STENDHAL (Henri-Marie Beyle)
IL ROSSO E IL NERO
Traduzione di Mario Lavagetto

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AVVERTENZA

 

       Quest'opera era pronta per essere pubblicata quando i grandi avvenimenti di luglio hanno dato a tutti gli spiriti un orientamento poco favorevole ai giochi dell'immaginazione. Abbiamo motivo di credere che le pagine seguenti siano state scritte nel 1827.

 

 

PARTE PRIMA

 

La verit, l'aspra verit.

       Danton

 

I UNA CITTADINA

 

 

Put thousand together

       Less bad,

But the cage less gay.

       Hobbes

 

       La cittadina di Verrires pu essere considerata una delle pi graziose della Franca Contea. Le sue case bianche, dai tetti aguzzi e dalle tegole rosse, si arrampicano sul declivio di una collina dove macchie di vigorosi castagni mettono in risalto ogni minima sinuosit. Il Doubs scorre qualche centinaio di piedi sotto le fortificazioni costruite un tempo dagli spagnoli e ora in rovina.

       A nord la citt protetta da un'alta montagna, diramazione del Giura. I primi freddi d'ottobre coprono di neve le cime frastagliate del Verra. Un torrente, precipitando dalla montagna, attraversa Verrires prima di gettarsi nel Doubs e mette in moto un gran numero di segherie: industria assai semplice che d lavoro alla maggior parte degli abitanti, contadini pi che borghesi. Non questa, tuttavia, la fonte di maggior ricchezza per la cittadina. Il benessere generale che, dopo la caduta di Napoleone, ha consentito di ricostruire le facciate di quasi tutte le case di Verrires dovuto alla fabbrica di tele stampate, dette di Mulhouse.

       Entrando in citt si rimane storditi dal fracasso di una macchina rumorosa e terribile a vedersi. Venti pesanti martelli, che si abbattono con un frastuono tale da far tremare il selciato, sono sollevati da una ruota spinta dall'acqua del torrente. Ogni giorno ciascuno di questi martelli fabbrica chi sa quante migliaia di chiodi. E sono ragazze giovani e graziose, quelle che sottopongono ai colpi di questi enormi martelli i pezzettini di ferro che vengono poi trasformati rapidamente in chiodi. Questo lavoro, cos duro in apparenza, uno dei pi stupefacenti per il viaggiatore che si spinge per la prima volta sulle montagne, al confine tra la Francia e la Svizzera. Se poi il viaggiatore, entrando a Verrires, chiede di chi la bella fabbrica di chiodi che assorda i passanti sulla via principale, gli viene risposto con accento strascicato: Ah! del signor sindaco!

       E per poco che il viaggiatore si fermi alcuni istanti in questa grande via principale, che sale dalle rive del Doubs fin verso la sommit della collina, c' da scommettere cento contro uno che vedr comparire un uomo robusto dall'aria indaffarata e imponente.

       Al suo apparire tutte le teste si scoprono rapidamente. I suoi capelli tendono al grigio, e grigio il suo vestito. cavaliere di diversi ordini; fronte ampia e naso aquilino, nel complesso il suo volto non manca di una certa regolarit; anzi, a prima vista, sembrano mescolarvisi la dignit del sindaco di paese e quella certa attrattiva che pu ancora trovarsi in un uomo sulla cinquantina. Ma, ben presto, il viaggiatore che viene da Parigi colpito da un certo che di compiacimento e di sufficienza, misto a qualcosa di limitato e privo di fantasia. Alla fine ci si accorge che il talento di quest'uomo si limita alla capacit di farsi pagare con grande esattezza dai debitori, e di pagare, a sua volta, il pi tardi possibile.

       Tale il sindaco di Verrires, signor de Rnal. Dopo aver attraversato la via con andatura imponente, egli entra nel municipio e scompare agli occhi del viaggiatore. Ma se quest'ultimo continua la sua passeggiata, dopo cento passi vede una casa abbastanza bella e, attraverso una cancellata, degli splendidi giardini. Pi oltre, la linea dell'orizzonte disegnata dalle colline della Borgogna e sembra fatta apposta per la gioia degli occhi. Questa vista fa scordare al viaggiatore l'atmosfera appestata dai piccoli interessi commerciali che cominciano ad asfissiarlo.

       Viene informato che quella la casa del sindaco. I profitti della grande fabbrica di chiodi hanno consentito al primo cittadino di Verrires di costruire questa bella dimora di pietra squadrata, da poco finita. La sua famiglia, si dice, un'antica famiglia spagnola: e, si afferma, stabilita nella zona molto tempo prima che Luigi XIV la conquistasse. Dal 1815 in poi Rnal si vergogna di essere un industriale: al 1815 egli deve la sua nomina a sindaco di Verrires. Anche le terrazze, che sostengono le diverse parti di questo splendido giardino e che di balza in balza scendono fino al Doubs, sono dovute alla perizia di Rnal nel commercio del ferro. Non aspettatevi di trovare in Francia i pittoreschi giardini che circondano le citt manifatturiere della Germania, come Lipsia, Francoforte, Norimberga, ecc. Nella Franca Contea pi si costruiscono muri, pi si arricchiscono le propriet di pietre poste l'una sull'altra, e pi si ha diritto al rispetto dei vicini. I giardini di Rnal, irti di muri, sono ammirati anche perch abbracciano lembi di terreno comperato a peso d'oro. Ad esempio, quella segheria che vi ha colpito al vostro ingresso in Verrires per la sua singolare posizione sul Doubs, e dove avete notato sul tetto una tavola col nome SOREL scritto a lettere cubitali, sei anni or sono sorgeva sull'area della quarta terrazza dei giardini di Rnal, attualmente in costruzione.

       Nonostante il suo orgoglio, il sindaco stato costretto a lunghe trattative col vecchio Sorel, contadino duro e testardo: gli ha dovuto sborsare parecchi luigi d'oro per convincerlo a trasportare altrove la sua segheria. Quanto al torrente pubblico che metteva in moto la sega, Rnal riuscito a fare in modo che fosse deviato, in virt del suo credito a Parigi. Questo favore gli stato concesso dopo le elezioni del 182*.

       In cambio, Sorel ha ottenuto da Rnal un appezzamento quattro volte pi vasto, sulle rive del Doubs, cinquecento passi pi a valle. E bench quella posizione fosse molto pi favorevole al suo commercio di tavole d'abete, pap Sorel - come lo chiamano da quando divenuto ricco - ha trovato modo di farsi dare una somma di 6000 franchi, sfruttando l'impazienza e la mania di proprietario che animavano il suo vicino.

       Ma anche vero che questo accomodamento stato criticato dai benpensanti del luogo. Quattro anni fa, una domenica, mentre tornava dalla chiesa in tenuta da sindaco, Rnal vide da lontano il vecchio Sorel che lo guardava sorridendo, circondato dai suoi tre figli. Quel sorriso ha illuminato di una luce sinistra la mente di Rnal: e da allora egli pensa che avrebbe potuto concludere pi vantaggiosamente lo scambio.

       A Verrires, per godere della stima generale, indispensabile una cosa: pur costruendo molti muri, evitare ogni progetto importato da quei muratori che in primavera vengono dall'Italia attraversando le gole del Giura per raggiungere Parigi. Una simile innovazione varrebbe all'imprudente costruttore l'eterno marchio di testa matta e gli alienerebbe per sempre la fiducia delle persone sagge e moderate che distribuiscono la stima nella Franca Contea.

       In effetti queste sagge persone esercitano il pi noioso dispotismo: e, proprio per questo, il soggiorno nelle piccole citt di provincia insopportabile per chi ha vissuto in quella grande repubblica chiamata Parigi. La tirannia dell'opinione pubblica (e quale opinione!) altrettanto stupida nelle cittadine francesi quanto negli Stati Uniti d'America.

 


II UN SINDACO

 

L'importanza! Le sembra una cosa da poco, signore? Il rispetto degli sciocchi, la meraviglia dei bambini, l'invidia dei ricchi, il disprezzo dei saggi.

       Barnave

 

       Fortunatamente per la reputazione di Rnal come amministratore, un gigantesco muro di sostegno era necessario alla passeggiata pubblica che costeggia la collina, un centinaio di piedi sopra il corso del Doubs, e che gode, grazie a questa splendida posizione, di una vista tra le pi pittoresche della Francia. Ma ogni primavera le acque piovane solcavano la passeggiata e vi aprivano delle fenditure che la rendevano impraticabile. Questo inconveniente, avvertito da tutti, mise Rnal nella fortunata necessit di immortalare la propria amministrazione con un muro alto venti piedi e lungo trenta o quaranta tese.

       Il parapetto di questo muro, che ha costretto Rnal a recarsi tre volte a Parigi, perch il penultimo ministro degli interni si era dichiarato nemico mortale della passeggiata di Verrires, il parapetto di questo muro, dicevamo, alto quattro piedi da terra. E, quasi a sfidare tutti i ministri presenti e passati, attualmente lo si sta adornando con lastroni di pietra da taglio.

       Quante volte, pensando ai balli di Parigi abbandonati il giorno prima, col petto appoggiato a questi grandi massi di un bel grigio azzurro, ho immerso lo sguardo nella valle del Doubs! Oltre il fiume, sulla riva sinistra, serpeggiano cinque o sei vallate in fondo alle quali l'occhio distingue chiaramente dei torrentelli che, precipitando di cascata in cascata, vanno a gettarsi nel Doubs. Il sole caldissimo su queste montagne; quando batte a picco, il viaggiatore protetto nel suo fantasticare dall'ombra di magnifici platani che si ergono sulla terrazza. Il loro rapido sviluppo e le loro belle fronde tendenti all'azzurro si devono alla terra che il sindaco ha fatto collocare dietro il suo immenso muro di sostegno, allargando cos la passeggiata di oltre sei piedi, nonostante l'opposizione del consiglio municipale (e di questo devo dare atto a Rnal, anche se egli un ultra e io un liberale). In tal modo, secondo lui e secondo Valenod, il fortunato direttore dell'ospizio per i poveri di Verrires, questa terrazza pu reggere il paragone con quella di Saint-Germain-en-Laye.

       Per parte mia ho da obiettare soltanto una cosa al COURS DE LA FIDLIT (nome ufficiale, scritto in una ventina di punti diversi su lastre di marmo che hanno fruttato un'ulteriore decorazione al sindaco): ed il modo barbaro con cui le autorit fanno sfrondare e potare fino al vivo questi vigorosi platani. Con le loro sommit rotonde, basse e appiattite finiscono col rassomigliare alle pi volgari piante da orto, mentre non ambirebbero, per cos dire, che a sfoggiare le stupende forme di cui fanno mostra in Inghilterra. Ma la volont del sindaco dispotica, e due volte l'anno tutti gli alberi di propriet comunale vengono spietatamente amputati. I liberali del luogo pretendono, sia pure esagerando, che la mano del giardiniere ufficiale si fatta molto pi pesante da quando i proventi della potatura vanno a finire nelle mani del vicario Maslon.

       Questo giovane ecclesiastico fu mandato da Besanon, alcuni anni or sono, per sorvegliare l'abate Chlan e qualche altro curato dei dintorni. Un vecchio maggiore medico dell'armata d'Italia, che era in ritiro a Verrires e che, a sentire il sindaco, era stato giacobino e bonapartista contemporaneamente, os un giorno lamentarsi con lui per la periodica mutilazione di queste belle piante.

       L'ombra mi piace, rispose Rnal con quella sfumatura di altezzosit che si addice parlando a un chirurgo insignito della Legion d'Onore. S, l'ombra mi piace. Faccio potare i miei alberi perch diano ombra, e non concepisco che un albero possa servire ad altro. A meno che, come l'utile noce, non renda.

       Ecco la grande parola che a Verrires ha un valore decisivo: RENDERE. Da sola essa rappresenta il pensiero fisso di pi di tre quarti degli abitanti.

       Rendere la ragione decisiva in questa cittadina che vi era parsa tanto graziosa. Lo straniero che arriva, sedotto dalla bellezza delle fresche e profonde vallate circostanti, sulle prime pensa che gli indigeni siano sensibili al bello; di questa bellezza, infatti, essi parlano anche troppo, e non si pu negare che ne facciano gran conto: ma soltanto perch attira qualche forestiero, che con i suoi soldi arricchisce gli albergatori e, di conseguenza, attraverso il meccanismo del dazio, rende qualcosa alla citt.

       In una bella giornata autunnale Rnal passeggiava tutto compunto sul Cours de la Fidlit dando il braccio alla moglie. Questa, pur continuando ad ascoltare il marito, seguiva con inquietudine le evoluzioni di tre ragazzini. Il maggiore, che poteva avere undici anni, si avvicinava troppo spesso al parapetto e faceva il gesto di montarvi sopra. Allora una voce dolce scandiva il nome di Adolphe, e il fanciullo rinunciava al suo ambizioso progetto. La signora de Rnal dimostrava una trentina d'anni, ma era ancora abbastanza bella.

       Potrebbe pentirsene quel signore di Parigi, diceva Rnal in tono offeso e con le guance pi pallide del solito. Ho anch'io le mie amicizie a corte...

       Ma, anche se ho intenzione di parlarvi della provincia per duecento pagine, non sar tanto barbaro da farvi subire le lungaggini e i sapienti mezzi termini di un dialogo provinciale.

       Quel signore di Parigi, cos odioso al sindaco di Verrires, non era altri che Appert, il quale due giorni prima aveva trovato modo di introdursi non solo nella prigione e nell'ospizio dei poveri di Verrires, ma anche nell'ospedale, amministrato gratuitamente dal sindaco e dai maggiori proprietari del luogo.

       Ma, diceva timidamente la signora de Rnal, che male pu farvi quel signore di Parigi, dal momento che voi amministrate il bene dei poveri con l'onest pi scrupolosa?

       Viene soltanto a criticare, e poi pubblicher degli articoli sulla stampa liberale.

       Ma caro, voi non li leggete mai!

       Tuttavia, di questi articoli giacobini se ne sente parlare: e la cosa ci distrae e ci impedisce di fare il bene. Per quanto mi riguarda, non la perdoner mai al curato.

 

III IL BENE DEI POVERI

 

 

Un curato virtuoso e non intrigante una provvidenza per il villaggio.

       Fleury

 

       Bisogna sapere che il curato di Verrires era un vecchio ottantenne, ma all'aria viva delle montagne egli doveva una salute e un carattere di ferro; e aveva il diritto di visitare in qualsiasi momento la prigione, l'ospedale e perfino l'asilo dei poveri. Appert, che veniva da Parigi con una raccomandazione per il curato, aveva avuto l'accortezza di arrivare proprio alle sei del mattino in una cittadina piena di curiosit, e si era recato direttamente in canonica.

       Leggendo la lettera scrittagli dal marchese de La Mole, il pi ricco proprietario della provincia e Pari di Francia, il curato Chlan rimase sovrappensiero.

       Alla fine mormor fra s: Io sono vecchio, e qui mi vogliono bene. Non ne avrebbero il coraggio! Poi si volt di scatto verso il signore di Parigi, con uno sguardo in cui, nonostante gli anni, brillava il fuoco sacro che rivela il piacere di compiere una bella azione un po' pericolosa:

       Venite con me e, in presenza del carceriere e specialmente dei sorveglianti dell'asilo dei poveri, usatemi la cortesia di non esprimere alcun giudizio su quanto vedremo.

       Appert cap di trovarsi di fronte a un uomo coraggioso: segu il venerabile curato, visit la prigione, l'ospedale, l'asilo dei poveri, fece molte domande e, nonostante la stranezza di alcune risposte, non si permise il minimo appunto.

       La visita dur parecchie ore. Il curato invit Appert a pranzo, e questi si scus col pretesto di dover scrivere qualche lettera: in realt non voleva compromettere ulteriormente il suo generoso compagno. Verso le tre andarono a terminare la visita all'asilo dei poveri e tornarono poi alla prigione. Qui, sulla porta, trovarono il carceriere, una specie di gigante alto sei piedi e con le gambe arcuate: il suo viso ignobile si era fatto ripugnante per il terrore.

       Ah! Signore, disse al curato appena lo vide, la persona che con voi non per caso il signor Appert?

       Che importa? disse il curato.

       Il fatto che fin da ieri ho l'ordine assoluto, mandatomi dal prefetto per mezzo di un gendarme che ha dovuto galoppare tutta la notte, di non far entrare il signor Appert nella prigione.

       Noiroud, disse il curato, vi dichiaro che la persona che mi accompagna il signor Appert. Ora, siete disposto ad ammettere che ho il diritto di entrare nella prigione in qualsiasi momento del giorno e della notte, facendomi accompagnare da chi mi pare e piace?

       S, signor curato, disse il carceriere sottovoce e abbassando la testa come un mastino costretto all'obbedienza dal timore del bastone. Soltanto, signor curato, io ho moglie e figli. Se mi denunciano, perder il posto, e non ho altro per vivere!

       Anch'io sarei piuttosto seccato di perdere il mio, rispose il buon curato con voce sempre pi commossa.

       C' una bella differenza! ribatt il carceriere con vivacit. Voi, signor curato, si sa bene che avete una rendita di ottocento franchi e dei beni al sole...

       Erano questi i fatti che, commentati ed esagerati in venti modi diversi, agitavano da due giorni tutte le astiose passioni di Verrires. E in quel momento erano l'oggetto della piccola discussione in corso tra Rnal e sua moglie. Quella mattina il sindaco in persona, seguito da Valenod, direttore dell'asilo dei poveri, era andato dal curato per esprimergli la sua pi viva disapprovazione. Chlan non aveva protettori, e seppe misurare tutto il peso di quelle parole.

       Ebbene, signori! Sar il terzo curato ottantenne ad essere destituito nel circondario. Sono qui da cinquantasei anni, ho battezzato quasi tutti gli abitanti della citt, che al mio arrivo era soltanto un borgo. Ogni giorno celebro le nozze di giovani i cui nonni, molto tempo fa, ho pure unito in matrimonio. Verrires la mia famiglia: ma, vedendo uno straniero, mi sono detto: "Quest'uomo, venuto da Parigi, pu essere benissimo un liberale, ce ne sono anche troppi. Ma che male pu fare ai nostri poveri e ai nostri carcerati?"

       E siccome i rimproveri di Rnal, e specialmente quelli del direttore dell'asilo dei poveri, si facevano sempre pi pungenti, il vecchio curato sbott con voce tremante:

       Ebbene, fatemi destituire. Continuer ugualmente ad abitare qui. Quarantotto anni fa, lo sanno tutti, ho ereditato un campo da cui ricavo una rendita di ottocento franchi. Mi basteranno per vivere. Non posso certo fare economie col posto che ho, e forse per questo che non mi spavento davanti alle minacce di perderlo.

       Rnal andava molto d'accordo con sua moglie; ma, incapace di rispondere all'obiezione che lei gli veniva ripetendo timidamente: Che male pu fare quel signore di Parigi ai carcerati?, stava per arrabbiarsi sul serio, quando la signora de Rnal lanci un grido. Il suo secondogenito era salito sul parapetto della terrazza e vi correva sopra, bench il muro fosse alto pi di venti piedi sulla vigna che si trova dall'altro lato. Il timore di spaventare il bambino e di farlo cadere impediva alla signora de Rnal di rivolgergli la parola. Alla fine il ragazzo, felice della propria prodezza, voltatosi a guardare la madre, si accorse del suo pallore, salt sulla passeggiata e corse verso di lei, che lo sgrid severamente.

       Questo piccolo incidente cambi il corso della conversazione. Voglio assolutamente assumere il figlio di Sorel, il padrone della segheria, disse Rnal. Sorveglier i ragazzi, che cominciano a farsi troppo indiavolati per noi. un giovane prete, o qualcosa del genere, buon latinista, e far progredire i ragazzi, poich ha un carattere fermo: almeno cos dice il curato. Gli dar trecento franchi l'anno, pi i pasti. Avevo qualche dubbio sulla sua moralit perch era il favorito di quel vecchio chirurgo, membro della Legion d'Onore, che era venuto in pensione dai Sorel col pretesto di essere loro cugino. Quell'uomo, in fondo, poteva essere un agente segreto dei liberali; diceva che l'aria delle montagne gli giovava per la sua asma, ma il fatto non ancora dimostrato. Aveva combattuto tutte le campagne d'Italia con Buonaparte e si dice che a suo tempo abbia votato contro l'impero. Proprio quel liberale ha insegnato il latino al figlio di Sorel, e gli ha lasciato una quantit di libri che aveva portato con s. Insomma, non avrei mai pensato a prendere in casa il figlio del carpentiere, ma il curato, proprio il giorno prima che litigassimo, mi ha detto che Sorel studia teologia da tre anni con l'intenzione di entrare in seminario. Non dunque un liberale, e in pi un latinista.

       "Questo progetto presenta molti vantaggi," continu Rnal guardando sua moglie con aria diplomatica. Il Valenod scoppia d'orgoglio per i due bei cavalli normanni che ha comperato da poco per il suo calesse. Ma non ha un precettore per i suoi figli.

       Potrebbe dunque portarcelo via.

       Allora approvi il mio progetto? disse Rnal, ringraziando la moglie con un sorriso per l'eccellente idea che le era venuta. Sta bene! Allora tutto deciso.

       Ah, mio Dio! Come le prendi in fretta, le tue decisioni!

       Il fatto che sono un uomo di carattere, e se n' ben potuto accorgere il curato. Guardiamo in faccia la realt: siamo circondati da liberali. Tutti questi mercanti di tela sono invidiosi di me, ne sono sicuro: qualcuno di loro sta ammucchiando ricchezze. Ebbene! Mi garba che vedano i figli di Rnal a spasso col loro precettore. La cosa incuter rispetto. Mio nonno raccontava spesso di avere avuto un precettore durante la sua infanzia. Potr costarmi cento scudi, ma una spesa necessaria per sostenere il nostro rango.

       Questa improvvisa decisione lasci la signora de Rnal pensierosa. Era una donna alta, ben fatta, ed era stata la bellezza del paese, come si usa dire in quelle montagne. Aveva una cert'aria di semplicit e un passo giovanile; agli occhi di un parigino quella grazia ingenua, piena di innocenza e di vivacit, avrebbe potuto anche evocare immagini dolcemente voluttuose. Se avesse mai sospettato un simile successo, la signora de Rnal se ne sarebbe vergognata profondamente. Il suo cuore non era mai stato sfiorato da alcuna forma di civetteria o di affettazione. Si diceva che Valenod, il ricco direttore dell'asilo dei poveri, le avesse fatto la corte, ma senza successo; e questo aveva conferito una luce particolare alla sua onest. Infatti Valenod, giovane, alto, con spalle larghe, viso colorito e grossi favoriti neri, era uno di quegli esseri grossolani, sfrontati e rumorosi che in provincia hanno fama di begli uomini.

       La signora de Rnal, timidissima e con un carattere apparentemente molto instabile, era urtata soprattutto dal continuo agitarsi e dalle esplosioni verbali di Valenod. Per la sua indifferenza verso tutto ci che a Verrires godimento, la si riteneva molto fiera della sua nascita. Ella non ci pensava affatto, ma si era accorta con grande piacere che le visite a casa sua andavano diradandosi. Non nasconderemo che le altre signore la giudicavano sciocca, dal momento che, senza la minima diplomazia nei riguardi del marito, si lasciava sfuggire le migliori occasioni per farsi portare eleganti cappellini da Parigi o da Besanon. Purch la si lasciasse passeggiare liberamente nel suo bel giardino, ella non si lamentava mai.

       Era un'anima candida, che non s'era mai neppure sognata di giudicare suo marito e di confessarsi che l'annoiava. Senza dirselo, supponeva che tra marito e moglie non potessero esistere rapporti pi affettuosi dei loro. Amava Rnal specialmente quando le parlava dei suoi progetti per i figli, destinandone uno all'esercito, uno alla magistratura e uno alla chiesa. Insomma, lo giudicava molto meno noioso di tutti gli uomini di sua conoscenza.

       Questo giudizio coniugale era ragionevole. Il sindaco di Verrires aveva fama di uomo spiritoso e garbato, soprattutto grazie a una mezza dozzina di epigrammi che egli aveva ereditato da uno zio. Prima della rivoluzione, il vecchio capitano de Rnal aveva prestato servizio nel reggimento di fanteria del duca d'Orlans e, quando andava a Parigi, era ammesso nei salotti del principe. Qui aveva visto madame de Montesson, la famosa madame de Genlis, e Ducrest, il progettista del Palais-Royal. Questi personaggi ricomparivano anche troppo spesso negli aneddoti di Rnal. Ma, poco per volta, il ricordo di cose tanto difficili da raccontare con garbo era divenuto una vera fatica per lui e, da qualche tempo, solo nelle grandi occasioni ripeteva i suoi aneddoti sulla casa d'Orlans. D'altronde, quando non si parlava di denaro, egli era molto educato ed era giustamente ritenuto la persona pi aristocratica di Verrires.

 

IV UN PADRE E UN FIGLIO

 

 

E sar mia colpa,

se cos ?

       Machiavelli

 

       Mia moglie ha davvero molto cervello, si ripeteva il sindaco di Verrires, dirigendosi alle sei della mattina successiva verso la segheria del vecchio Sorel. Con tutte le cose che le ho detto per conservare la mia superiorit, non avevo pensato che, se non assumo io il giovane Sorel, il quale ha fama di sapere il latino come un angelo, quell'anima in pena di Valenod potrebbe avere la stessa idea e soffiarmelo. Figurarsi poi il tono con cui parlerebbe del precettore dei suoi figli!... Piuttosto: dovr fargli portare la tonaca?

       Rnal era tutto assorto in questo dubbio, quando vide da lontano un contadino alto quasi sei piedi, che fin dall'alba appariva tutto occupato a misurare pezzi di legno disposti sull'alzaia del Doubs. Il contadino non si mostr entusiasta di vedere avvicinarsi il signor sindaco, perch i suoi pezzi di legno, ostruendo il cammino, contravvenivano alla legge.

       Il vecchio Sorel, poich era proprio lui, fu molto sorpreso, ma, pi ancora, felice, sentendo la singolare proposta che Rnal gli faceva per suo figlio Julien. Nondimeno lo ascolt con quel misto di disinteresse e di scontenta tristezza che nasconde tanto bene l'astuzia di questi montanari. Schiavi al tempo della dominazione spagnola, essi conservano ancora quel tratto della fisionomia che tipico dei fellah egiziani.

       La risposta di Sorel cominci con una lunga litania composta di tutte le formule di rispetto ch'egli sapeva a memoria. mentre pronunciava quelle vuote parole, con un goffo sorriso che aumentava la sua aria di falsit e quasi di naturale malizia, il vecchio contadino, con l'alacre lavorio della sua mente, cercava di scoprire perch un uomo tanto stimato volesse prendersi in casa quel fannullone di suo figlio. Di Julien egli era molto scontento, e, proprio per lui, Rnal gli offriva un insperato stipendio di 300 franchi l'anno, pi il vitto e perfino i vestiti! Quest'ultima pretesa, Sorel l'aveva avanzata con un improvviso lampo di genio, e Rnal aveva acconsentito anche a quella.

       La richiesta, tuttavia, colp il sindaco, il quale pens: Dal momento che Sorel non va in estasi, come naturalmente dovrebbe, per la mia proposta, chiaro che qualcuno gli ha gi fatto delle offerte. E chi pu essere stato, se non Valenod? Invano Rnal sollecit Sorel a concludere su due piedi: il vecchio e astuto contadino continu a rifiutare testardamente; a sentir lui, voleva consultare il figlio, come se in provincia consultare un figlio nullatenente fosse per un padre ricco qualcosa di pi che una semplice formalit.

       Una segheria ad acqua non altro che una baracca in riva a un torrente. Il tetto sostenuto da un'armatura che poggia su quattro pilastri di legno. In mezzo, all'altezza di otto o dieci piedi, si vede una sega, che sale e scende, mentre un meccanismo semplicissimo spinge i pezzi di legno verso l'ordigno. Una ruota mossa dalla corrente fa funzionare entrambi i meccanismi: quello della sega, che sale e scende, e quello che spinge lentamente i pezzi di legno verso la sega, la quale li riduce in tavole.

       Avvicinandosi all'officina, il vecchio Sorel chiam Julien con la sua voce stentorea: nessuno rispose. Vide solo i suoi figli maggiori, specie di giganti che, armati di grosse scuri, squadravano i tronchi di pino prima di spingerli verso la sega. Tutti intenti a seguire esattamente la linea nera tracciata sui pezzi di legno, da cui ogni colpo d'ascia staccava grossi trucioli, essi, non udirono la voce del padre. Questi si diresse verso la baracca: entrandovi, cerc invano Julien vicino alla sega dove avrebbe dovuto trovarsi. Lo scorse cinque o sei piedi pi in alto, a cavalcioni su una delle travi del tetto. Invece di sorvegliare attentamente il meccanismo, Julien leggeva. Nulla riusciva pi insopportabile al vecchio Sorel: avrebbe anche potuto perdonare a Julien la sua taglia sottile, cos poco adatta ai lavori di forza e cos diversa da quella dei fratelli maggiori: ma la mania della lettura, a lui che non sapeva leggere, era odiosa.

       Invano Sorel chiam Julien due o tre volte. L'attenzione che il giovane prestava al suo libro, molto pi che il rumore della macchina, gli imped di udire la voce del padre. Questi, alla fine, nonostante gli anni salt agilmente sul tronco sottoposto all'azione della sega, e di l sulla trave trasversale che sosteneva il tetto. Un colpo violento fece volare nel ruscello il libro di Julien, e un secondo colpo altrettanto violento, che gli si abbatt sulla testa, gli fece perdere l'equilibrio. Il giovane stava per cadere dodici o quindici piedi pi in basso, in mezzo agli ingranaggi della macchina che l'avrebbero stritolato, ma suo padre lo trattenne al volo con la mano sinistra:

       Scansafatiche! Sino a quando continuerai a leggere i tuoi maledetti libri mentre sei di guardia alla sega? Leggili di sera, almeno, quando vai a perdere tempo dal curato.

       Julien, bench stordito dalla forza del colpo e tutto insanguinato, ritorn al suo posto di lavoro, di fianco alla sega. Aveva le lacrime agli occhi, pi per aver perduto il suo adorato libro che per il dolore fisico.

       Vieni gi, animale, che voglio parlarti. Il rumore della macchina imped ancora a Julien di udire l'ordine. Il padre, che era sceso, non volendo darsi la briga di risalire, and a prendere una lunga pertica per buttar gi le noci e la batt su una spalla del figlio. Non appena quest'ultimo mise piede a terra, il vecchio lo spinse rudemente davanti a s, verso casa. Solo Dio sa che cosa mi far! pens il giovane. Passando, guard tristemente il torrente dove era caduto il libro che prediligeva fra tutti, il Memoriale di Sant'Elena.

       Aveva le guance in fiamme e gli occhi bassi. Era un ragazzo sui diciannove anni, di gracile apparenza, con tratti irregolari, ma delicati, e il naso aquilino. I grandi occhi neri, che nei momenti di tranquillit denunciavano un temperamento riflessivo e focoso, in quel momento erano pieni di un odio feroce. I capelli castano scuri, dall'attaccatura molto bassa, gli rimpicciolivano la fronte e, quando era in collera, gli conferivano un'espressione cattiva. Tra le innumerevoli variet della fisionomia umana, forse non ne esiste alcuna cos caratteristica. La figura agile e ben fatta di Julien rivelava pi agilit che vigore. Fin dalla pi tenera infanzia, la sua espressione estremamente pensosa e il suo intenso pallore avevano fatto pensare al padre che non sarebbe sopravvissuto o che sarebbe stato in ogni caso un peso per la famiglia. Oggetto del disprezzo generale in casa, Julien odiava il padre e i fratelli. Nei giochi domenicali sulla piazza del paese era sempre sconfitto.

       Non era trascorso un anno da quando il suo viso gradevole aveva cominciato a suscitare qualche simpatia tra le ragazze. Disprezzato da tutti per la sua gracilit, Julien aveva adorato il vecchio maggiore medico, che un giorno aveva osato parlare al sindaco a proposito dei platani.

       A volte il maggiore pagava a Sorel la giornata del figlio e insegnava a questi il latino e la storia, o meglio ci che conosceva della storia: la campagna d'Italia del 1796. Morendo, gli aveva lasciato la croce della Legion d'onore, gli arretrati del sua pensione e trenta o quaranta volumi, il pi prezioso dei quali era appena finito nel torrente, deviato grazie all'influenza del sindaco.

       Appena entrato in casa, Julien si sent trattenere per spalla dalla mano forte di suo padre. Tremava, aspettandosi essere picchiato.

       Rispondimi senza mentire, gli grid nelle orecchie il vecchio contadino con la sua voce dura, mentre lo faceva girare come un bimbo gira tra le mani un soldatino di piombo. I grandi occhi neri e pieni di lacrime di Julien si trovarono di fronte quelli piccoli, grigi e cattivi del vecchio carpentiere che sembrava volergli leggere fino in fondo all'anima.

 

V UNA CONTRATTAZIONE

 

 

Cunctando restituit rem.

       Ennio

 

       Rispondimi senza mentire, se puoi, cane di un mangialibri. Come hai conosciuto la signora de Rnal? Quando le hai parlato?

       Non le ho mai parlato, rispose Julien. Ho visto quella signora solo in chiesa.

       Ma l'avrai pur guardata, brutto sfrontato!

       Mai! Sapete bene che in chiesa non vedo che Dio, soggiunse Julien con un'arietta ipocrita, adattissima, secondo lui a stornare altre botte.

       Eppure c' sotto qualcosa, replic il contadino malizioso, e tacque un istante. Ma da te, maledetto ipocrita, non caver niente. Quello che conta che non ti avr pi tra i piedi e la segheria non potr che guadagnarci. Hai sedotto il curato o qualcun altro che ti ha trovato un buon posto. Va' a preparare la tua roba. Poi ti porter dal sindaco, dove avrai l'incarico di precettore dei ragazzi.

       E quanto mi daranno?

       Da mangiare, da vestire e trecento franchi l'anno.

       Non voglio fare il servo!

       Bestia! E chi ti dice di fare il servo? Credi che manderei mio figlio a fare il servo?

       Ma con chi manger?

       Questa domanda sconcert il vecchio Sorel; egli sent che parlando avrebbe potuto commettere qualche imprudenza; sicch se la prese con Julien, lo copr di ingiurie, accusandolo di golosit, poi lo lasci per andare a consultarsi con gli altri figli.

       Poco dopo Julien li vide tener consiglio, appoggiati alle scuri. Quando li ebbe guardati a lungo e si fu accorto che non avrebbe potuto indovinare nulla, Julien si rifugi dall'altra parte della sega per non essere sorpreso. Voleva pensare a quell'annuncio imprevisto che cambiava il suo destino, ma si sent incapace di ragionare a mente fredda; la sua immaginazione era tutta intenta a figurarsi ci che avrebbe visto nella bella casa di Rnal.

       Bisogna rinunciare a tutto, disse fra s, piuttosto che ridursi a mangiare con i servi. Mio padre vorr costringermi. Piuttosto la morte! Ho da parte quindici franchi e otto soldi, stanotte me la svigno. In due giorni, seguendo vie traverse per non incontrare gendarmi, arrivo a Besanon. L mi arruolo e, se necessario, passo in Svizzera. Ma cos rinuncer alla carriera, alle ambizioni, allo stato ecclesiastico, tanto desiderato e che pu farmi raggiungere qualsiasi meta.

       L'orrore che provava all'idea di mangiare con la servit era estraneo alla natura di Julien; pur di arrivare, egli si sarebbe piegato a ben altre umiliazioni. Una simile ripugnanza gli veniva dalle Confessioni di Rousseau. Era l'unico libro che lo aiutasse a immaginare il mondo. La raccolta dei bollettini della Grande armata e il Memoriale di Sant'Elena completavano il suo Corano. Per queste tre opere si sarebbe fatto uccidere. Non credette mai in nessun'altra. Fedele alle parole del vecchio maggiore medico, considerava tutti gli altri libri come falsi e scritti da truffatori in cerca di fortuna.

       Con la sua anima di fuoco, Julien possedeva anche quella memoria stupefacente che molto spesso va unita alla stupidit. Per ingraziarsi il vecchio curato Chlan, dal quale - se ne accorgeva chiaramente - dipendeva il suo futuro, aveva mandato a memoria tutto il Nuovo Testamento in latino e il libro Del Papa di De Maistre, credendo poco tanto all'uno che all'altro. Come per un reciproco accordo, quel giorno Sorel e suo figlio evitarono di parlarsi. All'imbrunire Julien and dal curato per la sua lezione di teologia, ma giudic pi prudente non parlargli della strana proposta che gli aveva fatto suo padre. Forse una trappola, si diceva, e bisogna fingere di averla dimenticata.

