende i piedi dell'uomo e li solleva più che può, attirandolo vicino a sé; così lei forma con il corpo dell'uomo un arco.
Nesedj el kheuzz (il movimento alternato di penetrazione). L'uomo, in posizione seduta, unisce le piante dei piedi e, abbassando le cosce, porta i piedi più vicini al membro; la donna si siede sui suoi piedi, che egli deve tenere saldamente uniti. In questa posizione, le cosce della donna premono contro i fianchi dell'uomo e lei gli mette le braccia intorno al collo. Allora l'uomo afferra le caviglie della compagna e, spingendo i piedi più vicino al corpo, porta la donna, che sta seduta su di essi, alla portata del suo membro, che entra nella vagina. Quindi, muovendo i piedi, la manda indietro e di nuovo la porta avanti senza mai ritrarre interamente il membro.
La donna si fa più leggera che può e fa del suo meglio per aiutarlo in questo movimento di va-e-vieni, e la sua cooperazione è veramente indispensabile. Se l'uomo ha l'impressione che il pene possa uscire interamente, non ha che da cingerla alla vita.
Dok el arz (colpo su colpo). L'uomo è seduto con le gambe stese; la donna si mette a cavalcioni delle sue cosce, incrociando le gambe sulla sua schiena, e pone la vagina di fronte al membro, che guida dentro la propria vagina; poi gli cinge il collo con le braccia, mentre l'uomo l'abbraccia ai fianchi e alla vita, aiutandola a salire e scendere sul suo membro. Lei lo deve aiutare nel suo lavoro.
Nik el kohoul (coito da dietro). La donna è sdraiata sul ventre e tiene le natiche sollevate grazie a un cuscino: l'uomo le sale sopra da dietro, le si stende sul dorso e inserisce il membro, mentre la donna allaccia le braccia intorno ai gomiti dell'uomo. Questo è il più facile di tutti i metodi.
El keurchj (ventre a ventre). L'uomo e la donna sono in piedi; lei apre le cosce; allora l'uomo porta i piedi avanti, tra quelli della compagna, che a sua volta avanza un poco i propri. In questa posizione, un piede dell'uomo deve essere un p0' più avanti dell'altro. Ciascuno dei due circonda con le braccia i fianchi del compagno. L'uomo introduce il membro e i due si muovono così allacciati in una maniera chiamata neza' el dela, che spiegherò più avanti, se così piace a Dio Onnipotente.
El kebachi (l'ariete). La donna è in ginocchio, con gli avambracci sul letto; l'uomo le si mette dietro, s'inginocchia e introduce il membro nella vagina, che ella protende il più possibile; si consiglia l'uomo di tenere le mani sulle spalle della compagna.
Dok el outed (conficcare il piolo). La donna allaccia con le gambe la vita dell'uomo, che sta in piedi, le braccia di lei intorno al collo e si sorregge appoggiando la schiena alla parete. Mentre lei è così sospesa, l'uomo inserisce il membro nella sua vulva.
Sebek el heub (fusione d'amore). Mentre la donna è sdraiata sul fianco destro, tu sdraiati sul sinistro; la tua gamba sinistra rimane tesa e la destra si solleva sul fianco di lei, che a sua volta fa lo stesso con la gamba che sta di sopra. In tal modo quest'ultima fa da sostegno per la schiena della donna. Dopo aver introdotto il membro, muoviti come ti piace e lei risponderà alla tua azione come le piace.
Tred ech chat (il coito della pecora). La donna sta sulle mani e le ginocchia; l'uomo, dietro di lei, le alza le cosce finché la vulva è al livello del suo membro, che egli allora inserisce. In questa posizione la donna dovrebbe tenere la testa tra le braccia.
Kalen el mich (lo scambio nel coito). L'uomo è steso sul dorso. La donna, scivolando tra le sue gambe, si mette sopra di lui con le unghie dei piedi contro il letto; poi solleva le cosce del compagno, girandole contro il proprio corpo, in modo che il membro virile sia di fronte alla sua vulva, entro la quale lo guida; infine posa le mani sul letto ai lati dell'uomo. E necessario, però, che i piedi della donna poggino su un cuscino, per permetterle di tenere la vulva in linea con il membro.
In questa posizione i ruoli sono rovesciati, la donna effettuando quello dell'uomo e viceversa.
C'è una variazione a questa posizione. L'uomo si stende sul dorso, mentre la donna s'inginocchia con le gambe sotto di sé, ma tra le gambe di lui. Il resto si conforma esattamente a quanto è stato detto sopra.
Rekeud el aïr (la corsa del pene).
L'uomo, steso sul dorso, si sostiene con un cuscino sotto le spalle, ma le natiche devono restare a contatto con il letto. In tale posizione, solleva le cosce finché le ginocchia sono al livello del viso; allora la donna si siede, infilandosi sul membro; non deve sdraiarsi, ma restare seduta come a cavallo, con la sella rappresentata dalle ginocchia e dallo stomaco dell'uomo. In questa posizione lei può, con il gioco delle proprie ginocchia, muoversi su e giù, su e giù. Può anche posare le ginocchia sul letto, nel qual caso l'uomo accentua il movimento usando le cosce, mentre la donna si tiene con la mano sinistra alla spalla destra di lui.
El modakheli (il metti dentro). La donna è seduta sul coccige, con solo la punta delle natiche posate sul letto; l'uomo assume la stessa posizione, con la vulva di lei davanti al proprio membro. Allora la donna mette la coscia destra su quella sinistra dell'uomo, il quale fa la medesima cosa.
La donna, stringendo le braccia dell'uomo, accoglie il membro nella vulva e ciascuno di loro piegandosi alternativamente un poco all'indietro, mentre si tengono l'un l'altra per le braccia, comincia un movimento oscillante, il cui esatto ritmo è mantenuto con l'aiuto dei talloni posati sul letto.
El khuariki (quello che si ferma nella casa). La donna è adagiata sul dorso, e l'uomo si stende sopra di lei, tenendo in mano dei cuscini.
Quando il membro è nella vulva, la donna alza il più possibile le natiche dal letto. e l'uomo la segue in su, con il pene ben dentro; quindi la donna si abbassa di nuovo, effettuando alcune rapide scosse, e, benché i due non si abbraccino, egli deve restare come incollato a lei. I due continuano questo movimento, ma bisogna che l'uomo si tenga leggero e non sia troppo grosso, come pure che il letto sia morbido, altrimenti l'esercizio non può essere ripetuto fino all'orgasmo senza una pausa.
Nik el kaddadi (il coito del fabbro). La donna è supina con un cuscino sotto le natiche e le ginocchia alzate il più possibile verso il petto, esponendo così la vulva come un bersaglio; quindi guida il membro di lui dentro di sé.
L'uomo compie per un certo tempo il movimento usuale del coito, poi ritira il membro e lo fa scivolare per un momento tra le cosce della donna, come il fabbro ritira il ferro arroventato dalla fornace per immergerlo nell'acqua fredda. Questo metodo è chiamato sferdgeli, posizione del cotogno.
El moheundi (il seduttore). La donna sta supina, e l'uomo si siede tra le sue gambe, con il posteriore sui propri piedi; poi egli alza e separa le cosce della donna, mettendosi le gambe di lei sotto le braccia, oppure sulle spalle, e introduce il membro, abbracciando la compagna alla vita e tenendola per le spalle.
Le descrizioni precedenti presentano un gran numero di posizioni, non tutte facili da mettere in pratica; d'altra parte, con una tale varietà fra cui scegliere, l'uomo che ha difficoltà a praticarne una ne troverà certamente molte altre a lui convenienti.
Non ho menzionato le posizioni che mi sembrano impossibili da realizzare e se c'è qualcuno il quale ritiene che il mio elenco sia incompleto, non ha che da cercarne di nuove.
Non posso negare che gli indiani hanno superato le più enormi difficoltà rispetto al coito. Come esempio di grande impresa, prendiamo la seguente procedura.
La donna sta supina, e l'uomo si siede sul suo petto, con la schiena al suo viso, le ginocchia in avanti e le dita dei piedi che afferrano il letto; quindi solleva i fianchi della compagna, arcuandole la schiena finché ha portato la vulva di fronte al proprio membro, che allora inserisce, raggiungendo in tal modo lo scopo.
Questa posizione, come certo vi rendete conto, è molto faticosa e difficile. Io credo persino che la sua realizzazione sia solo a parole e disegni. Quanto alle altre posizioni descritte sopra, possono essere praticate soltanto se sia l'uomo sia la donna non hanno difetti fisici e sono di corporatura simile; per esempio, nessuno dei due deve essere gobbo, o troppo alto, o troppo basso, o troppo obeso. E, ripeto, entrambi devono essere in perfetta salute.
Ora mi occuperò del coito fra due persone di corporatura differente. Preciserò le posizioni che si confanno loro, trattandole una per una. Prima di tutto, parlerò del coito d'un uomo magro con una donna formosa e delle diverse posture che essi possono assumere per compiere l'atto, supponendo che la donna sia distesa supina, prona o su un fianco.
Se l'uomo vuole agire di fianco, prende la coscia della donna che sta di sopra e la alza il più possibile sul proprio corpo, in modo che gli si appoggi alla vita; egli usa il braccio sottostante di lei come un pilastro per sostenere il capo e ha cura di sistemare uno spesso cuscino sotto il fianco su cui sta disteso per sollevare il membro all'altezza necessaria, cosa indispensabile data la grossezza delle cosce della compagna.
Ma se la donna ha un ventre enorme, che a causa della sua obesità sporge sulle cosce e sui fianchi, sarà meglio farla stendere sul dorso e alzarle le cosce verso il ventre; l'uomo s'inginocchia tra di esse, prendendola alla vita con le mani e attirandola a sé; se non ci riesce, a causa dell'obesità del ventre e delle cosce, deve circondarle le natiche con le due braccia, ma così gli è impossibile operare come si deve per la mancanza di movimento delle cosce di lei, ostacolate dal ventre. Certo, egli può sorreggerla con le mani, ma deve badare a non posarle sulle proprie, poiché a causa del loro peso, non avrebbe la possibilità di muoversi. Come ha detto il poeta:

