DIZIONARIO DEI TERMINI RELIGIOSI
A divinis.
Vedi *Sospensione.
A latere.
In latino, dal fianco (del Pontefice). Si usa
questa espressione per designare un delegato o inviato personale del papa.
a.C. - Avanti Cristo.
Vedi *Era Cristiana.
A.M.D.G.
Sigla latina di " Ad maiorem Dei gloriam
" = " A maggior gloria di Dio ". Motto della Compagnia di Ges.
AAS. Acta Apostolicae Sedis:
pubblicazione periodica nella quale compaiono
tutti i documenti ufficiali del papa e dei massimi organismi della Santa Sede.
Si pubblica dal 1909. In precedenza, questa pubblicazione ufficiale, iniziata
nel 1865, veniva chiamata Acta Sanctae Sedis: ASS.
Ab urbe cndita (a.U.c.)
In latino = " dalla fondazione della
citt " (di Roma). Roma fu fondata nel 753 a.C.
Abacuc.
Uno dei dodici profeti detti " minori
". Non si sa nulla della sua vita (il rif. in Dt 14,33-39 non compare
nelle edizioni critiche, in quanto si tratta di un'aggiunta posteriore). E
probabile che abbia profetizzato alla fine del sec. VII a.C. A *Qumran stato
trovato un rotolo con un commento al libro di Abacuc.
Abate.
Superiore di un monastero di un ordine
monastico.
Abba.
Termine di radice aramaica che significa
" padre ". Nel Nuovo Testamento, Ges e i cristiani lo usano per
rivolgersi a Dio (cf Mc 14,36; Rm 8,15; Gal 4,6).
Abbazia.
Monastero retto da un abate, coadiuvato da un
capitolo, con poteri autonomi e indipendenti dall'Ordinario locale.
Abelardo, Pietro
(1079-1142). *Filosofo e *teologo,
*scolastico, nato vicino a Nantes, Francia. Professore a Parigi, la sua grande
cultura, la sua capacit dialettica e didattica, attrassero numeri discepoli.
Compayr lo chiama " il primo professore di scuola superiore " e
afferma che ebbe come suoi alunni 20 cardinali, 50 vescovi e un papa. La sua
passione per Eloisa, le sue idee innovatrici e alcune delle sue dottrine
condannate dalla Chiesa, gli provocarono non pochi problemi. Costretto a
lasciare Parigi, si stabil presso Troyes (cf L. Luzuriaga, Dicc. de Pedagoga
Losada).
Abele.
Secondo figlio di Adamo ed Eva (Gn 4,2). Faceva
il pastore. Serviva Dio con rettitudine ed era da lui benedetto. Suo fratello
maggiore, Caino, lo uccise per invidia. Queste narrazioni dei primi capitoli
della Genesi non sono storiche nel senso letterale del termine, ma bens una
riflessione teologica sotto forma di storia, scritta sotto l'*ispirazione
divina.
Abib.
Antico nome del primo mese dell'anno ebraico.
Verr poi chiamato *Nisan. Segnava l'inizio della primavera (marzo-aprile).
Abilene.
Regione dell'Antilibano, a nord-est di
Damasco. Secondo Lc 3,1 quando Giovanni Battista cominci il suo ministero,
Abilene era governata da Lisnia.
Abiura.
La rinuncia ad un'*eresia, ad uno *scisma o
ad un'*apostasia, secondo il rito contemplato nel Pontificale Romanum. E
seguita da una professione di fede.
Aborto.
Interruzione della gravidanza per cause
naturali oppure provocata da medicinali o altri mezzi, nel quale caso un atto
criminale, perch si fa morire un essere umano. Bench vi siano paesi che lo
tollerano (dove si suol parlare di " depenalizzazione ") o che
addirittura lo promuovono, il Diritto Canonico lo condanna con la scomunica
" latae sententiae ", vale a dire che la scomunica entra in vigore
senza bisogno che sia esplicitamente dichiarata (cf CIC 1398).
Abramo.
Il primo dei grandi patriarchi di Israele,
scelto da Dio come padre del popolo della promessa: nella sua discendenza
saranno benedette tutte le nazioni. Abramo l'unico personaggio dell'Antico
Testamento a venir chiamato " amico di Dio " (Is 41,8; Gc 2,23).
Insieme a Mos, una figura centrale dell'Antico Testamento.
Abside.
Dal greco hapsis = nodo o chiave di volta.
Parte del tempio che occupa l'estremit opposta a quella della facciata. E, in
genere, semicircolare e un po' pi elevata. Normalmente, si trovano nell'abside
l'*altare e gli altri elementi propri del *presbiterio: sede del presidente
(nella cattedrale, la *cattedra del vescovo), *ambone o amboni, coro (nei
templi importanti).
Abula.
Dal greco, " senza volont ".
Mancanza o grave inerzia della volont.
Abulico.
Soggetto senza volont o energia. Indolente,
irresoluto.
Acaia.
Regione meridionale della *Grecia. Ai tempi
di Ges e della Chiesa primitiva era una provincia romana. La sua capitale era
*Corinto, sebbene *Atene avesse il predominio culturale. Nel NT si parla
soprattutto dell'attivit di *Paolo in questa regione: At 18,12.27; 19,21; Rm
15,26; 1 Cor 16,15; 2 Cor 1,1; 9,2; 11,10; 1 Ts 1,7-8.
Acclamazione.
Espressione breve, normalmente di giubilo,
proferita dall'assemblea in determinati momenti della celebrazione. Sono acclamazioni,
per esempio: amen, alleluia, rendiamo grazie a Dio, ti lodiamo, o Signore.
Accolito.
Ministro non ordinato (vedi *Ministero).
Aiuta il *presbitero e il *diacono all'altare. Gli anche affidata la
distribuzione della comunione quando necessario, sia durante la messa che al
di fuori di essa, specialmente ai malati.
