STENDHAL (Henri-Marie Beyle)
IL
ROSSO E IL NERO
Traduzione di Mario
Lavagetto
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IL LIBRO DA GARZANTI
AVVERTENZA
Quest'opera
era pronta per essere pubblicata quando i grandi avvenimenti di luglio hanno
dato a tutti gli spiriti un orientamento poco favorevole ai giochi dell'immaginazione.
Abbiamo motivo di credere che le pagine seguenti siano state scritte nel 1827.
PARTE PRIMA
La
verit, l'aspra verit.
Danton
I UNA CITTADINA
Put
thousand together
Less bad,
But the
cage less gay.
Hobbes
La cittadina
di Verrires pu essere considerata una delle pi graziose della Franca Contea.
Le sue case bianche, dai tetti aguzzi e dalle tegole rosse, si arrampicano sul
declivio di una collina dove macchie di vigorosi castagni mettono in risalto
ogni minima sinuosit. Il Doubs scorre qualche centinaio di piedi sotto le
fortificazioni costruite un tempo dagli spagnoli e ora in rovina.
A nord la
citt protetta da un'alta montagna, diramazione del Giura. I primi freddi
d'ottobre coprono di neve le cime frastagliate del Verra. Un torrente,
precipitando dalla montagna, attraversa Verrires prima di gettarsi nel Doubs e
mette in moto un gran numero di segherie: industria assai semplice che d
lavoro alla maggior parte degli abitanti, contadini pi che borghesi. Non
questa, tuttavia, la fonte di maggior ricchezza per la cittadina. Il benessere
generale che, dopo la caduta di Napoleone, ha consentito di ricostruire le
facciate di quasi tutte le case di Verrires dovuto alla fabbrica di tele
stampate, dette di Mulhouse.
Entrando in
citt si rimane storditi dal fracasso di una macchina rumorosa e terribile a
vedersi. Venti pesanti martelli, che si abbattono con un frastuono tale da far
tremare il selciato, sono sollevati da una ruota spinta dall'acqua del torrente.
Ogni giorno ciascuno di questi martelli fabbrica chi sa quante migliaia di
chiodi. E sono ragazze giovani e graziose, quelle che sottopongono ai colpi di
questi enormi martelli i pezzettini di ferro che vengono poi trasformati
rapidamente in chiodi. Questo lavoro, cos duro in apparenza, uno dei pi
stupefacenti per il viaggiatore che si spinge per la prima volta sulle
montagne, al confine tra la Francia e la Svizzera. Se poi il viaggiatore,
entrando a Verrires, chiede di chi la bella fabbrica di chiodi che assorda i
passanti sulla via principale, gli viene risposto con accento strascicato: Ah!
del signor sindaco!
E per poco
che il viaggiatore si fermi alcuni istanti in questa grande via principale, che
sale dalle rive del Doubs fin verso la sommit della collina, c' da
scommettere cento contro uno che vedr comparire un uomo robusto dall'aria
indaffarata e imponente.
Al suo
apparire tutte le teste si scoprono rapidamente. I suoi capelli tendono al
grigio, e grigio il suo vestito. cavaliere di diversi ordini; fronte ampia
e naso aquilino, nel complesso il suo volto non manca di una certa regolarit;
anzi, a prima vista, sembrano mescolarvisi la dignit del sindaco di paese e
quella certa attrattiva che pu ancora trovarsi in un uomo sulla cinquantina.
Ma, ben presto, il viaggiatore che viene da Parigi colpito da un certo che di
compiacimento e di sufficienza, misto a qualcosa di limitato e privo di
fantasia. Alla fine ci si accorge che il talento di quest'uomo si limita alla
capacit di farsi pagare con grande esattezza dai debitori, e di pagare, a sua
volta, il pi tardi possibile.
Tale il
sindaco di Verrires, signor de Rnal. Dopo aver attraversato la via con
andatura imponente, egli entra nel municipio e scompare agli occhi del viaggiatore.
Ma se quest'ultimo continua la sua passeggiata, dopo cento passi vede una casa
abbastanza bella e, attraverso una cancellata, degli splendidi giardini. Pi
oltre, la linea dell'orizzonte disegnata dalle colline della Borgogna e
sembra fatta apposta per la gioia degli occhi. Questa vista fa scordare al
viaggiatore l'atmosfera appestata dai piccoli interessi commerciali che
cominciano ad asfissiarlo.
Viene
informato che quella la casa del sindaco. I profitti della grande fabbrica di
chiodi hanno consentito al primo cittadino di Verrires di costruire questa
bella dimora di pietra squadrata, da poco finita. La sua famiglia, si dice,
un'antica famiglia spagnola: e, si afferma, stabilita nella zona molto tempo
prima che Luigi XIV la conquistasse. Dal 1815 in poi Rnal si vergogna di
essere un industriale: al 1815 egli deve la sua nomina a sindaco di Verrires.
Anche le terrazze, che sostengono le diverse parti di questo splendido giardino
e che di balza in balza scendono fino al Doubs, sono dovute alla perizia di
Rnal nel commercio del ferro. Non aspettatevi di trovare in Francia i
pittoreschi giardini che circondano le citt manifatturiere della Germania,
come Lipsia, Francoforte, Norimberga, ecc. Nella Franca Contea pi si
costruiscono muri, pi si arricchiscono le propriet di pietre poste l'una
sull'altra, e pi si ha diritto al rispetto dei vicini. I giardini di Rnal,
irti di muri, sono ammirati anche perch abbracciano lembi di terreno comperato
a peso d'oro. Ad esempio, quella segheria che vi ha colpito al vostro ingresso
in Verrires per la sua singolare posizione sul Doubs, e dove avete notato sul
tetto una tavola col nome SOREL scritto a lettere cubitali, sei anni or sono
sorgeva sull'area della quarta terrazza dei giardini di Rnal, attualmente in
costruzione.
Nonostante
il suo orgoglio, il sindaco stato costretto a lunghe trattative col vecchio
Sorel, contadino duro e testardo: gli ha dovuto sborsare parecchi luigi d'oro
per convincerlo a trasportare altrove la sua segheria. Quanto al torrente pubblico
che metteva in
moto la sega, Rnal riuscito a fare in modo che fosse deviato, in virt del
suo credito a Parigi. Questo favore gli stato concesso dopo le elezioni del
182*.
In cambio,
Sorel ha ottenuto da Rnal un appezzamento quattro volte pi vasto, sulle rive
del Doubs, cinquecento passi pi a valle. E bench quella posizione fosse molto
pi favorevole al suo commercio di tavole d'abete, pap Sorel - come lo
chiamano da quando divenuto ricco - ha trovato modo di farsi dare una somma
di 6000 franchi, sfruttando l'impazienza e la mania di proprietario che animavano il suo vicino.
Ma anche
vero che questo accomodamento stato criticato dai benpensanti del luogo.
Quattro anni fa, una domenica, mentre tornava dalla chiesa in tenuta da
sindaco, Rnal vide da lontano il vecchio Sorel che lo guardava sorridendo,
circondato dai suoi tre figli. Quel sorriso ha illuminato di una luce sinistra
la mente di Rnal: e da allora egli pensa che avrebbe potuto concludere pi
vantaggiosamente lo scambio.
A
Verrires, per godere della stima generale, indispensabile una cosa: pur
costruendo molti muri, evitare ogni progetto importato da quei muratori che in
primavera vengono dall'Italia attraversando le gole del Giura per raggiungere
Parigi. Una simile innovazione varrebbe all'imprudente costruttore l'eterno
marchio di testa matta e gli alienerebbe per sempre la fiducia delle persone sagge e moderate
che distribuiscono la stima nella Franca Contea.
In effetti
queste sagge persone esercitano il pi noioso dispotismo: e, proprio per
questo, il soggiorno nelle piccole citt di provincia insopportabile per chi
ha vissuto in quella grande repubblica chiamata Parigi. La tirannia
dell'opinione pubblica (e quale opinione!) altrettanto stupida nelle cittadine
francesi quanto negli Stati Uniti d'America.
II UN SINDACO
L'importanza!
Le sembra una cosa da poco, signore? Il rispetto degli sciocchi, la meraviglia
dei bambini, l'invidia dei ricchi, il disprezzo dei saggi.
Barnave
Fortunatamente
per la reputazione di Rnal come amministratore, un gigantesco muro di
sostegno era
necessario alla passeggiata pubblica che costeggia la collina, un centinaio di
piedi sopra il corso del Doubs, e che gode, grazie a questa splendida
posizione, di una vista tra le pi pittoresche della Francia. Ma ogni primavera
le acque piovane solcavano la passeggiata e vi aprivano delle fenditure che la
rendevano impraticabile. Questo inconveniente, avvertito da tutti, mise Rnal
nella fortunata necessit di immortalare la propria amministrazione con un muro
alto venti piedi e lungo trenta o quaranta tese.
Il
parapetto di questo muro, che ha costretto Rnal a recarsi tre volte a Parigi,
perch il penultimo ministro degli interni si era dichiarato nemico mortale
della passeggiata di Verrires, il parapetto di questo muro, dicevamo, alto
quattro piedi da terra. E, quasi a sfidare tutti i ministri presenti e passati,
attualmente lo si sta adornando con lastroni di pietra da taglio.
Quante
volte, pensando ai balli di Parigi abbandonati il giorno prima, col petto
appoggiato a questi grandi massi di un bel grigio azzurro, ho immerso lo
sguardo nella valle del Doubs! Oltre il fiume, sulla riva sinistra, serpeggiano
cinque o sei vallate in fondo alle quali l'occhio distingue chiaramente dei
torrentelli che, precipitando di cascata in cascata, vanno a gettarsi nel
Doubs. Il sole caldissimo su queste montagne; quando batte a picco, il
viaggiatore protetto nel suo fantasticare dall'ombra di magnifici platani che
si ergono sulla terrazza. Il loro rapido sviluppo e le loro belle fronde
tendenti all'azzurro si devono alla terra che il sindaco ha fatto collocare
dietro il suo immenso muro di sostegno, allargando cos la passeggiata di oltre
sei piedi, nonostante l'opposizione del consiglio municipale (e di questo devo
dare atto a Rnal, anche se egli un ultra e io un liberale). In tal modo,
secondo lui e secondo Valenod, il fortunato direttore dell'ospizio per i poveri
di Verrires, questa terrazza pu reggere il paragone con quella di Saint-Germain-en-Laye.
Per parte
mia ho da obiettare soltanto una cosa al COURS DE LA FIDLIT (nome ufficiale,
scritto in una ventina di punti diversi su lastre di marmo che hanno fruttato
un'ulteriore decorazione al sindaco): ed il modo barbaro con cui le autorit
fanno sfrondare e potare fino al vivo questi vigorosi platani. Con le loro
sommit rotonde, basse e appiattite finiscono col rassomigliare alle pi
volgari piante da orto, mentre non ambirebbero, per cos dire, che a sfoggiare
le stupende forme di cui fanno mostra in Inghilterra. Ma la volont del sindaco
dispotica, e due volte l'anno tutti gli alberi di propriet comunale vengono
spietatamente amputati. I liberali del luogo pretendono, sia pure esagerando,
che la mano del giardiniere ufficiale si fatta molto pi pesante da quando i
proventi della potatura vanno a finire nelle mani del vicario Maslon.
Questo
giovane ecclesiastico fu mandato da Besanon, alcuni anni or sono, per
sorvegliare l'abate Chlan e qualche altro curato dei dintorni. Un vecchio
maggiore medico dell'armata d'Italia, che era in ritiro a Verrires e che, a
sentire il sindaco, era stato giacobino e bonapartista contemporaneamente, os
un giorno lamentarsi con lui per la periodica mutilazione di queste belle
piante.
L'ombra mi
piace, rispose Rnal con quella sfumatura di altezzosit che si addice
parlando a un chirurgo insignito della Legion d'Onore. S, l'ombra mi piace.
Faccio potare i miei alberi perch diano ombra, e non concepisco che un albero possa
servire ad altro. A meno che, come l'utile noce, non renda.
Ecco la
grande parola che a Verrires ha un valore decisivo: RENDERE. Da sola essa
rappresenta il pensiero fisso di pi di tre quarti degli abitanti.
Rendere la ragione decisiva in questa cittadina
che vi era parsa tanto graziosa. Lo straniero che arriva, sedotto dalla
bellezza delle fresche e profonde vallate circostanti, sulle prime pensa che
gli indigeni siano sensibili al bello; di questa bellezza, infatti, essi parlano anche
troppo, e non si pu negare che ne facciano gran conto: ma soltanto perch
attira qualche forestiero, che con i suoi soldi arricchisce gli albergatori e,
di conseguenza, attraverso il meccanismo del dazio, rende qualcosa alla
citt.
In una bella giornata autunnale Rnal
passeggiava tutto compunto sul Cours de la Fidlit dando il braccio alla
moglie. Questa, pur continuando ad ascoltare il marito, seguiva con
inquietudine le evoluzioni di tre ragazzini. Il maggiore, che poteva avere
undici anni, si avvicinava troppo spesso al parapetto e faceva il gesto di
montarvi sopra. Allora una voce dolce scandiva il nome di Adolphe, e il
fanciullo rinunciava al suo ambizioso progetto. La signora de Rnal dimostrava
una trentina d'anni, ma era ancora abbastanza bella.
Potrebbe
pentirsene quel signore di Parigi, diceva Rnal in tono offeso e con le guance
pi pallide del solito. Ho anch'io le mie amicizie a corte...
Ma, anche
se ho intenzione di parlarvi della provincia per duecento pagine, non sar
tanto barbaro da farvi subire le lungaggini e i sapienti mezzi termini di un
dialogo provinciale.
Quel
signore di Parigi, cos odioso al sindaco di Verrires, non era altri che
Appert, il quale due giorni prima aveva trovato modo di introdursi non solo
nella prigione e nell'ospizio dei poveri di Verrires, ma anche nell'ospedale,
amministrato gratuitamente dal sindaco e dai maggiori proprietari del luogo.
Ma,
diceva timidamente la signora de Rnal, che male pu farvi quel signore di
Parigi, dal momento che voi amministrate il bene dei poveri con l'onest pi
scrupolosa?
Viene
soltanto a criticare, e poi pubblicher degli articoli sulla stampa liberale.
Ma caro,
voi non li leggete mai!
Tuttavia,
di questi articoli giacobini se ne sente parlare: e la cosa ci distrae e ci impedisce
di fare il bene. Per
quanto mi riguarda, non la perdoner mai al curato.
III
IL BENE DEI POVERI
Un curato
virtuoso e non intrigante una provvidenza per il villaggio.
Fleury
Bisogna
sapere che il curato di Verrires era un vecchio ottantenne, ma all'aria viva
delle montagne egli doveva una salute e un carattere di ferro; e aveva il
diritto di visitare in qualsiasi momento la prigione, l'ospedale e perfino
l'asilo dei poveri. Appert, che veniva da Parigi con una raccomandazione per il
curato, aveva avuto l'accortezza di arrivare proprio alle sei del mattino in
una cittadina piena di curiosit, e si era recato direttamente in canonica.
Leggendo la
lettera scrittagli dal marchese de La Mole, il pi ricco proprietario della
provincia e Pari di Francia, il curato Chlan rimase sovrappensiero.
Alla fine
mormor fra s: Io sono vecchio, e qui mi vogliono bene. Non ne avrebbero il
coraggio! Poi si volt di scatto verso il signore di Parigi, con uno sguardo
in cui, nonostante gli anni, brillava il fuoco sacro che rivela il piacere di
compiere una bella azione un po' pericolosa:
Venite con
me e, in presenza del carceriere e specialmente dei sorveglianti dell'asilo dei
poveri, usatemi la cortesia di non esprimere alcun giudizio su quanto vedremo.
Appert cap
di trovarsi di fronte a un uomo coraggioso: segu il venerabile curato, visit
la prigione, l'ospedale, l'asilo dei poveri, fece molte domande e, nonostante
la stranezza di alcune risposte, non si permise il minimo appunto.
La visita
dur parecchie ore. Il curato invit Appert a pranzo, e questi si scus col
pretesto di dover scrivere qualche lettera: in realt non voleva compromettere
ulteriormente il suo generoso compagno. Verso le tre andarono a terminare la
visita all'asilo dei poveri e tornarono poi alla prigione. Qui, sulla porta,
trovarono il carceriere, una specie di gigante alto sei piedi e con le gambe
arcuate: il suo viso ignobile si era fatto ripugnante per il terrore.
Ah!
Signore, disse al curato appena lo vide, la persona che con voi non per
caso il signor Appert?
Che
importa? disse il curato.
Il fatto
che fin da ieri ho l'ordine assoluto, mandatomi dal prefetto per mezzo di un
gendarme che ha dovuto galoppare tutta la notte, di non far entrare il signor
Appert nella prigione.
Noiroud,
disse il curato, vi dichiaro che la persona che mi accompagna il signor
Appert. Ora, siete disposto ad ammettere che ho il diritto di entrare nella
prigione in qualsiasi momento del giorno e della notte, facendomi accompagnare
da chi mi pare e piace?
S, signor
curato, disse il carceriere sottovoce e abbassando la testa come un mastino
costretto all'obbedienza dal timore del bastone. Soltanto, signor curato, io
ho moglie e figli. Se mi denunciano, perder il posto, e non ho altro per
vivere!
Anch'io
sarei piuttosto seccato di perdere il mio, rispose il buon curato con voce
sempre pi commossa.
C' una
bella differenza! ribatt il carceriere con vivacit. Voi, signor curato, si sa
bene che avete una rendita di ottocento franchi e dei beni al sole...
Erano
questi i fatti che, commentati ed esagerati in venti modi diversi, agitavano da
due giorni tutte le astiose passioni di Verrires. E in quel momento erano
l'oggetto della piccola discussione in corso tra Rnal e sua moglie. Quella
mattina il sindaco in persona, seguito da Valenod, direttore dell'asilo dei
poveri, era andato dal curato per esprimergli la sua pi viva disapprovazione.
Chlan non aveva protettori, e seppe misurare tutto il peso di quelle parole.
Ebbene,
signori! Sar il terzo curato ottantenne ad essere destituito nel circondario.
Sono qui da cinquantasei anni, ho battezzato quasi tutti gli abitanti della
citt, che al mio arrivo era soltanto un borgo. Ogni giorno celebro le nozze di
giovani i cui nonni, molto tempo fa, ho pure unito in matrimonio. Verrires
la mia famiglia: ma, vedendo uno straniero, mi sono detto: "Quest'uomo,
venuto da Parigi, pu essere benissimo un liberale, ce ne sono anche troppi. Ma
che male pu fare ai nostri poveri e ai nostri carcerati?"
E siccome i
rimproveri di Rnal, e specialmente quelli del direttore dell'asilo dei poveri,
si facevano sempre pi pungenti, il vecchio curato sbott con voce tremante:
Ebbene,
fatemi destituire. Continuer ugualmente ad abitare qui. Quarantotto anni fa,
lo sanno tutti, ho ereditato un campo da cui ricavo una rendita di ottocento
franchi. Mi basteranno per vivere. Non posso certo fare economie col posto che
ho, e forse per questo che non mi spavento davanti alle minacce di perderlo.
Rnal
andava molto d'accordo con sua moglie; ma, incapace di rispondere all'obiezione
che lei gli veniva ripetendo timidamente: Che male pu fare quel signore di
Parigi ai carcerati?, stava per arrabbiarsi sul serio, quando la signora de
Rnal lanci un grido. Il suo secondogenito era salito sul parapetto della
terrazza e vi correva sopra, bench il muro fosse alto pi di venti piedi sulla
vigna che si trova dall'altro lato. Il timore di spaventare il bambino e di farlo
cadere impediva alla signora de Rnal di rivolgergli la parola. Alla fine il
ragazzo, felice della propria prodezza, voltatosi a guardare la madre, si
accorse del suo pallore, salt sulla passeggiata e corse verso di lei, che lo
sgrid severamente.
Questo
piccolo incidente cambi il corso della conversazione. Voglio assolutamente
assumere il figlio di Sorel, il padrone della segheria, disse Rnal.
Sorveglier i ragazzi, che cominciano a farsi troppo indiavolati per noi. un
giovane prete, o qualcosa del genere, buon latinista, e far progredire i
ragazzi, poich ha un carattere fermo: almeno cos dice il curato. Gli dar
trecento franchi l'anno, pi i pasti. Avevo qualche dubbio sulla sua moralit
perch era il favorito di quel vecchio chirurgo, membro della Legion d'Onore,
che era venuto in pensione dai Sorel col pretesto di essere loro cugino.
Quell'uomo, in fondo, poteva essere un agente segreto dei liberali; diceva che
l'aria delle montagne gli giovava per la sua asma, ma il fatto non ancora dimostrato.
Aveva combattuto tutte le campagne d'Italia con Buonaparte e si dice che a suo tempo abbia
votato contro l'impero. Proprio quel liberale ha insegnato il latino al figlio
di Sorel, e gli ha lasciato una quantit di libri che aveva portato con s. Insomma,
non avrei mai pensato a prendere in casa il figlio del carpentiere, ma il
curato, proprio il giorno prima che litigassimo, mi ha detto che Sorel studia
teologia da tre anni con l'intenzione di entrare in seminario. Non dunque un
liberale, e in pi un latinista.
"Questo
progetto presenta molti vantaggi," continu Rnal guardando sua moglie con
aria diplomatica. Il Valenod scoppia d'orgoglio per i due bei cavalli normanni
che ha comperato da poco per il suo calesse. Ma non ha un precettore per i suoi
figli.
Potrebbe
dunque portarcelo via.
Allora
approvi il mio progetto? disse Rnal, ringraziando la moglie con un sorriso
per l'eccellente idea che le era venuta. Sta bene! Allora tutto deciso.
Ah, mio
Dio! Come le prendi in fretta, le tue decisioni!
Il fatto
che sono un uomo di carattere, e se n' ben potuto accorgere il curato.
Guardiamo in faccia la realt: siamo circondati da liberali. Tutti questi
mercanti di tela sono invidiosi di me, ne sono sicuro: qualcuno di loro sta
ammucchiando ricchezze. Ebbene! Mi garba che vedano i figli di Rnal a spasso
col loro precettore. La cosa incuter rispetto. Mio nonno raccontava spesso di avere avuto
un precettore durante la sua infanzia. Potr costarmi cento scudi, ma una
spesa necessaria per sostenere il nostro rango.
Questa
improvvisa decisione lasci la signora de Rnal pensierosa. Era una donna alta,
ben fatta, ed era stata la bellezza del paese, come si usa dire in quelle
montagne. Aveva una cert'aria di semplicit e un passo giovanile; agli occhi di
un parigino quella grazia ingenua, piena di innocenza e di vivacit, avrebbe
potuto anche evocare immagini dolcemente voluttuose. Se avesse mai sospettato
un simile successo, la signora de Rnal se ne sarebbe vergognata profondamente.
Il suo cuore non era mai stato sfiorato da alcuna forma di civetteria o di
affettazione. Si diceva che Valenod, il ricco direttore dell'asilo dei poveri,
le avesse fatto la corte, ma senza successo; e questo aveva conferito una luce
particolare alla sua onest. Infatti Valenod, giovane, alto, con spalle larghe,
viso colorito e grossi favoriti neri, era uno di quegli esseri grossolani,
sfrontati e rumorosi che in provincia hanno fama di begli uomini.
La signora
de Rnal, timidissima e con un carattere apparentemente molto instabile, era
urtata soprattutto dal continuo agitarsi e dalle esplosioni verbali di Valenod.
Per la sua indifferenza verso tutto ci che a Verrires godimento, la si
riteneva molto fiera della sua nascita. Ella non ci pensava affatto, ma si era
accorta con grande piacere che le visite a casa sua andavano diradandosi. Non
nasconderemo che le altre signore la giudicavano sciocca, dal momento che,
senza la minima diplomazia nei riguardi del marito, si lasciava sfuggire le
migliori occasioni per farsi portare eleganti cappellini da Parigi o da
Besanon. Purch la si lasciasse passeggiare liberamente nel suo bel giardino,
ella non si lamentava mai.
Era
un'anima candida, che non s'era mai neppure sognata di giudicare suo marito e
di confessarsi che l'annoiava. Senza dirselo, supponeva che tra marito e moglie
non potessero esistere rapporti pi affettuosi dei loro. Amava Rnal
specialmente quando le parlava dei suoi progetti per i figli, destinandone uno
all'esercito, uno alla magistratura e uno alla chiesa. Insomma, lo giudicava
molto meno noioso di tutti gli uomini di sua conoscenza.
Questo
giudizio coniugale era ragionevole. Il sindaco di Verrires aveva fama di uomo
spiritoso e garbato, soprattutto grazie a una mezza dozzina di epigrammi che egli
aveva ereditato da uno zio. Prima della rivoluzione, il vecchio capitano de
Rnal aveva prestato servizio nel reggimento di fanteria del duca d'Orlans e,
quando andava a Parigi, era ammesso nei salotti del principe. Qui aveva visto
madame de Montesson, la famosa madame de Genlis, e Ducrest, il progettista del
Palais-Royal. Questi personaggi ricomparivano anche troppo spesso negli
aneddoti di Rnal. Ma, poco per volta, il ricordo di cose tanto difficili da
raccontare con garbo era divenuto una vera fatica per lui e, da qualche tempo,
solo nelle grandi occasioni ripeteva i suoi aneddoti sulla casa d'Orlans.
D'altronde, quando non si parlava di denaro, egli era molto educato ed era
giustamente ritenuto la persona pi aristocratica di Verrires.
IV
UN PADRE E UN FIGLIO
E sar
mia colpa,
se cos
?
Machiavelli
Mia moglie
ha davvero molto cervello, si ripeteva il sindaco di Verrires, dirigendosi
alle sei della mattina successiva verso la segheria del vecchio Sorel. Con
tutte le cose che le ho detto per conservare la mia superiorit, non avevo
pensato che, se non assumo io il giovane Sorel, il quale ha fama di sapere il
latino come un angelo, quell'anima in pena di Valenod potrebbe avere la stessa
idea e soffiarmelo. Figurarsi poi il tono con cui parlerebbe del precettore dei
suoi figli!... Piuttosto: dovr fargli portare la tonaca?
Rnal era
tutto assorto in questo dubbio, quando vide da lontano un contadino alto quasi
sei piedi, che fin dall'alba appariva tutto occupato a misurare pezzi di legno disposti
sull'alzaia del Doubs. Il contadino non si mostr entusiasta di vedere
avvicinarsi il signor sindaco, perch i suoi pezzi di legno, ostruendo il
cammino, contravvenivano alla legge.
Il vecchio
Sorel, poich era proprio lui, fu molto sorpreso, ma, pi ancora, felice,
sentendo la singolare proposta che Rnal gli faceva per suo figlio Julien.
Nondimeno lo ascolt con quel misto di disinteresse e di scontenta tristezza
che nasconde tanto bene l'astuzia di questi montanari. Schiavi al tempo della
dominazione spagnola, essi conservano ancora quel tratto della fisionomia che
tipico dei fellah egiziani.
La risposta
di Sorel cominci con una lunga litania composta di tutte le formule di
rispetto ch'egli sapeva a memoria. mentre pronunciava quelle vuote parole, con
un goffo sorriso che aumentava la sua aria di falsit e quasi di naturale
malizia, il vecchio contadino, con l'alacre lavorio della sua mente, cercava di
scoprire perch un uomo tanto stimato volesse prendersi in casa quel fannullone
di suo figlio. Di Julien egli era molto scontento, e, proprio per lui, Rnal
gli offriva un insperato stipendio di 300 franchi l'anno, pi il vitto e
perfino i vestiti! Quest'ultima pretesa, Sorel l'aveva avanzata con un
improvviso lampo di genio, e Rnal aveva acconsentito anche a quella.
La
richiesta, tuttavia, colp il sindaco, il quale pens: Dal momento che Sorel
non va in estasi, come naturalmente dovrebbe, per la mia proposta, chiaro che
qualcuno gli ha gi fatto delle offerte. E chi pu essere stato, se non
Valenod? Invano Rnal sollecit Sorel a concludere su due piedi: il vecchio e
astuto contadino continu a rifiutare testardamente; a sentir lui, voleva
consultare il figlio, come se in provincia consultare un figlio nullatenente
fosse per un padre ricco qualcosa di pi che una semplice formalit.
Una
segheria ad acqua non altro che una baracca in riva a un torrente. Il tetto
sostenuto da un'armatura che poggia su quattro pilastri di legno. In mezzo, all'altezza
di otto o dieci piedi, si vede una sega, che sale e scende, mentre un
meccanismo semplicissimo spinge i pezzi di legno verso l'ordigno. Una ruota
mossa dalla corrente fa funzionare entrambi i meccanismi: quello della sega,
che sale e scende, e quello che spinge lentamente i pezzi di legno verso la
sega, la quale li riduce in tavole.
Avvicinandosi
all'officina, il vecchio Sorel chiam Julien con la sua voce stentorea: nessuno
rispose. Vide solo i suoi figli maggiori, specie di giganti che, armati di
grosse scuri, squadravano i tronchi di pino prima di spingerli verso la sega.
Tutti intenti a seguire esattamente la linea nera tracciata sui pezzi di legno,
da cui ogni colpo d'ascia staccava grossi trucioli, essi, non udirono la voce
del padre. Questi si diresse verso la baracca: entrandovi, cerc invano Julien
vicino alla sega dove avrebbe dovuto trovarsi. Lo scorse cinque o sei piedi pi
in alto, a cavalcioni su una delle travi del tetto. Invece di sorvegliare
attentamente il meccanismo, Julien leggeva. Nulla riusciva pi insopportabile
al vecchio Sorel: avrebbe anche potuto perdonare a Julien la sua taglia
sottile, cos poco adatta ai lavori di forza e cos diversa da quella dei
fratelli maggiori: ma la mania della lettura, a lui che non sapeva leggere, era
odiosa.
Invano
Sorel chiam Julien due o tre volte. L'attenzione che il giovane prestava al
suo libro, molto pi che il rumore della macchina, gli imped di udire la voce
del padre. Questi, alla fine, nonostante gli anni salt agilmente sul tronco
sottoposto all'azione della sega, e di l sulla trave trasversale che sosteneva
il tetto. Un colpo violento fece volare nel ruscello il libro di Julien, e un
secondo colpo altrettanto violento, che gli si abbatt sulla testa, gli fece
perdere l'equilibrio. Il giovane stava per cadere dodici o quindici piedi pi
in basso, in mezzo agli ingranaggi della macchina che l'avrebbero stritolato,
ma suo padre lo trattenne al volo con la mano sinistra:
Scansafatiche!
Sino a quando continuerai a leggere i tuoi maledetti libri mentre sei di
guardia alla sega? Leggili di sera, almeno, quando vai a perdere tempo dal
curato.
Julien,
bench stordito dalla forza del colpo e tutto insanguinato, ritorn al suo
posto di lavoro, di fianco alla sega. Aveva le lacrime agli occhi, pi per aver
perduto il suo adorato libro che per il dolore fisico.
Vieni gi,
animale, che voglio parlarti. Il rumore della macchina imped ancora a Julien
di udire l'ordine. Il padre, che era sceso, non volendo darsi la briga di
risalire, and a prendere una lunga pertica per buttar gi le noci e la batt
su una spalla del figlio. Non appena quest'ultimo mise piede a terra, il
vecchio lo spinse rudemente davanti a s, verso casa. Solo Dio sa che cosa mi
far! pens il giovane. Passando, guard tristemente il torrente dove era
caduto il libro che prediligeva fra tutti, il Memoriale di Sant'Elena.
Aveva le
guance in fiamme e gli occhi bassi. Era un ragazzo sui diciannove anni, di
gracile apparenza, con tratti irregolari, ma delicati, e il naso aquilino. I
grandi occhi neri, che nei momenti di tranquillit denunciavano un temperamento
riflessivo e focoso, in quel momento erano pieni di un odio feroce. I capelli
castano scuri, dall'attaccatura molto bassa, gli rimpicciolivano la fronte e,
quando era in collera, gli conferivano un'espressione cattiva. Tra le
innumerevoli variet della fisionomia umana, forse non ne esiste alcuna cos
caratteristica. La figura agile e ben fatta di Julien rivelava pi agilit che
vigore. Fin dalla pi tenera infanzia, la sua espressione estremamente pensosa
e il suo intenso pallore avevano fatto pensare al padre che non sarebbe
sopravvissuto o che sarebbe stato in ogni caso un peso per la famiglia. Oggetto
del disprezzo generale in casa, Julien odiava il padre e i fratelli. Nei giochi
domenicali sulla piazza del paese era sempre sconfitto.
Non era
trascorso un anno da quando il suo viso gradevole aveva cominciato a suscitare
qualche simpatia tra le ragazze. Disprezzato da tutti per la sua gracilit,
Julien aveva adorato il vecchio maggiore medico, che un giorno aveva osato
parlare al sindaco a proposito dei platani.
A volte il
maggiore pagava a Sorel la giornata del figlio e insegnava a questi il latino e
la storia, o meglio ci che conosceva della storia: la campagna d'Italia del
1796. Morendo, gli aveva lasciato la croce della Legion d'onore, gli arretrati
del sua pensione e trenta o quaranta volumi, il pi prezioso dei quali era
appena finito nel torrente, deviato grazie all'influenza del sindaco.
Appena
entrato in casa, Julien si sent trattenere per spalla dalla mano forte di suo
padre. Tremava, aspettandosi essere picchiato.
Rispondimi
senza mentire, gli grid nelle orecchie il vecchio contadino con la sua voce
dura, mentre lo faceva girare come un bimbo gira tra le mani un soldatino di
piombo. I grandi occhi neri e pieni di lacrime di Julien si trovarono di fronte
quelli piccoli, grigi e cattivi del vecchio carpentiere che sembrava volergli
leggere fino in fondo all'anima.
V
UNA CONTRATTAZIONE
Cunctando
restituit rem.
Ennio
Rispondimi
senza mentire, se puoi, cane di un mangialibri. Come hai conosciuto la signora
de Rnal? Quando le hai parlato?
Non le ho
mai parlato, rispose Julien. Ho visto quella signora solo in chiesa.
Ma l'avrai
pur guardata, brutto sfrontato!
Mai!
Sapete bene che in chiesa non vedo che Dio, soggiunse Julien con un'arietta
ipocrita, adattissima, secondo lui a stornare altre botte.
Eppure c'
sotto qualcosa, replic il contadino malizioso, e tacque un istante. Ma da
te, maledetto ipocrita, non caver niente. Quello che conta che non ti avr
pi tra i piedi e la segheria non potr che guadagnarci. Hai sedotto il curato
o qualcun altro che ti ha trovato un buon posto. Va' a preparare la tua roba.
Poi ti porter dal sindaco, dove avrai l'incarico di precettore dei ragazzi.
E quanto
mi daranno?
Da
mangiare, da vestire e trecento franchi l'anno.
Non voglio
fare il servo!
Bestia! E
chi ti dice di fare il servo? Credi che manderei mio figlio a fare il servo?
Ma con chi
manger?
Questa
domanda sconcert il vecchio Sorel; egli sent che parlando avrebbe potuto
commettere qualche imprudenza; sicch se la prese con Julien, lo copr di
ingiurie, accusandolo di golosit, poi lo lasci per andare a consultarsi con
gli altri figli.
Poco dopo
Julien li vide tener consiglio, appoggiati alle scuri. Quando li ebbe guardati
a lungo e si fu accorto che non avrebbe potuto indovinare nulla, Julien si
rifugi dall'altra parte della sega per non essere sorpreso. Voleva pensare a
quell'annuncio imprevisto che cambiava il suo destino, ma si sent incapace di
ragionare a mente fredda; la sua immaginazione era tutta intenta a figurarsi
ci che avrebbe visto nella bella casa di Rnal.
Bisogna
rinunciare a tutto, disse fra s, piuttosto che ridursi a mangiare con i
servi. Mio padre vorr costringermi. Piuttosto la morte! Ho da parte quindici
franchi e otto soldi, stanotte me la svigno. In due giorni, seguendo vie
traverse per non incontrare gendarmi, arrivo a Besanon. L mi arruolo e, se
necessario, passo in Svizzera. Ma cos rinuncer alla carriera, alle ambizioni,
allo stato ecclesiastico, tanto desiderato e che pu farmi raggiungere
qualsiasi meta.
L'orrore
che provava all'idea di mangiare con la servit era estraneo alla natura di
Julien; pur di arrivare, egli si sarebbe piegato a ben altre umiliazioni. Una
simile ripugnanza gli veniva dalle Confessioni di Rousseau. Era l'unico libro che
lo aiutasse a immaginare il mondo. La raccolta dei bollettini della Grande
armata e il Memoriale di Sant'Elena completavano il suo Corano. Per queste tre opere si
sarebbe fatto uccidere. Non credette mai in nessun'altra. Fedele alle parole
del vecchio maggiore medico, considerava tutti gli altri libri come falsi e
scritti da truffatori in cerca di fortuna.
Con la sua
anima di fuoco, Julien possedeva anche quella memoria stupefacente che molto
spesso va unita alla stupidit. Per ingraziarsi il vecchio curato Chlan, dal
quale - se ne accorgeva chiaramente - dipendeva il suo futuro, aveva mandato a
memoria tutto il Nuovo Testamento in latino e il libro Del Papa di De Maistre, credendo poco tanto
all'uno che all'altro. Come per un reciproco accordo, quel giorno Sorel e suo
figlio evitarono di parlarsi. All'imbrunire Julien and dal curato per la sua
lezione di teologia, ma giudic pi prudente non parlargli della strana
proposta che gli aveva fatto suo padre. Forse una trappola, si diceva, e
bisogna fingere di averla dimenticata.