Se vuoi esplorarla, solleva le sue natiche,
Per operare come la corda buttata all'uomo che annega.
Allora tu sembrerai tra le sue cosce
Simile al rematore seduto all'estremità della barca.


L'uomo può anche far sdraiare la donna su un fianco, con la gamba sottostante di fronte; quindi egli si siede sulla coscia e le fa alzare la gamba di sopra, che ella deve piegare al ginocchio. Infine, afferrando le gambe di lei, introduce il membro, con il corpo tra le cosce della compagna, le ginocchia piegate e le punte dei piedi sul letto, per poter sollevare il sedere e impedire che le cosce di lei ostacolino la penetrazione. In questa postura i due possono entrare in azione.
Se la donna è incinta, l'uomo la fa coricare su un fianco, poi mette le sue cosce una sull'altra e le solleva verso lo stomaco, non però fino a toccarlo; infine si stende dietro di lei e inserisce il membro. In questo modo può spingere dentro interamente il pene, soprattutto se alza il piede che sta sotto la gamba della compagna all'altezza della coscia di lei. Questo si può fare anche con una donna che non aspetta un bambino; ma è una posizione particolarmente raccomandata nel caso in cui la donna sia incinta, poiché offre il vantaggio di procurarle il piacere che desidera, senza esporla ad alcun pericolo.
Nel caso in cui sia l'uomo a essere obeso, con una rotondità molto pronunciata dello stomaco, e la donna invece sottile, la cosa migliore è che sia lei ad assumere la parte attiva. Così l'uomo giace sul dorso con le gambe chiuse e la donna si abbassa sul membro, stando a cavalcioni del compagno; lei appoggia le mani sul letto e l'uomo la tiene per le braccia. Se la donna sa come muoversi, può così, alternativamente, sollevarsi e abbassarsi sul membro; se invece non è abbastanza abile, il compagno, con una coscia, imprime il giusto movimento alle sue natiche. Tuttavia, a volte questa posizione può essere nociva per l'uomo perché è possibile che un po' di fluido seminale femminile penetri nella sua uretra, causando una grave malattia. Può anche accadere - ed è altrettanto male - che il suo sperma non possa uscire e ritorni nell'uretra.
Se l'uomo preferisce che la donna sia supina, egli si mette, con le gambe piegate sotto di sé, tra le gambe di lei, che lei apre soltanto moderatamente. Così le natiche sono tra le gambe della donna, a contatto con i suoi talloni. Operando in questo modo, però, egli sentirà fatica per la scomodità della posizione del suo stomaco che si appoggia su quello della donna; inoltre, non potrà inserire l'intero membro nella vulva. Lo stesso avviene quando stanno ambedue su un fianco, come abbiamo descritto sopra per il caso in cui la donna è incinta.
Quando sia l'uomo sia la donna sono grassi e desiderano unirsi nel coito, non possono riuscirci senza difficoltà, soprattutto se entrambi hanno ventri prominenti. In tali circostanze, il sistema migliore è che la donna stia sulle mani e le ginocchia, in modo da tenere sollevato il sedere; l'uomo le apre le gambe, lasciando le punte dei piedi uniti e i talloni invece separati; quindi la prende da dietro, in ginocchio, tenendosi su il ventre con le mani, e inserisce il membro. Durante l'azione appoggia il ventre alle natiche di lei e la tiene alle cosce o alla vita. Se il sedere della donna è troppo basso perché egli possa appoggiarvi il ventre, le metterà un cuscino sotto le ginocchia.
Non conosco un'altra posizione altrettanto favorevole per il coito tra un uomo e una donna obesi.
Infatti, se l'uomo si mette fra le gambe della donna, il suo ventre, toccando le cosce della compagna, non gli permetterà il libero uso del membro. Non vedrà neppure la vulva, o solamente in parte. Si può quasi dire che gli sarà impossibile compiere l'atto. D'altra parte, se fa coricare la donna su un fianco e le si mette dietro con le gambe piegate, deve alzare le gambe e le cosce di lei verso lo stomaco per scoprire la vulva e permettere l'introduzione del membro; ma se la donna non può piegare sufficientemente le ginocchia, non gli sarà possibile né vedere la vulva, né esplorarla.
Se, invece, il ventre di entrambi non è esageratamente grosso, possono operare benissimo in tutte le posizioni. Soltanto, non devono impiegare molto tempo per arrivare all'orgasmo, poiché si sentiranno presto stanchi e senza fiato.
Nel caso di un uomo molto alto e di una donna molto piccola, la difficoltà da risolvere è come fare in modo che gli organi sessuali e le bocche s'incontrino contemporaneamente. Il sistema migliore è che la donna stia supina; l'uomo, distesosi di fianco, le mette una mano sotto il collo e con l'altra le solleva le cosce finché il suo membro viene a contatto con la vulva da dietro, mentre la donna resta distesa sulla schiena. In questa posizione, dunque, egli la tiene sollevata per il collo e le cosce. Così può penetrarla, mentre la donna gli mette le braccia intorno al collo e avvicina le labbra alle sue. Se l'uomo vuole che la donna stia su un fianco, le si mette fra le gambe e, sistemandole le cosce in modo che siano a contatto con i suoi fianchi, una sopra e una sotto, si insinua fra esse finché il membro si trova di fronte alla vulva, da dietro; quindi preme le cosce contro le natiche di lei, che muove con una mano, mentre l'altra gliela tiene intorno al collo. Se vuole, l'uomo può anche mettere le cosce sopra quelle della compagna e premere il suo corpo contro il proprio, rendendo così più facili i propri movimenti.
Quanto al coito tra un uomo molto piccolo e una donna alta, i due non possono baciarsi durante l'atto a meno che non assumano le tre posizioni che ora descriveremo e anche così si stancheranno presto.

Prima posizione. La donna è coricata sul dorso con uno spesso cuscino sotto le natiche e un altro simile sotto la testa, quindi solleva il più possibile le cosce verso il petto. L'uomo si stende su di lei, introduce il membro e la prende per le spalle, tirandosi su verso di esse. La donna allaccia gambe e braccia sul dorso di lui, mentre egli la tiene per le spalle o, se può, per il collo.

Seconda posizione. I due stanno entrambi di fianco, faccia a faccia; la donna fa scivolare la coscia sulla quale è appoggiata sotto il fianco dell'uomo, mettendola nel contempo più in alto; fa lo stesso con l'altra coscia sopra il fianco di lui; poi s'inarca, spingendo in fuori il ventre, mentre il membro dell'uomo la penetra. Si tengono abbracciati per il collo e la donna, incrociando le gambe sul dorso del compagno, lo stringe contro di sé.

Terza posizione. L'uomo è supino, con le gambe allungate; la donna si abbassa sul membro e, stendendosi sopra il compagno, alza le ginocchia all'altezza dello stomaco; poi, posate le mani sulle spalle di lui, si tira su e gli preme le labbra sulle labbra.

Tutte e tre queste posture sono più o meno faticose per entrambi. Certo, le coppie possono scegliere qualsiasi altra posizione vogliano, ma devono poter baciarsi durante l'atto. Ora ti parlerò delle persone che sono piccole, perché hanno malformazioni alla schiena. Di queste ve ne sono di parecchi tipi.
Innanzi tutto, c'è l'uomo che ha la schiena curva, ma la spina dorsale e il collo diritti. Per lui la cosa migliore è unirsi, ma soltanto da dietro, con una donna. piccola. Si stende contro il dorso di lei, e introduce il membro. Ancora meglio sarà se la donna è in posizione china, sulle mani e sui piedi. La stessa posizione è consigliabile nel caso che la donna sia gobba e l'uomo no.
Se entrambi sono gobbi, possono prendere qualsiasi posizione vogliano per il coito. Però non possono abbracciarsi; e se stanno distesi su un fianco, faccia a faccia, resterà uno spazio vuoto tra loro. Nel caso l'una o l'altro sia sdraiata sul dorso, bisogna mettergli o metterle un cuscino sotto la testa e le spalle, per sollevarle e riempire il vuoto.
Nel caso dell'uomo la cui malformazione riguarda soltanto il collo, così da premergli il mento verso il petto, ma per il resto è normale, può assumere qualsiasi posizione ed effettuare qualsiasi abbraccio o carezza, eccetto sempre il bacio sulla bocca. Se la donna è supina, sembrerà che l'uomo cozzi contro di lei come un ariete. Se entrambi hanno il collo così malformato, il loro coito somiglierà al mutuo assalto di due animali cornuti. La posizione migliore per loro sarà che la donna si chini in avanti e il suo compagno l'attacchi da dietro. L'uomo la cui gobba appare sulla schiena nella forma di solo mezza giara non è tanto sfigurato come quello di cui il poeta ha detto:

Disteso sul dorso è un piatto;
Giralo e avrai un copripiatto.

