DIZIONARIO DEI TERMINI RELIGIOSI

 

A

A divinis.

Vedi *Sospensione.

A latere.

In latino, dal fianco (del Pontefice). Si usa questa espressione per designare un delegato o inviato personale del papa.

a.C. - Avanti Cristo.

Vedi *Era Cristiana.

A.M.D.G.

Sigla latina di " Ad maiorem Dei gloriam " = " A maggior gloria di Dio ". Motto della Compagnia di Ges.

AAS. Acta Apostolicae Sedis:

pubblicazione periodica nella quale compaiono tutti i documenti ufficiali del papa e dei massimi organismi della Santa Sede. Si pubblica dal 1909. In precedenza, questa pubblicazione ufficiale, iniziata nel 1865, veniva chiamata Acta Sanctae Sedis: ASS.

Ab urbe cndita (a.U.c.)

In latino = " dalla fondazione della citt " (di Roma). Roma fu fondata nel 753 a.C.

Abacuc.

Uno dei dodici profeti detti " minori ". Non si sa nulla della sua vita (il rif. in Dt 14,33-39 non compare nelle edizioni critiche, in quanto si tratta di un'aggiunta posteriore). E probabile che abbia profetizzato alla fine del sec. VII a.C. A *Qumran stato trovato un rotolo con un commento al libro di Abacuc.

Abate.

Superiore di un monastero di un ordine monastico.

Abba.

Termine di radice aramaica che significa " padre ". Nel Nuovo Testamento, Ges e i cristiani lo usano per rivolgersi a Dio (cf Mc 14,36; Rm 8,15; Gal 4,6).

Abbazia.

Monastero retto da un abate, coadiuvato da un capitolo, con poteri autonomi e indipendenti dall'Ordinario locale.

Abelardo, Pietro

(1079-1142). *Filosofo e *teologo, *scolastico, nato vicino a Nantes, Francia. Professore a Parigi, la sua grande cultura, la sua capacit dialettica e didattica, attrassero numeri discepoli. Compayr lo chiama " il primo professore di scuola superiore " e afferma che ebbe come suoi alunni 20 cardinali, 50 vescovi e un papa. La sua passione per Eloisa, le sue idee innovatrici e alcune delle sue dottrine condannate dalla Chiesa, gli provocarono non pochi problemi. Costretto a lasciare Parigi, si stabil presso Troyes (cf L. Luzuriaga, Dicc. de Pedagoga Losada).

Abele.

Secondo figlio di Adamo ed Eva (Gn 4,2). Faceva il pastore. Serviva Dio con rettitudine ed era da lui benedetto. Suo fratello maggiore, Caino, lo uccise per invidia. Queste narrazioni dei primi capitoli della Genesi non sono storiche nel senso letterale del termine, ma bens una riflessione teologica sotto forma di storia, scritta sotto l'*ispirazione divina.

Abib.

Antico nome del primo mese dell'anno ebraico. Verr poi chiamato *Nisan. Segnava l'inizio della primavera (marzo-aprile).

Abilene.

Regione dell'Antilibano, a nord-est di Damasco. Secondo Lc 3,1 quando Giovanni Battista cominci il suo ministero, Abilene era governata da Lisnia.

Abiura.

La rinuncia ad un'*eresia, ad uno *scisma o ad un'*apostasia, secondo il rito contemplato nel Pontificale Romanum. E seguita da una professione di fede.

Aborto.

Interruzione della gravidanza per cause naturali oppure provocata da medicinali o altri mezzi, nel quale caso un atto criminale, perch si fa morire un essere umano. Bench vi siano paesi che lo tollerano (dove si suol parlare di " depenalizzazione ") o che addirittura lo promuovono, il Diritto Canonico lo condanna con la scomunica " latae sententiae ", vale a dire che la scomunica entra in vigore senza bisogno che sia esplicitamente dichiarata (cf CIC 1398).

Abramo.

Il primo dei grandi patriarchi di Israele, scelto da Dio come padre del popolo della promessa: nella sua discendenza saranno benedette tutte le nazioni. Abramo l'unico personaggio dell'Antico Testamento a venir chiamato " amico di Dio " (Is 41,8; Gc 2,23). Insieme a Mos, una figura centrale dell'Antico Testamento.

Abside.

Dal greco hapsis = nodo o chiave di volta. Parte del tempio che occupa l'estremit opposta a quella della facciata. E, in genere, semicircolare e un po' pi elevata. Normalmente, si trovano nell'abside l'*altare e gli altri elementi propri del *presbiterio: sede del presidente (nella cattedrale, la *cattedra del vescovo), *ambone o amboni, coro (nei templi importanti).

Abula.

Dal greco, " senza volont ". Mancanza o grave inerzia della volont.

Abulico.

Soggetto senza volont o energia. Indolente, irresoluto.

Acaia.

Regione meridionale della *Grecia. Ai tempi di Ges e della Chiesa primitiva era una provincia romana. La sua capitale era *Corinto, sebbene *Atene avesse il predominio culturale. Nel NT si parla soprattutto dell'attivit di *Paolo in questa regione: At 18,12.27; 19,21; Rm 15,26; 1 Cor 16,15; 2 Cor 1,1; 9,2; 11,10; 1 Ts 1,7-8.

Acclamazione.

Espressione breve, normalmente di giubilo, proferita dall'assemblea in determinati momenti della celebrazione. Sono acclamazioni, per esempio: amen, alleluia, rendiamo grazie a Dio, ti lodiamo, o Signore.

Accolito.

Ministro non ordinato (vedi *Ministero). Aiuta il *presbitero e il *diacono all'altare. Gli anche affidata la distribuzione della comunione quando necessario, sia durante la messa che al di fuori di essa, specialmente ai malati.

Acculturazione.

Fenomeno per il quale un individuo o gruppo acquisisce le caratteristiche culturali di un altro individuo o gruppo mediante il contatto diretto e l'interazione. Avviene solitamente per imposizione di un popolo che ne domina un altro, sebbene, quando quello dominato possiede una cultura superiore, questa si impone al dominatore; quello che accadde, per esempio, nel caso di Roma, che domin il mondo greco ma ne adott la cultura, o nel caso dei barbari che conquistarono l'impero romano. Vedi anche *Inculturazione.

Acosta, Jos de (1540-1600).

*Gesuita spagnolo, and in Per nel 1571. Storico e teologo, giudica con equilibrio e con un certo ottimismo la situazione venutasi a creare nelle Indie. Apprezza la vita semplice e la mancanza di avidit negli indios, nonch il saggio governo degli inca. In certe credenze e riti degli indigeni, coglie una preparazione naturale all'evangelizzazione.

Acqua.

Elemento che, a parte la sua ricchezza naturale, stato altamente valorizzato nel suo senso simbolico. La sua adattabilit, mobilit, chiarezza e, soprattutto, la sua efficacia nel pulire e la sua forza fertilizzante, hanno provocato fin dai primi tempi l'ammirazione. I miti pagani videro in essa una forza di immortalit.

Nella Bibbia la si nomina ripetutamente fin dai racconti della creazione (Gn 1,6.7.9.10.20.21.22.26; 2,5.6.10.11.13.14). Svolge un ruolo importante nella storia dei patriarchi di Israele, nomadi in terre desertiche, nelle quali le sorgenti e i pozzi sono vitali. La fuga dall'Egitto e la costituzione di *Israele come popolo segnata dal passaggio attraverso le acque del *Mar Rosso. Nel deserto, l'acqua scaturita dalla roccia calma la loro sete. Entrano nella *Terra Promessa attraversando all'asciutto le acque del Giordano. I profeti parlano dell'acqua e del suo effetto purificatore e fecondante.

Ma Ges che porta alla sua massima potenza evocatrice la forza dell'acqua: egli stesso si fa battezzare nelle acque del Giordano; calma le acque turbolente del lago; cammina sull'acqua; guarisce il cieco nato ordinandogli di lavarsi nella piscina di Siloe; egli dar un'acqua tale che " chi ne beve non avr mai pi sete " (Gv 4,14); manda i suoi apostoli perch battezzino tutti quelli che crederanno in lui, di modo che nella Chiesa nasciamo tutti dall'acqua (e dallo Spirito).

Nella Chiesa l'elemento di cui si fa un uso pi abbondante; il suo significato si esprime particolarmente nei riti della *Veglia pasquale. Nella liturgia domenicale vi era la tradizione - ed raccomandato di riprenderla - dell'aspersione con l'acqua all'inizio della celebrazione eucaristica; nel farlo si evocano delle parole dell'*Apocalisse, altro libro in cui questo elemento occupa un luogo privilegiato come base di immagini e di simboli. Un altro impiego liturgico dell'acqua quello della benedizione di luoghi o altri elementi.

Si ricordi anche il potere distruttivo delle acque turbolente come quelle del diluvio, segno di giustizia per chi si allontana dalla retta via.

Acropoli.

Dal greco acros = alto, e polis = citt. Luogo elevato della citt.

Ad calendas graecas.

" Alle calende greche ". Poich il calendario greco non aveva calende, questa espressione latina significava mai.

Ad extra - Ad intra.

Espressioni latine che significano " verso dentro " e " verso fuori ". Si usano per indicare le azioni delle persone della santissima *Trinit, ora nelle relazioni interne fra le tre persone, ora in quelle rivolte verso fuori, verso tutto il resto. Le azioni ad intra sono proprie di ognuna delle persone (alla paternit, alla filiazione e alla mutua comunione nell'amore); le azioni ad extra sono comuni a tutte e tre (tutto ci che relativo alla creazione e all'azione permanente sul creato).

Ad honorem.

" Ad onore di ". Espressione latina per indicare un riconoscimento o un titolo onorifico conferito per particolari meriti culturali o morali.

Ad lbitum.

A piacere, a scelta.

Ad limina.

Abbreviazione di " Ad limina Apostolorum ", espressione latina che significa " alle soglie (delle tombe) degli apostoli ". I vescovi titolari di tutte le *diocesi del mondo devono fare la " visita ad limina " ogni cinque anni " per venerare le tombe dei beati Apostoli Pietro e Paolo " e presentarsi al Romano Pontefice (cf CIC 400), al quale portano anche una relazione sullo stato della propria diocesi. Se non possono farlo personalmente, lo fanno per mezzo di un delegato. Vanno nello stesso anno i vescovi o delegati di una stessa regione del mondo, secondo l'ordine gi stabilito.

Ad perpetuam rei memoriam.

" A perpetuo ricordo del fatto ". Formula latina frequente nei documenti papali.

Adamo.

In origine significa " uomo " in modo generico, " umanit ", ma poi diventa nome proprio del primo essere umano. San Paolo indica il parallelismo tra Adamo e Cristo. Il primo Adamo padre dell'uomo peccatore; il Nuovo Adamo - Cristo - l'origine dell'umanit redenta (cf Rm 5,12-21).

Addai e Mari.

Secondo la tradizione, o piuttosto secondo la leggenda, furono gli evangelizzatori della regione di Edessa, nella Siria orientale. Nella storia della *liturgia famosa una *preghiera eucaristica nota come Anafora degli Apostoli Addai e Mari, la pi antica del rito siro-orientale, ancora usata dai nestoriani, la quale ci giunta senza la parte definita racconto dell'istituzione e consacrazione (vedi *Messa, preghiera eucaristica). Gli specialisti non sono d'accordo nello stabilire se questa parte non sia mai esistita nel modo esplicito in cui presente nelle altre liturgie o se non ci sia pervenuta.

Ade.

Inferi. In un primo tempo, equivalente allo *sheol degli ebrei, nel quale non c' distinzione tra morti buoni e cattivi. La *Settanta traduce Sheol con Ade e questa parola viene ad essere l'equivalente di morte. Cos, in Mt 16,18 le porte dell'Ade significano il potere della morte. Nella parabola del ricco cattivo e del povero Lazzaro (Lc 16,19-31) si fa distinzione tra il luogo dei giusti (il seno di Abramo) e quello dei malvagi (l'Ade) nell'aldil.

Adolescenza.

Tappa della vita compresa tra l'infanzia e l'et adulta. La si suole dividere in tre periodi: a) preadolescenza, o adolescenza iniziale (da 12 a 14 anni); b) adolescenza intermedia (da 14 a 16 anni); c) adolescenza terminale (da 1617 a 1820 anni approssimativamente).

Adonai.

Termine ebraico = " Signore mio ", che sostituisce nella lettura il nome ineffabile di *Jhwh, che non si pronuncia mai per rispetto.

Adorazione.

Atto cultuale di riverenza per mezzo del quale si riconosce Dio come essere supremo. I santi si venerano, non si adorano. Nel dire che adoriamo la croce di Cristo, non intendiamo un'adorazione in senso assoluto, ma in senso relativo; quell'adorazione, cio, non si rivolge alla croce, ma a Cristo, Dio-uomo crocifisso.

Adulterio.

Infedelt ad una persona sposata, o peccato sessuale con una persona sposata. Nella Scrittura, il rapporto fra Dio e il suo Popolo spesso presentato nella forma di un'alleanza matrimoniale e l'infedelt del popolo a questa *alleanza chiamata adulterio o *prostituzione.

Adveniat.

Vedi *Caritas.

Affinit.

Rapporto familiare non dovuto a consanguineit ma alla parentela prodotta dal matrimonio di un consanguineo. Ad esempio: suoceri con genero o nuora, cognati.

Agape.

In greco, " carit ", non come *eros o *fila, ma come amore che proviene da Dio. Riunione fraterna della comunit delle origini impostata sul mangiare insieme fraternamente, generalmente in rapporto con l'Eucaristia. Si dice oggi di un banchetto nel quale predomina il senso di convivenza e di carit.

Agar.

Serva egiziana di *Sara. Abramo la prese come seconda moglie, secondo i costumi di quel tempo ed ella concep *Ismaele. I discendenti di Abramo e Agar sono detti ismaeliti, o agareni.

Agde.

Citt della Francia meridionale dove nel 506 si celebr un concilio non ecumenico presieduto da san Cesareo di Arles (, 542).

Agente di pastorale.

Membro della Chiesa che svolge specifiche funzioni volte ad incrementare il Regno di Dio: presbitero o altri ministri, religiosi, religiose, laici ai quali vengono assegnati compiti apostolici.

Aggeo.

In ebraico, " nato in giorno festivo ". Uno dei dodici profeti minori. Scrisse il libro che porta il suo nome. Intorno al 520 a.C. incit, con il profeta *Zaccaria, coloro che lavoravano alla ricostruzione del tempio dopo la cattivit di Babilonia.

Agiografia.

La vita e le opere dei santi, dal punto di vista letterario e scientifico. Un approccio critico e filologico fu introdotto da Jan van *Bolland nel sec. XVII.

Agiografo.

In greco, " scrittore sacro ". Si applica agli autori dei libri della *Bibbia. Viene chiamato cos anche chi scrive la biografia di un santo.

Agnello di Dio.

Quando *Giovanni Battista, presso il *Giordano dove stava battezzando, vide avvicinarsi Ges, disse: " Ecco l'agnello di Dio che toglie i peccati del mondo " (Gv 1,29 e 36). E uno dei simboli principali della *cristologia giovannea. In esso, all'immagine dell'*agnello pasquale (Es 12,1) si unisce quella del *Servo di Jhwh del Deutero-*Isaia (Is 53,4.7) che si offre come agnello sacrificato per i nostri peccati, agnello di espiazione (Lv 14). In aramaico, la stessa parola designa l'agnello e il servo. L'*Apocalisse utilizza questo titolo una trentina di volte: Cristo l'agnello immolato ma trionfante, redentore che ha vinto la morte (cf Ap 5,6.12; 13,8).

Agnello pasquale.

L'agnello che gli israeliti sacrificavano nel tempio il primo giorno della *pasqua come memoriale del sacrificio offerto prima della liberazione dall'Egitto, quando Dio, vedendo le case degli israeliti i cui stipiti e l'architrave erano segnati dal sangue dell'agnello, era " passato oltre ", risparmiando i loro primogeniti. L'agnello, al tempo del NT, era sgozzato nel tempio. I sacerdoti ne versavano il sangue presso l'altare e la carne era mangiata nella cena pasquale. L'agnello prefigurazione di Cristo, che Paolo chiama " nostra pasqua " (1 Cor 5,7).

Agnosticismo.

Atteggiamento di chi dichiara che non si pu affermare n negare l'esistenza di ci che trascendente (Dio, il soprannaturale, l'aldil).

Agostiniani.

Religiosi (vedi *Vita religiosa) che seguono la regola che sant'*Agostino scrisse per le monache. Gli ordini e le congregazioni maschili e femminili che seguono questa regola sono numerosi: eremitani di sant'Agostino, Agostiniani Scalzi, Canonici Regolari di sant'Agostino, Agostiniani Recolletti, Agostiniani Assunzionisti, ecc.

Le costituzioni di ognuna di esse adattano al proprio fine la norma e lo spirito a cui fanno riferimento.

Agostinismo.

La dottrina filosofico-teologica di sant'*Agostino e il suo spirito. Si caratterizza per la sua dimensione pi esistenzialista, attenta alla vita concreta. Guarda l'uomo nella sua totalit, non limitandosi, cio, alla sua essenza in una concezione pi astratta. Questa dottrina ha ritrovato importanza nel nostro tempo.

Agostino Aurelio, santo (354-430).

*Dottore della Chiesa. Il pi importante dei *Padri della Chiesa latina o occidentale. Nacque a Tagaste (oggi Algeria), figlio del pagano Patrizio e di santa Monica. Dopo una giovinezza dedita ai piaceri mondani e un periodo di appassionata ricerca della verit, per l'influsso della madre e l'incontro a Milano con sant'*Ambrogio, si convert al cattolicesimo nel 386. Fu ordinato *presbitero e poi eletto vescovo di Ippona. Grande pensatore e pastore della Chiesa, scrisse innumerevoli opere (pi di 600), tra le quali risaltano le Confessioni, il trattato sulla Trinit, l'Esposizione sui salmi, la Citt di Dio, il Commento al Vangelo di san Giovanni, ecc. Il suo pensiero filosofico-teologico di tipo *esistenzialista. Domina in lui il primato dell'amore. E l'autore pi citato dai documenti del concilio *Vaticano II, nei quali precede anche san Tommaso.

Agrapha.

In greco, " le cose non scritte ". Detti di Ges che non furono inclusi nei libri del Nuovo Testamento. Si trovano in libri che non appartengono al Canone, per esempio negli scritti di alcuni Padri della Chiesa.

Alba.

In latino, " bianca ". Lunga tunica bianca di lino, simbolo di purezza, che i chierici minori indossavano il sabato santo. Veniva portata anche dai battezzati per tutta la settimana dopo Pasqua, detta perci settimana in albis. Ora detta *camice.

Alberione, Giacomo (1884-1971).

Sacerdote italiano fondatore delle diverse congregazioni paoline, il cui apostolato rivolto in particolare all'uso dei mezzi di comunicazione sociale per la diffusione del Regno di Dio.

Albigesi.

Setta ereticale che aveva il proprio centro nella citt di Albi in Provenza. In nome della fedelt al Vangelo combattevano in modo sbagliato la corruzione della Chiesa e miravano alla rivoluzione sociale. San Domenico di Guzman esercit buona parte del suo apostolato lottando contro questi eretici. In questo suo sforzo concep la fondazione dell'Ordine dei Predicatori o *domenicani.

Alcuino di York (735-804).

Monaco di origine anglosassone, fu maestro e consigliere di Carlomagno, al quale ispir la riforma scolastica dell'impero e la creazione di una scuola e un'accademia palatine. Abate a Tours, fece dell'abbazia di Saint-Martin un focolaio culturale di straordinaria importanza: qui furono ricopiati con cura molti testi di autori pagani e cristiani dell'antichit.

Aldil.

Locuzione che si usa per esprimere le realt a cui si giunge dopo la morte. Di fatto, le realt cristiane definitive cominciano gi in questa vita, sebbene il modo di viverle varia in un modo che non possiamo nemmeno immaginare (cf 2 Cor 5,1-10; 12,1-4).

Alessandria.

Citt portuale dell'*Egitto sul Mediterraneo, fondata da *Alessandro Magno nel 331 a.C. Grande centro commerciale e culturale dell'antichit, la sua famosa biblioteca fu diverse volte incendiata e distrutta nel corso di vari assedi alla citt. Vi aveva sede una famosa scuola esegetica, prima ebraica e poi cristiana, caratterizzata dalla sua interpretazione allegorica, il cui rappresentante pi illustre fu *Origene. Nei sec. III-IV fu anche il centro di una importante scuola catechetica (san Panteno, san Clemente Alessandrino, Origene). Patria di sant'Atanasio, campione della lotta contro l'arianesimo.

Alessandrino.

Vedi *Codice.

Alessandro Magno.

Re della Macedonia (regione a nord dell'attuale Grecia), figlio di Filippo, nei brevi anni del suo regno (336-323 a.C.) conquist l'Asia minore e le terre degli antichi imperi dell'Asia sud-occidentale, giungendo fino all'India. Conquist Gerusalemme e tutta la Palestina. Cre l'ellenismo, cultura che dominer i tempi dell'Antico Testamento e i primi secoli del Nuovo.

Alfa e Omega.

Prima e ultima lettera dell'alfabeto greco. Si usano nella Scrittura per designare Cristo come il primo e l'ultimo, il principio e la fine di tutto. Nell'Antico Testamento sono attributo di Jhwh (cf Is 41,4; 44,6; 48,12; Ap 1,8; 21,6; 22,13). Nella liturgia della veglia pasquale (Sabato santo) si usa quest'immagine nella benedizione del cero pasquale.

Alfonso Maria de Liguori, santo (1696-1787).

Vescovo, *dottore della Chiesa. Dopo essersi distinto nel foro napoletano come avvocato, abbandon la professione per seguire la vocazione sacerdotale. Nel 1762, fu nominato *vescovo. Fond la congregazione del Santissimo Redentore o Redentoristi (1732), con il fine principale di dedicarsi alla predicazione di missioni popolari. Tra i rami della *teologia, seguendo il loro fondatore, i redentoristi si dedicano preferibilmente agli studi di morale nell'insegnamento e nelle pubblicazioni.

Alienazione.

Dal latino alienus = estraneo. Estraniazione a se stesso. Situazione nella quale l'individuo si trova interiormente diviso tra quello che dovrebbe essere o fare e quello che di fatto o realizza. Pu avvenire in forma cosciente o incosciente. Esempio di alienazione cosciente: la persona deve fare un lavoro con il quale non d'accordo; esempio di alienazione incosciente: quella dell'uomo dominato dalla propaganda.

Allh.

Nome con il quale il *Corano (2697 volte) e i *musulmani designano Dio. Etimologicamente significa " la divinit " o anche " Colui che sta in alto " ed un nome certamente preislamico, del periodo politeista. E usato anche da cristiani ed ebrei di lingua araba.

Alleanza.

Patto di amicizia. Nell'antichit, la vita dei popoli o trib si fondava sulle alleanze, come esigenza di sopravvivenza di fronte a nemici pi forti. L'alleanza di Dio con il suo popolo eletto, realizzata per mezzo di Mos sul Sinai, l'evento centrale dell'Antico Testamento e vi descritta secondo lo schema dei trattati che si stipulavano tra popoli diversi, vuoi di pari forza, vuoi l'uno superiore e l'altro inferiore, che rimaneva cos protetto.

Gli elementi delle alleanze erano: 1. Preambolo di presentazione del sovrano. 2. Prologo storico enunciante le gesta passate. 3. Clausole o condizioni imposte; si denominavano sempre parole (difesa, tributi, l'essere " amico dei suoi amici e nemico dei suoi nemici ", ecc.). 4. Due copie, che bisognava depositare nei santuari dei rispettivi di. 5. Realizzazione dell'alleanza davanti alla divinit (forze naturali divinizzate, cieli, terra, montagne...). 6. Enumerazione di maledizioni e benedizioni. Per i casi di rottura o di rispetto dell'alleanza. 7. Giuramento del vassallo riguardo al rispetto dell'alleanza. 8. Conclusione con un sacrificio (sacrificio di un animale, sangue, ecc.).

Tutti questi elementi si possono ritrovare nell'alleanza del Sinai (cf Es 19-20 e 24). I profeti faranno costantemente riferimento all'alleanza per richiamare il popolo e i re alla sua osservanza. Ges, nell'ultima cena, nell'istituire l'Eucaristia, fa riferimento al " sangue della nuova alleanza " (cf Lc 22,20).

Allegoria.

Metafora continuata (la metafora consiste nell'uso delle parole in senso figurato; ad esempio, la gamba del tavolo, i denti della sega). Espressione, discorso o racconto che ha, oltre al senso letterale, un significato pi profondo e nascosto. Nel linguaggio biblico, l'allegoria impiegata per esprimere delle realt sotto forma di immagini: Ges il buon pastore; la vite e noi siamo i tralci. Anche nella liturgia si usa questo linguaggio, ma quando se ne abusa si cade nell'allegorismo, degenerazione del simbolismo.

Alleluia.

Acclamazione liturgica, presa dall'ebraico, che significa " lodate il Signore ". E frequente nei salmi. Nella liturgia si usa come grido di esultanza. Non si usa in *Quaresima; molto frequente, invece, nel *Tempo pasquale.

Alma mater.

" Madre nutrice ". Espressione latina usata per designare l'universit in cui ci si formati.

Almuzia.

Vedi *Mozzetta.

Altare.

Ara o pietra destinata ai sacrifici. Per i cristiani , inoltre, la tavola del convito comunitario. L'altare si colloca nel presbiterio e deve essere al centro, non necessariamente geometrico, dell'attenzione. Si consiglia che sia di pietra, particolarmente quando deve essere dedicato o consacrato (Vedi *Dedicazione); negli altri casi, pu essere di un altro materiale opportuno. L'altare rappresenta Cristo. Per questo lo si onora (bacio, incenso...) e non vi si devono collocare degli oggetti qualunque; l'ideale che vi si pongano solo il libro da altare e gli elementi del sacrificio (CIC 1235-1239; OGMR 259-267; Pontificale).

AmarnaTell

El-Amarna c 5. Villaggio dell'Alto *Egitto tra Tebe e Menfi, sulla riva destra del Nilo, dove nel 1888 venne scoperto l'archivio del *faraone Amenofi IV (intorno al 1380-1360 a.C.) con numerose tavolette in caratteri cuneiformi, di grande importanza per la conoscenza della storia e, in generale, della cultura non solo di Egitto, ma anche di *Canaan. In questo archivio si contano numerose lettere di re di citt-stato della regione che successivamente *Israele avrebbe occupato. Questi re erano tributari del faraone. Le tavolette dell'archivio si trovano attualmente a Berlino.

Ambone.

Luogo sopraelevato dal quale si proclamano le letture o il salmo responsoriale. Da non confondere con il *pulpito.

Ambrogio, santo (340-397).

Uno dei pi illustri padri e dottori della Chiesa. Fu vescovo di Milano per volere del popolo. Afferm l'assoluta sovranit della Chiesa in campo religioso, lott contro le ingiustizie sociali, fu protagonista di missioni di pace, si oppose all'eresia ariana. Impose la penitenza anche all'imperatore Teodosio, dopo la strage di Tessalonica. Per riscattare cristiani caduti nelle mani dei barbari, vendette anche i vasi sacri delle chiese. La sua predicazione, di contenuto eminentemente biblico, valse a convertire *Agostino, che ricevette da lui il battesimo. Tra le sue opere, sono particolarmente importanti l'Hexaemeron e l'epistolario. Introdusse nella Chiesa occidentale il canto dei Salmi.

Amen.

Voce ebraica che significa " vero, certo ", passata nelle diverse lingue con leggere modificazioni. Esprime adesione, accordo, conferma di quello che si detto. Con questa acclamazione, il popolo ratifica normalmente ci che il presidente dell'assemblea o un altro ministro ha pronunciato.

Amicizia.

Affetto vicendevole tra due o pi persone, non dipendente da vincoli di sangue, ma da affinit spirituali. Si esplica nel reciproco aiuto, nell'intimit e nella partecipazione ai sentimenti e ai beni.

Amicus Plato, sed magis amica veritas.

" Amo Platone, ma amo di pi la verit ". Si usa per indicare che la verit al di sopra di ogni altra considerazione.

Amitto.

Indumento liturgico costituito da un rettangolo di lino con due nastri che copre le spalle e circonda il collo. Si lega sotto l'*alba (o camice).

Amministratore apostolico.

Prelato che, in modo simile al *vescovo, governa una chiesa particolare in nome del sommo pontefice per ragioni speciali e particolarmente gravi (cf CIC 371,2).

Amministratore diocesano.

Presbitero, che abbia compiuto i 35 anni di et, eletto a reggere la diocesi quando la sede episcopale vacante (cf CIC 421).

Amministratore parrocchiale.

Colui che, nominato dal vescovo diocesano, supplisce il parroco quando la parrocchia vacante o il parroco impedito nell'esercizio dell'ufficio pastorale (cf CIC 539).

Amorale.

Privo di moralit, che obbedisce pi a leggi pratiche che a leggi morali (diverso, quindi, da *immorale).

Amore.

Atteggiamento della persona, che costituisce la ragione intima della sua esistenza. Determina, pertanto, il destino che uno liberamente si sceglie e che, alla morte, stabilir la propria sorte definitiva. L'amore soprannaturale si chiama *carit ed infuso in noi dallo *Spirito Santo (cf Rm 5,5 e 1 Cor 13).

Ampolla.

Vaso dove si conservano gli *oli santi.

Ampolline.

Piccoli recipienti di diverse forme e materiali (vetro, metallo...) nei quali si portano all'*altare il vino e l'acqua per la celebrazione eucaristica.

Amuleto.

Oggetto che si porta appeso al collo o altrove al quale si attribuiscono superstiziosamente poteri o effetti soprannaturali (cf *Superstizione).

Anabattisti.

Dal greco, " ana-baptizo " = battezzo di nuovo. Seguaci della setta protestante che affermava la necessit di ribattezzare gli adulti. Dal nome del predicatore olandese Menno Simons (1492-1559), verranno poi detti mennoniti.

Anacoluto.

Il susseguirsi, senza legame sintattico, di due diverse costruzioni in uno stesso enunciato. E usato come procedimento stilistico per dare maggior forza al discorso o riprodurre l'immediatezza del linguaggio parlato. Lo si ritrova con frequenza negli scritti di san Paolo.

Anacoreta.

Chi vive ritirato dal mondo. Nei primi secoli del cristianesimo, molti si ritirarono a vivere in solitudine nei deserti medio-orientali in spirito di preghiera e di penitenza. Passarono alla vita cenobitica e monastica ad opera principalmente di Sant'Antonio abate.

Anafora.

Vedi *Preghiera eucaristica.

Anagogico.

Vedi *Senso biblico.

Analogia.

Somiglianza. In filosofia si chiamano termini analoghi quelli il cui senso o significato diverso secondo i casi, ma all'interno di una certa somiglianza. Termine analogo si contrappone a termine univoco, il cui significato sempre uguale e a termine equivoco, che ha due o pi significati diversi e senza rapporto tra loro. Vedi *Univoco.

Anamnesi.

Vedi *Messa. Parti. Liturgia eucaristica.

Anatema.

Nell'Antico Testamento ha vari significati: un voto fatto a Dio, ci che proibito per usi profani essendo stato consacrato a Dio, una condanna, una maledizione.

Scomunica decretata in modo particolarmente solenne. Nel Medio Evo fu anche chiamata " scomunica maggiore " e implicava, oltre alla privazione dei sacramenti, la separazione dai fedeli.

Anaw Anawim.

In ebraico, " il povero, i poveri ". Si impiega, soprattutto, per designare i cosiddetti poveri di Jhwh, che sono la gente umile normalmente carente di beni materiali, ma caratterizzata dal suo atteggiamento religioso fatto di rettitudine e di fiducia in Dio. Li si nomina in molto testi dell'Antico Testamento, come Sof 2,3; 3,11.15; Zc 9,9; Sal 18(17); 34(33); 103(102); 113(112); 89(88); 107(106)... Il Nuovo Testamento parla di loro in Lc 1,46-55 (il cantico di Maria); Mt 5,3-10; Lc 6,20-23 (beatitudini); Mt 11,25; Lc 10,21, ecc. e si incarnano in persone concrete come i pastori, Elisabetta, Anna, Simeone, e soprattutto Maria. Al di sopra di tutti, Ges stesso.

Anchieta, beato Jos de, S.J. (1534-1597).

Nacque a San Cristbal de la Laguna, Tenerife, Isole Canarie. Studi a Coimbra (Portogallo) e nel 1551 entr nella Compagnia di Ges. Nel 1553, fu inviato in Brasile, dove sarebbe rimasto per tutta la vita. Studi le lingue indigene e in particolare la principale tra queste, quella dei Tupi della costa del Brasile, per la quale compose una grammatica e un dizionario, canti e altre opere religiose, tra le quali spiccano i suoi " autos sacramentales ". Intervenne nella fondazione di citt nelle regioni di Sao Paulo e Espirito Santo per proteggere gli indios dai coloni. Il suo ricordo unito, tra l'altro, alle origini di Rio de Janeiro. Percorse le zone di Sao Vicente e tutta la zona dal nord (Olinda) al sud. Fu provinciale dell'Ordine e mand i primi missionari nel Paraguay. Reritiba, la citt dove mor, porta oggi il nome di Anchieta, nello stato di Espirito Santo. Instancabile nella difesa degli indios e nella predicazione del vangelo, si guadagn l'affetto dei nativi.

Ancira.

Ankara = Angora. Citt dell'*Asia Minore nella quale si celebrarono diversi concili non ecumenici, il pi importante dei quali fu nell'anno 1314.

Anello del pescatore.

Anello papale per sigillare i documenti, recante il nome del papa e l'immagine di san Pietro che getta le reti. Viene distrutto alla morte del papa. L'uso risale al sec. XIII.

Angelo.

Essere di natura spirituale. Gli angeli sono menzionati nell'Antico Testamento, anche se rare volte nei libri pi antichi, e pure nel Nuovo Testamento. Secondo Col 1,16 sono divisi in classi: Troni, Dominazioni, Principati, Potest... Angeli, Arcangeli, Cherubini, Serafini. Di alcuni di loro si fa il nome, in concreto degli arcangeli *Michele, *Raffaele e *Gabriele.

Anglicana, Chiesa.

Vedi *Protestantesimo.

Anglicani.

Gli appartenenti alla " Comunione Anglicana ", Chiesa ufficiale d'Inghilterra a carattere nazionale, nata dallo scisma di Enrico VIII e organizzata dalla regina Elisabetta I. Numerose divisioni nel suo seno hanno dato vita al sorgere di Chiese separate: presbiteriani, episcopaliani, metodisti, ecc.

Anima.

Nell'*antropologia greco-latina, la parte immateriale o spirituale dell'essere umano, la quale fa s che il corpo costituisca un'unit viva e intelligente. In questa concezione, l'anima costituisce la forma del corpo, e ne spiega cos facilmente la sopravvivenza, poich, mentre il corpo si corrompe, l'anima permane. L'antropologia ebraica non conosce questo dualismo anima-corpo, ma vede l'uomo come unit (monismo) con la doppia tendenza verso la spiritualit e verso la carnalit. Vedi *Dualismo.

Animismo.

Concezione e pratica antropologico-religiosa che venera le anime o spiriti. I popoli animisti non ritengono che il Dio supremo si interessi dell'uomo. Sentono vicine, invece, le anime, che influiscono nella loro vita in modo benefico o malefico.

Anna.

1. In ebraico, secondo alcuni, " Jhwh si impietosito "; secondo altri, " piena di grazia ". Nome della madre del profeta Samuele (cf 1 Sam 1,2 s). Gli apocrifi danno questo nome anche alla madre della Vergine Maria, bench nella Sacra Scrittura non sia menzionata.

2. Sommo sacerdote di Gerusalemme dal 6 al 15 d.C., godeva di un tale prestigio da essere sommo sacerdote di fatto anche dopo l'ascesa al pontificato di *Cifa, suo genero. In Lc 3 lo troviamo anteposto a Cifa. In Gv 18,13 Ges, dopo l'arresto, viene condotto prima da lui per essere interrogato.

Anno giubilare.

Vedi *Giubileo.

Anno liturgico.

E' l'ordinamento che la Chiesa fa del tempo lungo l'anno per celebrare i misteri del Signore. Comincia con la prima domenica di Avvento, quattro settimane prima di Natale. E diviso in tempi liturgici, che sono: Avvento. Comprende le quattro settimane che precedono il 25 dicembre. Durante questo tempo si guarda a Cristo " che viene " in vari sensi: a) Nella venuta storica, avvenuta duemila anni fa, si rivive la speranza di Israele. b) Nella sua venuta escatologica, quella che avverr alla fine dei tempi, riposta la nostra speranza attuale. Si segnalano a volte anche altre venute, come la venuta a ciascuno, per mezzo della grazia, e la venuta sacramentale, ma queste non sono tipiche dell'Avvento.

Natale ed Epifania. Dal 24 dicembre fino alla domenica che segue la festa dell'Epifania. Si celebra la presenza del Verbo incarnato e la sua manifestazione o Epifania. Nei riti occidentali si sottolinea il Natale; quelli orientali, invece, accentuano l'Epifania.

Quaresima. Significa " quarantena ". Sono i quaranta giorni che precedono la Pasqua. Comincia il mercoled delle ceneri. Il suo spirito preparare alla Pasqua con una rinascita spirituale. Particolare attenzione viene dedicata ai *catecumeni che verranno battezzati nella *veglia pasquale.

Tempo di Pasqua. Dalla domenica di Pasqua alla *Pentecoste, che ne il culmine cinquanta giorni dopo, numero simbolico di pienezza. Questi cinquanta giorni sono " come una grande domenica " nella quale si celebra nella gioia la risurrezione di Cristo.

Il nucleo dell'anno liturgico costituito dal *triduo pasquale, che comincia con la celebrazione vespertina del gioved santo, continua con la celebrazione della morte del Signore (venerd santo) e ha il suo culmine nella veglia pasquale. In questa veglia si celebra il passaggio dalla morte alla vita nuova del risorto. Se la Pasqua la celebrazione pi importante della Chiesa perch in essa la vittoria di Cristo definitiva ed apre una nuova e perenne dimensione dell'esistenza alla quale chiama anche noi.

Tempo durante l'anno, detto anche, meno propriamente, Tempo ordinario. Comprende le 33 o 34 settimane non incluse nei tempi gi menzionati detti anche " tempi forti ". Questo tempo diviso in due parti: alcune settimane (tra le cinque e le nove) collocate tra l'Epifania e la Quaresima, e il lungo tempo che va dalla Pentecoste all'Avvento. In esso si celebra il mistero pasquale del Signore senza una specificazione particolare.

E importante tener presente che, nonostante il ricordo dei diversi momenti storici della vita del Signore lungo l'anno, quello che la Chiesa celebra sempre il *mistero pasquale. Chi si rende presente nella celebrazione cristiana sempre il Cristo glorioso, che ora esiste senza i limiti di spazio e di tempo ai quali fu sottoposto durante la sua vita " storica ".

Nel corso dell'anno liturgico, principalmente durante il tempo ordinario, la Chiesa celebra anche la Santissima Vergine e gli altri santi. La ragion d'essere di queste memorie o celebrazioni sta nel loro essere incorporate al mistero pasquale: si celebra innanzi tutto ci che Dio ha fatto in loro e, al tempo stesso, ci vengono proposti come modelli nella sequela di Ges.

Anno sabbatico.

Come disposto dal *Levitico, ricorreva ogni sette anni presso gli antichi ebrei. Le leggi ad esso relative affermavano il dominio assoluto di Dio sulla terra. I campi, infatti, non si coltivavano (anche il suolo osserva il sabato) e i frutti spontanei rimanevano ai poveri. Si condonavano i debiti. Gli schiavi ebrei dovevano essere messi in libert (cf Es 21,2-6; 32,10-13; Dt 15,1-18; Lv 25,1-7.20-22).

Anno Santo.

Anno di pace e di perdono nella Chiesa cattolica, detto anche *giubileo. Indetto dal papa prima ogni cent'anni, poi ogni cinquanta, infine ogni venticinque.

Annunciazione, solennit.

Celebrazione dell'annuncio e della realizzazione dell'*Incarnazione del Verbo. Si celebra il 25 marzo, nove mesi prima della solennit di Natale. Alcune liturgie, come quella ispanica, la collocarono al 18 dicembre, nel tempo liturgico che prepara il Natale. Pur non essendo pi festa di precetto, liturgicamente ha il massimo grado di solennit.