Il giorno
dopo, di buon mattino, Rnal fece chiamare il vecchio Sorel; dopo essersi fatto
aspettare un'ora o due, questi fin con l'arrivare, profondendosi fin dalla
soglia in cento scuse e altrettante reverenze. A forza di obiezioni, Sorel si
assicur che suo figlio avrebbe mangiato con i padroni di casa e, nei giorni di
ricevimento, in una stanza a parte, solo con i ragazzi. Sempre pi disposto a
far sorgere difficolt man mano che scorgeva nel sindaco una vera premura, e
d'altronde pieno di diffidenza e di stupore, Sorel chiese di vedere la camera
dove avrebbe dormito suo figlio. Era una stanza grande, ammobiliata molto
decorosamente, ma nella quale stavano gi trasportando i letti dei tre ragazzi.
Quella circostanza illumin il vecchio contadino; egli chiese subito con
fermezza di vedere l'abito che avrebbe indossato suo figlio. Rnal apr lo
scrittoio e prese cento franchi.
Con questi
soldi manderete vostro figlio al negozio di stoffe di Durand, dove ordiner un
completo nero.
E se poi
decidessi di far tornare a casa mio figlio, disse il vecchio contadino, che aveva
ormai abbandonato ogni forma di rispetto, questo abito nero rester a lui?
Certo.
Ebbene!
disse Sorel con voce strascicata, ormai dobbiamo accordarci solo su un
particolare: lo stipendio.
Come!
grid Rnal indignato, ma siamo d'accordo fino da ieri! Gli dar trecento
franchi. Mi sembra gi molto, e forse anche troppo.
Era la
vostra offerta, non dico di no, disse il vecchio Sorel parlando ancora pi
lentamente; e con un lampo di genio che stupir solo chi non conosca i
contadini della Franca Contea, aggiunse guardando fissamente Rnal:Possiamo
trovare di meglio altrove.
Queste parole sconvolsero il
sindaco. Tuttavia egli si riprese e, dopo una sapiente conversazione di due
lunghe ore, in cui neppure una parola fu pronunciata a caso, l'astuzia del
contadino ebbe la meglio sull'astuzia del ricco, che non ha bisogno di questa
dote per vivere. Furono fissati tutti gli articoli che avrebbero regolato la
nuova vita di Julien; non soltanto la sua paga fu stabilita nella misura di
quattrocento franchi, ma si convenne anche che sarebbe stata pagata in
anticipo, il primo di ogni mese.
Ebbene,
gli dar ogni volta trentacinque franchi, disse Rnal.
Per far
cifra tonda, un uomo ricco e generoso come il nostro sindaco, disse il
contadino con voce carezzevole, non avr difficolt ad arrivare a trentasei
franchi.
Sia!
disse Rnal. Ma facciamola finita.
Questa
volta la collera rafforz il tono della sua voce. Il contadino si accorse che
era meglio non andare oltre. Allora fu Rnal a fare qualche passo avanti. Non
acconsent assolutamente a versare in anticipo i primi trentasei franchi al
vecchio Sorel, che dimostrava molta premura di riceverli per il figlio. Intanto
il sindaco cominci a pensare che avrebbe dovuto riferire alla moglie l'andamento
di tutte quelle trattative.
Restituitemi
i cento franchi che vi ho dato, disse con stizza. Durand mi deve qualcosa.
Andr io con vostro figlio a ordinare la stoffa.
Dopo questo
atto di energia, Sorel rientr prudentemente nelle sue formule di rispetto e ce
ne fu per un quarto d'ora. Alla fine, vedendo che ormai non aveva decisamente
pi nulla da guadagnare, si ritir. Il suo ultimo inchino fin con queste
parole: Mander subito mio figlio al castello.
I cittadini
chiamavano cos la casa del sindaco, quando volevano ingraziarselo.
Tornato
all'officina, Sorel cerc invano il figlio. Diffidando della propria sorte,
Julien era uscito nel cuore della notte per mettere in salvo i suoi libri e la
croce della Legion d'onore. Aveva portato tutto a casa di un amico, un giovane
commerciante di legname di nome Fouqu, che abitava sull'alta montagna
dominante Verrires.
Quando
riapparve, il padre gli disse: Solo Dio sa, maledetto poltrone, se avrai mai
la coscienza di pagarmi il prezzo del tuo mantenimento, che ti anticipo da
tanti anni! Prendi i tuoi stracci e vattene a casa del sindaco.
Julien,
sorpreso di non ricever botte, si affrett ad andarsene. Ma appena fu sicuro
che suo padre non lo avrebbe visto, rallent il passo. Pens che una sosta in
chiesa avrebbe giovato alla sua ipocrisia.
Questa
parola vi stupisce? Ma prima di arrivare a questo, il giovane contadino aveva
dovuto percorrere un lungo cammino.
Fin dalla
prima infanzia aveva visto certi dragoni del sesto reggimento, con lunghi
mantelli bianchi ed elmi adorni di lunghi crini neri; ritornavano dall'Italia e
avevano attaccato i loro cavalli alle inferriate di casa Sorel, sotto gli occhi
stupiti di Julien, il quale s'era sentito invadere da un folle entusiasmo per
la carriera militare. Pi tardi il ragazzo ascolt con trasporto i racconti
delle battaglie del ponte di Lodi, di Arcole, di Rivoli, fattigli dal maggiore
medico, e non gli sfugg lo sguardo infiammato con cui il vecchio osservava la
propria decorazione.
Ma quando
Julien ebbe quattordici anni, a Verrires cominciarono a costruire una chiesa
che, per una cittadina tanto piccola, era senz'altro magnifica. Specialmente
quattro colonne di marmo colpirono il ragazzo. In paese queste divennero
celebri per l'odio mortale che suscitarono tra il giudice di pace e il giovane
vicario, mandato da Besanon, e da tutti ritenuto una spia della Congregazione.
Il giudice di pace fu a un pelo dal perdere il posto: tale, almeno, era
l'opinione generale. Non aveva forse osato mettersi in contrasto con un prete
che, quasi due volte al mese, andava a Besanon dove s'incontrava, sempre
stando alle voci correnti, con il vescovo in persona?
Nel
frattempo il giudice di pace, padre di numerosa prole, pronunci parecchie
sentenze che parvero ingiuste, e tutte contro quegli abitanti che leggevano il Constitutionnel.
Il partito
dell'ordine trionf. Si trattava, vero, di piccole multe di tre o cinque
franchi, ma una di queste tocc a un fabbricante di chiodi padrino di Julien.
Nella collera quest'uomo gridava: Che cambiamento! E pensare che da pi di
vent'anni il giudice di pace era ritenuto un galantuomo! Il maggiore medico,
amico di Julien, era morto.
Improvvisamente
il giovane non parl pi di Napoleone. Annunci il suo progetto di farsi prete
e lo si vide tutto il giorno, nella segheria del padre, intento a imparare a
memoria una Bibbia latina prestatagli dal curato. Il buon vecchio, stupito dei
suoi progressi, passava intere serate a insegnargli la teologia. Davanti a lui
Julien non mostrava che pii sentimenti. Chi avrebbe potuto immaginare che quel
volto effeminato, cos pallido e dolce, nascondeva la decisione incrollabile di
affrontare mille morti piuttosto che rinunciare a farsi strada?
Farsi
strada, per Julien, significava prima di tutto andarsene da Verrires: egli
odiava il suo paese. Tutto quel che vedeva gelava la sua immaginazione.
Fin dalla
prima infanzia aveva avuto momenti di esaltazione: a quel tempo sognava,
deliziato, che un giorno avrebbe conosciuto le belle donne di Parigi e si
sarebbe conquistato la loro attenzione con qualche azione clamorosa. Perch
qualcuna di loro non avrebbe potuto innamorarsi di lui, proprio come la
brillante Madame de Beauharnais si era innamorata di Bonaparte, ancora povero?
Da molti anni Julien non trascorreva forse neanche un'ora della sua vita senza
ripetersi che Bonaparte, oscuro luogotenente senza fortuna, era divenuto
padrone del mondo con la sua spada. Questo pensiero lo consolava delle sue
disgrazie, che gli sembravano grandi, e raddoppiava la sua gioia, quando poteva
gioire di qualcosa.
La
costruzione della chiesa e le sentenze del giudice di pace lo illuminarono
improvvisamente: gli venne un'idea che per alcune settimane lo mise fuori di
s, e alla fine si impadron di lui con tutta la forza della prima idea che
un'anima ardente pensa di avere inventato.
Quando
Bonaparte fece parlare di s, la Francia temeva l'invasione: il merito militare
era necessario, era di moda. Oggi si vedono dei preti di quarant'anni con
centomila franchi di stipendio, cio il triplo dei famosi generali di divisione
napoleonici. C' bisogno di uomini che li assecondino. Ed ecco questo giudice
di pace, un uomo finora cos accorto e onesto, che in et avanzata si disonora,
per paura di urtare un giovane vicario di trent'anni. Bisogna farsi preti.
Una volta,
sul pi bello della sua nuova religiosit (ed erano ormai due anni che studiava
teologia), Julien fu tradito da una improvvisa esplosione del fuoco che gli
divorava l'anima. Alla canonica, durante un pranzo di preti dove era stato
presentato come un prodigio di cultura, egli si lasci andare a un appassionato
elogio di Napoleone. Si leg il braccio destro al petto, con la scusa di
esserselo slogato spostando un tronco d'abete, e per due mesi lo tenne in tale
scomoda posizione. Dopo questa punizione si perdon. Tale era il ragazzo di
diciannove anni, ma di cos fragile aspetto da dimostrarne al massimo
diciassette, che con un involto sotto il braccio stava entrando nella magnifica
chiesa di Verrires.
La trov
buia e solitaria. In occasione di una festa tutte le vetrate erano state
coperte di stoffa cremisi. I raggi solari creavano un effetto di luce
stupefacente, di grande imponenza religiosa. Julien trasal. Era solo e and a
sedersi nel banco migliore. Vi spiccava lo stemma dei Rnal.
Sull'inginocchiatoio
Julien not un pezzo di carta stampata, che sembrava messo l apposta perch
qualcuno lo leggesse. Vi lasci cadere lo sguardo e vide: Particolari
sull'esecuzione e sugli ultimi momenti di Louis Jenrel, giustiziato a Besanon,
il ...
La carta era strappata. Sul retro
si potevano leggere le due prime parole di una riga: Il primo passo.
Chi avr
messo qui questo pezzo di carta? pens Julien. Povero disgraziato, aggiunse
con un sospiro, il suo nome finisce come il mio... e spiegazz il foglio.
Nell'uscire
Julien ebbe l'impressione di vedere del sangue vicino all'acquasantiera: era
acqua benedetta sparsa a terra, e il riflesso delle tende rosse che coprivano
le finestre la rendeva simile al sangue.
Infine
Julien si vergogn del suo segreto terrore.
Che io sia
un vigliacco? pens. All'armi!
Queste due
parole, ripetute cos spesso nei racconti di guerra del maggiore medico, erano
eroiche per Julien. Egli si alz e si diresse rapidamente verso casa Rnal.
Nonostante
questi bei propositi, per, quando la vide alla distanza di venti passi fu
assalito da un'invincibile timidezza. Il cancello di ferro era aperto; gli
sembr magnifico. Bisognava entrare l dentro.
Julien non
era l'unico ad avere il cuore turbato per il suo arrivo in quella casa. La
signora de Rnal, timidissima, era sconcertata all'idea di questo straniero
che, dato il suo compito, si sarebbe trovato continuamente tra lei e i suoi
bambini. Era abituata a dormire coi figli, e la mattina, vedendo trasportare i
loro lettucci nella camera del precettore, aveva pianto. Invano aveva chiesto
al marito che il letto di Stanislas-Xavier, il minore, fosse riportato nella
sua stanza.
La
delicatezza femminile giungeva a un punto estremo nella giovane signora. Ella
s'era creata la pi sgradevole immagine di un essere grossolano e coi capelli
in disordine, incaricato di sgridare i suoi figli soltanto perch conosceva il
latino, quella lingua barbara che sarebbe costata loro molte frustate.
VI
LA NOIA
Non so
pi cosa son, cosa faccio.
Mozart,
Figaro
Con la
vivacit e la grazia che le erano naturali quando era lontana dagli sguardi
degli uomini, la signora de Rnal stava uscendo in giardino dalla
porta-finestra del salotto, quando vide vicino all'ingresso la faccia di un
giovane contadino molto pallido, che sembrava ancora un ragazzo e che aveva
appena smesso di piangere. Indossava una camicia candida e portava sotto il
braccio una giacca pulitissima di lanetta viola.
Il colorito
di quel contadino era cos bianco, i suoi occhi erano tanto dolci, che lo
spirito un po' romantico della signora de Rnal ebbe sulle prime l'impressione
che poteva trattarsi d'una ragazza travestita, venuta a chiedere qualche grazia
al sindaco. Ebbe piet di quella povera creatura inchiodata sulla soglia, e che
evidentemente non aveva il coraggio di alzare la mano fino al campanello: si
avvicin, distratta per un momento dall'amarezza che le procurava l'arrivo del
precettore. Julien, rivolto verso la porta, non la vide avanzare. Trasal
quando una voce dolce, vicinissima al suo orecchio, gli domand:
Che volete
qui, figliuolo mio?
Julien si
volt di scatto e, colpito dallo sguardo pieno di grazia della signora,
dimentic in parte la propria trepidazione. Poi, stupito dalla bellezza di lei,
dimentic tutto, anche quello che veniva a fare. La giovane donna, intanto,
aveva ripetuto la domanda.
Vengo come
precettore, signora, rispose alla fine il ragazzo, pieno di vergogna per le
lacrime che cercava di asciugare alla meglio.
Ella rest
interdetta: erano vicinissimi l'uno all'altra, intenti a guardarsi. Julien non
aveva mai visto una persona vestita cos bene e tanto meno una donna con quella
splendida carnagione rivolgergli la parola con dolcezza. La signora de Rnal
guardava le grosse lacrime che si erano fermate sulle gote, prima tanto pallide
e ora cos colorite, del giovane contadino. Poi si mise a ridere con la pazza
allegria di una ragazzina: si prendeva gioco di se stessa e non riusciva a capacitarsi
della sua felicit. Ma che! era proprio quello il precettore che si era
immaginata come un prete sporco e mal vestito, venuto a sgridare e a frustare i
suoi figli?!
Dunque,
signore, gli disse alla fine, voi sapete il latino?
A sentirsi
chiamare signore, Julien rest di stucco a tal punto che per un attimo si mise
a riflettere.
S,
signora, rispose timidamente.
La signora
de Rnal era tanto felice che os dire a Julien:
Non li
sgriderete troppo, quei poveri ragazzi?
Io, sgridarli!
disse Julien stupito. E perch?
Allora,
signore, ella aggiunse dopo un breve silenzio e con una voce che andava
facendosi vieppi tremante per l'emozione, sarete buono con loro, me lo
promettete?.
Sentirsi
chiamare nuovamente signore, con tutta seriet, e da una donna cos ben
vestita, superava ogni previsione di Julien: in tutti i castelli in aria della
sua giovinezza egli si era sempre detto che nessuna donna a modo si sarebbe
degnata di parlargli, prima che egli avesse indossato una bella uniforme. La
signora de Rnal, dal canto suo, era veramente disorientata dalla bella
carnagione, dai grandi occhi neri di Julien e dai suoi bei capelli, che erano
pi ricci del solito perch egli aveva appena tuffato la testa nella vasca
della fontana pubblica, per rinfrescarsi. Con sua grande gioia ella scopriva
che il fatale precettore, di cui aveva tanto temuto la durezza e l'aria arcigna
per i suoi figli, era timido come una ragazza. Per l'animo tranquillo della
signora de Rnal, il contrasto fra i suoi timori e ci che vedeva fu un grande
avvenimento. Alla fine ella si riebbe. Si stup di trovarsi in quel modo sulla
porta di casa con un giovanotto in maniche di camicia, e cos vicina a lui.
Entriamo,
signore, gli disse, piuttosto imbarazzata. Mai, in vita sua, una sensazione di
puro piacere l'aveva commossa cos a fondo: mai un'apparizione cos gradevole
era succeduta a timori pi tormentosi. Cos, i suoi bei bambini, cui dedicava
tante cure, non sarebbero caduti in mano a un prete sporco e brontolone. Appena
entrata nel vestibolo, si volse verso Julien che la seguiva timidamente. La sua
aria stupita per la bellezza della casa era una grazia di pi agli occhi della
signora, che non poteva credere a ci che vedeva: le pareva, soprattutto, che
un precettore dovesse avere un abito nero.
Ma
proprio vero, signore? gli disse fermandosi ancora e con una tremenda paura di
sbagliarsi, tanto la cosa la rendeva felice. Sapete davvero il latino?
Quelle
parole offesero l'orgoglio di Julien e dissiparono l'incanto in cui viveva da
un quarto d'ora.
S,
signora, rispose cercando di assumere un freddo contegno. So il latino come
il curato; anzi, qualche volta egli ha la bont di dire che lo so meglio di
lui.
Alla
signora de Rnal parve che Julien avesse ora un'espressione molto cattiva; egli
si era fermato a due passi da lei. Gli si avvicin e disse a mezza voce:
Almeno i
primi giorni non picchierete i bambini, anche se non sapranno la lezione?
Il tono
cos dolce e quasi supplichevole di una donna tanto bella fece dimenticare di
colpo a Julien la sua reputazione di latinista. Il viso di lei era vicino al
suo, ed egli sent il profumo dei vestiti femminili estivi, cosa meravigliosa
per un povero contadino come lui. Julien arross con violenza e disse sospirando,
con un filo di voce:
Non
abbiate paura, signora, vi obbedir in tutto.
Solo in
quel momento, quando la sua inquietudine per i figli era completamente
dissipata, la signora de Rnal fu colpita dalla grande bellezza di Julien. I
suoi tratti quasi femminili e il suo estremo imbarazzo non sembrarono ridicoli
a una donna che a sua volta era molto timida. Un aspetto maschio, quale
solitamente ritenuto necessario alla bellezza di un uomo, le avrebbe fatto
paura.
Che et
avete, signore? ella domand a Julien.
Diciannove
anni fra poco.
Mio figlio
maggiore ne ha undici, riprese la signora de Rnal, rassicurata. Sar quasi
un compagno per voi, potrete parlargli come a un uomo. Una volta suo padre ha
voluto picchiarlo: rimasto a letto per una settimana, anche se si trattava di
una cosa da poco.
Che
differenza fra lui e me! pens Julien. Soltanto ieri mio padre mi ha
picchiato. Come sono fortunati i ricchi!
La signora
de Rnal era gi in grado di cogliere le minime sfumature di ci che
attraversava l'animo del precettore, quell'ombra di pena le sembr timidezza, e
volle fargli coraggio.
Come vi
chiamate, signore? gli disse con un accento e una grazia di cui Julien, senza
rendersene conto chiaramente, avvert tutto il fascino.
Mi chiamo
Julien Sorel, signora. Tremo entrando per la prima volta in vita mia in casa di
estranei, ho bisogno della vostra protezione e di molta indulgenza, nei primi
giorni. Non sono mai stato in collegio, ero troppo povero; non ho mai parlato
ad altri che a un mio cugino, il maggiore medico decorato della Legion d'onore,
e al curato Chlan, che potr darvi buone informazioni sul mio conto. I miei
fratelli invece mi hanno sempre picchiato e, se vi parlassero male di me, non
prestate fede alle loro parole; perdonate i miei errori, signora, perch non
saranno mai generati da cattive intenzioni.
Durante
questo lungo discorso, Julien osservava la signora e si andava rassicurando.
tale l'effetto di una grazia perfetta, quando questa naturale e soprattutto
quando la persona che ne dotata non si preoccupa affatto di averne, che
Julien, ottimo conoscitore della bellezza femminile, avrebbe giurato in quel
momento che la signora de Rnal non poteva avere pi di vent'anni. Ebbe
immediatamente l'audace idea di baciarle la mano. Poi questa idea lo spavent,
e dopo un istante egli si disse: Sarei un vile a non fare una cosa che
potrebbe giovarmi e diminuire il disprezzo che questa bella signora nutre
probabilmente per un povero operaio appena uscito dalla segheria. Forse Julien
fu un po' incoraggiato dal fatto che la domenica, da sei mesi a quella parte,
aveva sentito qualche ragazza ripetere che era un bel giovane. Mentre egli era
tormentato da questi contrasti interiori, la signora de Rnal gli dava qualche
istruzione sul modo di avvicinarsi ai ragazzi. Lo sforzo che Julien compiva su
se stesso lo fece di nuovo impallidire. Tutto impacciato, disse:
Non
picchier mai i vostri figli, signora, lo giuro davanti a Dio.
E cos
dicendo trov il coraggio di prendere la mano di lei e di portarsela alle
labbra. Ella fu stupita di quel gesto e, a pensarci bene, ne fu urtata. Siccome
faceva molto caldo, aveva il braccio nudo sotto lo scialle, e il baciamano di
Julien lo aveva completamente scoperto. Dopo qualche istante rimprover se
stessa, e le sembr di non essersi indignata abbastanza in fretta.
Rnal, che
aveva udito parlare, usc dal suo studio; e con la stessa aria maestosa e
paterna con cui celebrava i matrimoni in municipio, disse a Julien:
indispensabile ch'io vi parli prima che i ragazzi vi vedano.
Fece
entrare Julien in una stanza e trattenne sua moglie che voleva lasciarli soli.
Chiusa la porta, Rnal si mise a sedere con gravit.
Il curato
mi ha detto che siete un buon soggetto; qui tutti vi tratteranno con rispetto e
io, se sar contento, vi aiuter a farvi una piccola posizione. Voglio che non
vediate pi n parenti n amici; il loro tono non conveniente per i miei
figli. Ecco trentasei franchi per il primo mese; ma esigo la vostra parola
d'onore che non darete un soldo a vostro padre.
Rnal ce
l'aveva col vecchio, che in quell'affare era stato pi abile di lui.
Ora, signore,
- per mio ordine
tutti in casa vi chiameranno signore e voi sentirete il vantaggio di entrare in
una casa di gente per bene - ora, signore, non conveniente che i ragazzi vi
vedano in giacca. I domestici l'hanno gi visto? chiese Rnal alla moglie.
No, caro,
gli rispose profondamente assorta.
Tanto
meglio. Indossate questa, disse il sindaco al ragazzo stupito, tendendogli una
sua finanziera. Adesso andiamo da Durand, il mercante di stoffa.
Pi di
un'ora dopo, quando Rnal rientr col nuovo precettore tutto vestito di nero,
ritrov sua moglie seduta al medesimo posto. La presenza di Julien la
tranquillizz: guardandolo, si scordava di averne paura.
Julien non
pensava a lei; nonostante tutta la sua diffidenza nei confronti del destino e
degli uomini, in quel momento era come un fanciullo; gli sembrava che fossero
passati degli anni da quando, tre ore prima, si trovava in chiesa pieno di
paura.
Si accorse
dell'aria gelida della signora e cap che ella era in collera perch aveva
osato baciarle la mano. Ma il senso d'orgoglio, che provava nell'indossare
abiti tanto diversi dal solito, e il grande desiderio di nascondere la propria
gioia davano ai suoi gesti un che di brusco e di folle. La signora de Rnal lo
guardava stupefatta.
Un po' di
seriet, signore, gli disse il sindaco, se volete essere rispettato dai
ragazzi e dai domestici.
Signore,
rispose Julien, mi sento impacciato in questi abiti nuovi, io, povero
contadino che ho sempre portato solo delle giacche. Se lo permettete, vorrei
ritirarmi nella mia stanza.
Cosa ti
sembra del nuovo acquisto? disse Rnal a sua moglie.
Per un impulso
quasi istintivo, e certamente senza rendersene conto, ella nascose la verit al
marito.
Non sono
entusiasta come voi di questo contadinotto. Con tutte le vostre cortesie ne
farete un'impertinente e dovrete licenziarlo prima che sia trascorso un mese.
Ebbene, lo
licenzieremo! Potr costarmi un centinaio di franchi, ma Verrires si abituer
a vedere un precettore accanto ai figli del sindaco. Non avrei raggiunto questo
scopo, se avessi lasciato Julien vestito come un operaio. E se lo dovessi
licenziare mi terr io, ben inteso, il completo nero che gli ho appena
ordinato. Gli lascer soltanto quello che ho trovato gi confezionato da un
sarto, e che gli ho fatto indossare.
L'ora che
Julien trascorse nella sua stanza parve un attimo alla signora de Rnal. I
ragazzi, cui era stato annunciato l'arrivo del nuovo precettore, tempestavano
la madre di domande. Infine Julien comparve. Era un altro uomo. Sarebbe
improprio dire che aveva un aspetto serio: era addirittura la seriet
personificata. Fu presentato ai ragazzi e parl con un tono che stup il
sindaco stesso.
Sono qui,
signori, per insegnarvi il latino. Sapete che cosa significa recitare una
lezione? Ecco la santa Bibbia, disse loro mostrando un piccolo volume in 32
rilegato in nero. Questa in particolare la storia di nostro Signore Ges
Cristo, la parte che si chiama Nuovo Testamento. Vi far spesso recitare delle
lezioni, ora fatemi recitare la mia.
Adolphe, il
maggiore dei ragazzi, aveva preso il libro.
Apritelo a
caso, continu Julien, e ditemi la prima parola di un capoverso. Reciter a
memoria il libro sacro, norma di condotta per noi tutti, finch non mi direte
di fermarmi.
Adolphe
apr il libro, lesse una parola e Julien recit tutta la pagina con facilit,
come se avesse parlato in francese. Rnal guardava la moglie con aria
trionfante. I ragazzi, vedendo lo stupore dei genitori, spalancarono gli occhi.
Un domestico comparve sulla soglia del salotto e Julien seguit a parlare in
latino. Sulle prime l'uomo rimase immobile: poi scomparve. Poco dopo la
cameriera della signora de Rnal e la cuoca si avvicinarono alla porta. Fino a
quel momento Adolphe aveva gi aperto il libro in otto punti diversi, e Julien
aveva sempre recitato con la stessa facilit.
Ah, Dio
mio! Che bel pretino! disse ad alta voce la cuoca, una buona ragazza molto
devota.
L'amor
proprio di Rnal era inquieto: il sindaco non pensava affatto all'esame del
precettore, intento com'era a cercare nella propria memoria qualche parola di
latino: infine riusc a cavar fuori un verso di Orazio. Di latino, Julien non
conosceva che la Bibbia: sicch rispose aggrottando le sopracciglia:
Il santo
ministero, cui mi sono votato, mi ha proibito di leggere un poeta tanto
profano.
Rnal cit
un numero abbastanza cospicuo di pretesi versi d'Orazio. Spieg ai suoi figli
chi era Orazio, ma i ragazzi, pieni di ammirazione, non prestavano attenzione a
ci che diceva. Guardavano Julien.
I domestici
erano sempre sulla soglia: Julien ritenne di dover prolungare la prova.
Rivolgendosi
al minore dei bambini, egli disse: Bisogna che anche Stanislas-Xavier mi
indichi un passaggio del libro sacro.
Il piccolo
Stanislas, tutto fiero, lesse alla bell'e meglio la prima parola di un
capoverso, e Julien snocciol tutta la pagina. Perch nulla mancasse al trionfo
di Rnal, mentre Julien recitava entrarono Valenod, il proprietario dei bei
cavalli normanni, e Charcot de Maugiron, sottoprefetto del circondario. Questa
scena valse a Julien il titolo di signore: nemmeno i domestici osarono rifiutarglielo.
La sera
tutta Verrires afflu a casa Rnal per vedere la meraviglia. Julien rispose a
tutti con un tono cupo che manteneva ognuno a distanza. La sua fama si estese
cos rapidamente in citt che pochi giorni dopo il sindaco, per paura che glie
lo portassero via, gli propose di firmare un contratto per due anni.
No,
signore, rispose freddamente Julien. Se voi voleste licenziarmi, io sarei
obbligato ad andarmene. Un contratto che vincola me, e non voi, non giusto, e
io lo rifiuto.
Julien
seppe comportarsi cos bene che meno di un mese dopo il suo ingresso in casa il
sindaco stesso lo rispettava. E siccome il curato era in lite con Rnal e
Valenod, nessuno pot tradire l'antica passione di Julien per Napoleone; quanto
a lui, ne parlava solo con orrore.
VII
LE AFFINIT ELETTIVE
Non sanno
toccare il cuore senza ferirlo.
Un
moderno
I ragazzi
lo adoravano, ma egli non li amava: il suo pensiero era altrove. Qualunque cosa
essi facessero, non si spazientiva mai. Freddo, giusto, impassibile e tuttavia
amato poich il suo arrivo, in certo qual modo, aveva cacciato la noia dalla
casa, Julien fu un buon precettore. Per conto suo, non provava che odio e
orrore per l'alta societ in cui era ammesso, a dire il vero, per, era
relegato in fondo alla tavola, e questo spiega forse l'odio e l'orrore. Ci
furono certi pranzi di gala in cui pot nascondere a stento il suo odio per
tutto ci che lo circondava. In particolare una volta, il giorno di San Luigi,
mentre Valenod teneva banco in casa Rnal, Julien fu sul punto di tradirsi: si
rifugi in giardino col pretesto di vedere i ragazzi. Quanti elogi
dell'onest! esclam. Si direbbe che sia l'unica virt. E tuttavia quanta
considerazione, quale strisciante rispetto per un uomo che ha raddoppiato e
triplicato la propria fortuna da quando amministra l'ospizio dei poveri!
Scommetterei che guadagna anche sui fondi destinati ai trovatelli a quei poveri
bambini la cui miseria anche pi sacra di quella degli altri! Sono dei
mostri! dei mostri! E anche io sono una specie di trovatello, odiato da mio
padre, dai miei fratelli, da tutta la mia famiglia.
Alcuni
giorni prima di san Luigi, Julien, che camminava solo e recitava il breviario
in un boschetto chiamato il Belvedere, dominante il Cours de la Fidlit, aveva
cercato invano di evitare i suoi due fratelli, che vedeva avanzare da lontano
lungo un sentiero solitario. La gelosia dei due rozzi operai era stata tanto
ferita dal bel vestito nero, dall'aspetto estremamente accurato del fratello e
dal sincero disprezzo che questi nutriva per essi, che lo avevano picchiato
brutalmente, lasciandolo poi svenuto e sanguinante. La signora de Rnal, che
passeggiava con Valenod e col sottoprefetto, arriv per caso nel piccolo bosco:
vide Julien steso a terra e lo credette morto. La sua angoscia fu tale da
suscitare la gelosia di Valenod.
Questi per
si allarmava troppo presto. Julien giudicava la signora molto bella, ma la
odiava per la sua bellezza: era il primo scoglio che aveva rischiato di
arrestare la sua carriera. Le parlava il meno possibile, perch dimenticasse il
trasporto che il primo giorno lo aveva spinto a baciarle la mano.
Elisa, la
cameriera della signora de Rnal, non aveva perso l'occasione d'innamorarsi del
giovane precettore, e ne parlava spesso alla padrona. L'amore di Elisa era
valso a Julien l'odio di uno dei domestici, che un giorno si fece udire mentre
diceva alla ragazza: Non mi rivolgete pi la parola, da quando entrato in
casa quello sporco precettore. Julien non meritava l'ingiuria: ma, seguendo un
istinto di bel ragazzo, intensific le cure per la propria persona. Anche
l'odio di Valenod raddoppi. Egli disse pubblicamente che tanta civetteria non
si addiceva a un giovane abate: e in realt, salvo la tonaca, Julien era
vestito proprio come un prete.
La signora
de Rnal si accorse che Julien parlava pi del solito con Elisa: e venne a
sapere che questi colloqui erano determinati dalla scarsezza del suo
guardaroba. Egli aveva cos poca biancheria che era costretto a farla lavare
spessissimo fuori casa, e per questi piccoli servizi Elisa gli era utile.
Quell'estrema povert, che non aveva neppure sospettato, commosse la signora de
Rnal; desider fargli dei regali, ma non ne ebbe il coraggio. Questa intima
resistenza fu il primo sentimento penoso che Julien suscit in lei.
Fino a quel
momento il nome di Julien e un senso di gioia pura, tutta intellettuale, erano
stati sinonimi per lei. Tormentata dall'idea della povert di Julien, la
signora de Rnal propose al marito di regalargli della biancheria.
Che
sciocchezza! rispose il sindaco. Perch fare un regalo a un uomo di cui siamo
contentissimi, e che ci serve bene? Andrebbe stimolato solo se trascurasse il
suo dovere.
Ella fu
umiliata da quel modo di vedere le cose: prima dell'arrivo di Julien non se ne
sarebbe accorta. Non poteva notare l'estrema dignit degli abiti del giovane
abate, d'altronde semplicissimi, senza domandarsi: Povero ragazzo, come pu
fare?
A poco a
poco, invece di sentirsi urtata dalla povert di Julien, ella ne prov
compassione. La signora de Rnal era una di quelle donne di provincia che
possono sembrare sciocche a chi non le conosce da pi di quindici giorni:
mancava di qualsiasi esperienza, e non si curava di essere eloquente. Dotata di
un'anima delicata e sdegnosa, per quella specie di propensione naturale verso
la felicit, che in ognuno di noi, non prestava quasi mai attenzione alle
persone volgari in mezzo alle quali il caso l'aveva buttata.
Se avesse
ricevuto la minima educazione, si sarebbe fatta notare per la naturalezza e la
vivacit del suo spirito. Ma, come ricca ereditiera, era stata allevata in un
convento di suore che adoravano appassionatamente il Sacro Cuore di Ges e che odiavano con violenza tutti
i francesi ostili ai gesuiti. La signora de Rnal era provvista di sufficiente
buon senso per dimenticare subito, come un'assurdit, tutto ci che aveva
appreso in convento; ma non sostitu nulla a quegli insegnamenti e rest nella
pi assoluta ignoranza. Le adulazioni cui era stata soggetta fin da bambina,
essendo erede di una grossa fortuna, e la sua decisa tendenza a un'appassionata
religiosit, l'avevano spinta a chiudersi in se stessa. Sotto la superficie
della pi perfetta condiscendenza e di una sottomissione che i mariti di
Verrires citavano come esempio alle mogli, e che costituiva l'orgoglio di
Rnal, la sua condotta abituale derivava in realt da un carattere molto
altero. Qualsiasi principessa famosa per il suo orgoglio presta un'attenzione
assai maggiore ai gentiluomini che le stanno intorno, di quanta ne prestasse
quella donna cos dolce, cos modesta in apparenza, a tutto ci che diceva o
faceva suo marito. Fino all'arrivo di Julien ella non aveva avuto vere
attenzioni che per i suoi figli. Le loro lievi malattie, i loro dolori, le loro
piccole gioie occupavano tutta la sensibilit di quell'anima che in vita sua
aveva adorato solo Dio al Sacro Cuore di Besanon.
Non si degnava
di dirlo a nessuno, ma un attacco febbrile a uno dei figli la angosciava quasi
come se lo avesse visto morto. Uno scoppio volgare di risa, un'alzata di
spalle, seguita da qualche motto triviale sulla follia delle donne, avevano
regolarmente accolto le confidenze di simili dispiaceri, che aveva fatto al
marito nei primi anni di matrimonio, spinta dal bisogno di aprirsi con
qualcuno. Tali facezie, soprattutto quando riguardavano le malattie dei figli,
erano come un coltello nel cuore di lei. E questo era quanto aveva trovato in
luogo delle adulazioni servili e smancerose del convento gesuitico dove aveva
trascorso la giovinezza. Era stata educata dal dolore. Troppo fiera, non
parlava di tali sofferenze neppure con la signora Derville sua amica, e fin col
credere che tutti gli uomini fossero come suo marito, o come Valenod o il
sottoprefetto Charcot de Maugiron. La volgarit, l'insensibilit pi brutale
per tutto ci che non riguardava interessi di denaro, di prestigio o di
onorificenze, l'odio cieco per ogni discorso che li contrariasse, le sembrarono
caratteristiche naturali dell'altro sesso, come quella di portare gli stivali o
il cappello di feltro.
Dopo lunghi
anni, la signora de Rnal non si era ancora abituata alla gente tutta dedita al
denaro, con la quale era costretta a vivere.
Da ci, il
successo di Julien. La signora de Rnal trov dolci gioie, illuminate dal
fascino della novit, nella simpatia di quell'anima nobile e fiera. Gli perdon
ben presto la sua estrema ignoranza, che anzi era una grazia di pi, e i suoi
modi rudi che riusc poi a correggere. Giudic che valesse la pena di
ascoltarlo, anche quando si parlava delle cose pi comuni; anche quando si
trattava di un povero cane che il carro in corsa di un contadino aveva
schiacciato, mentre stava attraversando la strada. Lo spettacolo di un simile
dolore faceva esplodere suo marito in una grassa risata, mentre ella vedeva
contrarsi le belle sopracciglia nere e perfettamente arcuate di Julien. La
generosit, l'animo nobile, l'umanit le sembrarono a poco a poco
caratteristiche esclusive di quel giovane abate. Ebbe per lui tutta la simpatia
e anche l'ammirazione che queste doti suscitano in ogni anima gentile.
A Parigi la
posizione di Julien nei confronti della signora de Rnal si sarebbe rapidamente
semplificata: ma a Parigi l'amore figlio dei romanzi. Il giovane precettore e
la sua timida amica avrebbero trovato la spiegazione del loro caso in tre o
quattro romanzi e perfino nelle strofette cantate al Gymnase. I romanzi
avrebbero indicato loro il ruolo da sostenere, il modello da imitare; e, presto
o tardi, magari senza alcun piacere e fors'anche recalcitrando, per vanit
Julien sarebbe stato spinto a seguire quel modello.
In una
cittadina dell'Aveyron o dei Pirenei il minimo incidente sarebbe divenuto
decisivo a causa del clima infuocato. Qui, invece, sotto il nostro cielo pi
cupo, un giovane povero e solo, ambizioso unicamente perch la delicatezza del
suo animo gli fa sentire il bisogno di alcune gioie procurate dal denaro, vede
tutti i giorni una donna di trent'anni, decisamente onesta, occupata dei figli,
e che non si comporta in base agli esempi dei romanzi. Tutto, in provincia,
procede lentamente, si sviluppa a poco a poco; c' una maggiore naturalezza.