Nel suo caso il coito può avvenire come per qualsiasi altro uomo di bassa statura e diritto.
Se una donna piccola sta distesa sul dorso, con un gobbo sopra di sé, egli farà pensare al coperchio di un vaso. Se, al contrario, la donna è alta, l'uomo sembrerà una pialla da falegname in azione. A questo riguardo io ho composto i versi che seguono:

Il gobbo è curvo come un arco
E vedendolo esclami: «Sia gloria al Signore!»
Poi gli chiedi come se la cava nel coito
Ed egli risponde: «E il castigo per i miei peccati».
La donna sotto di lui è come un'asse di legno
E il gobbo che la esplora è la pialla.

Ho anche detto in versi:

La spina dorsale del gobbo è legata in nodi,
Gli angeli si spossano ad annotarne i peccati.
Per goderne i favori cerca una donna di corporatura adatta,
Ma lei lo respinge dicendo. «Chi mai reggerebbe ai peccati
Che commetteremo insieme?»
«Benissimo li reggerò sulla mia gobba!» ribatte lui,
Ed ella lo deride dicendo: «O tu, pialla destinata a lisciare!
Prenditi piuttosto un'asse di abete!»

Se anche la donna ha la gobba, la coppia può assumere qualsiasi posizione, sempre tenendo conto che se uno dei due sta supino la gobba deve essere circondata di cuscini, come con un turbante, in modo da avere un nido in cui affondare e proteggere la propria sommità, che è molto tenera.
In questo modo possono abbracciarsi normalmente.
Se l'uomo è gobbo sia sulla schiena sia sul petto, deve rinunciare ad abbracciare e stringere a sé la donna. A parte questo, può assumere qualsiasi posizione, ma in generale, l'atto non può che essere difficoltoso tanto per lui quanto per la sua compagna.
Io ho scritto a questo proposito:

Il gobbo impegnato nell'atto del coito
Sembra un vaso provvisto di due manici.
Se per una donna arde d'amore, costei gli dirà:
«La tua gobba è d'intralcio. Come puoi farlo?
Il tuo membro troverebbe un posto in cui ficcarsi,
Ma la gobba sul petto, dove starebbe?»

Se tutti e due hanno una doppia gobba, la posizione migliore è la seguente. Mentre la donna è distesa sul fianco, l'uomo inserisce il membro nella maniera descritta prima rispetto alle donne incinte. Così le due gobbe non s'incontrano. Entrambi stanno su un fianco e l'uomo attacca da dietro. Se la donna fosse supina, la sua gobba dovrebbe essere sostenuta da un cuscino, mentre l'uomo s'inginocchia fra le sue gambe e lei solleva il posteriore. In tal modo, le due gobbe non sono vicine l'una all'altra e si evita ogni inconveniente.
Lo stesso nel caso che la donna si pieghi in avanti, con il sedere nell'aria, nella maniera chiamata
El kouri, posizione che andrà bene per entrambi se hanno il petto malformato, ma non la schiena. Uno di essi allora compie l'azione di andare-e-venire. Ma la descrizione più curiosa e divertente che io abbia mai trovato a questo riguardo, è contenuta nei versi che seguono:

Le loro estremità sono strettamente unite
E la natura fa di loro un oggetto di riso;
Disegnato di scorcio egli sembra
Come se avessero tagliato via un pezzo.
Pare un uomo che si piega per sfuggire a un colpo
O il colpo ha ricevuto e ratto si abbassa
Per evitarne un secondo.

Se la spina dorsale di un uomo è curva all'altezza dei fianchi, così che pare come in preghiera, mezzo prostrato, il coito per lui è molto difficile. Date le posizioni reciproche delle cosce e del ventre, il pene sta troppo indietro perché egli possa inserirlo interamente. Il sistema migliore per lui è di stare in piedi. La donna si china davanti a lui con le mani a terra e il sedere all'aria: così egli può introdurre il membro come un perno su cui la vulva scivola avanti e indietro, poiché, si noti, per lui non è facile muoversi. Si tratta ancora della posizione El kouri, con la differenza che è la donna a compiere il movimento.
Un uomo può poi essere attaccato dalla malattia chiamata ikaad, o zomana (paralisi), che lo costringe a stare costantemente seduto. Se il male affligge soltanto le ginocchia e le gambe, mentre le cosce e la spina dorsale sono sane, può usare tutte le diverse posizioni per il coito, eccetto quelle in cui dovrebbe stare in piedi. Nel caso invece che le natiche siano paralizzate, anche se per il resto è perfettamente sano, sarà la donna a dover fare tutti i movimenti.
Sappi, comunque, che il coito più piacevole non ha sempre luogo nei modi qui descritti; io li ho presentati soltanto per rendere quest'opera più completa possibile. A volte esso ha luogo tra amanti, che pur non essendo proprio perfetti nelle loro proporzioni, trovano da sé i mezzi per darsi un reciproco godimento. Si dice vi siano donne di grande esperienza che, giacendo con un uomo, alzano un piede verticalmente nell'aria e su quel piede tengono una lampada piena d'olio, con il lucignolo acceso. Mentre l'uomo le penetra, la lampada resta ferma e l'olio non si versa. Il loro coito non è in alcun modo intralciato da questa esibizione, ma certo è necessaria una grande pratica da parte di entrambi.
Senza dubbio gli autori indiani hanno descritto nelle loro opere moltissimi modi di fare l'amore, però la maggioranza di questi non procura godimento e dà più dolore che piacere. Ciò che bisogna cercare nel coito, il suo punto supremo, sono il godimento, l'abbraccio, i baci. questo che distingue il coito degli uomini d quello degli animali. Nessuno è indifferente al godimento che deriva dalla differenza tra i sessi e l'uomo trova in esso la sua più grande gioia.
Se il desiderio d'amore nell'uomo è al massimo grado, tutto il piacere dell'amplesso diviene facile per lui ed egli soddisfa la sua brama in ogni modo.
È È bene per l'amante del coito provare tutte le maniere, per stabilire così quale posizione dà il massimo piacere sia a lui sia alla donna. Allora saprà quale scegliere per l'amplesso e, soddisfacendo i propri desideri, conserverà l'affetto della compagna.
Molti hanno provato tutte le posizioni da me descritte, ma nessuna è stata tanto approvata quando più elogiata della Dok el arz.
A questo riguardo si racconta la storia di un uomo che aveva una moglie d'incomparabile bellezza, aggraziata e compita. Egli usava far l'amore con lei nella maniera ordinaria, senza mai ricorrere a nessun'altra. La donna non provava nulla del piacere che dovrebbe accompagnare l'atto, per cui era in genere di pessimo umore quando il coito era finito.
L'uomo si lagnò di questo con una vecchia matrona, la quale gli disse: «Prova modi diversi di unirti a lei, finché non trovi quello che le dà più soddisfazione. Poi amala soltanto in quella maniera e il suo affetto per te non avrà limiti».
Egli allora tentò varie posizioni e quando giunse a quella chiamata Dok el arz, vide la moglie sopraffatta da violenti impeti di godimento e, nell'orgasmo, sentì l'utero di lei stringere energicamente il membro; e la moglie disse, mordendogi le labbra: «Questo è il vero modo di fare l'amore! »
Tali dimostrazioni provarono all'amante che in quella posizione la sua donna sentiva il piacere più vivo e quindi l'usò sempre. Così raggiunse il suo scopo, facendo in modo che la moglie lo amasse follemente.
Dunque, Visir, prova maniere diverse, poiché ogni donna ne preferisce una a tutte le altre per il suo piacere. La maggioranza di esse, però, ha una predilezione per la Dok el arz, perché in essa il ventre è premuto contro il ventre, la bocca è incollata alla bocca e di rado l'utero non entra in azione.
Ora devo parlare soltanto dei vari movimenti praticati durante il coito, descrivendone alcuni.