Annunciazione.

L'annuncio di Dio a Maria per comunicarle che diventer madre del *Messia. San Luca presenta il fatto sotto forma di scena: l'angelo Gabriele le parla da parte di Dio ed ella d il suo libero consenso (cf Lc 1,26-38).

Anoma.

In greco, " senza legge ". Stato di assenza di norme che, lasciando l'uomo senza guida morale, determina una mancanza di controllo da parte sua e una disordinata liberazione dei suoi desideri.

Anselmo di Aosta (1035-1109).

Santo e *dottore della Chiesa. Nato ad Aosta, fu dapprima monaco e dal 1093 arcivescovo di Canterbury. Grande pensatore, si sforz di realizzare profondamente il principio agostiniano: " Credo ut intelligam ", cio, credo per poter comprendere. Importante il suo sforzo di armonizzare la fede con la filosofia. Fra i suoi trattati, risaltano il Monologion, il Proslogion, Cur Deus homo?, ecc. E famoso il suo argomento *ontologico per dimostrare l'esistenza di Dio.

Anticlericale.

Opposto al *clero. In quanto opposto ai rappresentanti di Dio o della Chiesa, un atteggiamento contrario alla religione. Altra cosa sarebbe l'anticlericalismo (vedi *Clericalismo) ovvero opposizione all'ingerenza o al predominio del clero in ambiti che non gli spettano.

Antico Testamento.

Vedi *Bibbia.

Anticristo.

Misterioso personaggio che si oppone a Cristo, o anche le potenze che si oppongono a Cristo e alla sua opera. Compare nelle lettere di san Giovanni (1 Gv 2,18 e 22; 4,3; 2 Gv 7). Verr in seguito usato nella letteratura e nella predicazione cristiana.

Antiochia di Pisidia.

Citt situata al centro dell'Asia Minore, visitata da Paolo e Barnaba durante il primo viaggio missionario. Due o tre anni dopo, Paolo vi ritorn durante il secondo viaggio (cf At 13,14.52 e 14,24).

Antiochia di Siria.

La pi famosa di sedici citt portanti questo nome, fondate da Seleuco I in onore del padre. Citt cosmopolita, sulla riva del fiume Oronte, aveva un suo porto di mare. Quando la Siria divenne provincia romana, ne fu la capitale. Terza citt per grandezza dell'impero, era rinomata per la sua cultura. Molti cristiani vi si rifugiarono dopo la morte di Stefano. Qui i seguaci di Cristo furono chiamati per la prima volta " cristiani ". Paolo e Barnaba vi predicarono per pi di un anno e, per lungo tempo, la Chiesa antiochena fu seconda solo a quella di Gerusalemme. Vi si tennero numerosi concili ecumenici. L'antica citt venne rasa al suolo da un terremoto nel 526 (cfr. At 11,19-26; 13,1; 15,35).

Antipapa.

Chi, senza essere stato legittimamente eletto, pretende di essere considerato papa. Nella storia della Chiesa vi sono stati numerosi casi di antipapi.

Antisemitismo.

Ostilit nei confronti degli ebrei, condannata dal concilio Vaticano II con il decreto Nostra Aetate, che ribadisce il patrimonio comune tra cristiani ed ebrei. La storia dell'antisemitismo antica: lo si registra gi, nel sec. V a.C., contro le comunit della diaspora, accusate di " ateismo e di disprezzo del genere umano " a causa del loro monoteismo. Nell'impero romano, la propaganda antisemita finir per coinvolgere anche i cristiani. Questo determiner la fine del giudeocristianesimo e la nascita di un " antisemitismo cristiano ", spesso colpevole di complicit e connivenze con le persecuzioni verificatesi in diverse parti d'Europa nel corso dei secoli. L'apice dell'antisemitismo si ebbe nella tragedia immane dell'*Olocausto, durante la seconda guerra mondiale.

Antonio di Padova

santo (c. 1190-1231). Nacque a Lisbona, studi a Coimbra, entr nei canonici regolari di sant'Agostino e, nel 1220, si fece francescano. Esercit un'enorme influenza come predicatore e confessore. Dal 1226, si stabil a Padova (dove conservato il suo corpo) e predic contro la corruzione di civili ed ecclesiastici. Gregorio IX lo canonizz un anno dopo la sua morte. Pio XII lo dichiar dottore nel 1946.

Antropocentrismo.

Tendenza a considerare l'uomo (anthropos in greco) al centro della visione e della finalit dell'universo, ovvero di un tema particolare.

Antropofago.

Vedi *Cannibale.

Antropologia.

Dal greco " trattato o discorso sull'uomo ". Scienza che studia l'uomo nei suoi caratteri specifici e nei rapporti con il resto della natura. Poich sono molti gli aspetti a partire dai quali si possono fare studi sull'uomo, si suole parlare al plurale di scienze antropologiche. Sono chiamate anche scienze umane. Tra queste citiamo, ad esempio, la psicologia, la sociologia, la paleontologia...

Antropomorfismo.

L'attribuire a Dio modi di essere o qualit che sono proprie dell'uomo. Cos, gli si attribuiscono memoria, ira, pentimento, volto, mani, ecc. E frequente nell'Antico Testamento, anche se in non pochi passi si indica che Dio non come l'uomo. Di fatto, l'uomo ha una grande difficolt ad esprimere ci che proprio a Dio se non nelle immagini della propria esperienza.

Apacheta

(pr. apaceta).Vedi *Huaca.

Apocalisse.

Trascrizione di una parola greca, significa " rivelazione ". E il nome dell'ultimo libro della Bibbia, scritto verso l'anno 95. Non certo che l'autore, Giovanni, sia lo stesso Giovanni autore del quarto Vangelo e delle Lettere.

Apocalittico.

Genere letterario fiorito tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C. Descrive la storia per mezzo di immagini simboliche e si muove in visioni grandiose relative soprattutto ai tempi finali, nei quali vede la vittoria di Dio e dei buoni, mentre i malvagi sono sconfitti e condannati. Esistono visioni apocalittiche in alcuni libri dell'Antico Testamento (ad esempio in Ezechiele, Daniele, Zaccaria, Giona), cos come nel Nuovo (discorso sulla fine dei tempi in Mc 13 e paralleli; 2 Ts). Il tipico libro apocalittico l'Apocalisse di Giovanni. Esistono anche numerosi libri apocalittici al di fuori della *Bibbia.

Apocatstasi.

In greco, " riduzione allo stato primitivo ". Dottrina secondo la quale tutti gli angeli e gli uomini condannati, alla fine, purificati dal fuoco e pentiti, torneranno all'amicizia con Dio, in modo che " Dio sia tutto in tutti ", secondo 1 Cor 15,38. Fu difesa da *Origene ed stata respinta da diversi papi. Equivalente il significato di *palingenesi o " rigenerazione ".

Apocrifi.

Letteralmente " occulti ". Si chiamano cos quei libri che alcuni tentarono di introdurre nel *canone della Sacra Scrittura e che non vennero ammessi dalla Chiesa.

Apodittico.

Affermazione o argomento evidente, che non ha bisogno di essere dimostrato.

Apofatica.

Viene detta cos la *teologia che parla di Dio negando i limiti, vale a dire risalendo da ci che conosciamo, che limitato, all'essere totalmente positivo e trascendente. Cos, Dio infinito (non-finito), immortale, immateriale, ecc.

Apollo.

Cristiano proveniente dal giudaismo, buon oratore, che si dedic con entusiasmo alla predicazione del cristianesimo. A Corinto, quando i fedeli si divisero in fazioni, alcuni si sentivano discepoli di Apollo mentre altri si dicevano di Paolo, di Cefa o di Cristo. San Paolo respinge questa deformazione della fede (cf 1 Cor 1,12s; 3,4s).

Apologia.

Espressione o ragionamento in difesa o giustificazione. E famosa quella che san Giustino, verso l'anno 150 dell'*era cristiana, scrisse, rivolto all'imperatore Antonino Pio, in difesa del cristianesimo.

Apostasia.

Dal greco, apo = fuori, e histemis = collocarsi. Il ripudio totale della fede cristiana (chi passa ad un'altra confessione cristiana viene detto scismatico o eretico, non apostata cf CIC 751). E sempre stato considerato come uno dei peccati pi gravi.

Apostolato.

Missione degli *apostoli. Impegno di ogni cristiano di testimonianza del Vangelo.

Apostoli. Dal greco, apstolos = mandato, inviato. I dodici principali discepoli di Ges, testimoni della sua vita pubblica e della sua risurrezione, che da lui ricevettero il compito di predicare il Vangelo, scacciare gli spiriti immondi e guarire ogni malattia e infermit. Su di essi scese lo Spirito Santo nella Pentecoste (At 2). Essi sono: Simone detto Pietro e Andrea, figli di Giona; Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo; Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo minore figlio di Alfeo; Giuda di Giacomo, detto Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda Iscariota (Mt 10,1-4; Mc 3,13-19; Lc 6,13-16; At 13). Negli *Atti degli Apostoli, governano collegialmente la comunit di Gerusalemme. Giuda Iscariota stato sostituito da Mattia. Paolo anch'egli apostolo, avendo ricevuto il mandato della predicazione direttamente da Ges.

Apostolicam actuositatem.

Vedi *Vaticano. Concilio Vaticano II, Documenti.

Apostolicit.

Conformit alla dottrina degli *apostoli. E uno dei caratteri principali della Chiesa, come proclamato dal *Credo.

Aquila.

Pagano della prima met del secolo II, convertitosi prima al cristianesimo e poi al giudaismo. Autore di una traduzione dell'Antico Testamento dall'ebraico al greco. Questa traduzione cos letterale che la si pu qualificare servile " non retrocedendo davanti ad assurdit e controsensi " (Haag-Born-Ausejo, DB).

Aquinate.

San *Tommaso d'Aquino.

Aquisgrana.

Citt della Germania occidentale, nel nord della Westfalia, che fu capitale dell'impero carolingio. Vi si tennero parecchi concili.

Aramaico.

Lingua parlata nella Palestina del I secolo, derivata dall'ebraico antico.

Ebbe grande diffusione nell'Asia anteriore. Sopraffatta dall'arabo, sopravvive oggi in qualche villaggio in Siria e presso i siro-caldei.

Arausicano.

Della citt francese di *Orange, nella quale si celebrarono importanti sinodi e due concili (non ecumenici).

Arbitrio.

Capacit di decidere e di giudicare. Il libero arbitrio la facolt di scegliere tra il bene ed il male: si tratta di una libert imperfetta, poich la libert perfetta consiste nello scegliere volontariamente il bene.

Arca dell'alleanza.

Cofano sacro di legno d'acacia ricoperto di lamine d'oro, fatto elaborare da Mos al tempo del pellegrinaggio nel deserto. Nella parte superiore vi erano due cherubini, uno di fronte all'altro. Da quella parte superiore, tra i due cherubini, detta propiziatorio, Dio parlava a Mos. L'arca era il segno della presenza di Dio. In essa si conservavano le *tavole della legge, espressione dell'alleanza, un vaso d'oro pieno di manna e la verga di Aronne. Era al centro del luogo di culto, gi durante il pellegrinaggio nel deserto. Scomparve al tempo della distruzione del tempio con la conquista di Gerusalemme da parte degli assiri.

Arcangelo.

Vedi *Angelo.

Arcano.

Segreto. Nell'antichit cristiana vigeva la " disciplina dell'arcano ", in virt della quale non si facevano conoscere ai pagani aspetti o verit della fede che non erano in condizione di capire (ad esempio, l'Eucaristia). Anche ai *neofiti si rivelavano poco a poco.

Archeologia.

Da arkaios = antico e logos = trattato. Scienza ausiliare della Storia, che aiuta a conoscere il passato per mezzo di monumenti, resti di edifici, o altri oggetti che vengono scoperti. Questa scienza ha un'importante applicazione negli studi biblici e, in generale, in quanto riguarda i primi tempi del cristianesimo.

Archimandrita.

Dal greco, arco = comandare, e mandra = monastero. Nella Chiesa d'Oriente, superiore di un monastero.

Archidiocesi.

Diocesi a capo di un insieme che forma una provincia ecclesiastica. Mentre le *diocesi sono rette da un vescovo, le archidiocesi lo sono da un arcivescovo.

Arciprete.

Vedi *Vicario foraneo.

Arcivescovo.

E il vescovo che regge un'*archidiocesi. Viene detto anche *metropolita. Non ha giurisdizione che sulla propria diocesi e solo in casi eccezionali pu intervenire nelle altre diocesi della provincia ecclesiastica, denominate *suffraganee (cf CIC 435-436).

Areopago.

Collina situata nell'*acropoli di Atene. Il nome indicava anche il supremo tribunale della citt, che un tempo si riuniva l. Negli Atti degli Apostoli si cita l'areopago per un famoso discorso tenutovi da san Paolo (cf At 17,19-31). L'ambiguit del nome non permette di stabilire con certezza se Paolo sia stato condotto sulla collina, in luogo appartato, o davanti alla corte.

Arianesimo.

Dottrina eretica sostenuta da Ario (, 336), presbitero di Alessandria, secondo la quale la seconda Persona della Trinit non Dio per essenza, ma una creatura, la prima, cos intimamente unita a Dio che il Padre la adotta come figlio. L'arianesimo fu condannato nel primo Concilio ecumenico, celebrato a Nicea nel 325.

Arimatea.

Citt natale di Giuseppe, il membro del *Sinedrio che chiese a Pilato il corpo di Ges per seppellirlo. Si trovava probabilmente a nord-est di Gerusalemme.

Aristotele (384-322 a.C.).

Filosofo greco, discepolo di Platone. A fronte dell'idealismo e dualismo di questi, Aristotele realista. San Tommaso lo segue chiamandolo semplicemente " il filosofo ".

Armaghedn.

In ebraico, " montagna di Meghiddo ". Tante furono le battaglie che si svolsero a Meghiddo che l'*Apocalisse situa simbolicamente in Armaghedn l'ultima battaglia contro Dio, della quale saranno protagonisti tre spiriti demoniaci, che sono sconfitti (Ap 16,13-16). I *Testimoni di Geova definiscono Armaghedn quello che noi chiamiamo giudizio finale. Vedi *Meghiddo.

Arnauld Angelica

(1591-1661). Badessa di *Port-Royal, una delle figure pi significative del *giansenismo.

Arnauld Antonio

(1560-1619). Consigliere di stato con Enrico IV di Francia. Riform il monastero di *Port-Royal, centro del *giansenismo.

Aronne.

Fratello maggiore di Mos. Poich Mos non era un buon parlatore, Dio gli assegn suo fratello perch lo accompagnasse e fosse lui a trasmettere i messaggi al faraone e al popolo; Aronne sar anche il primo sommo sacerdote e i suoi figli la famiglia sacerdotale (cf Es 4,10-17; 27-31; 5,1-5; 28,1; 39,41; Nm 18,1-7.20).

Arte.

Esiste una profonda relazione tra arte e esperienzaespressione religiosa. Per mezzo dell'arte (musica, pittura, scultura, architettura, poesia, letteratura) l'uomo esprime esperienze intime, che non sono traducibili nel linguaggio razionale; l'arte un linguaggio simbolico (vedi *Simbolo). Le realt religiose sfuggono al linguaggio della ragione, tanto nei sentimenti che suscitano, quanto nella proiezione verso il mondo di realt trascendenti. Per questo il senso religioso porta in ogni epoca l'uomo all'espressione artistica. Ges stesso impieg l'arte: cant i salmi, present i suoi insegnamenti in parole piene di poesia: paragoni con l'erba e con i gigli del campo, parabole di impareggiabile bellezza. Mos proib che la divinit fosse rappresentata in immagini per evitare il rischio del politeismo, ma utilizz la bellezza plastica (arca dell'Alleanza, per es.), il canto, la poesia. La storia della Chiesa mostra, in tutte le epoche, che l'arte intrinsecamente legata all'espressione religiosa.

Ascensione.

Salita di Ges risorto al cielo in anima e corpo. Anche se parliamo con un linguaggio di localizzazione, non si tratta propriamente di uno spostamento locale, ma di un cambiamento nel modo di essere. In realt, l'ascensione coincide con la *risurrezione: Cristo entra nella nuova dimensione dell'esistere, non pi soggetto alle leggi del tempo e dello spazio. Vive nella gloria con il Padre.

Ascesi.

In greco, " esercizio, rinuncia ". L'ascesi cristiana rinuncia a se stessi e alle cose del mondo, nell'umilt e nella meditazione, per aderire a Cristo.

Aseit.

Termine della filosofia scolastica usato per definire la propriet esclusiva di Dio che ha in s la ragione della propria esistenza.

Ashram.

Centro di spiritualit ind paragonabile agli antichi monasteri nel cristianesimo e alla loro influenza religiosa.

Asia Minore.

Regione occidentale dell'Asia che costituisce la penisola anatolica, oggi Turchia. A parte i riferimenti nell'Antico Testamento, molte delle sue citt sono citate negli

Atti degli Apostoli, in varie lettere e nell'Apocalisse, rivolta " alle sette Chiese che sono in Asia " (Ap 1,4): Efeso, Pergamo, Smirne, Tiatira, Sardi, Filadelfia e Laodicea.

Asmonei.

Nome con il quale, a partire da *Giuseppe Flavio, si designa la dinastia dei *Maccabei.

Aspersorio.

Strumento liturgico con il quale si asperge l'acqua benedetta nella benedizione di persone o cose (processioni, *esequie, ecc.). E composto da una sfera cava e bucherellata e da un manico. E anche detto asperges, dalle parole del Salmo 50: " Asperges me hyssopo, et mundabor " = " Purificami con issopo e sar mondo ". Anticamente, l'aspersione rituale veniva fatta con un ramoscello d'*issopo.

ASS.

Vedi *AAS.

Assemblea.

Nella Bibbia e nella liturgia, il popolo di Dio riunito. Si tratta di un elemento fondamentale: Dio si sceglie un popolo; in funzione di questo popolo, sono scelti i personaggi che svolgono funzioni importanti, come Abramo, Mos, i profeti. La salvezza si realizza dentro quel popolo, che oggi la Chiesa, sebbene l'appartenenza alla Chiesa non sia esclusivit di coloro che appartengono all'istituzione ecclesiale. Non esiste propriamente assemblea se non quando l'insieme delle persone riunite animato da un comune spirito di fratellanza. Questa comunione (carit) la ragione per la quale l'assemblea e lo spirito assembleare sono cos importanti e imprescindibili nei membri del popolo di Dio e particolarmente nel culto.

Assiri.

Abitanti dell'*Assiria. Furono un popolo attivo e bellicoso. I monumenti culturali che produssero denotano l'influenza dei babilonesi, popolo situato pi a sud e culturalmente pi sviluppato.

Assiria.

La parte settentrionale della *Mesopotamia.

Assistente ecclesiastico.

Sacerdote designato dall'autorit ecclesiastica per rappresentarla nelle associazioni cattoliche e per promuovervi la formazione religiosa dei membri (Azione Cattolica, ecc.). Il fine di queste designazioni sta nel lasciare la responsabilit di direzione ai laici, assicurando al tempo stesso la necessaria base dottrinale al gruppo. Per questo l'assistente sempre un presbitero.

Assoluzione sacramentale.

Atto per mezzo del quale, nel sacramento della riconciliazione o penitenza, il ministro sacerdote, in nome di Dio e della Chiesa, concede il perdono dei peccati. Nell'attuale rito romano, la formula, nella sua parte essenziale, : " Ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen ".

Assuero.

Trascrizione della forma ebraica del nome persiano Kshajarsha, in greco Xerss. Vedi *Serse.

Assunzione.

La salita della Vergine Maria al cielo in anima e corpo. Si differenzia da *ascensione nel fatto che in questa Cristo sale, mentre nell'assunzione Maria " assunta ", senza dimenticare che questi termini rispondono al nostro modo di immaginare ci che si riferisce all'aldil. Il dogma dell'assunzione di Maria stato proclamato da Pio XII nell'*Anno Santo 1950.

Astarte.

Dea dell'amore e della fertilit in numerosi popoli del medio Oriente; per i Greci sar Afrodite, per i babilonesi e gli assiri Ishtar.

Astete Gaspar

(1537-1601). Con Jeronimo de Ripalda (1535-1618), ambedue gesuiti, sono gli autori di due *catechismi con caratteristiche simili: brevi, sotto forma di domanda e risposta, seguono l'ordine introdotto da Bellarmino (credo, preghiera, comandamenti e sacramenti), invece di collocare i sacramenti, con una disposizione pi indovinata, immediatamente dopo il dogma: molto dottrinari ed astratti, a mo' di piccoli riassunti di trattati teologici; poco kerigmatici e senza riferimenti alla Bibbia; fortemente moralizzanti. Sono concepiti secondo una metodologia prevalentemente mnemonica. Anche se composti prima, furono pubblicanti nel 1591 (Ripalda) e 1599 (Astete). Con pi di 600 edizioni ciascuno (alcuni ne indicano pi di 1000 per quello di Astete), sono stati impiegati quasi in esclusiva fino alla met del secolo XX in Spagna e in altri paesi di lingua spagnola e tradotti in diverse lingue.

Astinenza.

Atto di penitenza che consiste nell'astenersi dal mangiare carni o altro cibo secondo le disposizioni della *Conferenza Episcopale (CIC 1251).

Astrologia.

Scienza che pretende di predire il futuro per mezzo dello studio degli astri. E sorprendente come, nonostante sia priva di qualsiasi fondamento, vi siano stati governanti (Napoleone, Hitler, Reagan...) appassionati di astrologia (cf C. Vidal, DSO-VD).

Atarassia.

Dal greco, " senza turbamento ", imperturbabilit. Stato dello spirito che ha raggiunto la pace e l'imperturbabilit delle facolt umane. Fu l'ideale di scuole filosofiche come quella di Epicuro (ca. 341-270 a.C.) e di correnti ascetiche, principalmente orientali, come introduzione alla contemplazione.

Ateismo.

Negazione dell'esistenza di Dio. E teorico, se tenta di giustificare razionalmente tale posizione; e pratico quando, senza ragionare su questa scelta, si vive come se Dio non esistesse.

Atene.

Capitale dell'antica Attica e della *Grecia attuale. Fu il centro culturale dell'antichit soprattutto fino al secolo IV a.C. Attualmente ha circa due milioni di abitanti.

Ateo.

Chi professa l'*ateismo.

Athos Monte.

Piccola repubblica monastica nella penisola calcidica, in Grecia. Misura circa 340 kmq. Vi si trovano diverse comunit di monaci ortodossi dell'ordine di san Basilio e importanti manoscritti. Il monastero pi antico risale al 962.

Atrio.

Spazio scoperto, spesso circondato da portici, che sta davanti a certi edifici. Alcuni templi lo possiedono.

Atteggiamento.

La disposizione della persona che costituisce il suo modo di essere, espresso nel modo abituale di pensare, valutare e operare. E composto dall'aspetto conoscitivo, affettivo-valutativo e volitivo-operativo. E " un sistema durevole di valutazioni positive o negative, di sentimenti ed emozioni e di tendenze ad operare in modo favorevole o contrario, rispetto a una determinata situazione di vita " (Krech, Crutchfield e Ballachey). Viene ad essere la concretizzazione dell'*opzione fondamentale e esprime il valore intrinseco della persona. Il concetto molto vicino a ci che la morale classica denomina abito, che quando buono si chiama *virt e, quando cattivo, *vizio. L'atteggiamento e la scelta fondamentale, per, mettono in rilievo l'unit della persona, in modo pi forte di quanto si suppone generalmente nel parlare di abito (cf E. Alberich, Cat. y praxis ecl., 95-96; M. Vidal, PCEC-VD, 38, 40).

Atti degli Apostoli.

Libro del NT, scritto da *Luca come continuazione o seconda parte del suo Vangelo, tra l'80 e il 90 o 95. In effetti, At riprende il racconto dell'*Ascensione, con cui termina Lc e, soprattutto, in At si mostra la realizzazione delle parole di Ges in Lc 24,47-48. At 1,8 un po' il programma della Chiesa e il piano che sviluppa il libro: la predicazione della *buona novella a *Gerusalemme, in *Samaria e fino agli estremi confini del mondo. Per questo comincia a Gerusalemme e ha il suo culmine nella predicazione evangelica nella capitale dell'impero. Narra l'attivit degli *apostoli e dei loro collaboratori, concentrandosi prima su *Pietro e poi su *Paolo, che l'autore accompagn in gran parte dei suoi viaggi (vedi *Sezioni " noi "). Non una storia della Chiesa primitiva, ma un'opera unica nel suo genere, vicino a quello del *vangelo.

Atti di Pietro di Tommaso, ecc.

Vedi *Apocrifi.

Attrizione.

Dolore per aver peccato, provocato non dall'aver offeso Dio, ma dal timore del castigo. Anche se a volte si detto che, con il sacramento, basta per restituire lo stato di grazia, questo dolore non sufficiente per ottenere il perdono, che implica sempre un ritorno all'amicizia con Dio. Pu essere, invece, un inizio che conduce alla *contrizione o dolore " perfetto " (sarebbe meglio dire " corretto "), quando ci si accosta al sacramento entrando nella sua vera dinamica.

Aurea mediocritas.

" Aurea mediocrit ". Espressione latina, tratta da Orazio, con la quale si indica che da preferirsi una vita non brillante alle preoccupazioni dell'ambizione. Gli si d a volte un senso positivo (mancanza di ambizione) e a volte un senso negativo (mediocrit o assenza di ideali per pigrizia).

Aureola.

Vedi *Nimbo.

Autocefala.

Ognuna delle Chiese che, conservando la tradizione comune, si costituisce in modo indipendente da Roma o da altra sede centrale. In Oriente, la Chiesa *Ortodossa formata da diverse chiese nazionali autocefale, non solo separate da Roma, ma anche tra di loro. Ognuna di esse ha un proprio primate o *patriarca. Al *Patriarcato di *Costantinopoli viene riconosciuto un primato onorifico, ma non giuridico-amministrativo.

Autodaf.

Seduta o cerimonia nella quale si realizzava la sentenza del tribunale dell'*Inquisizione. Spesso comportava l'esecuzione delle condanne al rogo.

Autosacramental.

Opera letteraria teatrale di genere drammatico che ha come sfondo della sua trama e della sua azione alcune delle verit del cristianesimo o qualche fatto della sua storia, presentati nel loro profilo dottrinale. Sono tipici della letteratura spagnola dell'Et dell'Oro. Calderon de la Barca ne il massimo rappresentante.

Ave, Caesar, morituri te salutant.

Espressione latina = " Salve, Cesare, quelli che vanno a morire ti salutano ". Lo pronunciavano i gladiatori di Roma quando salutavano l'imperatore prima di cominciare il combattimento.

Avignone.

Citt del sud della Francia nella quale risiedettero i papi dal 1305 al 1378, periodo che si suole chiamare la " cattivit avignonese ".

Avventismo-Avventisti.

Fenomeno relativo a numerose sette che, partendo da dati biblici o da calcoli di altra indole, pretendono di fissare la data della seconda venuta di Cristo (adventus = venuta) o della fine del mondo. Questi tentativi sono stati molteplici in passato e lo sono tuttora. Ad esempio, gli *Avventisti del settimo giorno, i *Testimoni di Geova, ecc. Quando giunge la data prevista e la profezia non si compie, ne stabiliscono un'altra e cos di seguito.

Avventisti del settimo giorno.

Una delle pi numerose sette *avventiste. Il suo fondatore, William Miller, annunci che la fine del mondo sarebbe avvenuta nel 1843, 1844... Poi nel 1854, 1873. Principale promotore della setta fu Ellen White, i cui scritti sono considerati dagli adepti alla stregua della Bibbia stessa. La sua dottrina coincide in gran parte con quella dei Testimoni di Geova. Negano l'immortalit dell'anima, osservano il sabato, professano una forte avversione per la Chiesa cattolica e le Chiese protestanti, bench cerchino di farsi riconoscere come una delle Chiese protestanti e di entrare a far parte degli organismi ecumenici.

Avvento.

Vedi *Anno liturgico.

Axiologia.

Scienza o teoria dei *valori.

Azevedo, beato Ignacio de

(1528-1570). Nato a Oporto, Portogallo. *Gesuita, dopo aver presentato a Roma la relazione sul suo viaggio di ricognizione in Brasile, vi fu di nuovo mandato da san *Francesco Borgia con 30 missionari. Presso le isole Canarie, Jacques Sourie, *ugonotto francese, attacc la nave sulla quale viaggiavano e tutti i missionari furono assassinati (cf DCB).

Azione Cattolica.

Associazione di cattolici che, nel proprio ambiente, partecipano attivamente alla missione apostolica della Chiesa. Nasce nel 1924, su iniziativa di Joseph Cardijn, sacerdote belga figlio di operaio. Gli operai devono essere preferibilmente evangelizzati da altri operai. Egli comincia con i giovani, adottando il metodo vedere, giudicare, agire, che poi diventer classico, adattato particolarmente alla mentalit concreta dell'operaio. Vennero poi i settori giovanili, studenteschi, degli adulti... in seguito riuniti in un'unica associazione, pur mantenendosi distinti. Nell'*Enciclica Quadragesimo anno, 1931 (vedi *Dottrina sociale della Chiesa), Pio XI elogia l'iniziativa e la consacra, indicando che ogni classe o ambiente deve essere evangelizzato dai propri membri, perch essi conoscono i destinatari. Al di l della necessit di trovare collaboratori ad un clero troppo scarso, si comprese pi tardi che l'impegno pastorale dei laici non solo una " strategia ", ma piuttosto un'esigenza dell'essere cristiano.

Azione di grazie.

E un tipo di preghiera il cui contenuto la gratitudine a Dio (o ai santi) per i benefici ricevuti.

Azione pastorale.

Insieme di attivit che hanno per fine il compimento della missione della Chiesa, vale a dire l'instaurazione del Regno di Dio. Sebbene il termine pastorale si riferisca in modo esplicito ai " pastori " della Chiesa, l'azione pastorale spetta ad ogni cristiano.

Azzimi.

Pani privi di lievito. In Israele si usavano nei sacrifici, nei quali non era ammesso il pane fermentato. Azzimi erano i pani che si mangiavano durante i sette giorni della Pasqua. Per questo il pane che Ges adoper per istituire l'Eucaristia era azzimo. Attualmente, nel rito romano si usa pane azzimo per l'Eucaristia; le Chiese orientali (anche quella cattolica) usano pane fermentato, cio come quello che si mangia normalmente.

B

Baal.

In ebraico, " signore ". Nome generico di divinit maschile usato dagli antichi popoli semiti, tra l'altro nella terra di Canaan, dove era cos chiamato il dio della fertilit, venerato in " luoghi elevati " e spesso considerato possessore del sole. Nella Bibbia lo si trova a volte citato in coppia con *Astarte; i loro nomi sono anche usati al plurale (cf Gdc 2,11-13).

Babele.

Equivalente a *Babilonia.

Babilonia.

Designa tanto la capitale che il paese con lo stesso nome. Vi furono deportati un gran numero degli abitanti del regno di Giuda quando, nell'anno 587, Gerusalemme venne conquistata e distrutta da *Nabucodonosor.

Baccanali.

Il termine deriva da Bacco, il dio romano corrispondente al Dioniso della mitologia greca. In origine, si trattava di feste oneste, ma poi (all'inizio del sec. II a.C.) degenerarono a Roma in sedute segrete e notturne di un culto orgiastico. Ad esse partecipavano uomini e donne di ogni et, schiavi e liberi di diversa estrazione sociale. Con il pretesto della comunicazione con gli dei, cercavano esperienze strane in mezzo alla promiscuit sessuale, al vino e ad ogni eccesso. Il senato proib questi riti, non tanto per ragioni morali, quanto perch questo mescolarsi di gente di ogni genere turbava l'ordine sociale di Roma: non solo gli schiavi, ma anche le donne cercavano la liberazione, rispettivamente dai loro padroni e dai loro mariti.

Bcolo.

Bastone ricurvo. Usato dai pastori per condurre il gregge, diventato simbolo del ministero pastorale pi significativo: quello del vescovo. Vedi *Pastorale.

Baden Powell.

Vedi *Scautismo.

Baldacchino.

Il nome deriva da Baldacco, antico nome di Bagdad, da cui provenivano stoffe preziose. Indica un ricco drappo sostenuto da aste e ornato di frange, usato per riparo e ornamento portatile (processione del SS. Sacramento) o stabile (altare, seggio). Il termine a volte usato come sinonimo di *ciborio.

Baldassar.

Ultimo re arameo di Babilonia. Mentre celebrava un banchetto-orgia, nel quale usavano i vasi sacri asportati dal *tempio di *Gerusalemme, una mano misteriosa scrisse delle parole che *Daniele gli interpret come preannuncio della fine del suo regno. Quella stessa notte, il re dei Medi, Dario, conquist Babilonia. Baldassar venne assassinato.

Balmes, Jaime (1810-1848).

Filosofo spagnolo, nato a Vich (Barcellona), sacerdote che nella sua breve vita realizz un enorme lavoro nella diffusione del pensiero. Genialmente intuitivo, oggettivo, amante di san Tommaso ma avversario della decadente scolastica del suo tempo, profondamente umano. Pubblic scritti di carattere pi religioso (El protestantismo comparado con el Catolicismo...; Cartas a un escptico en materia de religin, Escritos polticos e Cursos de filosofa elemental y fundamental). Le sue opere complete sono raccolte in 33 volumi. La pi conosciuta e ristampata El criterio.

Bambini di Dio.

Questa *setta fu fondata da David Berg, uno statunitense nato nel 1919. Negano la Trinit e l'esistenza dell'inferno; hanno annunciato numerose volte la fine del mondo... E una delle sette considerate pericolose dal parlamento europeo e da vari governi, dato che usano tecniche di spersonalizzazione e di sottomissione totale, sottopongono gli adepti a prostituzione a beneficio della setta, realizzano traffici di bambini...

Bez, Domingo (1528-1604).

Teologo domenicano, consigliere di santa Teresa. Scrisse un commento alla *Somma Teologica di san Tommaso. E noto soprattutto per la sua dottrina sul rapporto tra libert e grazia in opposizione a Luis de *Molina (1535-1600). I bannesianisti (generalmente domenicani) difendono innanzi tutto il potere di Dio e l'efficacia della grazia. I molinisti (principalmente gesuiti) si preoccupano di mettere sempre in salvo la libert umana. La polemica si riaperta diverse volte, ma non mai stato definito il rapporto tra grazia e libert. Paolo V, nel 1607, senza pronunciarsi sull'essenza del problema, proib ai difensori dell'una e dell'altra opinione di tacciare di eresia i loro avversari (i bannesianisti vedevano i molinisti tinti di pelagianesimo e questi consideravano quelli in odor di calvinismo).

Bar.

In aramaico, " figlio di ". Lo si trova nella composizione di molti nomi, come Bartimeo, Barabba, Bartolomeo, Barnaba.

Barabba.

Malfattore preferito a Ges quando Pilato, nel tentativo di salvare quest'ultimo, chiese ai giudei chi dei due volevano che liberasse in occasione della festa di Pasqua.

Barnaba.

*Levita, originario di *Cipro. Si chiamava Giuseppe, ma venne soprannominato dagli apostoli Barnaba, che significa " figlio dell'esortazione " o " della consolazione " (secondo At 4,36). Il nome di origine neo-babilonese e significa " figlio (del Dio) Nabu ". " Proprietario di un campo, lo vendette e ne consegn l'importo ai piedi degli apostoli " (At 4,37), ovvero lo mise a disposizione di chi ne aveva bisogno nella comunit. Quando Paolo venne a Gerusalemme, dopo la conversione, fu Barnaba che lo accolse e lo present alla comunit cristiana, che lo guardava con sospetto, conoscendolo come persecutore (cf At 9,27). Inviato ad *Antiochia, part con Paolo per il primo viaggio missionario.

Barocco.

Stile artistico che domin nel secolo XVII e nella prima parte del XVIII, epoca dell'esaltazione cattolica di fronte al protestantesimo. Si caratterizza per lo stile esuberante che esprime " trionfalismo ", sicurezza, gioia di vivere. Predilige le linee curve, arditi effetti prospettici, esuberanti decorazioni. Le pi alte realizzazioni dell'arte barocca si ebbero a Roma con Gian Lorenzo Bernini (palazzo Barberini, chiesa di Sant'Andrea in Quirinale, fontane di piazza di Spagna e piazza Navona, porticato della piazza di San Pietro) e con Francesco Borromini (chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane, convento e oratorio di San Filippo Neri, cupola di Sant'Ivo alla Sapienza, il palazzo di Propaganda Fide, la chiesa di Sant'Agnese a piazza Navona). Sempre a Roma, ricordiamo il gusto decorativo della chiesa del Ges. Allo stile barocco si improntano il palazzo del Louvre e la reggia di Versailles. In Spagna, ricordiamo la chiesa della Madonna del Pilar di Saragozza, l'opera scultorea degli " imagineros " spagnoli Gregorio Hernndez, Martnez Montas, ecc.

Baronio, Cesare (1538-1607).

Appartenne all'Oratorio di San Filippo Neri e fu cardinale. E noto, soprattutto, per la grandiosa storia della Chiesa che giunge fino al 1198, intitolata Annali ecclesiastici, e pubblicata a partire dal 1588.

Basan.

Regione fertile ad est del *Giordano e del lago di *Genesaret, famosa per il suo bestiame, le sue greggi e le possenti querce, pi volte citata nell'Antico Testamento.

Basilica.

Dal greco, basilik = reggia. Edificio pubblico romano nel quale si amministrava la giustizia e si trattavano gli affari. Si chiamarono poi basiliche le prime chiese cristiane erette dopo l'editto di Costantino sulle aree delle basiliche civili. Oggi si dicono basiliche quelle chiese insigni alle quali il papa ha conferito questo titolo per antichit o importanza. Il titolo comporta speciali privilegi e, in tal senso, si distinguono basiliche maggiori (San Pietro, San Paolo fuori le Mura, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore, San Lorenzo fuori le Mura, tutte a Roma) e basiliche minori (a Roma e in altri luoghi).

Battesimo.

Primo sacramento dell'*iniziazione cristiana, costituita da battesimo, *cresima ed *eucaristia. Il battesimo il sacramento che ci rende membri della Chiesa, ci comunica la vita di figli di Dio (grazia) e ci libera dal *peccato (originale ed attuale).

Battista.

Vedi *Giovanni, 2.

Battistero.

Luogo destinato alla celebrazione del battesimo. Pu essere un edificio a ci dedicato, oppure una parte di una chiesa.

Bayo, Michele (1513-1589).

Teologo dell'Universit di Lovanio le cui dottrine sulla grazia e sulla giustificazione preludono al *giansenismo. Nel tentativo di rendere accettabile la dottrina cattolica ai protestanti, esprime la dottrina sul peccato originale, la libert e la giustificazione in eccessiva sintonia con quella di Lutero e Calvino. Il papa Pio V, nel 1567, condann 79 proposizioni o tesi di Bayo.

Beatificazione.

Rito con il quale un servo di Dio elevato agli altari, vale a dire, proposto come modello di vita cristiana e si permette di tributargli *culto. La beatificazione un passo verso la *canonizzazione, nella quale il beato viene dichiarato santo. La differenza tra beato e santo che al beato la Chiesa permette che si professi culto pubblico unicamente in certi luoghi o ambienti; ad esempio, nella nazione o zona nella quale nacque o visse o nella congregazione religiosa alla quale appartenne, mentre al santo si pu rendere tale culto senza queste restrizioni.

Beatitudine.

Felicit, salvezza. Nella Bibbia abbonda il genere letterario delle beatitudini. Nell'Antico Testamento, principalmente nei salmi, esprimono soprattutto la felicit di cui gode chi serve Dio. Nel Nuovo Testamento, l'esempio tipico sono le beatitudini pronunciate da Ges all'inizio del *Discorso della montagna (cf Mt 5,1.12; Lc 6,20.23). Ne troviamo molte altre nei Vangeli, in diverse lettere e nell'Apocalisse.

Beato di Libana ( + 789).

Monaco passato alla storia soprattutto per il suo commentario all'Apocalisse.

Per analogia, si chiama anche " beato " un esemplare di quest'opera che contiene su una pagina il testo scritto e su quella a fronte lo stesso contenuto in immagini. Sono rari e di inestimabile valore.

Beato.

Il servo di Dio che stato beatificato.

Beelzebul.

O Beelzebub. E il nome che i farisei danno al principe dei demoni (cf Mt 12,24; Mc 3,22; Lc 11,15).

Beggardi.

