STENDHAL (Henri-Marie Beyle)
DELL'AMORE
Traduzione di Maddalena
Bertel
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IL LIBRO DA GARZANTI
PREFAZIONE
Un autore
sollecita invano l'indulgenza del pubblico, la pubblicazione infatti l a
smentire questa pretesa modestia. Egli ottiene maggior favore rimettendosi alla
giustizia, alla pazienza, all'imparzialit dei suoi lettori. Ma soprattutto a
quest'ultima disposizione che l'autore della presente opera si appella. Avendo
spesso sentito parlare, in Francia, di scritti, di opinioni, di sentimenti veramente
francesi, ha
ragione di temere, presentando i fatti realmente come sono e non mostrando
stima che per i sentimenti e le opinioni che sono veri dappertutto, di aver armato contro di s quel
sentimento d'intolleranza che da qualche tempo vediamo eretto come virt,
sebbene il suo carattere sia molto equivoco. Infatti, che cosa diventerebbero
la storia, la morale, la scienza perfino e le lettere, qualora dovessero essere
veramente tedesche, veramente russe o italiane, veramente spagnole o inglesi,
non appena si fosse oltrepassato il Reno, le montagne o la Manica? Cosa pensare
di questa giustizia e di queste verit geografiche? Quando vediamo espressioni
quali dedizione veramente spagnola, virt veramente inglesi usate seriamente nei discorsi dei
patrioti stranieri, sarebbe veramente tempo di diffidare del sentimento che ne detta,
altrove, di assolutamente simili. A Costantinopoli e presso tutti i popoli
barbari, questa parzialit cieca ed esclusiva per il proprio paese un furore
che richiede del sangue; nei popoli civili, una vanit sorfferta, infelice,
inquieta, disperata quando la si ferisce appena.
LIBRO PRIMO
I
SULL'AMORE
Cerco di
capire questa passione nella quale tutti gli sviluppi sinceri portano il segno
della bellezza.
Ci sono
quattro amori diversi:
1..
L'amore-passione, che quello della monaca portoghese, di Eloisa per Abelardo,
del capitano di Vsel, e della guardia di Cento.
2.
L'amore-gusto, che regnava a Parigi intorno al 1760, e che troviamo nelle
memorie e nei romanzi dell'epoca, in Crbillon, Lauzun, Duclos, Marmontel,
Chamfort, la signora d'Epinay ecc... ecc...
un quadro
questo dove tutto, persino le ombre,deve essere tinteggiato di rosa, in cui non
deve comparire nulla di spiacevole per nessuna ragione, sotto pena di mancare
di pratica del mondo, di buone maniere, di finezza ecc. Un uomo di rango sa in
anticipo tutti i procedimenti che deve usare e incontrare nelle diverse fasi di
questo amore; e poich niente qui passione e imprevisto, questo sentimento ha
spesso pi delicatezza dell'amore vero perch sempre provvisto di molta
intelligenza; una miniatura fredda e graziosa paragonata a un quadro dei
Carracci, e mentre l'amorepassione ci trasporta al di l di ogni nostro
interesse, l'amore-gusto sa sempre conformarvisi. vero che se si toglie a
questo povero amore la vanit, di lui resta ben poca cosa; una volta privato
della vanit un convalescente indebolito che pu appena trascinarsi.
3. L'amore
fisico.
A caccia,
si trova una bella contadina fresca che fugge nel bosco. Tutti conoscono
l'amore fondato su questo tipo di piaceri. Per quanto arido e misero ne sia il
carattere, si incomincia cos a sedici anni.
4. L'amore
di vanit.
L'immensa
maggioranza degli uomini, soprattutto in Francia, desidera una moglie alla
moda, come si possiede un bel cavallo, in quanto cosa necessaria al lusso di un
giovanotto. La vanit, pi o meno lusingata, pi o meno eccitata, fa nascere
degli slanci. Qualche volta accompagnata dall'amore fisico ma non sempre ;
spesso non c' neppure il piacere fisico. Una duchessa ha sempre soltanto
trent'anni per un borghese, diceva la duchessa di Chaulnes; e gli assidui della
corte di quell'uomo giusto che fu il re Luigi d'Olanda si ricordano ancora con
divertimento una bella signora dell'Aia che non riusciva a non trovare affascinante
un uomo che fosse duca o principe. Ma, fedele al principio monarchico, non
appena a corte arrivava un principe, si liquidava il duca: ella era come la
decorazione del corpo diplomatico.
Il caso pi
fortunato di questa piatta relazione quello in cui il piacere fisico
accresciuto dall'abitudine. I ricordi fanno allora assomigliare questa
relazione all'amore; c' il puntiglio dell'amor proprio e la tristezza quando
si lasciati ; e, presi alla gola da idee da romanzo, ci si crede innamorati e
malinconici, poich la vanit aspira a reputarsi grande passione. Quel che
certo che, a qualunque genere d'amore si debba il piacere, dal momento in cui
c' esaltazione dell'anima, esso vivo e il suo ricordo travolgente; e in
questa passione, al contrario della maggior parte delle altre, il ricordo di
ci che si perduto sembra sempre al di sopra di ci che ci si pu attendere
dall'avvenire.
Qualche
volta nell'amore di vanit l'abitudine o il disperare di trovare di meglio
producono una sorta d'amicizia, la meno piacevole di tutte le specie: si vanta
della sua sicurezza ecc...
Il piacere
fisico, essendo nella natura, conosciuto da tutti, ma non occupa che un posto
subordinato agli occhi delle anime tenere e appassionate. Cos, se vero che
esse hanno dei lati ridicoli in societ, e se spesso la gente di mondo, coi
suoi intrighi, le rende infelici, in compenso esse conoscono gioie per sempre
inaccessibili ai cuori che palpitano solo per la vanit o per il denaro. Alcune
donne virtuose e tenere non hanno quasi idea dei piaceri fisici; esse vi si
sono raramente esposte, se si pu parlare cos, e anche in quel caso gli slanci
dell'amore-passione hanno quasi fatto loro dimenticare i piaceri del corpo.
Ci sono
uomini vittime e strumenti d'un orgoglio infernale, un orgoglio all'Alfieri.
Questi, che forse sono crudeli, perch, come Nerone, tremano sempre, giudicando
tutti gli uomini sulla misura del proprio sentimento, questi, dico, non possono
raggiungere il piacere fisico se non in quanto sia accompagnato dalla pi
grande soddisfazione possibile dell'orgoglio, cio se non in quanto essi
esercitino delle crudelt sulla compagna dei loro piaceri. Da qui gli orrori di
Justine.
Questi uomini non trovano a minor prezzo il sentimento della sicurezza.
Per il
resto, invece di distinguere quattro amori diversi, se ne possono benissimo
ammettere otto o dieci sfumature. Ci sono forse tra gli uomini tanti modi di
sentire che di vedere, ma queste differenze di nomenclatura non cambiano in
nulla i ragionamenti che seguono. Tutti gli amori che si possono vedere sulla
terra, nascono vivono e muoiono, o si elevano all'immortalit, seguendo le
stesse leggi.
II
SULLA NASCITA DELL'AMORE
Ecco cosa
succede nell'animo:
1.
L'ammirazione.
2. Ci si
dice: che piacere darle baci, riceverne ecc.
3. La
speranza.
Si studiano
le perfezioni: in questo momento che una donna dovrebbe arrendersi, perch il
piacere fisico sia pi grande possibile. Anche nelle donne pi riservate gli
occhi arrossiscono nel momento della speranza; la passione cos forte, il
piacere cos vivo che si tradisce attraverso dei segni evidenti.
4. L'amore
nato.
Amare
provare piacere nel vedere, toccare, sentire con tutti i sensi, e da tanto
vicino quanto possibile un oggetto amabile e che ci ama.
5. Comincia
la prima cristallizzazione.
Ci si
compiace di ornare di mille perfezioni una donna del cui amore si sicuri; si
analizza nei minimi particolari la propria felicit con una compiacenza
infinita. Il che si riduce poi ad esagerare la portata di una magnifica
propriet, che ci appena caduta dal cielo, che non si conosce, ma del cui
possesso siamo certi.
Lasciate
lavorare la testa di un amante per ventiquattr'ore, ed ecco cosa troverete.
Alle miniere di sale di Salisburgo, si getta, nelle profondit abbandonate
della miniera, un rametto d'albero spoglio a causa dell'inverno; due o tre mesi
dopo lo si ritrae coperto di cristallizzazioni brillanti: i rami pi piccoli,
quelli che non sono pi grossi della zampina di una cinciallegra, sono guarniti
d'una infinit di diamanti, mobili e abbaglianti; impossibile riconoscere il
rametto primitivo.
Quel che
chiamo cristallizzazione, l'operazione dello spirito che trae da tutto ci
che si presenta la scoperta di nuove perfezioni nell'oggetto amato. Un
viaggiatore parla della freschezza dei boschi d'aranci a Genova, sulla riva del
mare, nei giorni brucianti dell'estate; che piacere gustare questa freschezza
con lei!
Un vostro
amico si rompe un braccio a caccia; com' dolce ricevere le cure di una donna
che si ama! Essere sempre con lei e vederla amarvi continuamente, farebbe quasi
benedire il dolore; e partite dal braccio rotto dell'amico, per non pi
dubitare dell'angelica bont della vostra innamorata. In una parola, basta
pensare a una perfezione per vederla in ci che si ama.
Questo
fenomeno, che mi permetto di chiamare cristallizzazione viene dalla natura che ci ordina
di provar piacere e che ci fa salire il sangue al cervello, per il sentimento
che i piaceri aumentano con le perfezioni dell'oggetto amato, e per l'idea:
ella mia. Il selvaggio non ha tempo d'andare al di l del primo punto. Prova
piacere, ma l'attivit del suo cervello impegnata a seguire il daino che
fugge nella foresta e con la cui carne egli deve ristorare le sue forze al pi
presto, se non vuol cadere sotto l'ascia del suo nemico.
All'altro
estremo della civilt, io non dubito che una donna tenera arrivi al punto di
trovare il piacere soltanto con l'uomo che ama.
l'opposto
del selvaggio. Ma nelle nazioni civili essa ha del tempo libero mentre il
selvaggio cos occupato alle sue faccende che obbligato a trattare la sua
femmina come una bestia da soma. Se le femmine di molti animali sono pi
felici, dipende dal fatto che i mezzi di sussistenza dei maschi sono pi
sicuri.
Ma lasciamo
le foreste per tornare a Parigi. Un uomo appassionato vede tutte le perfezioni
in ci che ama; e tuttavia l'attenzione pu essere distratta, perch l'animo si
sazia di tutto ci che uniforme, persino della perfetta felicit. Ecco ci
che sopraggiunge a fissare l'attenzione:
6. Nasce il
dubbio.
Dopo che
dieci o dodici sguardi, od ogni altra serie d'azioni che possono durare un
momento come parecchi giorni, hanno dapprima dato e poi confermato le speranze,
l'amante, ripresosi dal suo primo stupore e abituatosi alla sua felicit,
oppure guidato dalla teoria che, per esser sempre basata sui casi pi
frequenti, non si occupa che delle donne facili, l'amante dico, chiede dei
pegni pi sicuri e vuole forzare la sua felicit.
Gli viene
opposta dell'indifferenza, della freddezza o anche della collera, se mostra
troppa sicurezza; in Francia una sfumatura d'ironia che sembra dire: Vi
credete pi avanti di quanto non siate. Una donna si comporta cos, sia che si
riprenda da un momento di ebbrezza e obbedisca al pudore ch'essa teme d'aver
infranto, sia semplicemente per prudenza o per civetteria.
L'amante
arriva fino a dubitare della felicit che si riprometteva; diventa severo sulle
ragioni di sperare che ha creduto intravedere.
Vuole
ripiegare sugli altri piaceri della vita, li trova nullificati. Il timore d'una infelicit
terribile lo afferra e con lei l'attenzione profonda.
7. Seconda
cristallizzazione.
Allora
comincia la seconda cristallizzazione che produce come diamanti delle conferme
a quest'idea:
Ella mi
ama.
In ogni
quarto d'ora notturno susseguente alla nascita dei dubbi, dopo un attimo di
orrenda infelicit, l'amante si dice: S, mi ama; e la cristallizzazione si
volge alla scoperta di nuovi incanti; poi il dubbio dall'occhio stralunato
s'impadronisce di lui e lo arresta di colpo, facendolo trasalire. Il suo petto
dimentica di respirare. Egli si dice: Ma lei, mi ama?
In mezzo a
queste alternative strazianti e deliziose, il povero amante sente vivamente:
Ella mi darebbe piaceri tali che lei sola al mondo pu darmi.
l'evidenza di questa verit, questo trovarsi sul bordo estremo d'un
precipizio orribile, mentre si tocca con l'altra mano la perfetta felicit, che
conferisce tanta superiorit alla seconda cristallizzazione rispetto alla
prima.
L'amante
vaga senza fine tra queste tre idee:
1. Ella
possiede tutte le perfezioni.
2. Ella mi
ama.
3. Come
fare per ottenere da lei la pi grande prova d'amore possibile?
Il momento
pi straziante dell'amore ancor giovane quello in cui egli si accorge che ha
fatto un falso ragionamento e che deve distruggere tutta una parte di
cristallizzazione.
Si dubita
allora della cristallizzazione stessa.
III
SULLA SPERANZA
Basta un piccolissimo
motivo di speranza per causare la nascita dell'amore.
La speranza
pu anche mancare dopo due o tre giorni; l'amore tuttavia nato.
Con un
carattere deciso, temerario, impetuoso e un'immaginazione sviluppata dalle
disgrazie della vita.
Il grado di
speranza pu essere pi piccolo;
La speranza
pu cessare pi presto, senza uccidere l'amore.
Se l'amante
ha avuto delle disgrazie, se ha il carattere tenero e pensoso, se dispera delle
altre donne, se ha un'ammirazione viva per quella in questione, nessun piacere
comune potr distrarlo dalla seconda cristallizzazione. Egli preferir sognare
alla possibilit la pi incerta di piacerle un giorno, piuttosto che ricevere
da una donna qualunque tutto ci che essa pu accordare.
Egli
avrebbe bisogno, in quel periodo e non pi tardi, badate bene, che la donna che
ama uccidesse la sua speranza in modo atroce e lo colmasse di quel disprezzo
pubblico che divide per sempre le persone.
La nascita
dell'amore ammette fra tutte queste epoche intervalli molto pi lunghi.
Essa esige
molta pi speranza, nella gente fredda, flemmatica, prudente, e una speranza
molto pi nutrita. Lo stesso avviene con le persone non pi giovani.
Quel che
rende sicura la durata dell'amore, la seconda cristallizzazione, durante la quale
si vede ad ogni istante che il problema essere amato o morire. Dopo questa
convinzione di tutti i minuti, resa abitudine da parecchi mesi d'amore, come
poter sopportare anche soltanto il pensiero di cessare d'amare? Pi un
carattere forte, meno soggetto all'incostanza.
Questa
seconda cristallizzazione manca quasi del tutto negli amori ispirati dalle
donne che si arrendono troppo alla svelta.
A partire
dal momento in cui l'opera delle cristallizzazioni compiuta, soprattutto
della seconda che di gran lunga la pi forte, gli occhi indifferenti non
riconoscono pi il ramo d'albero.
Poich,1)
ornato di perfezioni o di diamanti che essi non vedono; 2) ornato di
perfezioni che non sono tali per loro.
La
perfezione di certe bellezze di cui gli parla un antico amico della sua amata,
e una certa sfumatura di vivacit scorta nei suoi occhi, sono un diamante della
cristallizzazione di Del Rosso. Queste idee intraviste appena durante una
serata, lo fanno sognare tutta una notte.
Una replica
improvvisa che mi fa conoscere pi chiaramente un'anima tenera, generosa,
ardente, o, come dice il popolo, romantica, capace di mettere al di sopra della felicit dei
re il semplice piacere di passeggiare sola col suo amante a mezzanotte, in un
bosco solitario, mi fa anche sognare tutta la notte.
Egli dir
che la mia amante una puritana; io dir che la sua una prostituta.
IV
In un'anima
perfettamente indifferente, una giovinetta che abiti in un castello isolato in
fondo a una campagna, il pi piccolo stupore pu generare una piccola
ammirazione, e, se sopravviene la pi leggera speranza, fa nascere l'amore e la
cristallizzazione.
In questo
caso l'amore piace in principio come cosa divertente.
Lo stupore
e la speranza sono potentemente assecondati dal bisogno d'amore e dalla
malinconia che si prova a sedici anni. abbastanza noto che l'inquietudine di
quest'et sete d'amore, ed proprio della sete di non essere eccessivamente
difficile sulla natura dell'abbeveraggio, che il caso le presenta.
Ricapitoliamo
le sette epoche dell'amore; esse sono:
1.
L'ammirazione.
2. Che
piacere ecc...
3. La
speranza.
4. L'amore
nato.
5. Prima
cristallizzazione.
6. Il
dubbio appare.
7. Seconda
cristallizzazione.
Pu passare
un anno tra il numero uno e il numero due.
Un mese tra
il numero due e il numero tre; e se la speranza non si affretta a venire, si
rinuncia insensibilmente al numero due, come a qualcosa che procura infelicit.
Un batter
d'occhio tra il numero tre e il numero quattro.
Non c'
intervallo tra il numero quattro e il numero cinque. Non potrebbero essere
separati che dall'intimit.
Pu passare
qualche giorno, a seconda del grado di impulsivit e dell'abituale audacia del
carattere tra i numeri cinque e sei; e non c' intervallo tra il sei e il
sette.
V
L'uomo non
libero di non fare ci che gli procura pi piacere di tutte le altre azioni
possibili.l L'amore come la febbre, nasce e si spegne senza che la volont vi
abbia la pi piccola parte. Ecco una delle principali differenze tra
l'amore-gusto e l'amore-passione, e non si pu congratularsi delle belle
qualit di ci che si ama, se non come di un caso fortunato. Infine, l'amore
di tutte le et: guardate la passione di Madame du Deffand per il poco seducente
Orazio Walpole. Ci si ricorda forse ancora a Parigi d'un esempio pi recente e
soprattutto pi piacevole.
Io non
ammetto, come prova delle grandi passioni, che quelle tra le loro conseguenze
che sono ridicole. Per esempio, la timidezza, come prova dell'amore; non parlo
naturalmente del falso pudore all'uscita dal collegio.
VI
IL RAMOSCELLO DI SALISBURGO
La
cristallizzazione non cessa quasi mai in amore. Ecco la sua storia: Finch non
si sta bene con ci che si ama, si ha la cristallizzazione a soluzione
immaginaria:
soltanto attraverso l'immaginazione si sicuri che una certa perfezione esiste
nella donna che si ama. Dopo l'intimit, i timori che rinascono senza tregua
sono pacificati da soluzioni pi reali. Cos la felicit uniforme soltanto e
sempre alla sua sorgente. Ogni giorno ha un fiore diverso.
Se la donna
amata cede alla passione che prova e cade nell'errore enorme di uccidere il
timore con la vivacit dei suoi slanci, la cristallizzazione cessa un istante,
ma quando l'amore perde di vivacit, cio di timore, acquista la grazia d'un
intero abbandono, d'una confidenza senza limiti ; una dolce abitudine viene a
smussare tutte le pene della vita, e a dare al godimento un altro tipo
d'interesse.
Qualora
siate piantato, la cristallizzazione ricomincia; e ogni atto d'ammirazione, la
vista di ogni gioia ch'ella pu darvi e alla quale non pensavate pi, termina
con questa riflessione dolorosa: Questa felicit cos incantevole, non la
riavr mai! ed
per colpa mia che la perdo! Che se poi cercate la felicit in sensazioni
d'un altro tipo, il vostro cuore si rifiuta di provarle. La vostra
immaginazione vi dipinge bene la posizione fisica, vi mette facilmente su un
cavallo veloce, a caccia, nei boschi del Devonshire, ma voi vedete, voi sentite
chiaramente che non provereste alcun piacere. .Ecco l'errore d'ottica che
provoca il colpo di pistola.
Anche il
gioco ha la sua cristallizzazione generata dall'impiego che si dovr fare della
somma che si vincer.
I giochi di
corte, cos rimpianti dai nobili, sotto il nome di legittimit, erano tanto
appassionanti solo per la cristallizzazione che suscitavano. Non c'era
cortigiano che non sognasse la fortuna rapida d'un Luynes o d'un Lauzun, n
donna cortese che non vedesse in prospettiva il ducato della signora di
Polignac. Nessun governo fondato sulla ragione pu ridare quella
cristallizzazione. Niente cosi antiimmaginazione quanto il governo degli
Stati Uniti d'America. Abbiamo visto che i loro vicini, i selvaggi, non
conoscevano quasi la cristallizzazione. I Romani non ne avevano idea e non la
trovavano che per l'amore fisico.
L'odio ha
la sua cristallizzazione; a partire dal momento in cui si pu sperare di
vendicarsi, si ricomincia ad odiare.
Se ogni
fede in cui c' dell'assurdo o del non dimostrato tende sempre a mettere alla testa del partito le
persone pi assurde, questo ancora uno degli effetti della cristallizzazione. C' cristallizzazione, anche in
matematica, (vedete i newtoniani del 1740) nelle teste di coloro che non
possono in ogni momento rendersi presenti tutte le parti della dimostrazione di
ci che esse credono.
A prova di
ci guardate il destino dei grandi filosofi tedeschi la cui immortalit tante
volte proclamata, non riesce mai ad andare oltre i trenta o quaranta anni.
solo per il fatto che non pu rendersi conto del perch dei suoi sentimenti che l'uomo
pi saggio fanatico per la musica.
Non si pu
con la volont provare a se stessi che si ha ragione, contro un certo
contraddittore.
VII
SULLE DIFFERENZE DI NASCITA DELL'AMORE NEI DUE SESSI
Le donne
prendono attaccamento attraverso i favori. Siccome i diciannove ventesimi dei
loro sogni abituali sono relativi all'amore, dopo l'intimit, questi sogni si
raggruppano intorno ad un solo oggetto; esse si mettono a giustificare un passo
cos straordinario, cos decisivo, cos contrario a tutte le abitudini del
pudore. Questo lavorio non esiste negli uomini; pi tardi l'immaginazione delle
donne passa minutamente in rivista e a proprio agio istanti cos deliziosi.
Siccome
l'amore fa dubitare delle cose pi dimostrate, quella donna che, prima
dell'intimit, era sicurissima che il suo amante fosse al di sopra del comune,
non appena pensa di non aver pi nulla da rifiutargli, trema che egli non abbia
cercato che una donna di pi da aggiungere alla sua lista. Allora soltanto
compare la seconda cristallizzazione che, per essere accompagnata dal timore,
di gran lunga la pi forte.
Una donna
crede da regina essersi fatta schiava. Questo stato dell'anima e dello spirito
favorito dall'eccitazione nervosa che fanno nascere piaceri tanto pi
sensibili quanto pi sono rari. Infine una donna, davanti al telaio da ricamo,
opera insipida e che occupa solo le mani, pensa al suo amante, mentre questi,
che galoppa nella pianura col suo squadrone, messo agli arresti se fa
eseguire un falso movimento.
Io sarei
disposto dunque a pensare che la seconda cristallizzazione molto pi forte
nelle donne perch il timore pi vivo: la vanit e l'onore sono compromessi,
o, almeno, le distrazioni sono pi difficili.
Una donna
non pu essere guidata da quell'abitudine ad essere razionale che io, uomo,
contraggo forzatamente nel mio ufficio, lavorando sei ore al giorno, a cose
fredde e razionali. Anche fuori dell'amore, esse sono inclini ad abbandonarsi
alla loro immaginazione, ed hanno abitualmente dell'esaltazione; la
disparizione dei difetti dell'oggetto amato deve dunque essere in loro pi
rapida.
Le donne
preferiscono le emozioni alla ragione; semplicissimo: siccome, in virt dei
nostri piatti costumi, esse non sono incaricate di nessun affare nella
famiglia, la ragione non mai per loro di utilit, esse non la percepiscono mai
come buona per qualche cosa.
Essa invece
per loro sempre nociva, perch compare in loro solo per sgridarle d'aver provato piaceri
ieri, o per ordinar loro di non pi provarne domani.
Date a
vostra moglie da sistemare i vostri affari con i fattori di due delle vostre
terre, scommetto che ella terr i registri meglio di voi, e allora, triste
despota, avrete almeno il diritto di lamentarvi, non avendo il talento di farvi amare.
Appena le donne cominciano a fare ragionamenti di carattere generale, esse
fanno dell'amore senza accorgersene. Nei particolari esse si piccano di essere
pi severe e pi esatte degli uomini. La met del piccolo commercio affidato
alle donne, incarico che esse assolvono meglio dei loro mariti. massima
conosciuta che parlando d'affari con loro, la seriet non mai troppa. Il
fatto che esse sono sempre e ovunque avide d'emozione: pensate ai piaceri del
funerale in Scozia.
VIII
Questo
era il suo regno fantastico
preferito,
e qui essa edificava
i suoi
aerei palazzi.
Lammermoor, I, 70
Una
giovinetta di diciotto anni non ha abbastanza cristallizzazione in suo potere,
e formula desideri troppo limitati dalla poca esperienza che ha delle cose
della vita, per essere in grado di amare con altrettanta passione di una donna
di ventotto.
Stasera
esponevo questa dottrina a una donna di spirito che pretende il contrario.
Poich l'immaginazione di una giovinetta non raggelata da nessuna esperienza
spiacevole, e il fuoco della prima giovinezza vi si trova in tutto il suo
vigore, possibile che a proposito di un uomo qualunque, ella si crei un'immagine
incantevole. Ogni volta ch'ella incontrer il suo amante, gioir, non di ci
ch'egli in realt, ma dell'immagine deliziosa che si sar creata. Pi tardi,
disingannata nei riguardi del suo amante e di tutti gli uomini, l'esperienza
della triste realt avr diminuito in lei il potere della cristallizzazione, la
diffidenza avr tagliato le ali alla sua immaginazione. A proposito di un
qualunque uomo, foss'anche un prodigio, non potr pi formarsi un'immagine
altrettanto avvincente; ella dunque non potr pi amare con lo stesso fuoco
della sua prima giovinezza. E siccome in amore non si gioisce che
dell'illusione che ci si fa, mai l'immagine ch'ella potr crearsi a ventotto
anni avr la brillantezza e la sublimit di quella sulla quale era fondato il
suo primo amore di sedicenne, e il secondo amore sembrer sempre appartenere a
una categoria inferiore. No, Signora, la presenza della diffidenza che non
esisteva a sedici anni, evidentemente ci che deve dare un colore diverso a
questo secondo amore. Nella prima giovinezza, l'amore come un fiume immenso
che trascina tutto nel suo corso e al quale si sente che non si potrebbe
resistere. Ora, un'anima appassionata la si conosce a ventotto anni; ella .sa
che se per lei c' ancora felicit nella vita, all'amore che bisogna
chiederla; si stabilisce in quel povero cuore agitato, una lotta terribile tra
l'amore e la diffidenza. La cristallizzazione avanza lentamente; ma quella che
esce vittoriosa da questa prova terribile, in cui l'anima compie tutti i suoi movimenti
ponendosi sempre di fronte il pi spaventoso pericolo, mille volte pi
brillante e pi solida della cristallizzazione dei sedici anni, in cui per il
privilegio dell'et, tutto era gaiezza e felicit.
L'amore
deve dunque essere meno allegro e pi appassionato.
Questa
conversazione (Bologna, 9 marzo 1820) che contraddice un punto che mi sembrava
cos chiaro, mi fa sempre pi pensare che un uomo non pu dire quasi nulla di
sensato su ci che succede in fondo al cuore di una donna sensibile; quanto a
una donna leggera, diverso: in quel caso abbiamo anche sensi e vanit.
La non
somiglianza di nascita dell'amore nei due sessi deve provenire dalla natura
della speranza che non la stessa. L'uno attacca e l'altro difende; l'uno
domanda e l'altro rifiuta; l'uno ardito e l'altro molto timido.
L'uomo si
dice: potr piacerle? vorr amarmi?
La donna:
non per scherzo che dice di amarmi? un carattere solido? pu rispondere di
s sulla durata dei suoi sentimenti? cos che molte donne guardano e trattano
come un bambino un giovane di ventitr anni; se per ha fatto sei campagne
tutto cambia, un giovane eroe.
Nell'uomo
la speranza dipende soltanto dalle azioni di colei che ama; niente di pi
agevole da interpretare. Nelle donne la speranza deve fondarsi su delle
considerazioni morali molto difficili da apprezzare nel loro giusto valore. La
maggior parte degli uomini sollecita una prova d'amore che considera come
capace di dissipare tutti i dubbi; le donne non sono abbastanza fortunate per
poter disporre di una tale prova; ed esiste nella vita questa disgrazia, che
ci che fa la sicurezza e la felicit di uno degli amanti, costituisce il
pericolo e quasi l'umiliazione dell'altro.
In amore,
gli uomini corrono il rischio del tormento segreto dell'animo, le donne si
espongono alle facezie della gente; esse sono pi timide, e d'altra parte
l'opinione pubblica conta molto per loro, poich sii stimata, necessario. Esse non hanno un mezzo sicuro
di dominare l'opinione pubblica quale quello di esporre la loro vita per un
istante.
Le donne
devono dunque essere molto pi diffidenti. Grazie alle loro abitudini, tutti i
movimenti intellettuali che formano le epoche della nascita dell'amore, sono in
loro pi dolci, pi timidi, pi lenti, meno decisi; c' dunque pi disposizione
alla costanza; esse devono rinunciare con meno facilit ad una
cristallizzazione cominciata.
Una donna,
vedendo il suo amante, riflette con rapidit o si abbandona alla felicit di
amare, felicit da cui distolta spiacevolmente se egli accenna il pi piccolo
attacco, perch allora bisogna lasciare i piaceri per correre alle difese.
Il ruolo
dell'amante pi semplice; guarda gli occhi di ci che ama, un solo sorriso pu
metterlo al colmo della felicit, ed egli cerca continuamente di ottenerlo. Un
uomo umiliato dalla lunghezza dell'assedio; che fa invece la gloria di una
donna.
Una donna
capace di amare e, in un intero anno, di non dire che dieci o dodici parole all'uomo
che ella predilige. Essa tien nota al fondo di s del numero di volte che lo ha
visto; andata due volte con lui allo spettacolo, altre due volte s' trovata
a cena con lui, egli l'ha salutata tre volte al passeggio. Una sera, in un
gioco di societ, le ha baciato la mano; si nota che da quel momento ella non
permette pi, per nessuna ragione e persino a rischio di apparire singolare,
che le si baci la mano.
In un uomo,
questa condotta prenderebbe il nome di amore femminile, ci diceva Leonora.
IX
Faccio
tutti gli sforzi possibili per essere asciutto. Voglio imporre silenzio al mio
cuore che crede di avere molte cose da dire. Tremo sempre di non aver scritto
che un sospiro, quando credo di aver annotato una verit.
X
ESEMPI DI CRISTALLIZZAZIONE
Come prova
di cristallizzazione mi accontenter di ricordare il seguente aneddoto.
Una
giovinetta sente dire che Edoardo, un suo parente che sta per tornare
dall'esercito, un giovane della pi grande distinzione; le assicurano che
egli l'ama per la sua reputazione; ma egli vorr probabilmente vederla prima di
dichiararsi e di chiederla ai suoi genitori. In chiesa ella scorge un giovane
forestiero, lo sente chiamare Edoardo, non pensa che a lui, lo ama. Otto giorni
dopo arriva il vero Edoardo, non quello della chiesa, essa impallidisce e
sar per sempre infelice se la obbligano a sposarlo.
Ecco ci
che i poveri di spirito chiamano una follia dell'amore.
Un uomo
generoso colma una giovinetta povera dei benefici pi delicati; non si possono
avere maggiori virt delle sue e l'amore stava per nascere, ma egli porta un
cappello sformato, e lei lo vede montare a cavallo in modo goffo; la giovinetta
si dice sospirando che non pu rispondere alle premure che l'uomo le manifesta.
Un uomo fa
la corte alla pi onesta donna che frequenti in societ; ella viene a sapere
che quel signore ha avuto dei mali fisici ridicoli: le diviene insopportabile.
E tuttavia ella non aveva mai avuto l'idea di darsi a lui, e quei mali segreti
non nuocciono per nulla al suo spirito n alla sua amabilit. semplicemente
che la cristallizzazione resa da ci impossibile.
Perch un
essere umano possa occuparsi con delizia a divinizzare un oggetto amabile sia
che sia preso nella foresta delle Ardenne o al ballo di Coulon, bisogna per
prima cosa che gli sembri perfetto, non in tutti gli aspetti possibili, ma in
tutti quegli aspetti che egli vede al momento; non gli sembrer perfetto sotto
tutti i rapporti che dopo parecchi giorni dalla seconda cristallizzazione.
semplicissimo, basta allora avere l'idea di una perfezione per vederla in ci
che si ama.
Si vede qui
in che cosa la bellezza necessaria alla nascita dell'amore. Bisogna che la bruttezza non
ponga ostcolo. L'uomo che ama arriva presto a trovare bella la sua amante cos
come , senza pensare alla vera bellezza.
I tratti
che costituiscono la vera bellezza gli prometterebbero se li vedesse, e se
posso esprimermi cos, una quantit di felicit che indicher col numero uno,
ma i tratti della sua amante tali quali sono gli promettono mille unit di
gioia.
Prima della
nascita dell'amore, la bellezza necessaria come insegna; essa predispone alla passione
attraverso le lodi che si sentono rivolgere alla persona che si amer. Una
ammirazione vivissima rende decisiva la pi piccola speranza.
Nell'amore-gusto,
e forse nei primi cinque minuti dell'amore-passione, una donna che prenda un
amante tiene pi conto del modo in cui le altre donne vedono quest'uomo, che
del modo in cui lo vede essa stessa.
Di qui il
successo dei principi e degli ufficiali.
Le belle
dame della corte del vecchio Luigi XIV erano innamorate di questo principe.
Bisogna
guardarsi bene dal presentare alla speranza delle facilitazioni, prima di esser
sicuri che vi sia dell'ammirazione. Si farebbe nascere l'insignificanza, che
rende per sempre impossibile l'amore, o almeno che non pu essere guarita se
non per puntiglio d'amor-proprio.
Non si
prova simpatia n per lo sciocco, n per chi sorride a tutti; di qui la necessit di una
patina di scapestratezza, in societ; la nobilt dei modi. Non si coglie
neppure il sorriso
su una pianta troppo intristita. In amore la nostra vanit sdegna una vittoria
troppo facile, e, in nessun genere di cose, l'uomo portato a esagerare il
prezzo di ci che gli si offre.
XI
Una volta
che la cristallizzazione sia cominciata, si gode con delizia di ogni nuova
bellezza che si scopre in ci che si ama.
Ma cos' la
bellezza? una nuova capacit di darvi del piacere.
I piaceri
sono diversi in ogni individuo, e spesso sono opposti: questo spiega benissimo
come ci che bellezza per un individuo bruttezza per un altro (esempio
probante di Del Rosso e di Lisio, il I gennaio 1820).
Per
scoprire la natura della bellezza, conviene ricercare qual la natura dei
piaceri in ogni individuo; per esempio, a Del Rosso occorre una donna che
consenta qualche gesto ardito, e che, con i suoi sorrisi, autorizzi delle cose
molto spinte; una donna che, in ogni momento, abbia come oggetto della sua
immaginazione i piaceri fisici, e che ad un tempo ecciti il tipo di galanteria
proprio a Del Rosso e gli permetta di manifestarla.
Del Rosso,
a quanto pare, intende per amore l'amorefisico e Lisio l'amore-passione. Niente
di pi evidente che non debbano essere d'accordo sulla parola bellezza.
Poich la
bellezza che scoprite una nuova capacit di darvi del piacere, e i piaceri
variano come gli individui.
La
cristallizzazione che si forma nella testa di ogni uomo deve avere in s il colore dei piaceri di quest'uomo.