Acculturazione.
Fenomeno per il quale un individuo o gruppo
acquisisce le caratteristiche culturali di un altro individuo o gruppo mediante
il contatto diretto e l'interazione. Avviene solitamente per imposizione di un
popolo che ne domina un altro, sebbene, quando quello dominato possiede una
cultura superiore, questa si impone al dominatore; quello che accadde, per
esempio, nel caso di Roma, che domin il mondo greco ma ne adott la cultura, o
nel caso dei barbari che conquistarono l'impero romano. Vedi anche
*Inculturazione.
Acosta, Jos de (1540-1600).
*Gesuita spagnolo, and in Per nel 1571.
Storico e teologo, giudica con equilibrio e con un certo ottimismo la
situazione venutasi a creare nelle Indie. Apprezza la vita semplice e la
mancanza di avidit negli indios, nonch il saggio governo degli inca. In certe
credenze e riti degli indigeni, coglie una preparazione naturale
all'evangelizzazione.
Acqua.
Elemento che, a parte la sua ricchezza
naturale, stato altamente valorizzato nel suo senso simbolico. La sua
adattabilit, mobilit, chiarezza e, soprattutto, la sua efficacia nel pulire e
la sua forza fertilizzante, hanno provocato fin dai primi tempi l'ammirazione.
I miti pagani videro in essa una forza di immortalit.
Nella Bibbia la si nomina ripetutamente fin
dai racconti della creazione (Gn 1,6.7.9.10.20.21.22.26; 2,5.6.10.11.13.14).
Svolge un ruolo importante nella storia dei patriarchi di Israele, nomadi in
terre desertiche, nelle quali le sorgenti e i pozzi sono vitali. La fuga
dall'Egitto e la costituzione di *Israele come popolo segnata dal passaggio
attraverso le acque del *Mar Rosso. Nel deserto, l'acqua scaturita dalla roccia
calma la loro sete. Entrano nella *Terra Promessa attraversando all'asciutto le
acque del Giordano. I profeti parlano dell'acqua e del suo effetto purificatore
e fecondante.
Ma Ges che porta alla sua massima potenza
evocatrice la forza dell'acqua: egli stesso si fa battezzare nelle acque del
Giordano; calma le acque turbolente del lago; cammina sull'acqua; guarisce il
cieco nato ordinandogli di lavarsi nella piscina di Siloe; egli dar un'acqua
tale che " chi ne beve non avr mai pi sete " (Gv 4,14); manda i
suoi apostoli perch battezzino tutti quelli che crederanno in lui, di modo che
nella Chiesa nasciamo tutti dall'acqua (e dallo Spirito).
Nella Chiesa l'elemento di cui si fa un uso
pi abbondante; il suo significato si esprime particolarmente nei riti della
*Veglia pasquale. Nella liturgia domenicale vi era la tradizione - ed
raccomandato di riprenderla - dell'aspersione con l'acqua all'inizio della
celebrazione eucaristica; nel farlo si evocano delle parole dell'*Apocalisse,
altro libro in cui questo elemento occupa un luogo privilegiato come base di
immagini e di simboli. Un altro impiego liturgico dell'acqua quello della
benedizione di luoghi o altri elementi.
Si ricordi anche il potere distruttivo delle
acque turbolente come quelle del diluvio, segno di giustizia per chi si allontana
dalla retta via.
Acropoli.
Dal greco acros = alto, e polis = citt.
Luogo elevato della citt.
Ad calendas graecas.
" Alle calende greche ". Poich il
calendario greco non aveva calende, questa espressione latina significava mai.
Ad extra - Ad intra.
Espressioni latine che significano "
verso dentro " e " verso fuori ". Si usano per indicare le
azioni delle persone della santissima *Trinit, ora nelle relazioni interne fra
le tre persone, ora in quelle rivolte verso fuori, verso tutto il resto. Le
azioni ad intra sono proprie di ognuna delle persone (alla paternit, alla
filiazione e alla mutua comunione nell'amore); le azioni ad extra sono comuni a
tutte e tre (tutto ci che relativo alla creazione e all'azione permanente
sul creato).
Ad honorem.
" Ad onore di ". Espressione latina
per indicare un riconoscimento o un titolo onorifico conferito per particolari
meriti culturali o morali.
Ad lbitum.
A piacere, a scelta.
Ad limina.
Abbreviazione di " Ad limina Apostolorum
", espressione latina che significa " alle soglie (delle tombe) degli
apostoli ". I vescovi titolari di tutte le *diocesi del mondo devono fare
la " visita ad limina " ogni cinque anni " per venerare le tombe
dei beati Apostoli Pietro e Paolo " e presentarsi al Romano Pontefice (cf
CIC 400), al quale portano anche una relazione sullo stato della propria
diocesi. Se non possono farlo personalmente, lo fanno per mezzo di un delegato.
Vanno nello stesso anno i vescovi o delegati di una stessa regione del mondo,
secondo l'ordine gi stabilito.
Ad perpetuam rei memoriam.
" A perpetuo ricordo del fatto ".
Formula latina frequente nei documenti papali.
Adamo.
In origine significa " uomo " in
modo generico, " umanit ", ma poi diventa nome proprio del primo
essere umano. San Paolo indica il parallelismo tra Adamo e Cristo. Il primo
Adamo padre dell'uomo peccatore; il Nuovo Adamo - Cristo - l'origine
dell'umanit redenta (cf Rm 5,12-21).
Addai e Mari.
Secondo la tradizione, o piuttosto secondo la
leggenda, furono gli evangelizzatori della regione di Edessa, nella Siria
orientale. Nella storia della *liturgia famosa una *preghiera eucaristica
nota come Anafora degli Apostoli Addai e Mari, la pi antica del rito
siro-orientale, ancora usata dai nestoriani, la quale ci giunta senza la
parte definita racconto dell'istituzione e consacrazione (vedi *Messa,
preghiera eucaristica). Gli specialisti non sono d'accordo nello stabilire se
questa parte non sia mai esistita nel modo esplicito in cui presente nelle
altre liturgie o se non ci sia pervenuta.