O beghini e beghine. Uomini, e soprattutto donne, che, nei secoli XII e XIII, conducevano una vita di piet ed austerit in solitudine o in comunit. Non appartenevano a istituti religiosi, ma osservavano in larga misura gli stessi impegni. Nel secolo XIII e nei secoli successivi, si indicano con lo stesso nome i seguaci di una setta condannata da Clemente V e Bonifacio VIII. Nel secolo XIV, vengono cos chiamati i fedeli che seguono la spiritualit francescana.

Beghine.

Vedi *Beggardi.

Bel.

Una divinit babilonese.

Beliar.

Nome dato nel giudaismo al demonio. San Paolo lo contrappone a Cristo (2 Cor 6,15), per cui viene ad equivalere ad *Anticristo.

Bellarmino, Roberto, santo (1542-1621).

Dottore della Chiesa, teologo e cardinale. Il suo catechismo, pubblicato nel 1598 (vedi *Astete), ebbe numerosissime edizioni. E sepolto nella chiesa di Sant'Ignazio a Roma.

Benedettini.

Ordine religioso, fondato da san *Benedetto, prototipo delle congregazioni monastiche in Occidente. Sotto la regola benedettina, si raccolsero diverse fondazioni indipendenti di monaci nel corso dei secoli; i benedettini sono, pertanto, una famiglia con molte ramificazioni, attualmente confederate. Benedettini sono stati pi di 40 papi, pi di 150 *cardinali e non meno di 20.000 tra *patriarchi, *arcivescovi e *vescovi, oltre a pi di 15.700 importanti scrittori e letterati. Con una simile influenza, hanno in larga parte forgiato la cultura europea. Giustamente, Paolo VI proclam san Benedetto patrono d'Europa (cf EdlRC).

Benedetto da Norcia, santo (480-547).

Padre del monachesimo occidentale. E il fondatore dei *benedettini. Nel 529, fond l'abbazia di *Montecassino. Qui scrisse la Regola dei monaci, modello di tutte le regole d'Occidente. Essa si ispira a due grandi principi: il lavoro e la preghiera - " ora et labora ", il motto benedettino. I monaci si dedicheranno al lavoro dei campi, allo studio e ad altre mansioni, come la copiatura dei manoscritti, mentre il monastero diventer un luogo di pace e di armonia fraterna oltre che di ospitalit.

Benedizionale.

Libro liturgico che contiene la dottrina della Chiesa sulle benedizioni e i formulari per celebrare questo *sacramentale nelle pi diverse circostanze. Nella riforma post-conciliare, fu pubblicato, nel 1984, dalla Congregazione per il Culto Divino. La traduzione in lingua italiana venne pubblicata nel 1992.

Benedizione.

In senso ascendente, preghiera nella quale si loda o si rende gloria a Dio e ai santi. In senso discendente, favore o protezione concesse da Dio o dai santi. E anche la preghiera con la quale la Chiesa implora la protezione di Dio sulle persone. Quando la Chiesa benedice cose o luoghi in relazione con la vita umana, " lo fa tenendo sempre presente gli uomini che utilizzano quelle cose e operano in quei luoghi " (Benedizionale, n. 12). Si distingue tra benedizione costituiva (permanente e irripetibile, per la quale un oggetto o luogo rimane riservato al culto, come una chiesa) e benedizione invocativa (nella quale si chiede semplicemente a Dio la sua protezione, per esempio la benedizione di un bambino). Nella Domenica di Pasqua e in altre occasioni il papa elargisce una benedizione *urbi et orbi.

Beneficio ecclesiastico.

Rendita o altro tipo di utile annesso a un ministero ecclesiale. L'attuale *Codice di Diritto Canonico dispone che, dove ancora esiste, sia poco a poco eliminato (cf CIC 1272).

Berak.

Benedizione, preghiera di lode e azione di grazia. E un genere molto abbondante nella *Bibbia, particolarmente nei *Salmi. Ve ne sono discendenti (Dio benedice) e ascendenti (l'uomo benedice o loda Dio). Tra queste, le pi antiche sono quelle pronunciate da *Melchisedek (cf Gn 14,17-20), da *Eliezer, il servo di *Abramo (cf Gn 24,26-27) e da *Ietro, il suocero di *Mos (cf Es 18,9-11). Gli ebrei pronunciavano molte benedizioni fin dalla preghiera del mattino e poi nella vita quotidiana: particolarmente solenne era quella pronunciata nella notte di *Pasqua. Ges istitu l'eucaristia " pronunziata la benedizione ", ovvero la solenne berak di Pasqua.

Berceo, Gonzalo de (ca. 1180-1246).

La prima figura storica della letteratura spagnola. Chierico secolare in un convento benedettino, scrisse agiografie e poemi mariani.

Berengario di Tours (+ 1088).

Cancelliere nella citt di Tours, la cui dottrina, all'estremo opposto del crasso realismo sostenuto due secoli prima da Pascasio Radberto (, 860), spiegava la presenza di Cristo nell'eucaristia in modo non reale ma dinamico. La sua dottrina fu condannata. Pur essendosi rifiutato numerose volte di accettare le condanne dei sinodi, mor alla fine riconciliato con la Chiesa.

Bernardino di Sagunto (1499-1590).

*Francescano. Giunse in Messico nel 1529 e lavor infaticabilmente tra gli indios. Con un gruppo di essi realizz studi su diversi aspetti della loro vita (costumi, religione, vizi e virt, commerci, regime di propriet) e perfino sulla conquista vista nella loro prospettiva. Scrisse una grammatica e un dizionario azteco, oltre che una Historia general de las cosas de la Nueva Espaa. Con altri francescani realizz un colossale lavoro di etnografia. Il Consiglio delle Indie dubit dell'opportunit di divulgare questi lavori per paura che contribuissero a mantenere il *paganesimo; ma i manoscritti vennero conservati e nel 1779 furono riscoperti.

Bernardo, san (1091-1153).

Monaco cistercense, fonda nel 1115 il monastero di Chiaravalle, di cui diviene abate. Dar uno straordinario impulso al suo ordine religioso, fondando quasi 70 abbazie, cio pi di due ogni anno. Alla sua morte, 164 monasteri su 350 dipendono da Chiaravalle. I suoi scritti, di manifesta impronta monastica, ebbero una vasta diffusione e una profonda influenza. Contribu a riformare il monachesimo. Difese un ideale monastico puramente contemplativo, ma fu anche un uomo d'azione. Predic anche durante la seconda crociata.

Berretta.

Copricapo rosso che il papa consegna ai cardinali quando li promuove a tale dignit.

Bersabea.

Citt all'estremit meridionale di Israele. Per indicare tutto il paese, si diceva: " Da Dan a Bersabea ". Il pozzo (Be'er) che diede nome alla citt fu scavato da Abramo.

Brulle, Pierre de (1575-1629).

Fondatore dell'Oratorio francese. Fu nominato cardinale da Urbano VIII, che lo defin " l'apostolo del Verbo Incarnato ". Questo sar, infatti, il tema essenziale delle sue opere spirituali, che ebbero grande influenza ai suoi tempi e furono poi seguite da diverse scuole. Tra i suoi discepoli, san *Vincenzo de' Paoli.

Bestemmia.

Espressione ingiuriosa contro Dio o i santi.

Betania.

In ebraico, " casa del povero o casa di Anania ". Villaggio situato a circa tre chilometri da *Gerusalemme, sul lato est del *Monte degli Olivi, sulla strada di *Gerico. Qui risiedevano i fratelli *Lazzaro, *Marta e *Maria, amici di Ges, che a volte veniva ospitato a casa loro assieme agli apostoli.

Betel.

In ebraico, " casa di Dio ". Nome dato da Giacobbe al luogo nel quale, in sogno, vide una scala che univa la terra al cielo. Qui Dio gli promise di proteggerlo e di dare ai suoi discendenti quel paese (cf Gn 28,10.22). Fu, in seguito, il nome di un santuario e poi di una citt, a 19 chilometri a nord di *Gerusalemme. Quando il regno di Israele e di Giuda si divisero, alla morte di Salomone, Geroboamo, re del regno del nord, eresse a Betel (cos come a Dan) un santuario con un vitello d'oro, per evitare che i suoi sudditi andassero al tempio di Gerusalemme (cf 1 Re 12,29.33).

Betesda.

Vedi Bezaet.

Betlemme.

Si suole interpretare il nome come " casa del pane ", anche se questa etimologia non certa. Citt a sette chilometri a sud di Gerusalemme, la " citt di Davide ". In essa, secondo Mt 2,1 e Lc 2,4.7, nacque Ges. A quei tempi avr avuto circa 2.000 abitanti, oggi ne ha circa 30.000.

Betsaida.

" Casa di pesca ". Piccola cittadina del nord, sulle rive del lago di *Genesaret, a destra del *Giordano. Da essa venivano alcuni apostoli, almeno Filippo, Pietro e Andrea. Ges rimprover questa citt, come fece con Cafarnao e Corazin, per non aver fatto penitenza dopo aver udito la sua predicazione e avere assistito ai suoi miracoli (cf Mt 11,21). Vi avvenne la guarigione di un cieco (cf Mc 8,22.26).

Beza, Teodoro di (1519-1605).

Teologo calvinista francese. Succedette a Calvino nella cattedra di teologia a Ginevra. Dotto umanista, don all'Universit di Cambridge il *Codice che da lui prende il nome, uno dei principali manoscritti biblici.

Bezaet (o Betesda).

In ebraico, " casa di misericordia ". Grande piscina situata a nord del *tempio di *Gerusalemme. San Giovanni, nel narrare la guarigione di un paralitico in questo luogo, dice che aveva cinque portici, il che, secondo le ricerche archeologiche, non significa che fosse pentagonale, ma che era di forma rettangolare allargata, divisa a met, in modo che venivano ad essere due piscine unite (cf Gv 5). In essa si raccoglievano le acque piovane che, grazie a un condotto sotterraneo, venivano utilizzate poi nel tempio.

Bibbia.

Termine greco, plurale di *biblos = libro. Il nome indica, quindi, il libro per eccellenza. I greci dettero questo nome ai *rotoli, perch la citt di Biblos era un importante centro commerciale di rotoli di papiro. La Bibbia il libro, o piuttosto l'insieme di libri, nei quali riconosciamo l'*ispirazione di Dio. Si divide in Antico Testamento e Nuovo Testamento.

L'AT comune a ebrei e cristiani; formato dai libri scritti prima di Cristo. Si distinguono in quattro gruppi: a) *Pentateuco (la legge) b) Libri storici c) Libri profetici d) Libri *sapienziali.

Il NT costituito dai libri scritti dopo Ges. Si raggruppano in: a) *Vangeli b) *Atti degli Apostoli c) *Lettere e d) *Apocalisse.

La lista dei libri della Bibbia costituisce il *Canone. Sono 45 nell'AT e 27 nel NT. Quelli ammessi senza discussione si chiamano protocanonici, che significa " i primi canonici "; quelli che gli ebrei per l'AT e i protestanti (alcuni libri dell'AT e altri del NT) non ammettono sono chiamati *deuterocanonici, vale a dire " riconosciuti canonici in un secondo momento ". I credenti riconoscono la Bibbia come parola di Dio, scritta sotto l'ispirazione dello Spirito Santo.

La Bibbia il libro del quale si sono copiate a mano e poi stampate pi copie. L'AT venne scritto in ebraico, salvo alcune piccole parti che furono scritte in aramaico e alcuni libri dell'ultima epoca scritti in greco. Il NT fu scritto tutto in greco.

La Bibbia stata tradotta in quasi tutte le lingue del mondo. Le principali traduzioni o versioni della Bibbia sono:

- Dall'ebraico al greco, detta dei *Settanta, che la pi importante. Quella di *Aquila, di Teodozione e di *Simmaco.

- Dall'ebraico all'aramaico esistono diversi *targumin (= traduzioni). Esistono anche antiche traduzioni siriache e copte e di altre lingue meno importanti.

- Le versioni latine principali sono: la *Vetus latina e la *Vulgata. Nel 1979, stata pubblicata la *Neovulgata.

Bibbia dei poveri.

Figure dell'Antico e del Nuovo Testamento che, negli ultimi secoli del medioevo, si presentavano in serie, accompagnate da testi biblici o non biblici, pi accessibili economicamente delle edizioni della Bibbia, anche se non alla portata dei poveri. Questo nome, dato pi tardi, risponde pi che altro alla forma in cui erano presentate. Vengono chiamate cos anche le raffigurazioni bibliche sulle pareti delle chiese, comprensibili anche da coloro che non sanno leggere.

Bigamia.

Lo stato di chi bigamo, ovvero ha due mogli o due mariti. Vedi *Poligamia.

Bilocazione.

Il trovarsi simultaneamente in due luoghi diversi. I casi descritti in alcune vite di santi, ad esempio quella di san *Martino di Porres, data l'impossibilit fisica, si cerca di spiegarli come apparenze o altri modi di intervento soprannaturale.

Binazione.

Facolt data a un sacerdote di celebrare la messa due volte nello stesso giorno. In questo caso si dice che bina (cf CIC 905,2).

Bioetica Morale della vita.

E la parte dell'etica, o della morale, che tratta del comportamento umano in relazione all'origine della vita e al suo sviluppo.

Bisanzio.

Vedi *Costantinopoli.

Bitinia.

Regione nord-occidentale dell'*Asia Minore. Ai tempi del Nuovo Testamento era provincia romana (cf At 16,7; 1 Pt 1). *Plinio il Giovane, governatore di questa provincia, uno dei primi scrittori non cristiani a parlare di Cristo e dei cristiani nella lettera all'imperatore Traiano verso l'anno 112.

Bizantina, Arte.

Arte sviluppatasi nell'ambiente romano-ellenistico. Si caratterizza per il simbolismo (in opposizione al naturalismo) e per la sua rigidit ieratica. Nell'architettura, rappresentata tipicamente da Santa Sofia a Costantinopoli e, in Occidente, da San Marco a Venezia e San Vitale a Ravenna.

Boanerghes.

" Figli del tuono ". Questo soprannome viene dato nel Vangelo a Giacomo e a suo fratello Giovanni per il loro carattere impetuoso, che dimostrano, ad esempio, quando pensano di far cadere un fuoco dal cielo contro i samaritani che non vogliono ricevere Ges e i suoi accompagnatori in viaggio verso Gerusalemme (cf Mc 3,17 e Lc 9,51.56).

Bodmer.

Nome con il quale si designano una serie di *papiri del Nuovo Testamento. I pi importanti sono Bodmer II e Bodmer XIV-XV, del secolo III, che contengono la maggior parte dei Vangeli di Luca e Giovanni.

Boezio, Anicio Manlio Torquato Severino (ca. 480-524).

Di nobile famiglia romana, studi ad Atene. Tradusse in latino alcune opere di filosofi greci. Scrisse trattati di filosofia, musica e teologia. E stato definito " l'ultimo dei filosofi romani e il primo dei teologi scolastici ". Per aver difeso l'ex-console Albino di fronte all'imperatore ostrogoto Teodorico, fu accusato di tradimento e sacrilegio (astrologia), incarcerato, torturato e messo a morte. Scrisse in carcere la sua opera pi famosa, De consolatione philosophiae. A volte lo si considera martire, anche se la causa della sua morte fu pi politica che religiosa. Leone XIII approv il suo culto nel 1883. E sepolto a Pavia.

Bolla.

Documento della massima importanza firmato dal papa. E cos detta dal bollo di piombo che vi si sospende con una funicella a mo' di sigillo, sul quale impresso da un lato l'effigie degli apostoli Pietro e Paolo e dall'altro il nome del papa. Le prime parole della bolla, scritta sempre in latino, danno il nome al documento.

Bolland, Jan van (1596-1665).

Gesuita fiammingo, inizi la compilazione degli Acta Sanctorum, ovvero lo studio critico sui documenti originali e la pubblicazione della storia dei santi, secondo l'ordine del calendario liturgico (vedi *Agiografia).

Bollandisti.

Gesuiti continuatori della monumentale opera iniziata da padre *Bolland. L'quipe di lavoro, ai nostri giorni, composta da cinque studiosi.

Bosco, Giovanni, santo (1815-1888).

Fondatore degli Oratori salesiani (1846) per ragazzi poveri e abbandonati, della Societ di san Francesco di Sales o Salesiani (1859) e, con Madre *Mazzarello, dell'istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice (1872). Caratteristica della sua azione catechistica sono gli oratori festivi, che implicano un modo particolare di educare. La sua vastissima attivit diede vita a scuole di educazione professionale, ospizi, pensionati, ecc., diffusi in tutti i paesi del mondo. Fu canonizzato da Pio XI nel 1934.

Bossuet, Jacques-Bnigne (1627-1704).

Vescovo di Meaux, buon oratore, ebbe grande influenza nella politica religiosa del suo tempo. Redasse i quattro articoli della Dichiarazione in cui si condensa il *gallicanesimo. In seguito alle sue pressioni, unite a quelle di Luigi XIV, Roma condann 23 proposizioni di Fnelon, accusate di *quietismo (1699). Bossuet fu anche uno scrittore prolifico: Sermoni, Orazioni funebri, Discorso sulla storia universale.

Brahma.

Suprema divinit ind. E l'organizzatore del mondo; personifica la parola sacra o saggezza. Si manifesta come Trimurti (Trinit), costituita da Brahma, principio creatore, Visn, principio conservatore, e Siva, principio distruttore. Viene rappresentato con quattro teste, espressione della sua saggezza. E il regolatore del *karma.

Brahmani o bramini.

Membri della *casta sacerdotale, la prima delle quattro caste in cui si divide la societ ind. Sono educati alla conoscenza dei *Veda, ai riti e alle osservanze religiose. Sono divisi in numerose sottocaste. Attualmente, a parte il loro speciale rapporto con la religione, sono la classe pi colta ed occupano le professioni pi prestigiose.

Breviario.

Dal latino breviarium = compendio. Veniva cos chiamato il libro o i libri che contenevano l'ufficio divino o preghiera ufficiale della Chiesa, in quanto forma abbreviata della struttura antica. La riforma successiva al Vaticano II ha sostituito questo nome con quello di *Liturgia delle Ore; si usa ancora, ma meno spesso, il nome ufficio divino.

Budda.

In sanscrito, " l'illuminato, lo svegliato ". Epiteto con il quale indicato il principe indiano Siddharta-Gotama, (ca. 563-483 a.C.) fondatore della religione buddista.

Buddismo.

Sistema di dottrina e di vita che prende il suo nome da *Budda. Il buddismo cerca la pace e la serenit nella soppressione di qualsiasi desiderio. Il suo ideale il raggiungimento del *Nirvana (" estinzione "), una specie di estasi nella quale si estinguono tutti i desideri. Il buddismo crede nella reincarnazione (vedi *Metempsicosi). E molto diffuso in Oriente. E normalmente considerato una delle grandi religioni, bench alcuni esitino a riconoscerlo come tale, dato che non comporta la fede esplicita in un Dio personale.

Bultmann, Rudolf.

Vedi *Demitizzazione e *Mito.

C

Caaba

Vedi *Kaaba.

Cabala.

Dall'ebraico Kabbalah = tradizione. Sistema filosofico-teologico che, in circoli mistici ebraici e cristiani del Medio Evo (dal sec. XIII in poi) analizzava la Bibbia ricorrendo ad anagrammi, combinazioni di lettere e scienze occulte (*Astrologia, *Negromanzia, eccetera) per scoprirne il senso. Oggi indica il tentativo di scoprire una cosa per mezzo di calcoli *superstiziosi.

Cafrnao.

Al tempo di Ges, importante citt sulla riva nord-occidentale del lago di *Gensaret, circa 4 km ad ovest dal luogo dove sbocca il *Giordano. Ges vi fiss la base del suo ministero pubblico e vi oper molti miracoli (guarigione della suocera di Pietro, del servo di un centurione...). Qui, insegnando nella sinagoga, annunci il suo messaggio, ma non venne accolto, ed egli ne annunci la rovina imminente con la citt di *Betsaida. Dopo gli scavi archeologici, all'inizio del secolo XX, stata parzialmente ricostruita la sinagoga (Mt 4,13; 8,5; 11,23; 17,24; Mc 1,21; 2,1; 9,33; Lc 4,23; Gv 2,12; 4,46; 6, 17.24.59...).

Cifa.

*Sommo sacerdote di Gerusalemme (dal 15 al 36 d.C.) e presidente del *sinedrio che condann Ges. Era suocero di *Anna. Fu persecutore dei primi cristiani (Mt 26, 3.57s.; Lc 3,2; Gv 18,13 ss.; At 4,6; 5,17).

Caino.

Primogenito di Adamo ed Eva. Faceva il contadino e uccise per invidia suo fratello *Abele. Dio lo condann a vivere una vita errante, ma gli impose anche un segno perch nessuno lo colpisse. Come per l'insieme dei primi undici capitoli della *Genesi, non bisogna prendere questo racconto in un senso storico letterale; si tratta, piuttosto, di teologia in forma di storia. Caino il prototipo dell'uomo malvagio che si disinteressa dei suoi fratelli.

Calcedonia.

Antica citt dorica, oggi sobborgo di Istanbul, dove nel 451, per iniziativa dell'imperatore Marciano, si radun il IV *concilio ecumenico, che condann la dottrina di *Eutiche e defin il dogma delle due nature di Cristo.

Calendario.

Suddivisione del tempo nel corso dell'anno. Sono esistiti ed esistono svariati calendari. Ci interessano qui il calendario ebraico al tempo di Ges e il calendario liturgico.

Gli ebrei usavano il calendario di dodici mesi lunari (354 giorni: 28 giorni al mese), sebbene tenessero conto anche del calendario degli agricoltori, aggiungendo un mese in pi ogni tre anni. In questo calendario, le feste cadevano sempre nello stesso giorno della settimana. L'anno iniziava con il primo mese della primavera, *Nisan. Gli esseni seguivano un calendario solare: dodici mesi di trenta giorni, pi un giorno aggiunto ogni trimestre. Anche in questo sistema, le feste cadevano sempre nello stesso giorno della settimana. Qualcuno ritiene che, secondo questo calendario, l'*Ultima cena potrebbe avere avuto luogo il marted e non il gioved (cf X. Lon-Dufour, Dizionario del Nuovo Testamento, alla voce: Calendario).

La Chiesa ha il proprio calendario nel quale combina l'anno civile con quello liturgico (v. *Anno liturgico). Alcune feste del Signore (Natale, Presentazione al tempio, Incarnazione, Trasfigurazione, ecc.) e le feste dedicate a Maria e ai santi sono fissate secondo il calendario civile, in quanto i tempi dell'anno e altre feste hanno un'ubicazione mobile.

Calende - Idi.

Nell'antica Roma, le calende erano il primo giorno del mese. Poich usavano il sistema dei mesi lunari, tutti i mesi erano uguali. A partire da quel primo giorno, contavano all'indietro fino al giorno successivo alle idi, che era il giorno del plenilunio. Nel calendario solare di Giulio Cesare, le idi erano il giorno 15 dei mesi di marzo, maggio, luglio e ottobre e il 13 degli altri mesi. Dalle idi si contavano all'indietro i sette giorni precedenti, in modo simile a quel che si faceva per le calende. Nel Martirologio della Chiesa Romana si usava questo sistema di calcolo.

Calice.

Coppa o vaso che il sacerdote adopera per consacrare e bere il vino nella celebrazione eucaristica.

Calunnia.

Affermazione falsa e denigrante. Si differenzia dalla diffamazione per la falsit di quanto si afferma, il che ne aumenta la gravit oggettiva.

Calvario.

Dal latino, calvaria = teschio; calco sull'aramaico Gylgaltha = luogo del teschio. Il nome sarebbe dovuto alla forma tonda e brulla della collina presso *Gerusalemme dove avvenivano le crocifissioni durante la dominazione romana. Un'altra spiegazione quella che i teschi delle vittime vi restassero esposti. Vedi *Glgota.

Calvinismo.

Dottrina di G. *Calvino. Pi strutturata teologicamente del luteranesimo, afferma con forza la trascendenza di Dio. Ha un concetto della Chiesa pi organizzato. Si caratterizz subito per la sua rigidezza e combattivit. Non si estese per l'adesione dei territori, ma ad opera di individui e di gruppi.

Calvino, Giovanni (1509-1564).

Nato a Noyon (Francia). Verso il 1533-1534 adott molte delle idee di Lutero portandole alle conseguenze pi radicali, in particolare giungendo, dalla negazione del libero arbitrio, alla pi dura espressione della predestinazione: tanto per la salvezza quanto per la condanna, vige fatalmente la *predestinazione di Dio. Poich nella Francia di Francesco I non venivano tollerati i non cattolici, si stabil a Ginevra, che, pur appartenendo all'Impero tedesco, era di fatto indipendente. Ottenuto il dominio della citt, vi stabil un sistema di governo teocratico, retto da lui stesso con durezza fino alla sua morte, salvo qualche breve intervallo durante il quale ne fu esiliato. Perseguit i suoi oppositori, molti dei quali furono da lui fatti giustiziare, come Miguel Servet, scrittore e medico spagnolo, scopritore della circolazione polmonare del sangue, arso vivo nel 1553. Teodoro Beza fu, come teologo, il suo miglior collaboratore.

Camera apostolica.

Ufficio della *Curia Romana che amministrava i beni temporali della *Santa Sede. Oggi svolge una certa funzione durante la cosiddetta *Sede Vacante. E presieduto dal cardinale camerlengo.

Camerlengo.

*Cardinale che presiede la *Camera Apostolica. Durante la sede vacante, responsabile dell'amministrazione temporale del *Vaticano. Constata formalmente la morte del papa e predispone il *Conclave.

Camice.

Tunica di lino bianca, stretta ai fianchi dal *cingolo, usata dal ministro sacro nella celebrazione liturgica. Vedi *Alba.

Cana.

Nome di diverse citt palestinesi ai tempi di Ges. La pi famosa Cana di Galilea, patria di *Natanaele (Gv 21,2). Ges vi guar a distanza il figlio di un funzionario reale (Gv 4,46-53). In questa citt, Ges fece il suo primo miracolo ad uno sposalizio, tramutando l'acqua in vino (Gv 2,1,11).

Cnaan.

Regione dai limiti piuttosto imprecisi, che si estendeva a nord fino a *Ugart e a sud fino all'*Egitto, comprendente il Libano, la Siria e quello che poi divenne il paese di Israele. In questo ambiente culturale nacque la scrittura cuneiforme. Vedi *Terra Promessa.

Cancelliere.

Segretario ufficiale della *curia diocesana, " il cui incarico principale... consiste nel provvedere che gli atti della curia siano redatti compiutamente, e siano custoditi nell'archivio della stessa " (CIC 482).

- Gran cancelliere. La massima autorit in una universit pontificia, in quanto delegato del papa. E di solito il vescovo della citt nella quale si trova l'universit.

Candace.

Titolo o nome proprio dei sovrani di Etiopia, (v. At 8,27) simile, ad esempio, a quello di *faraone in Egitto (cf X. Lon-Dufour, DNT, v. Candace).

Candelabri.

Utensili, generalmente metallici, atti a reggere le candele. Nella *messa, si accendono in maggior o minor numero secondo il grado di solennit. Si consiglia di non metterli sull'altare, poich l'altare simbolo di Cristo e non vi si dovrebbe porre che il pane e il vino, che devono essere o sono gi stati consacrati, oltre al messale.

Candelabro.

E' famoso il candelabro d'oro a sette bracci (Es 25,31.39) che si trovava nel *tempio di Gerusalemme e che costituiva l'univa fonte di luce nel santuario. Divenne il simbolo dell'ebraismo. Nel NT compare varie volte come simbolo delle Chiese, specialmente nell'*Apocalisse (1,12.13.20; 2,1.5; 11,4).

Candombl.

Culto sincretista afro-brasiliano praticato nella regione di Bahia. Riunisce elementi africani, *animisti, *spiritisti, indigeni, *occultisti e cattolici. Riconosce un Essere supremo e Creatore chiamato, a seconda delle regioni, Olorum, Zambi, o Zaniapombo, che governa il mondo tramite altre divinit chiamate, secondo i diversi gruppi umani: *Orixs (il cui padre e capo *Oxal), Voduns o Inkices.

Il termine candombl designa anche il luogo dove si svolge il culto. Si tratta di case situate generalmente in luoghi periferici e di difficile accesso. Nella sala c' un luogo riservato ad un altare cattolico con immagini di santi, in qualche modo identificati con le proprie divinit. Nel candombl esiste una gerarchia, nella quale la volont del capo (uomo o donna che sia) legge sia dentro che fuori del culto. In generale, sono le donne a esercitare le funzioni pi permanenti (C. Folch Gomes, Macumba, 17 e ss.).

Cannibale.

Chi mangia carne umana, generalmente determinate parti del corpo, nel corso di celebrazioni rituali con danze, balli e sacrifici, credendo di assimilare lo spirito della vittima. Spesso vengono considerati sinonimi cannibale e antropofago, ma non cos: l'antropofago mangia carne umana perch gli piace come cibo, senza la connotazione religiosa e rituale che caratterizza il cannibale. Ancora oggi, esistono nell'Africa centrale trib che praticano il cannibalismo.

Cano, Melchor (1509-1560).

Domenicano spagnolo che prese parte al concilio di Trento come teologo. La sua opera principale, De locis theologicis, lo indica come uno dei pi importanti autori della teologia dominante da Trento fin quasi ai nostri giorni.

Canone.

In greco, letteralmente, significa " regola ", prima in senso materiale, poi in senso figurato. Il canone dei libri sacri la lista dei libri che la Chiesa riconosce ispirati da Dio e, pertanto, sono normativi per la fede e per la vita. Vedi *Bibbia.

Nel linguaggio liturgico, indica la grande " preghiera eucaristica ". Vedi *Messa: Parti.

Canonico.

Sono chiamati canonici i *chierici membri del capitolo di una cattedrale o collegiata, a cui spetta " assolvere alle funzioni liturgiche pi solenni " o altri compiti a loro affidati (cf CIC 503 e ss.). Dal secolo XII, accanto ai " canonici regolari ", che vivono in comunit sotto una *regola, compaiono i " canonici secolari ", che non fanno pi vita in comune, ma continuano ad occuparsi del servizio religioso della cattedrale o collegiata, soprattutto nella celebrazione della *liturgia delle ore.

Canonizzazione.

Dal greco, " inserire nel canone ". L'inclusione di un beato nel canone dei santi, con decreto del papa che ne autorizza la venerazione nella Chiesa universale.

Canterbury.

Citt dell'Inghilterra. Fu il primo centro cristiano della Britannia. Il papa san Gregorio Magno (590-604) vi invi monaci *benedettini con sant'Agostino di Canterbury, primo vescovo di questa sede. Attualmente, sede dell'arcivescovo *primate della Chiesa *anglicana.

Cantico dei cantici.

Il nome equivale a un superlativo: il cantico per eccellenza. Attribuito a *Salomone (Ct 1,1), secondo l'antica consuetudine di dare alle opere un autore famoso, uno dei libri *sapienziali dell'AT. Si ritiene sia stato composto verso il V o IV secolo a.C. E una raccolta di canti d'amore. Alcuni lo hanno interpretato in senso *allegorico, con riferimento all'amore tra Dio e il suo Popolo. Altri vi vedono espresso l'amore umano come realt creata da Dio e degna di essere cantata. Su questa base, serve per esprimere mirabilmente l'amore tra Dio e l'uomo, tra Cristo e la sua Chiesa e questo giustifica la stima che ne ebbero mistici come san Giovanni della Croce e altri uomini spirituali.

Capitalismo.

Sistema socio-economico che assume forme diverse all'interno dei seguenti principi, seguiti pi o meno rigidamente: a) i mezzi di produzione sono propriet di privati, sia individui che societ; b) la produzione e la distribuzione dei beni dipendono dalle leggi del mercato, fondamentalmente dalla legge dell'offerta e della domanda: i salari e i prezzi sono regolati da questa stessa legge; c) libert di iniziativa privata, stimolata dall'incentivo del massimo guadagno possibile per il privato. Di fatto, queste basi, rigorosamente applicate nel secolo XIX, oggi non sono ammesse, ma il neocapitalismo le professa in forma pi o meno mitigata, assieme all'intervento dello Stato o ad una prospettiva socializzante. Il capitalismo viene ad essere equivalente al liberalismo economico (cf DAP-VD).

Capitoli e versetti.

Nella Bibbia, ognuna delle parti nelle quali si divide un libro (alcuni libri sono cos corti che non si dividono: le lettere 2 e 3 di Giovanni, quella di Giuda, quella di Filemone). Anche i manoscritti antichi presentano il testo diviso in sezioni, per una pi facile distribuzione nelle letture liturgiche. L'attuale divisione in capitoli la realizz Stephen Langton nel 1206, quando era maestro a Parigi (diventer poi arcivescovo di Canterbury). Nel 1550, Robert Estienne divise i capitoli in *versetti, che facilitano la citazione esatta e la rapida ricerca di qualsiasi testo.

Capitolo.

" Il capitolo dei canonici, sia cattedrale sia collegiale, il collegio di sacerdoti al quale spetta assolvere alle funzioni liturgiche pi solenni nella chiesa cattedrale o collegiale; spetta inoltre al capitolo cattedrale adempiere i compiti che gli vengono affidati dal diritto o dal vescovo diocesano " (CIC 503).

Cappadocia.

Regione dell'*Asia Minore, provincia romana dall'anno 17 a.C. E menzionata in At 2,9 e in 1 Pt 1,1. Nella storia della Chiesa sono famosi per i loro scritti alcuni *Padri della Chiesa detti Padri Cappadoci (san Basilio, san Gregorio Nazianzeno, san Gregorio di Nissa).

Cappella.

Luogo di culto destinato a un gruppo particolare, come i residenti in un ospedale, in un collegio, in un quartiere. Appartiene all'ambito di una *parrocchia.

Cappellano.

Sacerdote incaricato di prendersi cura di una *cappella o di un gruppo di fedeli normalmente pi piccolo di quello di una *parrocchia, come una comunit religiosa, un collegio, un'universit, un gruppo omogeneo, ecc.

Cappuccini.

Vedi san *Francesco d'Assisi.

Carattere.

In psicologia, l'" insieme delle qualit e degli atteggiamenti che configurano il modo di essere di una persona ". Al temperamento, che risulta dai caratteri ereditati, si aggiungono le caratteristiche acquisite.

In teologia, " il marchio spirituale indelebile che producono nella persona i *sacramenti del *battesimo, della *confermazione e dell'*ordine, i quali, appunto per questo, sono irripetibili.

Cardinale.

Dal latino, cardo = cardine. *Prelato nominato dal papa con una duplice missione: essere collaboratore del Santo Padre nelle questioni pi importanti (vedi *Concistoro) ed eleggere il nuovo pontefice, con il Collegio Cardinalizio riunito in *Conclave, quando si verifica la *Sede Vacante. Il titolo di cardinale compare verso il secolo X o XI; i primi furono i 25 presbiteri incaricati delle parrocchie di Roma, in quanto pi immediati ausiliari del loro vescovo, il papa. Erano cardinali-presbiteri. Pi tardi si aggiunsero gli altri due gruppi oggi esistenti. Dall'anno 1059, per decisione del *sinodo di Roma, sanzionato dal papa Nicola II, fu riservata a loro l'elezione del papa. Dal 1586, furono ammessi anche gli stranieri. Ci sono tre gruppi di cardinali: a) Cardinali-vescovi, che sono i titolari delle diocesi suburbicarie (fuori dalle mura di Roma o nel circondario della citt) e, per decisione successiva al concilio Vaticano II, i patriarchi orientali elevati al cardinalato (che conservano il titolo della propria sede patriarcale); b) Cardinalipresbiteri, e c) Cardinali-diaconi. A questi due ordini si assegnano rispettivamente titoli o diaconie (chiese) a Roma. Anche se in altre epoche vi sono stati dei cardinali secolari e, fino alla convocazione del concilio Vaticano II, cardinali presbiteri, oggi essi sono designati tutti tra i vescovi o sono consacrati tali prima della loro investitura. I cardinali che hanno compiuto 80 anni non possono pi partecipare al conclave per l'elezione del papa (cf CIC 349-359).

Cardinale decano.

Vedi *Decano.

Carisma.

Dono di Dio a una persona per il bene della comunit. Pu essere straordinario, come il dono di fare miracoli o di parlare le lingue, ma normalmente sono qualit non straordinarie, per esempio la chiamata alla vocazione religiosa, o una speciale sensibilit nel cogliere il bisogno dei poveri. In tempi recenti, c' stato un risveglio di interesse per lo Spirito Santo e per i suoi doni nei gruppi chiamati carismatici o di rinnovamento carismatico. Carisma e *gerarchia non sono elementi contrapposti, ma complementari: uno pi attento a ci che vitale, l'altro a ci che istituzionale, ma non in forma esclusiva, salvo casi di deviazione. Come indica san Paolo (cf 1 Cor 12,28), l'azione stessa di governare un carisma, poich la corretta visione del governo quella del servizio alla comunit.

Carit.

Amore soprannaturale, riversato in noi dallo Spirito Santo (cf Rm 5,5). La carit (da carus = di grande valore) l'unica virt che permane anche nell'aldil (cf 1 Cor 13,8). Non solo la prima delle virt, ma appartiene a un ordine diverso, superiore, definitivo; le altre valgono unicamente in quanto aiutano ad incrementare la carit o ne sono informate, poich questa configura il modo di essere di Dio stesso e ci fa partecipare della sua ricchezza e felicit, cos come, grazie all'amore per un'altra persona, facciamo nostre la sua ricchezza, la sua felicit o il suo dolore.

Caritas.

Termine latino che significa " carit ". Ai nostri giorni designa un'organizzazione della Chiesa che funziona nella maggior parte dei paesi. Ad essa fa capo gran parte delle offerte di beneficenza di cui regola la distribuzione, sia nel paese d'origine, sia nei paesi pi colpiti dalla povert, soprattutto con progetti concreti che aiutino a migliorare le condizioni dei gruppi emarginati. Altre organizzazioni, in parte simili alla Caritas, sono, tra le pi importanti: Misereor (espressione latina che significa " provo compassione ") e Adveniat (in latino, " venga ", dal Padre Nostro: " venga il tuo Regno "). Queste funzionano in paesi ricchi, come la Germania, e destinano i loro fondi a paesi del Terzo Mondo secondo dei progetti molto concreti.

Carlo Borromeo, san (1538-1584).

Nipote del papa Pio IV, che lo nomin cardinale e suo segretario a ventun anni. Influ in maniera decisiva sullo zio per il bene della Chiesa. Arcivescovo di Milano, mise in atto con grande zelo la riforma avviata dal concilio di *Trento, dando un esempio che sarebbe stato seguito da molti anche nel secolo successivo.

Carlomagno (742-814).

Re dei Franchi dal 768 e in seguito imperatore. Opponendosi alle pretese del re longobardo, conferma e amplia le donazioni che suo padre, Pipino il Breve, aveva fatto al papa Stefano II (vedi *Stati pontifici). Fu coronato imperatore dal papa Leone III nel Natale dell'anno 800. Diede impulso alle lettere, favor il risorgere della *teologia, nonch della vita cristiana. Promosse il rinnovamento della *liturgia, per quanto, nello spirito dell'epoca, fu una riforma pi ritualista che vitale. D'accordo con i papi, oper affinch i diversi paesi adottassero la liturgia romana.

Carmelitani.

Ordine monastico che si ispira al profeta Elia, ritiratosi con *Eliseo a vita eremitica sul monte *Carmelo, da cui prendono il nome. Si ritiene fondatore dell'ordine l'inglese san Simon Stock, nel secolo XIII (ordine *mendicante *contemplativo. Nel secolo XVI, santa *Teresa di Ges realizz la riforma prima delle religiose e poi, con san *Giovanni della Croce, dei religiosi. Da allora l'ordine si divide in due rami: quello dell'antica Osservanza e i Carmelitani Scalzi o Riformati.

Carmelo.

Monte, o meglio catena montuosa, nel nord della *Palestina, che dall'odierno porto di Haifa, nel Mediterraneo, si protende verso sud-est. Il profeta Elia vi avrebbe riunito una scuola di asceti e qui situata la lotta con i profeti di Baal (1 Re 19,46s; 2 Re 2,25; 4,25).

Carne e sangue.

Espressione aramaica che designa l'uomo, sottolineando l'aspetto fragile e limitato della sua natura (cf Mt 16,17).

Carran Harran.