Spesso,
pensando alla povert del giovane precettore, la signora de Rnal si inteneriva
fino alle lacrime. Julien la sorprese un giorno mentre piangeva veramente.
Ah!
signora, non vi sar capitata qualche disgrazia!
No, amico
mio, ella rispose. Chiamate i ragazzi, andiamo a far due passi.
Prese il
suo braccio e vi si appoggi in un modo che a Julien sembr strano. Era la
prima volta che lo chiamava amico mio.
Verso la
fine della passeggiata, Julien si accorse che era arrossita violentemente. Poi
la signora rallent il passo.
Vi avranno
raccontato che sono l'unica erede di una zia ricchissima, abitante a Besanon.
Mi colma di doni... I miei figli fanno progressi... cos stupefacenti... che
vorrei pregarvi di accettare un regalino in segno di riconoscenza. Non si
tratta che di pochi soldi per comprarvi della biancheria. Ma... ella soggiunse
arrossendo ancor pi violentemente: e smise di parlare.
Come,
signora? disse Julien.
Sarebbe
inutile, continu lei abbassando la testa, parlarne a mio marito.
Sono povero,
signora, ma non abietto, rispose Julien fermandosi, con gli occhi infiammati
di collera, e drizzandosi in tutta la sua statura. Non mi pare che lo abbiate
considerato abbastanza. Sarei meno di un servo, se mi mettessi nella condizione
di dover nascondere al signor de Rnal qualsiasi cosa riguardo al mio denaro.
La signora
rimase sconvolta.
Il signor
sindaco mi ha versato per cinque volte trentasei franchi, da quando sono
entrato in casa sua, e sono pronto a mostrare il mio libro delle spese al
signor de Rnal e a chiunque altro, anche al signor Valenod, che mi odia.
Dopo questa
uscita, ella se ne stette pallida e tremante, e la passeggiata ebbe fine senza
che nessuno dei due riuscisse a trovare un pretesto per riallacciare il
dialogo. L'amore per la giovane donna si fece sempre pi impossibile nel cuore
orgoglioso di Julien; quanto a lei lo rispett, lo ammir; egli l'aveva
rimproverata! Col pretesto di riparare l'involontaria umiliazione che gli aveva
inflitto, si permise le pi tenere premure: e questo nuovo modo di comportarsi
costitu la sua gioia per otto giorni. Il risultato fu che la collera di Julien
svan, almeno in parte; egli era ben lontano dall'attribuire quel comportamento
a una simpatia personale.
Ecco, si
diceva, come sono questi ricchi! Prima ti umiliano, e poi credono di riparare
a tutto con qualche smorfia!
Il cuore
della signora de Rnal era troppo colmo e ancora troppo innocente perch ella
non raccontasse al marito, nonostante i suoi propositi, l'offerta che aveva fatto
a Julien e il modo in cui questa era stata respinta.
Come!
rispose Rnal punto sul vivo. Voi avete tollerato il rifiuto di un domestico?
E siccome
ella protestava per quell'appellativo, Rnal continu: Io parlo, signora, come
il principe di Cond quando present i suoi ciambellani alla moglie: "Tutti
costoro,"
disse, "sono i nostri domestici." Vi ho letto questo passaggio dei Mmoires di Besenval, indispensabile per
stabilire le distanze sociali. Tutti coloro che non sono gentiluomini, che
vivono in casa vostra e percepiscono uno stipendio, sono vostri domestici. Dir
due parole a questo Julien e gli dar cento franchi.
Ah! amico
mio, disse sua moglie tremando, almeno non fatelo davanti alla servit!
Certo,
potrebbe esserne gelosa, e a ragione, disse il marito allontanandosi e
pensando all'entit della somma.
La signora
si lasci cadere su una sedia, semisvenuta per il dolore. Umilier Julien, e
per colpa mia! Ebbe orrore di suo marito e si nascose il volto tra le mani. Si
ripromise con fermezza di non confidarsi mai con nessuno.
Quando
rivide Julien, ella tremava tutta; aveva un tale peso sul cuore che non riusc
a pronunciare parola. Nel suo imbarazzo, gli prese le mani e glie le strinse.
Ebbene,
amico mio, disse alla fine, siete contento di mio marito?
Come
potrei non esserlo? rispose Julien con un sorriso amaro. Mi ha dato cento
franchi.
Louise lo
guard, un po' incerta.
Datemi il
braccio, disse alla fine, con un'audacia che Julien non le conosceva.
Os recarsi
perfino dal libraio di Verrires, nonostante la sua spaventosa fama di
liberalismo. Spese dieci luigi in libri che regal ai suoi figli. Ma erano i
libri che sapeva desiderati da Julien. E l, nella bottega del libraio, pretese
che ognuno dei figli scrivesse il proprio nome sui libri che gli erano toccati
in sorte. Mentre la signora era tutta felice di quella specie di riparazione
che aveva il coraggio di offrire a Julien, questi era stupito della quantit di
libri che si vedeva intorno. Non aveva mai osato entrare in un luogo tanto
profano: il suo cuore palpitava. Invece di pensare a ci che passava nel cuore
della signora de Rnal, egli era tutto intento a riflettere sul modo in cui un
giovane studente di teologia avrebbe potuto procurarsi quei libri. Alla fine gli
venne l'idea che, con un po' di abilit, sarebbe stato possibile convincere
Rnal della necessit di assegnare ai suoi figli, come tema di composizione, la
storia dei gentiluomini celebri della provincia. Un mese di calcoli permise a
Julien di condurre in porto questa idea, e in modo cos perfetto che, qualche
tempo dopo, egli os proporre a Rnal una decisione ben pi penosa per il
nobile sindaco: si trattava di contribuire alla fortuna di un liberale, facendo
un abbonamento in libreria. Rnal conveniva che era opportuno dare al maggiore
dei suoi figli un'idea de visu di parecchie opere di cui avrebbe sentito parlare alla
scuola militare; ma Julien si accorse che il sindaco si ostinava a non
spingersi oltre. Sospettava che ci fosse una ragione segreta, ma non gli
riusciva di indovinarla.
Pensavo,
signore, gli disse un giorno, che sarebbe molto sconveniente se il nome di un
gentiluomo come un Rnal figurasse sullo sporco registro di un libraio.
La fronte
del sindaco si rischiar.
D'altronde,
sarebbe anche una nota di biasimo, continu Julien in tono pi umile, se si
potesse scoprire un giorno che il nome di un povero studente di teologia
comparso sul registro di una biblioteca circolante. I liberali potrebbero
accusarmi di aver richiesto i libri pi infami e forse arriverebbero anche al
punto di scrivere, accanto al mio nome, il titolo di quei libri perversi.
Ma Julien
stava andando fuori strada. Vide che il sindaco riprendeva un'espressione
imbarazzata e infastidita. Allora tacque. Ormai l'ho in pugno, pens.
Qualche
giorno dopo, siccome Adolphe lo interrogava a proposito di un libro annunciato
su La Quotidienne, in presenza di Rnal, Julien rispose:
Per
evitare ogni motivo di trionfo al partito giacobino e darmi tuttavia la
possibilit di rispondere al signor Adolphe, si potrebbe fare un abbonamento
dal libraio a nome del pi umile dei vostri domestici.
Questa non
una cattiva idea, disse Rnal, evidentemente molto soddisfatto.
Tuttavia
bisognerebbe mettere in chiaro, disse Julien con quel tono compunto e quasi
dolente che si adatta cos bene a certuni, quando essi vedono a portata di mano
la riuscita di una cosa a lungo desiderata, bisognerebbe mettere in chiaro che
il domestico non potr prelevare alcun romanzo. Una volta in casa, questi libri
pericolosi potrebbero corrompere le cameriere della signora e il domestico
stesso.
Dimenticate,
per, i libelli politici, aggiunse Rnal con alterigia. Voleva nascondere
l'ammirazione per il sapiente compromesso escogitato dal precettore dei suoi
figli.
Cos la
vita di Julien consisteva in una serie di piccole manovre, il successo delle
quali gli premeva assai pi della spiccata preferenza che, se avesse voluto,
avrebbe scorto facilmente nel cuore della signora de Rnal.
La
posizione morale in cui Julien si era trovato durante tutta la sua vita si
rinnovava in casa del sindaco di Verrires. Qui, come nella segheria di suo
padre, egli disprezzava profondamente le persone con cui viveva e ne era
odiato. Si accorgeva ogni giorno, dai discorsi del sottoprefetto, di Valenod e
degli altri amici di casa, che le loro idee, nel caso di fatti svoltisi sotto i
loro occhi, assomigliavano molto poco alla realt. Un'azione gli sembrava
ammirevole? Proprio quella era biasimata dagli altri. La sua replica interiore
era sempre la stessa: Che bestie! o Che sciocchi!. La cosa divertente era
che spesso, nonostante tutto il suo orgoglio, egli non capiva assolutamente
nulla dell'argomento di quei discorsi.
In tutta la
sua vita non aveva mai parlato sinceramente che col vecchio maggiore medico; le
poche idee che aveva riguardavano le campagne di Bonaparte in Italia o la
chirurgia. Il suo coraggio giovanile si compiaceva nel racconto circostanziato
delle operazioni pi dolorose. Pensava: Io non avrei battuto ciglio.
La prima
volta che la signora de Rnal cerc di intavolare con lui una discussione
estranea all'educazione dei ragazzi, egli si mise a parlare di operazioni
chirurgiche. Ella impallid e lo preg di smetterla.
Julien non sapeva
altro. Cos, anche se passava la vita accanto alla signora de Rnal, appena
erano soli si stabiliva tra loro il pi strano silenzio. Durante i ricevimenti,
nonostante l'umilt del suo atteggiamento, ella gli scopriva negli occhi
qualcosa di intellettualmente superiore a tutti gli altri. Se si trovava sola
un istante con lui, si accorgeva che era visibilmente imbarazzato. Ne era
inquieta, perch il suo istinto femminile le faceva capire che quell'imbarazzo
non derivava affatto da un sentimento di tenerezza.
In base a
chi sa quale idea ricavata dai discorsi che il vecchio maggiore medico gli
aveva fatto sulla buona societ, quando si trovava con una donna e tutti
intorno tacevano, Julien si sentiva umiliato, come se quel silenzio fosse una
colpa sua particolare. Tale sensazione era cento volte pi penosa in un
colloquio a quattr'occhi. La sua fantasia, piena delle nozioni pi esagerate e
spagnolesche su ci che un uomo deve dire quando si trova solo con una donna,
nella sua confusione non gli offriva che spunti inaccettabili. La sua anima era
nelle nuvole, e gli era impossibile uscire da quel silenzio tanto umiliante.
Cos, durante le lunghe passeggiate con la signora de Rnal e i ragazzi, il suo
atteggiamento severo era aggravato dalle pi crudeli sofferenze. Si disprezzava
spaventosamente. Se per disgrazia si costringeva a parlare, gli uscivano di
bocca le cose pi ridicole. Per colmo di sfortuna, vedeva la sua stupidit e se
la esagerava; ma quello che non vedeva era l'espressione dei suoi occhi cos belli
e infervorati che, come accade ai bravi attori, riuscivano talvolta a dare un
significato affascinante a cose che non l'avevano. La signora de Rnal si
accorse che, quando erano a tu per tu, Julien riusciva a dire qualcosa di buono
solo se, distratto da un imprevisto, non si sforzava di escogitare qualche
complimento. E siccome gli amici di casa non la viziavano certo con idee nuove
e brillanti, ella si deliziava dei lampi di spirito di Julien.
Dalla
caduta di Napoleone in poi, ogni forma di galanteria severamente bandita dai
costumi della provincia. Tutti hanno paura di perdere il posto. I furbi cercano
appoggio nelle congregazioni religiose; e l'ipocrisia ha fatto grandi progressi
anche nei ceti liberali. La noia aumenta. Non restano altri piaceri che i libri
e l'agricoltura.
La signora
de Rnal, ricca ereditiera di una zia bigotta, sposata a sedici anni con un
bravo gentiluomo, in tutta la sua vita non aveva mai provato n visto nulla che
assomigliasse all'amore. Ne aveva sentito parlare soltanto dal suo confessore,
l'abate Chlan, il quale, prendendo spunto dalle galanterie di Valenod, glie ne
aveva fatto un quadro cos ripugnante, che quella parola evocava in lei l'idea
del pi abietto libertinaggio. Giudicava come un'eccezione, o almeno come un sentimento
del tutto innaturale, l'amore che aveva trovato nei pochissimi romanzi capitati
per caso tra le sue mani. Grazie a questa ignoranza, la signora de Rnal era
perfettamente felice e, pur occupandosi senza tregua di Julien, era ben lungi
dal rivolgersi il minimo rimprovero.
VIII
PICCOLI AVVENIMENTI
Then
there were sighs, the deeper for suppression,
And stolen
glances, sweeter for the theft,
And
burning blushes, though for no transgression.
Don
Juan, c. I,
st. 74
L'angelica
dolcezza che la signora de Rnal doveva al suo carattere e alla sua attuale
felicit si alterava lievemente solo quando pensava a Elisa, la sua cameriera.
La ragazza aveva avuto un'eredit, era andata a confessarsi al curato Chlan e
gli aveva confidato il suo progetto di sposare Julien. Il curato si rallegr di
cuore per l'amico, ma fu estremamente sorpreso quando Julien gli dichiar
risolutamente che l'offerta di Elisa non l'interessava.
Fate
attenzione, figliolo mio, disse il curato aggrottando la sopracciglia, a ci
che passa nel vostro cuore; mi rallegro per la vostra vocazione, se soltanto ad
essa dovete il disprezzo di una fortuna pi che sufficiente. Da cinquantasei
anni sono il curato di Verrires e tuttavia, a quanto pare, sto per essere
destituito. una cosa che mi addolora, anche se ho ottocento lire di rendita.
Vi parlo di questo perch non vi facciate soverchie illusioni sulla condizione
sacerdotale. Se pensate a far la corte ai potenti, la dannazione eterna
assicurata. Per far fortuna dovrete nuocere ai poveri, adulare il
sottoprefetto, il sindaco, i notabili e prestarvi ai loro desideri; un simile
comportamento, che nel mondo si chiama saper vivere, per un laico pu anche
conciliarsi con la salvezza dell'anima; ma nella nostra condizione bisogna scegliere:
si tratta di far fortuna in questo mondo o nell'altro, non ci sono vie di
mezzo. Ora andate, amico mio, riflettete e tornate fra tre giorni a darmi una
risposta definitiva. Con dolore scorgo in fondo al vostro carattere un ardore
cupo, che non testimonia della moderazione e dell'assoluta rinuncia ai beni
terrestri necessarie a un prete la vostra intelligenza mi fa sperare bene: ma
lasciate che ve lo dica, aggiunse il buon curato con le lacrime agli occhi,
io tremerei per la vostra salvezza, se vi faceste prete.
Julien si
vergognava della propria emozione; per la prima volta in vita sua si accorgeva
di essere amato; piangeva di gioia, e and a nascondere le sue lacrime nei
grandi boschi sopra Verrires.
Perch mi
trovo in questo stato? si disse alla fine. Sento che darei cento volte la
vita per l'abate Chlan, e tuttavia egli mi ha appena dimostrato che sono uno
sciocco. E lui, soprattutto, quello ch'io vorrei ingannare, ed egli mi legge
dentro. Il segreto ardore di cui mi parla il mio progetto di far fortuna. Mi
ritiene indegno di farmi prete, e ci accade proprio quando immaginavo che il
sacrificio di una rendita di cinquanta luigi lo avrebbe riempito di entusiasmo
per la mia piet e la mia vocazione.
In
futuro, continu Julien, conter solo sulle qualit gi sperimentate del mio
carattere. Chi mi avrebbe detto che avrei provato piacere a piangere! Che avrei
amato chi mi dimostra che sono solo uno sciocco!
Tre giorni
dopo Julien aveva trovato il pretesto che gli sarebbe stato necessario fin dal
primo giorno: questo pretesto era una calunnia, ma che importava? Con molta
titubanza confess al curato che c'era una ragione per rifiutare quel
matrimonio, ma che non poteva spiegargliela perch avrebbe danneggiato una
terza persona. Era come incriminare la condotta di Elisa. Il curato trov nelle
maniere di Julien un certo fuoco tutto mondano, ben diverso da quello che
avrebbe dovuto animare un giovane levita.
Amico
mio, gli disse ancora, siate un buon borghese di campagna, stimabile e
istruito, piuttosto che un prete senza vocazione.
Julien
rispose a queste nuove rimostranze in modo perfetto, almeno a parole; escogit
le frasi che avrebbe pronunciato un seminarista pieno di zelo; ma il tono con
cui le pronunciava, ma il fuoco segreto che brillava nei suoi occhi turbavano
il parroco.
Non bisogna
trarre auspici troppo negativi sul futuro di Julien, egli inventava
correttamente le parole di una cauta e prudente ipocrisia. E non poco, alla
sua et. Quanto al tono e ai gesti, il giovane viveva con gente di campagna:
non aveva mai avuto grandi modelli. Pi tardi, appena gli fu dato di avvicinare
persone importanti, si fece ammirare sia per i gesti che per le parole.
La signora
de Rnal fu stupita che la nuova ricchezza della sua cameriera non rendesse pi
felice la ragazza: la vedeva andare continuamente dal curato e tornare con le
lacrime agli occhi. Alla fine Elisa le parl del suo matrimonio.
La giovane
signora si credette malata: una specie di febbre le impediva di dormire, ed
ella si sentiva rivivere solo quando aveva davanti agli occhi la cameriera o
Julien. Non riusciva a pensare che a loro e alla felicit che avrebbero trovato
nel matrimonio. La povert di quella piccola casa, in cui avrebbero dovuto
vivere con una rendita di cinquanta luigi, le si presentava con colori
incantevoli. Julien avrebbe potuto benissimo fare l'avvocato a Bray, la
sottoprefettura a due leghe da Verrires, e in questo modo ella avrebbe potuto
rivederlo qualche volta.
La signora
de Rnal credette sinceramente di essere sul punto di impazzire: lo disse a suo
marito e poi si ammal. La sera stessa, mentre la cameriera la serviva, si
accorse che stava piangendo. In quel momento odiava Elisa, e poco prima l'aveva
trattata male: le chiese scusa. Le lacrime di Elisa raddoppiarono e la ragazza
disse che, se la padrona lo permetteva, le avrebbe raccontato tutta la sua
disgrazia.
Parlate
pure, rispose la signora de Rnal.
Ebbene,
signora, non vuole sposarmi; qualche malalingua gli avr parlato male di me, e
lui ci ha creduto.
Chi che
non vuole sposarvi? disse la signora, quasi senza fiato.
E chi mai,
signora, se non il signor Julien? replic singhiozzando la cameriera. Il
curato non riuscito a vincere la sua resistenza. Infatti, pensa il curato, egli
non pu respingere una brava ragazza col pretesto che ha fatto la cameriera.
Dopo tutto, suo padre non altro che un carpentiere. E anche lui, come si
guadagnava da vivere prima di essere assunto in casa vostra?
La padrona
non ascoltava pi; l'eccessiva felicit le aveva tolto l'uso della ragione. Si
fece ripetere molte volte che Julien aveva rifiutato in modo definitivo e che
non ammetteva la possibilit di tornare a una decisione pi saggia.
Voglio
fare un ultimo tentativo, ella disse alla cameriera. Parler al signor
Julien.
L'indomani,
dopo colazione, la signora de Rnal si concesse la deliziosa volutt di
perorare la causa della rivale e di vedere respinte la mano e la fortuna di
Elisa per un'ora intera.
A poco a
poco Julien abbandon le risposte compassate e fin col rispondere
spiritosamente alle sagge osservazioni della signora de Rnal. Questa non
riusc a resistere al torrente di felicit che inondava la sua anima, dopo
tanti giorni di disperazione. E si sent veramente male. Quando si fu ripresa e
si trov nella propria camera, volle restare sola. Era profondamente stupita.
Sono forse
innamorata di Julien? si domand alla fine.
Questa
scoperta, che in qualsiasi altro momento avrebbe gettato la signora de Rnal
nel rimorso e in una profonda agitazione, fu per lei soltanto uno spettacolo
strano, ma quasi indifferente. La sua anima, sfinita per tutto ci che aveva
dovuto sopportare, non aveva pi sensibilit per le passioni.
Tent di
mettersi a lavorare, ma cadde in un sonno profondo; al risveglio non si
spavent come avrebbe dovuto. Era troppo felice per potersi turbare di
qualcosa. Ingenua e innocente, quella buona provinciale non si era mai
torturata l'anima nel tentativo di strapparne un po' di sensibilit per qualche
nuova sfumatura di sentimento o di dolore. Prima dell'arrivo di Julien, assorta
com'era nella mole di lavoro che, lontano da Parigi, spetta a una brava madre
di famiglia, ella pensa alle passioni come noi pensiamo a una lotteria: inganno
sicuro, fortuna cercata dai matti.
Suon la
campana del pranzo; la signora de Rnal arross violentemente quando sent la
voce di Julien che accompagnava i ragazzi. Fattasi pi accorta da quando era
innamorata, ella lament uno spaventoso mal di testa per giustificare il suo
rossore.
Ecco come
sono le donne, le rispose Rnal con una grassa risata. Delle macchine che non
vanno mai bene.
Anche se
era abituata a questo genere di spirito, la signora de Rnal fu urtata da quel
tono di voce. Per distrarsi guard Julien: anche se fosse stato il pi brutto
degli uomini, in quel momento le sarebbe piaciuto.
Sempre
attento a copiare le abitudini della gente di corte, fin dai primi giorni di
primavera Rnal si trasfer a Vergy, villaggio reso celebre dalla tragica
avventura di Gabrielle. A qualche centinaio di passi dalle rovine tanto
pittoresche della vecchia chiesa gotica, Rnal possedeva un vecchio castello
con quattro torri e un giardino disegnato come quello delle Tuileries, con
molte siepi di bosso e viali di castagni potati due volte l'anno. Un campo poco
distante, coltivato a meli, serviva da passeggiata. In fondo al frutteto
c'erano otto o dieci magnifici noci; le loro foltissime fronde si ergevano a
circa ottanta piedi di altezza.
Ognuno di
questi maledetti noci, diceva Rnal tutte le volte che sua moglie li ammirava,
mi costa cinque pertiche di raccolto, perch il grano non cresce alla loro
ombra.
La vista
della campagna sembr nuova alla signora de Rnal: la sua ammirazione sfiorava
l'entusiasmo. Dal sentimento che l'animava traeva spirito e decisione. Il
giorno dopo l'arrivo a Vergy, siccome Rnal era tornato in citt per gli affari
del comune, sua moglie assunse alcuni operai a proprie spese. Julien le aveva
suggerito l'idea di un sentierino cosparso di sabbia che, serpeggiando nel
frutteto e tra i grandi noci, avrebbe permesso ai ragazzi di passeggiare fin
dal mattino senza bagnarsi le scarpe con la rugiada. Questa idea fu realizzata
meno di ventiquattro ore dopo essere stata concepita. La signora de Rnal pass
allegramente la giornata con Julien a dirigere gli operai.
Il sindaco,
al suo ritorno, fu molto sorpreso trovando il sentiero gi fatto. Il suo arrivo
sorprese anche la signora de Rnal, che aveva dimenticato la sua esistenza. Per
due mesi egli parl con stizza dell'ardire dimostrato nel fare una cos
importante riparazione senza consultarlo, ma la moglie l'aveva fatta a sue spese, e questo lo
consolava un poco.
Ella
passava le giornate a correre nel frutteto coi figli, e a dar la caccia alle
farfalle. Avevano preparato dei grossi cappucci di garza chiara, con cui si
catturavano i poveri lepidotteri; era questo il nome barbaro che Julien insegnava alla
signora de Rnal. Infatti ella aveva fatto arrivare da Besanon il bel libro di
Godart, e Julien le spiegava le singolari abitudini di quei poveri insetti che,
trafitti senza piet con degli spilli, venivano assicurati a un quadro di
cartone, preparato anch'esso da Julien.
Finalmente
ci fu tra la signora de Rnal e Julien un argomento di conversazione: ed egli
non si sent pi esposto al tremendo supplizio del silenzio.
Parlavano
di continuo, e con grande interesse, anche se di cose molto innocenti. Questa
vita attiva e allegra piaceva a tutti tranne a Elisa, che era gravata di
lavoro. Mai, neppure di carnevale, quando ci sono i balli a Verrires, diceva
la ragazza, la signora si tanto preoccupata della sua toilette; cambia
vestito due o tre volte al giorno. Siccome non abbiamo intenzione di adulare
nessuno, non nasconderemo che la signora de Rnal, la quale aveva una pelle
splendida, si faceva fare dei vestiti che le lasciavano scoperti le braccia e
il petto. Era molto ben fatta, e questi abiti le stavano a meraviglia.
Non
siete mai stata cos giovane, le dicevano gli amici che venivano a trovarla da
Verrires. ( un modo di dire del paese.)
Una cosa
strana, e che forse trover poco credito fra noi, che la signora de Rnal si
curava molto, s, ma senza un'intenzione precisa. Ci provava piacere; e, senza
nemmeno pensarci, tutto il tempo che non trascorreva a caccia di farfalle con i
ragazzi e con Julien, lo occupava a preparare degli abiti con Elisa. L'unica
scappata che fece a Verrires fu per comprare nuovi vestiti appena arrivati da
Mulhouse.
Ritorn a
Vergy con una parente. Da quando si era sposata, la giovane signora a poco a
poco aveva stretto amicizia con la signora Derville, che un tempo era stata sua
compagna al collegio del Sacro Cuore.
La Derville
rideva di gusto per quelle che chiamava le idee folli di sua cugina. Da sola,
non ci avrei mai pensato, diceva. Di quelle idee impreviste, che a Parigi
sarebbero state giudicate delle trovate spiritose, la signora de Rnal si
sarebbe vergognata, quando si trovava col marito, come se avesse commesso delle
sciocchezze: ma la presenza dell'amica le dava coraggio. Sulle prime le
confidava timidamente i propri pensieri; ma quando le due donne restavano
lungamente sole, lo spirito della signora de Rnal si animava e una lunga
mattinata solitaria passava in un istante, lasciando le due amiche molto
allegre. Questa volta per l'accorta signora Derville trov sua cugina molto
meno allegra e assai pi felice.
Quanto a
Julien, da quando era giunto in campagna egli viveva veramente come un bambino,
non meno felice dei suoi allievi nel rincorrere le farfalle. Dopo tante
costrizioni e tanti abili raggiri, solo, lontano dagli uomini e istintivamente
privo di ogni timore nei confronti della signora de Rnal, si abbandonava al
piacere di vivere, cos intenso alla sua et, in mezzo alle pi belle montagne
del mondo.
A Julien
parve subito che la cugina della signora de Rnal gli fosse amica: e si
affrett a mostrarle la vista di cui si godeva in fondo al nuovo sentiero,
sotto i grandi noci; una vista che pari, se non superiore, ai pi
meravigliosi panorami che possono offrire la Svizzera e i laghi italiani.
Salendo la ripida costa che comincia qualche passo pi avanti, si arriva ben
presto dinanzi a profondi burroni costeggiati da querceti che si estendono fin
quasi al fiume. L, alla sommit di quelle rocce tagliate a picco, Julien,
felice, libero, e, ancora di pi, re della casa, conduceva le due cugine,
godendo della loro ammirazione per quegli splendidi paesaggi.
Per me,
diceva la signora Derville, Ǐ come la musica di Mozart.
La gelosia
dei fratelli, la presenza di un padre dispotico e iroso avevano guastato agli
occhi di Julien le campagne intorno a Verrires. A Vergy il giovane non trovava
questi amari ricordi: per la prima volta in vita sua, non si vedeva intorno dei
nemici. Quando Rnal, come accadeva spesso, si recava in citt, Julien osava
perfino leggere; ben presto, invece di leggere nottetempo servendosi di un lume
nascosto sotto un vaso di fiori capovolto, egli pot abbandonarsi al sonno; in
compenso, durante il giorno, nell'intervallo delle lezioni, andava su quelle
rocce col libro che era l'unica regola della sua condotta e l'oggetto dei suoi
entusiasmi. L trovava, riunite, felicit, estasi e consolazione nei momenti di
scoraggiamento.
Alcune
frasi di Napoleone sulle donne, molte discussioni sul valore dei romanzi di
moda sotto il suo regno, suggerirono allora a Julien, e per la prima volta,
alcune idee che qualsiasi altro giovane della sua et avrebbe avute da molto
tempo.
Venne il
gran caldo. Presero l'abitudine di trascorrere le serate sotto un immenso tiglio,
a pochi passi da casa. L'oscurit era profonda. Una sera Julien parlava con
vivacit, si deliziava del piacere di parlare bene e rivolto a donne giovani;
gesticolando, tocc la mano della signora de Rnal, appoggiata sulla spalliera
d'una seggiola di legno verniciato, come se ne trovano nei giardini.
La mano si
ritir rapidamente: ma Julien pens che era suo dovere far s che quella mano non si
ritraesse quando egli la toccava. L'idea di un dovere da compiere e del
ridicolo, o meglio del senso d'inferiorit in cui sarebbe incorso in caso di
fallimento, allontan immediatamente ogni piacere dal suo cuore.
IX
UNA SERA IN CAMPAGNA
La Didone
di Gurin,
incantevole abbozzo.
Strombeck
Il giorno dopo,
quando rivide la signora de Rnal, Julien la guard in modo strano; la
osservava come un nemico con cui ci si deve battere. Tali sguardi, cos diversi
da quelli del giorno innanzi, fecero perder la testa alla signora de Rnal: lo
aveva trattato con bont, ed egli sembrava seccato! Non poteva distogliere i
suoi occhi da quelli di lui.
La presenza
della signora Derville permetteva a Julien di parlare meno e di occuparsi pi
intensamente di ci che gli passava per la testa. Per tutta la giornata non fece
altro che ritemprarsi con la lettura del libro ispirato che gli fortificava
l'animo.
Abbrevi
parecchio le lezioni dei ragazzi, poi, quando la vista della signora de Rnal
lo richiam ai suoi pensieri di gloria, decise che quella sera avrebbe dovuto
assolutamente ottenere che ella non ritraesse la mano.
Il sole che
calava e avvicinava il momento decisivo fece battere il cuore di Julien in modo
strano. Giunse la notte. Con una gioia che gli tolse un grosso peso dal petto,
egli not che sarebbe stata molto buia. Il cielo, carico di nuvoloni sospinti
da un vento caldissimo, minacciava tempesta. Le due amiche passeggiarono fino a
tardi. Tutto quanto esse facevano quella sera sembrava insolito a Julien.
Godevano di quel tempo che per alcune anime sensibili sembra rendere pi vivo
il piacere di amare. Alla fine si misero a sedere. La signora de Rnal accanto
a Julien, e sua cugina accanto a lei. Preoccupato di ci che stava per tentare,
Julien non trovava nulla da dire. La conversazione languiva.
Al mio
primo duello sar dunque cos tremante e turbato? pens il giovane, che
diffidava troppo di se stesso e degli altri per non vedere il proprio stato
d'animo.
Qualsiasi
rischio gli sarebbe parso preferibile alla sua mortale angoscia. Quante volte
si augur che qualche necessit obbligasse la signora de Rnal a lasciare il
giardino e a rientrare in casa! Julien doveva fare troppi sforzi perch la sua
voce non ne risultasse profondamente alterata; ben presto anche la voce di lei
cominci a tremare, ma Julien non se ne accorse: la spaventosa lotta del dovere
contro la timidezza era troppo dura perch egli potesse rendersi conto di
quanto gli accadeva intorno. Erano gi sonate le nove e tre quarti all'orologio
del castello, e non aveva ancora osato nulla. Indignato per la propria vilt,
il precettore pens: Nel preciso momento in cui soneranno le dieci, far ci
che per tutto il giorno mi sono ripromesso di fare: se no andr in camera mia e
mi brucer le cervella.
Dopo un
ultimo istante di attesa e di ansiet, durante il quale Julien fu come fuori di
s per l'eccessiva emozione, le dieci sonarono all'orologio che si trovava
sopra la sua testa. Ognuno di quei fatali rintocchi echeggiava nel suo petto e
vi provocava una specie di sconvolgimento fisico.
Infine,
quando il decimo colpo vibrava ancora nell'aria, egli tese la mano e prese
quella della signora de Rnal, che si ritrasse immediatamente. Senza rendersi
chiaramente conto di ci che faceva, Julien la riprese di nuovo, e, bench
fosse agitatissimo, fu colpito nel sentirla tanto gelida. La strinse con forza
convulsa; sent che la mano faceva un ultimo sforzo per svincolarsi, ma alla
fine rimase nella sua.
La felicit
gli invase l'anima; non che egli amasse la signora de Rnal, ma era cessato uno
spaventoso supplizio. Perch la signora Derville non si accorgesse di nulla, il
giovane si sent in dovere di parlare; la sua voce era forte e squillante.
Quella della signora de Rnal, invece, tradiva una tale emozione che sua cugina
la credette indisposta e le propose di rincasare. Julien avvert il pericolo.
Se la signora de Rnal torna in salotto, ricadr nella spaventosa situazione
in cui ho passato tutta la giornata. Ho tenuto la sua mano troppo poco per
potermi considerare vittorioso.
Quando la
signora Derville ripet la proposta di rincasare, Julien strinse forte la mano
che gli si era abbandonata. La signora de Rnal, che stava gi per alzarsi, si
rimise a sedere, dicendo con voce spenta:
A dire il
vero mi sento un po' indisposta, ma l'aria aperta mi fa bene.
Queste
parole rafforzarono la felicit di Julien, che in quel momento era enorme: egli
parl, lasci da parte le finzioni e alle due cugine che lo ascoltavano sembr
l'uomo pi amabile del mondo. Tuttavia, in questa improvvisa eloquenza, c'era
ancora una certa paura. Julien temeva terribilmente che la signora Derville,
disturbata dal vento che cominciava ad alzarsi e che precedeva la tempesta,
volesse rientrare da sola in salotto. Allora egli sarebbe rimasto a tu per tu
con la signora de Rnal. Aveva trovato solo per caso il coraggio cieco di
agire: ma sentiva che non era in grado di dire una sola parola alla signora de
Rnal. Sarebbe bastato il minimo rimprovero per disarmarlo e per mandare in
fumo il vantaggio ottenuto.
Per
fortuna, quella sera i suoi discorsi commoventi ed enfatici trovarono grazia
presso la signora Derville, che spesso lo giudicava goffo come un bambino e
poco divertente. La signora de Rnal, dal canto suo, con la mano abbandonata in
quella di Julien, non pensava a nulla: si lasciava vivere. Le ore trascorse
sotto il grande tiglio, che una tradizione locale vuole piantato da Carlo il
Temerario, furono per lei una parentesi di felicit. Con delizia, ascoltava il
vento gemere tra i folti rami degli alberi e il rumore di qualche rara goccia che
cominciava a cadere sulle foglie pi basse. Julien non si accorse di una
circostanza che lo avrebbe senz'altro rassicurato: la signora de Rnal, che era
stata costretta a togliergli la mano per alzarsi e per aiutare sua cugina a
rialzare un vaso di fiori rovesciato dal vento ai loro piedi, appena tornata a
sedere gli restitu la mano senza difficolt, come se ormai si trattasse di una
cosa convenuta tra loro.
Mezzanotte
era gi suonata da un pezzo: fu necessario abbandonare il giardino e separarsi.
Trasportata dalla gioia di amare, la signora de Rnal era cos ingenua che non
trovava quasi rimproveri da rivolgersi. La felicit le tolse il sonno. Un sonno
di piombo si impadron di Julien, tremendamente stanco per la lotta tra
orgoglio e timidezza, che durante tutto il giorno si era svolta nel suo cuore.
L'indomani
lo svegliarono alle cinque, e rivolse appena un pensiero alla signora de Rnal
che, se lo avesse saputo, ne sarebbe rimasta crudelmente ferita. Julien aveva
compiuto il suo dovere, e un dovere eroico. Pieno di gioia per questa
sensazione, si chiuse a chiave in camera sua e si abbandon con un piacere
tutto nuovo a leggere le imprese del suo eroe.
Quando
suon la campanella della colazione, egli aveva gi dimenticato, leggendo il
bollettino della grande armata, tutti i vantaggi acquisiti il giorno prima.
Scendendo in salotto, si disse con leggerezza: Devo dire a questa donna che
l'amo.
Invece
degli sguardi carichi di volutt che si aspettava, Julien si trov di fronte il
volto severo del sindaco che, arrivato da due ore, non nascondeva il suo
disappunto per il fatto che il precettore passava tutta la mattina senza
occuparsi dei ragazzi. Nulla era pi brutto di quell'uomo importante, pieno di
stizza e convinto d'avere il diritto di metterla in mostra.
Ogni parola
aspra del sindaco trafiggeva il cuore di sua moglie. Quanto a Julien, egli era
talmente immerso nell'estasi e cos assorto nelle grandi cose che per parecchie
ore gli erano passate davanti agli occhi, che, sulle prime, riusc a stento ad
abbassare la propria attenzione fino a porgere orecchio alle dure frasi che gli
rivolgeva Rnal. Infine gli disse piuttosto bruscamente: Non mi sentivo bene.
Il tono
della risposta avrebbe urtato anche un uomo molto meno suscettibile del sindaco
di Verrires, al quale venne voglia di rispondere a Julien mettendolo alla
porta su due piedi. Fu trattenuto solo dalla sua massima: in affari, non fare
mai le cose a precipizio. Questo sciocco, pens subito, si fatta una certa
reputazione in casa mia: potrebbe essere assunto dal Valenod, oppure potrebbe
sposare Elisa. E in entrambi i casi, in fondo al cuore, potr ridere di me.