       Il giorno dopo, di buon mattino, Rnal fece chiamare il vecchio Sorel; dopo essersi fatto aspettare un'ora o due, questi fin con l'arrivare, profondendosi fin dalla soglia in cento scuse e altrettante reverenze. A forza di obiezioni, Sorel si assicur che suo figlio avrebbe mangiato con i padroni di casa e, nei giorni di ricevimento, in una stanza a parte, solo con i ragazzi. Sempre pi disposto a far sorgere difficolt man mano che scorgeva nel sindaco una vera premura, e d'altronde pieno di diffidenza e di stupore, Sorel chiese di vedere la camera dove avrebbe dormito suo figlio. Era una stanza grande, ammobiliata molto decorosamente, ma nella quale stavano gi trasportando i letti dei tre ragazzi. Quella circostanza illumin il vecchio contadino; egli chiese subito con fermezza di vedere l'abito che avrebbe indossato suo figlio. Rnal apr lo scrittoio e prese cento franchi.

       Con questi soldi manderete vostro figlio al negozio di stoffe di Durand, dove ordiner un completo nero.

       E se poi decidessi di far tornare a casa mio figlio, disse il vecchio contadino, che aveva ormai abbandonato ogni forma di rispetto, questo abito nero rester a lui?

       Certo.

       Ebbene! disse Sorel con voce strascicata, ormai dobbiamo accordarci solo su un particolare: lo stipendio.

       Come! grid Rnal indignato, ma siamo d'accordo fino da ieri! Gli dar trecento franchi. Mi sembra gi molto, e forse anche troppo.

       Era la vostra offerta, non dico di no, disse il vecchio Sorel parlando ancora pi lentamente; e con un lampo di genio che stupir solo chi non conosca i contadini della Franca Contea, aggiunse guardando fissamente Rnal:Possiamo trovare di meglio altrove.

       Queste parole sconvolsero il sindaco. Tuttavia egli si riprese e, dopo una sapiente conversazione di due lunghe ore, in cui neppure una parola fu pronunciata a caso, l'astuzia del contadino ebbe la meglio sull'astuzia del ricco, che non ha bisogno di questa dote per vivere. Furono fissati tutti gli articoli che avrebbero regolato la nuova vita di Julien; non soltanto la sua paga fu stabilita nella misura di quattrocento franchi, ma si convenne anche che sarebbe stata pagata in anticipo, il primo di ogni mese.

       Ebbene, gli dar ogni volta trentacinque franchi, disse Rnal.

       Per far cifra tonda, un uomo ricco e generoso come il nostro sindaco, disse il contadino con voce carezzevole, non avr difficolt ad arrivare a trentasei franchi.

       Sia! disse Rnal. Ma facciamola finita.

       Questa volta la collera rafforz il tono della sua voce. Il contadino si accorse che era meglio non andare oltre. Allora fu Rnal a fare qualche passo avanti. Non acconsent assolutamente a versare in anticipo i primi trentasei franchi al vecchio Sorel, che dimostrava molta premura di riceverli per il figlio. Intanto il sindaco cominci a pensare che avrebbe dovuto riferire alla moglie l'andamento di tutte quelle trattative.

       Restituitemi i cento franchi che vi ho dato, disse con stizza. Durand mi deve qualcosa. Andr io con vostro figlio a ordinare la stoffa.

       Dopo questo atto di energia, Sorel rientr prudentemente nelle sue formule di rispetto e ce ne fu per un quarto d'ora. Alla fine, vedendo che ormai non aveva decisamente pi nulla da guadagnare, si ritir. Il suo ultimo inchino fin con queste parole: Mander subito mio figlio al castello.

       I cittadini chiamavano cos la casa del sindaco, quando volevano ingraziarselo.

       Tornato all'officina, Sorel cerc invano il figlio. Diffidando della propria sorte, Julien era uscito nel cuore della notte per mettere in salvo i suoi libri e la croce della Legion d'onore. Aveva portato tutto a casa di un amico, un giovane commerciante di legname di nome Fouqu, che abitava sull'alta montagna dominante Verrires.

       Quando riapparve, il padre gli disse: Solo Dio sa, maledetto poltrone, se avrai mai la coscienza di pagarmi il prezzo del tuo mantenimento, che ti anticipo da tanti anni! Prendi i tuoi stracci e vattene a casa del sindaco.

       Julien, sorpreso di non ricever botte, si affrett ad andarsene. Ma appena fu sicuro che suo padre non lo avrebbe visto, rallent il passo. Pens che una sosta in chiesa avrebbe giovato alla sua ipocrisia.

       Questa parola vi stupisce? Ma prima di arrivare a questo, il giovane contadino aveva dovuto percorrere un lungo cammino.

       Fin dalla prima infanzia aveva visto certi dragoni del sesto reggimento, con lunghi mantelli bianchi ed elmi adorni di lunghi crini neri; ritornavano dall'Italia e avevano attaccato i loro cavalli alle inferriate di casa Sorel, sotto gli occhi stupiti di Julien, il quale s'era sentito invadere da un folle entusiasmo per la carriera militare. Pi tardi il ragazzo ascolt con trasporto i racconti delle battaglie del ponte di Lodi, di Arcole, di Rivoli, fattigli dal maggiore medico, e non gli sfugg lo sguardo infiammato con cui il vecchio osservava la propria decorazione.

       Ma quando Julien ebbe quattordici anni, a Verrires cominciarono a costruire una chiesa che, per una cittadina tanto piccola, era senz'altro magnifica. Specialmente quattro colonne di marmo colpirono il ragazzo. In paese queste divennero celebri per l'odio mortale che suscitarono tra il giudice di pace e il giovane vicario, mandato da Besanon, e da tutti ritenuto una spia della Congregazione. Il giudice di pace fu a un pelo dal perdere il posto: tale, almeno, era l'opinione generale. Non aveva forse osato mettersi in contrasto con un prete che, quasi due volte al mese, andava a Besanon dove s'incontrava, sempre stando alle voci correnti, con il vescovo in persona?

       Nel frattempo il giudice di pace, padre di numerosa prole, pronunci parecchie sentenze che parvero ingiuste, e tutte contro quegli abitanti che leggevano il Constitutionnel. Il partito dell'ordine trionf. Si trattava, vero, di piccole multe di tre o cinque franchi, ma una di queste tocc a un fabbricante di chiodi padrino di Julien. Nella collera quest'uomo gridava: Che cambiamento! E pensare che da pi di vent'anni il giudice di pace era ritenuto un galantuomo! Il maggiore medico, amico di Julien, era morto.

       Improvvisamente il giovane non parl pi di Napoleone. Annunci il suo progetto di farsi prete e lo si vide tutto il giorno, nella segheria del padre, intento a imparare a memoria una Bibbia latina prestatagli dal curato. Il buon vecchio, stupito dei suoi progressi, passava intere serate a insegnargli la teologia. Davanti a lui Julien non mostrava che pii sentimenti. Chi avrebbe potuto immaginare che quel volto effeminato, cos pallido e dolce, nascondeva la decisione incrollabile di affrontare mille morti piuttosto che rinunciare a farsi strada?

       Farsi strada, per Julien, significava prima di tutto andarsene da Verrires: egli odiava il suo paese. Tutto quel che vedeva gelava la sua immaginazione.

       Fin dalla prima infanzia aveva avuto momenti di esaltazione: a quel tempo sognava, deliziato, che un giorno avrebbe conosciuto le belle donne di Parigi e si sarebbe conquistato la loro attenzione con qualche azione clamorosa. Perch qualcuna di loro non avrebbe potuto innamorarsi di lui, proprio come la brillante Madame de Beauharnais si era innamorata di Bonaparte, ancora povero? Da molti anni Julien non trascorreva forse neanche un'ora della sua vita senza ripetersi che Bonaparte, oscuro luogotenente senza fortuna, era divenuto padrone del mondo con la sua spada. Questo pensiero lo consolava delle sue disgrazie, che gli sembravano grandi, e raddoppiava la sua gioia, quando poteva gioire di qualcosa.

       La costruzione della chiesa e le sentenze del giudice di pace lo illuminarono improvvisamente: gli venne un'idea che per alcune settimane lo mise fuori di s, e alla fine si impadron di lui con tutta la forza della prima idea che un'anima ardente pensa di avere inventato.

       Quando Bonaparte fece parlare di s, la Francia temeva l'invasione: il merito militare era necessario, era di moda. Oggi si vedono dei preti di quarant'anni con centomila franchi di stipendio, cio il triplo dei famosi generali di divisione napoleonici. C' bisogno di uomini che li assecondino. Ed ecco questo giudice di pace, un uomo finora cos accorto e onesto, che in et avanzata si disonora, per paura di urtare un giovane vicario di trent'anni. Bisogna farsi preti.

       Una volta, sul pi bello della sua nuova religiosit (ed erano ormai due anni che studiava teologia), Julien fu tradito da una improvvisa esplosione del fuoco che gli divorava l'anima. Alla canonica, durante un pranzo di preti dove era stato presentato come un prodigio di cultura, egli si lasci andare a un appassionato elogio di Napoleone. Si leg il braccio destro al petto, con la scusa di esserselo slogato spostando un tronco d'abete, e per due mesi lo tenne in tale scomoda posizione. Dopo questa punizione si perdon. Tale era il ragazzo di diciannove anni, ma di cos fragile aspetto da dimostrarne al massimo diciassette, che con un involto sotto il braccio stava entrando nella magnifica chiesa di Verrires.

       La trov buia e solitaria. In occasione di una festa tutte le vetrate erano state coperte di stoffa cremisi. I raggi solari creavano un effetto di luce stupefacente, di grande imponenza religiosa. Julien trasal. Era solo e and a sedersi nel banco migliore. Vi spiccava lo stemma dei Rnal.

       Sull'inginocchiatoio Julien not un pezzo di carta stampata, che sembrava messo l apposta perch qualcuno lo leggesse. Vi lasci cadere lo sguardo e vide: Particolari sull'esecuzione e sugli ultimi momenti di Louis Jenrel, giustiziato a Besanon, il ...

       La carta era strappata. Sul retro si potevano leggere le due prime parole di una riga: Il primo passo.

       Chi avr messo qui questo pezzo di carta? pens Julien. Povero disgraziato, aggiunse con un sospiro, il suo nome finisce come il mio... e spiegazz il foglio.

       Nell'uscire Julien ebbe l'impressione di vedere del sangue vicino all'acquasantiera: era acqua benedetta sparsa a terra, e il riflesso delle tende rosse che coprivano le finestre la rendeva simile al sangue.

       Infine Julien si vergogn del suo segreto terrore.

       Che io sia un vigliacco? pens. All'armi!

       Queste due parole, ripetute cos spesso nei racconti di guerra del maggiore medico, erano eroiche per Julien. Egli si alz e si diresse rapidamente verso casa Rnal.

       Nonostante questi bei propositi, per, quando la vide alla distanza di venti passi fu assalito da un'invincibile timidezza. Il cancello di ferro era aperto; gli sembr magnifico. Bisognava entrare l dentro.

       Julien non era l'unico ad avere il cuore turbato per il suo arrivo in quella casa. La signora de Rnal, timidissima, era sconcertata all'idea di questo straniero che, dato il suo compito, si sarebbe trovato continuamente tra lei e i suoi bambini. Era abituata a dormire coi figli, e la mattina, vedendo trasportare i loro lettucci nella camera del precettore, aveva pianto. Invano aveva chiesto al marito che il letto di Stanislas-Xavier, il minore, fosse riportato nella sua stanza.

       La delicatezza femminile giungeva a un punto estremo nella giovane signora. Ella s'era creata la pi sgradevole immagine di un essere grossolano e coi capelli in disordine, incaricato di sgridare i suoi figli soltanto perch conosceva il latino, quella lingua barbara che sarebbe costata loro molte frustate.

 

VI LA NOIA

 

 

Non so pi cosa son, cosa faccio.

       Mozart, Figaro

 

       Con la vivacit e la grazia che le erano naturali quando era lontana dagli sguardi degli uomini, la signora de Rnal stava uscendo in giardino dalla porta-finestra del salotto, quando vide vicino all'ingresso la faccia di un giovane contadino molto pallido, che sembrava ancora un ragazzo e che aveva appena smesso di piangere. Indossava una camicia candida e portava sotto il braccio una giacca pulitissima di lanetta viola.

       Il colorito di quel contadino era cos bianco, i suoi occhi erano tanto dolci, che lo spirito un po' romantico della signora de Rnal ebbe sulle prime l'impressione che poteva trattarsi d'una ragazza travestita, venuta a chiedere qualche grazia al sindaco. Ebbe piet di quella povera creatura inchiodata sulla soglia, e che evidentemente non aveva il coraggio di alzare la mano fino al campanello: si avvicin, distratta per un momento dall'amarezza che le procurava l'arrivo del precettore. Julien, rivolto verso la porta, non la vide avanzare. Trasal quando una voce dolce, vicinissima al suo orecchio, gli domand:

       Che volete qui, figliuolo mio?

       Julien si volt di scatto e, colpito dallo sguardo pieno di grazia della signora, dimentic in parte la propria trepidazione. Poi, stupito dalla bellezza di lei, dimentic tutto, anche quello che veniva a fare. La giovane donna, intanto, aveva ripetuto la domanda.

       Vengo come precettore, signora, rispose alla fine il ragazzo, pieno di vergogna per le lacrime che cercava di asciugare alla meglio.

       Ella rest interdetta: erano vicinissimi l'uno all'altra, intenti a guardarsi. Julien non aveva mai visto una persona vestita cos bene e tanto meno una donna con quella splendida carnagione rivolgergli la parola con dolcezza. La signora de Rnal guardava le grosse lacrime che si erano fermate sulle gote, prima tanto pallide e ora cos colorite, del giovane contadino. Poi si mise a ridere con la pazza allegria di una ragazzina: si prendeva gioco di se stessa e non riusciva a capacitarsi della sua felicit. Ma che! era proprio quello il precettore che si era immaginata come un prete sporco e mal vestito, venuto a sgridare e a frustare i suoi figli?!

       Dunque, signore, gli disse alla fine, voi sapete il latino?

       A sentirsi chiamare signore, Julien rest di stucco a tal punto che per un attimo si mise a riflettere.

       S, signora, rispose timidamente.

       La signora de Rnal era tanto felice che os dire a Julien:

       Non li sgriderete troppo, quei poveri ragazzi?

       Io, sgridarli! disse Julien stupito. E perch?

       Allora, signore, ella aggiunse dopo un breve silenzio e con una voce che andava facendosi vieppi tremante per l'emozione, sarete buono con loro, me lo promettete?.

       Sentirsi chiamare nuovamente signore, con tutta seriet, e da una donna cos ben vestita, superava ogni previsione di Julien: in tutti i castelli in aria della sua giovinezza egli si era sempre detto che nessuna donna a modo si sarebbe degnata di parlargli, prima che egli avesse indossato una bella uniforme. La signora de Rnal, dal canto suo, era veramente disorientata dalla bella carnagione, dai grandi occhi neri di Julien e dai suoi bei capelli, che erano pi ricci del solito perch egli aveva appena tuffato la testa nella vasca della fontana pubblica, per rinfrescarsi. Con sua grande gioia ella scopriva che il fatale precettore, di cui aveva tanto temuto la durezza e l'aria arcigna per i suoi figli, era timido come una ragazza. Per l'animo tranquillo della signora de Rnal, il contrasto fra i suoi timori e ci che vedeva fu un grande avvenimento. Alla fine ella si riebbe. Si stup di trovarsi in quel modo sulla porta di casa con un giovanotto in maniche di camicia, e cos vicina a lui.

       Entriamo, signore, gli disse, piuttosto imbarazzata. Mai, in vita sua, una sensazione di puro piacere l'aveva commossa cos a fondo: mai un'apparizione cos gradevole era succeduta a timori pi tormentosi. Cos, i suoi bei bambini, cui dedicava tante cure, non sarebbero caduti in mano a un prete sporco e brontolone. Appena entrata nel vestibolo, si volse verso Julien che la seguiva timidamente. La sua aria stupita per la bellezza della casa era una grazia di pi agli occhi della signora, che non poteva credere a ci che vedeva: le pareva, soprattutto, che un precettore dovesse avere un abito nero.

       Ma proprio vero, signore? gli disse fermandosi ancora e con una tremenda paura di sbagliarsi, tanto la cosa la rendeva felice. Sapete davvero il latino?

       Quelle parole offesero l'orgoglio di Julien e dissiparono l'incanto in cui viveva da un quarto d'ora.

       S, signora, rispose cercando di assumere un freddo contegno. So il latino come il curato; anzi, qualche volta egli ha la bont di dire che lo so meglio di lui.

       Alla signora de Rnal parve che Julien avesse ora un'espressione molto cattiva; egli si era fermato a due passi da lei. Gli si avvicin e disse a mezza voce:

       Almeno i primi giorni non picchierete i bambini, anche se non sapranno la lezione?

       Il tono cos dolce e quasi supplichevole di una donna tanto bella fece dimenticare di colpo a Julien la sua reputazione di latinista. Il viso di lei era vicino al suo, ed egli sent il profumo dei vestiti femminili estivi, cosa meravigliosa per un povero contadino come lui. Julien arross con violenza e disse sospirando, con un filo di voce:

       Non abbiate paura, signora, vi obbedir in tutto.

       Solo in quel momento, quando la sua inquietudine per i figli era completamente dissipata, la signora de Rnal fu colpita dalla grande bellezza di Julien. I suoi tratti quasi femminili e il suo estremo imbarazzo non sembrarono ridicoli a una donna che a sua volta era molto timida. Un aspetto maschio, quale solitamente ritenuto necessario alla bellezza di un uomo, le avrebbe fatto paura.

       Che et avete, signore? ella domand a Julien.

       Diciannove anni fra poco.

       Mio figlio maggiore ne ha undici, riprese la signora de Rnal, rassicurata. Sar quasi un compagno per voi, potrete parlargli come a un uomo. Una volta suo padre ha voluto picchiarlo: rimasto a letto per una settimana, anche se si trattava di una cosa da poco.

       Che differenza fra lui e me! pens Julien. Soltanto ieri mio padre mi ha picchiato. Come sono fortunati i ricchi!

       La signora de Rnal era gi in grado di cogliere le minime sfumature di ci che attraversava l'animo del precettore, quell'ombra di pena le sembr timidezza, e volle fargli coraggio.

       Come vi chiamate, signore? gli disse con un accento e una grazia di cui Julien, senza rendersene conto chiaramente, avvert tutto il fascino.

       Mi chiamo Julien Sorel, signora. Tremo entrando per la prima volta in vita mia in casa di estranei, ho bisogno della vostra protezione e di molta indulgenza, nei primi giorni. Non sono mai stato in collegio, ero troppo povero; non ho mai parlato ad altri che a un mio cugino, il maggiore medico decorato della Legion d'onore, e al curato Chlan, che potr darvi buone informazioni sul mio conto. I miei fratelli invece mi hanno sempre picchiato e, se vi parlassero male di me, non prestate fede alle loro parole; perdonate i miei errori, signora, perch non saranno mai generati da cattive intenzioni.

       Durante questo lungo discorso, Julien osservava la signora e si andava rassicurando. tale l'effetto di una grazia perfetta, quando questa naturale e soprattutto quando la persona che ne dotata non si preoccupa affatto di averne, che Julien, ottimo conoscitore della bellezza femminile, avrebbe giurato in quel momento che la signora de Rnal non poteva avere pi di vent'anni. Ebbe immediatamente l'audace idea di baciarle la mano. Poi questa idea lo spavent, e dopo un istante egli si disse: Sarei un vile a non fare una cosa che potrebbe giovarmi e diminuire il disprezzo che questa bella signora nutre probabilmente per un povero operaio appena uscito dalla segheria. Forse Julien fu un po' incoraggiato dal fatto che la domenica, da sei mesi a quella parte, aveva sentito qualche ragazza ripetere che era un bel giovane. Mentre egli era tormentato da questi contrasti interiori, la signora de Rnal gli dava qualche istruzione sul modo di avvicinarsi ai ragazzi. Lo sforzo che Julien compiva su se stesso lo fece di nuovo impallidire. Tutto impacciato, disse:

       Non picchier mai i vostri figli, signora, lo giuro davanti a Dio.

       E cos dicendo trov il coraggio di prendere la mano di lei e di portarsela alle labbra. Ella fu stupita di quel gesto e, a pensarci bene, ne fu urtata. Siccome faceva molto caldo, aveva il braccio nudo sotto lo scialle, e il baciamano di Julien lo aveva completamente scoperto. Dopo qualche istante rimprover se stessa, e le sembr di non essersi indignata abbastanza in fretta.

       Rnal, che aveva udito parlare, usc dal suo studio; e con la stessa aria maestosa e paterna con cui celebrava i matrimoni in municipio, disse a Julien:

       indispensabile ch'io vi parli prima che i ragazzi vi vedano.

       Fece entrare Julien in una stanza e trattenne sua moglie che voleva lasciarli soli. Chiusa la porta, Rnal si mise a sedere con gravit.

       Il curato mi ha detto che siete un buon soggetto; qui tutti vi tratteranno con rispetto e io, se sar contento, vi aiuter a farvi una piccola posizione. Voglio che non vediate pi n parenti n amici; il loro tono non conveniente per i miei figli. Ecco trentasei franchi per il primo mese; ma esigo la vostra parola d'onore che non darete un soldo a vostro padre.

       Rnal ce l'aveva col vecchio, che in quell'affare era stato pi abile di lui.

       Ora, signore, - per mio ordine tutti in casa vi chiameranno signore e voi sentirete il vantaggio di entrare in una casa di gente per bene - ora, signore, non conveniente che i ragazzi vi vedano in giacca. I domestici l'hanno gi visto? chiese Rnal alla moglie.

       No, caro, gli rispose profondamente assorta.

       Tanto meglio. Indossate questa, disse il sindaco al ragazzo stupito, tendendogli una sua finanziera. Adesso andiamo da Durand, il mercante di stoffa.

       Pi di un'ora dopo, quando Rnal rientr col nuovo precettore tutto vestito di nero, ritrov sua moglie seduta al medesimo posto. La presenza di Julien la tranquillizz: guardandolo, si scordava di averne paura.

       Julien non pensava a lei; nonostante tutta la sua diffidenza nei confronti del destino e degli uomini, in quel momento era come un fanciullo; gli sembrava che fossero passati degli anni da quando, tre ore prima, si trovava in chiesa pieno di paura.

       Si accorse dell'aria gelida della signora e cap che ella era in collera perch aveva osato baciarle la mano. Ma il senso d'orgoglio, che provava nell'indossare abiti tanto diversi dal solito, e il grande desiderio di nascondere la propria gioia davano ai suoi gesti un che di brusco e di folle. La signora de Rnal lo guardava stupefatta.

       Un po' di seriet, signore, gli disse il sindaco, se volete essere rispettato dai ragazzi e dai domestici.

       Signore, rispose Julien, mi sento impacciato in questi abiti nuovi, io, povero contadino che ho sempre portato solo delle giacche. Se lo permettete, vorrei ritirarmi nella mia stanza.

       Cosa ti sembra del nuovo acquisto? disse Rnal a sua moglie.

       Per un impulso quasi istintivo, e certamente senza rendersene conto, ella nascose la verit al marito.

       Non sono entusiasta come voi di questo contadinotto. Con tutte le vostre cortesie ne farete un'impertinente e dovrete licenziarlo prima che sia trascorso un mese.

       Ebbene, lo licenzieremo! Potr costarmi un centinaio di franchi, ma Verrires si abituer a vedere un precettore accanto ai figli del sindaco. Non avrei raggiunto questo scopo, se avessi lasciato Julien vestito come un operaio. E se lo dovessi licenziare mi terr io, ben inteso, il completo nero che gli ho appena ordinato. Gli lascer soltanto quello che ho trovato gi confezionato da un sarto, e che gli ho fatto indossare.

       L'ora che Julien trascorse nella sua stanza parve un attimo alla signora de Rnal. I ragazzi, cui era stato annunciato l'arrivo del nuovo precettore, tempestavano la madre di domande. Infine Julien comparve. Era un altro uomo. Sarebbe improprio dire che aveva un aspetto serio: era addirittura la seriet personificata. Fu presentato ai ragazzi e parl con un tono che stup il sindaco stesso.

       Sono qui, signori, per insegnarvi il latino. Sapete che cosa significa recitare una lezione? Ecco la santa Bibbia, disse loro mostrando un piccolo volume in 32 rilegato in nero. Questa in particolare la storia di nostro Signore Ges Cristo, la parte che si chiama Nuovo Testamento. Vi far spesso recitare delle lezioni, ora fatemi recitare la mia.

       Adolphe, il maggiore dei ragazzi, aveva preso il libro.

       Apritelo a caso, continu Julien, e ditemi la prima parola di un capoverso. Reciter a memoria il libro sacro, norma di condotta per noi tutti, finch non mi direte di fermarmi.

       Adolphe apr il libro, lesse una parola e Julien recit tutta la pagina con facilit, come se avesse parlato in francese. Rnal guardava la moglie con aria trionfante. I ragazzi, vedendo lo stupore dei genitori, spalancarono gli occhi. Un domestico comparve sulla soglia del salotto e Julien seguit a parlare in latino. Sulle prime l'uomo rimase immobile: poi scomparve. Poco dopo la cameriera della signora de Rnal e la cuoca si avvicinarono alla porta. Fino a quel momento Adolphe aveva gi aperto il libro in otto punti diversi, e Julien aveva sempre recitato con la stessa facilit.

       Ah, Dio mio! Che bel pretino! disse ad alta voce la cuoca, una buona ragazza molto devota.

       L'amor proprio di Rnal era inquieto: il sindaco non pensava affatto all'esame del precettore, intento com'era a cercare nella propria memoria qualche parola di latino: infine riusc a cavar fuori un verso di Orazio. Di latino, Julien non conosceva che la Bibbia: sicch rispose aggrottando le sopracciglia:

       Il santo ministero, cui mi sono votato, mi ha proibito di leggere un poeta tanto profano.

       Rnal cit un numero abbastanza cospicuo di pretesi versi d'Orazio. Spieg ai suoi figli chi era Orazio, ma i ragazzi, pieni di ammirazione, non prestavano attenzione a ci che diceva. Guardavano Julien.

       I domestici erano sempre sulla soglia: Julien ritenne di dover prolungare la prova.

       Rivolgendosi al minore dei bambini, egli disse: Bisogna che anche Stanislas-Xavier mi indichi un passaggio del libro sacro.

       Il piccolo Stanislas, tutto fiero, lesse alla bell'e meglio la prima parola di un capoverso, e Julien snocciol tutta la pagina. Perch nulla mancasse al trionfo di Rnal, mentre Julien recitava entrarono Valenod, il proprietario dei bei cavalli normanni, e Charcot de Maugiron, sottoprefetto del circondario. Questa scena valse a Julien il titolo di signore: nemmeno i domestici osarono rifiutarglielo.

       La sera tutta Verrires afflu a casa Rnal per vedere la meraviglia. Julien rispose a tutti con un tono cupo che manteneva ognuno a distanza. La sua fama si estese cos rapidamente in citt che pochi giorni dopo il sindaco, per paura che glie lo portassero via, gli propose di firmare un contratto per due anni.

       No, signore, rispose freddamente Julien. Se voi voleste licenziarmi, io sarei obbligato ad andarmene. Un contratto che vincola me, e non voi, non giusto, e io lo rifiuto.

       Julien seppe comportarsi cos bene che meno di un mese dopo il suo ingresso in casa il sindaco stesso lo rispettava. E siccome il curato era in lite con Rnal e Valenod, nessuno pot tradire l'antica passione di Julien per Napoleone; quanto a lui, ne parlava solo con orrore.

 

VII LE AFFINIT ELETTIVE

 

 

Non sanno toccare il cuore senza ferirlo.

       Un moderno

 

       I ragazzi lo adoravano, ma egli non li amava: il suo pensiero era altrove. Qualunque cosa essi facessero, non si spazientiva mai. Freddo, giusto, impassibile e tuttavia amato poich il suo arrivo, in certo qual modo, aveva cacciato la noia dalla casa, Julien fu un buon precettore. Per conto suo, non provava che odio e orrore per l'alta societ in cui era ammesso, a dire il vero, per, era relegato in fondo alla tavola, e questo spiega forse l'odio e l'orrore. Ci furono certi pranzi di gala in cui pot nascondere a stento il suo odio per tutto ci che lo circondava. In particolare una volta, il giorno di San Luigi, mentre Valenod teneva banco in casa Rnal, Julien fu sul punto di tradirsi: si rifugi in giardino col pretesto di vedere i ragazzi. Quanti elogi dell'onest! esclam. Si direbbe che sia l'unica virt. E tuttavia quanta considerazione, quale strisciante rispetto per un uomo che ha raddoppiato e triplicato la propria fortuna da quando amministra l'ospizio dei poveri! Scommetterei che guadagna anche sui fondi destinati ai trovatelli a quei poveri bambini la cui miseria anche pi sacra di quella degli altri! Sono dei mostri! dei mostri! E anche io sono una specie di trovatello, odiato da mio padre, dai miei fratelli, da tutta la mia famiglia.

       Alcuni giorni prima di san Luigi, Julien, che camminava solo e recitava il breviario in un boschetto chiamato il Belvedere, dominante il Cours de la Fidlit, aveva cercato invano di evitare i suoi due fratelli, che vedeva avanzare da lontano lungo un sentiero solitario. La gelosia dei due rozzi operai era stata tanto ferita dal bel vestito nero, dall'aspetto estremamente accurato del fratello e dal sincero disprezzo che questi nutriva per essi, che lo avevano picchiato brutalmente, lasciandolo poi svenuto e sanguinante. La signora de Rnal, che passeggiava con Valenod e col sottoprefetto, arriv per caso nel piccolo bosco: vide Julien steso a terra e lo credette morto. La sua angoscia fu tale da suscitare la gelosia di Valenod.

       Questi per si allarmava troppo presto. Julien giudicava la signora molto bella, ma la odiava per la sua bellezza: era il primo scoglio che aveva rischiato di arrestare la sua carriera. Le parlava il meno possibile, perch dimenticasse il trasporto che il primo giorno lo aveva spinto a baciarle la mano.

       Elisa, la cameriera della signora de Rnal, non aveva perso l'occasione d'innamorarsi del giovane precettore, e ne parlava spesso alla padrona. L'amore di Elisa era valso a Julien l'odio di uno dei domestici, che un giorno si fece udire mentre diceva alla ragazza: Non mi rivolgete pi la parola, da quando entrato in casa quello sporco precettore. Julien non meritava l'ingiuria: ma, seguendo un istinto di bel ragazzo, intensific le cure per la propria persona. Anche l'odio di Valenod raddoppi. Egli disse pubblicamente che tanta civetteria non si addiceva a un giovane abate: e in realt, salvo la tonaca, Julien era vestito proprio come un prete.

       La signora de Rnal si accorse che Julien parlava pi del solito con Elisa: e venne a sapere che questi colloqui erano determinati dalla scarsezza del suo guardaroba. Egli aveva cos poca biancheria che era costretto a farla lavare spessissimo fuori casa, e per questi piccoli servizi Elisa gli era utile. Quell'estrema povert, che non aveva neppure sospettato, commosse la signora de Rnal; desider fargli dei regali, ma non ne ebbe il coraggio. Questa intima resistenza fu il primo sentimento penoso che Julien suscit in lei.

       Fino a quel momento il nome di Julien e un senso di gioia pura, tutta intellettuale, erano stati sinonimi per lei. Tormentata dall'idea della povert di Julien, la signora de Rnal propose al marito di regalargli della biancheria.

       Che sciocchezza! rispose il sindaco. Perch fare un regalo a un uomo di cui siamo contentissimi, e che ci serve bene? Andrebbe stimolato solo se trascurasse il suo dovere.

       Ella fu umiliata da quel modo di vedere le cose: prima dell'arrivo di Julien non se ne sarebbe accorta. Non poteva notare l'estrema dignit degli abiti del giovane abate, d'altronde semplicissimi, senza domandarsi: Povero ragazzo, come pu fare?

       A poco a poco, invece di sentirsi urtata dalla povert di Julien, ella ne prov compassione. La signora de Rnal era una di quelle donne di provincia che possono sembrare sciocche a chi non le conosce da pi di quindici giorni: mancava di qualsiasi esperienza, e non si curava di essere eloquente. Dotata di un'anima delicata e sdegnosa, per quella specie di propensione naturale verso la felicit, che in ognuno di noi, non prestava quasi mai attenzione alle persone volgari in mezzo alle quali il caso l'aveva buttata.

       Se avesse ricevuto la minima educazione, si sarebbe fatta notare per la naturalezza e la vivacit del suo spirito. Ma, come ricca ereditiera, era stata allevata in un convento di suore che adoravano appassionatamente il Sacro Cuore di Ges e che odiavano con violenza tutti i francesi ostili ai gesuiti. La signora de Rnal era provvista di sufficiente buon senso per dimenticare subito, come un'assurdit, tutto ci che aveva appreso in convento; ma non sostitu nulla a quegli insegnamenti e rest nella pi assoluta ignoranza. Le adulazioni cui era stata soggetta fin da bambina, essendo erede di una grossa fortuna, e la sua decisa tendenza a un'appassionata religiosit, l'avevano spinta a chiudersi in se stessa. Sotto la superficie della pi perfetta condiscendenza e di una sottomissione che i mariti di Verrires citavano come esempio alle mogli, e che costituiva l'orgoglio di Rnal, la sua condotta abituale derivava in realt da un carattere molto altero. Qualsiasi principessa famosa per il suo orgoglio presta un'attenzione assai maggiore ai gentiluomini che le stanno intorno, di quanta ne prestasse quella donna cos dolce, cos modesta in apparenza, a tutto ci che diceva o faceva suo marito. Fino all'arrivo di Julien ella non aveva avuto vere attenzioni che per i suoi figli. Le loro lievi malattie, i loro dolori, le loro piccole gioie occupavano tutta la sensibilit di quell'anima che in vita sua aveva adorato solo Dio al Sacro Cuore di Besanon.

       Non si degnava di dirlo a nessuno, ma un attacco febbrile a uno dei figli la angosciava quasi come se lo avesse visto morto. Uno scoppio volgare di risa, un'alzata di spalle, seguita da qualche motto triviale sulla follia delle donne, avevano regolarmente accolto le confidenze di simili dispiaceri, che aveva fatto al marito nei primi anni di matrimonio, spinta dal bisogno di aprirsi con qualcuno. Tali facezie, soprattutto quando riguardavano le malattie dei figli, erano come un coltello nel cuore di lei. E questo era quanto aveva trovato in luogo delle adulazioni servili e smancerose del convento gesuitico dove aveva trascorso la giovinezza. Era stata educata dal dolore. Troppo fiera, non parlava di tali sofferenze neppure con la signora Derville sua amica, e fin col credere che tutti gli uomini fossero come suo marito, o come Valenod o il sottoprefetto Charcot de Maugiron. La volgarit, l'insensibilit pi brutale per tutto ci che non riguardava interessi di denaro, di prestigio o di onorificenze, l'odio cieco per ogni discorso che li contrariasse, le sembrarono caratteristiche naturali dell'altro sesso, come quella di portare gli stivali o il cappello di feltro.

       Dopo lunghi anni, la signora de Rnal non si era ancora abituata alla gente tutta dedita al denaro, con la quale era costretta a vivere.

       Da ci, il successo di Julien. La signora de Rnal trov dolci gioie, illuminate dal fascino della novit, nella simpatia di quell'anima nobile e fiera. Gli perdon ben presto la sua estrema ignoranza, che anzi era una grazia di pi, e i suoi modi rudi che riusc poi a correggere. Giudic che valesse la pena di ascoltarlo, anche quando si parlava delle cose pi comuni; anche quando si trattava di un povero cane che il carro in corsa di un contadino aveva schiacciato, mentre stava attraversando la strada. Lo spettacolo di un simile dolore faceva esplodere suo marito in una grassa risata, mentre ella vedeva contrarsi le belle sopracciglia nere e perfettamente arcuate di Julien. La generosit, l'animo nobile, l'umanit le sembrarono a poco a poco caratteristiche esclusive di quel giovane abate. Ebbe per lui tutta la simpatia e anche l'ammirazione che queste doti suscitano in ogni anima gentile.

       A Parigi la posizione di Julien nei confronti della signora de Rnal si sarebbe rapidamente semplificata: ma a Parigi l'amore figlio dei romanzi. Il giovane precettore e la sua timida amica avrebbero trovato la spiegazione del loro caso in tre o quattro romanzi e perfino nelle strofette cantate al Gymnase. I romanzi avrebbero indicato loro il ruolo da sostenere, il modello da imitare; e, presto o tardi, magari senza alcun piacere e fors'anche recalcitrando, per vanit Julien sarebbe stato spinto a seguire quel modello.