Antica citt nel nord della *Mesopotamia, importante per la sua ubicazione nelle rotte commerciali. Vi si trasfer *Abramo dopo aver lasciato *Ur dei Caldei (cf Gn 11,31) e da essa part per i successivi viaggi (cf Gn 12,5; 24,10; 27,43).

Cartagine.

Antica citt dell'Africa settentrionale, situata presso l'odierna Tunisi. Nei primi secoli fu il centro principale del cristianesimo in Africa e patria di figure illustri come *Tertulliano e san Cipriano. Vi si celebrarono numerosi sinodi o concili nei secoli III, IV e V.

Cartesio.

Vedi *Descartes, Ren.

Casel, Oddo (1886-1948).

Monaco *benedettino del monastero di Maria Laach, nella Renania tedesca, principale esponente della riforma e del rinnovamento liturgico che vanno sotto il nome di *teologia dei misteri.

Casistica.

Studio della morale basato su singoli casi concreti, per dedurne norme di condotta. Negli ultimi secoli, questo approccio allo studio della morale fin con l'impoverirla, degenerando in una presentazione della legge divina spersonalizzata e minimalista (che si contenta di fare il minimo). La reazione positiva stata la visione della morale come risposta generosa alla legge di Dio, data per il nostro bene.

Caste.

I distinti gruppi di abitanti di un paese che, per motivi religiosi, politici, di nascita, ecc., costituiscono un insieme chiuso. L'India il paese nel quale il sistema delle caste divide e stratifica pi profondamente le persone in classi superiori ed inferiori, che praticano una rigida endogamia (matrimonio all'interno del gruppo).

Castel Gandolfo.

Comune in provincia di Roma, presso il lago Albano, dove la *Santa Sede possiede una residenza estiva per il papa, iniziata nel 1628 su disegno di C. Maderno. Questa propriet fa parte dello stato del *Vaticano, in virt dei Patti *Lateranensi del 1929.

Castit.

Virt che consiste nel dominio e nell'ordinamento dell'appetito sessuale. Si distinguono: castit celibataria, castit matrimoniale, castit consacrata. Quest'ultima quella praticata dai religiosi per voto al fine di coltivare un amore pi disinteressato verso Dio e verso il prossimo (vedi CIC 599).

Csula.

Indumento liturgico a forma di mantello senza maniche e con un'apertura al centro per passarvi la testa. Si veste sopra al *camice. Vedi *Pianeta.

Catacombe.

Gallerie sotterranee, generalmente con varie derivazioni ed anche su diversi livelli, destinate anticamente a seppellire i morti. Durante le persecuzioni, i cristiani vi si riunivano per celebrare i misteri.

Catafatica.

Vedi *Apofatica.

Ctari.

In greco, katharos = puro. Seguaci di una setta eretica apparsa in Europa - regione del Reno, Italia e, soprattutto, sud della Francia - nel sec. XII. In un contesto storico che perseguiva con urgenza l'ideale della riforma ecclesiale, si diffusero rapidamente, specie nelle classi inferiori, grazie alla predicazione e alla vita morale dei loro membri; in campo dottrinale, invece, professavano idee dualiste, a volte respingendo l'Antico Testamento e rifiutando l'autorit ecclesiastica e i sacramenti. Ripetutamente condannati, la loro repressione gener perfino delle guerre che insanguinarono il sud della Francia. Nei secoli seguenti, i domenicani, grazie alla forza della loro dottrina, e i francescani, per l'ideale di vita evangelica che incarnavano, furono decisivi nell'estinzione di questa setta e del movimento che formavano con altri simili.

Catarsi.

In greco, " purificazione ". Tecnica o modo di dire che permette di liberarsi dai conflitti interiori consci o inconsci. Come tecnica terapeutica, utilizza il rivivere il conflitto per assimilare in modo sano la situazione. " Per estensione, sentimento di purificazione o liberazione suscitata da qualche esperienza causata da qualsiasi opera d'arte ".

Catechesi.

Dal greco, katecheo = istruisco a viva voce. Istruzione nella fede. Si differenzia dal *krigma, primo annuncio gioioso, in quanto la catechesi una formazione sistematica e completa, secondo il livello delle persone.

Ecco una definizione descrittiva della catechesi: " E quella tappa (o periodo intensivo) dell'itinerario di evangelizzazione, in cui si danno ai cristiani le basi per comprendere, celebrare e vivere il vangelo del regno, al quale hanno aderito, e per partecipare attivamente alla realizzazione della comunit ecclesiale e all'annuncio e diffusione del vangelo. Questa formazione cristiana, integrale e fondamentale, ha come meta la confessione di fede.

In questa descrizione, si sottolinea: la sua dimensione temporale (un periodo), il suo carattere fondamentale (insegnamento elementare o iniziale), che deve essere integrale, comunitaria, in rapporto con la liturgia, missionaria, parte della conversione e che ha come meta la confessione di fede (cf Com. Episc. de Ens. y Cat. Esp., La Catequesis de la Comunidad, 171).

Catechesi tradendae.

*Esortazione apostolica del papa Giovanni Paolo II, pubblicata il 16101979 (primo anniversario del suo pontificato), nella quale raccoglie la dottrina del sinodo dei vescovi riunitosi nell'ottobre del 1977 sul tema della catechesi. Il ritardo della sua uscita si deve alla scomparsa di Paolo VI e di Giovanni Paolo I, intervenuti anch'essi nell'elaborazione del documento. Ges al centro di questa esortazione pastorale. Nei primi capitoli predomina il carattere dottrinale, per scendere poi ad aspetti pi pratici. Indicativa del carattere ottimista, dinamico e gioioso di questo documento, pu essere la frase: " Bisogna formare dei cristiani sicuri nell'essenziale, e umilmente felici della propria fede " (n. 61) (cf Introd. PPC).

Catechetica.

Disciplina teologico-pastorale che studia tutto ci che si riferisce alla *catechesi: catechizzato, catechista, contenuti, pedagogia, metodologia, storia, ecc.

Catechismo.

Testo di dottrina cristiana, di struttura generalmente sintetica, che serve come appoggio e complemento alla *catechesi.

Catechista.

Operatore di *pastorale che si assume il compito di educare sistematicamente alla fede bambini, giovani o adulti. E un autentico ministero, che normalmente deve essere realizzato in nome della comunit cristiana.

Catecumenato.

Periodo di formazione alla vita cristiana. Storicamente, il catecumenato fu un'istituzione ecclesiale importantissima, in particolare dal II al V secolo, quando la maggior parte dei battezzati erano adulti convertiti. La formazione comprendeva tre aspetti: dottrina, celebrazione (sacramenti) e vita o costumi. Durava diversi anni, dal primo avvicinamento alla comunit dei credenti fino alla celebrazione dei sacramenti dell'*iniziazione cristiana nella *veglia pasquale. Oggi c' un ritorno a questo istituto in quanto aumentato il numero di chi chiede di entrare nella comunit ecclesiale in et matura. Si chiama a volte catecumenato l'impegno di riscoperta e approfondimento nella fede di coloro che sono gi membri della Chiesa, ovvero battezzati.

Caterina da Siena, santa (1347-1380).

Terziaria domenicana, esercit una grande influenza sul suo tempo, tra l'altro inducendo Gregorio XI a tornare da Avignone a Roma. Pio XII, nel 1939, la proclamava Patrona d'Italia. Per i suoi scritti di spiritualit (Dialogo della divina Provvidenza, Lettere) Paolo VI, il 4 ottobre 1970, la proclam dottore della Chiesa con santa Teresa di Ges. Giovanni Paolo II, il 1o ottobre 1999 la proclam Compatrona d'Europa.

Cattedra.

Seggio, simbolo di autorit e di magistero. Si parla di cattedra di Pietro con riferimento all'autorit dottrinale del papa e di cattedra episcopale per indicare il seggio del vescovo nella *cattedrale, simbolo della sua autorit dottrinale.

Cattedrale.

Chiesa madre della *diocesi nella quale ha sede (*cattedra) il vescovo. Vedi *duomo.

Cattolicit.

Una delle quattro " propriet essenziali " (una, santa, cattolica, apostolica) della Chiesa, per la quale essa trascende i confini di razza, popolo, lingua e tradizioni ed universale in Cristo.

Cattolico.

Dal greco katholics = universale. La Chiesa " cattolica " perch annuncia il vangelo - secondo il comando missionario di Cristo agli apostoli - ad ogni creatura e accoglie popoli, nazioni, culture, in un pluralismo vivo di espressioni dell'unica fede. Contrapposto a " ortodosso " dopo la frattura con l'Oriente e, nel XVI secolo, a " protestante ", venne ad indicare la confessione cristiana che riconosce come capo supremo il vescovo di Roma.

Cedron c 10.

Valle ad est di Gerusalemme che separa il tempio dal *monte degli Ulivi. Nella stagione delle piogge vi si raccolgono le acque, dando vita a un torrente che porta lo stesso nome.

Cefa.

In aramaico, " roccia ". E il nome che Ges d a Simone, figlio di Giovanni, fin dal loro primo incontro (Gv 1,42) e quando gli annuncia che su di lui edificher la sua chiesa (Mt 16,18). Il greco ed il latino lo tradussero come " pietra ": " petros, petrus ", da cui il nostro *Pietro, in cui per si indebolisce il significato originale.

CELAM.

Sigla del Consiglio (e della Conferenza) Episcopale Latino-Americano. Il Consiglio l'organismo di lavoro della Conferenza Episcopale. E formato da alcuni vescovi e da personale ausiliario. Ha sede a Bogot. La Conferenza si riunisce ogni dieci anni circa: 1955, a Rio de Janeiro; 1968, a Medelln (Colombia); 1979, a Puebla (Messico); 1992, a Santo Domingo (Repubblica Dominicana), per il V centenario dell'evangelizzazione dell'America.

Celebrante.

Colui che celebra. Nelle celebrazioni liturgiche, in particolare nella *messa, si suole dire che il celebrante il presbitero che presiede. Questo modo di dire inadeguato, perch tutti quelli che partecipano alla celebrazione sono celebranti. Al presbitero che presiede spetta il nome di presidente della celebrazione. Nel designare solo lui come celebrante c' il rischio che gli altri prendano un atteggiamento passivo.

Celebrazione.

Rito nel quale si esprime un atto comunitario e, in modo solenne, il senso gioioso dell'esistenza, sperimentato in una realt che incarna una dimensione trascendentale o almeno importante nella vita. La celebrazione in stretto rapporto con il senso della *festa. Il suo ambito principale quello religioso, i cui contenuti riguardano la trascendenza dell'essere umano e il senso definitivo della vita.

Celebrazione della parola.

Si d oggi questo nome a ci che anni fa veniva chiamato paraliturgia. Si tratta di celebrazioni della parola di Dio. La parte centrale costituita da una o pi letture bibliche. Esse sono precedute o accompagnate da canti, preghiere, omelia, monizione... oltre a qualche elemento specifico secondo il carattere della celebrazione stessa: professione di fede, simboli di luce, acqua o altri, atti penitenziali... Sono state raccomandate dal Vaticano II, in particolare in quei luoghi dove non vi siano sacerdoti (cf SC 35,4). Rivestono una particolare importanza quelle previste nel Direttorio per la celebrazione domenicale in assenza del presbitero (Congr. per il Culto Divino, 020688): sono una celebrazione della parola seguita dalla comunione.

Celibato.

Condizione di chi celibe. Si applica particolarmente a chi rinuncia al matrimonio per dedicarsi in modo particolare alla vita e alle attivit religiose. Nella Chiesa Cattolica i sacerdoti e i religiosi fanno voto di castit assoluta, secondo un obbligo divenuto canone dopo il Concilio di Trento. Nelle Chiese orientali il celibato obbligatorio solo per i vescovi; presso i protestanti ammesso il matrimonio dei pastori.

Celibe.

L'uomo non unito in matrimonio. Per le donne si usa *nubile.

Cena del Signore.

La cena pasquale che il Signore Ges celebr con i suoi discepoli alla vigilia della sua morte in croce. Attualmente, si chiama cos anche la celebrazione eucaristica, nella quale riattualizziamo la pasqua del Signore. Le si danno anche altri nomi, come *messa, sacrificio eucaristico e - ma non nel linguaggio popolare - nuova pasqua, memoriale del Signore, sinassi (riunione) eucaristica, ecc.

Cenacolo.

Anticamente, sala in cui si cenava. Per antonomasia, luogo dove Ges celebr l'*Ultima cena con i suoi discepoli. Si ritiene che questo luogo fosse lo stesso nel quale erano riuniti i discepoli quando Ges apparve loro risorto e anche la sala dove si trovavano in preghiera circa 120 persone (gli apostoli, i discepoli, Maria e altre donne) quando discese lo Spirito Santo nella Pentecoste.

Cenobitismo.

Vedi *Vita religiosa.

Censore.

La persona a cui il vescovo, o un suo rappresentante, d l'incarico di esaminare un'opera di carattere religioso-morale, prima di autorizzarne la pubblicazione.

Censura.

- 1. L'azione del *censore.

- 2. Il Codice di Diritto Canonico prevede due tipi di sanzioni penali: le censure o pene medicinali e le pene espiatorie. Sono censure: *la scomunica, l'*interdizione, la *sospensione (soltanto per i chierici) (cf CIC 1312, 1331-1333).

Cero.

Grande candela usata nel culto liturgico. E simbolo di Cristo, luce del mondo (Gv 8,12).

Certosa - Certosini.

La Certosa un monastero di certosini (dal francese Chartreuse, regione del Delfinato, presso Grenoble, dove san Bruno fond nel 1084 un primo monastero dell'Ordine). I certosini sono *monaci *contemplativi; conducono vita eremitica, parzialmente temperata dal cenobitismo. Ogni monaco vive nella propria cella (composta da una stanza per lo studio, quella per il riposo, servizi e un piccolo orto), disposta attorno al chiostro.

Cesare.

Nome dato agli imperatori romani dal sec. I d.C. Viene dal nome di Giulio Cesare (100-40 a.C.). Da esso derivano il termine tedesco Kaiser e quello di Czar. *Paolo e gli evangelisti impiegano varie volte questo nome: Fil 4,22; Mt 22,17; Mc 12,14; Lc 2,1; 3,1; 20,22; Gv 19,12; 19,15; At 25,21.

Cesarea.

Nome di diverse citt antiche in onore di Augusto o di altri imperatori (Cesari) romani.

Cesarea di Filippo.

Citt nel nord della *Palestina, ai piedi del monte *Ermon, presso le sorgenti del Giordano. Filippo, figlio di Erode il Grande, cambi il nome della citt, che si chiamava Paneas, in onore di Cesare Augusto. Era detta Cesarea di Filippo per distinguerla da Cesarea Marittima. In questa regione ebbe luogo la promessa del *primato fatta a Pietro da Ges (cf Mt 16,13-20; vedi anche Mc 8,27-30).

Cesarea di Palestina o Marittima c 2.

Era uno dei maggiori porti del Mediterraneo orientale. Fu fondata da *Erode il Grande, che vi edific un grande tempio dedicato a Cesare Augusto e a Roma. *Paolo, che aveva usato varie volte questo porto per i suoi viaggi, vi fu condotto per essere processato davanti al governatore Felice. Trascorsi due anni in prigione, fece appello a Cesare e da qui part per Roma. E citata numerose volte negli Atti (At 23,23; 24,22; 25; ecc.).

Cesaropapismo.

Situazione delle relazioni Chiesa-Stato in cui quest'ultimo protegge la prima ma, allo stesso tempo, esercita un'influenza indebita su di essa. Si verificata spesso nella storia.

Chaminade, Guillaume-Joseph (1761-1850).

Venerabile. Sacerdote francese nato a Prigueux e morto a Bordeaux. Dopo la Rivoluzione Francese, vive in esilio a Saragozza (Spagna) dal 1797 al 1800. Nel 1816 fonda, con Adle de Batz de Trenquellon, l'Istituto delle Figlie di Maria Immacolata (Marianiste) e, nel 1817, la Societ di Maria (Marianisti), dedita fondamentalmente all'educazione. Nel suo pensiero, l'insegnamento in funzione dell'educazione. La sua pedagogia sottolinea il rispetto per l'alunno, la gioia e la devozione alla Vergine Maria.

Champagnat, Marcellino, beato (1789-1840).

Nacque e visse nella regione di Lyon (Francia). Appartenne alla Societ di Maria (Padri Maristi). La carenza di educatori cristiani nei tempi che seguirono la Rivoluzione Francese risvegli in lui, a ventisette anni, la chiamata di Dio a fondare, nel borgo di La Valla, la Congregazione dei Fratelli Maristi. Ad essi assegn come missione la formazione umana e religiosa degli educandi, soprattutto i pi bisognosi. Nella sua pedagogia, Champagnat sottolinea l'amore (" per educare il fanciullo bisogna amarlo "), il cristocentrismo (" in tutte le vostre catechesi dovete parlare di Ges ") e la devozione alla Madonna (" tutto a Ges per Maria... ").

Cherubini.

Le sfingi alate (karibu) che fiancheggiavano i troni reali o vegliavano alla porta dei templi nell'antica Siria. Nel popolo ebreo, assenti nel culto del deserto, compaiono durante il soggiorno dell'*arca a *Silo, dove si dice che " Jhwh siede sui cherubini ". Nel tempio postesilico, due piccole figure di cherubini in oro sono attaccate al *propiziatorio (cf Es 25,17-20; 2 Re 19,15; 1 Sam 4,4; Sal 18,11; 80,2; 99,1; Ez 1).

Chiaravalle.

Famoso monastero situato nella Francia centro-orientale. San *Bernardo ne fece il centro della riforma dei *monaci *cistercensi, che seguono la *regola benedettina nel rigore originale.

Chierichetto.

Il bambino che aiuta il presbitero che presiede la celebrazione liturgica: lo accompagna, porta all'altare il pane, il vino e l'acqua, ritira il calice, ecc. In questi servizi sono come *accoliti bambini. In alcuni luoghi sono gruppi numerosi e prestano altri servizi, come partecipare al coro dei cantori.

Chierico.

Membro del *clero.

Chiesa.

1. La comunit religiosa fondata da *Cristo, che, animata dallo *Spirito Santo, continua la sua opera nel mondo. La parola significa convocazione, riunione, assemblea. Da quel significato molto concreto pass a designare la comunit dei seguaci di Ges. Nel corso della storia, la comunit iniziale, che si andata sviluppando, si divisa in molte Chiese. Abbiamo il problema della riunificazione, poich Cristo ha fondato una sola Chiesa e vuole che tutti siano una cosa sola (Gv 17,21): il problema dell'*ecumenismo. La Chiesa cattolica ha circa 850 milioni di fedeli distribuiti in circa 2.500 diocesi. La sua gerarchia composta da circa 4.000 *vescovi, 412.000 *presbiteri e 9.000 *diaconi.

2. Chiesa significa anche il tempio dove la comunit si riunisce per le sue celebrazioni. Dal significato vivo di assemblea pass a designare il luogo.

3. Chiesa particolare. Un altro nome della *diocesi.

Chiese Orientali Cattoliche.

Esistono circa dodici milioni di fedeli uniti a Roma nei cinque riti e gruppi di Chiese orientali: bizantino (circa 5 milioni di fedeli, ucraini, rumeni, e altri sparsi per il mondo); caldeo (circa 500.000 in Iraq, malabarici in India); alessandrino (150.000 copti in Egitto, 100.000 etiopi); antiocheno (maroniti, siri...) e armeno (circa 100.000 in diversi paesi).

Per queste Chiese fu promulgato nell'ottobre del 1990 un Codice dei Canoni delle Chiese Orientali. A capo di ogni Chiesa c' un *Patriarca che, a differenza che in Occidente, non un titolo meramente onorifico: ha giurisdizione su tutti i vescovi e fedeli del suo rito. Il Sinodo o assemblea di tutti i vescovi del patriarcato l'istanza suprema e ha il diritto di nominare i vescovi: il papa interviene accettando precedentemente la lista dei candidati e concedendo poi all'eletto la comunione apostolica e l'inserimento nel collegio episcopale (cf F. Monge, Palabra 308, dic. 1990, 18-19).

Chiliasmo.

Vedi *Millenarismo.

Chiostro.

1. Galleria chiusa, all'interno dell'edificio di un *monastero. Nei monasteri antichi si trovano spesso chiostri di grande valore artistico.

2. Metaforicamente, sinonimo di monastero e di *vita religiosa.

Ciborio.

Elemento architettonico costituito da una copertura che sormonta l'altare sostenuta da quattro colonne. E di solito costruita, soprattutto nel periodo barocco, con materiali pregiati. Celeberrimo quello della basilica di san Pietro realizzato dal Bernini. Il termine pu anche indicare, per estensione, il *tabernacolo, che a volte ne riprende la forma. Un sinonimo frequentemente usato *baldacchino.

Cielo.

In senso religioso, non lo spazio solcato dagli astri. E lo stato o situazione vitale di felicit piena nel quale si trovano coloro che, essendo passati da questo mondo all'*aldil, condividono la vita di Dio nell'amore, in compagnia di tutti quelli che sono giunti nella stessa situazione.

Cilicia.

Regione dell'*Asia Minore meridionale (odierna Turchia), nell'estremit orientale del Mediterraneo. Aveva per capitale *Tarso, patria di *Paolo.

Cilicio.

Panno ruvido, di pelo di capra, in origine proprio della *Cilicia. Se ne faceva una cintura nodosa, portata sulla pelle per penitenza. Con questo nome si indicano anche altri strumenti (catenelle, stoffe ruvide, ecc.) che si usavano o si usano (oggi molto di meno, essendo cambiato il senso dell'ascesi) cinti al corpo.

Cimitero.

Dal greco, koimao = mettere a dormire, da cui deriva koimeterion = luogo di riposo, dormitorio. Luogo dedicato alla sepoltura dei morti. Nella Chiesa, i cimiteri sono benedetti liturgicamente, cos come si fa per gli edifici riservati al culto. Oggi sono le autorit civili che mantengono i cimiteri per tutti i cittadini. Data questa situazione, " dov' possibile, si abbiano cimiteri propri della Chiesa, o almeno degli spazi, nei cimiteri civili, riservati ai fedeli defunti; gli uni e agli altri devono essere benedetti secondo il rito proprio. Ma se non possibile ottenere ci, secondo il rito si benedicano di volta in volta i singoli tumuli " (CIC 1240). Il rispetto per i defunti, manifestato anche nella loro sepoltura, espressione della nostra fede, della nostra speranza e della nostra carit.

Cinematografia.

E' la scienza-arte-tecnica della comunicazione per mezzo di immagini in movimento. Specifica del cinema l'immagine visiva, non la parola. Sebbene oggi il piccolo schermo tolga sempre pi spazio al cinema, questo rimane uno dei grandi mezzi di rappresentazione della vita e di evoluzione della *cultura.

Cingolo.

1. Cordiglio con cui il sacerdote si cinge il *camice nelle funzioni religiose.

2. Cordone che si porta sul saio o sull'abito religioso.

Cipro.

Isola situata nel Mediterraneo orientale, provincia romana ai tempi del NT. Il libro degli Atti cita diverse volte avvenimenti svoltisi in quest'isola nella propagazione del Vangelo, soprattutto per opera di *Paolo e di *Brnaba, che era cipriota. Nella citt di Pafos, Paolo e Brnaba riuscirono a convertire il proconsole Sergio Paolo (At 13,6-12; vedi anche 11,19-20; 21,16).

Circoncisione.

Ablazione del prepuzio, cio della pelle che copre la punta del pene. Era praticata da numerosi popoli nell'antichit (egizi, edomiti, moabiti, ecc.), ma non da altri con cui ebbe relazioni il popolo di Israele (filistei, assiri, caldei). Generalmente si praticava al giungere della pubert, come rito di iniziazione alla virilit. In Israele stabilita fin da *Abramo (Gn 17,9-14) ed il rito religioso di appartenenza al popolo di Dio. Era prescritto che si facesse all'ottavo giorno dalla nascita. " Segno fisico dell'alleanza con Jhwh, significa l'inserimento nella vita religiosa ebraica. Da qui la metafora "circoncisione del cuore" per esprimere la fedelt a Jhwh " (X. Lon-Dufour). In Israele, incirconciso equivale a dire pagano.

Circuminsessione.

La mutua immanenza delle tre persone della Trinit. E detta anche *pericoresi.

Cirene.

Citt situata presso la costa settentrionale africana, nella Libia attuale. Fondata dai greci, fu poi colonia romana ed ebraica. Oriundo di Cirene era Simone, detto anche il Cireneo, l'agricoltore che fu costretto a portare la croce di Ges (o forse solo uno dei legni) (Mc 15,21). Si parla degli abitanti di Cirene anche in At 2,10 (Pentecoste), At 6,9 (persecuzione contro Stefano) e At 11,20 (con i ciprioti sono tra i primi, ad Antiochia, a predicare anche ai greci, ovvero ai gentili.

Cirillo di Alessandria (370-444).

Padre e dottore della Chiesa orientale. Combatt l'eresia di *Nestorio. Sostenne in modo particolare il dogma dell'*Incarnazione. Vedi *Padri della Chiesa.

Cirillo di Gerusalemme (315-386).

Padre e dottore della Chiesa orientale. Polemizz aspramente con gli Ariani (vedi *Arianesimo) e combatt *Giuliano l'Apostata. Importanti le sue Catechesi. Vedi *Padri della Chiesa.

Cirillo di Tessalonica (827-869).

Presbitero e professore a Costantinopoli, predic il Vangelo, col fratello *Metodio, tra gli Slavi. Ide un alfabeto (alfabeto cirillico) per esprimere i suoni della lingua paleoslava. Tradusse la Bibbia e la Liturgia nella lingua di quei popoli.

Ciro.

Fondatore dell'impero persiano, conquist Babilonia nel 539 a.C.. La Bibbia lo presenta come l'eletto di Jhwh, per far tornare a Gerusalemme gli ebrei in esilio a Babilonia. Viene chiamato l'unto o *Messia, caso unico tra i pagani, poich questo nome era riservato ai re di Israele e poi a Ges, l'unto per antonomasia. Fu un grande sovrano, generoso non solo con gli ebrei, ma anche con gli altri popoli vinti (cf Is 44,28; 45,1; Esd 1,1-14; 6,3.5; 2 Cr 36,22-23).

Cisgiordania.

Parte della *Palestina situata ad ovest del *Giordano. Territorio occupato da Israele nel 1967. L'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP) vi proclama, nel 1988, lo Stato indipendente di Palestina.

Cistercensi.

Monaci dell'ordine istituito da san Roberto di Molesmes e che prende il nome dal primo monastero, *Citeaux. Il pi famoso monaco cistercense fu san *Bernardo, che vi giunse, nel 1113, con trenta compagni, quando il monastero rischiava di estinguersi in seguito a un'epidemia. Bernardo e l'abate Harding ne elaborarono gli statuti nella cosiddetta Charta caritatis, sulla base della *regola di san *Benedetto, ma con maggior rigore nel senso della povert e della semplicit. Nel 1115, san Bernardo venne nominato abate del nuovo monastero di *Chiaravalle (Clairvaux). Grazie all'impulso di Bernardo, alla fine del XII secolo si contavano 525 abbazie cistercensi. Imparentati dalla stessa regola, *benedettini e cistercensi furono esteriormente identificati come i monaci neri e i monaci bianchi, per il colore dei rispettivi abiti. L'ordine ebbe una notevole influenza sullo stile architettonico medievale (romanico e gotico). In Italia introdussero lo stile gotico (abbazia di Fossanova, Casamari, ecc.).

Citeaux.

In latino, Cistercium. Villaggio nella Francia nord-orientale. San Roberto, dopo aver fondato l'abbazia di Molesmes (1075), si trasfer qui con venti compagni (1098), fondando il primo nucleo dell'ordine *cistercense.

Claret, Antonio Maria, santo (1807-1870).

Consigliere e confessore della regina Isabella II, vescovo di Santiago di Cuba. Fondatore dei Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria (CMF) o clarettiani (1849), destinati alle missioni popolari. Il loro lavoro oggi copre un raggio pi vasto: missioni, insegnamento, pubblicazioni, studi sulla vita religiosa... Padre Claret mor a Fontfroide, Francia, dopo aver partecipato al Concilio Vaticano I.

Clarettiani.

Vedi *Claret.

Classi sociali.

Sono le stratificazioni che, per cause diverse, si stabiliscono tra gli uomini e che costituiscono gruppi di una certa omogeneit interna. Di fatto, a differenza delle *caste, stabilite per nascita, le classi sociali si costituiscono principalmente in funzione della situazione economica, la quale, nel mondo d'oggi, viene determinata, nella maggior parte dei casi, dall'occupazione o lavoro che, a sua volta, dipende in larga misura dell'educazione che si riceve. Si parla normalmente di classe alta, classe media (suddivisa in medio-alta, media-media e medio-bassa) e classe bassa. Ognuna di esse forma una subcultura all'interno della cultura generale.

La divisione del lavoro naturale e utile. Ci che ingiusto il dominio di alcune classi su altre. Il rimedio sarebbe la progressiva eliminazione delle differenze economiche (che in qualche misura esisteranno sempre) con una valutazione pi egualitaria dei diversi lavori e l'elevazione culturale di chi sta pi in basso, poich l'ignorante si sente inferiore e soffre inesorabilmente la dipendenza di " classe ".

Claudio.

Imperatore romano (41-54) citato in At 11,28, allorch il profeta cristiano Agabo predice la carestia, poi verificatasi nel 48. In At 18,2, si cita l'ordine di Claudio che allontanava da Roma tutti i giudei.

Clofa (o Clopa).

Lc 24,18, d questo nome a uno dei due discepoli che, nel giorno della *Risurrezione, camminavano rattristati verso *Emmaus. Secondo un'interpretazione di Gv 19,25, Maria, la sorella della madre di Ges, era sposata a Clopa.

Clericalismo.

Ordinamento sociale nel quale il clero, in quanto tale, per disposizioni di legge o " de facto ", gode di privilegi o agisce in sfere estranee a quelle specifiche della sua vocazione. Questa situazione provoca come reazione l'*anticlericalismo.

Clero.

Corpo ecclesiale costituito da coloro che hanno ricevuto il sacramento dell'*ordine. Vi si entra a far parte con l'ordinazione diaconale (CIC 266). Si divide in clero secolare, costituito da coloro che appartengono al clero diocesano, e clero regolare, formato dai chierici delle congregazioni religiose.

Cluny.

La pi celebre abbazia della cristianit medievale. Nel 910, Guglielmo d'Aquitania don a Bernone, abate di Baume, la localit di Cluny, in Borgogna, perch vi fondasse un monastero secondo il primitivo spirito benedettino. I suoi monaci dipendevano direttamente dalla Santa Sede sia sotto il profilo temporale che spirituale. Sotto il secondo abate, Oddone, i monasteri cluniacensi acquistarono una grande forza e si estesero in tutta l'Europa cristiana, sia per il moltiplicarsi di nuove fondazioni, che per l'adesione alla loro riforma di altri gi esistenti. Dai suoi monasteri uscirono alcuni tra i migliori papi che ebbe la Chiesa nel Medioevo. Nel 1790, per effetto della Rivoluzione Francese, l'ordine cluniacense venne soppresso in Francia e il monastero fu distrutto.

Coadiutore.

" Aiutante ". E il *presbitero che, in una *parrocchia, collabora con il parroco.

Codice di Diritto Canonico.

Collezione sistematica di tutte le leggi generali della Chiesa. La prima raccolta in un codice unificato venne iniziata per disposizione di san Pio X, ma fu il suo successore, Benedetto XV, a promulgare il codice il 27 maggio 1917. Dopo il concilio *Vaticano II, se ne intraprese la revisione. Il nuovo codice fu promulgato il 25 gennaio 1983. Esso composto da 1752 canoni suddivisi in sette libri, o grandi sezioni. Il suo tenore molto diverso da quello del precedente; le disposizioni legali compaiono in un contesto dottrinale, ovvero l'*ecclesiologia del concilio *Vaticano II, sui documenti del quale, soprattutto la Lumen gentium (Costituzione dogmatica sulla Chiesa), si basano, riprendendone spesso alla lettera delle affermazioni o degli interi paragrafi.

Codice.

Antico manoscritto su papiro o pergamena, formato da un insieme di pagine sotto forma di quaderno (a differenza dei *rotoli, primitiva forma dei libri). I pi antichi codici sono scritti in lettere maiuscole o " onciali " e sono attualmente 242. I manoscritti in minuscola (sino a oggi se ne conoscono 2570) non risalgono oltre il IX secolo, ma non sono meno importanti perch forse i copisti avevano di fronte manoscritti pi antichi.

Principali codici maiuscoli: Codice Vaticano (indicato con la lettera B nelle edizioni critiche). Si conserva nella Biblioteca Vaticana. Scritto in greco, contiene tutta la Bibbia, salvo alcune lacune. Risale al sec. IV ed il pi antico manoscritto su pergamena. Codice Sinaitico (S). Del sec. IV. Fu scoperto dal ricercatore Tischendorf nel XIX secolo in un convento del*Sinai. Contiene tutta la Bibbia e anche alcuni libri non biblici. Appartenuto agli Zar, fu venduto dal governo russo all'Inghilterra nel 1933 e ora si trova al British Museum di Londra.

Codice Alessandrino (A). Del sec. V. Trasportato da Alessandria in Inghilterra nel XVII secolo, contiene l'intera Bibbia salvo alcune lacune.

Codice di Efrem. Del sec. V. E un " palinsesto ": il testo primitivo, che conteneva tutta la Bibbia, fu cancellato nel XII secolo da un copista, che si serv della pergamena per copiarvi i sermoni di sant'Efrem il Siro. Anche se con difficolt, facilitata per dalle odierne tecnologie, ancora possibile leggere parte del testo originale (un poco dell'AT e circa la met del NT). E conservato alla Biblioteca Nazionale di Parigi.

Codice di Beza o Cantabrigiensis (D). Del sec. VI. Appartenne al riformatore Teodoro di Beza, che lo don nel 1581 all'universit di Cambridge. Contiene solo i quattro Vangeli e gli Atti degli Apostoli. E scritto su due colonne, in latino e greco.

Codice Claramontano (Dp). Del sec. V. Contiene le lettere di san Paolo. E conservato nella Biblioteca Nazionale di Parigi.

Codice Freer o Washingtoniano (W). Del sec. V. Fu scoperto da Freer in Egitto nel 1906. Contiene i quattro Vangeli. Si trova a Washington.

I codici minuscoli sono posteriori e si identificano con un numero. I principali sono:

Del sec. XII. Conservato a Basilea. Contiene il NT.

13. Del sec. XIII. Contiene i quattro Vangeli. E' a Parigi.

33. Del sec. IX. Contiene il NT. E' a Parigi.

565. Del sec. IX. Contiene i Vangeli. E' a Leningrado.

1739. Del sec. X. Contiene gli Atti, lettere e annotazioni marginali degli antichi Padri. E' al Monte *Athos.

Vedi anche *Manoscritti biblici.

Cgito, ergo sum.

In latino, " Penso, dunque esisto ". Vedi *Descartes.

Collegialit.

Riferita ai vescovi di tutto il mondo, la collegialit il principio teologico-pastorale in virt del quale il governo della Chiesa implica la corresponsabilit di tutti i vescovi nella causa della Chiesa intera. Il Concilio Vaticano II ha chiarito questo principio, che completa ed equilibra quello del *primato del vescovo di Roma. Nella collegialit si articolano questi tre principi: a) ogni vescovo ha, nella sua diocesi, un'autorit propria, vale a dire, non delegata dal papa;

b) il papa, in virt del primato, ha autorit su tutta la Chiesa,

c) tutti i vescovi sono responsabili del compito ecclesiale, non solo nella propria diocesi, ma nell'insieme della Chiesa.

Collegiata.

Chiesa che, senza essere cattedrale, affidata alle cure di un *capitolo che quotidianamente vi celebra la *Liturgia delle ore.

Collegio episcopale.

Il corpo o insieme di tutti i vescovi, alla testa del quale c' il papa.

Colletta

Raccolta di denari per scopo benefico;

2. La prima orazione recitata dal sacerdote durante la *messa, per raccogliere e concludere le preghiere di tutti.

Colori liturgici.

Sono quelli impiegati nei paramenti e drappi liturgici. Sono diversi secondo i tempi e i luoghi. Attualmente, nel rito romano, si usano: il bianco (tempi di Pasqua e Natale, per tutte le feste del Signore, della Madonna e dei santi o sante non martiri); il verde (domeniche durante l'anno e giorni feriali); il viola (domeniche e giorni feriali di Quaresima e d'Avvento, messe per i defunti); il rosso (Venerd Santo, Pentecoste, feste o memorie dei martiri). Si usava anche il rosa nella III domenica d'Avvento e nella IV di Quaresima e l'azzurro come concessione particolare per le celebrazioni dell'Immacolata. Vedi *Anno liturgico.

Colossi.

Antica citt della Frigia (*Asia Minore). Vi aveva sede una comunit cristiana fondata da un certo Epafra (Col 1,7).

Colossesi.

Abitanti di *Colossi. Ad essi Paolo indirizz una lettera dalla prigionia.

Colpa.

Azione che contravviene alla propria coscienza.

Comandamenti.

Precetti della legge. Si parla per antonomasia dei dieci comandamenti della legge, dati da Dio sul *Sinai come parte del patto o *alleanza tra lui e il suo popolo. Sono espressione positiva della *legge naturale. Per comandamenti o precetti della Chiesa si intendono cinque leggi principali da essa stabilite su aspetti importanti e che devono essere ricordati. Vedi *Tavole della legge.

Comma giovanneo.

Viene chiamato cos un paragrafo della prima lettera di Giovanni, che compare nella *Vulgata: " nel cielo: il Padre il Verbo e lo Spirito Santo, e questi tre sono uno; e tre sono quelli che testimoniano sulla terra " (1 Gv 5,7b-8a). Le bibbie moderne lo sopprimono; sembra infatti una glossa introdotta pi tardi, poich non compare in quasi nessuno dei *manoscritti greci.

Commissione biblica.

Organismo romano incaricato di tutto ci che riguarda gli studi e la dottrina sulla Bibbia.

Communicatio in sacris.

O comunicazione nelle cose sacre. E la concelebrazione sacramentale nella quale intervengono ministri di diverse confessioni religiose. La Chiesa cattolica proibisce questo tipo di celebrazione ai suoi ministri per il rischio che si tenti l'unit fuori della verit. Incoraggia invece, secondo le circostanze, celebrazioni ecumeniche non sacramentali.

Compagnia di Ges.

Vedi *Gesuiti.

Compita.

Vedi *Liturgia delle ore.

Complutense, Bibbia.

Bibbia poliglotta, edita ad Alcal de Henares (Complutu) nel 1520, ma il cui tomo V, il NT greco, era gi apparso nel 1514.

Comunicazione.

Vedi *Mezzi di comunicazione di massa.

Comunione.

Il ricevere Cristo nell'*Eucaristia. In san Paolo e nella Chiesa primitiva, significava l'unione fraterna che porta alla comunione dei propri beni.

Comunione dei beni.

Il rendere partecipi gli altri dei propri beni nella misura in cui uno possiede e l'altro ha bisogno. Il sentimento umano di fratellanza universale esige un tale comportamento, tanto a livello individuale che di nazioni. E scandaloso che si distruggano enormi quantitativi di generi alimentari in eccesso mentre milioni di bambini e di adulti muoiono di fame. Mancano i meccanismi di distribuzione e la volont di trovare una soluzione.

La comunione cristiana dei beni l'applicazione pratica della carit. Secondo la legge dell'amore insita nell'essere umano, creato a immagine di Dio e promulgata esplicitamente da Cristo (vedi *Regola aurea), la condivisione con chi ha bisogno non semplicemente un gesto benevolo di generosit, ma un'esigenza della carit.

Comunione dei santi.

Unione mistica tra tutti i figli di Dio, vivi e defunti, per la quale partecipano degli stessi beni spirituali, siano essi in *cielo (Chiesa trionfante), nel *purgatorio (Chiesa purgante) o in questo mondo (Chiesa militante). E una delle verit fondamentali confessate nel *Credo o simbolo di fede.

Comunismo.