Primo movimento: Neza el dela (ii secchio nel pozzo). I due si serrano in uno stretto abbraccio dopo l'introduzione. Poi l'uomo effettua una spinta e si ritira un poco; a sua volta la donna spinge e anch'essa si ritrae. Così continuano il loro movimento alternato, mantenendo il ritmo. Mettendo piede contro piede e mano contro mano, ripetono il moto di un secchio in un pozzo.

Secondo movimento: El netahi (il mutuo urto). Dopo l'introduzione, sia l'uomo sia la donna si tirano indietro, ma senza far uscire completamente il membro. Poi entrambi spingono forte, e così continuano, tenendo il ritmo.

Terzo movimento: El motadani (l'approccio). L'uomo si muove come al solito, poi si ferma. La donna, con il membro nella vulva, comincia a muoversi come l'uomo, poi si ferma. E continuano così finché ha luogo i'eiacuiazione.

Quarto movimento: Khiat el heub (il sarto). L'uomo, con il membro solo in parte dentro la vulva, effettua una sorta di rapida frizione con la parte inserita, poi di colpo affonda tutto il pene fino all'elsa. E il movimento dell'ago nelle mani dei sarto che l'uomo e la donna devono tener presente.
Il khiat et heub si adatta agli amanti, maschi e femmine, che possono rimandare a volontà l'orgasmo. Per quelli che non ne sono capaci, esso finisce troppo presto.

Quinto movimento: Souak el feurdj (io stuzzicadenti). L'uomo introduce il membro tra le pareti della vulva, muovendolo prima avanti indietro, poi a destra e a sinistra. Solo chi ha un membro molto vigoroso può compiere questo movimento.

Sesto movimento: Tachik el heub (la compressione). L'uomo introduce tutto il membro nella vagina, così a fondo che il suo pelo si mischia completamente con quello della donna. In questa posizione egli deve poi muoversi con grande energia, senza ritirare minimamente il pene.
Questo è il movimento migliore di tutti, ed è particolarmente adatto alla posizione Dok e! arz. Le donne io preferiscono a ogni altro, in quanto esso procura loro il piacere supremo di afferrare il membro con l'utero, soddisfacendole nel modo più completo.
Le donne chiamate tribadi usano sempre questo movimento nelle loro mutue carezze. Esso provoca un pronto orgasmo sia nell'uomo sia nella donna.
Senza baci, nessuna posizione o movimento procura il piacere più pieno; e le posizioni in cui il bacio non è praticabile non sono del tutto soddisfacenti, poiché esso è uno dei più potenti stimolanti all'atto d'amore.
Io ho detto in versi:

L'occhio languido
Mette l'anima in contatto con l'anima
E il tenero bacio
Porta il messaggio del membro alla vulva.

Il bacio va considerato una parte integrante del coito. Il migliore è quello impresso su labbra umide combinato con la suzione delle labbra e della lingua, che particolarmente provoca il fluire della saliva. Sta all'uomo mordicchiare leggermente la lingua della compagna, in modo che la saliva di lei passi fresca e squisita nella sua bocca, più dolce del puro miele. Quest'atto gli darà un tremito, che percorre tutto il corpo ed è più inebriante del vino bevuto in eccesso.
Un poeta ha detto:

Baciandola, ho bevuto alle sue labbra
Come un cammello alla fonte di un'oasi,
Il suo abbraccio e la freschezza della sua bocca
Mi danno un languore che giunge al midollo.

Il bacio dovrebbe essere melodioso; questo si ha con la lingua che tocca il palato, lubrificato dalla saliva. E prodotto dal movimento della lingua e dallo spostamento della saliva, causato dalla suzione.
Il bacio dato sulla parte esterna, superficiale delle labbra, producendo un suono paragonabile a quello con cui si chiama il gatto, non procura piacere. Dunque è bene riservano ai bambini e alle mani.
Il bacio che ho descritto sopra è quello adatto al coito ed è pieno di voluttà.
Un proverbio popolare dice:

Un bacio bagnato
È meglio d'un coito frettoloso.

A tale proposito ho composto i versi che seguono:

Mi baci la mano - la mia bocca dovresti baciare,
O donna, tu che sei il mio idolo!
D'amore era il tuo atto, ma è andato perduto.
La mano non sa apprezzare la natura d'un bacio.

Le tre parole kobla, letsem, e buss sono usate indifferentemente per indicare il bacio sulla mano o sulla bocca. La parola feram indica specificamente il secondo.
Un poeta arabo ha detto:

Il cuore innamorato non ha sollievo
In incanti di strega o amuleti,
Né in un ardente abbraccio senza bacio,
Né in un bacio senza l'amplesso.