Ade.
Inferi. In un primo tempo, equivalente allo
*sheol degli ebrei, nel quale non c' distinzione tra morti buoni e cattivi. La
*Settanta traduce Sheol con Ade e questa parola viene ad essere l'equivalente
di morte. Cos, in Mt 16,18 le porte dell'Ade significano il potere della
morte. Nella parabola del ricco cattivo e del povero Lazzaro (Lc 16,19-31) si
fa distinzione tra il luogo dei giusti (il seno di Abramo) e quello dei malvagi
(l'Ade) nell'aldil.
Adolescenza.
Tappa della vita compresa tra l'infanzia e
l'et adulta. La si suole dividere in tre periodi: a) preadolescenza, o
adolescenza iniziale (da 12 a 14 anni); b) adolescenza intermedia (da 14 a 16
anni); c) adolescenza terminale (da 1617 a 1820 anni approssimativamente).
Adonai.
Termine ebraico = " Signore mio ",
che sostituisce nella lettura il nome ineffabile di *Jhwh, che non si pronuncia
mai per rispetto.
Adorazione.
Atto cultuale di riverenza per mezzo del
quale si riconosce Dio come essere supremo. I santi si venerano, non si
adorano. Nel dire che adoriamo la croce di Cristo, non intendiamo un'adorazione
in senso assoluto, ma in senso relativo; quell'adorazione, cio, non si rivolge
alla croce, ma a Cristo, Dio-uomo crocifisso.
Adulterio.
Infedelt ad una persona sposata, o peccato
sessuale con una persona sposata. Nella Scrittura, il rapporto fra Dio e il suo
Popolo spesso presentato nella forma di un'alleanza matrimoniale e
l'infedelt del popolo a questa *alleanza chiamata adulterio o
*prostituzione.
Adveniat.
Vedi *Caritas.
Affinit.
Rapporto familiare non dovuto a
consanguineit ma alla parentela prodotta dal matrimonio di un consanguineo. Ad
esempio: suoceri con genero o nuora, cognati.
Agape.
In greco, " carit ", non come
*eros o *fila, ma come amore che proviene da Dio. Riunione fraterna della
comunit delle origini impostata sul mangiare insieme fraternamente,
generalmente in rapporto con l'Eucaristia. Si dice oggi di un banchetto nel
quale predomina il senso di convivenza e di carit.
Agar.
Serva egiziana di *Sara. Abramo la prese come
seconda moglie, secondo i costumi di quel tempo ed ella concep *Ismaele. I
discendenti di Abramo e Agar sono detti ismaeliti, o agareni.
Agde.
Citt della Francia meridionale dove nel 506
si celebr un concilio non ecumenico presieduto da san Cesareo di Arles (,
542).
Agente di pastorale.
Membro della Chiesa che svolge specifiche
funzioni volte ad incrementare il Regno di Dio: presbitero o altri ministri,
religiosi, religiose, laici ai quali vengono assegnati compiti apostolici.
Aggeo.
In ebraico, " nato in giorno festivo
". Uno dei dodici profeti minori. Scrisse il libro che porta il suo nome.
Intorno al 520 a.C. incit, con il profeta *Zaccaria, coloro che lavoravano
alla ricostruzione del tempio dopo la cattivit di Babilonia.
Agiografia.
La vita e le opere dei santi, dal punto di
vista letterario e scientifico. Un approccio critico e filologico fu introdotto
da Jan van *Bolland nel sec. XVII.
Agiografo.
In greco, " scrittore sacro ". Si
applica agli autori dei libri della *Bibbia. Viene chiamato cos anche chi
scrive la biografia di un santo.
Agnello di Dio.
Quando *Giovanni Battista, presso il
*Giordano dove stava battezzando, vide avvicinarsi Ges, disse: " Ecco
l'agnello di Dio che toglie i peccati del mondo " (Gv 1,29 e 36). E uno
dei simboli principali della *cristologia giovannea. In esso, all'immagine
dell'*agnello pasquale (Es 12,1) si unisce quella del *Servo di Jhwh del
Deutero-*Isaia (Is 53,4.7) che si offre come agnello sacrificato per i nostri
peccati, agnello di espiazione (Lv 14). In aramaico, la stessa parola designa
l'agnello e il servo. L'*Apocalisse utilizza questo titolo una trentina di
volte: Cristo l'agnello immolato ma trionfante, redentore che ha vinto la
morte (cf Ap 5,6.12; 13,8).
Agnello pasquale.
L'agnello che gli israeliti sacrificavano nel
tempio il primo giorno della *pasqua come memoriale del sacrificio offerto
prima della liberazione dall'Egitto, quando Dio, vedendo le case degli
israeliti i cui stipiti e l'architrave erano segnati dal sangue dell'agnello,
era " passato oltre ", risparmiando i loro primogeniti. L'agnello, al
tempo del NT, era sgozzato nel tempio. I sacerdoti ne versavano il sangue
presso l'altare e la carne era mangiata nella cena pasquale. L'agnello
prefigurazione di Cristo, che Paolo chiama " nostra pasqua " (1 Cor
5,7).
Agnosticismo.
Atteggiamento di chi dichiara che non si pu
affermare n negare l'esistenza di ci che trascendente (Dio, il
soprannaturale, l'aldil).
Agostiniani.
Religiosi (vedi *Vita religiosa) che seguono
la regola che sant'*Agostino scrisse per le monache. Gli ordini e le
congregazioni maschili e femminili che seguono questa regola sono numerosi:
eremitani di sant'Agostino, Agostiniani Scalzi, Canonici Regolari di
sant'Agostino, Agostiniani Recolletti, Agostiniani Assunzionisti, ecc.
