STENDHAL (Henri-Marie Beyle)
DELL'AMORE
Traduzione di Maddalena Bertel

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PREFAZIONE

 

       Un autore sollecita invano l'indulgenza del pubblico, la pubblicazione infatti l a smentire questa pretesa modestia. Egli ottiene maggior favore rimettendosi alla giustizia, alla pazienza, all'imparzialit dei suoi lettori. Ma soprattutto a quest'ultima disposizione che l'autore della presente opera si appella. Avendo spesso sentito parlare, in Francia, di scritti, di opinioni, di sentimenti veramente francesi, ha ragione di temere, presentando i fatti realmente come sono e non mostrando stima che per i sentimenti e le opinioni che sono veri dappertutto, di aver armato contro di s quel sentimento d'intolleranza che da qualche tempo vediamo eretto come virt, sebbene il suo carattere sia molto equivoco. Infatti, che cosa diventerebbero la storia, la morale, la scienza perfino e le lettere, qualora dovessero essere veramente tedesche, veramente russe o italiane, veramente spagnole o inglesi, non appena si fosse oltrepassato il Reno, le montagne o la Manica? Cosa pensare di questa giustizia e di queste verit geografiche? Quando vediamo espressioni quali dedizione veramente spagnola, virt veramente inglesi usate seriamente nei discorsi dei patrioti stranieri, sarebbe veramente tempo di diffidare del sentimento che ne detta, altrove, di assolutamente simili. A Costantinopoli e presso tutti i popoli barbari, questa parzialit cieca ed esclusiva per il proprio paese un furore che richiede del sangue; nei popoli civili, una vanit sorfferta, infelice, inquieta, disperata quando la si ferisce appena.

 


LIBRO PRIMO

 

I SULL'AMORE

 

       Cerco di capire questa passione nella quale tutti gli sviluppi sinceri portano il segno della bellezza.

       Ci sono quattro amori diversi:

       1.. L'amore-passione, che quello della monaca portoghese, di Eloisa per Abelardo, del capitano di Vsel, e della guardia di Cento.

       2. L'amore-gusto, che regnava a Parigi intorno al 1760, e che troviamo nelle memorie e nei romanzi dell'epoca, in Crbillon, Lauzun, Duclos, Marmontel, Chamfort, la signora d'Epinay ecc... ecc...

       un quadro questo dove tutto, persino le ombre,deve essere tinteggiato di rosa, in cui non deve comparire nulla di spiacevole per nessuna ragione, sotto pena di mancare di pratica del mondo, di buone maniere, di finezza ecc. Un uomo di rango sa in anticipo tutti i procedimenti che deve usare e incontrare nelle diverse fasi di questo amore; e poich niente qui passione e imprevisto, questo sentimento ha spesso pi delicatezza dell'amore vero perch sempre provvisto di molta intelligenza; una miniatura fredda e graziosa paragonata a un quadro dei Carracci, e mentre l'amorepassione ci trasporta al di l di ogni nostro interesse, l'amore-gusto sa sempre conformarvisi. vero che se si toglie a questo povero amore la vanit, di lui resta ben poca cosa; una volta privato della vanit un convalescente indebolito che pu appena trascinarsi.

       3. L'amore fisico.

       A caccia, si trova una bella contadina fresca che fugge nel bosco. Tutti conoscono l'amore fondato su questo tipo di piaceri. Per quanto arido e misero ne sia il carattere, si incomincia cos a sedici anni.

       4. L'amore di vanit.

       L'immensa maggioranza degli uomini, soprattutto in Francia, desidera una moglie alla moda, come si possiede un bel cavallo, in quanto cosa necessaria al lusso di un giovanotto. La vanit, pi o meno lusingata, pi o meno eccitata, fa nascere degli slanci. Qualche volta accompagnata dall'amore fisico ma non sempre ; spesso non c' neppure il piacere fisico. Una duchessa ha sempre soltanto trent'anni per un borghese, diceva la duchessa di Chaulnes; e gli assidui della corte di quell'uomo giusto che fu il re Luigi d'Olanda si ricordano ancora con divertimento una bella signora dell'Aia che non riusciva a non trovare affascinante un uomo che fosse duca o principe. Ma, fedele al principio monarchico, non appena a corte arrivava un principe, si liquidava il duca: ella era come la decorazione del corpo diplomatico.

       Il caso pi fortunato di questa piatta relazione quello in cui il piacere fisico accresciuto dall'abitudine. I ricordi fanno allora assomigliare questa relazione all'amore; c' il puntiglio dell'amor proprio e la tristezza quando si lasciati ; e, presi alla gola da idee da romanzo, ci si crede innamorati e malinconici, poich la vanit aspira a reputarsi grande passione. Quel che certo che, a qualunque genere d'amore si debba il piacere, dal momento in cui c' esaltazione dell'anima, esso vivo e il suo ricordo travolgente; e in questa passione, al contrario della maggior parte delle altre, il ricordo di ci che si perduto sembra sempre al di sopra di ci che ci si pu attendere dall'avvenire.

       Qualche volta nell'amore di vanit l'abitudine o il disperare di trovare di meglio producono una sorta d'amicizia, la meno piacevole di tutte le specie: si vanta della sua sicurezza ecc...

       Il piacere fisico, essendo nella natura, conosciuto da tutti, ma non occupa che un posto subordinato agli occhi delle anime tenere e appassionate. Cos, se vero che esse hanno dei lati ridicoli in societ, e se spesso la gente di mondo, coi suoi intrighi, le rende infelici, in compenso esse conoscono gioie per sempre inaccessibili ai cuori che palpitano solo per la vanit o per il denaro. Alcune donne virtuose e tenere non hanno quasi idea dei piaceri fisici; esse vi si sono raramente esposte, se si pu parlare cos, e anche in quel caso gli slanci dell'amore-passione hanno quasi fatto loro dimenticare i piaceri del corpo.

       Ci sono uomini vittime e strumenti d'un orgoglio infernale, un orgoglio all'Alfieri. Questi, che forse sono crudeli, perch, come Nerone, tremano sempre, giudicando tutti gli uomini sulla misura del proprio sentimento, questi, dico, non possono raggiungere il piacere fisico se non in quanto sia accompagnato dalla pi grande soddisfazione possibile dell'orgoglio, cio se non in quanto essi esercitino delle crudelt sulla compagna dei loro piaceri. Da qui gli orrori di Justine. Questi uomini non trovano a minor prezzo il sentimento della sicurezza.

       Per il resto, invece di distinguere quattro amori diversi, se ne possono benissimo ammettere otto o dieci sfumature. Ci sono forse tra gli uomini tanti modi di sentire che di vedere, ma queste differenze di nomenclatura non cambiano in nulla i ragionamenti che seguono. Tutti gli amori che si possono vedere sulla terra, nascono vivono e muoiono, o si elevano all'immortalit, seguendo le stesse leggi.

 

II SULLA NASCITA DELL'AMORE

 

 

       Ecco cosa succede nell'animo:

       1. L'ammirazione.

       2. Ci si dice: che piacere darle baci, riceverne ecc.

       3. La speranza.

       Si studiano le perfezioni: in questo momento che una donna dovrebbe arrendersi, perch il piacere fisico sia pi grande possibile. Anche nelle donne pi riservate gli occhi arrossiscono nel momento della speranza; la passione cos forte, il piacere cos vivo che si tradisce attraverso dei segni evidenti.

       4. L'amore nato.

       Amare provare piacere nel vedere, toccare, sentire con tutti i sensi, e da tanto vicino quanto possibile un oggetto amabile e che ci ama.

       5. Comincia la prima cristallizzazione.

       Ci si compiace di ornare di mille perfezioni una donna del cui amore si sicuri; si analizza nei minimi particolari la propria felicit con una compiacenza infinita. Il che si riduce poi ad esagerare la portata di una magnifica propriet, che ci appena caduta dal cielo, che non si conosce, ma del cui possesso siamo certi.

       Lasciate lavorare la testa di un amante per ventiquattr'ore, ed ecco cosa troverete. Alle miniere di sale di Salisburgo, si getta, nelle profondit abbandonate della miniera, un rametto d'albero spoglio a causa dell'inverno; due o tre mesi dopo lo si ritrae coperto di cristallizzazioni brillanti: i rami pi piccoli, quelli che non sono pi grossi della zampina di una cinciallegra, sono guarniti d'una infinit di diamanti, mobili e abbaglianti; impossibile riconoscere il rametto primitivo.

       Quel che chiamo cristallizzazione, l'operazione dello spirito che trae da tutto ci che si presenta la scoperta di nuove perfezioni nell'oggetto amato. Un viaggiatore parla della freschezza dei boschi d'aranci a Genova, sulla riva del mare, nei giorni brucianti dell'estate; che piacere gustare questa freschezza con lei!

       Un vostro amico si rompe un braccio a caccia; com' dolce ricevere le cure di una donna che si ama! Essere sempre con lei e vederla amarvi continuamente, farebbe quasi benedire il dolore; e partite dal braccio rotto dell'amico, per non pi dubitare dell'angelica bont della vostra innamorata. In una parola, basta pensare a una perfezione per vederla in ci che si ama.

       Questo fenomeno, che mi permetto di chiamare cristallizzazione viene dalla natura che ci ordina di provar piacere e che ci fa salire il sangue al cervello, per il sentimento che i piaceri aumentano con le perfezioni dell'oggetto amato, e per l'idea: ella mia. Il selvaggio non ha tempo d'andare al di l del primo punto. Prova piacere, ma l'attivit del suo cervello impegnata a seguire il daino che fugge nella foresta e con la cui carne egli deve ristorare le sue forze al pi presto, se non vuol cadere sotto l'ascia del suo nemico.

       All'altro estremo della civilt, io non dubito che una donna tenera arrivi al punto di trovare il piacere soltanto con l'uomo che ama.

       l'opposto del selvaggio. Ma nelle nazioni civili essa ha del tempo libero mentre il selvaggio cos occupato alle sue faccende che obbligato a trattare la sua femmina come una bestia da soma. Se le femmine di molti animali sono pi felici, dipende dal fatto che i mezzi di sussistenza dei maschi sono pi sicuri.

       Ma lasciamo le foreste per tornare a Parigi. Un uomo appassionato vede tutte le perfezioni in ci che ama; e tuttavia l'attenzione pu essere distratta, perch l'animo si sazia di tutto ci che uniforme, persino della perfetta felicit. Ecco ci che sopraggiunge a fissare l'attenzione:

       6. Nasce il dubbio.

       Dopo che dieci o dodici sguardi, od ogni altra serie d'azioni che possono durare un momento come parecchi giorni, hanno dapprima dato e poi confermato le speranze, l'amante, ripresosi dal suo primo stupore e abituatosi alla sua felicit, oppure guidato dalla teoria che, per esser sempre basata sui casi pi frequenti, non si occupa che delle donne facili, l'amante dico, chiede dei pegni pi sicuri e vuole forzare la sua felicit.

       Gli viene opposta dell'indifferenza, della freddezza o anche della collera, se mostra troppa sicurezza; in Francia una sfumatura d'ironia che sembra dire: Vi credete pi avanti di quanto non siate. Una donna si comporta cos, sia che si riprenda da un momento di ebbrezza e obbedisca al pudore ch'essa teme d'aver infranto, sia semplicemente per prudenza o per civetteria.

       L'amante arriva fino a dubitare della felicit che si riprometteva; diventa severo sulle ragioni di sperare che ha creduto intravedere.

       Vuole ripiegare sugli altri piaceri della vita, li trova nullificati. Il timore d'una infelicit terribile lo afferra e con lei l'attenzione profonda.

       7. Seconda cristallizzazione.

       Allora comincia la seconda cristallizzazione che produce come diamanti delle conferme a quest'idea:

       Ella mi ama.

       In ogni quarto d'ora notturno susseguente alla nascita dei dubbi, dopo un attimo di orrenda infelicit, l'amante si dice: S, mi ama; e la cristallizzazione si volge alla scoperta di nuovi incanti; poi il dubbio dall'occhio stralunato s'impadronisce di lui e lo arresta di colpo, facendolo trasalire. Il suo petto dimentica di respirare. Egli si dice: Ma lei, mi ama?

       In mezzo a queste alternative strazianti e deliziose, il povero amante sente vivamente: Ella mi darebbe piaceri tali che lei sola al mondo pu darmi.

       l'evidenza di questa verit, questo trovarsi sul bordo estremo d'un precipizio orribile, mentre si tocca con l'altra mano la perfetta felicit, che conferisce tanta superiorit alla seconda cristallizzazione rispetto alla prima.

       L'amante vaga senza fine tra queste tre idee:

       1. Ella possiede tutte le perfezioni.

       2. Ella mi ama.

       3. Come fare per ottenere da lei la pi grande prova d'amore possibile?

       Il momento pi straziante dell'amore ancor giovane quello in cui egli si accorge che ha fatto un falso ragionamento e che deve distruggere tutta una parte di cristallizzazione.

       Si dubita allora della cristallizzazione stessa.

 

III SULLA SPERANZA

 

 

       Basta un piccolissimo motivo di speranza per causare la nascita dell'amore.

       La speranza pu anche mancare dopo due o tre giorni; l'amore tuttavia nato.

       Con un carattere deciso, temerario, impetuoso e un'immaginazione sviluppata dalle disgrazie della vita.

       Il grado di speranza pu essere pi piccolo;

       La speranza pu cessare pi presto, senza uccidere l'amore.

       Se l'amante ha avuto delle disgrazie, se ha il carattere tenero e pensoso, se dispera delle altre donne, se ha un'ammirazione viva per quella in questione, nessun piacere comune potr distrarlo dalla seconda cristallizzazione. Egli preferir sognare alla possibilit la pi incerta di piacerle un giorno, piuttosto che ricevere da una donna qualunque tutto ci che essa pu accordare.

       Egli avrebbe bisogno, in quel periodo e non pi tardi, badate bene, che la donna che ama uccidesse la sua speranza in modo atroce e lo colmasse di quel disprezzo pubblico che divide per sempre le persone.

       La nascita dell'amore ammette fra tutte queste epoche intervalli molto pi lunghi.

       Essa esige molta pi speranza, nella gente fredda, flemmatica, prudente, e una speranza molto pi nutrita. Lo stesso avviene con le persone non pi giovani.

       Quel che rende sicura la durata dell'amore, la seconda cristallizzazione, durante la quale si vede ad ogni istante che il problema essere amato o morire. Dopo questa convinzione di tutti i minuti, resa abitudine da parecchi mesi d'amore, come poter sopportare anche soltanto il pensiero di cessare d'amare? Pi un carattere forte, meno soggetto all'incostanza.

       Questa seconda cristallizzazione manca quasi del tutto negli amori ispirati dalle donne che si arrendono troppo alla svelta.

       A partire dal momento in cui l'opera delle cristallizzazioni compiuta, soprattutto della seconda che di gran lunga la pi forte, gli occhi indifferenti non riconoscono pi il ramo d'albero.

       Poich,1) ornato di perfezioni o di diamanti che essi non vedono; 2) ornato di perfezioni che non sono tali per loro.

       La perfezione di certe bellezze di cui gli parla un antico amico della sua amata, e una certa sfumatura di vivacit scorta nei suoi occhi, sono un diamante della cristallizzazione di Del Rosso. Queste idee intraviste appena durante una serata, lo fanno sognare tutta una notte.

       Una replica improvvisa che mi fa conoscere pi chiaramente un'anima tenera, generosa, ardente, o, come dice il popolo, romantica, capace di mettere al di sopra della felicit dei re il semplice piacere di passeggiare sola col suo amante a mezzanotte, in un bosco solitario, mi fa anche sognare tutta la notte.

       Egli dir che la mia amante una puritana; io dir che la sua una prostituta.

 

IV

 

 

       In un'anima perfettamente indifferente, una giovinetta che abiti in un castello isolato in fondo a una campagna, il pi piccolo stupore pu generare una piccola ammirazione, e, se sopravviene la pi leggera speranza, fa nascere l'amore e la cristallizzazione.

       In questo caso l'amore piace in principio come cosa divertente.

       Lo stupore e la speranza sono potentemente assecondati dal bisogno d'amore e dalla malinconia che si prova a sedici anni. abbastanza noto che l'inquietudine di quest'et sete d'amore, ed proprio della sete di non essere eccessivamente difficile sulla natura dell'abbeveraggio, che il caso le presenta.

       Ricapitoliamo le sette epoche dell'amore; esse sono:

       1. L'ammirazione.

       2. Che piacere ecc...

       3. La speranza.

       4. L'amore nato.

       5. Prima cristallizzazione.

       6. Il dubbio appare.

       7. Seconda cristallizzazione.

       Pu passare un anno tra il numero uno e il numero due.

       Un mese tra il numero due e il numero tre; e se la speranza non si affretta a venire, si rinuncia insensibilmente al numero due, come a qualcosa che procura infelicit.

       Un batter d'occhio tra il numero tre e il numero quattro.

       Non c' intervallo tra il numero quattro e il numero cinque. Non potrebbero essere separati che dall'intimit.

       Pu passare qualche giorno, a seconda del grado di impulsivit e dell'abituale audacia del carattere tra i numeri cinque e sei; e non c' intervallo tra il sei e il sette.

 

V

 

 

       L'uomo non libero di non fare ci che gli procura pi piacere di tutte le altre azioni possibili.l L'amore come la febbre, nasce e si spegne senza che la volont vi abbia la pi piccola parte. Ecco una delle principali differenze tra l'amore-gusto e l'amore-passione, e non si pu congratularsi delle belle qualit di ci che si ama, se non come di un caso fortunato. Infine, l'amore di tutte le et: guardate la passione di Madame du Deffand per il poco seducente Orazio Walpole. Ci si ricorda forse ancora a Parigi d'un esempio pi recente e soprattutto pi piacevole.

       Io non ammetto, come prova delle grandi passioni, che quelle tra le loro conseguenze che sono ridicole. Per esempio, la timidezza, come prova dell'amore; non parlo naturalmente del falso pudore all'uscita dal collegio.

 

VI IL RAMOSCELLO DI SALISBURGO

 

 

       La cristallizzazione non cessa quasi mai in amore. Ecco la sua storia: Finch non si sta bene con ci che si ama, si ha la cristallizzazione a soluzione immaginaria: soltanto attraverso l'immaginazione si sicuri che una certa perfezione esiste nella donna che si ama. Dopo l'intimit, i timori che rinascono senza tregua sono pacificati da soluzioni pi reali. Cos la felicit uniforme soltanto e sempre alla sua sorgente. Ogni giorno ha un fiore diverso.

       Se la donna amata cede alla passione che prova e cade nell'errore enorme di uccidere il timore con la vivacit dei suoi slanci, la cristallizzazione cessa un istante, ma quando l'amore perde di vivacit, cio di timore, acquista la grazia d'un intero abbandono, d'una confidenza senza limiti ; una dolce abitudine viene a smussare tutte le pene della vita, e a dare al godimento un altro tipo d'interesse.

       Qualora siate piantato, la cristallizzazione ricomincia; e ogni atto d'ammirazione, la vista di ogni gioia ch'ella pu darvi e alla quale non pensavate pi, termina con questa riflessione dolorosa: Questa felicit cos incantevole, non la riavr mai! ed per colpa mia che la perdo! Che se poi cercate la felicit in sensazioni d'un altro tipo, il vostro cuore si rifiuta di provarle. La vostra immaginazione vi dipinge bene la posizione fisica, vi mette facilmente su un cavallo veloce, a caccia, nei boschi del Devonshire, ma voi vedete, voi sentite chiaramente che non provereste alcun piacere. .Ecco l'errore d'ottica che provoca il colpo di pistola.

       Anche il gioco ha la sua cristallizzazione generata dall'impiego che si dovr fare della somma che si vincer.

       I giochi di corte, cos rimpianti dai nobili, sotto il nome di legittimit, erano tanto appassionanti solo per la cristallizzazione che suscitavano. Non c'era cortigiano che non sognasse la fortuna rapida d'un Luynes o d'un Lauzun, n donna cortese che non vedesse in prospettiva il ducato della signora di Polignac. Nessun governo fondato sulla ragione pu ridare quella cristallizzazione. Niente cosi antiimmaginazione quanto il governo degli Stati Uniti d'America. Abbiamo visto che i loro vicini, i selvaggi, non conoscevano quasi la cristallizzazione. I Romani non ne avevano idea e non la trovavano che per l'amore fisico.

       L'odio ha la sua cristallizzazione; a partire dal momento in cui si pu sperare di vendicarsi, si ricomincia ad odiare.

       Se ogni fede in cui c' dell'assurdo o del non dimostrato tende sempre a mettere alla testa del partito le persone pi assurde, questo ancora uno degli effetti della cristallizzazione. C' cristallizzazione, anche in matematica, (vedete i newtoniani del 1740) nelle teste di coloro che non possono in ogni momento rendersi presenti tutte le parti della dimostrazione di ci che esse credono.

       A prova di ci guardate il destino dei grandi filosofi tedeschi la cui immortalit tante volte proclamata, non riesce mai ad andare oltre i trenta o quaranta anni. solo per il fatto che non pu rendersi conto del perch dei suoi sentimenti che l'uomo pi saggio fanatico per la musica.

       Non si pu con la volont provare a se stessi che si ha ragione, contro un certo contraddittore.

 

VII SULLE DIFFERENZE DI NASCITA DELL'AMORE NEI DUE SESSI

 

 

       Le donne prendono attaccamento attraverso i favori. Siccome i diciannove ventesimi dei loro sogni abituali sono relativi all'amore, dopo l'intimit, questi sogni si raggruppano intorno ad un solo oggetto; esse si mettono a giustificare un passo cos straordinario, cos decisivo, cos contrario a tutte le abitudini del pudore. Questo lavorio non esiste negli uomini; pi tardi l'immaginazione delle donne passa minutamente in rivista e a proprio agio istanti cos deliziosi.

       Siccome l'amore fa dubitare delle cose pi dimostrate, quella donna che, prima dell'intimit, era sicurissima che il suo amante fosse al di sopra del comune, non appena pensa di non aver pi nulla da rifiutargli, trema che egli non abbia cercato che una donna di pi da aggiungere alla sua lista. Allora soltanto compare la seconda cristallizzazione che, per essere accompagnata dal timore, di gran lunga la pi forte.

       Una donna crede da regina essersi fatta schiava. Questo stato dell'anima e dello spirito favorito dall'eccitazione nervosa che fanno nascere piaceri tanto pi sensibili quanto pi sono rari. Infine una donna, davanti al telaio da ricamo, opera insipida e che occupa solo le mani, pensa al suo amante, mentre questi, che galoppa nella pianura col suo squadrone, messo agli arresti se fa eseguire un falso movimento.

       Io sarei disposto dunque a pensare che la seconda cristallizzazione molto pi forte nelle donne perch il timore pi vivo: la vanit e l'onore sono compromessi, o, almeno, le distrazioni sono pi difficili.

       Una donna non pu essere guidata da quell'abitudine ad essere razionale che io, uomo, contraggo forzatamente nel mio ufficio, lavorando sei ore al giorno, a cose fredde e razionali. Anche fuori dell'amore, esse sono inclini ad abbandonarsi alla loro immaginazione, ed hanno abitualmente dell'esaltazione; la disparizione dei difetti dell'oggetto amato deve dunque essere in loro pi rapida.

       Le donne preferiscono le emozioni alla ragione; semplicissimo: siccome, in virt dei nostri piatti costumi, esse non sono incaricate di nessun affare nella famiglia, la ragione non mai per loro di utilit, esse non la percepiscono mai come buona per qualche cosa.

       Essa invece per loro sempre nociva, perch compare in loro solo per sgridarle d'aver provato piaceri ieri, o per ordinar loro di non pi provarne domani.

       Date a vostra moglie da sistemare i vostri affari con i fattori di due delle vostre terre, scommetto che ella terr i registri meglio di voi, e allora, triste despota, avrete almeno il diritto di lamentarvi, non avendo il talento di farvi amare. Appena le donne cominciano a fare ragionamenti di carattere generale, esse fanno dell'amore senza accorgersene. Nei particolari esse si piccano di essere pi severe e pi esatte degli uomini. La met del piccolo commercio affidato alle donne, incarico che esse assolvono meglio dei loro mariti. massima conosciuta che parlando d'affari con loro, la seriet non mai troppa. Il fatto che esse sono sempre e ovunque avide d'emozione: pensate ai piaceri del funerale in Scozia.

 

VIII

 

 

Questo era il suo regno fantastico

preferito, e qui essa edificava

i suoi aerei palazzi.

       Lammermoor, I, 70

 

       Una giovinetta di diciotto anni non ha abbastanza cristallizzazione in suo potere, e formula desideri troppo limitati dalla poca esperienza che ha delle cose della vita, per essere in grado di amare con altrettanta passione di una donna di ventotto.

       Stasera esponevo questa dottrina a una donna di spirito che pretende il contrario. Poich l'immaginazione di una giovinetta non raggelata da nessuna esperienza spiacevole, e il fuoco della prima giovinezza vi si trova in tutto il suo vigore, possibile che a proposito di un uomo qualunque, ella si crei un'immagine incantevole. Ogni volta ch'ella incontrer il suo amante, gioir, non di ci ch'egli in realt, ma dell'immagine deliziosa che si sar creata. Pi tardi, disingannata nei riguardi del suo amante e di tutti gli uomini, l'esperienza della triste realt avr diminuito in lei il potere della cristallizzazione, la diffidenza avr tagliato le ali alla sua immaginazione. A proposito di un qualunque uomo, foss'anche un prodigio, non potr pi formarsi un'immagine altrettanto avvincente; ella dunque non potr pi amare con lo stesso fuoco della sua prima giovinezza. E siccome in amore non si gioisce che dell'illusione che ci si fa, mai l'immagine ch'ella potr crearsi a ventotto anni avr la brillantezza e la sublimit di quella sulla quale era fondato il suo primo amore di sedicenne, e il secondo amore sembrer sempre appartenere a una categoria inferiore. No, Signora, la presenza della diffidenza che non esisteva a sedici anni, evidentemente ci che deve dare un colore diverso a questo secondo amore. Nella prima giovinezza, l'amore come un fiume immenso che trascina tutto nel suo corso e al quale si sente che non si potrebbe resistere. Ora, un'anima appassionata la si conosce a ventotto anni; ella .sa che se per lei c' ancora felicit nella vita, all'amore che bisogna chiederla; si stabilisce in quel povero cuore agitato, una lotta terribile tra l'amore e la diffidenza. La cristallizzazione avanza lentamente; ma quella che esce vittoriosa da questa prova terribile, in cui l'anima compie tutti i suoi movimenti ponendosi sempre di fronte il pi spaventoso pericolo, mille volte pi brillante e pi solida della cristallizzazione dei sedici anni, in cui per il privilegio dell'et, tutto era gaiezza e felicit.

       L'amore deve dunque essere meno allegro e pi appassionato.

       Questa conversazione (Bologna, 9 marzo 1820) che contraddice un punto che mi sembrava cos chiaro, mi fa sempre pi pensare che un uomo non pu dire quasi nulla di sensato su ci che succede in fondo al cuore di una donna sensibile; quanto a una donna leggera, diverso: in quel caso abbiamo anche sensi e vanit.

       La non somiglianza di nascita dell'amore nei due sessi deve provenire dalla natura della speranza che non la stessa. L'uno attacca e l'altro difende; l'uno domanda e l'altro rifiuta; l'uno ardito e l'altro molto timido.

       L'uomo si dice: potr piacerle? vorr amarmi?

       La donna: non per scherzo che dice di amarmi? un carattere solido? pu rispondere di s sulla durata dei suoi sentimenti? cos che molte donne guardano e trattano come un bambino un giovane di ventitr anni; se per ha fatto sei campagne tutto cambia, un giovane eroe.

       Nell'uomo la speranza dipende soltanto dalle azioni di colei che ama; niente di pi agevole da interpretare. Nelle donne la speranza deve fondarsi su delle considerazioni morali molto difficili da apprezzare nel loro giusto valore. La maggior parte degli uomini sollecita una prova d'amore che considera come capace di dissipare tutti i dubbi; le donne non sono abbastanza fortunate per poter disporre di una tale prova; ed esiste nella vita questa disgrazia, che ci che fa la sicurezza e la felicit di uno degli amanti, costituisce il pericolo e quasi l'umiliazione dell'altro.

       In amore, gli uomini corrono il rischio del tormento segreto dell'animo, le donne si espongono alle facezie della gente; esse sono pi timide, e d'altra parte l'opinione pubblica conta molto per loro, poich sii stimata, necessario. Esse non hanno un mezzo sicuro di dominare l'opinione pubblica quale quello di esporre la loro vita per un istante.

       Le donne devono dunque essere molto pi diffidenti. Grazie alle loro abitudini, tutti i movimenti intellettuali che formano le epoche della nascita dell'amore, sono in loro pi dolci, pi timidi, pi lenti, meno decisi; c' dunque pi disposizione alla costanza; esse devono rinunciare con meno facilit ad una cristallizzazione cominciata.

       Una donna, vedendo il suo amante, riflette con rapidit o si abbandona alla felicit di amare, felicit da cui distolta spiacevolmente se egli accenna il pi piccolo attacco, perch allora bisogna lasciare i piaceri per correre alle difese.

       Il ruolo dell'amante pi semplice; guarda gli occhi di ci che ama, un solo sorriso pu metterlo al colmo della felicit, ed egli cerca continuamente di ottenerlo. Un uomo umiliato dalla lunghezza dell'assedio; che fa invece la gloria di una donna.

       Una donna capace di amare e, in un intero anno, di non dire che dieci o dodici parole all'uomo che ella predilige. Essa tien nota al fondo di s del numero di volte che lo ha visto; andata due volte con lui allo spettacolo, altre due volte s' trovata a cena con lui, egli l'ha salutata tre volte al passeggio. Una sera, in un gioco di societ, le ha baciato la mano; si nota che da quel momento ella non permette pi, per nessuna ragione e persino a rischio di apparire singolare, che le si baci la mano.

       In un uomo, questa condotta prenderebbe il nome di amore femminile, ci diceva Leonora.

 

IX

 

 

       Faccio tutti gli sforzi possibili per essere asciutto. Voglio imporre silenzio al mio cuore che crede di avere molte cose da dire. Tremo sempre di non aver scritto che un sospiro, quando credo di aver annotato una verit.

 

X ESEMPI DI CRISTALLIZZAZIONE

 

 

       Come prova di cristallizzazione mi accontenter di ricordare il seguente aneddoto.

       Una giovinetta sente dire che Edoardo, un suo parente che sta per tornare dall'esercito, un giovane della pi grande distinzione; le assicurano che egli l'ama per la sua reputazione; ma egli vorr probabilmente vederla prima di dichiararsi e di chiederla ai suoi genitori. In chiesa ella scorge un giovane forestiero, lo sente chiamare Edoardo, non pensa che a lui, lo ama. Otto giorni dopo arriva il vero Edoardo, non quello della chiesa, essa impallidisce e sar per sempre infelice se la obbligano a sposarlo.

       Ecco ci che i poveri di spirito chiamano una follia dell'amore.

       Un uomo generoso colma una giovinetta povera dei benefici pi delicati; non si possono avere maggiori virt delle sue e l'amore stava per nascere, ma egli porta un cappello sformato, e lei lo vede montare a cavallo in modo goffo; la giovinetta si dice sospirando che non pu rispondere alle premure che l'uomo le manifesta.

       Un uomo fa la corte alla pi onesta donna che frequenti in societ; ella viene a sapere che quel signore ha avuto dei mali fisici ridicoli: le diviene insopportabile. E tuttavia ella non aveva mai avuto l'idea di darsi a lui, e quei mali segreti non nuocciono per nulla al suo spirito n alla sua amabilit. semplicemente che la cristallizzazione resa da ci impossibile.

       Perch un essere umano possa occuparsi con delizia a divinizzare un oggetto amabile sia che sia preso nella foresta delle Ardenne o al ballo di Coulon, bisogna per prima cosa che gli sembri perfetto, non in tutti gli aspetti possibili, ma in tutti quegli aspetti che egli vede al momento; non gli sembrer perfetto sotto tutti i rapporti che dopo parecchi giorni dalla seconda cristallizzazione. semplicissimo, basta allora avere l'idea di una perfezione per vederla in ci che si ama.

       Si vede qui in che cosa la bellezza necessaria alla nascita dell'amore. Bisogna che la bruttezza non ponga ostcolo. L'uomo che ama arriva presto a trovare bella la sua amante cos come , senza pensare alla vera bellezza.

       I tratti che costituiscono la vera bellezza gli prometterebbero se li vedesse, e se posso esprimermi cos, una quantit di felicit che indicher col numero uno, ma i tratti della sua amante tali quali sono gli promettono mille unit di gioia.

       Prima della nascita dell'amore, la bellezza necessaria come insegna; essa predispone alla passione attraverso le lodi che si sentono rivolgere alla persona che si amer. Una ammirazione vivissima rende decisiva la pi piccola speranza.

       Nell'amore-gusto, e forse nei primi cinque minuti dell'amore-passione, una donna che prenda un amante tiene pi conto del modo in cui le altre donne vedono quest'uomo, che del modo in cui lo vede essa stessa.

       Di qui il successo dei principi e degli ufficiali.

       Le belle dame della corte del vecchio Luigi XIV erano innamorate di questo principe.

       Bisogna guardarsi bene dal presentare alla speranza delle facilitazioni, prima di esser sicuri che vi sia dell'ammirazione. Si farebbe nascere l'insignificanza, che rende per sempre impossibile l'amore, o almeno che non pu essere guarita se non per puntiglio d'amor-proprio.

       Non si prova simpatia n per lo sciocco, n per chi sorride a tutti; di qui la necessit di una patina di scapestratezza, in societ; la nobilt dei modi. Non si coglie neppure il sorriso su una pianta troppo intristita. In amore la nostra vanit sdegna una vittoria troppo facile, e, in nessun genere di cose, l'uomo portato a esagerare il prezzo di ci che gli si offre.

 

XI

 

 

       Una volta che la cristallizzazione sia cominciata, si gode con delizia di ogni nuova bellezza che si scopre in ci che si ama.

       Ma cos' la bellezza? una nuova capacit di darvi del piacere.

       I piaceri sono diversi in ogni individuo, e spesso sono opposti: questo spiega benissimo come ci che bellezza per un individuo bruttezza per un altro (esempio probante di Del Rosso e di Lisio, il I gennaio 1820).

       Per scoprire la natura della bellezza, conviene ricercare qual la natura dei piaceri in ogni individuo; per esempio, a Del Rosso occorre una donna che consenta qualche gesto ardito, e che, con i suoi sorrisi, autorizzi delle cose molto spinte; una donna che, in ogni momento, abbia come oggetto della sua immaginazione i piaceri fisici, e che ad un tempo ecciti il tipo di galanteria proprio a Del Rosso e gli permetta di manifestarla.

       Del Rosso, a quanto pare, intende per amore l'amorefisico e Lisio l'amore-passione. Niente di pi evidente che non debbano essere d'accordo sulla parola bellezza.

       Poich la bellezza che scoprite una nuova capacit di darvi del piacere, e i piaceri variano come gli individui.