La
cristallizzazione dell'amante di un uomo, o la sua BELLEZZA, non altro che
l'insieme di TUTTE LE SODDISFAZIONI di tutti i desideri che egli ha potuto
formulare successivamente nei suoi riguardi.
XII
SEGUITO DELLA CRISTALLIZZAZIONE
Perch mai
si gode con delizia di ogni nuova bellezza che si scopre in ci che si ama?
Il fatto
che ogni nuova bellezza vi d la soddisfazione piena e completa di un
desiderio. La volete tenera, essa tenera; in seguito la volete fiera come
l'Emilia di Corneille, e, sebbene queste qualit siano probabilmente
incompatibili, ella appare all'istante con un'anima romana. Ecco la ragione
morale per la quale l'amore la pi forte delle passioni. Nelle altre, i
desideri devono accomodarsi alla fredda realt; qui la realt che fa tutto il
possibile per modellarsi sui desideri; tra le passioni dunque quella in cui i
desideri violenti comportano i pi grandi godimenti.
Ci sono
condizioni generali di felicit che estendono il loro dominio su tutti i modi
di soddisfare desideri particolari.
1. Ella
sembra di vostra propriet poich voi solo potete renderla felice.
2. Ella
giudice del vostro merito. Questa condizione era molto importante nelle corti
galanti e cavalleresche di Francesco I e di Enrico II o alla elegante corte di
Luigi XV. Sotto un governo costituzionale e che si regola sulla ragione, le
donne perdono interamente questa sfera d'influenza.
3. Per i
cuori romantici, pi ella avr l'animo sublime, pi saranno celesti e liberi
dal fango di ogni considerazione volgare, i piaceri che troverete nelle sue
braccia.
La maggior
parte dei giovani francesi di diciotto anni allieva di J.-J. Rousseau; questa
una condizione di felicit importante per loro.
In mezzo ad
operazioni cos deludenti per il desiderio della felicit, la testa si
smarrisce.
Dal momento
in cui ama, l'uomo pi saggio non vede pi nessun oggetto cos com'. Egli esagera nel diminuirsi i
suoi stessi vantaggi, e nell'aumentare i pi piccoli pregi dell'oggetto amato.
I timori e le speranze prendono all'istante qualcosa di romantico (di capriccioso). Non attribuisce
pi niente al caso; perde il senso della probabilit; una cosa immaginata una
cosa esistente per l'effetto che ha sulla sua felicit.
Un segno
terribile che la testa si smarrisce, che pensando a qualche piccolo fatto,
difficile da analizzare, voi lo vedete bianco, e lo interpretate in favore del
vostro amore; un istante dopo vi accorgete che in effetti era nero, ma lo
trovate ancora capace di concludere in favore del vostro amore. allora che un
animo in preda ad incertezze mortali sente vivamente il bisogno d'un amico; ma
per un amante non ci sono pi amici. Questo era noto a corte. Da qui la fonte
del solo genere d'indiscrezione che una donna delicata possa perdonare.
XIII
SUL PRIMO PASSO, SUL GRAN MONDO, SULLE SOFFERENZE
Ci che pi
stupisce nella passione d'amore, il primo passo, la stranezza del
cambiamento che si opera nella testa di un uomo.
Il gran
mondo, con le sue feste brillanti, serve all'amore in quanto favorisce questo primo
passo.
Comincia
col cambiare l'ammirazione semplice (n. 1) in ammirazione tenera (n. 2): Quale
piacere darle baci ecc...
Un valzer
veloce, in un salone illuminato da mille candele, getta nei giovani cuori
un'ebbrezza che fa sparire ogni timidezza, aumenta la coscienza delle proprie
forze e d loro infine l'audacia d'amare. Poich vedere un oggetto molto amabile non basta;
al contrario, l'estrema amabilit scoraggia le anime tenere, bisogna vederlo,
se non innamorato, almeno spoglio della sua maest.
Chi
s'azzarda a innamorarsi di una regina, a meno che ella non faccia delle
avances?
Niente
dunque pi favorevole alla nascita dell'amore, di una solitudine noiosa mista
a qualche ballo raro e a lungo desiderato; questo il modo di procedere delle
buone madri di famiglia che hanno delle figlie.
Il vero
gran mondo quale lo si trovava alla corte di Francia, e che io credo non esista
pi a partire dal 1780, era poco favorevole all'amore, in quanto rendeva
impossibili la solitudine e il tempo libero, indispensabili per il lavoro delle
cristallizzazioni.
La vita di
corte abitua a vedere e a obbedire a un gran numero di sfumature, e la pi piccola sfumatura pu
essere l'inizio d'una ammirazione e d'una passione. Quando le sofferenze
tipiche dell'amore sono mescolate ad altre sofferenze (dispiaceri di vanit, se la vostra amante offende il
vostro. legittimo orgoglio, i vostri sentimenti d'onore e di dignit personale;
guai di salute, di denaro, di persecuzione politica ecc.), solo in apparenza
l'amore accresciuto da questi contrattempi; siccome occupano l'immaginazione
con altre cose, essi impediscono, nell'amore che spera, le cristallizzazioni, e
nell'amore felice, la nascita dei piccoli dubbi. La dolcezza dell'amore e la
sua follia tornano quando quei dispiaceri sono spariti.
da notare
che le sofferenze favoriscono la nascita dell'amore nei caratteri leggeri o
insensibili; e che dopo la sua nascita, se i guai sono anteriori, favoriscono
l'amore per il fatto che l'immaginazione, disgustata dalle altre circostanze
della vita che forniscono solo immagini tristi, si getta tutta intera ad
operare la cristallizzazione.
XIV
Ecco un
effetto che mi sar contestato, ma che io indico solo agli uomini, dir,
abbastanza infelici da aver amato con passione per lunghi anni, e d'un amore
contrastato da ostacoli invincibili.
La vista di
ci che estremamente bello, nella natura e nell'arte, richiama il ricordo
dell'oggetto amato con la rapidit del lampo. Il fatto che, per il meccanismo
del ramoscello guarnito di diamanti nella miniera di Salisburgo, tutto ci che
al mondo bello e sublime fa parte della bellezza dell'oggetto amato, e questo
apparire imprevisto della felicit riempie all'istante gli occhi di lacrime. cos
che l'amore del bello e l'amore si danno scambievolmente vita.
Una delle
infelicit della vita, che la gioia di vedere l'oggetto amato e di parlargli
non lascia ricordi distinti. L'animo a quel che pare troppo turbato dalle sue
emozioni, per essere attento a ci che le produce o a ci che le accompagna.
Esso la sensazione stessa. forse perch quelle gioie non possono essere
logorate dal fatto di essere richiamate alla mente quando si voglia che si
rinnovino con tanta forza, non appena qualche oggetto viene a trarci dal sogno
consacrato alla donna che amiamo e a ricordarcela pi vivamente sotto qualche
nuovo aspetto.
Un asciutto
anziano architetto la incontrava tutte le sere in societ. Trascinato dalla mia
indole e senza
fare attenzione a ci che le dicevo, un giorno gliene feci un elogio tenero e
pomposo, e lei si prese gioco di me. Non ebbi la forza di dirle: Vi vede ogni
sera.
Questa
sensazione cos forte che si estende persino alla persona della mia nemica
che le continuamente vicina. Quando la vedo, essa mi fa tanto pensare a
Leonora, che in quel momento non posso odiarla per quanti sforzi io faccia.
Si direbbe
che per una strana bizzarria del cuore, la donna amata comunichi pi fascino di
quanto non ne possegga. La visione della citt lontana, ove la si vide un
momento, getta in una fantasticheria pi dolce e pi profonda che non la sua
stessa presenza. l'effetto della severit.
Il sogno
d'amore non pu essere descritto. Noto che posso rileggere un buon romanzo ogni
tre anni con lo stesso piacere. Esso mi suscita dei sentimenti conformi al
genere di tendenza amorosa che mi domina al momento, o mi procura della variet
nelle idee se non sento niente. Posso anche ascoltare con piacere la stessa
musica, ma non bisogna che la memoria entri nel gioco. unicamente
l'immaginazione che deve essere coinvolta; se un'opera piace di pi alla
ventesima rappresentazione, perch si capisce meglio la musica, o perch ci
richiama la sensazione del primo giorno.
Quanto ai
nuovi punti di vista che un romanzo suggerisce per la conoscenza del cuore
umano, io mi ricordo molto bene i precedenti; mi piace anche trovarli annotati
in margine. Ma questo genere di piacere si applica ai romanzi in quanto capaci
di farmi avanzare sulla via della conoscenza dell'uomo, ma non si applica per
nulla alla fantasticheria che il vero piacere del romanzo. Tale
fantasticheria non descrivibile. Descriverla, ucciderla per il presente,
poich, si cade nell'analisi filosofica del piacere; ucciderla ancora pi
sicuramente per l'avvenire poich niente paralizza l'immaginazione quanto
l'appello alla memoria. Se trovo in margine una nota che dipinge una mia
sensazione mentre leggevo Old Mortality a Firenze, tre anni fa, subito io sono immerso
nella storia della mia vita, nella valutazione del grado di felicit nelle due
epoche, nella pi alta filosofia, in una parola, e addio per un bel pezzo
all'abbandono delle sensazioni tenere.
Ogni grande
poeta che abbia un'immaginazione viva timido, teme cio gli uomini per le
interruzioni e i turbamenti che possono apportare ai suoi sogni deliziosi.
per la sua concentrazione che trema. Gli uomini, con i loro interessi grossolani,
vengono a trarlo dai giardini d'Armida, per spingerlo in un pantano fetido, e
non possono renderlo attento alle loro cose che irritandolo. per l'abitudine
di nutrire la sua anima di sogni commoventi, e per il suo orrore per tutto ci
che comune, che un grande artista cos vicino all'amore.
Pi un uomo
un grande artista, pi egli deve desiderare i titoli e le decorazioni come
difesa.
XV
Al culmine
della passione pi violenta e pi contrastata, si incontrano momenti in cui si
crede tutto ad un tratto di non amare pi; come una sorgente d'acqua dolce in
mezzo al mare. Non si prova quasi pi piacere nel pensare alla propria amante;
e, per quanto umiliati dai modi severi di lei, si ancora pi infelici di non
interessarsi pi a nulla nella vita. Il vuoto pi triste e scoraggiante prende
il posto di uno stato d'animo senza dubbio pieno di agitazione, ma che
presentava tutta la natura sotto un aspetto nuovo, appassionato, interessante.
Il fatto
che l'ultima visita che avete fatto all'oggetto del vostro amore vi ha messo in
una posizione nella quale un'altra volta, la vostra immaginazione ha mietuto
tutto ci che essa pu offrire quanto a sensazioni. Per esempio, dopo un
periodo di freddezza, ella vi tratta meno duramente e vi lascia concepire lo
stesso grado di speranza, e con le stesse manifestazioni esteriori, che in
un'altra epoca; tutto ci forse senza ch'ella se ne avveda. Poich
l'immaginazione trova sul suo cammino la memoria e i suoi tristi avvisi, la
cristallizzazione cessa immediatamente.
XVI
In un
porticciolo di cui ignoro il nome, presso Perpignano. 25 febbraio 1822.
Ho sentito
giusto stasera che la musica, quando perfetta mette il cuore nella stessa
situazione esatta in cui si trova quando gode della presenza dell'oggetto
amato; cio essa d evidentemente la felicit pi viva che esista su questa
terra. Se questo succedesse per tutti gli uomini, niente al mondo
predisporrebbe di pi all'amore.
Ma ho gi
scritto a Napoli, l'anno scorso, che la musica perfetta come la pantomima
perfetta, mi fa pensare a ci che forma attualmente l'oggetto dei miei sogni, e
mi suscita delle idee eccellenti; a Napoli, era sul mezzo per armare i Greci.
Ora,
stasera, non posso nascondermi che ho la disgrazia di essere un troppo
grande ammiratore di milady L.
Forse la
musica perfetta che ho avuto la fortuna di ascoltare, dopo due o tre mesi di
privazione, sebbene io andassi tutte le sere all'opra, ha prodotto
semplicemente e soltanto il suo effetto gi precedentemente riconosciuto,
voglio dire quello di far pensare vivamente all'oggetto amato.
4 marzo,
otto giorni dopo
Non oso n
cancellare n approvare l'osservazione precedente. sicuro che quando la
scrivevo, la leggevo nel mio cuore. Se la metto in dubbio oggi, pu ben essere
che abbia perduto il ricordo di quel che vedevo allora.
L'abitudine
alla musica e alla fantasticheria che essa suscita predispone all'amore.
Un'aria tenera e triste, purch non sia troppo drammatica, e l'immaginazione
non sia obbligata a raffigurarsi l'azione, eccitando puramente al sogno
d'amore, deliziosa per le anime tenere e infelici: per esempio il tratto
prolungato del clarinetto, all'inizio del quartetto di Bianca e Faliero e il racconto della Camporesi
verso la met del quartetto.
L'amante in
accordo con l'oggetto amato, gode con trasporto del famoso duetto di Armida
e Rinaldo di
Rossini che dipinge cos bene i piccoli dubbi dell'amore felice, e i momenti
deliziosi che fanno seguito alle rappacificazioni. Il brano strumentale che
al centro del duetto, nel momento in cui Rinaldo vuole fuggire, e che
rappresenta in modo cos straordinario il conflitto delle passioni, gli sembra
avere un'influenza fisica sul suo cuore, e toccarlo realmente. Non oso dire ci
che io sento al riguardo; passerei per pazzo presso la gente del Nord.
XVII
LA BELLEZZA DETRONIZZATA DALL'AMORE
Alberico
incontra in un palco una donna pi bella della sua amante: supplico che mi si
permetta una valutazione matematica, una donna cio i cui lineamenti promettano
tre unit di felicit invece di due (suppongo che la bellezza perfetta dia una
quantit di felicit espressa dal numero quattro).
forse
straordinario ch'egli preferisca loro i lineamenti della sua amante, che gli
promettono cento unit di felicit? Anche i piccoli difetti del suo viso, un
segno di vaiolo, per esempio, inteneriscono l'uomo che ama e lo gettano in una
fantasticheria profonda quando li vede in un'altra donna; che avverr dunque
con la sua amante? Egli, invero, ha provato mille sentimenti alla presenza di
questo segno di vaiolo, questi sentimenti sono per la maggior parte deliziosi,
tutti del pi alto interesse, e, comunque siano, si rinnovano con una
incredibile vivacit, alla vista di quel segno, anche se scorto sul viso di
un'altra donna.
Se si
giunge cos a preferire e ad'amare la bruttezza, che in questo caso la
bruttezza belt. Un uomo amava con passione una donna molto magra e segnata
dal vaiolo; la morte gliela rap. Tre anni dopo, a Roma, ammesso a frequentare
due signore, una pi bella del giorno, l'altra magra, segnata dal vaiolo e per
questo, se volete, abbastanza brutta; in capo ad otto giorni che egli impiega a
cancellare la bruttezza di lei con i propri ricordi, io lo vedo amare quella
brutta; e con una civetteria ben perdonabile, ella, la meno bella, non manc di
aiutarlo, frustandogli un po' il sangue, cosa utile a questa operazione. Un uomo
incontra una donna ed colpito dalla sua bruttezza; presto, se ella non ha
pretese, la sua fisionomia gli fa dimenticare i difetti dei suoi lineamenti, la
trova gradevole e si fa un'idea della possibilit di amarla; otto giorni dopo
ha delle speranze, dopo altri otto giorni gli vengono tolte, dopo ancora altri
otto giorni pazzo.
XVIII
Una cosa
analoga la si nota al teatro per gli attori amati dal pubblico; gli spettatori
non sono pi sensibili a ci che essi possono avere di bellezza reale. Le Kain,
malgrado la sua notevole bruttezza, suscitava passioni a volont; lo stesso
succedeva a Garrick, per parecchie ragioni; ma soprattutto perch non si vedeva
pi la bellezza reale dei loro lineamenti o delle loro maniere, bens quella
che da molto tempo l'immaginazione era abituata a prestar loro, come
riconoscimento e ricordo di tutti i piaceri che essi le avevano procurato; e,
per esempio, l'aspetto soltanto di un attore comico fa ridere appena egli entra
in scena.
Una
giovinetta che veniva condotta al Franais per la prima volta poteva ben
provare una certa estraneit per Le Kain, durante la prima scena; ma presto
egli la faceva piangere o fremere ; e come resistere alle parti di Tancredi o
di Orosmane? Se per lei la bruttezza era ancora in qualche modo visibile,
l'entusiasmo di tutto un pubblico e l'effetto nervoso che produce su un giovane cuore
riuscivano molto rapidamente a eclissarla. Della bruttezza non restava che il
nome, e neppure quello poich si sentivano donne entusiaste di Le Kain
esclamare: Com' bello!
Ricordiamoci
che la bellezza
l'espressione del carattere, o, altrimenti detto delle abitudini morali, e
che essa non dunque soggetta a nessuna passione. Ora, proprio la passione che ci occorre; la bellezza non
pu fornirci che delle probabilit sul conto di una donna, e ancora delle probabilit sulla
sua padronanza di s; ma gli sguardi della vostra amante segnata dal vaiolo
sono una realt incantevole che annienta tutte le probabilit possibili.
XIX
SEGUITO SULLE ECCEZIONI ALLA BELLEZZA
Le donne
intelligenti e tenere ma con sensibilit timorosa e diffidente, che
all'indomani del giorno in cui hanno fatto la loro comparsa in societ passano
mille volte in rivista e con una timidezza dolorosa ci che hanno potuto dire o
lasciare indovinare; queste donne, dico, si abituano facilmente alla mancanza
di bellezza negli uomini, e ci non di ostacolo ad amarli.
Per lo
stesso principio si quasi indifferenti al grado di bellezza di un'amante
adorata, che vi tratta con molta durezza. Non c' quasi pi cristallizzazione
di bellezza; e quando l'amico che vuole guarirvi, vi dice che non bella, voi
quasi ne convenite ed egli crede di aver fatto un gran passo.
Il mio
amico, il coraggioso capitano Trab, mi descriveva stasera quello che aveva
provato un tempo vedendo Mirabeau.
Nessuno
guardando quel grand'uomo provava per quel che vedeva un sentimento sgradevole,
cio nessuno lo trovava brutto. Trascinati dalle sue parole folgoranti non si
era attenti, non si trovava piacere ad osservare se non a ci che nel suo viso
era bello. Siccome non aveva quasi alcun lineamento bello (della bellezza della scultura o
della pittura), non si era attenti se non a ci che era bello di un'altra bellezza, della
bellezza d'espressione.
Nel tempo
stesso che l'attenzione chiudeva gli occhi a tutto ci che era brutto,
pittoricamente parlando, essa si attaccava con slancio ai pi piccoli
particolari passabili, per esempio, alla bellezza della sua vasta capigliatura;
se avesse avuto delle corna, sarebbero apparse belle.
La presenza
tutte le sere di una graziosa danzatrice obbliga all'attenzione le anime
disgustate di tutto o prive d'immaginazione che guarniscono la galleria
dell'Opra. Con i suoi movimenti graziosi, arditi e singolari, essa risveglia
l'amore fisico e procura forse in queste anime la sola cristallizzazione ancora
possibile. cos che una bruttina che non si sarebbe onorata di uno sguardo
per la strada, soprattutto da parte di gente ormai frusta, se appare spesso
sulla scena, trova da farsi mantenere a caro prezzo. Geoffroy diceva che il
teatro il piedistallo delle donne. Pi una danzatrice celebre e consumata,
pi ella vale; da qui il proverbio delle coulisses: Trova a vendersi una che
non avrebbe trovato a darsi.
Queste
ragazze rubano una parte delle loro passioni ai loro amanti, e sono molto
suscettibili all'amore per puntiglio.
Come fare
per non associare sentimenti generosi o amabili alla fisionomia di un'attrice i
cui lineamenti non hanno niente che colpisca, ma che guardiamo tutte le sere
per due ore, mentre esprime i sentimenti pi nobili, e che non conosciamo in
modo diverso? Quando infine si giunge ad essere ricevuti da lei, i suoi
lineamenti vi ricordano sentimenti cos piacevoli che tutta la realt che la
circonda, per quanto poco nobile essa sia qualche volta, si riveste subito di
un colore romantico e commovente.
Nella mia
prima giovinezza, entusiasta della noiosa tragedia francese, quando avevo la
fortuna di cenare con la Signorina Olivier, mi sorprendevo in ogni momento il
cuore pieno di rispetto, quasi credessi di parlare a una regina; e realmente
non ho mai saputo bene se vicino a lei ero stato innamorato di una regina o di
una graziosa ragazza.
XX
Forse gli
uomini che non sono suscettibili di provare l'amore-passione sono quelli che
sentono pi vivamente l'effetto della bellezza; questa almeno l'impressione
pi forte che essi possano ricevere dalle donne.
L'uomo che
si sentito battere il cuore vedendo da lontano il cappello di raso bianco
dell'oggetto amato molto stupito della freddezza in cui lo lascia il contatto
con la pi grande bellezza del mondo. Osservando l'entusiasmo degli altri pu
persino avere un moto di dispiacere.
Le donne
estremamente belle meravigliano meno il secondo giorno. una grande disavventura,
e ci scoraggia la cristallizzazione. La loro bellezza essendo visibile a
tutti, ed essendo decorativa, devono contare pi sciocchi nella lista dei loro
amanti, e cio dei principi, dei milionari ecc.
XXI
SUL PRIMO INCONTRO
Un'anima
piena d'immaginazione tenera e ombrosa, dico questo anche dell'anima pi ingenua. Pu
essere diffidente senza accorgersene; ha provato tante delusioni nella vita!
Perci tutto ci che previsto scontato e ufficiale nella presentazione di un
uomo, sgomenta l'immaginazione e allontana la possibilit della
cristallizzazione. L'amore trionfa, al contrario, in ci che a prima vista
romantico. Nulla di pi semplice; lo stupore che fa lungamente pensare a una
cosa straordinaria, gi met del movimento cerebrale necessario alla
cristallizzazione.
Citer
l'inizio degli amori di Serafina (Gil Blas, tomo II, p. 142). don Fernando che racconta la
sua fuga quando era inseguito dagli sbirri dell'inquisizione... Dopo aver
attraversato qualche viale del parco in una profonda oscurit, mentre la
pioggia continuava a cadere a torrenti, arrivai vicino ad un salotto la cui
porta era aperta; vi entrai, e dopo che ne ebbi notato tutta la magnificenza...
vidi che su uno dei lati c'era una porta appena appoggiata; la socchiusi e
scorsi un susseguirsi di camere delle quali solo l'ultima era illuminata. Che
devo fare? Mi dissi allora. Non potei resistere alla curiosit. Avanzo,
attraverso le camere, arrivo a quella dove c'era della luce, cio una candela
che ardeva su un tavolo di marmo in un candeliere d'argento dorato... Ma subito
gettando lo sguardo su un letto le cui tende erano mezzo aperte per il caldo,
vidi un oggetto che s'impadron di tutta la mia attenzione, era una giovane
donna che malgrado il rumore del tuono che si era appena fatto sentire, dormiva
d'un sonno profondo... Mi avvicinai a lei... Mi sentii preso... Mentre
m'inebriavo del piacere di contemplarla, si svegli. Immaginate quale fu la sua
sorpresa di vedere nella sua camera e nel mezzo della notte un uomo che non
conosceva. Fremette scorgendomi, e gett un grido... Mi sforzai di
rassicurarla, e mettendo il ginocchio a terra: Signora, le dissi, non tema...
Ella chiam le sue domestiche... Fattasi un poco pi ardita per la presenza di
una servetta, mi chiese in modo altero chi io fossi ecc. ecc. ecc.
Ecco una
prima vista che non facile dimenticare. Cosa c' di pi sciocco, al
contrario, nei nostri costumi attuali, della presentazione ufficiale e quasi
sentimentale del futuro alla giovinetta! Questa prostituzione legale arriva perfino a ferire
il pudore.
Ho appena
visto questo pomeriggio, 17 febbraio 1790, (dice Chamfort, 4, 155) una
cerimonia di famiglia come si dice, cio degli uomini reputati onesti e una
societ rispettabile applaudire alla felicit di Mademoiselle de Marille, una
giovane bella, intelligente, virtuosa, che ha il vantaggio di diventare la
sposa del Signor R., vecchio malandato, ripugnante, indecente, imbecille ma
ricco e ch'ella ha visto per la terza volta oggi firmando il contratto.
Se qualcosa
caratterizza questo secolo infame un simile argomento di trionfo, il
ridicolo di una tale gioia, e, in prospettiva, la crudelt puritana con la
quale la stessa societ verser disprezzo a piene mani sulla pi piccola
imprudenza di una povera giovane donna innamorata.
Tutto ci
che cerimonia, per la sua stessa essenza di cosa affettata e prevista in
anticipo, nella quale si tratta di comportarsi in modo conveniente, paralizza l'immaginazione e non
la lascia desta che per ci che contrario allo scopo della cerimonia, e
ridicolo; da qui l'effetto magico della pi piccola battuta di spirito. Una
povera giovane, piena di timidezza e di pudore offeso durante la presentazione
ufficiale del suo futuro non pu pensare che al ruolo che ella vi recita;
questo ancora un modo sicuro per soffocare l'immaginazione. molto pi
contrario al pudore mettersi a letto con un uomo che si visto solo due volte,
dopo tre parole latine dette in chiesa, che cedere malgrado se stessi ad un
uomo che si adora da due anni. Ma io parlo un linguaggio assurdo.
Il
p[apismo] certo la sorgente feconda dei vizi e dell'infelicit che fanno
seguito ai nostri attuali matrimoni. Rende impossibile la libert per le
giovani donne prima del matrimonio, e il divorzio dopo, quando esse si sono
sbagliate, o piuttosto quando le hanno ingannate nella scelta che hanno fatto
far loro. Guardate la Germania, il paese dei buoni matrimoni; una gentile
principessa, (la Signora duchessa di Sa[gan], vi si appena sposata con tutto
l'onore per la quarta volta, ed ella non ha mancato d'invitare alla festa i
suoi primi tre mariti con i quali in ottimi rapporti. Ecco l'eccesso ; ma un
solo divorzio che punisce il marito delle sue tirannie, impedisce migliaia di
cattivi matrimoni. Quel che divertente che Roma uno dei paesi in cui si
vede il maggior numero di divorzi.
L'amore ama
a prima vista una fisionomia che riveli insieme in un uomo, qualcosa da
rispettare e da compiangere.
XXII
SULL'ESALTAZIONE
Alcuni
spiriti molto delicati sono estremamente suscettibili alla curiosit e al
preconcetto; si nota questo soprattutto nelle anime nelle quali il fuoco sacro
sorgente delle passioni s' spento, ed uno dei sintomi pi funesti. C'
dell'esaltazione anche negli studenti che entrano in societ. Alle due
estremit della vita con troppa o troppo poca sensibilit, non ci si espone con
semplicit a sentire il giusto effetto delle cose, a provare la vera sensazione
che esse devono dare. Quelle anime troppo ardenti o ardenti in modo incostante,
innamorate a credito, se si pu dire cos, si gettano sugli oggetti invece di
attenderli.
Prima che
la sensazione, che la conseguenza della natura degli oggetti, arrivi fino a
loro, esse li coprono da lontano e prima di vederli, di quell'incanto
immaginario di cui trovano in se stesse una sorgente inesauribile. Poi,
avvicinandosene, esse vedono queste cose, non tali e quali sono, ma tali e
quali se le sono create,e, godendo di se stesse sotto l'apparenza di tale
oggetto, esse credono di godere di quell'oggetto. Ma, un bel giorno, ci si
stanca di fare tutte le spese, si scopre che l'oggetto adorato non rimanda
la palla;
l'esaltazione cade, e lo smacco che l'amor proprio riceve rende ingiusti verso
l'oggetto troppo apprezzato.
XXIII
SUI COLPI DI FULMINE
Bisognerebbe
cambiare questa definizione ridicola ; tuttavia la cosa esiste. Ho visto
l'amabile e nobile Guglielmina, disperazione dei belli di Berlino, disprezzare l'amore,
e prendersi gioco delle sue follie. Brillante di giovinezza, di spirito, di
bellezza, di fortune di ogni genere, un patrimonio senza limiti, dandole
l'occasione di sviluppare tutte le sue qualit, sembrava cospirare con la
natura per presentare al mondo l'esempio cos raro d'una felicit perfetta
accordata a una persona che ne perfettamente degna. Ella aveva ventitr anni;
gi a corte aveva liquidato gli omaggi degli uomini di pi alto lignaggio; la
sua virt modesta ma incrollabile, era citata come esempio, e ormai gli uomini
pi amabili, disperando di piacerle, aspiravano solo alla sua amicizia. Una
sera ella va al ballo dal principe Fernando e balla dieci minuti con un giovane
capitano.
Da quel
momento, scriveva in seguito ad un'amica, egli fu padrone del mio cuore e di me
stessa, e questo a un punto che il terrore mi avrebbe invasa, se la felicit di
vedere Ermanno mi avesse lasciato il tempo di pensare al resto dell'esistenza.
Il mio unico pensiero era di osservare se mi concedeva un po' di attenzione.
Oggi la
sola consolazione che io possa trovare ai miei errori di cullarmi
nell'illusione che una forza superiore mi ha rapito a me stessa e alla ragione.
Non posso con nessuna parola descrivere, in un modo che si avvicini alla
verit, fino a qual punto giunsero, solo a vederlo, il disordine e il
turbamento di tutto il mio essere. Arrossisco nel pensare con quale rapidit e
violenza ero trascinata verso di lui. Se la sua prima parola, quando infine mi
parl, fosse stata: Mi adora? veramente non avrei avuto la forza di non
rispondergli: S. Ero lontana dal pensare che gli effetti di un sentimento
potessero essere nello stesso tempo cos improvvisi e cos poco previsti. Al
punto che per un momento credetti di essere stregata.
Sfortunatamente
lei e la gente, mia cara amica, sapete che ho molto amato Ermanno: ebbene mi fu
cos caro in capo ad un quarto d'ora, che dopo non ha potuto diventarmelo di
pi. Vedevo tutti i suoi difetti e glieli perdonavo tutti, purch mi amasse.
Dopo poco
che ebbi ballato con lui, il re se ne and; Ermanno che faceva parte del
distaccamento di servizio del re, fu obbligato a seguirlo. Con lui tutto si
ecliss per me nella natura. Invano tenterei di dipingervi la profonda
depressione da cui mi sentivo oppressa dall'istante in cui non lo vidi pi. Non
trovava uguali se non nella vivacit del desiderio che avevo di trovarmi sola
con me stessa.
Potei
finalmente andarmene. Appena chiusa a doppia mandata nel mio appartamento volli
resistere alla mia passione. Credetti di riuscirvi. Ah! mia cara amica, come
pagai caro quella sera, e i giorni seguenti il piacere di potermi credere
virtuosa!
Quel che si
appena letto il racconto esatto di un avvenimento che costitu la notizia
del giorno, poich in capo a un mese o due la povera Guglielmina fu abbastanza
infelice da render palese il suo sentimento. Fu questa l'origine di un lungo
seguito di disgrazie che l'hanno fatta morire cos giovane, e in modo cos
tragico, avvelenata da se stessa o dal suo amante. Tutto ci che potemmo vedere
di questo giovane capitano, che ballava molto bene; aveva molta gaiezza, e
ancor maggiore sicurezza, una grande aria di bont, e viveva con delle
prostitute; per il resto, appena nobile, molto povero, non frequentava la
corte.
Non solo
non deve esserci diffidenza, ma occorre la stanchezza della diffidenza, e per
cos dire l'impazienza del coraggio contro le evenienze della vita. L'anima, a
sua insaputa annoiata di vivere senza amare, convinta malgrado se stessa,
dall'esempio delle altre donne, dopo aver superato tutti i timori della vita,
scontenta della triste soddisfazione dell'orgoglio, s' fatta, senza
accorgersene, un modello ideale. Essa incontra un giorno un essere che
assomiglia a questo modello, la cristallizzazione riconosce il suo oggetto dal
turbamento che ispira e consacra per sempre al padrone del suo destino ci che
essa sognava da tanto tempo.
Le donne
soggette a questa sventura hanno troppa elevatezza d'animo per amare altrimenti
che per passione. Esse sarebbero salve se potessero abbassarsi alla galanteria.
Siccome il
colpo di fulmine nasce da una segreta stanchezza di ci che il catechismo
chiama virt, e dalla noia che produce l'uniformit della perfezione, sarei
abbastanza convinto che il pi delle volte debba cadere su ci che il mondo
chiama cattivi soggetti. Io dubito molto che l'aria alla Catone abbia mai
generato colpi di fulmine.
Quel che li
rende cos rari il fatto che se il cuore che ama cos in anticipo ha il pi
piccolo sentimento della sua situazione, non pi possibile il colpo di
fulmine.
Una donna
resa diffidente dalle disavventure non suscettibile a questo rivolgimento
dell'animo. Niente facilita tanto questi innamoramenti immediati quanto le lodi
prodigate prima, e da donne, alla persona che ne sar l'oggetto.
Una delle
fonti pi comiche delle avventure amorose, sono i falsi colpi di fulmine. Una
donna annoiata, ma non sensibile, si crede innamorata per la vita per la durata
di un'unica sera. Ella fiera d'aver infine trovato uno di quei grandi
movimenti dell'animo che la sua immaginazione inseguiva. L'indomani ella non sa
pi dove nascondersi, e soprattutto come evitare l'infelice oggetto ch'essa
adorava la sera prima. Le persone intelligenti sanno vedere, cio mettere a
profitto quel genere di colpi di fulmine.
Anche
l'amore-fisico ha i suoi colpi di fulmine. Ieri abbiamo visto la donna pi
graziosa e pi facile di Berlino, arrossire a un tratto nella sua carrozza dove
ci trovavamo con lei. Il bel tenente Findorff era appena passato. Essa caduta
in una fantasticheria profonda, poi nell'inquietudine. La sera, a quanto essa
mi confess durante lo spettacolo, provava delle sensazioni strane, degli
slanci, non pensava che a Findorff, a cui non ha mai parlato. Se avesse osato,
mi diceva, l'avrebbe mandato a cercare; quel grazioso viso presentava tutti i
segni della passione pi violenta. Questo stato d'animo durava ancora
l'indomani; in capo a tre giorni poich Findorff aveva fatto lo sciocco, essa
non ci pens pi. Un mese dopo le era odioso.
XXIV
VIAGGIO IN UN PAESE SCONOSCIUTO
Consiglio
alla maggior parte della gente nata nel Nord di saltare il presente capitolo.
una dissertazione oscura su alcuni fenomeni relativi all'arancio, albero che
cresce o giunge alla sua piena altezza soltanto in Italia e in Spagna. Per
essere intelligibile altrove avrei dovuto sminuire i fatti.
Ci a cui
non avrei mancato se avessi progettato un solo istante di scrivere un libro
generalmente piacevole. Ma poich il cielo mi ha negato il talento letterario,
ho pensato unicamente di descrivere con tutta la malagrazia della scienza ma
anche con tutta la sua esattezza, certi fatti di cui un soggiorno prolungato
nel paese dell'arancio m'ha reso involontario testimone. Federico il Grande o
talaltro uomo famoso del Nord, che non ha mai avuto occasione di vedere
l'arancio direttamente nella terra, m'avrebbe senza dubbio negato i seguenti
fatti e negato in buona fede. Rispetto infinitamente la buona fede e vedo il
suo perch.
Potendo
questa dichiarazione sincera apparire orgoglio, aggiungo la riflessione che
segue:
Noi scriviamo
a caso ciascuno secondo la sua verit, e ciascuno smentisce il suo vicino. Nei
nostri libri vedo altrettanti biglietti della lotteria; non hanno in realt
maggior valore. La posterit, dimenticando gli uni, e ristampando gli altri,
dichiarer i biglietti vincenti. Fino a quel momento, siccome ognuno di noi ha
scritto del suo meglio ci che gli sembra vero non ha affatto ragione di
prendersi gioco del vicino, a meno che la satira non sia scherzosa, nel qual
caso ha sempre ragione, soprattutto se scrive come il Signor Courier a Del
Furia.