Sistema socio-politico nel quale tutti i mezzi di produzione sono in mano allo Stato. Di fatto, questo centralismo non pu essere praticato senza monopolizzare allo stesso tempo tutti gli altri aspetti dell'attivit umana, per cui la dittatura si impone di fronte ai tentativi di libert di espressione nella stampa, nell'arte, ecc. Con particolare forza si dirige contro la libert religiosa, poich considera la religione alienante dai problemi reali. Nella pratica, il rigore monopolistico del comunismo diviene pi transigente quando prende atto che, provocando una mancanza di interesse, diminuisce la produzione e il progresso. Il principio dell'uguaglianza tra gli uomini e lo sforzo di una migliore ripartizione dei beni sono i principali valori del comunismo. La repressione delle libert e l'ateismo militante sono i suoi pi evidenti valori negativi. Karl *Marx e Engels furono i principali artefici della dottrina comunista, nella seconda met del secolo XIX. Lenin lo instaur in Russia a partire dalla Rivoluzione di Ottobre del 1917.

Comunit cristiana.

Gruppo di fedeli, seguaci di Cristo che, insieme, celebrano e vivono la propria fede. A seconda delle circostanze, varia l'esperienza comunitaria. Sono comunit cristiana i membri di una parrocchia che si riuniscono la domenica, cos come lo sono coloro che fanno vita comune e condividono anche i loro beni materiali.

Comunit cristiane di Base.

O Comunit Ecclesiali di Base. Gruppi di cristiani che tentano di vivere il cristianesimo nella sua genuinit e con tutte le sue conseguenze ad imitazione delle comunit della Chiesa primitiva. Sono nuclei ecclesiali nei quali si vive la fraternit in rapporti pi personalizzati (rispetto alla massificazione), si approfondisce la propria fede (rispetto a un cristianesimo meramente formalista), si prende coscienza della radicale uguaglianza di tutti i cristiani (rispetto ad una esagerata accentuazione dell'aspetto gerarchico e alla considerazione dei fedeli secondo la loro rilevanza sociale). Queste comunit vogliono dare alla Chiesa un volto nuovo, meno sociologico e pi evangelico. Hanno i loro rischi: radicalismo ideologico, spirito aspro di critica, anarchia, elitismo, settarismo (cf EN 58; Documento di Puebla, 261). Nell'insieme sono state molto apprezzate (cf documenti citati). Le Conferenze dei vescovi latino-americani a Medelln e a Puebla le incoraggiano decisamente e vedono in esse la speranza di un rinvigorimento della fede.

Concelebranti.

In genere, si riferisce a ciascuno dei ministri che presiedono una celebrazione e, pi esattamente, a ognuno dei fedeli che vi partecipano, poich tutti celebrano e non solo il ministro, anche se i ministri hanno una loro funzione che non comune a tutti. Se non si parla di concelebrazione e di concelebranti relativamente ai fedeli, perch il linguaggio non si evoluto dai tempi non lontani in cui non si considerava la funzione del popolo sacerdotale. Vedi *Sacerdozio.

Concelebrazione.

Comunemente, si intende la realizzazione di una celebrazione liturgica (eucaristica o no) con la partecipazione di due o pi *presbiteri che la presiedono. Uno di loro il *celebrante principale.

Concepimento.

Il fatto che un nuovo essere umano comincia a formarsi nel seno della madre.

Conciliarismo.

Dottrina ecclesiologica che afferma che il *concilio ecumenico al di sopra del papa. Sorse come reazione all'incremento del potere papale e, soprattutto, per la situazione provocata dallo *Scisma d'Occidente (1378-1417). Il conciliarismo fu condannato nel V Concilio lateranense, 18o ecumenico (1512-1517).

Concilio.

Assemblea di vescovi. Si parla di concilio ecumenico o universale quando il papa convoca tutti i vescovi della Chiesa (con titolo di padri conciliari) per definire questioni fondamentali. Pu essere nazionale o regionale se composto dai vescovi di una nazione o regione. Nei documenti, di solito, concilio e *sinodo sono sinonimi; generalmente, per, il termine sinodo viene riservato alle assemblee di ambito ridotto, celebrate in passato. Oggi, di fatto, i vescovi di una nazione o zona hanno delle assemblee che sono l'equivalente dei sinodi di un tempo.

Concilio di Gerusalemme.

L'assemblea in cui si riunirono, nell'anno 48 o 49, a *Gerusalemme, *Pietro, *Paolo, *Barnaba, *Giacomo e altri apostoli ed anziani, per discutere delle osservanze da imporre ai pagani convertiti. Alcuni volevano imporre la *circoncisione e l'insieme della legge giudaica contro il parere di Paolo e Barnaba. Si decise, infine, per la libert cristiana (cf At 15).

Concilio ecumenico.

L'assemblea in cui il Collegio dei vescovi esercita in modo solenne la potest sulla Chiesa universale. Spetta solo al papa convocarlo e determinare le questioni da trattare; egli pu chiamare a parteciparvi anche persone non insignite della dignit episcopale. Hanno forza obbligante solo quei decreti che, insieme con i padri conciliari, siano stati approvati dal papa (CIC 337-431).

Concilio plenario.

Assemblea delle diocesi di una medesima *Conferenza Episcopale (CIC 439 e ss.).

Concilio provinciale.

Assemblea delle diverse Chiese particolari di una medesima *provincia ecclesiastica (CIC 439 e ss.).

Concistoro.

Assemblea dei cardinali convocata e presieduta dal papa. Al concistoro ordinario partecipano tutti i cardinali presenti a Roma. In quello straordinario vengono convocati tutti i cardinali del mondo in seduta segreta per questioni particolarmente gravi. A volte, il concistoro ordinario pubblico; vi sono invitati membri del Corpo Diplomatico e altre persone (CIC 353).

Conclave.

Dal latino, cum clavis = con chiave, stanza che si pu chiudere a chiave. La riunione dei *cardinali per eleggere il nuovo papa. Il nome viene dal fatto che il luogo dove i cardinali si raccolgono e vivono fino ad elezione raggiunta viene chiuso a chiave dall'esterno. Oggi si fa per evitare influenze esterne, ma la causa originale fu l'indignazione del popolo per la lentezza dei cardinali nell'arrivare ad un accordo (1241). Si sono avuti periodi di *Sede vacante durati pi di due anni. Il primo segno dell'avvenuta elezione la fumata bianca.

Concordanze.

Corrispondenze tra parole o concetti simili in diversi passi della *Bibbia. Esistono liste complete delle parole della Bibbia. In altri casi si tratta di corrispondenza tra *pericopi. Sono particolarmente frequenti nei vangeli *sinottici, le cui narrazioni sono in gran parte parallele.

Concordato.

Convenzione di tipo globale tra la *Santa sede ed il governo. Il trattato che regola i mutui rapporti tra due Stati, quando uno di questi Stati la Santa Sede o il *Vaticano, viene denominato concordato.

Concubinato.

Convivenza di un uomo e di una donna more uxorio (come se fossero marito e moglie) al di fuori del matrimonio legale.

Concupiscenza.

Desiderio o brama eccessivi. Generalmente si riferisce soprattutto al desiderio sessuale, ma comprende anche altri ambiti. Sebbene il desiderio non sia peccato, la concupiscenza viene presentata nella Bibbia come causa di peccati.

Condanna.

Situazione di tormento alla quale destinato definitivamente chi muore nell'inimicizia con Dio. E un punto della nostra fede che a molti riesce difficile accettare, perch sembra che Dio si vendichi di chi non gli ha obbedito. Tale visione contrasta con la giusta idea di Dio, bont infinita. Si deve comprendere la condanna come separazione volontaria da Dio. Dio la felicit per s e per chi aderisce a lui nell'amore. Nell'amore sperimentiamo e facciamo nostra la felicit dell'essere amato, come ci succede con i familiari e gli amici. Per chi non ama Dio, intrinsecamente impossibile godere della sua felicit. E questa separazione da ci che costituisce la nostra realizzazione e la nostra beatitudine si traduce in condanna. Ci che incomprensibile come l'essere umano possa in definitiva scegliere ci che lo rende infelice e persistere in questa scelta aberrante. Vedi *Dannazione.

Conferenza episcopale.

Organismo assembleare permanente dei vescovi di una nazione o di un territorio determinato per esercitare congiuntamente alcune funzioni pastorali (CIC 447-459).

Confermazione.

Secondo sacramento dell'*iniziazione cristiana, che infonde in noi lo Spirito Santo come ai discepoli nel giorno della *Pentecoste, per renderci pi simili a Cristo e rafforzarci per la testimonianza cristiana e per l'edificazione della Chiesa.

Confessionale.

Luogo dove il sacerdote, nel sacramento della penitenza, riceve la confessione del fedele.

Confessione.

Il riconoscimento della propria colpa in modo manifesto. Comunemente si chiama confessione il sacramento della *penitenza o riconciliazione, il che inesatto, poich la confessione solo un elemento del sacramento e non il pi importante (che il dolore per aver offeso Dio).

Confessione di Augusta.

Vedi *Melantone.

Confessioni religiose.

Le diverse Chiese o comunit di carattere religioso, unite da credenze comuni.

Nel nostro mondo occidentale, le principali confessioni religiose sono le Chiese cristiane, che formano tre gruppi: Chiesa Cattolica, Chiesa Ortodossa (vedi *Scisma) e Chiese Riformate o Protestanti (dette anche Evangeliche). Le Chiese Riformate sono nate dalla scissione provocata nel sec. XVI da *Lutero, *Calvino, *Zwingli, Enrico VIII e i loro seguaci. Poich non riconoscono un'autorit dottrinale o di governo unica, sono giunte ad una molteplicit di denominazioni o Chiese separate le une dalle altre. Gli stessi protestanti, per, distinguono tra confessioni religiose, che possiedono un corpo dottrinale pi solido e un'organizzazione pi seria, e sette, che sono i gruppi minori, privi della seriet delle confessioni. Vedi *Sette religiose.

Confucio (551-479 a.C.).

Pensatore cinese. Si interess ai riti e ai costumi cinesi e diffuse un sistema politico, sociale e morale basato sulla ragione, l'equit, l'altruismo. Ha il senso della trascendenza, ma il suo sistema, bench contempli dei sacrifici religiosi, pi che religioso di ordine sociale e morale, basato sulla legge naturale. Il confucianesimo stato il principale elemento della configurazione culturale cinese.

Congregazione.

Vedi *Vita religiosa.

Congregazioni romane.

Organismi del *Vaticano che, in nome del papa, amministrano i diversi aspetti del governo della Chiesa. Sono, nella Chiesa, un parallelo dei ministeri nel governo di una nazione. Vedi *Curia.

Congressi catechistici.

Assemblee di catechisti, finalizzate alla promozione dell'apostolato catechistico. I principali congressi catechistici sono stati finora quelli di Roma (1950), Eichstatt (1970), Bangkok (1962), Katigondo (1964), Medelln (1968) e Roma (1971).

Coniuge.

Sinonimo di consorte. Ognuna delle due persone unite in matrimonio.

Conopeo.

Velo con cui si copre la *pisside quando si ripone nel *tabernacolo e quando si fa l'esposizione del Santissimo senza utilizzare l'*ostensorio.

Consacrazione.

1. Atto del consacrare o dedicare a Dio in modo esclusivo. Si parla, ad esempio, di consacrazione religiosa o sacerdotale. Se si tratta di oggetti o di luoghi, come un altare o una chiesa, si usa anche la parola dedicazione.

2. Parte centrale della preghiera eucaristica. Vedi *Messa.

Consanguineit.

Parentela derivata dall'appartenere ad uno stesso stipite. Nei gradi pi prossimi un impedimento naturale e canonico al contrarre matrimonio.

Conselheiro, Antonio.

*Stregone che, alla fine del XIX secolo, trascin migliaia di cattolici alla *Macumba e alla disobbedienza nei confronti della autorit civili. Fu combattuto militarmente in quattro campagne, ma alla fine la sua dottrina venne tollerata (cf Vidal, DSO-VD).

Consigli evangelici.

In generale, ci che Ges, nella sua predicazione, propone come pratiche non di precetto ma particolarmente valide. In particolare, o per antonomasia, si definiscono cos gli inviti che si sono formalizzati nei tre voti di povert, castit e obbedienza professati da chi fa il suo ingresso nello stato canonico della *vita religiosa. Gli ordini che, come i *benedettini, fanno solo il voto di obbedienza, di fatto includono in esso, con la vita in comune, la povert e la castit.

Questi voti sono in funzione delle corrispondenti virt - e, in ultima istanza, della *carit - che sono quelle che costituiscono l'atteggiamento fondamentale (vedi *Opzione fondamentale). In questo senso, i consigli evangelici sono per tutti.

Consiglio delle Indie.

Organismo stabilito da Carlo V, nel 1524, per studiare e prendere provvedimenti in relazione alle nuove terre scoperte. Le sue competenze erano molto vaste. Consigliava il re o prendeva decisioni in campo politico, amministrativo, religioso, ecc.. Preparava le Leyes de Indias, nelle quali si riconosce un grande interesse per gli indigeni; interveniva nella nomina delle autorit civili e religiose, esaminava i documenti relativi al Nuovo Mondo, ecc. Fu abolito nel 1834.

Consiglio Ecumenico delle Chiese.

Organismo ecumenico nel quale sono rappresentate tutte le confessioni cristiane (salvo alcune troppo liberali e le *sette) non unite a Roma. Il suo fine promuovere l'unit. Ha sede a Ginevra, Svizzera. La Chiesa cattolica non ne membro, ma partecipa alle riunioni tramite dei delegati.

Consiglio pastorale.

Organismo al quale spetta " studiare, valutare, proporre conclusioni operative su tutto ci che riguarda le attivit pastorali della *diocesi " (CIC 511). " E composto da fedeli che siano in piena comunione con la Chiesa cattolica, sia chierici, sia membri di istituti di vita consacrata, sia soprattutto laici; essi vengono designati nel modo determinato dal vescovo diocesano " (CIC 512). E convocato e presieduto dal vescovo. Gode solamente di voto consultivo (CIC 514).

Consiglio presbiterale.

Gruppo di sacerdoti che, rappresentando il *presbiterio, come il senato del vescovo. " Spetta al consiglio presbiterale a coadiuvare il vescovo nel governo della diocesi... affinch venga promosso nel modo pi efficace il bene pastorale della porzione di popolo di Dio a lui affidata " (CIC 495). E composto da membri di diritto (persone che svolgono funzioni importanti nella diocesi), eletti dai presbiteri e nominati liberamente dal vescovo (CIC 497). Tra i membri del consiglio presbiterale il vescovo designa alcuni sacerdoti, da sei a dodici, che formano il Collegio dei consultori, che resteranno in carica per cinque anni (CIC 502).

Consorte.

Sinonimo di *coniuge.

Contemplativo.

Chi vive abitualmente in contemplazione. Si chiamano " contemplativi " anche i membri di congregazioni religiose maschili o femminili non dedite tanto all'apostolato esterno, quanto alla preghiera e al lavoro nella solitudine del *chiostro.

Contemplazione.

Tappa nella vita di preghiera nella quale, al di l delle parole e delle considerazioni o ragionamenti, lo spirito si sintonizza in modo vitale con Dio dal nucleo stesso del proprio essere.

Contestazione.

Negli ultimi decenni si d questo nome al fatto, o all'atteggiamento, di mettere in questione una certa realt. Racchiude un senso pi o meno accentuato di protesta e di non accettazione.

Continenza.

Virt morale grazie alla quale la persona contiene o domina e regola le proprie passioni ed inclinazioni. Il nome si impiega soprattutto con riferimento alla sessualit.

Contraccezione.

Il complesso delle tecniche e delle pratiche utili ad evitare che i rapporti sessuali provochino il concepimento.

Contrizione.

Dolore e pentimento per aver peccato. Implica il riconoscere la propria infedelt a Dio ed ai valori autentici. Questo dolore (e non la mera *attrizione che viene dal timore del castigo) indispensabile per ottenere il perdono nel sacramento della penitenza.

Controriforma.

La Riforma cattolica il movimento ecclesiale che sorse come reazione alla *Riforma protestante. Si manifest nei campi della dottrina, della morale, delle istituzioni e dell'organizzazione, ecc. Per la sua stessa origine, ebbe un carattere polemico che indur alcuni aspetti dottrinali, ma al tempo stesso dava una sicurezza di fronte all'anarchia dottrinale che si diffondeva con la Riforma protestante. Ebbe grandi figure di santit e di dottrina. Il suo carattere trionfalista rappresentato in architettura dal *barocco.

Convento.

Dal latino, conventus = adunanza, convegno. Residenza di una comunit di religiosi o religiose nata dopo il sec. XIII (quelle dei monaci, anteriori o posteriori, si chiamano *monasteri).

Conversione.

Tornare sui propri passi, cambiare rotta. Il dirigersi verso Dio di chi non lo conosceva o il ritorno a Lui di chi si era separato nel peccato. Tutto ci implica un cambiamento di mentalit e di orientamento della propria vita. L'uomo debole e incline al male, spesso infedele a Dio; l'AT e il NT sono pieni di chiamate alla conversione. La conversione uno dei grandi temi della Bibbia e ad esso attingono le letture in particolare nelle liturgie della Quaresima, durante la quale si vive o si rivive il cammino *catecumenale.

Copernico, Nicol (1473-1543).

Astronomo polacco. Nel sec. XVI, scopre il sistema eliocentrico, secondo il quale il sole e non la terra, come fino allora si era creduto, il centro dell'universo. (Oggi diciamo che il centro del nostro sistema solare. Vedi *Galileo.) Questa ed altre scoperte scientifiche della sua epoca ebbero ripercussioni anche nel campo religioso, in quanto liberarono da un certo senso mitico nella concezione del mondo.

Corano.

Dall'arabo Qur'n = recitazione, lettura. Libro sacro dei musulmani che raccoglie la predicazione di *Maometto. Il suo contenuto dottrinale si pu sintetizzare nei seguenti punti: a) *Monoteismo assoluto. Non c' altro dio che Allh. Non ammessa la *Trinit; b) Vi sono stati altri profeti: Abramo, Mos, Ges, ma l'ultimo e il sigillo di tutti essi Maometto, il grande inviato di Allh; c) Esiste un altro mondo, c' la risurrezione, il giudizio, l'immortalit, il cielo e l'inferno.

Corazn.

Citt a nord del lago di *Gensaret, a 3 km. da *Cafarnao. Oggi non rimangono che delle rovine. Non abbiamo testimonianze puntuali sull'attivit che Ges vi svolse, come si deduce da Mt 11,21 e Lc 10,13.

Corinto.

Capitale della provincia romana dell'Acaia, nel Peloponneso nord-orientale, sul golfo di Corinto e di Salonicco. Fu un centro commerciale e culturale cosmopolita. Dominata dall'Acrocorinto, una ripida roccia su cui sorgeva il tempio di Afrodite, dea dell'amore, aveva fama di citt immorale. Paolo vi si ferm diciotto mesi, intorno agli anni 50-52, e vi fond una Chiesa che gli diede molte gioie e molti dispiaceri (cf At 18,11).

Corinzi.

Gli abitanti della citt di *Corinto, ai quali Paolo diresse varie lettere. Nella Bibbia ne abbiamo due. In esse si fa allusione ad altre che sono andate perdute o, come pensano alcuni, si sono fuse con quelle che abbiamo (cf 1 Cor 5,9; 2 Cor 2,3; 7,8).

Cornelio.

Centurione romano di stanza a *Cesarea, fu il primo pagano convertito al cristianesimo e ammesso nella Chiesa da Pietro. Questo fatto fu molto importante perch rompeva il " monopolio " ebraico come via di salvezza; i pagani convertiti non avrebbero dovuto prima accettare la legge ebraica. Per questo si narra la sua conversione con ogni particolare in At 10.

Coro.

1. Gruppo di cantori.

2. Preghiera corale di coloro a cui raccomandata in modo particolare la celebrazione della *Liturgia delle ore, come *monaci e monache, *canonici, ecc.

Corporale.

Panno quadrato di lino bianco, posto sulla tovaglia dell'altare durante la messa, sul quale il sacerdote depone l'*ostia, la *patena e il *calice. E cos chiamato perch viene a contatto con le sacre Specie contenenti il Corpo di Ges.

Coscienza.

- Coscienza psicologica: capacit che possiede l'essere umano di avvertire il proprio essere e le sue attivit; la coscienza della propria interiorit.

- Coscienza morale: il giudizio che ognuno formula sulla bont o la malizia dei propri atteggiamenti ed azioni. E retta, se il giudizio adeguato; scrupolosa, se deformata da un eccessivo senso di colpa; lassa, se il suo giudizio eccessivamente tollerante.

- Coscienza sociale: un aspetto della coscienza morale. Designa la particolare sensibilit di fronte alle ingiustizie sociali.

Cosmogonia.

Il complesso delle teorie religiose, filosofiche, scientifiche sulle origini del mondo.

Cosmologia.

Disciplina filosofica che ha per oggetto il mondo come totalit e sistema e ne studia le leggi generali: tempo, spazio, ecc.

Costantino I il Grande (306-337).

Imperatore romano. Sconfitto Massenzio a Ponte Milvio (Roma), eman con Licinio l'Editto di Milano (313) che dava piena libert ai cristiani, concedendo al cristianesimo lo stesso status delle religioni pagane. Costru basiliche e don ai papi il palazzo del *Laterano. Fece rinnovare e ampliare l'antica *Bisanzio, che chiam *Costantinopoli, e vi si trasfer. Si fece battezzare poco prima di morire.

Costantinopoli.

Citt fondata dall'imperatore *Costantino accanto all'antica *Bisanzio, sulla costa europea dello Stretto del Bosforo, che separa l'*Asia Minore (Turchia) dall'Europa. Fu inaugurata nel 330. Costantino vi stabil la propria residenza e Teodosio, nel 395, la fece assurgere a capitale dell'Impero Romano d'Oriente; si costitu cos come " Seconda Roma ", rivale della prima. La tensione tra le due citt per la disputa sulle rispettive zone d'influenza fu uno degli elementi che, alcuni secoli dopo, avrebbero condotto allo *scisma d'Oriente. Nel 1453, la conquista di Costantinopoli ad opera dei turchi segna la caduta dell'Impero Romano d'Oriente (e, per alcuni storici, la fine del Medio Evo). Dal 1929, ha assunto il nome di Istanbul.

Costituzione apostolica.

Documento pontificio della massima importanza, assieme alla *bolla, bench carente degli aspetti materiali di quest'ultima (sigillo pendente in piombo).

Costituzione dogmatica.

Documento ufficiale del Magistero conciliare dei Vescovi in unit con il Papa. E la forma pi alta in cui la Chiesa esprime se stessa e la sua fede. Tali sono, ad esempio, i documenti del Concilio Vaticano II " Dei Verbum " e " Lumen Gentium ".

Costituzioni apostoliche.

Collezione di scritti compilati nel III e IV secolo su documenti risalenti forse agli apostoli e contenenti le pi antiche norme di diritto della Chiesa.

Cotta.

Tunica bianca di cotone o di lino, lunga fino al ginocchio, con maniche larghe, spesso orlata di merletto, indossata dai chierici durante le celebrazioni liturgiche. L'uso risale al sec. XI.

Cottolengo, Giuseppe Benedetto, santo (1746-1842).

Grande apostolo della carit fondatore di numerosi istituti per accogliere malati e bisognosi. Il pi famoso la Piccola Casa della Divina Provvidenza, fondata a Torino nel 1832.

Creativit.

Virt creativa. In senso stretto, solo Dio ha questa facolt. In senso derivato, anche l'uomo la possiede.

Creazione.

L'atto di chiamare gli esseri all'esistenza dal nulla. In questo senso, l'unico creatore Dio e la sua azione creatrice costante, in quanto d continuamente l'essere a ci che ha creato. L'AT e il NT affermano che Dio il creatore di tutto (cf Gn 1,1; Eb 11,3). La creazione buona (cf Gn 1,31). Gli aspetti negativi non sono quelli fondamentali, ma deformazioni introdotte dall'uomo, o semplici limiti connaturali a tutto ci che non infinito. Cristo risorto inaugura una *nuova creazione (cf 1 Cor 8,6) e alla fine vi saranno " nuovi cieli e una terra nuova, nei quali avr stabile dimora la giustizia " (2 Pt 3,13).

Credo.

Professione di fede che inizia con questa parola. Vedi *Simbolo.

Cremazione.

Incinerazione dei cadaveri umani. In uso presso molti popoli primitivi, rimane tradizione di alcune culture orientali. La Chiesa non la proibisce, " a meno che non sia stata scelta per ragioni contrarie alla dottrina cristiana " (CIC 1176-3). Vedi *Inumazione.

Cresima.

Dal greco, criein = ungere. Vedi *Confermazione, *crisma.

Cripta.

Sotterraneo di una chiesa spesso adibito a cappella, dove sono seppelliti santi o personaggi illustri o conservate reliquie.

Crisma.

Olio mescolato a balsamo che il vescovo consacra nella messa crismale la mattina del Gioved santo. Si usa nel *battesimo, nella *confermazione, nell'ordinazione sacerdotale ed episcopale. Vedi anche *olii santi.

Crismale.

Vaso contenente il *crisma.

Crisstomo.

Vedi *Giovanni Crisostomo.

Cristianesimo.

La religione predicata e fondata da Ges Cristo.

Cristianit.

1. L'insieme dei cristiani o popolo di *Cristo. Insieme dei paesi abitati dai cristiani.

2. Regime cristiano. Ordinamento socio-politico della societ nella quale il cristianesimo considerato l'elemento che giuridicamente la caratterizza. In essa si d per scontato che il cittadino professi il cristianesimo e chi non lo fa considerato in qualche modo inferiore. Questo regime cominci nella Chiesa con la conversione di Costantino (313) e si rafforz decisamente con l'imperatore Teodosio I (379-395). Nel Medio Evo, in mezzo a tensioni con i poteri politici, si manifest, per esempio, nella necessit dei prncipi di una consacrazione religiosa per aver diritto all'obbedienza dei propri sudditi. In seguito, vi sono state forti pressioni, non solo contro il tentativo di privilegiare politicamente la professione di fede cristiana, ma anche con la decisa volont di sostituirla con ideologie opposte (liberalismo, marxismo). Dopo il Vaticano II, la Chiesa ha rinunciato in modo consapevole e deciso al regime di cristianit, " per tornare alla sua primitiva condizione di Chiesa missionaria in una societ la cui piena autonomia di valori stata ampiamente riconosciuta " (cf J. Ma. Gonzlez Ruiz, DAP-VD).

Cristiano.

Seguace di *Cristo. " Ad Antiochia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani " (At 11,26). Questo appellativo, coniato dai pagani di Antiochia, che presero il titolo di " Cristo " per un nome proprio, compare anche in At 26,28 e 1 Pt 4,16.

Cristo.

Dal greco Christs = unto, che traduce l'ebraico Mashiah, *Messia. La Chiesa apostolica riconobbe in Ges l'Unto del Signore per antonomasia, il suo inviato definitivo, il Figlio di Dio e, in questo senso, il titolo divenne un suo secondo nome. " Nelle lettere di Paolo, "Cristo" ripetuto pi di 400 volte, mentre "Ges" usato meno di 200 volte. ... Egli, evidentemente, distingue Cristo e Ges e non usa i termine l'uno per l'altro " (cf L. Cerfaux, Cristo nella teologia di san Paolo, Ed. A.V.E., p. 403-426).

Cristo Re.

Titolo di Cristo che mette in rilievo la sua sovranit su tutto il creato. Pio XI ne istitu la festa nel 1925. L'attuale calendario la situa nell'ultima domenica dell'*anno liturgico (alla fine di novembre).

Cristocentrismo.

Impostazione della teologia, della spiritualit, della storia, della catechesi o di qualsiasi altro aspetto intellettuale o vitale in cui Cristo l'asse centrale.

Cristologia.

La parte della teologia dogmatica che studia la persona e l'opera di Cristo. Questo secondo aspetto si chiama pi specificamente *soteriologia.

Critica.

Studio volto ad accertare il valore di un'affermazione in un determinato campo. La critica storica cerca di stabilire l'autenticit delle fonti e delle interpretazioni. Ai nostri giorni, suscita un grande interesse la critica storica dei Vangeli e di quanto si riferisce alla persona di Ges di Nazaret. La critica testuale la scienza che, a partire dai testi biblici, pervenutici con numerosissime varianti a causa delle edizioni manoscritte, tenta di stabilire quale fu la versione originale. La critica letteraria indaga la realt di quello che si dice, a partire dalla storia dei testi dalle loro fonti originali. I *generi letterari, che sono i diversi modi di esprimere un contenuto (lettera, cronaca, storia, poesia, ecc.), sono un elemento indispensabile, non solo per risolvere problemi altrimenti difficili, ma soprattutto per giungere al senso genuino di un testo.

Croce.

Strumento di supplizio che i romani e altri popoli antichi usavano per eseguire la pena di morte nel modo pi crudele e infamante. Era formata da due assi di legno incrociate; a volte, quella orizzontale era inchiodata all'estremit di quella verticale, a forma di tau o della nostra T maiuscola. Alla morte di croce fu condannato Ges dal *procuratore romano Ponzio *Pilato, su richiesta dei giudei. Da allora, la croce l'emblema del cristianesimo. E anche il simbolo della sequela di Ges, che disse: " Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua " (Mt 16-24; cf 10,38; Lc 14,27).

D'altra parte, poich da essa Cristo pass alla gloria della *risurrezione, la croce anche segno di vittoria. Per questo nel cristianesimo essa viene riprodotta in pitture, sculture ed altri manufatti e nel segno fatto sulle persone e sulle cose. La croce il cui braccio verticale pi lungo si chiama croce latina; se i bracci sono uguali, si chiama croce greca. La croce a forma di X si chiama croce di sant'Andrea; gli ordini militari ebbero nelle loro insegne delle croci peculiari, in genere ornate alle estremit: la croce di Malta, di Calatrava, di Santiago, di Montesa. L'amore per il Signore che mor su di essa fa s che spesso sia lavorata in materiali preziosi, sebbene oggi si torni a preferire la croce semplice e austera, pi realistica ed espressiva.

Quando sulla croce si pone l'immagine di Ges, la chiamiamo crocifisso.

Parte integrante della liturgia del Venerd Santo (vedi *Triduo pasquale) l'adorazione della santa croce. Vedi anche *Segno della croce.

Crocifisso.

Vedi *Croce.

Cronache.

Libri delle Cronache. Costituiscono un'opera in due libri dell'AT, 1 e 2 Cr, che d una visione della storia, dall'origine dell'uomo al ristabilimento del culto dopo l'*esilio babilonese. Molto del suo materiale parallelo a quello dei libri di Samuele e dei Re. Vedi *Paralipomeni.

Cronologia.

Scienza che studia la corretta successione dei fatti nel tempo storico.

Cronologia cristiana.

Gli autori del NT non hanno una preoccupazione cronologica come ci sarebbe piaciuto. L'autore che ha un maggior senso della storia Luca. Nel suo Vangelo e negli Atti ci d vari *sincronismi di grande valore. Giovanni Battista, il cui ministero prepara e precede immediatamente quello di Ges, inizia a predicare " nell'anno decimoquinto dell'impero di *Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, e *Erode tetrarca della Galilea ", ecc. Lc 3, vero inizio di questo Vangelo dopo il prologo che narra la vita nascosta di Ges, stabilisce un sincronismo di ben sette personaggi. Poich Augusto mor il 19 agosto dell'anno 767 di Roma (14 della nostra era), l'anno decimoquinto di Tiberio va dal 781 al 782 di Roma, ovvero 28-29 dell'era cristiana. Tiberio, per, era stato associato all'impero due anni prima della morte di *Augusto e sembra che l'usanza in questi casi fosse di contare a partire da quando erano stati associati. Possiamo cos determinare con una certa precisione, anche se non con assoluta certezza, l'anno in cui Ges inizia la sua vita pubblica. Meno precisi sono i dati di Lc 2,1 sulla data di nascita di Ges, che coinciderebbe con il censimento ordinato da Augusto. Un'altra data del NT che troviamo nel libro degli Atti quella che fa coincidere la permanenza di Paolo a Corinto con il proconsolato di *Gallione. Il proconsolato durava un anno e si sa da un'iscrizione che Gallione fu proconsole dell'Acaia nell'anno 52 della nostra era. Vedi *Era.

Cronologia dell'Antico Testamento.

Anticamente, i popoli contavano gli anni a partire da eventi importanti, generalmente la data dell'ascesa al trono dei re, cos che ogni popolo o impero aveva la propria cronologia. Israele prese quest'usanza a partire dalla monarchia (per l'epoca anteriore, i punti di riferimento non sono certi). Tuttavia, vi sono date incerte anche rispetto a questo periodo. Sicuro l'anno della caduta di Gerusalemme per mano dei babilonesi: il 597 a.C. In seguito, venne adottata la cronologia dei persiani e poi quella dei seleucidi: anno 312 a.C. Ovviamente, nell'epoca greca e in quella romana c' maggior certezza del quadro generale.

Cruna.

Nell'espressione di Ges, riportata da Mc 10,25, la cruna di un ago potrebbe riferirsi ad una piccola porta esistente nelle mura di *Gerusalemme. Un cammello (l'animale pi grande in *Palestina) non vi potrebbe passare e il paragone del Signore eloquente per spiegare come l'amore per le ricchezze impedisca di entrare nel *regno di Dio.

Cuius regio, eius religio.

Si dice anche: " cuius regio, eius et religio ". Espressione latina = di chi () la regione, di quello (sar) anche la religione. Tra i romani indicava il fatto che ognuno suole professare la religione comune della sua nazione. Tale principio fu approvato alla dieta d'Augusta (1555) per mettere fine alle guerre di religione tra cattolici e riformatori. Si stabil in questo modo che i sudditi avrebbero seguito la fede dei loro prncipi e ogni stato, pertanto, sarebbe stato cattolico o protestante secondo la religione del suo sovrano.

Culto.

Atto e atteggiamento con i quali si esprimono l'ammirazione e l'accettazione (amore) che risveglia in noi un essere superiore. Bench si possa applicare in senso naturale, all'effetto che provoca un essere simile a noi, ma con qualit straordinarie, il termine culto si applica normalmente all'atteggiamento verso Dio e verso ci che particolarmente rapportato a Lui, come nel caso dei santi. Si chiama assoluto quando si rivolge direttamente alle persone, e relativo se si esprime davanti a ci che in relazione con esse (immagini, reliquie...). Dicesi culto di latra o adorazione, quello dovuto esclusivamente a Dio; culto di dula o venerazione, quello che si rende ai santi; culto di iperdula, o venerazione superiore, quello riservato alla Vergine. Se la manifestazione di culto viene espressa mediante la preghiera pubblica della Chiesa, il culto liturgico; in caso contrario, privato.

Cultura.

E' il modo di pensare, sentire e operare comune ad un popolo. E la cognizione dell'esistenza ricevuta dal popolo nel quale si nasce. La cultura si evolve, a volte molto lentamente, a volte a grande velocit, come succede ai giorni nostri per l'influsso dei giganteschi mezzi di comunicazione. Per l'evangelizzazione o qualsiasi tipo di pastorale generale, di enorme importanza la sintonizzazione con la cultura corrispondente. Se non si giunge al modo di pensare e di sentire, impossibile introdurre i valori evangelici. Dice il papa Paolo VI che " la rottura tra Vangelo e cultura il dramma del nostro tempo, come fu gi in altre epoche " (EN 20). Questo non significa che la fede debba accettare tutti gli elementi di una cultura; al contrario, deve esercitare anche, su qualsiasi cultura, una funzione critica.

Cuore di Ges.

Espressione, ispirata a Gv 19, 31-37 (" uno dei soldati gli colp il fianco con la lancia "), con cui ci si riferisce in modo particolare all'amore di Ges per gli uomini. La pratica della devozione al Cuore di Ges encomiabile se non si sofferma sul simbolo, ma coglie ci che simboleggiato, cio l'immenso amore di Ges per noi.

Cuore e reni.

Per gli israeliti, il cuore e i reni equivalgono a ci che per noi sono la mente e il cuore.

Cupidigia.

Sfrenato desiderio di beni e piaceri materiali.

Curato.

Sacerdote che esercita la cura delle anime e a cui affidata una chiesa e un determinato territorio entro i confini di una parrocchia. Il termine pu indicare anche un coadiutore del parroco o il parroco stesso.

Curia.

Organismo amministrativo e giudiziario necessario all'azione pastorale. La curia diocesana coadiuva il vescovo nel governo della diocesi.

Curia Romana.

L'attuale struttura della Curia Romana, dopo la riorganizzazione effettuata dal papa Giovanni Paolo II (Cost. Apost. Pastor bonus: 28.06.88), la seguente:

- Segreteria di Stato. Presieduta dal cardinale segretario di Stato, comprende la Sezione degli Affari Generali e la Sezione dei Rapporti con gli Stati.

- Congregazioni (possono paragonarsi ai ministeri delle nazioni):

Congr. per la Dottrina della Fede.

Congr. per le Chiese Orientali.

Congr. per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

Congr. per le Cause dei Santi.

Congr. per i Vescovi.

Congr. per il Clero.

Congr. per l'Evangelizzazione dei Popoli.

Congr. per gli Istituti di vita consacrata e per le Societ di vita apostolica.

Congr. per i Seminari e gli Istituti di Studi.

- Tribunali ecclesiastici:

Penitenzieria Apostolica.

Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.

Tribunale della Romana Rota.

- Pontifici Consigli:

Pont. Cons. per i Laici.

Pont. Cons per l'Unione dei Cristiani.

Pont. Cons per la Famiglia.

Pont. Cons. " Giustizia e Pace ".

Pont. Cons. " Cor Unum ".

Pont. Cons. per la Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.

Pont. Cons. per la Pastorale per gli Operatori Sanitari.

Pont. Cons. per l'Interpretazione dei Testi legislativi.

Pont. Cons. per il Dialogo interreligioso.

Pont. Cons. per il Dialogo con i non credenti.

Pont. Cons. per la Cultura.

Pont. Cons. per le Comunicazioni Sociali.

- Uffici:

Camera apostolica

Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.

Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.

- Si annoverano tra le congregazioni:

Pontificia Commissione per l'America Latina.

Pontificia Commissione per la Conservazione del Patrimonio Artistico e Storico.

- Altri organismi:

Prefettura della Casa Pontificia.

Ufficio delle Celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice.

- Istituzioni collegate con la Santa Sede:

Archivio Segreto Vaticano.

Biblioteca Apostolica Vaticana.

Tipografia Vaticana.

Libreria Editrice Vaticana.

L'Osservatore Romano.

Radio Vaticana.

Centro Televisivo Vaticano.

Fabbrica di San Pietro.

Elemosineria Apostolica.

Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica.

 

D

Dalai Lama.

Suprema autorit spirituale dei buddisti tibetani e capo politico dello Stato *teocratico del Tibet, regione autonoma della Cina. E considerato la reincarnazione di Budda. Secondo il *lamaismo, lo spirito di Budda che in lui si reincarna alla sua morte in un bambino, che i *lama scoprono per ispirazione divina. Dal 1959, dopo una rivolta, il governo comunista cinese ha costretto all'esilio il Dalai Lama, che si rifugiato in India.

Dalila.

Donna *filistea della quale si innamor *Sansone, che le rivel il segreto della sua forza e dalla quale fu tradito (Gdc 16).

Dalmanuta.

Vedi *Magadn.

Dalmatica.

Veste liturgica, simile alla *pianeta, che si indossa sul camice. E una specie di tunica lunga con maniche molto larghe. Nei primi secoli cristiani, come abito civile, era spesso ornato da due strisce di porpora, pi ampie sulle tuniche dei senatori (laticlavio). Il suo uso si estese ai dignitari e al clero. Oggi indossata dal *diacono nella messa e dal *vescovo nella messa solenne.

Dalmazia.

Regione che si estende lungo la costa adriatica, dalla Croazia al Montenegro e comprende numerose isole. Prende il nome dall'antica trib illirica che l'abitava, i Dlmati. I Romani riuscirono a dominarla solo nel 33 a.C. e la incorporarono alla provincia dell'*Illiria. In 2 Tm 4,10, si dice che *Tito vi si era recato.

Damasco.

Citt importante fin dai tempi dell'AT, situata in una fertile pianura sulla via dei traffici tra l'Oriente e l'Occidente. Fu capitale del regno omonimo, che ebbe scontri bellici con *Israele. Al tempo del NT era una delle citt della *Decapoli. Nella colonia ebraica della citt si ebbero presto dei convertiti al cristianesimo. Saulo vi si dirigeva, infatti, per perseguitarli, quando cadde da cavallo per grazia di Dio che lo convert. Qui fu battezzato e cominci la sua predicazione (cf At 9; 22; 26); da qui dovette scappare calandosi da una finestra delle mura della citt, per sfuggire al re Areta che voleva catturarlo (cf 2 Cor 11,32-33).

Dan.