       La cristallizzazione che si forma nella testa di ogni uomo deve avere in s il colore dei piaceri di quest'uomo.

       La cristallizzazione dell'amante di un uomo, o la sua BELLEZZA, non altro che l'insieme di TUTTE LE SODDISFAZIONI di tutti i desideri che egli ha potuto formulare successivamente nei suoi riguardi.

 

XII SEGUITO DELLA CRISTALLIZZAZIONE

 

 

       Perch mai si gode con delizia di ogni nuova bellezza che si scopre in ci che si ama?

       Il fatto che ogni nuova bellezza vi d la soddisfazione piena e completa di un desiderio. La volete tenera, essa tenera; in seguito la volete fiera come l'Emilia di Corneille, e, sebbene queste qualit siano probabilmente incompatibili, ella appare all'istante con un'anima romana. Ecco la ragione morale per la quale l'amore la pi forte delle passioni. Nelle altre, i desideri devono accomodarsi alla fredda realt; qui la realt che fa tutto il possibile per modellarsi sui desideri; tra le passioni dunque quella in cui i desideri violenti comportano i pi grandi godimenti.

       Ci sono condizioni generali di felicit che estendono il loro dominio su tutti i modi di soddisfare desideri particolari.

       1. Ella sembra di vostra propriet poich voi solo potete renderla felice.

       2. Ella giudice del vostro merito. Questa condizione era molto importante nelle corti galanti e cavalleresche di Francesco I e di Enrico II o alla elegante corte di Luigi XV. Sotto un governo costituzionale e che si regola sulla ragione, le donne perdono interamente questa sfera d'influenza.

       3. Per i cuori romantici, pi ella avr l'animo sublime, pi saranno celesti e liberi dal fango di ogni considerazione volgare, i piaceri che troverete nelle sue braccia.

       La maggior parte dei giovani francesi di diciotto anni allieva di J.-J. Rousseau; questa una condizione di felicit importante per loro.

       In mezzo ad operazioni cos deludenti per il desiderio della felicit, la testa si smarrisce.

       Dal momento in cui ama, l'uomo pi saggio non vede pi nessun oggetto cos com'. Egli esagera nel diminuirsi i suoi stessi vantaggi, e nell'aumentare i pi piccoli pregi dell'oggetto amato. I timori e le speranze prendono all'istante qualcosa di romantico (di capriccioso). Non attribuisce pi niente al caso; perde il senso della probabilit; una cosa immaginata una cosa esistente per l'effetto che ha sulla sua felicit.

       Un segno terribile che la testa si smarrisce, che pensando a qualche piccolo fatto, difficile da analizzare, voi lo vedete bianco, e lo interpretate in favore del vostro amore; un istante dopo vi accorgete che in effetti era nero, ma lo trovate ancora capace di concludere in favore del vostro amore. allora che un animo in preda ad incertezze mortali sente vivamente il bisogno d'un amico; ma per un amante non ci sono pi amici. Questo era noto a corte. Da qui la fonte del solo genere d'indiscrezione che una donna delicata possa perdonare.

 

XIII SUL PRIMO PASSO, SUL GRAN MONDO, SULLE SOFFERENZE

 

 

       Ci che pi stupisce nella passione d'amore, il primo passo, la stranezza del cambiamento che si opera nella testa di un uomo.

       Il gran mondo, con le sue feste brillanti, serve all'amore in quanto favorisce questo primo passo.

       Comincia col cambiare l'ammirazione semplice (n. 1) in ammirazione tenera (n. 2): Quale piacere darle baci ecc...

       Un valzer veloce, in un salone illuminato da mille candele, getta nei giovani cuori un'ebbrezza che fa sparire ogni timidezza, aumenta la coscienza delle proprie forze e d loro infine l'audacia d'amare. Poich vedere un oggetto molto amabile non basta; al contrario, l'estrema amabilit scoraggia le anime tenere, bisogna vederlo, se non innamorato, almeno spoglio della sua maest.

       Chi s'azzarda a innamorarsi di una regina, a meno che ella non faccia delle avances?

       Niente dunque pi favorevole alla nascita dell'amore, di una solitudine noiosa mista a qualche ballo raro e a lungo desiderato; questo il modo di procedere delle buone madri di famiglia che hanno delle figlie.

       Il vero gran mondo quale lo si trovava alla corte di Francia, e che io credo non esista pi a partire dal 1780, era poco favorevole all'amore, in quanto rendeva impossibili la solitudine e il tempo libero, indispensabili per il lavoro delle cristallizzazioni.

       La vita di corte abitua a vedere e a obbedire a un gran numero di sfumature, e la pi piccola sfumatura pu essere l'inizio d'una ammirazione e d'una passione. Quando le sofferenze tipiche dell'amore sono mescolate ad altre sofferenze (dispiaceri di vanit, se la vostra amante offende il vostro. legittimo orgoglio, i vostri sentimenti d'onore e di dignit personale; guai di salute, di denaro, di persecuzione politica ecc.), solo in apparenza l'amore accresciuto da questi contrattempi; siccome occupano l'immaginazione con altre cose, essi impediscono, nell'amore che spera, le cristallizzazioni, e nell'amore felice, la nascita dei piccoli dubbi. La dolcezza dell'amore e la sua follia tornano quando quei dispiaceri sono spariti.

       da notare che le sofferenze favoriscono la nascita dell'amore nei caratteri leggeri o insensibili; e che dopo la sua nascita, se i guai sono anteriori, favoriscono l'amore per il fatto che l'immaginazione, disgustata dalle altre circostanze della vita che forniscono solo immagini tristi, si getta tutta intera ad operare la cristallizzazione.

 

XIV

 

 

       Ecco un effetto che mi sar contestato, ma che io indico solo agli uomini, dir, abbastanza infelici da aver amato con passione per lunghi anni, e d'un amore contrastato da ostacoli invincibili.

       La vista di ci che estremamente bello, nella natura e nell'arte, richiama il ricordo dell'oggetto amato con la rapidit del lampo. Il fatto che, per il meccanismo del ramoscello guarnito di diamanti nella miniera di Salisburgo, tutto ci che al mondo bello e sublime fa parte della bellezza dell'oggetto amato, e questo apparire imprevisto della felicit riempie all'istante gli occhi di lacrime. cos che l'amore del bello e l'amore si danno scambievolmente vita.

       Una delle infelicit della vita, che la gioia di vedere l'oggetto amato e di parlargli non lascia ricordi distinti. L'animo a quel che pare troppo turbato dalle sue emozioni, per essere attento a ci che le produce o a ci che le accompagna. Esso la sensazione stessa. forse perch quelle gioie non possono essere logorate dal fatto di essere richiamate alla mente quando si voglia che si rinnovino con tanta forza, non appena qualche oggetto viene a trarci dal sogno consacrato alla donna che amiamo e a ricordarcela pi vivamente sotto qualche nuovo aspetto.

       Un asciutto anziano architetto la incontrava tutte le sere in societ. Trascinato dalla mia indole e senza fare attenzione a ci che le dicevo, un giorno gliene feci un elogio tenero e pomposo, e lei si prese gioco di me. Non ebbi la forza di dirle: Vi vede ogni sera.

       Questa sensazione cos forte che si estende persino alla persona della mia nemica che le continuamente vicina. Quando la vedo, essa mi fa tanto pensare a Leonora, che in quel momento non posso odiarla per quanti sforzi io faccia.

       Si direbbe che per una strana bizzarria del cuore, la donna amata comunichi pi fascino di quanto non ne possegga. La visione della citt lontana, ove la si vide un momento, getta in una fantasticheria pi dolce e pi profonda che non la sua stessa presenza. l'effetto della severit.

       Il sogno d'amore non pu essere descritto. Noto che posso rileggere un buon romanzo ogni tre anni con lo stesso piacere. Esso mi suscita dei sentimenti conformi al genere di tendenza amorosa che mi domina al momento, o mi procura della variet nelle idee se non sento niente. Posso anche ascoltare con piacere la stessa musica, ma non bisogna che la memoria entri nel gioco. unicamente l'immaginazione che deve essere coinvolta; se un'opera piace di pi alla ventesima rappresentazione, perch si capisce meglio la musica, o perch ci richiama la sensazione del primo giorno.

       Quanto ai nuovi punti di vista che un romanzo suggerisce per la conoscenza del cuore umano, io mi ricordo molto bene i precedenti; mi piace anche trovarli annotati in margine. Ma questo genere di piacere si applica ai romanzi in quanto capaci di farmi avanzare sulla via della conoscenza dell'uomo, ma non si applica per nulla alla fantasticheria che il vero piacere del romanzo. Tale fantasticheria non descrivibile. Descriverla, ucciderla per il presente, poich, si cade nell'analisi filosofica del piacere; ucciderla ancora pi sicuramente per l'avvenire poich niente paralizza l'immaginazione quanto l'appello alla memoria. Se trovo in margine una nota che dipinge una mia sensazione mentre leggevo Old Mortality a Firenze, tre anni fa, subito io sono immerso nella storia della mia vita, nella valutazione del grado di felicit nelle due epoche, nella pi alta filosofia, in una parola, e addio per un bel pezzo all'abbandono delle sensazioni tenere.

       Ogni grande poeta che abbia un'immaginazione viva timido, teme cio gli uomini per le interruzioni e i turbamenti che possono apportare ai suoi sogni deliziosi. per la sua concentrazione che trema. Gli uomini, con i loro interessi grossolani, vengono a trarlo dai giardini d'Armida, per spingerlo in un pantano fetido, e non possono renderlo attento alle loro cose che irritandolo. per l'abitudine di nutrire la sua anima di sogni commoventi, e per il suo orrore per tutto ci che comune, che un grande artista cos vicino all'amore.

       Pi un uomo un grande artista, pi egli deve desiderare i titoli e le decorazioni come difesa.

 

XV

 

 

       Al culmine della passione pi violenta e pi contrastata, si incontrano momenti in cui si crede tutto ad un tratto di non amare pi; come una sorgente d'acqua dolce in mezzo al mare. Non si prova quasi pi piacere nel pensare alla propria amante; e, per quanto umiliati dai modi severi di lei, si ancora pi infelici di non interessarsi pi a nulla nella vita. Il vuoto pi triste e scoraggiante prende il posto di uno stato d'animo senza dubbio pieno di agitazione, ma che presentava tutta la natura sotto un aspetto nuovo, appassionato, interessante.

       Il fatto che l'ultima visita che avete fatto all'oggetto del vostro amore vi ha messo in una posizione nella quale un'altra volta, la vostra immaginazione ha mietuto tutto ci che essa pu offrire quanto a sensazioni. Per esempio, dopo un periodo di freddezza, ella vi tratta meno duramente e vi lascia concepire lo stesso grado di speranza, e con le stesse manifestazioni esteriori, che in un'altra epoca; tutto ci forse senza ch'ella se ne avveda. Poich l'immaginazione trova sul suo cammino la memoria e i suoi tristi avvisi, la cristallizzazione cessa immediatamente.

 

XVI

 

 

In un porticciolo di cui ignoro il nome, presso Perpignano. 25 febbraio 1822.

 

       Ho sentito giusto stasera che la musica, quando perfetta mette il cuore nella stessa situazione esatta in cui si trova quando gode della presenza dell'oggetto amato; cio essa d evidentemente la felicit pi viva che esista su questa terra. Se questo succedesse per tutti gli uomini, niente al mondo predisporrebbe di pi all'amore.

       Ma ho gi scritto a Napoli, l'anno scorso, che la musica perfetta come la pantomima perfetta, mi fa pensare a ci che forma attualmente l'oggetto dei miei sogni, e mi suscita delle idee eccellenti; a Napoli, era sul mezzo per armare i Greci.

       Ora, stasera, non posso nascondermi che ho la disgrazia di essere un troppo grande ammiratore di milady L.

       Forse la musica perfetta che ho avuto la fortuna di ascoltare, dopo due o tre mesi di privazione, sebbene io andassi tutte le sere all'opra, ha prodotto semplicemente e soltanto il suo effetto gi precedentemente riconosciuto, voglio dire quello di far pensare vivamente all'oggetto amato.

 

4 marzo, otto giorni dopo

       Non oso n cancellare n approvare l'osservazione precedente. sicuro che quando la scrivevo, la leggevo nel mio cuore. Se la metto in dubbio oggi, pu ben essere che abbia perduto il ricordo di quel che vedevo allora.

       L'abitudine alla musica e alla fantasticheria che essa suscita predispone all'amore. Un'aria tenera e triste, purch non sia troppo drammatica, e l'immaginazione non sia obbligata a raffigurarsi l'azione, eccitando puramente al sogno d'amore, deliziosa per le anime tenere e infelici: per esempio il tratto prolungato del clarinetto, all'inizio del quartetto di Bianca e Faliero e il racconto della Camporesi verso la met del quartetto.

       L'amante in accordo con l'oggetto amato, gode con trasporto del famoso duetto di Armida e Rinaldo di Rossini che dipinge cos bene i piccoli dubbi dell'amore felice, e i momenti deliziosi che fanno seguito alle rappacificazioni. Il brano strumentale che al centro del duetto, nel momento in cui Rinaldo vuole fuggire, e che rappresenta in modo cos straordinario il conflitto delle passioni, gli sembra avere un'influenza fisica sul suo cuore, e toccarlo realmente. Non oso dire ci che io sento al riguardo; passerei per pazzo presso la gente del Nord.

 

XVII LA BELLEZZA DETRONIZZATA DALL'AMORE

 

 

       Alberico incontra in un palco una donna pi bella della sua amante: supplico che mi si permetta una valutazione matematica, una donna cio i cui lineamenti promettano tre unit di felicit invece di due (suppongo che la bellezza perfetta dia una quantit di felicit espressa dal numero quattro).

       forse straordinario ch'egli preferisca loro i lineamenti della sua amante, che gli promettono cento unit di felicit? Anche i piccoli difetti del suo viso, un segno di vaiolo, per esempio, inteneriscono l'uomo che ama e lo gettano in una fantasticheria profonda quando li vede in un'altra donna; che avverr dunque con la sua amante? Egli, invero, ha provato mille sentimenti alla presenza di questo segno di vaiolo, questi sentimenti sono per la maggior parte deliziosi, tutti del pi alto interesse, e, comunque siano, si rinnovano con una incredibile vivacit, alla vista di quel segno, anche se scorto sul viso di un'altra donna.

       Se si giunge cos a preferire e ad'amare la bruttezza, che in questo caso la bruttezza belt. Un uomo amava con passione una donna molto magra e segnata dal vaiolo; la morte gliela rap. Tre anni dopo, a Roma, ammesso a frequentare due signore, una pi bella del giorno, l'altra magra, segnata dal vaiolo e per questo, se volete, abbastanza brutta; in capo ad otto giorni che egli impiega a cancellare la bruttezza di lei con i propri ricordi, io lo vedo amare quella brutta; e con una civetteria ben perdonabile, ella, la meno bella, non manc di aiutarlo, frustandogli un po' il sangue, cosa utile a questa operazione. Un uomo incontra una donna ed colpito dalla sua bruttezza; presto, se ella non ha pretese, la sua fisionomia gli fa dimenticare i difetti dei suoi lineamenti, la trova gradevole e si fa un'idea della possibilit di amarla; otto giorni dopo ha delle speranze, dopo altri otto giorni gli vengono tolte, dopo ancora altri otto giorni pazzo.

 

XVIII

 

 

       Una cosa analoga la si nota al teatro per gli attori amati dal pubblico; gli spettatori non sono pi sensibili a ci che essi possono avere di bellezza reale. Le Kain, malgrado la sua notevole bruttezza, suscitava passioni a volont; lo stesso succedeva a Garrick, per parecchie ragioni; ma soprattutto perch non si vedeva pi la bellezza reale dei loro lineamenti o delle loro maniere, bens quella che da molto tempo l'immaginazione era abituata a prestar loro, come riconoscimento e ricordo di tutti i piaceri che essi le avevano procurato; e, per esempio, l'aspetto soltanto di un attore comico fa ridere appena egli entra in scena.

       Una giovinetta che veniva condotta al Franais per la prima volta poteva ben provare una certa estraneit per Le Kain, durante la prima scena; ma presto egli la faceva piangere o fremere ; e come resistere alle parti di Tancredi o di Orosmane? Se per lei la bruttezza era ancora in qualche modo visibile, l'entusiasmo di tutto un pubblico e l'effetto nervoso che produce su un giovane cuore riuscivano molto rapidamente a eclissarla. Della bruttezza non restava che il nome, e neppure quello poich si sentivano donne entusiaste di Le Kain esclamare: Com' bello!

       Ricordiamoci che la bellezza l'espressione del carattere, o, altrimenti detto delle abitudini morali, e che essa non dunque soggetta a nessuna passione. Ora, proprio la passione che ci occorre; la bellezza non pu fornirci che delle probabilit sul conto di una donna, e ancora delle probabilit sulla sua padronanza di s; ma gli sguardi della vostra amante segnata dal vaiolo sono una realt incantevole che annienta tutte le probabilit possibili.

 

XIX SEGUITO SULLE ECCEZIONI ALLA BELLEZZA

 

 

       Le donne intelligenti e tenere ma con sensibilit timorosa e diffidente, che all'indomani del giorno in cui hanno fatto la loro comparsa in societ passano mille volte in rivista e con una timidezza dolorosa ci che hanno potuto dire o lasciare indovinare; queste donne, dico, si abituano facilmente alla mancanza di bellezza negli uomini, e ci non di ostacolo ad amarli.

       Per lo stesso principio si quasi indifferenti al grado di bellezza di un'amante adorata, che vi tratta con molta durezza. Non c' quasi pi cristallizzazione di bellezza; e quando l'amico che vuole guarirvi, vi dice che non bella, voi quasi ne convenite ed egli crede di aver fatto un gran passo.

       Il mio amico, il coraggioso capitano Trab, mi descriveva stasera quello che aveva provato un tempo vedendo Mirabeau.

       Nessuno guardando quel grand'uomo provava per quel che vedeva un sentimento sgradevole, cio nessuno lo trovava brutto. Trascinati dalle sue parole folgoranti non si era attenti, non si trovava piacere ad osservare se non a ci che nel suo viso era bello. Siccome non aveva quasi alcun lineamento bello (della bellezza della scultura o della pittura), non si era attenti se non a ci che era bello di un'altra bellezza, della bellezza d'espressione.

       Nel tempo stesso che l'attenzione chiudeva gli occhi a tutto ci che era brutto, pittoricamente parlando, essa si attaccava con slancio ai pi piccoli particolari passabili, per esempio, alla bellezza della sua vasta capigliatura; se avesse avuto delle corna, sarebbero apparse belle.

       La presenza tutte le sere di una graziosa danzatrice obbliga all'attenzione le anime disgustate di tutto o prive d'immaginazione che guarniscono la galleria dell'Opra. Con i suoi movimenti graziosi, arditi e singolari, essa risveglia l'amore fisico e procura forse in queste anime la sola cristallizzazione ancora possibile. cos che una bruttina che non si sarebbe onorata di uno sguardo per la strada, soprattutto da parte di gente ormai frusta, se appare spesso sulla scena, trova da farsi mantenere a caro prezzo. Geoffroy diceva che il teatro il piedistallo delle donne. Pi una danzatrice celebre e consumata, pi ella vale; da qui il proverbio delle coulisses: Trova a vendersi una che non avrebbe trovato a darsi.

       Queste ragazze rubano una parte delle loro passioni ai loro amanti, e sono molto suscettibili all'amore per puntiglio.

       Come fare per non associare sentimenti generosi o amabili alla fisionomia di un'attrice i cui lineamenti non hanno niente che colpisca, ma che guardiamo tutte le sere per due ore, mentre esprime i sentimenti pi nobili, e che non conosciamo in modo diverso? Quando infine si giunge ad essere ricevuti da lei, i suoi lineamenti vi ricordano sentimenti cos piacevoli che tutta la realt che la circonda, per quanto poco nobile essa sia qualche volta, si riveste subito di un colore romantico e commovente.

       Nella mia prima giovinezza, entusiasta della noiosa tragedia francese, quando avevo la fortuna di cenare con la Signorina Olivier, mi sorprendevo in ogni momento il cuore pieno di rispetto, quasi credessi di parlare a una regina; e realmente non ho mai saputo bene se vicino a lei ero stato innamorato di una regina o di una graziosa ragazza.

 

XX

 

 

       Forse gli uomini che non sono suscettibili di provare l'amore-passione sono quelli che sentono pi vivamente l'effetto della bellezza; questa almeno l'impressione pi forte che essi possano ricevere dalle donne.

       L'uomo che si sentito battere il cuore vedendo da lontano il cappello di raso bianco dell'oggetto amato molto stupito della freddezza in cui lo lascia il contatto con la pi grande bellezza del mondo. Osservando l'entusiasmo degli altri pu persino avere un moto di dispiacere.

       Le donne estremamente belle meravigliano meno il secondo giorno. una grande disavventura, e ci scoraggia la cristallizzazione. La loro bellezza essendo visibile a tutti, ed essendo decorativa, devono contare pi sciocchi nella lista dei loro amanti, e cio dei principi, dei milionari ecc.

 

XXI SUL PRIMO INCONTRO

 

 

       Un'anima piena d'immaginazione tenera e ombrosa, dico questo anche dell'anima pi ingenua. Pu essere diffidente senza accorgersene; ha provato tante delusioni nella vita! Perci tutto ci che previsto scontato e ufficiale nella presentazione di un uomo, sgomenta l'immaginazione e allontana la possibilit della cristallizzazione. L'amore trionfa, al contrario, in ci che a prima vista romantico. Nulla di pi semplice; lo stupore che fa lungamente pensare a una cosa straordinaria, gi met del movimento cerebrale necessario alla cristallizzazione.

       Citer l'inizio degli amori di Serafina (Gil Blas, tomo II, p. 142). don Fernando che racconta la sua fuga quando era inseguito dagli sbirri dell'inquisizione... Dopo aver attraversato qualche viale del parco in una profonda oscurit, mentre la pioggia continuava a cadere a torrenti, arrivai vicino ad un salotto la cui porta era aperta; vi entrai, e dopo che ne ebbi notato tutta la magnificenza... vidi che su uno dei lati c'era una porta appena appoggiata; la socchiusi e scorsi un susseguirsi di camere delle quali solo l'ultima era illuminata. Che devo fare? Mi dissi allora. Non potei resistere alla curiosit. Avanzo, attraverso le camere, arrivo a quella dove c'era della luce, cio una candela che ardeva su un tavolo di marmo in un candeliere d'argento dorato... Ma subito gettando lo sguardo su un letto le cui tende erano mezzo aperte per il caldo, vidi un oggetto che s'impadron di tutta la mia attenzione, era una giovane donna che malgrado il rumore del tuono che si era appena fatto sentire, dormiva d'un sonno profondo... Mi avvicinai a lei... Mi sentii preso... Mentre m'inebriavo del piacere di contemplarla, si svegli. Immaginate quale fu la sua sorpresa di vedere nella sua camera e nel mezzo della notte un uomo che non conosceva. Fremette scorgendomi, e gett un grido... Mi sforzai di rassicurarla, e mettendo il ginocchio a terra: Signora, le dissi, non tema... Ella chiam le sue domestiche... Fattasi un poco pi ardita per la presenza di una servetta, mi chiese in modo altero chi io fossi ecc. ecc. ecc.

       Ecco una prima vista che non facile dimenticare. Cosa c' di pi sciocco, al contrario, nei nostri costumi attuali, della presentazione ufficiale e quasi sentimentale del futuro alla giovinetta! Questa prostituzione legale arriva perfino a ferire il pudore.

       Ho appena visto questo pomeriggio, 17 febbraio 1790, (dice Chamfort, 4, 155) una cerimonia di famiglia come si dice, cio degli uomini reputati onesti e una societ rispettabile applaudire alla felicit di Mademoiselle de Marille, una giovane bella, intelligente, virtuosa, che ha il vantaggio di diventare la sposa del Signor R., vecchio malandato, ripugnante, indecente, imbecille ma ricco e ch'ella ha visto per la terza volta oggi firmando il contratto.

       Se qualcosa caratterizza questo secolo infame un simile argomento di trionfo, il ridicolo di una tale gioia, e, in prospettiva, la crudelt puritana con la quale la stessa societ verser disprezzo a piene mani sulla pi piccola imprudenza di una povera giovane donna innamorata.

       Tutto ci che cerimonia, per la sua stessa essenza di cosa affettata e prevista in anticipo, nella quale si tratta di comportarsi in modo conveniente, paralizza l'immaginazione e non la lascia desta che per ci che contrario allo scopo della cerimonia, e ridicolo; da qui l'effetto magico della pi piccola battuta di spirito. Una povera giovane, piena di timidezza e di pudore offeso durante la presentazione ufficiale del suo futuro non pu pensare che al ruolo che ella vi recita; questo ancora un modo sicuro per soffocare l'immaginazione. molto pi contrario al pudore mettersi a letto con un uomo che si visto solo due volte, dopo tre parole latine dette in chiesa, che cedere malgrado se stessi ad un uomo che si adora da due anni. Ma io parlo un linguaggio assurdo.

       Il p[apismo] certo la sorgente feconda dei vizi e dell'infelicit che fanno seguito ai nostri attuali matrimoni. Rende impossibile la libert per le giovani donne prima del matrimonio, e il divorzio dopo, quando esse si sono sbagliate, o piuttosto quando le hanno ingannate nella scelta che hanno fatto far loro. Guardate la Germania, il paese dei buoni matrimoni; una gentile principessa, (la Signora duchessa di Sa[gan], vi si appena sposata con tutto l'onore per la quarta volta, ed ella non ha mancato d'invitare alla festa i suoi primi tre mariti con i quali in ottimi rapporti. Ecco l'eccesso ; ma un solo divorzio che punisce il marito delle sue tirannie, impedisce migliaia di cattivi matrimoni. Quel che divertente che Roma uno dei paesi in cui si vede il maggior numero di divorzi.

       L'amore ama a prima vista una fisionomia che riveli insieme in un uomo, qualcosa da rispettare e da compiangere.

 

XXII SULL'ESALTAZIONE

 

 

       Alcuni spiriti molto delicati sono estremamente suscettibili alla curiosit e al preconcetto; si nota questo soprattutto nelle anime nelle quali il fuoco sacro sorgente delle passioni s' spento, ed uno dei sintomi pi funesti. C' dell'esaltazione anche negli studenti che entrano in societ. Alle due estremit della vita con troppa o troppo poca sensibilit, non ci si espone con semplicit a sentire il giusto effetto delle cose, a provare la vera sensazione che esse devono dare. Quelle anime troppo ardenti o ardenti in modo incostante, innamorate a credito, se si pu dire cos, si gettano sugli oggetti invece di attenderli.

       Prima che la sensazione, che la conseguenza della natura degli oggetti, arrivi fino a loro, esse li coprono da lontano e prima di vederli, di quell'incanto immaginario di cui trovano in se stesse una sorgente inesauribile. Poi, avvicinandosene, esse vedono queste cose, non tali e quali sono, ma tali e quali se le sono create,e, godendo di se stesse sotto l'apparenza di tale oggetto, esse credono di godere di quell'oggetto. Ma, un bel giorno, ci si stanca di fare tutte le spese, si scopre che l'oggetto adorato non rimanda la palla; l'esaltazione cade, e lo smacco che l'amor proprio riceve rende ingiusti verso l'oggetto troppo apprezzato.

 

XXIII SUI COLPI DI FULMINE

 

 

       Bisognerebbe cambiare questa definizione ridicola ; tuttavia la cosa esiste. Ho visto l'amabile e nobile Guglielmina, disperazione dei belli di Berlino, disprezzare l'amore, e prendersi gioco delle sue follie. Brillante di giovinezza, di spirito, di bellezza, di fortune di ogni genere, un patrimonio senza limiti, dandole l'occasione di sviluppare tutte le sue qualit, sembrava cospirare con la natura per presentare al mondo l'esempio cos raro d'una felicit perfetta accordata a una persona che ne perfettamente degna. Ella aveva ventitr anni; gi a corte aveva liquidato gli omaggi degli uomini di pi alto lignaggio; la sua virt modesta ma incrollabile, era citata come esempio, e ormai gli uomini pi amabili, disperando di piacerle, aspiravano solo alla sua amicizia. Una sera ella va al ballo dal principe Fernando e balla dieci minuti con un giovane capitano.

       Da quel momento, scriveva in seguito ad un'amica, egli fu padrone del mio cuore e di me stessa, e questo a un punto che il terrore mi avrebbe invasa, se la felicit di vedere Ermanno mi avesse lasciato il tempo di pensare al resto dell'esistenza. Il mio unico pensiero era di osservare se mi concedeva un po' di attenzione.

       Oggi la sola consolazione che io possa trovare ai miei errori di cullarmi nell'illusione che una forza superiore mi ha rapito a me stessa e alla ragione. Non posso con nessuna parola descrivere, in un modo che si avvicini alla verit, fino a qual punto giunsero, solo a vederlo, il disordine e il turbamento di tutto il mio essere. Arrossisco nel pensare con quale rapidit e violenza ero trascinata verso di lui. Se la sua prima parola, quando infine mi parl, fosse stata: Mi adora? veramente non avrei avuto la forza di non rispondergli: S. Ero lontana dal pensare che gli effetti di un sentimento potessero essere nello stesso tempo cos improvvisi e cos poco previsti. Al punto che per un momento credetti di essere stregata.

       Sfortunatamente lei e la gente, mia cara amica, sapete che ho molto amato Ermanno: ebbene mi fu cos caro in capo ad un quarto d'ora, che dopo non ha potuto diventarmelo di pi. Vedevo tutti i suoi difetti e glieli perdonavo tutti, purch mi amasse.

       Dopo poco che ebbi ballato con lui, il re se ne and; Ermanno che faceva parte del distaccamento di servizio del re, fu obbligato a seguirlo. Con lui tutto si ecliss per me nella natura. Invano tenterei di dipingervi la profonda depressione da cui mi sentivo oppressa dall'istante in cui non lo vidi pi. Non trovava uguali se non nella vivacit del desiderio che avevo di trovarmi sola con me stessa.

       Potei finalmente andarmene. Appena chiusa a doppia mandata nel mio appartamento volli resistere alla mia passione. Credetti di riuscirvi. Ah! mia cara amica, come pagai caro quella sera, e i giorni seguenti il piacere di potermi credere virtuosa!

       Quel che si appena letto il racconto esatto di un avvenimento che costitu la notizia del giorno, poich in capo a un mese o due la povera Guglielmina fu abbastanza infelice da render palese il suo sentimento. Fu questa l'origine di un lungo seguito di disgrazie che l'hanno fatta morire cos giovane, e in modo cos tragico, avvelenata da se stessa o dal suo amante. Tutto ci che potemmo vedere di questo giovane capitano, che ballava molto bene; aveva molta gaiezza, e ancor maggiore sicurezza, una grande aria di bont, e viveva con delle prostitute; per il resto, appena nobile, molto povero, non frequentava la corte.

       Non solo non deve esserci diffidenza, ma occorre la stanchezza della diffidenza, e per cos dire l'impazienza del coraggio contro le evenienze della vita. L'anima, a sua insaputa annoiata di vivere senza amare, convinta malgrado se stessa, dall'esempio delle altre donne, dopo aver superato tutti i timori della vita, scontenta della triste soddisfazione dell'orgoglio, s' fatta, senza accorgersene, un modello ideale. Essa incontra un giorno un essere che assomiglia a questo modello, la cristallizzazione riconosce il suo oggetto dal turbamento che ispira e consacra per sempre al padrone del suo destino ci che essa sognava da tanto tempo.

       Le donne soggette a questa sventura hanno troppa elevatezza d'animo per amare altrimenti che per passione. Esse sarebbero salve se potessero abbassarsi alla galanteria.

       Siccome il colpo di fulmine nasce da una segreta stanchezza di ci che il catechismo chiama virt, e dalla noia che produce l'uniformit della perfezione, sarei abbastanza convinto che il pi delle volte debba cadere su ci che il mondo chiama cattivi soggetti. Io dubito molto che l'aria alla Catone abbia mai generato colpi di fulmine.

       Quel che li rende cos rari il fatto che se il cuore che ama cos in anticipo ha il pi piccolo sentimento della sua situazione, non pi possibile il colpo di fulmine.

       Una donna resa diffidente dalle disavventure non suscettibile a questo rivolgimento dell'animo. Niente facilita tanto questi innamoramenti immediati quanto le lodi prodigate prima, e da donne, alla persona che ne sar l'oggetto.

       Una delle fonti pi comiche delle avventure amorose, sono i falsi colpi di fulmine. Una donna annoiata, ma non sensibile, si crede innamorata per la vita per la durata di un'unica sera. Ella fiera d'aver infine trovato uno di quei grandi movimenti dell'animo che la sua immaginazione inseguiva. L'indomani ella non sa pi dove nascondersi, e soprattutto come evitare l'infelice oggetto ch'essa adorava la sera prima. Le persone intelligenti sanno vedere, cio mettere a profitto quel genere di colpi di fulmine.

       Anche l'amore-fisico ha i suoi colpi di fulmine. Ieri abbiamo visto la donna pi graziosa e pi facile di Berlino, arrossire a un tratto nella sua carrozza dove ci trovavamo con lei. Il bel tenente Findorff era appena passato. Essa caduta in una fantasticheria profonda, poi nell'inquietudine. La sera, a quanto essa mi confess durante lo spettacolo, provava delle sensazioni strane, degli slanci, non pensava che a Findorff, a cui non ha mai parlato. Se avesse osato, mi diceva, l'avrebbe mandato a cercare; quel grazioso viso presentava tutti i segni della passione pi violenta. Questo stato d'animo durava ancora l'indomani; in capo a tre giorni poich Findorff aveva fatto lo sciocco, essa non ci pens pi. Un mese dopo le era odioso.

 

XXIV VIAGGIO IN UN PAESE SCONOSCIUTO

 

 

       Consiglio alla maggior parte della gente nata nel Nord di saltare il presente capitolo. una dissertazione oscura su alcuni fenomeni relativi all'arancio, albero che cresce o giunge alla sua piena altezza soltanto in Italia e in Spagna. Per essere intelligibile altrove avrei dovuto sminuire i fatti.

       Ci a cui non avrei mancato se avessi progettato un solo istante di scrivere un libro generalmente piacevole. Ma poich il cielo mi ha negato il talento letterario, ho pensato unicamente di descrivere con tutta la malagrazia della scienza ma anche con tutta la sua esattezza, certi fatti di cui un soggiorno prolungato nel paese dell'arancio m'ha reso involontario testimone. Federico il Grande o talaltro uomo famoso del Nord, che non ha mai avuto occasione di vedere l'arancio direttamente nella terra, m'avrebbe senza dubbio negato i seguenti fatti e negato in buona fede. Rispetto infinitamente la buona fede e vedo il suo perch.