       In una cittadina dell'Aveyron o dei Pirenei il minimo incidente sarebbe divenuto decisivo a causa del clima infuocato. Qui, invece, sotto il nostro cielo pi cupo, un giovane povero e solo, ambizioso unicamente perch la delicatezza del suo animo gli fa sentire il bisogno di alcune gioie procurate dal denaro, vede tutti i giorni una donna di trent'anni, decisamente onesta, occupata dei figli, e che non si comporta in base agli esempi dei romanzi. Tutto, in provincia, procede lentamente, si sviluppa a poco a poco; c' una maggiore naturalezza.

       Spesso, pensando alla povert del giovane precettore, la signora de Rnal si inteneriva fino alle lacrime. Julien la sorprese un giorno mentre piangeva veramente.

       Ah! signora, non vi sar capitata qualche disgrazia!

       No, amico mio, ella rispose. Chiamate i ragazzi, andiamo a far due passi.

       Prese il suo braccio e vi si appoggi in un modo che a Julien sembr strano. Era la prima volta che lo chiamava amico mio.

       Verso la fine della passeggiata, Julien si accorse che era arrossita violentemente. Poi la signora rallent il passo.

       Vi avranno raccontato che sono l'unica erede di una zia ricchissima, abitante a Besanon. Mi colma di doni... I miei figli fanno progressi... cos stupefacenti... che vorrei pregarvi di accettare un regalino in segno di riconoscenza. Non si tratta che di pochi soldi per comprarvi della biancheria. Ma... ella soggiunse arrossendo ancor pi violentemente: e smise di parlare.

       Come, signora? disse Julien.

       Sarebbe inutile, continu lei abbassando la testa, parlarne a mio marito.

       Sono povero, signora, ma non abietto, rispose Julien fermandosi, con gli occhi infiammati di collera, e drizzandosi in tutta la sua statura. Non mi pare che lo abbiate considerato abbastanza. Sarei meno di un servo, se mi mettessi nella condizione di dover nascondere al signor de Rnal qualsiasi cosa riguardo al mio denaro.

       La signora rimase sconvolta.

       Il signor sindaco mi ha versato per cinque volte trentasei franchi, da quando sono entrato in casa sua, e sono pronto a mostrare il mio libro delle spese al signor de Rnal e a chiunque altro, anche al signor Valenod, che mi odia.

       Dopo questa uscita, ella se ne stette pallida e tremante, e la passeggiata ebbe fine senza che nessuno dei due riuscisse a trovare un pretesto per riallacciare il dialogo. L'amore per la giovane donna si fece sempre pi impossibile nel cuore orgoglioso di Julien; quanto a lei lo rispett, lo ammir; egli l'aveva rimproverata! Col pretesto di riparare l'involontaria umiliazione che gli aveva inflitto, si permise le pi tenere premure: e questo nuovo modo di comportarsi costitu la sua gioia per otto giorni. Il risultato fu che la collera di Julien svan, almeno in parte; egli era ben lontano dall'attribuire quel comportamento a una simpatia personale.

       Ecco, si diceva, come sono questi ricchi! Prima ti umiliano, e poi credono di riparare a tutto con qualche smorfia!

       Il cuore della signora de Rnal era troppo colmo e ancora troppo innocente perch ella non raccontasse al marito, nonostante i suoi propositi, l'offerta che aveva fatto a Julien e il modo in cui questa era stata respinta.

       Come! rispose Rnal punto sul vivo. Voi avete tollerato il rifiuto di un domestico?

       E siccome ella protestava per quell'appellativo, Rnal continu: Io parlo, signora, come il principe di Cond quando present i suoi ciambellani alla moglie: "Tutti costoro," disse, "sono i nostri domestici." Vi ho letto questo passaggio dei Mmoires di Besenval, indispensabile per stabilire le distanze sociali. Tutti coloro che non sono gentiluomini, che vivono in casa vostra e percepiscono uno stipendio, sono vostri domestici. Dir due parole a questo Julien e gli dar cento franchi.

       Ah! amico mio, disse sua moglie tremando, almeno non fatelo davanti alla servit!

       Certo, potrebbe esserne gelosa, e a ragione, disse il marito allontanandosi e pensando all'entit della somma.

       La signora si lasci cadere su una sedia, semisvenuta per il dolore. Umilier Julien, e per colpa mia! Ebbe orrore di suo marito e si nascose il volto tra le mani. Si ripromise con fermezza di non confidarsi mai con nessuno.

       Quando rivide Julien, ella tremava tutta; aveva un tale peso sul cuore che non riusc a pronunciare parola. Nel suo imbarazzo, gli prese le mani e glie le strinse.

       Ebbene, amico mio, disse alla fine, siete contento di mio marito?

       Come potrei non esserlo? rispose Julien con un sorriso amaro. Mi ha dato cento franchi.

       Louise lo guard, un po' incerta.

       Datemi il braccio, disse alla fine, con un'audacia che Julien non le conosceva.

       Os recarsi perfino dal libraio di Verrires, nonostante la sua spaventosa fama di liberalismo. Spese dieci luigi in libri che regal ai suoi figli. Ma erano i libri che sapeva desiderati da Julien. E l, nella bottega del libraio, pretese che ognuno dei figli scrivesse il proprio nome sui libri che gli erano toccati in sorte. Mentre la signora era tutta felice di quella specie di riparazione che aveva il coraggio di offrire a Julien, questi era stupito della quantit di libri che si vedeva intorno. Non aveva mai osato entrare in un luogo tanto profano: il suo cuore palpitava. Invece di pensare a ci che passava nel cuore della signora de Rnal, egli era tutto intento a riflettere sul modo in cui un giovane studente di teologia avrebbe potuto procurarsi quei libri. Alla fine gli venne l'idea che, con un po' di abilit, sarebbe stato possibile convincere Rnal della necessit di assegnare ai suoi figli, come tema di composizione, la storia dei gentiluomini celebri della provincia. Un mese di calcoli permise a Julien di condurre in porto questa idea, e in modo cos perfetto che, qualche tempo dopo, egli os proporre a Rnal una decisione ben pi penosa per il nobile sindaco: si trattava di contribuire alla fortuna di un liberale, facendo un abbonamento in libreria. Rnal conveniva che era opportuno dare al maggiore dei suoi figli un'idea de visu di parecchie opere di cui avrebbe sentito parlare alla scuola militare; ma Julien si accorse che il sindaco si ostinava a non spingersi oltre. Sospettava che ci fosse una ragione segreta, ma non gli riusciva di indovinarla.

       Pensavo, signore, gli disse un giorno, che sarebbe molto sconveniente se il nome di un gentiluomo come un Rnal figurasse sullo sporco registro di un libraio.

       La fronte del sindaco si rischiar.

       D'altronde, sarebbe anche una nota di biasimo, continu Julien in tono pi umile, se si potesse scoprire un giorno che il nome di un povero studente di teologia comparso sul registro di una biblioteca circolante. I liberali potrebbero accusarmi di aver richiesto i libri pi infami e forse arriverebbero anche al punto di scrivere, accanto al mio nome, il titolo di quei libri perversi.

       Ma Julien stava andando fuori strada. Vide che il sindaco riprendeva un'espressione imbarazzata e infastidita. Allora tacque. Ormai l'ho in pugno, pens.

       Qualche giorno dopo, siccome Adolphe lo interrogava a proposito di un libro annunciato su La Quotidienne, in presenza di Rnal, Julien rispose:

       Per evitare ogni motivo di trionfo al partito giacobino e darmi tuttavia la possibilit di rispondere al signor Adolphe, si potrebbe fare un abbonamento dal libraio a nome del pi umile dei vostri domestici.

       Questa non una cattiva idea, disse Rnal, evidentemente molto soddisfatto.

       Tuttavia bisognerebbe mettere in chiaro, disse Julien con quel tono compunto e quasi dolente che si adatta cos bene a certuni, quando essi vedono a portata di mano la riuscita di una cosa a lungo desiderata, bisognerebbe mettere in chiaro che il domestico non potr prelevare alcun romanzo. Una volta in casa, questi libri pericolosi potrebbero corrompere le cameriere della signora e il domestico stesso.

       Dimenticate, per, i libelli politici, aggiunse Rnal con alterigia. Voleva nascondere l'ammirazione per il sapiente compromesso escogitato dal precettore dei suoi figli.

       Cos la vita di Julien consisteva in una serie di piccole manovre, il successo delle quali gli premeva assai pi della spiccata preferenza che, se avesse voluto, avrebbe scorto facilmente nel cuore della signora de Rnal.

       La posizione morale in cui Julien si era trovato durante tutta la sua vita si rinnovava in casa del sindaco di Verrires. Qui, come nella segheria di suo padre, egli disprezzava profondamente le persone con cui viveva e ne era odiato. Si accorgeva ogni giorno, dai discorsi del sottoprefetto, di Valenod e degli altri amici di casa, che le loro idee, nel caso di fatti svoltisi sotto i loro occhi, assomigliavano molto poco alla realt. Un'azione gli sembrava ammirevole? Proprio quella era biasimata dagli altri. La sua replica interiore era sempre la stessa: Che bestie! o Che sciocchi!. La cosa divertente era che spesso, nonostante tutto il suo orgoglio, egli non capiva assolutamente nulla dell'argomento di quei discorsi.

       In tutta la sua vita non aveva mai parlato sinceramente che col vecchio maggiore medico; le poche idee che aveva riguardavano le campagne di Bonaparte in Italia o la chirurgia. Il suo coraggio giovanile si compiaceva nel racconto circostanziato delle operazioni pi dolorose. Pensava: Io non avrei battuto ciglio.

       La prima volta che la signora de Rnal cerc di intavolare con lui una discussione estranea all'educazione dei ragazzi, egli si mise a parlare di operazioni chirurgiche. Ella impallid e lo preg di smetterla.

       Julien non sapeva altro. Cos, anche se passava la vita accanto alla signora de Rnal, appena erano soli si stabiliva tra loro il pi strano silenzio. Durante i ricevimenti, nonostante l'umilt del suo atteggiamento, ella gli scopriva negli occhi qualcosa di intellettualmente superiore a tutti gli altri. Se si trovava sola un istante con lui, si accorgeva che era visibilmente imbarazzato. Ne era inquieta, perch il suo istinto femminile le faceva capire che quell'imbarazzo non derivava affatto da un sentimento di tenerezza.

       In base a chi sa quale idea ricavata dai discorsi che il vecchio maggiore medico gli aveva fatto sulla buona societ, quando si trovava con una donna e tutti intorno tacevano, Julien si sentiva umiliato, come se quel silenzio fosse una colpa sua particolare. Tale sensazione era cento volte pi penosa in un colloquio a quattr'occhi. La sua fantasia, piena delle nozioni pi esagerate e spagnolesche su ci che un uomo deve dire quando si trova solo con una donna, nella sua confusione non gli offriva che spunti inaccettabili. La sua anima era nelle nuvole, e gli era impossibile uscire da quel silenzio tanto umiliante. Cos, durante le lunghe passeggiate con la signora de Rnal e i ragazzi, il suo atteggiamento severo era aggravato dalle pi crudeli sofferenze. Si disprezzava spaventosamente. Se per disgrazia si costringeva a parlare, gli uscivano di bocca le cose pi ridicole. Per colmo di sfortuna, vedeva la sua stupidit e se la esagerava; ma quello che non vedeva era l'espressione dei suoi occhi cos belli e infervorati che, come accade ai bravi attori, riuscivano talvolta a dare un significato affascinante a cose che non l'avevano. La signora de Rnal si accorse che, quando erano a tu per tu, Julien riusciva a dire qualcosa di buono solo se, distratto da un imprevisto, non si sforzava di escogitare qualche complimento. E siccome gli amici di casa non la viziavano certo con idee nuove e brillanti, ella si deliziava dei lampi di spirito di Julien.

       Dalla caduta di Napoleone in poi, ogni forma di galanteria severamente bandita dai costumi della provincia. Tutti hanno paura di perdere il posto. I furbi cercano appoggio nelle congregazioni religiose; e l'ipocrisia ha fatto grandi progressi anche nei ceti liberali. La noia aumenta. Non restano altri piaceri che i libri e l'agricoltura.

       La signora de Rnal, ricca ereditiera di una zia bigotta, sposata a sedici anni con un bravo gentiluomo, in tutta la sua vita non aveva mai provato n visto nulla che assomigliasse all'amore. Ne aveva sentito parlare soltanto dal suo confessore, l'abate Chlan, il quale, prendendo spunto dalle galanterie di Valenod, glie ne aveva fatto un quadro cos ripugnante, che quella parola evocava in lei l'idea del pi abietto libertinaggio. Giudicava come un'eccezione, o almeno come un sentimento del tutto innaturale, l'amore che aveva trovato nei pochissimi romanzi capitati per caso tra le sue mani. Grazie a questa ignoranza, la signora de Rnal era perfettamente felice e, pur occupandosi senza tregua di Julien, era ben lungi dal rivolgersi il minimo rimprovero.

 

VIII PICCOLI AVVENIMENTI

 

 

Then there were sighs, the deeper for suppression,

       And stolen glances, sweeter for the theft,

And burning blushes, though for no transgression.

       Don Juan, c. I, st. 74

 

       L'angelica dolcezza che la signora de Rnal doveva al suo carattere e alla sua attuale felicit si alterava lievemente solo quando pensava a Elisa, la sua cameriera. La ragazza aveva avuto un'eredit, era andata a confessarsi al curato Chlan e gli aveva confidato il suo progetto di sposare Julien. Il curato si rallegr di cuore per l'amico, ma fu estremamente sorpreso quando Julien gli dichiar risolutamente che l'offerta di Elisa non l'interessava.

       Fate attenzione, figliolo mio, disse il curato aggrottando la sopracciglia, a ci che passa nel vostro cuore; mi rallegro per la vostra vocazione, se soltanto ad essa dovete il disprezzo di una fortuna pi che sufficiente. Da cinquantasei anni sono il curato di Verrires e tuttavia, a quanto pare, sto per essere destituito. una cosa che mi addolora, anche se ho ottocento lire di rendita. Vi parlo di questo perch non vi facciate soverchie illusioni sulla condizione sacerdotale. Se pensate a far la corte ai potenti, la dannazione eterna assicurata. Per far fortuna dovrete nuocere ai poveri, adulare il sottoprefetto, il sindaco, i notabili e prestarvi ai loro desideri; un simile comportamento, che nel mondo si chiama saper vivere, per un laico pu anche conciliarsi con la salvezza dell'anima; ma nella nostra condizione bisogna scegliere: si tratta di far fortuna in questo mondo o nell'altro, non ci sono vie di mezzo. Ora andate, amico mio, riflettete e tornate fra tre giorni a darmi una risposta definitiva. Con dolore scorgo in fondo al vostro carattere un ardore cupo, che non testimonia della moderazione e dell'assoluta rinuncia ai beni terrestri necessarie a un prete la vostra intelligenza mi fa sperare bene: ma lasciate che ve lo dica, aggiunse il buon curato con le lacrime agli occhi, io tremerei per la vostra salvezza, se vi faceste prete.

       Julien si vergognava della propria emozione; per la prima volta in vita sua si accorgeva di essere amato; piangeva di gioia, e and a nascondere le sue lacrime nei grandi boschi sopra Verrires.

       Perch mi trovo in questo stato? si disse alla fine. Sento che darei cento volte la vita per l'abate Chlan, e tuttavia egli mi ha appena dimostrato che sono uno sciocco. E lui, soprattutto, quello ch'io vorrei ingannare, ed egli mi legge dentro. Il segreto ardore di cui mi parla il mio progetto di far fortuna. Mi ritiene indegno di farmi prete, e ci accade proprio quando immaginavo che il sacrificio di una rendita di cinquanta luigi lo avrebbe riempito di entusiasmo per la mia piet e la mia vocazione.

       In futuro, continu Julien, conter solo sulle qualit gi sperimentate del mio carattere. Chi mi avrebbe detto che avrei provato piacere a piangere! Che avrei amato chi mi dimostra che sono solo uno sciocco!

       Tre giorni dopo Julien aveva trovato il pretesto che gli sarebbe stato necessario fin dal primo giorno: questo pretesto era una calunnia, ma che importava? Con molta titubanza confess al curato che c'era una ragione per rifiutare quel matrimonio, ma che non poteva spiegargliela perch avrebbe danneggiato una terza persona. Era come incriminare la condotta di Elisa. Il curato trov nelle maniere di Julien un certo fuoco tutto mondano, ben diverso da quello che avrebbe dovuto animare un giovane levita.

       Amico mio, gli disse ancora, siate un buon borghese di campagna, stimabile e istruito, piuttosto che un prete senza vocazione.

       Julien rispose a queste nuove rimostranze in modo perfetto, almeno a parole; escogit le frasi che avrebbe pronunciato un seminarista pieno di zelo; ma il tono con cui le pronunciava, ma il fuoco segreto che brillava nei suoi occhi turbavano il parroco.

       Non bisogna trarre auspici troppo negativi sul futuro di Julien, egli inventava correttamente le parole di una cauta e prudente ipocrisia. E non poco, alla sua et. Quanto al tono e ai gesti, il giovane viveva con gente di campagna: non aveva mai avuto grandi modelli. Pi tardi, appena gli fu dato di avvicinare persone importanti, si fece ammirare sia per i gesti che per le parole.

       La signora de Rnal fu stupita che la nuova ricchezza della sua cameriera non rendesse pi felice la ragazza: la vedeva andare continuamente dal curato e tornare con le lacrime agli occhi. Alla fine Elisa le parl del suo matrimonio.

       La giovane signora si credette malata: una specie di febbre le impediva di dormire, ed ella si sentiva rivivere solo quando aveva davanti agli occhi la cameriera o Julien. Non riusciva a pensare che a loro e alla felicit che avrebbero trovato nel matrimonio. La povert di quella piccola casa, in cui avrebbero dovuto vivere con una rendita di cinquanta luigi, le si presentava con colori incantevoli. Julien avrebbe potuto benissimo fare l'avvocato a Bray, la sottoprefettura a due leghe da Verrires, e in questo modo ella avrebbe potuto rivederlo qualche volta.

       La signora de Rnal credette sinceramente di essere sul punto di impazzire: lo disse a suo marito e poi si ammal. La sera stessa, mentre la cameriera la serviva, si accorse che stava piangendo. In quel momento odiava Elisa, e poco prima l'aveva trattata male: le chiese scusa. Le lacrime di Elisa raddoppiarono e la ragazza disse che, se la padrona lo permetteva, le avrebbe raccontato tutta la sua disgrazia.

       Parlate pure, rispose la signora de Rnal.

       Ebbene, signora, non vuole sposarmi; qualche malalingua gli avr parlato male di me, e lui ci ha creduto.

       Chi che non vuole sposarvi? disse la signora, quasi senza fiato.

       E chi mai, signora, se non il signor Julien? replic singhiozzando la cameriera. Il curato non riuscito a vincere la sua resistenza. Infatti, pensa il curato, egli non pu respingere una brava ragazza col pretesto che ha fatto la cameriera. Dopo tutto, suo padre non altro che un carpentiere. E anche lui, come si guadagnava da vivere prima di essere assunto in casa vostra?

       La padrona non ascoltava pi; l'eccessiva felicit le aveva tolto l'uso della ragione. Si fece ripetere molte volte che Julien aveva rifiutato in modo definitivo e che non ammetteva la possibilit di tornare a una decisione pi saggia.

       Voglio fare un ultimo tentativo, ella disse alla cameriera. Parler al signor Julien.

       L'indomani, dopo colazione, la signora de Rnal si concesse la deliziosa volutt di perorare la causa della rivale e di vedere respinte la mano e la fortuna di Elisa per un'ora intera.

       A poco a poco Julien abbandon le risposte compassate e fin col rispondere spiritosamente alle sagge osservazioni della signora de Rnal. Questa non riusc a resistere al torrente di felicit che inondava la sua anima, dopo tanti giorni di disperazione. E si sent veramente male. Quando si fu ripresa e si trov nella propria camera, volle restare sola. Era profondamente stupita.

       Sono forse innamorata di Julien? si domand alla fine.

       Questa scoperta, che in qualsiasi altro momento avrebbe gettato la signora de Rnal nel rimorso e in una profonda agitazione, fu per lei soltanto uno spettacolo strano, ma quasi indifferente. La sua anima, sfinita per tutto ci che aveva dovuto sopportare, non aveva pi sensibilit per le passioni.

       Tent di mettersi a lavorare, ma cadde in un sonno profondo; al risveglio non si spavent come avrebbe dovuto. Era troppo felice per potersi turbare di qualcosa. Ingenua e innocente, quella buona provinciale non si era mai torturata l'anima nel tentativo di strapparne un po' di sensibilit per qualche nuova sfumatura di sentimento o di dolore. Prima dell'arrivo di Julien, assorta com'era nella mole di lavoro che, lontano da Parigi, spetta a una brava madre di famiglia, ella pensa alle passioni come noi pensiamo a una lotteria: inganno sicuro, fortuna cercata dai matti.

       Suon la campana del pranzo; la signora de Rnal arross violentemente quando sent la voce di Julien che accompagnava i ragazzi. Fattasi pi accorta da quando era innamorata, ella lament uno spaventoso mal di testa per giustificare il suo rossore.

       Ecco come sono le donne, le rispose Rnal con una grassa risata. Delle macchine che non vanno mai bene.

       Anche se era abituata a questo genere di spirito, la signora de Rnal fu urtata da quel tono di voce. Per distrarsi guard Julien: anche se fosse stato il pi brutto degli uomini, in quel momento le sarebbe piaciuto.

       Sempre attento a copiare le abitudini della gente di corte, fin dai primi giorni di primavera Rnal si trasfer a Vergy, villaggio reso celebre dalla tragica avventura di Gabrielle. A qualche centinaio di passi dalle rovine tanto pittoresche della vecchia chiesa gotica, Rnal possedeva un vecchio castello con quattro torri e un giardino disegnato come quello delle Tuileries, con molte siepi di bosso e viali di castagni potati due volte l'anno. Un campo poco distante, coltivato a meli, serviva da passeggiata. In fondo al frutteto c'erano otto o dieci magnifici noci; le loro foltissime fronde si ergevano a circa ottanta piedi di altezza.

       Ognuno di questi maledetti noci, diceva Rnal tutte le volte che sua moglie li ammirava, mi costa cinque pertiche di raccolto, perch il grano non cresce alla loro ombra.

       La vista della campagna sembr nuova alla signora de Rnal: la sua ammirazione sfiorava l'entusiasmo. Dal sentimento che l'animava traeva spirito e decisione. Il giorno dopo l'arrivo a Vergy, siccome Rnal era tornato in citt per gli affari del comune, sua moglie assunse alcuni operai a proprie spese. Julien le aveva suggerito l'idea di un sentierino cosparso di sabbia che, serpeggiando nel frutteto e tra i grandi noci, avrebbe permesso ai ragazzi di passeggiare fin dal mattino senza bagnarsi le scarpe con la rugiada. Questa idea fu realizzata meno di ventiquattro ore dopo essere stata concepita. La signora de Rnal pass allegramente la giornata con Julien a dirigere gli operai.

       Il sindaco, al suo ritorno, fu molto sorpreso trovando il sentiero gi fatto. Il suo arrivo sorprese anche la signora de Rnal, che aveva dimenticato la sua esistenza. Per due mesi egli parl con stizza dell'ardire dimostrato nel fare una cos importante riparazione senza consultarlo, ma la moglie l'aveva fatta a sue spese, e questo lo consolava un poco.

       Ella passava le giornate a correre nel frutteto coi figli, e a dar la caccia alle farfalle. Avevano preparato dei grossi cappucci di garza chiara, con cui si catturavano i poveri lepidotteri; era questo il nome barbaro che Julien insegnava alla signora de Rnal. Infatti ella aveva fatto arrivare da Besanon il bel libro di Godart, e Julien le spiegava le singolari abitudini di quei poveri insetti che, trafitti senza piet con degli spilli, venivano assicurati a un quadro di cartone, preparato anch'esso da Julien.

       Finalmente ci fu tra la signora de Rnal e Julien un argomento di conversazione: ed egli non si sent pi esposto al tremendo supplizio del silenzio.

       Parlavano di continuo, e con grande interesse, anche se di cose molto innocenti. Questa vita attiva e allegra piaceva a tutti tranne a Elisa, che era gravata di lavoro. Mai, neppure di carnevale, quando ci sono i balli a Verrires, diceva la ragazza, la signora si tanto preoccupata della sua toilette; cambia vestito due o tre volte al giorno. Siccome non abbiamo intenzione di adulare nessuno, non nasconderemo che la signora de Rnal, la quale aveva una pelle splendida, si faceva fare dei vestiti che le lasciavano scoperti le braccia e il petto. Era molto ben fatta, e questi abiti le stavano a meraviglia.

       Non siete mai stata cos giovane, le dicevano gli amici che venivano a trovarla da Verrires. ( un modo di dire del paese.)

       Una cosa strana, e che forse trover poco credito fra noi, che la signora de Rnal si curava molto, s, ma senza un'intenzione precisa. Ci provava piacere; e, senza nemmeno pensarci, tutto il tempo che non trascorreva a caccia di farfalle con i ragazzi e con Julien, lo occupava a preparare degli abiti con Elisa. L'unica scappata che fece a Verrires fu per comprare nuovi vestiti appena arrivati da Mulhouse.

       Ritorn a Vergy con una parente. Da quando si era sposata, la giovane signora a poco a poco aveva stretto amicizia con la signora Derville, che un tempo era stata sua compagna al collegio del Sacro Cuore.

       La Derville rideva di gusto per quelle che chiamava le idee folli di sua cugina. Da sola, non ci avrei mai pensato, diceva. Di quelle idee impreviste, che a Parigi sarebbero state giudicate delle trovate spiritose, la signora de Rnal si sarebbe vergognata, quando si trovava col marito, come se avesse commesso delle sciocchezze: ma la presenza dell'amica le dava coraggio. Sulle prime le confidava timidamente i propri pensieri; ma quando le due donne restavano lungamente sole, lo spirito della signora de Rnal si animava e una lunga mattinata solitaria passava in un istante, lasciando le due amiche molto allegre. Questa volta per l'accorta signora Derville trov sua cugina molto meno allegra e assai pi felice.

       Quanto a Julien, da quando era giunto in campagna egli viveva veramente come un bambino, non meno felice dei suoi allievi nel rincorrere le farfalle. Dopo tante costrizioni e tanti abili raggiri, solo, lontano dagli uomini e istintivamente privo di ogni timore nei confronti della signora de Rnal, si abbandonava al piacere di vivere, cos intenso alla sua et, in mezzo alle pi belle montagne del mondo.

       A Julien parve subito che la cugina della signora de Rnal gli fosse amica: e si affrett a mostrarle la vista di cui si godeva in fondo al nuovo sentiero, sotto i grandi noci; una vista che pari, se non superiore, ai pi meravigliosi panorami che possono offrire la Svizzera e i laghi italiani. Salendo la ripida costa che comincia qualche passo pi avanti, si arriva ben presto dinanzi a profondi burroni costeggiati da querceti che si estendono fin quasi al fiume. L, alla sommit di quelle rocce tagliate a picco, Julien, felice, libero, e, ancora di pi, re della casa, conduceva le due cugine, godendo della loro ammirazione per quegli splendidi paesaggi.

       Per me, diceva la signora Derville, Ǐ come la musica di Mozart.

       La gelosia dei fratelli, la presenza di un padre dispotico e iroso avevano guastato agli occhi di Julien le campagne intorno a Verrires. A Vergy il giovane non trovava questi amari ricordi: per la prima volta in vita sua, non si vedeva intorno dei nemici. Quando Rnal, come accadeva spesso, si recava in citt, Julien osava perfino leggere; ben presto, invece di leggere nottetempo servendosi di un lume nascosto sotto un vaso di fiori capovolto, egli pot abbandonarsi al sonno; in compenso, durante il giorno, nell'intervallo delle lezioni, andava su quelle rocce col libro che era l'unica regola della sua condotta e l'oggetto dei suoi entusiasmi. L trovava, riunite, felicit, estasi e consolazione nei momenti di scoraggiamento.

       Alcune frasi di Napoleone sulle donne, molte discussioni sul valore dei romanzi di moda sotto il suo regno, suggerirono allora a Julien, e per la prima volta, alcune idee che qualsiasi altro giovane della sua et avrebbe avute da molto tempo.

       Venne il gran caldo. Presero l'abitudine di trascorrere le serate sotto un immenso tiglio, a pochi passi da casa. L'oscurit era profonda. Una sera Julien parlava con vivacit, si deliziava del piacere di parlare bene e rivolto a donne giovani; gesticolando, tocc la mano della signora de Rnal, appoggiata sulla spalliera d'una seggiola di legno verniciato, come se ne trovano nei giardini.

       La mano si ritir rapidamente: ma Julien pens che era suo dovere far s che quella mano non si ritraesse quando egli la toccava. L'idea di un dovere da compiere e del ridicolo, o meglio del senso d'inferiorit in cui sarebbe incorso in caso di fallimento, allontan immediatamente ogni piacere dal suo cuore.

 

IX UNA SERA IN CAMPAGNA

 

 

La Didone di Gurin, incantevole abbozzo.

       Strombeck

 

       Il giorno dopo, quando rivide la signora de Rnal, Julien la guard in modo strano; la osservava come un nemico con cui ci si deve battere. Tali sguardi, cos diversi da quelli del giorno innanzi, fecero perder la testa alla signora de Rnal: lo aveva trattato con bont, ed egli sembrava seccato! Non poteva distogliere i suoi occhi da quelli di lui.

       La presenza della signora Derville permetteva a Julien di parlare meno e di occuparsi pi intensamente di ci che gli passava per la testa. Per tutta la giornata non fece altro che ritemprarsi con la lettura del libro ispirato che gli fortificava l'animo.

       Abbrevi parecchio le lezioni dei ragazzi, poi, quando la vista della signora de Rnal lo richiam ai suoi pensieri di gloria, decise che quella sera avrebbe dovuto assolutamente ottenere che ella non ritraesse la mano.

       Il sole che calava e avvicinava il momento decisivo fece battere il cuore di Julien in modo strano. Giunse la notte. Con una gioia che gli tolse un grosso peso dal petto, egli not che sarebbe stata molto buia. Il cielo, carico di nuvoloni sospinti da un vento caldissimo, minacciava tempesta. Le due amiche passeggiarono fino a tardi. Tutto quanto esse facevano quella sera sembrava insolito a Julien. Godevano di quel tempo che per alcune anime sensibili sembra rendere pi vivo il piacere di amare. Alla fine si misero a sedere. La signora de Rnal accanto a Julien, e sua cugina accanto a lei. Preoccupato di ci che stava per tentare, Julien non trovava nulla da dire. La conversazione languiva.

       Al mio primo duello sar dunque cos tremante e turbato? pens il giovane, che diffidava troppo di se stesso e degli altri per non vedere il proprio stato d'animo.

       Qualsiasi rischio gli sarebbe parso preferibile alla sua mortale angoscia. Quante volte si augur che qualche necessit obbligasse la signora de Rnal a lasciare il giardino e a rientrare in casa! Julien doveva fare troppi sforzi perch la sua voce non ne risultasse profondamente alterata; ben presto anche la voce di lei cominci a tremare, ma Julien non se ne accorse: la spaventosa lotta del dovere contro la timidezza era troppo dura perch egli potesse rendersi conto di quanto gli accadeva intorno. Erano gi sonate le nove e tre quarti all'orologio del castello, e non aveva ancora osato nulla. Indignato per la propria vilt, il precettore pens: Nel preciso momento in cui soneranno le dieci, far ci che per tutto il giorno mi sono ripromesso di fare: se no andr in camera mia e mi brucer le cervella.

       Dopo un ultimo istante di attesa e di ansiet, durante il quale Julien fu come fuori di s per l'eccessiva emozione, le dieci sonarono all'orologio che si trovava sopra la sua testa. Ognuno di quei fatali rintocchi echeggiava nel suo petto e vi provocava una specie di sconvolgimento fisico.

       Infine, quando il decimo colpo vibrava ancora nell'aria, egli tese la mano e prese quella della signora de Rnal, che si ritrasse immediatamente. Senza rendersi chiaramente conto di ci che faceva, Julien la riprese di nuovo, e, bench fosse agitatissimo, fu colpito nel sentirla tanto gelida. La strinse con forza convulsa; sent che la mano faceva un ultimo sforzo per svincolarsi, ma alla fine rimase nella sua.

       La felicit gli invase l'anima; non che egli amasse la signora de Rnal, ma era cessato uno spaventoso supplizio. Perch la signora Derville non si accorgesse di nulla, il giovane si sent in dovere di parlare; la sua voce era forte e squillante. Quella della signora de Rnal, invece, tradiva una tale emozione che sua cugina la credette indisposta e le propose di rincasare. Julien avvert il pericolo. Se la signora de Rnal torna in salotto, ricadr nella spaventosa situazione in cui ho passato tutta la giornata. Ho tenuto la sua mano troppo poco per potermi considerare vittorioso.

       Quando la signora Derville ripet la proposta di rincasare, Julien strinse forte la mano che gli si era abbandonata. La signora de Rnal, che stava gi per alzarsi, si rimise a sedere, dicendo con voce spenta:

       A dire il vero mi sento un po' indisposta, ma l'aria aperta mi fa bene.

       Queste parole rafforzarono la felicit di Julien, che in quel momento era enorme: egli parl, lasci da parte le finzioni e alle due cugine che lo ascoltavano sembr l'uomo pi amabile del mondo. Tuttavia, in questa improvvisa eloquenza, c'era ancora una certa paura. Julien temeva terribilmente che la signora Derville, disturbata dal vento che cominciava ad alzarsi e che precedeva la tempesta, volesse rientrare da sola in salotto. Allora egli sarebbe rimasto a tu per tu con la signora de Rnal. Aveva trovato solo per caso il coraggio cieco di agire: ma sentiva che non era in grado di dire una sola parola alla signora de Rnal. Sarebbe bastato il minimo rimprovero per disarmarlo e per mandare in fumo il vantaggio ottenuto.

       Per fortuna, quella sera i suoi discorsi commoventi ed enfatici trovarono grazia presso la signora Derville, che spesso lo giudicava goffo come un bambino e poco divertente. La signora de Rnal, dal canto suo, con la mano abbandonata in quella di Julien, non pensava a nulla: si lasciava vivere. Le ore trascorse sotto il grande tiglio, che una tradizione locale vuole piantato da Carlo il Temerario, furono per lei una parentesi di felicit. Con delizia, ascoltava il vento gemere tra i folti rami degli alberi e il rumore di qualche rara goccia che cominciava a cadere sulle foglie pi basse. Julien non si accorse di una circostanza che lo avrebbe senz'altro rassicurato: la signora de Rnal, che era stata costretta a togliergli la mano per alzarsi e per aiutare sua cugina a rialzare un vaso di fiori rovesciato dal vento ai loro piedi, appena tornata a sedere gli restitu la mano senza difficolt, come se ormai si trattasse di una cosa convenuta tra loro.

       Mezzanotte era gi suonata da un pezzo: fu necessario abbandonare il giardino e separarsi. Trasportata dalla gioia di amare, la signora de Rnal era cos ingenua che non trovava quasi rimproveri da rivolgersi. La felicit le tolse il sonno. Un sonno di piombo si impadron di Julien, tremendamente stanco per la lotta tra orgoglio e timidezza, che durante tutto il giorno si era svolta nel suo cuore.

       L'indomani lo svegliarono alle cinque, e rivolse appena un pensiero alla signora de Rnal che, se lo avesse saputo, ne sarebbe rimasta crudelmente ferita. Julien aveva compiuto il suo dovere, e un dovere eroico. Pieno di gioia per questa sensazione, si chiuse a chiave in camera sua e si abbandon con un piacere tutto nuovo a leggere le imprese del suo eroe.

       Quando suon la campanella della colazione, egli aveva gi dimenticato, leggendo il bollettino della grande armata, tutti i vantaggi acquisiti il giorno prima. Scendendo in salotto, si disse con leggerezza: Devo dire a questa donna che l'amo.

       Invece degli sguardi carichi di volutt che si aspettava, Julien si trov di fronte il volto severo del sindaco che, arrivato da due ore, non nascondeva il suo disappunto per il fatto che il precettore passava tutta la mattina senza occuparsi dei ragazzi. Nulla era pi brutto di quell'uomo importante, pieno di stizza e convinto d'avere il diritto di metterla in mostra.

       Ogni parola aspra del sindaco trafiggeva il cuore di sua moglie. Quanto a Julien, egli era talmente immerso nell'estasi e cos assorto nelle grandi cose che per parecchie ore gli erano passate davanti agli occhi, che, sulle prime, riusc a stento ad abbassare la propria attenzione fino a porgere orecchio alle dure frasi che gli rivolgeva Rnal. Infine gli disse piuttosto bruscamente: Non mi sentivo bene.

       Il tono della risposta avrebbe urtato anche un uomo molto meno suscettibile del sindaco di Verrires, al quale venne voglia di rispondere a Julien mettendolo alla porta su due piedi. Fu trattenuto solo dalla sua massima: in affari, non fare mai le cose a precipizio. Questo sciocco, pens subito, si fatta una certa reputazione in casa mia: potrebbe essere assunto dal Valenod, oppure potrebbe sposare Elisa. E in entrambi i casi, in fondo al cuore, potr ridere di me.