Figlio di *Giacobbe (Gn 19,40) e capo della trib omonima. Fu anche il nome di una citt, dove Geroboamo I eresse un tempio in cui adorare un vitello d'oro per separare le trib del nord da Gerusalemme. L'espressione " da Dan a *Bersabea ", citt alle estremit nord e sud del territorio del popolo di Dio, significava da un capo all'altro del paese.

Daniele.

Ebreo di nobili natali, fu deportato a *Babilonia in giovane et. Protagonista del libro che porta il suo nome, il pi tipico rappresentante del genere *apocalittico. Profetizz la venuta del *Messia.

Dannazione.

La condanna eterna dell'uomo che si chiuso volontariamente alla *grazia di Dio che voleva salvarlo. Sarebbe *eretico considerarla come anteriore e indipendente dall'ostinazione dell'uomo. Il mistero della dannazione si comprende meglio alla luce di ci che la salvezza: la comunicazione con Dio attraverso l'amore, che rende felice con la felicit di Dio stesso, similmente a come facciamo nostra la gioia di quelli che amiamo. La dannazione lo stato di chi rifiuta di aderire al bene e al bene assoluto che Dio. Vedi *Condanna.

Dante Alighieri (1265-1321).

Poeta fiorentino, uno dei pi grandi della letteratura di tutti i tempi. Il suo capolavoro, la Divina Commedia, espressione di un'elevata concezione teologica.

Dario.

Nome di tre re persiani citati nella Bibbia. Il pi importante fu Dario I il Grande (cf Esd 4,24).

Darwin, Charles (1809-1882).

Naturalista inglese, autore di importanti spedizioni scientifiche nell'America meridionale e nelle isole Galapagos, noto soprattutto per la sua teoria dell'evoluzione delle specie, oggi accettata nelle linee generali. La teoria dell'evoluzione e selezione naturale anche detta darvinismo.

Davide.

Secondo re (1010-970) del popolo di Dio, successore di *Saul. Conquist *Gerusalemme (Gebus) ai gebusei e ne fece la capitale del regno. La Bibbia lo presenta come un eroe nazionale, spirito nobile e molto religioso. Cadde in gravi colpe, ma seppe pentirsi di cuore. Dopo *Abramo e *Mos il personaggio pi rilevante dell'AT e un anello importante nella genealogia del *messia, chiamato anche " figlio di Davide " (Mt 21,9). Musicista e poeta, la tradizione ha visto in lui l'autore dell'intero *salterio; gli studiosi gli attribuiscono oggi non pi di dodici salmi, pur riconoscendogli un ruolo essenziale nelle origini della lirica religiosa del suo popolo. Di lui si parla largamente nei libri di *Samuele e dei *Re, oltre a numerose citazioni in altri libri.

De facto, de iure.

In latino, " di fatto ", " di diritto ". Contrapposizione tra una cosa considerata cos come o avviene e ci che dovrebbe essere o si dovrebbe fare secondo il diritto o la giustizia.

De iure.

Vedi *De facto, de iure.

De Nobili, Roberto (1577-1656).

Gesuita italiano, nipote del cardinal Bellarmino, lavor come missionario in India. Assimil profondamente la cultura ind e riusc a convertire un considerevole numero di *brahmani. I suoi adattamenti pastorali suscitarono forti contraddizioni da parte di altri missionari e accuse da Roma. Gli si permise, comunque, di proseguire nel suo apostolato, con alcune modifiche nel metodo. Questi *riti - i riti malabarici - furono diverse volte proibiti e reintrodotti; nel 1941 furono infine nuovamente approvati.

De Vio, Tommaso (1469-1533).

Teologo, nato a Gaeta (perci detto Caetano), domenicano, generale dell'ordine, fu creato cardinale nel 1517 da Leone X. Legato del papa in Germania, riusc a influire sull'elezione del cattolico Carlo V, ma non a comporre il dissidio tra Lutero e la Chiesa. E famoso per i suoi commenti alla Somma Teologica di san Tommaso.

Decalogo.

I Dieci Comandamenti o, secondo l'espressione della Bibbia, le " Dieci Parole " (Es 34,28; Dt 4,13; 10,4). Nella Sacra Scrittura compaiono come insieme unitario nel contesto dell'*alleanza fra Dio e il suo popolo sul *Sinai (Es 19-20) e, secondo un'altra tradizione, nel Codice *deuteronomico, che fa parte del secondo e lungo discorso attribuito a *Mos (cf Dt 5,6-21). Il decalogo l'espressione positiva delle esigenze della legge naturale, dimenticata dall'uomo a causa della sua inosservanza. Nella scena del giovane ricco, Ges ricorda come l'osservanza dei comandamenti conduce alla salvezza (cf Mt 19,17-19 = Mc 10,19 = Lc 18,18-20). San *Paolo dice esplicitamente che cosa trasuda da tutto il *vangelo: che tutti i comandamenti si riassumono nell'amore (cf Rm 13,9).

Decano.

Cardinale che presiede, primus inter pares, il Collegio dei Cardinali. A lui spetta ordinare vescovo il Romano Pontefice eletto, qualora non fosse ordinato (CIC 352).

Decpoli.

In greco, dieci citt. Federazione di citt della Palestina, situate ad est del Giordano, salvo Scitopoli. In origine erano dieci (Damasco, Filadelfia, Rafana, Scitopoli, Gadara, Ippo, Dium, Pella, Gerasa e Canata), come indica il nome, poi il numero and variando. Godevano di un'amministrazione autonoma, il che rendeva pi debole il potere dei governi regionali. Vi dominava l'influenza *ellenista. La federazione fu fondata nel 63 a.C. e sciolta nel 106 d.C. Nei Vangeli citata in Mt 4,25; Mc 5,20; 7,31.

Decime.

La decima parte. Nell'AT si stabiliva la tassa di questo 10% dei frutti della terra come contributo per il tempio, per i leviti o per i poveri.

Decretali.

Decisioni papali su questioni di diritto che, anche se redatte per lo pi in forma di lettera, avevano valore generale e costituivano una fonte del diritto. Ne vennero fatte varie raccolte, in parte passate nel *Codice di Diritto Canonico.

Decreto di Graziano.

Vedi *Diritto Canonico.

Dedicazione.

1. Festa ebraica chiamata anche delle capanne o tende, in ricordo della dedicazione del tempio di *Salomone (1 Re 8,2.62-66) e la nuova consacrazione nell'anno 164 a.C., dopo la profanazione di Antioco Epfane. Era la festa pi popolare e allegra, durante la quale si erigevano tende o capanne fatte con rami d'albero in ricordo dell'esodo nel deserto. San *Giovanni, l'evangelista pi attento alle feste ebraiche, la cita in 7,2s.; 10,22s.

2. Cerimonia liturgica con la quale un luogo riservato in modo esclusivo al culto. La dedicazione, detta anche *consacrazione, a differenza della benedizione, che pu essere fatta da un presbitero, riservata al vescovo, salvo casi eccezionali. Il Diritto prescrive che le chiese, particolarmente quelle cattedrali e parrocchiali, siano dedicate con rito solenne (CIC 1217, 2) e cos anche gli *altari fissi (CIC 1237, 1).

Definizione dogmatica.

Affermazione chiara ed esatta di una verit di fede pronunciata dalla massima autorit della Chiesa (un *concilio ecumenico o il papa), che esige l'adesione dei credenti, sotto pena di essere separati (scomunicati) dall'unit cattolica.

Deismo.

Dottrina che professa l'esistenza di Dio, principio di tutto ci che esiste, secondo la ragione naturale, mentre esclude la *rivelazione soprannaturale. E condannata dalla Chiesa per questo secondo aspetto.

Delegato apostolico.

Rappresentante del papa senza carattere diplomatico che, nel territorio che gli si affida (Delegazione Apostolica) e che comprende generalmente diverse diocesi, prelature e vicariati apostolici, osserva le condizioni della Chiesa per tenerne informato il Santo Padre.

Delitto.

Violazione esteriore e imputabile di una legge che porta con s una pena.

Demitizzazione.

Tecnica interpretativa del NT elaborata e praticata da *Bultmann, esegeta protestante. Parte dal presupposto che i Vangeli deformano i fatti narrati, proponendo le realt trascendentali nei termini del mondo fisico, e cerca di recuperare l'autentico senso dei fatti e delle parole traducendo quanto narrato in un linguaggio esistenziale in ci che significa ed esige per la nostra vita nel tempo presente, senza dare importanza a quello che pu essere stato il suo contenuto storico. Se dunque si considera mitico il contenuto del NT, la tecnica per interpretarlo sar la demitizzazione (cf G. FlorAl. Schkel, DTCB, v. Demitizzazione). Logicamente, l'*esegesi cattolica non ammette n i presupposti di Bultmann, n le sue tecniche.

Demiurgo.

Dal greco, demos = popolo e ergon = lavoro. Chi lavora per il popolo, l'artigiano. Nella *cosmogonia di Platone e degli alessandrini, il dio creatore o l'artigiano divino che crea il mondo. Si tratta di un dio cattivo e ignorante che, nel creare, provoca un disastro cosmico perch intrappola nella materia l'elemento divino che esce dal vero Dio.

Demonio Diavolo Satana.

Etimologicamente, demonio (daimon) significa essere divino; diavolo (da dia-ballo = dividere), il calunniatore, e satana (dall'ebraico, avversario), l'accusatore. Allo stesso soggetto sono stati dati molti altri nomi (drago, maligno, Belial = bestia, nemico, tentatore, eccetera). Come " divinit inferiori " - dmoni - nelle culture politeiste, o come spiriti maligni, il soggetto o i soggetti espressi da questi nomi sono potenze malefiche. Nella Bibbia compaiono dalla Genesi al NT. Classiche sono le scene del paradiso terrestre (Gn 3) e del libro di Giobbe. Nel NT attribuito a questi spiriti ogni tipo di cattiverie, tutto ci che va contro Dio e anche il provocare le malattie. Il Regno di Dio la vittoria su Satana, e uno dei poteri che Ges d a coloro che invia quello di scacciare i demoni. Nell'AT si ricorre a volte a nomi ed immagini di popoli pagani (ad esempio, Is 34,14; Tb 3,8). Ges, da parte sua, parla il linguaggio dei suoi contemporanei. Non facile, pertanto, interpretare i numerosissimi casi in cui la Bibbia parla del demonio. In ogni caso, questi spiriti si oppongono sempre alla volont benefica di Dio. Cf Mc 5,1-13; 9,17.25; Mt 9,32; 12,22; Lc 11,15; ecc.).

Demonologia.

Studio o trattato sul *Demonio o *Diavolo.

Denaro.

Unit monetaria romana ai tempi del NT, equivalente alla *dracma greca. Era d'argento e recava l'effigie dell'imperatore. Secondo Mt 20,2s., un denaro era il salario di un giorno. Nei Vangeli si allude a questa moneta una dozzina di volte.

Denzinger, Heinrich J. (1819-1883).

Teologo tedesco, che pubblic, verso la met del secolo XIX (1854), la raccolta dei testi del magistero ecclesiastico - Enchiridion Symbolorum - nota col suo nome (D), poi aggiornata da Rahner e altri e, ultimamente, da Shnmetzer (DZ).

Deo iuvante. Deo volente.

In latino, " Con l'aiuto di Dio ", " Se Dio vuole ".

Deontologia.

Dal greco, den = il dovere e logos = trattato. Trattato dei doveri. E una prospettiva dell'*etica che si usa in particolare in riferimento ai doveri professionali: deontologia professionale. Da una parte, restringe il campo della morale al quale si applica e, dall'altra, approfondisce aspetti trascurati dall'etica generale come, ad esempio, il dovere del medico di studiare, l'attenzione del professore ai casi particolari (i meno dotati, i superdotati, quelli che vivono in determinate condizioni), ecc.

Deportazione.

Vedi *Esilio.

Desacralizzazione.

Perdita o eliminazione del carattere sacro di una realt. Ai nostri giorni si assiste ad un intenso processo di desacralizzazione con aspetti negativi, come la perdita del senso religioso, e altri positivi, come un approccio al sacro pi adatto alla nuova cultura.

Descartes, Ren (1596-1650).

Il pi grande filosofo francese. Detto latinamente Cartesio, considerato il padre del razionalismo e, in generale, della filosofia moderna. Costruisce la " nuova filosofia " cercando un principio assolutamente indubbio, che trova nel fatto di pensare: " Penso, dunque sono " (Cogito ergo sum). (Questo principio, in realt, lo troviamo varie volte nelle opere di sant'Agostino a cui, per, Descartes non fa riferimento.) Dalla prima affermazione o principio deduce poi l'esistenza di Dio, del mondo, della verit. Il suo concetto dell'uomo dualista (dualismo antropologico). Nell'uomo, macchina pensante, distingue: a) la sostanza pensante e b) la sostanza che chiamiamo corpo. Il suo sistema morale ha come ideale l'impassibilit (apatheia degli stoici), alla quale si giunge con la temperanza e la magnanimit (cf J. Fischl, MHF; J. Ferrater, DF; OdlB, DC).

Deserto.

In senso spirituale, gi presente in alcuni passi biblici e rilevante in correnti spirituali del passato e del presente, significa luogo di prova (cf Os 2,14) e assenza di elementi superflui per accogliere intensamente la voce di Dio. A questo si ispira la cosiddetta spiritualit del deserto, che ha la sua base pi ferma nel fatto che Ges stesso pass quaranta giorni in solitudine prima di cominciare la sua vita pubblica.

Destino.

a) Il fine per il quale ognuno esiste. b) Il fine al quale, in pratica, si giunge. c) A volte con questo termine si esprime una fatalit o forza cieca che si impone alla volont. Questa terza accezione si ritrova in alcune religioni e ad essa si allaccia l'interpretazione rigida della *predestinazione.

Il cristiano sa che il destino di ogni uomo la salvezza: Dio " vuole che tutti gli uomini siano salvati " (1 Tm 2,4) e che questa salvezza consiste nel condividere tutti insieme la felicit di Dio nell'amore. Non si salva solo chi si d un altro destino scegliendo per un falso amore.

Destra di Dio.

Espressione simbolica che, dato il predominio della mano destra, significa lato preferito. Nel *Credo, si dice che Cristo seduto " alla destra di Dio ". Nel giudizio finale, il Figlio dell'uomo porr i buoni alla sua destra (cf Mt 25,33-34).

Deutero-Isaia.

Secondo Isaia. Questo nome attribuito dal secolo XVIII allo sconosciuto autore dei capitoli 40-55 del libro di *Isaia; per lo stile e il contenuto, i critici riconoscono che diverso dall'autore dei primi 39 capitoli e anche dalla terza parte del libro: c. 56-66. Il Deutero-Isaia un autore che ha un brillante stile lirico-poetico. Sono notevoli i suoi canti o poemi sul servo di Jhwh, che sono profezie sul *messia che prende su di s i nostri peccati. Questo scritto si colloca all'epoca del ritorno dalla cattivit di *Babilonia, ovvero nella seconda met del secolo VI a.C.

Deuterocanonico.

In greco, " gli altri (libri) canonici ". Vengono cos chiamati alcuni libri della *Bibbia sulla cui canonicit (vedi *Canone) alcuni dubitarono finch l'autorit ecclesiale li dichiar esplicitamente canonici. Si tratta di sette libri dell'AT (Tobia, Giuditta, Baruc, Sapienza, Siracide, 1 e 2 Maccabei) e sette del NT (Ebrei, Giacomo, 2 Pietro, 2 e 3 Giovanni, Giuda e Apocalisse). Gli ebrei non li includono nella loro bibbia (AT) e nemmeno i protestanti (AT e NT), anche se compaiono nelle bibbie ecumeniche di questi ultimi.

Deuteronomio.

Ultimo libro del *Pentateuco. Letteralmente significa seconda legge, dato che la sua parte centrale (12-25,15) costituita dal cosiddetto Codice deuteronomico, formato da un insieme di leggi civili e religiose inserito a met di un lungo discorso che, come gi uno precedente e un altro posteriore, posto sulle labbra di *Mos, al quale la Bibbia attribuisce tutto il Pentateuco. L'autore ricorda le grandi gesta di Israele ed esorta con veemenza ad essere fedeli a *Jhwh.

Devotio moderna.

Devozione moderna. Vedi *Tommaso da Kempis.

Diaconato.

In greco, significa servizio. Anche se tutti i *ministeri sono un servizio, quello del diacono lo come per antonomasia tra i ministeri conferiti mediante il sacramento dell'*ordine: *episcopato, *presbiterato e diaconato. Il diaconato requisito necessario per accedere al presbiterato e all'episcopato, ma ha anche la sua ragione d'essere in se stesso. Nella Chiesa antica, molti diaconi rimanevano tali per tutta la vita; essi ebbero un ruolo importante, soprattutto a Roma accanto al papa. Oggi, grazie al rinnovamento ecclesiologico del concilio Vaticano II, si recuperato il diaconato permanente che pu essere conferito sia a *celibi che a sposati. Con il diaconato si entra a far parte dei ministri sacri o chierici.

Diaconessa.

Donna che, anticamente, soprattutto nelle chiese d'Oriente e d'Africa, riceveva il ministero per il servizio liturgico, specialmente per aiutare o servire in alcuni riti, come il battesimo delle donne, per motivi di decoro: unzione delle catecumene e accompagnamento nella vasca battesimale, data la nudit delle catecumene in tali cerimonie, unzione delle malate... Altri ministeri erano pi indipendenti dalle azioni liturgiche, come i servizi di carit. In alcuni casi, il vescovo le conferiva l'" ordinazione " in modo simile a quella del diacono o del presbitero, con imposizione delle mani, vestizione della stola, consegna del calice. Per quanto ci sia chi consideri questo rito sacramentale, o chi almeno si chiede se lo fosse, la convinzione generale che si trattasse di una *benedizione costitutiva e non di un sacramento.

A volte si chiamava diaconessa la moglie del diacono.

Diacona.

1. Servizio o l'azione del servire.

2. Titolo diaconale, ovvero la Chiesa a cui veniva assegnato il diacono, cos come esistono i titoli cardinalizio e presbiterale.

Diacono.

L'uomo che ha ricevuto il ministero del *diaconato.

Dispora.

In greco, dispersione. Venne chiamato con questo nome il movimento di emigrazione delle comunit ebraiche nel mondo pagano, dal VI secolo a.C. in poi. Ai tempi di Ges, ad esempio, vi erano pi ebrei nella dispora che in Palestina. La loro presenza fu di notevole aiuto per l'introduzione del cristianesimo. Da quel significato originale, il termine si esteso e si applica a qualsiasi minoranza religiosa inserita in un mondo di religione diversa.

Diatssaron.

Narrazione unificata dei quattro Vangeli elaborata da Taziano verso il 170. Fu il primo tentativo di questo genere e fu molto diffuso. Oggi, dopo aver scoperto le peculiarit di ogni Vangelo nei fini, nello stile e anche nella prospettiva teologica, si considera giustamente inadeguata questa fusione dei quattro racconti evangelici. Vedi *Concordanze.

Diavolo.

Altro nome di *Satana = avversario. Vedi anche *Demonio.

Dicastero.

Ministero. Nella *Curia romana, una congregazione.

Diciotto benedizioni.

Preghiera ebraica composta da diciotto benedizioni la cui forma attuale risale al 100 d.C., ma le cui origini sono di epoca precristiana. Il pio israelita la recita tuttora tre volte al giorno. Ogni benedizione comincia con le parole: " Benedetto sei tu, o Signore, re dell'universo ".

Didach.

Detta anche Dottrina dei dodici apostoli. Testo della Chiesa primitiva probabilmente anteriore agli ultimi libri del NT. Si ritiene che risalga al 90 ma c' chi lo anticipa al 50 e chi lo ritiene pi tardo, del 150 circa. Se ne possono trarre dati importanti sulla liturgia dei primi tempi: celebrazione eucaristica, confessione comunitaria, importanza dei membri della comunit denominati " profeti ", funzione dei vescovi, dei diaconi...

Ddimo.

In greco, " gemello ". Questo nome o nomignolo attribuito nei Vangeli all'apostolo *Tommaso.

Digiuno.

Atto di penitenza consistente nell'astensione totale o parziale dal cibo. Nella Chiesa cattolica, il digiuno consiste nel fare un solo pasto al giorno, bench si permetta di mangiare qualcosa anche al mattino e alla sera. Sono giorni di digiuno il Mercoled delle Ceneri e il Venerd Santo (Vedi *Quaresima e *Triduo Pasquale, CIC 1251)

Diluvio.

L'inondazione della terra narrata in Gn 6-8, come castigo dell'umanit corrotta, dalla quale si salvano No e la sua famiglia con gli animali necessari al proseguimento della vita. Il racconto biblico non si deve intendere alla lettera nei suoi particolari, ma va compreso nella mentalit dei popoli antichi in cui il mito un genere adatto ad esprimere verit di fondo. Nel caso biblico, si tratta di mettere in evidenza la cattiveria del peccato, la bont di Dio e, in definitiva, l'ottimismo e la speranza.

Dimissorie.

Documento che il superiore religioso o il vescovo di un candidato al sacerdozio mette a disposizione del vescovo a cui si chiede di procedere all'*ordinazione. Senza le lettere dimissorie, che attestano l'idoneit del candidato, non si pu legittimamente procedere all'ordinazione (cf CIC 1052).

Dinamica di gruppo.

E una scienza sociale " che studia la natura dei gruppi, le leggi del loro sviluppo, i rapporti interpersonali nel gruppo e del gruppo con le altre organizzazioni " (R. Tonelli, in DC-CCC, 281). E anche la tecnica e l'arte di formare e far lavorare dei gruppi umani.

Dio.

Nome sacro dell'essere supremo, creatore dell'universo, che lo conserva e governa con la sua provvidenza " (Real Acad.). " Nelle religioni monoteistiche, essere supremo concepito come creatore, ordinatore e conservatore di tutta la realt " (Zingarelli, 12a ed.). Nessuna parola o espressione adeguata a definirlo, poich il nostro linguaggio appartiene all'ordine dei nostri limiti e Dio il *trascendente. La sua infinit in ogni ordine lo fa ineffabile, inesprimibile. Per questo il nostro parlare di Dio non pu essere che un suggerire. Due definizioni bibliche impiegate sono: *Jhwh = " Io sono ", " Io sono colui che sono " (Es 3,14) e " Dio amore " (1 Gv 4,8 e 16). La prima si usa a volte nel linguaggio metafisico, anche se non si deve pensare che la sua origine fosse questa. La seconda ha un senso pi vitale ed senza dubbio quella che pu meglio suggerirci che cosa sia Dio, poich tra gli attributi dell'essere personale nessuno vale pi di quello dell'amore.

Diocesi.

La porzione del popolo di Dio che viene affidata alla cura pastorale di un Vescovo con la cooperazione del presbiterio, in modo che, aderendo al suo pastore e da lui riunita nello Spirito Santo mediante il Vangelo e l'Eucaristia, costituisca una Chiesa particolare in cui veramente presente e operante la Chiesa di Cristo una, santa, cattolica e apostolica (CIC 369). Di regola, circoscritta entro un determinato territorio, ma vi sono anche diocesi personali, come nel caso del vescovo castrense. Diverse diocesi formano assieme un'*arcidiocesi o provincia ecclesiastica.

Dionigi il Piccolo.

Monaco orientale del sec. VI (, 540), nato in Scizia (Russia meridionale, presso il Mar Morto), ma vissuto a lungo a Roma, dove scrisse diverse opere. Denominato cos per la sua umilt, fu un grande studioso. Fu il primo a introdurre il calcolo degli anni secondo l'*Era cristiana.

Dionigi l'Areopagita.

Membro dell'*Areopago, si convert al cristianesimo dopo il famoso discorso di Paolo narrato in At 17,22-34. Un autore del secolo V, lo Pseudo-Dionigi, mise sotto il suo nome i propri scritti. E stato anche identificato con il primo vescovo di Parigi, san Dionigi (sec. III).

Dionisiaco.

Relativo a Dioniso, dio della *mitologia greca, che corrisponde a Bacco in quella romana. Dioniso (Bacco) il dio del vino, del delirio entusiasta, dell'energia che fa fruttificare la terra. Le orgie dionisiache greche hanno il loro equivalente nei *baccanali romani. I misteri dionisiaci comprendevano delle riunioni di culto orgiastiche con danze, corse, sacrifici di animali, estasi e allucinazioni in una specie di ubriacatura che non raramente degenerava in oscenit. Vedi *Religioni mistiche.

Direttorio generale per la catechesi.

E' il documento ufficiale della *Santa Sede pubblicato dalla Congregazione per il clero il 15 agosto 1997. Il primo direttorio, con il titolo Direttorio catechistico generale, era stato pubblicato l'11 marzo 1971, secondo quanto stabilito dal *Concilio Vaticano II nel Decreto sull'ufficio pastorale dei vescovi, n. 44. Contiene principi dottrinali e norme metodologiche volte a collocare adeguatamente la pastorale catechistica nel contesto della situazione attuale.

Dirimente.

Dicesi dirimente l'impedimento che rende nullo il matrimonio (vedi CIC 1073 e ss.).

Diritti umani.

O Diritti dell'uomo. Facolt fondamentali e inalienabili della persona umana, anteriori a qualsiasi norma o legge positiva, radicate nella dignit stessa dell'essere *persona e, per il credente, nella fonte di quella dignit, che Dio. Questi diritti sono stati specificamente riconosciuti in formulazioni storiche: Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d'America (1776), Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino, Assemblea Nazionale Francese (1789), Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, Assemblea Generale dell'ONU (1948). Quest'ultima, almeno in teoria, accettata e inserita nella Costituzione di tutti i paesi membri dell'ONU. Questo organismo ha promulgato altre dichiarazioni su aspetti particolari di questi diritti: diritti civili e politici, parit di diritti della donna, contro la tortura e le pene degradanti... Negli ultimi tempi la Chiesa li ha riconosciuti in modo particolare nell'*enciclica Pacem in Terris (Giovanni XXIII, 1963) e nella costituzione Gaudium et Spes del concilio Vaticano II. Principali organismi che promuovono i diritti umani: Amnesty International (1961), Commissione per i diritti umani dell'ONU (196), Commissione Pontificia " Iustitia et Pax " (1967) (cf F. Ferrero, Derechos Humanos, DAP-VD).

Diritto canonico.

Il complesso delle leggi ecclesiastiche (canoni). Fin dai tempi della Chiesa primitiva invalse la consuetudine, per iniziativa privata, di raccogliere in unit i canoni, dettati in prevalenza dai concili e dai papi. A met del secolo XII, il monaco Graziano riorganizz questa miriade di collezioni in una raccolta unitaria di leggi (Decretum Gratiani), che costitu il primo nucleo della grande collezione di leggi della Chiesa chiamata Corpus iuris canonici, sull'esempio del Corpus iuris civilis. Vennero poi le raccolte sistematiche di *decretali volute da Gregorio IX (Liber extra, 1234), Bonifacio VIII (Liber sextus, 1298) e Clemente V (Clementine, 1313) a cui si aggiunse la raccolta privata di Giovanni Chappuis (Extravagantes Iohannis XXII e Extravagantes communes). Fin qui, il corpo di leggi che costituisce il cosiddetto " diritto classico " della Chiesa cattolica. Il papa Pio X ordin di approntare una nuova e riformata raccolta, essendosi creato nel tempo un immenso cumulo di leggi fonte di disordine e di incertezza. Vedi *Codice di Diritto Canonico.

Diritto d'asilo.

Nell'antichit e, soprattutto nel Medio Evo, privilegio di chiese o altri luoghi nei quali le persone trovavano rifugio e non potevano subire violenze.

Diritto di propriet.

Facolt di possedere beni economici personali, tanto per sovvenire alle proprie necessit, come per produrre con essi altri beni. Anticamente, questo diritto venne inteso come principio assoluto: " ius utendi et abutendi " = " diritto di usare e abusare " delle proprie cose. Oggi si riconosce, e lo hanno esplicitamente fatto il concilio Vaticano II e i papi Paolo VI e Giovanni Paolo II, che sulla propriet privata pende un'ipoteca sociale: la Chiesa ha inteso " il diritto alla propriet privata come subordinato al diritto all'uso comune, al destino universale dei beni " (Giovanni Paolo II, LE 14). " Non parte dei tuoi beni quello che tu dai al povero; quello che gli dai gli appartiene, perch di ci che stato dato per l'uso di tutti, tu ti sei appropriato " (Sant'Ambrogio, cit. da Paolo VI, PP 23).

Diritto naturale.

Le norme che si fondano sulla natura o essenza dell'uomo in modo universale e immutabile. Vedi anche *Legge naturale.

Discepolo.

Colui che impara dal suo maestro e lo segue. Ges ebbe 12 *apostoli e molti discepoli.

Discernimento.

Riflessione con la quale si cerca di conoscere la volont di Dio su un determinato punto sul quale non si ha sufficiente chiarezza. Si tratta di un'attivit spirituale che si deve realizzare in un clima di preghiera. Oggetto del discernimento pu essere una questione personale oppure comunitaria. Il clima di preghiera implica la sincerit, e cio il tentare di eliminare i mascheramenti soggettivi della verit per vedere le cose alla luce di Dio ed operare di conseguenza. Per realizzare un buon discernimento indispensabile, con lo spirito di fede (giudizio delle realt secondo Dio), un atteggiamento di piena disponibilit, vale a dire essere disposti ad accettare nella propria vita le conseguenze della luce ottenuta, per esigenti che siano. Anche se il discernimento sempre esistito nella vita spirituale, si indica in sant'Ignazio di Loyola l'uomo che, in modo esplicito, lo pratic e lo propose, tanto da essere una delle caratteristiche della spiritualit ignaziana.

Discesa agli inferi.

In questa frase del *Credo, inferi (luoghi inferiori) significa il luogo dei morti. Cristo mor veramente come muore ogni uomo. La morte la condizione del passare al nuovo stato o vita in un'altra dimensione. Vedi *Risurrezione.

Discorso della montagna.

E un lungo discorso di Ges che in Mt occupa tre capitoli (5, 6 e 7); in Lc molto pi breve (6,17-49) perch alcuni elementi, rispetto a Mt, sono collocati in altri contesti. E probabile che Mt abbia riunito la dottrina esposta da Ges in diverse circostanze. Il discorso della montagna ebbe luogo all'inizio della vita pubblica. La montagna di cui parla Mt 5,1 , secondo la tradizione, una collinetta presso il lago di *Gensaret, sul lato nord a tre chilometri da *Cafarnao. Anche se non si deve cercare in questo discorso un riassunto di tutto il cristianesimo, esso importantissimo come espressione dello spirito dell'insegnamento evangelico. Comincia con le *Beatitudini, manifesta la novit dell'insegnamento di Ges rispetto all'antica legge, espone gli atteggiamenti fondamentali che deve avere chi vuole seguirlo e si conclude con un deciso appello a non ridursi ai meri sentimenti, ma a tradurli in opere. Questo discorso stato molto commentato nel corso dei secoli.

Disegno di Dio.

Piano di Dio per salvare l'uomo, occulto dal principio e rivelato in Cristo, come dice san Paolo, che lo chiama anche il mistero della sua volont. Vedi Ef 1,9 e tutto il paragrafo 1,3-14.

Distanasia.

Dal greco, dysthnatos = che produce una dura morte. Vedi *Eutanasia.

Dttico.

Dal greco, diptychos = piegato in due. Coppia di tavolette unite da una cerniera. I Romani vi incidevano anticamente delle note o delle lettere. Venne poi l'usanza, in et consolare, di farvi incidere il proprio ritratto. Nel Medio Evo, l'uso del dittico pass nella liturgia cristiana: con esso si indicavano le tavolette su cui venivano scritti i nomi delle persone vive o defunte che si volevano ricordare nella preghiera. Da tali dittici, sontuosamente decorati con pitture e bassorilievi, traggono origine il trittico e il polittico.

Diurnale.

Libro della *Liturgia delle ore che contiene le ore diurne, ovvero tutto salvo l'ora di lettura, maiuscole o notturni. Attualmente, anche questa ora si pu pregare durante il giorno, a parte alcuni religiosi che per particolari disposizioni devono celebrarla di notte.

Divini illius Magistri.

*Enciclica di Pio XI sull'educazione (29121929). In essa, il papa chiarisce la dottrina delle diverse istituzioni che intervengono nell'educazione (famiglia, Chiesa, Stato), sul soggetto, l'ambiente, il modo di portare a termine questa missione.

Divorzio.

Scioglimento o rottura del matrimonio valido essendo vivi ambedue i coniugi. Le leggi civili di numerosi paesi lo ammettono con diverse motivazioni. La Chiesa, seguendo l'insegnamento di Cristo (cf Mt 19,3-8), lo considera illegittimo e non valido. Quando la Santa Sede, per mezzo dei suoi tribunali, ammette la separazione con la possibilit di contrarre nuove nozze, non ammette il divorzio, ma dichiara che il precedente non era valido per un difetto in radice. Il papa pu sciogliere, per una giusta causa, un matrimonio non consumato, vale a dire di coloro che pur essendo sposati non hanno realizzato l'unione sessuale. Inoltre, in virt del cosiddetto privilegio paolino, promulgato da Paolo in 1 Cor 7,12-15, si pu concedere la separazione con possibilit di un nuovo matrimonio nel caso di chi, sposatosi prima di abbracciare la fede cristiana con una persona non battezzata, non possa convivere in modo conforme alla sua fede in quel matrimonio (cfr CIC 1143).

Docetismo.

Dal greco, dkesis = apparenza. Dottrina eretica dei primi secoli cristiani, alla quale si allude gi negli scritti del NT (Giovanni, Colossesi), che attribuiva a Cristo solo un corpo apparente, negando cos la realt del mistero dell'*incarnazione.

Dogma.

Affermazione dottrinale precisa che la Chiesa ha definito in modo solenne. La sua accettazione obbligatoria per tutti i membri della Chiesa. Chi lo rifiuta, cade nell'eresia e si pone fuori della Chiesa. Sono generalmente le controversie sui punti dottrinali importanti che portano a stabilire una verit come il dogma.

Domenica.

La parola significa " del Signore ", dal termine latino Dominus (= Signore), o " Giorno del Signore ", in latino " Dies dominica ". E il giorno di festa per antonomasia. Non si tratta di uno spostamento del sabato ebraico; " il giorno della risurrezione del Signore ", la pasqua settimanale. Il sabato il settimo giorno; la domenica il primo giorno: giorno della creazione iniziale e della nuova creazione che comincia con la risurrezione di Cristo; ed il giorno ottavo, ossia al di l dei sette giorni, il giorno di ci che definitivo, il giorno dei tempi *escatologici. Il Vaticano II, che fa della domenica una presentazione ricca di concetti, afferma che " la domenica il fondamento e il nucleo di tutto l'anno liturgico " (SC 106).

Domenicani.

Vedi *Frati predicatori.

Domenico di Guzman, san. (1170-1221).

Nacque in Spagna, nella Vecchia Castiglia. Canonico della cattedrale di Osma, affianc il suo vescovo, Diego de Acebes, in una missione diplomatica nel sud della Francia. Colpito dalla diffusione delle eresie, in particolare quella degli *albigesi, si propose di riconquistare alla verit una cristianit divisa e decadente, non con spedizioni armate ma con la predicazione. Fond a Tolosa l'ordine dei Domenicani o Predicatori. Mor a Bologna. Fu canonizzato nel 1234.

Domnguez, Clemente.

Capo della setta dei Carmelitani del Santo Volto di Palmar de Troya (comune di Utrera, Siviglia). Presunte rivelazioni e stigmate gli diedero spettacolarit fin dal 1969. L'arcivescovo sud-vietnamita Ngo-Dhin-Thuc gli confer illegittimamente il presbiterato e dieci giorni dopo lo ordin vescovo. Sospeso *a divinis e *scomunicato, si separ dalla Chiesa e fond l'ordine dei Carmelitani del Santo Volto, setta fortemente conservatrice (sono giunti a canonizzare J.A. Primo de Rivera e il dittatore Franco). Nel 1976, in seguito a un incidente automobilistico, Clemente rimase cieco. Nel 1978, alla morte di Paolo VI, si proclam papa con il nome di Gregorio XVII. Dietro a questa istituzione, operano importanti interessi economici.

Doni dello Spirito Santo.

Grazie particolarmente significative che costituiscono l'humus di un comportamento spirituale dominato dallo Spirito di Dio. Seguendo Isaia 11,1-3, se ne menzionano sette: sapienza, intelligenza, consiglio, fortezza, scienza, piet e timor di Dio.

Dossologia.

Preghiera di lode (doxa in greco). Si chiama dossologia maggiore il Gloria della messa; dossologia minore il Gloria che recitiamo comunemente nelle nostre preghiere: Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. La preghiera eucaristica della messa si conclude con una solenne dossologia: " Per Cristo, con Cristo e in Cristo ". Anche la strofa finale di molti inni liturgici una dossologia. E un genere di preghiera molto praticato nell'orazione della Chiesa; l'atteggiamento pi nobile, quello che dovrebbe essere pi spontaneo davanti a Dio e alla sua opera, la lode.

Dottore della Chiesa.

Titolo attribuito dal papa a santi scrittori per la perfetta *ortodossia della loro dottrina. Durante il Concilio Vaticano II, Paolo VI concesse questo titolo per la prima volta a due donne: Santa Caterina da Siena e Santa Teresa di Ges.

Dottore.

Dal latino, docere = insegnare. Colui al quale viene ufficialmente riconosciuta la capacit di insegnare. Nella Chiesa, i primi dottori sono i vescovi. Nelle universit, il dottorato il massimo livello accademico.

Dottrina sociale della Chiesa. I. Documenti principali:

Come corpo dottrinale in qualche modo organizzato, si sviluppata dalla fine del secolo XIX, con il risveglio del senso di giustizia, di fronte alle condizioni disumane dei salariati. In seguito, si allargata ad aspetti sociali come la pace, i rapporti fra i popoli, la famiglia, l'educazione, il consumo...

- Rerum novarum (" Delle cose nuove "), *enciclica promulgata dal papa Leone XIII il 15 maggio 1891. E il primo grande documento sociale della Chiesa. Fu accolta con entusiasmo da chi si preoccupava in modo particolare per l'ingiusta situazione degli operai e rifiutata negli ambienti che si opponevano al cambiamento, anche all'interno della Chiesa. Denuncia le condizioni disumane dei lavoratori e propone i principi fondamentali per un ordine giusto (cf Commissione Povert e Giustizia, L'insegnamento sociale della Chiesa, per i documenti pontifici anteriori al 1984).

- Quadragesimo anno (" Quarant'anni dopo " - dalla Rerum novarum - ), enciclica promulgata da Pio XI il 15 maggio 1931. Erano i giorni della recessione mondiale e della feroce dittatura di Stalin.

- Mater et Magistra (la Chiesa, " Madre e Maestra "), enciclica di Giovanni XXIII settant'anni dopo la " Rerum novarum " (15561). Il papa si fa carico dei progressi scientifici, sociali e politici e, nel nuovo contesto, riafferma e completa gli insegnamenti dei suoi predecessori.

- Pacem in terris (" La pace sulla terra "), enciclica di Giovanni XXIII (11463). Affronta il tema della pace e dei diritti umani, fondati sul rispetto della persona.

- Gaudium et spes (" La gioia e la speranza "), *costituzione *pastorale del concilio *Vaticano II sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, promulgata il 71265. La Parte I dedicata a considerazioni sulla dignit umana e sulla missione sociale dei fedeli. La parte II dibatte i grandi temi attuali.

- Populorum progressio (" Lo sviluppo dei popoli "), enciclica di Paolo VI (26367). Sviluppa la dottrina sul rapporto tra gli individui a livello delle nazioni. E un vigoroso richiamo alla giustizia e alla solidariet universale. " Venne scritta dal mondo occidentale per il mondo occidentale " (P. Big), e per questo " non allude mai al mondo socialista o alla teoria marxista ", ma rivolge la sua critica al " capitalismo liberale " (26 e 58), che trov nell'enciclica " delle simpatie marxiste " (ad es. il Wall Street Journal). E ispirata dal profondo spirito umanitario ed evangelico di Paolo VI.

- Octogesima adveniens (" Ad ottant'anni " - dalla Rerum novarum - ), lettera di Paolo VI al Cardinale Roy, presidente della Commissione " Giustizia e Pace ", (15571). Il papa ricorda come i suoi viaggi per il mondo gli abbiano permesso di vedere la miseria di tanti e udire il loro grido, di constatare le flagranti differenze nello sviluppo dei popoli, l'emarginazione dei poveri. La Chiesa vuole " conoscerli, aiutarli e difendere il loro posto e la loro dignit in una societ indurita dalla rivalit e dal fascino del successo " (n. 15).