       Potendo questa dichiarazione sincera apparire orgoglio, aggiungo la riflessione che segue:

       Noi scriviamo a caso ciascuno secondo la sua verit, e ciascuno smentisce il suo vicino. Nei nostri libri vedo altrettanti biglietti della lotteria; non hanno in realt maggior valore. La posterit, dimenticando gli uni, e ristampando gli altri, dichiarer i biglietti vincenti. Fino a quel momento, siccome ognuno di noi ha scritto del suo meglio ci che gli sembra vero non ha affatto ragione di prendersi gioco del vicino, a meno che la satira non sia scherzosa, nel qual caso ha sempre ragione, soprattutto se scrive come il Signor Courier a Del Furia.

       Dopo questo preambolo, entrer coraggiosamente nell'esame di fatti che, ne sono convinto, sono stati raramente osservati a Parigi. Ma infine, a Parigi, citt superiore a tutte le altre, non si vedono aranci a piena terra come a Sorrento; ed a Sorrento patria del Tasso, sul golfo di Napoli, in una posizione, a mezza costa sul mare, pi pittoresca ancora di quella della stessa Napoli, ma dove non si legge il Miroir, che Lisio Visconti ha osservato e annotato i fatti seguenti:

       Quando si deve incontrare di sera la donna che si ama, l'attesa di una cos grande gioia rende insopportabili tutti i momenti che ce ne separano.

       Una febbre divorante fa prendere e lasciare venti occupazioni. Si guarda l'orologio ogni moniento, e si felicissimi quando si potuto far passare dieci minuti senza guardarlo; l'ora tanto desiderata suona finalmente, e quando si alla sua porta, pronti a bussare, si sarebbe contenti di non trovarla; soltanto per riflessione ne saremmo dispiaciuti: in una parola l'attesa di vederla produce un effetto sgradevole.

       Queste sono cose che fanno dire alla brava gente che l'amore sragiona.

       L'immaginazione infatti, tratta violentemente dai sogni deliziosi nei quali ogni piccola tappa fonte di gioia, riportata alla dura realt.

       L'animo sensibile sa bene che nel duello che comincer non appena la vedrete, la pi piccola negligenza, la pi lieve mancanza d'attenzione o di coraggio sar punita con una disfatta, che avvelener per molto tempo i sogni dell'immaginazione, e che, al di l dell'interesse della passione, se si cercasse di rifugiarvisi sar umiliante per l'amor proprio. Ci si dice: ho mancato di spirito, ho mancato di coraggio; ma non si ha coraggio verso ci che si ama, se non amandolo meno.

       Quest'ultimo barlume d'attenzione che strappiamo con tanta fattica ai sogni della cristallizzazione, fa s che, nei primi discorsi alla donna che si ama, sfuggono una folla di cose senza senso o che hanno un senso contrario a ci che si sente; o, cosa ancora pi straziante, si esagerano i propri sentimenti, ed essi divengono ridicoli agli occhi di lei. Poich si sente vagamente che non si fa abbastanza attenzione a ci che si dice, un movimento meccanico ci fa curare ed esagerare la declamazione. Tuttavia non si pu tacere a causa dell'imbarazzo del silenzio, durante il quale si potrebbe pensare a lei ancora meno. Si dicono dunque con aria sentita una moltitudine di cose che non si sentono e che si sarebbe molto imbarazzati di dover ripetere; ci si ostina a rifiutare di esser presenti presso di lei per appartenerle di pi. Nei primi momenti che conobbi l'amore, questa stranezza che sentivo in me, mi faceva credere di non amare.

       Io comprendo la vigliaccheria, e come i coscritti fuggano la paura gettandosi a corpo morto in mezzo al fuoco. Il numero di sciocchezze che ho detto in questi due anni per non tacere, mi mette alla disperazione quando ci penso.

       Ecco ci che dovrebbe ben mettere in evidenza agli occhi delle donne la differenza tra l'amore-passione e la galanteria, tra .l'anima sensibile e l'anima prosaica.

       In quei momenti decisivi l'una guadagna quel che l'altra perde; l'anima prosaica riceve giustamente il grado di calore che di solito le manca, mentre la povera anima tenera sragiona per eccesso di sentimento, e, per di pi ha la pretesa di nascondere la sua follia. Tutta occupata a dominare i propri slanci, ben lontana dal sangue freddo che occorre per prender del vantaggio, ed esce in disaccordo da una visita in cui l'anima prosaica avrebbe fatto un grande passo avanti. Dal momento in cui sono in gioco gli interessi troppo vivi della sua passione, un'anima tenera e orgogliosa non pu essere eloquente verso ci ch'essa ama; l'insuccesso le fa troppo male. L'anima comune, invece, calcola solo le possibilit di successo, non si sofferma a presentire il dolore della sconfitta, e, fiera di ci che la rende comune, prende in giro l'anima sensibile, che, con tutta l'intelligenza possibile, non ha mai la spigliatezza necessaria per dire le cose pi semplici e di pi sicuro successo. L'anima tenera, ben lontana dal poter nulla strappare con la forza, deve rassegnarsi a non ottenere, che la carit dell'oggetto amato. Se la donna che si ama veramente sensibile, si ha sempre motivo di pentirsi di aver voluto obbligarsi a parlarle d'amore. Si ha l'aria vergognosa, si ha l'aria gelida, si avrebbe l'aria di mentire, se la passione non si tradisse attraverso altri segni sicuri. Esprimere ci che si prova cos vivamente e cos particolareggiatamente, in tutti gli istanti della vita, un lavoro pesante e ingrato che ci imponiamo, perch abbiamo letto dei romanzi, giacch se si fosse naturali non si intraprenderebbe mai una cosa cos penosa. Invece di voler parlare di quello che si provava un quarto d'ora prima, e invece di sforzarsi di fare un quadro generale e interessante, si esprimerebbe con semplicit il particolare di ci che si prova in quel momento ; ma no, ci si fa estrema violenza per riuscire meno bene, e siccome ci che si dice manca dell'evidenza della sensazione immediata e la memoria non libera, si trovano convenienti in quel momento e si esprimono cose del ridicolo pi umiliante.

       Quando infine, dopo un'ora di turbamento, questo sforzo estremamente penoso di ritrarsi dai giardini incantati dell'immaginazione, per godere semplicemente della presenza dell'oggetto amato fatto, accade spesso che si debba separarsene.

       Tutto ci sembra una stravaganza. Ho visto di meglio ancora, era un mio amico condannato a un tratto, da una donna che egli amava fino all'idolatria e che pretendeva di essere offesa per non so quale mancanza di delicatezza che non si mai voluto confidarmi, a non vederla che due volte al mese. Queste visite cos rare e cos desiderate, erano un accesso di follia, e occorreva tutta la forza di carattere di Salviati perch ci non apparisse evidente.

       Fin dall'inizio, l'idea della fine della visita troppo presente perch si possa trovarvi piacere. Si parla molto senza ascoltarsi; spesso si dice il contrario di ci che si pensa. Ci s'imbarca in ragionamenti che si obbligati ad interrompere bruscamente, a causa della loro ridicolaggine, se si perviene a risvegliarsi e ad ascoltarsi. Lo sforzo che si fa cos violento che si appare freddi. L'amore si nasconde proprio per il suo eccesso.

       Lontano da lei l'immaginazione era cullata dai dialoghi pi incantevoli; si provavano gli slanci pi teneri e pi commoventi. Ci si crede cos per dieci o dodici giorni l'audacia di parlarle; ma due giorni prima di quello che dovrebbe essere felice, la febbre comincia, e raddoppia man mano che ci si avvicina al terribile istante.

       Al momento di entrare nel suo salotto, si ridotti per non fare o dire sciocchezze incredibili, ad abbarbicarsi alla risoluzione di tacere, e di guardarla per potersi almeno ricordare del suo viso. Appena in sua presenza sopravviene una specie di ebbrezza degli occhi. Ci si sente portati come maniaci a compiere azioni strane, si ha la sensazione di avere due anime; una per fare e l'altra per biasimare ci che si fa. Si sente confusamente che l'attenzione cos tesa prestata a qualche cosa di poca importanza rinfrescherebbe il sangue per un momento, facendo perdere di vista la fine della visita e l'infelicit di lasciarla per quindici giorni.

       Se incontra l qualche seccatore che racconta una storia senza interesse, nella sua inesplicabile follia, il povero amante, come se fosse angosciato di perdere momenti cos rari, si fa tutto attenzione. Quell'ora che si riprometteva tanto deliziosa, passa come una freccia bruciante, e tuttavia egli percepisce con indicibile amarezza, tutte le piccole circostanze che gli mostrano quanto divenuto estraneo a ci che ama. Si trova in mezzo a gente indifferente in visita e si vede il solo ad ignorare tutti i minuti particolari della vita di lei nei giorni passati. Alla fine esce; e, mentre la saluta freddamente, ha l'orribile sentimento di essere a quindici giorni dal rivederla; nessun dubbio che soffrirebbe meno a non vedere mai l'oggetto amato. nel genere, ma molto pi nero, della vicenda del duca di Policastro, che ogni sei mesi faceva cento leghe per vedere un quarto d'ora, a Lecce, un'amante adorata e sorvegliata da un geloso.

       Si vede bene qui la volont senza influenza sull'amore: indignati contro la propria amante e contro se stessi, come ci si precipiterebbe con furore nell'indifferenza! L'unico bene di questa visita quello di rinnovare il tesoro della cristallizzazione.

       La vita per Salviati era divisa in periodi di quindici giorni che assumevano il colore della serata in cui gli era stato permesso di vedere la Signora... ; per esempio, fu pazzo di felicit il 21 maggio , e il 2 giugno non tornava a casa per paura di cedere alla tentazione di bruciarsi le cervella.

       Ho visto quella sera che i romanzieri hanno descritto assai male il momento del suicidio. Ho sete, mi diceva Salviati con semplicit, ho bisogno di prendere questo bicchiere d'acqua. Non ostacolai la sua risoluzione, lo salutai, ed egli si mise a piangere.

       Proprio per il turbamento che accompagna i discorsi degli amanti, non sarebbe saggio trarre conseguenze troppo affrettate da un particolare isolato della conversazione. Essi non rivelano in pieno i loro sentimenti se non nelle parole impreviste; quello il grido del cuore. Per il resto, dalla fisionomia dell'insieme delle cose dette che si possono fare induzioni. Bisogna ricordarsi che abbastanza spesso un essere molto turbato non ha il tempo di scorgere il turbamento della persona che causa del suo.

 

XXV LA PRESENTAZIONE

 

 

       Sono pieno d'ammirazione per la finezza, la sicurezza di giudizio con le quali vedo le donne cogliere certi particolari, ma dopo un istante le vedo portare alle stelle uno sciocco, lasciarsi commuovere fino alle lacrime da una insulsaggine, dar grande peso a una piatta affettazione come fosse un segno di carattere. Non arrivo a rendermi conto di tanta balordaggine. Bisogna che ci sia in ci una legge generale che non conosco.

       Attente a un pregio in un uomo, e trascinate da un particolare, esse lo sentono vivamente e non hanno pi occhi per il resto. Tutto il fluido nervoso impiegato per godere di questa qualit, non ne resta pi per vedere le altre.

       Ho visto uomini del pi grande valore essere presentati a donne di molta intelligenza; era sempre un granello di prevenzione che decideva dell'effetto del primo incontro.

       Se mi si vuol permettere un dettaglio confidenziale, racconter che l'amabile colonnello L[a] B [doyre] stava per essere presentato alla Signora de Struve di Knigsberg; donna di prim'ordine. Ci dicevamo: Far colpo? Si scommette. Mi avvicino alla Signora de Struve, e le racconto che il colonnello porta due giomi di seguito le sue cravatte; il secondo giorno fa il bucato del Guascone; ella infatti potr notare sulla cravatta delle pieghe verticali. Niente di pi evidentemente falso.

       Mentre finivo il mio discorso, annunciano quell'uomo affascinante. Il pi meschino fatuo di Parigi avrebbe prodotto pi effetto. Notate che la Signora de Struve amava ; una donna onesta e non poteva essere questione di galanteria fra loro. Mai due caratteri sono stati fatti di pi l'uno per l'altro. Biasimavano la Signora de Struve di essere sognatrice, e soltanto la virt spinta fino al romanzesco, poteva commuovere L[a] B[doyre]. Essa lo ha fatto fucilare molto giovane.

       stato dato alle donne di provare in modo ammirevole, le sfumature d'affetto, le variazioni pi insensibili del cuore umano, i pi leggeri movimenti dell'amor proprio.

       Esse hanno a questo riguardo un organo che ci manca; guardatele mentre curano un ferito.

       Eppure forse non vedono quel che spirito, disposizione morale. Ho visto le donne pi distinte incantarsi per un uomo di spirito che non ero io, e al tempo e quasi con le stesse parole, ammirare i pi grandi babbei. Mi sentivo colpito come un conoscitore che vede prendere i pi bei diamanti per strass, e preferire gli strass se sono pi grossi.

       Ne concludevo che con le donne bisogna osare tutto. L dove il generale Lasalle non riuscito, un capitano che porta i baffi e bestemmia riesce. Nei pregi degli uomini c' sicuramente tutto un lato che sfugge loro.

       Per me, torno sempre alle leggi fisiche. Il fluido nervoso negli uomini consumato dal cervello e nelle donne dal cuore; per questo ch'esse sono pi sensibili. Un intenso lavoro obbligato, e nel mestiere che abbiamo fatto tutta la vita, ci consola, ma per loro niente pu consolarle se non la distrazione.

       Appiani, che crede alla virt soltanto come cosa estrema, e col quale andavo stasera a caccia d'idee, quando gli ho esposto quelle di questo capitolo, mi ha risposto:

       La forza d'animo che Eponina impiegava con una devozione eroica a far vivere suo marito nella caverna sotterranea, e a impedirgli di cadere nella disperazione, se fossero vissuti tranquillamente a Roma, essa l'avrebbe impiegata a nascondergli un amante; occorre un alimento per le anime forti.

 

XXVI SUL PUDORE

 

 

       Una donna del Madagascar lascia vedere senza pensarci ci che qui si nasconde di pi, ma morirebbe di vergogna piuttosto di mostrare il suo braccio. chiaro che tre quarti del pudore sono imparati. forse la sola legge, figlia della civilt che non produca che felicit.

       Si osservato che gli uccelli da preda si nascondono per bere, e infatti obbligati a immergere la testa nell'acqua, sono in quel momento senza difesa. Dopo aver considerato ci che succede a Otaiti, non vedo altro fondamento naturale al pudore.

       L'amore il miracolo della civilt. Nei popoli selvaggi o troppo barbari non si trova che amore fisico e dei pi grossolani.

       Il pudore offre all'amore l'aiuto dell'immaginazione, ed come dargli la vita.

       Il pudore insegnato molto presto alle bambine dalle loro madri, e con un'estrema sollecitudine, si direbbe quasi per spirito di corpo; il fatto che le donne si prendono cura in anticipo della felicit dell'amante che esse avranno.

       Per una donna timida e sensibile non deve esserci nulla al di sopra del supplizio di essersi permessa in presenza di un uomo, qualcosa di cui essa crede di dover arrossire; sono convinto che una donna, un po' fiera, preferirebbe mille morti. Una piccola libert, presa come una tenerezza dall'uomo che si ama, d un momento di vivo piacere; se egli ha l'aria di biasimarla o solamente di non goderne con trasporto, essa deve lasciare nell'animo un dubbio spaventoso. Per una donna al di sopra del comune, c' tutto da guadagnare ad avere dei modi molto riservati. Il gioco non uguale; contro un po' di piacere o contro il vantaggio di apparire un po' pi amabili si rischia il pericolo di un rimorso cocente e d'un sentimento di vergogna, che deve rendere meno caro anche l'amante. Una serata passata allegramente, in modo avventato e senza pensare a niente, pagata cara a quel prezzo. La vista di un amante col quale si teme d'aver avuto questo genere di torto, deve riuscire odiosa per parecchi giorni. Si pu dunque meravigliarsi della forza di un'abitudine le cui pi piccole infrazioni sono punite con la vergogna pi atroce?

       Quanto all'utilit del pudore, esso ci che genera l'amore; non si potrebbe pi contestargli nulla. Per il meccanismo del sentimento niente pi semplice. L'anima si occupa ad aver vergogna invece di occuparsi a desiderare; ci si proibiscono i desideri, e i desideri conducono alle azioni.

       evidente che ogni donna sensibile e orgogliosa, e queste due cose, essendo causa ed effetto, vanno difficilmente l'una senza l'altra, deve contrarre abitudini di freddezza che le persone ch'essa sconcerta chiamano puritanismo.

       L'accusa tanto pi speciosa perch molto difficile tenere il giusto mezzo; basta che una donna abbia poco spirito e molto orgoglio, essa giunger presto a credere che in fatto di pudore, non se ne potrebbe mai usare troppo. cos che una Inglese si crede insultata se si nominano davanti a lei certi indumenti. Una Inglese si guarderebbe bene la sera, in campagna, di farsi vedere mentre lascia il salotto col marito; e, ci che pi grave, ella crede di ferire il pudore se mostra una qualche vivacit davanti ad altri che a suo marito. forse a causa di un'attenzione cos delicata che gli Inglesi, gente di spirito, lasciano vedere tanta noia della loro felicit domestica. Colpa loro, perch tanto orgoglio?

       In compenso, passando d'un tratto da Plymouth a Cadice e Siviglia, trovai che in Spagna il calore del clima e delle passioni faceva dimenticare un po' troppo un ritegno necessario. Notai che ci si permettevano in pubblico carezze molto tenere, che, lontano dal sembrarmi commoventi, m'ispiravano un sentimento del tutto opposto. Niente di pi penoso.

       Bisogna aspettarsi di trovare incalcolabile la forza delle abitudini ispirate alle donne con il pretesto del pudore. Una donna comune, esagerando il pudore, crede di rendersi uguale ad una donna distinta.

       L'impero del pudore tale che una donna tenera arriva a tradirsi nei riguardi del suo amante piuttosto con dei fatti che con delle parole.

       La donna pi graziosa, pi ricca e pi compiacente di Bologna, mi ha appena raccontato che ieri sera, un francese vanesio, che qui e che d una strana idea del suo paese, si azzardato a nascondersi sotto il suo letto. Voleva verosimilmente non perdere l'occasione di un numero infinito di dichiarazioni ridicole con cui egli la perseguita da un mese. Ma questo grand'uomo ha mancato di presenza di spirito; ha giustamente atteso che la Signora M... avesse congedato la sua cameriera e si fosse coricata, ma non ha avuto la pazienza di dare alla servit il tempo di addormentarsi. Essa si gettata sul campanello, e lo ha fatto cacciare ignominiosamente tra gli schiamazzi e i colpi di cinque o sei lacch. E se avesse aspettato due ore? le dicevo. Sarei stata molto sfortunata: Chi potr dubitare, mi avrebbe detto, che io non sia qui per vostro ordine?

       Uscendo dalla casa di quella graziosa signora, sono andato dalla donna pi degna d'essere amata che io conosca. La sua estrema delicatezza , se ci possibile, al di sopra della stia bellezza commovente. La trovo sola e le racconto la storia della Signora M. Discutiamo di ci: Ascolti, mi dice, se l'uomo che si permette tale azione, era amabile gi prima agli occhi di quella signora, gli sar perdonato e in seguito sar amato. Confesso che sono rimasto confuso di questa luce imprevista gettata sulle profondit del cuore umano. In capo a qualche minuto di silenzio le ho risposto: Ma, quando si ama, si ha il coraggio di giungere all'estrema violenza?

       Questo capitolo sarebbe stato molto meno vago se l'avesse scritto una donna, tutto ci che dipende dalla fierezza dell'orgoglio femminile, dall'abitudine al pudore e ai suoi eccessi, da certe delicatezze, dipendenti unicamente e per la maggior parte da associazioni di sensazioni, che non possono esistere negli uomini, e delicatezze che spesso non trovano fondamento nella natura; tutte queste cose, dico, non potrebbero trovarsi qui che nella misura in cui ci si sarebbe permessi di scrivere su dei sentito dire.

       Una donna, in un momento di franchezza filosofica, mi diceva qualcosa che suona presso a poco cos:

       Se mai sacrificassi la mia libert, l'uomo che arriverei a preferire apprezzerebbe di pi i miei sentimenti, vedendo come sono stata avara anche delle pi leggere preferenze. in favore di quest'amante che forse essa non incontrer mai, che tale donna mostra della freddezza all'uomo che le parla in quel momento. Ecco la prima esagerazione del pudore; questa rispettabile, la seconda viene dall'orgoglio delle donne; la terza sorgente d'esagerazione l'orgoglio dei mariti.

       Mi sembra che questa. pnssibilit d'amore si presenti spesso nella fantasia delle donne anche le pi virtuose, ed esse hanno ragione. Non amare quando si ricevuto dal cielo un'anima fatta per l'amore, privare s e altrui di una grande felicit. come se un arancio non fiorisse per paura di commettere un peccato; e notate che un'anima fatta per l'amore non pu gustare con trasporto nessun'altra gioia. Essa trova, a partire dalla seconda volta, nei pretesi piaceri del mondo un vuoto insopportabile; ella crede spesso di amare le arti e gli aspetti sublimi della natura, ma questi non fanno che prometterle ed esagerarle l'amore, se ci possibile, ed essa si accorge presto che le parlano di una felicit di cui ella ha deciso di privarsi.

       La sola cosa che vedo biasimevole nel pudore, il fatto di condurre all'abitudine di mentire; il solo vantaggio che le donne facili hanno sulle donne sensibili. Una donna facile vi dice: Mio caro amico, non appena mi piacer glielo dir, e sar pi contenta di lei, perch ho molta stima di lei.

       Viva soddisfazione di Costanza, che esclam dopo la vittoria del suo amante: Come sono felice di non essermi data a nessuno da quando mi sono litigata con mio marito otto anni fa !

       Per quanto ridicolo io trovi questo ragionamento, questa gioia mi sembra piena di freschezza.

       Bisogna assolutamente che io racconti qui di quale natura erano i rimpianti di una signora di Siviglia abbandonata dal suo amante. Ho bisogno che ci si ricordi che in amore tutto segno, e soprattutto che si voglia accordare un po' d'indulgenza al mio stile.

. . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

       I miei occhi d'uomo credono di distinguere nove particolarit nel pudore.

       1. Si gioca il molto contro il poco, perci occorre essere estremamente riservata; si deve spesso ricorrere all'affettazione; non si ride, per esempio, delle cose che divertono di pi; perci necessaria molta intelligenza, per avere proprio quel tanto che di pudore ci vuole. per questo che molte donne non ne hanno abbastanza in una ristretta cerchia d'amici, o, per parlare pi esattamente, non esigono che i racconti che si fanno loro siano abbastanza velati, e non perdono i loro veli che secondo il grado di ebbrezza e di follia.

       Sarebbe per un effetto del pudore e della noia mortale che esso deve imporre a parecchie donne, che la maggior parte di loro stima in un uomo soprattutto la sfrontatezza? o esse prendono la sfrontatezza per del carattere?

       2. Seconda legge: Il mio amante mi stimer di pi per questo.

       3. La forza dell'abitudine ha il sopravvento anche negli istanti pi appassionati.

       4. Il pudore d piaceri che lusingano molto l'amante ; gli fa sentire quali leggi si trasgrediscono per lui.

       5. E alle donne d piaceri pi inebrianti; siccome questi fanno vincere un'abitudine possente, gettano pi turbamento nell'animo. Il conte di Valmont si trova a mezzanotte nella camera di una bella signora, ci che a lui succede tutte le settimane e a lei forse una volta ogni due anni; la rarit e il pudore devono dunque preparare alle donne piaceri infinitamente pi vivi.

       6. L'inconveniente del pudore, che esso getta continuamente nella menzogna.

       7. L'eccesso di pudore e la sua severit scoraggiano all'amore le anime sensibili e timide, proprio quelle che sono fatte per dare e provare le delizie dell'amore.

       8. Nelle donne tenere che non hanno avuto molti amanti, il pudore un ostacolo alla disinvoltura dei modi, e ci le espone a lasciarsi un po' guidare dalle loro amiche che non hanno da rimproverarsi la stessa mancanza. Esse prestano attenzione ad ogni caso particolare, invece di rimettersi ciecamente all'abitudine. Il loro pudore delicato comunica alle loro azioni un che di impacciato; a forza di esser naturali esse danno l'impressione di mancare di naturalezza; ma questa goffaggine ha della grazia celeste.

       Se qualche volta la loro familiarit assomiglia alla tenerezza, che queste anime angeliche sono civette senza saperlo. Per pigrizia d'interrompere il loro fantasticare, per evitarsi la pena di parlare, e di trovare qualcosa di piacevole e di cortese, e che sia solo cortese, da dire a un amico, esse si mettono ad appoggiarsi teneramente al suo braccio.

       9. Ci che fa s che le donne, quando diventano autrici, giungano raramente al sublime, e ci che d grazia ai loro pi piccoli biglietti, che esse non osano mai esser franche se non a met: essere franche sarebbe per loro come uscire senza scialletto. Niente di pi frequente per un uomo che scrivere assolutamente secondo il dettato della sua immaginazione, e senza sapere dove va.

 

Riepilogo

 

       L'errore comune di agire con le donne come con delle specie di uomini pi generosi, pi mutevoli, e soprattutto con cui non c' rivalit possibile. Si dimentica troppo facilmente che ci sono due leggi nuove e singolari che tiranneggiano questi esseri cos mutevoli, in concorrenza con tutte le inclinazioni ordinarie della natura umana, voglio dire:

       L'orgoglio femminile, il pudore, e le abitudini spesso indecifrabili figlie del pudore. Una parola che irrita una principessa non colpisce per nulla una pastora delle Alpi. Ma una volta in collera, la principessa e la pastora hanno gli stessi impeti di passione. (Nota unica dell'editore)

 

XXVII SUGLI SGUARDI

 

 

       la grande arma della civetteria virtuosa, si pu dire tutto con uno sguardo, e tuttavia uno sguardo pu sempre esser negato, perch non pu esser ripetuto testualmente.

       Ci mi ricorda il conte G[iraud], il Mirabeau romano: il simpatico piccolo governo di quei paese gli ha dato un modo originale di fare racconti, per mezzo di parole interrotte che dicono tutto e niente. Egli fa tutto intendere, ma pur libero di ripetere testualmente tutte le sue parole, sarebbe impossibile a chiunque di comprometterlo. Il cardinale Lante gli diceva che aveva rubato questo talento alle donne, io dico anche le pi oneste. Questa furfanteria una rappresaglia crudele, ma giusta, contro la tirannia degli uomini.

 

XXVIII SULL'ORGOGLIO FEMMINILE

 

 

       Le donne sentono parlare tutta la loro vita, dagli uomini, di cose che essi dicono importanti, di grossi guadagni di denaro, di successo alla guerra, di gente uccisa in duello, di vendette atroci o ammirevoli ecc. Quelle tra loro che hanno l'animo fiero sentono che, non potendo raggiungere questi obiettivi, non sono in condizione di dispiegare un orgoglio che sia notevole, per l'importanza delle cose su cui si fonda. Esse sentono palpitare in petto un cuore che, per la forza e la fierezza dei suoi movimenti, superiore a tutto ci che le circonda, e tuttavia vedono gli ultimi degli uomini stimarsi superiori a loro. Si accorgono che non potrebbero mostrare orgoglio se non per delle piccole cose, o almeno per delle cose che hanno importanza solo per il sentimento, e delle quali un terzo non pu giudicare. Tormentate da questo contrasto desolante, tra la bassezza della loro sorte e la fierezza della loro anima, esse fanno in modo di rendere il loro orgoglio rispettabile per la vivacit dei suoi slanci, o per l'implacabile tenacia con la quale mantengono le sue decisioni. Prima dell'intimit, tali donne si figurano, vedendo il loro amante, che egli abbia intrapreso un assedio contro di loro. La loro immaginazione occupata ad irritarsi dei suoi atti che, dopo tutto, non possono fare altro che mostrare dell'amore, visto che ama. Invece di godere dei sentimenti dell'uomo che preferiscono; si piccano di vanit a suo riguardo; e infine, pur provviste dei sentimenti pi teneri, quando la loro sensibilit non fissata su un solo oggetto, dal momento che amano, come una volgare civetta, esse non hanno pi che della vanit.

       Una donna con un carattere generoso sacrificher mille volte la vita per il suo amante; ma litigher per sempre con lui per una questione d'orgoglio, a proposito di una porta aperta o chiusa. Questo il loro punto d'onore. Napoleone s' ben perduto per non cedere un villaggio.

       Ho visto una lite di questo tipo durare pi d'un anno. Una donna molto distinta sacrificava tutta la sua felicit piuttosto di mettere il suo amante nella condizione di poter formulare il pi piccolo dubbio sulla magnanimit del suo orgoglio. La rappacificazione fu effetto del caso, e nella mia amica fu l'effetto di un momento di debolezza,che essa non pot vincere, incontrando il suo amante, che essa credeva lontano quaranta leghe, e trovandolo in un luogo dove certamente egli non s'aspettava di vederla. Ella non riusc a nascondere il suo primo slancio di gioia; l'amante s'intener pi di lei, caddero quasi ai piedi l'uno dell'altra, e mai ho visto colare tante lacrime; era la visione improvvisa della felicit. Le lacrime sono il supremo sorriso.

       Il Duca d'Argyle dette un bell'esempio di presenza di spirito non impegnandosi in una lotta d'orgoglio femminile nell'incontro che egli ebbe a Richemont, con la regina Carolina. Pi nobilt c' nel carattere di una donna, pi terribili sono queste tempeste:

 

       Come il cielo pi nero preannuncia

       la pi terribile tempesta.

                     Don Giovanni

 

       Sar forse che pi una donna gode con trasporto, nel fluire della vita, delle qualit che distinguono il suo amante, pi in quegli istanti crudeli in cui la simpatia sembra capovolta, essa cerca di vendicarsi di ci ch'ella gli attribuisce di superiore agli altri uomini? Essa teme di esser confusa con loro.

       molto tempo che non ho letto la noiosa Clarissa; mi sembra tuttavia che sia per orgoglio femminile che si lascia morire e non accetta la mano di Lovelace.

       La colpa di Lovelace era grande; ma poich ella lo amava un poco, avrebbe potuto trovare nel suo cuore il perdono per un crimine la cui causa era l'amore.

       Monime, invece, mi sembra un commovente esempio di delicatezza femminile. Qual fronte non arrossisce di piacere sentendo dire da un'attrice degna di questo ruolo:

 

       E quel fatale amore; di cui avevo trionfato,

       . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

       I vostri artifici l'hanno sorpreso e me ne hanno convinta.

       Ve l'ho confessato, devo sostenerlo;

       Invano voi potreste perderne il ricordo;

       E questa confessione vergognosa, a cui mi avete forzata,

       Rimarr sempre presente al mio pensiero.

       Sempre vi penserei incerto della mia fede;

       E la tomba, Signore, meno triste per me

       Che il letto di uno sposo che mi ha fatto questo oltraggio.

       Che si preso su di me questo crudele vantaggio,

       E, che, preparandomi un eterno dolore.

       Mi ha fatto arrossire di un fuoco che non era per lui.

                                                 Racine

 

       Mi immagino che i secoli futuri diranno: Ecco a cosa era buona la monarchia, a produrre tali specie di caratteri, e la loro descrizione da parte dei grandi artisti.

       Tuttavia anche nelle repubbliche del medio evo, trovo un ammirevole esempio di tale delicatezza, che sembra distruggere la mia teoria sull'influenza dei governi sulle passioni, e che io riferir con candore.

       Si tratta di quei versi di Dante, cos commoventi:

 

       Deh! quando tu sarai tornato al mondo,

       . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

       Ricordati di me che son la Pia:

       Siena mi f; disfecemi Maremma;

       Salsi colui, che innanellata pria

       Disposando m'avea con la sua gemma.

                            Purgatorio, c. v.

 

       La donna che parla con tanto ritegno, aveva subito segretamente la sorte di Desdemona, e poteva con una parola far conoscere il crimine di suo marito agli amici che aveva lasciato sulla terra.

       Nello della Pietra ottenne la mano di madonna Pia, unica erede dei Tolomei, la famiglia pi ricca e pi nobile di Siena. La sua bellezza, che costituiva l'ammirazione della Toscana, fece nascere nel cuore del suo sposo una gelosia che, avvelenata da false voci e da sospetti continuamente rinascenti, lo condusse a un terribile progetto. difficile decidere oggi se sua moglie fu del tutto innocente, ma Dante ce la presenta come tale.

       Il marito la condusse nella maremma di Siena, celebre allora come oggi per gli effetti dell'aria cattiva. Mai egli volle dire alla sua infelice moglie la ragione del suo esilio in un luogo cos pericoloso. Il suo orgoglio non degn pronunciare n lamento n accusa. Egli viveva solo con lei, in una torre abbandonata, di cui sono andato a visitare le rovine in riva al mare; l non infranse mai il suo sdegnoso silenzio, mai rispose alle domande della sua giovane sposa, mai ne ascolt le preghiere. Attese freddamente vicino a lei che l'aria pestilenziale avesse prodotto il suo effetto. I vapori di quelle paludi non tardarono a far appassire i suoi lineamenti, i pi belli, si dice, che fossero apparsi su questa terra in quel secolo. In pochi mesi ella mor. Qualche cronista di quei tempi lontani riferisce che Nello si serv del pugnale per affrettarne la fine: ella mor nelle maremme, in un qualche modo orribile; ma il genere della sua morte fu un mistero anche per i contemporanei. Nello della Pietra sopravvisse per passare il resto dei suoi giorni in un silenzio che non ruppe mai.

       Niente di pi nobile e di pi delicato del modo in cui la giovane Pia rivolge la parola a Dante. Essa desidera essere ricordata alla memoria degli amici che cos giovane ella ha lasciato sulla terra; tuttavia nominandosi e designando suo marito, non vuole abbandonarsi al pi piccolo lamento per una crudelt inaudita, ma ormai irreparabile, e soltanto.indica che egli sa la storia della sua morte.

       Questa costanza nella vendetta dell'orgoglio non si trova, credo, se non nei paesi del Sud.

       In Piemonte mi sono trovato involontario testimone di un fatto quasi simile; ma allora non conoscevo i particolari. Fui mandato con venticinque dragoni nei boschi lungo la Sesia, per impedire il contrabbando. Arrivando di sera in quel luogo selvaggio e deserto, scorsi tra gli alberi le rovine di un vecchio castello; vi andai: con mia grande sorpresa, era abitato. Vi trovai un nobile del paese dall'espressione sinistra; un uomo alto sei piedi, di quaranta anni: mi dette due camere torcendo il muso. Vi facevo musica col mio maresciallo d'alloggio: dopo parecchi giorni scoprimmo che il nostro uomo teneva chiusa una donna che noi ridendo chiamavamo Camilla; eravamo lontani dal sospettare la terribile verit. Ella mor in capo a sei settimane. Ebbi la triste curiosit di vederla nella sua bara; pagai un monaco che la custodiva, e verso mezzanotte, col pretesto di aspergere l'acqua benedetta, m'introdusse nella cappella. Vi trovai uno di quei visi superbi che sono belli anche in seno alla morte. Ella aveva un grande naso aquilino di cui non dimenticher mai la linea nobile e dolce. Lasciai quel luogo funesto. Cinque anni dopo, poich un distaccamento del mio reggimento accompagnava l'imperatore alla sua incoronazione a re d'Italia, mi feci raccontare tutta la storia. Seppi che il marito geloso, il conte ..., aveva trovato una mattina, appeso al letto di sua moglie, un orologio inglese che apparteneva ad un giovanotto della cittadina dove abitavano. Quel giorno stesso la condusse nel castello in rovina, in mezzo ai boschi della Sesia. Come Nello della Pietra, non pronunci mai una sola parola. Se essa gli rivolgeva qualche preghiera, le presentava freddamente e in silenzio l'orologio inglese che portava sempre con s. Pass cos quasi tre anni solo con lei. Essa mor infine di disperazione nel fiore dell'et. Suo marito cerc di dare una coltellata al padrone dell'orologio, lo manc, and a Genova, s'imbarc, e non si seppe pi nulla di lui. I suoi beni furono divisi.