       Nonostante, queste sagge riflessioni, la collera di Rnal esplose ugualmente in una serie di parole volgari che a poco a poco irritarono Julien. La signora de Rnal stava per mettersi a piangere. Appena la colazione fu finita ella chiese a Julien di darle il braccio per la passeggiata e si appoggi a lui amichevolmente. A tutto ci che la signora gli diceva, Julien riusciva solo a rispondere fra s:

       Ecco come sono i ricchi!

       Rnal camminava vicinissimo a loro: e la sua presenza aumentava la collera di Julien. D'improvviso questi si accorse che la signora de Rnal si appoggiava a lui con forza: si sent inorridire, la respinse con violenza e liber il proprio braccio.

       Per fortuna, Rnal non vide quella nuova impertinenza; se ne accorse solo la signora Derville: la sua amica piangeva. Proprio in quell'istante, Rnal si mise a tirare sassi a una contadinella che aveva infilato un sentiero privato, attraversando abusivamente un angolo del frutteto.

       Signor Julien, per favore, controllatevi; pensate che tutti abbiamo dei momenti di malumore, disse rapidamente la signora Derville.

       Julien la guard freddamente, mentre nei suoi occhi si dipingeva il pi sovrano disprezzo.

       Quello sguardo stup la signora Derville, e assai pi l'avrebbe sorpresa se ella ne avesse intuito la vera espressione: vi avrebbe letto come una vaga speranza della pi atroce vendetta. Sono senza dubbio questi momenti di umiliazione che hanno creato i Robespierre.

       Il vostro Julien molto violento, mi fa paura, sussurr la signora Derville alla cugina.

       Ha ragione di essere in collera. Dopo gli incredibili progressi dei ragazzi, che importanza pu avere se passa una mattina senza parlare con loro? Bisogna convenire che gli uomini sono molto duri.

       Per la prima volta in vita sua la signora de Rnal sent una specie di desiderio di vendetta contro il marito. L'odio feroce che Julien nutriva contro i ricchi stava per esplodere. Per fortuna, Rnal chiam il giardiniere e rest occupato con lui a sbarrare con mucchi di spine il sentiero attraverso il frutteto. Julien non rispose una sola parola a tutte le premure di cui fu fatto segno per il resto della passeggiata. Appena Rnal si era allontanato, con la scusa di sentirsi stanche le due amiche gli avevano chiesto il braccio.

       L'altero pallore, l'aria cupa e decisa di Julien formavano uno strano contrasto con quelle due donne che, in preda a forte turbamento, avevano il viso coperto di rossore e di imbarazzo. Egli disprezzava quelle donne e ogni tenero sentimento.

       Pensava: Ah! non avere neppure cinquecento franchi di rendita per finire i miei studi! Se li avessi, come lo manderei al diavolo!

       Assorto in queste idee severe, il poco che si degnava di capire delle parole gentili delle due cugine lo infastidiva come cosa priva di senso, ingenua, fiacca, femminile insomma.

       A forza di parlare per parlare, nel tentativo di mantenere viva la conversazione, la signora de Rnal usc a dire che suo marito era venuto da Verrires per trattare con uno dei suoi fittavoli una partita di foglie secche di granoturco, che in quelle zone servono per riempire i pagliericci.

       Mio marito non ci raggiunger, ella soggiunse. Con l'aiuto del giardiniere e del suo cameriere, vuol rifare i pagliericci di tutta la casa. Stamattina ha riempito di foglie di granoturco i letti del primo piano, e ora passer al secondo.

       Julien cambi colore; guard la signora de Rnal con una strana espressione e, raddoppiando improvvisamente il passo, in certo qual modo la trasse in disparte. La signora Derville lasci che si allontanassero.

       Salvatemi la vita, disse Julien alla signora de Rnal. Soltanto voi lo potete. Sapete infatti che il cameriere di vostro marito mi odia a morte. Devo confessarvi, signora, che io ho un ritratto: l'ho nascosto nel pagliericcio del mio letto.

       Udendo queste parole, la signora impallid a sua volta.

       Soltanto voi, signora, potete entrare nella mia camera in questo momento; frugate, senza farvi scoprire, nell'angolo del pagliericcio pi vicino alla finestra. Troverete una scatoletta di cartone nera e liscia.

       E c' dentro un ritratto! ella disse, faticando a tenersi in piedi.

       Julien si accorse della sua aria smarrita: e ne approfitt immediatamente.

       Devo chiedervi una seconda grazia, signora. Vi supplico di non guardare quel ritratto; il mio segreto.

       un segreto, ripet lei con voce spenta.

       Ma bench fosse stata allevata tra gente fiera della propria fortuna e sensibile solo agli interessi di denaro, l'amore aveva gi riempito di generosit la sua anima. Crudelmente ferita, la signora de Rnal pose a Julien, con la pi semplice premura, tutte le domande necessarie per compiere ci che le era stato chiesto.

       Dunque, gli disse allontanandosi, una scatoletta rotonda, di cartone nero e liscio.

       S, signora, rispose Julien con quel tono duro che gli uomini assumono quando sono in pericolo.

       Ella sal al secondo piano del castello, pallida come se l'avessero condotta a morte. Per colmo di sfortuna si accorse che stava per sentirsi male: ma la necessit di prestare aiuto a Julien le restitu le forze.

       Bisogna che riesca a prendere quella scatola, si disse, raddoppiando i passi.

       Sent suo marito parlare col cameriere, proprio nella camera di Julien. Fortunatamente i due passarono in quella dei ragazzi. Allora ella sollev il materasso e tuff la mano nel pagliericcio con tale violenza da scorticarsi le dita. Ma bench fosse molto sensibile ai piccoli dolori come questo, stavolta non se ne accorse neppure: quasi contemporaneamente aveva sentito la superficie liscia della scatola di cartone. Se ne impadron e scomparve.

       Appena liberata dalla paura di farsi scoprire dal marito, la signora de Rnal fu l l per svenire, tanto era l'orrore che le incuteva quella scatola.

       Dunque Julien innamorato, e io ho in mano il ritratto della donna che ama!

       Seduta su una seggiola nell'anticamera di quell'appartamento, la signora de Rnal era torturata dalla gelosia. Ma anche in quell'istante le venne in aiuto la sua estrema ingenuit: la meraviglia mitigava il dolore. Julien apparve, afferr la scatola senza ringraziare, senza dire una parola, corse nella sua camera, accese il fuoco e bruci immediatamente l'oggetto. Era pallido, annientato, si esagerava la portata del pericolo corso.

       Il ritratto di Napoleone, pensava, scuotendo la testa, trovato da Rnal nella stanza di un uomo che professa tanto odio per l'usurpatore! Trovato da Rnal, cos reazionario e cos irritato contro di me! E per colmo di imprudenza, sul cartone bianco dietro il ritratto, alcune righe scritte di mio pugno, che non possono lasciar dubbi sulla mia sconfinata ammirazione! E ognuno di questi trasporti amorosi datato! Ce n' perfino uno dell'altro ieri. Tutta la mia reputazione caduta, annientata in un istante! si diceva Julien guardando bruciare la scatola. E la mia reputazione tutta la mia fortuna, la sola cosa che mi permetta di vivere... e quale vita, Dio mio!

       Un'ora dopo, la stanchezza e la piet che sentiva per s stesso lo disponevano alla tenerezza. Incontr la signora de Rnal e le prese la mano, baciandola con maggiore sincerit di quanto non avesse mai fatto. Ella arross di gioia, ma quasi subito respinse Julien con uno scatto di gelosia. La fierezza di Julien, che era appena stata ferita, lo trasform allora in uno sciocco. Vide in lei soltanto una donna ricca: lasci cadere con sdegno la sua mano e si allontan. Assorto, and in giardino a camminare avanti e indietro: e, poco dopo, un amaro sorriso comparve sulle sue labbra.

       Vado a spasso come un uomo padrone del suo tempo! Non mi occupo dei ragazzi! Mi espongo alle parole umilianti di Rnal, che dopo tutto avr ragione.

       Corse nella camera dei bambini.

       Le carezze del pi piccolo, cui voleva molto bene, calmarono un poco il suo cocente dolore.

       Lui non mi disprezza ancora, pens. Ma subito si rimprover quella diminuzione di dolore come una nuova debolezza. Questi ragazzi mi accarezzano come accarezzerebbero il cucciolo da caccia che stato comperato ieri.

 

X UN GRANDE CUORE E UNA PICCOLA FORTUNA

 

 

But passion most dissembles, yet betrays,

Even by its darkness; as the blackest sky

Foretells the heaviest tempest...

       Don Juan, c. 1, st. 73

 

       Rnal, che faceva il giro di tutte le stanze del castello, torn in quella dei ragazzi coi domestici che riportavano al loro posto i pagliericci. L'entrata improvvisa di quell'uomo fu per Julien la goccia d'acqua che fa traboccare il vaso.

       Pi pallido, pi cupo del solito, si slanci verso di lui. Rnal si ferm e guard i domestici.

       Signore, gli disse Julien, credete che con un qualsiasi altro precettore i vostri figli avrebbero fatto gli stessi progressi che hanno fatto con me? Se dite di no, continu Julien senza concedere al sindaco il tempo di parlare, come vi permettete di rimproverarmi perch io li trascuro?

       Appena si fu rimesso dallo spavento, e basandosi sullo strano tono assunto da quel giovane contadino, Rnal argu che questi doveva avere in tasca qualche proposta vantaggiosa, e che stava per lasciare la sua casa. Intanto la collera di Julien aumentava:

       Posso vivere senza di voi, signore, egli aggiunse.

       Mi dispiace veramente di vedervi cos agitato, rispose Rnal balbettando un poco. I domestici erano a dieci passi da loro, intenti a sistemare i letti.

       Non questo ci che mi occorre, riprese Julien fuori di s; pensate alle parole infami che mi avete rivolto, e per giunta davanti a due signore!

       Rnal capiva anche troppo bene quello che voleva il precettore, e una lotta penosa si svolgeva nel suo animo. Intanto Julien, veramente pazzo di collera, esclam:

       So dove andare, signore, se lascio la vostra casa.

       A queste parole, Rnal vide Julien gi insediato in casa di Valenod.

       Ebbene, signore! gli disse infine con un sospiro, e come se avesse chiamato un chirurgo per sottoporsi alla pi dolorosa operazione, accolgo la vostra richiesta. Da posdomani in poi, ossia dal primo del mese, vi dar uno stipendio di cinquanta franchi.

       Julien ebbe voglia di ridere e rimase stupefatto: tutta la sua collera era scomparsa.

       Non disprezzavo abbastanza questo animale, si disse. Queste sono senza dubbio le maggiori scuse che si possano pretendere da un'anima cos vile.

       I ragazzi, che avevano ascoltato la scenata a bocca aperta, corsero in giardino a dire alla madre che il signor Julien era molto arrabbiato, ma che d'ora in avanti avrebbe avuto uno stipendio di cinquanta franchi.

       Julien li segu com'era solito fare, senza rivolgere uno sguardo al sindaco, che lasci profondamente irritato.

       Ecco che Valenod mi costa centosessantotto franchi, pensava il sindaco. Bisogna assolutamente che gli dica due paroline a proposito della sua impresa di forniture per i trovatelli.

       Un momento dopo Julien si ritrov a faccia a faccia con Rnal.

       Devo parlare della mia coscienza al parroco. Ho l'onore di avvertirvi che mi assenter per qualche ora.

       Eh, caro Julien! rispose Rnal ridendo con l'aria pi falsa del mondo. Ma anche per tutto il giorno, se volete, anche per tutto domani, amico mio! Prendete il cavallo del giardiniere, per andare a Verrires.

       Ecco, va da Valenod a dargli una risposta, pens il sindaco. Non mi ha promesso nulla, ma bisogna lasciare alla testa di questo ragazzo il tempo per raffreddarsi.

       Julien scapp via in fretta e sal verso i vasti boschi attraverso i quali si pu andare da Vergy a Verrires. Non voleva arrivare troppo presto dal curato Chlan. Lungi dal voler costringersi a una nuova scena di ipocrisia, egli aveva bisogno di veder chiaro nel proprio animo e di prestare ascolto alla folla di sentimenti che l'agitavano.

       Ho vinto una battaglia, pens non appena fu in mezzo ai boschi e lontano dagli sguardi degli uomini. S, ho proprio vinto una battaglia!

       Queste parole gettavano una luce favorevole sulla sua situazione e gli restituivano un po' di tranquillit.

       Eccomi qui con uno stipendio di cinquanta franchi. Rnal deve avere avuto una bella paura. Ma di che cosa?

       Il pensiero di ci che poteva aver fatto paura all'uomo felice e potente, contro il quale un'ora prima schiumava di collera, fin col rasserenare definitivamente Julien. Per un momento egli fu quasi sensibile all'incantevole bellezza del bosco in mezzo al quale procedeva. Enormi blocchi di nuda roccia erano caduti un tempo al centro della foresta, dalla parte delle montagne. Grandi faggi si ergevano fin quasi all'altezza di quelle rocce: dalla loro ombra si sprigionava una deliziosa frescura, a pochi passi dal punto in cui il calore del sole rendeva impossibile la sosta.

       Julien prese fiato un istante in quell'ombra, poi ricominci a salire. Ben presto, seguendo uno stretto sentiero appena segnato, e che serve soltanto ai guardiani di capre, egli si trov ritto su un masso enorme, con l'assoluta certezza di essere lontano da tutti. La posizione fisica in cui si trovava lo fece sorridere, quasi fosse una prefigurazione di ci che ardeva di ottenere anche moralmente. L'aria pura delle montagne gli comunic serenit, e perfino gioia. Il sindaco di Verrires, ai suoi occhi, era pur sempre il rappresentante di tutti i ricchi e gli insolenti della terra; ma Julien sentiva che il suo odio, bench violentissimo, non aveva nulla di personale. Se avesse smesso per otto giorni di vedere Rnal, avrebbe dimenticato lui, il suo castello, i suoi cani, i suoi figli e tutta la sua famiglia. L'ho costretto, non so come, a fare il pi grande sacrificio. Pi di cinquanta scudi l'anno! E un momento prima ero riuscito a tirarmi fuori da un gravissimo pericolo. Ecco due vittorie in un giorno; la seconda per senza merito, bisognerebbe indovinarne il motivo. Ma a domani le ricerche difficili.

       Ritto sulla grande roccia, Julien guardava il cielo arroventato dal sole d'agosto. Le cicale cantavano nel campo sottostante, e quando tacevano tutto era silenzio. Vedeva ai suoi piedi il paese fino a una distanza di venti leghe. Scorgeva di tanto in tanto qualche sparviero che, dopo essersi staccato dalle grandi rocce sopra la sua testa, descriveva in silenzio immensi cerchi. L'occhio di Julien seguiva macchinalmente l'uccello da preda. Il suo volo tranquillo e potente lo colpiva; invidiava quella forza, invidiava quell'isolamento.

       Era stato il destino di Napoleone: un giorno sarebbe stato anche il suo?

 

XI UNA SERATA

 

 

Yet Julia's very coldness still was kind,

       And tremulously gentle her small hand

Withdrew itself from his, but left behind,

       A little pressure, thrilling, and so bland

And slight, so very slight that to the mind.

       'Twas but a doubt.

       Don Juan, c. I, st. 71

 

       Bisogn tuttavia farsi vedere a Verrires. Mentre usciva dalla canonica, Julien ebbe la fortuna di incontrare Valenod, al quale si affrett ad annunciare l'aumento di stipendio.

       Tornato a Vergy, il giovane scese in giardino solo a notte fatta. Il suo animo era stanco per tutte le emozioni che lo avevano agitato durante quel giorno. Che cosa dir loro? si diceva con inquietudine, pensando alle signore. Era ben lungi dall'accorgersi che il suo animo era proprio al livello delle piccole circostanze che occupano di solito tutto l'interesse delle donne. Spesso Julien era impenetrabile per la signora Derville e anche per sua cugina; e lui stesso capiva solo a met tutto quello che esse gli dicevano. Era l'effetto della forza e, se cos posso dire, della grandiosit degli slanci passionali che sconvolgevano l'anima di quel giovane ambizioso. Era uno strano essere, quasi sempre in tempesta.

       Quella sera, entrando in giardino, Julien era disposto a prestare ascolto alle due cugine. Esse lo attendevano con impazienza. Sedette al solito posto, vicino alla signora de Rnal. L'oscurit si fece ben presto profonda. Julien tent di prendere la mano bianca che da molto tempo vedeva appoggiata accanto a lui sulla spalliera di una seggiola. Ci fu una leggera esitazione, poi la mano fu ritirata con un po' di stizza. Julien era disposto a tenerselo per detto e a continuare allegramente la conversazione, quando ud avvicinarsi il sindaco.

       Il giovane aveva ancora nell'orecchio le parole pesanti del mattino. E pens: Non sarebbe un modo di prendersi gioco di quest'uomo, cos favorito dalla fortuna, se mi impadronissi della mano di sua moglie, proprio in sua presenza? S, e a farlo sar proprio io, per cui egli ha mostrato tanto disprezzo.

       Da quel momento la tranquillit, cos poco naturale nel carattere di Julien, si dissip rapidamente; il giovane desider con ansia, e senza poter pensare ad altro, che la signora de Rnal si compiacesse di lasciargli la mano.

       Il sindaco parlava di politica con voce rabbiosa: due o tre industriali di Verrires stavano diventando decisamente pi ricchi di lui e volevano sbarrargli il passo alle elezioni. La signora Derville lo ascoltava. Julien, irritato dai suoi discorsi, avvicin la sedia a quella della signora de Rnal. L'oscurit nascondeva ogni gesto. Egli ebbe il coraggio di mettere la mano vicinissima al bel braccio che il vestito lasciava scoperto. Si sent turbato, non pi padrone del proprio pensiero, avvicin il viso a quel braccio e fu tanto audace da appoggiarvi le labbra.

       La signora fremette. Suo marito era a quattro passi: ella si affrett a dar la mano a Julien e contemporaneamente ad allontanarlo un poco. Mentre il sindaco continuava a insultare i nuovi venuti e i giacobini che si arricchivano, Julien copriva la mano che gli era stata concessa di baci appassionati, o che almeno sembravano tali alla giovane donna. Eppure, proprio quel giorno, la poveretta aveva avuto la prova che l'uomo da lei adorato senza confessarselo era innamorato di un'altra! Durante l'assenza di Julien era stata continuamente in preda a una crudele sofferenza che l'aveva fatta riflettere.

       Dunque, s'era detta, sono innamorata, sento l'amore in me! Io, una donna sposata, io amo! Eppure non ho mai provato per mio marito questa oscura follia che mi impedisce di distogliere il pensiero da Julien. In fondo egli non che un ragazzo pieno di rispetto per me! Sar una follia passeggera. Che importa a mio marito di ci che io posso sentire per questo giovane! Rnal si annoierebbe ascoltando i miei discorsi con Julien su argomenti di fantasia. Egli pensa solo ai suoi affari. Non tolgo nulla a lui per darlo a Julien.

       Nessuna ipocrisia alterava la purezza di quell'anima ingenua, smarrita in una passione che non aveva mai conosciuto prima. Si ingannava inconsciamente, e tuttavia la sua istintiva virt ne era turbata. Tali pensieri tormentosi l'agitavano quando Julien apparve in giardino. Lo sent parlare e quasi subito lo vide sedersi al suo fianco. Si sent trasportata da quell'incantevole felicit che da quindici giorni la stupiva ancor pi di quanto la seducesse. Tutto per lei era imprevisto. Dopo qualche istante, tuttavia, ella si disse: Ma allora basta la presenza di Julien per cancellare tutti i suoi torti? Si spavent: e in quel momento gli ritolse la mano.

       Non aveva mai ricevuto baci cos appassionati e dimentic di colpo che forse Julien amava un'altra donna. Poco dopo egli non era gi pi colpevole ai suoi occhi. La cessazione di un dolore atroce, causato dal sospetto, la presenza di una felicit che non aveva mai neppure sognato la trasportarono in uno slancio d'amore e di folle letizia.

       Fu una serata piacevole per tutti, salvo per il sindaco di Verrires, incapace di dimenticare i suoi industriali arricchiti. Julien non pensava pi alla propria nera ambizione, n ai suoi progetti cos difficili a realizzarsi. Per la prima volta in vita sua si sentiva trascinato dal potere della bellezza. Perduto in una vaga e dolce fantasticheria affatto estranea al suo carattere, stringendo dolcemente quella mano che gli piaceva per la sua grazia perfetta, egli ascoltava appena il sussurrio delle foglie del tiglio agitate dal vento leggero della notte, e i cani del mulino sul Doubs che abbaiavano in lontananza.

       Ma questa emozione era un piacere e non una passione. Quando rientr nella sua camera, Julien non pensava che alla gioia di riprendere in mano il libro preferito: a vent'anni l'idea del mondo e della parte da sostenervi ha il sopravvento su tutto il resto.

       Quasi subito, tuttavia, il giovane pos il libro. A forza di pensare alle vittorie di Napoleone, aveva visto qualcosa di nuovo nella propria. S, ho vinto una battaglia, si disse, ma bisogna approfittarne, bisogna schiacciare l'orgoglio di questo fiero gentiluomo mentre batte in ritirata. un'autentica mossa napoleonica. Devo chiedergli un permesso di tre giorni per andare dal mio amico Fouqu. Se me lo rifiuta, rimetto in gioco il contratto: ma egli ceder.

       La signora de Rnal non riusc a chiudere occhio. Le sembrava di non avere mai vissuto fino ad allora. Non poteva distogliere il pensiero dalla gioia provata nel sentire Julien che le copriva la mano di baci infuocati.

       Improvvisamente le balen alla mente una spaventosa parola: adulterio. Alla sua fantasia si presentarono in folla tutte le cose disgustose di cui la pi bassa corruzione pu circondare l'idea dell'amore sensuale. Simili pensieri tendevano in certo qual modo ad offuscare l'immagine tenera e divina che si era fatta di Julien e della felicit di amarlo. L'avvenire le si presentava con colori paurosi. Si sentiva spregevole.

       Fu un momento terribile; la sua anima toccava paesi sconosciuti. Il giorno prima aveva gustato una felicit mai provata: ora si trovava improvvisamente immersa in un'atroce disperazione. Non aveva mai avuto idea di sofferenze simili a quelle, e la sua ragione ne fu turbata. Per un attimo ella pens di confessare a suo marito che temeva di amare Julien. Sarebbe stato pur sempre un modo per parlare di lui. Fortunatamente ritrov nella memoria un precetto che le aveva detto sua zia alla vigilia del matrimonio. Riguardava il pericolo delle confidenze fatte a un marito che pur sempre un padrone. Nell'eccesso del dolore, la signora de Rnal si torceva le mani.

       Era trascinata a caso da immagini contraddittorie e dolorose. Ora temeva di non essere amata, ora la terribile idea della colpa la torturava come se l'indomani avesse dovuto essere messa alla gogna sulla piazza di Verrires, con un cartello che denunciasse il suo adulterio alla plebaglia.

       Ella non aveva alcuna esperienza della vita; anche completamente sveglia, e nel pieno possesso della sua ragione, non avrebbe visto nessuna differenza tra l'essere colpevole agli occhi di Dio e il trovarsi pubblicamente sopraffatta dalle pi umilianti dimostrazioni del disprezzo generale.

       Quando poi l'idea spaventosa dell'adulterio, e di tutta la vergogna che ai suoi occhi una simile colpa portava con s, le lasciava un po' di respiro ed ella pensava alla dolcezza di vivere innocentemente come prima accanto a Julien, allora si trovava in preda all'orribile pensiero che Julien amava un'altra. Rivedeva il suo pallore, quando aveva temuto di perdere il ritratto di quella donna o di comprometterla lasciando che qualcuno lo vedesse. Per la prima volta aveva scorto il timore su quel volto cos tranquillo e cos nobile. Non si era mai mostrato tanto commosso n per lei n per i suoi figli. Quell'eccesso di dolore le fece toccare il culmine dell'infelicit che un'anima umana pu sopportare. Senza accorgersene, la signora de Rnal grid, e le sue grida svegliarono la cameriera. Vide improvvisamente comparire il chiarore di una lampada e riconobbe Elisa.

       Siete voi la donna ch'egli ama? grid, nella sua follia.

       Fortunatamente, stupita com'era per il terribile turbamento della padrona, la cameriera non prest alcuna attenzione a quelle strane parole. La signora de Rnal si accorse della propria imprudenza. Ho la febbre, disse, e, credo, anche un po' di delirio. Statemi vicina. Ormai del tutto ridestata dalla necessit di controllarsi, ella si sent meno infelice; la sua ragione riprese il dominio che il dormiveglia le aveva tolto. Per liberarsi dagli sguardi fissi della cameriera, le ordin di leggere il giornale: e seguendo il monotono mormorio della ragazza che leggeva La Quotidienne, la signora de Rnal prese la virtuosa decisione di trattare Julien con assoluta freddezza quando lo avesse rivisto.

 

XII UN VIAGGIO

 

 

A Parigi si trovano persone eleganti, si possono trovare in provincia persone di carattere.

       Sieys

 

       Il giorno dopo fin dalle cinque, prima che la signora de Rnal fosse visibile, Julien aveva ottenuto da suo marito un permesso di tre giorni. Inaspettatamente, il giovane prov il desiderio di rivederla: pensava alla sua mano cos bella. Scese in giardino. La signora si fece attendere a lungo. Ma se Julien ne fosse stato innamorato, avrebbe potuto scorgerla dietro le persiane socchiuse del primo piano, con la fronte appoggiata ai vetri. Lo osservava. Alla fine, nonostante i suoi propositi, ella si decise a scendere in giardino. Il suo pallore abituale aveva fatto luogo ai colori pi accesi. Quella donna cos ingenua era evidentemente agitata; l'autocontrollo, e anche una certa rabbia, alteravano l'espressione di serenit profonda, e in certo qual modo superiore a tutti i volgari interessi della vita, che conferiva tanto fascino al suo volto angelico.

       Julien le si avvicin con premura; ammirava la bellezza delle sue braccia che uno scialle, frettolosamente gettato sulle spalle, lasciava intravedere. La freschezza dell'aria mattutina aumentava lo splendore di una carnagione che i tormenti notturni rendevano anche pi sensibile a tutte le impressioni. Quella bellezza modesta, commovente, eppure piena di pensieri ignoti alle persone di ceto inferiore, sembrava svelare a Julien una facolt del suo animo che finora non aveva mai sperimentata. Tutto preso dal fascino che il suo sguardo avido sorprendeva, Julien non pensava minimamente all'accoglienza amichevole che si aspettava. Per questo fu anche pi stupito della freddezza glaciale che la signora de Rnal cercava di dimostrargli e che, gli parve, rivelava l'intenzione di richiamarlo all'ordine.

       Il sorriso di piacere svan sulle sue labbra; egli ramment la sua posizione sociale, che doveva apparire ben misera agli occhi di una ricca e nobile ereditiera. Dopo un momento, sul suo viso non c'erano pi che collera e sdegno contro se stesso. Era molto indispettito di avere ritardato la partenza di oltre un'ora per ricevere poi un'accoglienza cos umiliante.

       Soltanto uno sciocco, si disse, pu prendersela col prossimo: un sasso cade perch pesante. Possibile ch'io sia sempre un bambino? Quando mi decider a dare a costoro solo quel tanto di me che possono pagare col denaro? Se voglio avere la loro stima e la mia, devo dimostrare che soltanto la mia povert viene a patti con la loro ricchezza, ma che il mio cuore mille miglia lontano dalla loro insolenza, e collocato in una sfera troppo alta per essere raggiunto dai loro meschini segni di disprezzo o di favore.

       Mentre questi sentimenti si affollavano nell'animo del giovane precettore, la sua mobile fisionomia assumeva un'espressione di orgoglio morboso e di ferocia. La signora de Rnal ne fu sconvolta. Alla virtuosa freddezza che aveva voluto dimostrare con la sua accoglienza subentr un'espressione di interesse, e di interesse animato dalla sorpresa per l'improvviso cambiamento di cui era stata testimone. Le parole vuote, che si scambiano al mattino sulla salute e sulla bellezza della giornata, si esaurirono contemporaneamente sulle loro labbra. Julien, che non era turbato da alcuna passione, trov ben presto un mezzo per mostrare alla signora de Rnal quanto poco credesse in un loro rapporto di amicizia. Non le disse nulla del breve viaggio che stava per fare, la salut e part.

       Mentre ella lo guardava allontanarsi, atterrita dal cupo sdegno che aveva letto in quello sguardo cos amabile il giorno prima, il maggiore dei suoi figli, che accorreva dal fondo del giardino, le disse abbracciandola:

       Siamo liberi, il signor Julien parte per un viaggio.

       Udendo queste parole, la signora de Rnal si sent invasa da un gelo mortale; era infelice per la sua virt, e ancor pi per la sua debolezza.

       Questo nuovo avvenimento occup tutta la sua immaginazione, ed ella fu trasportata ben oltre le sagge risoluzioni prese durante la notte tormentosa appena trascorsa. Non si trattava pi di resistere a quell'uomo cos degno di essere amato: si trattava di perderlo per sempre.

       Fu necessario presenziare alla colazione. E, per colmo di dolore, Rnal e la signora Derville non parlarono che della partenza di Julien. Il sindaco di Verrires aveva notato qualcosa di insolito nel tono fermo con cui il giovane aveva chiesto un permesso.

       Quel contadinotto ha certamente in tasca le proposte di qualcuno. Ma questo qualcuno, anche se fosse Valenod, si perder un po' d'animo di fronte allo stipendio annuale di seicento franchi che bisogner sborsare d'ora in avanti. Ieri, a Verrires, gli avranno chiesto tre giorni di tempo per riflettere; e stamattina, per non essere costretto a darmi una risposta, il signorino se ne va in montagna. Dover fare i conti con un miserabile operaio che fa l'insolente, ecco a che cosa siamo arrivati!

       Se mio marito, che ignora di avere offeso cos profondamente Julien, pensa che questi ci lascer, che cosa devo pensare io? si disse la signora de Rnal. Ah! ormai tutto deciso!

       Per poter almeno piangere liberamente, senza rispondere alle domande della signora Derville, ella si scus col pretesto di un'atroce emicrania, e si mise a letto.

       Ecco come sono le donne, ripet Rnal. C' sempre qualcosa fuori posto in queste macchine complicate. E se ne and sogghignando.

       Mentre la signora de Rnal era in preda ai pi crudeli tormenti della passione in cui il caso l'aveva scagliata, Julien proseguiva allegramente il suo cammino tra le maggiori bellezze degli scenari montani. Doveva attraversare la grande catena a nord di Vergy. Il sentiero che stava seguendo, e che si elevava a poco a poco in mezzo ai grandi faggeti, prosegue in una serie interminabile di zig-zag lungo i pendii della montagna, che chiude a nord la valle del Doubs. Ben presto gli sguardi di Julien, passando sopra le alture meno elevate che costeggiano la valle del Doubs a sud, si spinsero verso le fertili vallate della Borgogna e del Beaujolais. Nonostante l'insensibilit della sua anima ambiziosa per questo genere di bellezza, Julien non poteva far a meno, ogni tanto, di fermarsi per contemplare quello spettacolo cos vasto e imponente.

       Infine egli tocc la sommit della montagna; bisognava passare di l, seguendo quel sentiero traverso, per raggiungere la vallata solitaria dove abitava il suo amico, il giovane mercante di legname Fouqu. Julien non aveva alcuna fretta di vedere lui n qualsiasi altro essere umano. Nascosto come un uccello da preda in mezzo alle nude rocce che coronano l'alta montagna, poteva scorgere da molto lontano chiunque si fosse avvicinato. Scopr una piccola grotta che si apriva sul pendio quasi verticale di una delle rocce. Si mise a correre, e poco dopo era nel rifugio. Qui, disse, con occhi che brillavano di gioia, gli uomini non potrebbero mai farmi del male. Gli spunt l'idea di concedersi il piacere - altrove tanto pericoloso per lui - di scrivere i suoi pensieri. Una pietra quadrata gli serv da scrittoio. La sua penna volava: egli non vedeva niente di quello che gli era intorno. Alla fine si accorse che il sole stava coricandosi dietro le montagne lontane del Beaujolais.

       Perch non potrei passare qui la notte? pens. Ho da mangiare, e sono libero! Al suono di quelle grandi parole la sua anima si esalt: la sua ipocrisia gli impediva di essere libero anche a casa di Fouqu. Con la testa appoggiata alle mani, Julien rest in quella grotta, pi felice di quanto lo fosse mai stato in vita sua, agitato dalle fantasticherie e dalla sua gioia di libert. Senza accorgersene, vide spegnersi l'uno dopo l'altro tutti i raggi del crepuscolo. In mezzo a quella immensa oscurit, la sua anima si perdeva nella contemplazione di ci che immaginava di trovare un giorno a Parigi. Prima di tutto una donna molto pi bella e d'intelligenza assai pi elevata di tutte le donne che aveva potuto conoscere in provincia. Amava con passione, era amato. Se talvolta si separava da lei, era per andare a coprirsi di gloria e per meritare ancora di pi il suo amore.

       Pur attribuendogli la fantasia di Julien, un giovane cresciuto fra le tristi verit del mondo parigino a questo punto della sua vicenda amorosa sarebbe stato destato dalla fredda ironia; le grandi azioni sarebbero scomparse dalla sua mente, insieme con la speranza di compierle, per far luogo alla ben nota massima: Lasci sola la tua amante? Rischierai, ahim, di essere tradito due o tre volte al giorno. Il giovane contadino, tra s e le pi eroiche azioni, non vedeva altro che la mancanza di un'occasione propizia.

       Ma una notte profonda era scesa ed egli doveva fare ancora due leghe per raggiungere la piccola frazione dove abitava Fouqu. Prima di lasciare la grotta, Julien accese il fuoco e bruci con cura tutto ci che aveva scritto.

       Il suo amico rimase di stucco quando lo ud bussare all'una del mattino. Julien lo trov intento a fare i conti. Fouqu era un uomo giovane, alto, piuttosto mal fatto, con lineamenti forti e marcati, un naso enorme e molta bont nascosta sotto quell'aspetto ripugnante.

       Hai forse litigato col tuo Rnal, per capitarmi qui cos, all'improvviso?

       Julien gli raccont, ma con molte precauzioni, quello che era accaduto il giorno prima.

       Resta con me, rispose Fouqu. Vedo che hai imparato a conoscere Rnal, Valenod, il sottoprefetto Maugiron, il curato Chlan: hai capito le loro astuzie, ed eccoti ormai in grado di presentarti alle aste. Conosci l'aritmetica meglio di me, mi terrai i conti. Guadagno bene nel mio commercio. L'impossibilit di far tutto da solo e il timore di prendermi un imbroglione per socio mi impediscono ogni giorno di combinare dei grossi affari. Non passato nemmeno un mese da quando ho fatto guadagnare seimila franchi a Michaud de Saint-Amand, che non vedevo da sei anni e che ho incontrato per caso alla vendita di Pontarlier. Avresti potuto guadagnare tu quella somma, o almeno la met. Infatti, se quel giorno tu fossi stato con me, avrei fatto salire il prezzo di quella partita di legname e me l'avrebbero lasciata quasi subito. Su, diventiamo soci.

       Quell'offerta mise di malumore Julien: contrastava troppo coi suoi folli disegni. Durante tutta la cena, che i due amici prepararono personalmente come eroi di Omero poich Fouqu viveva solo, quest'ultimo fece vedere i conti a Julien e gli dimostr tutti i vantaggi del suo commercio di legname. Fouqu stimava moltissimo l'intelligenza e il carattere del suo amico.

       Quando Julien fu finalmente solo nella cameretta rivestita di abete, pens: vero, qui posso guadagnare qualche migliaio di franchi e poi riprendere vantaggiosamente la carriera militare o quella ecclesiastica, secondo la moda che regner allora in Francia. Il gruzzolo che avr messo da parte eliminer tutte le piccole difficolt. Intanto, solo, in mezzo a queste montagne, dissiper un poco della mia spaventosa ignoranza su molti argomenti che interessano le persone di mondo. Ma Fouqu rinuncia al matrimonio, e mi ripete che la solitudine lo rende infelice. chiaro che se prende un socio senza capitale da investire nel suo commercio, lo fa nella speranza di trovare un compagno che non lo abbandoni mai. Ma allora inganner il mio amico? esclam il giovane rabbiosamente. Questo essere, che solitamente trovava nell'ipocrisia e nella mancanza di ogni affetto la propria salvezza, stavolta non pot sopportare l'idea della minima mancanza di delicatezza verso un uomo che gli voleva bene.