Dopo questo
preambolo, entrer coraggiosamente nell'esame di fatti che, ne sono convinto,
sono stati raramente osservati a Parigi. Ma infine, a Parigi, citt superiore a
tutte le altre, non si vedono aranci a piena terra come a Sorrento; ed a
Sorrento patria del Tasso, sul golfo di Napoli, in una posizione, a mezza costa
sul mare, pi pittoresca ancora di quella della stessa Napoli, ma dove non si
legge il Miroir,
che Lisio Visconti ha osservato e annotato i fatti seguenti:
Quando si
deve incontrare di sera la donna che si ama, l'attesa di una cos grande gioia
rende insopportabili tutti i momenti che ce ne separano.
Una febbre
divorante fa prendere e lasciare venti occupazioni. Si guarda l'orologio ogni
moniento, e si felicissimi quando si potuto far passare dieci minuti senza
guardarlo; l'ora tanto desiderata suona finalmente, e quando si alla sua
porta, pronti a bussare, si sarebbe contenti di non trovarla; soltanto per
riflessione ne saremmo dispiaciuti: in una parola l'attesa di vederla produce
un effetto sgradevole.
Queste sono
cose che fanno dire alla brava gente che l'amore sragiona.
L'immaginazione
infatti, tratta violentemente dai sogni deliziosi nei quali ogni piccola tappa
fonte di gioia, riportata alla dura realt.
L'animo
sensibile sa bene che nel duello che comincer non appena la vedrete, la pi
piccola negligenza, la pi lieve mancanza d'attenzione o di coraggio sar
punita con una disfatta, che avvelener per molto tempo i sogni dell'immaginazione,
e che, al di l dell'interesse della passione, se si cercasse di rifugiarvisi
sar umiliante per l'amor proprio. Ci si dice: ho mancato di spirito, ho
mancato di coraggio; ma non si ha coraggio verso ci che si ama, se non
amandolo meno.
Quest'ultimo
barlume d'attenzione che strappiamo con tanta fattica ai sogni della
cristallizzazione, fa s che, nei primi discorsi alla donna che si ama,
sfuggono una folla di cose senza senso o che hanno un senso contrario a ci che
si sente; o, cosa ancora pi straziante, si esagerano i propri sentimenti, ed
essi divengono ridicoli agli occhi di lei. Poich si sente vagamente che non si
fa abbastanza attenzione a ci che si dice, un movimento meccanico ci fa curare
ed esagerare la declamazione. Tuttavia non si pu tacere a causa dell'imbarazzo
del silenzio, durante il quale si potrebbe pensare a lei ancora meno. Si dicono
dunque con aria sentita una moltitudine di cose che non si sentono e che si
sarebbe molto imbarazzati di dover ripetere; ci si ostina a rifiutare di esser
presenti presso di lei per appartenerle di pi. Nei primi momenti che conobbi
l'amore, questa stranezza che sentivo in me, mi faceva credere di non amare.
Io
comprendo la vigliaccheria, e come i coscritti fuggano la paura gettandosi a
corpo morto in mezzo al fuoco. Il numero di sciocchezze che ho detto in questi
due anni per non tacere, mi mette alla disperazione quando ci penso.
Ecco ci
che dovrebbe ben mettere in evidenza agli occhi delle donne la differenza tra
l'amore-passione e la galanteria, tra .l'anima sensibile e l'anima prosaica.
In quei
momenti decisivi l'una guadagna quel che l'altra perde; l'anima prosaica riceve
giustamente il grado di calore che di solito le manca, mentre la povera anima
tenera sragiona per eccesso di sentimento, e, per di pi ha la pretesa di
nascondere la sua follia. Tutta occupata a dominare i propri slanci, ben
lontana dal sangue freddo che occorre per prender del vantaggio, ed esce in
disaccordo da una visita in cui l'anima prosaica avrebbe fatto un grande passo
avanti. Dal momento in cui sono in gioco gli interessi troppo vivi della sua
passione, un'anima tenera e orgogliosa non pu essere eloquente verso ci
ch'essa ama; l'insuccesso le fa troppo male. L'anima comune, invece, calcola
solo le possibilit di successo, non si sofferma a presentire il dolore della
sconfitta, e, fiera di ci che la rende comune, prende in giro l'anima
sensibile, che, con tutta l'intelligenza possibile, non ha mai la spigliatezza
necessaria per dire le cose pi semplici e di pi sicuro successo. L'anima
tenera, ben lontana dal poter nulla strappare con la forza, deve rassegnarsi a
non ottenere, che la carit dell'oggetto amato. Se la donna che si ama veramente
sensibile, si ha sempre motivo di pentirsi di aver voluto obbligarsi a parlarle
d'amore. Si ha l'aria vergognosa, si ha l'aria gelida, si avrebbe l'aria di
mentire, se la passione non si tradisse attraverso altri segni sicuri.
Esprimere ci che si prova cos vivamente e cos particolareggiatamente, in
tutti gli istanti della vita, un lavoro pesante e ingrato che ci imponiamo,
perch abbiamo letto dei romanzi, giacch se si fosse naturali non si
intraprenderebbe mai una cosa cos penosa. Invece di voler parlare di quello
che si provava un quarto d'ora prima, e invece di sforzarsi di fare un quadro
generale e interessante, si esprimerebbe con semplicit il particolare di ci
che si prova in quel momento ; ma no, ci si fa estrema violenza per riuscire
meno bene, e siccome ci che si dice manca dell'evidenza della sensazione immediata
e la memoria non libera, si trovano convenienti in quel momento e si
esprimono cose del ridicolo pi umiliante.
Quando
infine, dopo un'ora di turbamento, questo sforzo estremamente penoso di
ritrarsi dai giardini incantati dell'immaginazione, per godere semplicemente
della presenza dell'oggetto amato fatto, accade spesso che si debba
separarsene.
Tutto ci
sembra una stravaganza. Ho visto di meglio ancora, era un mio amico condannato
a un tratto, da una donna che egli amava fino all'idolatria e che pretendeva di
essere offesa per non so quale mancanza di delicatezza che non si mai voluto
confidarmi, a non vederla che due volte al mese. Queste visite cos rare e cos
desiderate, erano un accesso di follia, e occorreva tutta la forza di carattere
di Salviati perch ci non apparisse evidente.
Fin
dall'inizio, l'idea della fine della visita troppo presente perch si possa
trovarvi piacere. Si parla molto senza ascoltarsi; spesso si dice il contrario
di ci che si pensa. Ci s'imbarca in ragionamenti che si obbligati ad
interrompere bruscamente, a causa della loro ridicolaggine, se si perviene a
risvegliarsi e ad ascoltarsi. Lo sforzo che si fa cos violento che si appare
freddi. L'amore si nasconde proprio per il suo eccesso.
Lontano da
lei l'immaginazione era cullata dai dialoghi pi incantevoli; si provavano gli
slanci pi teneri e pi commoventi. Ci si crede cos per dieci o dodici giorni
l'audacia di parlarle; ma due giorni prima di quello che dovrebbe essere
felice, la febbre comincia, e raddoppia man mano che ci si avvicina al
terribile istante.
Al momento
di entrare nel suo salotto, si ridotti per non fare o dire sciocchezze
incredibili, ad abbarbicarsi alla risoluzione di tacere, e di guardarla per
potersi almeno ricordare del suo viso. Appena in sua presenza sopravviene una
specie di ebbrezza degli occhi. Ci si sente portati come maniaci a compiere
azioni strane, si ha la sensazione di avere due anime; una per fare e l'altra
per biasimare ci che si fa. Si sente confusamente che l'attenzione cos tesa
prestata a qualche cosa di poca importanza rinfrescherebbe il sangue per un
momento, facendo perdere di vista la fine della visita e l'infelicit di
lasciarla per quindici giorni.
Se incontra
l qualche seccatore che racconta una storia senza interesse, nella sua
inesplicabile follia, il povero amante, come se fosse angosciato di perdere
momenti cos rari, si fa tutto attenzione. Quell'ora che si riprometteva tanto
deliziosa, passa come una freccia bruciante, e tuttavia egli percepisce con
indicibile amarezza, tutte le piccole circostanze che gli mostrano quanto
divenuto estraneo a ci che ama. Si trova in mezzo a gente indifferente in
visita e si vede il solo ad ignorare tutti i minuti particolari della vita di
lei nei giorni passati. Alla fine esce; e, mentre la saluta freddamente, ha
l'orribile sentimento di essere a quindici giorni dal rivederla; nessun dubbio
che soffrirebbe meno a non vedere mai l'oggetto amato. nel genere, ma molto
pi nero, della vicenda del duca di Policastro, che ogni sei mesi faceva cento
leghe per vedere un quarto d'ora, a Lecce, un'amante adorata e sorvegliata da
un geloso.
Si vede
bene qui la volont senza influenza sull'amore: indignati contro la propria
amante e contro se stessi, come ci si precipiterebbe con furore
nell'indifferenza! L'unico bene di questa visita quello di rinnovare il
tesoro della cristallizzazione.
La vita per
Salviati era divisa in periodi di quindici giorni che assumevano il colore
della serata in cui gli era stato permesso di vedere la Signora... ; per
esempio, fu pazzo di felicit il 21 maggio , e il 2 giugno non tornava a casa
per paura di cedere alla tentazione di bruciarsi le cervella.
Ho visto
quella sera che i romanzieri hanno descritto assai male il momento del suicidio.
Ho sete, mi diceva Salviati con semplicit, ho bisogno di prendere questo
bicchiere d'acqua. Non ostacolai la sua risoluzione, lo salutai, ed egli si
mise a piangere.
Proprio per
il turbamento che accompagna i discorsi degli amanti, non sarebbe saggio trarre
conseguenze troppo affrettate da un particolare isolato della conversazione.
Essi non rivelano in pieno i loro sentimenti se non nelle parole impreviste;
quello il grido del cuore. Per il resto, dalla fisionomia dell'insieme
delle cose dette che si possono fare induzioni. Bisogna ricordarsi che
abbastanza spesso un essere molto turbato non ha il tempo di scorgere il
turbamento della persona che causa del suo.
XXV
LA PRESENTAZIONE
Sono pieno
d'ammirazione per la finezza, la sicurezza di giudizio con le quali vedo le
donne cogliere certi particolari, ma dopo un istante le vedo portare alle
stelle uno sciocco, lasciarsi commuovere fino alle lacrime da una insulsaggine,
dar grande peso a una piatta affettazione come fosse un segno di carattere. Non
arrivo a rendermi conto di tanta balordaggine. Bisogna che ci sia in ci una
legge generale che non conosco.
Attente a un pregio in un uomo, e trascinate
da un
particolare, esse lo sentono vivamente e non hanno pi occhi per il resto. Tutto
il fluido nervoso impiegato per godere di questa qualit, non ne resta pi
per vedere le altre.
Ho visto
uomini del pi grande valore essere presentati a donne di molta intelligenza;
era sempre un granello di prevenzione che decideva dell'effetto del primo
incontro.
Se mi si
vuol permettere un dettaglio confidenziale, racconter che l'amabile colonnello
L[a] B [doyre] stava per essere presentato alla Signora de Struve di
Knigsberg; donna di prim'ordine. Ci dicevamo: Far colpo? Si scommette. Mi avvicino alla
Signora de Struve, e le racconto che il colonnello porta due giomi di seguito
le sue cravatte; il secondo giorno fa il bucato del Guascone; ella infatti
potr notare sulla cravatta delle pieghe verticali. Niente di pi evidentemente
falso.
Mentre
finivo il mio discorso, annunciano quell'uomo affascinante. Il pi meschino
fatuo di Parigi avrebbe prodotto pi effetto. Notate che la Signora de Struve
amava ; una donna onesta e non poteva essere questione di galanteria fra
loro. Mai due caratteri sono stati fatti di pi l'uno per l'altro. Biasimavano
la Signora de Struve di essere sognatrice, e soltanto la virt spinta fino al
romanzesco, poteva commuovere L[a] B[doyre]. Essa lo ha fatto fucilare molto
giovane.
stato
dato alle donne di provare in modo ammirevole, le sfumature d'affetto, le
variazioni pi insensibili del cuore umano, i pi leggeri movimenti dell'amor
proprio.
Esse hanno
a questo riguardo un organo che ci manca; guardatele mentre curano un ferito.
Eppure
forse non vedono quel che spirito, disposizione morale. Ho visto le donne pi
distinte incantarsi per un uomo di spirito che non ero io, e al tempo e quasi
con le stesse parole, ammirare i pi grandi babbei. Mi sentivo colpito come un
conoscitore che vede prendere i pi bei diamanti per strass, e preferire gli
strass se sono pi grossi.
Ne
concludevo che con le donne bisogna osare tutto. L dove il generale Lasalle
non riuscito, un capitano che porta i baffi e bestemmia riesce. Nei pregi
degli uomini c' sicuramente tutto un lato che sfugge loro.
Per me,
torno sempre alle leggi fisiche. Il fluido nervoso negli uomini consumato dal
cervello e nelle donne dal cuore; per questo ch'esse sono pi sensibili. Un
intenso lavoro obbligato, e nel mestiere che abbiamo fatto tutta la vita, ci
consola, ma per loro niente pu consolarle se non la distrazione.
Appiani,
che crede alla virt soltanto come cosa estrema, e col quale andavo stasera a
caccia d'idee, quando gli ho esposto quelle di questo capitolo, mi ha risposto:
La forza
d'animo che Eponina impiegava con una devozione eroica a far vivere suo marito
nella caverna sotterranea, e a impedirgli di cadere nella disperazione, se
fossero vissuti tranquillamente a Roma, essa l'avrebbe impiegata a nascondergli
un amante; occorre un alimento per le anime forti.
XXVI
SUL PUDORE
Una donna
del Madagascar lascia vedere senza pensarci ci che qui si nasconde di pi, ma
morirebbe di vergogna piuttosto di mostrare il suo braccio. chiaro che tre
quarti del pudore sono imparati. forse la sola legge, figlia della civilt
che non produca che felicit.
Si
osservato che gli uccelli da preda si nascondono per bere, e infatti obbligati
a immergere la testa nell'acqua, sono in quel momento senza difesa. Dopo aver
considerato ci che succede a Otaiti, non vedo altro fondamento naturale al
pudore.
L'amore
il miracolo della civilt. Nei popoli selvaggi o troppo barbari non si trova
che amore fisico e dei pi grossolani.
Il pudore
offre all'amore l'aiuto dell'immaginazione, ed come dargli la vita.
Il pudore
insegnato molto presto alle bambine dalle loro madri, e con un'estrema
sollecitudine, si direbbe quasi per spirito di corpo; il fatto che le donne
si prendono cura in anticipo della felicit dell'amante che esse avranno.
Per una
donna timida e sensibile non deve esserci nulla al di sopra del supplizio di
essersi permessa in presenza di un uomo, qualcosa di cui essa crede di dover
arrossire; sono convinto che una donna, un po' fiera, preferirebbe mille morti.
Una piccola libert, presa come una tenerezza dall'uomo che si ama, d un
momento di vivo piacere; se egli ha l'aria di biasimarla o solamente di non
goderne con trasporto, essa deve lasciare nell'animo un dubbio spaventoso. Per
una donna al di sopra del comune, c' tutto da guadagnare ad avere dei modi
molto riservati. Il gioco non uguale; contro un po' di piacere o contro il
vantaggio di apparire un po' pi amabili si rischia il pericolo di un rimorso
cocente e d'un sentimento di vergogna, che deve rendere meno caro anche
l'amante. Una serata passata allegramente, in modo avventato e senza pensare a
niente, pagata cara a quel prezzo. La vista di un amante col quale si teme
d'aver avuto questo genere di torto, deve riuscire odiosa per parecchi giorni.
Si pu dunque meravigliarsi della forza di un'abitudine le cui pi piccole
infrazioni sono punite con la vergogna pi atroce?
Quanto
all'utilit del pudore, esso ci che genera l'amore; non si potrebbe pi
contestargli nulla. Per il meccanismo del sentimento niente pi semplice.
L'anima si occupa ad aver vergogna invece di occuparsi a desiderare; ci si
proibiscono i desideri, e i desideri conducono alle azioni.
evidente
che ogni donna sensibile e orgogliosa, e queste due cose, essendo causa ed
effetto, vanno difficilmente l'una senza l'altra, deve contrarre abitudini di
freddezza che le persone ch'essa sconcerta chiamano puritanismo.
L'accusa
tanto pi speciosa perch molto difficile tenere il giusto mezzo; basta che
una donna abbia poco spirito e molto orgoglio, essa giunger presto a credere
che in fatto di pudore, non se ne potrebbe mai usare troppo. cos che una
Inglese si crede insultata se si nominano davanti a lei certi indumenti. Una
Inglese si guarderebbe bene la sera, in campagna, di farsi vedere mentre lascia
il salotto col marito; e, ci che pi grave, ella crede di ferire il pudore
se mostra una qualche vivacit davanti ad altri che a suo marito. forse a
causa di un'attenzione cos delicata che gli Inglesi, gente di spirito,
lasciano vedere tanta noia della loro felicit domestica. Colpa loro, perch
tanto orgoglio?
In
compenso, passando d'un tratto da Plymouth a Cadice e Siviglia, trovai che in
Spagna il calore del clima e delle passioni faceva dimenticare un po' troppo un
ritegno necessario. Notai che ci si permettevano in pubblico carezze molto
tenere, che, lontano dal sembrarmi commoventi, m'ispiravano un sentimento del
tutto opposto. Niente di pi penoso.
Bisogna
aspettarsi di trovare incalcolabile la forza delle abitudini ispirate alle donne con il
pretesto del pudore. Una donna comune, esagerando il pudore, crede di rendersi
uguale ad una donna distinta.
L'impero
del pudore tale che una donna tenera arriva a tradirsi nei riguardi del suo
amante piuttosto con dei fatti che con delle parole.
La donna
pi graziosa, pi ricca e pi compiacente di Bologna, mi ha appena raccontato
che ieri sera, un francese vanesio, che qui e che d una strana idea del suo
paese, si azzardato a nascondersi sotto il suo letto. Voleva verosimilmente
non perdere l'occasione di un numero infinito di dichiarazioni ridicole con cui
egli la perseguita da un mese. Ma questo grand'uomo ha mancato di presenza di
spirito; ha giustamente atteso che la Signora M... avesse congedato la sua
cameriera e si fosse coricata, ma non ha avuto la pazienza di dare alla servit
il tempo di addormentarsi. Essa si gettata sul campanello, e lo ha fatto
cacciare ignominiosamente tra gli schiamazzi e i colpi di cinque o sei lacch.
E se avesse aspettato due ore? le dicevo. Sarei stata molto sfortunata: Chi
potr dubitare, mi avrebbe detto, che io non sia qui per vostro ordine?
Uscendo
dalla casa di quella graziosa signora, sono andato dalla donna pi degna
d'essere amata che io conosca. La sua estrema delicatezza , se ci possibile,
al di sopra della stia bellezza commovente. La trovo sola e le racconto la
storia della Signora M. Discutiamo di ci: Ascolti, mi dice, se l'uomo che
si permette tale azione, era amabile gi prima agli occhi di quella signora,
gli sar perdonato e in seguito sar amato. Confesso che sono rimasto confuso
di questa luce imprevista gettata sulle profondit del cuore umano. In capo a
qualche minuto di silenzio le ho risposto: Ma, quando si ama, si ha il
coraggio di giungere all'estrema violenza?
Questo
capitolo sarebbe stato molto meno vago se l'avesse scritto una donna, tutto ci
che dipende dalla fierezza dell'orgoglio femminile, dall'abitudine al pudore e
ai suoi eccessi, da certe delicatezze, dipendenti unicamente e per la maggior parte da associazioni
di sensazioni,
che non possono esistere negli uomini, e delicatezze che spesso non trovano fondamento
nella natura; tutte queste cose, dico, non potrebbero trovarsi qui che nella
misura in cui ci si sarebbe permessi di scrivere su dei sentito dire.
Una donna,
in un momento di franchezza filosofica, mi diceva qualcosa che suona presso a
poco cos:
Se mai
sacrificassi la mia libert, l'uomo che arriverei a preferire apprezzerebbe di
pi i miei sentimenti, vedendo come sono stata avara anche delle pi leggere
preferenze. in favore di quest'amante che forse essa non incontrer mai, che
tale donna mostra della freddezza all'uomo che le parla in quel momento. Ecco
la prima esagerazione del pudore; questa rispettabile, la seconda viene
dall'orgoglio delle donne; la terza sorgente d'esagerazione l'orgoglio dei
mariti.
Mi sembra
che questa. pnssibilit d'amore si presenti spesso nella fantasia delle donne
anche le pi virtuose, ed esse hanno ragione. Non amare quando si ricevuto
dal cielo un'anima fatta per l'amore, privare s e altrui di una grande
felicit. come se un arancio non fiorisse per paura di commettere un peccato;
e notate che un'anima fatta per l'amore non pu gustare con trasporto
nessun'altra gioia. Essa trova, a partire dalla seconda volta, nei pretesi
piaceri del mondo un vuoto insopportabile; ella crede spesso di amare le arti e
gli aspetti sublimi della natura, ma questi non fanno che prometterle ed
esagerarle l'amore, se ci possibile, ed essa si accorge presto che le parlano
di una felicit di cui ella ha deciso di privarsi.
La sola
cosa che vedo biasimevole nel pudore, il fatto di condurre all'abitudine di
mentire; il solo vantaggio che le donne facili hanno sulle donne sensibili.
Una donna facile vi dice: Mio caro amico, non appena mi piacer glielo dir, e
sar pi contenta di lei, perch ho molta stima di lei.
Viva
soddisfazione di Costanza, che esclam dopo la vittoria del suo amante: Come
sono felice di non essermi data a nessuno da quando mi sono litigata con mio
marito otto anni fa !
Per quanto
ridicolo io trovi questo ragionamento, questa gioia mi sembra piena di
freschezza.
Bisogna
assolutamente che io racconti qui di quale natura erano i rimpianti di una
signora di Siviglia abbandonata dal suo amante. Ho bisogno che ci si ricordi
che in amore tutto segno, e soprattutto che si voglia accordare un po'
d'indulgenza al mio stile.
. . . . .
. . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
. . . . . . .
I miei
occhi d'uomo credono di distinguere nove particolarit nel pudore.
1. Si gioca
il molto contro il poco, perci occorre essere estremamente riservata; si deve
spesso ricorrere all'affettazione; non si ride, per esempio, delle cose che
divertono di pi; perci necessaria molta intelligenza, per avere proprio
quel tanto che di pudore ci vuole. per questo che molte donne non ne hanno
abbastanza in una ristretta cerchia d'amici, o, per parlare pi esattamente,
non esigono che i racconti che si fanno loro siano abbastanza velati, e non
perdono i loro veli che secondo il grado di ebbrezza e di follia.
Sarebbe per
un effetto del pudore e della noia mortale che esso deve imporre a parecchie
donne, che la maggior parte di loro stima in un uomo soprattutto la
sfrontatezza? o esse prendono la sfrontatezza per del carattere?
2. Seconda
legge: Il mio amante mi stimer di pi per questo.
3. La forza
dell'abitudine ha il sopravvento anche negli istanti pi appassionati.
4. Il
pudore d piaceri che lusingano molto l'amante ; gli fa sentire quali leggi si
trasgrediscono per lui.
5. E alle
donne d piaceri pi inebrianti; siccome questi fanno vincere un'abitudine possente,
gettano pi turbamento nell'animo. Il conte di Valmont si trova a mezzanotte
nella camera di una bella signora, ci che a lui succede tutte le settimane e a
lei forse una volta ogni due anni; la rarit e il pudore devono dunque
preparare alle donne piaceri infinitamente pi vivi.
6.
L'inconveniente del pudore, che esso getta continuamente nella menzogna.
7. L'eccesso
di pudore e la sua severit scoraggiano all'amore le anime sensibili e timide,
proprio quelle che sono fatte per dare e provare le delizie dell'amore.
8. Nelle
donne tenere che non hanno avuto molti amanti, il pudore un ostacolo alla
disinvoltura dei modi, e ci le espone a lasciarsi un po' guidare dalle loro
amiche che non hanno da rimproverarsi la stessa mancanza. Esse prestano
attenzione ad ogni caso particolare, invece di rimettersi ciecamente
all'abitudine. Il loro pudore delicato comunica alle loro azioni un che di
impacciato; a forza di esser naturali esse danno l'impressione di mancare di
naturalezza; ma questa goffaggine ha della grazia celeste.
Se qualche
volta la loro familiarit assomiglia alla tenerezza, che queste anime
angeliche sono civette senza saperlo. Per pigrizia d'interrompere il loro
fantasticare, per evitarsi la pena di parlare, e di trovare qualcosa di
piacevole e di cortese, e che sia solo cortese, da dire a un amico, esse si
mettono ad appoggiarsi teneramente al suo braccio.
9. Ci che
fa s che le donne, quando diventano autrici, giungano raramente al sublime, e
ci che d grazia ai loro pi piccoli biglietti, che esse non osano mai esser
franche se non a met: essere franche sarebbe per loro come uscire senza
scialletto. Niente di pi frequente per un uomo che scrivere assolutamente
secondo il dettato della sua immaginazione, e senza sapere dove va.
Riepilogo
L'errore
comune di agire con le donne come con delle specie di uomini pi generosi,
pi mutevoli, e soprattutto con cui non c' rivalit possibile. Si dimentica
troppo facilmente che ci sono due leggi nuove e singolari che tiranneggiano
questi esseri cos mutevoli, in concorrenza con tutte le inclinazioni ordinarie
della natura umana, voglio dire:
L'orgoglio
femminile, il pudore, e le abitudini spesso indecifrabili figlie del pudore.
Una parola che irrita una principessa non colpisce per nulla una pastora delle
Alpi. Ma una volta in collera, la principessa e la pastora hanno gli stessi
impeti di passione. (Nota unica dell'editore)
XXVII
SUGLI SGUARDI
la grande
arma della civetteria virtuosa, si pu dire tutto con uno sguardo, e tuttavia
uno sguardo pu sempre esser negato, perch non pu esser ripetuto
testualmente.
Ci mi
ricorda il conte G[iraud], il Mirabeau romano: il simpatico piccolo governo di
quei paese gli ha dato un modo originale di fare racconti, per mezzo di parole
interrotte che dicono tutto e niente. Egli fa tutto intendere, ma pur libero di
ripetere testualmente tutte le sue parole, sarebbe impossibile a chiunque di
comprometterlo. Il cardinale Lante gli diceva che aveva rubato questo talento
alle donne, io dico anche le pi oneste. Questa furfanteria una rappresaglia
crudele, ma giusta, contro la tirannia degli uomini.
XXVIII
SULL'ORGOGLIO FEMMINILE
Le donne
sentono parlare tutta la loro vita, dagli uomini, di cose che essi dicono
importanti, di grossi guadagni di denaro, di successo alla guerra, di gente
uccisa in duello, di vendette atroci o ammirevoli ecc. Quelle tra loro che
hanno l'animo fiero sentono che, non potendo raggiungere questi obiettivi, non
sono in condizione di dispiegare un orgoglio che sia notevole, per l'importanza
delle cose su cui si fonda. Esse sentono palpitare in petto un cuore che, per
la forza e la fierezza dei suoi movimenti, superiore a tutto ci che le
circonda, e tuttavia vedono gli ultimi degli uomini stimarsi superiori a loro.
Si accorgono che non potrebbero mostrare orgoglio se non per delle piccole
cose, o almeno per delle cose che hanno importanza solo per il sentimento, e
delle quali un terzo non pu giudicare. Tormentate da questo contrasto
desolante, tra la bassezza della loro sorte e la fierezza della loro anima,
esse fanno in modo di rendere il loro orgoglio rispettabile per la vivacit dei
suoi slanci, o per l'implacabile tenacia con la quale mantengono le sue
decisioni. Prima dell'intimit, tali donne si figurano, vedendo il loro amante,
che egli abbia intrapreso un assedio contro di loro. La loro immaginazione
occupata ad irritarsi dei suoi atti che, dopo tutto, non possono fare altro che
mostrare dell'amore, visto che ama. Invece di godere dei sentimenti dell'uomo
che preferiscono; si piccano di vanit a suo riguardo; e infine, pur provviste
dei sentimenti pi teneri, quando la loro sensibilit non fissata su un solo
oggetto, dal momento che amano, come una volgare civetta, esse non hanno pi
che della vanit.
Una donna
con un carattere generoso sacrificher mille volte la vita per il suo amante;
ma litigher per sempre con lui per una questione d'orgoglio, a proposito di
una porta aperta o chiusa. Questo il loro punto d'onore. Napoleone s' ben
perduto per non cedere un villaggio.
Ho visto
una lite di questo tipo durare pi d'un anno. Una donna molto distinta
sacrificava tutta la sua felicit piuttosto di mettere il suo amante nella
condizione di poter formulare il pi piccolo dubbio sulla magnanimit del suo
orgoglio. La rappacificazione fu effetto del caso, e nella mia amica fu
l'effetto di un momento di debolezza,che essa non pot vincere, incontrando il
suo amante, che essa credeva lontano quaranta leghe, e trovandolo in un luogo
dove certamente egli non s'aspettava di vederla. Ella non riusc a nascondere
il suo primo slancio di gioia; l'amante s'intener pi di lei, caddero quasi ai
piedi l'uno dell'altra, e mai ho visto colare tante lacrime; era la visione
improvvisa della felicit. Le lacrime sono il supremo sorriso.
Il Duca
d'Argyle dette un bell'esempio di presenza di spirito non impegnandosi in una
lotta d'orgoglio femminile nell'incontro che egli ebbe a Richemont, con la
regina Carolina. Pi nobilt c' nel carattere di una donna, pi terribili sono
queste tempeste:
Come il
cielo pi nero preannuncia
la pi
terribile tempesta.
Don
Giovanni
Sar forse
che pi una donna gode con trasporto, nel fluire della vita, delle qualit che
distinguono il suo amante, pi in quegli istanti crudeli in cui la simpatia
sembra capovolta, essa cerca di vendicarsi di ci ch'ella gli attribuisce di
superiore agli altri uomini? Essa teme di esser confusa con loro.
molto
tempo che non ho letto la noiosa Clarissa; mi sembra tuttavia che sia per orgoglio femminile
che si lascia morire e non accetta la mano di Lovelace.
La colpa di
Lovelace era grande; ma poich ella lo amava un poco, avrebbe potuto trovare
nel suo cuore il perdono per un crimine la cui causa era l'amore.
Monime,
invece, mi sembra un commovente esempio di delicatezza femminile. Qual fronte
non arrossisce di piacere sentendo dire da un'attrice degna di questo ruolo:
E quel
fatale amore; di cui avevo trionfato,
. . . . . .
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
I vostri
artifici l'hanno sorpreso e me ne hanno convinta.
Ve l'ho confessato,
devo sostenerlo;
Invano voi
potreste perderne il ricordo;
E questa
confessione vergognosa, a cui mi avete forzata,
Rimarr
sempre presente al mio pensiero.
Sempre vi
penserei incerto della mia fede;
E la tomba,
Signore, meno triste per me
Che il
letto di uno sposo che mi ha fatto questo oltraggio.
Che si
preso su di me questo crudele vantaggio,
E, che,
preparandomi un eterno dolore.
Mi ha fatto
arrossire di un fuoco che non era per lui.
Racine
Mi immagino
che i secoli futuri diranno: Ecco a cosa era buona la monarchia, a produrre
tali specie di caratteri, e la loro descrizione da parte dei grandi artisti.
Tuttavia
anche nelle repubbliche del medio evo, trovo un ammirevole esempio di tale
delicatezza, che sembra distruggere la mia teoria sull'influenza dei governi
sulle passioni, e che io riferir con candore.
Si tratta
di quei versi di Dante, cos commoventi:
Deh!
quando tu sarai tornato al mondo,
. . . . . .
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Ricordati
di me che son la Pia:
Siena mi
f; disfecemi Maremma;
Salsi
colui, che innanellata pria
Disposando
m'avea con la sua gemma.
Purgatorio, c. v.
La donna
che parla con tanto ritegno, aveva subito segretamente la sorte di Desdemona, e
poteva con una parola far conoscere il crimine di suo marito agli amici che
aveva lasciato sulla terra.
Nello della
Pietra ottenne la mano di madonna Pia, unica erede dei Tolomei, la famiglia pi
ricca e pi nobile di Siena. La sua bellezza, che costituiva l'ammirazione
della Toscana, fece nascere nel cuore del suo sposo una gelosia che, avvelenata
da false voci e da sospetti continuamente rinascenti, lo condusse a un
terribile progetto. difficile decidere oggi se sua moglie fu del tutto innocente,
ma Dante ce la presenta come tale.
Il marito
la condusse nella maremma di Siena, celebre allora come oggi per gli effetti
dell'aria cattiva.
Mai egli volle dire alla sua infelice moglie la ragione del suo esilio in un
luogo cos pericoloso. Il suo orgoglio non degn pronunciare n lamento n
accusa. Egli viveva solo con lei, in una torre abbandonata, di cui sono andato
a visitare le rovine in riva al mare; l non infranse mai il suo sdegnoso
silenzio, mai rispose alle domande della sua giovane sposa, mai ne ascolt le
preghiere. Attese freddamente vicino a lei che l'aria pestilenziale avesse
prodotto il suo effetto. I vapori di quelle paludi non tardarono a far
appassire i suoi lineamenti, i pi belli, si dice, che fossero apparsi su
questa terra in quel secolo. In pochi mesi ella mor. Qualche cronista di quei
tempi lontani riferisce che Nello si serv del pugnale per affrettarne la fine:
ella mor nelle maremme, in un qualche modo orribile; ma il genere della sua
morte fu un mistero anche per i contemporanei. Nello della Pietra sopravvisse
per passare il resto dei suoi giorni in un silenzio che non ruppe mai.
Niente di
pi nobile e di pi delicato del modo in cui la giovane Pia rivolge la parola a
Dante. Essa desidera essere ricordata alla memoria degli amici che cos giovane
ella ha lasciato sulla terra; tuttavia nominandosi e designando suo marito, non
vuole abbandonarsi al pi piccolo lamento per una crudelt inaudita, ma ormai
irreparabile, e soltanto.indica che egli sa la storia della sua morte.
Questa
costanza nella vendetta dell'orgoglio non si trova, credo, se non nei paesi del
Sud.
In Piemonte
mi sono trovato involontario testimone di un fatto quasi simile; ma allora non
conoscevo i particolari. Fui mandato con venticinque dragoni nei boschi lungo
la Sesia, per impedire il contrabbando. Arrivando di sera in quel luogo
selvaggio e deserto, scorsi tra gli alberi le rovine di un vecchio castello; vi
andai: con mia grande sorpresa, era abitato. Vi trovai un nobile del paese
dall'espressione sinistra; un uomo alto sei piedi, di quaranta anni: mi dette
due camere torcendo il muso. Vi facevo musica col mio maresciallo d'alloggio:
dopo parecchi giorni scoprimmo che il nostro uomo teneva chiusa una donna che
noi ridendo chiamavamo Camilla; eravamo lontani dal sospettare la terribile
verit. Ella mor in capo a sei settimane. Ebbi la triste curiosit di vederla
nella sua bara; pagai un monaco che la custodiva, e verso mezzanotte, col
pretesto di aspergere l'acqua benedetta, m'introdusse nella cappella. Vi trovai
uno di quei visi superbi che sono belli anche in seno alla morte. Ella aveva un
grande naso aquilino di cui non dimenticher mai la linea nobile e dolce.