       Se, vicino alle donne provviste di orgoglio femminile, prendiamo le ingiurie con grazia, cosa che avviene facilmente, avendo l'abitudine alla vita militare, offendiamo quelle anime fiere; esse vi prendono per un vigliacco e arrivano ben presto all'oltraggio. Quei caratteri alteri cedono con piacere agli uomini ch'esse vedono intolleranti con gli altri uomini. questo, credo, il solo partito da prendere, e bisogna spesso avere una disputa col proprio vicino per evitarla con la propria amante.

       Miss Cornel, celebre attrice di Londra, vede un giorno entrare da lei all'improvviso il ricco colonnello. Ella si trovava con un piccolo spasimante che le era solo gradevole. Il Signor tale, diss'ella tutta emozionata al colonnello, Ǐ venuto per vedere il poney che voglio vendere. Sono qui per tutt'altro, riprese fieramente il piccolo amante che cominciava ad annoiarla, ma che dopo questa risposta ella si mise ad amare di nuovo con furore, Quelle donne simpatizzano con l'orgoglio del loro amante invece di esercitare a sue spese la loro disposizione alla fierezza.

       Il carattere del duca di Lauzun (quello del 1660), se esse possono perdonargli il primo giorno la mancanza di grazia, seducente per quel tipo di donne, e forse per tutte le donne distinte; la grandezza d'animo pi elevata a loro sfugge, esse prendono per freddezza la calma dell'occhio che vede tutto e che non si commuove per un dettaglio. Non ho forse sentito donne della corte di SaintCloud sostenere che Napoleone aveva un carattere arido e prosaico? Il grand'uomo come l'aquila; pi si eleva, meno visibile, e della sua grandezza punito con la solitudine dello spirito.

       Dall'orgoglio femminile nasce ci che le donne chiamano le mancanze di delicatezza. Credo che ci assomigli abbastanza a ci che i re chiamano lesa-maest, crimine tanto pi pericoloso in quanto vi si cade senza accorgersene. L'amante pi tenero pu essere accusato di mancare di delicatezza, se non ha molto spirito, e, quel che pi triste, se osa abbandonarsi a quello che il pi grande fascino dell'amore, alla gioia di essere perfettamente naturale con l'oggetto amato, e di non stare ad ascoltare ci che gli si dice.

       Ecco cose che un cuore bennato non saprebbe sospettare, e che bisogna aver provato per credervi, poich l'abitudine di agire con giustizia e franchezza con i propri amici uomini, ci trascina.

       Bisogna ricordarsi continuamente che si ha a che fare con delle creature che, sebbene a torto, possono credersi inferiori come forza di carattere, o, per meglio dire, possono pensare che le crediamo inferiori.

       Il vero orgoglio di una donna non dovrebbe esser posto nella forza del sentimento che essa ispira? Si prendeva in giro una damigella d'onore della regina sposa di Francesco I, per la leggerezza del suo amante che, si diceva, non l'amava affatto. Poco tempo dopo, questo amante ebbe una malattia e riapparve a corte muto. Un giorno, erano passati due anni, siccome ci si meravigliava ch'essa lo amasse sempre, ella gli disse: Parlate. Ed egli parl.

 

XXIX SUL CORAGGIO DELLE DONNE

 

 

Io ti dico, orgoglioso templare, che nelle

tue pi furiose battaglie non hai dispiegato

maggior quantit del tuo vantato coraggio

       di quanto non ne abbia mostrato una

       donna indotta a soffrire per affetto

              o per dovere.

       Ivanhoe.

 

       Mi ricordo di aver incontrato la frase seguente in un libro di storia: Tutti gli uomini perdevano la testa; questo il momento in cui le donne assumono su di loro una incontestabile superiorit.

       Il loro coraggio ha una riserva che manca a quello del loro amante; esse si piccano d'amor proprio nei suoi riguardi e trovano tanto piacere nel fatto di potere nel bel mezzo del pericolo disputarla in fermezza all'uomo che le ferisce spesso con l'alterigia della sua protezione e della sua forza, che l'energia di questo godimento le eleva al di sopra di quel qualunque timore che in quel momento fa la debolezza degli uomini. Anche un uomo, se ricevesse tale aiuto in un tale momento, si mostrerebbe superiore a tutto; poich la paura non nel pericolo, essa in noi.

       Non che io voglia deprezzare il coraggio delle donne, ne ho viste, all'occasione di superiori agli uomini pi coraggiosi. Bisogna soltanto che esse abbiano un uomo da amare; siccome non sentono pi se non attraverso di lui, il pi atroce pericolo diretto e personale diventa per loro come una rosa da cogliere in sua presenza.

       Ho trovato anche in donne che non amavano l'intrepidit pi fredda, pi stupefacente, pi immune da nervi.

       vero che pensavo che esse sono cos coraggiose solo perch non conoscono il dolore delle ferite.

       Quanto al coraggio morale, tanto superiore all'altro, la fermezza di una donna che resiste al suo amore semplicemente la cosa pi ammirevole che possa esistere sulla terra. Tutti gli altri segni possibili di coraggio sono bagattelle in confronto ad una cosa tanto contro natura e cos penosa. Forse esse trovano delle forze in quell'abitudine al sacrificio che il pudore fa loro contrarre.

       Una disgrazia delle donne, che le prove di questo coraggio restino sempre segrete e quasi non siano divulgabili.

       Una disgrazia pi grande che il coraggio sia sempre impiegato contro la loro felicit: la principessa di Clves doveva non dir niente a suo marito e darsi al duca di Nemours.

       Le donne forse sono sostenute principalmente dall'orgoglio di opporre una bella difesa, e s'immaginano che il loro amante metta della vanit ad averle; idea piccola e meschina: un uomo appassionato che si getta con allegria in tante situazioni ridicole ha proprio il tempo di pensare alla vanit! come i monaci che credono di acchiappare il diavolo, e si appagano con l'orgoglio dei loro cilici e delle loro macerazioni.

       Credo che se la Signora di Clves fosse arrivata alla vecchiaia, a quell'epoca in cui si giudica la vita, e in cui i piaceri d'orgoglio appaiono in tutta la loro meschinit, si sarebbe pentita. Avrebbe voluto aver vissuto come Madame de La Fayette.

       Ho appena riletto cento pagine di questo saggio; ho dato un'idea ben povera del vero amore, dell'amore che occupa tutta l'anima, la riempie d'immagini talvolta le pi felici, tal altra disperanti, ma sempre sublimi, e la rende completamente insensibile a tutto il resto di ci che esiste. Non so come esprimere quello che vedo cos bene; non ho mai sentito con maggior pena la mancanza di talento. Come rendere sensibile la semplicit dei gesti e dei caratteri, la profonda seriet, lo sguardo che esprime cos esattamente e con tanto candore, la sfumatura del sentimento, e soprattutto, vi insisto, quell'inesprimibile noncuranza per tutto ci che non la donna amata?

       Un no o un si detto da un uomo che ama ha una unzione che non si trova altrove, che non si trovava in questo stesso uomo in altri tempi. Questa mattina (3 agosto), sono passato a cavallo, verso le nove, davanti al bel giardino inglese del marchese Zampieri, situato sulle ultime ondulazioni di quelle colline, coronate da grandi alberi, contro le quali Bologna addossata, e dalle quali si gode una cos bella vista della ricca e verdeggiante Lombardia, la regione pi bella del mondo. In un boschetto di alloro del giardino Zampieri, dominante il sentiero che seguivo e che conduce alla cascata del Reno a Casalecchio, ho visto il conte Delfante. Era immerso in una profonda fantasticheria, e sebbene avessimo passato la serata insieme fino alle due dopo mezzanotte, mi ha appena reso il saluto. Sono andato alla cascata, ho attraversato il Reno; infine, dopo almeno tre ore, ripassando sotto il boschetto del giardino Zampieri, l'ho visto ancora. Si trovava precisamente nella stessa posizione, appoggiato contro un grande pino che si eleva al di sopra del boschetto di alloro; temo che si trovi questo particolare troppo semplice e incapace di dimostrare qualcosa; venuto verso di me con le lacrime agli occhi, pregandomi di non raccontare la sua immobilit. Mi sono commosso; gli ho proposto di tornare indietro e di andare con lui in campagna per passare il resto della giornata. In capo a due ore mi ha detto tutto. una bell'anima; ma come sono fredde le pagine che si sono appena lette a confronto di ci che egli mi diceva!

       In secondo luogo egli si crede non amato; io non sono di questo avviso. Non si pu leggere nulla sul bel viso di marmo della contessa Ghigi, dalla quale abbiamo passato la serata. Solo qualche volta un rossore improvviso e leggero, ch'essa non sa reprimere, viene a tradire le emozioni di quest'anima che l'orgoglio femminile pi esaltato disputa alle emozioni forti. Si vede arrossire anche il suo collo d'alabastro e ci che si scorge di quelle belle spalle degne di Canova. Ella conosce l'arte di sottrarre i suoi occhi neri e profondi all'osservazione delle persone delle quali la sua delicatezza di donna teme la penetrazione; ma ho visto stanotte, a una certa cosa che Delfante diceva e che ella disapprovava, un improvviso rossore coprirla tutta intera. Quell'anima altera lo trovava meno degno di lei. Ma infine, quand'anche mi sbagliassi nelle mie congetture sulla fortuna di Delfante, tranne che per la vanit, io lo credo pi felice di me che non amo, di me che tuttavia sono in un'ottima condizione di felicit, in apparenza e in realt.

       Bologna, 3 agosto 1818

 

XXX UNO SPETTACOLO SINGOLARE E TRISTE

 

 

       Le donne col loro orgoglio femminile, si vendicano degli sciocchi sugli uomini di spirito, e delle anime prosaiche, capaci solo di denaro e di colpi di bastone, sui cuori nobili. Bisogna convenire che questo un bel risultato.

       La poca riflessione sull'orgoglio e sulle convenienze del mondo ha fatto l'infelicit di alcune donne, e per orgoglio i loro parenti le hanno poste in una situazione abominevole. Il destino aveva loro riservato come consolazione molto superiore a tutte le loro disgrazie la felicit di amare e di essere amate con passione; ma ecco che un bel giorno esse prendono dai loro nemici quello stesso orgoglio insensato di cui furono le prime vittime, ed per uccidere la sola felicit che resta loro, per fare la loro infelicit e quella di coloro che le amano. Un'amica che ha avuto dieci tresche conosciute, e non sempre le une dopo le altre, le persuade gravemente che se esse amano, saranno disonorate agli occhi del mondo, che tuttavia non si eleva mai al di sopra di idee meschine e attribuisce loro generosamente un amante ogni anno, perch ella dice, la regola. Cos l'anima rattristata da questo spettacolo bizzarro, una donna tenera ed estremamente delicata, per consiglio di una sgualdrina senza delicatezza, fugge la sola e immensa felicit che le resta, per comparire con un abito di splendente candore, davanti a un grosso tanghero di giudice che si sa cieco da cento anni, e che grida a squarciagola: vestita di nero.

 

XXXI ESTRATTO DAL DIARIO DI SALVIATI

 

 

la donna stessa a darci ispirazione

       Properzio, 2, 1.

 

Bologna, 29 aprile 1818

       Disperato per l'infelicit a cui l'amore mi riduce, maledico la mia esistenza. Non ho interesse a niente. Il tempo nero, piove, un freddo tardivo venuto a rattristare la natura che, dopo un lungo inverno, volava a farsi primavera.

       Schiassetti, colonnello a mezza paga, amico ragionevole e freddo, venuto a passare due ore con me. Dovrebbe rinunciare ad amarla. Come fare? Mi renda la mia passione per la guerra. una grande disgrazia per lei averla conosciuta. Quasi ne convengo, tanto mi sento abbattuto e senza coraggio, tanto la malinconia ha oggi impero su di me. Cerchiamo insieme quale interesse pu aver portato la sua amica a calunniarmi presso di lei; non troviamo altro che quel vecchio adagio napoletano: "Donna che amore e giovinezza lasciano, si offende per un nonnulla." Quel che sicuro, che questa donna crudele furiosa contro di me ; la parola di un suo amico. Ho atroci mezzi di vendetta; ma contro il suo odio non ho il pi piccolo mezzo di difesa. Schiassetti mi lascia. Esco sotto la pioggia non sapendo che fare. Il mio appartamento, questo salotto in cui stavo sempre nei primi tempi della nostra conoscenza e quando la vedevo tutte le sere, mi diventato insopportabile. Ogni incisione, ogni mobile, mi rimproverano la felicit che avevo sognato in loro presenza, e che ho perduto per sempre.

       Percorro le strade sotto una pioggia fredda; il caso, se posso chiamarlo caso, mi conduce sotto le sue finestre. Era il far della notte, ed io camminavo con gli occhi pieni di lacrime fissi sulla finestra della sua camera. Tutto ad un tratto la tenda stata un poco scostata come per vedere sulla piazza e si richiusa all'istante. Ho sentito un movimento fisico vicino al cuore. Non stavo pi in piedi: mi rifugio sotto il portico della casa vicina. Mille sentimenti inondano la mia anima, il caso ha potuto produrre quel movimento della tenda; ma se fosse stata la sua mano a scostarla!

       Ci sono due disgrazie al mondo: quella della passione contrastata e quella del vuoto assoluto.

       Con l'amore, sento che esiste a due passi da me una felicit immensa e al di l di tutti i miei desideri, che non dipende che da una parola, da un sorriso.

       Senza passione come Schiassetti, nei giorni tristi, non vedo la felicit da nessuna parte, arrivo a dubitare che essa esista per me, cado nello spleen. Bisognerebbe essere senza passioni forti e avere solo un po' di curiosit o di vanit.

       Sono le due del mattino, ho visto il piccolo imovimento della tenda alle sei; ho fatto dieci visite, sono andato allo spettacolo; ma ovunque silenzioso e distratto, ho passato la serata a esaminare questa domanda: Dopo tanta collera e cos poco fondata (poich infine volevo io offenderla, e qual la cosa al mondo che l'intenzione non scusi?), ha essa provato un momento d'amore?

       Il povero Salviati, che ha scritto quel che precede sul suo Petrarca, mor qualche tempo dopo; era nostro amico intimo di Schiassetti e mio; conoscevamo tutti i suoi pensieri, ed da lui che ho avuto tutta la parte lugubre di questo saggio. Era l'imprudenza incarnata; del resto, la donna per la quale ha fatto tante follie l'essere pi interessante che io abbia mai incontrato. Schiassetti mi diceva: Ma lei crede che questa passione infelice sia stata senza vantaggi per Salviati? Prima egli prov il rovescio finanziario pi terribile che si possa immaginare. Di questa disgrazia che lo riduceva a un patrimonio molto mediocre, dopo una giovinezza brillante, e che l'avrebbe messo fuori di s dalla collera in tutt'altra circostanza, non si ricordava nemmeno una volta ogni quindici giorni.

       Poi, e questo ben altrimenti importante per una testa di quella portata, questa passione il primo vero corso di logica che egli abbia mai seguito. Ci sembrer singolare in un uomo che stato a corte; ma si spiega col suo estremo coraggio. Per esempio egli pass senza batter ciglio la giornata del..., che lo gettava nel nulla. Si meravigliava, qui come in Russia, di non provare nulla di straordinario; un fatto che non ha mai temuto niente tanto da pensarci due giorni. Al posto di questa noncuranza, da due anni, cercava ogni minuto di farsi coraggio; fino ad allora non aveva visto pericoli.

       Quando, in seguito alle sue imprudenze e alla sua fiducia nelle interpretazioni favorevoli, si fu fatto condannare a non vedere la donna amata che due volte al mese, noi l'abbiamo visto ebbro di gioia passare le notti a parlarle, perch non era stato ricevuto con quel nobile candore che egli adorava in lei. Riteneva che la Signora... e lui avessero due anime fuori del comune, e dovessero intendersi con uno sguardo. Non poteva capire che essa prestasse la pi piccola attenzione alle meschine interpretazioni borghesi che potevano farlo passare per colpevole. Il risultato di questa bella fiducia in una donna circondata dai suoi nemici fu di farsi chiudere la sua porta.

       Con la Signora..., gli dicevo, lei dimentica le sue massime, e che non bisogna credere alla grandezza d'animo che in casi estremi. Lei crede, rispondeva, che ci sia al mondo un altro cuore che convenga meglio al suo ? vero, io pago questo modo di essere appassionata di Leonora, che me la faceva vedere in collera nella linea d'orizzonte delle rocce di Poligny, con l'infelicit di tutte le mie imprese nella vita reale; infelicit che proviene dalla mancanza di paziente lavoro e da imprudenze commesse per la viva impressione del momento. Si vede la sfumatura di follia.

       Per Salviati, la vita era divisa in periodi di quindici giorni, che prendevano il colore dell'ultimo colloquio che ella gli aveva concesso. Notai per parecchie volte che la felicit che egli doveva ad un'accoglienza, che gli sembrava meno fredda, era molto inferiore come intensit all'infelicit che gli procurava un'accoglienza severa. La Signora... mancava a volte di franchezza con lui: ecco le due sole obiezioni che non ho mai osato fargli. Oltre a ci che il suo dolore aveva di pi intimo e di cui egli ebbe la delicatezza di non parlare mai neppure ai suoi amici pi cari e pi lontani dall'invidia, egli vedeva in un'accoglienza dura di Leonora il trionfo delle anime prosaiche e intriganti sulle anime franche e generose. Allora egli disperava della virt e soprattutto della gloria. Non si permetteva di parlare con i suoi amici che di idee tristi, a dire il vero, alle quali lo conduceva la sua passione, ma che d'altra parte potevano avere qualche interesse agli occhi della filosofia. Ero curioso di osservare quest'anima bizzarra; di solito l'amore-passione lo si incontra in gente un poco sciocca alla tedesca. Salviati al contrario, era nel numero degli uomini pi fermi e pi intelligenti che abbia conosciuto.

       Dopo queste visite severe credo di aver notato che egli era tranquillo solo quando aveva trovato una giustificazione ai rigori di Leonora. Se trovava che ella poteva aver avuto torto di maltrattarlo, era infelice. Non avrei mai creduto l'amore cos privo di vanit.

       Ci faceva sempre l'elogio dell'amore. Se un potere soprannaturale mi dicesse: Spezza il vetro di questo orologio, e Leonora sar per te quella che era tre anni fa, un'amica indifferente ; in verit io credo che in nessun momento della mia vita io avrei il coraggio di spezzarlo. Lo vedevo cos folle in questo ragionamento, che non ebbi mai il coraggio di presentargli le obiezioni precedenti. Aggiungeva: Come la riforma di Lutero, alla fine del Medio Evo, scuotendo la societ fino nelle sue fondamenta, rinnov e ricostitu il mondo su basi ragionevoli, cos un carattere generoso rinnovato e ritemprato dall'amore.

       Solo allora si spoglia di tutte le puerilit della vita; senza quella rivoluzione avrebbe sempre avuto un non so che di rigido e di teatrale. solo da quando amo che ho imparato ad avere della grandezza d'animo, tanto la nostra educazione di scuola militare ridicola.

       Sebbene mi comportassi bene, ero un bambino alla corte di Napoleone e a Mosca. Facevo il mio dovere; ma ignoravo la semplicit eroica, frutto d'un sacrificio intero e di buona fede. solo un anno, per esempio, che il mio cuore comprende la semplicit dei Romani di Tito Livio. Un tempo li trovavo freddi al paragone coi nostri brillanti colonnelli. Ci che essi facevano per la loro Roma, io lo trovo nel mio cuore per Leonora. Se avessi la gioia di poter fare qualcosa per lei, il mio primo desiderio sarebbe di nasconderla. La condotta dei Regolo, dei Decio era una cosa convenuta in anticipo, che non aveva il diritto di sorprenderli. Ero piccolo prima di amare, proprio perch ero tentato qualche volta di trovarmi grande; c'era un certo sforzo che io sentivo e di cui mi applaudivo.

       E dal lato degli affetti, che cosa non si deve all'amore? Dopo gli incontri della prima giovinezza, il cuore si chiude alla simpatia. La morte o l'assenza allontana alcuni compagni dell'infanzia, si ridotti a passare la vita con freddi associati, con il metro alla mano, sempre a calcolare secondo idee d'interesse o di vanit. Poco a poco, tutta la parte tenera e generosa dell'anima diventa sterile per mancanza di cultura; e a meno di trent'anni l'uomo si trova pietrificato a tutte le sensazioni dolci e tenere. In mezzo a questo deserto, l'amore fa scaturire una sorgente di sentimenti pi abbondante e pi fresca anche di quella della prima giovinezza. C'era allora una speranza vaga, folle e continuamente distratta; mai devozione per niente, mai desideri duraturi e profondi; l'anima, sempre leggera, aveva sete di novit, e trascurava oggi quello che adorava ieri. E niente pi raccolto, pi misterioso pi eternamente uno nel suo oggetto della cristallizzazione d'amore. Allora le cose gradevoli soltanto avevano diritto di piacere, e di piacere un istante; ora tutto ci che ha rapporto con ci che si ama, e persino gli oggetti pi indifferenti, toccano profondamente. Arrivando in una grande citt, a cento miglia da quella ove abita Leonora, mi sono scoperto tutto intimidito e tremante: a ogni svolta di strada, fremevo al pensiero di incontrare Alviza, l'amica intima della Signora..., e amica che non conosco. Tutto ha preso per me una tinta misteriosa e sacra, il mio cuore palpitava mentre parlavo a un vecchio scienziato. Non potevo sentir nominare la porta presso cui abita l'amica di Leonora senza arrossire.

       Anche i gesti duri della donna amata hanno delle grazie infinite, che non si trovano, nei momenti pi lusinghieri vicino alle altre donne. cos che le grandi ombre dei quadri del Correggio, ben lontano dall'essere come negli altri pittori, dei passaggi poco piacevoli ma necessari a dar valore alle parti in luce, e a dar rilievo alle figure, hanno di per s una grazia incantevole e che getta in un dolce sogno.

       S, la met e la pi bella met della vita celata all'uomo che non ha amato con passione.

       Salviati aveva bisogno di tutta la forza della sua dialettica per tener testa al saggio Schiassetti, che gli diceva sempre: Se vuole esser felice, si accontenti di una vita priva di pene, e ogni giorno di una piccola dose di felicit. Si difenda dall'azzardo delle grandi passioni. Mi dia un po' della sua curiosit, rispondeva Salviati.

       Io credo che molti fossero i giorni in cui avrebbe voluto poter seguire gli avvisi del nostro saggio colonnello; lottava un po', credeva di riuscire; ma questa decisione era assolutamente al di sopra delle sue forze; e tuttavia qual forza non aveva quell'anima!

       Un cappello di raso bianco, che assomigliava un po' a quello della Signora... e ch'egli vedeva da lontano nella via, fermava i battiti del suo cuore, e lo obbligava ad appoggiarsi contro il muro. Anche nei suoi momenti pi tristi, la gioia d'incontrarla gli procurava sempre qualche ora di ebbrezza al di sopra dell'influenza di tutte le sventure e di tutti i ragionamenti. Del resto un fatto che alla sua morte, dopo due anni di questa passione generosa e senza limiti, il suo carattere aveva contratto parecchie nobili abitudini, e che almeno a questo riguardo si giudicava correttamente: se fosse vissuto e le circostanze lo avessero un po' aiutato, avrebbe fatto parlare di s. Pu anche essere che a forza di semplicit, il suo merito sarebbe passato inosservato su questa terra.

 

                            O lasso!

       Quanti dolci pensier, quanto disio,

       Men Costui al doloroso passo!

 

       Biondo era e bello, e di gentile aspetto:

       Ma l'un de' cigli un colpo avea diviso.

                                   DANTE

 

XXXII SULL'INTIMIT

 

 

       La pi grande felicit che l'amore possa dare, la prima stretta di mano di una donna che si ama.

       La felicit legata alla galanteria, invece, molto pi realistica, e molto pi soggetta allo scherzo.

       Nell'amore-passione, l'intimit non tanto la felicit perfetta quanto l'ultimo passo per arrivarci.

       Ma come descrivere la felicit, se non lascia ricordi?

       Mortimer ritornava tremante da un lungo viaggio; adorava Jenny; ella non aveva risposto alle sue lettere. Arrivando a Londra, monta a cavallo e va a cercarla nella sua casa di campagna. Arriva, ella passeggiava nel parco; vi corre col cuore palpitante; la incontra, essa gli tende la mano, lo riceve turbata: vede che amato. Mentre percorre con lei i viali del parco, il vestito di Jenny s'impiglia negli spini di un cespuglio d'acacia. In seguito, Mortimer fu felice ma Jenny fu infedele. Io sostengo contro di lui che Jenny non l'ha mai amato; mi cita come prova dell'amore di lei il modo in cui lo ha ricevuto al suo ritorno dal continente, ma mai ha potuto darmi il pi piccolo particolare. Soltanto trasalisce visibilmente quando vede un cespuglio d'acacia. Quello realmente il solo ricordo distinto che ha conservato del momento pi felice della sua vita.

       Un uomo sensibile e franco, un antico cavaliere mi confidava una sera (in fondo alla nostra barca battuta da grandi ondate sul lago di Garda), la storia dei suoi amori dei quali a mia volta non far confidenza al pubblico, ma dalla cui storia mi credo in diritto di concludere che il momento dell'intimit come quelle belle giornate del mese di maggio, un'epoca delicata per i fiori pi belli, un momento che pu esser fatale e far appassire in un istante le pi belle speranze

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       Non si potrebbe mai lodare troppo la naturalezza. la sola civetteria permessa in una cosa cos seria come l'amore alla Werther, nel quale non si sa dove si va; e nello stesso tempo, caso fortunato per la virt, la migliore tattica. Senza accorgersene, un uomo veramente commosso dice delle cose incantevoli, parla una lingua che egli non conosce.

       Guai all'uomo anche il meno affettato! Anche quando ama, e anche con tutto lo spirito possibile, egli perde tre quarti dei suoi vantaggi. Ci si lascia andare un istante all'affettazione, un minuto dopo, si ha un momento di aridit.

       Tutta l'arte d'amare si riduce, mi sembra, a dire esattamente quello che il grado di ebbrezza del momento comporta, cio, in altri termini, ad ascoltare la propria anima. Non si deve credere che ci sia cos facile; un uomo che ama veramente, quando la sua amica gli dice delle cose che lo rendono felice, non ha pi la forza di parlare.

       Egli perde cos le azioni che le sue parole avrebbero fatto nascere, ed meglio tacere che dire fuori tempo cose troppo tenere; ci che era al suo posto dieci secondi fa, non lo pi affatto ed fuori tono ora. Tutte le volte che mancavo a questa regola, e che dicevo una cosa che mi era venuta in mente tre minuti prima, e che trovavo graziosa, Leonora non mancava di controbattermi. Mi dicevo poi uscendo: Ha ragione; queste sono di quelle cose che devono colpire molto una donna delicata; una indelicatezza di sentimento. Esse ammetterebbero piuttosto, come i retori di cattivo gusto, una qualche debolezza e freddezza. Non avendo altro da temere al mondo che la falsit del proprio amante, la minima insincerit di dettaglio, foss'anche la pi innocente del mondo, le priva all'istante di ogni felicit e le getta nella diffidenza.

       Le donne oneste hanno dell'avversione per la veemenza e l'imprevisto, che sono tuttavia i caratteri della passione; oltre al fatto che la veemenza allarma il pudore, esse si difendono.

       Quando qualche moto di gelosia o di dispiacere ha provocato della freddezza, si possono in generale intraprendere dei discorsi adatti a far nascere l'ebbrezza favorevole all'amore; e se, dopo le prime due o tre frasi, non si perder l'occasione di dire esattamente ci che l'anima suggerisce, si procureranno vivi piaceri all'oggetto amato. L'errore della maggior parte degli uomini, che vogliono arrivare a dire una cosa che trovano bella, spiritosa, commovente; invece di sciogliere.la loro anima dall'artificiosit mondana, fino al grado d'intimit e di naturalezza di esprimere ingenuamente ci ch'essa sente al momento. Se si ha questo coraggio, si ricever subito la ricompensa con una specie di rappacificazione.

       questa ricompensa tanto rapida quanto involontaria dei piaceri che si procurano all'oggetto amato, che pone questa passione cos grandemente al di sopra delle altre.

       Se c' naturalezza perfetta, la felicit di due individui arriva a fondersi. A causa della simpatia e di parecchie altre leggi della nostra natura, questa semplicemente la pi grande felicit che possa esistere.

       tutt'altro che facile determinare il senso di questa parola: naturalezza, condizione necessaria della felicit che si ottiene con l'amore.

       Si chiama naturalezza ci che non si allontana dalla maniera abituale d'agire. Non c' bisogno di dire che non bisogna mai non solo mentire all'oggetto amato, ma neppure minimamente abbellire e alterare la purezza di tratto della verit. Perch se la si abbellisce, l'attenzione occupata in ci, e non risponde pi ingenuamente, come il tasto di un piano, al sentimento che appare nei suoi occhi. Ella ben presto se ne accorge per un certo senso di freddo che prova, e a sua volta ricorre alla civetteria. Non forse questa la ragione nascosta che fa che non si potrebbe amare una donna di uno spirito troppo inferiore? Questo perch vicino a lei si pu fingere impunemente, e siccome fingere pi comodo, a causa dell'abitudine, ci si abbandona alla mancanza di naturalezza. Da quel momento l'amore non pi amore, decade fino ad essere soltanto un affare ordinario; la sola differenza che invece di denaro si guadagna del piacere o della vanit, o un insieme dei due. Ma difficile non provare una sfumatura di disprezzo per una donna con la quale si pu impunemente recitar la commedia, e che di conseguenza non manca per piantarla che incontrare di meglio a questo riguardo. L'abitudine o i giuramenti possono trattenere; ma io parlo dell'inclinazione il cui naturale volare verso il piacere.

       Tornando a questa parola naturale, naturale e abituale sono due cose. Se si prendono queste parole nello stesso senso, evidente che pi si ha sensibilit, pi difficile essere naturali, poich l'abitudine ha un impero meno potente sul modo di essere e di agire, e l'uomo pi libero in ogni circostanza. Tutte le pagine della vita di un essere freddo sono le stesse; prendetelo oggi, prendetelo ieri, sempre la stessa mano di legno.

       Un uomo sensibile, dal momento in cui il suo cuore emozionato, non trova pi in s tracce d'abitudine per guidare le sue azioni; e come potrebbe seguire un cammino di cui non ha pi la traccia?

       Egli sente il peso immenso che si attacca ad ogni parola che egli dice all'oggetto amato, gli sembra che una parola decider della sua sorte. Come potr non cercare di dire bene? O almeno come non avere la sensazione di dir bene? Da quel momento non c' pi candore. Perci non si deve pretendere il candore, questa qualit di un'anima che non fa alcun ritorno su di s. Si quel che si pu, ma si sente quello che si .

       Credo che siamo cos arrivati all'ultimo grado di naturalezza che il cuore pi delicato possa pretendere in amore.

       Un uomo appassionato non pu che attaccarsi fortemente, come sua sola risorsa nella tempesta, al giuramento di non cambiare mai in nulla la verit e di leggere correttamente nel suo cuore; se la conversazione viva e interrotta, egli pu sperare in bei momenti di naturalezza, altrimenti non sar perfettamente naturale che nelle ore in cui amer un po' meno alla follia.

       Vicino all'oggetto amato, la naturalezza resta appena nei movimenti, le abitudini dei quali sono tuttavia cos profondamente radicate nei muscoli.

       Quando davo il braccio a Leonora, mi sembrava di essere sempre sul punto di cadere, e pensavo a camminare bene. Tutto ci che possibile, di non essere mai affettato volontariamente; basta essere persuasi che la mancanza di naturalezza il pi grande svantaggio possibile, e pu facilmente essere la sorgente delle pi grandi disgrazie. Il cuore della donna che amate non intende pi il vostro, voi perdete quel movimento nervoso e involontario della franchezza che risponde alla franchezza. Questo significa perdere tutti i mezzi di commuoverla, ho quasi detto di sedurla; non che io pretenda di negare che una donna degna d'amore pu vedere il suo destino in quella bella massima dell'edera, che se non si attacca muore ; una legge della natura, ma sempre un passo decisivo per la felicit, fare quella dell'uomo che si ama. Mi sembra che una donna ragionevole non debba concedere tutto al suo amante se non quando essa non pu pi difendersi, e il pi leggero sospetto sulla sincerit del vostro cuore le renda immediatamente un po' di forza, e abbastanza almeno per ritardare ancora d'un giorno la sua disfatta.

       C' bisogno di aggiungere che per rendere tutto questo il colmo del ridicolo, basta applicarlo all'amore-gusto?

 

XXXIII

 

 

       Sempre un piccolo dubbio da placare, ecco ci che fa la sete di tutti gli istanti, ci che fa la vita dell'amore felice. Siccome il timore non l'abbandona mai, i piaceri dell'amore felice non possono mai annoiare. Il carattere di questa felicit, il suo essere estremamente seria.

 

XXXIV SULLE CONFIDENZE

 

 

       Non c' al mondo insolenza pi presto punita di quella che vi fa confidare ad un amico intimo un amore-passione. Egli sa, se ci che voi dite vero, che voi avete gioie mille volte al di sopra delle sue, e che vi fanno disprezzare le sue.

       Tra donne peggio ancora, poich la sorte della loro vita d'ispirare una passione e, di solito, la confidente ha cos esposto la sua possibilit d'amare agli sguardi dell'amante.

       D'altra parte, per l'essere divorato da questa febbre, non c' al mondo bisogno morale pi imperioso di quello di un amico davanti al quale si possa ragionare sui dubbi terribili che s'impadroniscono dell'anima in ogni istante, poich in questa passione terribile, sempre una cosa immaginata una cosa esistente.

       Un grande difetto del carattere di Salviati, scriveva egli nel 1817, in ci ben opposto a quello di Napoleone, che, quando nel discutere degli interessi di una passione, qualche cosa viene ad essere moralmente dimostrato, egli non sa decidere di partire da questa base come da un fatto stabilito per sempre; e malgrado se stesso, e per sua disgrazia, la rimette continuamente in discussione. facile aver coraggio nell'ambizione. La cristallizzazione che non soggiogata dal desiderio della cosa da ottenere si adopra per fortificare il coraggio; in amore, essa tutta al servizio dell'oggetto contro il quale si deve aver coraggio.