Nonostante,
queste sagge riflessioni, la collera di Rnal esplose ugualmente in una serie
di parole volgari che a poco a poco irritarono Julien. La signora de Rnal
stava per mettersi a piangere. Appena la colazione fu finita ella chiese a
Julien di darle il braccio per la passeggiata e si appoggi a lui
amichevolmente. A tutto ci che la signora gli diceva, Julien riusciva solo a rispondere
fra s:
Ecco
come sono i ricchi!
Rnal
camminava vicinissimo a loro: e la sua presenza aumentava la collera di Julien.
D'improvviso questi si accorse che la signora de Rnal si appoggiava a lui con
forza: si sent inorridire, la respinse con violenza e liber il proprio
braccio.
Per
fortuna, Rnal non vide quella nuova impertinenza; se ne accorse solo la
signora Derville: la sua amica piangeva. Proprio in quell'istante, Rnal si mise
a tirare sassi a una contadinella che aveva infilato un sentiero privato,
attraversando abusivamente un angolo del frutteto.
Signor
Julien, per favore, controllatevi; pensate che tutti abbiamo dei momenti di
malumore, disse rapidamente la signora Derville.
Julien la
guard freddamente, mentre nei suoi occhi si dipingeva il pi sovrano
disprezzo.
Quello
sguardo stup la signora Derville, e assai pi l'avrebbe sorpresa se ella ne
avesse intuito la vera espressione: vi avrebbe letto come una vaga speranza
della pi atroce vendetta. Sono senza dubbio questi momenti di umiliazione che
hanno creato i Robespierre.
Il vostro
Julien molto violento, mi fa paura, sussurr la signora Derville alla
cugina.
Ha ragione
di essere in collera. Dopo gli incredibili progressi dei ragazzi, che
importanza pu avere se passa una mattina senza parlare con loro? Bisogna
convenire che gli uomini sono molto duri.
Per la
prima volta in vita sua la signora de Rnal sent una specie di desiderio di
vendetta contro il marito. L'odio feroce che Julien nutriva contro i ricchi
stava per esplodere. Per fortuna, Rnal chiam il giardiniere e rest occupato
con lui a sbarrare con mucchi di spine il sentiero attraverso il frutteto.
Julien non rispose una sola parola a tutte le premure di cui fu fatto segno per
il resto della passeggiata. Appena Rnal si era allontanato, con la scusa di
sentirsi stanche le due amiche gli avevano chiesto il braccio.
L'altero
pallore, l'aria cupa e decisa di Julien formavano uno strano contrasto con
quelle due donne che, in preda a forte turbamento, avevano il viso coperto di
rossore e di imbarazzo. Egli disprezzava quelle donne e ogni tenero sentimento.
Pensava:
Ah! non avere neppure cinquecento franchi di rendita per finire i miei studi!
Se li avessi, come lo manderei al diavolo!
Assorto in
queste idee severe, il poco che si degnava di capire delle parole gentili delle
due cugine lo infastidiva come cosa priva di senso, ingenua, fiacca, femminile
insomma.
A forza di
parlare per parlare, nel tentativo di mantenere viva la conversazione, la
signora de Rnal usc a dire che suo marito era venuto da Verrires per
trattare con uno dei suoi fittavoli una partita di foglie secche di granoturco,
che in quelle zone servono per riempire i pagliericci.
Mio marito
non ci raggiunger, ella soggiunse. Con l'aiuto del giardiniere e del suo
cameriere, vuol rifare i pagliericci di tutta la casa. Stamattina ha riempito
di foglie di granoturco i letti del primo piano, e ora passer al secondo.
Julien
cambi colore; guard la signora de Rnal con una strana espressione e,
raddoppiando improvvisamente il passo, in certo qual modo la trasse in
disparte. La signora Derville lasci che si allontanassero.
Salvatemi
la vita, disse Julien alla signora de Rnal. Soltanto voi lo potete. Sapete
infatti che il cameriere di vostro marito mi odia a morte. Devo confessarvi,
signora, che io ho un ritratto: l'ho nascosto nel pagliericcio del mio letto.
Udendo
queste parole, la signora impallid a sua volta.
Soltanto
voi, signora, potete entrare nella mia camera in questo momento; frugate, senza
farvi scoprire, nell'angolo del pagliericcio pi vicino alla finestra.
Troverete una scatoletta di cartone nera e liscia.
E c'
dentro un ritratto! ella disse, faticando a tenersi in piedi.
Julien si
accorse della sua aria smarrita: e ne approfitt immediatamente.
Devo
chiedervi una seconda grazia, signora. Vi supplico di non guardare quel
ritratto; il mio segreto.
un
segreto, ripet lei con voce spenta.
Ma bench fosse
stata allevata tra gente fiera della propria fortuna e sensibile solo agli
interessi di denaro, l'amore aveva gi riempito di generosit la sua anima.
Crudelmente ferita, la signora de Rnal pose a Julien, con la pi semplice
premura, tutte le domande necessarie per compiere ci che le era stato chiesto.
Dunque,
gli disse allontanandosi, una scatoletta rotonda, di cartone nero e liscio.
S,
signora, rispose Julien con quel tono duro che gli uomini assumono quando sono
in pericolo.
Ella sal al
secondo piano del castello, pallida come se l'avessero condotta a morte. Per
colmo di sfortuna si accorse che stava per sentirsi male: ma la necessit di
prestare aiuto a Julien le restitu le forze.
Bisogna
che riesca a prendere quella scatola, si disse, raddoppiando i passi.
Sent suo
marito parlare col cameriere, proprio nella camera di Julien. Fortunatamente i
due passarono in quella dei ragazzi. Allora ella sollev il materasso e tuff
la mano nel pagliericcio con tale violenza da scorticarsi le dita. Ma bench
fosse molto sensibile ai piccoli dolori come questo, stavolta non se ne accorse
neppure: quasi contemporaneamente aveva sentito la superficie liscia della
scatola di cartone. Se ne impadron e scomparve.
Appena
liberata dalla paura di farsi scoprire dal marito, la signora de Rnal fu l l
per svenire, tanto era l'orrore che le incuteva quella scatola.
Dunque
Julien innamorato, e io ho in mano il ritratto della donna che ama!
Seduta su
una seggiola nell'anticamera di quell'appartamento, la signora de Rnal era
torturata dalla gelosia. Ma anche in quell'istante le venne in aiuto la sua
estrema ingenuit: la meraviglia mitigava il dolore. Julien apparve, afferr la
scatola senza ringraziare, senza dire una parola, corse nella sua camera,
accese il fuoco e bruci immediatamente l'oggetto. Era pallido, annientato, si
esagerava la portata del pericolo corso.
Il
ritratto di Napoleone, pensava, scuotendo la testa, trovato da Rnal nella stanza
di un uomo che professa tanto odio per l'usurpatore! Trovato da Rnal, cos
reazionario e cos irritato contro di me! E per colmo di imprudenza, sul
cartone bianco dietro il ritratto, alcune righe scritte di mio pugno, che non
possono lasciar dubbi sulla mia sconfinata ammirazione! E ognuno di questi
trasporti amorosi datato! Ce n' perfino uno dell'altro ieri. Tutta la mia
reputazione caduta, annientata in un istante! si diceva Julien guardando
bruciare la scatola. E la mia reputazione tutta la mia fortuna, la sola cosa
che mi permetta di vivere... e quale vita, Dio mio!
Un'ora
dopo, la stanchezza e la piet che sentiva per s stesso lo disponevano alla
tenerezza. Incontr la signora de Rnal e le prese la mano, baciandola con
maggiore sincerit di quanto non avesse mai fatto. Ella arross di gioia, ma
quasi subito respinse Julien con uno scatto di gelosia. La fierezza di Julien,
che era appena stata ferita, lo trasform allora in uno sciocco. Vide in lei
soltanto una donna ricca: lasci cadere con sdegno la sua mano e si allontan.
Assorto, and in giardino a camminare avanti e indietro: e, poco dopo, un amaro
sorriso comparve sulle sue labbra.
Vado a
spasso come un uomo padrone del suo tempo! Non mi occupo dei ragazzi! Mi
espongo alle parole umilianti di Rnal, che dopo tutto avr ragione.
Corse nella
camera dei bambini.
Le carezze
del pi piccolo, cui voleva molto bene, calmarono un poco il suo cocente
dolore.
Lui non mi
disprezza ancora, pens. Ma subito si rimprover quella diminuzione di dolore
come una nuova debolezza. Questi ragazzi mi accarezzano come accarezzerebbero
il cucciolo da caccia che stato comperato ieri.
X UN
GRANDE CUORE E UNA PICCOLA FORTUNA
But
passion most dissembles, yet betrays,
Even by
its darkness; as the blackest sky
Foretells
the heaviest tempest...
Don
Juan, c. 1,
st. 73
Rnal, che
faceva il giro di tutte le stanze del castello, torn in quella dei ragazzi coi
domestici che riportavano al loro posto i pagliericci. L'entrata improvvisa di
quell'uomo fu per Julien la goccia d'acqua che fa traboccare il vaso.
Pi
pallido, pi cupo del solito, si slanci verso di lui. Rnal si ferm e guard
i domestici.
Signore,
gli disse Julien, credete che con un qualsiasi altro precettore i vostri figli
avrebbero fatto gli stessi progressi che hanno fatto con me? Se dite di no,
continu Julien senza concedere al sindaco il tempo di parlare, come vi
permettete di rimproverarmi perch io li trascuro?
Appena si
fu rimesso dallo spavento, e basandosi sullo strano tono assunto da quel
giovane contadino, Rnal argu che questi doveva avere in tasca qualche
proposta vantaggiosa, e che stava per lasciare la sua casa. Intanto la collera
di Julien aumentava:
Posso
vivere senza di voi, signore, egli aggiunse.
Mi
dispiace veramente di vedervi cos agitato, rispose Rnal balbettando un poco.
I domestici erano a dieci passi da loro, intenti a sistemare i letti.
Non
questo ci che mi occorre, riprese Julien fuori di s; pensate alle parole
infami che mi avete rivolto, e per giunta davanti a due signore!
Rnal
capiva anche troppo bene quello che voleva il precettore, e una lotta penosa si
svolgeva nel suo animo. Intanto Julien, veramente pazzo di collera, esclam:
So dove
andare, signore, se lascio la vostra casa.
A queste
parole, Rnal vide Julien gi insediato in casa di Valenod.
Ebbene,
signore! gli disse infine con un sospiro, e come se avesse chiamato un
chirurgo per sottoporsi alla pi dolorosa operazione, accolgo la vostra
richiesta. Da posdomani in poi, ossia dal primo del mese, vi dar uno stipendio
di cinquanta franchi.
Julien ebbe
voglia di ridere e rimase stupefatto: tutta la sua collera era scomparsa.
Non
disprezzavo abbastanza questo animale, si disse. Queste sono senza dubbio le
maggiori scuse che si possano pretendere da un'anima cos vile.
I ragazzi,
che avevano ascoltato la scenata a bocca aperta, corsero in giardino a dire
alla madre che il signor Julien era molto arrabbiato, ma che d'ora in avanti
avrebbe avuto uno stipendio di cinquanta franchi.
Julien li
segu com'era solito fare, senza rivolgere uno sguardo al sindaco, che lasci
profondamente irritato.
Ecco che
Valenod mi costa centosessantotto franchi, pensava il sindaco. Bisogna assolutamente
che gli dica due paroline a proposito della sua impresa di forniture per i
trovatelli.
Un momento
dopo Julien si ritrov a faccia a faccia con Rnal.
Devo
parlare della mia coscienza al parroco. Ho l'onore di avvertirvi che mi
assenter per qualche ora.
Eh, caro
Julien! rispose Rnal ridendo con l'aria pi falsa del mondo. Ma anche per
tutto il giorno, se volete, anche per tutto domani, amico mio! Prendete il
cavallo del giardiniere, per andare a Verrires.
Ecco, va
da Valenod a dargli una risposta, pens il sindaco. Non mi ha promesso nulla,
ma bisogna lasciare alla testa di questo ragazzo il tempo per raffreddarsi.
Julien
scapp via in fretta e sal verso i vasti boschi attraverso i quali si pu
andare da Vergy a Verrires. Non voleva arrivare troppo presto dal curato
Chlan. Lungi dal voler costringersi a una nuova scena di ipocrisia, egli aveva
bisogno di veder chiaro nel proprio animo e di prestare ascolto alla folla di
sentimenti che l'agitavano.
Ho vinto
una battaglia, pens non appena fu in mezzo ai boschi e lontano dagli sguardi
degli uomini. S, ho proprio vinto una battaglia!
Queste
parole gettavano una luce favorevole sulla sua situazione e gli restituivano un
po' di tranquillit.
Eccomi qui
con uno stipendio di cinquanta franchi. Rnal deve avere avuto una bella paura.
Ma di che cosa?
Il pensiero
di ci che poteva aver fatto paura all'uomo felice e potente, contro il quale
un'ora prima schiumava di collera, fin col rasserenare definitivamente Julien.
Per un momento egli fu quasi sensibile all'incantevole bellezza del bosco in
mezzo al quale procedeva. Enormi blocchi di nuda roccia erano caduti un tempo
al centro della foresta, dalla parte delle montagne. Grandi faggi si ergevano
fin quasi all'altezza di quelle rocce: dalla loro ombra si sprigionava una
deliziosa frescura, a pochi passi dal punto in cui il calore del sole rendeva
impossibile la sosta.
Julien
prese fiato un istante in quell'ombra, poi ricominci a salire. Ben presto,
seguendo uno stretto sentiero appena segnato, e che serve soltanto ai guardiani
di capre, egli si trov ritto su un masso enorme, con l'assoluta certezza di
essere lontano da tutti. La posizione fisica in cui si trovava lo fece
sorridere, quasi fosse una prefigurazione di ci che ardeva di ottenere anche
moralmente. L'aria pura delle montagne gli comunic serenit, e perfino gioia.
Il sindaco di Verrires, ai suoi occhi, era pur sempre il rappresentante di
tutti i ricchi e gli insolenti della terra; ma Julien sentiva che il suo odio,
bench violentissimo, non aveva nulla di personale. Se avesse smesso per otto
giorni di vedere Rnal, avrebbe dimenticato lui, il suo castello, i suoi cani,
i suoi figli e tutta la sua famiglia. L'ho costretto, non so come, a fare il
pi grande sacrificio. Pi di cinquanta scudi l'anno! E un momento prima ero
riuscito a tirarmi fuori da un gravissimo pericolo. Ecco due vittorie in un
giorno; la seconda per senza merito, bisognerebbe indovinarne il motivo. Ma
a domani le ricerche difficili.
Ritto sulla
grande roccia, Julien guardava il cielo arroventato dal sole d'agosto. Le
cicale cantavano nel campo sottostante, e quando tacevano tutto era silenzio.
Vedeva ai suoi piedi il paese fino a una distanza di venti leghe. Scorgeva di
tanto in tanto qualche sparviero che, dopo essersi staccato dalle grandi rocce
sopra la sua testa, descriveva in silenzio immensi cerchi. L'occhio di Julien
seguiva macchinalmente l'uccello da preda. Il suo volo tranquillo e potente lo
colpiva; invidiava quella forza, invidiava quell'isolamento.
Era stato
il destino di Napoleone: un giorno sarebbe stato anche il suo?
XI
UNA SERATA
Yet
Julia's very coldness still was kind,
And
tremulously gentle her small hand
Withdrew
itself from his, but left behind,
A little
pressure, thrilling, and so bland
And
slight, so very slight that to the mind.
'Twas but a
doubt.
Don
Juan, c. I,
st. 71
Bisogn
tuttavia farsi vedere a Verrires. Mentre usciva dalla canonica, Julien ebbe la
fortuna di incontrare Valenod, al quale si affrett ad annunciare l'aumento di
stipendio.
Tornato a
Vergy, il giovane scese in giardino solo a notte fatta. Il suo animo era stanco
per tutte le emozioni che lo avevano agitato durante quel giorno. Che cosa
dir loro? si diceva con inquietudine, pensando alle signore. Era ben lungi
dall'accorgersi che il suo animo era proprio al livello delle piccole
circostanze che occupano di solito tutto l'interesse delle donne. Spesso Julien
era impenetrabile per la signora Derville e anche per sua cugina; e lui stesso capiva
solo a met tutto quello che esse gli dicevano. Era l'effetto della forza e, se
cos posso dire, della grandiosit degli slanci passionali che sconvolgevano
l'anima di quel giovane ambizioso. Era uno strano essere, quasi sempre in
tempesta.
Quella sera,
entrando in giardino, Julien era disposto a prestare ascolto alle due cugine.
Esse lo attendevano con impazienza. Sedette al solito posto, vicino alla
signora de Rnal. L'oscurit si fece ben presto profonda. Julien tent di
prendere la mano bianca che da molto tempo vedeva appoggiata accanto a lui
sulla spalliera di una seggiola. Ci fu una leggera esitazione, poi la mano fu
ritirata con un po' di stizza. Julien era disposto a tenerselo per detto e a
continuare allegramente la conversazione, quando ud avvicinarsi il sindaco.
Il giovane
aveva ancora nell'orecchio le parole pesanti del mattino. E pens: Non sarebbe
un modo di prendersi gioco di quest'uomo, cos favorito dalla fortuna, se mi impadronissi
della mano di sua moglie, proprio in sua presenza? S, e a farlo sar proprio
io, per cui egli ha mostrato tanto disprezzo.
Da quel
momento la tranquillit, cos poco naturale nel carattere di Julien, si dissip
rapidamente; il giovane desider con ansia, e senza poter pensare ad altro, che
la signora de Rnal si compiacesse di lasciargli la mano.
Il sindaco
parlava di politica con voce rabbiosa: due o tre industriali di Verrires
stavano diventando decisamente pi ricchi di lui e volevano sbarrargli il passo
alle elezioni. La signora Derville lo ascoltava. Julien, irritato dai suoi
discorsi, avvicin la sedia a quella della signora de Rnal. L'oscurit
nascondeva ogni gesto. Egli ebbe il coraggio di mettere la mano vicinissima al
bel braccio che il vestito lasciava scoperto. Si sent turbato, non pi padrone
del proprio pensiero, avvicin il viso a quel braccio e fu tanto audace da
appoggiarvi le labbra.
La signora
fremette. Suo marito era a quattro passi: ella si affrett a dar la mano a Julien
e contemporaneamente ad allontanarlo un poco. Mentre il sindaco continuava a
insultare i nuovi venuti e i giacobini che si arricchivano, Julien copriva la
mano che gli era stata concessa di baci appassionati, o che almeno sembravano
tali alla giovane donna. Eppure, proprio quel giorno, la poveretta aveva avuto
la prova che l'uomo da lei adorato senza confessarselo era innamorato di
un'altra! Durante l'assenza di Julien era stata continuamente in preda a una
crudele sofferenza che l'aveva fatta riflettere.
Dunque,
s'era detta, sono innamorata, sento l'amore in me! Io, una donna sposata, io
amo! Eppure non ho mai provato per mio marito questa oscura follia che mi
impedisce di distogliere il pensiero da Julien. In fondo egli non che un
ragazzo pieno di rispetto per me! Sar una follia passeggera. Che importa a mio
marito di ci che io posso sentire per questo giovane! Rnal si annoierebbe
ascoltando i miei discorsi con Julien su argomenti di fantasia. Egli pensa solo
ai suoi affari. Non tolgo nulla a lui per darlo a Julien.
Nessuna
ipocrisia alterava la purezza di quell'anima ingenua, smarrita in una passione
che non aveva mai conosciuto prima. Si ingannava inconsciamente, e tuttavia la
sua istintiva virt ne era turbata. Tali pensieri tormentosi l'agitavano quando
Julien apparve in giardino. Lo sent parlare e quasi subito lo vide sedersi al
suo fianco. Si sent trasportata da quell'incantevole felicit che da quindici
giorni la stupiva ancor pi di quanto la seducesse. Tutto per lei era
imprevisto. Dopo qualche istante, tuttavia, ella si disse: Ma allora basta la
presenza di Julien per cancellare tutti i suoi torti? Si spavent: e in quel
momento gli ritolse la mano.
Non aveva
mai ricevuto baci cos appassionati e dimentic di colpo che forse Julien amava
un'altra donna. Poco dopo egli non era gi pi colpevole ai suoi occhi. La
cessazione di un dolore atroce, causato dal sospetto, la presenza di una
felicit che non aveva mai neppure sognato la trasportarono in uno slancio
d'amore e di folle letizia.
Fu una
serata piacevole per tutti, salvo per il sindaco di Verrires, incapace di
dimenticare i suoi industriali arricchiti. Julien non pensava pi alla propria
nera ambizione, n ai suoi progetti cos difficili a realizzarsi. Per la prima
volta in vita sua si sentiva trascinato dal potere della bellezza. Perduto in
una vaga e dolce fantasticheria affatto estranea al suo carattere, stringendo
dolcemente quella mano che gli piaceva per la sua grazia perfetta, egli
ascoltava appena il sussurrio delle foglie del tiglio agitate dal vento leggero
della notte, e i cani del mulino sul Doubs che abbaiavano in lontananza.
Ma questa
emozione era un piacere e non una passione. Quando rientr nella sua camera,
Julien non pensava che alla gioia di riprendere in mano il libro preferito: a
vent'anni l'idea del mondo e della parte da sostenervi ha il sopravvento su
tutto il resto.
Quasi
subito, tuttavia, il giovane pos il libro. A forza di pensare alle vittorie di
Napoleone, aveva visto qualcosa di nuovo nella propria. S, ho vinto una
battaglia, si disse, ma bisogna approfittarne, bisogna schiacciare l'orgoglio
di questo fiero gentiluomo mentre batte in ritirata. un'autentica mossa
napoleonica. Devo chiedergli un permesso di tre giorni per andare dal mio amico
Fouqu. Se me lo rifiuta, rimetto in gioco il contratto: ma egli ceder.
La signora
de Rnal non riusc a chiudere occhio. Le sembrava di non avere mai vissuto
fino ad allora. Non poteva distogliere il pensiero dalla gioia provata nel
sentire Julien che le copriva la mano di baci infuocati.
Improvvisamente
le balen alla mente una spaventosa parola: adulterio. Alla sua fantasia si
presentarono in folla tutte le cose disgustose di cui la pi bassa corruzione
pu circondare l'idea dell'amore sensuale. Simili pensieri tendevano in certo
qual modo ad offuscare l'immagine tenera e divina che si era fatta di Julien e
della felicit di amarlo. L'avvenire le si presentava con colori paurosi. Si
sentiva spregevole.
Fu un
momento terribile; la sua anima toccava paesi sconosciuti. Il giorno prima
aveva gustato una felicit mai provata: ora si trovava improvvisamente immersa
in un'atroce disperazione. Non aveva mai avuto idea di sofferenze simili a
quelle, e la sua ragione ne fu turbata. Per un attimo ella pens di confessare
a suo marito che temeva di amare Julien. Sarebbe stato pur sempre un modo per
parlare di lui. Fortunatamente ritrov nella memoria un precetto che le aveva
detto sua zia alla vigilia del matrimonio. Riguardava il pericolo delle
confidenze fatte a un marito che pur sempre un padrone. Nell'eccesso del
dolore, la signora de Rnal si torceva le mani.
Era
trascinata a caso da immagini contraddittorie e dolorose. Ora temeva di non
essere amata, ora la terribile idea della colpa la torturava come se l'indomani
avesse dovuto essere messa alla gogna sulla piazza di Verrires, con un
cartello che denunciasse il suo adulterio alla plebaglia.
Ella non
aveva alcuna esperienza della vita; anche completamente sveglia, e nel pieno
possesso della sua ragione, non avrebbe visto nessuna differenza tra l'essere
colpevole agli occhi di Dio e il trovarsi pubblicamente sopraffatta dalle pi
umilianti dimostrazioni del disprezzo generale.
Quando poi
l'idea spaventosa dell'adulterio, e di tutta la vergogna che ai suoi occhi una
simile colpa portava con s, le lasciava un po' di respiro ed ella pensava alla
dolcezza di vivere innocentemente come prima accanto a Julien, allora si
trovava in preda all'orribile pensiero che Julien amava un'altra. Rivedeva il
suo pallore, quando aveva temuto di perdere il ritratto di quella donna o di
comprometterla lasciando che qualcuno lo vedesse. Per la prima volta aveva
scorto il timore su quel volto cos tranquillo e cos nobile. Non si era mai
mostrato tanto commosso n per lei n per i suoi figli. Quell'eccesso di dolore
le fece toccare il culmine dell'infelicit che un'anima umana pu sopportare.
Senza accorgersene, la signora de Rnal grid, e le sue grida svegliarono la
cameriera. Vide improvvisamente comparire il chiarore di una lampada e
riconobbe Elisa.
Siete voi
la donna ch'egli ama? grid, nella sua follia.
Fortunatamente,
stupita com'era per il terribile turbamento della padrona, la cameriera non
prest alcuna attenzione a quelle strane parole. La signora de Rnal si accorse
della propria imprudenza. Ho la febbre, disse, e, credo, anche un po' di
delirio. Statemi vicina. Ormai del tutto ridestata dalla necessit di
controllarsi, ella si sent meno infelice; la sua ragione riprese il dominio
che il dormiveglia le aveva tolto. Per liberarsi dagli sguardi fissi della
cameriera, le ordin di leggere il giornale: e seguendo il monotono mormorio
della ragazza che leggeva La Quotidienne, la signora de Rnal prese la virtuosa decisione di
trattare Julien con assoluta freddezza quando lo avesse rivisto.
XII
UN VIAGGIO
A Parigi
si trovano persone eleganti, si possono trovare in provincia persone di
carattere.
Sieys
Il giorno
dopo fin dalle cinque, prima che la signora de Rnal fosse visibile, Julien
aveva ottenuto da suo marito un permesso di tre giorni. Inaspettatamente, il
giovane prov il desiderio di rivederla: pensava alla sua mano cos bella.
Scese in giardino. La signora si fece attendere a lungo. Ma se Julien ne fosse
stato innamorato, avrebbe potuto scorgerla dietro le persiane socchiuse del
primo piano, con la fronte appoggiata ai vetri. Lo osservava. Alla fine,
nonostante i suoi propositi, ella si decise a scendere in giardino. Il suo
pallore abituale aveva fatto luogo ai colori pi accesi. Quella donna cos
ingenua era evidentemente agitata; l'autocontrollo, e anche una certa rabbia,
alteravano l'espressione di serenit profonda, e in certo qual modo superiore a
tutti i volgari interessi della vita, che conferiva tanto fascino al suo volto
angelico.
Julien le
si avvicin con premura; ammirava la bellezza delle sue braccia che uno
scialle, frettolosamente gettato sulle spalle, lasciava intravedere. La
freschezza dell'aria mattutina aumentava lo splendore di una carnagione che i
tormenti notturni rendevano anche pi sensibile a tutte le impressioni. Quella
bellezza modesta, commovente, eppure piena di pensieri ignoti alle persone di
ceto inferiore, sembrava svelare a Julien una facolt del suo animo che finora
non aveva mai sperimentata. Tutto preso dal fascino che il suo sguardo avido
sorprendeva, Julien non pensava minimamente all'accoglienza amichevole che si
aspettava. Per questo fu anche pi stupito della freddezza glaciale che la
signora de Rnal cercava di dimostrargli e che, gli parve, rivelava
l'intenzione di richiamarlo all'ordine.
Il sorriso
di piacere svan sulle sue labbra; egli ramment la sua posizione sociale, che
doveva apparire ben misera agli occhi di una ricca e nobile ereditiera. Dopo un
momento, sul suo viso non c'erano pi che collera e sdegno contro se stesso.
Era molto indispettito di avere ritardato la partenza di oltre un'ora per
ricevere poi un'accoglienza cos umiliante.
Soltanto
uno sciocco, si disse, pu prendersela col prossimo: un sasso cade perch
pesante. Possibile ch'io sia sempre un bambino? Quando mi decider a dare a
costoro solo quel tanto di me che possono pagare col denaro? Se voglio avere la
loro stima e la mia, devo dimostrare che soltanto la mia povert viene a patti
con la loro ricchezza, ma che il mio cuore mille miglia lontano dalla loro
insolenza, e collocato in una sfera troppo alta per essere raggiunto dai loro
meschini segni di disprezzo o di favore.
Mentre
questi sentimenti si affollavano nell'animo del giovane precettore, la sua mobile
fisionomia assumeva un'espressione di orgoglio morboso e di ferocia. La signora
de Rnal ne fu sconvolta. Alla virtuosa freddezza che aveva voluto dimostrare
con la sua accoglienza subentr un'espressione di interesse, e di interesse
animato dalla sorpresa per l'improvviso cambiamento di cui era stata testimone.
Le parole vuote, che si scambiano al mattino sulla salute e sulla bellezza
della giornata, si esaurirono contemporaneamente sulle loro labbra. Julien, che
non era turbato da alcuna passione, trov ben presto un mezzo per mostrare alla
signora de Rnal quanto poco credesse in un loro rapporto di amicizia. Non le
disse nulla del breve viaggio che stava per fare, la salut e part.
Mentre ella
lo guardava allontanarsi, atterrita dal cupo sdegno che aveva letto in quello
sguardo cos amabile il giorno prima, il maggiore dei suoi figli, che accorreva
dal fondo del giardino, le disse abbracciandola:
Siamo
liberi, il signor Julien parte per un viaggio.
Udendo
queste parole, la signora de Rnal si sent invasa da un gelo mortale; era
infelice per la sua virt, e ancor pi per la sua debolezza.
Questo
nuovo avvenimento occup tutta la sua immaginazione, ed ella fu trasportata ben
oltre le sagge risoluzioni prese durante la notte tormentosa appena trascorsa.
Non si trattava pi di resistere a quell'uomo cos degno di essere amato: si
trattava di perderlo per sempre.
Fu
necessario presenziare alla colazione. E, per colmo di dolore, Rnal e la
signora Derville non parlarono che della partenza di Julien. Il sindaco di
Verrires aveva notato qualcosa di insolito nel tono fermo con cui il giovane
aveva chiesto un permesso.
Quel
contadinotto ha certamente in tasca le proposte di qualcuno. Ma questo
qualcuno, anche se fosse Valenod, si perder un po' d'animo di fronte allo
stipendio annuale di seicento franchi che bisogner sborsare d'ora in avanti.
Ieri, a Verrires, gli avranno chiesto tre giorni di tempo per riflettere; e
stamattina, per non essere costretto a darmi una risposta, il signorino se ne
va in montagna. Dover fare i conti con un miserabile operaio che fa
l'insolente, ecco a che cosa siamo arrivati!
Se mio
marito, che ignora di avere offeso cos profondamente Julien, pensa che questi
ci lascer, che cosa devo pensare io? si disse la signora de Rnal. Ah! ormai
tutto deciso!
Per poter
almeno piangere liberamente, senza rispondere alle domande della signora
Derville, ella si scus col pretesto di un'atroce emicrania, e si mise a letto.
Ecco come
sono le donne, ripet Rnal. C' sempre qualcosa fuori posto in queste
macchine complicate. E se ne and sogghignando.
Mentre la
signora de Rnal era in preda ai pi crudeli tormenti della passione in cui il
caso l'aveva scagliata, Julien proseguiva allegramente il suo cammino tra le
maggiori bellezze degli scenari montani. Doveva attraversare la grande catena a
nord di Vergy. Il sentiero che stava seguendo, e che si elevava a poco a poco
in mezzo ai grandi faggeti, prosegue in una serie interminabile di zig-zag
lungo i pendii della montagna, che chiude a nord la valle del Doubs. Ben presto
gli sguardi di Julien, passando sopra le alture meno elevate che costeggiano la
valle del Doubs a sud, si spinsero verso le fertili vallate della Borgogna e
del Beaujolais. Nonostante l'insensibilit della sua anima ambiziosa per questo
genere di bellezza, Julien non poteva far a meno, ogni tanto, di fermarsi per
contemplare quello spettacolo cos vasto e imponente.
Infine egli
tocc la sommit della montagna; bisognava passare di l, seguendo quel
sentiero traverso, per raggiungere la vallata solitaria dove abitava il suo
amico, il giovane mercante di legname Fouqu. Julien non aveva alcuna fretta di
vedere lui n qualsiasi altro essere umano. Nascosto come un uccello da preda
in mezzo alle nude rocce che coronano l'alta montagna, poteva scorgere da molto
lontano chiunque si fosse avvicinato. Scopr una piccola grotta che si apriva
sul pendio quasi verticale di una delle rocce. Si mise a correre, e poco dopo
era nel rifugio. Qui, disse, con occhi che brillavano di gioia, gli uomini
non potrebbero mai farmi del male. Gli spunt l'idea di concedersi il piacere
- altrove tanto pericoloso per lui - di scrivere i suoi pensieri. Una pietra
quadrata gli serv da scrittoio. La sua penna volava: egli non vedeva niente di
quello che gli era intorno. Alla fine si accorse che il sole stava coricandosi
dietro le montagne lontane del Beaujolais.
Perch non
potrei passare qui la notte? pens. Ho da mangiare, e sono libero! Al suono di quelle grandi
parole la sua anima si esalt: la sua ipocrisia gli impediva di essere libero
anche a casa di Fouqu. Con la testa appoggiata alle mani, Julien rest in
quella grotta, pi felice di quanto lo fosse mai stato in vita sua, agitato
dalle fantasticherie e dalla sua gioia di libert. Senza accorgersene, vide
spegnersi l'uno dopo l'altro tutti i raggi del crepuscolo. In mezzo a quella
immensa oscurit, la sua anima si perdeva nella contemplazione di ci che
immaginava di trovare un giorno a Parigi. Prima di tutto una donna molto pi
bella e d'intelligenza assai pi elevata di tutte le donne che aveva potuto
conoscere in provincia. Amava con passione, era amato. Se talvolta si separava
da lei, era per andare a coprirsi di gloria e per meritare ancora di pi il suo
amore.
Pur attribuendogli
la fantasia di Julien, un giovane cresciuto fra le tristi verit del mondo
parigino a questo punto della sua vicenda amorosa sarebbe stato destato dalla
fredda ironia; le grandi azioni sarebbero scomparse dalla sua mente, insieme
con la speranza di compierle, per far luogo alla ben nota massima: Lasci sola
la tua amante? Rischierai, ahim, di essere tradito due o tre volte al giorno.
Il giovane contadino, tra s e le pi eroiche azioni, non vedeva altro che la
mancanza di un'occasione propizia.
Ma una
notte profonda era scesa ed egli doveva fare ancora due leghe per raggiungere
la piccola frazione dove abitava Fouqu. Prima di lasciare la grotta, Julien
accese il fuoco e bruci con cura tutto ci che aveva scritto.
Il suo
amico rimase di stucco quando lo ud bussare all'una del mattino. Julien lo
trov intento a fare i conti. Fouqu era un uomo giovane, alto, piuttosto mal
fatto, con lineamenti forti e marcati, un naso enorme e molta bont nascosta
sotto quell'aspetto ripugnante.
Hai forse
litigato col tuo Rnal, per capitarmi qui cos, all'improvviso?
Julien gli
raccont, ma con molte precauzioni, quello che era accaduto il giorno prima.
Resta con
me, rispose Fouqu. Vedo che hai imparato a conoscere Rnal, Valenod, il
sottoprefetto Maugiron, il curato Chlan: hai capito le loro astuzie, ed eccoti
ormai in grado di presentarti alle aste. Conosci l'aritmetica meglio di me, mi
terrai i conti. Guadagno bene nel mio commercio. L'impossibilit di far tutto
da solo e il timore di prendermi un imbroglione per socio mi impediscono ogni
giorno di combinare dei grossi affari. Non passato nemmeno un mese da quando
ho fatto guadagnare seimila franchi a Michaud de Saint-Amand, che non vedevo da
sei anni e che ho incontrato per caso alla vendita di Pontarlier. Avresti
potuto guadagnare tu quella somma, o almeno la met. Infatti, se quel giorno tu
fossi stato con me, avrei fatto salire il prezzo di quella partita di legname e
me l'avrebbero lasciata quasi subito. Su, diventiamo soci.
Quell'offerta
mise di malumore Julien: contrastava troppo coi suoi folli disegni. Durante
tutta la cena, che i due amici prepararono personalmente come eroi di Omero
poich Fouqu viveva solo, quest'ultimo fece vedere i conti a Julien e gli
dimostr tutti i vantaggi del suo commercio di legname. Fouqu stimava
moltissimo l'intelligenza e il carattere del suo amico.
Quando
Julien fu finalmente solo nella cameretta rivestita di abete, pens: vero,
qui posso guadagnare qualche migliaio di franchi e poi riprendere vantaggiosamente
la carriera militare o quella ecclesiastica, secondo la moda che regner allora
in Francia. Il gruzzolo che avr messo da parte eliminer tutte le piccole
difficolt. Intanto, solo, in mezzo a queste montagne, dissiper un poco della
mia spaventosa ignoranza su molti argomenti che interessano le persone di
mondo. Ma Fouqu rinuncia al matrimonio, e mi ripete che la solitudine lo rende
infelice. chiaro che se prende un socio senza capitale da investire nel suo
commercio, lo fa nella speranza di trovare un compagno che non lo abbandoni
mai. Ma allora inganner il mio amico? esclam il giovane rabbiosamente.
Questo essere, che solitamente trovava nell'ipocrisia e nella mancanza di ogni
affetto la propria salvezza, stavolta non pot sopportare l'idea della minima
mancanza di delicatezza verso un uomo che gli voleva bene.
Ma
improvvisamente Julien riacquist il buonumore; aveva un motivo per rifiutare.