E l'autore dell'opera
I gioielli della sposa e la gioia delle anime ha aggiunto a quanto sopra, come complemento e commentario, i due versi che seguono:

Non nel dialogo, per quanto aperto e libero,
Ma nel mettere le gambe sulle gambe (coito).

Ricorda che tutte le carezze e ogni specie di baci non contano nulla, senza l'introduzione del membro. Dunque astieniti da essi, se non vuoi passare all'azione; attizzano soltanto il fuoco senza scopo. La passione così eccitata somiglia infatti a un fuoco che divampa e, come questo, soltanto l'acqua può spegnerlo, null'altro che l'emissione dello sperma calma la libidine e soddisfa il desiderio.
La donna non ci guadagna più dell'uomo dalle carezze senza coito. Si racconta che una certa Dahama bent Mesedjel apparve davanti al governatore della provincia di Yamama, con suo padre e suo marito, El Adjadje, dichiarando che quest'ultimo era impotente e non faceva l'amore con lei né l'avvicinava come un maschio avvicina una femmina.
Suo padre, che l'assisteva nella sua causa, fu accusato d'interferenza dagli abitanti di Yamama, i quali gli dissero: «Non ti vergogni di aiutare tua figlia a esigere il coito?»
Al che egli rispose: «È mio desiderio che abbia dei figli; se li perde, sarà la volontà di Dio; se li cresce, da grandi le saranno utili».
Dahama espose così la sua lagnanza davanti al governatore: «Ecco, questo è mio marito, e finora egli non mi ha mai toccato». Il governatore obiettò: «Senza dubbio è perché tu non eri disposta». «Al contrario» rispose Dahama, «è per lui che mi stendo supina ed apro le cosce!» Al che il marito gridò: «Mente, o Emiro! Per possederla devo lottare con lei». L'Emiro pronunciò il seguente giudizio: «Ti do un anno di tempo» disse, «per provare che la dichiarazione di tua moglie è falsa». Prese questa decisione per riguardo a El Adjadje, che se ne andò recitando i seguenti versi:

Dahama e suo padre credevano
Che l'Emiro mi avrebbe giudicato impotente.
A volte, non è pigro lo stallone?
Eppure è così grosso e pieno di vigore!

Ritornato a casa, cominciò a baciare e accarezzare la moglie; ma i suoi sforzi non andarono oltre, egli rimase incapace di dar prova della sua virilità. Dahama allora gli disse: «Risparmia le tue carezze e i tuoi abbracci; essi non soddisfano la passione d'amore. Ciò che desidero è un forte e duro membro, il cui sperma fluisca nel mio utero».
Egli recitò questi versi:

Davanti a Dio, invano tu tenti soddisfarmi
Con baci e abbracci solamente!
Per placare il mio tormento devo sentire un pene
Eiaculare sperma nel mio utero!

El Adjadje, disperato, la riportò alla sua famiglia e, per nascondere la sua vergogna, la ripudiò quella sera stessa.
Un poeta scrisse in quell'occasione:

Che sono le carezze per una donna ardente
O le ricche vesti e i bei gioielli,
Se il pene dell'uomo non si unisce al suo
Ed ella langue peril membro virile?

Sappi, dunque, che la maggior parte delle donne non trova piena soddisfazione nei baci e negli abbracci, senza il coito. Solo il membro le soddisfa e a esse piace colui che le penetra, anche se è brutto e mal fatto. Si racconta, a questo proposito, che un giorno Mussa ben Mesâb andò da una donna della città che possedeva una schiava, un'eccellente cantante, che egli desiderava comprare. La donna era stupendamente bella e, oltre alla grazia e al fascino, disponeva di una grossa fortuna. Mussa vide in casa anche un giovane mal conformato e dal volto sgradevole, che andava e veniva dando ordini.
Chiese chi fosse alla donna, la quale rispose: «È mio marito e io darei la vita per lui». Mussa si stupì e disse: «E una dura schiavitù quella a cui sei ridotta e mi dispiace per te. Tutti apparteniamo a Dio e ritorneremo a lui. Ma quale sventura che una bellezza tanto incomparabile e forme tanto deliziose debbano appartenere ,a un uomo simile!»
«O figlio di tua madre,» replicò la donna, «se egli potesse fare per te di dietro quello che fa per me davanti, venderesti tutti i tuoi beni da poco acquisiti e rinunceresti al tuo intero patrimonio. Poiché ti apparirebbe bellissimo e la sua bruttezza si trasformerebbe in prestanza!»
Al che Mussa esclamò: «Dio te lo conservi!»
Si racconta anche che il poeta Farzdak incontrò un giorno una donna sulla quale i suoi occhi si fissarono, ardenti d'amore, e che per tale ragione gli disse: «Perché mi guardi in quel modo? Avessi anche mille vulve, non ci sarebbe nulla da sperare per te». «E perché mai?» domandò il poeta. «Perché non sei attraente,» disse la donna, «e certo quello che tieni nascosto non è meglio di ciò che si vede.»
Al che egli ribatté: «Se mi mettessi alla prova, scopriresti che le mie qualità interiori sono tali da far dimenticare il mio aspetto esteriore! » Poi si scoprì, mostrandole un membro lungo e grosso come il braccio di una bambina. A quello spettacolo la donna si sentì ardere dal desiderio. Egli se ne accorse e le chiese di lasciarsi accarezzare. La donna si scoprì, mettendo a nudo un monte di Venere rotondo come una cupola.
Allora egli compì l'atto con lei e recitò questi versi:

Ho introdotto in lei il mio membro,
Grosso come il braccio di una vergine;
Un membro dalla punta rotonda, pronto all'attacco,
Che misura in lunghezza un palmo e mezzo;
Ed è stato come affondano in un braciere!

Chi cerca il piacere che la donna può dare, deve eccitarla e soddisfare il desiderio di lei, nei modi che ho descritto. Così la vedrà venir meno dalla passione, la sua vulva si bagnerà, l'utero si spingerà in avanti e i due fluidi seminali si mischieranno.