Lasciai quel luogo funesto. Cinque anni dopo, poich un distaccamento del mio
reggimento accompagnava l'imperatore alla sua incoronazione a re d'Italia, mi
feci raccontare tutta la storia. Seppi che il marito geloso, il conte ...,
aveva trovato una mattina, appeso al letto di sua moglie, un orologio inglese
che apparteneva ad un giovanotto della cittadina dove abitavano. Quel giorno
stesso la condusse nel castello in rovina, in mezzo ai boschi della Sesia. Come
Nello della Pietra, non pronunci mai una sola parola. Se essa gli rivolgeva
qualche preghiera, le presentava freddamente e in silenzio l'orologio inglese
che portava sempre con s. Pass cos quasi tre anni solo con lei. Essa mor
infine di disperazione nel fiore dell'et. Suo marito cerc di dare una
coltellata al padrone dell'orologio, lo manc, and a Genova, s'imbarc, e non
si seppe pi nulla di lui. I suoi beni furono divisi.
Se, vicino
alle donne provviste di orgoglio femminile, prendiamo le ingiurie con grazia,
cosa che avviene facilmente, avendo l'abitudine alla vita militare, offendiamo
quelle anime fiere; esse vi prendono per un vigliacco e arrivano ben presto
all'oltraggio. Quei caratteri alteri cedono con piacere agli uomini ch'esse
vedono intolleranti con gli altri uomini. questo, credo, il solo partito da
prendere, e bisogna spesso avere una disputa col proprio vicino per evitarla
con la propria amante.
Miss
Cornel, celebre attrice di Londra, vede un giorno entrare da lei all'improvviso
il ricco colonnello. Ella si trovava con un piccolo spasimante che le era solo
gradevole. Il Signor tale, diss'ella tutta emozionata al colonnello, Ǐ
venuto per vedere il poney che voglio vendere. Sono qui per tutt'altro,
riprese fieramente il piccolo amante che cominciava ad annoiarla, ma che dopo
questa risposta ella si mise ad amare di nuovo con furore, Quelle donne
simpatizzano con l'orgoglio del loro amante invece di esercitare a sue spese la
loro disposizione alla fierezza.
Il
carattere del duca di Lauzun (quello del 1660), se esse possono perdonargli il
primo giorno la mancanza di grazia, seducente per quel tipo di donne, e forse
per tutte le donne distinte; la grandezza d'animo pi elevata a loro sfugge,
esse prendono per freddezza la calma dell'occhio che vede tutto e che non si
commuove per un dettaglio. Non ho forse sentito donne della corte di SaintCloud
sostenere che Napoleone aveva un carattere arido e prosaico? Il grand'uomo
come l'aquila; pi si eleva, meno visibile, e della sua grandezza punito
con la solitudine dello spirito.
Dall'orgoglio
femminile nasce ci che le donne chiamano le mancanze di delicatezza. Credo che ci assomigli
abbastanza a ci che i re chiamano lesa-maest, crimine tanto pi pericoloso in
quanto vi si cade senza accorgersene. L'amante pi tenero pu essere accusato
di mancare di delicatezza, se non ha molto spirito, e, quel che pi triste,
se osa abbandonarsi a quello che il pi grande fascino dell'amore, alla gioia
di essere perfettamente naturale con l'oggetto amato, e di non stare ad
ascoltare ci che gli si dice.
Ecco cose
che un cuore bennato non saprebbe sospettare, e che bisogna aver provato per
credervi, poich l'abitudine di agire con giustizia e franchezza con i propri
amici uomini, ci trascina.
Bisogna
ricordarsi continuamente che si ha a che fare con delle creature che, sebbene a
torto, possono credersi inferiori come forza di carattere, o, per meglio dire,
possono pensare che le crediamo inferiori.
Il vero
orgoglio di una donna non dovrebbe esser posto nella forza del sentimento che
essa ispira? Si prendeva in giro una damigella d'onore della regina sposa di
Francesco I, per la leggerezza del suo amante che, si diceva, non l'amava
affatto. Poco tempo dopo, questo amante ebbe una malattia e riapparve a corte
muto. Un giorno, erano passati due anni, siccome ci si meravigliava ch'essa lo
amasse sempre, ella gli disse: Parlate. Ed egli parl.
XXIX
SUL CORAGGIO DELLE DONNE
Io ti
dico, orgoglioso templare, che nelle
tue pi
furiose battaglie non hai dispiegato
maggior
quantit del tuo vantato coraggio
di quanto
non ne abbia mostrato una
donna
indotta a soffrire per affetto
o
per dovere.
Ivanhoe.
Mi ricordo
di aver incontrato la frase seguente in un libro di storia: Tutti gli uomini
perdevano la testa; questo il momento in cui le donne assumono su di loro una
incontestabile superiorit.
Il loro
coraggio ha una riserva che manca a quello del loro amante; esse si piccano d'amor proprio
nei suoi riguardi e trovano tanto piacere nel fatto di potere nel bel mezzo del
pericolo disputarla in fermezza all'uomo che le ferisce spesso con l'alterigia
della sua protezione e della sua forza, che l'energia di questo godimento le
eleva al di sopra di quel qualunque timore che in quel momento fa la debolezza
degli uomini. Anche un uomo, se ricevesse tale aiuto in un tale momento, si
mostrerebbe superiore a tutto; poich la paura non nel pericolo, essa in
noi.
Non che
io voglia deprezzare il coraggio delle donne, ne ho viste, all'occasione di
superiori agli uomini pi coraggiosi. Bisogna soltanto che esse abbiano un uomo
da amare; siccome non sentono pi se non attraverso di lui, il pi atroce
pericolo diretto e personale diventa per loro come una rosa da cogliere in sua
presenza.
Ho trovato
anche in donne che non amavano l'intrepidit pi fredda, pi stupefacente, pi
immune da nervi.
vero che
pensavo che esse sono cos coraggiose solo perch non conoscono il dolore delle
ferite.
Quanto al
coraggio morale, tanto superiore all'altro, la fermezza di una donna che
resiste al suo amore semplicemente la cosa pi ammirevole che possa esistere
sulla terra. Tutti gli altri segni possibili di coraggio sono bagattelle in
confronto ad una cosa tanto contro natura e cos penosa. Forse esse trovano
delle forze in quell'abitudine al sacrificio che il pudore fa loro contrarre.
Una disgrazia
delle donne, che le prove di questo coraggio restino sempre segrete e quasi
non siano divulgabili.
Una
disgrazia pi grande che il coraggio sia sempre impiegato contro la loro
felicit: la principessa di Clves doveva non dir niente a suo marito e darsi
al duca di Nemours.
Le donne
forse sono sostenute principalmente dall'orgoglio di opporre una bella difesa,
e s'immaginano che il loro amante metta della vanit ad averle; idea piccola e
meschina: un uomo appassionato che si getta con allegria in tante situazioni
ridicole ha proprio il tempo di pensare alla vanit! come i monaci che
credono di acchiappare il diavolo, e si appagano con l'orgoglio dei loro cilici
e delle loro macerazioni.
Credo che
se la Signora di Clves fosse arrivata alla vecchiaia, a quell'epoca in cui si
giudica la vita, e in cui i piaceri d'orgoglio appaiono in tutta la loro
meschinit, si sarebbe pentita. Avrebbe voluto aver vissuto come Madame de La
Fayette.
Ho appena
riletto cento pagine di questo saggio; ho dato un'idea ben povera del vero
amore, dell'amore che occupa tutta l'anima, la riempie d'immagini talvolta le
pi felici, tal altra disperanti, ma sempre sublimi, e la rende completamente
insensibile a tutto il resto di ci che esiste. Non so come esprimere quello che
vedo cos bene; non ho mai sentito con maggior pena la mancanza di talento.
Come rendere sensibile la semplicit dei gesti e dei caratteri, la profonda
seriet, lo sguardo che esprime cos esattamente e con tanto candore, la
sfumatura del sentimento, e soprattutto, vi insisto, quell'inesprimibile
noncuranza per tutto ci che non la donna amata?
Un no o un si detto da un uomo che ama ha una unzione che non si trova altrove, che non
si trovava in questo stesso uomo in altri tempi. Questa mattina (3 agosto),
sono passato a cavallo, verso le nove, davanti al bel giardino inglese del
marchese Zampieri, situato sulle ultime ondulazioni di quelle colline, coronate
da grandi alberi, contro le quali Bologna addossata, e dalle quali si gode
una cos bella vista della ricca e verdeggiante Lombardia, la regione pi bella
del mondo. In un boschetto di alloro del giardino Zampieri, dominante il
sentiero che seguivo e che conduce alla cascata del Reno a Casalecchio, ho
visto il conte Delfante. Era immerso in una profonda fantasticheria, e sebbene
avessimo passato la serata insieme fino alle due dopo mezzanotte, mi ha appena
reso il saluto. Sono andato alla cascata, ho attraversato il Reno; infine, dopo
almeno tre ore, ripassando sotto il boschetto del giardino Zampieri, l'ho visto
ancora. Si trovava precisamente nella stessa posizione, appoggiato contro un
grande pino che si eleva al di sopra del boschetto di alloro; temo che si trovi
questo particolare troppo semplice e incapace di dimostrare qualcosa; venuto
verso di me con le lacrime agli occhi, pregandomi di non raccontare la sua
immobilit. Mi sono commosso; gli ho proposto di tornare indietro e di andare
con lui in campagna per passare il resto della giornata. In capo a due ore mi
ha detto tutto. una bell'anima; ma come sono fredde le pagine che si sono
appena lette a confronto di ci che egli mi diceva!
In secondo
luogo egli si crede non amato; io non sono di questo avviso. Non si pu leggere nulla
sul bel viso di marmo della contessa Ghigi, dalla quale abbiamo passato la
serata. Solo qualche volta un rossore improvviso e leggero, ch'essa non sa
reprimere, viene a tradire le emozioni di quest'anima che l'orgoglio femminile
pi esaltato disputa alle emozioni forti. Si vede arrossire anche il suo collo
d'alabastro e ci che si scorge di quelle belle spalle degne di Canova. Ella
conosce l'arte di sottrarre i suoi occhi neri e profondi all'osservazione delle
persone delle quali la sua delicatezza di donna teme la penetrazione; ma ho
visto stanotte, a una certa cosa che Delfante diceva e che ella disapprovava,
un improvviso rossore coprirla tutta intera. Quell'anima altera lo trovava meno
degno di lei. Ma infine, quand'anche mi sbagliassi nelle mie congetture sulla
fortuna di Delfante, tranne che per la vanit, io lo credo pi felice di me che
non amo, di me che tuttavia sono in un'ottima condizione di felicit, in
apparenza e in realt.
Bologna, 3
agosto 1818
XXX
UNO SPETTACOLO SINGOLARE E TRISTE
Le donne
col loro orgoglio femminile, si vendicano degli sciocchi sugli uomini di
spirito, e delle anime prosaiche, capaci solo di denaro e di colpi di bastone,
sui cuori nobili. Bisogna convenire che questo un bel risultato.
La poca
riflessione sull'orgoglio e sulle convenienze del mondo ha fatto l'infelicit
di alcune donne, e per orgoglio i loro parenti le hanno poste in una situazione
abominevole. Il destino aveva loro riservato come consolazione molto superiore
a tutte le loro disgrazie la felicit di amare e di essere amate con passione;
ma ecco che un bel giorno esse prendono dai loro nemici quello stesso orgoglio
insensato di cui furono le prime vittime, ed per uccidere la sola felicit
che resta loro, per fare la loro infelicit e quella di coloro che le amano.
Un'amica che ha avuto dieci tresche conosciute, e non sempre le une dopo le
altre, le persuade gravemente che se esse amano, saranno disonorate agli occhi
del mondo, che tuttavia non si eleva mai al di sopra di idee meschine e
attribuisce loro generosamente un amante ogni anno, perch ella dice, la
regola. Cos l'anima rattristata da questo spettacolo bizzarro, una donna
tenera ed estremamente delicata, per consiglio di una sgualdrina senza
delicatezza, fugge la sola e immensa felicit che le resta, per comparire con
un abito di splendente candore, davanti a un grosso tanghero di giudice che si
sa cieco da cento anni, e che grida a squarciagola: vestita di nero.
XXXI
ESTRATTO DAL DIARIO DI SALVIATI
la
donna stessa a darci ispirazione
Properzio,
2, 1.
Bologna,
29 aprile 1818
Disperato
per l'infelicit a cui l'amore mi riduce, maledico la mia esistenza. Non ho
interesse a niente. Il tempo nero, piove, un freddo tardivo venuto a
rattristare la natura che, dopo un lungo inverno, volava a farsi primavera.
Schiassetti,
colonnello a mezza paga, amico ragionevole e freddo, venuto a passare due ore
con me. Dovrebbe rinunciare ad amarla. Come fare? Mi renda la mia passione
per la guerra. una grande disgrazia per lei averla conosciuta. Quasi ne
convengo, tanto mi sento abbattuto e senza coraggio, tanto la malinconia ha
oggi impero su di me. Cerchiamo insieme quale interesse pu aver portato la sua
amica a calunniarmi presso di lei; non troviamo altro che quel vecchio adagio
napoletano: "Donna che amore e giovinezza lasciano, si offende per un
nonnulla." Quel che sicuro, che questa donna crudele furiosa contro di me ; la parola di un
suo amico. Ho atroci mezzi di vendetta; ma contro il suo odio non ho il pi
piccolo mezzo di difesa. Schiassetti mi lascia. Esco sotto la pioggia non
sapendo che fare. Il mio appartamento, questo salotto in cui stavo sempre nei
primi tempi della nostra conoscenza e quando la vedevo tutte le sere, mi
diventato insopportabile. Ogni incisione, ogni mobile, mi rimproverano la
felicit che avevo sognato in loro presenza, e che ho perduto per sempre.
Percorro
le strade sotto una pioggia fredda; il caso, se posso chiamarlo caso, mi
conduce sotto le sue finestre. Era il far della notte, ed io camminavo con gli
occhi pieni di lacrime fissi sulla finestra della sua camera. Tutto ad un
tratto la tenda stata un poco scostata come per vedere sulla piazza e si
richiusa all'istante. Ho sentito un movimento fisico vicino al cuore. Non stavo
pi in piedi: mi rifugio sotto il portico della casa vicina. Mille sentimenti
inondano la mia anima, il caso ha potuto produrre quel movimento della tenda;
ma se fosse stata la sua mano a scostarla!
Ci sono due
disgrazie al mondo: quella della passione contrastata e quella del vuoto
assoluto.
Con
l'amore, sento che esiste a due passi da me una felicit immensa e al di l di
tutti i miei desideri, che non dipende che da una parola, da un sorriso.
Senza
passione come Schiassetti, nei giorni tristi, non vedo la felicit da nessuna
parte, arrivo a dubitare che essa esista per me, cado nello spleen.
Bisognerebbe essere senza passioni forti e avere solo un po' di curiosit o di
vanit.
Sono le due
del mattino, ho visto il piccolo imovimento della tenda alle sei; ho fatto
dieci visite, sono andato allo spettacolo; ma ovunque silenzioso e distratto,
ho passato la serata a esaminare questa domanda: Dopo tanta collera e cos
poco fondata (poich infine volevo io offenderla, e qual la cosa al mondo che
l'intenzione non scusi?), ha essa provato un momento d'amore?
Il povero
Salviati, che ha scritto quel che precede sul suo Petrarca, mor qualche tempo
dopo; era nostro amico intimo di Schiassetti e mio; conoscevamo tutti i suoi
pensieri, ed da lui che ho avuto tutta la parte lugubre di questo saggio. Era
l'imprudenza incarnata; del resto, la donna per la quale ha fatto tante follie
l'essere pi interessante che io abbia mai incontrato. Schiassetti mi diceva:
Ma lei crede che questa passione infelice sia stata senza vantaggi per Salviati?
Prima egli prov il rovescio finanziario pi terribile che si possa immaginare.
Di questa disgrazia che lo riduceva a un patrimonio molto mediocre, dopo una
giovinezza brillante, e che l'avrebbe messo fuori di s dalla collera in
tutt'altra circostanza, non si ricordava nemmeno una volta ogni quindici
giorni.
Poi, e
questo ben altrimenti importante per una testa di quella portata, questa
passione il primo vero corso di logica che egli abbia mai seguito. Ci
sembrer singolare in un uomo che stato a corte; ma si spiega col suo estremo
coraggio. Per esempio egli pass senza batter ciglio la giornata del..., che lo
gettava nel nulla. Si meravigliava, qui come in Russia, di non provare nulla di
straordinario; un fatto che non ha mai temuto niente tanto da pensarci due
giorni. Al posto di questa noncuranza, da due anni, cercava ogni minuto di
farsi coraggio; fino ad allora non aveva visto pericoli.
Quando, in
seguito alle sue imprudenze e alla sua fiducia nelle interpretazioni
favorevoli, si fu fatto condannare a non vedere la donna amata che due volte al
mese, noi l'abbiamo visto ebbro di gioia passare le notti a parlarle, perch
non era stato ricevuto con quel nobile candore che egli adorava in lei.
Riteneva che la Signora... e lui avessero due anime fuori del comune, e
dovessero intendersi con uno sguardo. Non poteva capire che essa prestasse la
pi piccola attenzione alle meschine interpretazioni borghesi che potevano
farlo passare per colpevole. Il risultato di questa bella fiducia in una donna circondata
dai suoi nemici fu di farsi chiudere la sua porta.
Con la
Signora..., gli dicevo, lei dimentica le sue massime, e che non bisogna
credere alla grandezza d'animo che in casi estremi. Lei crede, rispondeva,
che ci sia al mondo un altro cuore che convenga meglio al suo ? vero, io
pago questo modo di essere appassionata di Leonora, che me la faceva vedere in
collera nella linea d'orizzonte delle rocce di Poligny, con l'infelicit di
tutte le mie imprese nella vita reale; infelicit che proviene dalla mancanza
di paziente lavoro e da imprudenze commesse per la viva impressione del
momento. Si vede la sfumatura di follia.
Per
Salviati, la vita era divisa in periodi di quindici giorni, che prendevano il
colore dell'ultimo colloquio che ella gli aveva concesso. Notai per parecchie
volte che la felicit che egli doveva ad un'accoglienza, che gli sembrava meno
fredda, era molto inferiore come intensit all'infelicit che gli procurava
un'accoglienza severa. La Signora... mancava a volte di franchezza con lui:
ecco le due sole obiezioni che non ho mai osato fargli. Oltre a ci che il suo
dolore aveva di pi intimo e di cui egli ebbe la delicatezza di non parlare mai
neppure ai suoi amici pi cari e pi lontani dall'invidia, egli vedeva in un'accoglienza
dura di Leonora il trionfo delle anime prosaiche e intriganti sulle anime
franche e generose. Allora egli disperava della virt e soprattutto della
gloria. Non si permetteva di parlare con i suoi amici che di idee tristi, a
dire il vero, alle quali lo conduceva la sua passione, ma che d'altra parte
potevano avere qualche interesse agli occhi della filosofia. Ero curioso di
osservare quest'anima bizzarra; di solito l'amore-passione lo si incontra in
gente un poco sciocca alla tedesca. Salviati al contrario, era nel numero degli
uomini pi fermi e pi intelligenti che abbia conosciuto.
Dopo queste
visite severe credo di aver notato che egli era tranquillo solo quando aveva
trovato una giustificazione ai rigori di Leonora. Se trovava che ella poteva aver
avuto torto di maltrattarlo, era infelice. Non avrei mai creduto l'amore cos
privo di vanit.
Ci faceva
sempre l'elogio dell'amore. Se un potere soprannaturale mi dicesse: Spezza il
vetro di questo orologio, e Leonora sar per te quella che era tre anni fa,
un'amica indifferente ; in verit io credo che in nessun momento della mia vita
io avrei il coraggio di spezzarlo. Lo vedevo cos folle in questo
ragionamento, che non ebbi mai il coraggio di presentargli le obiezioni
precedenti. Aggiungeva: Come la riforma di Lutero, alla fine del Medio Evo,
scuotendo la societ fino nelle sue fondamenta, rinnov e ricostitu il mondo
su basi ragionevoli, cos un carattere generoso rinnovato e ritemprato
dall'amore.
Solo
allora si spoglia di tutte le puerilit della vita; senza quella rivoluzione
avrebbe sempre avuto un non so che di rigido e di teatrale. solo da quando
amo che ho imparato ad avere della grandezza d'animo, tanto la nostra
educazione di scuola militare ridicola.
Sebbene mi
comportassi bene, ero un bambino alla corte di Napoleone e a Mosca. Facevo il
mio dovere; ma ignoravo la semplicit eroica, frutto d'un sacrificio intero e
di buona fede. solo un anno, per esempio, che il mio cuore comprende la
semplicit dei Romani di Tito Livio. Un tempo li trovavo freddi al paragone coi
nostri brillanti colonnelli. Ci che essi facevano per la loro Roma, io lo
trovo nel mio cuore per Leonora. Se avessi la gioia di poter fare qualcosa per
lei, il mio primo desiderio sarebbe di nasconderla. La condotta dei Regolo, dei
Decio era una cosa convenuta in anticipo, che non aveva il diritto di
sorprenderli. Ero piccolo prima di amare, proprio perch ero tentato qualche
volta di trovarmi grande; c'era un certo sforzo che io sentivo e di cui mi applaudivo.
E dal lato
degli affetti, che cosa non si deve all'amore? Dopo gli incontri della prima
giovinezza, il cuore si chiude alla simpatia. La morte o l'assenza allontana
alcuni compagni dell'infanzia, si ridotti a passare la vita con freddi associati,
con il metro alla mano, sempre a calcolare secondo idee d'interesse o di
vanit. Poco a poco, tutta la parte tenera e generosa dell'anima diventa
sterile per mancanza di cultura; e a meno di trent'anni l'uomo si trova
pietrificato a tutte le sensazioni dolci e tenere. In mezzo a questo deserto,
l'amore fa scaturire una sorgente di sentimenti pi abbondante e pi fresca
anche di quella della prima giovinezza. C'era allora una speranza vaga, folle e
continuamente distratta; mai devozione per niente, mai desideri duraturi e
profondi; l'anima, sempre leggera, aveva sete di novit, e trascurava oggi
quello che adorava ieri. E niente pi raccolto, pi misterioso pi
eternamente uno nel suo oggetto della cristallizzazione d'amore. Allora le cose
gradevoli soltanto avevano diritto di piacere, e di piacere un istante; ora
tutto ci che ha rapporto con ci che si ama, e persino gli oggetti pi
indifferenti, toccano profondamente. Arrivando in una grande citt, a cento
miglia da quella ove abita Leonora, mi sono scoperto tutto intimidito e
tremante: a ogni svolta di strada, fremevo al pensiero di incontrare Alviza,
l'amica intima della Signora..., e amica che non conosco. Tutto ha preso per me
una tinta misteriosa e sacra, il mio cuore palpitava mentre parlavo a un
vecchio scienziato. Non potevo sentir nominare la porta presso cui abita
l'amica di Leonora senza arrossire.
Anche i
gesti duri della donna amata hanno delle grazie infinite, che non si trovano,
nei momenti pi lusinghieri vicino alle altre donne. cos che le grandi ombre
dei quadri del Correggio, ben lontano dall'essere come negli altri pittori, dei
passaggi poco piacevoli ma necessari a dar valore alle parti in luce, e a dar
rilievo alle figure, hanno di per s una grazia incantevole e che getta in un
dolce sogno.
S, la
met e la pi bella met della vita celata all'uomo che non ha amato con
passione.
Salviati
aveva bisogno di tutta la forza della sua dialettica per tener testa al saggio
Schiassetti, che gli diceva sempre: Se vuole esser felice, si accontenti di
una vita priva di pene, e ogni giorno di una piccola dose di felicit. Si
difenda dall'azzardo delle grandi passioni. Mi dia un po' della sua
curiosit, rispondeva Salviati.
Io credo
che molti fossero i giorni in cui avrebbe voluto poter seguire gli avvisi del
nostro saggio colonnello; lottava un po', credeva di riuscire; ma questa
decisione era assolutamente al di sopra delle sue forze; e tuttavia qual forza
non aveva quell'anima!
Un cappello
di raso bianco, che assomigliava un po' a quello della Signora... e ch'egli
vedeva da lontano nella via, fermava i battiti del suo cuore, e lo obbligava ad
appoggiarsi contro il muro. Anche nei suoi momenti pi tristi, la gioia
d'incontrarla gli procurava sempre qualche ora di ebbrezza al di sopra
dell'influenza di tutte le sventure e di tutti i ragionamenti. Del resto un
fatto che alla sua morte, dopo due anni di questa passione generosa e senza
limiti, il suo carattere aveva contratto parecchie nobili abitudini, e che
almeno a questo riguardo si giudicava correttamente: se fosse vissuto e le
circostanze lo avessero un po' aiutato, avrebbe fatto parlare di s. Pu anche
essere che a forza di semplicit, il suo merito sarebbe passato inosservato su
questa terra.
O
lasso!
Quanti
dolci pensier, quanto disio,
Men Costui
al doloroso passo!
Biondo era
e bello, e di gentile aspetto:
Ma l'un de'
cigli un colpo avea diviso.
DANTE
XXXII
SULL'INTIMIT
La pi
grande felicit che l'amore possa dare, la prima stretta di mano di una donna
che si ama.
La felicit
legata alla galanteria, invece, molto pi realistica, e molto pi soggetta
allo scherzo.
Nell'amore-passione,
l'intimit non tanto la felicit perfetta quanto l'ultimo passo per
arrivarci.
Ma come
descrivere la felicit, se non lascia ricordi?
Mortimer
ritornava tremante da un lungo viaggio; adorava Jenny; ella non aveva risposto
alle sue lettere. Arrivando a Londra, monta a cavallo e va a cercarla nella sua
casa di campagna. Arriva, ella passeggiava nel parco; vi corre col cuore
palpitante; la incontra, essa gli tende la mano, lo riceve turbata: vede che
amato. Mentre percorre con lei i viali del parco, il vestito di Jenny
s'impiglia negli spini di un cespuglio d'acacia. In seguito, Mortimer fu felice
ma Jenny fu infedele. Io sostengo contro di lui che Jenny non l'ha mai amato;
mi cita come prova dell'amore di lei il modo in cui lo ha ricevuto al suo
ritorno dal continente, ma mai ha potuto darmi il pi piccolo particolare.
Soltanto trasalisce visibilmente quando vede un cespuglio d'acacia. Quello
realmente il solo ricordo distinto che ha conservato del momento pi felice
della sua vita.
Un uomo
sensibile e franco, un antico cavaliere mi confidava una sera (in fondo alla
nostra barca battuta da grandi ondate sul lago di Garda), la storia dei suoi
amori dei quali a mia volta non far confidenza al pubblico, ma dalla cui
storia mi credo in diritto di concludere che il momento dell'intimit come
quelle belle giornate del mese di maggio, un'epoca delicata per i fiori pi
belli, un momento che pu esser fatale e far appassire in un istante le pi
belle speranze
. . . . .
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
. . . . . . . .
Non si
potrebbe mai lodare troppo la naturalezza. la sola civetteria permessa in una cosa cos
seria come l'amore alla Werther, nel quale non si sa dove si va; e nello stesso
tempo, caso fortunato per la virt, la migliore tattica. Senza accorgersene,
un uomo veramente commosso dice delle cose incantevoli, parla una lingua che
egli non conosce.
Guai
all'uomo anche il meno affettato! Anche quando ama, e anche con tutto lo
spirito possibile, egli perde tre quarti dei suoi vantaggi. Ci si lascia andare
un istante all'affettazione, un minuto dopo, si ha un momento di aridit.
Tutta
l'arte d'amare si riduce, mi sembra, a dire esattamente quello che il grado di
ebbrezza del momento comporta, cio, in altri termini, ad ascoltare la propria
anima. Non si deve credere che ci sia cos facile; un uomo che ama veramente,
quando la sua amica gli dice delle cose che lo rendono felice, non ha pi la
forza di parlare.
Egli perde
cos le azioni che le sue parole avrebbero fatto nascere, ed meglio tacere
che dire fuori tempo cose troppo tenere; ci che era al suo posto dieci secondi
fa, non lo pi affatto ed fuori tono ora. Tutte le volte che mancavo a
questa regola, e che dicevo una cosa che mi era venuta in mente tre minuti
prima, e che trovavo graziosa, Leonora non mancava di controbattermi. Mi dicevo
poi uscendo: Ha ragione; queste sono di quelle cose che devono colpire molto
una donna delicata; una indelicatezza di sentimento. Esse ammetterebbero
piuttosto, come i retori di cattivo gusto, una qualche debolezza e freddezza.
Non avendo altro da temere al mondo che la falsit del proprio amante, la
minima insincerit di dettaglio, foss'anche la pi innocente del mondo, le
priva all'istante di ogni felicit e le getta nella diffidenza.
Le donne
oneste hanno dell'avversione per la veemenza e l'imprevisto, che sono tuttavia
i caratteri della passione; oltre al fatto che la veemenza allarma il pudore,
esse si difendono.
Quando
qualche moto di gelosia o di dispiacere ha provocato della freddezza, si
possono in generale intraprendere dei discorsi adatti a far nascere l'ebbrezza
favorevole all'amore; e se, dopo le prime due o tre frasi, non si perder
l'occasione di dire esattamente ci che l'anima suggerisce, si procureranno
vivi piaceri all'oggetto amato. L'errore della maggior parte degli uomini,
che vogliono arrivare a dire una cosa che trovano bella, spiritosa, commovente;
invece di sciogliere.la loro anima dall'artificiosit mondana, fino al grado
d'intimit e di naturalezza di esprimere ingenuamente ci ch'essa sente al
momento. Se si ha questo coraggio, si ricever subito la ricompensa con una
specie di rappacificazione.
questa
ricompensa tanto rapida quanto involontaria dei piaceri che si procurano
all'oggetto amato, che pone questa passione cos grandemente al di sopra delle
altre.
Se c'
naturalezza perfetta, la felicit di due individui arriva a fondersi. A causa
della simpatia e di parecchie altre leggi della nostra natura, questa
semplicemente la pi grande felicit che possa esistere.
tutt'altro
che facile determinare il senso di questa parola: naturalezza, condizione necessaria della
felicit che si ottiene con l'amore.
Si chiama naturalezza ci che non si allontana dalla
maniera abituale d'agire. Non c' bisogno di dire che non bisogna mai non solo
mentire all'oggetto amato, ma neppure minimamente abbellire e alterare la
purezza di tratto della verit. Perch se la si abbellisce, l'attenzione
occupata in ci, e non risponde pi ingenuamente, come il tasto di un piano, al
sentimento che appare nei suoi occhi. Ella ben presto se ne accorge per un
certo senso di freddo che prova, e a sua volta ricorre alla civetteria. Non
forse questa la ragione nascosta che fa che non si potrebbe amare una donna di
uno spirito troppo inferiore? Questo perch vicino a lei si pu fingere
impunemente, e siccome fingere pi comodo, a causa dell'abitudine, ci si
abbandona alla mancanza di naturalezza. Da quel momento l'amore non pi
amore, decade fino ad essere soltanto un affare ordinario; la sola differenza
che invece di denaro si guadagna del piacere o della vanit, o un insieme dei
due. Ma difficile non provare una sfumatura di disprezzo per una donna con la
quale si pu impunemente recitar la commedia, e che di conseguenza non manca
per piantarla che incontrare di meglio a questo riguardo. L'abitudine o i
giuramenti possono trattenere; ma io parlo dell'inclinazione il cui naturale
volare verso il piacere.
Tornando a
questa parola naturale, naturale e abituale sono due cose. Se si prendono queste parole
nello stesso senso, evidente che pi si ha sensibilit, pi difficile
essere naturali,
poich l'abitudine ha un impero meno potente sul modo di essere e di agire, e
l'uomo pi libero in ogni circostanza. Tutte le pagine della vita di un essere
freddo sono le stesse; prendetelo oggi, prendetelo ieri, sempre la stessa
mano di legno.
Un uomo
sensibile, dal momento in cui il suo cuore emozionato, non trova pi in s
tracce d'abitudine per guidare le sue azioni; e come potrebbe seguire un cammino
di cui non ha pi la traccia?
Egli sente
il peso immenso che si attacca ad ogni parola che egli dice all'oggetto amato,
gli sembra che una parola decider della sua sorte. Come potr non cercare di
dire bene? O almeno come non avere la sensazione di dir bene? Da quel momento
non c' pi candore. Perci non si deve pretendere il candore, questa qualit
di un'anima che non fa alcun ritorno su di s. Si quel che si pu, ma si
sente quello che si .
Credo che
siamo cos arrivati all'ultimo grado di naturalezza che il cuore pi delicato
possa pretendere in amore.
Un uomo
appassionato non pu che attaccarsi fortemente, come sua sola risorsa nella
tempesta, al giuramento di non cambiare mai in nulla la verit e di leggere
correttamente nel suo cuore; se la conversazione viva e interrotta, egli pu
sperare in bei momenti di naturalezza, altrimenti non sar perfettamente
naturale che nelle ore in cui amer un po' meno alla follia.
Vicino
all'oggetto amato, la naturalezza resta appena nei movimenti, le abitudini dei quali sono
tuttavia cos profondamente radicate nei muscoli.
Quando davo
il braccio a Leonora, mi sembrava di essere sempre sul punto di cadere, e
pensavo a camminare bene. Tutto ci che possibile, di non essere mai
affettato volontariamente; basta essere persuasi che la mancanza di naturalezza
il pi grande svantaggio possibile, e pu facilmente essere la sorgente delle
pi grandi disgrazie. Il cuore della donna che amate non intende pi il vostro,
voi perdete quel movimento nervoso e involontario della franchezza che risponde
alla franchezza. Questo significa perdere tutti i mezzi di commuoverla, ho
quasi detto di sedurla; non che io pretenda di negare che una donna degna
d'amore pu vedere il suo destino in quella bella massima dell'edera, che se
non si attacca muore
; una legge della natura, ma sempre un passo decisivo per la felicit, fare
quella dell'uomo che si ama. Mi sembra che una donna ragionevole non debba
concedere tutto al suo amante se non quando essa non pu pi difendersi, e il
pi leggero sospetto sulla sincerit del vostro cuore le renda immediatamente
un po' di forza, e abbastanza almeno per ritardare ancora d'un giorno la sua
disfatta.
C' bisogno
di aggiungere che per rendere tutto questo il colmo del ridicolo, basta
applicarlo all'amore-gusto?
XXXIII
Sempre un
piccolo dubbio da placare, ecco ci che fa la sete di tutti gli istanti, ci
che fa la vita dell'amore felice. Siccome il timore non l'abbandona mai, i
piaceri dell'amore felice non possono mai annoiare. Il carattere di questa
felicit, il suo essere estremamente seria.
XXXIV
SULLE CONFIDENZE
Non c' al
mondo insolenza pi presto punita di quella che vi fa confidare ad un amico
intimo un amore-passione. Egli sa, se ci che voi dite vero, che voi avete
gioie mille volte al di sopra delle sue, e che vi fanno disprezzare le sue.
Tra donne
peggio ancora, poich la sorte della loro vita d'ispirare una passione e, di
solito, la confidente ha cos esposto la sua possibilit d'amare agli sguardi
dell'amante.
D'altra
parte, per l'essere divorato da questa febbre, non c' al mondo bisogno morale
pi imperioso di quello di un amico davanti al quale si possa ragionare sui
dubbi terribili che s'impadroniscono dell'anima in ogni istante, poich in
questa passione terribile, sempre una cosa immaginata una cosa esistente.
Un grande
difetto del carattere di Salviati, scriveva egli nel 1817, in ci ben opposto
a quello di Napoleone, che, quando nel discutere degli interessi di una
passione, qualche cosa viene ad essere moralmente dimostrato, egli non sa
decidere di partire da questa base come da un fatto stabilito per sempre; e
malgrado se stesso, e per sua disgrazia, la rimette continuamente in
discussione. facile aver coraggio nell'ambizione. La cristallizzazione che
non soggiogata dal desiderio della cosa da ottenere si adopra per fortificare
il coraggio; in amore, essa tutta al servizio dell'oggetto contro il quale si
deve aver coraggio.