       Ma improvvisamente Julien riacquist il buonumore; aveva un motivo per rifiutare. Come! Perderei vigliaccamente sette od otto anni in una vita oscura?! In questo modo arriverei a ventotto anni! Ma a quell'et Bonaparte aveva gi compiuto le sue pi grandi imprese! Dopo aver guadagnato oscuramente un po' di soldi battendo i mercati di legname e conquistandomi il favore di qualche imbroglione subalterno, chi mi dice che avr ancora il fuoco sacro con cui ci si fa un nome?

       Il mattino dopo Julien rispose con sangue freddo al buon Fouqu (il quale considerava gi conclusa la loro societ) che la sua vocazione per il santo ministero gli impediva di accettare. Fouqu non riusciva a capacitarsene.

       Ma hai pensato, gli ripeteva, che ti prendo come socio o, se preferisci, che ti do quattromila franchi l'anno? E tu vuoi ritornare da Rnal che ti disprezza come il fango delle sue scarpe! Quando avrai messo da parte duecento luigi, chi ti impedisce di entrare in seminario? Ti dir di pi: mi incarico io di procurarti la migliore parrocchia della regione. Infatti aggiunse Fouqu abbassando la voce, fornisco legna da ardere a..., a..., e a... Do loro della quercia di prima qualit e me la faccio pagare come legno dolce, ma non c' denaro meglio impiegato.

       Nulla riusc a vincere la vocazione di Julien. Fouqu fin col crederlo un po' matto. Il terzo giorno, di buon mattino, Julien lasci il suo amico per trascorrere la giornata in mezzo alle rocce della montagna. Ritrov la sua piccola grotta, ma gli mancava ormai la tranquillit d'animo: le offerte del suo amico glie l'avevano tolta. Non si trovava, come Ercole, tra vizio e virt, ma tra mediocrit con un benessere assicurato e gli eroici sogni della sua giovinezza. Sicch non ho abbastanza fermezza, si diceva: ed era questo il dubbio che lo feriva pi profondamente. Non ho la stoffa del grande uomo, se ho paura che otto anni trascorsi a guadagnarmi il pane mi tolgano la sublime energia necessaria a chi vuole compiere azioni straordinarie.

 

XIII LE CALZE TRAFORATE

 

 

Un romanzo: uno specchio che si porta lungo una strada.

       Saint-Ral

 

       Quando vide da lontano le pittoresche rovine dell'antica chiesa di Vergy, Julien si accorse che in due giorni non aveva pensato una sola volta alla signora de Rnal. L'altro giorno, alla mia partenza, quella donna mi ha ricordato l'infinita distanza che ci divide e mi ha trattato come il figlio di un operaio. Senza dubbio ha voluto mostrarmi il suo pentimento per avermi lasciato la mano la sera prima... Eppure la sua mano molto bella! Che fascino! Che nobilt negli sguardi di quella donna!

       La possibilit di far fortuna con Fouqu dava una certa leggerezza ai pensieri di Julien, che non erano pi tanto spesso turbati dall'irritazione, dal cocente senso della sua povert e della sua bassezza agli occhi del mondo. Come dalla cima di un alto promontorio, egli poteva giudicare e quasi dominare tanto la povert che il benessere, cui dava ancora il nome di ricchezza. Lungi dal considerare filosoficamente la situazione, Julien era tuttavia dotato di sufficiente lucidit per sentirsi diverso dopo quel piccolo viaggio in mezzo alle montagne.

       Fu colpito dall'estremo turbamento con cui la signora de Rnal ascolt il breve resoconto del viaggio, che egli le aveva fatto a sua richiesta.

       Fouqu aveva avuto dei progetti di matrimonio, degli amori infelici; e, a questo proposito, lunghe confidenze avevano riempito le conversazioni dei due amici. Dopo aver trovato troppo presto la felicit, Fouqu si era accorto di non essere il solo a goderne. Tutti quei racconti avevano stupito Julien, insegnandogli molte cose nuove. La sua vita solitaria, nutrita dall'immaginazione e dalla diffidenza, lo aveva tenuto lontano da tutto ci che poteva illuminarlo.

       Durante la sua assenza la vita della signora de Rnal era stata un susseguirsi di supplizi diversi, ma tutti insopportabili. Era realmente ammalata.

       Soprattutto, le disse la cugina quando vide arrivare Julien, stasera, indisposta come sei, non devi andare in giardino; l'aria umida raddoppierebbe il tuo malessere.

       La signora Derville si era accorta con stupore che la sua amica, sempre rimproverata dal marito per l'eccessiva semplicit del vestire, aveva comperato da poco delle calze traforate e delle deliziose scarpine di Parigi. Da tre giorni a quella parte, l'unica distrazione della signora de Rnal era consistita nel tagliare e nel far cucire in fretta da Elisa un abito estivo d'una incantevole stoffa leggera molto di moda. L'abito pot essere terminato proprio pochi minuti dopo l'arrivo di Julien, e la signora de Rnal si affrett a indossarlo. La sua amica non ebbe pi dubbi. L'infelice innamorata! ella pens: e cap tutte le stranezze della sua malattia.

       La vide parlare a Julien. Sul suo viso il pallore succedeva al rossore pi intenso. L'ansia balenava nei suoi occhi che non si staccavano un attimo da quelli del giovane precettore. La signora de Rnal aspettava da un istante all'altro che egli si spiegasse e dicesse se aveva deciso di andarsene o di restare. Julien si guardava bene dal tirare in ballo un argomento cui non pensava neppure. Dopo uno sforzo terribile, la signora de Rnal os dirgli con voce tremante, in cui vibrava tutta la sua passione: Lascerete dunque i vostri allievi per sistemarvi altrove?

       Julien fu colpito dal tono incerto e dallo sguardo di lei. Questa donna mi ama, si disse. Ma dopo questo momento di passeggera debolezza, che il suo orgoglio le rimprovera, e appena non avr pi paura della mia partenza, ritrover la sua alterigia. Egli colse in un lampo le loro rispettive situazioni e rispose esitando:

       Mi spiacerebbe molto abbandonare dei ragazzi cos cari e cos bennati, ma forse sar necessario. Si hanno dei doveri anche verso se stessi.

       Pronunciando le parole cos bennati (una di quelle espressioni aristocratiche che Julien aveva imparato da poco) egli si anim di un profondo sentimento di anti-simpatia.

       Agli occhi di questa donna, si disse, io non sono bennato.

       La signora de Rnal, ascoltandolo, ammirava la sua intelligenza, la sua bellezza, e aveva il cuore trafitto dalla possibilit di una partenza che egli le faceva intravedere. Tutti i suoi amici di Verrires, che durante l'assenza di Julien erano venuti a pranzo a Vergy, avevano gareggiato nel complimentarla per l'uomo straordinario che suo marito aveva avuto la fortuna di scovare. Non bisogna credere che capissero qualcosa dei progressi dei ragazzi. Ma il fatto di conoscere la Bibbia a memoria, e per di pi in latino, aveva riempito gli abitanti di Verrires di un'ammirazione che durer forse un secolo.

       Julien non parlava con nessuno e ignorava tutto questo. Se la signora de Rnal avesse avuto un po' di sangue freddo, gli avrebbe fatto i complimenti per la fama che si era meritato, e Julien, rassicurato nel proprio orgoglio, sarebbe stato cortese e amabile con lei, tanto pi che il nuovo abito gli sembrava incantevole. La signora de Rnal, felice del suo bel vestito e degli apprezzamenti di Julien, aveva voluto fare due passi in giardino; quasi subito, per, ella fu costretta a confessare che non era in grado di proseguire. Aveva preso il braccio del giovane, ma invece di aumentare le sue forze, quel contatto gliele toglieva del tutto.

       Era notte; appena si furono seduti, sfruttando il suo antico privilegio, Julien os accostare le labbra al braccio della sua bella vicina e le prese la mano. Egli pensava all'ardimento di cui Fouqu aveva dato prova con le sue amanti, e non alla signora de Rnal: la parola bennati pesava ancora sul suo cuore. Si sent stringere la mano, ma non ne prov alcun piacere. Invece di essere fiero, o almeno riconoscente del sentimento che quella sera la signora de Rnal tradiva con chiarissimi segni, la bellezza, l'eleganza, la freschezza di lei lo lasciarono quasi insensibile. Un'anima pura, la mancanza di ogni rancore prolungano senza dubbio la durata della giovinezza. il volto a invecchiare per primo nella maggior parte delle donne belle.

       Julien fu sgarbato per tutta la sera; fin l, aveva riservato la sua collera al caso e alla societ; dopo che Fouqu gli aveva offerto un mezzo ignobile per raggiungere il benessere, ce l'aveva con se stesso. Tutto assorto nei suoi pensieri, anche se ogni tanto rivolgeva qualche parola alle due cugine, Julien, senza accorgersene, fin con l'abbandonare la mano della signora de Rnal. Quel gesto sconvolse la povera donna: ella vi lesse, gi segnata, la propria sorte.

       Se la signora de Rnal fosse stata sicura dell'affetto di Julien, forse la sua virt avrebbe trovato la forza di resistergli. Ma nel timore di perderlo per sempre, la passione la sconvolse tanto che ella riprese la mano di Julien, distrattamente abbandonata sullo schienale di una sedia. Il gesto risvegli il giovane ambizioso, il quale avrebbe voluto avere a testimoni tutti quei nobili tanto fieri che durante i pranzi, quando egli sedeva in fondo alla tavola con i ragazzi, lo guardavano con un sorriso di protezione. Questa donna non pu pi disprezzarmi; stando cos le cose, pens Julien, devo essere sensibile alla sua bellezza; devo a me stesso di divenire il suo amante. Una simile idea non gli sarebbe mai venuta prima delle ingenue confidenze del suo amico Fouqu.

       L'improvvisa decisione presa in quel momento fu un piacevole diversivo. Il giovane si diceva: Bisogna che conquisti una di queste donne. Si accorse che avrebbe preferito di gran lunga far la corte alla signora Derville: non perch fosse pi bella, ma perch lo aveva sempre visto come precettore onorato per la sua dottrina, e non vestito da carpentiere, con una giacchetta piegata sotto il braccio, come era apparso la prima volta alla signora de Rnal.

       Ma proprio nella sua tenuta di giovane operaio, rosso fino alla radice dei capelli, fermo sulla soglia di casa e senza il coraggio di suonare il campanello, la signora de Rnal lo rievocava con maggiore trasporto.

       Continuando a passare in rivista la propria situazione, Julien si accorse che non bisognava pensare alla conquista della signora Derville, la quale probabilmente aveva intuito i sentimenti della sua amica. Costretto a ripiegare su quest'ultima, si disse: Che ne so, io, del suo carattere? Solo questo: prima del mio viaggio, le prendevo la mano e lei la ritirava, oggi io ritiro la mano e lei me la prende e la stringe. Che bella occasione per restituirle tutto il disprezzo che mi ha dimostrato! Dio sa quanti amanti avr avuto! Forse si decide in mio favore soltanto per la facilit di incontrarci.

       Questa, ahim, la disgrazia di una civilt troppo progredita! A vent'anni l'anima di un giovane provvisto d'una certa educazione ben lungi dall'abbandono, senza il quale l'amore, sovente, non che il pi noioso dei doveri.

       Devo a me stesso di riuscire con questa donna, continu Julien spinto dalla sua piccola vanit, perch se un giorno far fortuna e qualcuno mi rinfaccer l'umile carica di precettore, potr sempre dire di averlo fatto per amore.

       Julien stacc nuovamente la mano da quella della signora de Rnal, poi la riprese e la strinse. Verso mezzanotte, quando rientrarono in salotto, la giovane donna gli disse a mezza voce:

       Ci lascerete davvero? Ve ne andrete?

       Julien rispose sospirando:

       Devo andarmene perch vi amo appassionatamente. una colpa... e quale colpa per un prete!

       La signora de Rnal si appoggi al suo braccio, e con tale abbandono che la sua gota sfior quella di Julien.

       Le loro notti furono ben diverse. La signora de Rnal era esaltata dall'ebbrezza dei pi alti piaceri spirituali. Una ragazza leggera, che comincia presto ad amare, si abitua ai turbamenti dell'amore; quando arriva all'et della vera passione, le manca il fascino della novit. Ma poich la signora de Rnal non aveva mai letto romanzi, tutte le sfumature della sua felicit erano nuove per lei. Nessuna triste verit veniva a raffreddarla, neppure lo spettro del futuro. S'immagin felice dopo dieci anni, quanto lo era in quel momento. Persino il pensiero della virt e della fedelt giurata al marito, che l'aveva tormentata nei giorni precedenti, si present invano e fu licenziato come un ospite importuno. Non conceder mai nulla a Julien, ella pens. Vivremo in avvenire come viviamo da un mese. Egli sar soltanto un amico.

 

XIV LE FORBICI INGLESI

 

 

Una ragazza di sedici anni aveva un colorito di rosa, e si dava il rossetto.

       Polidori

 

       Quanto a Julien, l'offerta di Fouqu gli aveva tolto ogni possibilit di essere felice: il giovane non riusciva a prendere una decisione.

       Ahim, forse manco di carattere, sarei stato un cattivo soldato di Napoleone. Almeno, soggiunse, questo piccolo intrigo con la padrona di casa mi distrarr un poco.

       Per sua fortuna, anche in quella piccola circostanza secondaria, il suo intimo non corrispondeva a simili spavalderie. Aveva paura della signora de Rnal per il suo bel vestito. Quel vestito, ai suoi occhi, era l'avanguardia di Parigi. Il suo orgoglio non volle lasciare nulla al caso o all'ispirazione del momento. In base alle confidenze di Fouqu e a quel poco che aveva letto sull'amore nella Bibbia, Julien si fece un piano di battaglia molto preciso. E siccome, senza confessarselo, era molto turbato, mise per iscritto il suo piano.

       L'indomani mattina, in salotto, la signora de Rnal rest per un istante sola con lui.

       Non avete un altro nome, oltre a Julien? gli domand.

       A questa domanda cos lusinghiera, il nostro eroe non seppe che cosa rispondere. Una simile circostanza non era prevista nel suo piano. Se non avesse commesso la sciocchezza di prepararsi questo piano, Julien se la sarebbe cavata con la sua prontezza di spirito, e la sorpresa avrebbe solo aggiunto vivacit alle sue intuizioni.

       Fu goffo, e si esager la propria goffaggine. La signora de Rnal gliela perdon subito, anzi le sembr il risultato di un incantevole candore. E, per lei, era proprio il candore che mancava a quell'uomo cui tutti riconoscevano tanto ingegno.

       Il tuo giovane precettore mi ispira molta diffidenza, le diceva qualche volta la signora Derville. Mi sembra che rifletta continuamente e che agisca solo per calcolo. un sornione.

       Julien rest profondamente umiliato di non aver saputo rispondere nulla alla signora de Rnal.

       Un uomo come me deve a se stesso di riparare a questo scacco. E approfittando del momento in cui passavano da una stanza all'altra, egli si sent in obbligo di dare un bacio alla signora de Rnal. Nulla di pi imprevisto, nulla di meno gradevole sia per lui che per lei, nulla di pi imprudente. Ci manc poco che li vedessero. La signora de Rnal lo credette pazzo. Si spavent, e soprattutto si sent urtata. Quella sciocchezza la fece pensare a Valenod.

       Che cosa mi capiterebbe se restassi sola con lui? si disse. E ritrov tutta la sua virt, poich si eclissava l'amore.

       Fece in modo che uno dei suoi figli restasse sempre con lei.

       La giornata fu noiosa per Julien, che la trascorse tutta intera ad eseguire con impaccio i suoi piani di seduzione. Non guard la signora de Rnal neppure una volta, senza che il suo sguardo avesse un motivo; tuttavia non era tanto sciocco da non accorgersi che non riusciva ad essere amabile e, tanto meno, seducente.

       La signora de Rnal non poteva riaversi dallo stupore di vederlo cos impacciato e contemporaneamente cos audace. la timidezza dell'amore in un uomo di spirito! ella concluse alla fine con inesprimibile gioia. dunque possibile che la mia rivale non lo abbia mai amato?

       Dopo pranzo la signora de Rnal rientr in salotto per ricevere la visita del sottoprefetto di Bray, Charchot de Maugiron. Si mise a lavorare a un piccolo telaio da ricamo abbastanza alto. La signora Derville era al suo fianco. Proprio allora, e in piena luce, il nostro eroe ritenne opportuno avanzare un piede e premere quello della signora de Rnal: la calza traforata e le graziose scarpine di Parigi attiravano con evidenza gli sguardi del galante sottoprefetto.

       Madame de Rnal ebbe una folle paura, lasci cadere le forbici, il gomitolo di lana, gli aghi, tanto che il gesto di Julien pot sembrare un goffo tentativo d'impedire la caduta delle forbici, che il giovane aveva visto scivolare. Per fortuna quelle forbicine di acciaio inglese si ruppero, e la signora de Rnal si rammaric a non finire perch Julien non si era trovato pi vicino.

       Vi siete accorto prima di me che stavano cadendo, e sareste riuscito a impedirlo. Cos invece, col vostro zelo, non siete riuscito che a darmi un calcio.

       Tutta la scena trasse in inganno il sottoprefetto, ma non la signora Derville. Questo bel ragazzo si comporta veramente da sciocco, ella pens. Il galateo di una capitale di provincia non perdona simili errori.

       La signora de Rnal trov il momento di dire a Julien: Siate prudente, ve lo ordino.

       Julien si accorgeva della propria goffaggine ed era di malumore. Agit a lungo il problema: doveva arrabbiarsi per le parole ve lo ordino? Fu tanto sciocco da pensare: Se si fosse trattato dell'educazione dei ragazzi, avrebbe anche potuto dirmi ve lo ordino, ma l'amore corrisposto presuppone uguaglianza. Non si pu amare senza uguaglianza... E la sua mente si smarr a coniare dei luoghi comuni sull'uguaglianza. Si ripeteva con stizza un verso di Corneille che aveva imparato qualche giorno prima dalla signora Derville:

 

                            ... l'amore

       crea le uguaglianze e non le cerca.

 

       Julien, ostinandosi a sostenere la parte del don Giovanni, lui che non aveva mai avuto un'amante, fu per tutto il giorno tremendamente sciocco. Non ebbe che un'idea sensata; annoiato di s e della signora de Rnal, vedeva con terrore avanzare la sera, in cui si sarebbe trovato in giardino accanto a lei, e nell'oscurit. Disse al sindaco che andava a Verrires a trovare il curato; usc dopo pranzo e torn solo a notte inoltrata.

       A Verrires, Julien trov l'abate Chlan intento a fare i bagagli; era stato destituito, e lo sostituiva il vicario Maslon. Julien aiut il buon curato e pens di scrivere a Fouqu, spiegandogli che la vocazione irresistibile per il santo ministero gli aveva sulle prime impedito di accettare le sue amabili offerte, ma che ora, dopo un tale esempio di ingiustizia, riteneva pi utile alla sua salvezza rinunciare agli ordini religiosi.

       Julien si compiacque della propria astuzia nel trarre profitto dalla destituzione del parroco di Verrires per lasciarsi aperta la porta del commercio, se mai nel suo spirito la triste prudenza avesse avuto il sopravvento sull'eroismo.

 

XV IL CANTO DEL GALLO

 

 

Amour en latin faict amor

Or donc provient d'amour la mort,

Et, par avant, soulcy qui mord,

Deuil, plours, pieges, forfaitz, remords...

       Blason d'Amour

 

       Se Julien avesse avuto appena un po' di quell'abilit che si attribuiva senza motivo, il giorno dopo avrebbe potuto compiacersi dell'effetto prodotto dal suo viaggio a Verrires. La sua assenza aveva fatto dimenticare quanto fosse stato maldestro. Ma anche quel giorno egli fu abbastanza sgarbato; la sera gli spunt un'idea ridicola, che comunic alla signora de Rnal con straordinaria audacia.

       Non appena furono seduti in giardino, senza attendere la completa oscurit, il giovane avvicin la bocca all'orecchio della signora de Rnal e, a rischio di comprometterla gravemente, le disse:

       Signora, stanotte alle due verr nella vostra camera, devo dirvi una cosa.

       Julien temeva una risposta affermativa: la parte del seduttore gli pesava tanto che, se avesse potuto dar retta alle proprie inclinazioni, si sarebbe ritirato per parecchi giorni in camera sua, evitando di vedere le due signore. Capiva che la sua studiata condotta del giorno prima aveva rovinato le buone impressioni precedenti, e non sapeva davvero a che santo votarsi.

       La signora de Rnal rispose con indignazione autentica e per nulla esagerata all'impertinente annuncio di Julien e a lui parve di avvertire un certo disprezzo in quella secca risposta. Certo, nella risposta data a voce bassissima aveva potuto distinguere un guai a voi.

       Con la scusa di dover parlare ai ragazzi, il precettore and nella loro camera, e al ritorno si mise a sedere accanto alla signora Derville, a notevole distanza dalla signora de Rnal. In questo modo si tolse ogni possibilit di prenderle la mano. La conversazione fu seria, e Julien se la cav molto bene, salvo alcuni istanti di silenzio durante i quali si torturava il cervello. Ma perch non riesco a ideare qualche sapiente manovra per costringere la signora de Rnal a tributarmi quegli autentici segni di tenerezza che, tre giorni or sono, mi facevano credere di averla ormai in mio potere? egli andava domandandosi.

       Julien era molto sconcertato dalla situazione quasi disperata in cui si trovava. E tuttavia niente lo avrebbe messo in imbarazzo pi del successo.

       A mezzanotte, quando si lasciarono, il suo pessimismo gli fece credere che la signora Derville lo disprezzasse e che la signora de Rnal, da parte sua, non avesse di lui migliore concetto.

       Di pessimo umore, e assai umiliato, Julien non riusc a dormire. Era ben lontano dal rinunciare a ogni finzione, a ogni progetto, per vivere con la signora de Rnal alla giornata, accontentandosi come un bambino della felicit che ogni giorno gli avrebbe portato.

       Si affatic il cervello a escogitare geniali manovre, che un attimo dopo giudicava assurde: in una parola, quando suonarono le due all'orologio del castello egli era molto infelice.

       Quei rintocchi lo ridestarono come il canto del gallo risvegli san Pietro. Il momento pi penoso era giunto. Julien non aveva pi pensato alla sua impertinente proposta dopo averla formulata: era stata accolta cos male!

       Le ho detto che sarei andato da lei alle due, si disse, alzandosi. Pu darsi benissimo che io sia inesperto e rozzo, da quel figlio di contadino che sono. La signora Derville me lo ha fatto capire abbastanza chiaramente. Ma almeno non sar un debole.

       Julien aveva ragione di compiacersi del proprio coraggio: non si era mai sottoposto a una simile costrizione. Aprendo la porta tremava tanto che si sentiva mancare le ginocchia, e fu costretto ad appoggiarsi contro il muro.

       Era senza scarpe. And a origliare alla porta del sindaco e lo sent russare. Ne fu desolato. Non aveva pi alcun pretesto per non andare da lei! Ma, Dio mio, che cosa avrebbe fatto? Non aveva alcuna idea, e anche se l'avesse avuta, era tanto confuso che non sarebbe riuscito ad attuarla.

       Alla fine, soffrendo mille volte di pi che se fosse andato alla morte, entr nel piccolo corridoio che conduceva alla camera della signora de Rnal. Apr la porta con mano tremante e facendo un baccano spaventoso.

       C'era luce. Un lume da notte ardeva sotto il camino: Julien non si aspettava questa nuova sfortuna. Vedendolo entrare, la signora de Rnal si butt fuori del letto. Disgraziato! esclam. Ci fu un po' di confusione. Julien dimentic i suoi vani progetti e torn ad essere quello che era naturalmente: la possibilit di non piacere a una donna cos affascinante gli parve il peggiore dei mali. Rispose ai rimproveri di lei gettandosi ai suoi piedi, abbracciando le sue ginocchia. E siccome ella gli parlava con estrema durezza, il giovane scoppi in lacrime.

       Alcune ore dopo, quando Julien usc dalla camera della signora de Rnal, in stile da romanzo si sarebbe potuto dire che non aveva pi nulla da desiderare. Effettivamente, doveva all'amore che aveva ispirato, e all'imprevedibile impressione che aveva prodotto su di lui il fascino della bellezza, quella vittoria che non avrebbe mai raggiunto con tutti i suoi calcoli maldestri.

       Ma anche nei momenti pi dolci, vittima di uno strano orgoglio, egli volle sostenere la parte dell'uomo abituato a soggiogare le donne. Incredibilmente, pose ogni cura nel guastare quanto poteva renderlo amabile. Invece di prestare attenzione ai trasporti amorosi che faceva nascere e ai rimorsi che li rendevano anche pi vivi, Julien non abbandon mai l'idea del dovere. Temeva un rimorso spaventoso e un eterno ridicolo, se si fosse scostato un attimo dal modello ideale che si era proposto; in una parola, proprio ci che rendeva Julien un essere superiore gli imped di gustare la felicit che aveva a portata di mano. Era come una ragazza di sedici anni, che ha una splendida carnagione e che, per andare al ballo, commette la follia di darsi il rossetto.

       Mortalmente spaventata dall'apparizione di Julien, la signora de Rnal fu ben presto in preda alle pi crudeli ansie. I pianti e la disperazione di Julien la turbavano vivamente.

       Anche quando non aveva ormai pi nulla da rifiutargli, ella respingeva Julien lontano da s con autentica indignazione poi si gettava nuovamente tra le sue braccia. Non c'era nessun calcolo nel suo comportamento. La poveretta si credeva dannata senza scampo, e cercava di nascondersi la vista dell'inferno colmando Julien delle pi appassionate carezze. In una parola, alla felicit del nostro eroe non sarebbe mancato nulla, neppure un'accesa sensibilit nella donna che aveva appena sedotto, se avesse saputo goderne. La partenza di Julien non pose fine agli slanci appassionati che la trasportavano suo malgrado, e alle lotte coi rimorsi che la straziavano.

       Mio Dio! Essere amati, essere felici soltanto questo? Fu il primo pensiero di Julien rientrando nella sua stanza. Egli si trovava in quello stato di stupore e di inquieto turbamento in cui precipita l'anima che ha appena ottenuto una cosa lungamente ambita. Abituata a desiderare, non ha pi niente da desiderare e tuttavia non ha ancora dei ricordi. Come il soldato che torna dalla parata, Julien si mise a rievocare attentamente tutti i particolari della sua condotta. Ho mancato a nulla di ci che devo a me stesso? Ho recitato bene la mia parte?

       E quale parte? Quella di un uomo abituato a essere brillante con le donne.

 

XVI ILGIORNO DOPO

 

 

He turn'd his lips to hers, and with his hand

Call'd back the tangles of her wandering hair.

       Don Juan, c. I, st. 170

 

       Fortunatamente per il successo di Julien, la signora de Rnal era stata troppo agitata, troppo stupita per vedere le sciocchezze dell'uomo che, in un attimo, era diventato tutto per lei.

       Allo spuntare del giorno, quando lo aveva pregato di ritirarsi, gli aveva detto: Oh Dio mio! se mio marito ha sentito qualche rumore sono perduta.

       Julien, che trovava il tempo di far delle frasi, ramment questa:

       Rimpiangereste la vita?

       Ah! molto, in questo momento! Ma non rimpiangerei di avervi conosciuto.

       Julien trov necessario alla propria dignit andarsene a giorno fatto, con grande imprudenza.

       L'attenzione continua con cui egli studiava ogni sua minima azione, nel folle disegno di sembrare un uomo esperto, non ebbe che un vantaggio: quando Julien rivide la signora de Rnal a colazione, la sua condotta fu un capolavoro di prudenza.

       Quanto a lei, non poteva guardarlo senza arrossire fino agli occhi, e non poteva vivere un minuto senza guardarlo; si accorgeva del proprio turbamento, e gli sforzi che faceva per nasconderlo lo raddoppiavano. Julien alz una volta sola gli occhi su di lei. Dapprima, ella ammir la sua prudenza. Poi, vedendo che quell'unico sguardo non si ripeteva, si allarm.

       Forse non mi ama pi, si disse. Ahim, sono troppo vecchia, ho dieci anni pi di lui!

       Nel passare dalla sala da pranzo al giardino la signora de Rnal strinse la mano di Julien. Sorpreso da quel segno d'amore cos straordinario, il giovane la guard con trasporto, perch durante la colazione gli era parsa molto bella e, pur tenendo gli occhi bassi, aveva passato tutto il tempo a rievocarsi ogni particolare della sua bellezza. Quello sguardo consol la signora de Rnal; non le tolse tutte le ansie, ma le sue ansie eliminarono quasi tutti i rimorsi nei confronti del marito.

       A colazione il marito non si era accorto di nulla. Non cos la signora Derville, la quale credette l'amica sul punto di soccombere. Per tutto il giorno, col suo affetto ardito e penetrante, non le risparmi le mezze parole per dipingerle il pericolo che correva.

       La signora de Rnal ardeva dal desiderio di trovarsi sola con Julien: voleva chiedergli se l'amava ancora. E nonostante l'inalterabile dolcezza del suo carattere, ella fu spesso sul punto di far capire all'amica quanto fosse importuna.

       La sera, in giardino, la signora Derville fu cos abile che riusc a sedersi tra la signora de Rnal e Julien. La signora de Rnal, che si era fatta un'immagine deliziosa del piacere di stringere la mano dell'amato e di portarsela alle labbra, non riusc a rivolgergli neppure una parola.

       Questo contrattempo aument la sua agitazione. Era divorata da un rimorso. I rimproveri, che aveva rivolto a Julien per l'imprudenza commessa la notte precedente, erano stati tanto aspri da farle temere che non sarebbe pi ritornato. Ella lasci presto il giardino e si rifugi nella sua camera. Ma non riuscendo a controllare la propria impazienza, and ad origliare alla porta di Julien. Nonostante l'incertezza e la passione che la divoravano, non ebbe il coraggio di entrare. Una simile azione le sembrava l'ultima delle bassezze, come dice anche un detto di provincia.

       Non tutti i domestici erano a letto. Alla fine la prudenza la costrinse a rientrare in camera sua. Due ore di attesa furono due secoli di tormento.

       Ma Julien era troppo fedele a ci che chiamava il dovere, per non eseguire, punto per punto, quanto si era prescritto.

       Quando suon l'una, egli scivol fuori della sua stanza, si assicur che il padrone di casa fosse profondamente addormentato e comparve nella camera della signora de Rnal. Quella volta godette d'una maggior felicit accanto alla sua amica, perch pens meno alla propria parte. Ebbe occhi per vedere e orecchi per udire. Quello che l'amante gli disse a proposito della propria et contribu a rassicurarlo.

       Ohim! Ho dieci anni pi di voi! Come potete amarmi! ella gli ripeteva senza una precisa intenzione, solo perch questo pensiero la opprimeva.

       Julien non riusciva a capire un simile tormento, ma cap che era autentico e dimentic quasi completamente la paura di essere ridicolo.

       Scomparve anche la stupida idea di essere considerato un amante subalterno per la sua umile nascita. Rassicurata man mano dagli slanci di Julien, la sua timida amante ritrovava un po' di felicit e la facolt di giudicarlo. Per fortuna quel giorno Julien non assunse quasi mai quel tono artificioso che aveva fatto dell'incontro precedente una vittoria, ma non un piacere. Se si fosse accorta della cura con cui egli recitava la sua parte, questa scoperta le avrebbe tolto per sempre ogni felicit. Non avrebbe potuto scorgervi che un triste effetto della differenza d'et.

       Anche se la signora de Rnal non aveva mai pensato alle teorie sull'amore, la differenza di et , dopo quella di fortuna, uno dei grandi luoghi comuni dello spirito di provincia, ogni volta che si parla d'amore.

       In pochi giorni Julien, restituito a tutto l'ardore dei suoi anni, fu perdutamente innamorato.

       Bisogna convenire, pensava, che di una bont angelica e che impossibile essere pi belle di lei.

       Aveva quasi del tutto abbandonato l'idea della parte da sostenere. In un momento di abbandono le confess anche tutte le sue inquietudini. Questa confidenza port al culmine l'amore che ispirava. Dunque non ho avuto una rivale fortunata! pensava la signora de Rnal con gioia. Os interrogarlo sul ritratto che gli premeva tanto; ed egli le giur che era quello di un uomo.

       Quando la giovane donna era sufficientemente padrona di se stessa per riflettere, non riusciva a capacitarsi che potesse esistere una simile felicit e di non averlo mai sospettato.

       Ah! si diceva, se avessi conosciuto Julien dieci anni or sono, quando potevo ancora essere giudicata bella!

       Julien era lontanissimo da simili pensieri. Il suo amore era ancora ambizione: era la gioia di possedere, lui, povero essere disgraziato e coperto di disprezzo, una donna cos nobile e bella. I suoi atti di adorazione, i suoi slanci di fronte al fascino della sua amica, finirono col rassicurarla un poco sulla differenza d'et. Se avesse avuto un po' di quel saper vivere che una donna di trent'anni possiede da tempo nei paesi pi evoluti, avrebbe tremato per la durata di un amore che sembrava nutrirsi solo di sorprese e di orgoglio soddisfatto.

       Quando dimenticava la sua ambizione, Julien ammirava con slancio persino i cappellini, persino i vestiti della signora de Rnal. Non si saziava mai del loro profumo. Apriva l'armadio a specchi e restava per ore intere ad ammirare la bellezza e l'eleganza di tutto ci che vedeva. La sua amica, appoggiata a lui, lo guardava, ed egli guardava quei gioielli, quelle deliziose inezie che sono i doni dello sposo alla vigilia delle nozze.

       Avrei potuto sposare un uomo cos! ella pensava qualche volta. Che anima di fuoco! Che vita meravigliosa, con lui!

       Quanto a Julien, egli non si era mai trovato cos vicino a quei terribili strumenti dell'artiglieria femminile. E pensava: impossibile che a Parigi ci sia qualcosa di pi bello! In quei momenti non trovava ostacoli alla propria felicit. Spesso la sincera ammirazione e gli slanci della sua amante gli facevano dimenticare le sciocche teorie che l'avevano reso cos compassato e quasi ridicolo nei primi momenti della loro relazione. In alcuni istanti, nonostante la sua abitudine all'ipocrisia, Julien provava un'estrema dolcezza nel confessare a quella gran dama che lo ammirava la propria ignoranza di tante piccole cose inerenti alla vita di societ. Il rango della sua amante sembrava elevarlo ben pi in alto della sua condizione. Da parte sua, ella provava la pi dolce volutt spirituale a istruire cos, in tante minuzie, quel giovane pieno d'ingegno che tutti consideravano destinato a un grande avvenire. Perfino il sottoprefetto e Valenod non potevano fare a meno di ammirarlo: e in virt di ci essi sembravano meno sciocchi alla donna innamorata. Quanto alla signora Derville, ella era ben lontana dal condividere quei sentimenti. Disperata per ci che credeva di indovinare, e vedendo che i suoi saggi consigli riuscivano insopportabili a una donna che aveva letteralmente perduto la testa, lasci Vergy senza fornire spiegazioni che nessuno, d'altronde, pens di richiederle. La signora de Rnal vers qualche lacrima, ma ben presto le sembr che la sua felicit aumentasse. Grazie a quella partenza ella si trovava quasi tutto il giorno a tu per tu con l'amante.

       Julien si abbandonava con tanto maggior piacere alla dolce compagnia della sua amica, in quanto ogni volta che restava troppo solo con se stesso era di nuovo molestato dalla fatale proposta di Fouqu. Nei primi giorni di questa nuova esistenza vi furono dei momenti in cui il giovane, che non aveva mai amato e non era mai stato amato da nessuno, trovava un cos delizioso piacere nella sincerit da rasentare il bisogno di confessare all'amata l'ambizione che fin l era stata l'essenza stessa della sua vita. Avrebbe voluto parlarle della strana tentazione che suscitava in lui la proposta di Fouqu, quando un piccolo avvenimento rese impossibile ogni franchezza.

 

XVII IL PRIMO ASSESSORE

 

 

O, how this spring of love resembleth

The uncertain glory of an April day;

Which now shows all the beauty of the sun,

And by and by a cloud takes all away!

       Two Gentlemen of Verona

 

       Una sera al tramonto, seduto vicino all'amica in fondo al frutteto e lontano dagli importuni, Julien era assorto in una profonda fantasticheria. Momenti cos dolci, pensava, dureranno in eterno? Era oppresso dalla difficolt di farsi una posizione, deplorava quella grande ondata di infelicit che chiude l'infanzia e rovina la prima giovinezza di chi non ricco. Ah! egli esclam, Napoleone era davvero l'uomo mandato da Dio per i giovani francesi! Chi lo sostituir? Che cosa faranno senza di lui quei disgraziati, sia pure pi ricchi di me, che hanno appena il denaro sufficiente per procurarsi una buona educazione, ma non quello che occorre a vent'anni per corrompere qualcuno a lanciarsi in una carriera? Qualunque cosa si faccia, aggiunse il giovane con un profondo sospiro, questo fatale ricordo ci impedir sempre di essere felici!