Le costituzioni di ognuna di esse adattano al
proprio fine la norma e lo spirito a cui fanno riferimento.
Agostinismo.
La dottrina filosofico-teologica di
sant'*Agostino e il suo spirito. Si caratterizza per la sua dimensione pi
esistenzialista, attenta alla vita concreta. Guarda l'uomo nella sua totalit,
non limitandosi, cio, alla sua essenza in una concezione pi astratta. Questa
dottrina ha ritrovato importanza nel nostro tempo.
Agostino Aurelio, santo (354-430).
*Dottore della Chiesa. Il pi importante dei
*Padri della Chiesa latina o occidentale. Nacque a Tagaste (oggi Algeria),
figlio del pagano Patrizio e di santa Monica. Dopo una giovinezza dedita ai
piaceri mondani e un periodo di appassionata ricerca della verit, per
l'influsso della madre e l'incontro a Milano con sant'*Ambrogio, si convert al
cattolicesimo nel 386. Fu ordinato *presbitero e poi eletto vescovo di Ippona.
Grande pensatore e pastore della Chiesa, scrisse innumerevoli opere (pi di
600), tra le quali risaltano le Confessioni, il trattato sulla Trinit,
l'Esposizione sui salmi, la Citt di Dio, il Commento al Vangelo di san
Giovanni, ecc. Il suo pensiero filosofico-teologico di tipo *esistenzialista.
Domina in lui il primato dell'amore. E l'autore pi citato dai documenti del
concilio *Vaticano II, nei quali precede anche san Tommaso.
Agrapha.
In greco, " le cose non scritte ".
Detti di Ges che non furono inclusi nei libri del Nuovo Testamento. Si trovano
in libri che non appartengono al Canone, per esempio negli scritti di alcuni
Padri della Chiesa.
Alba.
In latino, " bianca ". Lunga tunica
bianca di lino, simbolo di purezza, che i chierici minori indossavano il sabato
santo. Veniva portata anche dai battezzati per tutta la settimana dopo Pasqua,
detta perci settimana in albis. Ora detta *camice.
Alberione, Giacomo (1884-1971).
Sacerdote italiano fondatore delle diverse
congregazioni paoline, il cui apostolato rivolto in particolare all'uso dei
mezzi di comunicazione sociale per la diffusione del Regno di Dio.
Albigesi.
Setta ereticale che aveva il proprio centro
nella citt di Albi in Provenza. In nome della fedelt al Vangelo combattevano
in modo sbagliato la corruzione della Chiesa e miravano alla rivoluzione
sociale. San Domenico di Guzman esercit buona parte del suo apostolato
lottando contro questi eretici. In questo suo sforzo concep la fondazione
dell'Ordine dei Predicatori o *domenicani.
Alcuino di York (735-804).
Monaco di origine anglosassone, fu maestro e
consigliere di Carlomagno, al quale ispir la riforma scolastica dell'impero e
la creazione di una scuola e un'accademia palatine. Abate a Tours, fece
dell'abbazia di Saint-Martin un focolaio culturale di straordinaria importanza:
qui furono ricopiati con cura molti testi di autori pagani e cristiani dell'antichit.
Aldil.
Locuzione che si usa per esprimere le realt
a cui si giunge dopo la morte. Di fatto, le realt cristiane definitive
cominciano gi in questa vita, sebbene il modo di viverle varia in un modo che
non possiamo nemmeno immaginare (cf 2 Cor 5,1-10; 12,1-4).
Alessandria.
Citt portuale dell'*Egitto sul Mediterraneo,
fondata da *Alessandro Magno nel 331 a.C. Grande centro commerciale e culturale
dell'antichit, la sua famosa biblioteca fu diverse volte incendiata e
distrutta nel corso di vari assedi alla citt. Vi aveva sede una famosa scuola
esegetica, prima ebraica e poi cristiana, caratterizzata dalla sua
interpretazione allegorica, il cui rappresentante pi illustre fu *Origene. Nei
sec. III-IV fu anche il centro di una importante scuola catechetica (san
Panteno, san Clemente Alessandrino, Origene). Patria di sant'Atanasio, campione
della lotta contro l'arianesimo.
Alessandrino.
Vedi *Codice.
Alessandro Magno.
Re della Macedonia (regione a nord
dell'attuale Grecia), figlio di Filippo, nei brevi anni del suo regno (336-323
a.C.) conquist l'Asia minore e le terre degli antichi imperi dell'Asia
sud-occidentale, giungendo fino all'India. Conquist Gerusalemme e tutta la
Palestina. Cre l'ellenismo, cultura che dominer i tempi dell'Antico Testamento
e i primi secoli del Nuovo.
Alfa e Omega.
Prima e ultima lettera dell'alfabeto greco.
Si usano nella Scrittura per designare Cristo come il primo e l'ultimo, il
principio e la fine di tutto. Nell'Antico Testamento sono attributo di Jhwh (cf
Is 41,4; 44,6; 48,12; Ap 1,8; 21,6; 22,13). Nella liturgia della veglia
pasquale (Sabato santo) si usa quest'immagine nella benedizione del cero
pasquale.
Alfonso Maria de Liguori, santo
(1696-1787).
Vescovo, *dottore della Chiesa. Dopo essersi
distinto nel foro napoletano come avvocato, abbandon la professione per
seguire la vocazione sacerdotale. Nel 1762, fu nominato *vescovo. Fond la
congregazione del Santissimo Redentore o Redentoristi (1732), con il fine
principale di dedicarsi alla predicazione di missioni popolari. Tra i rami
della *teologia, seguendo il loro fondatore, i redentoristi si dedicano
preferibilmente agli studi di morale nell'insegnamento e nelle pubblicazioni.
Alienazione.