Come! Perderei vigliaccamente sette od otto anni in una vita oscura?! In
questo modo arriverei a ventotto anni! Ma a quell'et Bonaparte aveva gi
compiuto le sue pi grandi imprese! Dopo aver guadagnato oscuramente un po' di
soldi battendo i mercati di legname e conquistandomi il favore di qualche
imbroglione subalterno, chi mi dice che avr ancora il fuoco sacro con cui ci
si fa un nome?
Il mattino
dopo Julien rispose con sangue freddo al buon Fouqu (il quale considerava gi
conclusa la loro societ) che la sua vocazione per il santo ministero gli
impediva di accettare. Fouqu non riusciva a capacitarsene.
Ma hai
pensato, gli ripeteva, che ti prendo come socio o, se preferisci, che ti do
quattromila franchi l'anno? E tu vuoi ritornare da Rnal che ti disprezza come
il fango delle sue scarpe! Quando avrai messo da parte duecento luigi, chi ti
impedisce di entrare in seminario? Ti dir di pi: mi incarico io di procurarti
la migliore parrocchia della regione. Infatti aggiunse Fouqu abbassando la
voce, fornisco legna da ardere a..., a..., e a... Do loro della quercia di
prima qualit e me la faccio pagare come legno dolce, ma non c' denaro meglio
impiegato.
Nulla
riusc a vincere la vocazione di Julien. Fouqu fin col crederlo un po' matto.
Il terzo giorno, di buon mattino, Julien lasci il suo amico per trascorrere la
giornata in mezzo alle rocce della montagna. Ritrov la sua piccola grotta, ma
gli mancava ormai la tranquillit d'animo: le offerte del suo amico glie
l'avevano tolta. Non si trovava, come Ercole, tra vizio e virt, ma tra
mediocrit con un benessere assicurato e gli eroici sogni della sua giovinezza.
Sicch non ho abbastanza fermezza, si diceva: ed era questo il dubbio che lo
feriva pi profondamente. Non ho la stoffa del grande uomo, se ho paura che
otto anni trascorsi a guadagnarmi il pane mi tolgano la sublime energia necessaria
a chi vuole compiere azioni straordinarie.
XIII
LE CALZE TRAFORATE
Un
romanzo: uno specchio che si porta lungo una strada.
Saint-Ral
Quando vide
da lontano le pittoresche rovine dell'antica chiesa di Vergy, Julien si accorse
che in due giorni non aveva pensato una sola volta alla signora de Rnal.
L'altro giorno, alla mia partenza, quella donna mi ha ricordato l'infinita
distanza che ci divide e mi ha trattato come il figlio di un operaio. Senza
dubbio ha voluto mostrarmi il suo pentimento per avermi lasciato la mano la
sera prima... Eppure la sua mano molto bella! Che fascino! Che nobilt negli
sguardi di quella donna!
La
possibilit di far fortuna con Fouqu dava una certa leggerezza ai pensieri di
Julien, che non erano pi tanto spesso turbati dall'irritazione, dal cocente
senso della sua povert e della sua bassezza agli occhi del mondo. Come dalla
cima di un alto promontorio, egli poteva giudicare e quasi dominare tanto la
povert che il benessere, cui dava ancora il nome di ricchezza. Lungi dal
considerare filosoficamente la situazione, Julien era tuttavia dotato di
sufficiente lucidit per sentirsi diverso dopo quel piccolo viaggio in mezzo alle montagne.
Fu colpito
dall'estremo turbamento con cui la signora de Rnal ascolt il breve resoconto
del viaggio, che egli le aveva fatto a sua richiesta.
Fouqu
aveva avuto dei progetti di matrimonio, degli amori infelici; e, a questo
proposito, lunghe confidenze avevano riempito le conversazioni dei due amici.
Dopo aver trovato troppo presto la felicit, Fouqu si era accorto di non
essere il solo a goderne. Tutti quei racconti avevano stupito Julien,
insegnandogli molte cose nuove. La sua vita solitaria, nutrita
dall'immaginazione e dalla diffidenza, lo aveva tenuto lontano da tutto ci che
poteva illuminarlo.
Durante la
sua assenza la vita della signora de Rnal era stata un susseguirsi di supplizi
diversi, ma tutti insopportabili. Era realmente ammalata.
Soprattutto,
le disse la cugina quando vide arrivare Julien, stasera, indisposta come sei,
non devi andare in giardino; l'aria umida raddoppierebbe il tuo malessere.
La signora
Derville si era accorta con stupore che la sua amica, sempre rimproverata dal
marito per l'eccessiva semplicit del vestire, aveva comperato da poco delle
calze traforate e delle deliziose scarpine di Parigi. Da tre giorni a quella
parte, l'unica distrazione della signora de Rnal era consistita nel tagliare e
nel far cucire in fretta da Elisa un abito estivo d'una incantevole stoffa
leggera molto di moda. L'abito pot essere terminato proprio pochi minuti dopo
l'arrivo di Julien, e la signora de Rnal si affrett a indossarlo. La sua
amica non ebbe pi dubbi. L'infelice innamorata! ella pens: e cap tutte
le stranezze della sua malattia.
La vide
parlare a Julien. Sul suo viso il pallore succedeva al rossore pi intenso.
L'ansia balenava nei suoi occhi che non si staccavano un attimo da quelli del
giovane precettore. La signora de Rnal aspettava da un istante all'altro che
egli si spiegasse e dicesse se aveva deciso di andarsene o di restare. Julien
si guardava bene dal tirare in ballo un argomento cui non pensava neppure. Dopo
uno sforzo terribile, la signora de Rnal os dirgli con voce tremante, in cui
vibrava tutta la sua passione: Lascerete dunque i vostri allievi per
sistemarvi altrove?
Julien fu
colpito dal tono incerto e dallo sguardo di lei. Questa donna mi ama, si
disse. Ma dopo questo momento di passeggera debolezza, che il suo orgoglio le
rimprovera, e appena non avr pi paura della mia partenza, ritrover la sua
alterigia. Egli colse in un lampo le loro rispettive situazioni e rispose
esitando:
Mi
spiacerebbe molto abbandonare dei ragazzi cos cari e cos bennati, ma forse sar necessario. Si hanno
dei doveri anche verso se stessi.
Pronunciando
le parole cos bennati (una di quelle espressioni aristocratiche che Julien aveva imparato da
poco) egli si anim di un profondo sentimento di anti-simpatia.
Agli occhi
di questa donna, si disse, io non sono bennato.
La signora
de Rnal, ascoltandolo, ammirava la sua intelligenza, la sua bellezza, e aveva
il cuore trafitto dalla possibilit di una partenza che egli le faceva
intravedere. Tutti i suoi amici di Verrires, che durante l'assenza di Julien
erano venuti a pranzo a Vergy, avevano gareggiato nel complimentarla per l'uomo
straordinario che suo marito aveva avuto la fortuna di scovare. Non bisogna
credere che capissero qualcosa dei progressi dei ragazzi. Ma il fatto di
conoscere la Bibbia a memoria, e per di pi in latino, aveva riempito gli
abitanti di Verrires di un'ammirazione che durer forse un secolo.
Julien non
parlava con nessuno e ignorava tutto questo. Se la signora de Rnal avesse
avuto un po' di sangue freddo, gli avrebbe fatto i complimenti per la fama che
si era meritato, e Julien, rassicurato nel proprio orgoglio, sarebbe stato
cortese e amabile con lei, tanto pi che il nuovo abito gli sembrava
incantevole. La signora de Rnal, felice del suo bel vestito e degli
apprezzamenti di Julien, aveva voluto fare due passi in giardino; quasi subito,
per, ella fu costretta a confessare che non era in grado di proseguire. Aveva
preso il braccio del giovane, ma invece di aumentare le sue forze, quel
contatto gliele toglieva del tutto.
Era notte;
appena si furono seduti, sfruttando il suo antico privilegio, Julien os
accostare le labbra al braccio della sua bella vicina e le prese la mano. Egli
pensava all'ardimento di cui Fouqu aveva dato prova con le sue amanti, e non
alla signora de Rnal: la parola bennati pesava ancora sul suo cuore. Si sent stringere la
mano, ma non ne prov alcun piacere. Invece di essere fiero, o almeno
riconoscente del sentimento che quella sera la signora de Rnal tradiva con
chiarissimi segni, la bellezza, l'eleganza, la freschezza di lei lo lasciarono
quasi insensibile. Un'anima pura, la mancanza di ogni rancore prolungano senza
dubbio la durata della giovinezza. il volto a invecchiare per primo nella
maggior parte delle donne belle.
Julien fu
sgarbato per tutta la sera; fin l, aveva riservato la sua collera al caso e
alla societ; dopo che Fouqu gli aveva offerto un mezzo ignobile per
raggiungere il benessere, ce l'aveva con se stesso. Tutto assorto nei suoi
pensieri, anche se ogni tanto rivolgeva qualche parola alle due cugine, Julien,
senza accorgersene, fin con l'abbandonare la mano della signora de Rnal. Quel
gesto sconvolse la povera donna: ella vi lesse, gi segnata, la propria sorte.
Se la
signora de Rnal fosse stata sicura dell'affetto di Julien, forse la sua virt
avrebbe trovato la forza di resistergli. Ma nel timore di perderlo per sempre,
la passione la sconvolse tanto che ella riprese la mano di Julien,
distrattamente abbandonata sullo schienale di una sedia. Il gesto risvegli il
giovane ambizioso, il quale avrebbe voluto avere a testimoni tutti quei nobili
tanto fieri che durante i pranzi, quando egli sedeva in fondo alla tavola con i
ragazzi, lo guardavano con un sorriso di protezione. Questa donna non pu pi
disprezzarmi; stando cos le cose, pens Julien, devo essere sensibile alla
sua bellezza; devo a me stesso di divenire il suo amante. Una simile idea non
gli sarebbe mai venuta prima delle ingenue confidenze del suo amico Fouqu.
L'improvvisa
decisione presa in quel momento fu un piacevole diversivo. Il giovane si
diceva: Bisogna che conquisti una di queste donne. Si accorse che avrebbe
preferito di gran lunga far la corte alla signora Derville: non perch fosse
pi bella, ma perch lo aveva sempre visto come precettore onorato per la sua
dottrina, e non vestito da carpentiere, con una giacchetta piegata sotto il
braccio, come era apparso la prima volta alla signora de Rnal.
Ma proprio
nella sua tenuta di giovane operaio, rosso fino alla radice dei capelli, fermo
sulla soglia di casa e senza il coraggio di suonare il campanello, la signora
de Rnal lo rievocava con maggiore trasporto.
Continuando
a passare in rivista la propria situazione, Julien si accorse che non bisognava
pensare alla conquista della signora Derville, la quale probabilmente aveva intuito
i sentimenti della sua amica. Costretto a ripiegare su quest'ultima, si disse:
Che ne so, io, del suo carattere? Solo questo: prima del mio viaggio, le
prendevo la mano e lei la ritirava, oggi io ritiro la mano e lei me la prende e
la stringe. Che bella occasione per restituirle tutto il disprezzo che mi ha
dimostrato! Dio sa quanti amanti avr avuto! Forse si decide in mio favore
soltanto per la facilit di incontrarci.
Questa,
ahim, la disgrazia di una civilt troppo progredita! A vent'anni l'anima di
un giovane provvisto d'una certa educazione ben lungi dall'abbandono, senza
il quale l'amore, sovente, non che il pi noioso dei doveri.
Devo a me
stesso di riuscire con questa donna, continu Julien spinto dalla sua piccola
vanit, perch se un giorno far fortuna e qualcuno mi rinfaccer l'umile
carica di precettore, potr sempre dire di averlo fatto per amore.
Julien
stacc nuovamente la mano da quella della signora de Rnal, poi la riprese e la
strinse. Verso mezzanotte, quando rientrarono in salotto, la giovane donna gli
disse a mezza voce:
Ci
lascerete davvero? Ve ne andrete?
Julien
rispose sospirando:
Devo
andarmene perch vi amo appassionatamente. una colpa... e quale colpa per un
prete!
La signora de
Rnal si appoggi al suo braccio, e con tale abbandono che la sua gota sfior
quella di Julien.
Le loro
notti furono ben diverse. La signora de Rnal era esaltata dall'ebbrezza dei
pi alti piaceri spirituali. Una ragazza leggera, che comincia presto ad amare,
si abitua ai turbamenti dell'amore; quando arriva all'et della vera passione,
le manca il fascino della novit. Ma poich la signora de Rnal non aveva mai
letto romanzi, tutte le sfumature della sua felicit erano nuove per lei.
Nessuna triste verit veniva a raffreddarla, neppure lo spettro del futuro.
S'immagin felice dopo dieci anni, quanto lo era in quel momento. Persino il
pensiero della virt e della fedelt giurata al marito, che l'aveva tormentata
nei giorni precedenti, si present invano e fu licenziato come un ospite
importuno. Non conceder mai nulla a Julien, ella pens. Vivremo in avvenire
come viviamo da un mese. Egli sar soltanto un amico.
XIV
LE FORBICI INGLESI
Una
ragazza di sedici anni aveva un colorito di rosa, e si dava il rossetto.
Polidori
Quanto a
Julien, l'offerta di Fouqu gli aveva tolto ogni possibilit di essere felice:
il giovane non riusciva a prendere una decisione.
Ahim,
forse manco di carattere, sarei stato un cattivo soldato di Napoleone. Almeno,
soggiunse, questo piccolo intrigo con la padrona di casa mi distrarr un
poco.
Per sua
fortuna, anche in quella piccola circostanza secondaria, il suo intimo non
corrispondeva a simili spavalderie. Aveva paura della signora de Rnal per il
suo bel vestito. Quel vestito, ai suoi occhi, era l'avanguardia di Parigi. Il
suo orgoglio non volle lasciare nulla al caso o all'ispirazione del momento. In
base alle confidenze di Fouqu e a quel poco che aveva letto sull'amore nella
Bibbia, Julien si fece un piano di battaglia molto preciso. E siccome, senza
confessarselo, era molto turbato, mise per iscritto il suo piano.
L'indomani
mattina, in salotto, la signora de Rnal rest per un istante sola con lui.
Non avete
un altro nome, oltre a Julien? gli domand.
A questa
domanda cos lusinghiera, il nostro eroe non seppe che cosa rispondere. Una
simile circostanza non era prevista nel suo piano. Se non avesse commesso la
sciocchezza di prepararsi questo piano, Julien se la sarebbe cavata con la sua
prontezza di spirito, e la sorpresa avrebbe solo aggiunto vivacit alle sue
intuizioni.
Fu goffo, e
si esager la propria goffaggine. La signora de Rnal gliela perdon subito,
anzi le sembr il risultato di un incantevole candore. E, per lei, era proprio
il candore che mancava a quell'uomo cui tutti riconoscevano tanto ingegno.
Il tuo
giovane precettore mi ispira molta diffidenza, le diceva qualche volta la
signora Derville. Mi sembra che rifletta continuamente e che agisca solo per
calcolo. un sornione.
Julien rest
profondamente umiliato di non aver saputo rispondere nulla alla signora de
Rnal.
Un uomo
come me deve a se stesso di riparare a questo scacco. E approfittando del
momento in cui passavano da una stanza all'altra, egli si sent in obbligo di
dare un bacio alla signora de Rnal. Nulla di pi imprevisto, nulla di meno
gradevole sia per lui che per lei, nulla di pi imprudente. Ci manc poco che
li vedessero. La signora de Rnal lo credette pazzo. Si spavent, e soprattutto
si sent urtata. Quella sciocchezza la fece pensare a Valenod.
Che cosa
mi capiterebbe se restassi sola con lui? si disse. E ritrov tutta la sua
virt, poich si eclissava l'amore.
Fece in
modo che uno dei suoi figli restasse sempre con lei.
La giornata
fu noiosa per Julien, che la trascorse tutta intera ad eseguire con impaccio i
suoi piani di seduzione. Non guard la signora de Rnal neppure una volta,
senza che il suo sguardo avesse un motivo; tuttavia non era tanto sciocco da
non accorgersi che non riusciva ad essere amabile e, tanto meno, seducente.
La signora
de Rnal non poteva riaversi dallo stupore di vederlo cos impacciato e
contemporaneamente cos audace. la timidezza dell'amore in un uomo di
spirito! ella concluse alla fine con inesprimibile gioia. dunque possibile
che la mia rivale non lo abbia mai amato?
Dopo pranzo
la signora de Rnal rientr in salotto per ricevere la visita del sottoprefetto
di Bray, Charchot de Maugiron. Si mise a lavorare a un piccolo telaio da ricamo
abbastanza alto. La signora Derville era al suo fianco. Proprio allora, e in
piena luce, il nostro eroe ritenne opportuno avanzare un piede e premere quello
della signora de Rnal: la calza traforata e le graziose scarpine di Parigi
attiravano con evidenza gli sguardi del galante sottoprefetto.
Madame de
Rnal ebbe una folle paura, lasci cadere le forbici, il gomitolo di lana, gli
aghi, tanto che il gesto di Julien pot sembrare un goffo tentativo d'impedire
la caduta delle forbici, che il giovane aveva visto scivolare. Per fortuna quelle
forbicine di acciaio inglese si ruppero, e la signora de Rnal si rammaric a
non finire perch Julien non si era trovato pi vicino.
Vi siete
accorto prima di me che stavano cadendo, e sareste riuscito a impedirlo. Cos
invece, col vostro zelo, non siete riuscito che a darmi un calcio.
Tutta la
scena trasse in inganno il sottoprefetto, ma non la signora Derville. Questo
bel ragazzo si comporta veramente da sciocco, ella pens. Il galateo di una
capitale di provincia non perdona simili errori.
La signora
de Rnal trov il momento di dire a Julien: Siate prudente, ve lo ordino.
Julien si
accorgeva della propria goffaggine ed era di malumore. Agit a lungo il
problema: doveva arrabbiarsi per le parole ve lo ordino? Fu tanto sciocco da pensare: Se
si fosse trattato dell'educazione dei ragazzi, avrebbe anche potuto dirmi ve
lo ordino, ma
l'amore corrisposto presuppone uguaglianza. Non si pu amare senza uguaglianza... E la sua mente si smarr a
coniare dei luoghi comuni sull'uguaglianza. Si ripeteva con stizza un verso di
Corneille che aveva imparato qualche giorno prima dalla signora Derville:
...
l'amore
crea le
uguaglianze e non le cerca.
Julien,
ostinandosi a sostenere la parte del don Giovanni, lui che non aveva mai avuto un'amante,
fu per tutto il giorno tremendamente sciocco. Non ebbe che un'idea sensata;
annoiato di s e della signora de Rnal, vedeva con terrore avanzare la sera,
in cui si sarebbe trovato in giardino accanto a lei, e nell'oscurit. Disse al
sindaco che andava a Verrires a trovare il curato; usc dopo pranzo e torn
solo a notte inoltrata.
A
Verrires, Julien trov l'abate Chlan intento a fare i bagagli; era stato
destituito, e lo sostituiva il vicario Maslon. Julien aiut il buon curato e
pens di scrivere a Fouqu, spiegandogli che la vocazione irresistibile per il
santo ministero gli aveva sulle prime impedito di accettare le sue amabili
offerte, ma che ora, dopo un tale esempio di ingiustizia, riteneva pi utile
alla sua salvezza rinunciare agli ordini religiosi.
Julien si
compiacque della propria astuzia nel trarre profitto dalla destituzione del
parroco di Verrires per lasciarsi aperta la porta del commercio, se mai nel
suo spirito la triste prudenza avesse avuto il sopravvento sull'eroismo.
XV
IL CANTO DEL GALLO
Amour en
latin faict amor
Or donc
provient d'amour la mort,
Et, par
avant, soulcy qui mord,
Deuil,
plours, pieges, forfaitz, remords...
Blason
d'Amour
Se Julien
avesse avuto appena un po' di quell'abilit che si attribuiva senza motivo, il
giorno dopo avrebbe potuto compiacersi dell'effetto prodotto dal suo viaggio a
Verrires. La sua assenza aveva fatto dimenticare quanto fosse stato maldestro.
Ma anche quel giorno egli fu abbastanza sgarbato; la sera gli spunt un'idea
ridicola, che comunic alla signora de Rnal con straordinaria audacia.
Non appena
furono seduti in giardino, senza attendere la completa oscurit, il giovane
avvicin la bocca all'orecchio della signora de Rnal e, a rischio di
comprometterla gravemente, le disse:
Signora,
stanotte alle due verr nella vostra camera, devo dirvi una cosa.
Julien
temeva una risposta affermativa: la parte del seduttore gli pesava tanto che,
se avesse potuto dar retta alle proprie inclinazioni, si sarebbe ritirato per
parecchi giorni in camera sua, evitando di vedere le due signore. Capiva che la
sua studiata condotta del giorno prima aveva rovinato le buone impressioni
precedenti, e non sapeva davvero a che santo votarsi.
La signora
de Rnal rispose con indignazione autentica e per nulla esagerata
all'impertinente annuncio di Julien e a lui parve di avvertire un certo
disprezzo in quella secca risposta. Certo, nella risposta data a voce
bassissima aveva potuto distinguere un guai a voi.
Con la
scusa di dover parlare ai ragazzi, il precettore and nella loro camera, e al
ritorno si mise a sedere accanto alla signora Derville, a notevole distanza
dalla signora de Rnal. In questo modo si tolse ogni possibilit di prenderle
la mano. La conversazione fu seria, e Julien se la cav molto bene, salvo
alcuni istanti di silenzio durante i quali si torturava il cervello. Ma perch
non riesco a ideare qualche sapiente manovra per costringere la signora de
Rnal a tributarmi quegli autentici segni di tenerezza che, tre giorni or sono,
mi facevano credere di averla ormai in mio potere? egli andava domandandosi.
Julien era
molto sconcertato dalla situazione quasi disperata in cui si trovava. E
tuttavia niente lo avrebbe messo in imbarazzo pi del successo.
A
mezzanotte, quando si lasciarono, il suo pessimismo gli fece credere che la
signora Derville lo disprezzasse e che la signora de Rnal, da parte sua, non
avesse di lui migliore concetto.
Di pessimo
umore, e assai umiliato, Julien non riusc a dormire. Era ben lontano dal
rinunciare a ogni finzione, a ogni progetto, per vivere con la signora de Rnal
alla giornata, accontentandosi come un bambino della felicit che ogni giorno
gli avrebbe portato.
Si affatic
il cervello a escogitare geniali manovre, che un attimo dopo giudicava assurde:
in una parola, quando suonarono le due all'orologio del castello egli era molto
infelice.
Quei
rintocchi lo ridestarono come il canto del gallo risvegli san Pietro. Il
momento pi penoso era giunto. Julien non aveva pi pensato alla sua
impertinente proposta dopo averla formulata: era stata accolta cos male!
Le ho
detto che sarei andato da lei alle due, si disse, alzandosi. Pu darsi
benissimo che io sia inesperto e rozzo, da quel figlio di contadino che sono.
La signora Derville me lo ha fatto capire abbastanza chiaramente. Ma almeno non
sar un debole.
Julien
aveva ragione di compiacersi del proprio coraggio: non si era mai sottoposto a
una simile costrizione. Aprendo la porta tremava tanto che si sentiva mancare le
ginocchia, e fu costretto ad appoggiarsi contro il muro.
Era senza
scarpe. And a origliare alla porta del sindaco e lo sent russare. Ne fu
desolato. Non aveva pi alcun pretesto per non andare da lei! Ma, Dio mio, che
cosa avrebbe fatto? Non aveva alcuna idea, e anche se l'avesse avuta, era tanto
confuso che non sarebbe riuscito ad attuarla.
Alla fine,
soffrendo mille volte di pi che se fosse andato alla morte, entr nel piccolo
corridoio che conduceva alla camera della signora de Rnal. Apr la porta con
mano tremante e facendo un baccano spaventoso.
C'era luce.
Un lume da notte ardeva sotto il camino: Julien non si aspettava questa nuova
sfortuna. Vedendolo entrare, la signora de Rnal si butt fuori del letto.
Disgraziato! esclam. Ci fu un po' di confusione. Julien dimentic i suoi
vani progetti e torn ad essere quello che era naturalmente: la possibilit di
non piacere a una donna cos affascinante gli parve il peggiore dei mali.
Rispose ai rimproveri di lei gettandosi ai suoi piedi, abbracciando le sue
ginocchia. E siccome ella gli parlava con estrema durezza, il giovane scoppi
in lacrime.
Alcune ore
dopo, quando Julien usc dalla camera della signora de Rnal, in stile da
romanzo si sarebbe potuto dire che non aveva pi nulla da desiderare.
Effettivamente, doveva all'amore che aveva ispirato, e all'imprevedibile
impressione che aveva prodotto su di lui il fascino della bellezza, quella
vittoria che non avrebbe mai raggiunto con tutti i suoi calcoli maldestri.
Ma anche
nei momenti pi dolci, vittima di uno strano orgoglio, egli volle sostenere la
parte dell'uomo abituato a soggiogare le donne. Incredibilmente, pose ogni cura
nel guastare quanto poteva renderlo amabile. Invece di prestare attenzione ai
trasporti amorosi che faceva nascere e ai rimorsi che li rendevano anche pi
vivi, Julien non abbandon mai l'idea del dovere. Temeva un rimorso spaventoso e un
eterno ridicolo, se si fosse scostato un attimo dal modello ideale che si era proposto;
in una parola, proprio ci che rendeva Julien un essere superiore gli imped di
gustare la felicit che aveva a portata di mano. Era come una ragazza di sedici
anni, che ha una splendida carnagione e che, per andare al ballo, commette la
follia di darsi il rossetto.
Mortalmente
spaventata dall'apparizione di Julien, la signora de Rnal fu ben presto in
preda alle pi crudeli ansie. I pianti e la disperazione di Julien la turbavano
vivamente.
Anche
quando non aveva ormai pi nulla da rifiutargli, ella respingeva Julien lontano
da s con autentica indignazione poi si gettava nuovamente tra le sue braccia.
Non c'era nessun calcolo nel suo comportamento. La poveretta si credeva dannata
senza scampo, e cercava di nascondersi la vista dell'inferno colmando Julien
delle pi appassionate carezze. In una parola, alla felicit del nostro eroe
non sarebbe mancato nulla, neppure un'accesa sensibilit nella donna che aveva
appena sedotto, se avesse saputo goderne. La partenza di Julien non pose fine
agli slanci appassionati che la trasportavano suo malgrado, e alle lotte coi
rimorsi che la straziavano.
Mio Dio!
Essere amati, essere felici soltanto questo? Fu il primo pensiero di Julien
rientrando nella sua stanza. Egli si trovava in quello stato di stupore e di
inquieto turbamento in cui precipita l'anima che ha appena ottenuto una cosa
lungamente ambita. Abituata a desiderare, non ha pi niente da desiderare e
tuttavia non ha ancora dei ricordi. Come il soldato che torna dalla parata,
Julien si mise a rievocare attentamente tutti i particolari della sua condotta.
Ho mancato a nulla di ci che devo a me stesso? Ho recitato bene la mia
parte?
E quale
parte? Quella di un uomo abituato a essere brillante con le donne.
XVI
ILGIORNO DOPO
He turn'd
his lips to hers, and with his hand
Call'd
back the tangles of her wandering hair.
Don
Juan, c. I,
st. 170
Fortunatamente
per il successo di Julien, la signora de Rnal era stata troppo agitata, troppo
stupita per vedere le sciocchezze dell'uomo che, in un attimo, era diventato
tutto per lei.
Allo
spuntare del giorno, quando lo aveva pregato di ritirarsi, gli aveva detto: Oh
Dio mio! se mio marito ha sentito qualche rumore sono perduta.
Julien, che
trovava il tempo di far delle frasi, ramment questa:
Rimpiangereste
la vita?
Ah! molto,
in questo momento! Ma non rimpiangerei di avervi conosciuto.
Julien
trov necessario alla propria dignit andarsene a giorno fatto, con grande
imprudenza.
L'attenzione
continua con cui egli studiava ogni sua minima azione, nel folle disegno di
sembrare un uomo esperto, non ebbe che un vantaggio: quando Julien rivide la
signora de Rnal a colazione, la sua condotta fu un capolavoro di prudenza.
Quanto a
lei, non poteva guardarlo senza arrossire fino agli occhi, e non poteva vivere
un minuto senza guardarlo; si accorgeva del proprio turbamento, e gli sforzi
che faceva per nasconderlo lo raddoppiavano. Julien alz una volta sola gli
occhi su di lei. Dapprima, ella ammir la sua prudenza. Poi, vedendo che
quell'unico sguardo non si ripeteva, si allarm.
Forse non
mi ama pi, si disse. Ahim, sono troppo vecchia, ho dieci anni pi di lui!
Nel passare
dalla sala da pranzo al giardino la signora de Rnal strinse la mano di Julien.
Sorpreso da quel segno d'amore cos straordinario, il giovane la guard con
trasporto, perch durante la colazione gli era parsa molto bella e, pur tenendo
gli occhi bassi, aveva passato tutto il tempo a rievocarsi ogni particolare
della sua bellezza. Quello sguardo consol la signora de Rnal; non le tolse
tutte le ansie, ma le sue ansie eliminarono quasi tutti i rimorsi nei confronti
del marito.
A colazione
il marito non si era accorto di nulla. Non cos la signora Derville, la quale
credette l'amica sul punto di soccombere. Per tutto il giorno, col suo affetto
ardito e penetrante, non le risparmi le mezze parole per dipingerle il
pericolo che correva.
La signora
de Rnal ardeva dal desiderio di trovarsi sola con Julien: voleva chiedergli se
l'amava ancora. E nonostante l'inalterabile dolcezza del suo carattere, ella fu
spesso sul punto di far capire all'amica quanto fosse importuna.
La sera, in
giardino, la signora Derville fu cos abile che riusc a sedersi tra la signora
de Rnal e Julien. La signora de Rnal, che si era fatta un'immagine deliziosa
del piacere di stringere la mano dell'amato e di portarsela alle labbra, non
riusc a rivolgergli neppure una parola.
Questo
contrattempo aument la sua agitazione. Era divorata da un rimorso. I
rimproveri, che aveva rivolto a Julien per l'imprudenza commessa la notte
precedente, erano stati tanto aspri da farle temere che non sarebbe pi
ritornato. Ella lasci presto il giardino e si rifugi nella sua camera. Ma non
riuscendo a controllare la propria impazienza, and ad origliare alla porta di
Julien. Nonostante l'incertezza e la passione che la divoravano, non ebbe il
coraggio di entrare. Una simile azione le sembrava l'ultima delle bassezze,
come dice anche un detto di provincia.
Non tutti i
domestici erano a letto. Alla fine la prudenza la costrinse a rientrare in
camera sua. Due ore di attesa furono due secoli di tormento.
Ma Julien
era troppo fedele a ci che chiamava il dovere, per non eseguire, punto per
punto, quanto si era prescritto.
Quando
suon l'una, egli scivol fuori della sua stanza, si assicur che il padrone di
casa fosse profondamente addormentato e comparve nella camera della signora de
Rnal. Quella volta godette d'una maggior felicit accanto alla sua amica,
perch pens meno alla propria parte. Ebbe occhi per vedere e orecchi per
udire. Quello che l'amante gli disse a proposito della propria et contribu a
rassicurarlo.
Ohim! Ho
dieci anni pi di voi! Come potete amarmi! ella gli ripeteva senza una precisa
intenzione, solo perch questo pensiero la opprimeva.
Julien non
riusciva a capire un simile tormento, ma cap che era autentico e dimentic
quasi completamente la paura di essere ridicolo.
Scomparve
anche la stupida idea di essere considerato un amante subalterno per la sua
umile nascita. Rassicurata man mano dagli slanci di Julien, la sua timida
amante ritrovava un po' di felicit e la facolt di giudicarlo. Per fortuna
quel giorno Julien non assunse quasi mai quel tono artificioso che aveva fatto
dell'incontro precedente una vittoria, ma non un piacere. Se si fosse accorta
della cura con cui egli recitava la sua parte, questa scoperta le avrebbe tolto
per sempre ogni felicit. Non avrebbe potuto scorgervi che un triste effetto
della differenza d'et.
Anche se la
signora de Rnal non aveva mai pensato alle teorie sull'amore, la differenza di
et , dopo quella di fortuna, uno dei grandi luoghi comuni dello spirito di
provincia, ogni volta che si parla d'amore.
In pochi
giorni Julien, restituito a tutto l'ardore dei suoi anni, fu perdutamente
innamorato.
Bisogna
convenire, pensava, che di una bont angelica e che impossibile essere
pi belle di lei.
Aveva quasi
del tutto abbandonato l'idea della parte da sostenere. In un momento di
abbandono le confess anche tutte le sue inquietudini. Questa confidenza port
al culmine l'amore che ispirava. Dunque non ho avuto una rivale fortunata!
pensava la signora de Rnal con gioia. Os interrogarlo sul ritratto che gli
premeva tanto; ed egli le giur che era quello di un uomo.
Quando la
giovane donna era sufficientemente padrona di se stessa per riflettere, non
riusciva a capacitarsi che potesse esistere una simile felicit e di non averlo
mai sospettato.
Ah! si
diceva, se avessi conosciuto Julien dieci anni or sono, quando potevo ancora
essere giudicata bella!
Julien era
lontanissimo da simili pensieri. Il suo amore era ancora ambizione: era la
gioia di possedere, lui, povero essere disgraziato e coperto di disprezzo, una
donna cos nobile e bella. I suoi atti di adorazione, i suoi slanci di fronte
al fascino della sua amica, finirono col rassicurarla un poco sulla differenza
d'et. Se avesse avuto un po' di quel saper vivere che una donna di trent'anni
possiede da tempo nei paesi pi evoluti, avrebbe tremato per la durata di un
amore che sembrava nutrirsi solo di sorprese e di orgoglio soddisfatto.
Quando
dimenticava la sua ambizione, Julien ammirava con slancio persino i cappellini,
persino i vestiti della signora de Rnal. Non si saziava mai del loro profumo.
Apriva l'armadio a specchi e restava per ore intere ad ammirare la bellezza e
l'eleganza di tutto ci che vedeva. La sua amica, appoggiata a lui, lo
guardava, ed egli guardava quei gioielli, quelle deliziose inezie che sono i
doni dello sposo alla vigilia delle nozze.
Avrei
potuto sposare un uomo cos! ella pensava qualche volta. Che anima di fuoco!
Che vita meravigliosa, con lui!
Quanto a
Julien, egli non si era mai trovato cos vicino a quei terribili strumenti
dell'artiglieria femminile. E pensava: impossibile che a Parigi ci sia
qualcosa di pi bello! In quei momenti non trovava ostacoli alla propria
felicit. Spesso la sincera ammirazione e gli slanci della sua amante gli
facevano dimenticare le sciocche teorie che l'avevano reso cos compassato e
quasi ridicolo nei primi momenti della loro relazione. In alcuni istanti,
nonostante la sua abitudine all'ipocrisia, Julien provava un'estrema dolcezza
nel confessare a quella gran dama che lo ammirava la propria ignoranza di tante
piccole cose inerenti alla vita di societ. Il rango della sua amante sembrava
elevarlo ben pi in alto della sua condizione. Da parte sua, ella provava la
pi dolce volutt spirituale a istruire cos, in tante minuzie, quel giovane
pieno d'ingegno che tutti consideravano destinato a un grande avvenire. Perfino
il sottoprefetto e Valenod non potevano fare a meno di ammirarlo: e in virt di
ci essi sembravano meno sciocchi alla donna innamorata. Quanto alla signora
Derville, ella era ben lontana dal condividere quei sentimenti. Disperata per
ci che credeva di indovinare, e vedendo che i suoi saggi consigli riuscivano
insopportabili a una donna che aveva letteralmente perduto la testa, lasci
Vergy senza fornire spiegazioni che nessuno, d'altronde, pens di richiederle.
La signora de Rnal vers qualche lacrima, ma ben presto le sembr che la sua
felicit aumentasse. Grazie a quella partenza ella si trovava quasi tutto il
giorno a tu per tu con l'amante.
Julien si
abbandonava con tanto maggior piacere alla dolce compagnia della sua amica, in
quanto ogni volta che restava troppo solo con se stesso era di nuovo molestato
dalla fatale proposta di Fouqu. Nei primi giorni di questa nuova esistenza vi
furono dei momenti in cui il giovane, che non aveva mai amato e non era mai stato
amato da nessuno, trovava un cos delizioso piacere nella sincerit da
rasentare il bisogno di confessare all'amata l'ambizione che fin l era stata
l'essenza stessa della sua vita. Avrebbe voluto parlarle della strana
tentazione che suscitava in lui la proposta di Fouqu, quando un piccolo
avvenimento rese impossibile ogni franchezza.
XVII
IL PRIMO ASSESSORE
O, how
this spring of love resembleth
The
uncertain glory of an April day;
Which now
shows all the beauty of the sun,
And by
and by a cloud takes all away!
Two
Gentlemen of Verona
Una sera al
tramonto, seduto vicino all'amica in fondo al frutteto e lontano dagli
importuni, Julien era assorto in una profonda fantasticheria. Momenti cos dolci,
pensava, dureranno in eterno? Era oppresso dalla difficolt di farsi una
posizione, deplorava quella grande ondata di infelicit che chiude l'infanzia e
rovina la prima giovinezza di chi non ricco. Ah! egli esclam, Napoleone
era davvero l'uomo mandato da Dio per i giovani francesi! Chi lo sostituir?
Che cosa faranno senza di lui quei disgraziati, sia pure pi ricchi di me, che
hanno appena il denaro sufficiente per procurarsi una buona educazione, ma non
quello che occorre a vent'anni per corrompere qualcuno a lanciarsi in una
carriera? Qualunque cosa si faccia, aggiunse il giovane con un profondo
sospiro, questo fatale ricordo ci impedir sempre di essere felici!