- Giustizia nel mondo, documento del terzo *Sinodo dei vescovi (1971). " L'amore per il prossimo e la giustizia sono inseparabili ". I vescovi auspicano con urgenza che all'interno della Chiesa sia visibile il modello del rispetto per i diritti di ognuno; chiedono che si adotti lo stile di vita che richiede la miserrima situazione di tanti; sottolineano l'impegno educativo, che deve partire dal riconoscimento del peccato nelle sue manifestazioni individuali e sociali (cf nn. 17-19).

- Laborem exercens (" Nel realizzare il lavoro "), enciclica di Giovanni Paolo II a novant'anni dalla Rerum novarum (14981; non pot essere pubblicata il 15 maggio a causa dell'attentato di cui fu vittima il papa il giorno 13). E scritta da un uomo che ha vissuto in un paese sottoposto all'ideologia e all'organizzazione marxista, ma che ha anche studiato i sistemi capitalisti. Al centro del pensiero del papa la persona umana, la verit dell'essere dell'uomo.

- Sollicitudo rei socialis (SRS) (" La preoccupazione per gli affari sociali "), enciclica di Giovanni Paolo II (19288) per commemorare i vent'anni della Populorum progressio (PP), alla quale fa ripetutamente riferimento. Mentre PP, scritta per l'occidente, non fa allusione al marxismo, ma critica fortemente il capitalismo liberale (n. 26 e 58), SRS condanna con energia l'oppressione marxista, che sopprime le libert e reprime la creativit (cf n. 15). Ma il capitalismo liberale anche un imperialismo oppressore. " Il processo dello sviluppo e della liberazione si concretizza nell'esercizio della solidariet, vale a dire dell'amore e del servizio al prossimo, in particolare ai pi poveri " (n. 46).

- Centesimus annus (" Nel centenario "), *enciclica di Giovanni Paolo II a cent'anni dalla Rerum novarum. Il papa, oltre a ricordare i criteri pi caratteristici della RN, espone le linee essenziali della dottrina sociale della Chiesa con lo sguardo rivolto pi al futuro che al passato. Essenziale la concezione corretta della persona, intesa in modo erroneo dal marxismo e dal capitalismo.

- Pio XII offr notevoli insegnamenti sui diritti umani, l'ordine giuridico internazionale, eccetera. Tra i suoi interventi in questo campo, si distinguono i radiomessaggi di Pentecoste del 1941, La solennit (a cinquant'anni dalla Rerum novarum), quello di Natale del 1942 e quello del 1944: Benignitas et humanitas, sulla Chiesa e la democrazia.

- Il *CELAM, nelle sue Conferenze Generali di *Medelln (1968) e di *Puebla (1979), dipinse con duro realismo la situazione di ingiustizia patita da grandi moltitudini nel continente americano e propose la dottrina della Chiesa applicata a tale situazione.

Medelln dedica il primo dei suoi sedici documenti alla giustizia; sulla stessa linea il quattordicesimo: Povert della Chiesa; numerosi i riferimenti in altri, come Famiglia e demografia, Giovent, Catechesi...

Puebla parte dal fatto che la situazione non migliorata tra le due assemblee e, nel suo documento unitario, parla di strutture di peccato in questo ambito, usando perfino l'espressione " peccato sociale " (nn. 28, 487). (Giovanni Paolo II parla di " strutture di peccato ", per es. in SRS 36.) Meritano di essere citate in particolare: parte I, cap. II: Visione della realt dell'America Latina; parte II, cap. II, paragrafo IV: Evangelizzazione, liberazione e promozione umana; e paragrafo V: Evangelizzazione, ideologie e politica; parte IV, cap. I: L'opzione preferenziale per i poveri.

- Libertatis nuntius, istruzione della Congregazione per la Dottrina della fede (6884) che indica le deviazioni di alcune correnti della *teologia della liberazione.

- Libertatis conscientia, istruzione della stessa *Congregazione Romana (22386). E un'esposizione pi completa sulla libert umana, inclusa la liberazione dalle condizioni socio-economiche che rendono schiavi.

- La Pontificia Commissione Giustizia e Pace pubblic vari documenti di portata sociale: Al servizio della comunit umana: una considerazione etica del debito internazionale (1986); Che hai fatto di tuo fratello senza tetto? La Chiesa di fronte alla crisi della casa (1987); Il moderno sviluppo delle attivit finanziarie alla luce delle esigenze del cristianesimo (1994); Per una migliore distribuzione della terra (1997).

Dottrina sociale della Chiesa. II Linee centrali.

(Le sigle rimandano ai documenti citati nell'articolo precedente.)

1. Il primo punto di riferimento il valore della persona umana. La sua dignit, la sua libert, l'uguaglianza radicale di tutti gli uomini. L'autentico bene dell'uomo il suo essere personale; non ci che possiede ma ci che , e il mistero del suo essere si scopre nella sua prospettiva trascendente. L'interesse sociale deve tendere a far s che l'uomo passi " da condizioni di vita meno umane a condizioni di vita pi umane " (PP 20) (LE, CA).

2. " Il lavoro umano la chiave, forse la chiave essenziale, di tutta la questione sociale "; non deve essere considerato come merce, ma come attivit personale (LE 3 e 6). Il sistema del salario non di per s ingiusto. Pu garantire la giustizia e oggi come oggi non se ne conosce un altro che possa sostituirlo. Tuttavia, il rapporto tra le parti va al di l del salario; il lavoratore fa parte dell'impresa e deve partecipare in qualche modo alla sua propriet, all'amministrazione e ai benefici (QA, GS).

I lavoratori hanno diritto ad associarsi, a formare sindacati per difendere i loro interessi, il che non vuol dire lottare " contro gli altri " (RN, LE 20).

Lo sciopero, " nella presente situazione, pu continuare ad essere un mezzo necessario, anche se estremo " (GS 68).

La lotta di classe illegittima se intesa come conflitto nel quale non si rispetta l'etica e nel quale si cerca il bene personale a prescindere dal bene generale (QA, CA 14).

Il vizio radicale del capitalismo liberale e del marxismo sta nel fatto che entrambi sono materialisti: violano i diritti delle persone concentrandosi sui beni materiali (LE 13). Uno sviluppo puramente economico non libera l'uomo; piuttosto, lo disumanizza (SRS 46).

3. Il diritto di propriet individuale legittimo e deve essere promosso. Garantisce la libert e la creativit e stimola il lavoro. Tale diritto riguarda anche i mezzo di produzione (RN 9, 10, 14, 18; MM 21; LE 14; CA 6, 30).

La propriet privata, per, " non costituisce per nessuno un diritto senza condizioni ed assoluto " (PP 23); su questo diritto pende un'" ipoteca sociale ". Esso subordinato a un altro pi radicale: Dio ha destinato i beni della terra " perch ne facciano uso tutti gli uomini e i popoli " (GS 69; LE 14; SRS 42).

4. La solidariet tra gli uomini e tra i popoli. E un fatto in molti campi (PP 17). Deve esserlo particolarmente in questo, perch si superi la mentalit individualistica (CA 49).

- " L'amore preferenziale per i poveri " una delle espressioni necessarie della solidariet (SRS 46).

- " L'amore per il prossimo e la giustizia sono inseparabili. L'amore innanzi tutto un'esigenza assoluta di giustizia " (Sinodo Vescovi, 1971).

- Il superfluo deve essere considerato " con la misura delle necessit degli altri " (Giovanni XXIII: GS 69). Come gi insegnarono i Padri della Chiesa, quello che avanza al ricco appartiene al bisognoso (PP 23). Similmente, " il superfluo dei paesi ricchi deve essere dedicato ai paesi poveri " (PP 49).

Il cardinal Lustiger affermava che siamo agli inizi del cristianesimo. Almeno nel campo dell'applicazione del *vangelo alla vita sociale, tale affermazione risulta innegabile se guardiamo semplicemente a quanto detto nel punto 4.

5. La Chiesa ha il diritto e il dovere di intervenire in questo campo proponendo la sua dottrina. Poich il sociale comporta una responsabilit morale, " fa parte della missione evangelizzatrice della Chiesa " (SRS 41). In questo campo sono coinvolti elementi evangelici fondamentali come la giustizia, la carit, l'essere dell'uomo e il suo destino (RN, QA, EN, PP). Questa dottrina non una terza via tra il capitalismo liberale e il materialismo marxista, ma applicazione della Parola di Dio alla vita (SRS 41).

Dracma.

Unit monetaria greca equivalente al *denaro romano ai tempi del Nuovo Testamento.

Drago.

Animale *mitologico, incarnazione del caos primitivo. Nell'Antico Testamento, mostro marino o, a volte, terrestre; compare anche sotto altri nomi (Leviatan, serpente) (cf Sal 74,13; 91,13; 148,7; Is 14,29; 27,1; 30,6; Ez 29,3; 32,2; Dn 7). Nel Nuovo Testamento lo nomina l'Apocalisse come l'avversario di Dio: Ap 12, 3.14-17 (serpente); 20,7-10 (diavolo). Pu essere assimilato allo spirito del male.

Droga.

" Prodotto - naturale o derivato - che ha la capacit di stimolare o inibire il sistema nervoso, producendo tolleranza (aumento costante della necessit) e dipendenza (se ne ha bisogno per comportarsi normalmente, poich senza di essa ci si ammala) " (Eduardo Baselgas, sj). La maggior parte delle droghe producono dipendenza psichica (ci si sente incapaci di farne a meno) e alcune anche dipendenza fisica (interrompendone l'assunzione, si producono disturbi organici in quanto il corpo vi si abituato). Ne esistono vari tipi, distinti secondo gli effetti: stimolanti, ipnotici, allucinogeni. Sono pericolose e a volte possono provocare la morte (cf L. Gonzlez-Carvajal, D.A.P.V.D.).

Druida.

Vocabolo di origine celtica, significa letteralmente: " che conosce (wid) la quercia (dru) ", con riferimento alle misteriose pratiche fatte col vischio quercino. Indicava i sacerdoti con funzioni religiose e anche politiche nei popoli celtici.

Dualismo.

Concezione filosofica secondo la quale ci che esiste deriva da due principi opposti ed irriducibili: bene e male, caos e creazione, tenebre e luce... La Bibbia afferma chiaramente l'esistenza di un Dio unico creatore di ogni cosa.

Esiste anche un dualismo antropologico, ovvero una visione dell'uomo come opposizione o almeno separazione di anima e corpo. La concezione ebraica dell'uomo monista o unitaria, ma nella filosofia cristiana ebbe un forte influsso la visione dualistica della filosofia greca, specialmente di Platone. Ai nostri giorni, si recupera l'originale visione semitica.

Duello.

Combattimento tra due contendenti secondo norme prestabilite ed armi uguali per vendicare l'onore offeso. Poich pu condurre alla morte o a ferite gravi, un'espressione di odio oltre che di orgoglio. E un peccato grave.

Dula.

Culto di venerazione reso ad angeli e santi. Vedi *Culto.

Duomo.

Termine popolare con cui si designano in Italia alcune *cattedrali, in particolare a Milano, Orvieto, Pisa e Siena.

E

Ebal.

Montagna rocciosa della *Samaria, a nord di Sichem, presso l'attuale Nablus. Nell'impressionante scenario tra questo arido monte e il boscoso *Garizm (monte della maledizione il primo, della benedizione il secondo), *Giosu costru un altare, come gli aveva ordinato Mos e lesse tutte le parole della legge, perch il popolo scegliesse se obbedire o disobbedire a Dio (vedi Dt 11,26-30 e Gs 8,30-35).

Ebdomadario.

Dal greco hebdmada = settimana. La persona che nella preghiera corale o comunitaria della *Liturgia delle ore presiede o dirige la preghiera. Viene detta ebdomadario per l'uso di svolgere a turno settimanalmente questo ministero, iniziando dai primi vespri della domenica.

Ebioniti.

Setta giudeocristiana che negava la divinit di Cristo. Durante la *Guerra Giudaica, si rifugiarono ad est del *Giordano. La loro dottrina racchiusa in un vangelo, detto vangelo degli ebioniti, elaborato soprattutto con materiale di Mt, ma anche degli altri sinottici e con leggende. Proibivano di mangiare carne, si opponevano alla dottrina di *Paolo e negavano la nascita verginale di Ges (cf DBM e VPB).

Ebraico.

Lingua semita nella quale venne scritto l'AT. Proviene dal mescolarsi della lingua dei cananei con l'aramaico che parlava il popolo di Israele. Dopo l'*esilio, l'ebraico rimase come lingua letteraria, ma il popolo parlava aramaico. Nella scrittura, l'ebraico usava solo le consonanti. I *masoreti inventarono, verso il sec. VI o VII d.C., il sistema per rappresentare le vocali per mezzo di punti.

Ebraismo.

Religione e insieme delle tradizioni degli ebrei. E una delle tre grandi religioni monoteiste, con il Cristianesimo e l'Islam. Vedi *Giudaismo.

Ebrei.

Nome dei discendenti di Abramo, che in Gn 14,13 viene detto " l'ebreo ". Nell'AT viene usato esclusivamente per differenziare gli israeliti da quelli che non lo sono. Tanto nell'Antico come nel Nuovo Testamento, " ebreo " una designazione onorifica per gli israeliti (cf 2 Cor 11,22).

Ebrei, Lettera agli.

Fino a non molto tempo fa, la si attribuiva a Paolo. La dottrina sulla linea paolina, anche se non paolina l'idea centrale di Cristo sommo sacerdote. Lo stile , comunque, molto diverso e oggi nessuno sostiene pi che sia sua. Non una vera e propria lettera, salvo nel saluto finale (13,22-25), aggiunto successivamente. E un'esposizione dottrinale ed esortativa. Bench il titolo con il nome dei destinatari sia posteriore al resto, dal suo contenuto si deduce che era rivolta ai *giudeocristiani. La data di composizione incerta, tra il 65 e il 90 come date limite.

Ebron

Antica citt-stato ( considerata una delle citt pi antiche del mondo) circa 36 km a sud di Gerusalemme, sulle montagne della *Giudea. A Ebron mor *Sara, la moglie di *Abramo, ed egli compr agli Hittiti per seppellirla la caverna di *Macpela, primo suolo di queste terre a diventare di propriet del padre del popolo di Dio (cf Gn 23). Sar la tomba dei *patriarchi di *Israele (cf Gn 25,7-10; 35,27-29; 49,29-32; 50,12-13). Oggi sotto il controllo dei musulmani che, come noto, si sentono figli di Abramo. Davide ne fece la capitale del suo regno e vi regn per sette anni prima della conquista di *Gerusalemme (2 Sam 2,1-4; 5,1-5).

Ecclesiaste.

Uno dei libri sapienziali dell'AT. E detto anche Qolet (" colui che parla nell'assemblea ", cio il " Predicatore ") secondo la designazione ebraica. Nel presentarsi, l'autore allude a Salomone (1,1), secondo la finzione letteraria diffusa nell'antichit di attribuire alcune opere ad uomini illustri, ma il testo si fa risalire al sec. III a.C. Tema centrale la vanit delle cose umane (cf 1,2 e 12,8). L'autore non vede ancora una soluzione chiara al problema dell'aldil e per questo risulta a volte sconcertante: ma uomo di fede. Questo libro si deve vedere, pi di altri, nell'insieme della rivelazione, la quale va progredendo in una chiarezza che solo in Ges si fa piena.

Ecclesiastico.

Vedi *Siracide.

Ecclesiologia.

Disciplina teologica che studia la *Chiesa nel suo essere o nella sua essenza. Oggi le si d molta importanza. I motivi di questa ritrovata importanza e dell'interesse che suscita sono: a) lo stretto rapporto che la Chiesa ha con Cristo, dal quale procede, e con gli uomini, per i quali sacramento universale di salvezza; b) il fatto che, in quanto sacramento universale, in essa ricevono la loro sacramentalit tutti i sacramenti particolari (vedi LG 48 e 1).

Eckart Eckhart, Mastro Johannes (1260 ?-1326).

*Mistico *domenicano della Renania, nell'attuale Germania. Attivo nel lavoro pastorale, coltiv la teologia spirituale. Alcune delle sue dottrine scivolarono nel *panteismo, e venne perci aperto un processo dottrinale sulle sue opere. Eckart si sottomise alla decisione prima che questa venisse pronunciata. Alcune sue proposizioni furono condannate nel 1329.

Eclettismo.

Sistema filosofico o atteggiamento del pensiero che prende quanto ritiene esservi di meglio dalle diverse dottrine filosofiche cercando di coordinarne l'insieme senza fare una elaborazione unitaria originale. Quando manca la coordinazione, si ha il *sincretismo. Eclettico chi si interessa a studi o discipline differenti.

Ecologia.

Scienza recente (il termine usato per la prima volta da E. Haekel nel 1968) che studia i rapporti tra gli organismi viventi e il loro ambiente. Da una iniziale attenzione ai vegetali, pass allo studio degli animali e oggi particolarmente rivolta a quello dell'uomo. " Si colloca accanto alla psicologia, all'antropologia e alla geografia umana, a met strada tra le scienze fisiche e biologiche e le scienze culturali umanistiche " (R. Strassoldo, DS-P).

Economia della salvezza.

L'insieme delle disposizioni divine che hanno come fine la salvezza dell'uomo, cos come la realizzazione concreta di questo piano. L'economia, in questo senso biblico-teologico, l'azione di Dio " ad extra ", fuori da s, vale a dire diversa dalle relazioni personali tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo all'interno del mistero trinitario.

Economo.

Colui che, nominato dal vescovo, amministra gli affari economici della *diocesi secondo le modalit definite dal consiglio per gli affari economici (cf CIC 494).

Ecumenismo.

Movimento che tende a riunificare in una sola Chiesa le diverse Chiese cristiane. Ecumene significa in greco la parte abitata della terra, ovvero l'universalit. L'ecumenismo vuole essere la risposta alle parole di Ges: " che siano una sola cosa " (Gv 17,21). Il movimento nacque in Inghilterra nel sec. XIX. Nel 1948, venne fondato a Ginevra il Consiglio Ecumenico delle Chiese, al quale appartengono quasi tutte le confessioni cristiane. La Chiesa cattolica, che non ne membro, vi rappresentata da osservatori. *Giovanni XXIII cre il " Segretariato per la promozione dell'unit dei cristiani " (1960). Il Vaticano II si interess molto al tema dell'ecumenismo ed elabor il Decreto sull'ecumenismo " Unitatis Redintegratio ".

Eden.

In ebraico " delizia ". Non il *paradiso terrestre, ma il luogo dove tale paradiso si trovava (cf Gn 2,8-15).

Edipo, Complesso di.

Inclinazione erotica del bambino verso sua madre o della bambina verso suo padre. Il nome viene dal racconto della *mitologia greca immortalato da Sofocle, secondo il quale Edipo, senza saperlo, si sposa con sua madre e, venutolo a sapere, si cava gli occhi. In psicoanalisi, importante fare attenzione a questo fenomeno, che naturale in certi periodi dell'infanzia e che pu provocare successivamente conflitti nevrotici.

Edizione critica.

Edizione di un'opera del passato nella quale si selezionano e si giustificano con note critiche le scelte che sembrano pi conformi all'originale. Si fa questo con opere che, per la loro importanza, hanno avuto molte copie o edizioni. Il fatto stesso di copiare, soggetto ad errori, o anche una mentalit o ideologia prevenuta di fronte a determinati testi, sono causa di molte delle varianti, che devono essere eliminate. Le edizioni critiche hanno grande importanza relativamente alla *Bibbia, tanto per il fatto di essere il libro pi copiato e pubblicato, che per le tendenze, a volte eretiche, con cui stato affrontato.

Edom.

Territorio a sud del Mar Morto, fino al golfo di Aqaba, dove si stabil *Esa, il capostipite degli edomiti o *idumei. Appartenne ad Israele al tempo di *Davide (2 Sam 8,13-14) e in altre brevi epoche. Le guerre tra Edom e Israele furono frequenti, a causa delle ricchezze minerarie e dell'ubicazione, aperta ai mari del sud. Traendo vantaggio dall'esilio degli israeliti, gli *edomiti occuparono gran parte del territorio a sud della Giudea (vedi *Idumea).

Edomiti.

Vedi *Idumei.

Edonismo.

" Dottrina secondo la quale il piacere determina il valore etico dell'azione. Al tempo stesso si presuppone che, in generale, l'uomo agisca solo per il piacere " (J. Schuster, DF-H). L'epicureismo, il materialismo e qualche altra corrente filosofica professano l'edonismo.

Educazione.

Attivit rivolta a promuovere lo sviluppo e il perfezionamento delle potenzialit e delle qualit dell'essere umano. Secondo diverse angolazioni vista: a) come aiuto all'educando perch egli stesso possa trarre (" educere ", in latino) quel che buono da s stesso; b) o come trasmissione di conoscenze e atteggiamenti morali, di valori, ossia, di cultura.

Educazione della fede.

Con questa espressione si definisce a volte la *catechesi (cf CT 18). Tuttavia, la catechesi uno dei modi dell'educare la fede, che ha un ambito pi ampio. L'educazione della fede l'attivit che intende far maturare la fede dei cristiani utilizzando ogni mezzo possibile.

Educazione morale.

1. Per alcuni, l'attivit che tende a formare i criteri e gli atteggiamenti di un corretto comportamento umano, indipendentemente dalla fede.

2. Per altri, quella parte dell'educazione della fede che ha a che fare con gli atteggiamenti e il comportamento umani. Questa, in realt, l'educazione morale dedotta dalla rivelazione, mentre la prima esprime una concezione pi universale (cf G. Gatti, DC-CCS).

Efesini, Lettera agli.

Lettera dell'apostolo Paolo scritta, secondo alcuni, verso il 62-63, quando Paolo era prigioniero a Roma. Altri studiosi della Scrittura pensano che sia posteriore a san Paolo, scritta tra gli anni 80 e 100. C' anche chi crede che possa essere la lettera che scrisse ai cristiani di Laodicea menzionata in Col 4,16 (che, se cos non fosse, sarebbe andata perduta). Infine, potrebbe trattarsi di una lettera circolare destinata in varie copie a diverse Chiese dell'*Asia Minore. Questa tesi sarebbe avallata dal tono della lettera e dalla mancanza dei saluti finali consueti in Paolo. Ha molte somiglianze con la lettera indirizzata ai *Colossesi. Nella dottrina della lettera agli Efesini, risalta il magnifico piano di Dio in Cristo e l'unione di tutti i redenti nella Chiesa.

Efeso.

La pi importante citt dell'*Asia Minore ai tempi del NT, capitale della provincia romana dell'Asia, snodo vitale per le comunicazioni e centro culturale e religioso. Vi si trovava il tempio di Artemide (Diana), una delle sette meraviglie del mondo. San *Paolo la evangelizz e vi nacque una numerosa comunit cristiana. Paolo risiedette in questa citt per circa tre anni (cf At 19,1-10), finch una rivolta degli argentieri, le cui vendite di immagini di Artemide avevano cominciato a scemare, obblig Paolo a lasciare la citt.

Efod.

Specie di grembiule di piccole proporzioni, in tessuto incastonato di pietre preziose e oro, di cui si cingeva il petto il *sommo sacerdote ebraico (cf Es 25,7; 28,6-14; 29,5; 1 Sam 2,28). Sulle spalline, due pietre d'onice portavano incisi i nomi delle dodici trib di Israele.

Si dava questo nome anche a un oggetto divinatorio che venne poi condannato come simbolo di idolatria (cf Gdc 8,22-27; 1 Sam 21,10).

Efraim.

Figlio di Giuseppe. Giacobbe conferir a lui, invece che al fratello maggiore, Manasse, la benedizione spettante al primogenito (Gn 48). La trib di Efraim, nata dalla sua discendenza, si stabilir nella parte centrale della *Cisgiordania. Nucleo del regno di Israele, per la sua predominanza e la sua prosperit diventer a volte, nei profeti, eponimo di tutto il regno settentrionale (cf Gn 41,52; Dt 33,13-17; Gv 11,54.

Egira.

Dall'arabo higra = fuga, emigrazione. Il ritiro di *Maometto dalla *Mecca (vedi *Kaaba) verso Yathrib (vedi *Medina) nel 622 d.C. Questo fatto segna l'inizio dell'*era musulmana nel nuovo calendario stabilito per l'Islam dal Califfo Omar (638 d.C.).

Egitto c 1.4.5.

Paese situato nel nordest dell'Africa, culla di un'antichissima cultura nella valle del *Nilo. La sua potenza, spesso in lotta con l'impero assiro, ebbe molte ripercussioni in *Palestina, scenario a volte di battaglie tra i due colossi e in numerose occasioni dominata dall'uno o dall'altro. L'evento centrale dell'AT proprio la *Pasqua o uscita dall'Egitto nel secolo XIII a.C.

Ego- Egoismo.

In latino, ego = io. L'egoismo il vizio o peccato di far prevalere, almeno nella volont, l'interesse personale, bench questo ferisca quelli altrui. Come l'*amore o carit la radice di ogni bont, l'egoismo lo di ogni cattiveria.

Elam.

Paese situato nel nord del golfo Persico, tra *Babilonia e la *Persia, annesso agli inizi del sec. VI a.C. all'impero dei *medi e dei *persiani. Nella capitale di Elam, Susa, *Ciro fiss la sua residenza. Elam e i suoi abitanti, gli elamiti, sono citati varie volte nell'AT (Is 11,11; Ger 49,34-39; Ez 32,34; Esd 2,7; Ne 1,12) e in At 2,9.

Elezaro.

Nome frequente nell'AT. Portarono questo nome: il terzo figlio di *Aronne (Lv 20,26); lo scriba che mor eroicamente ai tempi di Antioco IV Epifane (2 Mac 6,18-31); e uno degli antenati di Ges (Mt 1,15).

Elefantina c 4.

Isola e citt sul Nilo, di fronte all'attuale Assuan, nella quale visse una colonia ebraica. Vi sono stati scoperti numerosi papiri del sec. V a.C., per la maggior parte in aramaico. Anche se non sono biblici, hanno fornito interessanti conferme e complementi ai dati biblici, come pratiche amministrative dei persiani citate in Esdra e Neemia che alcuni consideravano inaccettabili.

Elemosina.

Aiuto materiale che si d a chi ha bisogno. " Significa anche piet, misericordia e deve pertanto essere messa in relazione con la compassione di Dio (cf Lc 6,36 e 38); traduce l'ebraico sedaqu, " giustizia ", probabilmente perch l'elemosina un mezzo di ristabilire la giustizia che Dio vuole sulla terra (dare a tutti gli esseri ci di cui hanno bisogno) " (X. Lon-Dufour, DNT). Nella Bibbia viene presentata come un elemento fondamentale. Cristo la elogi (Mc 12,41-44) e la pratic (Gv 13,29). Si capisce il suo valore come espressione dell'amore (cf Mt 6,1-4). Bisogna tendere a un ordine sociale pi giusto che renda sempre meno necessario per alcuni il dover vivere di elemosina.

Eleusi.

Vedi *Religioni misteriche.

Eleusini, Misteri.

Riti religiosi celebrati ad Eleusi, vicino Atene (vedi cartine 4 e 5). Solo gli adepti gi iniziati erano ammessi alla loro celebrazione.

Elezione.

Nella Bibbia, l'assegnazione che Dio, di sua iniziativa, fa di una missione a una determinata persona. Sono famose le grandi elezioni, che vanno costituendo la trama nello sviluppo della storia della salvezza; elezione di un popolo, di *Abramo, di *Giacobbe, di *Mos, di *Davide, di *Samuele, di ognuno dei profeti, di *Giovanni Battista, di *Maria, dei dodici... L'eletto pu accettare o rifiutare l'elezione o realizzare indegnamente la missione per la quale stato eletto, come fu il caso, ad esempio, di Saul.

El, el, lem sabactani.

" Dio mio, Dio mio, perch mi hai abbandonato? ". Frase iniziale del *Salmo 22 con la quale Ges prega sulla croce (Mt 27,46; Mc 15,34).

Elia.

Uno dei grandi *profeti, non scrittore. Oper nel regno del nord nel sec. IX a.C. al tempo dell'empio re Acab e di sua moglie, la perfida Gezabele. I libri 1 e 2 dei Re narrano di lui grandi miracoli e la sua energica lotta contro il culto idolatra a *Baal. Il suo ricordo legato al monte *Carmelo (cf 1 Re 17; 18; 19; 21; 2 Re 2).

Eliezer.

In ebraico, " Dio aiuto ". Nome del capo della servit di Abramo (cf Gn 15,2) e di un figlio di Mos (cf Es 18,4), tra gli altri.

Elisabetta.

In ebraico, " Dio pienezza ". Donna della trib di *Aronne, moglie di *Zaccaria, madre di *Giovanni Battista e parente della vergine *Maria. Luca la nomina diverse volte nel primo capitolo del suo Vangelo.

Eliseo.

Profeta del sec. IX a.C., discepolo di *Elia, grande *taumaturgo. Continu la lotta del suo maestro contro l'idolatria e intervenne in eventi politici, come l'unzione di Ieu a re di Israele (2 Re 9,1-10) e la predizione della vittoria di Ioas su Aram (cf 2 Re 13, 14-19).

Ellenismo.

Si parla di ellenismo tanto per designare il periodo storico che va da Alessandro Magno (333-323 a.C.) fino all'epoca di Ottaviano Augusto (31 a.C.-14 d.C.), quanto, pi propriamente, per esprimere il dominio della lingua e della cultura greche nei secoli IV a.C.-I d.C. in tutto il Medio Oriente e successivamente anche nell'impero romano. L'ellenismo divenne la cultura universale di tutti quei grandi e diversi popoli. Uno degli aspetti di questa cultura fu quello religioso: si giunse a un certo *sincretismo tra le diverse divinit e i vari culti. Nel *giudaismo sorsero due tendenze opposte: quella di coloro che erano aperti alle nuove forme e quella che cerc di difendere, perfino con le armi, le proprie tradizioni religiose. Ad ogni modo, tanto nella *Palestina dominata dai greci che, soprattutto, nelle colonie della *diaspora, l'influsso evidente. La traduzione della Bibbia in greco, detta dei *Settanta, ne una dimostrazione. Il NT fu scritto tutto in greco, tranne il primo Vangelo di *Matteo, che non ci giunto. L'universalit dell'ellenismo favor la diffusione del cristianesimo. E indubbio che l'ellenismo ebbe un influsso nella predicazione e anche nei libri del NT; del resto, non poteva essere altrimenti, poich si trattava della cultura in cui bisognava esprimersi, il che non implica che la fede o la dottrina cristiane abbiano subito trasformazioni sostanziali.

Elleno-cristiano.

Chi, provenendo dal mondo ellenico, si convertiva al cristianesimo. Vedi *Giudeocristiani.

Elohim.

Plurale di El = Dio. E la designazione di Dio predominante nella tradizione *elohista. Il plurale pu essere residuo di un'epoca politeista. Anche se si riferisce all'unico Dio di Israele, a volte si applica nell'AT a diverse divinit di altri popoli.

Elohista.

Il *Pentateuco attinge a diverse fonti o correnti di tradizione. Quella elohista, cos chiamata perch designa Dio con il nome *Elohim, una delle principali, assieme a quella *jahvista, *sacerdotale e *deuteronomica.

Elvira.

Citt del sud della Spagna nella quale si tenne, nell'anno 303, un concilio (non ecumenico) di tendenza piuttosto rigorista.

Embolismo.

Aggiunta o prolungamento di una preghiera; ad esempio, quella che nella *messa fa seguito al Padre nostro riprendendone l'ultima frase.

Emistichio.

La met di un verso. Si usa molto per riferirsi alla met di un verso nei *salmi.

Emmanuele.

" Dio con noi ", in ebraico. E il nome che, nella famosa profezia di Is 7,14, viene dato al figlio che nascer dalla vergine e che Mt 1,23 vede compiuta nel narrare la concezione verginale di Ges. La cosa pi significativa di questa profezia, difficile da interpretare nei suoi dettagli, proprio in ci che questo nome esprime: Dio con il suo popolo e, pertanto, Dio lo salva.

Emmaus.

Diverse localit della Palestina portano questo nome. La pi famosa il villaggio verso il quale, nel giorno della *risurrezione del Signore, camminavano i due discepoli di cui ci parla Lc 24,13-35. Si identifica, probabilmente, con l'odierna El-Qubeibeh, situata a circa 12 km da Gerusalemme. Per altri si tratterebbe, invece, dell'odierna Amwas, a 24 chilometri.

Empirismo.

Indirizzo filosofico secondo il quale l'unica fonte della conoscenza l'esperienza, assunta quindi come unico criterio di verit.

Enchiridion.

Dal greco en = in, e keir = mano. Manuale, libro che compendia, e mette " a portata di mano ", i principali testi o documenti di una materia.

Enciclica.

O lettera enciclica. Documento del papa sotto forma di lettera indirizzata ai vescovi e a tutti i fedeli, o anche a tutti gli uomini disposti ad ascoltarlo, su un determinato tema, generalmente di carattere dottrinale. Si tratta di un documento pontificio importante, anche se non tanto quanto le *bolle o le *costituzioni apostoliche.

Endogamia.

Unione matrimoniale " interna ", cio all'interno di un gruppo pi o meno ristretto: parentela, trib, casta o classe sociale... L'endogamia in gruppi ristretti, che implica consanguineit, produce una degenerazione della razza e, in diversi casi, gravi conseguenze psichiche.

Engaddi.

In ebraico, " la sorgente del capretto ". Oasi presso la riva occidentale del Mar Morto, dove Davide si nascose fuggendo da Saul (Gs 15,62; 1 Sam 23,29).

Engels.

Vedi *Marxismo.

Enoch.

Uno dei *patriarchi antidiluviani, del quale si dice che visse 365 anni (= numero di giorni dell'anno solare), che " cammin con Dio " e non mor ma " fu trasportato via " da Dio (cf Gn 5,21-24; Eb 11,5). Per il suo camminare con Dio e per la sua scomparsa misteriosa, ebbe singolare rilievo tra gli ebrei e fu oggetto di leggende, alcune delle quali raccolte in libri *apocrifi.

Enoteismo.

Situazione religiosa nella quale non chiaramente definita la differenza tra politeismo e monoteismo. E il caso, ad esempio, dei politeisti che, nel pregare un dio, si rivolgono a lui come all'unico esistente. Nella storia delle religioni, quella fase in cui la religiosit primitiva dell'uomo raffigura il dio unico con molteplicit di simboli, espressione dei suoi diversi attributi.

Enrique de Coimbra.

Francescano, accompagn Cabral nell'esplorazione durante la quale fu scoperto il Brasile (1500-1501) ed eresse la croce nel luogo che sarebbe stato chiamato Bahia de Santa Cruz.

Enuma Elis.

Vedi *Marduch.

Eone.

1. In greco, aion. Indica da una parte l'eternit di Dio (" Basileus ton aionon ", ovvero " Re dei secoli ", vedi 1 Tm 1,17); dall'altra, il tempo del mondo, i cui limiti sono la creazione e la fine del mondo. Gli scrittori apostolici distinguono tra due epoche: l'ion houtos, il " secolo " presente, caratterizzato dalla caduta dell'uomo e prima di lui delle potenze angeliche, e l'ion melln, il " secolo " che viene, nel quale il peccato non vi sar, si compir la volont di Dio senza ostacoli e Dio regner.

2. Nella filosofia gnostica, ciascuno degli infiniti esseri emananti da Dio e come lui eterni, che fungono da intermediari tra Lui e il mondo. Per estensione, durata di un fenomeno tanto lunga da non potersi calcolare, da considerare come eterna.

Eparcha.

Nelle Chiese d'Oriente, equivalente alla *diocesi d'Occidente.

Epicheia.

Etimologicamente, significa " equit ". Interpretazione della legge fatta dal soggetto tenendo conto, pi che della lettera della legge positiva, del suo senso e dell'intenzione del legislatore. Questa " correzione " della legge si fa basandosi sul fatto che il legislatore non pot scendere nei casi particolari, in alcuni dei quali pi concorde con il senso profondo della legge agire in altro modo. A volte l'epicheia stata definita una " interpretazione benigna della legge "; di fatto, l'epicheia pu rendere la legge pi soave, ma anche pi severa.

Epclesi.

Vedi *Messa. Parte della preghiera eucaristica.

Epicureismo.

Scuola filosofica fondata da Epicuro (341-271 a.C.). E materialista. Nega l'immortalit dell'anima. Ammette degli esseri sovraumani o di, ma indifferenti rispetto all'uomo. Il mondo retto dal caso. Il fine della vita cercare il piacere; la felicit si ottiene per mezzo di una prudente regolazione dei godimenti, in modo da sfruttarli nella tranquillit. A volte si chiama epicureismo qualsiasi *edonismo. Quando Paolo giunse ad *Atene per annunciare il vangelo, incontr filosofi epicurei (cf At 17,18) (cf Schuster, DF-H e Lon-Dufour, DNT-C.)

Epifania.

" Manifestazione ". La solennit dell'Epifania (il 6 gennaio) celebra la manifestazione di Dio nel Verbo incarnato. E l'equivalente del Natale, dove Dio appare in carne umana. La Chiesa cattolica occidentale mette in risalto la nativit; quella orientale, l'epifania.

Epigrafia.

Dal greco = epigraf, scrittura sovrapposta, iscrizione. Scienza che studia l'interpretazione delle iscrizioni. Ha una notevole incidenza negli studi storici in generale e del cristianesimo antico in particolare.

Episcopale.

Aggettivo che qualifica ci che si riferisce al vescovo.

Episcopato.

1. L'insieme dei vescovi (del mondo, di una nazione, regione, ecc.).

2. Il ministero dell'ordine nel suo grado pi alto. Vedi *Ordine, Sacramento dell'.

Epistola.

Lettera. Il termine epistola latino ed era riservato alle lettere importanti, soprattutto per quelle scritte dagli apostoli. Ai nostri giorni, d'uso pi comune chiamarle *lettere.

Eponimo.

" Soprannome ". Un personaggio, un eroe, un dio che d il suo nome a un popolo, a una trib, a una citt, a un periodo o epoca. Esempi: Israele (che era un altro nome di Giacobbe, d il suo nome alla nazione), Giuda (nome del figlio di Giacobbe, diventa nome della trib e del regno).

Eppur si muove.

Celebri parole attribuite a *Galileo nel vedersi obbligato - sotto pena di condanna ecclesiastica - ad accettare che la terra fosse fissa e il sole le ruotasse attorno.

Eptateuco.

" Sette volumi ". Cos viene a volte denominato il *Pentateuco pi i libri di *Giosu e *Giudici quando si vuole far notare l'unit delle loro fonti.

Epulone.

Dal latino epulo: colui che mangia e beve in modo ghiotto e abbondante.

Equivoco.

Vedi *Univoco.

Era cristiana.

Computo degli anni a partire dalla nascita di Ges. Viene anche chiamata era volgare, in quanto utilizzata dalla maggior parte dei popoli. Ad avere la felice idea di porre la nascita di Cristo come punto centrale nello svolgersi del tempo fu il monaco greco Dionigi il Piccolo, che visse a Roma nel sec. VI. Nell'anno 526, nel fare il computo, credette che Ges fosse nato nell'anno 754 di Roma, basandosi sul fatto che aveva 30 anni quando inizi la sua vita pubblica. Di fatto, Lc 3,23 parla in senso approssimativo e forse vuole solo indicare che era giunto alla maturit richiesta per una missione pubblica. Ges nacque al tempo di Erode il Grande, che mor nell'anno 750 di Roma, dopo essere stato malato per diversi mesi. Di conseguenza, la nascita di Ges deve essere spostata di almeno quattro anni; secondo gli studiosi, tra i quattro e i sette anni. Il censimento ai tempi di Quirino (Lc 2,1-2) rimane oscuro dal punto di vista della datazione storica (cf Bibbia TOB, nota a Lc 2,2). La data pi sicura che possediamo quella dell'inizio della vita pubblica di Ges. Quella della nascita la conosciamo con l'approssimazione gi detta; ma conserva tutto il suo valore il fatto che sia posta come inizio della nostra era. Vedi *Cronologia cristiana e *Sincronismo.

Erasmo da Rotterdam, (1466-1536).

Umanista di grande erudizione che esercit una grande influenza ai tempi del Rinascimento e della *Riforma protestante. Critic duramente la degenerazione della religiosit nella Chiesa del suo tempo, ma si oppose anche a *Lutero, cosicch rappresenta una posizione intermedia tra cattolici e protestanti. Scrisse numerose opere, tra le quali risaltano l'Elogio della pazzia, i Colloqui, gli Adagi...