Una donna
pu trovare un'amica perfida, essa pu trovare anche un'amica annoiata.
Una
principessa di trentacinque anni, annoiata e perseguitata dal bisogno di agire,
d'intrigare ecc, ecc, scontenta della tiepidezza del suo amante, e che tuttavia
non pu sperare di far nascere un altro amore, non sapendo che fare
dell'attivit che la divora, e non avendo altra distrazione che degli accessi
di umore nero, pu benissimo trovare un'occupazione, cio una fonte di piacere,
uno scopo nella vita, nel rendere infelice una vera passione, passione che si
ha l'insolenza di sentire per un'altra diversa da lei, mentre il suo amante si
addormenta al suo fianco.
il solo
caso in cui l'odio
produce felicit; il fatto che procura occupazione e lavoro.
Nei primi
istanti, il piacere di fare qualcosa, dal momento che l'impresa sospettata
dalla societ, il puntiglio di riuscire attribuisce fascino a questa occupazione. La
gelosia dell'amica assume la maschera dell'odio per l'amante; altrimenti come
si potrebbe odiare fino al furore un uomo che non si mai visto? Non c'
pericolo che ci si confessi l'invidia, perch bisognerebbe prima confessarsi il
merito, e si hanno adulatori che si sostengono a corte solo mettendo in
ridicolo la buona amica.
La
confidente perfida, pur permettendosi delle azioni di estrema bassezza, pu
credersi benissimo animata dal desiderio di non perdere un'amicizia preziosa.
La donna annoiata si dice che l'amicizia languisce in un cuore divorato
dall'amore e dalle sue ansiet mortali ; vicino all'amore l'amicizia non pu
sostenersi che attraverso le confidenze; ora, cosa di pi odioso per l'invidia
di tali confidenze?
Le sole che
siano ben accolte fra donne sono quelle accompagnate dalla franchezza di questo
ragionamento: Mia cara amica, nella guerra tanto assurda quanto implacabile che
ci fanno i pregiudizi messi in voga dai nostri tiranni, servitemi oggi, domani
sar il mio turno.
Prima di
questa eccezione c' quella della vera amicizia nata nell'infanzia e non
viziata dopo da alcuna gelosi
. . . . .
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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Le
confidenze concernenti l'amore-passione non sono ben accolte che tra scolari
innamorati dell'amore, e tra giovinette divorate dalla curiosit, dalla
tenerezza non impiegata, e forse trascinate gi dall'istinto che dice loro che
quella la grande faccenda della loro vita, e che non mai troppo presto per
occuparsene.
Tutti hanno
visto bambine di tre anni disimpegnarsi molto bene nei doveri della galanteria.
L'amore-gusto
s'infiamma e l'amore-passione si raffredda per effetto delle confidenze.
Oltre ai
pericoli c' la difficolt delle confidenze. Nell'amore-passione, ci che non
si pu esprimere (perch la lingua troppo grossolana per toccare queste
sfumature), non esiste tuttavia meno per questo, soltanto, siccome si tratta di
cose molto sottili, si maggiormente soggetti a sbagliarsi, osservandole.
E un
osservatore molto commosso osserva male; ingiusto verso il caso.
Quel che
forse pi saggio, di farsi confidenti di se stessi. Scrivete stasera sotto
falsi nomi, ma con tutti i particolari interessanti, il dialogo che avete
appena avuto con la vostra amica, e la difficolt che vi turba. Tra otto giorni
se voi provate l'amore-passione, sarete un altro uomo, e allora, consultando il
vostro scritto, voi potrete darvi un buon consiglio.
Tra uomini,
quando si pi di due e l'invidia possibile, la correttezza obbliga a
parlare soltanto di amore fisico; guardate la fine delle cene tra uomini. Vi si
recitano i sonetti di Baffo che fanno un piacere infinito, perch ognuno prende
alla lettera le lodi e gli slanci del suo vicino che, molto spesso, vuole
soltanto essere gaio e cortese. Le affascinanti tenerezze di Petrarca o i
madrigali francesi sarebbero fuori posto.
XXXV
SULLA GELOSIA
Quando si
ama, ad ogni nuovo oggetto che colpisce gli occhi o la memoria, sia che uno sia
chiuso in una tribuna e attento ad ascoltare una discussione delle camere o che
vada al galoppo a dare il cambio alla guardia, sotto il fuoco del nemico,
sempre si aggiunge una nuova perfezione all'idea che si ha della propria
amante, o si scopre un nuovo modo, che sul momento sembra eccellente, di farsi
amare di pi.
Ogni passo
dell'immaginazione gratificato da un momento di delizie. Non meraviglia che
un tale modo di essere sia allettante.
Nell'istante
in cui nasce la gelosia, la stessa abitudine dell'animo resta, ma per produrre
un effetto contrario. Ogni perfezione che voi aggiungete alla corona
dell'oggetto che amate, e che forse ne ama un altro, lontano dal procurarvi un
godimento celeste, vi rivolge un pugnale nel cuore. Una voce vi grida: Questo
piacere cos affascinante, il tuo rivale che ne godr.
E gli
oggetti che vi colpiscono, senza produrre questo primo effetto, invece di
mostrarvi come un tempo un nuovo modo di farvi amare, vi mostrano un nuovo
vantaggio del rivale.
Incontrate
una bella donna che galoppa nel parco, e il rivale famoso per i suoi bei
cavalli che gli fanno fare dieci miglia in cinquanta minuti.
In questo
stato il furore nasce facilmente; non ci si ricorda pi che in amore, possedere
non niente, gioire tutto; ci si esagera la felicit del rivale, ci si esagera
l'insolenza che gli d questa felicit, e si arriva al colmo dei tormenti, cio
all'estrema infelicit avvelenata ancora da un resto di speranza.
Il solo
rimedio forse quello di osservare da molto vicino la felicit del rivale.
Spesso voi lo vedrete addormentarsi serenamente nel salotto dove si trova
quella donna che, a ogni cappello che assomiglia al suo e che voi scorgete da
lontano nella via, arresta i battiti del vostro cuore.
Volete
svegliarlo, basta mostrare la vostra gelosia. Avrete forse il vantaggio di
insegnargli il valore della donna che lo preferisce a voi, ed egli vi dovr
l'amore che lo prender per lei.
Nei
riguardi del rivale, non c' via di mezzo; bisogna o scherzare con lui con
l'aria pi disinvolta possibile, o fargli paura.
Poich la
gelosia il pi grande di tutti i mali, si trover che esporre la propria vita
una diversione piacevole. Perch allora i nostri sogni non sono tutti
avvelenati e tetri (per il meccanismo esposto qui sopra); si pu qualche volta
figurarsi che si uccide il rivale.
Per il
principio secondo il quale non si devono mai inviare forze al nemico, bisogna
che voi nascondiate il vostro amore al rivale, e che, sotto un pretesto di
vanit e il pi lontano possibile dall'amore, gli diciate in gran segreto, con
tutta la cortesia possibile, e con l'aria pi calma e pi semplice: Signore,
non so perch la gente immagini di attribuirmi la piccola tale; si ha persino
la bont di credere ch'io ne sia innamorato; qualora la vogliate voi, io ve la
cederei di gran cuore, se disgraziatamente non mi esponessi a svolgere un ruolo
ridicolo. Tra sei mesi, prendetela fino a che vi piacer, ma oggi l'onore che
si attribuisce, non so perch, a queste cose, mi obbliga a dirvi, con mio
grande dispiacere, che se per caso non avete la correttezza di aspettare che
sia giunto il vostro turno, bisogna che uno di noi muoia.
Il vostro
rivale molto probabilmente un uomo non passionale, e forse pure un uomo
molto prudente, che, una volta che sar convinto della vostra risolutezza, si
affretter a cedervi la donna in questione, se appena potr trovare qualche
pretesto plausibile. per questo che dovete mettere della gaiezza nella vostra
dichiarazione, e coprire tutta la faccenda col pi profondo segreto.
Ci che
rende il dolore della gelosia cos acuto, che la vanit non pu aiutare a
sopportarlo, e nel metodo di cui parlo la vostra vanit ha di che cibarsi.
Potete stimarvi come coraggioso, se siete ridotto a disprezzarvi in quanto
amabile.
Se si
preferisce non prender le cose sul tragico, bisogna partire, e andare quaranta
leghe lontani, mantenere una ballerina la cui grazia avr l'aria di fermarvi al
passaggio.
Se appena
il rivale ha l'anima comune, vi creder consolato.
Molto
spesso il partito migliore di aspettare senza batter ciglio che il rivale si
logori presso
l'oggetto amato, con le sue stesse sciocchezze. Poich a meno che si tratti di
una passione nata poco a poco e nella prima giovinezza, una donna di spirito
non ama mai a lungo un uomo comune. Nel caso della gelosia dopo l'intimit,
occorre ancora dell'indifferenza apparente e dell'incostanza reale, perch parecchie
donne offese da un amante che esse amano ancora si attaccano all'uomo per il
quale egli mostra della gelosia, e il gioco diventa una realt.
Sono
entrato in alcuni particolari, perch il pi spesso delle volte in quei momenti
di gelosia si perde la testa; dei consigli scritti da molto tempo fanno bene,
e, poich l'essenziale di fingere la calma, opportuno prendere il tono in
uno scritto filosofico.
Siccome non
si ha potere su di voi che togliendovi o facendovi sperare delle cose il cui
valore dato solo dalla passione che voi avete per loro, se voi riuscite a
farvi credere indifferente, di colpo i vostri avversari non hanno pi armi.
Se non si
ha alcuna azione da compiere e che si possa divertirsi a cercare dello svago,
si trover qualche piacere a leggere Otello; egli far dubitare delle
apparenze pi convincenti. Si chiuderanno gli occhi con delizia su queste
parole:
Delle
inezie leggere come l'aria
Sembrano al
geloso conferme possenti
Come prove
tratte dalla Sacra Scrittura
Otello, atto III.
Ho provato
che la vista di un bel mare consolante.
Il
mattino che era sorto calmo e brillante conferiva un piacevole effetto al
panorama di desolate montagne che si vedeva dal castello guardando verso
l'entro terra; e il superbo Oceano increspato da migliaia di ricciute onde
d'argento, si estendeva sull'altro lato, in una spaventosa e benevola maest
fino alla linea dell'orizzonte. Il cuore umano, anche nei suoi momenti di
maggior turbamento, si mette in corrispondenza con queste scene di calma
sublimit e gesti di onore e di virt sono spesso ispirati dalla loro maestosa
influenza.
(La
sposa di Lammermoor,
1, 193.)
Trovo
scritto da Salviati: 20 luglio 1818 - Applico spesso e in modo non
ragionevole, credo, alla vita tutta intera il sentimento che un ambizioso e un
buon cittadino prova durante una battaglia, se si trova ad essere comandato di
restare nel parco di riserva, o in qualsiasi altro posto lontano dal pericolo e
dall'azione. Avrei avuto rimpianto a quarant'anni d'aver passato l'et d'amare,
senza passione profonda. Avrei provato il dispiacere amaro e umiliante di
accorgermi troppo tardi che avevo avuto la sciocchezza di lasciar passare la
vita senza vivere.
Ho passato
ieri tre ore con la donna che amo, e con un rivale ch'essa vuol farmi credere
ben trattato. Senza dubbio ci sono stati momenti d'amarezza osservando i suoi
begli occhi fissi su di lui, e, uscendo da casa sua, dei trasporti vivi
dall'estrema disperazione alla speranza. Ma quante cose nuove! Quanti pensieri
vivi! Quanti ragionamenti rapidi! e malgrado la felicit apparente del rivale,
con quale orgoglio e quale delizia il mio amore si sentiva al di sopra del suo!
Mi dicevo: Quelle guance impallidirebbero della pi vile paura al pi piccolo
dei sacrifici che il mio amore compirebbe quasi giocando: che dico, con gioia.
Per esempio, mettere la mano al cappello per tirare a sorte uno di questi due
biglietti: essere amato da lei, e l'altro morire all'istante; e questo sentimento era cos
facile in me che non mi impediva di essere amabile e pronto alla conversazione.
Se mi
avessero raccontato questo due anni fa, ci avrei scherzato su.
Leggo nel
viaggio dei capitani Lewis e Clarke, fatto alle sorgenti del Missouri nel 1806,
pagina 215:
I Ricaras sono poveri, ma buoni e generosi;
noi vivemmo abbastanza a lungo in tre dei loro villaggi. Le loro donne sono pi
belle di quelle di tutte le altre popolazioni che abbiamo incontrato; esse sono
anche molto disposte a non far languire i loro innamorati. E trovammo un nuovo
esempio di questa verit, che basta correre il mondo per vedere che tutto
variabile. Tra i Ricaras grande motivo di offesa se, senza il consenso del marito o del
fratello, una donna accorda i suoi favori. D'altra parte, i fratelli e i mariti
sono ben contenti d'aver l'occasione di fare questa piccola cortesia ai loro
amici.
Avevamo un
negro tra la nostra gente; fece molta sensazione in un popolo che per la prima
volta vedeva un uomo di quel colore. Fu presto il favorito del bel sesso, e,
invece di essere gelosi, noi vedevamo i mariti incantati di vederlo arrivare
presso di loro. Ci che divertente, che nell'interno di capanne cos
esigue, si vede tutto.
XXXVI
SEGUITO DELLA GELOSIA
Quanto alla
donna sospettata d'incostanza:
Ella vi
lascia perch voi avete scoraggiato la cristallizzazione, e avete forse nel suo
cuore l'appoggio dell'abitudine.
Ella vi
lascia perch troppo sicura di voi. Avete ucciso il timore e i piccoli dubbi
dell'amore felice non possono pi nascere; datele qualche inquietudine, e
soprattutto guardatevi dall'assurdit delle proteste.
Nel lungo
tempo che avete vissuto vicino a lei, avrete certamente scoperto qual la
donna della citt o della societ, di cui gelosa e che teme di pi. Fate la
corte a questa donna, ma, ben lontano dal render pubblica la vostra corte,
cercate di nasconderla, e cercatelo in buona fede; abbiate fiducia negli occhi
dell'odio che tutto vedono e tutto sentono. Il profondo distacco che proverete
per parecchi mesi per tutte le donne deve rendervi facile la cosa. Ricordatevi
che nella posizione in cui siete, si guasta tutto con l'apparenza della
passione: vedete poco la donna amata, e bevete champagne in buona compagnia.
Per
giudicare dell'amore della vostra amante, ricordatevi:
1. Pi gran
parte di piacere fisico entra nella base di un amore, in ci che un tempo
determin l'intimit, pi questo soggetto all'incostanza e soprattutto
all'infedelt. Ci si applica soprattutto agli amori la cui cristallizzazione
stata favorita dal fuoco della giovinezza, a sedici anni.
2. L'amore
di due persone che si amano non quasi mai uguale. L'amore-passione ha le sue
fasi durante le quali, e di volta in volta, uno dei due ama di pi. Spesso la
semplice galanteria o l'amore di vanit che risponde all'amore-passione, ed
piuttosto la donna che ama con fuoco. Qualunque sia l'amore provato da uno dei
due amanti, dal momento che geloso, esige che l'altro adempia le condizioni
dell'amore-passione; la vanit simula in lui tutti i bisogni di un cuore sensibile.
Infine,
niente annoia l'amore di testa quanto l'amore-passione nel suo partner.
Spesso un
uomo di spirito, facendo la corte a una donna, non ha fatto che farla pensare
all'amore, e intenerire la sua anima. Essa riceve bene quest'uomo intelligente
che le offre questo piacere. Egli comincia ad avere qualche speranza.
Un bel
giorno questa donna incontra l'uomo che gli fa sentire ci che l'altro ha
descritto.
Non so
quali sono gli effetti della gelosia di un uomo sul cuore della donna che ama,
Se viene da un innamorato che annoia, la gelosia deve ispirare un profondo
disgusto che giunge perfino all'odio, se colui che ha suscitato la gelosia
pi amabile del geloso, poich non si vuole gelosia che da quelli di cui si
potrebbe esser gelosi, diceva la Signora di Coulanges.
Se si ama
il geloso ed egli non ha diritti, la gelosia pu urtare quell'orgoglio
femminile cos difficile da trattare e da riconoscere.
La gelosia
pu piacere alle donne che hanno della fierezza, come un modo nuovo di mostrar
loro il loro potere.
La gelosia
pu piacere conte un modo nuovo di provare l'amore. La gelosia pu ferire il
pudore di una donna ultra delicata.
La gelosia
pu piacere come capace di mostrare il coraggio fisico dell'amante, ferrum
amant. Notate che
il coraggio fisico che si ama, e non il coraggio alla Turenne che pu
benissimo accompagnarsi con un cuore freddo.
Una delle
conseguenze del principio di cristallizzazione, che una donna non deve mai
dire s all'amante che ha ingannato, se per caso,vuole fare qualcosa di
quest'uomo.
Tale il
piacere di continuare a godere dell'immagine perfetta che ci siamo fatta
dell'oggetto che c'impegna, che fino a quel s fatale,
Si va a
cercar lontano, piuttosto che morire,
Qualche
pretesto amico per vivere e soffrire.
ANDR
CHNIER
conosciuto in Francia l'aneddoto della Signorina di Sommery, che, sorpresa in
flagrante delitto dal suo amante, gli nega arditamente il fatto, e siccome
l'altro protesta: Ah! vedo bene, egli dice, che non mi amate pi: credete di
pi a ci che vedete che a ci che vi dico.
Riconciliarsi
con un'amante adorata che vi stata infedele una volta mettersi a disfare a
colpi di pugnale una cristallizzazione sempre rinascente. Bisogna che l'amore
muoia, e il vostro cuore sentir con strappi spaventosi tutti i momenti della
sua agonia. uno degli sviluppi pi dolorosi di questa passione e della vita;
bisognerebbe aver la forza di non riconciliarsi che come amico.
XXXVII
ROSSANA
Quanto alla
gelosia nelle donne, esse sono diffidenti, rischiano infinitamente pi di noi,
hanno sacrificato di pi all'amore, hanno meno mezzi di distrazione, ne hanno
soprattutto molti meno per verificare le azioni del loro amante. Una donna si
sente avvilita dalla gelosia, ha l'aria di correre dietro a un uomo, crede di
essere fonte di riso per il suo amante e che egli rida soprattutto dei suoi pi
teneri slanci, essa deve sentirsi incline alla crudelt e tuttavia non pu
uccidere legalmente la sua rivale.
Nelle donne
la gelosia deve dunque essere un male ancora pi abominevole, se ci
possibile, che negli uomini. tutto ci che il cuore umano pu sopportare di
rabbia impotente e di disprezzo di se stesso, senza spezzarsi.
Non conosco
altro rimedio a un male cos crudele se non la morte di chi lo ispira o di chi
lo prova. Si pu vedere la gelosia francese nella storia della Signora di La
Pommeraie in Giacomo il fatalista.
La
Rochefoucauld dice: Si ha vergogna di confessare che si gelosi, e ci si fa
un onore di esserlo stati o di esser capaci di esserlo. Le povere donne non
osano neppure confessare che hanno provato questo supplizio crudele, tanto esso
conferisce loro ridicolezza. Una piaga cos dolorosa non deve mai cicatrizzarsi
interamente.
Se la
fredda ragione potesse esporsi al fuoco dell'immaginazione con l'ombra di
un'apparenza di successo, direi alle povere donne infelici per gelosia: C'
una grande distanza tra l'infedelt negli uomini e in voi. In voi questa azione
in parte azione diretta, in parte segno. Per effetto della nostra educazione di scuola militare,
nell'uomo essa non segno di niente. Per effetto del pudore, essa al
contrario nella donna il pi decisivo di tutti i segni di devozione. Una
cattiva abitudine ne fa come una necessit per gli uomini. Durante tutta la
prima giovinezza, l'esempio di ci che in collegio chiamiamo i grandi, fa s che noi mettiamo tutta la
nostra vanit, tutta la prova del nostro merito, nel numero di successi di
questo genere. La vostra educazione agisce nel senso inverso.
Quanto al
valore di un'azione come segno, in un movimento di collera rovescio un tavolo sul piede
del mio vicino, questo gli fa un male del diavolo, ma la cosa pu arrangiarsi,
oppure faccio il gesto di dargli uno schiaffo.
La
differenza d'infedelt nei due sessi cos reale, che una donna appassionata
pu perdonare un'infedelt, ci che impossibile ad un uomo.
Ecco
un'esperienza decisiva per stabilire la differenza tra l'amore-passione e
l'amore per picca;
nelle donne l'infedelt uccide quasi l'uno e raddoppia l'altro.
Le donne
altere nascondono la loro gelosia per orgoglio. Esse passano lunghe serate in
atteggiamento silenzioso e freddo, con l'uomo che esse adorano, che esse
tremano di perdere, e agli occhi del quale esse si vedono poco amabili. Questo
deve essere uno dei pi grandi supplizi possibili ed anche una delle sorgenti
pi feconde d'infelicit in amore. Per guarire queste donne, cos degne di
tutto il rispetto, occorre nell'uomo qualche azione strana e coraggiosa e
soprattutto che egli non abbia l'aria di vedere quel che succede in lei. Per
esempio un grande viaggio con lei deciso in ventiquattro ore.
XXXVIII
SULLA PICCA D'AMOR PROPRIO
Il
puntiglio un movimento della vanit; non voglio che il mio antagonista
prevalga su di me, e prendo questo stesso antagonista come giudice del mio
merito. Voglio
fare effetto sul suo cuore. per questo che si va molto al di l di ci che
ragionevole.
Qualche
volta per giustificare la propria stravaganza, si arriva al punto di dirsi che
tale competitore ha la pretesa di fare di noi la sua vittima. Il puntiglio, essendo una malattia legata
all'onore,
molto pi frequente nelle monarchie, e non si deve mostrare che molto pi
raramente nei paesi che hanno l'abitudine ad apprezzare le azioni secondo il
loro grado di utilit, per esempio negli Stati Uniti d'America.
Ogni uomo,
e un Francese pi di un altro, aborrisce il fatto di esser preso come vittima;
tuttavia la leggerezza dell'antico carattere monarchico francese impediva al
puntiglio di fare
grandi danni altrove che nella galanteria o nell'amore-gusto. Il puntiglio non
produceva guasti notevoli che nelle monarchie dove, per il clima, il carattere
pi tetro (il Portogallo, il Piemonte).
I
provinciali, in Francia, si fanno un modello ridicolo di ci che nel mondo deve
essere la reputazione di un galantuomo, poi si mettono alla posta, e sono l
tutta la vita attenti se nessuno salta il fosso. Cos non c' pi naturalezza,
essi agiscono sempre per picca e questa mania conferisce ridicolezza anche al
loro amore. Dopo l'invidia questo ci che rende pi insostenibile il
soggiorno nelle piccole citt, ed ci che bisogna dirsi quando si ammira la
situazione pittoresca di qualcuna di esse. Le emozioni pi generose e pi
nobili sono paralizzate dal contatto di ci che c' di pi basso nei prodotti
della civilt. Per finire di rendersi odiosi, questi borghesi non parlano che
della corruzione delle grandi citt.
Il
puntiglio non pu esistere nell'amore-passione, esso dell'orgoglio femminile:
Se mi lascio malmenare dal mio amante, mi disprezzer e non potr pi amarmi;
o la gelosia con tutti i suoi furori.
La gelosia
vuole la morte dell'oggetto che teme. L'uomo piccato ben lontano da l, vuole
che il suo nemico viva e soprattutto che sia testimone del suo trionfo.
L'uomo
piccato vedrebbe con pena il suo rivale rinunciare alla concorrenza, poich
quest'uomo pu avere l'insolenza di dirsi in fondo al cuore: se avessi
continuato ad occuparmi di quest'oggetto, avrei vinto su di lui.
Nel puntiglio non si affatto occupati dello
scopo apparente, non si tratta che della vittoria. quanto si vede bene negli
amori delle ragazze dell'Opra; se voi allontanate la rivale, la pretesa
passione che le spingeva al punto di gettarsi dalla finestra, cade all'istante.
L'amore per
picca passa in un momento, al contrario dell'amore-passione.
Basta che,
con un passo irrefragabile, l'antagonista confessi di rinunciare alla lotta.
Esito tuttavia ad avanzare questa massima, non ne ho che un esempio, e che mi
lascia dei dubbi. Ecco il fatto, il lettore giudicher. Donna Diana una
giovane di ventitr anni, figlia di uno dei pi ricchi e pi fieri borghesi di
Siviglia. Ella senza dubbio bella, ma di una bellezza marcata, e le si
attribuisce molto spirito ed ancor pi orgoglio. Essa amava appassionatamente,
almeno in apparenza, un giovane ufficiale, ma la famiglia non era contenta.
L'ufficiale part per l'America con Morillo; essi si scrivevano continuamente.
Un giorno, a casa della madre di Donna Diana, in mezzo a molta gente, uno
sciocco annuncia la morte di quell'amabile giovane. Tutti gli occhi si girano
su di lei, ella non dice che queste parole: Che peccato, cos giovane! Noi avevamo giustamente letto,
quel giorno, un lavoro del vecchio Massinger, che termina in modo tragico, ma
nel quale l'eroina prende la morte del suo amante con questa tranquillit
apparente. Io vedevo la madre fremere malgrado il suo orgoglio e il suo odio;
il padre usc per nascondere la sua gioia. In mezzo a tutto ci e in mezzo a
degli spettatori interdetti, che guardavano con tanto d'occhi lo sciocco
narratore, Donna Diana, la sola tranquilla, continu la conversazione come se
niente fosse. Sua madre spaventata la fece tener d'occhio dalla sua cameriera,
ma niente di cambiato apparve nel suo modo di essere.
Due anni
dopo, un giovane molto bello le fa la corte. Anche questa volta, e sempre per
la stessa ragione, perch il pretendente non nobile, i genitori di Donna
Diana si oppongono violentemente a questo matrimonio; ella dichiara che il
matrimonio si far. Si stabilisce una picca d'amor proprio tra la giovane e suo
padre. Si proibisce al giovanotto l'entrata nella casa. Non si conduce pi
Donna Diana in campagna e quasi pi in chiesa; le si tolgono con una cura
ricercata tutti i mezzi possibili di incontrare il suo amante. Lui si traveste
e la vede in segreto con lunghi intervalli. Ella si ostina sempre pi e rifiuta
i partiti pi brillanti, anche un titolo e una posizione molto elevata alla
corte di Ferdinando VII. Tutta la citt parla delle disgrazie di questi due
amanti e della loro costanza eroica. Infine la maggiore et di Donna Diana si
avvicina; essa fa capire a suo padre che intende fruire del diritto di disporre
di se stessa. La famiglia forzata nelle sue ultime difese, comincia le
negoziazioni del matrimonio; quando a met concluso, in una riunione
ufficiale delle due famiglie, dopo sei anni di costanza, il giovane rifiuta
Donna Diana.
Un quarto
d'ora dopo non appariva pi niente. Ella era consolata; amava per picca? o
una grande anima che sdegna di darsi in spettacolo al mondo col suo dolore?
Spesso
l'amore-passione non pu arrivare, dir, alla felicit, se non facendo nascere
una picca
d'amor proprio; allora ottiene in apparenza tutto ci che potrebbe desiderare,
e i suoi lamenti sarebbero ridicoli e sembrerebbero insensati. Non pu fare
confidenza della sua infelicit, e tuttavia questa infelicit egli la tocca e
la verifica continuamente; le sue prove sono allacciate, se posso dire cos,
con le circostanze pi lusinghiere e maggiormente fatte per dare delle
illusioni incantevoli. Questa infelicit viene a mostrare la sua testa orrenda
nei momenti pi teneri, come a sfidare l'amante e a fargli sentire insieme e
tutta la felicit d'essere amato dall'essere affascinante e insensibile che
egli stringe tra le braccia, e che questa felicit non sar mai nulla. Questa
forse, dopo la gelosia, l'infelicit pi crudele.
Ci si
ricorda ancora, in una grande citt, di un uomo dolce e sensibile, trascinato
da un furore di quella specie, a dare la morte alla sua amante che lo amava
solo per picca contro sua sorella. Egli la impegn una sera ad andare a fare
una gita sul mare con lui, in un bel canotto che aveva preparato lui stesso;
arrivato in alto mare, tocca una molla, il canotto si apre e dispare per
sempre. Ho visto un uomo di sessanta anni mettersi a mantenere l'attrice pi
capricciosa, la pi folle, la pi attraente, la pi strabiliante del teatro di
Londra, la signorina Cornel. E pretendete che vi sia fedele? gli dicevano. Per
niente affatto; soltanto ella mi amer e forse alla follia.
Ed essa
l'ha amato un anno intero, e spesso da perderne la ragione; ed essa stata
fino a tre mesi di seguito senza dargli motivo di lamentarsi. Aveva deciso una
picca d'amor proprio scandalosa sotto molti aspetti, tra la sua amante e sua
figlia.
Il puntiglio trionfa nell'amore-gusto, di cui
costituisce il destino. l'esperienza per la quale si differenzia meglio
l'amore-gusto dall'amore-passione. una vecchia massima di guerra che si dice ai
giovani, quando arrivano al reggimento, che se hanno un biglietto di alloggio
per una casa dove ci sono due sorelle, e vogliono essere amati da una di loro,
devono fare la corte all'altra. Presso la maggior parte delle giovani donne
spagnole e che fanno l'amore, se volete essere amato, basta mostrare in buona
fede e con modestia che non avete niente nel cuore per la padrona di casa.
dall'amabile generale Lasalle che ho questa massima utile. il modo pi
pericoloso d'attaccare l'amore-passione.
La picca
d'amor proprio crea il legame dei matrimoni pi felici, dopo quelli che ha
formato l'amore. Molti mariti si assicurano per lunghi anni l'amore delle loro
mogli, prendendo un'amichetta due mesi dopo il matrimonio.
Si fa
nascere l'abitudine di non pensare che a un solo uomo, e i legami di famiglia
vengono a renderla invincibile.
Se nel
secolo e alla corte di Luigi xv, si vista una grande dama (la Signora di
Choiseul) adorare suo marito, che sembrava egli avesse un vivo interesse per
sua sorella la duchessa di Gramont.
L'amante
pi trascurata, dal momento che ci mostra di preferire un altro uomo, ci toglie
il riposo, e getta nel nostro cuore tutte le apparenze della passione.
Il coraggio
dell'Italiano un accesso di collera, il coraggio del Tedesco un momento di
ebbrezza, il coraggio dello Spagnolo un moto d'orgoglio. Se ci fosse una
nazione in cui il coraggio fosse spesso una picca d'amor proprio tra i soldati
di ogni compagnia, tra i reggimenti di ogni divisione, nelle disfatte, siccome
non ci sarebbero pi punti d'appoggio, non si saprebbe come arrestare gli
eserciti di quella nazione. Prevedere il pericolo e cercare di portarvi rimedio
sarebbe il colmo del ridicolo tra quei fuggiaschi vanitosi.
Basta aver
aperto una relazione qualunque di un viaggio presso i selvaggi dell'America del
Nord, dice uno dei pi amabili filosofi francesi, per sapere che la sorte
ordinaria dei prigionieri di guerra , non soltanto di esser bruciati vivi e
mangiati, ma di essere prima legati a un palo vicino a un rogo acceso, per
subirvi durante parecchie ore tormenti procurati da tutto ci che la rabbia pu
immaginare di pi feroce e di pi raffinato. Bisogna leggere ci che di queste
scene orrende raccontano i viaggiatori testimoni della gioia cannibalesca di
coloro che assistono, e soprattutto del furore delle donne e dei bambini, e del
loro piacere atroce nel rivaleggiare in crudelt. Bisogna vedere ci che
aggiungono sulla fermezza eroica, sul sangue freddo inalterabile del
prigioniero che non soltanto non d alcun segno di dolore, ma che affronta e
sfida i suoi boia con tutto ci che l'orgoglio ha di pi altero, l'ironia di
pi amaro, il sarcasmo di pi insultante; cantando le proprie imprese,
enumerando i parenti, gli amici degli astanti che ha ucciso, particolareggiando
i supplizi che ha fatto loro soffrire, e accusando tutti quelli che lo
circondano di vigliaccheria, di pusillanimit, d'ignoranza nel saper
tormentare; fino a che, cadendo a pezzi e divorato vivo sotto i propri occhi,
dai suoi nemici ebbri di furore, l'ultimo soffio della sua voce e la sua ultima
ingiuria esalano con la sua vita. Tutto ci sarebbe incredibile in nazioni
civili, sembrer una favola ai nostri pi intrepidi capitani dei granatieri, e
sar un giorno messo in dubbio dalla posterit.
Questo
fenomeno fisiologico dovuto a uno stato particolare dell'animo del
prigioniero che stabilisce tra se stesso, da un lato, e tutti i suoi carnefici,
dall'altro, una lotta d'amor proprio, una sfida di vanit a chi non ceder.
I nostri
bravi chirurghi militari hanno spesso osservato che dei feriti che, in uno
stato di calma dello spirito e dei sensi, avrebbero gettato alte grida durante
certe operazioni non mostrano, al contrario, che tranquillit e grandezza
d'animo, se sono preparati in un certo modo. Si tratta di piccarli d'onore;
bisogna sostenere, prima con riguardo, poi contraddicendo in modo irritante,
che essi non sono in grado di sopportare l'operazione senza urlare.
XXXIX
SULL'AMORE LITIGIOSO
Ce n' di
due specie:
1. Quello
in cui colui che litiga ama.
2. Quello
in cui non ama.
Se uno dei
due amanti troppo superiore nei pregi che tutti e due tengono in
considerazione, l'amore dell'altro necessariamente si estinguer, perch il
timore del disprezzo verr presto o tardi ad arrestare in modo netto la
cristallizzazione.
Niente
odioso alla gente mediocre quanto la superiorit dello spirito: questa, nel
mondo di oggi, la sorgente dell'odio; e se noi non dobbiamo a questo principio
degli odi atroci, semplicemente perch le persone che separa non sono
obbligate a vivere insieme. Che accadr nell'amore dove essendo tutto
spontaneo, soprattutto da parte di colui che superiore, la superiorit non
mascherata da nessuna precauzione sociale?
Perch la
passione possa vivere, necessario che l'inferiore maltratti il proprio
partner, altrimenti questo non potr chiudere una finestra senza che l'altro si
ritenga offeso.
Quanto
all'essere superiore, egli si illude e l'amore che sente, non solo non corre
alcun rischio, ma quasi tutte le debolezze, nell'oggetto amato lo rendono pi
caro.
Immediatamente
dopo l'amore-passione anche ricambiato, tra persone della stessa levatura,
bisogna porre, per la durata, l'amore litigioso, in cui colui che litiga non ama.
Se ne trovano esempi negli aneddoti relativi alla duchessa di Berry (Memorie
di Duclos).
Essendo
partecipe della natura delle abitudini fredde fondate sul lato prosaico ed
egoista della vita e compagne inseparabili dell'uomo fino alla tomba, questo
amore pu durare pi a lungo dello stesso amore-passione.
Ma non
pi amore, un'abitudine occasionata dall'amore, e che non ha di questa
passione che i ricordi e il piacere fisico. Questa abitudine suppone
necessariamente delle anime meno nobili. Ogni giorno si crea un piccolo dramma:
Mi sgrider?
che occupa l'immaginazione; come nell'amore-passione ogni giorno si aveva
bisogno di una nuova prova di tenerezza. Vedi gli aneddoti sulla Signora
d'Houdetot e Saint-Lambert.
possibile
che l'orgoglio rifiuti di abituarsi a questo genere d'interesse; allora, dopo
qualche mese di tempesta, l'orgoglio uccide l'amore. Ma si vede questa nobile
passione resistere a lungo prima di morire. I piccoli litigi dell'amore felice,
danno a lungo illusioni a un cuore che ama ancora e che si vede maltrattato.
Qualche tenera rappacificazione pu rendere la transizione pi sopportabile.