       Una donna pu trovare un'amica perfida, essa pu trovare anche un'amica annoiata.

       Una principessa di trentacinque anni, annoiata e perseguitata dal bisogno di agire, d'intrigare ecc, ecc, scontenta della tiepidezza del suo amante, e che tuttavia non pu sperare di far nascere un altro amore, non sapendo che fare dell'attivit che la divora, e non avendo altra distrazione che degli accessi di umore nero, pu benissimo trovare un'occupazione, cio una fonte di piacere, uno scopo nella vita, nel rendere infelice una vera passione, passione che si ha l'insolenza di sentire per un'altra diversa da lei, mentre il suo amante si addormenta al suo fianco.

       il solo caso in cui l'odio produce felicit; il fatto che procura occupazione e lavoro.

       Nei primi istanti, il piacere di fare qualcosa, dal momento che l'impresa sospettata dalla societ, il puntiglio di riuscire attribuisce fascino a questa occupazione. La gelosia dell'amica assume la maschera dell'odio per l'amante; altrimenti come si potrebbe odiare fino al furore un uomo che non si mai visto? Non c' pericolo che ci si confessi l'invidia, perch bisognerebbe prima confessarsi il merito, e si hanno adulatori che si sostengono a corte solo mettendo in ridicolo la buona amica.

       La confidente perfida, pur permettendosi delle azioni di estrema bassezza, pu credersi benissimo animata dal desiderio di non perdere un'amicizia preziosa. La donna annoiata si dice che l'amicizia languisce in un cuore divorato dall'amore e dalle sue ansiet mortali ; vicino all'amore l'amicizia non pu sostenersi che attraverso le confidenze; ora, cosa di pi odioso per l'invidia di tali confidenze?

       Le sole che siano ben accolte fra donne sono quelle accompagnate dalla franchezza di questo ragionamento: Mia cara amica, nella guerra tanto assurda quanto implacabile che ci fanno i pregiudizi messi in voga dai nostri tiranni, servitemi oggi, domani sar il mio turno.

       Prima di questa eccezione c' quella della vera amicizia nata nell'infanzia e non viziata dopo da alcuna gelosi

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       Le confidenze concernenti l'amore-passione non sono ben accolte che tra scolari innamorati dell'amore, e tra giovinette divorate dalla curiosit, dalla tenerezza non impiegata, e forse trascinate gi dall'istinto che dice loro che quella la grande faccenda della loro vita, e che non mai troppo presto per occuparsene.

       Tutti hanno visto bambine di tre anni disimpegnarsi molto bene nei doveri della galanteria.

       L'amore-gusto s'infiamma e l'amore-passione si raffredda per effetto delle confidenze.

       Oltre ai pericoli c' la difficolt delle confidenze. Nell'amore-passione, ci che non si pu esprimere (perch la lingua troppo grossolana per toccare queste sfumature), non esiste tuttavia meno per questo, soltanto, siccome si tratta di cose molto sottili, si maggiormente soggetti a sbagliarsi, osservandole.

       E un osservatore molto commosso osserva male; ingiusto verso il caso.

       Quel che forse pi saggio, di farsi confidenti di se stessi. Scrivete stasera sotto falsi nomi, ma con tutti i particolari interessanti, il dialogo che avete appena avuto con la vostra amica, e la difficolt che vi turba. Tra otto giorni se voi provate l'amore-passione, sarete un altro uomo, e allora, consultando il vostro scritto, voi potrete darvi un buon consiglio.

       Tra uomini, quando si pi di due e l'invidia possibile, la correttezza obbliga a parlare soltanto di amore fisico; guardate la fine delle cene tra uomini. Vi si recitano i sonetti di Baffo che fanno un piacere infinito, perch ognuno prende alla lettera le lodi e gli slanci del suo vicino che, molto spesso, vuole soltanto essere gaio e cortese. Le affascinanti tenerezze di Petrarca o i madrigali francesi sarebbero fuori posto.

 

XXXV SULLA GELOSIA

 

 

       Quando si ama, ad ogni nuovo oggetto che colpisce gli occhi o la memoria, sia che uno sia chiuso in una tribuna e attento ad ascoltare una discussione delle camere o che vada al galoppo a dare il cambio alla guardia, sotto il fuoco del nemico, sempre si aggiunge una nuova perfezione all'idea che si ha della propria amante, o si scopre un nuovo modo, che sul momento sembra eccellente, di farsi amare di pi.

       Ogni passo dell'immaginazione gratificato da un momento di delizie. Non meraviglia che un tale modo di essere sia allettante.

       Nell'istante in cui nasce la gelosia, la stessa abitudine dell'animo resta, ma per produrre un effetto contrario. Ogni perfezione che voi aggiungete alla corona dell'oggetto che amate, e che forse ne ama un altro, lontano dal procurarvi un godimento celeste, vi rivolge un pugnale nel cuore. Una voce vi grida: Questo piacere cos affascinante, il tuo rivale che ne godr.

       E gli oggetti che vi colpiscono, senza produrre questo primo effetto, invece di mostrarvi come un tempo un nuovo modo di farvi amare, vi mostrano un nuovo vantaggio del rivale.

       Incontrate una bella donna che galoppa nel parco, e il rivale famoso per i suoi bei cavalli che gli fanno fare dieci miglia in cinquanta minuti.

       In questo stato il furore nasce facilmente; non ci si ricorda pi che in amore, possedere non niente, gioire tutto; ci si esagera la felicit del rivale, ci si esagera l'insolenza che gli d questa felicit, e si arriva al colmo dei tormenti, cio all'estrema infelicit avvelenata ancora da un resto di speranza.

       Il solo rimedio forse quello di osservare da molto vicino la felicit del rivale. Spesso voi lo vedrete addormentarsi serenamente nel salotto dove si trova quella donna che, a ogni cappello che assomiglia al suo e che voi scorgete da lontano nella via, arresta i battiti del vostro cuore.

       Volete svegliarlo, basta mostrare la vostra gelosia. Avrete forse il vantaggio di insegnargli il valore della donna che lo preferisce a voi, ed egli vi dovr l'amore che lo prender per lei.

       Nei riguardi del rivale, non c' via di mezzo; bisogna o scherzare con lui con l'aria pi disinvolta possibile, o fargli paura.

       Poich la gelosia il pi grande di tutti i mali, si trover che esporre la propria vita una diversione piacevole. Perch allora i nostri sogni non sono tutti avvelenati e tetri (per il meccanismo esposto qui sopra); si pu qualche volta figurarsi che si uccide il rivale.

       Per il principio secondo il quale non si devono mai inviare forze al nemico, bisogna che voi nascondiate il vostro amore al rivale, e che, sotto un pretesto di vanit e il pi lontano possibile dall'amore, gli diciate in gran segreto, con tutta la cortesia possibile, e con l'aria pi calma e pi semplice: Signore, non so perch la gente immagini di attribuirmi la piccola tale; si ha persino la bont di credere ch'io ne sia innamorato; qualora la vogliate voi, io ve la cederei di gran cuore, se disgraziatamente non mi esponessi a svolgere un ruolo ridicolo. Tra sei mesi, prendetela fino a che vi piacer, ma oggi l'onore che si attribuisce, non so perch, a queste cose, mi obbliga a dirvi, con mio grande dispiacere, che se per caso non avete la correttezza di aspettare che sia giunto il vostro turno, bisogna che uno di noi muoia.

       Il vostro rivale molto probabilmente un uomo non passionale, e forse pure un uomo molto prudente, che, una volta che sar convinto della vostra risolutezza, si affretter a cedervi la donna in questione, se appena potr trovare qualche pretesto plausibile. per questo che dovete mettere della gaiezza nella vostra dichiarazione, e coprire tutta la faccenda col pi profondo segreto.

       Ci che rende il dolore della gelosia cos acuto, che la vanit non pu aiutare a sopportarlo, e nel metodo di cui parlo la vostra vanit ha di che cibarsi. Potete stimarvi come coraggioso, se siete ridotto a disprezzarvi in quanto amabile.

       Se si preferisce non prender le cose sul tragico, bisogna partire, e andare quaranta leghe lontani, mantenere una ballerina la cui grazia avr l'aria di fermarvi al passaggio.

       Se appena il rivale ha l'anima comune, vi creder consolato.

       Molto spesso il partito migliore di aspettare senza batter ciglio che il rivale si logori presso l'oggetto amato, con le sue stesse sciocchezze. Poich a meno che si tratti di una passione nata poco a poco e nella prima giovinezza, una donna di spirito non ama mai a lungo un uomo comune. Nel caso della gelosia dopo l'intimit, occorre ancora dell'indifferenza apparente e dell'incostanza reale, perch parecchie donne offese da un amante che esse amano ancora si attaccano all'uomo per il quale egli mostra della gelosia, e il gioco diventa una realt.

       Sono entrato in alcuni particolari, perch il pi spesso delle volte in quei momenti di gelosia si perde la testa; dei consigli scritti da molto tempo fanno bene, e, poich l'essenziale di fingere la calma, opportuno prendere il tono in uno scritto filosofico.

       Siccome non si ha potere su di voi che togliendovi o facendovi sperare delle cose il cui valore dato solo dalla passione che voi avete per loro, se voi riuscite a farvi credere indifferente, di colpo i vostri avversari non hanno pi armi.

       Se non si ha alcuna azione da compiere e che si possa divertirsi a cercare dello svago, si trover qualche piacere a leggere Otello; egli far dubitare delle apparenze pi convincenti. Si chiuderanno gli occhi con delizia su queste parole:

 

       Delle inezie leggere come l'aria

       Sembrano al geloso conferme possenti

       Come prove tratte dalla Sacra Scrittura

                            Otello, atto III.

 

       Ho provato che la vista di un bel mare consolante.

 

       Il mattino che era sorto calmo e brillante conferiva un piacevole effetto al panorama di desolate montagne che si vedeva dal castello guardando verso l'entro terra; e il superbo Oceano increspato da migliaia di ricciute onde d'argento, si estendeva sull'altro lato, in una spaventosa e benevola maest fino alla linea dell'orizzonte. Il cuore umano, anche nei suoi momenti di maggior turbamento, si mette in corrispondenza con queste scene di calma sublimit e gesti di onore e di virt sono spesso ispirati dalla loro maestosa influenza.

       (La sposa di Lammermoor, 1, 193.)

 

       Trovo scritto da Salviati: 20 luglio 1818 - Applico spesso e in modo non ragionevole, credo, alla vita tutta intera il sentimento che un ambizioso e un buon cittadino prova durante una battaglia, se si trova ad essere comandato di restare nel parco di riserva, o in qualsiasi altro posto lontano dal pericolo e dall'azione. Avrei avuto rimpianto a quarant'anni d'aver passato l'et d'amare, senza passione profonda. Avrei provato il dispiacere amaro e umiliante di accorgermi troppo tardi che avevo avuto la sciocchezza di lasciar passare la vita senza vivere.

       Ho passato ieri tre ore con la donna che amo, e con un rivale ch'essa vuol farmi credere ben trattato. Senza dubbio ci sono stati momenti d'amarezza osservando i suoi begli occhi fissi su di lui, e, uscendo da casa sua, dei trasporti vivi dall'estrema disperazione alla speranza. Ma quante cose nuove! Quanti pensieri vivi! Quanti ragionamenti rapidi! e malgrado la felicit apparente del rivale, con quale orgoglio e quale delizia il mio amore si sentiva al di sopra del suo! Mi dicevo: Quelle guance impallidirebbero della pi vile paura al pi piccolo dei sacrifici che il mio amore compirebbe quasi giocando: che dico, con gioia. Per esempio, mettere la mano al cappello per tirare a sorte uno di questi due biglietti: essere amato da lei, e l'altro morire all'istante; e questo sentimento era cos facile in me che non mi impediva di essere amabile e pronto alla conversazione.

       Se mi avessero raccontato questo due anni fa, ci avrei scherzato su.

       Leggo nel viaggio dei capitani Lewis e Clarke, fatto alle sorgenti del Missouri nel 1806, pagina 215:

       I Ricaras sono poveri, ma buoni e generosi; noi vivemmo abbastanza a lungo in tre dei loro villaggi. Le loro donne sono pi belle di quelle di tutte le altre popolazioni che abbiamo incontrato; esse sono anche molto disposte a non far languire i loro innamorati. E trovammo un nuovo esempio di questa verit, che basta correre il mondo per vedere che tutto variabile. Tra i Ricaras grande motivo di offesa se, senza il consenso del marito o del fratello, una donna accorda i suoi favori. D'altra parte, i fratelli e i mariti sono ben contenti d'aver l'occasione di fare questa piccola cortesia ai loro amici.

       Avevamo un negro tra la nostra gente; fece molta sensazione in un popolo che per la prima volta vedeva un uomo di quel colore. Fu presto il favorito del bel sesso, e, invece di essere gelosi, noi vedevamo i mariti incantati di vederlo arrivare presso di loro. Ci che divertente, che nell'interno di capanne cos esigue, si vede tutto.

 

XXXVI SEGUITO DELLA GELOSIA

 

 

       Quanto alla donna sospettata d'incostanza:

       Ella vi lascia perch voi avete scoraggiato la cristallizzazione, e avete forse nel suo cuore l'appoggio dell'abitudine.

       Ella vi lascia perch troppo sicura di voi. Avete ucciso il timore e i piccoli dubbi dell'amore felice non possono pi nascere; datele qualche inquietudine, e soprattutto guardatevi dall'assurdit delle proteste.

       Nel lungo tempo che avete vissuto vicino a lei, avrete certamente scoperto qual la donna della citt o della societ, di cui gelosa e che teme di pi. Fate la corte a questa donna, ma, ben lontano dal render pubblica la vostra corte, cercate di nasconderla, e cercatelo in buona fede; abbiate fiducia negli occhi dell'odio che tutto vedono e tutto sentono. Il profondo distacco che proverete per parecchi mesi per tutte le donne deve rendervi facile la cosa. Ricordatevi che nella posizione in cui siete, si guasta tutto con l'apparenza della passione: vedete poco la donna amata, e bevete champagne in buona compagnia.

       Per giudicare dell'amore della vostra amante, ricordatevi:

       1. Pi gran parte di piacere fisico entra nella base di un amore, in ci che un tempo determin l'intimit, pi questo soggetto all'incostanza e soprattutto all'infedelt. Ci si applica soprattutto agli amori la cui cristallizzazione stata favorita dal fuoco della giovinezza, a sedici anni.

       2. L'amore di due persone che si amano non quasi mai uguale. L'amore-passione ha le sue fasi durante le quali, e di volta in volta, uno dei due ama di pi. Spesso la semplice galanteria o l'amore di vanit che risponde all'amore-passione, ed piuttosto la donna che ama con fuoco. Qualunque sia l'amore provato da uno dei due amanti, dal momento che geloso, esige che l'altro adempia le condizioni dell'amore-passione; la vanit simula in lui tutti i bisogni di un cuore sensibile.

       Infine, niente annoia l'amore di testa quanto l'amore-passione nel suo partner.

       Spesso un uomo di spirito, facendo la corte a una donna, non ha fatto che farla pensare all'amore, e intenerire la sua anima. Essa riceve bene quest'uomo intelligente che le offre questo piacere. Egli comincia ad avere qualche speranza.

       Un bel giorno questa donna incontra l'uomo che gli fa sentire ci che l'altro ha descritto.

       Non so quali sono gli effetti della gelosia di un uomo sul cuore della donna che ama, Se viene da un innamorato che annoia, la gelosia deve ispirare un profondo disgusto che giunge perfino all'odio, se colui che ha suscitato la gelosia pi amabile del geloso, poich non si vuole gelosia che da quelli di cui si potrebbe esser gelosi, diceva la Signora di Coulanges.

       Se si ama il geloso ed egli non ha diritti, la gelosia pu urtare quell'orgoglio femminile cos difficile da trattare e da riconoscere.

       La gelosia pu piacere alle donne che hanno della fierezza, come un modo nuovo di mostrar loro il loro potere.

       La gelosia pu piacere conte un modo nuovo di provare l'amore. La gelosia pu ferire il pudore di una donna ultra delicata.

       La gelosia pu piacere come capace di mostrare il coraggio fisico dell'amante, ferrum amant. Notate che il coraggio fisico che si ama, e non il coraggio alla Turenne che pu benissimo accompagnarsi con un cuore freddo.

       Una delle conseguenze del principio di cristallizzazione, che una donna non deve mai dire s all'amante che ha ingannato, se per caso,vuole fare qualcosa di quest'uomo.

       Tale il piacere di continuare a godere dell'immagine perfetta che ci siamo fatta dell'oggetto che c'impegna, che fino a quel s fatale,

 

       Si va a cercar lontano, piuttosto che morire,

       Qualche pretesto amico per vivere e soffrire.

                            ANDR CHNIER

 

       conosciuto in Francia l'aneddoto della Signorina di Sommery, che, sorpresa in flagrante delitto dal suo amante, gli nega arditamente il fatto, e siccome l'altro protesta: Ah! vedo bene, egli dice, che non mi amate pi: credete di pi a ci che vedete che a ci che vi dico.

       Riconciliarsi con un'amante adorata che vi stata infedele una volta mettersi a disfare a colpi di pugnale una cristallizzazione sempre rinascente. Bisogna che l'amore muoia, e il vostro cuore sentir con strappi spaventosi tutti i momenti della sua agonia. uno degli sviluppi pi dolorosi di questa passione e della vita; bisognerebbe aver la forza di non riconciliarsi che come amico.

 

XXXVII ROSSANA

 

 

       Quanto alla gelosia nelle donne, esse sono diffidenti, rischiano infinitamente pi di noi, hanno sacrificato di pi all'amore, hanno meno mezzi di distrazione, ne hanno soprattutto molti meno per verificare le azioni del loro amante. Una donna si sente avvilita dalla gelosia, ha l'aria di correre dietro a un uomo, crede di essere fonte di riso per il suo amante e che egli rida soprattutto dei suoi pi teneri slanci, essa deve sentirsi incline alla crudelt e tuttavia non pu uccidere legalmente la sua rivale.

       Nelle donne la gelosia deve dunque essere un male ancora pi abominevole, se ci possibile, che negli uomini. tutto ci che il cuore umano pu sopportare di rabbia impotente e di disprezzo di se stesso, senza spezzarsi.

       Non conosco altro rimedio a un male cos crudele se non la morte di chi lo ispira o di chi lo prova. Si pu vedere la gelosia francese nella storia della Signora di La Pommeraie in Giacomo il fatalista.

       La Rochefoucauld dice: Si ha vergogna di confessare che si gelosi, e ci si fa un onore di esserlo stati o di esser capaci di esserlo. Le povere donne non osano neppure confessare che hanno provato questo supplizio crudele, tanto esso conferisce loro ridicolezza. Una piaga cos dolorosa non deve mai cicatrizzarsi interamente.

       Se la fredda ragione potesse esporsi al fuoco dell'immaginazione con l'ombra di un'apparenza di successo, direi alle povere donne infelici per gelosia: C' una grande distanza tra l'infedelt negli uomini e in voi. In voi questa azione in parte azione diretta, in parte segno. Per effetto della nostra educazione di scuola militare, nell'uomo essa non segno di niente. Per effetto del pudore, essa al contrario nella donna il pi decisivo di tutti i segni di devozione. Una cattiva abitudine ne fa come una necessit per gli uomini. Durante tutta la prima giovinezza, l'esempio di ci che in collegio chiamiamo i grandi, fa s che noi mettiamo tutta la nostra vanit, tutta la prova del nostro merito, nel numero di successi di questo genere. La vostra educazione agisce nel senso inverso.

       Quanto al valore di un'azione come segno, in un movimento di collera rovescio un tavolo sul piede del mio vicino, questo gli fa un male del diavolo, ma la cosa pu arrangiarsi, oppure faccio il gesto di dargli uno schiaffo.

       La differenza d'infedelt nei due sessi cos reale, che una donna appassionata pu perdonare un'infedelt, ci che impossibile ad un uomo.

       Ecco un'esperienza decisiva per stabilire la differenza tra l'amore-passione e l'amore per picca; nelle donne l'infedelt uccide quasi l'uno e raddoppia l'altro.

       Le donne altere nascondono la loro gelosia per orgoglio. Esse passano lunghe serate in atteggiamento silenzioso e freddo, con l'uomo che esse adorano, che esse tremano di perdere, e agli occhi del quale esse si vedono poco amabili. Questo deve essere uno dei pi grandi supplizi possibili ed anche una delle sorgenti pi feconde d'infelicit in amore. Per guarire queste donne, cos degne di tutto il rispetto, occorre nell'uomo qualche azione strana e coraggiosa e soprattutto che egli non abbia l'aria di vedere quel che succede in lei. Per esempio un grande viaggio con lei deciso in ventiquattro ore.

 

XXXVIII SULLA PICCA D'AMOR PROPRIO

 

 

       Il puntiglio un movimento della vanit; non voglio che il mio antagonista prevalga su di me, e prendo questo stesso antagonista come giudice del mio merito. Voglio fare effetto sul suo cuore. per questo che si va molto al di l di ci che ragionevole.

       Qualche volta per giustificare la propria stravaganza, si arriva al punto di dirsi che tale competitore ha la pretesa di fare di noi la sua vittima. Il puntiglio, essendo una malattia legata all'onore, molto pi frequente nelle monarchie, e non si deve mostrare che molto pi raramente nei paesi che hanno l'abitudine ad apprezzare le azioni secondo il loro grado di utilit, per esempio negli Stati Uniti d'America.

       Ogni uomo, e un Francese pi di un altro, aborrisce il fatto di esser preso come vittima; tuttavia la leggerezza dell'antico carattere monarchico francese impediva al puntiglio di fare grandi danni altrove che nella galanteria o nell'amore-gusto. Il puntiglio non produceva guasti notevoli che nelle monarchie dove, per il clima, il carattere pi tetro (il Portogallo, il Piemonte).

       I provinciali, in Francia, si fanno un modello ridicolo di ci che nel mondo deve essere la reputazione di un galantuomo, poi si mettono alla posta, e sono l tutta la vita attenti se nessuno salta il fosso. Cos non c' pi naturalezza, essi agiscono sempre per picca e questa mania conferisce ridicolezza anche al loro amore. Dopo l'invidia questo ci che rende pi insostenibile il soggiorno nelle piccole citt, ed ci che bisogna dirsi quando si ammira la situazione pittoresca di qualcuna di esse. Le emozioni pi generose e pi nobili sono paralizzate dal contatto di ci che c' di pi basso nei prodotti della civilt. Per finire di rendersi odiosi, questi borghesi non parlano che della corruzione delle grandi citt.

       Il puntiglio non pu esistere nell'amore-passione, esso dell'orgoglio femminile: Se mi lascio malmenare dal mio amante, mi disprezzer e non potr pi amarmi; o la gelosia con tutti i suoi furori.

       La gelosia vuole la morte dell'oggetto che teme. L'uomo piccato ben lontano da l, vuole che il suo nemico viva e soprattutto che sia testimone del suo trionfo.

       L'uomo piccato vedrebbe con pena il suo rivale rinunciare alla concorrenza, poich quest'uomo pu avere l'insolenza di dirsi in fondo al cuore: se avessi continuato ad occuparmi di quest'oggetto, avrei vinto su di lui.

       Nel puntiglio non si affatto occupati dello scopo apparente, non si tratta che della vittoria. quanto si vede bene negli amori delle ragazze dell'Opra; se voi allontanate la rivale, la pretesa passione che le spingeva al punto di gettarsi dalla finestra, cade all'istante.

       L'amore per picca passa in un momento, al contrario dell'amore-passione.

       Basta che, con un passo irrefragabile, l'antagonista confessi di rinunciare alla lotta. Esito tuttavia ad avanzare questa massima, non ne ho che un esempio, e che mi lascia dei dubbi. Ecco il fatto, il lettore giudicher. Donna Diana una giovane di ventitr anni, figlia di uno dei pi ricchi e pi fieri borghesi di Siviglia. Ella senza dubbio bella, ma di una bellezza marcata, e le si attribuisce molto spirito ed ancor pi orgoglio. Essa amava appassionatamente, almeno in apparenza, un giovane ufficiale, ma la famiglia non era contenta. L'ufficiale part per l'America con Morillo; essi si scrivevano continuamente. Un giorno, a casa della madre di Donna Diana, in mezzo a molta gente, uno sciocco annuncia la morte di quell'amabile giovane. Tutti gli occhi si girano su di lei, ella non dice che queste parole: Che peccato, cos giovane! Noi avevamo giustamente letto, quel giorno, un lavoro del vecchio Massinger, che termina in modo tragico, ma nel quale l'eroina prende la morte del suo amante con questa tranquillit apparente. Io vedevo la madre fremere malgrado il suo orgoglio e il suo odio; il padre usc per nascondere la sua gioia. In mezzo a tutto ci e in mezzo a degli spettatori interdetti, che guardavano con tanto d'occhi lo sciocco narratore, Donna Diana, la sola tranquilla, continu la conversazione come se niente fosse. Sua madre spaventata la fece tener d'occhio dalla sua cameriera, ma niente di cambiato apparve nel suo modo di essere.

       Due anni dopo, un giovane molto bello le fa la corte. Anche questa volta, e sempre per la stessa ragione, perch il pretendente non nobile, i genitori di Donna Diana si oppongono violentemente a questo matrimonio; ella dichiara che il matrimonio si far. Si stabilisce una picca d'amor proprio tra la giovane e suo padre. Si proibisce al giovanotto l'entrata nella casa. Non si conduce pi Donna Diana in campagna e quasi pi in chiesa; le si tolgono con una cura ricercata tutti i mezzi possibili di incontrare il suo amante. Lui si traveste e la vede in segreto con lunghi intervalli. Ella si ostina sempre pi e rifiuta i partiti pi brillanti, anche un titolo e una posizione molto elevata alla corte di Ferdinando VII. Tutta la citt parla delle disgrazie di questi due amanti e della loro costanza eroica. Infine la maggiore et di Donna Diana si avvicina; essa fa capire a suo padre che intende fruire del diritto di disporre di se stessa. La famiglia forzata nelle sue ultime difese, comincia le negoziazioni del matrimonio; quando a met concluso, in una riunione ufficiale delle due famiglie, dopo sei anni di costanza, il giovane rifiuta Donna Diana.

       Un quarto d'ora dopo non appariva pi niente. Ella era consolata; amava per picca? o una grande anima che sdegna di darsi in spettacolo al mondo col suo dolore?

       Spesso l'amore-passione non pu arrivare, dir, alla felicit, se non facendo nascere una picca d'amor proprio; allora ottiene in apparenza tutto ci che potrebbe desiderare, e i suoi lamenti sarebbero ridicoli e sembrerebbero insensati. Non pu fare confidenza della sua infelicit, e tuttavia questa infelicit egli la tocca e la verifica continuamente; le sue prove sono allacciate, se posso dire cos, con le circostanze pi lusinghiere e maggiormente fatte per dare delle illusioni incantevoli. Questa infelicit viene a mostrare la sua testa orrenda nei momenti pi teneri, come a sfidare l'amante e a fargli sentire insieme e tutta la felicit d'essere amato dall'essere affascinante e insensibile che egli stringe tra le braccia, e che questa felicit non sar mai nulla. Questa forse, dopo la gelosia, l'infelicit pi crudele.

       Ci si ricorda ancora, in una grande citt, di un uomo dolce e sensibile, trascinato da un furore di quella specie, a dare la morte alla sua amante che lo amava solo per picca contro sua sorella. Egli la impegn una sera ad andare a fare una gita sul mare con lui, in un bel canotto che aveva preparato lui stesso; arrivato in alto mare, tocca una molla, il canotto si apre e dispare per sempre. Ho visto un uomo di sessanta anni mettersi a mantenere l'attrice pi capricciosa, la pi folle, la pi attraente, la pi strabiliante del teatro di Londra, la signorina Cornel. E pretendete che vi sia fedele? gli dicevano. Per niente affatto; soltanto ella mi amer e forse alla follia.

       Ed essa l'ha amato un anno intero, e spesso da perderne la ragione; ed essa stata fino a tre mesi di seguito senza dargli motivo di lamentarsi. Aveva deciso una picca d'amor proprio scandalosa sotto molti aspetti, tra la sua amante e sua figlia.

       Il puntiglio trionfa nell'amore-gusto, di cui costituisce il destino. l'esperienza per la quale si differenzia meglio l'amore-gusto dall'amore-passione. una vecchia massima di guerra che si dice ai giovani, quando arrivano al reggimento, che se hanno un biglietto di alloggio per una casa dove ci sono due sorelle, e vogliono essere amati da una di loro, devono fare la corte all'altra. Presso la maggior parte delle giovani donne spagnole e che fanno l'amore, se volete essere amato, basta mostrare in buona fede e con modestia che non avete niente nel cuore per la padrona di casa. dall'amabile generale Lasalle che ho questa massima utile. il modo pi pericoloso d'attaccare l'amore-passione.

       La picca d'amor proprio crea il legame dei matrimoni pi felici, dopo quelli che ha formato l'amore. Molti mariti si assicurano per lunghi anni l'amore delle loro mogli, prendendo un'amichetta due mesi dopo il matrimonio.

       Si fa nascere l'abitudine di non pensare che a un solo uomo, e i legami di famiglia vengono a renderla invincibile.

       Se nel secolo e alla corte di Luigi xv, si vista una grande dama (la Signora di Choiseul) adorare suo marito, che sembrava egli avesse un vivo interesse per sua sorella la duchessa di Gramont.

       L'amante pi trascurata, dal momento che ci mostra di preferire un altro uomo, ci toglie il riposo, e getta nel nostro cuore tutte le apparenze della passione.

       Il coraggio dell'Italiano un accesso di collera, il coraggio del Tedesco un momento di ebbrezza, il coraggio dello Spagnolo un moto d'orgoglio. Se ci fosse una nazione in cui il coraggio fosse spesso una picca d'amor proprio tra i soldati di ogni compagnia, tra i reggimenti di ogni divisione, nelle disfatte, siccome non ci sarebbero pi punti d'appoggio, non si saprebbe come arrestare gli eserciti di quella nazione. Prevedere il pericolo e cercare di portarvi rimedio sarebbe il colmo del ridicolo tra quei fuggiaschi vanitosi.

       Basta aver aperto una relazione qualunque di un viaggio presso i selvaggi dell'America del Nord, dice uno dei pi amabili filosofi francesi, per sapere che la sorte ordinaria dei prigionieri di guerra , non soltanto di esser bruciati vivi e mangiati, ma di essere prima legati a un palo vicino a un rogo acceso, per subirvi durante parecchie ore tormenti procurati da tutto ci che la rabbia pu immaginare di pi feroce e di pi raffinato. Bisogna leggere ci che di queste scene orrende raccontano i viaggiatori testimoni della gioia cannibalesca di coloro che assistono, e soprattutto del furore delle donne e dei bambini, e del loro piacere atroce nel rivaleggiare in crudelt. Bisogna vedere ci che aggiungono sulla fermezza eroica, sul sangue freddo inalterabile del prigioniero che non soltanto non d alcun segno di dolore, ma che affronta e sfida i suoi boia con tutto ci che l'orgoglio ha di pi altero, l'ironia di pi amaro, il sarcasmo di pi insultante; cantando le proprie imprese, enumerando i parenti, gli amici degli astanti che ha ucciso, particolareggiando i supplizi che ha fatto loro soffrire, e accusando tutti quelli che lo circondano di vigliaccheria, di pusillanimit, d'ignoranza nel saper tormentare; fino a che, cadendo a pezzi e divorato vivo sotto i propri occhi, dai suoi nemici ebbri di furore, l'ultimo soffio della sua voce e la sua ultima ingiuria esalano con la sua vita. Tutto ci sarebbe incredibile in nazioni civili, sembrer una favola ai nostri pi intrepidi capitani dei granatieri, e sar un giorno messo in dubbio dalla posterit.

       Questo fenomeno fisiologico dovuto a uno stato particolare dell'animo del prigioniero che stabilisce tra se stesso, da un lato, e tutti i suoi carnefici, dall'altro, una lotta d'amor proprio, una sfida di vanit a chi non ceder.

       I nostri bravi chirurghi militari hanno spesso osservato che dei feriti che, in uno stato di calma dello spirito e dei sensi, avrebbero gettato alte grida durante certe operazioni non mostrano, al contrario, che tranquillit e grandezza d'animo, se sono preparati in un certo modo. Si tratta di piccarli d'onore; bisogna sostenere, prima con riguardo, poi contraddicendo in modo irritante, che essi non sono in grado di sopportare l'operazione senza urlare.

 

XXXIX SULL'AMORE LITIGIOSO

 

 

       Ce n' di due specie:

       1. Quello in cui colui che litiga ama.

       2. Quello in cui non ama.

       Se uno dei due amanti troppo superiore nei pregi che tutti e due tengono in considerazione, l'amore dell'altro necessariamente si estinguer, perch il timore del disprezzo verr presto o tardi ad arrestare in modo netto la cristallizzazione.

       Niente odioso alla gente mediocre quanto la superiorit dello spirito: questa, nel mondo di oggi, la sorgente dell'odio; e se noi non dobbiamo a questo principio degli odi atroci, semplicemente perch le persone che separa non sono obbligate a vivere insieme. Che accadr nell'amore dove essendo tutto spontaneo, soprattutto da parte di colui che superiore, la superiorit non mascherata da nessuna precauzione sociale?

       Perch la passione possa vivere, necessario che l'inferiore maltratti il proprio partner, altrimenti questo non potr chiudere una finestra senza che l'altro si ritenga offeso.

       Quanto all'essere superiore, egli si illude e l'amore che sente, non solo non corre alcun rischio, ma quasi tutte le debolezze, nell'oggetto amato lo rendono pi caro.

       Immediatamente dopo l'amore-passione anche ricambiato, tra persone della stessa levatura, bisogna porre, per la durata, l'amore litigioso, in cui colui che litiga non ama. Se ne trovano esempi negli aneddoti relativi alla duchessa di Berry (Memorie di Duclos).

       Essendo partecipe della natura delle abitudini fredde fondate sul lato prosaico ed egoista della vita e compagne inseparabili dell'uomo fino alla tomba, questo amore pu durare pi a lungo dello stesso amore-passione.

       Ma non pi amore, un'abitudine occasionata dall'amore, e che non ha di questa passione che i ricordi e il piacere fisico. Questa abitudine suppone necessariamente delle anime meno nobili. Ogni giorno si crea un piccolo dramma: Mi sgrider? che occupa l'immaginazione; come nell'amore-passione ogni giorno si aveva bisogno di una nuova prova di tenerezza. Vedi gli aneddoti sulla Signora d'Houdetot e Saint-Lambert.

       possibile che l'orgoglio rifiuti di abituarsi a questo genere d'interesse; allora, dopo qualche mese di tempesta, l'orgoglio uccide l'amore. Ma si vede questa nobile passione resistere a lungo prima di morire. I piccoli litigi dell'amore felice, danno a lungo illusioni a un cuore che ama ancora e che si vede maltrattato. Qualche tenera rappacificazione pu rendere la transizione pi sopportabile. Sotto il pretesto di qualche dispiacere segreto, di qualche rovescio di fortuna si scusa l'uomo che si molto amato; ci si abitua infine ai litigi. Dove trovare, infatti, fuori dell'amore-passione, fuori del giuoco, fuori del possesso del potere qualche altra quotidiana sorgente d'interesse simile a quella per vivacit? Se colui che litiga viene a morire, si vede la vittima che sopravvive non consolarsi mai. Questo principio fa il legame di molti matrimoni borghesi; colui che subisce il litigio si ascolta parlare tutto il giorno di ci che ama di pi.