Eremita.

Dal greco eremos = deserto. E colui che adotta la vita religiosa in solitudine.

Eresia.

Affermazione dottrinale contraria alla fede della Chiesa in una determinata materia. " L'ostinata negazione, dopo aver ricevuto il battesimo, di una qualche verit che si deve credere per fede divina e cattolica, o il dubbio ostinato su di essa " (CDC 751).

Eretico.

Chi si separa dalla fede della Chiesa in qualche punto determinato.

Erma.

Scrittore ecclesiastico dell'epoca dei *Padri apostolici. Era sposato. Fratello del papa san Pio I (140-155). Scrisse Il Pastore una delle opere pi diffuse dell'antica letteratura cristiana greca.

Ermeneutica.

Vedi *Esegesi.

Ermete Trismegisto.

Personificazione del dio egiziano Thot, identificato nell'ellenismo con Hermes e definito " tre volte grandissimo " (vedi *Ermetico). Gli si attribuivano libri di alchimia, *astrologia e *magia, di oscura interpretazione, gelosamente custoditi dai sacerdoti egizi.

Ermetico.

Oscuro, difficile da comprendere. Dal nome greco del dio Mercurio, Hermes, ritenuto inventore delle scienze. Appartenente all'*Ermetismo.

Ermetismo.

Dottrina accessibile solo agli " iniziati " (vedi *iniziazione). In particolare, corrente culturale filosofico-scientifica ispirata alle presunte opere di *Ermete Trismegisto, che ebbero una certa risonanza dal sec. III a.C. al sec. III d.C. (cf C. Vidal, DSO-VD).

Ermon Hermon c 2.

Montagna nella parte meridionale della catena del *Libano. Alta m. 2760, ha nevi perenni che alimentano il Giordano. Secondo alcuni potrebbe essere questo, e non il Tabor, l'" alto monte " della Trasfigurazione.

Erode.

Nome di diversi personaggi citati nel NT.

Erode I il Grande (ca. 73-4 a.C.), re di *Giudea dal 37 al 4 a.C. grazie all'appoggio dei romani, era *idumeo, e per questo malvisto da molti giudei; il suo dominio fu vasto quasi quanto quello di Davide. Si distinse per la sua crudelt (fece uccidere anche tre dei suoi figli) e per la sua mania di grandezza: costru e abbell citt e restaur il Tempio, certo non per motivi religiosi. I Vangeli lo citano in Lc 1,5 e in Mt 2,1, attribuendogli la strage degli innocenti.

Erode Filippo (da non confondere con il fratello *Filippo di Erode), figlio di Erode il Grande, non ebbe ambizioni politiche. La moglie Erodiade lo lasci per sposare Erode Antipa. Viene chiamato Filippo in Mt 14,3 e Mc 6,17.

Erode II Antipa, figlio di Erode il Grande, *tetrarca e non re come viene spesso chiamato, govern la Galilea dal 4 a.C. al 39 d.C.. Ripudiata la moglie, spos la nipote *Erodiade togliendola a suo fratello Erode Filippo ancora vivente. Fece decapitare *Giovanni Battista che lo aveva rimproverato per questa unione (cf Mt 14,1-12; Mc 6,14-29; Lc 3,19-29; 9, 7-9). Pilato gli invi Ges perch lo processasse in quanto galileo. Antipa lo schern e lo rimand a Pilato (cf Lc 23,7-12). Mor in esilio in Gallia, dove lo aveva confinato Caligola.

Erode Agrippa I (nel NT viene chiamato solo Erode). Perseguit i cristiani per ingraziarsi gli ebrei. Fece decapitare *Giacomo e imprigionare *Pietro (cf At 12,1-3).

In Atti 12,20-23 viene descritta la sua morte repentina con carattere di castigo divino.

Erodiade.

Nipote di *Erode I il Grande, spos prima lo zio *Erode Filippo, da cui ebbe la figlia Salom (il cui nome citato da *Giuseppe Flavio, ma non dal NT), e poi il fratello di lui, *Erode Antipa. Istig quest'ultimo a far decapitare *Giovanni Battista, che aveva condannato il loro matrimonio (cf Mc 6,19-24 e paralleli).

Erodiani.

Gruppo di seguaci di *Erode Antipa, che si unirono agli altri nemici di Ges (cf Mc 3,6; 12,13).

Eros.

Termine greco che significa " amore ". Si suole intendere come amore sessuale, anche se di per s esprime l'impulso e l'entusiasmo totale, e non solo carnale.

Erotico - Erotismo.

Riferito alla sessualit e all'amore carnale. Vedi *Eros.

Esamerone.

Racconto della creazione in sei giorni: Gn 1,1 - 2,4.

Esapla.

Vedi *Versioni della Bibbia.

Esarca.

Nelle Chiese d'Oriente, il prelato che governa un territorio detto esarcato, che rimane fuori da un *patriarcato.

Esateuco.

Il *Pentateuco pi il libro di *Giosu. A volte sono considerati uniti per la loro somiglianza. Vedi anche *Eptateuco.

Esa.

Figlio di Isacco e di Rebecca, gemello (maggiore) di *Giacobbe. Il suo nome significa " rude, villoso ", come un mantello di pelo (sear), ma anche che abiter il paese di Seir (seir). Per un piatto di lenticchie vendette al fratello il diritto di primogenitura che lo costituiva erede delle promesse messianiche, commettendo una profanazione (cf Eb 12, 16). E simbolo dell'insensatezza che sacrifica i valori superiori ai godimenti immediati. Sar chiamato anche *Edom, cio " rosso ", perch nacque rossiccio ('admni), ma l'etimologia allude pure alla minestra rossa di lenticchie (adom) (vedi Gn 25,25.30). Si stabilir a sud del Mar Morto, nella zona del monte Seir, che verr a chiamarsi terra di Edom o *Idumea. E capostipite degli *edomiti o idumei, il popolo fratello, ma ostile, degli israeliti, discendenti di Giacobbe (cf Gn 25,21s; 27-28,9; 32-33).

Escardinazione.

Nel linguaggio ecclesiale, la separazione di un ecclesiastico da una diocesi. E l'azione correlativa o contraria alla *incardinazione (cf CIC 265-272).

Escatologia.

Da eschata = le cose ultime. Dottrina o trattato sulle cose ultime, sul futuro personale (escatologia individuale) e dell'umanit (escatologia collettiva). Il termine " ultimo " si pu considerare riferito a un evento decisivo, o all'ultimo in senso assoluto. Cos, prima di Cristo, Israele guardava a colui che doveva venire. Adesso guardiamo alla fine dei tempi: morte, giudizio e vita eterna. I profeti dell'AT annunciano i tempi messianici con un linguaggio fortemente immaginativo (cf Is 24,18-23; 25,6-12; 66,10-16.18-24). Il NT manifesta compiute quelle speranze: Cristo la pienezza che attendevano (Rm 1,1-4; 2 Cor 1,20; Gal 4,4); in lui giunge la *nuova creazione (cf 2 Cor 5,17), la salvezza (cf 2 Cor 6,2). Ma manca la consumazione del mistero di Cristo nei cristiani e nella storia; viviamo nella speranza di quella consumazione escatologica (cf 1 Cor 1,7; 15,19-28; 2 Cor 1,14; 1 Ts 2,19; Rm 8,18-25). Nell'Apocalisse abbondano le visioni escatologiche.

Escatologia intermedia.

Vedi *Morte.

Escatologico.

Riferito alla *escatologia.

Esclaustrazione.

Decisione per mezzo della quale il papa, il superiore generale di una congregazione religiosa o il vescovo, se si tratta di congregazioni diocesane, concedono o impongono a un religioso o religiosa l'autorizzazione o l'obbligo di vivere fuori dalla propria congregazione. L'esclaustrato continua ad essere membro dell'istituto, anche se privo di alcuni diritti peculiari dei membri (cf CIC 686-687).

Escorial.

Famoso monastero situato nella citt omonima, a 50 km da Madrid, fatto costruire da Filippo II, tra il 1663 e il 1689, in memoria della battaglia di San Quintino (1557), vinta contro i francesi. Questo monastero, in origine affidato ai monaci gerolamini e oggi agli *agostiniani, ospita il *pantheon dei re di Spagna.

Esdra.

*Scriba che guida il rimpatrio di un secondo gruppo degli ebrei prigionieri in *Babilonia. Interviene da una parte presso il re di *Persia ottenendo misure legali che li proteggano, e, d'altra parte, presso i rimpatriati per ottenere la pratica della legge di *Mos. Il libro di Esdra narra il ritorno del popolo esiliato, la ricostruzione del tempio, il ritorno di un secondo gruppo e la ricostruzione della vita della comunit di *Gerusalemme. Fino al sec. XV i libri di Esdra e *Neemia formavano un solo libro.

Esegesi.

Dal greco, " spiegazione, interpretazione ". Scienza che studia il senso di un testo. Pu riferirsi a una frase, un frammento o un'opera completa. Specialmente quando si tratta dei libri biblici pi antichi, come quelli del *Pentateuco, l'esegesi richiede un lavoro molto impegnativo e multidirezionale: stabilire quale sia il testo originale con la maggior precisione possibile (critica testuale), determinare il *genere letterario, tentare di scoprire i problemi della storia della redazione, approfondire la filologia e le peculiarit espressive della lingua (critica letteraria), conoscere l'ambiente e le tendenze dell'epoca (critica storica), in particolare la mentalit religiosa (critica teologica), ecc.

Esegesi allegorica.

E' l*esegesi che ricorre all'*allegoria come mezzo per scoprire meglio il senso di un testo. Si basa sul fatto che la Scrittura opera di Dio, che per mezzo di realt dell'AT prepar quelle che sarebbero venute con Cristo. Di fatto, nel NT si scopre che espressioni o fatti dell'AT racchiudevano un significato allegorico, oltre che letterale. Cos, ad esempio, dice Paolo in Gal 4,21-32, a proposito di Agar e Sara, che rappresentano le due alleanze; o in 1 Cor 10,4: la roccia del deserto era figura di Cristo, ecc. Partendo dal fatto che esiste il significato allegorico, certi esegeti, certe scuole, come quella alessandrina anticamente, o alcune epoche, hanno esagerato nel far ricorso alla esegesi allegorica. Vedi anche *Ermeneutica.

Esegeta.

Colui che interpreta la Sacra Scrittura. Vedi *Esegesi.

Esenzione.

Facolt del Sommo Pontefice di esimere alcuni istituti di vita consacrata (religiosi) dal governo degli *Ordinari del luogo, sottoponendoli direttamente alla propria autorit o ad altra autorit ecclesiastica (cf CIC 591).

Esequie.

Celebrazione liturgica di un funerale.

Esercizi spirituali.

Attivit che si svolge in giornate dedicate all'orientamento della propria vita sia in una scelta che cambia radicalmente il suo senso precedente, sia nell'approfondimento di un cammino gi deciso. Il suo contenuto centrale la riflessione, l'esame e la preghiera. Se si tratta di un periodo breve, come un solo giorno, si suole chiamarlo ritiro. Gli esercizi spirituali, nel modo che ha predominato negli ultimi secoli, furono ideati da sant'*Ignazio e definiti nel suo libro sugli Esercizi. Inizialmente, erano concepiti per essere realizzati individualmente, sotto la direzione del direttore degli esercizi; poi, si dato lo stesso nome alla forma collettiva; oggi, pur continuando questa modalit, si torna alla forma personalizzata in piccoli gruppi, nei quali ciascuno dei partecipanti mantiene quotidianamente un dialogo con il direttore. Gli esercizi sono stati un mezzo molto efficace per l'intensificazione della vita spirituale.

Esicasmo.

In greco, " stare tranquillo, vivere in pace ". Scuola di spiritualit orientale che cerca, nella pace della preghiera, la contemplazione della gloria di Dio nel Figlio. In essa si pratica intensamente l'invocazione del nome di Ges. Il principale rappresentante di questa spiritualit Gregorio Palamas (1296-1359).

Esilio.

In particolare, quello patito dal popolo di Dio in Assiria (dopo la caduta di Samaria nel 722 a.C., senza ritorno) e soprattutto in Babilonia, dalla caduta di Gerusalemme (587 a.C) fino a quando *Ciro non permetter il ritorno (538 a.C.), la ricostruzione di *Gerusalemme e la restaurazione del culto nel tempio. Questo esilio viene anche chiamato la cattivit di Babilonia.

Esistenzialismo.

Vedi *Essenzialista Esistenzialista.

Esodo.

Dal greco, " via d'uscita ". Uscita degli israeliti dall'Egitto (a volte si chiama esodo anche tutto il cammino verso la terra promessa), e nome del libro (il secondo del *Pentateuco e della Bibbia) che narra questo evento. L'uscita dall'Egitto , con l'*Alleanza che ne segu, il fatto culminante della storia di Israele nell'AT, ricordato poi innumerevoli volte nella Bibbia. Ad esso fanno riferimento la celebrazione della *Pasqua, il passaggio del Mar Rosso (che rimarr per i cristiani come immagine del *battesimo o passaggio dalla schiavit del peccato alla libert dei figli di Dio) e l'alleanza. Per Israele, l'esodo la nascita come popolo: le famiglie disseminate tra gli egiziani si raggruppano come nazione o popolo di *Jhwh. L'uscita dall'Egitto si colloca verso il 1250-1200 a.C.

Esorcismo.

Rito per mezzo del quale si espelle il demonio da un corpo nel quale abitava o che aveva posseduto (da cui il nome di " posseduto " dato all'indemoniato, o invasato). I *Vangeli narrano numerose espulsioni di demoni (Mc 1,21-28; 5,1-20 e paralleli in Mt e Lc). Nella Chiesa, esistito l'ordine minore degli esorcisti e permane il rito degli esorcismi, sia pure riservato al *sacerdote a ci designato dal vescovo. Nel rito del *battesimo esistono delle preghiere dette esorcismi, con le quali si chiede la liberazione dallo spirito del male.

Esortazione apostolica.

Nome che i papi danno ad alcuni dei loro documenti rivolti a tutti i cattolici. La loro importanza simile a quella delle encicliche, da cui si distinguono perch in queste predomina il carattere dottrinale, mentre nelle esortazioni prevale quello pastorale.

Esoterico.

Ci che si riferisce a dottrine o pratiche che si mantengono occulte o riservate agli iniziati in una religione o setta.

Espiazione.

1. Soddisfazione per l'ordine morale infranto. Richiede la purificazione interiore e l'eliminazione del peccato.

2. Festa della espiazione. E lo Yom Kippur degli ebrei o grande giorno penitenziale celebrato nell'equinozio di ottobre. Ai tempi dell'AT, il sommo sacerdote officiava personalmente e entrava nella parte pi sacra del tempio, detta sancta sanctorum. Celebravano un sacrificio di espiazione; secondo il rito, il sommo sacerdote tendeva le mani su un capro confessando sopra di esso tutte le iniquit degli israeliti e riversandole cos sul suo capo: era il capro espiatorio, che poi si lasciava andare nel deserto perch portasse via con s tutte le loro iniquit (cf Lv 16,22) (cf F. X. Lon-Dufour, DNT-C).

Esposizione eucaristica.

Collocazione in modo visibile del *Santissimo, normalmente nella *custodia, per la sua venerazione.

Espulsione dei demoni.

Vedi *Esorcismo.

Esseni.

In ebraico, " i pietosi ". Gruppo o setta ebraica che ebbe vita dal 150 a.C. al 70 d.C. Si ritirarono nel deserto, vivendo in comunit nella stretta osservanza della Legge. Nella Bibbia non sono menzionati. Sappiamo di loro da *Giuseppe e da *Filone (filosofo ebreo vissuto a Alessandria). Si ritiene che, ai tempi di Ges, gli esseni fossero circa 4000. Tra le loro comunit, la pi famosa quella di *Qumran.

Essenza.

Ci che fa s che un essere sia quello che . In questo senso, il contrario degli accidenti di un essere. D'altra parte, " l'essenza costituisce innanzi tutto il contropolo dell'esistenza. Cos come l'esistenza risponde alla domanda del "se" esista un ente, l'essenza risponde alla domanda sul "che cosa" sia un ente " (J. Lotz, DF-H).

Essenzialista - Esistenzialista.

Il pensiero filosofico o la prospettiva da cui l'uomo vede la realt preferiscono prestare attenzione all'essere o essenza dell'esistente, e allora si parla di essenzialismo, ovvero al modo in cui l'uomo si sente coinvolto nell'esistenza stessa, e allora il suo pensiero *esistenzialista.

Estasi.

Stato di *contemplazione in intima unione con Dio nell'amore, accompagnato esteriormente dalla sospensione in grado pi o meno elevato dell'esercizio dei sensi.

Ester.

Bella e prudente ragazza ebrea. Il re di Persia Assuero (= Serse) la scelse come nuova regina. E la protagonista del libro che porta il suo nome. Il libro di Ester, scritto nel sec. III a.C., una narrazione libera nella quale si mostra come Dio, per mezzo di questa donna, consigliata dal suo cugino e tutore *Mardocheo, libera gli ebrei dallo sterminio tramato dal ministro Amn. Il popolo ebreo ha avuto grande simpatia per questo libro, al cui racconto si rif la festa dei *Purm.

Estienne Robert.

Vedi *Capitolo e versetto.

Estremo Oriente.

Vedi *Vicino Oriente.

Eteria - Egeria.

Monaca spagnola che negli anni 381-384 comp un *pellegrinaggio in Oriente, principalmente in Terra Santa. Prest particolare attenzione al modo in cui in ogni posto si celebravano gli uffici religiosi, che raccont nel diario del suo viaggio.

Eternit.

" Durata di un essere che esclude qualsiasi inizio, fine, mutazione o successione " (M. Rast. DF-H). O, secondo la definizione di Boezio, " possesso totale, simultaneo e perfetto di una vita interminabile " (cf Ibid.). Cos intesa, si addice solo a Dio. Tuttavia, nel linguaggio corrente, parliamo di vita eterna riferendoci a quella che noi speriamo, dell'eternit di beatitudine o di pena, e di fatto, nel passare da questa vita alla futura, usciamo dal tempo; nell'aldil non immaginabile una situazione di successione e di cambiamento come quella che qui sperimentiamo.

Eterodosso.

Vedi *Eretico.

Etica.

Parte della filosofia che tratta del comportamento umano. E la morale naturale, ossia, l'ordinarsi dell'agire umano secondo l'ordine che la ragione impone come buono. L'etica impone un ordine di *valori; seguirli o rifiutarli implica la capacit o meno di realizzarsi come persona; bench il soggetto lo ignori, nel suo agire sta compromettendo il suo destino eterno. La morale cristiana assume la morale naturale o etica e la perfeziona alla luce della *Rivelazione.

Etica professionale.

Norme di comportamento etico specifiche dei diversi campi del lavoro.

Etica situazionale.

Applicazione delle norme generali dell'etica a situazioni particolari. Si basa su un principio che bisogna applicare sempre; tuttavia, Pio XII dovette condannare alcune forme di etica situazionale che di fatto violavano le norme oggettive permanenti.

Etica sociale.

Norme di comportamento relative alle relazioni sociali, in particolare alla giustizia nel mondo del lavoro.

Etnarca.

" Signore di popoli ". Nell'Antico e nel Nuovo Testamento questo titolo viene dato a diversi sovrani. Era un titolo intermedio fra *tetrarca e re.

Eucaristia.

Il maggiore dei sacramenti cristiani, quello in cui la presenza di Ges pi piena. Letteralmente significa azione di grazie, ma include anche il senso di benedizione o lode, in quanto traduce la *berak ebraica, che comprendeva ambedue i significati. L'eucaristia cristiana proviene dall'*ultima cena di Ges con i suoi *apostoli, che fu celebrazione della *pasqua ebraica e iniziazione della pasqua cristiana, che ora si attualizza nella celebrazione. Si usa chiamare eucaristia tutta la *messa. In senso stretto, ne la parte centrale: la *preghiera eucaristica. Vedi *Messa.

Eucologia.

Insieme di elementi di preghiera di una celebrazione, vale a dire quelle che sono preghiere e non letture, canti processionali, antifone, gesti, ecc.

Eudemonismo.

Sistema o teoria filosofico-morale secondo il quale il fine e il bene supremo della vita umana la soddisfazione, il piacere.

Eudes Giovanni, san (1601-1680).

*Sacerdote francese che nel 1644 fond una congregazione di *chierici (detti eudisti) che si dedicano principalmente alla formazione del clero. Fond anche una congregazione femminile.

Eufrate c 1.

Fiume asiatico noto per ci che ha rappresentato storicamente nella regione che attraversa. Nasce in Armenia dall'unione di due rami (Eufrate orientale e Eufrate occidentale). Attraversa la catena del Tauro e scorre fino a sfociare nel Golfo Persico. Con un corso di 2.760 km il fiume pi lungo dell'Asia. In Gn 2,14 menzionato, assieme al *Tigri, come uno dei quattro fiumi dell'Eden. L'Apocalisse menziona per due volte " il gran fiume Eufrate " (Ap 9,14; 16,12).

Eulogia.

1. Buone parole, dire cose belle, benedire. E una preghiera di lode a Dio per ci che e per ci che ha fatto nella creazione e nella storia (vedi *Eucaristia). Questo nome si applica anche a lode dei santi.

2. Con questo termine venivano chiamati, nei primi secoli del Cristianesimo, i pani offerti dai fedeli per la consacrazione che, essendo in eccesso, venivano solo benedetti dal sacerdote e poi distribuiti ai presenti o portati ai fedeli assenti. La tradizione ancora viva nella Chiesa ortodossa.

Eunuco.

In greco, " custode del letto o dell'alcova ". Impotente per cause naturali o per castrazione. Anticamente, i monarchi affidavano a un eunuco la custodia del loro gineceo (l'appartamento che ospitava le mogli). Spesso si chiamava eunuco un amico intimo del re, bench non fosse eunuco nel senso biologico del termine (, ad esempio, il caso di Putifarre, di cui si parla in Gn 39). In senso spirituale, Ges parla di " eunuchi per il regno dei cieli " (Mt 19,12), riferendosi a coloro che rinunciano al matrimonio per donarsi interamente alla causa del vangelo.

Eusebio di Cesarea.

Visse approssimativamente tra il 263 e il 340. E chiamato il " padre della storia della Chiesa " per essere stato il primo a scrivere una storia della Chiesa dai primi giorni. Grazie a lui, possediamo preziosi documenti dell'antichit.

Eutanasia - Distanasia.

L'eutanasia (in greco = buona morte) consiste nel provocare la morte a qualcuno per evitare che soffra. E un'azione immorale, che non si pu in alcun modo giustificare. La distanasia l'accanimento nel ritardare il pi possibile la morte con mezzi straordinari e molto costosi in se stessi o nel contesto della famiglia. Nelle circostanze di una " morte clinica " (morte irreversibile della corteccia cerebrale), del prolungamento di una vita puramente vegetativa, del poter prolungare per poco tempo e con grandi dolori una vita irrecuperabile, lecito non usare mezzi straordinari e " lasciar morire " (non impiegare la distanasia), che cosa diversa dal " far morire " (eutanasia). Diversi documenti della *Santa Sede e degli episcopati confermano questo giudizio morale. " Fa parte del "diritto a morire umanamente" il non prolungare indebitamente la vita dell'uomo al di l di quello che presumibilmente lo spazio della realizzazione della libert umana " (M. Vidal, Para conocer la Etica cristiana, VD, 140).

Eutiche.

*Archimandrita di *Costantinopoli che combattendo il *nestorianesimo cadde nell'*eresia opposta: l'eutichianismo o *monofisismo. Questa eresia, condannata dal concilio ecumenico di Calcedonia (451), afferma l'unione delle due nature in Cristo, intesa in tal modo che quella umana rimane come assorbita da quella divina; da qui il nome di monofisismo (una natura) dato a quella eresia.

Eva.

Nell'etimologia ebraica popolare questo nome indica una relazione con la vita: la madre di tutti i viventi. In Gn 2,23, Adamo chiama la sua compagna 'ishsha, nome che gioca sull'omofonia con ish = uomo; in Gn 3,20, la chiama Eva (Hawwah, dalla radice hajah = vivere). Dopo quei primi racconti della Genesi, Eva non appare pi nell'AT se non in Tb 8,8 e come allusione in Sir 25,24; nel NT, unicamente in 2 Cor 11,3 e in 1 Tm 2,13. La dottrina che dai *Padri della Chiesa vede in Eva l'immagine o il tipo della *Chiesa e della Vergine *Maria si fonda nel paragone che *Paolo stabilisce tra *Adamo e Ges Cristo (Rm 5,12s).

Evangeli.

Vedi *Vangeli.

Evangeliario.

Libro che contiene le *pericopi evangeliche selezionate per le letture della liturgia.

Evangelico.

1. Aggettivo: che appartiene al vangelo, conforme al vangelo.

2. Pentecostali e altre comunit protestanti.

Evangelii nuntiandi.

*Esortazione apostolica che il papa Paolo VI consacr al tema della *evangelizzazione (datata 8121975, decimo anniversario della chiusura del Vaticano II), raccogliendo la dottrina del *Sinodo dei vescovi del 1974, dedicato a quello stesso tema. Tra i documenti pontifici, normalmente di grande valore, si riconosce a questo un valore eccezionale, come Magna Charta dell'evangelizzazione.

Evangelizzazione.

Predicazione o annuncio del vangelo.

" L'evangelizzazione ci che definisce la missione totale della Chiesa, la sua identit pi profonda (EN 14), giacch "essa esiste per evangelizzare" " (Ibid.).

Con evangelizzare si intende quindi il processo globale mediante il quale la Chiesa, popolo di Dio, mossa dallo Spirito:

- annuncia al mondo il vangelo del regno di Dio;

- rende testimonianza tra gli uomini del nuovo modo di essere e di vivere che esso inaugura;

- educa nella fede quelli che vi si convertono;

- celebra nella comunit dei credenti (mediante i sacramenti) la presenza del Signore Ges e il dono dello Spirito, e

- impregna e trasforma con la sua forza tutto l'ordine temporale.

La dinamica di questo processo globale di evangelizzazione appare definita in modo *paradigmatico da tre fasi o tappe successive: azione missionaria (con i non credenti), azione catecumenale (con i neo-convertiti) e azione pastorale (con i fedeli della comunit cristiana) (Com. Episc. de Ens. y Cat. Espaa, La catequesis de la comunidad, 169).

Evangelo.

Vedi *Vangelo.

Evoluzione.

Processo di sviluppo o crescita di un essere. Di per s, pi generico di *trasformismo e non implica necessariamente la trasformazione delle specie. Tuttavia, nelle scienze naturali si intende con evoluzione il processo di mutazione delle specie, il che implica un'alterazione degli elementi genetici. Le attuali conoscenze mostrano che gli esseri viventi che oggi esistono sulla terra si sono evoluti da forme inizialmente molto semplici fino a quelle attuali. In *teologia chiaro che la creazione proviene da Dio e si evolve secondo le possibilit da lui poste; l'uomo stesso in divenire verso la meta che Dio gli ha assegnato: il Dio creatore anche il Dio fine di tutto; la storia il processo di questa marcia evolutiva. Punto centrale della trasformazione l'*incarnazione del Verbo, che introduce la dinamica divinizzatrice, e la *risurrezione che trasforma Ges e tramite lui tutti noi che viviamo della sua vita, dando una nuova dimensione all'esistenza.

Si possono considerare altri tipi di evoluzione, come quella che sperimenta l'uomo nella sua crescita, maturazione e declino biologico, o l'evoluzione spirituale di una persona, l'evoluzione culturale, ecc.

Ex cathedra.

Espressione latina che significa " dalla cattedra ". Si usa per qualificare le dichiarazioni solenni del papa sulla fede o i costumi, che devono essere accettate dai cattolici come fede della Chiesa.

Exempli gratia

E.g. In latino = per esempio. Equivale a Verbi gratia o v.g.

Exequatur.

Forma verbale latina che significa " si esegua, si faccia ". Con questo termine giuridico i re accettavano e davano corso nei propri domini a documenti del papa. Senza l'exequatur non ne era ammessa l'applicazione o la vigenza. Vedi *Regalismo.

Extraterritorialit.

Privilegio per cui certi beni o persone non sono soggetti alla giurisdizione dello Stato in cui si trovano.

Ezechia.

In ebraico, " Jhwh la mia forza ". Re di Giuda (721-693 a.C.), figlio di Acaz. Di fronte al rischio che *Gerusalemme fosse invasa, la fece fortificare e assicur l'approvvigionamento idrico costruendo un canale sotterraneo che ricever poi il nome di canale di *Siloe (cf Gv 9,7). Ezechia realizz riforme religiose, distrusse luoghi di culto proibiti ed giustamente considerato come uno dei pochi re di Giuda che " fece ci che retto agli occhi del Signore " (2 Re 18,3).

Ezechiele.

Uno dei quattro *profeti maggiori. Era sacerdote e visse l'*esilio di *Babilonia. L consol gli altri deportati dal quinto anno della cattivit, quando Dio lo chiam ad esercitare il ministero profetico, fino a circa il 571 a.C. Annunci la caduta definitiva di Gerusalemme (dopo la prima deportazione, nell'anno 597. Dopo il tentativo di liberarsi dal giogo, Gerusalemme fu distrutta nel 587, anno della seconda deportazione). Annunci anche il ritorno dalla cattivit. Il libro di Ezechiele, che raccoglie brani sparsi, quello che contiene pi visioni, cos come *oracoli contro le nazioni, chiamate alla conversione e promesse della vittoria del regno di Dio; proclama la santit di Jhwh e la sua fedelt, nonostante i peccati del suo popolo (cf DBM-Cl e VPB-H).

Eziologia.

Dal greco aita = causa. Tentativo di spiegare qualcosa (un nome, un rito, un costume, un monumento...) cercandone l'origine o causa. Nell'Antico Testamento si trovano molti racconti eziologici, che spesso stabiliscono una relazione tra una cosa, un'istituzione, un fatto... e il suo nome. Esempi: Gn 28,11s: Bet-El = casa di Dio; Es 2,10: Mos = tratto dalle acque; Es 12,12-14: pasqua = passaggio. Spesso, " una spiegazione eziologica viene indicata con espressioni come "fino ad oggi" (Gn 19,37-38; Gs 6,25) e "quando i vostri figli vi chiederanno" (Gs 4,6s) " (DBM-Cl).

F

Faldistorio.

Sedia con braccioli, cuscino e inginocchiatoio, senza spalliera, della quale si serve il vescovo in alcune occasioni al posto della *cattedra. Viene coperta da una stoffa del colore liturgico corrispondente alla celebrazione.

Fallico.

Che si riferisce al fallo, sinonimo di membro virile. In psicoanalisi viene detto stadio fallico quel periodo in cui l'interesse del bambino, e anche quello della bambina, per l'impatto dovuto alla carenza di pene, si concentra sugli organi genitali.

Famiglia.

Comunit che vive in un'unica casa, costituita dalla coppia, dai figli e eventualmente da altri membri uniti da adozione legale o da vincoli di sangue (nonni, zii...). Nella famiglia, ogni membro svolge il suo ruolo e insieme creano una *cultura comune. A seconda dei luoghi e delle epoche, il concetto di famiglia si amplia. In Israele comprende varie generazioni, rami collaterali, servitori (cos anche a Roma), e temporaneamente gli ospiti. Ad ogni modo, l'unit sociale pi ridotta; pi ampia la stirpe e, pi di questa, la trib (cf MM. Hewitt, DS-G; DBM-Cl; DB-H; VPR-H; Alonso Schkel, NBE).

Fanar.

Quartiere della citt di *Costantinopoli (chiamata Istanbul dai turchi, che la conquistarono nel 1453) dove si trova la sede del patriarca primate delle Chiese *ortodosse.

Fanatico Fanatismo.

Dal latino, fanum = tempio, luogo sacro. Comportamento di chi, basandosi su sentimenti religiosi non ragionevoli, difende o attacca con passione. " Il fanatismo costituisce una patologia... caratterizzata da...: 1) credere di possedere tutta la verit; almeno in relazione a un determinato ambito; 2) vivere questo possesso in modo esaltato, quasi mistico, come di inviato; 3) sentire l'imperativo irresistibile di dover imporre la verit agli altri come missione ineludibile " (M. Vidal, PCEC, 315).

Faraone.

" Grande casa ", " la casa pi grande ", in Egitto. Dal designare il palazzo pass, nel sec. XV a.C., a significare il re stesso. Era considerato come Dio.

Farisei.

Gruppo religioso-politico molto influente in Israele, frequentemente nominato nel NT, mai nell'AT, anche se hanno origine nel sec. II a.C., come testimonia Giuseppe Flavio che ne parla abbastanza. Godevano di un grande prestigio tra il popolo, davanti al quale si presentavano come conoscitori scrupolosamente osservanti della Legge. Si d al termine il significato di " separato ", ma non si sicuri dell'oggetto della separazione, che potrebbe essere ci che impuro, l'autorit religiosa, la classe politica... Credevano nella risurrezione dei morti e nella vita futura, a differenza dei *sadducei. Molti degli *scribi e dei *dottori erano farisei. Dopo la distruzione di *Gerusalemme ad opera dei romani (70 d.C.), l'unico partito e tendenza del giudaismo fu il farisaismo.

Nei *vangeli, i farisei appaiono, con gli scribi e i sadducei, come gli avversari di Ges, il quale attacca duramente il loro orgoglio, la loro avarizia, la loro ipocrisia e, soprattutto, la tendenza permanente a credere che la salvezza viene dalla legge.

Fatalismo.

" Credenza nel destino come forza impersonale che determina inevitabilmente la vita dell'uomo " (DPB-H). E un fenomeno religioso sorto nell'*ellenismo quando, a causa di convulsioni politiche, non riuscivano pi a vedere i piani di Dio sul mondo. Nelle culture orientali con predominio dell'astrologia, erano le congiunzioni degli astri a determinare il destino. Qualcosa di ci rimane nella credenza ancora oggi diffusa negli oroscopi. La Bibbia, lungi da qualsiasi fatalismo, vede il mondo nelle mani di Dio; il destino dell'uomo guidato da Dio, che gli indica la meta che deve liberamente raggiungere.

Fatima.

Citt del Portogallo, a sudest di Lisbona (c 7), nella diocesi di Leira. A Cova da Iria, a 3 km dal paese, ebbero luogo nel 1917 le apparizioni della Vergine Maria ai pastorelli Lucia (che aveva 10 anni), e ai suoi cugini Francisco (9) e Jacinta Marto (7). Iniziarono il 13 maggio e proseguirono il 13 dei mesi successivi fino a ottobre. Nell'apparizione di luglio chiese la consacrazione del mondo e della Russia al suo Cuore Immacolato e annunci castighi se il mondo non faceva penitenza. In quella di ottobre, denomin se stessa Nostra Signora del Rosario, devozione che aveva raccomandato ripetutamente e si present in tre modi successivi, corrispondenti alle parti del Rosario: con Ges Bambino e san Giuseppe, in forma di Addolorata e come Madonna del Carmelo. Quello stesso giorno ebbe luogo il portento del sole che, cacciando le nubi cariche di pioggia, apparve straordinariamente brillante e per tre volte fu visto ruotare su se stesso lanciando luci multicolori, prodigio che dur per una decina di minuti.

Nel 1930, il vescovo di Leira permise il culto della Vergine del Rosario di Fatima. Nel 1942, *Pio XII consacr il mondo e in special modo la Russia al Cuore Immacolato di Maria. Di fatto, il messaggio di Fatima, con l'invito alla preghiera e alla penitenza, in rapporto coi fatti per l'incidenza degli stessi sul versante religioso, specialmente con il comunismo ateo, che nello stesso anno delle apparizioni si insediava in Russia.

Una figlia di *Maometto si chiamava Fatima.

Favola.

*Genere letterario che consiste nel trasmettere un insegnamento tramite un linguaggio *allegorico nel quale si fanno intervenire animali, vegetali o esseri inanimati i quali si comportano come se fossero esseri umani. A volte prende la forma della satira. Nella Bibbia troviamo delle favole: Gdc 9,8-15, spiegata in 9,16-20; 2 Re 14.9 = 2 Cr 25,18. Vedi 1 Cor 12,12-30.

Febronianismo.

Dottrina proposta da Giustino Febronio, pseudonimo di Nikolaus von Hontheim (1701-1790), vescovo ausiliare dell'arcivescovo di Treviri, nell'opera De statu praesenti ecclesiae (1763), nella quale attacca la struttura gerarchica della Chiesa, e in particolare il *primato del papa. Questa dottrina apparentata con il *gallicanismo in Francia, il *giuseppinismo in Austria e il *regalismo in Spagna, anche se questi non giunsero agli estremi del febronianismo. Il febronianismo afferma la superiorit del concilio ecumenico sul pontefice, l'autonomia delle Chiese nazionali e un potere pi vasto dello Stato in materia religiosa.

Fede e religione.

Anche se sono comunemente considerate equivalenti, la fede e la religione sono diverse. La fede *l'atteggiamento della persona che accetta le verit e le realt soprannaturali o, pi semplicemente, l'atteggiamento di chi aderisce personalmente a Dio. La religione l'insieme di pratiche che la persona compie come conseguenza della sua fede religiosa. Pu esserci fede senza pratica religiosa, o pratica religiosa quasi priva di fede.

Fede.

In ebraico, " essere fermo, avere fiducia "; in greco, " fidarsi di ". E la virt *teologale per mezzo della quale crediamo in qualcosa fidandoci di colui che ce la rivela o manifesta. Contro una certa interpretazione troppo intellettualistica (accettare una verit incomprensibile), oggi si torna ad accentuare l'originale visione della Bibbia, nella quale la fede prima di tutto adesione alla persona che rivela, sicurezza della fedelt e lealt di Dio che ci parla. " Una corretta comprensione della fede nel senso biblico deve tener conto dell'aspetto di fiducia e dell'aspetto di verit-relazione " (tra due esseri) (Lon-Dufour, DNT). La fede un atteggiamento fondamentale del cristiano.

Felice.

*Procuratore della *Giudea dal 52 al 59 davanti al quale, a Cesarea, fu condotto Paolo per essere processato. Non rimise in libert l'apostolo, pur potendolo fare, per accontentare i giudei e sperando di ricevere da lui una somma di denaro. In At 24,2-8, l'avvocato Tertullo lo loda per la sua bont; in realt, represse crudelmente le ribellioni (cf At 23,23-24, 27).

Felicit.

Stato di soddisfazione che sperimentiamo per il possesso, reale o sperato, di ci che amiamo. La felicit completa esclude i dolori, le preoccupazioni, il timore. Questa felicit totale non di questo mondo; quella che ci aspetta quando, posseduti da Dio nell'amore, lo vedremo " faccia a faccia " nella vita eterna.

Fnelon (1651-1715).

Franois de Salignac de la Mothe Fnelon, arcivescovo di Cambray (Francia), figura rilevante del suo tempo, pedagogo, buon oratore e fecondo scrittore. Inizialmente protetto da *Bossuet, fu poi da questi duramente attaccato nelle dispute riguardo al *quietismo. Innocenzo XII dichiar pericolose 23 delle sue tesi. Fnelon si sottomise umilmente.

Fenice.

Uccello che, secondo la leggenda, rinasceva dalle sue ceneri dopo tre giorni. Per questo motivo, alcuni *padri della Chiesa la presentarono come immagine di Cristo e venne a volte impiegata in incisioni sepolcrali come simbolo di immortalit.

Fenicia.

Zona costiera del *Mediterraneo orientale che si estende dal monte *Carmelo al golfo di Alessandretta. E una zona di importanti citt portuali, come Tiro, Sidone, Biblos, Ugarit. A *Ugarit (= Ras Shamra) nacque l'alfabeto cuneiforme; a Biblos (= Guebal), l'alfabeto corsivo. I rapporti della *Siria con *Israele furono, in generale, amichevoli. Il Vangelo menziona di passaggio *Tiro e *Sidone (cf Mt 11,21 e par.). Negli Atti, vediamo alcuni fuggitivi da *Gerusalemme introdurre il cristianesimo in questa regione (At 11,19), la visita di *Paolo e *Barnaba (At 15,3) e quella di Paolo a Tiro in occasione del suo viaggio a Gerusalemme (At 21,3-6).

Fenomenismo.

Dottrina filosofica secondo la quale non possiamo conoscere l'essenza delle cose, ma solo i fenomeni.

Fermentum.