Vide
improvvisamente la signora de Rnal aggrottare le ciglia con un'espressione
fredda e sdegnosa: un simile modo di pensare le sembrava confacente a un
domestico. Educata nella convinzione di essere molto ricca, le pareva pacifico
che anche Julien lo fosse. Lo amava mille volte pi della propria vita, e non
faceva alcun conto del denaro.
Julien era
lungi dall'immaginare simili pensieri. Quell'aggrottare le ciglia lo riport
sulla terra. Ebbe sufficiente presenza di spirito per modificare la propria
frase e far credere alla nobile signora, cos vicina a lui su quel banco muscoso,
che aveva ripetuto parole udite durante il soggiorno in casa del commerciante
di legname suo amico: era il modo di pensare degli empi.
Ebbene,
evitate la compagnia di quella gente! disse la signora de Rnal, conservando
in parte il tono glaciale che aveva improvvisamente sostituito l'espressione
della pi viva tenerezza.
Quell'aggrottare
le ciglia, o meglio il rimorso della propria imprudenza, fu il primo scacco
subito dalle illusioni di Julien, il quale si disse: buona e dolce, i suoi
sentimenti per me sono profondi, ma cresciuta nel campo nemico. Questi
aristocratici devono soprattutto temere la classe degli uomini di valore che,
dopo una buona educazione, non hanno abbastanza denaro per intraprendere una
carriera. Che ne sarebbe di questi nobili, se ci fosse concesso di combatterli
ad armi pari? Io, per esempio, se fossi sindaco di Verrires, ben intenzionato
e fondamentalmente onesto qual in fondo Rnal, come spazzerei via il vicario,
Valenod e tutti i loro imbrogli! Come farei trionfare la giustizia a Verrires!
Non sarebbero certo le loro capacit ad ostacolarmi. Essi vanno sempre a
tentoni.
Quel giorno
la felicit di Julien fu sul punto di divenire duratura. Manc al nostro eroe
l'audacia della sincerit. Bisognava avere il coraggio di attaccare battaglia,
ma subito. La signora de Rnal era stata colpita dalle parole di Julien, perch
gli uomini del suo ambiente andavano ripetendo che un nuovo Robespierre era
possibile soprattutto per l'esistenza di giovani appartenenti alle classi meno
abbienti, ma educati troppo bene. La freddezza della signora de Rnal dur
abbastanza a lungo, e a Julien parve ostentata. Era invece il timore di avergli
detto indirettamente una cosa sgradevole, succeduto alla ripugnanza per le
parole di lui. Questa sofferenza si riflett vivamente sui suoi tratti, cos
puri e ingenui quando era felice e lontana dagli importuni.
Julien non
os pi fantasticare con abbandono. Pi calmo e meno innamorato, giudic
imprudente andare in camera della signora de Rnal. Era meglio che fosse lei a
venirlo a trovare: se un domestico l'avesse vista girare per casa, non le
sarebbero mancati i pretesti per spiegare il fatto.
Ma anche
questa soluzione presentava degli inconvenienti. Julien aveva ricevuto da
Fouqu dei libri che uno studente di teologia non avrebbe mai potuto chiedere a
un libraio: e osava leggerli soltanto di notte. Spesso sarebbe stato ben lieto
di non essere interrotto da una visita la cui attesa, soltanto il giorno
precedente la scena nel frutteto, lo avrebbe messo nell'impossibilit di
leggere.
Doveva alla
signora de Rnal se capiva i libri in modo del tutto nuovo. Aveva osato
rivolgerle qualche domanda su una serie di piccoli particolari che, se
ignorati, bloccano l'intelligenza di un giovane nato fuori della buona societ,
quali che siano le sue doti naturali.
Questa
educazione dell'amore, impartita da una donna assai ignorante, fu una fortuna.
Julien giunse direttamente a vedere la societ qual oggigiorno, perch il suo
spirito non era stato offuscato dalla descrizione di ci ch'essa era stata in
passato, duemila anni fa o anche soltanto sessant'anni or sono, ai tempi di
Voltaire e di Luigi xv. Il giovane prov una gioia indescrivibile vedendo
cadere i veli che gli annebbiavano lo sguardo: e cap finalmente tutto quello
che accadeva a Verrires.
In primo
piano apparvero complicatissimi intrighi, orditi da due anni a quella parte
intorno al prefetto di Besanon e appoggiati da lettere provenienti da Parigi e
scritte da uomini fra i pi illustri. Si trattava di fare di Moirod, l'uomo pi
pio della regione, il primo e non il secondo assessore del sindaco di
Verrires.
Moirod
aveva un concorrente: un ricchissimo industriale, che bisognava a tutti i costi
ricacciare al secondo posto.
Julien cap
infine le mezze parole che aveva captato quando l'alta societ veniva a pranzo
in casa Rnal. Quella gente privilegiata era tutta presa dalla scelta del primo
assessore, scelta di cui il resto della cittadinanza e i liberali non
sospettavano neppure la possibilit. L'importanza della questione stava nel
fatto che, come tutti sanno, la via principale di Verrires doveva essere
allargata nel suo lato orientale di oltre nove piedi, essendo diventata strada
nazionale.
Ora, se
Moirod, proprietario di tre case che avrebbero dovuto arretrare, riusciva a
diventare primo assessore, e poi sindaco qualora Rnal venisse eletto deputato,
avrebbe chiuso gli occhi e sarebbe stato possibile apportare alle case
prospicienti la via pubblica delle piccole, impercettibili riparazioni, tali da
garantirne l'intangibilit per altri cento anni. Nonostante i profondi
sentimenti religiosi e la riconosciuta onest di Moirod, si poteva esser certi
che egli avrebbe lasciato correre, perch aveva molti figli. Tra le case che dovevano esser
fatte arretrare, nove appartenevano a esponenti della migliore societ di
Verrires.
Per Julien,
questo intrigo era assai pi importante della battaglia di Fontenoy, di cui
vedeva il nome per la prima volta in uno dei libri donatigli da Fouqu. C'erano
cose che lo stupivano da quando, cinque anni prima, aveva cominciato ad andare
la sera a casa del curato. Ma poich la discrezione e l'umilt di spirito sono
le prime doti di uno studente di teologia, gli era stato impossibile fare
domande.
Un giorno
la signora de Rnal diede un ordine al cameriere di suo marito, il nemico di
Julien.
Ma
signora, rispose questi con uno strano tono, oggi l'ultimo venerd del
mese.
Andate,
disse la signora.
Ecco!
disse Julien. Ora andr in quel deposito di fieno che anticamente era una
chiesa e che stato riconsacrato da poco. Ma a fare che cosa? Ecco uno dei
misteri che non sono mai riuscito a penetrare.
Si tratta
di una istituzione molto utile, ma stranissima, rispose la signora de Rnal.
Le donne non vi sono ammesse: so soltanto che tutti si danno del tu. Per
esempio, questo domestico incontrer Valenod, e quell'uomo cos fiero e cos
sciocco non sar per niente infastidito a sentirsi dare del tu da Saint-Jean e
gli risponder allo stesso modo. Se desiderate saperne di pi, chieder
spiegazioni a Maugiron e a Valenod. Paghiamo una quota di venti franchi per
ogni domestico, onde essere sicuri che un giorno essi non ci sgozzino.
Il tempo
volava. Pensando alle grazie della sua amante, Julien si distraeva dalla sua
cupa ambizione. La necessit di non parlare con lei di cose tetre e
ragionevoli, dal momento che appartenevano a partiti avversi, aumentava, senza
ch'egli se ne accorgesse, la sua felicit e l'ascendente che la signora de
Rnal esercitava su di lui.
Nei momenti
in cui la presenza dei ragazzi troppo svegli li obbligava a parlare il freddo
linguaggio della ragione, Julien, con perfetta docilit e con occhi
scintillanti d'amore, ascoltava le sue spiegazioni sull'andamento del mondo.
Spesso, mentre stava raccontando qualche astuto imbroglio a proposito di un
lavoro stradale o di una fornitura, lo spirito della giovane signora si
smarriva completamente, fino al delirio: Julien doveva allora sgridarla perch
ella si permetteva con lui gli stessi gesti affettuosi che prodigava ai figli.
A volte la signora de Rnal aveva l'illusione di amarlo come un figlio. Non
doveva forse rispondere continuamente alle sue ingenue domande su mille
piccolezze, che un ragazzo bennato non ignora pi a quindici anni? Un momento
dopo, lo ammirava come un maestro. La sua genialit arrivava al punto di
spaventarla; di giorno in giorno le sembrava di vedere pi chiaramente il
grand'uomo futuro in quel giovane abate. Lo vedeva papa, lo vedeva primo
ministro come Richelieu.
Vivr
abbastanza per vedere la tua gloria? ella diceva a Julien. Il posto per un
grand'uomo pronto; la monarchia, la religione ne hanno bisogno.
XVIII
UN RE A VERRIRES
Non siete
dunque capaci che di mettere in mostra un cadavere di popolo senza anima e
senza sangue nelle vene?
Discorso
del vescovo nella cappella di San Clemente
Il tre
settembre, alle dieci di sera, un gendarme svegli tutta Verrires risalendo al
galoppo la strada principale: portava la notizia che sua maest il re di *** sarebbe
arrivato la domenica seguente: e si era gi al marted. Il prefetto
autorizzava, cio richiedeva, la formazione di una guardia d'onore. Bisognava
ostentare il maggior sfarzo possibile. Fu inviata una staffetta a Vergy. Rnal
arriv durante la notte e trov tutta la citt in subbuglio. Ognuno aveva le
proprie pretese: i meno indaffarati prendevano in affitto dei balconi per
vedere l'ingresso del re.
Chi avrebbe
comandato la guardia d'onore? Il sindaco intravide subito quanto fosse
importante, nell'interesse delle case da far arretrare, che il comando fosse
affidato a Moirod. Poteva rappresentare un titolo a favore della sua nomina a
primo assessore. Non c'era nulla da ridire sulla religiosit di Moirod: era
superiore a qualsiasi paragone; per egli non era mai montato a cavallo. Era un
uomo di trentasei anni, timido in ogni sua azione, e che temeva ugualmente le
cadute e il ridicolo.
Il sindaco
lo fece chiamare fin dalle cinque del mattino.
Voi
vedete, signore, che richiedo il vostro parere come se gi occupaste il posto
che auspicano per voi tutte le persone oneste. In questa disgraziata citt le
manifatture prosperano, il partito liberale accumula milioni, aspira al potere
e di tutto sapr farsi delle armi. Pensiamo all'interesse del re, a quello della
monarchia e, prima d'ogni altra cosa, a quello della nostra santa religione. A
chi pensate che si possa affidare il comando della guardia d'onore?
Nonostante
la tremenda paura che gli incutevano i cavalli, Moirod fin con l'accettare
quell'onore come un martirio. Sar all'altezza della situazione disse al
sindaco. Restava appena il tempo di far preparare le uniformi, usate sette anni
prima quando era passato da Verrires un principe del sangue.
Alle sette
madame de Rnal arriv da Vergy con Julien e coi figli. Trov il suo salotto
pieno di donne liberali che predicavano l'unione dei partiti; erano venute a
supplicarla di ottenere dal sindaco un posto per i loro mariti nella guardia
d'onore. Una di esse sosteneva che, se non fosse stato scelto, suo marito
avrebbe fatto bancarotta per il dispiacere. La signora de Rnal conged alla
svelta tutta quella gente. Sembrava molto occupata.
Julien fu
stupito, e perfino urtato, perch la signora de Rnal gli nascondeva quello che
l'agitava. L'avevo previsto, pensava amaramente: il suo amore si eclissa
davanti alla gioia di ricevere un re in casa sua. Tutta questa confusione
l'abbaglia. Mi amer di nuovo quando i pensieri della sua casta non le
turberanno pi il cervello.
Cosa
sorprendente, Julien per questo l'am ancora di pi.
I
tappezzieri cominciavano a riempire la casa, ed egli spi a lungo, ma invano,
l'occasione di dirle una parola. Infine la incontr: usciva dalla camera di
lui, con uno dei suoi vestiti sul braccio. Erano soli. Tent di parlarle, ma
ella scapp via senza ascoltarlo. Sono pur sciocco ad amare una donna cos.
L'ambizione la fa divenire folle come suo marito.
Lo era
molto di pi; uno dei suoi grandi desideri, che non aveva mai confessato a
Julien per paura di urtarlo, era di vederlo, magari per un giorno solo, senza
l'abito nero. Con un'abilit veramente meravigliosa in una donna cos
spontanea, ella ottenne, prima da Moirod e poi dal sottoprefetto Maugiron, la
promessa che Julien sarebbe stato nominato guardia d'onore, ottenendo la
preferenza su cinque o sei giovani, figli di commercianti molto agiati, almeno
due dei quali erano anche modelli di devozione. Valenod, che contava di
prestare il calesse alle pi belle donne della citt per far ammirare i suoi
cavalli normanni, acconsent a prestarne uno a Julien, l'uomo che odiava pi di
chiunque altro. Ma tutte le guardie d'onore possedevano, o avevano preso a
prestito, uno di quei begli abiti color azzurro cielo, con le spalline
d'argento da colonnello che avevano brillato sette anni prima. La signora de
Rnal voleva un abito nuovo, e le restavano solo quattro giorni per spedire
qualcuno a Besanon e farlo tornare con l'uniforme, le armi, il cappello, ecc.:
insomma, tutto ci che forma la divisa di una guardia d'onore. La cosa pi curiosa
che ella giudicava imprudente commissionare l'abito di Julien a Verrires.
Voleva cogliere di sorpresa lui e la citt.
Sbrigato il
lavoro per le guardie d'onore e preparato a dovere lo spirito pubblico, il
sindaco dovette occuparsi di una grande cerimonia religiosa; il re di *** non
voleva passare da Verrires senza visitare la famosa reliquia di San Clemente,
che si conserva a Bray-le-Haut, a meno d'una lega dalla citt. Si desiderava
l'intervento di molti sacerdoti, e questa fu la cosa pi difficile da
organizzare. Maslon, il nuovo curato, voleva evitare a tutti i costi la
presenza di Chlan. Invano Rnal si sforz di dimostrargli che sarebbe stata
un'imprudenza. Per accompagnare il re di *** era stato designato il marchese de
La Mole, i cui antenati erano stati per lungo tempo governatori della
provincia: il marchese conosceva da trent'anni l'abate Chlan e, arrivando a
Verrires, avrebbe chiesto senza dubbio sue notizie; venendo a sapere che era
caduto in disgrazia, sarebbe stato capacissimo di andare a prenderlo nella
casetta dove si era ritirato con tutto il suo seguito. Che schiaffo!
Ma io sar
disonorato, qui e a Besanon, rispose l'abate Maslon, se Chlan comparir in
mezzo al mio clero. Dio mio, un giansenista!
Potete
dire quello che volete, mio caro abate, rispose Rnal, ma non esporr
l'amministrazione di Verrires al rischio di ricevere un affronto dal marchese
de La Mole. Voi non lo conoscete: a corte un benpensante, ma qui in provincia
si diverte a fare dei brutti scherzi e a prendere in giro tutti, col solo scopo
di mettere in imbarazzo la gente. Unicamente per divertirsi capace di
coprirci di ridicolo agli occhi dei liberali.
Finalmente,
la notte tra sabato e domenica, dopo tre giorni di trattative, l'orgoglio
dell'abate Maslon si pieg di fronte alla paura del sindaco, che andava
trasformandosi in coraggio. Fu necessario scrivere una lettera complimentosa
all'abate Chlan, pregandolo di assistere alla cerimonia della reliquia di
Bray-le-Haut, se tuttavia glie lo permettevano la sua tarda et e i suoi
acciacchi. Chlan chiese e ottenne una lettera di invito per Julien, che doveva
accompagnarlo in qualit di suddiacono.
Fin dal
mattino della domenica migliaia di contadini, provenienti dalle vicine
montagne, inondarono le strade di Verrires. C'era un sole splendido. Infine,
verso le tre, tutta quella folla fu percorsa da un fremito: si vide un gran
fuoco accendersi su una roccia a due leghe da Verrires. Quel segnale
annunciava che il re era entrato nel territorio del dipartimento. Subito il
suono delle campane e i colpi di un vecchio cannone spagnolo, appartenente alla
citt, manifestarono la gioia generale per questo grande avvenimento. Met
della popolazione sal sui tetti. Tutte le donne erano al balcone. La guardia
d'onore si mise in moto. Si ammiravano le brillanti uniformi, ognuno
riconosceva un parente, un amico. Si rideva della paura di Moirod, la cui mano
prudente era sempre pronta ad aggrapparsi all'arcione. Ma un particolare fece
dimenticare tutti gli altri: il primo cavaliere della nona fila era un
bellissimo giovane molto esile, che sulle prime non fu riconosciuto. Ma quasi
subito un grido d'indignazione da parte degli uni, e uno stupefatto silenzio da
parte degli altri, annunciarono la profonda impressione generale. In quel
giovane, che montava un cavallo normanno di Valenod, si riconobbe il giovane
Sorel, il figlio del carpentiere. Fu un grido unanime contro il sindaco,
soprattutto da parte dei liberali. Dunque, siccome quel piccolo operaio
travestito da abate era precettore dei suoi marmocchi, Rnal aveva l'audacia di
nominarlo guardia d'onore, con pregiudizio del tale e del tal altro, che erano
ricchi industriali! La moglie di un banchiere diceva: Dovrebbero dare una
lezione a quel piccolo insolente, nato nel fango! un sornione e porta la
sciabola, rispondeva un vicino. Sarebbe abbastanza vile da colpirli sul
viso!
I discorsi
dei nobili erano pi pericolosi. Le signore si domandavano se l'idea di quel
gesto cos sconveniente era tutta del sindaco. In generale si rendeva giustizia
al suo disprezzo per l'oscurit delle origini.
Oggetto di
tanti commenti, Julien era l'uomo pi felice del mondo. Coraggioso di natura,
cavalcava meglio della maggior parte dei giovani di quella citt di montagna.
Negli occhi delle donne leggeva che si stava parlando di lui.
Le sue
spalline erano le pi brillanti, essendo nuove; il suo cavallo s'impennava ogni
momento: Julien era al colmo della gioia.
La sua
felicit non ebbe pi limiti quando, nel passare vicino ai vecchi bastioni, il
rumore del cannone fece scartare il suo cavallo fuori della fila. Per un mero
caso il giovane non cadde: e da quel momento si sent un eroe. Era ufficiale
d'ordinanza di Napoleone e stava caricando una batteria.
Ma c'era
una persona pi felice di lui. Prima lo aveva visto passare, guardando da una
finestra del municipio; salita poi sul calesse e fatto rapidamente un gran
giro, la giovane donna arriv in tempo per fremere quando il cavallo di lui
scart fuori della fila. Infine il calesse, uscendo a gran carriera da un'altra
porta della citt, riusc a raggiungere la strada per cui doveva passare il re
e pot seguire la guardia d'onore, a venti passi di distanza, avvolta in una
nobile polvere. Diecimila contadini gridarono Viva il re!, quando il sindaco
ebbe l'onore di dare il benvenuto a Sua Maest. Un'ora dopo, quando il re,
ascoltati tutti i discorsi, stava per entrare in citt, il piccolo cannone si
rimise a sparare a colpi precipitati. Accadde, per, un incidente, non ai
cannonieri che avevano fatto le loro prove a Lipsia e a Montmirail, ma a
Moirod, il futuro primo assessore: il suo cavallo lo adagi mollemente
nell'unica pozzanghera della strada maestra, il che scaten un putiferio, data
la necessit di tirar fuori di l Moirod per lasciar passare la carrozza del
re.
Sua Maest
scese davanti alla bella chiesa nuova, che quel giorno era adorna di tutti gli
addobbi color cremisi. Il re doveva pranzare e, subito dopo, risalire in
carrozza per recarsi a venerare la celebre reliquia di San Clemente. Appena Sua
Maest fu in chiesa, Julien si diresse al galoppo verso casa Rnal. Qui lasci
sospirando il bel vestito azzurro cielo, la sciabola e le spalline, per
riprendere l'abito nero e sdrucito. Poi rimont a cavallo e in pochi minuti
raggiunse Bray-le-Haut, che sorge sulla sommit di una bella collina.
L'entusiasmo
moltiplica questi contadini, pens Julien. A Verrires non ci si pu muovere,
ed eccone qui pi di diecimila intorno a questa antica abbazia. Semidistrutto
dai vandalismi rivoluzionari, il tempio era stato splendidamente ricostruito
dopo la Restaurazione, e si cominciava a parlare di miracoli. Julien raggiunse
l'abate Chlan, che lo sgrid duramente e gli diede una tonaca e una cotta. Il
giovane si vest alla svelta e segu il curato Chlan che doveva recarsi dal
giovane vescovo di Agde. Questi era un nipote di La Mole, di recente nomina, e
aveva ricevuto l'incarico di esibire la reliquia al re.
Non
riuscirono, per, a trovarlo. Il clero cominciava a spazientirsi. Aspettava il
suo capo nel chiostro gotico e buio dell'antica abbazia. Erano stati riuniti
ventiquattro curati per rappresentare l'antico Capitolo di Bray-le-Haut che,
prima del 1789, si componeva di ventiquattro canonici. Dopo avere deplorato per
tre quarti d'ora la giovinezza del vescovo, i curati ritennero opportuno che il
Decano andasse da monsignore per avvertirlo che il re stava arrivando, e che
urgeva raggiungere il Capitolo. L'et avanzata dell'abate Chlan gli era valsa
il titolo di Decano: e, nonostante la sua stizza contro Julien, gli fece segno
di seguirlo. Julien portava la cotta con grande eleganza. Grazie a chi sa quale
procedimenti di toeletta ecclesiastica, egli era riuscito a rendere molto lisci
i suoi bei capelli ricci. Ma per una dimenticanza, che aument il malumore di
Chlan, sotto le lunghe pieghe della tonaca si potevano scorgere gli speroni da
guardia d'onore.
Una volta
giunti all'appartamento del vescovo, alcuni lacch in alta tenuta si degnarono
appena di rispondere al vecchio curato che monsignore non era visibile. Quando
poi Chlan tent di spiegare che nella sua qualit di decano del Capitolo
nobile di Bray-le-Haut aveva il privilegio di essere ammesso in qualsiasi
momento alla presenza del vescovo officiante, i lacch lo presero in giro.
Il
carattere altero di Julien fu urtato dall'insolenza dei domestici, ed egli
cominci a percorrere i dormitori dell'antica abbazia, scuotendo tutte le porte
che trovava. Una di queste, piccolissima, cedette, e Julien si trov in una
cella, in mezzo ai camerieri del vescovo, vestiti di nero e con una catena al
collo. Vedendo la sua aria frettolosa lo credettero convocato dal vescovo e lo
lasciarono passare. Julien percorse un breve tratto e si trov in un'immensa e
buia sala gotica, interamente rivestita di quercia nera; tutte le finestre
ogivali, meno una, erano state chiuse con mattoni. La grossolanit di quel
lavoro di muratura non era mascherata in alcun modo e contrastava tristemente
con l'antica magnificenza del rivestimento di legno. I due lati maggiori di
questa sala, celebre tra gli studiosi di antichit borgognone, e fatta
costruire verso il 1470 dal duca Carlo il Temerario quale espiazione di qualche
peccato, erano ornati di stalli di legno riccamente scolpiti. Vi erano
raffigurati tutti i misteri dell'Apocalisse in legni di diversi colori.
Questo
melanconico splendore, deteriorato dalla presenza dei mattoni scoperti e del
gesso ancora bianco, commosse Julien, che si ferm in silenzio. All'altra
estremit della sala, vicino all'unica finestra che lasciava entrare la luce,
il giovane vide uno specchio mobile con la cornice di mogano. Un giovane in
tonaca viola con cotta di pizzo, ma a capo scoperto, si trovava a tre passi
dallo specchio, che in quel luogo risaltava stranamente e che senza dubbio era
stato portato dalla citt. Julien not che il giovane pareva irritato: con la
mano destra tracciava gravemente dei segni di benedizione, rivolto allo
specchio.
Che cosa
pu significare questa faccenda? pens il nostro eroe. una cerimonia
preparatoria, quella che sta compiendo questo giovane prete? Forse il
segretario del vescovo... sar un insolente come i lacch... Parola d'onore,
non me ne importa niente: tentiamo.
Julien
avanz e percorse piuttosto lentamente la sala nella sua lunghezza, con gli occhi
sempre fissi verso l'unica finestra e guardando quel giovane che continuava a
impartire benedizioni, eseguite lentamente ma senza fine, e senza che egli si
concedesse un attimo di sosta.
Man mano
che si avvicinava, Julien distingueva meglio l'espressione contrariata
dell'altro. La ricchezza della cotta adorna di pizzi fece fermare
involontariamente Julien a qualche passo dal magnifico specchio. mio dovere
parlare, egli si disse alla fine; ma la bellezza della sala lo aveva commosso,
ed era urtato a priori dalle parole dure che gli sarebbero state rivolte.
Il giovane
lo vide nello specchio e si volt: mise immediatamente da parte la sua aria
irritata e gli domand in tono dolcissimo: Ebbene, signore, stata finalmente
accomodata?
Julien
rimase di stucco. Quando il giovane si volse verso di lui, vide sul suo petto
la croce pastorale: era il vescovo di Agde! Cos giovane! pens Julien. Avr
al massimo sette o otto anni pi di me!...
E si
vergogn dei suoi speroni. Poi rispose timidamente: Sono inviato dal reverendo
Chlan, decano del Capitolo.
Ah! mi
stato molto raccomandato, disse il vescovo con un tono gentile che raddoppi
l'entusiasmo di Julien. Ma vi chiedo scusa, signore, vi avevo scambiato con la
persona che deve portarmi la mitra. Me l'hanno imballata male a Parigi, e il
tessuto d'argento orribilmente sciupato in alto. Far un pessimo effetto,
soggiunse il giovane vescovo con tristezza, e oltre tutto mi fanno anche
aspettare!
Se Vostra
Eminenza lo permette, vado io a cercare la mitra.
I begli
occhi di Julien sortirono il loro effetto.
Andate
pure, signore, rispose il vescovo con grande amabilit. Ne ho bisogno subito.
Sono desolato di far attendere i signori del Capitolo.
Quando
Julien fu al centro della sala, si volse verso il vescovo e vide che si era
rimesso a impartire benedizioni. Ma che diavolo pu significare questa
faccenda? egli si domand ancora. Senza dubbio si tratta di una preparazione
ecclesiastica necessaria alla prossima cerimonia. Appena giunto nella cella
dove stavano i camerieri personali, vide che la mitra era in mano a costoro.
Cedendo loro malgrado allo sguardo imperioso di Julien, essi gli consegnarono
il sacro copricapo.
Si sent
fiero di portarlo: attraversando la sala procedette lentamente, reggendolo con
rispetto. Trov il vescovo seduto di fronte allo specchio: ma ancora, di tanto
in tanto, con la mano destra egli impartiva qualche benedizione nonostante la
stanchezza. Julien lo aiut a mettersi la mitra. Il vescovo scosse la testa: poi
disse, contento:
Ah!
stavolta sta a posto! Vi dispiace scostarvi un poco? Dopo di che egli si
diresse rapidamente al centro della stanza: poi, avvicinandosi lentamente allo
specchio, riprese la sua espressione crucciata, impartendo benedizioni con solennit.
Julien era
paralizzato dallo stupore; era tentato di capire, ma non osava. Il vescovo si
ferm: e, fissandolo con uno sguardo che perdeva rapidamente la sua solennit,
domand:
Che ve ne
pare della mia mitra, signore? Va bene?
Benissimo,
monsignore.
Non
troppo indietro? In questo caso avrei un'aria un po' sciocca; ma non bisogna
neppure portarla troppo bassa sugli occhi, come un berretto da ufficiale
ungherese.
Mi sembra
che vada benissimo.
Il re di
*** abituato a un clero venerabile e certamente solenne. Non vorrei,
soprattutto per la mia et, sembrare troppo frivolo.
E il
vescovo riprese a camminare impartendo benedizioni.
chiaro,
pens Julien, osando finalmente capire. Si esercita a dare la benedizione.
Dopo
qualche istante il prelato disse:
Sono
pronto. Andate pure ad avvertire il decano e i signori del Capitolo.
Poco dopo
l'abate Chlan, seguito dai due preti pi anziani, entr attraverso una porta
grandissima e ornata di magnifiche sculture, di cui Julien non si era accorto.
Questa volta, per, rimase al suo posto, l'ultimo di tutti, e riusc a vedere
il vescovo soltanto guardando oltre le spalle degli ecclesiastici che si
affollavano a quella porta.
Il vescovo
attravers lentamente la sala; quando fu giunto sulla soglia, i curati si
disposero in processione. Dopo un attimo di disordine, il corteo cominci ad
avanzare intonando un salmo. Il vescovo veniva per ultimo, tra l'abate Chlan e
un altro vecchissimo curato. Julien s'insinu vicinissimo a monsignore, nella
sua qualit di addetto all'abate Chlan. Seguirono i lunghi corridoi
dell'abbazia di Bray-le-Haut i quali, nonostante il torrido sole, erano umidi e
bui. Infine arrivarono al portico del chiostro. Julien era stupefatto e
ammirato per la bellissima cerimonia. L'ambizione ridestata in lui dalla
giovane et del vescovo, la sensibilit e la cortesia del prelato si
contendevano il suo cuore. Una gentilezza, una cortesia ben diverse da quelle
di Rnal, anche nelle sue migliori giornate. Pi si sale verso gli alti strati
della societ, si disse Julien, e pi ci s'imbatte in questi modi squisiti.
Stavano
entrando in chiesa da una porta laterale, quando improvvisamente uno spaventoso
rumore fece risonare le antiche volte: Julien credette che queste stessero per
crollare. Si trattava ancora del piccolo cannone che era appena giunto,
trainato da otto cavalli al galoppo: posto subito in posizione di tiro dagli
artiglieri di Lipsia, sparava cinque colpi al minuto, come se avesse di fronte
i prussiani.
Ma quel
mirabile frastuono non fece pi effetto a Julien, il quale non pensava pi a
Napoleone e alla gloria militare. Egli pensava invece: Essere vescovo di Agde,
cos giovane! Ma dove sar Agde? E a quanto ammonter la prebenda? Forse a
duecento o trecentomila franchi.
I lacch di
monsignore comparvero con un magnifico baldacchino: l'abate Chlan prese uno
dei bastoni di sostegno, ma in realt a portarlo fu Julien. Il vescovo vi si
colloc sotto. Era veramente riuscito ad assumere un aspetto venerando: e
l'ammirazione del nostro eroe non ebbe pi limiti.
Che cosa
non si riesce a realizzare, quando si abili! pens quest'ultimo.
Entr il
re. Julien ebbe la fortuna di vederlo molto da vicino. Il vescovo rivolse al
sovrano un compuntissimo discorso, senza dimenticare un piccola sfumatura di
turbamento assai riguardoso per Sua Maest. Non staremo a ripetere la
descrizione delle cerimonie di Bray-le-Haut: per due settimane esse riempirono
le colonne di tutti i giornali del dipartimento. Dal discorso del vescovo, Julien
apprese che il re discendeva da Carlo il Temerario.
Pi tardi,
uno degli incarichi di Julien fu quello di controllare i conti della cerimonia.
La Mole, che aveva fatto nominare vescovo suo nipote, aveva voluto usargli la cortesia
di assumersi tutte le spese. Soltanto la cerimonia di Bray-le-Haut venne a
costare tremilaottocento franchi.
Dopo il
discorso del vescovo e la risposta del re, Sua Maest si mise sotto il
baldacchino, poi s'inginocchi con grande devozione su un cuscino accanto
all'altare. Il coro era circondato di stalli collocati due gradini sopra il
pavimento. Sull'ultimo dei due era seduto Julien, ai piedi dell'abate Chlan,
pressappoco come un caudatario accanto al suo cardinale nella Cappella Sistina
di Roma. Fu celebrato un Te Deum, ci furono nuvole d'incenso, scariche interminabili di
moschetti e di cannone; i contadini erano ebbri di felicit e di devozione. Una
giornata come questa distrugge l'opera di cento numeri di giornali giacobini.
Julien era
a sei passi del re, che pregava con sincero fervore. Il giovane osserv per la
prima volta un signore di bassa statura, dallo sguardo intelligente: egli
indossava un abito quasi privo di ricami, ma su quell'abito semplicissimo
portava un cordone azzurro. Era pi vicino al re di molti altri signori i cui
abiti erano talmente ricamati d'oro che, a parere del giovane precettore, non
si riusciva a vedere la stoffa. Poco dopo Julien apprese che quel signore era
il marchese de La Mole. Gli parve altero e perfino insolente.
Questo
marchese non dev'essere gentile come il mio bel vescovo, egli pens. Ah, la
vita ecclesiastica rende dolci e saggi! Ma il re venuto a venerare la
reliquia, e io non vedo alcuna reliquia. Dove sar San Clemente?
Un
chierichetto, vicino a lui, gli spieg che la venerabile reliquia si trovava
nella parte alta dell'edificio, in una cappella ardente.
Che cosa
sar una cappella ardente? si domand Julien.
Ma non
volle chiedere spiegazioni: si fece pi attento.
In caso di
visita d'un principe sovrano l'etichetta esige che i canonici non accompagnino
il vescovo. Ma, dirigendosi verso la cappella ardente, il vescovo di Agde
chiam l'abate Chlan: Julien ebbe l'ardire di seguirlo.
Dopo una
lunga scala, raggiunsero una porta piccolissima ma adorna di stipiti gotici
magnificamente dorati. Sembrava un'opera recentissima.
Davanti
alla porta era inginocchiate ventiquattro fanciulle appartenenti alle famiglie
pi distinte di Verrires. Prima di aprire il battente, il vescovo
s'inginocchi in mezzo a quelle fanciulle, che erano tutte belle. Mentre il
prelato pregava ad alta voce, pareva che esse non potessero saziarsi di
ammirare le sue splendide trine, le sue buone maniere, il suo viso cos giovane
e dolce. Questo spettacolo fece perdere al nostro eroe quel po' di senno che
gli rimaneva. In quel momento egli si sarebbe battuto, e in buona fede, per
l'Inquisizione. La porta si apr improvvisamente, e la piccola cappella apparve
come incendiata di luce. Sull'altare si vedevano pi di mille ceri, disposti su
otto file divise da mazzi di fiori. Il profumo soave del pi puro incenso
usciva turbinosamente dalla porta del santuario. La cappella, dorata a nuovo,
era molto piccola ma altissima. Julien not che sull'altare vi erano dei ceri
alti pi di quindici piedi. Le fanciulle non poterono trattenere un grido
d'ammirazione. Nel piccolo vestibolo della cappella erano state ammesse
soltanto le ventiquattro fanciulle, e i due religiosi e Julien.
Il re
arriv poco dopo, seguito solo dal marchese de La Mole e dal suo gran
ciambellano. Perfino le guardie rimasero fuori, in ginocchio, presentando le
armi.
Pi che
buttarcisi, Sua Maest si precipit sull'inginocchiatoio. Solamente allora
Julien, appiccicato alla porta dorata, da sotto il braccio nudo di una fanciulla
pot vedere la bella statua di San Clemente. Il santo era nascosto sotto
l'altare, e indossava un costume da giovane soldato romano. Sul collo aveva una
larga ferita da cui sembrava sgorgare il sangue. L'artista aveva superato se
stesso: gli occhi, morenti ma pieni di grazia del santo, erano socchiusi; una
leggera peluria ornava la bocca ben disegnata, che, semiaperta, sembrava
pregare ancora. A quella vista, la fanciulla che era vicina a Julien pianse a
dirotto e una delle sue lacrime cadde sulla mano di lui.
Dopo un
momento di preghiera, nel silenzio pi profondo, turbato soltanto dal suono
lontano delle campane dei villaggi circostanti, il vescovo di Agde chiese al re
il permesso di parlare. Fin il suo breve discorso molto commovente con parole
semplici, ma appunto per questo di sicuro effetto.
Non
dimenticate, giovani cristiane, che avete visto uno dei sovrani pi potenti
della terra in ginocchio dinanzi ai servi di questo Dio onnipotente e
terribile. Questi servi, deboli, perseguitati, assassinati sulla terra, come
potete vedere dall'ancor sanguinante ferita di San Clemente, trionfano in
cielo. Non vero, giovani cristiane, che vi ricorderete sempre di questo
giorno? Voi detesterete gli empi. In eterno sarete fedeli a questo Dio cos
grande, cos terribile, ma cos buono.
Dette
queste parole, il vescovo si alz con autorit.
Me lo
promettete? disse, stendendo il braccio in atteggiamento ispirato.
Lo
promettiamo, risposero le fanciulle sciogliendosi in lacrime.
Ricevo la
vostra promessa in nome di questo Dio terribile! soggiunse il vescovo con voce
tonante. E la cerimonia ebbe termine.
Perfino il
re piangeva. Solo molto tempo dopo, Julien ebbe abbastanza sangue freddo per
domandare dov'erano le ossa del santo, mandate da Roma a Filippo il Buono, duca
di Borgogna. Gli dissero che erano nascoste in quell'incantevole statua di
cera.
Sua Maest
si degn di concedere alle fanciulle, che lo avevano accompagnato nella
cappella, il permesso di portare un nastro rosso su cui erano ricamate queste
parole: ODIO ALL'EMPIO, ADORAZIONE PERPETUA.
Il marchese
de La Mole fece distribuire ai contadini diecimila bottiglie di vino. La sera,
a Verrires, i liberali trovarono un pretesto per fare un'illuminazione cento
volte migliore di quella dei monarchici. Prima di partire, il re fece visita a
Moirod.
XIX
PENSARE FA SOFFRIRE
Il
grottesco degli avvenimenti quotidiani nasconde la vera infelicit delle
passioni.