       C' una falsa specie d'amore litigioso. Ho preso in una lettera di una donna di infinita intelligenza il capitolo 33:

       Sempre un piccolo dubbio da soddisfare, ecco ci che fa la sete di tutti gli istanti dell'amore-passione... Siccome il pi vivo timore non l'abbandona mai, i suoi piaceri non possono mai annoiare.

       Nella gente burbera o maleducata, o di un carattere estremamente violento, questo piccolo dubbio da calmare, questo leggero timore si manifestano con un litigio.

       Se la persona amata non ha l'estrema suscettibilit, che frutto di un'educazione accurata, pu trovare pi vivacit, e quindi pi piacere, in un amore di questa specie; e anche, con tutta la delicatezza possibile, se si vede il furioso, prima vittima dei suoi trasporti, ben difficile non amarlo di pi per questo. Ci che lord Mortimer rimpiange forse di pi nella sua amante, sono i candelieri che ella gli gettava in faccia. Infatti se l'orgoglio perdona, e ammette tali sensazioni, bisogna convenire che esse fanno una guerra crudele alla noia, questa grande nemica della gente felice. Saint-Simon, l'unico storico che la Francia abbia avuto, dice (tomo V, p. 43):

       Dopo parecchie avventure, la duchessa di Berry si era innamorata davvero di Rions, figlio cadetto della casa d'Aydie, figlio di una sorella della Signora de Biron. Non aveva n presenza n intelligenza ; era un ragazzo grosso, corto, paffuto e pallido, che, per i molti bollicini assomigliava abbastanza a un ascesso; aveva dei bei denti e non aveva immaginato di poter causare una passione che, in meno di niente, divenne sfrenata; e che dur sempre, senza tuttavia impedire le avventure e le inclinazioni momentanee; non aveva niente di valoroso, se non parecchi fratelli e sorelle che non erano pi valorosi di lui. Il Signore e la Signora di Pons, dama d'onore della duchessa di Berry, erano loro parenti e della stessa provincia; fecero venire il giovane, che era tenente dei dragoni, per cercare di farne qualcosa. Era appena arrivato che questa inclinazione si dichiar, e al Luxembourg egli fu il padrone.

       Il Signor di Lauzun di cui era nipote, ne rideva sotto i baffi; era incantato, si vedeva rinascere in lui, al Luxembourg, al tempo di Mademoiselle; gli dava dei consigli, e Rions, che era dolce e naturalmente cortese e rispettoso, buono e onesto ragazzo, li ascoltava: ma presto sent il potere del suo fascino, che non poteva che conquistare l'incomprensibile fantasia di quella principessa. Senza abusarne con nessun'altra persona, si fece amare da tutti, ma tratt la sua duchessa come il Signor di Lauzun aveva trattato Mademoiselle. Fu presto adorno dei pi ricchi merletti, dei pi ricchi abiti, munito di denaro, di ornamenti, di gioielli; si faceva desiderare, gli piaceva far diventare gelosa la principessa, e mostrarsi geloso lui stesso; spesso la faceva piangere: poco a poco la mise in condizione di non far nulla senza il suo permesso, neppure le cose indifferenti: era pronta ad uscire per andare all'Opra, la faceva restare a casa; altre volte ve la faceva andare malgrado se stessa; la obbligava a fare del bene a signore che essa non amava, o di cui era gelosa; e del male a gente che le piaceva e di cui faceva il geloso. Neppure nell'abbigliarsi non aveva la pi piccola libert; si divertiva a farle cambiare la pettinatura oppure l'abito, quando era tutta pronta; e questo cos spesso e qualche volta cos pubblicamente che l'aveva abituata, la sera, a prendere i suoi ordini per l'abito e l'occupazione dell'indomani, e l'indomani cambiava tutto, e la principessa piangeva tutte le sue lacrime; alla fine era arrivata a mandargli dei biglietti attraverso dei valletti di fiducia, giacch alloggi al Luxembourg fin quasi dal suo arrivo; e i messaggi si ripetevano parecchie volte durante la sua toilette per sapere quali nastri doveva mettere e cos dell'abito e degli altri ornamenti, e quasi sempre le faceva porre quello che lei non voleva. Se qualche volta osava andarsene alla minima cosa senza il suo congedo, la trattava come una serva, e i pianti duravano spesso parecchi giorni.

       Questa principessa cos superba, e che si divertiva tanto a mostrare e ad esercitare l'orgoglio pi smisurato, si abbass a partecipare a delle cene oscure con lui e con gente senza condizione; lei con cui nessuno poteva mangiare se non era principe del sangue. Il gesuita Riglet, che aveva conosciuto da bambina, e aveva curato la sua cultura, era ammesso a questi pranzi particolari, senza che ne avesse vergogna, o che la duchessa ne fosse imbarazzata: la Signora de Mouchy era la confidente di tutte queste strane particolarit; ella e Rions invitavano i commensali e sceglievano i giorni, Questa signora faceva far pace agli amanti, e questa vita era tutta pubblica al Luxembourg, dove tutto faceva capo a Rions, che da parte sua aveva cura di viver bene con tutti, e con un'aria di rispetto che rifiutava in pubblico alla sola principessa. Davanti a tutti le dava delle risposte brusche che facevano abbassare gli occhi ai presenti, e arrossire la duchessa, che non reprimeva affatto i suoi gesti appassionati per lui.

       Rions era per la principessa un sovrano rimedio alla noia.

       Una donna celebre disse a un tratto al generale Bonaparte, allora giovane eroe coperto di gloria e senza crimini verso la libert: Generale, una donna non pu che essere vostra sposa o vostra sorella. L'eroe non comprese il complimento; ci se ne vendicati con delle grosse ingiurie. Quelle donne amano essere disprezzate dal loro amante, esse non lo amano che se crudele.

 

XXXIX BIS RIMEDI ALL'AMORE

 

 

       Il salto di Leucade era una bella immagine nell'antichit. Infatti il rimedio all'amore quasi impossibile. Occorre non soltanto che sia presente il pericolo per richiamare fortemente l'attenzione dell'uomo alla cura della sua propria conservazione, ma occorre, cosa ben pi difficile, la continuit di un pericolo stimolante, e che si possa evitare con la destrezza, affinch l'abitudine di pensare alla propria conservazione abbia il tempo di nascere. Io non vedo altro che una tempesta di sedici giorni, come quella di don Giovanni, o il naufragio del Signor Cochelet tra i Mori, altrimenti si prende prestissimo l'abitudine al pericolo, e ci si rimette persino a pensare a ci che si ama, con pi fascino ancora, quando si di vedetta a venti passi dal nemico.

       L'abbiamo ripetuto continuamente, l'amore di un uomo innamorato gode o freme di tutto ci che egli s'immagina, e non c' niente nella natura che non gli parli dell'oggetto amato. Ora godere e fremere costituisce un'occupazione molto interessante, vicino alla quale tutte le altre impallidiscono.Un amico che vuol procurare la guarigione del malato, deve dapprima essere sempre dalla parte della donna amata, e tutti gli amici che hanno pi zelo che acutezza, non mancano di fare il contrario.

       Questo attaccare, con delle forze troppo ridicolmente ineguali, questo insieme di illusioni incantevoli che abbiamo chiamato un tempo cristallizzazione.

       L'amico guaritore deve avere davanti agli occhi che se si presenta un'assurdit da credere, siccome l'amante deve o ingoiarla o rinunciare a tutto ci che l'attacca alla vita, egli la ingoier, e, con tutto lo spirito possibile, negher nella sua amante i vizi pi evidenti e le infedelt pi atroci. cos che nell'amore-passione, con un po' di tempo, tutto si perdona.

       Nei caratteri ragionevoli e freddi, bisogner, perch l'amore assimili i difetti, che egli non li veda che dopo parecchi mesi di passione.

       Ben lontano dal cercare grossolanamente e apertamente di distrarre l'amante, l'amico guaritore deve parlargli a saziet, e del suo amore e della sua amante, e nello stesso tempo, far nascere sotto i suoi passi una folla di piccoli avvenimenti. Quando il viaggio isola non un rimedio, e perfino non c' nulla che ricordi pi teneramente l'oggetto amato, dei contrasti. in mezzo ai brillanti salotti di Parigi, e presso donne vantate come le pi attraenti, che ho amato di pi la mia povera amante solitaria e triste, nel suo piccolo appartamento, in fondo alla Romagna.

       Spiavo sulla pendola superba del brillante salotto dove ero esiliato, l'ora in cui ella esce a piedi, anche con la pioggia, per andare a trovare la sua amica. cercando di dimenticarla che ho visto che i contrasti sono la sorgente di ricordi meno vivi, ma molto pi celestiali di quelli che si va a cercare nei luoghi dove la si incontrata.

       Perch l'assenza sia utile, bisogna che l'amico guaritore sia sempre l, per far fare all'amante tutte le riflessioni possibili sugli avvenimenti del suo amore, e che cerchi di rendere noiose le sue riflessioni, per la loro lunghezza o perch fuor di proposito; ci che d loro l'effetto di luoghi comuni: per esempio esser tenero e sentimentale dopo una cena rallegrata da buoni vini.

       Se difficile dimenticare una donna presso la quale si trovata la felicit, che ci sono momenti che l'immaginazione non pu stancarsi di rappresentare e di abbellire.

       Non dico niente dell'orgoglio, rimedio crudele e sovrano, ma che non nell'uso delle anime tenere.

       Le prime scene del Romeo di Shakespeare, creano un quadro ammirevole: ci corre dall'uomo che si dice tristemente: Essa ha giurato di non pi amare, a quello che esclama al colmo della felicit: Venga pure ogni disgrazia possibile!

 

XXXIX TER

 

 

La sua passione morir come

una lampada per mancanza

di ci che la fiamma dovrebbe

              nutrire.

       Lammermoor, II, 116

 

       L'amico guaritore deve guardarsi dalle cattive ragioni, per esempio dal parlare d'ingratitudine. risuscitare la cristallizzazione risparmiargli una vittoria e un nuovo piacere.

       Non pu esserci ingratitudine in amore; il piacere attuale paga sempre, e va al di l di sacrifici in apparenza pi grandi. Non vedo altri torti possibili oltre la mancanza di franchezza; bisogna giusto accusare lo stato del proprio cuore.

       Basta che l'amico guaritore attacchi l'amore di fronte, l'amante risponde: Essere innamorato, anche con la collera dell'oggetto amato, non tuttavia meno, per abbassarmi al vostro stile di mercante, avere un biglietto ad una lotteria, la cui felicit mille leghe al di sopra di tutto ci che voi potete offrirmi, nel vostro mondo, d'indifferenza e d'interesse personale. Bisogna avere molta vanit e di quella ben meschina per esser felici del fatto che vi si riceve bene. Io non biasimo gli uomini di agire cos nel loro mondo. Ma, vicino a Leonora, trovavo un mondo dove tutto era celestiale, tenero, generoso. La pi sublime e quasi incredibile virt del vostro mondo, nelle nostre conversazioni, non aveva valore se non di virt ordinaria e di tutti i giorni. Lasciatemi almeno sognare la felicit di passare la mia vita vicino a tale creatura. Sebbene io veda bene che la calunnia mi ha perduto, e che non ho pi speranza, almeno le far sacrificio della mia vendetta.

       Non si pu arrestare l'amore se non agli inizi. Oltre alla partenza immediata, e alle distrazioni obbligate del gran mondo, come nel caso della contessa Kalenberg, ci sono parecchie piccole astuzie che l'amico guaritore pu mettere in uso. Per esempio far cadere sotto i vostri occhi, come per caso, che la donna che amate non ha per voi, al di l di ci che costituisce l'oggetto della contesa, i riguardi di cortesia e di stima che essa accordava a un rivale. Le pi piccole cose bastano perch tutto segno in amore; per esempio essa non vi d il braccio per salire nel suo palco; questa sciocchezza presa al tragico da un cuore appassionato, legando un'umiliazione a ogni giudizio che forma la cristallizzazione, avvelena la sorgente dell'amore, e pu distruggerlo.

       Si pu far accusare la donna che si comporta male col nostro amico di un difetto fisico ridicolo, impossibile da verificare; se l'amante potesse verificare la calunnia, anche quando la trovasse fondata, essa sarebbe resa assimilabile dall'immaginazione e presto il difetto non apparirebbe pi. Non c' che l'immaginazione che possa resistere a se stessa; Enrico III lo sapeva bene quando diceva male della celebre duchessa di Montpensier.

       dunque l'immaginazione che si deve soprattutto tenere imbrigliata in una giovinetta che si vuol preservare dall'amore. E meno volgarit avr nella mente, pi la sua anima sar nobile e generosa, pi in una parola ella sar degna del nostro rispetto, pi grande sar il pericolo che corre.

       sempre pericoloso, per una persona giovane, lasciare che i suoi ricordi si attacchino in modo insistente, e con troppo compiacimento, allo stesso individuo. Se la riconoscenza, l'ammirazione, o la curiosit vengono a raddoppiare i legami del ricordo, essa quasi sicuramente sull'orlo del precipizio. Pi grande la noia della vita abituale, pi sono attivi i veleni chiamati gratitudine, ammirazione, curiosit. Occorre allora una rapida, pronta ed energica distrazione.

       cos che un po' di rudezza e di non-curanza nel primo momento, se la droga amministrata con naturalezza, quasi un mezzo sicuro di farsi rispettare da una donna intelligente.

 

LIBRO SECONDO

 

 

 

XL

 

 

       Tutti gli amori, tutte le immaginazioni, prendono negli individui il colore dei sei temperamenti:

       Il sanguigno, o Francese, o Signor di Francueil (Memorie di Madame d'Epinay);

       Il bilioso, o Spagnolo, o Lauzun (il Peguilhem delle Memorie di Saint-Simon);

       Il melanconico, o Tedesco, o il don Carlos di Schiller;

       Il flemmatico, o l'Olandese ;

       Il nervoso, o Voltaire;

       L'atletico, o Milone di Crotone.

       Se l'influenza dei temperamenti si fa sentire nell'ambizione, l'avarizia, l'amicizia ecc. ecc., che cosa sar dell'amore a cui obbligatoriamente si mescola il fisico?

       Supponiamo che tutti gli amori possano rapportarsi alle quattro variet che abbiamo scritto:

       Amore-passione, o Julie d'Etanges,

       Amore-gusto, o galanteria,

       Amore-fisico,

       Amore di vanit (una duchessa ha sempre trent'anni per un borghese).

       Bisogna far passare questi quattro amori attraverso le sei variet che dipendono dalle abitudini che i sei temperamenti danno all'immaginazione. Tiberio non aveva l'immaginazione folle di Enrico VIII.

       Facciamo passare in seguito tutte le combinazioni che avremo ottenute attraverso le differenze d'abitudine dipendenti dai governi o dai caratteri nazionali:

       1. Il dispotismo asiatico cos come lo si vede a Costantinopoli.

       2. La monarchia assoluta alla Luigi XIV.

       3. L'aristocrazia mascherata da una carta, dove il governo di una nazione a profitto dei ricchi, come in Inghilterra, il tutto seguendo le regole della morale biblica.

       4. La repubblica federativa o governo a profitto di tutti, come negli Stati Uniti d'America.

       5. La monarchia costituzionale, o...

       6. Uno stato in rivoluzione come la Spagna, il Portogallo, la Francia. Questa situazione di un paese che d una passione viva a tutti, mette della naturalezza nei costumi, distrugge le sciocchezze, le virt di convenzione, le convenienze stupide, infonde seriet alla giovent e le fa disprezzare l'amore di vanit e trascurare l'intrigo amoroso.

       Questo stato pu durare a lungo e forgiare le abitudini di una generazione. In Francia cominci nel 1788, fu interrotto nel 1802, e ricominci nel 1815 per finire Dio sa quando.

       Dopo tutte queste maniere generali di considerare l'amore, si hanno le differenze d'et, e si arriva infine alle particolarit individuali.

       Per esempio si potrebbe dire:

       Ho trovato a Dresda, dal conte Wolfstein, l'amore di vanit, il temperamento malinconico, le abitudini monarchiche, l'et di trent'anni, e... le particolarit individuali.

       Questa maniera di vedere le cose pi breve e comunica freddezza al pensiero di colui che giudica dell'amore, cosa essenziale e molto difficile.

       Ora, come in fisiologia l'uomo non sa quasi niente di s se non dall'anatomia comparata, ugualmente nelle passioni, la vanit e parecchie altre cause d'illusione fanno s che noi non possiamo essere illuminati su ci che succede in noi se non dalle debolezze che abbiamo osservate negli altri. Se per caso questo saggio ha un effetto utile, sar quello di condurre la mente a fare questi tipi di accostamenti. Per impegnare a farli, tenter di delineare alcuni tratti generali del carattere dell'amore nelle diverse nazioni.

       Prego che mi si perdoni se torna spesso all'Italia; allo stato attuale dei costumi in Europa, il solo paese dove cresca in libert la pianta che descrivo. In Francia, la vanit; in Germania, una pretesa filosofia folle da morir dal ridere; in Inghilterra, un orgoglio timido, doloroso, astioso, la torturano, la soffocano o le fanno prendere una direzione barocca.

 

XLI SULLE NAZIONI IN RAPPORTO ALL'AMORE. LA FRANCIA

 

 

       Cerco di spogliarmi dei miei affetti e di essere soltanto un freddo filosofo.

       Formate dagli amabili francesi che non hanno che vanit e desideri fisici, le donne francesi sono delle creature meno attive, meno energiche, meno temute, e soprattutto meno amate e meno potenti delle donne spagnole e italiane.

       Una donna potente soltanto per il grado d'infelicit con cui pu punire il suo amante; ora, quando non ha che vanit, ogni donna utile, nessuna necessaria; il successo che lusinga conquistare, non conservare. Quando si hanno solo desideri fisici, si trovano le prostitute, ecco perch le prostitute di Francia sono incantevoli, e quelle di Spagna orribili. In Francia le prostitute possono dare a molti uomini tanta felicit quanto le donne oneste, cio della felicit senza amore, e c' sempre una cosa che un Francese rispetta pi della sua amante, ed la sua vanit.

       Un giovanotto di Parigi prende con un'amante una sorta di schiava, destinata soprattutto a dargli dei piaceri legati alla vanit. Se ella resiste agli ordini di questa passione dominante, la lascia e non ne che pi contento di s dicendo ai suoi amici con quale superiorit di modi, e con quale arguzia di procedimenti egli l'ha piantata.

       Un Francese che conosceva bene il suo paese (Meilhan) dice: In Francia le grandi passioni sono tanto rare quanto i grandi uomini.

       La lingua manca di termini per dire quanto, per un Francese, il ruolo di amante abbandonato e alla disperazione, apertamente davanti a tutta una citt, sia impossibile. Niente di pi comune a Venezia o a Bologna.

       Per trovare l'amore a Parigi, bisogna scendere fino alle classi nelle quali l'assenza di educazione e di vanit e la lotta con i veri bisogni hanno lasciato pi energia.

       Lasciarsi vedere con un grande desiderio non soddisfatto, lasciar vedere s come inferiore, cosa impossibile in Francia, se non per la gente al di sotto di tutto; prestare il fianco a tutti i cattivi scherzi possibili: da qui le lodi esagerate nei riguardi delle prostitute, nella bocca dei giovani che temono il proprio cuore. L'apprensione estrema e grossolana del lasciarsi scorgere inferiori il principio dominante nella conversazione della gente di provincia. Non si forse visto ultimamente uno, che informato dell'assassinio del duca di Berry, ha risposto: lo sapevo.

       Nel Medio Evo la presenza del pericolo temprava i cuori, ed questa, se non mi sbaglio, la seconda causa della straordinaria superiorit degli uomini del XVI secolo. L'originalit che presso di noi rara, ridicola, pericolosa e spesso affettata, era allora comune e senza trucco. I paesi in cui il pericolo mostra ancora spesso la sua mano di ferro, come la Corsica, la Spagna, l'Italia, possono ancora dare grandi uomini. Nei climi in cui un calore bruciante esalta la bile per tre mesi dell'anno, non che la direzione della molla che manca; a Parigi, ho paura che sia la molla stessa.

       Molti dei nostri giovani cos coraggiosi del resto a Montmirail o al bois de Boulogne, hanno paura di amare, ed realmente per pusillanimit che li si vede a vent'anni fuggire la presenza di una ragazza che hanno trovato graziosa. Quando si ricordano ci che hanno letto nei romanzi che utile che un amante faccia, si sentono gelare. Queste anime fredde non concepiscono che la tempesta delle passioni che forma le onde del mare, gonfi le vele del vascello e gli dia la forza di sormontarle.

       L'amore un fiore delizioso, ma bisogna avere il coraggio di andare a coglierlo sui bordi di un precipizio spaventoso. Oltre al ridicolo, l'amore vede sempre al suo fianco la disperazione d'esser lasciato dall'oggetto amato, e non resta pi che un dead blank per tutto il resto della vita.

       La perfezione della civilt sarebbe di combinare tutti i piaceri delicati del XIX secolo con la presenza pi frequente del pericolo. Bisognerebbe che le gioie della vita privata potessero essere aumentate all'infinito esponendosi spesso al pericolo. Fino a quel momento noi saremo sbalorditi totalmente di veder uscire dai nostri collegi di Parigi dove i maestri pi ragguardevoli, seguendo dei metodi perfetti, insegnano lo stato pi avanzato delle scienze, dei dandys, delle specie di babbei che sanno solo ben mettere la cravatta e battersi con eleganza al bois de Boulogne. Ma lo straniero sporca con la sua presenza i focolari della patria: in Francia si fanno strade, in Spagna guerriglie.

       Se volessi fare di mio figlio un uomo che faccia la sua fortuna, un furfante energico e sveglio che vada avanti nel mondo col suo talento, lo farei allevare a Roma, dove, tuttavia, a prima vista non si vedono che pedanti che insegnano sciocchezze.

 

XLII SEGUITO SULLA FRANCIA

 

 

       Chiedo il permesso di dire ancora un po' male della Francia. Il lettore non deve temere di vedere la mia satira restare impunita; se questo saggio trova dei lettori, le mie ingiurie mi saranno rese centuplicate; l'onore nazionale veglia.

       La Francia importante nel piano di questo libro, perch Parigi, grazie alla superiorit della sua conversazione e della sua letteratura, e sar sempre il salotto d'Europa.

       I tre quarti dei biglietti del mattino a Vienna come a Londra sono scritti in francese, o pieni d'allusioni e di citazioni anche in francese, e Dio sa quale.

       In rapporto alle grandi passioni la Francia , mi sembra, priva d'originalit per due ragioni:

       1. Il vero onore o desiderio di assomigliare a Baiardo, per essere onorato nel mondo e vedervi ogni giorno soddisfatta la nostra vanit.

       2. L'onore sciocco o desiderio di assomigliare alla gente dalle buone maniere, del gran mondo, di Parigi. L'arte di entrare in un salotto, di marcare il proprio distacco ad un rivale, di litigare con la propria amante ecc.

       L'onore sciocco, prima da s come capace di esser capito dagli sciocchi, e poi come applicantesi alle azioni di tutti i giorni, e anche di tutte le ore, molto pi utile dell'onore vero ai piaceri della nostra vanit. Si vedono persone molto ben ricevute in societ provviste di onore sciocco senza vero onore, e il contrario impossibile.

       Il tono del gran mondo :

       1. Di trattare con ironia tutti i grandi interessi. Niente di pi naturale, perch un tempo la gente veramente del gran mondo non poteva essere toccata da nulla; non ne avevano il tempo. Il soggiorno in campagna cambia ci. D'altra parte, una posizione contro natura per un Francese, lasciarsi vedere in ammirazione, cio inferiore non soltanto a ci che ammira, passi ancora per questo; ma anche al suo vicino, se questo vicino si azzarda a prendersi gioco di ci che egli ammira.

       In Germania, in Italia, in Spagna, l'ammirazione al contrario piena di buona fede e di gioia; l, colui che ammira prova orgoglio per il suo entusiasmo e compiange chi fischia; non dico colui che si prende gioco, un ruolo impossibile in paesi in cui la sola cosa ridicola mancare la strada della felicit e non l'imitazione di un certo modo di essere. Nel Sud la diffidenza, e l'orrore di essere turbato in piaceri vivamente sentiti fa provare un'ammirazione innata per il lusso e la pompa. Guardate le corti di Madrid e di Napoli ; guardate una funzione a Cadice, si arriva fino al delirio.

       2. Un Francese si crede l'uomo pi infelice e quasi il pi ridicolo, se obbligato a passare il suo tempo da solo. Ora, che cos' l'amore senza la solitudine?

       3. Un uomo appassionato pensa solo a s, un uomo che vuole della considerazione non pensa che agli altri; c' di pi, prima del 1789, la sicurezza individuale era possibile in Francia solo facendo parte di un corpo, la magistratura, per esempio, ed essendo protetti dai membri di quel corpo.

       Il pensiero del vostro vicino era dunque parte integrante e necessaria alla vostra felicit. Ci era ancora pi vero a corte che a Parigi.

       facile sentire quanto queste abitudini, che, in verit, perdono forza tutti i giorni, ma con le quali i Francesi avranno a che fare ancora per un secolo, favoriscano [poco] le grandi passioni.

       Mi par di vedere un uomo che si getta dalla finestra, ma che cerca tuttavia di avere una posizione graziosa arrivando sul lastrico.

       L'uomo appassionato in quanto se stesso e non in quanto un altro, fonte di tutte le ridicolaggini in Francia, e per di pi offende gli altri, ci che d ali al ridicolo.

 

XLIII L'ITALIA

 

 

       La fortuna dell'Italia che un paese lasciato all'ispirazione del momento, fortuna condivisa fino ad un certo punto dalla Germania e dall'Inghilterra.

       Di pi, l'Italia un paese dove l'utile che fu la virt delle repubbliche del Medioevo, non stato deposto dal suo trono dall'onore o virt arrangiata all'uso dei re, e l'onore vero apre la via all'onore sciocco; abitua a chiedersi: Quale idea si fa il vicino della mia felicit? e la felicit dovuta al sentimento non pu essere oggetto di vanit, poich invisibile. A prova di tutto ci, la Francia il paese del mondo dove ci sono meno matrimoni d'amore.

       Altri vantaggi dell'Italia, sono la disponibilit profonda sotto un cielo straordinario e che porta a essere sensibili alla bellezza in tutte le sue forme. Una diffidenza estrema e tuttavia ragionevole che aumenta l'isolamento e raddoppia il fascino dell'intimit; la mancanza della lettura dei romanzi e quasi di qualsiasi lettura che lascia ancor pi all'ispirazione del momento; la passione della musica che suscita nell'animo un movimento cos simile a quello dell'amore.

       In Francia, verso il 1770, non c'era diffidenza; al contrario c'era il bell'uso di vivere e di morire in pubblico, e siccome la duchessa di Luxembourg era intima con cento amici, non c'erano neppure intimit o amicizia propriamente dette.

       In Italia, poich avere una passione non un vantaggio molto raro, la cosa non ridicola, e si sentono citare ad alta voce nei salotti le massime generali sull'amore. Il pubblico conosce i sintomi e i periodi di questa malattia e se ne occupa molto. Si dice ad un uomo lasciato: Sar alla disperazione per sei mesi; ma poi guarir come il tale, il tale ecc.

       In Italia, i giudizi del pubblico sono gli umilissimi servitori delle passioni. Il piacere reale vi esercita un potere che altrove nelle mani della societ; semplicissimo, poich la societ non d quasi affatto piaceri a un popolo che non ha tempo di essere vanitoso, e che vuole farsi dimenticare dal pasci, essa non ha che poca autorit. Gli annoiati biasimano molto gli appassionati ma di loro non ci si cura. A sud delle Alpi la societ un despota che manca di prigioni.

       A Parigi, siccome l'onore comanda di difendere con la spada alla mano, o con parole adatte se si pu, tutte le vie di ogni grande interesse palese, molto pi comodo rifugiarsi nell'ironia. Parecchi giovani hanno preso un'altra decisione, cio di farsi della scuola di J.-J. Rousseau e di Madame de Stal. Poich l'ironia diventata un modo volgare si dovuto bene avere del sentimento. Uno di Pezay, ai nostri giorni, scriverebbe come il Signor d'Arlincourt; d'altra parte, dal 1789, gli avvenimenti combattono in favore dell'utile o impressione individuale contro l'onore o impero dell'opinione; lo spettacolo delle camere insegna a discutere tutto, anche lo scherzo. La nazione diventa seria, l'intrigo amoroso perde terreno.

       Devo dire come Francese che non un piccolo numero di fortune colossali che fa la ricchezza di un paese, ma la molteplicit delle fortune mediocri. In tutti i paesi le passioni sono rare, e la galanteria ha pi grazia e finezza e di conseguenza pi fortuna in Francia. Questa grande nazione, la prima dell'universo, si trova ad essere per l'amore ci che per le qualit dello spirito. Nel 1822, non abbiamo sicuramente n Moore, n Walter Scott, n Crabbe, n Byron, n Monti, n Pellico; ma c' da noi un maggior numero di menti illuminate, piacevoli e al livello delle filosofie del secolo, di quante non ce ne siano in Inghilterra o in Italia. per questo che le discussioni della nostra camera dei deputati, nel 1822, sono cos superiori a quelle del parlamento d'Inghilterra; e che quando un liberale inglese viene in Francia, noi siamo tutti sorpresi di trovargli parecchie opinioni gotiche.

       Un artista romano scriveva da Parigi:

       Non mi piace proprio stare qui; credo che sia perch non ho il tempo disponibile per amare a mio piacimento. Qui, la sensibilit si consuma goccia a goccia via via che si forma, e in modo, almeno per me, da stancarne la sorgente. A Roma, a causa del poco interesse degli avvenimenti di ogni giorno, a. causa del sonno della vita esterna, la sensibilit si accumula a favore delle passioni.

 

XLIV ROMA

 

 

       Solo a Roma succede che una donna onesta e con carrozza dica con effusione a un'altra donna, sua semplice conoscenza, cosa che ho visto questa mattina: Ah! mia cara amica, non far l'amore con Fabio Vitelleschi; sarebbe meglio per te innamorarti di un brigante. Con la sua aria dolce e misurata, capace di trafiggerti il cuore con un pugnale, e dirti con un sorriso amabile immergendotelo nel petto: Piccola mia, ti fa male? E ci succedeva in presenza di una graziosa persona di quindici anni, figlia della signora che riceveva l'avviso, e giovane molto sveglia. Se l'uomo del Nord ha la disgrazia di non essere subito urtato dalla naturalezza di questa gentilezza del Sud, che non il semplice sviluppo di un carattere grandioso, favorito dalla duplice assenza delle buone maniere e di qualsiasi novit interessante, in un anno di soggiorno, le donne di tutti gli altri paesi gli diventano insopportabili.

       Egli vede le Francesi con le loro minute grazie amabilissime, seducenti i primi tre giorni, ma noiose il quarto, giorno fatale in cui si scopre che tutte quelle grazie studiate in anticipo e imparate a memoria sono eternamente le stesse tutti i giorni e per tutti.

       Vede le Tedesche cos naturali, invece, e che si abbandonano con tanta sollecitudine alla loro immaginazione, non aver spesso da offrire con tutta la loro naturalezza, che un fondo di sterilit, di scipitezza, e di tenerezza da biblioteca blu. La frase del conte Almaviva sembra fatta in Germania: E si stupiti, una bella sera, di trovare la saziet dove si andava a cercare la gioia.

       A Roma, lo straniero non deve dimenticare che se niente noioso nel paese dove tutto naturale, il cattivo vi pi cattivo che altrove. Per non parlare che degli uomini, si vedono comparire qui, in societ, una sorta di mostri che altrove si nascondono. gente ugualmente appassionata, lucida, e vile. Una mala sorte li ha gettati presso una donna provvista di un titolo qualunque; innamorati pazzi per esempio, bevono fino alla feccia l'infelicit di vedersi preferire un rivale. Essi sono l per ostacolare quell'amante fortunato. Non sfugge loro niente, e tutti vedono che non sfugge loro niente; ma non smettono, a dispetto di qualsiasi senso dell'onore di urtare la donna, il suo amante e se stessi, e nessuno li biasima perch fanno ci che fa loro piacere. Una sera l'amante, spinto all'estremo, d loro delle pedate sul culo; l'indomani essi gli presentano molte scuse e ricominciano a romper le tasche con costanza alla donna, all'amante e a se stessi. Si freme quando si pensa alla quantit di infelicit che queste anime basse devono ingoiare ogni giorno, e non manca loro, senza dubbio, che un pizzico di vilt in meno per essere avvelenatori.

       anche e soltanto in Italia che si vedono giovani milionari eleganti mantenere magnificamente delle danzatrici del gran teatro, alla vista e alla conoscenza di tutta una citt, passando loro trenta soldi al giorno. I fratelli..., bei giovani sempre a caccia, sempre a cavallo, sono gelosi di uno straniero. Invece di andare da lui e fargli le proprie lagnanze, diffondono sordamente tra la gente delle voci sfavorevoli a quel poveretto. In Francia, l'opinione pubblica forzerebbe questa gente a provare quel che dice o a render ragione allo straniero. Qui l'opinione pubblica e il disprezzo non significano nulla. La ricchezza sempre sicura di esser ben ricevuta ovunque. Un milionario disonorato e cacciato dappertutto a Parigi, pu andare tranquillo a Roma; vi sar considerato giusto proporzionalmente ai suoi scudi.

 

XLV L'INGHILTERRA

 

 

       In questi ultimi tempi ho vissuto molto con le danzatrici del teatro Del Sol, a Valenza. Mi assicurano che molte sono castissime; il fatto che il loro mestiere troppo faticoso. Vigan fa loro ripetere il suo balletto dell'Ebrea di Toledo tutti i giorni, dalle dieci del mattino alle quattro, e da mezzanotte alle tre del mattino; oltre a ci bisogna che esse danzino ogni sera nei due balletti.