Dal latino alienus = estraneo. Estraniazione
a se stesso. Situazione nella quale l'individuo si trova interiormente diviso
tra quello che dovrebbe essere o fare e quello che di fatto o realizza. Pu
avvenire in forma cosciente o incosciente. Esempio di alienazione cosciente: la
persona deve fare un lavoro con il quale non d'accordo; esempio di
alienazione incosciente: quella dell'uomo dominato dalla propaganda.
Allh.
Nome con il quale il *Corano (2697 volte) e i
*musulmani designano Dio. Etimologicamente significa " la divinit "
o anche " Colui che sta in alto " ed un nome certamente
preislamico, del periodo politeista. E usato anche da cristiani ed ebrei di
lingua araba.
Alleanza.
Patto di amicizia. Nell'antichit, la vita
dei popoli o trib si fondava sulle alleanze, come esigenza di sopravvivenza di
fronte a nemici pi forti. L'alleanza di Dio con il suo popolo eletto,
realizzata per mezzo di Mos sul Sinai, l'evento centrale dell'Antico
Testamento e vi descritta secondo lo schema dei trattati che si stipulavano
tra popoli diversi, vuoi di pari forza, vuoi l'uno superiore e l'altro
inferiore, che rimaneva cos protetto.
Gli elementi delle alleanze erano: 1.
Preambolo di presentazione del sovrano. 2. Prologo storico enunciante le gesta
passate. 3. Clausole o condizioni imposte; si denominavano sempre parole
(difesa, tributi, l'essere " amico dei suoi amici e nemico dei suoi nemici
", ecc.). 4. Due copie, che bisognava depositare nei santuari dei
rispettivi di. 5. Realizzazione dell'alleanza davanti alla divinit (forze
naturali divinizzate, cieli, terra, montagne...). 6. Enumerazione di
maledizioni e benedizioni. Per i casi di rottura o di rispetto dell'alleanza.
7. Giuramento del vassallo riguardo al rispetto dell'alleanza. 8. Conclusione
con un sacrificio (sacrificio di un animale, sangue, ecc.).
Tutti questi elementi si possono ritrovare
nell'alleanza del Sinai (cf Es 19-20 e 24). I profeti faranno costantemente
riferimento all'alleanza per richiamare il popolo e i re alla sua osservanza.
Ges, nell'ultima cena, nell'istituire l'Eucaristia, fa riferimento al "
sangue della nuova alleanza " (cf Lc 22,20).
Allegoria.
Metafora continuata (la metafora consiste
nell'uso delle parole in senso figurato; ad esempio, la gamba del tavolo, i
denti della sega). Espressione, discorso o racconto che ha, oltre al senso
letterale, un significato pi profondo e nascosto. Nel linguaggio biblico,
l'allegoria impiegata per esprimere delle realt sotto forma di immagini:
Ges il buon pastore; la vite e noi siamo i tralci. Anche nella liturgia si
usa questo linguaggio, ma quando se ne abusa si cade nell'allegorismo,
degenerazione del simbolismo.
Alleluia.
Acclamazione liturgica, presa dall'ebraico,
che significa " lodate il Signore ". E frequente nei salmi. Nella
liturgia si usa come grido di esultanza. Non si usa in *Quaresima; molto
frequente, invece, nel *Tempo pasquale.
Alma mater.
" Madre nutrice ". Espressione
latina usata per designare l'universit in cui ci si formati.
Almuzia.
Vedi *Mozzetta.
Altare.
Ara o pietra destinata ai sacrifici. Per i
cristiani , inoltre, la tavola del convito comunitario. L'altare si colloca
nel presbiterio e deve essere al centro, non necessariamente geometrico,
dell'attenzione. Si consiglia che sia di pietra, particolarmente quando deve
essere dedicato o consacrato (Vedi *Dedicazione); negli altri casi, pu essere
di un altro materiale opportuno. L'altare rappresenta Cristo. Per questo lo si
onora (bacio, incenso...) e non vi si devono collocare degli oggetti qualunque;
l'ideale che vi si pongano solo il libro da altare e gli elementi del sacrificio
(CIC 1235-1239; OGMR 259-267; Pontificale).
AmarnaTell
El-Amarna c 5. Villaggio dell'Alto *Egitto
tra Tebe e Menfi, sulla riva destra del Nilo, dove nel 1888 venne scoperto
l'archivio del *faraone Amenofi IV (intorno al 1380-1360 a.C.) con numerose tavolette
in caratteri cuneiformi, di grande importanza per la conoscenza della storia e,
in generale, della cultura non solo di Egitto, ma anche di *Canaan. In questo
archivio si contano numerose lettere di re di citt-stato della regione che
successivamente *Israele avrebbe occupato. Questi re erano tributari del
faraone. Le tavolette dell'archivio si trovano attualmente a Berlino.
Ambone.
Luogo sopraelevato dal quale si proclamano le
letture o il salmo responsoriale. Da non confondere con il *pulpito.
Ambrogio, santo (340-397).
Uno dei pi illustri padri e dottori della
Chiesa. Fu vescovo di Milano per volere del popolo. Afferm l'assoluta
sovranit della Chiesa in campo religioso, lott contro le ingiustizie sociali,
fu protagonista di missioni di pace, si oppose all'eresia ariana. Impose la
penitenza anche all'imperatore Teodosio, dopo la strage di Tessalonica. Per
riscattare cristiani caduti nelle mani dei barbari, vendette anche i vasi sacri
delle chiese. La sua predicazione, di contenuto eminentemente biblico, valse a
convertire *Agostino, che ricevette da lui il battesimo. Tra le sue opere, sono
particolarmente importanti l'Hexaemeron e l'epistolario. Introdusse nella
Chiesa occidentale il canto dei Salmi.
Amen.