       Vide improvvisamente la signora de Rnal aggrottare le ciglia con un'espressione fredda e sdegnosa: un simile modo di pensare le sembrava confacente a un domestico. Educata nella convinzione di essere molto ricca, le pareva pacifico che anche Julien lo fosse. Lo amava mille volte pi della propria vita, e non faceva alcun conto del denaro.

       Julien era lungi dall'immaginare simili pensieri. Quell'aggrottare le ciglia lo riport sulla terra. Ebbe sufficiente presenza di spirito per modificare la propria frase e far credere alla nobile signora, cos vicina a lui su quel banco muscoso, che aveva ripetuto parole udite durante il soggiorno in casa del commerciante di legname suo amico: era il modo di pensare degli empi.

       Ebbene, evitate la compagnia di quella gente! disse la signora de Rnal, conservando in parte il tono glaciale che aveva improvvisamente sostituito l'espressione della pi viva tenerezza.

       Quell'aggrottare le ciglia, o meglio il rimorso della propria imprudenza, fu il primo scacco subito dalle illusioni di Julien, il quale si disse: buona e dolce, i suoi sentimenti per me sono profondi, ma cresciuta nel campo nemico. Questi aristocratici devono soprattutto temere la classe degli uomini di valore che, dopo una buona educazione, non hanno abbastanza denaro per intraprendere una carriera. Che ne sarebbe di questi nobili, se ci fosse concesso di combatterli ad armi pari? Io, per esempio, se fossi sindaco di Verrires, ben intenzionato e fondamentalmente onesto qual in fondo Rnal, come spazzerei via il vicario, Valenod e tutti i loro imbrogli! Come farei trionfare la giustizia a Verrires! Non sarebbero certo le loro capacit ad ostacolarmi. Essi vanno sempre a tentoni.

       Quel giorno la felicit di Julien fu sul punto di divenire duratura. Manc al nostro eroe l'audacia della sincerit. Bisognava avere il coraggio di attaccare battaglia, ma subito. La signora de Rnal era stata colpita dalle parole di Julien, perch gli uomini del suo ambiente andavano ripetendo che un nuovo Robespierre era possibile soprattutto per l'esistenza di giovani appartenenti alle classi meno abbienti, ma educati troppo bene. La freddezza della signora de Rnal dur abbastanza a lungo, e a Julien parve ostentata. Era invece il timore di avergli detto indirettamente una cosa sgradevole, succeduto alla ripugnanza per le parole di lui. Questa sofferenza si riflett vivamente sui suoi tratti, cos puri e ingenui quando era felice e lontana dagli importuni.

       Julien non os pi fantasticare con abbandono. Pi calmo e meno innamorato, giudic imprudente andare in camera della signora de Rnal. Era meglio che fosse lei a venirlo a trovare: se un domestico l'avesse vista girare per casa, non le sarebbero mancati i pretesti per spiegare il fatto.

       Ma anche questa soluzione presentava degli inconvenienti. Julien aveva ricevuto da Fouqu dei libri che uno studente di teologia non avrebbe mai potuto chiedere a un libraio: e osava leggerli soltanto di notte. Spesso sarebbe stato ben lieto di non essere interrotto da una visita la cui attesa, soltanto il giorno precedente la scena nel frutteto, lo avrebbe messo nell'impossibilit di leggere.

       Doveva alla signora de Rnal se capiva i libri in modo del tutto nuovo. Aveva osato rivolgerle qualche domanda su una serie di piccoli particolari che, se ignorati, bloccano l'intelligenza di un giovane nato fuori della buona societ, quali che siano le sue doti naturali.

       Questa educazione dell'amore, impartita da una donna assai ignorante, fu una fortuna. Julien giunse direttamente a vedere la societ qual oggigiorno, perch il suo spirito non era stato offuscato dalla descrizione di ci ch'essa era stata in passato, duemila anni fa o anche soltanto sessant'anni or sono, ai tempi di Voltaire e di Luigi xv. Il giovane prov una gioia indescrivibile vedendo cadere i veli che gli annebbiavano lo sguardo: e cap finalmente tutto quello che accadeva a Verrires.

       In primo piano apparvero complicatissimi intrighi, orditi da due anni a quella parte intorno al prefetto di Besanon e appoggiati da lettere provenienti da Parigi e scritte da uomini fra i pi illustri. Si trattava di fare di Moirod, l'uomo pi pio della regione, il primo e non il secondo assessore del sindaco di Verrires.

       Moirod aveva un concorrente: un ricchissimo industriale, che bisognava a tutti i costi ricacciare al secondo posto.

       Julien cap infine le mezze parole che aveva captato quando l'alta societ veniva a pranzo in casa Rnal. Quella gente privilegiata era tutta presa dalla scelta del primo assessore, scelta di cui il resto della cittadinanza e i liberali non sospettavano neppure la possibilit. L'importanza della questione stava nel fatto che, come tutti sanno, la via principale di Verrires doveva essere allargata nel suo lato orientale di oltre nove piedi, essendo diventata strada nazionale.

       Ora, se Moirod, proprietario di tre case che avrebbero dovuto arretrare, riusciva a diventare primo assessore, e poi sindaco qualora Rnal venisse eletto deputato, avrebbe chiuso gli occhi e sarebbe stato possibile apportare alle case prospicienti la via pubblica delle piccole, impercettibili riparazioni, tali da garantirne l'intangibilit per altri cento anni. Nonostante i profondi sentimenti religiosi e la riconosciuta onest di Moirod, si poteva esser certi che egli avrebbe lasciato correre, perch aveva molti figli. Tra le case che dovevano esser fatte arretrare, nove appartenevano a esponenti della migliore societ di Verrires.

       Per Julien, questo intrigo era assai pi importante della battaglia di Fontenoy, di cui vedeva il nome per la prima volta in uno dei libri donatigli da Fouqu. C'erano cose che lo stupivano da quando, cinque anni prima, aveva cominciato ad andare la sera a casa del curato. Ma poich la discrezione e l'umilt di spirito sono le prime doti di uno studente di teologia, gli era stato impossibile fare domande.

       Un giorno la signora de Rnal diede un ordine al cameriere di suo marito, il nemico di Julien.

       Ma signora, rispose questi con uno strano tono, oggi l'ultimo venerd del mese.

       Andate, disse la signora.

       Ecco! disse Julien. Ora andr in quel deposito di fieno che anticamente era una chiesa e che stato riconsacrato da poco. Ma a fare che cosa? Ecco uno dei misteri che non sono mai riuscito a penetrare.

       Si tratta di una istituzione molto utile, ma stranissima, rispose la signora de Rnal. Le donne non vi sono ammesse: so soltanto che tutti si danno del tu. Per esempio, questo domestico incontrer Valenod, e quell'uomo cos fiero e cos sciocco non sar per niente infastidito a sentirsi dare del tu da Saint-Jean e gli risponder allo stesso modo. Se desiderate saperne di pi, chieder spiegazioni a Maugiron e a Valenod. Paghiamo una quota di venti franchi per ogni domestico, onde essere sicuri che un giorno essi non ci sgozzino.

       Il tempo volava. Pensando alle grazie della sua amante, Julien si distraeva dalla sua cupa ambizione. La necessit di non parlare con lei di cose tetre e ragionevoli, dal momento che appartenevano a partiti avversi, aumentava, senza ch'egli se ne accorgesse, la sua felicit e l'ascendente che la signora de Rnal esercitava su di lui.

       Nei momenti in cui la presenza dei ragazzi troppo svegli li obbligava a parlare il freddo linguaggio della ragione, Julien, con perfetta docilit e con occhi scintillanti d'amore, ascoltava le sue spiegazioni sull'andamento del mondo. Spesso, mentre stava raccontando qualche astuto imbroglio a proposito di un lavoro stradale o di una fornitura, lo spirito della giovane signora si smarriva completamente, fino al delirio: Julien doveva allora sgridarla perch ella si permetteva con lui gli stessi gesti affettuosi che prodigava ai figli. A volte la signora de Rnal aveva l'illusione di amarlo come un figlio. Non doveva forse rispondere continuamente alle sue ingenue domande su mille piccolezze, che un ragazzo bennato non ignora pi a quindici anni? Un momento dopo, lo ammirava come un maestro. La sua genialit arrivava al punto di spaventarla; di giorno in giorno le sembrava di vedere pi chiaramente il grand'uomo futuro in quel giovane abate. Lo vedeva papa, lo vedeva primo ministro come Richelieu.

       Vivr abbastanza per vedere la tua gloria? ella diceva a Julien. Il posto per un grand'uomo pronto; la monarchia, la religione ne hanno bisogno.

 

XVIII UN RE A VERRIRES

 

 

Non siete dunque capaci che di mettere in mostra un cadavere di popolo senza anima e senza sangue nelle vene?

       Discorso del vescovo nella cappella di San Clemente

 

       Il tre settembre, alle dieci di sera, un gendarme svegli tutta Verrires risalendo al galoppo la strada principale: portava la notizia che sua maest il re di *** sarebbe arrivato la domenica seguente: e si era gi al marted. Il prefetto autorizzava, cio richiedeva, la formazione di una guardia d'onore. Bisognava ostentare il maggior sfarzo possibile. Fu inviata una staffetta a Vergy. Rnal arriv durante la notte e trov tutta la citt in subbuglio. Ognuno aveva le proprie pretese: i meno indaffarati prendevano in affitto dei balconi per vedere l'ingresso del re.

       Chi avrebbe comandato la guardia d'onore? Il sindaco intravide subito quanto fosse importante, nell'interesse delle case da far arretrare, che il comando fosse affidato a Moirod. Poteva rappresentare un titolo a favore della sua nomina a primo assessore. Non c'era nulla da ridire sulla religiosit di Moirod: era superiore a qualsiasi paragone; per egli non era mai montato a cavallo. Era un uomo di trentasei anni, timido in ogni sua azione, e che temeva ugualmente le cadute e il ridicolo.

       Il sindaco lo fece chiamare fin dalle cinque del mattino.

       Voi vedete, signore, che richiedo il vostro parere come se gi occupaste il posto che auspicano per voi tutte le persone oneste. In questa disgraziata citt le manifatture prosperano, il partito liberale accumula milioni, aspira al potere e di tutto sapr farsi delle armi. Pensiamo all'interesse del re, a quello della monarchia e, prima d'ogni altra cosa, a quello della nostra santa religione. A chi pensate che si possa affidare il comando della guardia d'onore?

       Nonostante la tremenda paura che gli incutevano i cavalli, Moirod fin con l'accettare quell'onore come un martirio. Sar all'altezza della situazione disse al sindaco. Restava appena il tempo di far preparare le uniformi, usate sette anni prima quando era passato da Verrires un principe del sangue.

       Alle sette madame de Rnal arriv da Vergy con Julien e coi figli. Trov il suo salotto pieno di donne liberali che predicavano l'unione dei partiti; erano venute a supplicarla di ottenere dal sindaco un posto per i loro mariti nella guardia d'onore. Una di esse sosteneva che, se non fosse stato scelto, suo marito avrebbe fatto bancarotta per il dispiacere. La signora de Rnal conged alla svelta tutta quella gente. Sembrava molto occupata.

       Julien fu stupito, e perfino urtato, perch la signora de Rnal gli nascondeva quello che l'agitava. L'avevo previsto, pensava amaramente: il suo amore si eclissa davanti alla gioia di ricevere un re in casa sua. Tutta questa confusione l'abbaglia. Mi amer di nuovo quando i pensieri della sua casta non le turberanno pi il cervello.

       Cosa sorprendente, Julien per questo l'am ancora di pi.

       I tappezzieri cominciavano a riempire la casa, ed egli spi a lungo, ma invano, l'occasione di dirle una parola. Infine la incontr: usciva dalla camera di lui, con uno dei suoi vestiti sul braccio. Erano soli. Tent di parlarle, ma ella scapp via senza ascoltarlo. Sono pur sciocco ad amare una donna cos. L'ambizione la fa divenire folle come suo marito.

       Lo era molto di pi; uno dei suoi grandi desideri, che non aveva mai confessato a Julien per paura di urtarlo, era di vederlo, magari per un giorno solo, senza l'abito nero. Con un'abilit veramente meravigliosa in una donna cos spontanea, ella ottenne, prima da Moirod e poi dal sottoprefetto Maugiron, la promessa che Julien sarebbe stato nominato guardia d'onore, ottenendo la preferenza su cinque o sei giovani, figli di commercianti molto agiati, almeno due dei quali erano anche modelli di devozione. Valenod, che contava di prestare il calesse alle pi belle donne della citt per far ammirare i suoi cavalli normanni, acconsent a prestarne uno a Julien, l'uomo che odiava pi di chiunque altro. Ma tutte le guardie d'onore possedevano, o avevano preso a prestito, uno di quei begli abiti color azzurro cielo, con le spalline d'argento da colonnello che avevano brillato sette anni prima. La signora de Rnal voleva un abito nuovo, e le restavano solo quattro giorni per spedire qualcuno a Besanon e farlo tornare con l'uniforme, le armi, il cappello, ecc.: insomma, tutto ci che forma la divisa di una guardia d'onore. La cosa pi curiosa che ella giudicava imprudente commissionare l'abito di Julien a Verrires. Voleva cogliere di sorpresa lui e la citt.

       Sbrigato il lavoro per le guardie d'onore e preparato a dovere lo spirito pubblico, il sindaco dovette occuparsi di una grande cerimonia religiosa; il re di *** non voleva passare da Verrires senza visitare la famosa reliquia di San Clemente, che si conserva a Bray-le-Haut, a meno d'una lega dalla citt. Si desiderava l'intervento di molti sacerdoti, e questa fu la cosa pi difficile da organizzare. Maslon, il nuovo curato, voleva evitare a tutti i costi la presenza di Chlan. Invano Rnal si sforz di dimostrargli che sarebbe stata un'imprudenza. Per accompagnare il re di *** era stato designato il marchese de La Mole, i cui antenati erano stati per lungo tempo governatori della provincia: il marchese conosceva da trent'anni l'abate Chlan e, arrivando a Verrires, avrebbe chiesto senza dubbio sue notizie; venendo a sapere che era caduto in disgrazia, sarebbe stato capacissimo di andare a prenderlo nella casetta dove si era ritirato con tutto il suo seguito. Che schiaffo!

       Ma io sar disonorato, qui e a Besanon, rispose l'abate Maslon, se Chlan comparir in mezzo al mio clero. Dio mio, un giansenista!

       Potete dire quello che volete, mio caro abate, rispose Rnal, ma non esporr l'amministrazione di Verrires al rischio di ricevere un affronto dal marchese de La Mole. Voi non lo conoscete: a corte un benpensante, ma qui in provincia si diverte a fare dei brutti scherzi e a prendere in giro tutti, col solo scopo di mettere in imbarazzo la gente. Unicamente per divertirsi capace di coprirci di ridicolo agli occhi dei liberali.

       Finalmente, la notte tra sabato e domenica, dopo tre giorni di trattative, l'orgoglio dell'abate Maslon si pieg di fronte alla paura del sindaco, che andava trasformandosi in coraggio. Fu necessario scrivere una lettera complimentosa all'abate Chlan, pregandolo di assistere alla cerimonia della reliquia di Bray-le-Haut, se tuttavia glie lo permettevano la sua tarda et e i suoi acciacchi. Chlan chiese e ottenne una lettera di invito per Julien, che doveva accompagnarlo in qualit di suddiacono.

       Fin dal mattino della domenica migliaia di contadini, provenienti dalle vicine montagne, inondarono le strade di Verrires. C'era un sole splendido. Infine, verso le tre, tutta quella folla fu percorsa da un fremito: si vide un gran fuoco accendersi su una roccia a due leghe da Verrires. Quel segnale annunciava che il re era entrato nel territorio del dipartimento. Subito il suono delle campane e i colpi di un vecchio cannone spagnolo, appartenente alla citt, manifestarono la gioia generale per questo grande avvenimento. Met della popolazione sal sui tetti. Tutte le donne erano al balcone. La guardia d'onore si mise in moto. Si ammiravano le brillanti uniformi, ognuno riconosceva un parente, un amico. Si rideva della paura di Moirod, la cui mano prudente era sempre pronta ad aggrapparsi all'arcione. Ma un particolare fece dimenticare tutti gli altri: il primo cavaliere della nona fila era un bellissimo giovane molto esile, che sulle prime non fu riconosciuto. Ma quasi subito un grido d'indignazione da parte degli uni, e uno stupefatto silenzio da parte degli altri, annunciarono la profonda impressione generale. In quel giovane, che montava un cavallo normanno di Valenod, si riconobbe il giovane Sorel, il figlio del carpentiere. Fu un grido unanime contro il sindaco, soprattutto da parte dei liberali. Dunque, siccome quel piccolo operaio travestito da abate era precettore dei suoi marmocchi, Rnal aveva l'audacia di nominarlo guardia d'onore, con pregiudizio del tale e del tal altro, che erano ricchi industriali! La moglie di un banchiere diceva: Dovrebbero dare una lezione a quel piccolo insolente, nato nel fango! un sornione e porta la sciabola, rispondeva un vicino. Sarebbe abbastanza vile da colpirli sul viso!

       I discorsi dei nobili erano pi pericolosi. Le signore si domandavano se l'idea di quel gesto cos sconveniente era tutta del sindaco. In generale si rendeva giustizia al suo disprezzo per l'oscurit delle origini.

       Oggetto di tanti commenti, Julien era l'uomo pi felice del mondo. Coraggioso di natura, cavalcava meglio della maggior parte dei giovani di quella citt di montagna. Negli occhi delle donne leggeva che si stava parlando di lui.

       Le sue spalline erano le pi brillanti, essendo nuove; il suo cavallo s'impennava ogni momento: Julien era al colmo della gioia.

       La sua felicit non ebbe pi limiti quando, nel passare vicino ai vecchi bastioni, il rumore del cannone fece scartare il suo cavallo fuori della fila. Per un mero caso il giovane non cadde: e da quel momento si sent un eroe. Era ufficiale d'ordinanza di Napoleone e stava caricando una batteria.

       Ma c'era una persona pi felice di lui. Prima lo aveva visto passare, guardando da una finestra del municipio; salita poi sul calesse e fatto rapidamente un gran giro, la giovane donna arriv in tempo per fremere quando il cavallo di lui scart fuori della fila. Infine il calesse, uscendo a gran carriera da un'altra porta della citt, riusc a raggiungere la strada per cui doveva passare il re e pot seguire la guardia d'onore, a venti passi di distanza, avvolta in una nobile polvere. Diecimila contadini gridarono Viva il re!, quando il sindaco ebbe l'onore di dare il benvenuto a Sua Maest. Un'ora dopo, quando il re, ascoltati tutti i discorsi, stava per entrare in citt, il piccolo cannone si rimise a sparare a colpi precipitati. Accadde, per, un incidente, non ai cannonieri che avevano fatto le loro prove a Lipsia e a Montmirail, ma a Moirod, il futuro primo assessore: il suo cavallo lo adagi mollemente nell'unica pozzanghera della strada maestra, il che scaten un putiferio, data la necessit di tirar fuori di l Moirod per lasciar passare la carrozza del re.

       Sua Maest scese davanti alla bella chiesa nuova, che quel giorno era adorna di tutti gli addobbi color cremisi. Il re doveva pranzare e, subito dopo, risalire in carrozza per recarsi a venerare la celebre reliquia di San Clemente. Appena Sua Maest fu in chiesa, Julien si diresse al galoppo verso casa Rnal. Qui lasci sospirando il bel vestito azzurro cielo, la sciabola e le spalline, per riprendere l'abito nero e sdrucito. Poi rimont a cavallo e in pochi minuti raggiunse Bray-le-Haut, che sorge sulla sommit di una bella collina.

       L'entusiasmo moltiplica questi contadini, pens Julien. A Verrires non ci si pu muovere, ed eccone qui pi di diecimila intorno a questa antica abbazia. Semidistrutto dai vandalismi rivoluzionari, il tempio era stato splendidamente ricostruito dopo la Restaurazione, e si cominciava a parlare di miracoli. Julien raggiunse l'abate Chlan, che lo sgrid duramente e gli diede una tonaca e una cotta. Il giovane si vest alla svelta e segu il curato Chlan che doveva recarsi dal giovane vescovo di Agde. Questi era un nipote di La Mole, di recente nomina, e aveva ricevuto l'incarico di esibire la reliquia al re.

       Non riuscirono, per, a trovarlo. Il clero cominciava a spazientirsi. Aspettava il suo capo nel chiostro gotico e buio dell'antica abbazia. Erano stati riuniti ventiquattro curati per rappresentare l'antico Capitolo di Bray-le-Haut che, prima del 1789, si componeva di ventiquattro canonici. Dopo avere deplorato per tre quarti d'ora la giovinezza del vescovo, i curati ritennero opportuno che il Decano andasse da monsignore per avvertirlo che il re stava arrivando, e che urgeva raggiungere il Capitolo. L'et avanzata dell'abate Chlan gli era valsa il titolo di Decano: e, nonostante la sua stizza contro Julien, gli fece segno di seguirlo. Julien portava la cotta con grande eleganza. Grazie a chi sa quale procedimenti di toeletta ecclesiastica, egli era riuscito a rendere molto lisci i suoi bei capelli ricci. Ma per una dimenticanza, che aument il malumore di Chlan, sotto le lunghe pieghe della tonaca si potevano scorgere gli speroni da guardia d'onore.

       Una volta giunti all'appartamento del vescovo, alcuni lacch in alta tenuta si degnarono appena di rispondere al vecchio curato che monsignore non era visibile. Quando poi Chlan tent di spiegare che nella sua qualit di decano del Capitolo nobile di Bray-le-Haut aveva il privilegio di essere ammesso in qualsiasi momento alla presenza del vescovo officiante, i lacch lo presero in giro.

       Il carattere altero di Julien fu urtato dall'insolenza dei domestici, ed egli cominci a percorrere i dormitori dell'antica abbazia, scuotendo tutte le porte che trovava. Una di queste, piccolissima, cedette, e Julien si trov in una cella, in mezzo ai camerieri del vescovo, vestiti di nero e con una catena al collo. Vedendo la sua aria frettolosa lo credettero convocato dal vescovo e lo lasciarono passare. Julien percorse un breve tratto e si trov in un'immensa e buia sala gotica, interamente rivestita di quercia nera; tutte le finestre ogivali, meno una, erano state chiuse con mattoni. La grossolanit di quel lavoro di muratura non era mascherata in alcun modo e contrastava tristemente con l'antica magnificenza del rivestimento di legno. I due lati maggiori di questa sala, celebre tra gli studiosi di antichit borgognone, e fatta costruire verso il 1470 dal duca Carlo il Temerario quale espiazione di qualche peccato, erano ornati di stalli di legno riccamente scolpiti. Vi erano raffigurati tutti i misteri dell'Apocalisse in legni di diversi colori.

       Questo melanconico splendore, deteriorato dalla presenza dei mattoni scoperti e del gesso ancora bianco, commosse Julien, che si ferm in silenzio. All'altra estremit della sala, vicino all'unica finestra che lasciava entrare la luce, il giovane vide uno specchio mobile con la cornice di mogano. Un giovane in tonaca viola con cotta di pizzo, ma a capo scoperto, si trovava a tre passi dallo specchio, che in quel luogo risaltava stranamente e che senza dubbio era stato portato dalla citt. Julien not che il giovane pareva irritato: con la mano destra tracciava gravemente dei segni di benedizione, rivolto allo specchio.

       Che cosa pu significare questa faccenda? pens il nostro eroe. una cerimonia preparatoria, quella che sta compiendo questo giovane prete? Forse il segretario del vescovo... sar un insolente come i lacch... Parola d'onore, non me ne importa niente: tentiamo.

       Julien avanz e percorse piuttosto lentamente la sala nella sua lunghezza, con gli occhi sempre fissi verso l'unica finestra e guardando quel giovane che continuava a impartire benedizioni, eseguite lentamente ma senza fine, e senza che egli si concedesse un attimo di sosta.

       Man mano che si avvicinava, Julien distingueva meglio l'espressione contrariata dell'altro. La ricchezza della cotta adorna di pizzi fece fermare involontariamente Julien a qualche passo dal magnifico specchio. mio dovere parlare, egli si disse alla fine; ma la bellezza della sala lo aveva commosso, ed era urtato a priori dalle parole dure che gli sarebbero state rivolte.

       Il giovane lo vide nello specchio e si volt: mise immediatamente da parte la sua aria irritata e gli domand in tono dolcissimo: Ebbene, signore, stata finalmente accomodata?

       Julien rimase di stucco. Quando il giovane si volse verso di lui, vide sul suo petto la croce pastorale: era il vescovo di Agde! Cos giovane! pens Julien. Avr al massimo sette o otto anni pi di me!...

       E si vergogn dei suoi speroni. Poi rispose timidamente: Sono inviato dal reverendo Chlan, decano del Capitolo.

       Ah! mi stato molto raccomandato, disse il vescovo con un tono gentile che raddoppi l'entusiasmo di Julien. Ma vi chiedo scusa, signore, vi avevo scambiato con la persona che deve portarmi la mitra. Me l'hanno imballata male a Parigi, e il tessuto d'argento orribilmente sciupato in alto. Far un pessimo effetto, soggiunse il giovane vescovo con tristezza, e oltre tutto mi fanno anche aspettare!

       Se Vostra Eminenza lo permette, vado io a cercare la mitra.

       I begli occhi di Julien sortirono il loro effetto.

       Andate pure, signore, rispose il vescovo con grande amabilit. Ne ho bisogno subito. Sono desolato di far attendere i signori del Capitolo.

       Quando Julien fu al centro della sala, si volse verso il vescovo e vide che si era rimesso a impartire benedizioni. Ma che diavolo pu significare questa faccenda? egli si domand ancora. Senza dubbio si tratta di una preparazione ecclesiastica necessaria alla prossima cerimonia. Appena giunto nella cella dove stavano i camerieri personali, vide che la mitra era in mano a costoro. Cedendo loro malgrado allo sguardo imperioso di Julien, essi gli consegnarono il sacro copricapo.

       Si sent fiero di portarlo: attraversando la sala procedette lentamente, reggendolo con rispetto. Trov il vescovo seduto di fronte allo specchio: ma ancora, di tanto in tanto, con la mano destra egli impartiva qualche benedizione nonostante la stanchezza. Julien lo aiut a mettersi la mitra. Il vescovo scosse la testa: poi disse, contento:

       Ah! stavolta sta a posto! Vi dispiace scostarvi un poco? Dopo di che egli si diresse rapidamente al centro della stanza: poi, avvicinandosi lentamente allo specchio, riprese la sua espressione crucciata, impartendo benedizioni con solennit.

       Julien era paralizzato dallo stupore; era tentato di capire, ma non osava. Il vescovo si ferm: e, fissandolo con uno sguardo che perdeva rapidamente la sua solennit, domand:

       Che ve ne pare della mia mitra, signore? Va bene?

       Benissimo, monsignore.

       Non troppo indietro? In questo caso avrei un'aria un po' sciocca; ma non bisogna neppure portarla troppo bassa sugli occhi, come un berretto da ufficiale ungherese.

       Mi sembra che vada benissimo.

       Il re di *** abituato a un clero venerabile e certamente solenne. Non vorrei, soprattutto per la mia et, sembrare troppo frivolo.

       E il vescovo riprese a camminare impartendo benedizioni.

       chiaro, pens Julien, osando finalmente capire. Si esercita a dare la benedizione.

       Dopo qualche istante il prelato disse:

       Sono pronto. Andate pure ad avvertire il decano e i signori del Capitolo.

       Poco dopo l'abate Chlan, seguito dai due preti pi anziani, entr attraverso una porta grandissima e ornata di magnifiche sculture, di cui Julien non si era accorto. Questa volta, per, rimase al suo posto, l'ultimo di tutti, e riusc a vedere il vescovo soltanto guardando oltre le spalle degli ecclesiastici che si affollavano a quella porta.

       Il vescovo attravers lentamente la sala; quando fu giunto sulla soglia, i curati si disposero in processione. Dopo un attimo di disordine, il corteo cominci ad avanzare intonando un salmo. Il vescovo veniva per ultimo, tra l'abate Chlan e un altro vecchissimo curato. Julien s'insinu vicinissimo a monsignore, nella sua qualit di addetto all'abate Chlan. Seguirono i lunghi corridoi dell'abbazia di Bray-le-Haut i quali, nonostante il torrido sole, erano umidi e bui. Infine arrivarono al portico del chiostro. Julien era stupefatto e ammirato per la bellissima cerimonia. L'ambizione ridestata in lui dalla giovane et del vescovo, la sensibilit e la cortesia del prelato si contendevano il suo cuore. Una gentilezza, una cortesia ben diverse da quelle di Rnal, anche nelle sue migliori giornate. Pi si sale verso gli alti strati della societ, si disse Julien, e pi ci s'imbatte in questi modi squisiti.

       Stavano entrando in chiesa da una porta laterale, quando improvvisamente uno spaventoso rumore fece risonare le antiche volte: Julien credette che queste stessero per crollare. Si trattava ancora del piccolo cannone che era appena giunto, trainato da otto cavalli al galoppo: posto subito in posizione di tiro dagli artiglieri di Lipsia, sparava cinque colpi al minuto, come se avesse di fronte i prussiani.

       Ma quel mirabile frastuono non fece pi effetto a Julien, il quale non pensava pi a Napoleone e alla gloria militare. Egli pensava invece: Essere vescovo di Agde, cos giovane! Ma dove sar Agde? E a quanto ammonter la prebenda? Forse a duecento o trecentomila franchi.

       I lacch di monsignore comparvero con un magnifico baldacchino: l'abate Chlan prese uno dei bastoni di sostegno, ma in realt a portarlo fu Julien. Il vescovo vi si colloc sotto. Era veramente riuscito ad assumere un aspetto venerando: e l'ammirazione del nostro eroe non ebbe pi limiti.

       Che cosa non si riesce a realizzare, quando si abili! pens quest'ultimo.

       Entr il re. Julien ebbe la fortuna di vederlo molto da vicino. Il vescovo rivolse al sovrano un compuntissimo discorso, senza dimenticare un piccola sfumatura di turbamento assai riguardoso per Sua Maest. Non staremo a ripetere la descrizione delle cerimonie di Bray-le-Haut: per due settimane esse riempirono le colonne di tutti i giornali del dipartimento. Dal discorso del vescovo, Julien apprese che il re discendeva da Carlo il Temerario.

       Pi tardi, uno degli incarichi di Julien fu quello di controllare i conti della cerimonia. La Mole, che aveva fatto nominare vescovo suo nipote, aveva voluto usargli la cortesia di assumersi tutte le spese. Soltanto la cerimonia di Bray-le-Haut venne a costare tremilaottocento franchi.

       Dopo il discorso del vescovo e la risposta del re, Sua Maest si mise sotto il baldacchino, poi s'inginocchi con grande devozione su un cuscino accanto all'altare. Il coro era circondato di stalli collocati due gradini sopra il pavimento. Sull'ultimo dei due era seduto Julien, ai piedi dell'abate Chlan, pressappoco come un caudatario accanto al suo cardinale nella Cappella Sistina di Roma. Fu celebrato un Te Deum, ci furono nuvole d'incenso, scariche interminabili di moschetti e di cannone; i contadini erano ebbri di felicit e di devozione. Una giornata come questa distrugge l'opera di cento numeri di giornali giacobini.

       Julien era a sei passi del re, che pregava con sincero fervore. Il giovane osserv per la prima volta un signore di bassa statura, dallo sguardo intelligente: egli indossava un abito quasi privo di ricami, ma su quell'abito semplicissimo portava un cordone azzurro. Era pi vicino al re di molti altri signori i cui abiti erano talmente ricamati d'oro che, a parere del giovane precettore, non si riusciva a vedere la stoffa. Poco dopo Julien apprese che quel signore era il marchese de La Mole. Gli parve altero e perfino insolente.

       Questo marchese non dev'essere gentile come il mio bel vescovo, egli pens. Ah, la vita ecclesiastica rende dolci e saggi! Ma il re venuto a venerare la reliquia, e io non vedo alcuna reliquia. Dove sar San Clemente?

       Un chierichetto, vicino a lui, gli spieg che la venerabile reliquia si trovava nella parte alta dell'edificio, in una cappella ardente.

       Che cosa sar una cappella ardente? si domand Julien.

       Ma non volle chiedere spiegazioni: si fece pi attento.

       In caso di visita d'un principe sovrano l'etichetta esige che i canonici non accompagnino il vescovo. Ma, dirigendosi verso la cappella ardente, il vescovo di Agde chiam l'abate Chlan: Julien ebbe l'ardire di seguirlo.

       Dopo una lunga scala, raggiunsero una porta piccolissima ma adorna di stipiti gotici magnificamente dorati. Sembrava un'opera recentissima.

       Davanti alla porta era inginocchiate ventiquattro fanciulle appartenenti alle famiglie pi distinte di Verrires. Prima di aprire il battente, il vescovo s'inginocchi in mezzo a quelle fanciulle, che erano tutte belle. Mentre il prelato pregava ad alta voce, pareva che esse non potessero saziarsi di ammirare le sue splendide trine, le sue buone maniere, il suo viso cos giovane e dolce. Questo spettacolo fece perdere al nostro eroe quel po' di senno che gli rimaneva. In quel momento egli si sarebbe battuto, e in buona fede, per l'Inquisizione. La porta si apr improvvisamente, e la piccola cappella apparve come incendiata di luce. Sull'altare si vedevano pi di mille ceri, disposti su otto file divise da mazzi di fiori. Il profumo soave del pi puro incenso usciva turbinosamente dalla porta del santuario. La cappella, dorata a nuovo, era molto piccola ma altissima. Julien not che sull'altare vi erano dei ceri alti pi di quindici piedi. Le fanciulle non poterono trattenere un grido d'ammirazione. Nel piccolo vestibolo della cappella erano state ammesse soltanto le ventiquattro fanciulle, e i due religiosi e Julien.

       Il re arriv poco dopo, seguito solo dal marchese de La Mole e dal suo gran ciambellano. Perfino le guardie rimasero fuori, in ginocchio, presentando le armi.

       Pi che buttarcisi, Sua Maest si precipit sull'inginocchiatoio. Solamente allora Julien, appiccicato alla porta dorata, da sotto il braccio nudo di una fanciulla pot vedere la bella statua di San Clemente. Il santo era nascosto sotto l'altare, e indossava un costume da giovane soldato romano. Sul collo aveva una larga ferita da cui sembrava sgorgare il sangue. L'artista aveva superato se stesso: gli occhi, morenti ma pieni di grazia del santo, erano socchiusi; una leggera peluria ornava la bocca ben disegnata, che, semiaperta, sembrava pregare ancora. A quella vista, la fanciulla che era vicina a Julien pianse a dirotto e una delle sue lacrime cadde sulla mano di lui.

       Dopo un momento di preghiera, nel silenzio pi profondo, turbato soltanto dal suono lontano delle campane dei villaggi circostanti, il vescovo di Agde chiese al re il permesso di parlare. Fin il suo breve discorso molto commovente con parole semplici, ma appunto per questo di sicuro effetto.

       Non dimenticate, giovani cristiane, che avete visto uno dei sovrani pi potenti della terra in ginocchio dinanzi ai servi di questo Dio onnipotente e terribile. Questi servi, deboli, perseguitati, assassinati sulla terra, come potete vedere dall'ancor sanguinante ferita di San Clemente, trionfano in cielo. Non vero, giovani cristiane, che vi ricorderete sempre di questo giorno? Voi detesterete gli empi. In eterno sarete fedeli a questo Dio cos grande, cos terribile, ma cos buono.

       Dette queste parole, il vescovo si alz con autorit.

       Me lo promettete? disse, stendendo il braccio in atteggiamento ispirato.

       Lo promettiamo, risposero le fanciulle sciogliendosi in lacrime.

       Ricevo la vostra promessa in nome di questo Dio terribile! soggiunse il vescovo con voce tonante. E la cerimonia ebbe termine.

       Perfino il re piangeva. Solo molto tempo dopo, Julien ebbe abbastanza sangue freddo per domandare dov'erano le ossa del santo, mandate da Roma a Filippo il Buono, duca di Borgogna. Gli dissero che erano nascoste in quell'incantevole statua di cera.

       Sua Maest si degn di concedere alle fanciulle, che lo avevano accompagnato nella cappella, il permesso di portare un nastro rosso su cui erano ricamate queste parole: ODIO ALL'EMPIO, ADORAZIONE PERPETUA.

       Il marchese de La Mole fece distribuire ai contadini diecimila bottiglie di vino. La sera, a Verrires, i liberali trovarono un pretesto per fare un'illuminazione cento volte migliore di quella dei monarchici. Prima di partire, il re fece visita a Moirod.

 

XIX PENSARE FA SOFFRIRE

 

 

Il grottesco degli avvenimenti quotidiani nasconde la vera infelicit delle passioni.