       Questo mi ricorda Rousseau che prescrive di far molto camminare Emilio. Pensavo una sera, a mezzanotte, passeggiando al fresco sulla riva del mare, con le piccole danzatrici, che questa volutt sovrumana della freschezza della brezza del mare sotto il cielo di Valenza, in presenza di queste stelle splendenti che sembrano vicinissime a voi, sconosciuta ai nostri tristi paesi brumosi. Questo vale da solo le quattrocento leghe da fare, questo impedisce anche di pensare a forza di sensazioni. Pensavo che la castit delle mie piccole danzatrici spiega molto bene il cammino che l'orgoglio degli uomini segue in Inghilterra per ricreare piano piano i costumi del serraglio nel pieno di una nazione civilizzata. Si vede come alcune di queste giovani inglesi d'altronde cos belle e con una fisionomia cos commovente, lascino un po' a desiderare quanto a idee. Malgrado la libert che stata cacciata solo da poco dalla loro isola e l'ammirevole originalit del carattere nazionale, esse mancano d'idee interessanti e d'originalit. Spesso esse non hanno di notevole che la bizzarria delle loro delicatezze. semplicissimo, il pudore delle donne in Inghilterra, costituisce l'orgoglio dei loro mariti. Ma per quanto sottomessa sia una schiava, la sua compagnia presto di peso. Da qui, per gli uomini, la necessit di ubriacarsi tristemente ogni sera, invece di passare come in Italia le loro serate con la loro amante. In Inghilterra i ricchi annoiati della loro casa e con il pretesto di un esercizio necessario fanno quattro o cinque leghe tutti i giorni come se l'uomo fosse creato e messo al mondo per trottare. Essi consumano cos il fluido nervoso con le gambe e non con il cuore. Dopo di che osano parlar bene di delicatezza femminile, e disprezzare la Spagna e l'Italia.

       Niente di pi disoccupato invece dei giovani Italiani; il movimento che toglierebbe loro sensibilit a loro importuno. Fanno di tanto in tanto una passeggiata di mezza lega come rimedio penoso per la salute; quanto alle donne, una Romana non fa in tutto l'anno le corse di una miss in una settimana.

       Mi sembra che l'orgoglio di un marito inglese esalti molto abilmente la vanit della sua povera moglie. Egli la persuade sopra tutto che non bisogna essere volgare, e le madri che preparano le loro figlie a trovar marito hanno afferrato benissimo questa idea. Da qui la moda molto pi assurda e pi dispotica nella ragionevole Inghilterra che in seno alla leggera Francia; in Bond-Street che stato inventato lo stile accuratamente noncurante. In Inghilterra la moda un dovere, a Parigi un piacere. La moda eleva un ben diverso muro di bronzo a Londra tra New-Bond-Street e Fenchurch-Street, di quanto non lo elevi a Parigi tra la Chausse-d'Antin e la via Saint-Martin. I mariti permettono volentieri alle loro mogli questa follia aristocratica in compenso della massa enorme di tristezza che essi impongono loro. Trovo l'immagine della societ femminile in Inghilterra, quale l'ha fatta il taciturno orgoglio degli uomini nei romanzi una volta celebri della signorina Burney. Siccome chiedere un bicchiere d'acqua quando si ha sete volgare, le eroine della signorina Burney non mancano di lasciarsi morire di sete. Per sfuggire alla volgarit si arriva all'affettazione pi abominevole.

       Paragono la prudenza di un giovane e ricco Inglese di ventidue anni, alla profonda diffidenza del giovane Italiano della stessa et. L'Italiano vi forzato per la sua sicurezza, e la depone, questa diffidenza, o almeno la dimentica, quando nell'intimit, mentre precisamente nella compagnia, in apparenza pi dolce, che si vede raddoppiare la prudenza e l'altezzosit del giovane Inglese. Ho visto gente che diceva: Da sette mesi non le parlavo del viaggio a Brighton. Si trattava di un'economia obbligata di ottanta luigi; ed era un amante di ventidue anni che parlava di un'amante, donna sposata che adorava; ma negli slanci della sua passione, la prudenza non l'aveva lasciato, ben meno ancora aveva avuto l'abbandono di dire a quell'amante: Non andr a Brighton perch ci mi scomoderebbe.

       Notate che la sorte di Giannone, di Pellico e di cento altri forza l'Italiano alla diffidenza, mentre il giovane Inglese bello non obbligato alla prudenza che dall'eccesso e dalla sensibilit morbosa della sua vanit. Il Francese, essendo attraente in ogni idea del momento, dice tutto all'oggetto amato. un'abitudine, senza la quale mancherebbe di disinvoltura e sa che senza disinvoltura non c' grazia.

       con pena e con le lacrime agli occhi che ho osato scrivere tutto ci che precede; ma poich credo che non adulerei un re, perch dunque dire di un paese altro da ci che mi sembra, e che naturalmente pu essere molto assurdo, solo perch questo paese ha dato i natali alla donna pi attraente che ho conosciuto?

       Ci sarebbe sotto altra forma della bassezza monarchica. Mi accontenter di aggiungere che in mezzo a tutto questo insieme di costumi, tra tante Inglesi vittime nel loro spirito dell'orgoglio degli uomini, siccome esiste un'originalit perfetta, basta una famiglia allevata lontano dalle tristi restrizioni destinate a riprodurre i costumi del serraglio, per dare dei caratteri incantevoli. E quanto questa parola incantevole insignificante malgrado la sua etimologia, e comune, per rendere ci che io vorrei esprimere! La dolce Imogne, la tenera Ofelia troverebbero molti modelli viventi in Inghilterra; ma questi modelli sono lontani dal godere dell'alta venerazione unanimamente accordata alla vera Inglese compita, destinata a soddisfare pienamente tutte le convenienze e a dare a un marito tutte le gioie dell'orgoglio aristocratico pi morboso e una felicit da morir di noia.

       Nelle grandi fughe di quindici o venti stanze estremamente fresche e molto scure, in cui le donne italiane passano la loro vita mollemente sdraiate su divani bassissimi, esse sentono parlare d'amore o di musica per sei ore del giorno. La sera a teatro, nascoste per quattro ore nel loro palco, esse sentono parlare di musica o d'amore.

       Perci, oltre al clima, il modo di vivere tanto favorevole alla musica e all'amore in Spagna e in Italia, quanto loro contraria in Inghilterra.

       Io non biasimo n approvo, io osservo.

 

XLVI SEGUITO SULL'INGHILTERRA

 

 

       Amo troppo l'Inghilterra e l'ho vista troppo poco per parlarne. Mi servo delle osservazioni di un amico.

       La condizione attuale dell'Irlanda (1822) vi realizza per la ventesima volta in due secoli, quello stato singolare della societ, cos fecondo di risoluzioni coraggiose, e cos contrario alla noia, in cui persone che pranzano allegramente insieme possono incontrarsi di l a due ore su un campo di battaglia. Niente fa un richiamo pi energico e pi diretto alla disposizione d'animo pi favorevole alle passioni tenere: la naturalezza. Niente allontana di pi dei due grandi difetti inglesi: il cant e la bashfulness (ipocrisia di moralit e timidezza orgogliosa e sofferta; vedi il viaggio del Signor Eustace in Italia. Se quel viaggiatore descrive abbastanza male il paese, in compenso d un'idea molto esatta del suo carattere; e quel carattere, cos come quello del Signor Beattie, il poeta - vedi la sua vita scritta da un amico intimo - sfortunatamente abbastanza comune in Inghilterra. Per il prete onest'uomo malgrado il suo posto, vedi le lettere del vescovo di Llandaf.)

       Si crederebbe l'Irlanda abbastanza infelice, insanguinata come lo da due secoli dalla tirannia paurosa e crudele dell'Inghilterra; ma qui fa la sua entrata nella condizione morale dell'Irlanda, un personaggio terribile: il PRETE...

       Da due secoli l'Irlanda all'incirca tanto mal governata quanto la Sicilia. Un parallelo approfondito di queste due isole, in un volume di 500 pagine, metterebbe in collera molta gente, e farebbe cadere nel ridicolo molte teorie rispettate. Ci che evidente che il pi felice di questi due paesi, egualmente governati da dei pazzi al solo profitto di una piccola minoranza, la Sicilia. I suoi governanti gli hanno lasciato almeno l'amore e la volutt; glieli avrebbero certo portati via come tutto il resto, ma grazie al cielo c' poco in Sicilia di quel male morale chiamato legge e governo.

       Sono gli anziani e i preti che fanno e fanno eseguire le leggi, e questo appare bene dalla specie di gelosia comica con la quale la volutt perseguita nelle isole britanniche. L il popolo potrebbe dire ai suoi governanti e come Diogene ad Alessandro: Accontentatevi delle vostre sinecure e lasciatemi, almeno, il mio sole.

       A forza di leggi, di regolamenti, di contro-regolamenti e di supplizi, il governo ha creato in Irlanda la patata, e la popolazione dell'Irlanda supera di molto quella della Sicilia; cio si sono fatti venire alcuni milioni di contadini avviliti e inebetiti, annientati dal lavoro e dalla miseria, che trascinano per quaranta o cinquanta anni una vita infelice sulle lagune del vecchio Erin, ma che pagano certamente la decima. Ecco un bel miracolo. Con la religione pagana, quei poveri diavoli avrebbero almeno goduto di una fortuna; ma niente affatto, bisogna adorare san Patrizio.

       In Irlanda, non si vedono che contadini pi disgraziati dei selvaggi. Solo che invece di essere centomila come sarebbero allo stato di natura, sono otto milioni, e fanno vivere riccamente cinquecento piccoli proprietari a Londra e a Parigi.

       La societ infinitamente pi avanzata in Scozia dove sotto molti rapporti il governo buono (rarit dei crimini, lettura, mancanza di vescovi ecc.). Le passioni del cuore vi hanno dunque molto maggiore sviluppo, e noi possiamo lasciare le idee nere e arrivare a quelle ridicole.

       impossibile non scorgere un fondo di malinconia nelle donne scozzesi. Questa malinconia seducente soprattutto al ballo dove essa d una singolare nota piccante all'ardore e all'estrema sollecitudine con le quali esse saltano le loro danze nazionali. Edimburgo ha un altro vantaggio, di essersi cio sottratta alla vile onnipotenza dell'oro. Questa citt costituisce in ci cos come per la singolare e selvaggia bellezza del luogo, un contrasto netto con Londra. Come Roma, la bella Edimburgo sembra piuttosto il soggiorno della vita contemplativa. Il turbine senza riposo e gli interessi inquieti della vita attiva con i suoi vantaggi e i suoi inconvenienti appartengono a Londra. Edimburgo mi sembra pagare il tributo alla malignit a causa di un po' di disposizione alla pedanteria. I tempi in cui Maria Stuarda abitava il vecchio Holyrood, e in cui assassinavano Riccio nelle sue braccia, erano migliori per l'amore, e tutte le donne saranno d'accordo, di questi in cui si discute cos a lungo e anche in loro presenza, sulla preferenza che si deve accordare al sistema nettuniano sul sistema vulcanico... Preferisco la discussione sulla nuova uniforme data dal re alle sue guardie o sulla mancata nomina a pari del Signor B. Bloomfield, che occupava Londra quando mi ci trovavo, alla discussione per sapere chi ha esplorato meglio la natura delle rocce, se di Werner o di...

       Non dir niente della terribile domenica scozzese, vicino alla quale quella di Londra sembra una festa. Questo giorno destinato a onorare il cielo la migliore immagine dell'inferno che io abbia mai visto sulla terra. Non camminiamo cos alla svelta, diceva uno Scozzese tornando dalla chiesa a un Francese suo amico, avremmo l'aria di passeggiare.

       Quello dei tre paesi dove c' meno ipocrisia (cant, vedete il New-Monthly Magazine del gennaio 1822, che tuona contro Mozart e le Nozze di Figaro, con un articolo scritto in un paese in cui si rappresenta il Citizen. Ma sono gli aristocratici che in ogni paese, comprano e giudicano un giornale letterario e la letteratura; e da quattro anni, quelli inglesi si sono alleati coi vescovi); quello dei tre paesi in cui c', mi sembra, meno ipocrisia, l'Irlanda; vi si trova, al contrario, una vivacit spensierata e molto amabile. In Scozia, c' stretta osservanza la domenica, ma il luned si balla con una gioia e un abbandono sconosciuti a Londra. In Scozia c' molto amore nella classe dei contadini. La strapotenza dell'immaginazione ha francesizzato questo paese nel XVI secolo.

       Il difetto terribile della societ inglese, quello che in un giorno dato, crea una quantit di tristezza pi grande dei debiti e delle loro conseguenze, e anche pi grande della guerra a morte dei ricchi contro i poveri, questa frase che mi si diceva quest'autunno a Croydon, in presenza della bella statua del vescovo: In societ, nessun uomo vuol farsi avanti per paura di esser deluso nella sua aspettativa.

       Che si giudichi quali leggi tali uomini debbano imporre alle loro mogli e alle loro amanti sotto il nome di pudore!

 

XLVII LA SPAGNA

 

 

       L'Andalusia uno dei pi bei soggiorni che la volutt si sia scelta sulla terra. Avevo tre o quattro aneddoti che mostravano in qual modo le mie idee sui tre o quattro diversi atti di follia il cui insieme forma l'amore, siano veri in Spagna; mi si consiglia di sacrificarli alla delicatezza francese. Ho avuto un bel protestare che scrivevo nella lingua francese, ma non certamente nella letteratura francese. Dio mi preservi dall'aver qualcosa in comune con i letterati stimati oggi.

       I Mori, abbandonando l'Andalusia, vi hanno lasciato la loro architettura e quasi i loro costumi. Poich mi impossibile parlare degli ultimi nella lingua di Madame de Svign, dir almeno dell'architettura moresca che la sua caratteristica principale consiste nel far s che ogni casa abbia un giardinetto circondato da un portico elegante e slanciato. L, durante i calori insopportabili dell'estate, quando per settimane intere il termometro di Raumur non scende mai e si sostiene sui trenta gradi, regna sotto i porticati un'oscurit deliziosa. In mezzo al giardinetto c' sempre un getto d'acqua il cui mormorio uniforme e voluttuoso il solo che turba questo asilo incantevole. La fontana di marmo circondata da una dozzina di aranci e di oleandri. Una tela spessa in forma di tenda copre tutto il giardinetto, e proteggendolo contro i raggi del sole e della luce, non lascia penetrare che le sottili brezze che verso mezzogiorno vengono dalle montagne.

       L vivono e ricevono le belle Andaluse dal passo cos vivo e cos leggero; un semplice vestito di seta nera guarnito di frange dello stesso colore, e che lascia scorgere un collo del piede incantevole; un colorito pallido, degli occhi in cui si dipingono tutte le sfumature pi fuggive delle passioni pi tenere e pi ardenti; tali sono gli esseri celesti che mi proibito far entrare in scena.

       Io guardo al popolo spagnolo come al rappresentante vivente del medio evo.

       Esso ignora una moltitudine di piccole verit (vanit puerile dei suoi vicini) ; ma conosce profondamente le grandi ed ha abbastanza carattere e intelligenza per seguirne le conseguenze fino ai loro ultimi effetti. Il carattere spagnolo fa un bel contrasto con lo spirito francese; duro, brusco, poco elegante, pieno di un orgoglio selvaggio, mai occupato degli altri: il contrasto esatto tra il XV e il XVIII secolo.

       La Spagna mi molto utile per un paragone: il solo popolo che abbia saputo resistere a Napoleone mi sembra assolutamente immune dall'onore-sciocco, e da ci che c' di sciocco nell'onore.

       Invece di fare delle belle ordinanze militari, di cambiare uniforme ogni sei mesi e di portare grandi speroni, questo popolo ha il generale no importa.

 

XLVIII SULL'AMORE TEDESCO

 

 

       Se l'Italiano, sempre agitato tra l'odio e l'amore, vive di passioni, e il Francese di vanit, d'immaginazione che vivono i buoni e semplici discendenti degli antichi Germani. Appena liberi dagli interessi sociali pi diretti e pi necessari alla loro sussistenza, li si vede con stupore lanciarsi in ci che essi chiamano la loro filosofia; una specie di follia dolce, gradevole, e soprattutto senza fiele. Citer, non completamente a memoria, ma da note rapide, un'opera che sebbene composta con spirito d'opposizione, mostra bene, anche per le ammirazioni dell'autore, lo spirito militare in tutto il suo eccesso: il Viaggio in Austria, del Signor Cadet-Gassicourt, nel 1809. Che cosa avrebbe detto il nobile e generoso Desaix, se avesse visto il puro eroismo del 95 condurre a questo esecrabile egoismo?

       Due amici si trovano insieme in una batteria, alla battaglia di Talavera, l'uno come capitano comandante la batteria, l'altro come tenente. Una palla di cannone travolge il capitano. Bene, dice il tenente tutto felice, ecco, Francesco morto, sono io ad essere capitano. Ancora non proprio, esclama Francesco rialzandosi, era stato soltanto stordito dal proiettile. Il tenente cos come il suo capitano erano i migliori ragazzi del mondo, per niente cattivi, soltanto un po' sciocchi ed entusiasti dell'imperatore; ma l'ardore della caccia e l'egoismo furioso che quest'uomo aveva saputo risvegliare, abbellendolo col nome di gloria, facevano loro dimenticare ogni senso di umanit.

       In mezzo allo spettacolo severo offerto da questi uomini che alle parate di Schoenbrunn si disputavano uno sguardo del padrone e un titolo di barone, ecco come lo speziale dell'imperatore descrive l'amore tedesco a pagina 288:

       Niente pi compiacente, pi dolce di un'Austriaca. In lei l'amore culto, e, quando si attacca a un Francese, lo adora in tutta la forza del termine.

       Ci sono donne leggere e capricciose ovunque, ma in generale le Viennesi sono fedeli e non sono affatto civette; quando dico che esse sono fedeli, lo sono all'amante di loro scelta, perch i mariti a Vienna sono come dappertutto.

 

7 giugno 1809

 

       La pi bella giovane di Vienna ha gradito l'omaggio di un mio amico, il Signor M..., capitano addetto al quartiere generale dell'imperatore. un giovanotto dolce e spiritoso; ma certo n la sua figura n il suo viso hanno niente di notevole.

       Da qualche giorno la sua giovane amica suscita, la pi viva sensazione tra i nostri brillanti ufficiali di stato maggiore, che passano la loro vita a curiosare in tutti gli angoli di Vienna. Fanno a chi sar il pi ardito; tutti i trucchi di guerra possibili sono stati impiegati; la casa della bella stata messa in stato d'assedio dai pi avvenenti e dai pi ricchi. I paggi, i brillanti colonnelli, i generali della guardia, i principi stessi sono andati a perdere il loro tempo sotto le finestre della bella, e il loro denaro con i suoi domestici. Sono stati tutti messi alla porta. Tali principi non erano attratto abituati a trovare delle crudeli a Parigi o a Milano. Siccome io ridevo del loro disappunto con quella incantevole persona: Ma, mio Dio, mi diceva lei, non sanno che io amo il Signor M...?

       Ecco un motivo singolare e certamente molto indecente.

       Pagina 290: Mentre eravamo a Schoenbrunn, notai che due giovani addetti all'imperatore non ricevevano mai nessuno nel loro alloggio viennese. Li prendevamo molto in giro per la loro discrezione, e un giorno uno di loro mi disse: "Non avr segreti per voi, una giovane donna di questa citt si data a me a condizione che essa non lascer mai il mio appartamento, e che io non ricever nessuno senza il suo permesso." Fui curioso, disse il viaggiatore, di conoscere questa volontaria reclusa, e poich la mia qualit di medico mi dava, come in Oriente, un pretesto onesto, accettai un pranzo che il mio amico mi offr. Trovai una donna molto innamorata, che aveva la pi grande cura della casa, che non desiderava affatto uscire sebbene la stagione invitasse a passeggiare, e d'altronde convinta che il suo amante la porter in Francia.

       L'altro giovane, che pure non trovavamo mai al suo alloggio in citt, mi fece subito dopo una confidenza dello stesso tipo. Vidi anche la sua bella; come la prima era bionda, molto graziosa, molto ben fatta.

       L'una di diciotto anni era la figlia di un tappezziere molto agiato; l'altra che aveva circa ventiquattro anni, era la moglie di un ufficiale austriaco arruolato nell'esercito dell'arciduca Giovanni. Quest'ultima spinse l'amore a un punto che in un paese dove domina la vanit ci sembrerebbe egoismo. Non soltanto il suo amico le fu infedele, ma si trov nella necessit di farle la confessione pi scabrosa. Ella lo cur con una devozione perfetta, e, attaccandosi a lui proprio per la gravit della malattia che presto lo vide in pericolo, non lo am forse che di pi.

       Si capisce che in quanto straniero e vincitore, e in quanto tutta l'alta societ di Vienna, al nostro avvicinarsi, si era ritirata nelle sue terre di Ungheria, non ho potuto osservare l'amore nelle classi pi elevate; ma ne ho visto abbastanza per convincermi che non lo stesso amore che si trova a Parigi.

       Questo sentimento considerato dai tedeschi come una virt, come un'emanazione della divinit, come qualcosa di mistico. Non vivo, impetuoso, geloso, tirannico come nel cuore di un'Italiana. profondo e assomiglia all'illuminismo; ci sono mille leghe da l a l'Inghilterra.

       Qualche anno fa, un sarto di Lipsia, in un accesso di gelosia, aspett il suo rivale nel giardino pubblico e lo pugnal. Fu condannato ad aver mozzata la testa. I moralisti della citt fedeli alla bont e alla facilit dei Tedeschi all'emozione (ci che debolezza di carattere), discussero il giudizio, lo trovarono severo, e, facendo il paragone tra il sarto e Orosmane, s'impietosirono sulla sua sorte. Non si pot tuttavia far modificare la sentenza. Il giorno dell'esecuzione, tutte le giovinette di Lipsia vestite di bianco si riunirono e accompagnarono il sarto al patibolo gettando fiori sulla sua strada.

       Nessuno trov singolare questa cerimonia; tuttavia in un paese che crede di esser fondato sulla ragione, si poteva dire che essa onorava l'assassinio. Ma era una cerimonia e tutto ci che cerimonia sicuro di non essere mai ridicolo in Germania. Guardate le cerimonie delle corti dei principi minori che ci farebbero morir dal ridere e che invece appaiono molto imponenti a Meiningen o a Kthen. I Tedeschi vedono nei sei guardacaccia che sfilano davanti al loro principino guarnito della sua medaglia, i soldati di Ermanno che marciano incontro alle legioni di Varo.

       Differenza dei Tedeschi da tutti gli altri popoli: con la meditazione invece di calmarsi si esaltano; seconda sfumatura: muoiono dalla voglia di avere del carattere.

       Il soggiorno delle corti di solito cos favorevole allo sviluppo dell'amore, lo rende meno acuto in Germania. Voi non avete idea dell'oceano di minuzie incomprensibili e di meschinit che formano ci che si chiama una corte di Germania, anche quella dei principi migliori (Monaco, 1820).

       Quando arrivavamo con uno stato maggiore, in una citt tedesca, in capo ai primi quindici giorni le signore del paese avevano fatto la loro scelta. Ma questa scelta era costante; ed ho sentito dire che i Francesi erano uno scoglio per molte virt irreprensibili fino al loro arrivo.

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       I giovani Tedeschi che ho incontrato a Gottinga, Dresda, Koenigsberg ecc., sono allevati al centro di sistemi pretesi filosofici che non sono che una poesia oscura e mal scritta, ma, dal punto di vista morale della pi elevata e santa sublimit. Mi sembra di capire che essi hanno ereditato del loro medio evo, non il repubblicanesimo, la diffidenza e il colpo di pugnale, come gli Italiani, ma una forte disposizione all'entusiasmo e alla buona fede. per questo che ogni dieci anni, essi hanno un nuovo grande uomo che deve cancellare tutti gli altri (Kant, Steding, Fichte ecc., ecc.)

       Lutero fece a suo tempo un potente appello al senso morale, e i Tedeschi si batterono trent'anni di seguito per obbedire alla loro coscienza. Bella parola e molto rispettabile per quanto assurda sia la credenza; dico rispettabile anche per l'artista. Vedi i conflitti nell'animo di Sand tra il terzo comandamento di Dio: Non uccidere e ci che egli credeva essere l'interesse della patria.

       Si trova dell'entusiasmo mistico per le donne e dell'amore perfino in Tacito, se tuttavia questo scrittore non ha unicamente fatto una satira di Roma.

       Non si sono fatte cinquecento leghe in terra germanica che si distingue in questo popolo disunito smembrato un fondo d'entusiasmo dolce e tenero piuttosto che ardente e impetuoso.

       Se non si percepisse ben chiaramente questa disposizione, si potrebbero rileggere tre o quattro dei romanzi d'Augusto la Fontaine che la bella Luisa, regina di Prussia, fece canonico di Magdeburgo, come ricompensa di aver descritto cos bene la vita serena.

       Vedo una nuova prova di questa disposizione comune ai Tedeschi, nel codice austriaco che esige la confessione del colpevole per la punizione di quasi tutti i crimini.

       Questo codice, calcolato per un popolo in cui i crimini sono rari e piuttosto dovuti a un accesso di follia in un essere debole che la conseguenza di un interesse coraggioso, ragionato e in costante guerra con la societ, esattamente il contrario di ci che occorre all'ltalia, dove si cerca di introdurlo, ma un errore di gente onesta.

       Ho visto i giudici tedeschi in Italia disperarsi delle sentenze di morte, o dell'equivalente, il carcere duro, che essi erano obbligati a pronunciare senza la confessione dei colpevoli.

 

XLIX UN GIORNO A FIRENZE

 

 

Firenze, 12 febbraio 1819

       Stasera ho trovato in un palco un uomo che sollecitava un favore ad un magistrato di cinquanta anni. La sua prima domanda stata: Chi la sua amante? Chi avvicina adesso? Qui tutte queste cose sono della pi assoluta pubblicit, hanno le loro leggi, c' un modo approvato di comportarsi che basato sulla giustizia senza quasi convenzionalit, altrimenti si un porco.

       Cosa c' di nuovo, domandava ieri uno dei miei amici, arrivando da Volterra. Dopo una parola di energica lagnanza su Napoleone e gli Inglesi, si aggiunge col tono del pi vivo interesse: .La Vitelleschi ha cambiato amante: il povero Gherardesca si dispera. Chi ha preso? Montegalli, quel bell'ufficiale con i baffi, che aveva la principessa Colonna, guardatelo l in platea, inchiodato sotto il suo palco; sta l tutta la sera, perch il marito non vuole vederlo a casa, e voi vedete vicino alla porta il povero Gherardesca che passeggia tristemente contando da lontano gli sguardi che la sua infedele lancia al suo successore. molto cambiato e nella pi viva disperazione; invano che i suoi amici tentano di mandarlo a Parigi e a Londra. Si sente morire, dice, soltanto all'idea di lasciare Firenze.

       Ogni anno ci sono venti disperazioni simili nell'alta societ; ne ho vedute che duravano tre o quattro anni. Questi poveri diavoli. non hanno alcun pudore, e prendono a confidente tutta la terra. Del resto qui c' poca vita di suciet, e per di pi, quando si ama, non ci si va quasi pi. Non si deve credere che le grandi passioni e le belle anime siano  comuni in qualche posto, nemmeno in Italia; ma qui cuori pi ardenti e meno intristiti dalle mille piccole cure della  vanit trovano piaceri deliziosi, anche nelle specie inferiori dell'amore. Vi ho visto l'amore-capriccio, per esempio, causare trasporti e momenti di ebbrezza, che la passione pi folle non ha mai suscitato sotto il meridiano di Parigi.

       Notavo stasera che in italiano ci sono nomi adatti alle mille circostanze particolari dell'amore, che in francese esigerebbero perifrasi senza fine ; per esempio per l'azione di voltarsi bruscamente, quando dalla platea si occhieggia nel suo palco alla donna che si desidera avere e il marito o il cavalier servente si avvicinano al parapetto del palco.

       Ecco i tratti principali del carattere di questo popolo.

       1. L'attenzione abituata ad essere al servizio di passioni profonde non pu muoversi rapidamente, e questa la differenza pi spiccata tra il Francese e l'Italiano. Basta vedere un italiano imbarcarsi in una diligenza, o fare un pagamento ; li la furia francese ; per questo che un Francese dei pi comuni, per poco che non sia un vanesio spiritoso alla Desmazures, sembra sempre un essere superiore a una donna italiana. (L'amante della principessa D... a Roma.)

       2. Tutti fanno l'amore e senza nascondersi come invece avviene in Francia, il marito il migliore amico dell'amante.

       3. Nessuno legge.

       4. Non c' vita di societ. Per riempire ed occupare la sua vita un uomo non conta sulla felicit che trae ogni giorno, da due ore di conversazione e di gioco di vanit in una certa casa. La parola causerie intraducibile in italia- no. Si parla quando si ha qualcosa da dire per essere utili a una passione, ma raramente si parla per ben parlare su tutti i soggetti che intercorrono.

       5. Il ridicolo non esiste in Italia.

       In Francia cerchiamo di imitare in due lo stesso modello ed io sono giudice competente del modo in cui voi lo copiate. In Italia io non so se questa azione singolare che vedo compiere non faccia piacere a quello che la fa, e quasi quasi non ne farebbe anche a me.

       Ci che affettato nel linguaggio o nei modi a Roma, garbato o non comprensibile a Firenze che dista cinquanta leghe. Si parla francese a Lione come a Nantes. Il veneziano, il napoletano, il genovese, il piemontese sono lingue quasi interamente diverse e soltanto parlate da gente che ha stabilito di non stampare se non in una lingua comune, quella che si parla a Roma. Niente pi assurdo di una commedia la cui scena a Milano, e i cui personaggi parlano romano. La lingua italiana, fatta molto pi per essere cantata che parlata non avr sostegni contro la chiarezza francese che la invade se non per la musica.

       In Italia il timore del pasci e delle sue spie fa stimare l'utile ; non c' affatto onore-sciocco. sostituito da una specie di piccolo odio di societ, chiamato pettegolismo.

       Infine offrire motivo di ridicolo farsi un nemico mortale, cosa molto pericolosa in un paese in cui la forza e l'ufficio dei governi si limita a strappare l'imposta e a punire tutto ci che si distingue.

       6. Il patriottismo d'anticamera.

       Questo orgoglio che ci porta a cercare la stima dei nostri concittadini, e a far corpo con loro, espulso da ogni nobile impresa, verso il 1550, dal dispotismo geloso dei piccoli principi d'Italia ha dato origine a un prodotto barbaro, una specie di Caliban, a un mostro pieno di furore e di sciocchezza: il patriottismo d'anticamera, come diceva il Turgot a proposito dell'Assedio di Calais (il Soldato agricoltore di quel tempo). Ho visto questo mostro rendere sciocca la gente pi intelligente. Per esempio un estraneo si far malvolere perfino dalle belle donne se si azzarda a trovare dei difetti al pittore o al poeta della citt; gli viene detto molto chiaramente e con gran seriet che non si deve andar dalla gente per pigliarla in giro, e gli vien citata a questo proposito una parola di Luigi XIV su Versailles.

       A Firenze si dice il nostro Benvenuti come a Brescia il nostro Arrici ; essi mettono sulla parola nostro una certa enfasi contenuta e tuttavia molto comica, all'incirca come lo Specchio quando parla con unzione della musica nazionale, e del Signor Monsigny come del musicista dell'Europa.

       Per non ridere in faccia a questi bravi patrioti, bisogna ricordarsi che, in seguito ai dissensi del medio evo, avvelenati dall'atroce politica dei papi, ogni citt odia mortalmente la citt vicina e il nome degli abitanti di questa passa sempre nella prima come sinonimo di qualche grosso difetto. I papi hanno saputo fare di questo bel paese la patria dell'odio.

       Questo patriottismo d'anticamera la grande piaga morale dell'Italia, tifo deleterio che produrr ancora degli effetti funesti molto tempo dopo che essa avr scosso il giogo dei suoi piccoli ridicoli principi. Un aspetto di tale patriottismo l'odio inesorabile per tutto ci che straniero. Cos, essi trovano sciocchi i Tedeschi, e si arrabbiano quando si dice loro: Che cosa ha prodotto l'Italia nel XVIII secolo di uguale a Caterina II o a Federico il Grande? Dove avete un giardino all'inglese simile al pi piccolo giardino tedesco, voi che col vostro clima avete un vero bisogno d'ombra?

       7. Al contrario degli Inglesi e dei Francesi, gli Italiani non hanno alcun pregiudizio politico; vi si conoscono a memoria i versi di La Fontaine:

 

       Il vostro nemico il vostro p[adrone]

 

       L'aristocrazia, appoggiandosi sui preti e sulle societ bibliche, per loro un vecchio tiro mancino che li fa ridere. In compenso un Italiano ha bisogno di tre mesi di soggiorno in Francia per concepire come un mercante di stoffe possa essere ultra.

       8. Metter come ultimo tratto del carattere l'intolleranza nella discussione e la collera al momento in cui non trovano sotto mano un argomento da lanciare contro quello del loro avversario. Allora li si vede impallidire. uno degli aspetti della sensibilit estrema, ma non un aspetto piacevole; di conseguenza uno di quelli che io ammetto pi volentieri come prova della sua esistenza.

       Ho voluto vedere l'amore eterno, e dopo molte difficolt ho ottenuto di essere presentato stasera al cavaliere C. e alla sua amante presso la quale egli vive da cinquantaquattro anni. Sono uscito intenerito dal palco di quegli amabili vecchi; ecco l'arte di esser felice, arte ignorata da tanti giovani.

       Sono due mesi che ho visto Monsignor R... da cui sono stato ben ricevuto perch gli portavo dei numeri della Minerve. Era nella sua casa di campagna con la Signora D. che egli avvicina, come si dice, da trentaquattro anni. Ella ancora bella, ma c' un fondo di malinconia in quella casa, che si attribuisce alla perdita di un figlio avvelenato molto tempo fa dal marito.

       Qui fare l'amore non , come a Parigi, vedere la propria amante un quarto d'ora la settimana, e, per il resto del tempo incrociare uno sguardo o una stretta di mano: qui l'amante, il fortunato amante, passa quattro o cinque ore di ogni sua giornata con la donna che ama. Le parla dei suoi processi, del suo giardino inglese, delle sue partite di caccia, del suo avanzamento ecc., ecc. l'intimit pi completa e pi tenera; egli le d del tu alla presenza del marito e dappertutto.

       Un giovane di questo paese anche molto ambizioso, almeno credeva, chiamato ad occupare a Vienna un posto importante (nientemeno che ambasciatore), non ha potuto abituarsi all'assenza. In capo a sei mesi ha ringraziato del posto, ed tornato ad esser felice nel palco della sua amica.

       Questo scambio di tutti gli istanti sarebbe imbarazzante in Francia, dove necessario portare in societ una certa affettazione, e dove la vostra amante vi dice benissimo: Signor Tale, siete scontroso stasera, non dite niente. In Italia, si tratta di dire alla donna che si ama tutto ci che passa per la testa, bisogna proprio pensare a voce alta. C' un certo effetto nervoso dell'intimit e della franchezza che provoca la franchezza, che non si pu cogliere se non in questo modo. Ma c' un grande inconveniente; trovano che fare l'amore in questo modo paralizza tutti i gusti e rende insipide tutte le altre occupazioni della vita. Quell'amore il miglior sostitutivo della passione.

       La nostra gente di Parigi che ancora al punto di non poter concepire che si possa essere Persiani, non sapendo che dire, esclamer che questi costumi sono indecenti. Per prima cosa io sono soltanto uno storico, e poi mi riservo di dimostrare un giorno, con dei grossi ragionamenti, che in fatto di costumi, e andando a fondo alle cose, Parigi non deve nulla a Bologna. Senza accorgersene, questa povera gente ripete ancora il suo catechismo da tre soldi.