Sotto il pretesto di qualche dispiacere segreto, di qualche rovescio di fortuna
si scusa l'uomo che si molto amato; ci si abitua infine ai litigi. Dove trovare,
infatti, fuori dell'amore-passione, fuori del giuoco, fuori del possesso del
potere qualche altra quotidiana sorgente d'interesse simile a quella per
vivacit? Se colui che litiga viene a morire, si vede la vittima che sopravvive
non consolarsi mai. Questo principio fa il legame di molti matrimoni borghesi;
colui che subisce il litigio si ascolta parlare tutto il giorno di ci che ama
di pi.
C' una
falsa specie d'amore litigioso. Ho preso in una lettera di una donna di
infinita intelligenza il capitolo 33:
Sempre un
piccolo dubbio da soddisfare, ecco ci che fa la sete di tutti gli istanti
dell'amore-passione... Siccome il pi vivo timore non l'abbandona mai, i suoi
piaceri non possono mai annoiare.
Nella gente
burbera o maleducata, o di un carattere estremamente violento, questo piccolo
dubbio da calmare, questo leggero timore si manifestano con un litigio.
Se la
persona amata non ha l'estrema suscettibilit, che frutto di un'educazione
accurata, pu trovare pi vivacit, e quindi pi piacere, in un amore di questa
specie; e anche, con tutta la delicatezza possibile, se si vede il furioso, prima vittima dei suoi
trasporti, ben difficile non amarlo di pi per questo. Ci che lord Mortimer
rimpiange forse di pi nella sua amante, sono i candelieri che ella gli gettava
in faccia. Infatti se l'orgoglio perdona, e ammette tali sensazioni, bisogna
convenire che esse fanno una guerra crudele alla noia, questa grande nemica
della gente felice. Saint-Simon, l'unico storico che la Francia abbia avuto, dice
(tomo V, p. 43):
Dopo
parecchie avventure, la duchessa di Berry si era innamorata davvero di Rions,
figlio cadetto della casa d'Aydie, figlio di una sorella della Signora de
Biron. Non aveva n presenza n intelligenza ; era un ragazzo grosso, corto, paffuto
e pallido, che, per i molti bollicini assomigliava abbastanza a un ascesso;
aveva dei bei denti e non aveva immaginato di poter causare una passione che,
in meno di niente, divenne sfrenata; e che dur sempre, senza tuttavia impedire
le avventure e le inclinazioni momentanee; non aveva niente di valoroso, se non
parecchi fratelli e sorelle che non erano pi valorosi di lui. Il Signore e la
Signora di Pons, dama d'onore della duchessa di Berry, erano loro parenti e
della stessa provincia; fecero venire il giovane, che era tenente dei dragoni,
per cercare di farne qualcosa. Era appena arrivato che questa inclinazione si
dichiar, e al Luxembourg egli fu il padrone.
Il Signor
di Lauzun di cui era nipote, ne rideva sotto i baffi; era incantato, si vedeva
rinascere in lui, al Luxembourg, al tempo di Mademoiselle; gli dava dei
consigli, e Rions, che era dolce e naturalmente cortese e rispettoso, buono e
onesto ragazzo, li ascoltava: ma presto sent il potere del suo fascino, che
non poteva che conquistare l'incomprensibile fantasia di quella principessa.
Senza abusarne con nessun'altra persona, si fece amare da tutti, ma tratt la
sua duchessa come il Signor di Lauzun aveva trattato Mademoiselle. Fu presto
adorno dei pi ricchi merletti, dei pi ricchi abiti, munito di denaro, di
ornamenti, di gioielli; si faceva desiderare, gli piaceva far diventare gelosa
la principessa, e mostrarsi geloso lui stesso; spesso la faceva piangere: poco
a poco la mise in condizione di non far nulla senza il suo permesso, neppure le
cose indifferenti: era pronta ad uscire per andare all'Opra, la faceva restare
a casa; altre volte ve la faceva andare malgrado se stessa; la obbligava a fare
del bene a signore che essa non amava, o di cui era gelosa; e del male a gente
che le piaceva e di cui faceva il geloso. Neppure nell'abbigliarsi non aveva la
pi piccola libert; si divertiva a farle cambiare la pettinatura oppure
l'abito, quando era tutta pronta; e questo cos spesso e qualche volta cos
pubblicamente che l'aveva abituata, la sera, a prendere i suoi ordini per
l'abito e l'occupazione dell'indomani, e l'indomani cambiava tutto, e la
principessa piangeva tutte le sue lacrime; alla fine era arrivata a mandargli
dei biglietti attraverso dei valletti di fiducia, giacch alloggi al Luxembourg
fin quasi dal suo arrivo; e i messaggi si ripetevano parecchie volte durante la
sua toilette per sapere quali nastri doveva mettere e cos dell'abito e degli
altri ornamenti, e quasi sempre le faceva porre quello che lei non voleva. Se
qualche volta osava andarsene alla minima cosa senza il suo congedo, la
trattava come una serva, e i pianti duravano spesso parecchi giorni.
Questa
principessa cos superba, e che si divertiva tanto a mostrare e ad esercitare
l'orgoglio pi smisurato, si abbass a partecipare a delle cene oscure con lui
e con gente senza condizione; lei con cui nessuno poteva mangiare se non era
principe del sangue. Il gesuita Riglet, che aveva conosciuto da bambina, e
aveva curato la sua cultura, era ammesso a questi pranzi particolari, senza che
ne avesse vergogna, o che la duchessa ne fosse imbarazzata: la Signora de
Mouchy era la confidente di tutte queste strane particolarit; ella e Rions
invitavano i commensali e sceglievano i giorni, Questa signora faceva far pace
agli amanti, e questa vita era tutta pubblica al Luxembourg, dove tutto faceva
capo a Rions, che da parte sua aveva cura di viver bene con tutti, e con
un'aria di rispetto che rifiutava in pubblico alla sola principessa. Davanti a
tutti le dava delle risposte brusche che facevano abbassare gli occhi ai
presenti, e arrossire la duchessa, che non reprimeva affatto i suoi gesti
appassionati per lui.
Rions era
per la principessa un sovrano rimedio alla noia.
Una donna
celebre disse a un tratto al generale Bonaparte, allora giovane eroe coperto di
gloria e senza crimini verso la libert: Generale, una donna non pu che
essere vostra sposa o vostra sorella. L'eroe non comprese il complimento; ci
se ne vendicati con delle grosse ingiurie. Quelle donne amano essere
disprezzate dal loro amante, esse non lo amano che se crudele.
XXXIX
BIS RIMEDI ALL'AMORE
Il salto di
Leucade era una bella immagine nell'antichit. Infatti il rimedio all'amore
quasi impossibile. Occorre non soltanto che sia presente il pericolo per
richiamare fortemente l'attenzione dell'uomo alla cura della sua propria
conservazione, ma occorre, cosa ben pi difficile, la continuit di un pericolo
stimolante, e che si possa evitare con la destrezza, affinch l'abitudine di
pensare alla propria conservazione abbia il tempo di nascere. Io non vedo altro
che una tempesta di sedici giorni, come quella di don Giovanni, o il naufragio
del Signor Cochelet tra i Mori, altrimenti si prende prestissimo l'abitudine al
pericolo, e ci si rimette persino a pensare a ci che si ama, con pi fascino
ancora, quando si di vedetta a venti passi dal nemico.
L'abbiamo
ripetuto continuamente, l'amore di un uomo innamorato gode o freme di tutto ci che egli s'immagina,
e non c' niente nella natura che non gli parli dell'oggetto amato. Ora godere
e fremere costituisce un'occupazione molto interessante, vicino alla quale
tutte le altre impallidiscono.Un amico che vuol procurare la guarigione del
malato, deve dapprima essere sempre dalla parte della donna amata, e tutti gli
amici che hanno pi zelo che acutezza, non mancano di fare il contrario.
Questo
attaccare, con delle forze troppo ridicolmente ineguali, questo insieme di
illusioni incantevoli che abbiamo chiamato un tempo cristallizzazione.
L'amico
guaritore deve avere davanti agli occhi che se si presenta un'assurdit da
credere, siccome l'amante deve o ingoiarla o rinunciare a tutto ci che
l'attacca alla vita, egli la ingoier, e, con tutto lo spirito possibile,
negher nella sua amante i vizi pi evidenti e le infedelt pi atroci. cos
che nell'amore-passione, con un po' di tempo, tutto si perdona.
Nei
caratteri ragionevoli e freddi, bisogner, perch l'amore assimili i difetti,
che egli non li veda che dopo parecchi mesi di passione.
Ben lontano
dal cercare grossolanamente e apertamente di distrarre l'amante, l'amico
guaritore deve parlargli a saziet, e del suo amore e della sua amante, e nello
stesso tempo, far nascere sotto i suoi passi una folla di piccoli avvenimenti.
Quando il viaggio isola non un rimedio, e perfino non c' nulla che ricordi pi teneramente
l'oggetto amato, dei contrasti. in mezzo ai brillanti salotti di Parigi, e
presso donne vantate come le pi attraenti, che ho amato di pi la mia povera amante
solitaria e triste, nel suo piccolo appartamento, in fondo alla Romagna.
Spiavo
sulla pendola superba del brillante salotto dove ero esiliato, l'ora in cui
ella esce a piedi, anche con la pioggia, per andare a trovare la sua amica.
cercando di dimenticarla che ho visto che i contrasti sono la sorgente di
ricordi meno vivi, ma molto pi celestiali di quelli che si va a cercare nei
luoghi dove la si incontrata.
Perch
l'assenza sia utile, bisogna che l'amico guaritore sia sempre l, per far fare all'amante
tutte le riflessioni possibili sugli avvenimenti del suo amore, e che cerchi di
rendere noiose le sue riflessioni, per la loro lunghezza o perch fuor di
proposito; ci che d loro l'effetto di luoghi comuni: per esempio esser tenero
e sentimentale dopo una cena rallegrata da buoni vini.
Se
difficile dimenticare una donna presso la quale si trovata la felicit, che
ci sono momenti che l'immaginazione non pu stancarsi di rappresentare e di
abbellire.
Non dico
niente dell'orgoglio, rimedio crudele e sovrano, ma che non nell'uso delle
anime tenere.
Le prime
scene del Romeo
di Shakespeare, creano un quadro ammirevole: ci corre dall'uomo che si dice
tristemente: Essa ha giurato di non pi amare, a quello che esclama al colmo
della felicit: Venga pure ogni disgrazia possibile!
XXXIX
TER
La sua
passione morir come
una
lampada per mancanza
di ci
che la fiamma dovrebbe
nutrire.
Lammermoor, II, 116
L'amico
guaritore deve guardarsi dalle cattive ragioni, per esempio dal parlare d'ingratitudine. risuscitare la
cristallizzazione risparmiargli una vittoria e un nuovo piacere.
Non pu
esserci ingratitudine in amore; il piacere attuale paga sempre, e va al di l
di sacrifici in apparenza pi grandi. Non vedo altri torti possibili oltre la
mancanza di franchezza; bisogna giusto accusare lo stato del proprio cuore.
Basta che
l'amico guaritore attacchi l'amore di fronte, l'amante risponde: Essere
innamorato, anche con la collera dell'oggetto amato, non tuttavia meno, per
abbassarmi al vostro stile di mercante, avere un biglietto ad una lotteria, la
cui felicit mille leghe al di sopra di tutto ci che voi potete offrirmi,
nel vostro mondo, d'indifferenza e d'interesse personale. Bisogna avere molta
vanit e di quella ben meschina per esser felici del fatto che vi si riceve
bene. Io non biasimo gli uomini di agire cos nel loro mondo. Ma, vicino a
Leonora, trovavo un mondo dove tutto era celestiale, tenero, generoso. La pi
sublime e quasi incredibile virt del vostro mondo, nelle nostre conversazioni,
non aveva valore se non di virt ordinaria e di tutti i giorni. Lasciatemi
almeno sognare la felicit di passare la mia vita vicino a tale creatura.
Sebbene io veda bene che la calunnia mi ha perduto, e che non ho pi speranza,
almeno le far sacrificio della mia vendetta.
Non si pu
arrestare l'amore se non agli inizi. Oltre alla partenza immediata, e alle
distrazioni obbligate del gran mondo, come nel caso della contessa Kalenberg,
ci sono parecchie piccole astuzie che l'amico guaritore pu mettere in uso. Per
esempio far cadere sotto i vostri occhi, come per caso, che la donna che amate
non ha per voi, al di l di ci che costituisce l'oggetto della contesa, i
riguardi di cortesia e di stima che essa accordava a un rivale. Le pi piccole
cose bastano perch tutto segno in amore; per esempio essa non vi d il braccio per
salire nel suo palco; questa sciocchezza presa al tragico da un cuore
appassionato, legando un'umiliazione a ogni giudizio che forma la
cristallizzazione, avvelena la sorgente dell'amore, e pu distruggerlo.
Si pu far
accusare la donna che si comporta male col nostro amico di un difetto fisico
ridicolo, impossibile da verificare; se l'amante potesse verificare la
calunnia, anche quando la trovasse fondata, essa sarebbe resa assimilabile
dall'immaginazione e presto il difetto non apparirebbe pi. Non c' che
l'immaginazione che possa resistere a se stessa; Enrico III lo sapeva bene
quando diceva male della celebre duchessa di Montpensier.
dunque
l'immaginazione che si deve soprattutto tenere imbrigliata in una giovinetta
che si vuol preservare dall'amore. E meno volgarit avr nella mente, pi la
sua anima sar nobile e generosa, pi in una parola ella sar degna del nostro
rispetto, pi grande sar il pericolo che corre.
sempre
pericoloso, per una persona giovane, lasciare che i suoi ricordi si attacchino
in modo insistente, e con troppo compiacimento, allo stesso individuo. Se la
riconoscenza, l'ammirazione, o la curiosit vengono a raddoppiare i legami del
ricordo, essa quasi sicuramente sull'orlo del precipizio. Pi grande la
noia della vita abituale, pi sono attivi i veleni chiamati gratitudine,
ammirazione, curiosit. Occorre allora una rapida, pronta ed energica
distrazione.
cos che
un po' di rudezza e di non-curanza nel primo momento, se la droga amministrata con
naturalezza, quasi un mezzo sicuro di farsi rispettare da una donna
intelligente.
LIBRO
SECONDO
XL
Tutti gli
amori, tutte le immaginazioni, prendono negli individui il colore dei sei
temperamenti:
Il
sanguigno, o Francese, o Signor di Francueil (Memorie di Madame d'Epinay);
Il bilioso,
o Spagnolo, o Lauzun (il Peguilhem delle Memorie di Saint-Simon);
Il
melanconico, o Tedesco, o il don Carlos di Schiller;
Il
flemmatico, o l'Olandese ;
Il nervoso,
o Voltaire;
L'atletico,
o Milone di Crotone.
Se
l'influenza dei temperamenti si fa sentire nell'ambizione, l'avarizia,
l'amicizia ecc. ecc., che cosa sar dell'amore a cui obbligatoriamente si
mescola il fisico?
Supponiamo
che tutti gli amori possano rapportarsi alle quattro variet che abbiamo
scritto:
Amore-passione,
o Julie d'Etanges,
Amore-gusto,
o galanteria,
Amore-fisico,
Amore di
vanit (una duchessa ha sempre trent'anni per un borghese).
Bisogna far
passare questi quattro amori attraverso le sei variet che dipendono dalle
abitudini che i sei temperamenti danno all'immaginazione. Tiberio non aveva
l'immaginazione folle di Enrico VIII.
Facciamo
passare in seguito tutte le combinazioni che avremo ottenute attraverso le differenze
d'abitudine dipendenti dai governi o dai caratteri nazionali:
1. Il
dispotismo asiatico cos come lo si vede a Costantinopoli.
2. La
monarchia assoluta alla Luigi XIV.
3.
L'aristocrazia mascherata da una carta, dove il governo di una nazione a
profitto dei ricchi, come in Inghilterra, il tutto seguendo le regole della
morale biblica.
4. La
repubblica federativa o governo a profitto di tutti, come negli Stati Uniti
d'America.
5. La
monarchia costituzionale, o...
6. Uno
stato in rivoluzione come la Spagna, il Portogallo, la Francia. Questa
situazione di un paese che d una passione viva a tutti, mette della
naturalezza nei costumi, distrugge le sciocchezze, le virt di convenzione, le
convenienze stupide, infonde seriet alla giovent e le fa disprezzare l'amore
di vanit e trascurare l'intrigo amoroso.
Questo
stato pu durare a lungo e forgiare le abitudini di una generazione. In Francia
cominci nel 1788, fu interrotto nel 1802, e ricominci nel 1815 per finire Dio
sa quando.
Dopo tutte
queste maniere generali di considerare l'amore, si hanno le differenze d'et, e
si arriva infine alle particolarit individuali.
Per esempio
si potrebbe dire:
Ho trovato
a Dresda, dal conte Wolfstein, l'amore di vanit, il temperamento malinconico,
le abitudini monarchiche, l'et di trent'anni, e... le particolarit
individuali.
Questa
maniera di vedere le cose pi breve e comunica freddezza al pensiero di colui
che giudica dell'amore, cosa essenziale e molto difficile.
Ora, come
in fisiologia l'uomo non sa quasi niente di s se non dall'anatomia comparata,
ugualmente nelle passioni, la vanit e parecchie altre cause d'illusione fanno
s che noi non possiamo essere illuminati su ci che succede in noi se non
dalle debolezze che abbiamo osservate negli altri. Se per caso questo saggio ha
un effetto utile, sar quello di condurre la mente a fare questi tipi di
accostamenti. Per impegnare a farli, tenter di delineare alcuni tratti
generali del carattere dell'amore nelle diverse nazioni.
Prego che
mi si perdoni se torna spesso all'Italia; allo stato attuale dei costumi in
Europa, il solo paese dove cresca in libert la pianta che descrivo. In
Francia, la vanit; in Germania, una pretesa filosofia folle da morir dal
ridere; in Inghilterra, un orgoglio timido, doloroso, astioso, la torturano, la
soffocano o le fanno prendere una direzione barocca.
XLI
SULLE NAZIONI IN RAPPORTO ALL'AMORE. LA FRANCIA
Cerco di
spogliarmi dei miei affetti e di essere soltanto un freddo filosofo.
Formate
dagli amabili francesi che non hanno che vanit e desideri fisici, le donne
francesi sono delle creature meno attive, meno energiche, meno temute, e
soprattutto meno amate e meno potenti delle donne spagnole e italiane.
Una donna
potente soltanto per il grado d'infelicit con cui pu punire il suo amante;
ora, quando non ha che vanit, ogni donna utile, nessuna necessaria; il
successo che lusinga conquistare, non conservare. Quando si hanno solo
desideri fisici, si trovano le prostitute, ecco perch le prostitute di Francia
sono incantevoli, e quelle di Spagna orribili. In Francia le prostitute possono
dare a molti uomini tanta felicit quanto le donne oneste, cio della felicit
senza amore, e c' sempre una cosa che un Francese rispetta pi della sua
amante, ed la sua vanit.
Un
giovanotto di Parigi prende con un'amante una sorta di schiava, destinata
soprattutto a dargli dei piaceri legati alla vanit. Se ella resiste agli
ordini di questa passione dominante, la lascia e non ne che pi contento di
s dicendo ai suoi amici con quale superiorit di modi, e con quale arguzia di
procedimenti egli l'ha piantata.
Un Francese
che conosceva bene il suo paese (Meilhan) dice: In Francia le grandi passioni
sono tanto rare quanto i grandi uomini.
La lingua
manca di termini per dire quanto, per un Francese, il ruolo di amante
abbandonato e alla disperazione, apertamente davanti a tutta una citt, sia
impossibile. Niente di pi comune a Venezia o a Bologna.
Per trovare
l'amore a Parigi, bisogna scendere fino alle classi nelle quali l'assenza di
educazione e di vanit e la lotta con i veri bisogni hanno lasciato pi
energia.
Lasciarsi
vedere con un grande desiderio non soddisfatto, lasciar vedere s come
inferiore, cosa
impossibile in Francia, se non per la gente al di sotto di tutto; prestare il
fianco a tutti i cattivi scherzi possibili: da qui le lodi esagerate nei
riguardi delle prostitute, nella bocca dei giovani che temono il proprio cuore.
L'apprensione estrema e grossolana del lasciarsi scorgere inferiori il principio dominante nella
conversazione della gente di provincia. Non si forse visto ultimamente uno,
che informato dell'assassinio del duca di Berry, ha risposto: lo sapevo.
Nel Medio
Evo la presenza del pericolo temprava i cuori, ed questa, se non mi sbaglio, la seconda causa
della straordinaria superiorit degli uomini del XVI secolo. L'originalit che
presso di noi rara, ridicola, pericolosa e spesso affettata, era allora
comune e senza trucco. I paesi in cui il pericolo mostra ancora spesso la sua
mano di ferro, come la Corsica, la Spagna, l'Italia, possono ancora dare grandi
uomini. Nei climi in cui un calore bruciante esalta la bile per tre mesi
dell'anno, non che la direzione della molla che manca; a Parigi, ho paura che sia la molla stessa.
Molti dei
nostri giovani cos coraggiosi del resto a Montmirail o al bois de Boulogne,
hanno paura di amare, ed realmente per pusillanimit che li si vede a
vent'anni fuggire la presenza di una ragazza che hanno trovato graziosa. Quando
si ricordano ci che hanno letto nei romanzi che utile che un amante faccia, si sentono
gelare. Queste anime fredde non concepiscono che la tempesta delle passioni che
forma le onde del mare, gonfi le vele del vascello e gli dia la forza di
sormontarle.
L'amore
un fiore delizioso, ma bisogna avere il coraggio di andare a coglierlo sui
bordi di un precipizio spaventoso. Oltre al ridicolo, l'amore vede sempre al
suo fianco la disperazione d'esser lasciato dall'oggetto amato, e non resta pi
che un dead blank
per tutto il resto della vita.
La
perfezione della civilt sarebbe di combinare tutti i piaceri delicati del XIX
secolo con la presenza pi frequente del pericolo. Bisognerebbe che le gioie
della vita privata potessero essere aumentate all'infinito esponendosi spesso
al pericolo. Fino a quel momento noi saremo sbalorditi totalmente di veder
uscire dai nostri collegi di Parigi dove i maestri pi ragguardevoli, seguendo
dei metodi perfetti, insegnano lo stato pi avanzato delle scienze, dei dandys,
delle specie di babbei che sanno solo ben mettere la cravatta e battersi con
eleganza al bois de Boulogne. Ma lo straniero sporca con la sua presenza i
focolari della patria: in Francia si fanno strade, in Spagna guerriglie.
Se volessi
fare di mio figlio un uomo che faccia la sua fortuna, un furfante energico e
sveglio che vada avanti nel mondo col suo talento, lo farei allevare a Roma,
dove, tuttavia, a prima vista non si vedono che pedanti che insegnano
sciocchezze.
XLII
SEGUITO SULLA FRANCIA
Chiedo il
permesso di dire ancora un po' male della Francia. Il lettore non deve temere
di vedere la mia satira restare impunita; se questo saggio trova dei lettori,
le mie ingiurie mi saranno rese centuplicate; l'onore nazionale veglia.
La Francia
importante nel piano di questo libro, perch Parigi, grazie alla superiorit
della sua conversazione e della sua letteratura, e sar sempre il salotto
d'Europa.
I tre
quarti dei biglietti del mattino a Vienna come a Londra sono scritti in
francese, o pieni d'allusioni e di citazioni anche in francese, e Dio sa quale.
In rapporto
alle grandi passioni la Francia , mi sembra, priva d'originalit per due
ragioni:
1. Il vero
onore o desiderio di assomigliare a Baiardo, per essere onorato nel mondo e vedervi
ogni giorno soddisfatta la nostra vanit.
2. L'onore
sciocco o desiderio di assomigliare alla gente dalle buone maniere, del gran
mondo, di Parigi. L'arte di entrare in un salotto, di marcare il proprio
distacco ad un rivale, di litigare con la propria amante ecc.
L'onore
sciocco, prima da s come capace di esser capito dagli sciocchi, e poi come
applicantesi alle azioni di tutti i giorni, e anche di tutte le ore, molto
pi utile dell'onore vero ai piaceri della nostra vanit. Si vedono persone molto
ben ricevute in societ provviste di onore sciocco senza vero onore, e il
contrario impossibile.
Il tono del
gran mondo :
1. Di
trattare con ironia tutti i grandi interessi. Niente di pi naturale, perch un
tempo la gente veramente del gran mondo non poteva essere toccata da nulla; non
ne avevano il tempo. Il soggiorno in campagna cambia ci. D'altra parte, una
posizione contro natura per un Francese, lasciarsi vedere in ammirazione, cio inferiore non soltanto a
ci che ammira, passi ancora per questo; ma anche al suo vicino, se questo
vicino si azzarda a prendersi gioco di ci che egli ammira.
In
Germania, in Italia, in Spagna, l'ammirazione al contrario piena di buona
fede e di gioia; l, colui che ammira prova orgoglio per il suo entusiasmo e
compiange chi fischia; non dico colui che si prende gioco, un ruolo
impossibile in paesi in cui la sola cosa ridicola mancare la strada della
felicit e non l'imitazione di un certo modo di essere. Nel Sud la diffidenza,
e l'orrore di essere turbato in piaceri vivamente sentiti fa provare
un'ammirazione innata per il lusso e la pompa. Guardate le corti di Madrid e di
Napoli ; guardate una funzione a Cadice, si arriva fino al delirio.
2. Un
Francese si crede l'uomo pi infelice e quasi il pi ridicolo, se obbligato a
passare il suo tempo da solo. Ora, che cos' l'amore senza la solitudine?
3. Un uomo
appassionato pensa solo a s, un uomo che vuole della considerazione non pensa
che agli altri; c' di pi, prima del 1789, la sicurezza individuale era
possibile in Francia solo facendo parte di un corpo, la magistratura, per esempio, ed
essendo protetti dai membri di quel corpo.
Il pensiero
del vostro vicino era dunque parte integrante e necessaria alla vostra
felicit. Ci era ancora pi vero a corte che a Parigi.
facile
sentire quanto queste abitudini, che, in verit, perdono forza tutti i giorni,
ma con le quali i Francesi avranno a che fare ancora per un secolo, favoriscano
[poco] le grandi passioni.
Mi par di
vedere un uomo che si getta dalla finestra, ma che cerca tuttavia di avere una
posizione graziosa arrivando sul lastrico.
L'uomo
appassionato in quanto se stesso e non in quanto un altro, fonte di tutte le
ridicolaggini in Francia, e per di pi offende gli altri, ci che d ali al ridicolo.
XLIII
L'ITALIA
La fortuna
dell'Italia che un paese lasciato all'ispirazione del momento, fortuna
condivisa fino ad un certo punto dalla Germania e dall'Inghilterra.
Di pi,
l'Italia un paese dove l'utile che fu la virt delle repubbliche del
Medioevo, non stato deposto dal suo trono dall'onore o virt arrangiata
all'uso dei re, e l'onore vero apre la via all'onore sciocco; abitua a
chiedersi: Quale idea si fa il vicino della mia felicit? e la felicit dovuta
al sentimento non pu essere oggetto di vanit, poich invisibile. A prova di
tutto ci, la Francia il paese del mondo dove ci sono meno matrimoni d'amore.
Altri
vantaggi dell'Italia, sono la disponibilit profonda sotto un cielo
straordinario e che porta a essere sensibili alla bellezza in tutte le sue
forme. Una diffidenza estrema e tuttavia ragionevole che aumenta l'isolamento e
raddoppia il fascino dell'intimit; la mancanza della lettura dei romanzi e
quasi di qualsiasi lettura che lascia ancor pi all'ispirazione del momento; la
passione della musica che suscita nell'animo un movimento cos simile a quello
dell'amore.
In Francia,
verso il 1770, non c'era diffidenza; al contrario c'era il bell'uso di vivere e
di morire in pubblico, e siccome la duchessa di Luxembourg era intima con cento
amici, non c'erano neppure intimit o amicizia propriamente dette.
In Italia,
poich avere una passione non un vantaggio molto raro, la cosa non
ridicola, e si sentono citare ad alta voce nei salotti le massime generali
sull'amore. Il pubblico conosce i sintomi e i periodi di questa malattia e se
ne occupa molto. Si dice ad un uomo lasciato: Sar alla disperazione per sei
mesi; ma poi guarir come il tale, il tale ecc.
In Italia,
i giudizi del pubblico sono gli umilissimi servitori delle passioni. Il piacere
reale vi esercita un potere che altrove nelle mani della societ;
semplicissimo, poich la societ non d quasi affatto piaceri a un popolo che
non ha tempo di essere vanitoso, e che vuole farsi dimenticare dal pasci, essa
non ha che poca autorit. Gli annoiati biasimano molto gli appassionati ma di
loro non ci si cura. A sud delle Alpi la societ un despota che manca di
prigioni.
A Parigi,
siccome l'onore comanda di difendere con la spada alla mano, o con parole
adatte se si pu, tutte le vie di ogni grande interesse palese, molto pi
comodo rifugiarsi nell'ironia. Parecchi giovani hanno preso un'altra decisione,
cio di farsi della scuola di J.-J. Rousseau e di Madame de Stal. Poich
l'ironia diventata un modo volgare si dovuto bene avere del sentimento. Uno
di Pezay, ai nostri giorni, scriverebbe come il Signor d'Arlincourt; d'altra
parte, dal 1789, gli avvenimenti combattono in favore dell'utile o impressione individuale contro
l'onore o
impero dell'opinione; lo spettacolo delle camere insegna a discutere tutto,
anche lo scherzo. La nazione diventa seria, l'intrigo amoroso perde terreno.
Devo dire
come Francese che non un piccolo numero di fortune colossali che fa la
ricchezza di un paese, ma la molteplicit delle fortune mediocri. In tutti i
paesi le passioni sono rare, e la galanteria ha pi grazia e finezza e di
conseguenza pi fortuna in Francia. Questa grande nazione, la prima
dell'universo, si trova ad essere per l'amore ci che per le qualit dello
spirito. Nel 1822, non abbiamo sicuramente n Moore, n Walter Scott, n
Crabbe, n Byron, n Monti, n Pellico; ma c' da noi un maggior numero di
menti illuminate, piacevoli e al livello delle filosofie del secolo, di quante
non ce ne siano in Inghilterra o in Italia. per questo che le discussioni
della nostra camera dei deputati, nel 1822, sono cos superiori a quelle del
parlamento d'Inghilterra; e che quando un liberale inglese viene in Francia,
noi siamo tutti sorpresi di trovargli parecchie opinioni gotiche.
Un artista
romano scriveva da Parigi:
Non mi
piace proprio stare qui; credo che sia perch non ho il tempo disponibile per
amare a mio piacimento. Qui, la sensibilit si consuma goccia a goccia via via
che si forma, e in modo, almeno per me, da stancarne la sorgente. A Roma, a
causa del poco interesse degli avvenimenti di ogni giorno, a. causa del sonno
della vita esterna, la sensibilit si accumula a favore delle passioni.
XLIV
ROMA
Solo a Roma
succede che una donna onesta e con carrozza dica con effusione a un'altra
donna, sua semplice conoscenza, cosa che ho visto questa mattina: Ah! mia cara
amica, non far l'amore con Fabio Vitelleschi; sarebbe meglio per te innamorarti
di un brigante. Con la sua aria dolce e misurata, capace di trafiggerti il
cuore con un pugnale, e dirti con un sorriso amabile immergendotelo nel petto:
Piccola mia, ti fa male? E ci succedeva in presenza di una graziosa persona
di quindici anni, figlia della signora che riceveva l'avviso, e giovane molto
sveglia. Se l'uomo del Nord ha la disgrazia di non essere subito urtato dalla
naturalezza di questa gentilezza del Sud, che non il semplice sviluppo di un
carattere grandioso, favorito dalla duplice assenza delle buone maniere e di
qualsiasi novit interessante, in un anno di soggiorno, le donne di tutti gli
altri paesi gli diventano insopportabili.
Egli vede
le Francesi con le loro minute grazie amabilissime, seducenti i primi tre
giorni, ma noiose il quarto, giorno fatale in cui si scopre che tutte quelle
grazie studiate in anticipo e imparate a memoria sono eternamente le stesse
tutti i giorni e per tutti.
Vede le
Tedesche cos naturali, invece, e che si abbandonano con tanta sollecitudine
alla loro immaginazione, non aver spesso da offrire con tutta la loro naturalezza,
che un fondo di sterilit, di scipitezza, e di tenerezza da biblioteca blu. La
frase del conte Almaviva sembra fatta in Germania: E si stupiti, una bella
sera, di trovare la saziet dove si andava a cercare la gioia.
A Roma, lo
straniero non deve dimenticare che se niente noioso nel paese dove tutto
naturale, il cattivo vi pi cattivo che altrove. Per non parlare che degli
uomini, si vedono comparire qui, in societ, una sorta di mostri che altrove si
nascondono. gente ugualmente appassionata, lucida, e vile. Una mala sorte li
ha gettati presso una donna provvista di un titolo qualunque; innamorati pazzi
per esempio, bevono fino alla feccia l'infelicit di vedersi preferire un
rivale. Essi sono l per ostacolare quell'amante fortunato. Non sfugge loro
niente, e tutti vedono che non sfugge loro niente; ma non smettono, a dispetto
di qualsiasi senso dell'onore di urtare la donna, il suo amante e se stessi, e
nessuno li biasima perch fanno ci che fa loro piacere. Una sera l'amante, spinto all'estremo,
d loro delle pedate sul culo; l'indomani essi gli presentano molte scuse e
ricominciano a romper le tasche con costanza alla donna, all'amante e a se
stessi. Si freme quando si pensa alla quantit di infelicit che queste anime
basse devono ingoiare ogni giorno, e non manca loro, senza dubbio, che un
pizzico di vilt in meno per essere avvelenatori.
anche e
soltanto in Italia che si vedono giovani milionari eleganti mantenere
magnificamente delle danzatrici del gran teatro, alla vista e alla conoscenza
di tutta una citt, passando loro trenta soldi al giorno. I fratelli..., bei
giovani sempre a caccia, sempre a cavallo, sono gelosi di uno straniero. Invece
di andare da lui e fargli le proprie lagnanze, diffondono sordamente tra la
gente delle voci sfavorevoli a quel poveretto. In Francia, l'opinione pubblica
forzerebbe questa gente a provare quel che dice o a render ragione allo
straniero. Qui l'opinione pubblica e il disprezzo non significano nulla. La
ricchezza sempre sicura di esser ben ricevuta ovunque. Un milionario
disonorato e cacciato dappertutto a Parigi, pu andare tranquillo a Roma; vi
sar considerato giusto proporzionalmente ai suoi scudi.
XLV
L'INGHILTERRA
In questi
ultimi tempi ho vissuto molto con le danzatrici del teatro Del Sol, a Valenza.
Mi assicurano che molte sono castissime; il fatto che il loro mestiere
troppo faticoso. Vigan fa loro ripetere il suo balletto dell'Ebrea di
Toledo tutti i
giorni, dalle dieci del mattino alle quattro, e da mezzanotte alle tre del
mattino; oltre a ci bisogna che esse danzino ogni sera nei due balletti.
Questo mi
ricorda Rousseau che prescrive di far molto camminare Emilio. Pensavo una sera,
a mezzanotte, passeggiando al fresco sulla riva del mare, con le piccole
danzatrici, che questa volutt sovrumana della freschezza della brezza del mare
sotto il cielo di Valenza, in presenza di queste stelle splendenti che sembrano
vicinissime a voi, sconosciuta ai nostri tristi paesi brumosi. Questo vale da
solo le quattrocento leghe da fare, questo impedisce anche di pensare a forza
di sensazioni. Pensavo che la castit delle mie piccole danzatrici spiega molto
bene il cammino che l'orgoglio degli uomini segue in Inghilterra per ricreare
piano piano i costumi del serraglio nel pieno di una nazione civilizzata. Si
vede come alcune di queste giovani inglesi d'altronde cos belle e con una
fisionomia cos commovente, lascino un po' a desiderare quanto a idee. Malgrado
la libert che stata cacciata solo da poco dalla loro isola e l'ammirevole originalit
del carattere nazionale, esse mancano d'idee interessanti e d'originalit.