       Barnave

 

       Rimettendo a posto i mobili nella stanza che era stata occupata dal marchese de La Mole, Julien trov un foglio di carta molto grosso, piegato in quattro. In fondo alla prima pagina lesse:

       A S.E. il marchese de La Mole, Pari di Francia, cavaliere degli ordini del re, ecc. ecc.

       Era una petizione scritta con una grossolana grafia da serva.

 

       Signor Marchese,

       tutta la vita ho avuto principi religiosi. Ero a Lione sotto i bombardamenti, al tempo dell'assedio, nel '93 di esecrabile memoria. Faccio la comunione, tutte le domeniche vado a messa nella chiesa parrocchiale. Non sono mai venuto meno al precetto pasquale, neppure nel '93 di esecrabile memoria. La mia cuoca (prima della rivoluzione avevo dei domestici) rispetta il magro ogni venerd. Godo a Verrires di una considerazione generale e oso dire ben meritata. Durante le processioni marcio sotto il baldacchino a fianco del curato e del sindaco. Nelle grandi occasioni porto un cero comprato a mie spese. Di tutto ci esistono certificati a Parigi, al ministero delle finanze. Faccio richiesta al Signor Marchese di ottenere il banco del lotto di Verrires, che fra breve non pu mancare di rimanere libero in un modo o nell'altro, poich il titolare molto ammalato e d'altronde vota male alle elezioni, ecc.

       De Cholin

 

       In margine a questa petizione c'era una postilla, firmata De Moirod, e che cominciava con questa riga:

       Ho avuto l'onore di parlare ierri del buon soggetto che fa questa domanda, ecc.

       Cos, perfino quell'imbecille di Cholin mi indica la strada da seguire, si disse Julien.

       Otto giorni dopo il passaggio del re di *** a Verrires, ci che rimaneva delle innumerevoli bugie, delle sciocche interpretazioni, delle discussioni ridicole, ecc. ecc., di cui erano stati oggetto successivamente il re, il vescovo di Agde, il marchese de La Mole, le diecimila bottiglie di vino, la pietosa caduta del povero Moirod (che nella speranza di ottenere una decorazione non usc di casa per un mese intero dopo la caduta), era soltanto la estrema indecenza di avere ficcato nella guardia d'onore Julien Sorel, figlio di un carpentiere. Bisognava sentire, a questo proposito, i ricchi commercianti di tele stampate che dalla mattina alla sera, al caff, si sgolavano a predicare l'uguaglianza. Un simile abominio era opera di quella spocchiosa della signora de Rnal. E il motivo? I begli occhi e la fresca carnagione dell'abatino Sorel lo dicevano anche troppo.

       Poco dopo il ritorno a Vergy, Stanislas-Xavier, il pi piccolo dei ragazzi, si prese la febbre: e di colpo la signora de Rnal cadde in preda a spaventosi rimorsi. Per la prima volta ella si rimprover coerentemente il proprio amore e parve capire, come per miracolo, in quale abisso si era lasciata cadere. Nonostante il suo carattere profondamente religioso, finora non aveva mai pensato all'enormit del suo delitto di fronte a Dio.

       Un tempo, quando si trovava nel convento del Sacro Cuore, aveva amato Dio con passione: e allo stesso modo ne ebbe paura in quella circostanza. Le lotte che straziavano la sua anima erano tanto pi spaventose in quanto non c'era nulla di ragionevole nella sua paura. Julien si accorse che il minimo ragionamento la irritava invece di calmarla: ella vi sentiva il linguaggio del diavolo. Tuttavia, siccome anche Julien era molto affezionato al piccolo Stanislas, egli riusciva pi gradito quando parlava della sua malattia: e questa divenne presto assai grave. Allora il continuo rimorso tolse alla madre perfino la possibilit di dormire; ella non usciva mai da un cupo silenzio: se avesse aperto bocca, lo avrebbe fatto soltanto per confessare la sua colpa a Dio e agli uomini. Vi scongiuro, le diceva Julien quando erano soli, non parlate a nessuno; fate di me l'unico vostro confidente. Se mi amate ancora, non parlate: le vostre parole non possono liberare dalla febbre il nostro Stanislas.

       Ma i suoi conforti non avevano effetto alcuno: Julien non sapeva ci che la signora de Rnal si era messa in testa, e cio che, per placare la collera di Dio, fosse necessario odiare lui, Julien, o veder morire suo figlio. Ed era cos infelice proprio perch sentiva l'impossibilit di odiare il suo amante.

       In nome di Dio, ella disse un giorno a Julien, fuggitemi, lasciate questa casa; la vostra presenza qui che uccide mio figlio. Dio mi punisce, soggiunse a bassa voce. Egli giusto; adoro la sua equit; la mia colpa spaventosa, e io vivevo senza rimorsi! Era il primo segno dell'abbandono di Dio: devo essere doppiamente punita.

       Julien si commosse profondamente. Nelle parole di lei non trovava ombra di ipocrisia o di esagerazione. Crede di uccidere suo figlio amandomi, e tuttavia l'infelice mi ama pi di suo figlio. Questo senza dubbio il rimorso che la uccide; questa la sua grandezza nei sentimenti. Ma come ho potuto ispirare un simile amore, io cos povero, cos rozzo, cos ignorante, a volte cos volgare nei modi?

       Una notte il bambino si aggrav. Verso le due del mattino, Rnal and a vederlo. Divorato dalla febbre, Stanislas era scarlatto e non riconobbe il padre. Improvvisamente, la signora de Rnal si gett ai piedi del marito: Julien cap che stava per dire tutto, per rovinarsi definitivamente.

       Per fortuna, quello strano gesto infastid Rnal. Il quale se ne and, dicendo: Addio! Addio!

       No, ascoltami! grid sua moglie, inginocchiata davanti a lui, cercando di trattenerlo. Ascolta tutta la verit. Sono io che uccido mio figlio. Gli ho dato la vita e glie la tolgo. Il cielo mi punisce, davanti a Dio sono colpevole di assassinio. Devo perdermi e umiliare me stessa: forse questo sacrificio placher il Signore.

       Se Rnal avesse avuto un po' di fantasia, avrebbe capito tutto.

       Idee romanzesche! egli grid, allontanandosi da sua moglie che cercava di abbracciargli le ginocchia. Nient'altro che idee romanzesche! Julien, fate chiamare il medico appena far giorno.

       Poi torn a letto. Sua moglie cadde in ginocchio, semisvenuta, respingendo con gesto convulso Julien che voleva soccorrerla.

       Julien rimase stupefatto.

       Ecco, dunque, l'adulterio! si disse. possibile che questi preti cos scaltri... abbiano ragione? Essi che commettono tanti peccati, avrebbero mai il privilegio di conoscere la vera teoria del peccato? Che stranezza!

       Da venti minuti, e cio da quando Rnal se n'era andato, Julien vedeva la donna che amava, con la testa appoggiata sul lettino del figlio, immobile e quasi priva di conoscenza. Ecco una donna dotata di un'intelligenza fuori del comune, ridotta al colmo della disperazione solo perch mi ha conosciuto! egli si disse.

       Le ore passano rapidamente. Che posso fare per lei? Devo decidermi. Qui non si tratta pi di me. Che m'importa degli uomini e delle loro stupide smorfie? Che cosa posso fare per lei?... Abbandonarla? Ma la lascio sola, in preda al dolore pi atroce. Quell'automa di suo marito le nuoce pi che giovarle. Le dir qualche parola dura, a forza di essere volgare. Ella potrebbe impazzire, gettarsi dalla finestra. Se la lascio, se smetto di vegliare su di lei, gli confesser tutto. E chi sa!... forse, anche se deve ereditare molto denaro, lui scatener un putiferio. Dio mio! Pu dire tutto anche a quel c... dell'abate Maslon, il quale, con la scusa della malattia d'un bambino di sei anni, non si muove pi da questa casa, e non senza calcolo. Nella sua sofferenza e nel suo timore di Dio, ella dimentica tutto ci che sa dell'uomo, e vede solo il prete.

       Vattene! gli disse improvvisamente la signora de Rnal, aprendo gli occhi.

       Darei mille volte la vita per sapere ci che pu aiutarti di pi, rispose Julien. Non ti ho mai amata tanto, angelo mio, o meglio, solo ora comincio ad adorarti come meriti. Che sar di me, lontano da te e con la certezza che tu sei infelice per causa mia! Ma non voglio preoccuparmi delle mie sofferenze. S, amore mio, me ne andr. Ma se ti lascio, se smetto di vegliare su di te, di essere continuamente fra te e tuo marito, tu gli dirai tutto, ti perderai. Pensa che ti scaccer di casa coprendoti d'ignominia! Tutta Verrires, tutta Besanon parleranno di questo scandalo. Tutti i torti saranno per te, non riuscirai pi a risollevarti da questa vergogna...

       quello che voglio! ella grid, rizzandosi. Soffrir? Tanto meglio!

       Ma con questo spaventoso scandalo renderai infelice anche lui!

       Ma umilio me stessa, mi getto nel fango, e in questo modo forse posso salvare mio figlio. Un'umiliazione agli occhi di tutti non forse una pubblica penitenza? Per quanto mi dato giudicare nella mia debolezza, non forse il sacrificio pi grande ch'io possa offrire a Dio?... Forse Egli si degner di accettare la mia umiliazione e di lasciarmi mio figlio! Indicami un sacrificio pi penoso, e non avr esitazioni.

       Lascia che sia io a punirmi. Anch'io sono colpevole. Vuoi che mi ritiri in un convento di trappisti? L'austerit di una simile vita pu placare il tuo Dio... Ah! Cielo! Perch non posso prendermi io la malattia di Stanislas...

       Ah! tu gli vuoi bene, tu! disse la signora de Rnal rialzandosi e gettandosi tra le sue braccia. Ma nello stesso istante lo respinse con orrore.

       Io ti credo! Ti credo! continu, dopo essersi rimessa in ginocchio. O mio unico amico! Perch non sei tu il padre di Stanislas! Allora non sarebbe un orribile peccato amarti pi di tuo figlio.

       Vuoi permettermi di restare e di amarti, d'ora in avanti solo come un fratello? l'unica espiazione ragionevole, e pu placare la collera dell'Altissimo.

       E io? ella grid alzandosi, prendendo la testa di Julien tra le mani e tenendosela a una certa distanza dagli occhi. E io, ti amer come un fratello? in mio potere, amarti come un fratello?

       Julien scoppi a piangere.

       Ti obbedir, disse, cadendo ai suoi piedi. Ti obbedir, qualunque cosa tu mi ordini. Non mi rimane altro da fare. La mia mente accecata; non vedo alcuna decisione da prendere. Se ti lascio, tu dici tutto a tuo marito e perdi te con lui. Con una simile esplosione di ridicolo egli non sar mai eletto deputato. Se resto, tu mi credi la causa della morte di tuo figlio e muori di dolore. Vuoi provare l'effetto della mia partenza? Se vuoi, mi punir del nostro peccato lasciandoti per otto giorni. Andr a passarli in un ritiro, dovunque tu voglia. All'abbazia di Bray-le-Haut, per esempio: ma giurami che durante la mia assenza non confesserai nulla a tuo marito. Pensa che se parli non potr pi ritornare.

       Ella promise e Julien part. Ma fu richiamato dopo due giorni.

       Senza di te, mi impossibile mantenere il giuramento. Parler a mio marito, se non mi sei costantemente vicino a ordinarmi il silenzio con lo sguardo. Ogni ora di questa vita spaventosa mi sembra lunga come un giorno.

       Infine il cielo ebbe piet di quella povera madre. A poco a poco il pericolo si allontan da Stanislas. Ma il ghiaccio era rotto, la madre si era resa conto dell'entit del suo peccato e non riusc pi a recuperare l'equilibrio. I rimorsi restarono, e furono come dovevano essere in un cuore cos sincero. La sua vita fu il cielo e l'inferno: l'inferno quando non vedeva Julien, il cielo quando era ai suoi piedi.

       Non mi faccio pi illusioni, gli diceva, anche nei momenti in cui osava abbandonarsi al suo amore. Sono dannata, irrimediabilmente dannata. Tu sei giovane, hai ceduto alle mie seduzioni, il cielo pu perdonarti: ma io sono dannata. Lo riconosco da un segno sicuro. Ho paura: chi non avrebbe paura alla vista dell'inferno? Ma, in fondo, io non mi pento. Commetterei di nuovo il mio peccato, se dovessi ancora commetterlo. Chiedo solo che il cielo non mi punisca in questo modo e nei miei figli, e avr pi di quanto merito. Ma tu almeno, mio Julien, esclamava altre volte, sei felice? Ti pare che io ti ami abbastanza?

       La diffidenza e l'ombroso orgoglio di Julien, il quale aveva bisogno soprattutto di un amore fatto di sacrifici, cedettero di fronte a un sacrificio cos grande, cos indubitabile e ogni istante rinnovato. Adorava la signora de Rnal. Ha un bell'essere nobile, e io figlio di un operaio... Mi ama! Per lei non sono un servo con funzioni di amante. Allontanato questo timore, Julien cadde in tutte le follie dell'amore, nelle sue incertezze mortali.

       Almeno, gridava lei, vedendolo dubitare del suo amore, che io ti renda felice nei pochi giorni che ci restano da passare insieme! Non perdiamo tempo: domani forse non sar pi tua. Se il cielo mi colpisce nei miei figli, cercher invano di vivere solo per amarti, di non vedere che il mio peccato ad ucciderli. Non potrei sopravvivere a questo colpo. Anche se lo volessi, non potrei: diventerei pazza.

       Ah! se potessi prendere su di me il tuo peccato, come tu volevi tanto generosamente prendere su di te la febbre ardente di Stanislas!

       Questa grande crisi morale cambi la natura del sentimento che univa Julien alla sua amante. L'amore di lui non si limit pi all'ammirazione della bellezza, all'orgoglio di possederla.

       La loro felicit era ormai di natura molto superiore; la fiamma che li divorava fu pi intensa. Avevano degli slanci che rasentavano la follia. La loro felicit sarebbe potuta sembrare pi grande agli occhi del mondo: ma non ritrovarono pi la serenit deliziosa, la letizia senza nubi, la semplice gioia dei primi tempi del loro amore, quando l'unica preoccupazione della signora de Rnal era quella di non essere abbastanza amata da Julien. Qualche volta la loro felicit aveva la fisionomia del delitto.

       Nei momenti pi felici e in apparenza pi tranquilli, Ah! Dio mio! Vedo l'inferno! esclamava improvvisamente la signora de Rnal, e stringeva la mano di Julien con gesto convulso, Che strazio tremendo! L'ho ben meritato! Lo abbracciava, si aggrappava a lui come l'edera al muro.

       Julien cercava invano di calmare quell'anima agitata. La signora de Rnal gli prendeva la mano e la copriva di baci. Poi, ricadendo in un cupo fantasticare, diceva: L'inferno sarebbe una grazia per me, avrei ancora qualche giorno da passare con lui sulla terra! Ma l'inferno in questo mondo, la morte dei miei figli... Eppure a questo prezzo forse mi sarebbe perdonata la mia colpa... Ah! Gran Dio! Non concedetemi la grazia a tal prezzo. Questi poveri bambini non vi hanno offeso; io, io sola sono la colpevole: amo un uomo che non mio marito.

       Julien vedeva poi la signora de Rnal trovare qualche momento di apparente tranquillit. Ella cercava di farsi forza, non voleva avvelenare la vita dell'uomo che amava.

       Fra queste alternative di amore, di rimorsi e di piacere, le giornate passavano per essi con la rapidit di un lampo. Julien perdette l'abitudine di riflettere.

       Elisa and a Verrires per seguire personalmente un piccolo processo che la riguardava. Trov Valenod molto irritato con Julien. Anche lei odiava il precettore, e glie ne parlava sovente.

       Voi mi rovinereste, signore, se io dicessi la verit!... ella disse un giorno a Valenod. I padroni sono tutti d'accordo fra loro per le cose importanti... Non si perdonano mai certe confessioni ai poveri domestici...

       Dopo queste frasi d'uso che l'impaziente curiosit di Valenod trov modo di abbreviare, egli venne a sapere le cose pi mortificanti per il suo amor proprio.

       Quella signora, la pi distinta del paese, che per sei anni egli aveva circondato di tante premure, e disgraziatamente sotto gli occhi e gli orecchi di tutti, quella donna cos fiera, il cui disprezzo lo aveva fatto arrossire tante volte, s'era ora presa per amante un operaio qualsiasi travestito da precettore. E perch niente mancasse alla sua rabbia, la signora de Rnal adorava il suo amante.

       Con un sospiro, la cameriera aggiungeva: E il signor Julien non ha dovuto fare alcuna fatica per questa conquista non ha nemmeno abbandonato la sua abituale freddezza.

       Elisa aveva raggiunto la certezza soltanto in campagna: ma credeva che la relazione fosse cominciata molto tempo prima. Certo, aggiunse con dispetto, Ǐ questo il motivo per cui il signor Julien, una volta, ha rifiutato di sposarmi. E io, stupida, che andavo a chiedere consiglio alla signora e la pregavo di parlare al precettore!

       La stessa sera Rnal ricevette dalla citt, insieme col giornale, una lunga lettera anonima che gli spiegava per filo e per segno quanto accadeva in casa sua. Julien lo vide impallidire leggendo quella lettera scritta su carta bluastra, e lanciare su di lui delle occhiate cariche di odio. Per tutta quella sera, il sindaco non riusc a riprendersi dal suo turbamento e invano Julien gli fece la corte, chiedendogli spiegazioni sulla genealogia delle migliori famiglie della Borgogna.

 

XX LE LETTERE ANONIME

 

 

                     Do not give dalliance

Too much the rein: the strongest oaths are straw

To the fire i' the blood.

       Tempest

 

       Verso mezzanotte, quando stavano lasciando il salotto, Julien ebbe tempo di dire all'amica:

       Non vediamoci questa sera, vostro marito ha dei sospetti; giurerei che la lunga lettera ch'egli leggeva sospirando una lettera anonima.

       Per fortuna Julien si chiudeva a chiave nella sua camera. La signora de Rnal ebbe la folle idea che quell'avvertimento fosse solo un pretesto per non vederla. Perse completamente la testa e, alla solita ora, si avvi verso la sua porta. Julien, che ud rumore nel corridoio, soffi subito sul lume. Qualcuno si sforzava di aprire l'uscio: era la signora de Rnal? Era il marito geloso?

       La mattina dopo, molto presto, la cuoca, che proteggeva Julien, gli port un libro sulla cui copertina egli lesse queste parole scritte in italiano: Guardate alla pagina 130.

       Julien fremette per quella imprudenza, cerc la pagina 130 e vi trov, fissata con uno spillo, la lettera seguente, scritta in fretta, bagnata di lacrime e assolutamente priva di ortografia. Di solito la signora de Rnal scriveva in modo molto corretto: Julien si commosse per questo particolare e dimentic un poco la spaventosa imprudenza.

       Non hai voluto ricevermi questa notte? In certi momenti penso di non avere mai letto fino in fondo alla tua anima. I tuoi sguardi mi spaventano. Ho paura di te. Dio mio! possibile che tu non mi abbia mai amata? In questo caso meglio che mio marito scopra i nostri amori e mi chiuda in un'eterna prigione, in campagna, lontano dai miei figli. Forse Dio vuole cos. Io morir presto. Ma tu sarai un mostro.

       "Non mi ami, dunque? Non sopporti pi le mie follie, empio, sei stanco dei miei rimorsi? Vuoi la mia rovina? Ti offro un mezzo molto facile per riuscirvi. Prendi questa lettera, mostrala a tutta Verrires, o meglio soltanto a Valenod. Digli che io ti amo; ma no, non pronunciare una simile bestemmia, digli che ti adoro, che la vita per me iniziata solo il giorno in cui ti ho conosciuto, che neppure nei pi folli istanti della mia giovinezza avevo sognato la felicit che ti devo: che ti ho sacrificato la mia vita, che ti sacrifico la mia anima. Tu sai che ti sacrifico molto di pi. Ma s'intende forse di sacrifici quell'uomo? Digli, per irritarlo, digli che sfido tutti i malvagi, e che per me, al mondo, pu esistere una sola infelicit, quella di vedere cambiare l'unico uomo che mi tenga legata alla vita. Che gioia per me, perderla, offrirla in olocausto, e non avere pi timori per i miei figli!

       Non dubitarne, amico mio: se c' una lettera anonima, proviene da quell'essere odioso che per sei anni mi ha perseguitata con la sua grossa voce, col racconto delle sue prodezze a cavallo, con la sua fatuit e con la continua enumerazione di tutti i suoi meriti. C' una lettera anonima? Perfido, ecco quello che volevo discutere con te: ma no, hai fatto bene. Stringendoti tra le mie braccia, forse per l'ultima volta, non avrei mai potuto discutere freddamente come faccio da sola. Da questo momento la nostra felicit non sar pi tanto facile. Vi dispiacer? S, nei giorni in cui non avrete ricevuto da Fouqu qualche libro divertente. Il sacrificio fatto: domani, ci sia o non ci sia una lettera anonima, dir a mio marito di averne ricevuta una anch'io, dir che bisogna farti immediatamente ponti d'oro, trovare qualche onesta scusa e rispedirti a casa.

       "Ahim, amico mio caro, staremo lontano quindici giorni, forse un mese! Ecco, ti rendo giustizia, ammetto che soffrirai quanto me. Ma l'unico mezzo per parare il colpo della lettera anonima; ma non la prima che mio marito riceve, e sempre sul mio conto. Povera me, come ne ridevo, una volta!

       Tutto lo scopo della mia condotta di far credere a mio marito che quella lettera proviene da Valenod: non dubito minimamente che ne sia lui l'autore. Se lasci questa casa, vai a stabilirti a Verrires. Far in modo che mio marito abbia l'idea di passarci una quindicina di giorni, per dimostrare agli sciocchi che fra lui e me non c' alcuna freddezza. Una volta a Verrires, tu devi stringere amicizia con tutti, anche coi liberali. So che sarai ricercatissimo da tutte le signore.

       "Non litigare con Valenod: non tagliargli le orecchie, come un giorno dicevi di voler fare: dimostragli invece una estrema cordialit. L'importante che a Verrires si creda che stai per entrare in casa di Valenod o di qualunque altro come precettore. Ecco una cosa che mio marito non tollerer mai. E anche se la tollerasse, ebbene, almeno abiterai a Verrires e io ti vedr qualche volta. I miei figli, che ti vogliono tanto bene, verranno a trovarti. Mio Dio! sento di amare anche di pi i miei figli, perch amano te. Che rimorso! Come finir tutta questa storia?... Io mi smarrisco... Insomma, hai capito come devi comportarti: sii mite, gentile, niente affatto sdegnoso con quella gente volgare, te lo chiedo in ginocchio: essi saranno gli arbitri della nostra sorte. Non dubitare un attimo che mio marito non si conformi, nei tuoi confronti, a ci che gli prescriver l'opinione pubblica.

       "Sarai tu a fornirmi la lettera anonima: armati di pazienza e di un paio di forbici. Ritaglia in un libro le parole che leggerai qui sotto; attaccale con la colla sulla carta bluastra che ti accludo e che proviene da Valenod. Aspettati una perquisizione; brucia le pagine del libro che avrai ritagliato. Se non trovi le parole gi fatte, abbi la pazienza di comporle lettera per lettera. Per risparmiarti fatica, ho scritto una lettera anonima anche troppo corta. Ahim, come deve sembrarti lunga la mia, se, come temo, non mi ami pi!

 

LETTERA ANONIMA

 

       "Signora,

       tutti i vostri piccoli intrighi sono noti; ma le persone che hanno interesse a troncarli sono state avvertite. Per un resto di amicizia verso di voi, vi esorto a staccarvi del tutto da quel contadino. Se siete abbastanza avveduta da far questo, vostro marito creder di avere ricevuto una falsa informazione e rester nel suo errore. Pensate che ho in mano il vostro segreto; tremate, disgraziata; ormai bisogna filare dritto davanti a me."

 

       Appena avrai finito di incollare le parole che compongono questa lettera (hai riconosciuto lo stile del direttore?) esci di camera e gira per la casa: ti trover.

       Andr in paese e torner con una faccia turbata; in effetti lo sar, e molto. Dio mio, che cosa rischio! e tutto perch tu hai creduto di indovinare una lettera anonima. Infine, con viso sconvolto, porger a mio marito questa lettera, che mi sar stata consegnata da uno sconosciuto. Tu va' a passeggiare con i ragazzi verso i grandi boschi e torna solo all'ora di cena.

       Dall'alto delle rocce puoi vedere la torre della Colombaia. Se le nostre cose vanno bene, vi metter un fazzoletto bianco: in caso contrario non ci sar nulla.

       Il tuo cuore, o ingrato, non ti far trovar modo di dirmi che mi ami prima di avviarti a questa passeggiata? Qualunque cosa possa succedere, sii certo di una cosa: non sopravvivr neppure un giorno alla nostra separazione definitiva. Ah! madre snaturata! Ma queste che ho appena scritto sono due parole senza senso, mio caro Julien. Non le sento, non posso pensare che a te in questo momento: le ho scritte solo perch tu non mi biasimassi. Ora che mi vedo vicina a perderti a che scopo fingere? S! Pensa pure che sono crudele: ma che io non menta con l'uomo che adoro! Ho gi ingannato anche troppo nella mia vita. Va', ti perdono se non mi ami pi. Non ho tempo di rileggere la mia lettera. poca cosa, per me, pagare con la vita i giorni felici che ho trascorso tra le tue braccia. Tu sai che mi costeranno di pi.

 

XXI DIALOGO CON UN PADRONE

 

 

Alas, our frailty is the cause, not we:

For such as we are made of, such we be.

       Twelfth Night

 

       Con infantile piacere Julien pass un'ora a mettere insieme le parole. Quando usc di camera, incontr i suoi allievi con la madre: questa prese la lettera con una semplicit e un coraggio la cui calma lo spavent.

       La colla asciugata bene? gli domand la signora de Rnal.

       Questa, dunque, pens Julien, Ǐ la donna che impazziva per il rimorso? Che cosa si propone di fare, ora? Egli era troppo orgoglioso per domandarglielo; ma forse non gli era mai piaciuta tanto.

       Se le cose si mettono male, ella soggiunse con lo stesso sangue freddo, mi toglieranno tutto. Sotterrate questo piccolo patrimonio in qualche punto della montagna; forse un giorno sar la mia unica risorsa.

       Gli tese un astuccio da bicchiere di marocchino rosso, pieno d'oro e di alcuni diamanti. Poi disse: Andate, adesso.

       Abbracci i figli, e due volte il pi piccolo. Julien restava immobile. Ella se ne and rapidamente, senza guardarlo.

       Da quando aveva aperto la lettera anonima, Rnal viveva in un inferno. Non era mai stato tanto agitato da quando, nel 1816, aveva corso il rischio di battersi in duello e, ad esser giusti, bisogna ammettere che la prospettiva di buscarsi una pallottola lo aveva reso meno infelice. Egli esaminava la lettera in tutti i sensi. Non c' dubbio, si diceva, che questa una calligrafia femminile: ma in tal caso, quale donna pu aver scritto la lettera? Passava in rivista tutte le donne che conosceva a Verrires, senza riuscire a dar corpo ai suoi sospetti. Che sia stato un uomo a dettarla? Ma chi pu essere quest'uomo? L'incertezza era identica; senza dubbio egli era oggetto di invidia e di gelosia per tutti i suoi conoscenti. Devo chiedere il parere di mia moglie, si disse, per forza d'abitudine, alzandosi dalla poltrona in cui era sprofondato.

       Appena in piedi, si batt la mano sulla fronte dicendo: Dio mio! Ma di lei soprattutto che devo diffidare. In questo momento lei la mia nemica! E i suoi occhi si riempirono di lacrime d'ira.

       Per un giusto compenso dell'aridit di cuore che la base della saggezza pratica dei provinciali, in quel momento Rnal nutriva i maggiori sospetti proprio nei confronti dei suoi due pi intimi amici.

       Dopo di loro ho forse altri dieci amici. E li pass in rivista, valutando di volta in volta l'entit del conforto che avrebbe potuto trovare in ciascuno di essi. Tutti! Tutti! esclam con rabbia. Tutti proveranno il pi grande piacere per la mia disgrazia! Per fortuna, e non senza ragione, Rnal si riteneva molto invidiato. Oltre alla superba casa in citt, che il re di *** aveva onorato in eterno passandovi una notte, il sindaco aveva sistemato molto bene il suo castello di Vergy. La facciata era dipinta di bianco e le finestre erano munite di belle persiane verdi. Per un istante il pensiero di simile magnificenza riusc a consolarlo. Il fatto che il castello si vedeva da tre o quattro leghe di distanza, con grande pregiudizio per tutte le case di campagna e per i cosiddetti castelli delle vicinanze, ancora velati dall'umile patina grigia del tempo.

       Rnal poteva contare sulle lacrime e sulla compassione di uno dei suoi amici, il fabbriciere della parrocchia; ma questi era un imbecille che piangeva di tutto. Quell'uomo, tuttavia, era la sua unica risorsa.

       Quale sventura paragonabile alla mia? esclam il sindaco irosamente. In che isolamento mi trovo!

       mai possibile, si diceva questo essere veramente degno di compassione, che nella mia disgrazia io non abbia neppure un amico a cui chiedere consiglio? Cos, me ne accorgo, la mia ragione si smarrisce! Ah! Falcoz! Ducros! egli grid con amarezza. Erano i nomi di due amici d'infanzia che, nel 1814, aveva allontanato da s con la propria superbia. Essi non erano nobili, e Rnal aveva voluto mutare i rapporti di uguaglianza in cui vivevano fin da bambini.

       Uno dei due, Falcoz, uomo intelligente e coraggioso, commerciante di carta a Verrires, aveva comprato una stamperia nel capoluogo del dipartimento per pubblicare un giornale. La Congregazione aveva deciso di rovinarlo: il giornale era stato condannato e la licenza di stampa revocata. In quel frangente Falcoz prov a scrivere a Rnal per la prima volta dopo dieci anni. Il sindaco di Verrires si sent in obbligo di rispondere da antico romano: Se il ministro mi facesse l'onore di consultarmi, gli direi: rovinate senza piet tutti gli stampatori di provincia e sottoponete la stampa a monopolio, come i tabacchi. Quella lettera a un amico intimo, che in passato era stato ammirato da tutta Verrires, Rnal la ricordava adesso con orrore. Chi mi avrebbe detto che col mio rango, con la mia ricchezza e le mie decorazioni, un giorno sarei arrivato a rimpiangere Falcoz? Tra un impeto d'ira e l'altro, ora contro se stesso ora contro tutto ci che lo circondava, Rnal pass una notte spaventosa: ma per fortuna non ebbe l'idea di spiare sua moglie. Sono abituato a Louise, pensava. Ella conosce tutti i miei affari: quand'anche potessi risposarmi domani, non saprei come rimpiazzarla. Allora si cullava nell'idea che sua moglie fosse innocente; questo modo di considerare le cose non lo costringeva a dar prova di carattere e sistemava assai meglio la faccenda: forse che non se ne vedono molte, di donne calunniate?

       Ma come! esclamava poi d'improvviso, andando avanti e indietro con passo agitato, non sono mica un uomo da nulla, uno straccione, per sopportare che mi prenda in giro col suo amante! Permetter che tutta Verrires rida a crepapelle della mia stupidit? Che cosa non hanno mai detto sul conto di Charmier?! (Era uno del paese, notoriamente tradito dalla moglie.) Basta nominarlo per vedere un sorriso sulle bocche di tutti! un buon avvocato, ma chi parla mai delle sue qualit oratorie? Dicono: ah! Charmier... Charmier di Bernard! Cos lo chiamano, col nome dell'uomo che lo copre di vergogna!

       In altri momenti Rnal diceva: Grazie al cielo non ho figlie, e il modo in cui punir la madre non roviner la sistemazione dei ragazzi: posso cogliere in flagrante quel contadino con mia moglie, e ucciderli entrambi; in tal caso, forse, la tragicit della situazione canceller il ridicolo. L'idea gli sorrise ed egli la studi in ogni particolare. Il codice penale dalla mia parte, e comunque la nostra Congregazione e i miei amici giurati mi salveranno. Esamin il suo coltello da caccia, che era molto affilato, ma il pensiero del sangue lo spavent.

       Posso rompere le ossa a questo insolente precettore e buttarlo fuori di casa: ma quale scandalo, in Verrires e in tutta la provincia! Dopo la condanna del giornale di Falcoz, quando il suo redattore usc di prigione io stesso ho contribuito a fargli perdere l'impiego che gli fruttava seicento franchi. Si dice che questo scribacchino ha ancora il coraggio di farsi vedere a Besanon: egli pu diffamarmi con abilit e senza che io lo possa citare in tribunale. Trascinarlo in tribunale!... Quell'insolente insinuerebbe in mille modi di aver detto la verit. Un gentiluomo come me, che fa onore alla propria posizione, odiato da tutti i plebei. Mi troverei su uno di quegli spaventosi giornali parigini. Dio mio! Che abisso! L'antico nome dei Rnal buttato nel fango e coperto di ridicolo... per viaggiare dovrei cambiare nome, quel nome che costituisce la mia gloria e la mia forza! Che disastro! Se non uccido mia moglie e la scaccio con ignominia, ella ha sempre quella sua zia di Besanon che le passer senza esitare tutte le sue ricchezze. Mia moglie andr a vivere a Parigi con Julien; la cosa sar risaputa a Verrires, e io ci far sempre la figura dello stupido.

       Vedendo impallidire la luce della lampada, il disgraziato si accorse che stava per spuntare il giorno. And a cercare un po' d'aria fresca in giardino. In quel momento era quasi deciso a non fare scandali, soprattutto pensando che uno scandalo avrebbe riempito di gioia i suoi cari amici di Verrires.

       La passeggiata in giardino lo calm un poco. No! esclam Rnal d'un tratto. Non mi priver di mia moglie, mi troppo utile. Immagin con orrore quello che sarebbe stata la sua casa senza quella donna; l'unica sua parente, la marchesa di R..., era vecchia, stupida e cattiva.

       Gli venne in mente un'idea molto saggia, ma per metterla in atto occorreva una forza d'animo di gran lunga superiore alla sua, cos scarsa. Se mi tengo mia moglie, egli pens, mi conosco bene e so che un giorno o l'altro, quando mi far arrabbiare, le rinfaccer la sua colpa. una donna molto orgogliosa e litigheremo: e questo accadr prima che ella abbia ereditato da sua zia. Allora s che la gente rider di me! Mia moglie ama i suoi figli, e tutto, prima o poi, toccher a loro. Ma io? Io sar la favola di Verrires. Ecco, diranno, non neanche stato capace di vendicarsi! Non sarebbe meglio che mi fermassi ai sospetti, senza cercare conferme? S, ma allora mi lego le mani, e dopo non potr pi rimproverarle nulla..

       Poco dopo, ripreso dalla vanit ferita, Rnal si ricordava laboriosamente tutti i mezzi per appurare la verit citati al bigliardo del Casino o Circolo dei nobili di Verrires, quando qualche spiritoso interrompeva il gioco per divertirsi a spese d'un marito ingannato. Come gli sembravano crudeli, in quel momento, tali facezie!

       Dio mio, perch mia moglie non morta? In tal caso eviterei ogni ombra di ridicolo. Perch mai non sono vedovo? Andrei a passare sei mesi nella migliore societ di Parigi. Dopo la momentanea felicit recatagli dall'idea della vedovanza, egli torn a fantasticare sui mezzi per appurare la verit. A mezzanotte, quando tutti fossero stati a letto, avrebbe sparso un lieve strato di crusca davanti alla porta di Julien. Il mattino seguente, alla luce del giorno, avrebbe potuto vedere le orme dei passi di lui.

       Ma questo sistema non vale un soldo! sbott d'improvviso il sindaco, rabbiosamente. Quella furbona di Elisa se ne accorgerebbe e in un momento tutta la casa saprebbe che sono geloso.

       Secondo un'altra storiella raccontata al Casino, un marito si era assicurato della propria disgrazia attaccando con un po' di cera un capello alla porta della moglie e a quella dell'amante, e formando cos una specie di sigillo.

       Dopo tante ore d'incertezza, quell'espediente per far luce sulla sua sorte gli parve decisamente il migliore, e gi Rnal pensava di servirsene quando, alla svolta di un viale, incontr la donna che avrebbe voluto vedere morta.

       Ella tornava dal villaggio. Era stata a Vergy ad ascoltare la messa. Secondo una tradizione, che sarebbe stata molto incerta agli occhi di un freddo razionalista, ma alla quale la signora de Rnal prestava fede, l'attuale chiesetta sarebbe stata un tempo la cappella del signore di Vergy. Quel pensiero l'aveva ossessionata per tutto il tempo che aveva contato di passare in preghiera. La signora de Rnal immaginava continuamente suo marito che uccideva Julien, come per caso, durante una partita di caccia, e che poi, alla sera, le faceva mangiare il suo cuore.