Voce ebraica che significa " vero, certo
", passata nelle diverse lingue con leggere modificazioni. Esprime
adesione, accordo, conferma di quello che si detto. Con questa acclamazione,
il popolo ratifica normalmente ci che il presidente dell'assemblea o un altro
ministro ha pronunciato.
Amicizia.
Affetto vicendevole tra due o pi persone,
non dipendente da vincoli di sangue, ma da affinit spirituali. Si esplica nel
reciproco aiuto, nell'intimit e nella partecipazione ai sentimenti e ai beni.
Amicus Plato, sed magis amica veritas.
" Amo Platone, ma amo di pi la verit
". Si usa per indicare che la verit al di sopra di ogni altra
considerazione.
Amitto.
Indumento liturgico costituito da un
rettangolo di lino con due nastri che copre le spalle e circonda il collo. Si
lega sotto l'*alba (o camice).
Amministratore apostolico.
Prelato che, in modo simile al *vescovo,
governa una chiesa particolare in nome del sommo pontefice per ragioni speciali
e particolarmente gravi (cf CIC 371,2).
Amministratore diocesano.
Presbitero, che abbia compiuto i 35 anni di
et, eletto a reggere la diocesi quando la sede episcopale vacante (cf CIC
421).
Amministratore parrocchiale.
Colui che, nominato dal vescovo diocesano,
supplisce il parroco quando la parrocchia vacante o il parroco impedito
nell'esercizio dell'ufficio pastorale (cf CIC 539).
Amorale.
Privo di moralit, che obbedisce pi a leggi
pratiche che a leggi morali (diverso, quindi, da *immorale).
Amore.
Atteggiamento della persona, che costituisce
la ragione intima della sua esistenza. Determina, pertanto, il destino che uno
liberamente si sceglie e che, alla morte, stabilir la propria sorte
definitiva. L'amore soprannaturale si chiama *carit ed infuso in noi dallo
*Spirito Santo (cf Rm 5,5 e 1 Cor 13).
Ampolla.
Vaso dove si conservano gli *oli santi.
Ampolline.
Piccoli recipienti di diverse forme e
materiali (vetro, metallo...) nei quali si portano all'*altare il vino e
l'acqua per la celebrazione eucaristica.
Amuleto.
Oggetto che si porta appeso al collo o
altrove al quale si attribuiscono superstiziosamente poteri o effetti
soprannaturali (cf *Superstizione).
Anabattisti.
Dal greco, " ana-baptizo " =
battezzo di nuovo. Seguaci della setta protestante che affermava la necessit
di ribattezzare gli adulti. Dal nome del predicatore olandese Menno Simons
(1492-1559), verranno poi detti mennoniti.
Anacoluto.
Il susseguirsi, senza legame sintattico, di
due diverse costruzioni in uno stesso enunciato. E usato come procedimento
stilistico per dare maggior forza al discorso o riprodurre l'immediatezza del linguaggio
parlato. Lo si ritrova con frequenza negli scritti di san Paolo.
Anacoreta.
Chi vive ritirato dal mondo. Nei primi secoli
del cristianesimo, molti si ritirarono a vivere in solitudine nei deserti
medio-orientali in spirito di preghiera e di penitenza. Passarono alla vita
cenobitica e monastica ad opera principalmente di Sant'Antonio abate.
Anafora.
Vedi *Preghiera eucaristica.
Anagogico.
Vedi *Senso biblico.
Analogia.
Somiglianza. In filosofia si chiamano termini
analoghi quelli il cui senso o significato diverso secondo i casi, ma
all'interno di una certa somiglianza. Termine analogo si contrappone a termine
univoco, il cui significato sempre uguale e a termine equivoco, che ha due o
pi significati diversi e senza rapporto tra loro. Vedi *Univoco.
Anamnesi.
Vedi *Messa. Parti. Liturgia eucaristica.
Anatema.
Nell'Antico Testamento ha vari significati:
un voto fatto a Dio, ci che proibito per usi profani essendo stato
consacrato a Dio, una condanna, una maledizione.
Scomunica decretata in modo particolarmente
solenne. Nel Medio Evo fu anche chiamata " scomunica maggiore " e
implicava, oltre alla privazione dei sacramenti, la separazione dai fedeli.
Anaw Anawim.
In ebraico, " il povero, i poveri
". Si impiega, soprattutto, per designare i cosiddetti poveri di Jhwh, che
sono la gente umile normalmente carente di beni materiali, ma caratterizzata
dal suo atteggiamento religioso fatto di rettitudine e di fiducia in Dio. Li si
nomina in molto testi dell'Antico Testamento, come Sof 2,3; 3,11.15; Zc 9,9;
Sal 18(17); 34(33); 103(102); 113(112); 89(88); 107(106)... Il Nuovo Testamento
parla di loro in Lc 1,46-55 (il cantico di Maria); Mt 5,3-10; Lc 6,20-23
(beatitudini); Mt 11,25; Lc 10,21, ecc. e si incarnano in persone concrete come
i pastori, Elisabetta, Anna, Simeone, e soprattutto Maria. Al di sopra di
tutti, Ges stesso.
Anchieta, beato Jos de, S.J. (1534-1597).
Nacque a San Cristbal de la Laguna,
Tenerife, Isole Canarie. Studi a Coimbra (Portogallo) e nel 1551 entr nella
Compagnia di Ges. Nel 1553, fu inviato in Brasile, dove sarebbe rimasto per
tutta la vita. Studi le lingue indigene e in particolare la principale tra
queste, quella dei Tupi della costa del Brasile, per la quale compose una
grammatica e un dizionario, canti e altre opere religiose, tra le quali
spiccano i suoi " autos sacramentales ". Intervenne nella fondazione
di citt nelle regioni di Sao Paulo e Espirito Santo per proteggere gli indios
dai coloni. Il suo ricordo unito, tra l'altro, alle origini di Rio de Janeiro.