Spesso esse non hanno di notevole che la bizzarria delle loro delicatezze.
semplicissimo, il pudore delle donne in Inghilterra, costituisce l'orgoglio dei
loro mariti. Ma per quanto sottomessa sia una schiava, la sua compagnia
presto di peso. Da qui, per gli uomini, la necessit di ubriacarsi tristemente
ogni sera, invece di passare come in Italia le loro serate con la loro amante.
In Inghilterra i ricchi annoiati della loro casa e con il pretesto di un
esercizio necessario fanno quattro o cinque leghe tutti i giorni come se l'uomo
fosse creato e messo al mondo per trottare. Essi consumano cos il fluido
nervoso con le gambe e non con il cuore. Dopo di che osano parlar bene di
delicatezza femminile, e disprezzare la Spagna e l'Italia.
Niente di
pi disoccupato invece dei giovani Italiani; il movimento che toglierebbe loro
sensibilit a loro importuno. Fanno di tanto in tanto una passeggiata di
mezza lega come rimedio penoso per la salute; quanto alle donne, una Romana non
fa in tutto l'anno le corse di una miss in una settimana.
Mi sembra
che l'orgoglio di un marito inglese esalti molto abilmente la vanit della sua
povera moglie. Egli la persuade sopra tutto che non bisogna essere volgare, e le madri che preparano le loro
figlie a trovar marito hanno afferrato benissimo questa idea. Da qui la moda molto pi assurda e pi dispotica
nella ragionevole Inghilterra che in seno alla leggera Francia; in
Bond-Street che stato inventato lo stile accuratamente noncurante. In Inghilterra la moda un
dovere, a Parigi un piacere. La moda eleva un ben diverso muro di bronzo a
Londra tra New-Bond-Street e Fenchurch-Street, di quanto non lo elevi a Parigi
tra la Chausse-d'Antin e la via Saint-Martin. I mariti permettono volentieri
alle loro mogli questa follia aristocratica in compenso della massa enorme di
tristezza che essi impongono loro. Trovo l'immagine della societ femminile in
Inghilterra, quale l'ha fatta il taciturno orgoglio degli uomini nei romanzi
una volta celebri della signorina Burney. Siccome chiedere un bicchiere d'acqua
quando si ha sete volgare, le eroine della signorina Burney non mancano di
lasciarsi morire di sete. Per sfuggire alla volgarit si arriva all'affettazione
pi abominevole.
Paragono la
prudenza di un giovane e ricco Inglese di ventidue anni, alla profonda
diffidenza del giovane Italiano della stessa et. L'Italiano vi forzato per
la sua sicurezza, e la depone, questa diffidenza, o almeno la dimentica, quando
nell'intimit, mentre precisamente nella compagnia, in apparenza pi dolce,
che si vede raddoppiare la prudenza e l'altezzosit del giovane Inglese. Ho
visto gente che diceva: Da sette mesi non le parlavo del viaggio a Brighton.
Si trattava di un'economia obbligata di ottanta luigi; ed era un amante di
ventidue anni che parlava di un'amante, donna sposata che adorava; ma negli
slanci della sua passione, la prudenza non l'aveva lasciato, ben meno ancora aveva avuto
l'abbandono di dire a quell'amante: Non andr a Brighton perch ci mi
scomoderebbe.
Notate che
la sorte di Giannone, di Pellico e di cento altri forza l'Italiano alla
diffidenza, mentre il giovane Inglese bello non obbligato alla prudenza che
dall'eccesso e dalla sensibilit morbosa della sua vanit. Il Francese, essendo
attraente in ogni idea del momento, dice tutto all'oggetto amato.
un'abitudine, senza la quale mancherebbe di disinvoltura e sa che senza
disinvoltura non c' grazia.
con pena
e con le lacrime agli occhi che ho osato scrivere tutto ci che precede; ma
poich credo che non adulerei un re, perch dunque dire di un paese altro da
ci che mi sembra, e che naturalmente pu essere molto assurdo, solo perch questo paese ha
dato i natali alla donna pi attraente che ho conosciuto?
Ci sarebbe
sotto altra forma della bassezza monarchica. Mi accontenter di aggiungere che
in mezzo a tutto questo insieme di costumi, tra tante Inglesi vittime nel loro
spirito dell'orgoglio degli uomini, siccome esiste un'originalit perfetta,
basta una famiglia allevata lontano dalle tristi restrizioni destinate a
riprodurre i costumi del serraglio, per dare dei caratteri incantevoli. E
quanto questa parola incantevole insignificante malgrado la sua etimologia, e comune, per
rendere ci che io vorrei esprimere! La dolce Imogne, la tenera Ofelia
troverebbero molti modelli viventi in Inghilterra; ma questi modelli sono
lontani dal godere dell'alta venerazione unanimamente accordata alla vera
Inglese compita,
destinata a soddisfare pienamente tutte le convenienze e a dare a un marito
tutte le gioie dell'orgoglio aristocratico pi morboso e una felicit da morir
di noia.
Nelle
grandi fughe di quindici o venti stanze estremamente fresche e molto scure, in
cui le donne italiane passano la loro vita mollemente sdraiate su divani
bassissimi, esse sentono parlare d'amore o di musica per sei ore del giorno. La
sera a teatro, nascoste per quattro ore nel loro palco, esse sentono parlare di
musica o d'amore.
Perci,
oltre al clima, il modo di vivere tanto favorevole alla musica e all'amore in
Spagna e in Italia, quanto loro contraria in Inghilterra.
Io non
biasimo n approvo, io osservo.
XLVI
SEGUITO SULL'INGHILTERRA
Amo troppo l'Inghilterra
e l'ho vista troppo poco per parlarne. Mi servo delle osservazioni di un amico.
La
condizione attuale dell'Irlanda (1822) vi realizza per la ventesima volta in
due secoli, quello stato singolare della societ, cos fecondo di risoluzioni
coraggiose, e cos contrario alla noia, in cui persone che pranzano
allegramente insieme possono incontrarsi di l a due ore su un campo di
battaglia. Niente fa un richiamo pi energico e pi diretto alla disposizione
d'animo pi favorevole alle passioni tenere: la naturalezza. Niente allontana di pi dei due
grandi difetti inglesi: il cant e la bashfulness (ipocrisia di moralit e timidezza orgogliosa e
sofferta; vedi il viaggio del Signor Eustace in Italia. Se quel viaggiatore
descrive abbastanza male il paese, in compenso d un'idea molto esatta del suo
carattere; e quel carattere, cos come quello del Signor Beattie, il poeta -
vedi la sua vita scritta da un amico intimo - sfortunatamente abbastanza
comune in Inghilterra. Per il prete onest'uomo malgrado il suo posto, vedi le
lettere del vescovo di Llandaf.)
Si
crederebbe l'Irlanda abbastanza infelice, insanguinata come lo da due secoli
dalla tirannia paurosa e crudele dell'Inghilterra; ma qui fa la sua entrata
nella condizione morale dell'Irlanda, un personaggio terribile: il PRETE...
Da due
secoli l'Irlanda all'incirca tanto mal governata quanto la Sicilia. Un
parallelo approfondito di queste due isole, in un volume di 500 pagine,
metterebbe in collera molta gente, e farebbe cadere nel ridicolo molte teorie
rispettate. Ci che evidente che il pi felice di questi due paesi,
egualmente governati da dei pazzi al solo profitto di una piccola minoranza,
la Sicilia. I suoi governanti gli hanno lasciato almeno l'amore e la volutt; glieli avrebbero certo
portati via come tutto il resto, ma grazie al cielo c' poco in Sicilia di quel
male morale chiamato legge e governo.
Sono gli
anziani e i preti che fanno e fanno eseguire le leggi, e questo appare bene
dalla specie di gelosia comica con la quale la volutt perseguita nelle isole
britanniche. L il popolo potrebbe dire ai suoi governanti e come Diogene ad
Alessandro: Accontentatevi delle vostre sinecure e lasciatemi, almeno, il mio
sole.
A forza di
leggi, di regolamenti, di contro-regolamenti e di supplizi, il governo ha
creato in Irlanda la patata, e la popolazione dell'Irlanda supera di molto
quella della Sicilia; cio si sono fatti venire alcuni milioni di contadini
avviliti e inebetiti, annientati dal lavoro e dalla miseria, che trascinano per
quaranta o cinquanta anni una vita infelice sulle lagune del vecchio Erin, ma
che pagano certamente la decima. Ecco un bel miracolo. Con la religione pagana,
quei poveri diavoli avrebbero almeno goduto di una fortuna; ma niente affatto,
bisogna adorare san Patrizio.
In Irlanda,
non si vedono che contadini pi disgraziati dei selvaggi. Solo che invece di
essere centomila come sarebbero allo stato di natura, sono otto milioni, e
fanno vivere riccamente cinquecento piccoli proprietari a Londra e a Parigi.
La societ
infinitamente pi avanzata in Scozia dove sotto molti rapporti il governo
buono (rarit dei crimini, lettura, mancanza di vescovi ecc.). Le passioni del
cuore vi hanno dunque molto maggiore sviluppo, e noi possiamo lasciare le idee
nere e arrivare a quelle ridicole.
impossibile non scorgere un fondo di malinconia nelle donne scozzesi. Questa
malinconia seducente soprattutto al ballo dove essa d una singolare nota
piccante all'ardore e all'estrema sollecitudine con le quali esse saltano le
loro danze nazionali. Edimburgo ha un altro vantaggio, di essersi cio
sottratta alla vile onnipotenza dell'oro. Questa citt costituisce in ci cos
come per la singolare e selvaggia bellezza del luogo, un contrasto netto con
Londra. Come Roma, la bella Edimburgo sembra piuttosto il soggiorno della vita
contemplativa. Il turbine senza riposo e gli interessi inquieti della vita
attiva con i suoi vantaggi e i suoi inconvenienti appartengono a Londra.
Edimburgo mi sembra pagare il tributo alla malignit a causa di un po' di
disposizione alla pedanteria. I tempi in cui Maria Stuarda abitava il vecchio
Holyrood, e in cui assassinavano Riccio nelle sue braccia, erano migliori per
l'amore, e tutte le donne saranno d'accordo, di questi in cui si discute cos a
lungo e anche in loro presenza, sulla preferenza che si deve accordare al
sistema nettuniano sul sistema vulcanico... Preferisco la discussione sulla
nuova uniforme data dal re alle sue guardie o sulla mancata nomina a pari del
Signor B. Bloomfield, che occupava Londra quando mi ci trovavo, alla
discussione per sapere chi ha esplorato meglio la natura delle rocce, se di
Werner o di...
Non dir
niente della terribile domenica scozzese, vicino alla quale quella di Londra
sembra una festa. Questo giorno destinato a onorare il cielo la migliore
immagine dell'inferno che io abbia mai visto sulla terra. Non camminiamo cos
alla svelta, diceva uno Scozzese tornando dalla chiesa a un Francese suo amico,
avremmo l'aria di passeggiare.
Quello dei
tre paesi dove c' meno ipocrisia (cant, vedete il New-Monthly Magazine del gennaio 1822, che tuona
contro Mozart e le Nozze di Figaro, con un articolo scritto in un paese in cui si
rappresenta il Citizen. Ma sono gli aristocratici che in ogni paese, comprano e giudicano un
giornale letterario e la letteratura; e da quattro anni, quelli inglesi si sono
alleati coi vescovi); quello dei tre paesi in cui c', mi sembra, meno
ipocrisia, l'Irlanda; vi si trova, al contrario, una vivacit spensierata e
molto amabile. In Scozia, c' stretta osservanza la domenica, ma il luned si
balla con una gioia e un abbandono sconosciuti a Londra. In Scozia c' molto
amore nella classe dei contadini. La strapotenza dell'immaginazione ha
francesizzato questo paese nel XVI secolo.
Il difetto
terribile della societ inglese, quello che in un giorno dato, crea una
quantit di tristezza pi grande dei debiti e delle loro conseguenze, e anche
pi grande della guerra a morte dei ricchi contro i poveri, questa frase che
mi si diceva quest'autunno a Croydon, in presenza della bella statua del
vescovo: In societ, nessun uomo vuol farsi avanti per paura di esser deluso
nella sua aspettativa.
Che si
giudichi quali leggi tali uomini debbano imporre alle loro mogli e alle loro
amanti sotto il nome di pudore!
XLVII
LA SPAGNA
L'Andalusia
uno dei pi bei soggiorni che la volutt si sia scelta sulla terra. Avevo tre
o quattro aneddoti che mostravano in qual modo le mie idee sui tre o quattro
diversi atti di follia il cui insieme forma l'amore, siano veri in Spagna; mi
si consiglia di sacrificarli alla delicatezza francese. Ho avuto un bel
protestare che scrivevo nella lingua francese, ma non certamente nella
letteratura francese.
Dio mi preservi dall'aver qualcosa in comune con i letterati stimati oggi.
I Mori,
abbandonando l'Andalusia, vi hanno lasciato la loro architettura e quasi i loro
costumi. Poich mi impossibile parlare degli ultimi nella lingua di Madame de
Svign, dir almeno dell'architettura moresca che la sua caratteristica
principale consiste nel far s che ogni casa abbia un giardinetto circondato da
un portico elegante e slanciato. L, durante i calori insopportabili
dell'estate, quando per settimane intere il termometro di Raumur non scende
mai e si sostiene sui trenta gradi, regna sotto i porticati un'oscurit
deliziosa. In mezzo al giardinetto c' sempre un getto d'acqua il cui mormorio
uniforme e voluttuoso il solo che turba questo asilo incantevole. La fontana
di marmo circondata da una dozzina di aranci e di oleandri. Una tela spessa
in forma di tenda copre tutto il giardinetto, e proteggendolo contro i raggi
del sole e della luce, non lascia penetrare che le sottili brezze che verso
mezzogiorno vengono dalle montagne.
L vivono e
ricevono le belle Andaluse dal passo cos vivo e cos leggero; un semplice
vestito di seta nera guarnito di frange dello stesso colore, e che lascia
scorgere un collo del piede incantevole; un colorito pallido, degli occhi in
cui si dipingono tutte le sfumature pi fuggive delle passioni pi tenere e pi
ardenti; tali sono gli esseri celesti che mi proibito far entrare in scena.
Io guardo
al popolo spagnolo come al rappresentante vivente del medio evo.
Esso ignora
una moltitudine di piccole verit (vanit puerile dei suoi vicini) ; ma conosce
profondamente le grandi ed ha abbastanza carattere e intelligenza per seguirne
le conseguenze fino ai loro ultimi effetti. Il carattere spagnolo fa un bel
contrasto con lo spirito francese; duro, brusco, poco elegante, pieno di un
orgoglio selvaggio, mai occupato degli altri: il contrasto esatto tra il XV e
il XVIII secolo.
La Spagna
mi molto utile per un paragone: il solo popolo che abbia saputo resistere a
Napoleone mi sembra assolutamente immune dall'onore-sciocco, e da ci che c'
di sciocco nell'onore.
Invece di
fare delle belle ordinanze militari, di cambiare uniforme ogni sei mesi e di
portare grandi speroni, questo popolo ha il generale no importa.
XLVIII
SULL'AMORE TEDESCO
Se
l'Italiano, sempre agitato tra l'odio e l'amore, vive di passioni, e il
Francese di vanit, d'immaginazione che vivono i buoni e semplici discendenti
degli antichi Germani. Appena liberi dagli interessi sociali pi diretti e pi
necessari alla loro sussistenza, li si vede con stupore lanciarsi in ci che
essi chiamano la loro filosofia; una specie di follia dolce, gradevole, e
soprattutto senza fiele. Citer, non completamente a memoria, ma da note
rapide, un'opera che sebbene composta con spirito d'opposizione, mostra bene,
anche per le ammirazioni dell'autore, lo spirito militare in tutto il suo
eccesso: il Viaggio in Austria, del Signor Cadet-Gassicourt, nel 1809. Che cosa avrebbe
detto il nobile e generoso Desaix, se avesse visto il puro eroismo del 95
condurre a questo esecrabile egoismo?
Due amici
si trovano insieme in una batteria, alla battaglia di Talavera, l'uno come
capitano comandante la batteria, l'altro come tenente. Una palla di cannone
travolge il capitano. Bene, dice il tenente tutto felice, ecco, Francesco
morto, sono io ad essere capitano. Ancora non proprio, esclama Francesco
rialzandosi, era stato soltanto stordito dal proiettile. Il tenente cos come
il suo capitano erano i migliori ragazzi del mondo, per niente cattivi,
soltanto un po' sciocchi ed entusiasti dell'imperatore; ma l'ardore della
caccia e l'egoismo furioso che quest'uomo aveva saputo risvegliare,
abbellendolo col nome di gloria, facevano loro dimenticare ogni senso di
umanit.
In mezzo
allo spettacolo severo offerto da questi uomini che alle parate di Schoenbrunn
si disputavano uno sguardo del padrone e un titolo di barone, ecco come lo
speziale dell'imperatore descrive l'amore tedesco a pagina 288:
Niente
pi compiacente, pi dolce di un'Austriaca. In lei l'amore culto, e, quando
si attacca a un Francese, lo adora in tutta la forza del termine.
Ci sono
donne leggere e capricciose ovunque, ma in generale le Viennesi sono fedeli e
non sono affatto civette; quando dico che esse sono fedeli, lo sono all'amante
di loro scelta, perch i mariti a Vienna sono come dappertutto.
7 giugno
1809
La pi
bella giovane di Vienna ha gradito l'omaggio di un mio amico, il Signor M...,
capitano addetto al quartiere generale dell'imperatore. un giovanotto dolce e
spiritoso; ma certo n la sua figura n il suo viso hanno niente di notevole.
Da qualche
giorno la sua giovane amica suscita, la pi viva sensazione tra i nostri
brillanti ufficiali di stato maggiore, che passano la loro vita a curiosare in
tutti gli angoli di Vienna. Fanno a chi sar il pi ardito; tutti i trucchi di
guerra possibili sono stati impiegati; la casa della bella stata messa in
stato d'assedio dai pi avvenenti e dai pi ricchi. I paggi, i brillanti
colonnelli, i generali della guardia, i principi stessi sono andati a perdere
il loro tempo sotto le finestre della bella, e il loro denaro con i suoi
domestici. Sono stati tutti messi alla porta. Tali principi non erano attratto
abituati a trovare delle crudeli a Parigi o a Milano. Siccome io ridevo del
loro disappunto con quella incantevole persona: Ma, mio Dio, mi diceva lei, non sanno
che io amo il Signor M...?
Ecco un
motivo singolare e certamente molto indecente.
Pagina 290:
Mentre eravamo a Schoenbrunn, notai che due giovani addetti all'imperatore non
ricevevano mai nessuno nel loro alloggio viennese. Li prendevamo molto in giro
per la loro discrezione, e un giorno uno di loro mi disse: "Non avr
segreti per voi, una giovane donna di questa citt si data a me a condizione
che essa non lascer mai il mio appartamento, e che io non ricever nessuno
senza il suo permesso." Fui curioso, disse il viaggiatore, di conoscere
questa volontaria reclusa, e poich la mia qualit di medico mi dava, come in
Oriente, un pretesto onesto, accettai un pranzo che il mio amico mi offr.
Trovai una donna molto innamorata, che aveva la pi grande cura della casa, che
non desiderava affatto uscire sebbene la stagione invitasse a passeggiare, e
d'altronde convinta che il suo amante la porter in Francia.
L'altro
giovane, che pure non trovavamo mai al suo alloggio in citt, mi fece subito
dopo una confidenza dello stesso tipo. Vidi anche la sua bella; come la prima
era bionda, molto graziosa, molto ben fatta.
L'una di
diciotto anni era la figlia di un tappezziere molto agiato; l'altra che aveva
circa ventiquattro anni, era la moglie di un ufficiale austriaco arruolato
nell'esercito dell'arciduca Giovanni. Quest'ultima spinse l'amore a un punto
che in un paese dove domina la vanit ci sembrerebbe egoismo. Non soltanto il
suo amico le fu infedele, ma si trov nella necessit di farle la confessione
pi scabrosa. Ella lo cur con una devozione perfetta, e, attaccandosi a lui
proprio per la gravit della malattia che presto lo vide in pericolo, non lo
am forse che di pi.
Si capisce
che in quanto straniero e vincitore, e in quanto tutta l'alta societ di
Vienna, al nostro avvicinarsi, si era ritirata nelle sue terre di Ungheria, non
ho potuto osservare l'amore nelle classi pi elevate; ma ne ho visto abbastanza
per convincermi che non lo stesso amore che si trova a Parigi.
Questo
sentimento considerato dai tedeschi come una virt, come un'emanazione della
divinit, come qualcosa di mistico. Non vivo, impetuoso, geloso, tirannico
come nel cuore di un'Italiana. profondo e assomiglia all'illuminismo; ci sono
mille leghe da l a l'Inghilterra.
Qualche
anno fa, un sarto di Lipsia, in un accesso di gelosia, aspett il suo rivale
nel giardino pubblico e lo pugnal. Fu condannato ad aver mozzata la testa. I
moralisti della citt fedeli alla bont e alla facilit dei Tedeschi
all'emozione (ci che debolezza di carattere), discussero il giudizio, lo
trovarono severo, e, facendo il paragone tra il sarto e Orosmane,
s'impietosirono sulla sua sorte. Non si pot tuttavia far modificare la
sentenza. Il giorno dell'esecuzione, tutte le giovinette di Lipsia vestite di
bianco si riunirono e accompagnarono il sarto al patibolo gettando fiori sulla
sua strada.
Nessuno
trov singolare questa cerimonia; tuttavia in un paese che crede di esser
fondato sulla ragione, si poteva dire che essa onorava l'assassinio. Ma era una
cerimonia e tutto ci che cerimonia sicuro di non essere mai ridicolo in
Germania. Guardate le cerimonie delle corti dei principi minori che ci
farebbero morir dal ridere e che invece appaiono molto imponenti a Meiningen o
a Kthen. I Tedeschi vedono nei sei guardacaccia che sfilano davanti al loro
principino guarnito della sua medaglia, i soldati di Ermanno che marciano
incontro alle legioni di Varo.
Differenza
dei Tedeschi da tutti gli altri popoli: con la meditazione invece di calmarsi
si esaltano; seconda sfumatura: muoiono dalla voglia di avere del carattere.
Il
soggiorno delle corti di solito cos favorevole allo sviluppo dell'amore, lo
rende meno acuto in Germania. Voi non avete idea dell'oceano di minuzie
incomprensibili e di meschinit che formano ci che si chiama una corte di
Germania, anche quella dei principi migliori (Monaco, 1820).
Quando
arrivavamo con uno stato maggiore, in una citt tedesca, in capo ai primi
quindici giorni le signore del paese avevano fatto la loro scelta. Ma questa
scelta era costante; ed ho sentito dire che i Francesi erano uno scoglio per
molte virt irreprensibili fino al loro arrivo.
. . . . .
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I giovani
Tedeschi che ho incontrato a Gottinga, Dresda, Koenigsberg ecc., sono allevati
al centro di sistemi pretesi filosofici che non sono che una poesia oscura e
mal scritta, ma, dal punto di vista morale della pi elevata e santa sublimit.
Mi sembra di capire che essi hanno ereditato del loro medio evo, non il
repubblicanesimo, la diffidenza e il colpo di pugnale, come gli Italiani, ma
una forte disposizione all'entusiasmo e alla buona fede. per questo che ogni
dieci anni, essi hanno un nuovo grande uomo che deve cancellare tutti gli altri
(Kant, Steding, Fichte ecc., ecc.)
Lutero fece
a suo tempo un potente appello al senso morale, e i Tedeschi si batterono
trent'anni di seguito per obbedire alla loro coscienza. Bella parola e molto
rispettabile per quanto assurda sia la credenza; dico rispettabile anche per
l'artista. Vedi i conflitti nell'animo di Sand tra il terzo comandamento di
Dio: Non uccidere
e ci che egli credeva essere l'interesse della patria.
Si trova
dell'entusiasmo mistico per le donne e dell'amore perfino in Tacito, se
tuttavia questo scrittore non ha unicamente fatto una satira di Roma.
Non si sono
fatte cinquecento leghe in terra germanica che si distingue in questo popolo
disunito smembrato un fondo d'entusiasmo dolce e tenero piuttosto che ardente e
impetuoso.
Se non si
percepisse ben chiaramente questa disposizione, si potrebbero rileggere tre o
quattro dei romanzi d'Augusto la Fontaine che la bella Luisa, regina di
Prussia, fece canonico di Magdeburgo, come ricompensa di aver descritto cos
bene la vita serena.
Vedo una
nuova prova di questa disposizione comune ai Tedeschi, nel codice austriaco che
esige la confessione del colpevole per la punizione di quasi tutti i crimini.
Questo
codice, calcolato per un popolo in cui i crimini sono rari e piuttosto dovuti a
un accesso di follia in un essere debole che la conseguenza di un interesse
coraggioso, ragionato e in costante guerra con la societ, esattamente il
contrario di ci che occorre all'ltalia, dove si cerca di introdurlo, ma un
errore di gente onesta.
Ho visto i
giudici tedeschi in Italia disperarsi delle sentenze di morte, o
dell'equivalente, il carcere duro, che essi erano obbligati a pronunciare senza
la confessione dei colpevoli.
XLIX
UN GIORNO A FIRENZE
Firenze,
12 febbraio 1819
Stasera ho
trovato in un palco un uomo che sollecitava un favore ad un magistrato di
cinquanta anni. La sua prima domanda stata: Chi la sua amante? Chi
avvicina adesso?
Qui tutte queste cose sono della pi assoluta pubblicit, hanno le loro leggi,
c' un modo approvato di comportarsi che basato sulla giustizia senza quasi
convenzionalit, altrimenti si un porco.
Cosa c' di
nuovo, domandava ieri uno dei miei amici, arrivando da Volterra. Dopo una
parola di energica lagnanza su Napoleone e gli Inglesi, si aggiunge col tono
del pi vivo interesse: .La Vitelleschi ha cambiato amante: il povero
Gherardesca si dispera. Chi ha preso? Montegalli, quel bell'ufficiale con i
baffi, che aveva la principessa Colonna, guardatelo l in platea, inchiodato
sotto il suo palco; sta l tutta la sera, perch il marito non vuole vederlo a
casa, e voi vedete vicino alla porta il povero Gherardesca che passeggia
tristemente contando da lontano gli sguardi che la sua infedele lancia al suo
successore. molto cambiato e nella pi viva disperazione; invano che i suoi
amici tentano di mandarlo a Parigi e a Londra. Si sente morire, dice, soltanto
all'idea di lasciare Firenze.
Ogni anno
ci sono venti disperazioni simili nell'alta societ; ne ho vedute che duravano
tre o quattro anni. Questi poveri diavoli. non hanno alcun pudore, e prendono a
confidente tutta la terra. Del resto qui c' poca vita di suciet, e per di
pi, quando si ama, non ci si va quasi pi. Non si deve credere che le grandi
passioni e le belle anime siano
comuni in qualche posto, nemmeno in Italia; ma qui cuori pi ardenti e
meno intristiti dalle mille piccole cure della vanit trovano piaceri deliziosi, anche nelle specie
inferiori dell'amore. Vi ho visto l'amore-capriccio, per esempio, causare
trasporti e momenti di ebbrezza, che la passione pi folle non ha mai suscitato
sotto il meridiano di Parigi.
Notavo
stasera che in italiano ci sono nomi adatti alle mille circostanze particolari
dell'amore, che in francese esigerebbero perifrasi senza fine ; per esempio per
l'azione di voltarsi bruscamente, quando dalla platea si occhieggia nel suo
palco alla donna che si desidera avere e il marito o il cavalier servente si
avvicinano al parapetto del palco.
Ecco i
tratti principali del carattere di questo popolo.
1.
L'attenzione abituata ad essere al servizio di passioni profonde non pu muoversi rapidamente, e questa
la differenza pi spiccata tra il Francese e l'Italiano. Basta vedere un
italiano imbarcarsi in una diligenza, o fare un pagamento ; li la furia
francese ; per
questo che un Francese dei pi comuni, per poco che non sia un vanesio
spiritoso alla Desmazures, sembra sempre un essere superiore a una donna
italiana. (L'amante della principessa D... a Roma.)
2. Tutti
fanno l'amore e senza nascondersi come invece avviene in Francia, il marito
il migliore amico dell'amante.
3. Nessuno
legge.
4. Non c'
vita di societ. Per riempire ed occupare la sua vita un uomo non conta sulla
felicit che trae ogni giorno, da due ore di conversazione e di gioco di vanit
in una certa casa. La parola causerie intraducibile in italia- no. Si parla quando si ha
qualcosa da dire per essere utili a una passione, ma raramente si parla per ben
parlare su tutti i soggetti che intercorrono.
5. Il ridicolo non esiste in Italia.
In Francia cerchiamo
di imitare in due lo stesso modello ed io sono giudice competente del modo in
cui voi lo copiate. In Italia io non so se questa azione singolare che vedo
compiere non faccia piacere a quello che la fa, e quasi quasi non ne farebbe
anche a me.
Ci che
affettato nel linguaggio o nei modi a Roma, garbato o non comprensibile a
Firenze che dista cinquanta leghe. Si parla francese a Lione come a Nantes. Il
veneziano, il napoletano, il genovese, il piemontese sono lingue quasi
interamente diverse e soltanto parlate da gente che ha stabilito di non
stampare se non in una lingua comune, quella che si parla a Roma. Niente pi
assurdo di una commedia la cui scena a Milano, e i cui personaggi parlano
romano. La lingua italiana, fatta molto pi per essere cantata che parlata non
avr sostegni contro la chiarezza francese che la invade se non per la musica.
In Italia
il timore del pasci e delle sue spie fa stimare l'utile ; non c' affatto onore-sciocco.
sostituito da una specie di piccolo odio di societ, chiamato pettegolismo.
Infine
offrire motivo di ridicolo farsi un nemico mortale, cosa molto pericolosa in
un paese in cui la forza e l'ufficio dei governi si limita a strappare
l'imposta e a punire tutto ci che si distingue.
6. Il
patriottismo d'anticamera.
Questo
orgoglio che ci porta a cercare la stima dei nostri concittadini, e a far corpo
con loro, espulso da ogni nobile impresa, verso il 1550, dal dispotismo geloso
dei piccoli principi d'Italia ha dato origine a un prodotto barbaro, una specie
di Caliban, a
un mostro pieno di furore e di sciocchezza: il patriottismo d'anticamera, come diceva il Turgot a
proposito dell'Assedio di Calais (il Soldato agricoltore di quel tempo). Ho visto questo
mostro rendere sciocca la gente pi intelligente. Per esempio un estraneo si
far malvolere perfino dalle belle donne se si azzarda a trovare dei difetti al
pittore o al poeta della citt; gli viene detto molto chiaramente e con gran
seriet che non si deve andar dalla gente per pigliarla in giro, e gli vien
citata a questo proposito una parola di Luigi XIV su Versailles.
A Firenze
si dice il nostro
Benvenuti come a Brescia il nostro Arrici ; essi mettono sulla parola nostro una certa enfasi contenuta e
tuttavia molto comica, all'incirca come lo Specchio quando parla con unzione della
musica nazionale, e del Signor Monsigny come del musicista dell'Europa.
Per non
ridere in faccia a questi bravi patrioti, bisogna ricordarsi che, in seguito ai
dissensi del medio evo, avvelenati dall'atroce politica dei papi, ogni citt
odia mortalmente la citt vicina e il nome degli abitanti di questa passa
sempre nella prima come sinonimo di qualche grosso difetto. I papi hanno saputo
fare di questo bel paese la patria dell'odio.
Questo
patriottismo d'anticamera la grande piaga morale dell'Italia, tifo deleterio
che produrr ancora degli effetti funesti molto tempo dopo che essa avr scosso
il giogo dei suoi piccoli ridicoli principi. Un aspetto di tale patriottismo
l'odio inesorabile per tutto ci che straniero. Cos, essi trovano sciocchi i
Tedeschi, e si arrabbiano quando si dice loro: Che cosa ha prodotto l'Italia
nel XVIII secolo di uguale a Caterina II o a Federico il Grande? Dove avete un
giardino all'inglese simile al pi piccolo giardino tedesco, voi che col vostro
clima avete un vero bisogno d'ombra?
7. Al
contrario degli Inglesi e dei Francesi, gli Italiani non hanno alcun
pregiudizio politico; vi si conoscono a memoria i versi di La Fontaine:
Il
vostro nemico il vostro p[adrone]
L'aristocrazia,
appoggiandosi sui preti e sulle societ bibliche, per loro un vecchio tiro
mancino che li fa ridere. In compenso un Italiano ha bisogno di tre mesi di
soggiorno in Francia per concepire come un mercante di stoffe possa essere ultra.
8. Metter
come ultimo tratto del carattere l'intolleranza nella discussione e la collera
al momento in cui non trovano sotto mano un argomento da lanciare contro quello
del loro avversario. Allora li si vede impallidire. uno degli aspetti della
sensibilit estrema, ma non un aspetto piacevole; di conseguenza uno di
quelli che io ammetto pi volentieri come prova della sua esistenza.
Ho voluto
vedere l'amore eterno, e dopo molte difficolt ho ottenuto di essere presentato
stasera al cavaliere C. e alla sua amante presso la quale egli vive da
cinquantaquattro anni. Sono uscito intenerito dal palco di quegli amabili
vecchi; ecco l'arte di esser felice, arte ignorata da tanti giovani.
Sono due
mesi che ho visto Monsignor R... da cui sono stato ben ricevuto perch gli
portavo dei numeri della Minerve. Era nella sua casa di campagna con la Signora D. che
egli avvicina,
come si dice, da trentaquattro anni. Ella ancora bella, ma c' un fondo di
malinconia in quella casa, che si attribuisce alla perdita di un figlio
avvelenato molto tempo fa dal marito.
Qui fare
l'amore non , come a Parigi, vedere la propria amante un quarto d'ora la
settimana, e, per il resto del tempo incrociare uno sguardo o una stretta di
mano: qui l'amante, il fortunato amante, passa quattro o cinque ore di ogni sua
giornata con la donna che ama. Le parla dei suoi processi, del suo giardino
inglese, delle sue partite di caccia, del suo avanzamento ecc., ecc.
l'intimit pi completa e pi tenera; egli le d del tu alla presenza del
marito e dappertutto.
Un giovane
di questo paese anche molto ambizioso, almeno credeva, chiamato ad occupare a
Vienna un posto importante (nientemeno che ambasciatore), non ha potuto
abituarsi all'assenza. In capo a sei mesi ha ringraziato del posto, ed
tornato ad esser felice nel palco della sua amica.
Questo
scambio di tutti gli istanti sarebbe imbarazzante in Francia, dove necessario
portare in societ una certa affettazione, e dove la vostra amante vi dice
benissimo: Signor Tale, siete scontroso stasera, non dite niente. In Italia, si tratta di dire
alla donna che si ama tutto ci che passa per la testa, bisogna proprio pensare
a voce alta. C' un certo effetto nervoso dell'intimit e della franchezza che
provoca la franchezza, che non si pu cogliere se non in questo modo. Ma c' un
grande inconveniente; trovano che fare l'amore in questo modo paralizza tutti i
gusti e rende insipide tutte le altre occupazioni della vita. Quell'amore il
miglior sostitutivo della passione.
La nostra
gente di Parigi che ancora al punto di non poter concepire che si possa
essere Persiani,
non sapendo che dire, esclamer che questi costumi sono indecenti. Per prima
cosa io sono soltanto uno storico, e poi mi riservo di dimostrare un giorno,
con dei grossi ragionamenti, che in fatto di costumi, e andando a fondo alle
cose, Parigi non deve nulla a Bologna. Senza accorgersene, questa povera gente
ripete ancora il suo catechismo da tre soldi.