Barnave
Rimettendo
a posto i mobili nella stanza che era stata occupata dal marchese de La Mole,
Julien trov un foglio di carta molto grosso, piegato in quattro. In fondo alla
prima pagina lesse:
A S.E. il
marchese de La Mole, Pari di Francia, cavaliere degli ordini del re, ecc. ecc.
Era una petizione
scritta con una grossolana grafia da serva.
Signor
Marchese,
tutta la
vita ho avuto principi religiosi. Ero a Lione sotto i bombardamenti, al tempo
dell'assedio, nel '93 di esecrabile memoria. Faccio la comunione, tutte le
domeniche vado a messa nella chiesa parrocchiale. Non sono mai venuto meno al
precetto pasquale, neppure nel '93 di esecrabile memoria. La mia cuoca (prima
della rivoluzione avevo dei domestici) rispetta il magro ogni venerd. Godo a
Verrires di una considerazione generale e oso dire ben meritata. Durante le
processioni marcio sotto il baldacchino a fianco del curato e del sindaco.
Nelle grandi occasioni porto un cero comprato a mie spese. Di tutto ci
esistono certificati a Parigi, al ministero delle finanze. Faccio richiesta al
Signor Marchese di ottenere il banco del lotto di Verrires, che fra breve non
pu mancare di rimanere libero in un modo o nell'altro, poich il titolare
molto ammalato e d'altronde vota male alle elezioni, ecc.
De
Cholin
In margine
a questa petizione c'era una postilla, firmata De Moirod, e che cominciava con questa riga:
Ho avuto
l'onore di parlare ierri del buon soggetto che fa questa domanda, ecc.
Cos,
perfino quell'imbecille di Cholin mi indica la strada da seguire, si disse
Julien.
Otto giorni
dopo il passaggio del re di *** a Verrires, ci che rimaneva delle
innumerevoli bugie, delle sciocche interpretazioni, delle discussioni ridicole,
ecc. ecc., di cui erano stati oggetto successivamente il re, il vescovo di
Agde, il marchese de La Mole, le diecimila bottiglie di vino, la pietosa caduta
del povero Moirod (che nella speranza di ottenere una decorazione non usc di
casa per un mese intero dopo la caduta), era soltanto la estrema indecenza di
avere ficcato nella guardia d'onore Julien Sorel, figlio di un carpentiere.
Bisognava sentire, a questo proposito, i ricchi commercianti di tele stampate
che dalla mattina alla sera, al caff, si sgolavano a predicare l'uguaglianza.
Un simile abominio era opera di quella spocchiosa della signora de Rnal. E il
motivo? I begli occhi e la fresca carnagione dell'abatino Sorel lo dicevano
anche troppo.
Poco dopo
il ritorno a Vergy, Stanislas-Xavier, il pi piccolo dei ragazzi, si prese la
febbre: e di colpo la signora de Rnal cadde in preda a spaventosi rimorsi. Per
la prima volta ella si rimprover coerentemente il proprio amore e parve
capire, come per miracolo, in quale abisso si era lasciata cadere. Nonostante
il suo carattere profondamente religioso, finora non aveva mai pensato
all'enormit del suo delitto di fronte a Dio.
Un tempo,
quando si trovava nel convento del Sacro Cuore, aveva amato Dio con passione: e
allo stesso modo ne ebbe paura in quella circostanza. Le lotte che straziavano
la sua anima erano tanto pi spaventose in quanto non c'era nulla di
ragionevole nella sua paura. Julien si accorse che il minimo ragionamento la
irritava invece di calmarla: ella vi sentiva il linguaggio del diavolo.
Tuttavia, siccome anche Julien era molto affezionato al piccolo Stanislas, egli
riusciva pi gradito quando parlava della sua malattia: e questa divenne presto
assai grave. Allora il continuo rimorso tolse alla madre perfino la possibilit
di dormire; ella non usciva mai da un cupo silenzio: se avesse aperto bocca, lo
avrebbe fatto soltanto per confessare la sua colpa a Dio e agli uomini. Vi
scongiuro, le diceva Julien quando erano soli, non parlate a nessuno; fate di
me l'unico vostro confidente. Se mi amate ancora, non parlate: le vostre parole
non possono liberare dalla febbre il nostro Stanislas.
Ma i suoi
conforti non avevano effetto alcuno: Julien non sapeva ci che la signora de
Rnal si era messa in testa, e cio che, per placare la collera di Dio, fosse
necessario odiare lui, Julien, o veder morire suo figlio. Ed era cos infelice
proprio perch sentiva l'impossibilit di odiare il suo amante.
In nome di
Dio, ella disse un giorno a Julien, fuggitemi, lasciate questa casa; la
vostra presenza qui che uccide mio figlio. Dio mi punisce, soggiunse a bassa
voce. Egli giusto; adoro la sua equit; la mia colpa spaventosa, e io
vivevo senza rimorsi! Era il primo segno dell'abbandono di Dio: devo essere
doppiamente punita.
Julien si
commosse profondamente. Nelle parole di lei non trovava ombra di ipocrisia o di
esagerazione. Crede di uccidere suo figlio amandomi, e tuttavia l'infelice mi
ama pi di suo figlio. Questo senza dubbio il rimorso che la uccide; questa
la sua grandezza nei sentimenti. Ma come ho potuto ispirare un simile amore, io
cos povero, cos rozzo, cos ignorante, a volte cos volgare nei modi?
Una notte
il bambino si aggrav. Verso le due del mattino, Rnal and a vederlo. Divorato
dalla febbre, Stanislas era scarlatto e non riconobbe il padre.
Improvvisamente, la signora de Rnal si gett ai piedi del marito: Julien cap
che stava per dire tutto, per rovinarsi definitivamente.
Per
fortuna, quello strano gesto infastid Rnal. Il quale se ne and, dicendo:
Addio! Addio!
No,
ascoltami! grid sua moglie, inginocchiata davanti a lui, cercando di
trattenerlo. Ascolta tutta la verit. Sono io che uccido mio figlio. Gli ho
dato la vita e glie la tolgo. Il cielo mi punisce, davanti a Dio sono colpevole
di assassinio. Devo perdermi e umiliare me stessa: forse questo sacrificio
placher il Signore.
Se Rnal
avesse avuto un po' di fantasia, avrebbe capito tutto.
Idee
romanzesche! egli grid, allontanandosi da sua moglie che cercava di
abbracciargli le ginocchia. Nient'altro che idee romanzesche! Julien, fate
chiamare il medico appena far giorno.
Poi torn a
letto. Sua moglie cadde in ginocchio, semisvenuta, respingendo con gesto
convulso Julien che voleva soccorrerla.
Julien
rimase stupefatto.
Ecco,
dunque, l'adulterio! si disse. possibile che questi preti cos scaltri...
abbiano ragione? Essi che commettono tanti peccati, avrebbero mai il privilegio
di conoscere la vera teoria del peccato? Che stranezza!
Da venti
minuti, e cio da quando Rnal se n'era andato, Julien vedeva la donna che
amava, con la testa appoggiata sul lettino del figlio, immobile e quasi priva
di conoscenza. Ecco una donna dotata di un'intelligenza fuori del comune,
ridotta al colmo della disperazione solo perch mi ha conosciuto! egli si
disse.
Le ore
passano rapidamente. Che posso fare per lei? Devo decidermi. Qui non si tratta
pi di me. Che m'importa degli uomini e delle loro stupide smorfie? Che cosa
posso fare per lei?... Abbandonarla? Ma la lascio sola, in preda al dolore pi
atroce. Quell'automa di suo marito le nuoce pi che giovarle. Le dir qualche
parola dura, a forza di essere volgare. Ella potrebbe impazzire, gettarsi dalla
finestra. Se la lascio, se smetto di vegliare su di lei, gli confesser tutto.
E chi sa!... forse, anche se deve ereditare molto denaro, lui scatener un
putiferio. Dio mio! Pu dire tutto anche a quel c... dell'abate Maslon, il
quale, con la scusa della malattia d'un bambino di sei anni, non si muove pi
da questa casa, e non senza calcolo. Nella sua sofferenza e nel suo timore di
Dio, ella dimentica tutto ci che sa dell'uomo, e vede solo il prete.
Vattene!
gli disse improvvisamente la signora de Rnal, aprendo gli occhi.
Darei
mille volte la vita per sapere ci che pu aiutarti di pi, rispose Julien.
Non ti ho mai amata tanto, angelo mio, o meglio, solo ora comincio ad adorarti
come meriti. Che sar di me, lontano da te e con la certezza che tu sei
infelice per causa mia! Ma non voglio preoccuparmi delle mie sofferenze. S,
amore mio, me ne andr. Ma se ti lascio, se smetto di vegliare su di te, di
essere continuamente fra te e tuo marito, tu gli dirai tutto, ti perderai.
Pensa che ti scaccer di casa coprendoti d'ignominia! Tutta Verrires, tutta
Besanon parleranno di questo scandalo. Tutti i torti saranno per te, non
riuscirai pi a risollevarti da questa vergogna...
quello
che voglio! ella grid, rizzandosi. Soffrir? Tanto meglio!
Ma con
questo spaventoso scandalo renderai infelice anche lui!
Ma umilio
me stessa, mi getto nel fango, e in questo modo forse posso salvare mio figlio.
Un'umiliazione agli occhi di tutti non forse una pubblica penitenza? Per
quanto mi dato giudicare nella mia debolezza, non forse il sacrificio pi
grande ch'io possa offrire a Dio?... Forse Egli si degner di accettare la mia
umiliazione e di lasciarmi mio figlio! Indicami un sacrificio pi penoso, e non
avr esitazioni.
Lascia che
sia io a punirmi. Anch'io sono colpevole. Vuoi che mi ritiri in un convento di
trappisti? L'austerit di una simile vita pu placare il tuo Dio... Ah! Cielo!
Perch non posso prendermi io la malattia di Stanislas...
Ah! tu gli
vuoi bene, tu! disse la signora de Rnal rialzandosi e gettandosi tra le sue
braccia. Ma nello stesso istante lo respinse con orrore.
Io ti
credo! Ti credo! continu, dopo essersi rimessa in ginocchio. O mio unico
amico! Perch non sei tu il padre di Stanislas! Allora non sarebbe un orribile
peccato amarti pi di tuo figlio.
Vuoi
permettermi di restare e di amarti, d'ora in avanti solo come un fratello?
l'unica espiazione ragionevole, e pu placare la collera dell'Altissimo.
E io?
ella grid alzandosi, prendendo la testa di Julien tra le mani e tenendosela a
una certa distanza dagli occhi. E io, ti amer come un fratello? in mio
potere, amarti come un fratello?
Julien
scoppi a piangere.
Ti
obbedir, disse, cadendo ai suoi piedi. Ti obbedir, qualunque cosa tu mi
ordini. Non mi rimane altro da fare. La mia mente accecata; non vedo alcuna
decisione da prendere. Se ti lascio, tu dici tutto a tuo marito e perdi te con
lui. Con una simile esplosione di ridicolo egli non sar mai eletto deputato.
Se resto, tu mi credi la causa della morte di tuo figlio e muori di dolore.
Vuoi provare l'effetto della mia partenza? Se vuoi, mi punir del nostro
peccato lasciandoti per otto giorni. Andr a passarli in un ritiro, dovunque tu
voglia. All'abbazia di Bray-le-Haut, per esempio: ma giurami che durante la mia
assenza non confesserai nulla a tuo marito. Pensa che se parli non potr pi
ritornare.
Ella
promise e Julien part. Ma fu richiamato dopo due giorni.
Senza di
te, mi impossibile mantenere il giuramento. Parler a mio marito, se non mi
sei costantemente vicino a ordinarmi il silenzio con lo sguardo. Ogni ora di
questa vita spaventosa mi sembra lunga come un giorno.
Infine il
cielo ebbe piet di quella povera madre. A poco a poco il pericolo si allontan
da Stanislas. Ma il ghiaccio era rotto, la madre si era resa conto dell'entit
del suo peccato e non riusc pi a recuperare l'equilibrio. I rimorsi
restarono, e furono come dovevano essere in un cuore cos sincero. La sua vita
fu il cielo e l'inferno: l'inferno quando non vedeva Julien, il cielo quando
era ai suoi piedi.
Non mi
faccio pi illusioni, gli diceva, anche nei momenti in cui osava abbandonarsi
al suo amore. Sono dannata, irrimediabilmente dannata. Tu sei giovane, hai
ceduto alle mie seduzioni, il cielo pu perdonarti: ma io sono dannata. Lo
riconosco da un segno sicuro. Ho paura: chi non avrebbe paura alla vista
dell'inferno? Ma, in fondo, io non mi pento. Commetterei di nuovo il mio
peccato, se dovessi ancora commetterlo. Chiedo solo che il cielo non mi punisca
in questo modo e nei miei figli, e avr pi di quanto merito. Ma tu almeno, mio
Julien, esclamava altre volte, sei felice? Ti pare che io ti ami abbastanza?
La
diffidenza e l'ombroso orgoglio di Julien, il quale aveva bisogno soprattutto
di un amore fatto di sacrifici, cedettero di fronte a un sacrificio cos
grande, cos indubitabile e ogni istante rinnovato. Adorava la signora de
Rnal. Ha un bell'essere nobile, e io figlio di un operaio... Mi ama! Per lei
non sono un servo con funzioni di amante. Allontanato questo timore, Julien
cadde in tutte le follie dell'amore, nelle sue incertezze mortali.
Almeno,
gridava lei, vedendolo dubitare del suo amore, che io ti renda felice nei
pochi giorni che ci restano da passare insieme! Non perdiamo tempo: domani
forse non sar pi tua. Se il cielo mi colpisce nei miei figli, cercher invano
di vivere solo per amarti, di non vedere che il mio peccato ad ucciderli. Non
potrei sopravvivere a questo colpo. Anche se lo volessi, non potrei: diventerei
pazza.
Ah! se
potessi prendere su di me il tuo peccato, come tu volevi tanto generosamente
prendere su di te la febbre ardente di Stanislas!
Questa
grande crisi morale cambi la natura del sentimento che univa Julien alla sua
amante. L'amore di lui non si limit pi all'ammirazione della bellezza,
all'orgoglio di possederla.
La loro
felicit era ormai di natura molto superiore; la fiamma che li divorava fu pi
intensa. Avevano degli slanci che rasentavano la follia. La loro felicit
sarebbe potuta sembrare pi grande agli occhi del mondo: ma non ritrovarono pi
la serenit deliziosa, la letizia senza nubi, la semplice gioia dei primi tempi
del loro amore, quando l'unica preoccupazione della signora de Rnal era quella
di non essere abbastanza amata da Julien. Qualche volta la loro felicit aveva
la fisionomia del delitto.
Nei momenti
pi felici e in apparenza pi tranquilli, Ah! Dio mio! Vedo l'inferno!
esclamava improvvisamente la signora de Rnal, e stringeva la mano di Julien
con gesto convulso, Che strazio tremendo! L'ho ben meritato! Lo abbracciava,
si aggrappava a lui come l'edera al muro.
Julien
cercava invano di calmare quell'anima agitata. La signora de Rnal gli prendeva
la mano e la copriva di baci. Poi, ricadendo in un cupo fantasticare, diceva:
L'inferno sarebbe una grazia per me, avrei ancora qualche giorno da passare
con lui sulla terra! Ma l'inferno in questo mondo, la morte dei miei figli...
Eppure a questo prezzo forse mi sarebbe perdonata la mia colpa... Ah! Gran Dio!
Non concedetemi la grazia a tal prezzo. Questi poveri bambini non vi hanno
offeso; io, io sola sono la colpevole: amo un uomo che non mio marito.
Julien
vedeva poi la signora de Rnal trovare qualche momento di apparente
tranquillit. Ella cercava di farsi forza, non voleva avvelenare la vita
dell'uomo che amava.
Fra queste
alternative di amore, di rimorsi e di piacere, le giornate passavano per essi
con la rapidit di un lampo. Julien perdette l'abitudine di riflettere.
Elisa and
a Verrires per seguire personalmente un piccolo processo che la riguardava.
Trov Valenod molto irritato con Julien. Anche lei odiava il precettore, e glie
ne parlava sovente.
Voi mi
rovinereste, signore, se io dicessi la verit!... ella disse un giorno a
Valenod. I padroni sono tutti d'accordo fra loro per le cose importanti... Non
si perdonano mai certe confessioni ai poveri domestici...
Dopo queste
frasi d'uso che l'impaziente curiosit di Valenod trov modo di abbreviare,
egli venne a sapere le cose pi mortificanti per il suo amor proprio.
Quella
signora, la pi distinta del paese, che per sei anni egli aveva circondato di
tante premure, e disgraziatamente sotto gli occhi e gli orecchi di tutti,
quella donna cos fiera, il cui disprezzo lo aveva fatto arrossire tante volte,
s'era ora presa per amante un operaio qualsiasi travestito da precettore. E
perch niente mancasse alla sua rabbia, la signora de Rnal adorava il suo
amante.
Con un sospiro,
la cameriera aggiungeva: E il signor Julien non ha dovuto fare alcuna fatica
per questa conquista non ha nemmeno abbandonato la sua abituale freddezza.
Elisa aveva
raggiunto la certezza soltanto in campagna: ma credeva che la relazione fosse
cominciata molto tempo prima. Certo, aggiunse con dispetto, Ǐ questo il
motivo per cui il signor Julien, una volta, ha rifiutato di sposarmi. E io,
stupida, che andavo a chiedere consiglio alla signora e la pregavo di parlare
al precettore!
La stessa
sera Rnal ricevette dalla citt, insieme col giornale, una lunga lettera
anonima che gli spiegava per filo e per segno quanto accadeva in casa sua.
Julien lo vide impallidire leggendo quella lettera scritta su carta bluastra, e
lanciare su di lui delle occhiate cariche di odio. Per tutta quella sera, il
sindaco non riusc a riprendersi dal suo turbamento e invano Julien gli fece la
corte, chiedendogli spiegazioni sulla genealogia delle migliori famiglie della
Borgogna.
XX
LE LETTERE ANONIME
Do
not give dalliance
Too much
the rein: the strongest oaths are straw
To the
fire i' the blood.
Tempest
Verso
mezzanotte, quando stavano lasciando il salotto, Julien ebbe tempo di dire
all'amica:
Non
vediamoci questa sera, vostro marito ha dei sospetti; giurerei che la lunga
lettera ch'egli leggeva sospirando una lettera anonima.
Per fortuna
Julien si chiudeva a chiave nella sua camera. La signora de Rnal ebbe la folle
idea che quell'avvertimento fosse solo un pretesto per non vederla. Perse completamente
la testa e, alla solita ora, si avvi verso la sua porta. Julien, che ud
rumore nel corridoio, soffi subito sul lume. Qualcuno si sforzava di aprire
l'uscio: era la signora de Rnal? Era il marito geloso?
La mattina
dopo, molto presto, la cuoca, che proteggeva Julien, gli port un libro sulla
cui copertina egli lesse queste parole scritte in italiano: Guardate alla
pagina 130.
Julien fremette per quella
imprudenza, cerc la pagina 130 e vi trov, fissata con uno spillo, la lettera
seguente, scritta in fretta, bagnata di lacrime e assolutamente priva di
ortografia. Di solito la signora de Rnal scriveva in modo molto corretto:
Julien si commosse per questo particolare e dimentic un poco la spaventosa
imprudenza.
Non hai
voluto ricevermi questa notte? In certi momenti penso di non avere mai letto
fino in fondo alla tua anima. I tuoi sguardi mi spaventano. Ho paura di te. Dio
mio! possibile che tu non mi abbia mai amata? In questo caso meglio che mio
marito scopra i nostri amori e mi chiuda in un'eterna prigione, in campagna,
lontano dai miei figli. Forse Dio vuole cos. Io morir presto. Ma tu sarai un
mostro.
"Non
mi ami, dunque? Non sopporti pi le mie follie, empio, sei stanco dei miei
rimorsi? Vuoi la mia rovina? Ti offro un mezzo molto facile per riuscirvi.
Prendi questa lettera, mostrala a tutta Verrires, o meglio soltanto a Valenod.
Digli che io ti amo; ma no, non pronunciare una simile bestemmia, digli che ti
adoro, che la vita per me iniziata solo il giorno in cui ti ho conosciuto,
che neppure nei pi folli istanti della mia giovinezza avevo sognato la
felicit che ti devo: che ti ho sacrificato la mia vita, che ti sacrifico la
mia anima. Tu sai che ti sacrifico molto di pi. Ma s'intende forse di
sacrifici quell'uomo? Digli, per irritarlo, digli che sfido tutti i malvagi, e
che per me, al mondo, pu esistere una sola infelicit, quella di vedere
cambiare l'unico uomo che mi tenga legata alla vita. Che gioia per me,
perderla, offrirla in olocausto, e non avere pi timori per i miei figli!
Non
dubitarne, amico mio: se c' una lettera anonima, proviene da quell'essere
odioso che per sei anni mi ha perseguitata con la sua grossa voce, col racconto
delle sue prodezze a cavallo, con la sua fatuit e con la continua enumerazione
di tutti i suoi meriti. C' una lettera anonima? Perfido, ecco quello che
volevo discutere con te: ma no, hai fatto bene. Stringendoti tra le mie
braccia, forse per l'ultima volta, non avrei mai potuto discutere freddamente
come faccio da sola. Da questo momento la nostra felicit non sar pi tanto
facile. Vi dispiacer? S, nei giorni in cui non avrete ricevuto da Fouqu
qualche libro divertente. Il sacrificio fatto: domani, ci sia o non ci sia
una lettera anonima, dir a mio marito di averne ricevuta una anch'io, dir che
bisogna farti immediatamente ponti d'oro, trovare qualche onesta scusa e
rispedirti a casa.
"Ahim,
amico mio caro, staremo lontano quindici giorni, forse un mese! Ecco, ti rendo
giustizia, ammetto che soffrirai quanto me. Ma l'unico mezzo per parare il
colpo della lettera anonima; ma non la prima che mio marito riceve, e sempre
sul mio conto. Povera me, come ne ridevo, una volta!
Tutto lo
scopo della mia condotta di far credere a mio marito che quella lettera
proviene da Valenod: non dubito minimamente che ne sia lui l'autore. Se lasci
questa casa, vai a stabilirti a Verrires. Far in modo che mio marito abbia
l'idea di passarci una quindicina di giorni, per dimostrare agli sciocchi che
fra lui e me non c' alcuna freddezza. Una volta a Verrires, tu devi stringere
amicizia con tutti, anche coi liberali. So che sarai ricercatissimo da tutte le
signore.
"Non
litigare con Valenod: non tagliargli le orecchie, come un giorno dicevi di
voler fare: dimostragli invece una estrema cordialit. L'importante che a
Verrires si creda che stai per entrare in casa di Valenod o di qualunque altro
come precettore. Ecco una cosa che mio marito non tollerer mai. E anche se la
tollerasse, ebbene, almeno abiterai a Verrires e io ti vedr qualche volta. I
miei figli, che ti vogliono tanto bene, verranno a trovarti. Mio Dio! sento di
amare anche di pi i miei figli, perch amano te. Che rimorso! Come finir
tutta questa storia?... Io mi smarrisco... Insomma, hai capito come devi
comportarti: sii mite, gentile, niente affatto sdegnoso con quella gente
volgare, te lo chiedo in ginocchio: essi saranno gli arbitri della nostra
sorte. Non dubitare un attimo che mio marito non si conformi, nei tuoi
confronti, a ci che gli prescriver l'opinione pubblica.
"Sarai tu a fornirmi la
lettera anonima: armati di pazienza e di un paio di forbici. Ritaglia in un
libro le parole che leggerai qui sotto; attaccale con la colla sulla carta
bluastra che ti accludo e che proviene da Valenod. Aspettati una perquisizione;
brucia le pagine del libro che avrai ritagliato. Se non trovi le parole gi
fatte, abbi la pazienza di comporle lettera per lettera. Per risparmiarti
fatica, ho scritto una lettera anonima anche troppo corta. Ahim, come deve
sembrarti lunga la mia, se, come temo, non mi ami pi!
LETTERA
ANONIMA
"Signora,
tutti i
vostri piccoli intrighi sono noti; ma le persone che hanno interesse a
troncarli sono state avvertite. Per un resto di amicizia verso di voi, vi
esorto a staccarvi del tutto da quel contadino. Se siete abbastanza avveduta da
far questo, vostro marito creder di avere ricevuto una falsa informazione e
rester nel suo errore. Pensate che ho in mano il vostro segreto; tremate,
disgraziata; ormai bisogna filare dritto davanti a me."
Appena
avrai finito di incollare le parole che compongono questa lettera (hai
riconosciuto lo stile del direttore?) esci di camera e gira per la casa: ti
trover.
Andr in
paese e torner con una faccia turbata; in effetti lo sar, e molto. Dio mio,
che cosa rischio! e tutto perch tu hai creduto di indovinare una lettera anonima. Infine, con
viso sconvolto, porger a mio marito questa lettera, che mi sar stata
consegnata da uno sconosciuto. Tu va' a passeggiare con i ragazzi verso i
grandi boschi e torna solo all'ora di cena.
Dall'alto
delle rocce puoi vedere la torre della Colombaia. Se le nostre cose vanno bene,
vi metter un fazzoletto bianco: in caso contrario non ci sar nulla.
Il tuo cuore,
o ingrato, non ti far trovar modo di dirmi che mi ami prima di avviarti a
questa passeggiata? Qualunque cosa possa succedere, sii certo di una cosa: non
sopravvivr neppure un giorno alla nostra separazione definitiva. Ah! madre
snaturata! Ma queste che ho appena scritto sono due parole senza senso, mio
caro Julien. Non le sento, non posso pensare che a te in questo momento: le ho
scritte solo perch tu non mi biasimassi. Ora che mi vedo vicina a perderti a
che scopo fingere? S! Pensa pure che sono crudele: ma che io non menta con
l'uomo che adoro! Ho gi ingannato anche troppo nella mia vita. Va', ti perdono
se non mi ami pi. Non ho tempo di rileggere la mia lettera. poca cosa, per
me, pagare con la vita i giorni felici che ho trascorso tra le tue braccia. Tu
sai che mi costeranno di pi.
XXI
DIALOGO CON UN PADRONE
Alas, our
frailty is the cause, not we:
For such
as we are made of, such we be.
Twelfth
Night
Con
infantile piacere Julien pass un'ora a mettere insieme le parole. Quando usc
di camera, incontr i suoi allievi con la madre: questa prese la lettera con
una semplicit e un coraggio la cui calma lo spavent.
La colla
asciugata bene? gli domand la signora de Rnal.
Questa,
dunque, pens Julien, Ǐ la donna che impazziva per il rimorso? Che cosa si
propone di fare, ora? Egli era troppo orgoglioso per domandarglielo; ma forse
non gli era mai piaciuta tanto.
Se le cose
si mettono male, ella soggiunse con lo stesso sangue freddo, mi toglieranno
tutto. Sotterrate questo piccolo patrimonio in qualche punto della montagna;
forse un giorno sar la mia unica risorsa.
Gli tese un
astuccio da bicchiere di marocchino rosso, pieno d'oro e di alcuni diamanti.
Poi disse: Andate, adesso.
Abbracci i
figli, e due volte il pi piccolo. Julien restava immobile. Ella se ne and
rapidamente, senza guardarlo.
Da quando
aveva aperto la lettera anonima, Rnal viveva in un inferno. Non era mai stato
tanto agitato da quando, nel 1816, aveva corso il rischio di battersi in duello
e, ad esser giusti, bisogna ammettere che la prospettiva di buscarsi una
pallottola lo aveva reso meno infelice. Egli esaminava la lettera in tutti i
sensi. Non c' dubbio, si diceva, che questa una calligrafia femminile: ma
in tal caso, quale donna pu aver scritto la lettera? Passava in rivista tutte
le donne che conosceva a Verrires, senza riuscire a dar corpo ai suoi
sospetti. Che sia stato un uomo a dettarla? Ma chi pu essere quest'uomo?
L'incertezza era identica; senza dubbio egli era oggetto di invidia e di
gelosia per tutti i suoi conoscenti. Devo chiedere il parere di mia moglie,
si disse, per forza d'abitudine, alzandosi dalla poltrona in cui era
sprofondato.
Appena in
piedi, si batt la mano sulla fronte dicendo: Dio mio! Ma di lei soprattutto
che devo diffidare. In questo momento lei la mia nemica! E i suoi occhi si
riempirono di lacrime d'ira.
Per un
giusto compenso dell'aridit di cuore che la base della saggezza pratica dei
provinciali, in quel momento Rnal nutriva i maggiori sospetti proprio nei
confronti dei suoi due pi intimi amici.
Dopo di
loro ho forse altri dieci amici. E li pass in rivista, valutando di volta in
volta l'entit del conforto che avrebbe potuto trovare in ciascuno di essi.
Tutti! Tutti! esclam con rabbia. Tutti proveranno il pi grande piacere per
la mia disgrazia! Per fortuna, e non senza ragione, Rnal si riteneva molto
invidiato. Oltre alla superba casa in citt, che il re di *** aveva onorato in
eterno passandovi una notte, il sindaco aveva sistemato molto bene il suo
castello di Vergy. La facciata era dipinta di bianco e le finestre erano munite
di belle persiane verdi. Per un istante il pensiero di simile magnificenza
riusc a consolarlo. Il fatto che il castello si vedeva da tre o quattro leghe
di distanza, con grande pregiudizio per tutte le case di campagna e per i
cosiddetti castelli delle vicinanze, ancora velati dall'umile patina grigia del
tempo.
Rnal
poteva contare sulle lacrime e sulla compassione di uno dei suoi amici, il
fabbriciere della parrocchia; ma questi era un imbecille che piangeva di tutto.
Quell'uomo, tuttavia, era la sua unica risorsa.
Quale
sventura paragonabile alla mia? esclam il sindaco irosamente. In che
isolamento mi trovo!
mai
possibile, si diceva questo essere veramente degno di compassione, che nella
mia disgrazia io non abbia neppure un amico a cui chiedere consiglio? Cos, me
ne accorgo, la mia ragione si smarrisce! Ah! Falcoz! Ducros! egli grid con
amarezza. Erano i nomi di due amici d'infanzia che, nel 1814, aveva allontanato
da s con la propria superbia. Essi non erano nobili, e Rnal aveva voluto
mutare i rapporti di uguaglianza in cui vivevano fin da bambini.
Uno dei
due, Falcoz, uomo intelligente e coraggioso, commerciante di carta a Verrires,
aveva comprato una stamperia nel capoluogo del dipartimento per pubblicare un
giornale. La Congregazione aveva deciso di rovinarlo: il giornale era stato
condannato e la licenza di stampa revocata. In quel frangente Falcoz prov a
scrivere a Rnal per la prima volta dopo dieci anni. Il sindaco di Verrires si
sent in obbligo di rispondere da antico romano: Se il ministro mi facesse
l'onore di consultarmi, gli direi: rovinate senza piet tutti gli stampatori di
provincia e sottoponete la stampa a monopolio, come i tabacchi. Quella lettera
a un amico intimo, che in passato era stato ammirato da tutta Verrires, Rnal
la ricordava adesso con orrore. Chi mi avrebbe detto che col mio rango, con la
mia ricchezza e le mie decorazioni, un giorno sarei arrivato a rimpiangere
Falcoz? Tra un impeto d'ira e l'altro, ora contro se stesso ora contro tutto
ci che lo circondava, Rnal pass una notte spaventosa: ma per fortuna non
ebbe l'idea di spiare sua moglie. Sono abituato a Louise, pensava. Ella
conosce tutti i miei affari: quand'anche potessi risposarmi domani, non saprei
come rimpiazzarla. Allora si cullava nell'idea che sua moglie fosse innocente;
questo modo di considerare le cose non lo costringeva a dar prova di carattere
e sistemava assai meglio la faccenda: forse che non se ne vedono molte, di
donne calunniate?
Ma come!
esclamava poi d'improvviso, andando avanti e indietro con passo agitato, non
sono mica un uomo da nulla, uno straccione, per sopportare che mi prenda in
giro col suo amante! Permetter che tutta Verrires rida a crepapelle della mia
stupidit? Che cosa non hanno mai detto sul conto di Charmier?! (Era uno del
paese, notoriamente tradito dalla moglie.) Basta nominarlo per vedere un
sorriso sulle bocche di tutti! un buon avvocato, ma chi parla mai delle sue
qualit oratorie? Dicono: ah! Charmier... Charmier di Bernard! Cos lo
chiamano, col nome dell'uomo che lo copre di vergogna!
In altri
momenti Rnal diceva: Grazie al cielo non ho figlie, e il modo in cui punir
la madre non roviner la sistemazione dei ragazzi: posso cogliere in flagrante
quel contadino con mia moglie, e ucciderli entrambi; in tal caso, forse, la
tragicit della situazione canceller il ridicolo. L'idea gli sorrise ed egli
la studi in ogni particolare. Il codice penale dalla mia parte, e comunque
la nostra Congregazione e i miei amici giurati mi salveranno. Esamin il suo
coltello da caccia, che era molto affilato, ma il pensiero del sangue lo
spavent.
Posso
rompere le ossa a questo insolente precettore e buttarlo fuori di casa: ma
quale scandalo, in Verrires e in tutta la provincia! Dopo la condanna del
giornale di Falcoz, quando il suo redattore usc di prigione io stesso ho
contribuito a fargli perdere l'impiego che gli fruttava seicento franchi. Si
dice che questo scribacchino ha ancora il coraggio di farsi vedere a Besanon:
egli pu diffamarmi con abilit e senza che io lo possa citare in tribunale.
Trascinarlo in tribunale!... Quell'insolente insinuerebbe in mille modi di aver
detto la verit. Un gentiluomo come me, che fa onore alla propria posizione,
odiato da tutti i plebei. Mi troverei su uno di quegli spaventosi giornali
parigini. Dio mio! Che abisso! L'antico nome dei Rnal buttato nel fango e
coperto di ridicolo... per viaggiare dovrei cambiare nome, quel nome che
costituisce la mia gloria e la mia forza! Che disastro! Se non uccido mia
moglie e la scaccio con ignominia, ella ha sempre quella sua zia di Besanon
che le passer senza esitare tutte le sue ricchezze. Mia moglie andr a vivere
a Parigi con Julien; la cosa sar risaputa a Verrires, e io ci far sempre la
figura dello stupido.
Vedendo
impallidire la luce della lampada, il disgraziato si accorse che stava per
spuntare il giorno. And a cercare un po' d'aria fresca in giardino. In quel
momento era quasi deciso a non fare scandali, soprattutto pensando che uno
scandalo avrebbe riempito di gioia i suoi cari amici di Verrires.
La
passeggiata in giardino lo calm un poco. No! esclam Rnal d'un tratto. Non
mi priver di mia moglie, mi troppo utile. Immagin con orrore quello che
sarebbe stata la sua casa senza quella donna; l'unica sua parente, la marchesa
di R..., era vecchia, stupida e cattiva.
Gli venne in
mente un'idea molto saggia, ma per metterla in atto occorreva una forza d'animo
di gran lunga superiore alla sua, cos scarsa. Se mi tengo mia moglie, egli
pens, mi conosco bene e so che un giorno o l'altro, quando mi far
arrabbiare, le rinfaccer la sua colpa. una donna molto orgogliosa e
litigheremo: e questo accadr prima che ella abbia ereditato da sua zia. Allora
s che la gente rider di me! Mia moglie ama i suoi figli, e tutto, prima o
poi, toccher a loro. Ma io? Io sar la favola di Verrires. Ecco, diranno, non
neanche stato capace di vendicarsi! Non sarebbe meglio che mi fermassi ai
sospetti, senza cercare conferme? S, ma allora mi lego le mani, e dopo non
potr pi rimproverarle nulla..
Poco dopo,
ripreso dalla vanit ferita, Rnal si ricordava laboriosamente tutti i mezzi
per appurare la
verit citati al bigliardo del Casino o Circolo dei nobili di Verrires, quando qualche
spiritoso interrompeva il gioco per divertirsi a spese d'un marito ingannato.
Come gli sembravano crudeli, in quel momento, tali facezie!
Dio mio,
perch mia moglie non morta? In tal caso eviterei ogni ombra di ridicolo.
Perch mai non sono vedovo? Andrei a passare sei mesi nella migliore societ di
Parigi. Dopo la momentanea felicit recatagli dall'idea della vedovanza, egli
torn a fantasticare sui mezzi per appurare la verit. A mezzanotte, quando
tutti fossero stati a letto, avrebbe sparso un lieve strato di crusca davanti
alla porta di Julien. Il mattino seguente, alla luce del giorno, avrebbe potuto
vedere le orme dei passi di lui.
Ma questo
sistema non vale un soldo! sbott d'improvviso il sindaco, rabbiosamente.
Quella furbona di Elisa se ne accorgerebbe e in un momento tutta la casa
saprebbe che sono geloso.
Secondo
un'altra storiella raccontata al Casino, un marito si era assicurato della propria disgrazia
attaccando con un po' di cera un capello alla porta della moglie e a quella
dell'amante, e formando cos una specie di sigillo.
Dopo tante
ore d'incertezza, quell'espediente per far luce sulla sua sorte gli parve
decisamente il migliore, e gi Rnal pensava di servirsene quando, alla svolta
di un viale, incontr la donna che avrebbe voluto vedere morta.
Ella
tornava dal villaggio. Era stata a Vergy ad ascoltare la messa. Secondo una
tradizione, che sarebbe stata molto incerta agli occhi di un freddo
razionalista, ma alla quale la signora de Rnal prestava fede, l'attuale
chiesetta sarebbe stata un tempo la cappella del signore di Vergy. Quel
pensiero l'aveva ossessionata per tutto il tempo che aveva contato di passare
in preghiera. La signora de Rnal immaginava continuamente suo marito che
uccideva Julien, come per caso, durante una partita di caccia, e che poi, alla
sera, le faceva mangiare il suo cuore.