       12 luglio 1821. - A Bologna non ci sono odiosi in societ. A Parigi, il ruolo di marito ingannato esecrabile, qui (a Bologna) non niente, non ci sono mariti ingannati. I costumi sono dunque gli stessi, di meno c' l'odio; il cavalier-servente della donna sempre amico del marito, e questa amicizia cementata da servizi reciproci, sopravvive molto spesso ad altri interessi. La maggior parte di questi amori dura cinque o sei anni, parecchi sempre. Ci si lascia infine quando non si trova pi dolcezza a dirsi tutto, e passato il primo mese dal momento della rottura, non c' pi amarezza.

       Gennaio 1822. - L'antica moda dei cavalieri-serventi, importata in Italia da Filippo II con l'orgoglio e i costumi spagnoli, interamente caduta in disuso nelle grandi citt. Sola eccezione che conosco la Calabria, in cui sempre il fratello maggiore si fa prete, celebra le nozze del fratello minore e si stabilisce cavalier-servente e nello stesso tempo amante di sua cognata.

       Napoleone ha tolto il libertinaggio all'alta Italia ed anche a questo paese (Napoli).

       I costumi dell'attuale generazione di belle signore fanno vergognare le loro madri; esse sono pi favorevoli all'amore-passione. L'amore fisico ha molto perduto.

 

L L'AMORE NEGLI STATI UNITI

 

 

       Un governo libero un governo che non fa del male ai cittadini, ma che al contrario d loro la sicurezza e la tranquillit. Ma ci corre ancora molto alla felicit, bisogna che l'uomo se la crei lui stesso, perch sarebbe un'anima ben grossolana quella che si considerasse perfettamente felice godendo della sicurezza e della tranquillit. In Europa confondiamo le cose; abituati come siamo a dei governi che ci fanno del male, ci sembra che esserne liberati sarebbe il culmine della felicit; in ci simili a malati travagliati da mali dolorosi. L'esempio dell'America ci mostra proprio il contrario. L il governo disimpegna bene i suoi doveri e non fa del male a nessuno, ma come se il destino volesse sconcertare e smentire ogni nostra filosofia o piuttosto accusarla di non conoscere tutti gli elementi dell'uomo, lontani come noi siamo da tanti secoli a causa dell'infelice stato dell'Europa, da ogni vera esperienza, noi vediamo che siccome l'infelicit che viene dai governi manca agli Americani, essi sembrano mancare a se stessi. Si direbbe che la sorgente della sensibilit si inaridisca in loro. Essi sono giusti, sono ragionevoli, ma non sono felici.

       La Bibbia, cio le ridicole conseguenze e regole di condotta che spiriti bizzarri deducono da quella raccolta di poemi e di canti, sufficiente per causare tutta questa infelicit? L'effetto mi sembra ben considerevole rispetto alla causa.

       Il Signor di Volney raccontava che si trovava a tavola in campagna, da un bravo Americano, uomo agiato e circondato di figli gi grandi, quando entr un giovanotto nella sala: Buongiorno William, disse il padre di famiglia, siediti. Stai bene a ci che vedo. Il viaggiatore domand chi fosse il giovanotto: il secondo dei miei figli. E da dove viene? Da Canton.

       L'arrivo di un figlio dall'altro capo dell'universo non suscitava maggiore sensazione.

       Tutta l'attenzione sembra volta agli arrangiamenti ragionevoli della vita, e a prevenire tutti gli inconvenienti: arrivati alfine al momento di raccogliere il frutto di tante cure e di s lungo spirito d'ordine, non si trova pi un resto di vita per godere.

       Si direbbe che i figli di Penn non abbiano mai letto questo verso che sembra la loro storia:

 

       Et propter vitam, vivendi perdere causas

 

       I giovani dei due sessi allorch giunto l'inverno, che come in Russia la stagione allegra del paese, corrono insieme in slitta sulla neve di giorno e di notte, fanno corse di quindici o venti miglia molto allegramente e senza alcuno per sorvegliarli; e non ne derivano mai inconvenienti.

       C' la gaiezza fisica della giovinezza che passa presto col calore del sangue e che finita a venticinque anni: non vedo le passioni che fanno godere. C' tanta abitudine alla ragionevolezza negli Stati Uniti, che la cristallizzazione stata da ci resa impossibile.

       Ammiro quella felicit e non l'invidio; come la felicit degli esseri di una specie diversa e inferiore. Mi aspetto molto meglio dalla Florida e dall'America meridionale.

       Ci che rafforza la mia congettura concernente l'America del Nord, la mancanza assoluta di artisti e di scrittori. Gli Stati Uniti non ci hanno ancora mandato una scena di tragedia, un quadro o una vita di Washington.

 

LI L'AMORE IN PROVENZA FINO ALLA CONQUISTA DI TOLOSA NEL 1228, DA PARTE DEI BARBARI DEL NORD

 

 

       L'amore ebbe una forma singolare in Provenza, dall'anno 1100 fino al 1228. C'erano leggi stabilite per i rapporti tra i due sessi in amore, cos severe e cos esattamente seguite quanto possono esserlo oggi le leggi del punto d'onore. Quelle concernenti l'amore facevano anzitutto astrazione completa dai diritti sacri dei mariti. Esse non supponevano alcuna ipocrisia. Quelle leggi prendendo la natura umana cos com', dovevano produrre molta felicit.

       C'era la maniera ufficiale di dichiararsi innamorato di una donna, e quella di essere gradito da lei in qualit di amante. Dopo tanti mesi di corte in un certo modo, si otteneva di baciarle la mano. La societ, ancora giovane, godeva delle formalit e delle cerimonie che allora erano indice di civilt, e che oggi farebbero morire di noia. Lo stesso carattere si trova nella lingua dei Provenzali, nella difficolt e nell'intreccio delle loro rime, nelle loro parole maschili e femminili per esprimere lo stesso oggetto; infine nel numero infinito dei loro poeti. Tutto ci che nella societ forma e che oggi cos insipido, aveva allora tutta la freschezza e il sapore della novit.

       Dopo aver baciato la mano di una donna, si procedeva di grado in grado a forza di merito e senza favoritismi. Bisogna per notare che se i mariti erano sempre fuori questione, d'altro canto il progredire ufficiale degli amanti si fermava a ci che chiameremmo le dolcezze dell'amicizia pi tenera tra persone di sesso diverso. Ma dopo parecchi mesi o parecchi anni di prova, quando una donna era perfettamente sicura del carattere e della discrezione di un uomo, in quanto quest'uomo aveva con lei tutti gli atteggiamenti e le disposizioni date dall'amicizia pi tenera, questa amicizia doveva allarmare ben fortemente la virt.

       Ho parlato di favoritismi, perch una donna poteva avere parecchi spasimanti ma uno solo nei gradi superiori. Sembra che gli altri non potessero essere avanzati molto al di l del grado di amicizia che consisteva nel baciarle la mano e nel vederla tutti i giorni. Tutto ci che ci resta di questa civilt singolare in versi e in versi rimati nel modo pi barocco e pi difficile; non ci si deve meravigliare se le nozioni che noi traiamo dalle ballate dei trovatori sono vaghe e poco precise. Si trovato perfino un contratto di matrimonio in versi. Dopo la conquista, nel 1228, a causa d'eresia, i papi prescrissero a pi riprese di bruciare tutto ci che era scritto nella lingua volgare. L'astuzia italiana proclamava il latino come sola lingua degna di gente di tale ingegno. Sarebbe una misura molto vantaggiosa se si potesse rinnovarla nel 1822.

       Tanta pubblicit e ufficialit nell'amore non sembrano accordarsi a prima vista con la vera passione. Se la dama diceva al suo cavalier servente: Andate per amor mio a visitare la tomba di Nostro Signore Ges Cristo a Gerusalemme, vi passerete tre anni e ne tornerete in seguito; l'amante partiva all'istante: esitare un sol momento l'avrebbe coperto della stessa ignominia di cui lo coprirebbe, oggi, una debolezza sul punto d'onore. La lingua di quella gente ha un'estrema finezza per rendere le sfumature pi sfuggenti del sentimento. Un altro segno che quei costumi erano molto avanzati sulla via della vera civilt, il fatto che appena usciti dagli orrori del medio evo, e del feudalesimo in cui la forza era tutto, noi vediamo il sesso pi debole meno tiranneggiato di quanto non lo sia legalmente oggi; noi vediamo le povere e deboli creature che in amore hanno da perdere di pi e le cui attrattive svaniscono pi presto, padrone del destino degli uomini che le avvicinano. Un esilio di tre anni in Palestina, il passaggio da una civilt piena di gaiezza al fanatismo e alla noia di un campo di crociati doveva essere per qualcuno che non fosse un cristiano esaltato, una corve molto penosa. A Parigi che cosa pu fare al suo amante una donna vigliaccamente abbandonata da lui?

       Non c' che una risposta che vedo da qui: nessuna donna di Parigi che si rispetti ha amanti. Si vede che la prudenza ha diritto di consigliare oggi molto di pi alle donne di non abbandonarsi all'amore-passione. Ma un'altra prudenza che sicuramente sono lontano dall'approvare, non consiglia forse loro di vendicarsi con l'amore-fisico? Con la nostra ipocrisia e il nostro ascetismo, abbiamo guadagnato non un omaggio reso alla virt, non si contraddice mai impunemente la natura, ma il fatto che c' meno felicit sulla terra e infinitamente meno pensieri generosi.

       Un amante che, dopo dieci anni di intimit, abbandonava la sua povera innamorata perch si accorgeva che aveva trentadue anni, non aveva pi onore nell'amabile Provenza; non aveva altra risorsa che seppellirsi nella solitudine di un chiostro. Un uomo non generoso ma semplicemente prudente, aveva dunque interesse a non mettere in giuoco pi passione di quanta non ne provasse.

       Indoviniamo tutto questo, poich ci restano ben pochi documenti che diano delle notizie esatte...

       Bisogna giudicare l'insieme dei costumi da alcuni fatti particolari. Conoscete l'aneddoto di quel poeta che aveva offeso la sua dama; dopo due anni di disperazione ella degn infine rispondere ai suoi numerosi messaggi, e gli fece dire che se si faceva strappare un'unghia e le faceva presentare quest'unghia da cinquanta cavalieri innamorati e fedeli, ella poteva forse perdonargli. Il poeta si affrett a sottoporsi all'operazione dolorosa. Cinquanta cavalieri ben accetti alle loro dame andarono a presentare quell'unghia alla bella offesa con tutta la pompa possibile. Ci cre una cerimonia tanto imponente quanto l'entrata di uno dei principi del sangue in una delle citt del regno. L'amante coperto degli abiti del pentimento seguiva da lontano la sua unghia. La dama, dopo aver visto compiersi tutta la cerimonia che fu molto lunga, degn perdonargli; egli fu reintegrato in tutte le tenerezze della sua primitiva felicit. La storia dice che passarono insieme lunghi anni felici. certo che i due anni di infelicit sono prova di una passione vera e l'avrebbero fatta nascere se non fosse esistita prima con questa forza.

       Potrei citare venti aneddoti che mostrerebbero ovunque una galanteria amabile, piena di spirito e condotta tra i due sessi sui principi della giustizia; dico galanteria, perch in ogni tempo l'amore-passione un'eccezione pi curiosa che frequente e non si potrebbe imporgli delle leggi. In Provenza ci che pu esservi di calcolato e di sottomesso all'impero della ragione era fondato sulla giustizia e sull'eguaglianza di diritti tra i due sessi, ecco ci che ammiro soprattutto come capace di allontanare quanto possibile l'infelicit. Al contrario la monarchia assoluta sotto Luigi XV, era giunta a far mettere alla moda in questi stessi rapporti la scelleratezza e la perfidia.

       Sebbene questa bella lingua provenzale, cos piena di delicatezza e cos tormentata dalla rima, non fosse probabilmente quella del popolo, i costumi delle classi elevate erano passati nelle classi inferiori veramente poco grossolane allora in Provenza, in quanto godevano di molta agiatezza. Gioivano dei primi risultati di un commercio molto prospero e molto ricco. Gli abitanti delle rive del Mediterraneo si erano accorti proprio allora (nel IX secolo) che commerciare mettendo in pericolo qualche barca su quel mare, era meno penoso e quasi altrettanto divertente che rapinare i passanti sulla grande strada vicina, al servizio di qualche piccolo signore feudale. Poco dopo i Provenzali del X secolo videro che presso gli Arabi c'erano piaceri pi dolci che depredare, violare e battersi.

       Bisogna considerare il Mediterraneo come la culla della civilt europea. Le rive felici di questo bel mare cos favorite dal clima lo erano anche per la prosperit degli abitanti e per l'assenza di qualsiasi religione o legislazione triste. Il genio eminentemente gaio dei Provenzali di allora aveva attraversato la religione cristiana senza esserne alterato.

       Abbiamo una viva immagine di un effetto simile della stessa causa nelle citt italiane la cui storia ci giunta in un modo pi distinto e che d'altra parte sono state abbastanza fertili da lasciarci Dante, Petrarca e la pittura.

       I Provenzali non ci hanno lasciato in eredit un grande poema, come la Divina Commedia, nel quale vengono a riflettersi tutte le particolarit dei costumi dell'epoca. Essi avevano, mi sembra, meno passione e molta pi gaiezza degli Italiani. Avevano preso dai loro vicini, i Mori di Spagna, questo modo piacevole di prendere la vita. L'amore regnava con l'allegria, le feste e i piaceri nei castelli della felice Provenza.

       Avete visto all'Opra il finale di una bella opera comica di Rossini, ove tutto gaiezza, bellezza, magnificenza ideale sulla scena? Siamo a mille leghe dai lati brutti della natura umana. L'opera finisce, il sipario cala, gli spettatori se ne vanno, il lampadario si alza, si spengono le lampade. L'odore di lampada spenta male riempie la sala, il sipario si rialza a met, si scorgono dei monelli sporchi e mal vestiti dimenarsi sul palcoscenico dove si agitano in modo orrendo, prendendo il posto delle giovani donne che lo riempivano con la loro grazia solo un istante prima.

       Tale fu per il regno di Provenza l'effetto della conquista di Tolosa fatta dall'esercito dei crociati. Invece d'amore, di grazia e di gaiezza, si ebbero i Barbari del Nord e san Domenico. Non annerir queste pagine con il racconto da far rizzare i capelli degli orrori dell'inquisizione in tutto il fervore dei suoi inizi. Quanto ai barbari, erano i nostri padri; uccidevano e saccheggiavano tutto; distruggevano per il piacere di distruggere ci che non potevano portar via; un furore selvaggio li animava contro tutto ci che portava qualche traccia di civilt, soprattutto non capivano una parola di quella bella lingua del Sud, e la loro rabbia ne era raddoppiata. Molto superstiziosi e guidati dallo spaventoso san Domenico, credevano di guadagnarsi il cielo uccidendo dei Provenzali. Tutto fu compiuto per loro, pi amore, pi gaiezza, pi poesia; meno di venti anni dopo la conquista (1235), erano quasi altrettanto barbari e grossolani dei Francesi, nostri padri.

       Da dove era caduta in questo angolo di mondo quella incantevole forma di civilt che per due secoli fece la felicit delle classi elevate della societ? Dai Mori di Spagna a quel che appare.

 

LII LA PROVENZA NEL XII SECOLO

 

 

       Tradurr un aneddoto dai manoscritti provenzali; il fatto che leggeremo ebbe luogo verso l'anno 1180, e la storia fu scritta verso il 1250. L'aneddoto sicuramente molto conosciuto: tutta la sfumatura dei costumi sicuramente nello stile. Supplico che mi si permetta di tradurre parola per parola e senza cercare affatto l'eleganza del linguaggio attuale.

       Monsignor Raimondo di Rossiglione fu cos come voi sapete un valente barone, ed ebbe come moglie madonna Margherita, la pi bella donna che si conoscesse in quel tempo, e la pi dotata di ogni bella qualit, di ogni valore. e di ogni cortesia. Successe cos che Guglielmo di Cabstaing, che era figlio di un povero cavaliere del castello di Cabstaing, venne alla corte di Monsignor Raimondo di Rossiglione, si present a lui e gli chiese se era contento che egli fosse valletto della sua corte. Monsignor Raimondo, che lo vide bello e avvenente, gli disse che era il benvenuto, e che restasse nella sua corte. Cos Guglielmo rest con lui e seppe condursi cos gentilmente che lo amavano piccoli e grandi; e seppe distinguersi tanto che Monsignor Raimondo volle che fosse donzello di madonna Margherita, sua moglie; e cos fu fatto. Si sforz dunque Guglielmo di valere ancora di pi e nelle parole e nei fatti. Ma cos come ha costume di succedere in amore, accadde che amore volle prendere madonna Margherita e infiammare il suo pensiero. Tanto le piaceva il modo di fare di Guglielmo, e il suo dire, e il suo sembiante, ch'ella non pot tenersi un giorno dal dirgli: "Allora dimmi, Guglielmo, se una donna facesse mostra di amarti, oseresti tu amarla?" Guglielmo che se ne era accorto le rispose molto francamente: "S, lo farei, Signora, se soltanto ci che essa mostra fosse vero." "Per San Giovanni!" disse la dama, "hai risposto bene da uomo di valore; ma ora voglio metterti alla prova se in fatto di sembianti tu sarai capace di sapere e conoscere quali sono veritieri e quali no."

       Quando Guglielmo ebbe inteso queste parole, rispose: "Signora, che sia come a voi piacer."

       Cominci a farsi pensoso, e Amore subito gli fece guerra; e i pensieri che Amore manda ai suoi gli entrarono nel profondo del cuore, e da l in avanti fu dei serventi d'Amore e cominci a trovare delle piccole strofe attraenti e gaie, e delle canzoni a ballo, e delle canzoni di canto scherzoso, con le quali era molto gradito, e pi a colei per la quale egli cantava. Ora, Amore che accorda ai suoi servi la loro ricompensa quando gli piace, volle dare a Guglielmo il premio del suo; ed eccolo che comincia a prendere la dama con s forti pensieri e riflessioni d'amore che n giorno n notte essa poteva riposare, pensando al valore e alla prodezza che in Guglielmo si era cos copiosamente istillata e messa.

       Successe un giorno che la dama prese a parte Guglielmo e gli disse: "Guglielmo, dimmi dunque, ti sei alfine accorto se ci di cui fo mostra vero o menzognero?" Guglielmo risponde: "Madonna, che Dio mi aiuti, dal momento in cui sono stato il vostro cavalier servente, non ha potuto entrarmi nel cuore nessun pensiero se non che voi siete la migliore che mai nacque e la pi veritiera e nelle parole e nei sembianti. Questo io credo e creder tutta la vita." E la dama rispose:

       "Guglielmo, io vi dico che se Dio mi aiuta voi non sarete mai da me ingannato, e i vostri pensieri non saranno vani n perduti." E stese le braccia e lo baci dolcemente nella camera dove tutti e due erano seduti, e cominciarono il loro amore; e non pass molto tempo che i maldicenti, che Dio li abbia in collera, si misero a parlare e a chiacchierare del loro amore, a proposito delle canzoni che Guglielmo faceva, dicendo che aveva riposto il suo amore in madonna Margherita, e tanto dissero a casaccio che la cosa giunse alle orecchie di Monsignor Raimondo. Allora egli prov grande pena e gravissima tristezza, prima perch doveva perdere il suo compagno scudiero che amava molto, e pi ancora per la vergogna della sua moglie.

       Successe un giorno che Guglielmo se ne era andato alla caccia allo sparviero con uno scudiero soltanto; e Monsignor Raimondo fece chiedere dov'era; un valletto gli rispose che era andato allo sparviero e cos come sapeva la cosa, aggiunse che era in tale posto. Immediatamente Raimondo prende delle armi nascoste e si fa portare il suo cavallo, e se ne va da solo verso il luogo dove Guglielmo era andato: e tanto cavalc che lo trov. Quando Guglielmo lo vide arrivare se ne meravigli molto, e subito ebbe pensieri sinistri, e gli si fece incontro e gli disse: "Signore, siate il benvenuto. Come mai siete cos solo?" Monsignor Raimondo rispose: "Guglielmo vi sto cercando per divertirmi con voi. Non avete preso nulla?" "Non ho preso nulla, Signore, perch non ho trovato nulla; e chi poco trova non pu prendere, come dice il proverbio." "Lasciamo ormai questa conversazione," disse Monsignor Raimondo, "e, per la fedelt che mi dovete, ditemi la verit su tutte le cose che vi vorrei domandare." "Per Dio ! Signore," disse Guglielmo, "se cosa da dire ve la dir." "Io non voglio qui sottilit alcuna," disse Monsignor Raimondo, "e voi mi risponderete interamente su tutto ci che vi domander." "Signore, su quanto vi piacer interrogarmi," disse Guglielmo, "su altrettanto vi dir la verit." E Monsignor Raimondo domanda: "Guglielmo, se Dio e la santa fede ha per voi valore, avete voi un'amante per cui cantare e per la quale amor vi stringe?" Guglielmo risponde: "Signore, come farei a cantare se non mi urgesse Amore? Sappiate la verit, Monsignore, che Amore mi ha tutto in suo potere." Raimondo risponde: "Voglio ben crederlo, altrimenti non potreste cos ben cantare; ma voglio sapere per piacere chi la vostra dama." "Ah! Signore, in nome di Dio," disse Guglielmo, "vedete ci che mi chiedete. Voi sapete troppo bene che non si deve nominare la propria dama, e che Bernard de Ventadour dice:

 

       In una cosa la ragion mi serve,

       Che mai uom m'ha chiesto la mia gioia,

       Ch'io non gli abbia mentito volentieri.

       Poich non mi sembra buona cosa,

       Bens follia e atto di bambino

       Che chiunque sia ben trattato in amore

       Ne voglia aprire il cuore altro uomo,

       A men ch'ei possa servirlo ed aiutarlo.

 

       Monsignor Raimondo risponde: "Io vi do la mia fede che vi servir secondo il mio potere." Raimondo ne disse tante che Guglielmo gli rispose:

       "Signore, bisogna che voi sappiate che amo la sorella di madonna Margherita, vostra moglie, e penso averne in cambio dell'amore. Ora che lo sapete, vi prego di venire in mio aiuto o almeno di non procurarmi danno." "Prendete la mia mano e la fede," fece Raimondo, "giacch vi giuro e vi do il mio impegno che impiegher per voi tutto il mio potere." E allora gli assicur fedelt e quando gliela ebbe assicurata, Raimondo gli disse: "Voglio che andiamo al suo castello, giacch qui vicino." "E io ve ne prego," fece Guglielmo, "in nome di Dio." E cos presero la strada verso il castello di Liet. E, quando furono al castello furono ben accolti da En Roberto di Tarascona, che era il marito di madonna Agnese, sorella di madonna Margherita, e dalla stessa Agnese. E Monsignor Raimondo prese madonna Agnese per la mano, la port nella camera, e si sedettero sul letto. E Monsignor Raimondo disse: "Ora ditemi, cognata, per la fedelt che mi dovete, amate voi d'amore?" ed ella disse: "S, Signore." "E chi?" fece egli. "Oh! questo non ve lo dico," rispose lei; "che discorsi mi fate mai?"

       Alla fine tanto la preg, ch'ella disse che amava Guglielmo di Cabstaing. Ella lo disse perch vedeva Guglielmo triste e pensoso, e sapeva bene come egli amasse sua sorella; e cos temeva che Raimondo avesse cattivi pensieri su Guglielmo. Una tale risposta caus una grande gioia a Raimondo. Agnese raccont tutto a suo marito, e il marito le rispose ch'essa aveva fatto bene, e le dette parola che aveva la libert di fare o di dire tutto ci che poteva salvare Guglielmo. Agnese non venne meno a questo impegno. Chiam Guglielmo da solo nella sua camera, e vi rest con lui cos a lungo che Raimondo pens che egli doveva aver avuto da lei piacere d'amore ; e tutto ci gli piaceva, e cominci a pensare che quello che gli avevano detto di lui non era vero e che parlavano a vanvera. Agnese e Guglielmo uscirono dalla camera, la cena fu preparata e si cen con grande allegria. Dopo cena Agnese fece preparare il letto dei due vicino alla porta della sua camera e finsero cos bene, la dama e Guglielmo, che Raimondo credette che dormisse con lei.

       L'indomani pranzarono al castello con grande allegria, e dopo cena partirono con tutti gli onori di un nobile congedo e tornarono a Rossiglione. E non appena Raimondo lo pot, si separ da Guglielmo e se ne venne presso sua moglie, e le raccont quello che aveva visto di Guglielmo e di sua sorella, della qual cosa ebbe gran tristezza sua moglie per tutta la notte. L'indomani ella fece chiamare Guglielmo, e lo ricevette male, e lo chiam falso amico e traditore. Guglielmo le chiese grazia, come uomo che non aveva colpa alcuna dl ci di cui lei lo accusava, e le raccont parola per parola tutto ci che era successo. E la donna mand a chiamare la sorella, e seppe da lei che Guglielmo non aveva torto. E per questo ella gli disse e comand che componesse una canzone con la quale mostrasse che non amava alcuna donna tranne lei, e allora fece la canzone che dice:

 

              Il dolce pensiero

       Ch'amor spesso m'ispira.

 

       E quando Raimondo di Rossiglione ud la canzone che Guglielmo aveva fatto per sua moglie, lo fece venire abbastanza lontano dal castello per parlargli e gli tagli la testa, che mise in un carniere, gli trasse il cuore dal corpo e lo mise con la testa. Se ne and al castello, fece arrostire il cuore e portarlo a tavola a sua moglie, e glielo fece mangiare senza che lei lo sapesse. Quando essa lo ebbe mangiato, Raimondo si alz e disse a sua moglie che ci che essa aveva appena mangiato era il cuore del Signor Guglielmo di Cabstaing, e le mostr la testa e le chiese se il cuore era stato buono da mangiare. Ed ella intese ci che egli diceva e vide e riconobbe la testa del Signor Guglielmo. Essa rispose e disse che il cuore era stato cos buono e saporito, che mai altro mangiare o altro bere non gli toglierebbe dalla bocca il gusto che il cuore del Signor Guglielmo vi aveva lasciato. E Raimondo le corse sopra con una spada. Ella cominci a fuggire, si gett gi da un balcone e si ruppe la testa.

       Questo fu saputo in tutta la Catalogna e in tutte le terre del re d'Aragona. Il re Alfonso e tutti i baroni di quelle contrade provarono grande dolore e grande tristezza per la morte del Signor Guglielmo e per la donna che Raimondo aveva cos laidamente messo a morte. Gli fecero la guerra a ferro e a fuoco. Il re Alfonso d'Aragona, dopo aver espugnato il castello di Raimondo, fece porre Guglielmo e la sua dama in un monumento davanti alla porta della chiesa di un borgo chiamato Perpignac. Tutti i perfetti amanti, tutte le perfette amanti pregarono Dio per le loro anime. Il re d'Aragona prese Raimondo, lo fece morire in prigione e dette i suoi beni ai parenti di Guglielmo e ai parenti della donna che mor per lui.

 

LIII L'ARABIA

 

 

       sotto la tenda dell'Arabo-Beduino che bisogna cercare il modello e la patria del vero amore. L come altrove la solitudine e un bel clima hanno fatto nascere la pi nobile passione del cuore umano, quella che per trovare la felicit ha bisogno d'ispirarla allo stesso grado che la prova.

       Bisognava, affinch l'amore mostrasse tutto ci che pu essere nel cuore dell'uomo, che l'uguaglianza tra l'amata e il suo amante fosse stabilita per quanto possibile. Questa uguaglianza non esiste nel nostro triste Occidente: una donna lasciata infelice o disonorata. Sotto la tenda dell'Arabo, la fede data non pu violarsi. Il disprezzo e la morte seguono immediatamente questo crimine.

       La generosit cos sacra in questo popolo che permesso rubare per donare. D'altra parte i pericoli sono cosa di tutti i giorni e la vita scorre tutta per cos dire in una solitudine appassionata. Anche riuniti, gli Arabi parlano poco.

       Niente cambia presso l'abitante del deserto; tutto vi eterno e immobile. I costumi singolari, di cui non posso, per ignoranza, che dare un debole accenno, esistevano probabilmente fino dal tempo di Omero. Essi sono stati descritti per la prima volta verso l'anno 600 della nostra era, due secoli prima di Carlo Magno.

       Si vede che siamo stati noi ad essere barbari nei riguardi dell'Oriente quando andammo a turbarlo con le nostre crociate. Cos noi dobbiamo quel che c' di nobile nei nostri costumi a quelle crociate e ai Mori di Spagna.

       Se ci paragoniamo agli Arabi, l'orgoglio dell'uomo prosaico sorrider di piet. Le nostre arti sono estremamente superiori alle loro, le nostre legislazioni lo sono, in apparenza, ancora di pi ; ma dubito che noi vinciamo nell'arte della felicit domestica: ci sempre mancata la buona fede e la semplicit; nelle relazioni di famiglia l'ingannatore il primo infelice. Non c' pi sicurezza per lui: sempre ingiusto ha sempre paura.

       All'origine dei pi antichi monumenti storici, noi vediamo gli Arabi divisi da tempo immemorabile in un grande numero di trib indipendenti, erranti nel deserto. Secondo che queste trib potevano, con pi o meno facilit, provvedere ai primi bisogni dell'uomo, esse avevano dei costumi pi o meno eleganti. La generosit era la stessa ovunque, ma secondo il grado di opulenza della trib, essa si mostrava con il dono di un quarto di capretto nccessario alla vita fisica, o con quello di cento cammelli, dono provocato da qualche relazione di famiglia o d'ospitalit.

       Il secolo eroico degli Arabi, quello in cui quelle anime generose brillarono immuni da ogni affettazione di bello spirito o di sentimento raffinato, fu quello che precedette Maometto e che corrisponde al V secolo della nostra era, alla fondazione di Venezia e al regno di Clodoveo. Supplico il nostro orgoglio di paragonare i canti d'amore che ci restano degli Arabi e i costumi nobili descritti nelle Mille e una Notte con gli orrori disgustosi che insanguinano ogni pagina di Gregorio di Tours, lo storico di Clodoveo, o di Eginardo, lo storico di Carlo Magno.

       Maometto fu un puritano, volle proscrivere i piaceri che non fanno male a nessuno ; ha ucciso l'amore nei paesi che hanno ammesso l'islamismo ; per questo che la sua religione sempre stata meno praticata nell'Arabia, sua culla, che in tutti gli altri paesi maomettani.

       I Francesi hanno riportato dall'Egitto quattro volumi infolio, intitolati: Libro delle Canzoni. Contengono:

       1. Le biografie dei poeti che hanno composto le canzoni.

       2. Le canzoni stesse. Il poeta vi canta tutto ci che lo interessa, vi loda il suo corsiero rapido e il suo arco, dopo aver parlato della sua amante. Questi canti furono spesso le lettere d'amore dei loro autori; essi davano l all'oggetto amato un quadro fedele di tutti gli affetti del loro cuore. Essi parlano talvolta di notti fredde durante le quali sono stati obbligati a bruciare il loro arco e le loro frecce. Gli Arabi sono una nazione senza case.

       3. Le biografie dei musicisti che hanno fatto la musica per quelle canzoni.

       4. Infine l'indicazione delle formule musicali; queste formule sono dei geroglifici per noi: questa musica ci rester per sempre sconosciuta, e d'altra parte non ci piacerebbe.

       C' un'altra raccolta intitolata: Storia degli Arabi che sono morti d'amore.

       Questi libri cos curiosi sono estremamente poco conosciuti; il piccolo numero di sapienti che potrebbero leggerli hanno avuto il cuore disseccato dallo studio e dalle abitudini accademiche.

       Per riconoscersi in mezzo a documenti cos interessanti per la loro antichit e per la bellezza singolare dei costumi che fanno indovinare, bisogna domandare qualche fatto alla storia.

       In ogni tempo, e soprattutto prima di Maometto, gli Arabi si recavano alla Mecca per fare il giro della Caaba o casa di Abramo. Ho visto a Londra un modello molto esatto della citt santa. Sono da sette a ottocento case col tetto a terrazza, gettate in mezzo a un deserto di sabbia divorato dal sole. A un'estremit della citt, si scopre un edificio immenso all'incirca di forma quadrata; questo edificio circonda la Caaba; composto da un lungo seguito di portici necessari sotto il sole d'Arabia per effettuare la passeggiata sacra. Questo portico molto importante nella storia dei costumi e della poesia araba: fu a quel che sembra per secoli il solo luogo dove gli uomini e le donne si trovassero riuniti. Si faceva alla rinfusa, a passi lenti, e recitando in coro delle poesie sacre il giro della Caaba; una passeggiata di tre quarti d'ora: si ripetevano questi giri parecchie volte nella stessa giornata; era questo il rito sacro per il quale uomini e donne accorrevano da tutte le parti del deserto. sotto il portico della Caaba che si sono ingentiliti i costumi arabi. Si stabil ben presto una lotta tra i padri e gli amanti; ben presto fu con odi d'amore che l'Arabo svel la sua passione alla giovinetta severamente sorvegliata dai suoi fratelli o da suo padre, e accanto alla quale egli faceva la passeggiata sacra. Le abitudini generose e sentimentali di questo popolo, esistevano gi nell'accampamento, ma mi sembra che la galanteria araba sia nata intorno alla Caaba: questa anche la patria della loro letteratura. In principio essa espresse la passione con semplicit e veemenza, cos come la sentiva il poeta; pi tardi il poeta, invece di pensare a commuovere la sua amica, pens di scrivere delle belle cose; allora nacque l'affettazione che i Mori portarono in Spagna e che sciupa ancora oggi i libri di questo popolo.

       Io vedo una prova commovente del rispetto degli Arabi per il sesso pi debole nella formula del loro divorzio. La donna in assenza del marito dal quale voleva separarsi, toglieva la tenda e la rimetteva avendo cura di porne l'apertura dal lato opposto a quello ch'essa occupava prima. Questa semplice cerimonia separava per sempre i due sposi.

 

 

FRAMMENTI

 

Estratti e tradotti da una raccolta araba intitolata:

 

Il divano dell'amore

 

Compilata da Ebn-Abi- Hadglat (Manoscritti della Biblioteca del re, n. 1461 e 1462)

 

       Mohammed, figlio di Djafar Elahouzadi, racconta che essendo Djamil malato della malattia di cui mor, Elbas, figlio di Sohail, gli fece visita e lo trov sul punto di morire! O figlio di Sohail! gli disse Djamil, cosa pensi di un uomo che non ha mai bevuto vino, che non ha mai fatto guadagni illeciti, che non ha mai dato ingiustamente la morte a nessuna creatura vivente che Dio abbia proibito di uccidere, e che rende testimonianza che non c' altro dio che Dio e che Maometto il suo profeta? Io penso, rispose Ben Sohail, che quest'uomo sar salvato e otterr il paradiso: ma chi quest'uomo che tu dici? Sono io, replic Djamil. Io non credevo che tu professassi l'islamismo, disse allora Ben Sohail; e d'altra parte sono venti anni che tu fai l'amore con Bothaina e che tu la celebri nei tuoi versi. Eccomi, rispose Djamil, al primo giorno dell'altro mondo e