12 luglio
1821. - A Bologna non ci sono odiosi in societ. A Parigi, il ruolo di marito
ingannato esecrabile, qui (a Bologna) non niente, non ci sono mariti
ingannati. I costumi sono dunque gli stessi, di meno c' l'odio; il
cavalier-servente della donna sempre amico del marito, e questa amicizia
cementata da servizi reciproci, sopravvive molto spesso ad altri interessi. La
maggior parte di questi amori dura cinque o sei anni, parecchi sempre. Ci si
lascia infine quando non si trova pi dolcezza a dirsi tutto, e passato il
primo mese dal momento della rottura, non c' pi amarezza.
Gennaio
1822. - L'antica moda dei cavalieri-serventi, importata in Italia da Filippo II
con l'orgoglio e i costumi spagnoli, interamente caduta in disuso nelle
grandi citt. Sola eccezione che conosco la Calabria, in cui sempre il
fratello maggiore si fa prete, celebra le nozze del fratello minore e si
stabilisce cavalier-servente e nello stesso tempo amante di sua cognata.
Napoleone
ha tolto il libertinaggio all'alta Italia ed anche a questo paese (Napoli).
I costumi
dell'attuale generazione di belle signore fanno vergognare le loro madri; esse
sono pi favorevoli all'amore-passione. L'amore fisico ha molto perduto.
L
L'AMORE NEGLI STATI UNITI
Un governo
libero un governo che non fa del male ai cittadini, ma che al contrario d
loro la sicurezza e la tranquillit. Ma ci corre ancora molto alla felicit,
bisogna che l'uomo se la crei lui stesso, perch sarebbe un'anima ben
grossolana quella che si considerasse perfettamente felice godendo della
sicurezza e della tranquillit. In Europa confondiamo le cose; abituati come
siamo a dei governi che ci fanno del male, ci sembra che esserne liberati
sarebbe il culmine della felicit; in ci simili a malati travagliati da mali
dolorosi. L'esempio dell'America ci mostra proprio il contrario. L il governo
disimpegna bene i suoi doveri e non fa del male a nessuno, ma come se il
destino volesse sconcertare e smentire ogni nostra filosofia o piuttosto
accusarla di non conoscere tutti gli elementi dell'uomo, lontani come noi siamo
da tanti secoli a causa dell'infelice stato dell'Europa, da ogni vera
esperienza, noi vediamo che siccome l'infelicit che viene dai governi manca
agli Americani, essi sembrano mancare a se stessi. Si direbbe che la sorgente
della sensibilit si inaridisca in loro. Essi sono giusti, sono ragionevoli, ma
non sono felici.
La Bibbia,
cio le ridicole conseguenze e regole di condotta che spiriti bizzarri deducono
da quella raccolta di poemi e di canti, sufficiente per causare tutta questa
infelicit? L'effetto mi sembra ben considerevole rispetto alla causa.
Il Signor
di Volney raccontava che si trovava a tavola in campagna, da un bravo
Americano, uomo agiato e circondato di figli gi grandi, quando entr un
giovanotto nella sala: Buongiorno William, disse il padre di famiglia,
siediti. Stai bene a ci che vedo. Il viaggiatore domand chi fosse il
giovanotto: il secondo dei miei figli. E da dove viene? Da Canton.
L'arrivo di
un figlio dall'altro capo dell'universo non suscitava maggiore sensazione.
Tutta
l'attenzione sembra volta agli arrangiamenti ragionevoli della vita, e a
prevenire tutti gli inconvenienti: arrivati alfine al momento di raccogliere il
frutto di tante cure e di s lungo spirito d'ordine, non si trova pi un resto
di vita per godere.
Si direbbe
che i figli di Penn non abbiano mai letto questo verso che sembra la loro
storia:
Et
propter vitam, vivendi perdere causas
I giovani
dei due sessi allorch giunto l'inverno, che come in Russia la stagione
allegra del paese, corrono insieme in slitta sulla neve di giorno e di notte,
fanno corse di quindici o venti miglia molto allegramente e senza alcuno per
sorvegliarli; e non ne derivano mai inconvenienti.
C' la
gaiezza fisica della giovinezza che passa presto col calore del sangue e che
finita a venticinque anni: non vedo le passioni che fanno godere. C' tanta abitudine
alla ragionevolezza
negli Stati Uniti, che la cristallizzazione stata da ci resa impossibile.
Ammiro
quella felicit e non l'invidio; come la felicit degli esseri di una specie
diversa e inferiore. Mi aspetto molto meglio dalla Florida e dall'America
meridionale.
Ci che
rafforza la mia congettura concernente l'America del Nord, la mancanza
assoluta di artisti e di scrittori. Gli Stati Uniti non ci hanno ancora mandato
una scena di tragedia, un quadro o una vita di Washington.
LI
L'AMORE IN PROVENZA FINO ALLA CONQUISTA DI TOLOSA NEL 1228, DA PARTE DEI
BARBARI DEL NORD
L'amore
ebbe una forma singolare in Provenza, dall'anno 1100 fino al 1228. C'erano
leggi stabilite per i rapporti tra i due sessi in amore, cos severe e cos
esattamente seguite quanto possono esserlo oggi le leggi del punto d'onore. Quelle concernenti l'amore
facevano anzitutto astrazione completa dai diritti sacri dei mariti. Esse non
supponevano alcuna ipocrisia. Quelle leggi prendendo la natura umana cos
com', dovevano produrre molta felicit.
C'era la
maniera ufficiale di dichiararsi innamorato di una donna, e quella di essere
gradito da lei in qualit di amante. Dopo tanti mesi di corte in un certo modo,
si otteneva di baciarle la mano. La societ, ancora giovane, godeva delle
formalit e delle cerimonie che allora erano indice di civilt, e che oggi
farebbero morire di noia. Lo stesso carattere si trova nella lingua dei
Provenzali, nella difficolt e nell'intreccio delle loro rime, nelle loro
parole maschili e femminili per esprimere lo stesso oggetto; infine nel numero
infinito dei loro poeti. Tutto ci che nella societ forma e che oggi cos insipido, aveva
allora tutta la freschezza e il sapore della novit.
Dopo aver
baciato la mano di una donna, si procedeva di grado in grado a forza di merito
e senza favoritismi. Bisogna per notare che se i mariti erano sempre fuori
questione, d'altro canto il progredire ufficiale degli amanti si fermava a ci
che chiameremmo le dolcezze dell'amicizia pi tenera tra persone di sesso
diverso. Ma dopo parecchi mesi o parecchi anni di prova, quando una donna era
perfettamente sicura del carattere e della discrezione di un uomo, in quanto
quest'uomo aveva con lei tutti gli atteggiamenti e le disposizioni date
dall'amicizia pi tenera, questa amicizia doveva allarmare ben fortemente la
virt.
Ho parlato
di favoritismi, perch una donna poteva avere parecchi spasimanti ma uno solo
nei gradi superiori. Sembra che gli altri non potessero essere avanzati molto
al di l del grado di amicizia che consisteva nel baciarle la mano e nel vederla tutti i
giorni. Tutto ci che ci resta di questa civilt singolare in versi e in
versi rimati nel modo pi barocco e pi difficile; non ci si deve meravigliare
se le nozioni che noi traiamo dalle ballate dei trovatori sono vaghe e poco
precise. Si trovato perfino un contratto di matrimonio in versi. Dopo la
conquista, nel 1228, a causa d'eresia, i papi prescrissero a pi riprese di
bruciare tutto ci che era scritto nella lingua volgare. L'astuzia italiana
proclamava il latino come sola lingua degna di gente di tale ingegno. Sarebbe
una misura molto vantaggiosa se si potesse rinnovarla nel 1822.
Tanta
pubblicit e ufficialit nell'amore non sembrano accordarsi a prima vista con
la vera passione. Se la dama diceva al suo cavalier servente: Andate per amor
mio a visitare la tomba di Nostro Signore Ges Cristo a Gerusalemme, vi
passerete tre anni e ne tornerete in seguito; l'amante partiva all'istante:
esitare un sol momento l'avrebbe coperto della stessa ignominia di cui lo
coprirebbe, oggi, una debolezza sul punto d'onore. La lingua di quella gente ha
un'estrema finezza per rendere le sfumature pi sfuggenti del sentimento. Un
altro segno che quei costumi erano molto avanzati sulla via della vera civilt,
il fatto che appena usciti dagli orrori del medio evo, e del feudalesimo in
cui la forza era tutto, noi vediamo il sesso pi debole meno tiranneggiato di
quanto non lo sia legalmente oggi; noi vediamo le povere e deboli creature che in
amore hanno da perdere di pi e le cui attrattive svaniscono pi presto,
padrone del destino degli uomini che le avvicinano. Un esilio di tre anni in
Palestina, il passaggio da una civilt piena di gaiezza al fanatismo e alla
noia di un campo di crociati doveva essere per qualcuno che non fosse un
cristiano esaltato, una corve molto penosa. A Parigi che cosa pu fare al suo
amante una donna vigliaccamente abbandonata da lui?
Non c' che
una risposta che vedo da qui: nessuna donna di Parigi che si rispetti ha
amanti. Si vede che la prudenza ha diritto di consigliare oggi molto di pi
alle donne di non abbandonarsi all'amore-passione. Ma un'altra prudenza che
sicuramente sono lontano dall'approvare, non consiglia forse loro di vendicarsi
con l'amore-fisico? Con la nostra ipocrisia e il nostro ascetismo, abbiamo
guadagnato non un omaggio reso alla virt, non si contraddice mai impunemente
la natura, ma il fatto che c' meno felicit sulla terra e infinitamente meno
pensieri generosi.
Un amante
che, dopo dieci anni di intimit, abbandonava la sua povera innamorata perch
si accorgeva che aveva trentadue anni, non aveva pi onore nell'amabile
Provenza; non aveva altra risorsa che seppellirsi nella solitudine di un
chiostro. Un uomo non generoso ma semplicemente prudente, aveva dunque
interesse a non mettere in giuoco pi passione di quanta non ne provasse.
Indoviniamo
tutto questo, poich ci restano ben pochi documenti che diano delle notizie
esatte...
Bisogna
giudicare l'insieme dei costumi da alcuni fatti particolari. Conoscete
l'aneddoto di quel poeta che aveva offeso la sua dama; dopo due anni di
disperazione ella degn infine rispondere ai suoi numerosi messaggi, e gli fece
dire che se si faceva strappare un'unghia e le faceva presentare quest'unghia da cinquanta
cavalieri innamorati e fedeli, ella poteva forse perdonargli. Il poeta si
affrett a sottoporsi all'operazione dolorosa. Cinquanta cavalieri ben accetti alle
loro dame andarono a presentare quell'unghia alla bella offesa con tutta la
pompa possibile. Ci cre una cerimonia tanto imponente quanto l'entrata di uno
dei principi del sangue in una delle citt del regno. L'amante coperto degli
abiti del pentimento seguiva da lontano la sua unghia. La dama, dopo aver visto
compiersi tutta la cerimonia che fu molto lunga, degn perdonargli; egli fu
reintegrato in tutte le tenerezze della sua primitiva felicit. La storia dice
che passarono insieme lunghi anni felici. certo che i due anni di infelicit
sono prova di una passione vera e l'avrebbero fatta nascere se non fosse
esistita prima con questa forza.
Potrei
citare venti aneddoti che mostrerebbero ovunque una galanteria amabile, piena
di spirito e condotta tra i due sessi sui principi della giustizia; dico
galanteria, perch in ogni tempo l'amore-passione un'eccezione pi curiosa
che frequente e non si potrebbe imporgli delle leggi. In Provenza ci che pu
esservi di calcolato e di sottomesso all'impero della ragione era fondato sulla
giustizia e sull'eguaglianza di diritti tra i due sessi, ecco ci che ammiro
soprattutto come capace di allontanare quanto possibile l'infelicit. Al
contrario la monarchia assoluta sotto Luigi XV, era giunta a far mettere alla moda
in questi stessi rapporti la scelleratezza e la perfidia.
Sebbene
questa bella lingua provenzale, cos piena di delicatezza e cos tormentata
dalla rima, non fosse probabilmente quella del popolo, i costumi delle classi
elevate erano passati nelle classi inferiori veramente poco grossolane allora
in Provenza, in quanto godevano di molta agiatezza. Gioivano dei primi
risultati di un commercio molto prospero e molto ricco. Gli abitanti delle rive
del Mediterraneo si erano accorti proprio allora (nel IX secolo) che
commerciare mettendo in pericolo qualche barca su quel mare, era meno penoso e
quasi altrettanto divertente che rapinare i passanti sulla grande strada
vicina, al servizio di qualche piccolo signore feudale. Poco dopo i Provenzali
del X secolo videro che presso gli Arabi c'erano piaceri pi dolci che
depredare, violare e battersi.
Bisogna
considerare il Mediterraneo come la culla della civilt europea. Le rive felici
di questo bel mare cos favorite dal clima lo erano anche per la prosperit degli
abitanti e per l'assenza di qualsiasi religione o legislazione triste. Il genio
eminentemente gaio dei Provenzali di allora aveva attraversato la religione
cristiana senza esserne alterato.
Abbiamo una
viva immagine di un effetto simile della stessa causa nelle citt italiane la
cui storia ci giunta in un modo pi distinto e che d'altra parte sono state
abbastanza fertili da lasciarci Dante, Petrarca e la pittura.
I
Provenzali non ci hanno lasciato in eredit un grande poema, come la Divina
Commedia, nel
quale vengono a riflettersi tutte le particolarit dei costumi dell'epoca. Essi
avevano, mi sembra, meno passione e molta pi gaiezza degli Italiani. Avevano
preso dai loro vicini, i Mori di Spagna, questo modo piacevole di prendere la
vita. L'amore regnava con l'allegria, le feste e i piaceri nei castelli della
felice Provenza.
Avete visto
all'Opra il finale di una bella opera comica di Rossini, ove tutto gaiezza,
bellezza, magnificenza ideale sulla scena? Siamo a mille leghe dai lati brutti
della natura umana. L'opera finisce, il sipario cala, gli spettatori se ne
vanno, il lampadario si alza, si spengono le lampade. L'odore di lampada spenta
male riempie la sala, il sipario si rialza a met, si scorgono dei monelli
sporchi e mal vestiti dimenarsi sul palcoscenico dove si agitano in modo
orrendo, prendendo il posto delle giovani donne che lo riempivano con la loro
grazia solo un istante prima.
Tale fu per
il regno di Provenza l'effetto della conquista di Tolosa fatta dall'esercito
dei crociati. Invece d'amore, di grazia e di gaiezza, si ebbero i Barbari del
Nord e san Domenico. Non annerir queste pagine con il racconto da far rizzare
i capelli degli orrori dell'inquisizione in tutto il fervore dei suoi inizi.
Quanto ai barbari, erano i nostri padri; uccidevano e saccheggiavano tutto;
distruggevano per il piacere di distruggere ci che non potevano portar via; un
furore selvaggio li animava contro tutto ci che portava qualche traccia di
civilt, soprattutto non capivano una parola di quella bella lingua del Sud, e
la loro rabbia ne era raddoppiata. Molto superstiziosi e guidati dallo
spaventoso san Domenico, credevano di guadagnarsi il cielo uccidendo dei
Provenzali. Tutto fu compiuto per loro, pi amore, pi gaiezza, pi poesia;
meno di venti anni dopo la conquista (1235), erano quasi altrettanto barbari e
grossolani dei Francesi, nostri padri.
Da dove era
caduta in questo angolo di mondo quella incantevole forma di civilt che per
due secoli fece la felicit delle classi elevate della societ? Dai Mori di
Spagna a quel che appare.
LII
LA PROVENZA NEL XII SECOLO
Tradurr un
aneddoto dai manoscritti provenzali; il fatto che leggeremo ebbe luogo verso
l'anno 1180, e la storia fu scritta verso il 1250. L'aneddoto sicuramente molto
conosciuto: tutta la sfumatura dei costumi sicuramente nello stile. Supplico
che mi si permetta di tradurre parola per parola e senza cercare affatto
l'eleganza del linguaggio attuale.
Monsignor
Raimondo di Rossiglione fu cos come voi sapete un valente barone, ed ebbe come
moglie madonna Margherita, la pi bella donna che si conoscesse in quel tempo,
e la pi dotata di ogni bella qualit, di ogni valore. e di ogni cortesia.
Successe cos che Guglielmo di Cabstaing, che era figlio di un povero cavaliere
del castello di Cabstaing, venne alla corte di Monsignor Raimondo di
Rossiglione, si present a lui e gli chiese se era contento che egli fosse
valletto della sua corte. Monsignor Raimondo, che lo vide bello e avvenente,
gli disse che era il benvenuto, e che restasse nella sua corte. Cos Guglielmo
rest con lui e seppe condursi cos gentilmente che lo amavano piccoli e
grandi; e seppe distinguersi tanto che Monsignor Raimondo volle che fosse
donzello di madonna Margherita, sua moglie; e cos fu fatto. Si sforz dunque
Guglielmo di valere ancora di pi e nelle parole e nei fatti. Ma cos come ha
costume di succedere in amore, accadde che amore volle prendere madonna
Margherita e infiammare il suo pensiero. Tanto le piaceva il modo di fare di
Guglielmo, e il suo dire, e il suo sembiante, ch'ella non pot tenersi un
giorno dal dirgli: "Allora dimmi, Guglielmo, se una donna facesse mostra
di amarti, oseresti tu amarla?" Guglielmo che se ne era accorto le rispose
molto francamente: "S, lo farei, Signora, se soltanto ci che essa mostra
fosse vero." "Per San Giovanni!" disse la dama, "hai
risposto bene da uomo di valore; ma ora voglio metterti alla prova se in fatto
di sembianti tu sarai capace di sapere e conoscere quali sono veritieri e quali
no."
Quando
Guglielmo ebbe inteso queste parole, rispose: "Signora, che sia come a voi
piacer."
Cominci a
farsi pensoso, e Amore subito gli fece guerra; e i pensieri che Amore manda ai
suoi gli entrarono nel profondo del cuore, e da l in avanti fu dei serventi d'Amore
e cominci a trovare delle piccole strofe attraenti e gaie, e delle canzoni a
ballo, e delle canzoni di canto scherzoso, con le quali era molto gradito, e
pi a colei per la quale egli cantava. Ora, Amore che accorda ai suoi servi la
loro ricompensa quando gli piace, volle dare a Guglielmo il premio del suo; ed
eccolo che comincia a prendere la dama con s forti pensieri e riflessioni
d'amore che n giorno n notte essa poteva riposare, pensando al valore e alla
prodezza che in Guglielmo si era cos copiosamente istillata e messa.
Successe
un giorno che la dama prese a parte Guglielmo e gli disse: "Guglielmo,
dimmi dunque, ti sei alfine accorto se ci di cui fo mostra vero o
menzognero?" Guglielmo risponde: "Madonna, che Dio mi aiuti, dal
momento in cui sono stato il vostro cavalier servente, non ha potuto entrarmi
nel cuore nessun pensiero se non che voi siete la migliore che mai nacque e la
pi veritiera e nelle parole e nei sembianti. Questo io credo e creder tutta
la vita." E la dama rispose:
"Guglielmo,
io vi dico che se Dio mi aiuta voi non sarete mai da me ingannato, e i vostri
pensieri non saranno vani n perduti." E stese le braccia e lo baci
dolcemente nella camera dove tutti e due erano seduti, e cominciarono il loro
amore; e non pass molto tempo che i maldicenti, che Dio li abbia in collera,
si misero a parlare e a chiacchierare del loro amore, a proposito delle canzoni
che Guglielmo faceva, dicendo che aveva riposto il suo amore in madonna
Margherita, e tanto dissero a casaccio che la cosa giunse alle orecchie di
Monsignor Raimondo. Allora egli prov grande pena e gravissima tristezza, prima
perch doveva perdere il suo compagno scudiero che amava molto, e pi ancora
per la vergogna della sua moglie.
Successe
un giorno che Guglielmo se ne era andato alla caccia allo sparviero con uno
scudiero soltanto; e Monsignor Raimondo fece chiedere dov'era; un valletto gli
rispose che era andato allo sparviero e cos come sapeva la cosa, aggiunse che
era in tale posto. Immediatamente Raimondo prende delle armi nascoste e si fa
portare il suo cavallo, e se ne va da solo verso il luogo dove Guglielmo era
andato: e tanto cavalc che lo trov. Quando Guglielmo lo vide arrivare se ne
meravigli molto, e subito ebbe pensieri sinistri, e gli si fece incontro e gli
disse: "Signore, siate il benvenuto. Come mai siete cos solo?"
Monsignor Raimondo rispose: "Guglielmo vi sto cercando per divertirmi con
voi. Non avete preso nulla?" "Non ho preso nulla, Signore, perch non
ho trovato nulla; e chi poco trova non pu prendere, come dice il
proverbio." "Lasciamo ormai questa conversazione," disse
Monsignor Raimondo, "e, per la fedelt che mi dovete, ditemi la verit su
tutte le cose che vi vorrei domandare." "Per Dio ! Signore,"
disse Guglielmo, "se cosa da dire ve la dir." "Io non voglio
qui sottilit alcuna," disse Monsignor Raimondo, "e voi mi
risponderete interamente su tutto ci che vi domander." "Signore, su
quanto vi piacer interrogarmi," disse Guglielmo, "su altrettanto vi
dir la verit." E Monsignor Raimondo domanda: "Guglielmo, se Dio e
la santa fede ha per voi valore, avete voi un'amante per cui cantare e per la
quale amor vi stringe?" Guglielmo risponde: "Signore, come farei a
cantare se non mi urgesse Amore? Sappiate la verit, Monsignore, che Amore mi
ha tutto in suo potere." Raimondo risponde: "Voglio ben crederlo,
altrimenti non potreste cos ben cantare; ma voglio sapere per piacere chi la
vostra dama." "Ah! Signore, in nome di Dio," disse Guglielmo,
"vedete ci che mi chiedete. Voi sapete troppo bene che non si deve
nominare la propria dama, e che Bernard de Ventadour dice:
In una
cosa la ragion mi serve,
Che mai uom
m'ha chiesto la mia gioia,
Ch'io non
gli abbia mentito volentieri.
Poich non
mi sembra buona cosa,
Bens
follia e atto di bambino
Che
chiunque sia ben trattato in amore
Ne voglia
aprire il cuore altro uomo,
A men ch'ei
possa servirlo ed aiutarlo.
Monsignor
Raimondo risponde: "Io vi do la mia fede che vi servir secondo il mio
potere." Raimondo ne disse tante che Guglielmo gli rispose:
"Signore,
bisogna che voi sappiate che amo la sorella di madonna Margherita, vostra
moglie, e penso averne in cambio dell'amore. Ora che lo sapete, vi prego di
venire in mio aiuto o almeno di non procurarmi danno." "Prendete la
mia mano e la fede," fece Raimondo, "giacch vi giuro e vi do il mio
impegno che impiegher per voi tutto il mio potere." E allora gli assicur
fedelt e quando gliela ebbe assicurata, Raimondo gli disse: "Voglio che
andiamo al suo castello, giacch qui vicino." "E io ve ne
prego," fece Guglielmo, "in nome di Dio." E cos presero la
strada verso il castello di Liet. E, quando furono al castello furono ben accolti da En Roberto di Tarascona, che era il
marito di madonna Agnese, sorella di madonna Margherita, e dalla stessa Agnese.
E Monsignor Raimondo prese madonna Agnese per la mano, la port nella camera, e
si sedettero sul letto. E Monsignor Raimondo disse: "Ora ditemi, cognata,
per la fedelt che mi dovete, amate voi d'amore?" ed ella disse: "S,
Signore." "E chi?" fece egli. "Oh! questo non ve lo
dico," rispose lei; "che discorsi mi fate mai?"
Alla fine
tanto la preg, ch'ella disse che amava Guglielmo di Cabstaing. Ella lo disse
perch vedeva Guglielmo triste e pensoso, e sapeva bene come egli amasse sua sorella;
e cos temeva che Raimondo avesse cattivi pensieri su Guglielmo. Una tale
risposta caus una grande gioia a Raimondo. Agnese raccont tutto a suo marito,
e il marito le rispose ch'essa aveva fatto bene, e le dette parola che aveva la
libert di fare o di dire tutto ci che poteva salvare Guglielmo. Agnese non
venne meno a questo impegno. Chiam Guglielmo da solo nella sua camera, e vi
rest con lui cos a lungo che Raimondo pens che egli doveva aver avuto da lei
piacere d'amore ; e tutto ci gli piaceva, e cominci a pensare che quello che
gli avevano detto di lui non era vero e che parlavano a vanvera. Agnese e
Guglielmo uscirono dalla camera, la cena fu preparata e si cen con grande
allegria. Dopo cena Agnese fece preparare il letto dei due vicino alla porta
della sua camera e finsero cos bene, la dama e Guglielmo, che Raimondo
credette che dormisse con lei.
L'indomani
pranzarono al castello con grande allegria, e dopo cena partirono con tutti gli
onori di un nobile congedo e tornarono a Rossiglione. E non appena Raimondo lo
pot, si separ da Guglielmo e se ne venne presso sua moglie, e le raccont
quello che aveva visto di Guglielmo e di sua sorella, della qual cosa ebbe gran
tristezza sua moglie per tutta la notte. L'indomani ella fece chiamare
Guglielmo, e lo ricevette male, e lo chiam falso amico e traditore. Guglielmo
le chiese grazia, come uomo che non aveva colpa alcuna dl ci di cui lei lo
accusava, e le raccont parola per parola tutto ci che era successo. E la
donna mand a chiamare la sorella, e seppe da lei che Guglielmo non aveva
torto. E per questo ella gli disse e comand che componesse una canzone con la
quale mostrasse che non amava alcuna donna tranne lei, e allora fece la canzone
che dice:
Il
dolce pensiero
Ch'amor
spesso m'ispira.
E quando
Raimondo di Rossiglione ud la canzone che Guglielmo aveva fatto per sua
moglie, lo fece venire abbastanza lontano dal castello per parlargli e gli
tagli la testa, che mise in un carniere, gli trasse il cuore dal corpo e lo
mise con la testa. Se ne and al castello, fece arrostire il cuore e portarlo a
tavola a sua moglie, e glielo fece mangiare senza che lei lo sapesse. Quando
essa lo ebbe mangiato, Raimondo si alz e disse a sua moglie che ci che essa
aveva appena mangiato era il cuore del Signor Guglielmo di Cabstaing, e le
mostr la testa e le chiese se il cuore era stato buono da mangiare. Ed ella
intese ci che egli diceva e vide e riconobbe la testa del Signor Guglielmo.
Essa rispose e disse che il cuore era stato cos buono e saporito, che mai
altro mangiare o altro bere non gli toglierebbe dalla bocca il gusto che il
cuore del Signor Guglielmo vi aveva lasciato. E Raimondo le corse sopra con una
spada. Ella cominci a fuggire, si gett gi da un balcone e si ruppe la testa.
Questo fu
saputo in tutta la Catalogna e in tutte le terre del re d'Aragona. Il re
Alfonso e tutti i baroni di quelle contrade provarono grande dolore e grande
tristezza per la morte del Signor Guglielmo e per la donna che Raimondo aveva
cos laidamente messo a morte. Gli fecero la guerra a ferro e a fuoco. Il re
Alfonso d'Aragona, dopo aver espugnato il castello di Raimondo, fece porre
Guglielmo e la sua dama in un monumento davanti alla porta della chiesa di un
borgo chiamato Perpignac. Tutti i perfetti amanti, tutte le perfette amanti
pregarono Dio per le loro anime. Il re d'Aragona prese Raimondo, lo fece morire
in prigione e dette i suoi beni ai parenti di Guglielmo e ai parenti della
donna che mor per lui.
LIII
L'ARABIA
sotto la
tenda dell'Arabo-Beduino che bisogna cercare il modello e la patria del vero
amore. L come altrove la solitudine e un bel clima hanno fatto nascere la pi
nobile passione del cuore umano, quella che per trovare la felicit ha bisogno
d'ispirarla allo stesso grado che la prova.
Bisognava,
affinch l'amore mostrasse tutto ci che pu essere nel cuore dell'uomo, che
l'uguaglianza tra l'amata e il suo amante fosse stabilita per quanto possibile.
Questa uguaglianza non esiste nel nostro triste Occidente: una donna lasciata
infelice o disonorata. Sotto la tenda dell'Arabo, la fede data non pu violarsi. Il disprezzo e la morte
seguono immediatamente questo crimine.
La
generosit cos sacra in questo popolo che permesso rubare per donare. D'altra parte i
pericoli sono cosa di tutti i giorni e la vita scorre tutta per cos dire in
una solitudine appassionata. Anche riuniti, gli Arabi parlano poco.
Niente
cambia presso l'abitante del deserto; tutto vi eterno e immobile. I costumi
singolari, di cui non posso, per ignoranza, che dare un debole accenno,
esistevano probabilmente fino dal tempo di Omero. Essi sono stati descritti per
la prima volta verso l'anno 600 della nostra era, due secoli prima di Carlo
Magno.
Si vede che
siamo stati noi ad essere barbari nei riguardi dell'Oriente quando andammo a
turbarlo con le nostre crociate. Cos noi dobbiamo quel che c' di nobile nei
nostri costumi a quelle crociate e ai Mori di Spagna.
Se ci
paragoniamo agli Arabi, l'orgoglio dell'uomo prosaico sorrider di piet. Le
nostre arti sono estremamente superiori alle loro, le nostre legislazioni lo
sono, in apparenza, ancora di pi ; ma dubito che noi vinciamo nell'arte della
felicit domestica: ci sempre mancata la buona fede e la semplicit; nelle
relazioni di famiglia l'ingannatore il primo infelice. Non c' pi sicurezza
per lui: sempre ingiusto ha sempre paura.
All'origine
dei pi antichi monumenti storici, noi vediamo gli Arabi divisi da tempo
immemorabile in un grande numero di trib indipendenti, erranti nel deserto.
Secondo che queste trib potevano, con pi o meno facilit, provvedere ai primi
bisogni dell'uomo, esse avevano dei costumi pi o meno eleganti. La generosit
era la stessa ovunque, ma secondo il grado di opulenza della trib, essa si
mostrava con il dono di un quarto di capretto nccessario alla vita fisica, o
con quello di cento cammelli, dono provocato da qualche relazione di famiglia o
d'ospitalit.
Il secolo
eroico degli Arabi, quello in cui quelle anime generose brillarono immuni da
ogni affettazione di bello spirito o di sentimento raffinato, fu quello che
precedette Maometto e che corrisponde al V secolo della nostra era, alla
fondazione di Venezia e al regno di Clodoveo. Supplico il nostro orgoglio di
paragonare i canti d'amore che ci restano degli Arabi e i costumi nobili
descritti nelle Mille e una Notte con gli orrori disgustosi che insanguinano ogni pagina di
Gregorio di Tours, lo storico di Clodoveo, o di Eginardo, lo storico di Carlo
Magno.
Maometto fu
un puritano,
volle proscrivere i piaceri che non fanno male a nessuno ; ha ucciso l'amore
nei paesi che hanno ammesso l'islamismo ; per questo che la sua religione
sempre stata meno praticata nell'Arabia, sua culla, che in tutti gli altri
paesi maomettani.
I Francesi
hanno riportato dall'Egitto quattro volumi infolio, intitolati: Libro delle
Canzoni.
Contengono:
1. Le
biografie dei poeti che hanno composto le canzoni.
2. Le
canzoni stesse. Il poeta vi canta tutto ci che lo interessa, vi loda il suo
corsiero rapido e il suo arco, dopo aver parlato della sua amante. Questi canti
furono spesso le lettere d'amore dei loro autori; essi davano l all'oggetto
amato un quadro fedele di tutti gli affetti del loro cuore. Essi parlano
talvolta di notti fredde durante le quali sono stati obbligati a bruciare il
loro arco e le loro frecce. Gli Arabi sono una nazione senza case.
3. Le
biografie dei musicisti che hanno fatto la musica per quelle canzoni.
4. Infine
l'indicazione delle formule musicali; queste formule sono dei geroglifici per
noi: questa musica ci rester per sempre sconosciuta, e d'altra parte non ci
piacerebbe.
C'
un'altra raccolta intitolata: Storia degli Arabi che sono morti d'amore.
Questi
libri cos curiosi sono estremamente poco conosciuti; il piccolo numero di
sapienti che potrebbero leggerli hanno avuto il cuore disseccato dallo studio e
dalle abitudini accademiche.
Per
riconoscersi in mezzo a documenti cos interessanti per la loro antichit e per
la bellezza singolare dei costumi che fanno indovinare, bisogna domandare qualche
fatto alla storia.
In ogni
tempo, e soprattutto prima di Maometto, gli Arabi si recavano alla Mecca per
fare il giro della Caaba o casa di Abramo. Ho visto a Londra un modello molto esatto della
citt santa. Sono da sette a ottocento case col tetto a terrazza, gettate in
mezzo a un deserto di sabbia divorato dal sole. A un'estremit della citt, si
scopre un edificio immenso all'incirca di forma quadrata; questo edificio
circonda la Caaba; composto da un lungo seguito di portici necessari sotto il
sole d'Arabia per effettuare la passeggiata sacra. Questo portico molto
importante nella storia dei costumi e della poesia araba: fu a quel che sembra
per secoli il solo luogo dove gli uomini e le donne si trovassero riuniti. Si
faceva alla rinfusa, a passi lenti, e recitando in coro delle poesie sacre il
giro della Caaba; una passeggiata di tre quarti d'ora: si ripetevano questi
giri parecchie volte nella stessa giornata; era questo il rito sacro per il
quale uomini e donne accorrevano da tutte le parti del deserto. sotto il
portico della Caaba che si sono ingentiliti i costumi arabi. Si stabil ben
presto una lotta tra i padri e gli amanti; ben presto fu con odi d'amore che
l'Arabo svel la sua passione alla giovinetta severamente sorvegliata dai suoi
fratelli o da suo padre, e accanto alla quale egli faceva la passeggiata sacra.
Le abitudini generose e sentimentali di questo popolo, esistevano gi
nell'accampamento, ma mi sembra che la galanteria araba sia nata intorno alla
Caaba: questa anche la patria della loro letteratura. In principio essa
espresse la passione con semplicit e veemenza, cos come la sentiva il poeta;
pi tardi il poeta, invece di pensare a commuovere la sua amica, pens di
scrivere delle belle cose; allora nacque l'affettazione che i Mori portarono in
Spagna e che sciupa ancora oggi i libri di questo popolo.
Io vedo una
prova commovente del rispetto degli Arabi per il sesso pi debole nella formula
del loro divorzio. La donna in assenza del marito dal quale voleva separarsi,
toglieva la tenda e la rimetteva avendo cura di porne l'apertura dal lato
opposto a quello ch'essa occupava prima. Questa semplice cerimonia separava per
sempre i due sposi.
FRAMMENTI
Estratti
e tradotti da una raccolta araba intitolata:
Il
divano dell'amore
Compilata
da Ebn-Abi- Hadglat (Manoscritti della Biblioteca del re, n. 1461 e 1462)
Mohammed, figlio di Djafar Elahouzadi, racconta che essendo Djamil malato della malattia di cui mor, Elbas, figlio di Sohail, gli fece visita e lo trov sul punto di morire! O figlio di Sohail! gli disse Djamil, cosa pensi di un uomo che non ha mai bevuto vino, che non ha mai fatto guadagni illeciti, che non ha mai dato ingiustamente la morte a nessuna creatura vivente che Dio abbia proibito di uccidere, e che rende testimonianza che non c' altro dio che Dio e che Maometto il suo profeta? Io penso, rispose Ben Sohail, che quest'uomo sar salvato e otterr il paradiso: ma chi quest'uomo che tu dici? Sono io, replic Djamil. Io non credevo che tu professassi l'islamismo, disse allora Ben Sohail; e d'altra parte sono venti anni che tu fai l'amore con Bothaina e che tu la celebri nei tuoi versi. Eccomi, rispose Djamil, al primo giorno dell'altro mondo e