La mia
sorte, ella pens, dipende da ci che mio marito penser ascoltando le mie
parole. Dopo questo fatale quarto d'ora, forse non trover pi l'occasione di
parlargli. Non un uomo che si regoli sul buon senso e sulla ragione. Potr
dunque, con l'aiuto del mio debole senno, prevedere ci che far o dir. Sar
lui a decidere del nostro destino: ne ha il potere. Ma questo destino dipende
da me, da come sapr indirizzare le idee di questo stravagante, accecato dalla
collera e incapace di vedere neppure la met delle cose. Gran Dio! Ho bisogno
di astuzia, di sangue freddo: ma dove prenderli?
Ella
ritrov la calma, come per incanto, appena entr in giardino e vide da lontano
il marito. Il disordine dei suoi capelli e del suo vestito dimostravano che
egli aveva passato una notte insonne.
Gli tese
una lettera aperta, ma piegata. Rnal, senza aprirla, fiss sua moglie con
occhi da pazzo.
Ecco una
cosa vergognosa, gli disse lei, che un uomo laido, il quale sosteneva di
conoscervi e di dovervi della riconoscenza, mi ha consegnato mentre stavo
passando dietro il giardino del notaio. Pretendo una cosa da voi: che
rispediate a casa sua, e senza indugio, questo Julien. La signora de Rnal si
affrett a dire queste parole, forse con eccessiva precipitazione, per
sbarazzarsi della spaventosa prospettiva di doverle ancora pronunciare.
Si sent
invadere dalla gioia, vedendo quella che procurava a suo marito. Dalla fissit
dello sguardo ch'egli le puntava addosso, la signora si accorse che Julien non
si era sbagliato. E invece di affliggersi di quella disgrazia cos reale ella
pens: Che intelligenza! Che intuizione perfetta! E in un ragazzo ancora
inesperto! Dove riuscir mai ad arrivare in futuro? Ahim! I suoi successi lo
porteranno a dimenticarmi.
Questo
breve impulso di ammirazione per l'uomo adorato dissolse in lei ogni
turbamento. La signora de Rnal si compiacque della propria mossa. Non sono
stata indegna di Julien, si disse con dolce e intima volutt.
Senza far
motto, per paura di compromettersi, Rnal esaminava la seconda lettera anonima,
composta, se il lettore se ne ricorda, di parole a stampa incollate su carta
bluastra.
Mi
pigliano in giro in tutti i modi, diceva Rnal tra s, stremato dalla
stanchezza. Ancora nuovi insulti da esaminare, e sempre a causa di mia
moglie! Fu sul punto di coprirla delle peggiori ingiurie; lo trattenne a
stento il pensiero dell'eredit di Besanon. Tormentato dal bisogno di
sfogarsi, egli accartocci quella seconda lettera e si mise a camminare a
grandi passi; sentiva la necessit di allontanarsi da sua moglie. Dopo qualche
istante torn a lei, e stavolta pi tranquillo.
Si tratta
di prendere una decisione e di licenziare Julien, ella gli disse
immediatamente. Dopo tutto solo il figlio di un operaio. Baster qualche
scudo per liquidarlo. E, d'altro canto, ha una cultura e non gli sar difficile
trovare un altro posto, per esempio in casa di Valenod o del sottoprefetto
Maugiron: entrambi hanno dei figli. Cos non gli farete torto...
Parlate da
quella stupida che siete! url Rnal con voce terribile. Che buon senso ci si
pu aspettare da una donna? Voi donne non prestate mai la minima attenzione a
ci che ragionevole; non saprete mai fare nulla. La vostra pigrizia, la
vostra noncuranza vi impediscono qualsiasi attivit, salvo la caccia alle farfalle.
Fragili esseri che abbiamo la disgrazia di avere nelle nostre famiglie...
La signora
de Rnal lo lasciava parlare ed egli parl a lungo; stava passando la sua
collera, secondo
un modo di dire del paese.
Signore,
gli rispose alla fine, io parlo da donna oltraggiata nel suo onore, vale a
dire in ci che ha di pi prezioso.
Durante
tutta quella penosa conversazione, da cui dipendeva la possibilit di
continuare a vivere sotto lo stesso tetto con Julien, ella dimostr un sangue
freddo eccezionale. Cercava le idee che le sembravano pi opportune per
dirigere la collera cieca di suo marito. Era rimasta insensibile a tutte le
ingiuriose riflessioni che Rnal le rivolgeva, non le ascoltava, pensava a
Julien. Sar contento di me?
Questo
contadino che abbiamo colmato di gentilezze e perfino di regali pu essere
innocente finch vuole, disse infine la signora de Rnal. Ma ci non toglie
che sia la causa del primo affronto di cui son vittima... Signore, quando ho
letto quell'orribile foglio, mi sono ripromessa che o io o lui saremmo usciti
dalla vostra casa.
Volete
fare uno scandalo per disonorare me e voi nello stesso tempo? Volete fare un
servizio a molta gente di Verrires?
vero!
Tutti invidiano la prosperit che la saggezza della vostra amministrazione ha
saputo procurare a voi, alla vostra famiglia e alla vostra citt... Ebbene!
Indurr Julien a chiedervi un congedo per andare a passare un mese da quel
montanaro, mercante di legna e suo degno amico.
Guardatevi
bene dal prendere qualsiasi iniziativa! disse Rnal con sufficiente
tranquillit. Prima di tutto esigo che non gli parliate. Non potreste
trattenere la vostra collera e mi fareste litigare con lui. Sapete benissimo
quanto sia ombroso!
Quel
ragazzo, riprese la signora de Rnal, manca di tatto. Pu darsi che sia
colto, voi ve ne intendete, ma in fondo non altro che un vero contadino.
Quanto a me, non ne ho mai avuto molta stima dopo il suo rifiuto di sposare
Elisa, che era un buon partito, con il pretesto che di tanto in tanto fa delle
visite segrete a Valenod.
Ah! disse
Rnal sollevando smisuratamente le sopracciglia. Ma come! Julien che ve l'ha
detto?
No, non
precisamente; egli mi ha sempre parlato della vocazione che lo chiama al santo
ministero; ma credetemi, la prima vocazione per gente simile quella di
procurarsi da mangiare. E mi ha fatto capire abbastanza chiaramente che non
ignorava quelle visite segrete.
E io, io,
le ignoravo! grid Rnal , di nuovo arrabbiatissimo, e calcando sulle parole.
In casa mia succedono delle cose a mia insaputa... Come! C' stato qualcosa
tra Elisa e Valenod?
Eh! una
vecchia storia, amico mio, disse ridendo la signora de Rnal, e forse non c'
stato niente di male. Era il tempo in cui al vostro buon amico Valenod non
sarebbe dispiaciuto che Verrires pensasse a un piccolo amore platonico tra me
e lui.
Una volta
ci avevo pensato, grid Rnal battendosi la fronte con furore e procedendo da
una scoperta all'altra. E voi non mi avete detto nulla?
Era il caso
di far litigare due amici per un piccolo eccesso di vanit del nostro caro
direttore? Qual la donna di societ a cui egli non ha indirizzato qualche
lettera spiritosa e anche un po' galante?
Dunque vi
ha scritto?
Scrive
molto.
Fatemi
vedere subito quelle lettere, ve lo ordino, e dicendo queste parole Rnal si
fece pi alto di sei piedi.
Me ne
guarder bene, rispose sua moglie con una dolcezza che sfiorava la noncuranza.
Ve le far vedere un giorno, quando sarete pi savio.
Immediatamente,
perdio! grid Rnal, ebbro di collera, e tuttavia pi felice di quanto non lo
fosse stato da dodici ore a quella parte.
Mi
giurate, disse gravemente la signora Rnal, di non litigare mai col direttore
del ricovero, a causa di quelle lettere?
Litigare o
no, posso togliergli i trovatelli, poi continu con furore: Ma voglio quelle
lettere immediatamente. Dove sono?
In un
cassetto della mia scrivania, ma io non vi dar certamente la chiave.
Lo far in
pezzi! grid Rnal correndo verso la camera di sua moglie. E in effetti spacc
con una spranga di ferro una preziosa scrivania di mogano nodoso e venato
proveniente da Parigi, che egli strofinava spesso con un lembo della giacca
quando gli sembrava di scorgervi qualche macchia.
La signora
de Rnal sal correndo i centoventi gradini della colombaia e attacc un
fazzoletto bianco a una delle sbarre di ferro della piccola finestra. Era la
pi felice delle donne. Con le lacrime agli occhi guardava verso i vasti boschi
della montagna.
Senza dubbio,
si diceva, all'ombra d'uno di quei faggi frondosi Julien spia questo segnale
felice. A lungo ella tese l'orecchio; poi maledisse il monotono frinire delle
cicale e il canto degli uccelli. Senza quel rumore importuno, un grido di
gioia, lanciato fra le enormi rocce, avrebbe potuto giungere fino a lei. Il suo
occhio divorava avidamente quella china verde e immensa, cupa e compatta come
un prato, formata dalle cime degli alberi. Come mai, pensava tutta
intenerita, non gli viene l'idea di inventare qualche segnale per dirmi che la
sua gioia uguale alla mia? Scese dalla colombaia solo quando ebbe paura che
il marito venisse a cercarla.
Lo trov su
tutte le furie. Scorreva le frasi anodine di Valenod, cos poco abituate ad
essere lette con tanta emozione.
Cogliendo
un momento in cui le esclamazioni di suo marito le offrivano la possibilit di
farsi ascoltare, disse:
Sono
sempre della mia idea. bene che Julien faccia un viaggio. Qualunque sia la
sua conoscenza del latino, dopo tutto solo un rozzo contadino, spesso privo
di tatto; ogni giorno, credendo di usarmi una cortesia, mi rivolge complimenti
esagerati e di cattivo gusto, che impara a memoria in qualche romanzo...
Non ne
legge mai, grid Rnal. Me ne sono assicurato. Credete forse che sia un
padrone di casa cieco, all'oscuro di quanto succede sotto il suo tetto?
Ebbene! Se
non legge in nessun libro quei ridicoli complimenti, li inventa, ed ancora
peggio. Avr parlato di me con quel tono a Verrires... e senza andare cos
lontano, soggiunse la signora de Rnal come se facesse una scoperta, avr
parlato in questi termini con Elisa, il che pressappoco come se avesse
parlato con Valenod!
Ah! grid
Rnal, scuotendo la tavola e la camera con un pugno senza precedenti. La
lettera anonima composta coi caratteri stampati e le lettere di Valenod sono
scritte sulla stessa carta!
Finalmente!...
pens lei. Si mostr sconvolta da quella scoperta e, senza avere il coraggio di
aggiungere una sola parola, and a sedersi sul divano, in fondo al salotto.
La
battaglia era vinta. La signora de Rnal ebbe il suo da fare per impedire che
Rnal andasse a parlare al supposto autore della lettera anonima.
Ma come!
Non vi accorgete che una scenata, fatta a Valenod senza prove sicure, proprio
la mossa pi falsa? Voi siete invidiato. Ma di chi la colpa? Dei vostri
meriti; la vostra sapiente amministrazione, i vostri edifici di buon gusto, la
dote che vi ho portata e, soprattutto, la considerevole eredit che possiamo
aspettarci da mia zia, eredit di cui si esagera l'importanza, hanno fatto di
voi il primo personaggio di Verrires.
Dimenticate
la nascita, rincar Rnal con un sorrisetto.
Siete uno
dei gentiluomini pi distinti della provincia, si affrett ad aggiungere la
signora de Rnal. Se il re non avesse le mani legate e potesse rendere
giustizia alla nobilt di nascita, voi figurereste senza dubbio alla Camera dei
Pari eccetera. E in una simile stupenda posizione, volete buttare un
pettegolezzo in pasto ai commentatori? Parlare a Valenod della sua lettera
anonima equivarrebbe a sbandierare a tutta Verrires, ma che dico, per tutta
Besanon, per tutta la provincia, che questo borghesuccio, ammesso forse
imprudentemente nell'intimit di un Rnal, ha trovato modo di offenderlo. E
quand'anche le lettere che avete trovato provassero che io ho corrisposto
l'amore di Valenod, voi dovreste uccidermi - me lo sarei meritato cento volte -
ma non dimostrargli la vostra collera. Pensate che si aspetta soltanto un
pretesto per vendicarsi della vostra superiorit. Pensate che nel 1816 avete
contribuito a certi arresti. Quell'uomo rifugiato sul tetto di casa sua...
Io penso
che non avete riguardi, n affetto per me, esclam Rnal con tutta l'amarezza
che un simile ricordo risvegliava in lui. E non mi hanno neanche nominato
Pari.
E io, mio
caro, rispose sorridendo la signora de Rnal, penso che sar pi ricca di
voi, che sono vostra moglie da dodici anni e che per tutti questi motivi posso
aver voce in capitolo, e soprattutto nella faccenda in questione. Se mi
preferite un Julien qualsiasi, ella soggiunse con malcelato dispetto, io sono
pronta a passare un inverno da mia zia.
Queste
parole furono dette con tono molto felice: piene di fermezza, anche se
improntate alla massima cortesia, decisero Rnal. Ma questi, secondo le
abitudini di provincia, parl ancora a lungo e torn su tutti gli argomenti
trattati: sua moglie lo lasciava dire, perch la voce di lui fremeva ancora
d'ira. Alla fine, due ore di chiacchiere inutili esaurirono quell'uomo che per
un'intera notte era stato preda di un attacco di collera. Egli stabil la linea
di condotta che avrebbe adottato nei confronti di Valenod, di Julien, e perfino
di Elisa.
Una volta o
due, nel corso di quella scenata, la signora de Rnal fu sul punto di provare
una certa simpatia per l'autentica sofferenza dell'uomo che da dodici anni era
il suo compagno. Ma le vere passioni sono egoiste. D'altronde la signora de
Rnal aspettava da un minuto all'altro la confessione della lettera anonima che
suo marito aveva ricevuto il giorno prima: e questa confessione non venne. Per
essere completamente sicura, la signora de Rnal avrebbe dovuto conoscere le
idee suggerite all'uomo da cui dipendeva la sua sorte. In provincia, infatti, i
mariti sono i padroni dell'opinione pubblica. Un marito che si lamenta si copre
di ridicolo, il che va divenendo sempre meno pericoloso in Francia; ma sua
moglie, se egli non le d denaro, cade nella condizione di un'operaia pagata
quindici soldi al giorno e, per giunta, i benpensanti si fanno scrupolo ad
assumerla.
Un'odalisca
dell'harem deve ad ogni costo amare il sultano: egli onnipotente e lei non ha
alcuna speranza di sfuggire alla sua autorit con una serie di piccole astuzie.
La vendetta del padrone terribile, cruenta, ma militare e generosa: una
pugnalata pone fine a tutto. Ma nel XIX secolo un marito uccide la moglie a
colpi di disprezzo, chiudendole le porte di tutti i salotti.
Il senso
del pericolo si risvegli nella signora de Rnal quando ella torn in camera sua:
fu colpita dal disordine che vi regnava. Le serrature di tutti i suoi bei
cofanetti erano state infrante: molte tavole del pavimento di legno erano
sollevate. Non avrebbe avuto piet per me! si disse. Rovinare cos il
pavimento di legno colorato, cui tiene tanto! Se uno dei bambini entra qui con
le scarpe umide, diventa rosso dalla rabbia. E adesso rovinato
irrimediabilmente! Di fronte a quell'eccesso, la signora de Rnal respinse
rapidamente gli ultimi rimproveri che si era rivolta per la sua troppo rapida
vittoria.
Poco prima
che sonasse la campana del pranzo, Julien rientr coi ragazzi. Al dessert,
quando i domestici si furono ritirati, la signora de Rnal gli disse
seccamente:
Mi avete
manifestato il desiderio di andare per quindici giorni a Verrires, e mio
marito dispostissimo ad accordarvi il permesso. Potete partire quando vi
sembrer opportuno. Ma perch i ragazzi non perdano tempo, ogni giorno vi
saranno spediti i loro compiti e voi li correggerete.
Per,
aggiunse Rnal aspramente, non vi conceder pi di una settimana.
A Julien
parve che il sindaco avesse la faccia di un uomo profondamente tormentato.
Non ha
ancora preso una decisione, disse il giovane alla sua amica, approfittando di
un momento in cui si trovarono soli in salotto.
La signora
de Rnal gli raccont rapidamente tutto ci che aveva fatto nella mattinata.
A questa
notte i particolari, aggiunse sorridendo.
Perversit
femminile! pens Julien. Quale piacere, quale istinto le guida a ingannarci?
Mi sembrate
illuminata e insieme accecata dall'amore, le disse con una punta di freddezza.
Oggi vi siete comportata benissimo; ma vi sembra prudente il tentativo di
vederci stasera? La casa piena di nemici; pensate all'odio appassionato che
Elisa nutre nei miei confronti.
Un odio
che assomiglia molto alla profonda indifferenza che sembrate avere per me.
Anche
indifferente, dovrei salvarvi da un pericolo a cui vi ho esposta. Se il caso
vuole che Rnal parli a Elisa, lei pu svelargli tutto con una parola. E non
detto che Rnal non possa nascondersi vicino alla mia camera con le armi in
pugno...
Come,
nemmeno un po' di coraggio! disse la signora de Rnal con tutta l'alterigia di
una nobildonna.
Non mi
abbasser mai a parlare del mio coraggio, disse freddamente Julien. Sarebbe
una bassezza. Il mondo giudicher dai fatti. Poi soggiunse, prendendole la
mano: Ma voi non potete immaginare quale sia il mio affetto per voi e quale la
mia gioia al pensiero di salutarvi un'ultima volta prima di questa crudele
separazione.
XXII
MODI DI AGIRE NEL 1830
La parola
stata data all'uomo per nascondere il suo pensiero.
R.P.
Malagrida
Appena
arrivato a Verrires, Julien si rimprover la propria ingiustizia nei confronti
della signora de Rnal. L'avrei disprezzata come una donnicciola, se per
debolezza avesse recitato male la sua scena col marito! Invece se l' cavata
con l'abilit di un diplomatico, ed ecco che simpatizzo col vinto, che mio
nemico. Mi sono comportato come un borghesuccio ferito nella sua vanit perch
Rnal un uomo, un rappresentante di quella illustre e vasta corporazione cui
anch'io ho l'onore di appartenere! Non sono altro che uno sciocco.
L'abate
Chlan aveva rifiutato l'ospitalit che i liberali pi in vista del paese gli
avevano offerto, a gara, dopo che la sua destinazione lo aveva costretto a
lasciare la canonica. Le due camere che aveva preso in affitto erano tutte
ingombre di libri. Julien, volendo mostrare a tutta Verrires che cos' un
prete, and a prendere da suo padre una dozzina di tavole d'abete e se le port
sulle spalle lungo la strada provinciale. Prese a prestito da un vecchio
compagno alcuni arnesi e, in poco tempo, mise insieme una specie di biblioteca,
nella quale sistem i libri dell'abate Chlan.
Credevo
che tu fossi corrotto dalla vanit del mondo, gli disse il vecchio piangendo
di gioia. Ma questa azione riscatta la bambinata di quella brillante uniforme
di guardia d'onore che ti ha procurato tanti nemici.
Rnal aveva
ordinato a Julien di prendere alloggio in casa sua. Nessuno sospett
l'accaduto. Tre giorni dopo il suo arrivo, Julien si vide salire nella propria
camera nientemeno che il sottoprefetto Maugiron. E solo dopo due ore
interminabili di chiacchiere insipide e di sonore geremiadi sulla cattiveria
degli uomini, sulla scarsa onest degli amministratori della ricchezza
pubblica, sui pericoli della povera Francia ecc. ecc., Julien vide finalmente
spuntare la vera ragione della visita. Erano gi sul pianerottolo della scala e
il povero precettore, quasi in disgrazia, stava riaccompagnando col dovuto
rispetto il futuro prefetto di qualche fortunata provincia, quando quest'ultimo
ebbe la compiacenza di occuparsi dell'avvenire di Julien, di lodare la sua
moderazione nelle questioni d'interesse, ecc. ecc. Alla fine, stringendolo fra
le braccia con fare paterno Maugiron gli chiese di lasciare Rnal e di entrare
in casa di un funzionario che aveva dei ragazzi da educare e che, come il re Filippo, avrebbe
ringraziato il cielo non tanto per averglieli dati, quando per averli fatti
nascere nel paese dove viveva Julien. Il loro precettore avrebbe avuto uno
stipendio di ottocento franchi, da pagarsi non gi mensilmente, il che, secondo
Maugiron, non sarebbe stato signorile, ma trimestralmente, e sempre in anticipo.
Toccava ora
a Julien prendere la parola: da un'ora e mezzo, seccato, egli aspettava il suo
turno. La sua risposta fu perfetta, e soprattutto lunga come una lettera
pastorale: lasciava adito a diverse interpretazioni e, tuttavia, non diceva
nulla di preciso. Vi si potevano trovare, riuniti, rispetto per Rnal,
venerazione per il pubblico di Verrires e riconoscenza per l'illustre
sottoprefetto. Il quale sottoprefetto, stupefatto di trovarsi dinanzi uno pi
gesuita di lui, tent inutilmente di ottenere qualcosa di preciso. Julien, al
settimo cielo, colse l'occasione per esercitarsi, e ricominci da capo la sua
risposta in termini diversi. Mai un ministro eloquente, desideroso di occupare
coi suoi discorsi la fine di una seduta in cui la Camera sembri ridestarsi, ha
detto tanto poco con un maggior numero di parole.
Appena
Maugiron se ne fu andato, Julien scoppi a ridere come un matto. Per mettere a
frutto la sua vena gesuitica scrisse a Rnal una lettera di nove pagine in cui
lo informava di tutto quanto gli era stato proposto e gli chiedeva umilmente
consiglio. Per quel farabutto non mi ha detto il nome di chi fa l'offerta!
Sar senza dubbio Valenod, che nel mio esilio a Verrires vede l'effetto della
sua lettera anonima!
Spedita la
lettera, contento come un cacciatore che all'alba di una bella giornata
autunnale sbuca in una pianura ricca di selvaggina, Julien riusc per andare a
chiedere consiglio all'abate Chlan. Ma prima ch'egli arrivasse dal buon
curato, il cielo, che gli teneva in serbo qualche gioia, gett sul suo cammino
Valenod, a cui Julien non nascose di avere il cuore straziato: un povero
ragazzo come lui doveva dedicarsi completamente alla vocazione che il cielo gli
aveva messo nell'animo, ma la vocazione non tutto in questo basso mondo. Per
lavorare degnamente nella vigna del Signore e non essere del tutto indegno di
tanti dotti collaboratori, era necessario essere istruiti, bisognava passare
due anni molto dispendiosi al seminario di Besanon. Era quindi indispensabile
fare delle economie, il che era molto pi facile con uno stipendio di ottocento
franchi pagati trimestralmente e in anticipo, che con seicento franchi mangiati
mese per mese. D'altro canto il cielo, collocandolo accanto ai figli di Rnal,
e soprattutto ispirandogli per essi un affetto particolare, non sembrava
indicargli ch'era fuori luogo abbandonare la loro educazione per dedicarsi ad
altri?...
Julien
raggiunse una tale perfezione in questo genere di eloquenza, che ha sostituito
la rapidit d'azione caratteristica dell'Impero, da finire per annoiarsi anche
lui al suono delle sue parole.
Rincasando
trov un cameriere di Valenod, in alta tenuta, che lo aveva cercato per tutta
la citt: doveva consegnargli un biglietto d'invito a pranzo per quello stesso
giorno.
Julien non era
mai stato a casa di quell'uomo e, solo qualche giorno prima, non pensava che al
mezzo di dargli una buona dose di bastonate senza finire nelle mani della
polizia correzionale. Bench il pranzo fosse fissato per l'una, il giovane
giudic pi rispettoso presentarsi a mezzogiorno e mezzo all'ufficio del
direttore del ricovero. Lo trov intento a ostentare la propria importanza in
mezzo a una quantit di pratiche. I folti favoriti neri, l'enorme massa di
capelli, il berretto greco messo di traverso sul cocuzzolo, la pipa enorme, le
pantofole ricamate, le grosse catene d'oro che si incrociavano in tutti i sensi
sul suo petto, insomma tutto quell'apparato del finanziere di provincia che si
reputa un grande seduttore, non incuteva alcuna soggezione a Julien. Se mai
pensava ancor pi alle bastonate che gli doveva.
Il giovane
chiese l'onore di essere presentato alla signora Valenod: la quale, per, stava
vestendosi per il pranzo e non poteva riceverlo. In compenso Julien ebbe il
privilegio di assistere alla toilette del direttore del ricovero, dopo di che,
insieme con lui, raggiunse gli appartamenti della signora Valenod, che con le
lacrime agli occhi gli present i figli. Questa signora, una delle pi
ragguardevoli di Verrires, aveva un viso lungo e mascolino, imbellettato per
la grande occasione. Lo atteggi in modo da esprimere tutto il suo pathos
materno.
Julien
pens alla signora de Rnal. La sua diffidenza lo rendeva sensibile soltanto ai
ricordi che nascevano per contrasto, ma quando gli accadeva si inteneriva
profondamente. Questo stato d'animo si fece pi intenso mentre il giovane
osservava la casa del direttore del ricovero. Gliela fecero visitare per
intero. Tutto era splendido e nuovo, e di ogni mobile gli veniva detto il
prezzo. Ma Julien vi trovava qualcosa di ignobile, che puzzava di soldi rubati.
Tutti, perfino i domestici, avevano l'aria di assumere un contegno per
difendersi dall'eventuale disprezzo.
L'esattore
delle tasse, l'uomo delle imposte dirette, l'ufficiale della gendarmeria e
altri due o tre funzionari pubblici arrivarono con le mogli. Poi vennero alcuni
ricchi liberali. Il pranzo fu annunciato.
Julien, gi
molto mal disposto, pens che, oltre il muro della sala da pranzo, c'erano dei
poveri detenuti, e che forse Valenod aveva fatto la tara alla loro porzione di carne per
procurarsi tutto quel lusso di cattivo gusto, con cui pretendeva di stordirlo.
Forse in
questo momento hanno fame, pens Julien; avvert un nodo alla gola e gli fu
impossibile mangiare, e quasi anche parlare. Fu molto peggio un quarto d'ora
dopo. Si sentivano di tanto in tanto gli accenti di una canzone popolare e, a
dire il vero, un po' triviale, cantata da uno dei detenuti. Valenod diede
un'occhiata a un domestico in alta uniforme: questi scomparve, e poco dopo non
si sent pi cantare. Proprio allora un cameriere offriva a Julien un bicchiere
verde che conteneva vino del Reno: la signora Valenod si affrett a fargli
notare che quel vino, preso sul posto, costava nove franchi la bottiglia.
Julien, col bicchiere verde in mano, disse a Valenod:
Non
cantano pi quella canzonaccia.
Perdiana,
lo credo bene! rispose il direttore, trionfalmente. Ho fatto imporre silenzio
a quei pezzenti.
Questa
parola fu troppo forte per Julien: egli aveva, s, il contegno, ma non ancora
il cuore richiesto dalla sua condizione sociale. Nonostante tutta la sua
ipocrisia, cos spesso esercitata, sent che una grossa lacrima gli scivolava
sulla guancia.
Cerc di
nasconderla dietro il bicchiere verde, ma gli fu assolutamente impossibile fare
onore al vino del Reno. Vietargli di cantare! pensava. Dio mio, come puoi
sopportare una cosa simile!
Per fortuna
nessuno si accorse della sua commozione fuori luogo. L'esattore aveva intonato
una canzone monarchica. In mezzo al chiasso del ritornello cantato in coro, la
coscienza di Julien andava ripetendosi: Eccola qui, dunque, la sozza fortuna
che riuscirai a raggiungere: e non potrai goderne che a queste condizioni, e in
questa compagnia! Forse otterrai un posto da ventimila franchi, ma ingozzandoti
di cibo dovrai impedire a un povero prigioniero la gioia di cantare; inviterai
gente alla tua mensa coi soldi che avrai rubato sul costo della sua miserabile
razione, e durante la tua cena egli soffrir pi del solito. O Napoleone!
com'era dolce, ai tuoi tempi, raggiungere la fortuna attraverso i pericoli
d'una battaglia! Mentre ora bisogna accrescere vilmente le sofferenze dei
disgraziati!...
Confesso
che la debolezza di cui Julien d prova in questo monologo mi ispira una ben
povera opinione di lui. Sarebbe il degno collega di quei cospiratori in guanti
gialli, che pretendono di cambiare la vita e i costumi di un grande paese e non
vogliono avere sulla coscienza una scalfittura inferta e chicchessia.
Julien fu
violentemente richiamato alla sua parte. Non era per fantasticare e per tacere
che lo avevano invitato a pranzo in cos bella compagnia!
Il
proprietario d'una fabbrica di tele dipinte, ormai in ritiro, membro
corrispondente dell'Accademia di Besanon e di quella d'Uzs, gli rivolse la
parola da un capo all'altro della tavola per domandargli se era vero ci che
tutti dicevano dei suoi stupefacenti progressi nello studio del Nuovo
Testamento.
Immediatamente
si stabil un profondo silenzio: e una copia in latino del Nuovo Testamento si
trov come per incanto in mano a quel dotto membro di due accademie. Dopo la
risposta di Julien, una mezza frase latina fu letta a caso ed egli la continu,
recitando a memoria senza la minima amnesia: questo prodigio fu ammirato con
tutta la rumorosa energia d'una fine di pasto.
Julien
osservava i volti accesi delle signore: alcune non erano brutte. Tra le altre,
not la moglie dell'esattore canterino.
A dire il
vero mi dispiace parlare tanto in latino di fronte a queste signore, disse il
giovane rivolgendosi proprio a lei. Se il signor Rubigneau, (era il membro
delle due Accademie) vuole avere la bont di leggere a caso una frase latina,
invece di continuare secondo il testo, cercher di tradurla improvvisando.
Questa
seconda prova segn il culmine del suo trionfo.
Erano
presenti diversi ricchi liberali; liberali s, ma padri felici di ragazzi in
grado di ottenere borse di studio: e quindi subito convertiti dopo l'ultima
missione. Nonostante la loro fine astuzia politica, Rnal si era sempre
rifiutato di riceverli in casa sua. Quelle brave persone, che conoscevano
Julien solo di fama e per averlo visto a cavallo il giorno dell'arrivo del re
di ***, erano i suoi pi chiassosi ammiratori. Quand' che questi sciocchi si
stancheranno di ascoltare uno stile biblico di cui non capiscono nulla?
pensava Julien. Invece quello stile li divertiva per la sua stranezza, e li
faceva ridere. Ma Julien si stanc.
Quando
sonarono le sei si alz gravemente e parl di un capitolo della nuova teologia
di Ligorio, che doveva imparare per recitarlo il giorno dopo all'abate Chlan.
Il mio mestiere, infatti, soggiunse con amenit, consiste nel far recitare
delle lezioni e nel recitarne io stesso.
Si rise
molto e lo si ammir: era lo spirito che andava bene a Verrires. Julien era
gi in piedi e tutti si alzarono senza far caso all'etichetta, tanta
l'influenza del genio. La signora Valenod lo trattenne ancora un quarto d'ora;
bisognava pure che egli ascoltasse i ragazzi recitare il catechismo: e questi
fecero le pi buffe confusioni, di cui per solo Julien si accorse, guardandosi
bene dal porle in rilievo. Quale ignoranza dei pi elementari principi della
religione! pensava. Infine si accomiat: credeva di potersela svignare, ma
dovette sorbirsi una favola di La Fontaine.
un
autore profondamente immorale, disse Julien alla signora Valenod. In una
favola su Messer Jean Chouart osa coprire di ridicolo le cose pi sacre. Tutti
i migliori commentatori lo biasimano vivamente.
Prima di
andarsene, Julien ricevette quattro o cinque inviti a pranzo. Quel giovane fa
onore al dipartimento, gridavano in coro i convitati, tutti allegri. Giunsero
perfino a parlare di un assegno, votato sui fondi comunali, per fargli
continuare gli studi a Parigi.
Mentre
quell'idea imprudente risonava nella sala da pranzo, Julien aveva raggiunto
rapidamente la porta Canaglie! Canaglie! esclam tre o quattro volte
sottovoce, abbandonandosi al piacere di respirare l'aria fresca.
In quel
momento si scopriva totalmente aristocratico, lui che per lungo tempo era stato
cos urtato dal sorriso sprezzante e dall'altezzosa superiorit che trapelava
da tutte le gentilezze usategli in casa Rnal. Non pot fare a meno di notare
la profonda differenza. Dimentichiamo pure, si ripeteva andandosene, che si
tratta di denaro rubato ai poveri detenuti, ai quali si impedisce perfino di
cantare! Per Rnal non ha mai pensato di dire ai suoi ospiti il prezzo d'ogni
bottiglia di vino che offriva loro!! E questo Valenod, enumerando continuamente
le sue propriet, non pu parlare della sua casa, dei suoi poderi ecc., senza
ripetere, quando sua moglie presente: la tua casa, i tuoi poderi.
La signora
in questione, apparentemente cos sensibile ai piaceri della propriet, aveva
appena fatto una spaventosa scenata a uno dei domestici, che durante la cena
aveva rotto un calice e scompagnato uno dei suoi servizi da dodici. E il domestico aveva risposto
con la peggiore insolenza.
Che bella
compagnia! diceva tra s Julien. Non vorrei vivere con loro neanche se mi dessero
la met di tutto quello che rubano. Un giorno o l'altro mi tradirei: non
riuscirei a tener nascosto il disprezzo che mi ispirano.
Tuttavia,
per ordine della signora de Rnal, egli dovette assistere a diversi pranzi di
quel genere; divenne di moda: gli si perdonava l'uniforme di guardia d'onore;
anzi, quell'imprudenza era la vera causa dei suoi successi. Ben presto a
Verrires non si parl d'altro: chi l'avrebbe spuntata, tra Rnal e il
direttore del ricovero, nella gara per assicurarsi quel giovane cos colto?
Loro due, con Maslon, costituivano da diversi anni un triumvirato tanto potente
da tiranneggiare la citt. Il sindaco era invidiato e i liberali avevano buone
ragioni per lamentarsi di lui; ma dopo tutto era nobile e fatto per comandare,
mentre Valenod non aveva ereditato dal padre neppure una rendita di seicento
franchi. Nel suo caso la gente era dovuta passare dalla compassione per quel
suo sdrucito abito verdolino, che tutti gli avevano visto indosso quando era
giovane, all'invidia per i suoi cavalli normanni, per le catene d'oro, per i
vestiti parigini, per tutta la sua attuale ricchezza.
In
quell'ambiente movimentato, nuovo per lui, Julien credette di scoprire un uomo onesto,
un geometra di nome Gros, che passava per giacobino. Julien, essendosi
ripromesso di dire soltanto cose che a lui stesso sembravano false, fu
costretto a limitarsi a qualche supposizione nei confronti di Gros.
Da Vergy
riceveva grossi pacchi di compiti da correggere. Gli si consigliava di andare
spesso da suo padre ed egli si conformava a quella triste necessit. In una
parola, stava riassestando discretamente la sua reputazione, quando una mattina
ebbe la sorpresa di essere svegliato da due mani che gli chiudevano gli occhi.
Era la
signora de Rnal che aveva fatto un viaggio in citt e che, salendo gli scalini
a quattro a quattro e lasciando i bambini occupati col prediletto coniglio che
s'erano portati dietro, aveva raggiunto la camera di Julien un minuto prima di
loro. Fu un momento delizioso, ma brevissimo: la signora de Rnal era gi
scomparsa, quando arrivarono i ragazzi col coniglio che volevano mostrare al
loro amico. Julien fece festa a tutti, anche al coniglio. Gli sembrava di
ritrovare la sua famiglia; si accorse di voler bene ai bambini e di divertirsi
a chiacchierare con loro. Era stupito per la dolcezza delle loro voci e per la
nobilt dei loro modi infantili: aveva bisogno di cancellare dalla sua mente
tutti i modi volgari, tutti i pensieri spiacevoli in mezzo ai quali respirava a
Verrires. Sempre la paura di mancare in qualcosa, sempre il lusso e la miseria
che si prendevano per i capelli. Le persone che lo invitavano a pranzo erano
capaci, a proposito dell'arrosto, di fare confidenze umilianti per loro e
nauseabonde per chi stava ad ascoltarle.
Voi altri
nobili avete ragione di essere orgogliosi, disse Julien alla signora de Rnal.
E le raccont di tutti i pranzi che aveva dovuto subire.
Cos,
siete diventato di moda! e rise di cuore pensando al rossetto che la signora
Valenod si sentiva in obbligo di mettersi ogni volta che aspettava Julien.
Credo che abbia dei progetti sul vostro cuore, soggiunse.
La
colazione fu deliziosa. La presenza dei bambini, per quanto fastidiosa in apparenza,
in realt aumentava la comune felicit. Quei poveri ragazzi non sapevano come
dimostrare la loro gioia di rivedere Julien. I domestici non avevano mancato di
informarli che al precettore erano stati offerti duecento franchi di pi per educare
i piccoli
Valenod.
Nel bel
mezzo della colazione, Stanislas-Xavier, ancora pallido per la grave malattia,
chiese improvvisamente alla madre quanto valevano le sue posate e il suo
bicchiere d'argento.
Perch
vuoi saperlo?
Voglio
venderli e darne il ricavato al signor Julien, perch non faccia la parte dello
stupido se rimane con noi.
Julien lo
abbracci con le lacrime agli occhi. La madre piangeva addirittura, mentre
Julien, che aveva preso Stanislas sulle ginocchia, lo invitava a non servirsi
di quella espressione che, usata in quel senso, era degna di un lacch. Poi
accortosi del piacere che procurava alla signora de Rnal, egli cerc di
spiegare, con esempi pittoreschi che divertivano i ragazzi, cosa significa fare
la parte dello stupido.
Capisco, rispose Stanislas, Ǐ il