Percorse le zone di Sao Vicente e tutta la zona dal nord (Olinda) al sud. Fu
provinciale dell'Ordine e mand i primi missionari nel Paraguay. Reritiba, la
citt dove mor, porta oggi il nome di Anchieta, nello stato di Espirito Santo.
Instancabile nella difesa degli indios e nella predicazione del vangelo, si
guadagn l'affetto dei nativi.
Ancira.
Ankara = Angora. Citt dell'*Asia Minore
nella quale si celebrarono diversi concili non ecumenici, il pi importante dei
quali fu nell'anno 1314.
Anello del pescatore.
Anello papale per sigillare i documenti,
recante il nome del papa e l'immagine di san Pietro che getta le reti. Viene
distrutto alla morte del papa. L'uso risale al sec. XIII.
Angelo.
Essere di natura spirituale. Gli angeli sono
menzionati nell'Antico Testamento, anche se rare volte nei libri pi antichi, e
pure nel Nuovo Testamento. Secondo Col 1,16 sono divisi in classi: Troni,
Dominazioni, Principati, Potest... Angeli, Arcangeli, Cherubini, Serafini. Di
alcuni di loro si fa il nome, in concreto degli arcangeli *Michele, *Raffaele e
*Gabriele.
Anglicana, Chiesa.
Vedi *Protestantesimo.
Anglicani.
Gli appartenenti alla " Comunione
Anglicana ", Chiesa ufficiale d'Inghilterra a carattere nazionale, nata
dallo scisma di Enrico VIII e organizzata dalla regina Elisabetta I. Numerose
divisioni nel suo seno hanno dato vita al sorgere di Chiese separate:
presbiteriani, episcopaliani, metodisti, ecc.
Anima.
Nell'*antropologia greco-latina, la parte
immateriale o spirituale dell'essere umano, la quale fa s che il corpo
costituisca un'unit viva e intelligente. In questa concezione, l'anima
costituisce la forma del corpo, e ne spiega cos facilmente la sopravvivenza,
poich, mentre il corpo si corrompe, l'anima permane. L'antropologia ebraica
non conosce questo dualismo anima-corpo, ma vede l'uomo come unit (monismo)
con la doppia tendenza verso la spiritualit e verso la carnalit. Vedi
*Dualismo.
Animismo.
Concezione e pratica antropologico-religiosa
che venera le anime o spiriti. I popoli animisti non ritengono che il Dio
supremo si interessi dell'uomo. Sentono vicine, invece, le anime, che
influiscono nella loro vita in modo benefico o malefico.
Anna.
1. In ebraico, secondo alcuni, " Jhwh si
impietosito "; secondo altri, " piena di grazia ". Nome della
madre del profeta Samuele (cf 1 Sam 1,2 s). Gli apocrifi danno questo nome
anche alla madre della Vergine Maria, bench nella Sacra Scrittura non sia
menzionata.
2. Sommo sacerdote di Gerusalemme dal 6 al 15
d.C., godeva di un tale prestigio da essere sommo sacerdote di fatto anche dopo
l'ascesa al pontificato di *Cifa, suo genero. In Lc 3 lo troviamo anteposto a
Cifa. In Gv 18,13 Ges, dopo l'arresto, viene condotto prima da lui per essere
interrogato.
Anno giubilare.
Vedi *Giubileo.
Anno liturgico.
E' l'ordinamento che la Chiesa fa del tempo
lungo l'anno per celebrare i misteri del Signore. Comincia con la prima
domenica di Avvento, quattro settimane prima di Natale. E diviso in tempi
liturgici, che sono: Avvento. Comprende le quattro settimane che precedono il 25
dicembre. Durante questo tempo si guarda a Cristo " che viene " in
vari sensi: a) Nella venuta storica, avvenuta duemila anni fa, si rivive la
speranza di Israele. b) Nella sua venuta escatologica, quella che avverr alla
fine dei tempi, riposta la nostra speranza attuale. Si segnalano a volte
anche altre venute, come la venuta a ciascuno, per mezzo della grazia, e la
venuta sacramentale, ma queste non sono tipiche dell'Avvento.
Natale ed Epifania. Dal 24 dicembre fino alla
domenica che segue la festa dell'Epifania. Si celebra la presenza del Verbo
incarnato e la sua manifestazione o Epifania. Nei riti occidentali si
sottolinea il Natale; quelli orientali, invece, accentuano l'Epifania.
Quaresima. Significa " quarantena
". Sono i quaranta giorni che precedono la Pasqua. Comincia il mercoled
delle ceneri. Il suo spirito preparare alla Pasqua con una rinascita
spirituale. Particolare attenzione viene dedicata ai *catecumeni che verranno
battezzati nella *veglia pasquale.
Tempo di Pasqua. Dalla domenica di Pasqua
alla *Pentecoste, che ne il culmine cinquanta giorni dopo, numero simbolico
di pienezza. Questi cinquanta giorni sono " come una grande domenica
" nella quale si celebra nella gioia la risurrezione di Cristo.
Il nucleo dell'anno liturgico costituito
dal *triduo pasquale, che comincia con la celebrazione vespertina del gioved
santo, continua con la celebrazione della morte del Signore (venerd santo) e
ha il suo culmine nella veglia pasquale. In questa veglia si celebra il
passaggio dalla morte alla vita nuova del risorto. Se la Pasqua la
celebrazione pi importante della Chiesa perch in essa la vittoria di Cristo
definitiva ed apre una nuova e perenne dimensione dell'esistenza alla quale
chiama anche noi.
Tempo durante l'anno, detto anche, meno
propriamente, Tempo ordinario. Comprende le 33 o 34 settimane non incluse nei
tempi gi menzionati detti anche " tempi forti ". Questo tempo
diviso in due parti: alcune settimane (tra le cinque e le nove) collocate tra
l'Epifania e la Quaresima, e il lungo tempo che va dalla Pentecoste
all'Avvento. In esso si celebra il mistero pasquale del Signore senza una
specificazione particolare.