 

CAPITOLO VII

DELLE COSE CHE SONO DANNOSE NELL'AMPLESSO

Sappi, o Visir (Dio sia buono con te!), che sono molte le malattie causate dal coito. Ora io te ne elencherò alcune, poiché, per poterle evitare, è essenziale conoscerle. Lasciati dire innanzi tutto che il coito, se compiuto in piedi, nuoce alle giunture delle ginocchia e causa tremiti nervosi; se invece è effettuato di fianco, predispone alla gotta e alla sciatica, che colpisce principalmente le giunture delle anche.
Non amare una donna a digiuno o immediatamente prima di un pasto, altrimenti avrai dolori alla schiena, perderai il tuo vigore e ti s'indebolirà la vista.
Se ti accoppi con la donna a cavalcioni su dite, la tua spina dorsale ne soffrirà e ne avrai danno al cuore; inoltre, se la più piccola goccia delle usuali secrezioni della vagina entra nel tuo canale uretrale, può derivarne una dolorosa strozzatura dello stesso. Non lasciare il membro nella vulva dopo l'eiaculazione, poiché ciò può causare la renella, o un ammorbidimento della colonna vertebrale, o la rottura di vasi sanguigni o, infine, l'infiammazione dei polmoni.
È nocivo anche fare troppo esercizio fisico dopo il coito.
Evita di lavare il membro immediatamente dopo la copula, poiché questo può causare infiammazioni. Quanto al coito con una vecchia, esso è come un veleno ed è stato detto: «Non accoppiarti con vecchie, fossero anche ricche come Karun». E ancora: «Guardati dall'accoppiarti con una vecchia, anche se ti sommergesse di favori». Oppure: «Il coito delle vecchie è cibo velenoso».
Sappi che chi si unisce con una donna più giovane acquista nuovo vigore; se la compagna ha la sua stessa età, egli non trarrà alcun vantaggio dal coito; mentre, se è più vecchia, la donna prenderà tutta la forza dell'uomo per sé. A questo proposito meditate sui seguenti versi:

Evita di unirti con donne vecchie;
Nel loro seno c'è il veleno dell'arakim.