       La mia sorte, ella pens, dipende da ci che mio marito penser ascoltando le mie parole. Dopo questo fatale quarto d'ora, forse non trover pi l'occasione di parlargli. Non un uomo che si regoli sul buon senso e sulla ragione. Potr dunque, con l'aiuto del mio debole senno, prevedere ci che far o dir. Sar lui a decidere del nostro destino: ne ha il potere. Ma questo destino dipende da me, da come sapr indirizzare le idee di questo stravagante, accecato dalla collera e incapace di vedere neppure la met delle cose. Gran Dio! Ho bisogno di astuzia, di sangue freddo: ma dove prenderli?

       Ella ritrov la calma, come per incanto, appena entr in giardino e vide da lontano il marito. Il disordine dei suoi capelli e del suo vestito dimostravano che egli aveva passato una notte insonne.

       Gli tese una lettera aperta, ma piegata. Rnal, senza aprirla, fiss sua moglie con occhi da pazzo.

       Ecco una cosa vergognosa, gli disse lei, che un uomo laido, il quale sosteneva di conoscervi e di dovervi della riconoscenza, mi ha consegnato mentre stavo passando dietro il giardino del notaio. Pretendo una cosa da voi: che rispediate a casa sua, e senza indugio, questo Julien. La signora de Rnal si affrett a dire queste parole, forse con eccessiva precipitazione, per sbarazzarsi della spaventosa prospettiva di doverle ancora pronunciare.

       Si sent invadere dalla gioia, vedendo quella che procurava a suo marito. Dalla fissit dello sguardo ch'egli le puntava addosso, la signora si accorse che Julien non si era sbagliato. E invece di affliggersi di quella disgrazia cos reale ella pens: Che intelligenza! Che intuizione perfetta! E in un ragazzo ancora inesperto! Dove riuscir mai ad arrivare in futuro? Ahim! I suoi successi lo porteranno a dimenticarmi.

       Questo breve impulso di ammirazione per l'uomo adorato dissolse in lei ogni turbamento. La signora de Rnal si compiacque della propria mossa. Non sono stata indegna di Julien, si disse con dolce e intima volutt.

       Senza far motto, per paura di compromettersi, Rnal esaminava la seconda lettera anonima, composta, se il lettore se ne ricorda, di parole a stampa incollate su carta bluastra.

       Mi pigliano in giro in tutti i modi, diceva Rnal tra s, stremato dalla stanchezza. Ancora nuovi insulti da esaminare, e sempre a causa di mia moglie! Fu sul punto di coprirla delle peggiori ingiurie; lo trattenne a stento il pensiero dell'eredit di Besanon. Tormentato dal bisogno di sfogarsi, egli accartocci quella seconda lettera e si mise a camminare a grandi passi; sentiva la necessit di allontanarsi da sua moglie. Dopo qualche istante torn a lei, e stavolta pi tranquillo.

       Si tratta di prendere una decisione e di licenziare Julien, ella gli disse immediatamente. Dopo tutto solo il figlio di un operaio. Baster qualche scudo per liquidarlo. E, d'altro canto, ha una cultura e non gli sar difficile trovare un altro posto, per esempio in casa di Valenod o del sottoprefetto Maugiron: entrambi hanno dei figli. Cos non gli farete torto...

       Parlate da quella stupida che siete! url Rnal con voce terribile. Che buon senso ci si pu aspettare da una donna? Voi donne non prestate mai la minima attenzione a ci che ragionevole; non saprete mai fare nulla. La vostra pigrizia, la vostra noncuranza vi impediscono qualsiasi attivit, salvo la caccia alle farfalle. Fragili esseri che abbiamo la disgrazia di avere nelle nostre famiglie...

       La signora de Rnal lo lasciava parlare ed egli parl a lungo; stava passando la sua collera, secondo un modo di dire del paese.

       Signore, gli rispose alla fine, io parlo da donna oltraggiata nel suo onore, vale a dire in ci che ha di pi prezioso.

       Durante tutta quella penosa conversazione, da cui dipendeva la possibilit di continuare a vivere sotto lo stesso tetto con Julien, ella dimostr un sangue freddo eccezionale. Cercava le idee che le sembravano pi opportune per dirigere la collera cieca di suo marito. Era rimasta insensibile a tutte le ingiuriose riflessioni che Rnal le rivolgeva, non le ascoltava, pensava a Julien. Sar contento di me?

       Questo contadino che abbiamo colmato di gentilezze e perfino di regali pu essere innocente finch vuole, disse infine la signora de Rnal. Ma ci non toglie che sia la causa del primo affronto di cui son vittima... Signore, quando ho letto quell'orribile foglio, mi sono ripromessa che o io o lui saremmo usciti dalla vostra casa.

       Volete fare uno scandalo per disonorare me e voi nello stesso tempo? Volete fare un servizio a molta gente di Verrires?

       vero! Tutti invidiano la prosperit che la saggezza della vostra amministrazione ha saputo procurare a voi, alla vostra famiglia e alla vostra citt... Ebbene! Indurr Julien a chiedervi un congedo per andare a passare un mese da quel montanaro, mercante di legna e suo degno amico.

       Guardatevi bene dal prendere qualsiasi iniziativa! disse Rnal con sufficiente tranquillit. Prima di tutto esigo che non gli parliate. Non potreste trattenere la vostra collera e mi fareste litigare con lui. Sapete benissimo quanto sia ombroso!

       Quel ragazzo, riprese la signora de Rnal, manca di tatto. Pu darsi che sia colto, voi ve ne intendete, ma in fondo non altro che un vero contadino. Quanto a me, non ne ho mai avuto molta stima dopo il suo rifiuto di sposare Elisa, che era un buon partito, con il pretesto che di tanto in tanto fa delle visite segrete a Valenod.

       Ah! disse Rnal sollevando smisuratamente le sopracciglia. Ma come! Julien che ve l'ha detto?

       No, non precisamente; egli mi ha sempre parlato della vocazione che lo chiama al santo ministero; ma credetemi, la prima vocazione per gente simile quella di procurarsi da mangiare. E mi ha fatto capire abbastanza chiaramente che non ignorava quelle visite segrete.

       E io, io, le ignoravo! grid Rnal , di nuovo arrabbiatissimo, e calcando sulle parole. In casa mia succedono delle cose a mia insaputa... Come! C' stato qualcosa tra Elisa e Valenod?

       Eh! una vecchia storia, amico mio, disse ridendo la signora de Rnal, e forse non c' stato niente di male. Era il tempo in cui al vostro buon amico Valenod non sarebbe dispiaciuto che Verrires pensasse a un piccolo amore platonico tra me e lui.

       Una volta ci avevo pensato, grid Rnal battendosi la fronte con furore e procedendo da una scoperta all'altra. E voi non mi avete detto nulla?

       Era il caso di far litigare due amici per un piccolo eccesso di vanit del nostro caro direttore? Qual la donna di societ a cui egli non ha indirizzato qualche lettera spiritosa e anche un po' galante?

       Dunque vi ha scritto?

       Scrive molto.

       Fatemi vedere subito quelle lettere, ve lo ordino, e dicendo queste parole Rnal si fece pi alto di sei piedi.

       Me ne guarder bene, rispose sua moglie con una dolcezza che sfiorava la noncuranza. Ve le far vedere un giorno, quando sarete pi savio.

       Immediatamente, perdio! grid Rnal, ebbro di collera, e tuttavia pi felice di quanto non lo fosse stato da dodici ore a quella parte.

       Mi giurate, disse gravemente la signora Rnal, di non litigare mai col direttore del ricovero, a causa di quelle lettere?

       Litigare o no, posso togliergli i trovatelli, poi continu con furore: Ma voglio quelle lettere immediatamente. Dove sono?

       In un cassetto della mia scrivania, ma io non vi dar certamente la chiave.

       Lo far in pezzi! grid Rnal correndo verso la camera di sua moglie. E in effetti spacc con una spranga di ferro una preziosa scrivania di mogano nodoso e venato proveniente da Parigi, che egli strofinava spesso con un lembo della giacca quando gli sembrava di scorgervi qualche macchia.

       La signora de Rnal sal correndo i centoventi gradini della colombaia e attacc un fazzoletto bianco a una delle sbarre di ferro della piccola finestra. Era la pi felice delle donne. Con le lacrime agli occhi guardava verso i vasti boschi della montagna.

       Senza dubbio, si diceva, all'ombra d'uno di quei faggi frondosi Julien spia questo segnale felice. A lungo ella tese l'orecchio; poi maledisse il monotono frinire delle cicale e il canto degli uccelli. Senza quel rumore importuno, un grido di gioia, lanciato fra le enormi rocce, avrebbe potuto giungere fino a lei. Il suo occhio divorava avidamente quella china verde e immensa, cupa e compatta come un prato, formata dalle cime degli alberi. Come mai, pensava tutta intenerita, non gli viene l'idea di inventare qualche segnale per dirmi che la sua gioia uguale alla mia? Scese dalla colombaia solo quando ebbe paura che il marito venisse a cercarla.

       Lo trov su tutte le furie. Scorreva le frasi anodine di Valenod, cos poco abituate ad essere lette con tanta emozione.

       Cogliendo un momento in cui le esclamazioni di suo marito le offrivano la possibilit di farsi ascoltare, disse:

       Sono sempre della mia idea. bene che Julien faccia un viaggio. Qualunque sia la sua conoscenza del latino, dopo tutto solo un rozzo contadino, spesso privo di tatto; ogni giorno, credendo di usarmi una cortesia, mi rivolge complimenti esagerati e di cattivo gusto, che impara a memoria in qualche romanzo...

       Non ne legge mai, grid Rnal. Me ne sono assicurato. Credete forse che sia un padrone di casa cieco, all'oscuro di quanto succede sotto il suo tetto?

       Ebbene! Se non legge in nessun libro quei ridicoli complimenti, li inventa, ed ancora peggio. Avr parlato di me con quel tono a Verrires... e senza andare cos lontano, soggiunse la signora de Rnal come se facesse una scoperta, avr parlato in questi termini con Elisa, il che pressappoco come se avesse parlato con Valenod!

       Ah! grid Rnal, scuotendo la tavola e la camera con un pugno senza precedenti. La lettera anonima composta coi caratteri stampati e le lettere di Valenod sono scritte sulla stessa carta!

       Finalmente!... pens lei. Si mostr sconvolta da quella scoperta e, senza avere il coraggio di aggiungere una sola parola, and a sedersi sul divano, in fondo al salotto.

       La battaglia era vinta. La signora de Rnal ebbe il suo da fare per impedire che Rnal andasse a parlare al supposto autore della lettera anonima.

       Ma come! Non vi accorgete che una scenata, fatta a Valenod senza prove sicure, proprio la mossa pi falsa? Voi siete invidiato. Ma di chi la colpa? Dei vostri meriti; la vostra sapiente amministrazione, i vostri edifici di buon gusto, la dote che vi ho portata e, soprattutto, la considerevole eredit che possiamo aspettarci da mia zia, eredit di cui si esagera l'importanza, hanno fatto di voi il primo personaggio di Verrires.

       Dimenticate la nascita, rincar Rnal con un sorrisetto.

       Siete uno dei gentiluomini pi distinti della provincia, si affrett ad aggiungere la signora de Rnal. Se il re non avesse le mani legate e potesse rendere giustizia alla nobilt di nascita, voi figurereste senza dubbio alla Camera dei Pari eccetera. E in una simile stupenda posizione, volete buttare un pettegolezzo in pasto ai commentatori? Parlare a Valenod della sua lettera anonima equivarrebbe a sbandierare a tutta Verrires, ma che dico, per tutta Besanon, per tutta la provincia, che questo borghesuccio, ammesso forse imprudentemente nell'intimit di un Rnal, ha trovato modo di offenderlo. E quand'anche le lettere che avete trovato provassero che io ho corrisposto l'amore di Valenod, voi dovreste uccidermi - me lo sarei meritato cento volte - ma non dimostrargli la vostra collera. Pensate che si aspetta soltanto un pretesto per vendicarsi della vostra superiorit. Pensate che nel 1816 avete contribuito a certi arresti. Quell'uomo rifugiato sul tetto di casa sua...

       Io penso che non avete riguardi, n affetto per me, esclam Rnal con tutta l'amarezza che un simile ricordo risvegliava in lui. E non mi hanno neanche nominato Pari.

       E io, mio caro, rispose sorridendo la signora de Rnal, penso che sar pi ricca di voi, che sono vostra moglie da dodici anni e che per tutti questi motivi posso aver voce in capitolo, e soprattutto nella faccenda in questione. Se mi preferite un Julien qualsiasi, ella soggiunse con malcelato dispetto, io sono pronta a passare un inverno da mia zia.

       Queste parole furono dette con tono molto felice: piene di fermezza, anche se improntate alla massima cortesia, decisero Rnal. Ma questi, secondo le abitudini di provincia, parl ancora a lungo e torn su tutti gli argomenti trattati: sua moglie lo lasciava dire, perch la voce di lui fremeva ancora d'ira. Alla fine, due ore di chiacchiere inutili esaurirono quell'uomo che per un'intera notte era stato preda di un attacco di collera. Egli stabil la linea di condotta che avrebbe adottato nei confronti di Valenod, di Julien, e perfino di Elisa.

       Una volta o due, nel corso di quella scenata, la signora de Rnal fu sul punto di provare una certa simpatia per l'autentica sofferenza dell'uomo che da dodici anni era il suo compagno. Ma le vere passioni sono egoiste. D'altronde la signora de Rnal aspettava da un minuto all'altro la confessione della lettera anonima che suo marito aveva ricevuto il giorno prima: e questa confessione non venne. Per essere completamente sicura, la signora de Rnal avrebbe dovuto conoscere le idee suggerite all'uomo da cui dipendeva la sua sorte. In provincia, infatti, i mariti sono i padroni dell'opinione pubblica. Un marito che si lamenta si copre di ridicolo, il che va divenendo sempre meno pericoloso in Francia; ma sua moglie, se egli non le d denaro, cade nella condizione di un'operaia pagata quindici soldi al giorno e, per giunta, i benpensanti si fanno scrupolo ad assumerla.

       Un'odalisca dell'harem deve ad ogni costo amare il sultano: egli onnipotente e lei non ha alcuna speranza di sfuggire alla sua autorit con una serie di piccole astuzie. La vendetta del padrone terribile, cruenta, ma militare e generosa: una pugnalata pone fine a tutto. Ma nel XIX secolo un marito uccide la moglie a colpi di disprezzo, chiudendole le porte di tutti i salotti.

       Il senso del pericolo si risvegli nella signora de Rnal quando ella torn in camera sua: fu colpita dal disordine che vi regnava. Le serrature di tutti i suoi bei cofanetti erano state infrante: molte tavole del pavimento di legno erano sollevate. Non avrebbe avuto piet per me! si disse. Rovinare cos il pavimento di legno colorato, cui tiene tanto! Se uno dei bambini entra qui con le scarpe umide, diventa rosso dalla rabbia. E adesso rovinato irrimediabilmente! Di fronte a quell'eccesso, la signora de Rnal respinse rapidamente gli ultimi rimproveri che si era rivolta per la sua troppo rapida vittoria.

       Poco prima che sonasse la campana del pranzo, Julien rientr coi ragazzi. Al dessert, quando i domestici si furono ritirati, la signora de Rnal gli disse seccamente:

       Mi avete manifestato il desiderio di andare per quindici giorni a Verrires, e mio marito dispostissimo ad accordarvi il permesso. Potete partire quando vi sembrer opportuno. Ma perch i ragazzi non perdano tempo, ogni giorno vi saranno spediti i loro compiti e voi li correggerete.

       Per, aggiunse Rnal aspramente, non vi conceder pi di una settimana.

       A Julien parve che il sindaco avesse la faccia di un uomo profondamente tormentato.

       Non ha ancora preso una decisione, disse il giovane alla sua amica, approfittando di un momento in cui si trovarono soli in salotto.

       La signora de Rnal gli raccont rapidamente tutto ci che aveva fatto nella mattinata.

       A questa notte i particolari, aggiunse sorridendo.

       Perversit femminile! pens Julien. Quale piacere, quale istinto le guida a ingannarci?

       Mi sembrate illuminata e insieme accecata dall'amore, le disse con una punta di freddezza. Oggi vi siete comportata benissimo; ma vi sembra prudente il tentativo di vederci stasera? La casa piena di nemici; pensate all'odio appassionato che Elisa nutre nei miei confronti.

       Un odio che assomiglia molto alla profonda indifferenza che sembrate avere per me.

       Anche indifferente, dovrei salvarvi da un pericolo a cui vi ho esposta. Se il caso vuole che Rnal parli a Elisa, lei pu svelargli tutto con una parola. E non detto che Rnal non possa nascondersi vicino alla mia camera con le armi in pugno...

       Come, nemmeno un po' di coraggio! disse la signora de Rnal con tutta l'alterigia di una nobildonna.

       Non mi abbasser mai a parlare del mio coraggio, disse freddamente Julien. Sarebbe una bassezza. Il mondo giudicher dai fatti. Poi soggiunse, prendendole la mano: Ma voi non potete immaginare quale sia il mio affetto per voi e quale la mia gioia al pensiero di salutarvi un'ultima volta prima di questa crudele separazione.

 

XXII MODI DI AGIRE NEL 1830

 

 

La parola stata data all'uomo per nascondere il suo pensiero.

       R.P. Malagrida

 

       Appena arrivato a Verrires, Julien si rimprover la propria ingiustizia nei confronti della signora de Rnal. L'avrei disprezzata come una donnicciola, se per debolezza avesse recitato male la sua scena col marito! Invece se l' cavata con l'abilit di un diplomatico, ed ecco che simpatizzo col vinto, che mio nemico. Mi sono comportato come un borghesuccio ferito nella sua vanit perch Rnal un uomo, un rappresentante di quella illustre e vasta corporazione cui anch'io ho l'onore di appartenere! Non sono altro che uno sciocco.

       L'abate Chlan aveva rifiutato l'ospitalit che i liberali pi in vista del paese gli avevano offerto, a gara, dopo che la sua destinazione lo aveva costretto a lasciare la canonica. Le due camere che aveva preso in affitto erano tutte ingombre di libri. Julien, volendo mostrare a tutta Verrires che cos' un prete, and a prendere da suo padre una dozzina di tavole d'abete e se le port sulle spalle lungo la strada provinciale. Prese a prestito da un vecchio compagno alcuni arnesi e, in poco tempo, mise insieme una specie di biblioteca, nella quale sistem i libri dell'abate Chlan.

       Credevo che tu fossi corrotto dalla vanit del mondo, gli disse il vecchio piangendo di gioia. Ma questa azione riscatta la bambinata di quella brillante uniforme di guardia d'onore che ti ha procurato tanti nemici.

       Rnal aveva ordinato a Julien di prendere alloggio in casa sua. Nessuno sospett l'accaduto. Tre giorni dopo il suo arrivo, Julien si vide salire nella propria camera nientemeno che il sottoprefetto Maugiron. E solo dopo due ore interminabili di chiacchiere insipide e di sonore geremiadi sulla cattiveria degli uomini, sulla scarsa onest degli amministratori della ricchezza pubblica, sui pericoli della povera Francia ecc. ecc., Julien vide finalmente spuntare la vera ragione della visita. Erano gi sul pianerottolo della scala e il povero precettore, quasi in disgrazia, stava riaccompagnando col dovuto rispetto il futuro prefetto di qualche fortunata provincia, quando quest'ultimo ebbe la compiacenza di occuparsi dell'avvenire di Julien, di lodare la sua moderazione nelle questioni d'interesse, ecc. ecc. Alla fine, stringendolo fra le braccia con fare paterno Maugiron gli chiese di lasciare Rnal e di entrare in casa di un funzionario che aveva dei ragazzi da educare e che, come il re Filippo, avrebbe ringraziato il cielo non tanto per averglieli dati, quando per averli fatti nascere nel paese dove viveva Julien. Il loro precettore avrebbe avuto uno stipendio di ottocento franchi, da pagarsi non gi mensilmente, il che, secondo Maugiron, non sarebbe stato signorile, ma trimestralmente, e sempre in anticipo.

       Toccava ora a Julien prendere la parola: da un'ora e mezzo, seccato, egli aspettava il suo turno. La sua risposta fu perfetta, e soprattutto lunga come una lettera pastorale: lasciava adito a diverse interpretazioni e, tuttavia, non diceva nulla di preciso. Vi si potevano trovare, riuniti, rispetto per Rnal, venerazione per il pubblico di Verrires e riconoscenza per l'illustre sottoprefetto. Il quale sottoprefetto, stupefatto di trovarsi dinanzi uno pi gesuita di lui, tent inutilmente di ottenere qualcosa di preciso. Julien, al settimo cielo, colse l'occasione per esercitarsi, e ricominci da capo la sua risposta in termini diversi. Mai un ministro eloquente, desideroso di occupare coi suoi discorsi la fine di una seduta in cui la Camera sembri ridestarsi, ha detto tanto poco con un maggior numero di parole.

       Appena Maugiron se ne fu andato, Julien scoppi a ridere come un matto. Per mettere a frutto la sua vena gesuitica scrisse a Rnal una lettera di nove pagine in cui lo informava di tutto quanto gli era stato proposto e gli chiedeva umilmente consiglio. Per quel farabutto non mi ha detto il nome di chi fa l'offerta! Sar senza dubbio Valenod, che nel mio esilio a Verrires vede l'effetto della sua lettera anonima!

       Spedita la lettera, contento come un cacciatore che all'alba di una bella giornata autunnale sbuca in una pianura ricca di selvaggina, Julien riusc per andare a chiedere consiglio all'abate Chlan. Ma prima ch'egli arrivasse dal buon curato, il cielo, che gli teneva in serbo qualche gioia, gett sul suo cammino Valenod, a cui Julien non nascose di avere il cuore straziato: un povero ragazzo come lui doveva dedicarsi completamente alla vocazione che il cielo gli aveva messo nell'animo, ma la vocazione non tutto in questo basso mondo. Per lavorare degnamente nella vigna del Signore e non essere del tutto indegno di tanti dotti collaboratori, era necessario essere istruiti, bisognava passare due anni molto dispendiosi al seminario di Besanon. Era quindi indispensabile fare delle economie, il che era molto pi facile con uno stipendio di ottocento franchi pagati trimestralmente e in anticipo, che con seicento franchi mangiati mese per mese. D'altro canto il cielo, collocandolo accanto ai figli di Rnal, e soprattutto ispirandogli per essi un affetto particolare, non sembrava indicargli ch'era fuori luogo abbandonare la loro educazione per dedicarsi ad altri?...

       Julien raggiunse una tale perfezione in questo genere di eloquenza, che ha sostituito la rapidit d'azione caratteristica dell'Impero, da finire per annoiarsi anche lui al suono delle sue parole.

       Rincasando trov un cameriere di Valenod, in alta tenuta, che lo aveva cercato per tutta la citt: doveva consegnargli un biglietto d'invito a pranzo per quello stesso giorno.

       Julien non era mai stato a casa di quell'uomo e, solo qualche giorno prima, non pensava che al mezzo di dargli una buona dose di bastonate senza finire nelle mani della polizia correzionale. Bench il pranzo fosse fissato per l'una, il giovane giudic pi rispettoso presentarsi a mezzogiorno e mezzo all'ufficio del direttore del ricovero. Lo trov intento a ostentare la propria importanza in mezzo a una quantit di pratiche. I folti favoriti neri, l'enorme massa di capelli, il berretto greco messo di traverso sul cocuzzolo, la pipa enorme, le pantofole ricamate, le grosse catene d'oro che si incrociavano in tutti i sensi sul suo petto, insomma tutto quell'apparato del finanziere di provincia che si reputa un grande seduttore, non incuteva alcuna soggezione a Julien. Se mai pensava ancor pi alle bastonate che gli doveva.

       Il giovane chiese l'onore di essere presentato alla signora Valenod: la quale, per, stava vestendosi per il pranzo e non poteva riceverlo. In compenso Julien ebbe il privilegio di assistere alla toilette del direttore del ricovero, dopo di che, insieme con lui, raggiunse gli appartamenti della signora Valenod, che con le lacrime agli occhi gli present i figli. Questa signora, una delle pi ragguardevoli di Verrires, aveva un viso lungo e mascolino, imbellettato per la grande occasione. Lo atteggi in modo da esprimere tutto il suo pathos materno.

       Julien pens alla signora de Rnal. La sua diffidenza lo rendeva sensibile soltanto ai ricordi che nascevano per contrasto, ma quando gli accadeva si inteneriva profondamente. Questo stato d'animo si fece pi intenso mentre il giovane osservava la casa del direttore del ricovero. Gliela fecero visitare per intero. Tutto era splendido e nuovo, e di ogni mobile gli veniva detto il prezzo. Ma Julien vi trovava qualcosa di ignobile, che puzzava di soldi rubati. Tutti, perfino i domestici, avevano l'aria di assumere un contegno per difendersi dall'eventuale disprezzo.

       L'esattore delle tasse, l'uomo delle imposte dirette, l'ufficiale della gendarmeria e altri due o tre funzionari pubblici arrivarono con le mogli. Poi vennero alcuni ricchi liberali. Il pranzo fu annunciato.

       Julien, gi molto mal disposto, pens che, oltre il muro della sala da pranzo, c'erano dei poveri detenuti, e che forse Valenod aveva fatto la tara alla loro porzione di carne per procurarsi tutto quel lusso di cattivo gusto, con cui pretendeva di stordirlo.

       Forse in questo momento hanno fame, pens Julien; avvert un nodo alla gola e gli fu impossibile mangiare, e quasi anche parlare. Fu molto peggio un quarto d'ora dopo. Si sentivano di tanto in tanto gli accenti di una canzone popolare e, a dire il vero, un po' triviale, cantata da uno dei detenuti. Valenod diede un'occhiata a un domestico in alta uniforme: questi scomparve, e poco dopo non si sent pi cantare. Proprio allora un cameriere offriva a Julien un bicchiere verde che conteneva vino del Reno: la signora Valenod si affrett a fargli notare che quel vino, preso sul posto, costava nove franchi la bottiglia. Julien, col bicchiere verde in mano, disse a Valenod:

       Non cantano pi quella canzonaccia.

       Perdiana, lo credo bene! rispose il direttore, trionfalmente. Ho fatto imporre silenzio a quei pezzenti.

       Questa parola fu troppo forte per Julien: egli aveva, s, il contegno, ma non ancora il cuore richiesto dalla sua condizione sociale. Nonostante tutta la sua ipocrisia, cos spesso esercitata, sent che una grossa lacrima gli scivolava sulla guancia.

       Cerc di nasconderla dietro il bicchiere verde, ma gli fu assolutamente impossibile fare onore al vino del Reno. Vietargli di cantare! pensava. Dio mio, come puoi sopportare una cosa simile!

       Per fortuna nessuno si accorse della sua commozione fuori luogo. L'esattore aveva intonato una canzone monarchica. In mezzo al chiasso del ritornello cantato in coro, la coscienza di Julien andava ripetendosi: Eccola qui, dunque, la sozza fortuna che riuscirai a raggiungere: e non potrai goderne che a queste condizioni, e in questa compagnia! Forse otterrai un posto da ventimila franchi, ma ingozzandoti di cibo dovrai impedire a un povero prigioniero la gioia di cantare; inviterai gente alla tua mensa coi soldi che avrai rubato sul costo della sua miserabile razione, e durante la tua cena egli soffrir pi del solito. O Napoleone! com'era dolce, ai tuoi tempi, raggiungere la fortuna attraverso i pericoli d'una battaglia! Mentre ora bisogna accrescere vilmente le sofferenze dei disgraziati!...

       Confesso che la debolezza di cui Julien d prova in questo monologo mi ispira una ben povera opinione di lui. Sarebbe il degno collega di quei cospiratori in guanti gialli, che pretendono di cambiare la vita e i costumi di un grande paese e non vogliono avere sulla coscienza una scalfittura inferta e chicchessia.

       Julien fu violentemente richiamato alla sua parte. Non era per fantasticare e per tacere che lo avevano invitato a pranzo in cos bella compagnia!

       Il proprietario d'una fabbrica di tele dipinte, ormai in ritiro, membro corrispondente dell'Accademia di Besanon e di quella d'Uzs, gli rivolse la parola da un capo all'altro della tavola per domandargli se era vero ci che tutti dicevano dei suoi stupefacenti progressi nello studio del Nuovo Testamento.

       Immediatamente si stabil un profondo silenzio: e una copia in latino del Nuovo Testamento si trov come per incanto in mano a quel dotto membro di due accademie. Dopo la risposta di Julien, una mezza frase latina fu letta a caso ed egli la continu, recitando a memoria senza la minima amnesia: questo prodigio fu ammirato con tutta la rumorosa energia d'una fine di pasto.

       Julien osservava i volti accesi delle signore: alcune non erano brutte. Tra le altre, not la moglie dell'esattore canterino.

       A dire il vero mi dispiace parlare tanto in latino di fronte a queste signore, disse il giovane rivolgendosi proprio a lei. Se il signor Rubigneau, (era il membro delle due Accademie) vuole avere la bont di leggere a caso una frase latina, invece di continuare secondo il testo, cercher di tradurla improvvisando.

       Questa seconda prova segn il culmine del suo trionfo.

       Erano presenti diversi ricchi liberali; liberali s, ma padri felici di ragazzi in grado di ottenere borse di studio: e quindi subito convertiti dopo l'ultima missione. Nonostante la loro fine astuzia politica, Rnal si era sempre rifiutato di riceverli in casa sua. Quelle brave persone, che conoscevano Julien solo di fama e per averlo visto a cavallo il giorno dell'arrivo del re di ***, erano i suoi pi chiassosi ammiratori. Quand' che questi sciocchi si stancheranno di ascoltare uno stile biblico di cui non capiscono nulla? pensava Julien. Invece quello stile li divertiva per la sua stranezza, e li faceva ridere. Ma Julien si stanc.

       Quando sonarono le sei si alz gravemente e parl di un capitolo della nuova teologia di Ligorio, che doveva imparare per recitarlo il giorno dopo all'abate Chlan. Il mio mestiere, infatti, soggiunse con amenit, consiste nel far recitare delle lezioni e nel recitarne io stesso.

       Si rise molto e lo si ammir: era lo spirito che andava bene a Verrires. Julien era gi in piedi e tutti si alzarono senza far caso all'etichetta, tanta l'influenza del genio. La signora Valenod lo trattenne ancora un quarto d'ora; bisognava pure che egli ascoltasse i ragazzi recitare il catechismo: e questi fecero le pi buffe confusioni, di cui per solo Julien si accorse, guardandosi bene dal porle in rilievo. Quale ignoranza dei pi elementari principi della religione! pensava. Infine si accomiat: credeva di potersela svignare, ma dovette sorbirsi una favola di La Fontaine.

       un autore profondamente immorale, disse Julien alla signora Valenod. In una favola su Messer Jean Chouart osa coprire di ridicolo le cose pi sacre. Tutti i migliori commentatori lo biasimano vivamente.

       Prima di andarsene, Julien ricevette quattro o cinque inviti a pranzo. Quel giovane fa onore al dipartimento, gridavano in coro i convitati, tutti allegri. Giunsero perfino a parlare di un assegno, votato sui fondi comunali, per fargli continuare gli studi a Parigi.

       Mentre quell'idea imprudente risonava nella sala da pranzo, Julien aveva raggiunto rapidamente la porta Canaglie! Canaglie! esclam tre o quattro volte sottovoce, abbandonandosi al piacere di respirare l'aria fresca.

       In quel momento si scopriva totalmente aristocratico, lui che per lungo tempo era stato cos urtato dal sorriso sprezzante e dall'altezzosa superiorit che trapelava da tutte le gentilezze usategli in casa Rnal. Non pot fare a meno di notare la profonda differenza. Dimentichiamo pure, si ripeteva andandosene, che si tratta di denaro rubato ai poveri detenuti, ai quali si impedisce perfino di cantare! Per Rnal non ha mai pensato di dire ai suoi ospiti il prezzo d'ogni bottiglia di vino che offriva loro!! E questo Valenod, enumerando continuamente le sue propriet, non pu parlare della sua casa, dei suoi poderi ecc., senza ripetere, quando sua moglie presente: la tua casa, i tuoi poderi.

       La signora in questione, apparentemente cos sensibile ai piaceri della propriet, aveva appena fatto una spaventosa scenata a uno dei domestici, che durante la cena aveva rotto un calice e scompagnato uno dei suoi servizi da dodici. E il domestico aveva risposto con la peggiore insolenza.

       Che bella compagnia! diceva tra s Julien. Non vorrei vivere con loro neanche se mi dessero la met di tutto quello che rubano. Un giorno o l'altro mi tradirei: non riuscirei a tener nascosto il disprezzo che mi ispirano.

       Tuttavia, per ordine della signora de Rnal, egli dovette assistere a diversi pranzi di quel genere; divenne di moda: gli si perdonava l'uniforme di guardia d'onore; anzi, quell'imprudenza era la vera causa dei suoi successi. Ben presto a Verrires non si parl d'altro: chi l'avrebbe spuntata, tra Rnal e il direttore del ricovero, nella gara per assicurarsi quel giovane cos colto? Loro due, con Maslon, costituivano da diversi anni un triumvirato tanto potente da tiranneggiare la citt. Il sindaco era invidiato e i liberali avevano buone ragioni per lamentarsi di lui; ma dopo tutto era nobile e fatto per comandare, mentre Valenod non aveva ereditato dal padre neppure una rendita di seicento franchi. Nel suo caso la gente era dovuta passare dalla compassione per quel suo sdrucito abito verdolino, che tutti gli avevano visto indosso quando era giovane, all'invidia per i suoi cavalli normanni, per le catene d'oro, per i vestiti parigini, per tutta la sua attuale ricchezza.

       In quell'ambiente movimentato, nuovo per lui, Julien credette di scoprire un uomo onesto, un geometra di nome Gros, che passava per giacobino. Julien, essendosi ripromesso di dire soltanto cose che a lui stesso sembravano false, fu costretto a limitarsi a qualche supposizione nei confronti di Gros.

       Da Vergy riceveva grossi pacchi di compiti da correggere. Gli si consigliava di andare spesso da suo padre ed egli si conformava a quella triste necessit. In una parola, stava riassestando discretamente la sua reputazione, quando una mattina ebbe la sorpresa di essere svegliato da due mani che gli chiudevano gli occhi.

       Era la signora de Rnal che aveva fatto un viaggio in citt e che, salendo gli scalini a quattro a quattro e lasciando i bambini occupati col prediletto coniglio che s'erano portati dietro, aveva raggiunto la camera di Julien un minuto prima di loro. Fu un momento delizioso, ma brevissimo: la signora de Rnal era gi scomparsa, quando arrivarono i ragazzi col coniglio che volevano mostrare al loro amico. Julien fece festa a tutti, anche al coniglio. Gli sembrava di ritrovare la sua famiglia; si accorse di voler bene ai bambini e di divertirsi a chiacchierare con loro. Era stupito per la dolcezza delle loro voci e per la nobilt dei loro modi infantili: aveva bisogno di cancellare dalla sua mente tutti i modi volgari, tutti i pensieri spiacevoli in mezzo ai quali respirava a Verrires. Sempre la paura di mancare in qualcosa, sempre il lusso e la miseria che si prendevano per i capelli. Le persone che lo invitavano a pranzo erano capaci, a proposito dell'arrosto, di fare confidenze umilianti per loro e nauseabonde per chi stava ad ascoltarle.

       Voi altri nobili avete ragione di essere orgogliosi, disse Julien alla signora de Rnal. E le raccont di tutti i pranzi che aveva dovuto subire.

       Cos, siete diventato di moda! e rise di cuore pensando al rossetto che la signora Valenod si sentiva in obbligo di mettersi ogni volta che aspettava Julien. Credo che abbia dei progetti sul vostro cuore, soggiunse.

       La colazione fu deliziosa. La presenza dei bambini, per quanto fastidiosa in apparenza, in realt aumentava la comune felicit. Quei poveri ragazzi non sapevano come dimostrare la loro gioia di rivedere Julien. I domestici non avevano mancato di informarli che al precettore erano stati offerti duecento franchi di pi per educare i piccoli Valenod.

       Nel bel mezzo della colazione, Stanislas-Xavier, ancora pallido per la grave malattia, chiese improvvisamente alla madre quanto valevano le sue posate e il suo bicchiere d'argento.

       Perch vuoi saperlo?

       Voglio venderli e darne il ricavato al signor Julien, perch non faccia la parte dello stupido se rimane con noi.

       Julien lo abbracci con le lacrime agli occhi. La madre piangeva addirittura, mentre Julien, che aveva preso Stanislas sulle ginocchia, lo invitava a non servirsi di quella espressione che, usata in quel senso, era degna di un lacch. Poi accortosi del piacere che procurava alla signora de Rnal, egli cerc di spiegare, con esempi pittoreschi che divertivano i ragazzi, cosa significa fare la parte dello stupido.

       Capisco, rispose Stanislas, Ǐ il