Un proverbio dice inoltre: «Non servire una donna vecchia, nemmeno se si offrisse di mantenerti a semolino e pane di mandorle».
La pratica eccessiva del coito nuoce alla salute, perché si emette troppo sperma. Come il burro ricavato dalla panna rappresenta la quintessenza del latte e, una volta scremato, il latte perde le sue qualità, così lo sperma è la quintessenza del nutrimento e la sua perdita è debilitante. Inoltre le condizioni del corpo e, per conseguenza, la qualità dello sperma, dipendono direttamente da ciò che mangi. Quindi, se un uomo si dedica con passione alle gioie del coito, senza affaticarsi troppo, può sostenersi con alimenti che danno forza, come dolciumi, aromi, carne, miele, uova e simili. Chi segue questo regime è protetto contro i seguenti mali, che possono derivare dal coito eccessivo.
Primo, perdita del potere generativo.
Secondo, deterioramento della vista. Anche se puoi non diventare cieco, sarai almeno colpito da malattie agli occhi, se non seguii miei consigli.
Terzo, perdita della forza fisica. Puoi diventare come l'uomo che vuole volare ma non può; che inseguendo qualcuno non riesce a prenderlo o che portando un peso, o lavorando, si sente presto stanco e prostrato.
Chi non vuole sentire la sofferenza per la mancanza del coito usi la canfora. Mezzo mitskal di questa sostanza sciolta nell'acqua, rende l'uomo che la beve insensibile ai piaceri dell'amplesso. Molte donne usano questo preparato quando sono gelose di una rivale o hanno bisogno di riposo dopo grandi eccessi. Allora cercano di procurarsi la canfora rimasta dopo un funerale e non esitano a spendere denaro per ottenerla dalle vecchie che si occupano dei cadaveri. Esse usano anche il fiore dell'enné, che è chiamato faria; l'immergono nell'acqua, finché questa diventa gialla, ottenendo così un'infusione che ha quasi lo stesso effetto della canfora.
Il presente capitolo non sarebbe il luogo più adatto per far conoscere questi rimedi; ma ho pensato che tale informazione, come è data qui, possa essere utile a molte persone. Vi sono cose che possono diventare nocive, finendo col far male alla salute. Esse sono: il troppo sonno, i lunghi viaggi in periodi sfavorevoli, che, soprattutto nei paesi freddi, possono indebolire il corpo e provocare malattie alla spina dorsale; gli stessi effetti sono possibili se si maneggiano abitualmente materiali che causano freddo e umidità, come gesso, intonaco e simili. Il coito è inoltre pericoloso per gli individui che hanno difficoltà a orinare.
L'abitudine di mangiare cibi acidi è debilitante.
Lasciare il membro nella vulva dopo l'eiaculazione, sia per lungo sia per breve tempo, indebolisce l'organo e lo rende meno abile al coito.
Giacendo con una donna, fai l'amore parecchie volte se te ne senti disposto, ma bada di non eccedere, perché è vero che: «L'uomo che si dedica al gioco d'amore per soddisfare i propri bisogni e i propri desideri, prova il piacere più intenso e durevole; ma chi lo fa per accondiscendere alla lussuria altrui, languirà, perderà tutto il suo desiderio e finirà col diventare impotente al coito».
Il senso di queste parole è che un uomo, quando se ne sente disposto, può dedicarsi alla pratica del coito con più o meno ardore, secondo il suo desiderio, e in qualsiasi momento voglia, senza alcun timore di futura impotenza, se è spinto soltanto dal suo desiderio di giacere con una donna.
Ma chi fa l'amore nell'interesse altrui, vale a dire soltanto per soddisfare la passione della sua compagna, e si spinge a ogni eccesso per raggiungere questo fine impossibile, agisce contro se stesso e mette in pericolo la propria salute per compiacere un'altra persona.
Altrettanto nocivo si può considerare il coito nel bagno, o immediatamente dopo essere usciti dal bagno; come pure se ci si è appena purgati, osi è subito da poco un salasso e simili. Bisogna evitare anche di accoppiarsi dopo una grossa bevuta. Fare l'amore con una donna durante le sue mestruazioni è nocivo sia all'uomo sia alla donna stessa, perché in quel periodo il suo utero è freddo e il suo sangue impuro, e se la più piccola goccia di esso dovesse entrare nel canale urinario dell'uomo, ne potrebbero derivare molti malanni. Quanto alla donna, essa non prova alcun piacere durante il mestruo e in quei giorni detesta il coito. Quanto all'amplesso nel bagno, alcuni dicono che non se ne trae piacere, se, come si crede, l'intensità del godimento dipende dal calore della vulva, poiché nel bagno essa non può che essere fredda e quindi inadatta a dare piacere. Inoltre non bisogna dimenticare che l'acqua, penetrando negli organi sessuali dell'uomo o della donna, può portare a gravi conseguenze.
Il coito dopo un pasto abbondante può provocare la rottura degli intestini. Va anche evitato dopo una grossa fatica fisica e in un periodo di gran freddo o di gran caldo.
Tra gli incidenti che possono derivare dal coito nei paesi caldi si può citare la cecità improvvisa, senza sintomi precedenti.
Bisogna evitare di ripetere l'atto senza lavare le parti, poiché questo può indebolire la potenza virile.
L'uomo deve anche evitare di accoppiarsi con la moglie quando questa è in stato d'impurità legale, perché, se dovesse restare incinta, il bambino potrebbe non essere sano.
Non rimanete vicino alla donna dopo aver eiaculato, perché la disposizione a ricominciare ne verrà diminuita.
Bisogna aver cura di non portare grossi pesi sulla schiena o sforzare troppo la mente, se non si vuole ostacolare l'attività sessuale. Non va nemmeno bene indossare sempre indumenti di seta, poiché questi diminuiscono l'energia per la copula.
Anche le vesti di seta indossate dalla donna nuocciono alla capacità d'erezione del membro virile.
Il digiuno, se prolungato, calma il desiderio sessuale, ma all'inizio lo eccita.
Astieniti dai liquidi oleosi, poiché con l'andare del tempo essi diminuiscono la forza fisica necessaria al coito.
Il tabacco, normale o aromatizzato, ha un effetto analogo.
È male lavare gli organi sessuali con acqua fredda subito dopo il coito; in generale, l'acqua fredda placa il desiderio, mentre quella calda lo rafforza.
La conversazione con una giovane donna eccita nell'uomo un'erezione e una passione proporzionale alla giovinezza della medesima.
Un arabo fece questa raccomandazione alla figlia, mentre la portava dal marito: «Profumati con l'acqua! » intendendo che doveva lavarsi spesso, piuttosto che cospargersi di profumi; questi ultimi, inoltre, non vanno bene per tutti.
Si racconta anche che, avendo una donna detto al marito: «Sei proprio un uomo da nulla, non ti profumi nemmeno! » egli ribattè: «Sudiciona, sta alla donna emanare un buon odore!»
Abusando del coito si perde il gusto per i suoi piaceri; come rimedio a questo male, chi ne soffre deve spalmare sul membro un miscuglio di miele e sangue di caprone. Questo avrà un effetto meraviglioso sulla sua capacità di fare l'amore.
Anche la lettura del Corano, si dice, predispone al coito.
Ricorda che un uomo prudente si guarderà dall'abusare del coito. Lo sperma è l'acqua della vita; se lo usi con parsimonia, sarai sempre pronto al piacere sessuale; esso è la luce dei tuoi occhi; non sprecano ogni qual volta hai voglia di godere, perché altrimenti rischi molti mali. I medici saggi dicono: «Una costituzione robusta è indispensabile per l'amplesso e chi ne è dotato può dedicarsi al piacere senza pericolo; ma questo non vale per l'uomo debole, che corre un grave rischio indulgendo liberamente al piacere sessuale».
Il saggio Es Sakli elenca i limiti che un uomo deve osservare in questo campo: gli uomini flemmatici o sanguigni non dovrebbero fare l'amore più di due o tre volte al mese; quelli collerici o ipocondriaci, soltanto una o due volte. Eppure è un fatto che, al giorno d'oggi, molti uomini dotati di questi quattro temperamenti sono insaziabili riguardo all'amplesso e vi si dedicano giorno e notte, senza curarsi di esporsi a gravi malattie, sia interne sia esterne.
Le donne sono più favorite degli uomini, per quanto riguarda l'indulgere alla loro passione per il coito. Questa è in effetti la loro specialità e per loro è tutto godimento, mentre gli uomini corrono molti rischi abbandonandosi senza freni ai piaceri d'amore.
Avendo così presentato i pericoli che possono derivare dal coito, mi sembra utile farti conoscere i versi seguenti, che contengono consigli igienici a questo riguardo. Essi sono stati scritti per ordine di Harun ci Raschid dai più celebri medici dei suo tempo, ai quali egli aveva chiesto d'informarlo sui rimedi per combattere con successo i mali causati dal coito.

Mangia lentamente, se vuoi che il cibo ti giovi,
E bada che la tua digestione sia buona.
Attento ai cibi duri da masticare;
Sono un cattivo nutrimento ed è bene astenersene.
Non bere subito dopo la fine del pasto
O sarai a mezza strada per incontrare una malattia.
Non tenerti dentro il cibo in eccesso
E, se sei in troppo schizzinosa compagnia,
Liberati qualche tempo prima di metterti a letto
Poiché per il riposo questa è la prima necessità.
Sta' lontano da droghe e medicine
Ricorrendovi soltanto se sei molto malato.
Usa tutte le opportune precauzioni,
Poiché esse mantengono il tuo corpo in salute
E sono il tuo miglior sostegno.
Non bramare troppo le donne dai seni rotondi;
Ben presto l'eccesso di piacere ti renderà debole,
Nel coito troverai una malattia
E troppo tardi allora scoprirai
Che nella copula la tua acqua di vita
Si riversa nella vulva della donna.
Soprattutto guardati dalla femmina anziana
Poiché veleno per te saranno i suoi amplessi.
A giorni alterni con un bagno monda il tuo corpo.
Ricorda questi precetti e seguili.

Queste furono le regole date dai saggi al Signore di benevolenza e bontà, al generoso tra i generosi. Tutti i saggi e i medici concordemente affermano che molti dei malanni che affliggono l'uomo derivano dall'abuso del coito. Dunque, chi desidera preservare la sua salute, in particolare la vista, e condurre una vita piacevole, goda con moderazione delle gioie d'amore, sapendo che da esse possono derivare i mali più grandi.

IL GIARDINO PROFUMATO 3