E importante tener presente che, nonostante
il ricordo dei diversi momenti storici della vita del Signore lungo l'anno,
quello che la Chiesa celebra sempre il *mistero pasquale. Chi si rende
presente nella celebrazione cristiana sempre il Cristo glorioso, che ora
esiste senza i limiti di spazio e di tempo ai quali fu sottoposto durante la
sua vita " storica ".
Nel corso dell'anno liturgico, principalmente
durante il tempo ordinario, la Chiesa celebra anche la Santissima Vergine e gli
altri santi. La ragion d'essere di queste memorie o celebrazioni sta nel loro
essere incorporate al mistero pasquale: si celebra innanzi tutto ci che Dio ha
fatto in loro e, al tempo stesso, ci vengono proposti come modelli nella
sequela di Ges.
Anno sabbatico.
Come disposto dal *Levitico, ricorreva ogni
sette anni presso gli antichi ebrei. Le leggi ad esso relative affermavano il
dominio assoluto di Dio sulla terra. I campi, infatti, non si coltivavano
(anche il suolo osserva il sabato) e i frutti spontanei rimanevano ai poveri.
Si condonavano i debiti. Gli schiavi ebrei dovevano essere messi in libert (cf
Es 21,2-6; 32,10-13; Dt 15,1-18; Lv 25,1-7.20-22).
Anno Santo.
Anno di pace e di perdono nella Chiesa
cattolica, detto anche *giubileo. Indetto dal papa prima ogni cent'anni, poi
ogni cinquanta, infine ogni venticinque.
Annunciazione, solennit.
Celebrazione dell'annuncio e della realizzazione
dell'*Incarnazione del Verbo. Si celebra il 25 marzo, nove mesi prima della
solennit di Natale. Alcune liturgie, come quella ispanica, la collocarono al
18 dicembre, nel tempo liturgico che prepara il Natale. Pur non essendo pi
festa di precetto, liturgicamente ha il massimo grado di solennit.
Annunciazione.
L'annuncio di Dio a Maria per comunicarle che
diventer madre del *Messia. San Luca presenta il fatto sotto forma di scena:
l'angelo Gabriele le parla da parte di Dio ed ella d il suo libero consenso
(cf Lc 1,26-38).
Anoma.
In greco, " senza legge ". Stato di
assenza di norme che, lasciando l'uomo senza guida morale, determina una
mancanza di controllo da parte sua e una disordinata liberazione dei suoi
desideri.
Anselmo di Aosta (1035-1109).
Santo e *dottore della Chiesa. Nato ad Aosta,
fu dapprima monaco e dal 1093 arcivescovo di Canterbury. Grande pensatore, si
sforz di realizzare profondamente il principio agostiniano: " Credo ut
intelligam ", cio, credo per poter comprendere. Importante il suo sforzo
di armonizzare la fede con la filosofia. Fra i suoi trattati, risaltano il
Monologion, il Proslogion, Cur Deus homo?, ecc. E famoso il suo argomento
*ontologico per dimostrare l'esistenza di Dio.
Anticlericale.
Opposto al *clero. In quanto opposto ai
rappresentanti di Dio o della Chiesa, un atteggiamento contrario alla
religione. Altra cosa sarebbe l'anticlericalismo (vedi *Clericalismo) ovvero
opposizione all'ingerenza o al predominio del clero in ambiti che non gli
spettano.
Antico Testamento.
Vedi *Bibbia.
Anticristo.
Misterioso personaggio che si oppone a
Cristo, o anche le potenze che si oppongono a Cristo e alla sua opera. Compare
nelle lettere di san Giovanni (1 Gv 2,18 e 22; 4,3; 2 Gv 7). Verr in seguito
usato nella letteratura e nella predicazione cristiana.
Antiochia di Pisidia.
Citt situata al centro dell'Asia Minore,
visitata da Paolo e Barnaba durante il primo viaggio missionario. Due o tre
anni dopo, Paolo vi ritorn durante il secondo viaggio (cf At 13,14.52 e
14,24).
Antiochia di Siria.
La pi famosa di sedici citt portanti questo
nome, fondate da Seleuco I in onore del padre. Citt cosmopolita, sulla riva
del fiume Oronte, aveva un suo porto di mare. Quando la Siria divenne provincia
romana, ne fu la capitale. Terza citt per grandezza dell'impero, era rinomata
per la sua cultura. Molti cristiani vi si rifugiarono dopo la morte di Stefano.
Qui i seguaci di Cristo furono chiamati per la prima volta " cristiani
". Paolo e Barnaba vi predicarono per pi di un anno e, per lungo tempo,
la Chiesa antiochena fu seconda solo a quella di Gerusalemme. Vi si tennero
numerosi concili ecumenici. L'antica citt venne rasa al suolo da un terremoto
nel 526 (cfr. At 11,19-26; 13,1; 15,35).
Antipapa.
Chi, senza essere stato legittimamente eletto,
pretende di essere considerato papa. Nella storia della Chiesa vi sono stati
numerosi casi di antipapi.
Antisemitismo.
Ostilit nei confronti degli ebrei,
condannata dal concilio Vaticano II con il decreto Nostra Aetate, che ribadisce
il patrimonio comune tra cristiani ed ebrei. La storia dell'antisemitismo
antica: lo si registra gi, nel sec. V a.C., contro le comunit della diaspora,
accusate di " ateismo e di disprezzo del genere umano " a causa del
loro monoteismo. Nell'impero romano, la propaganda antisemita finir per
coinvolgere anche i cristiani. Questo determiner la fine del
giudeocristianesimo e la nascita di un " antisemitismo cristiano ",
spesso colpevole di complicit e connivenze con le persecuzioni verificatesi in
diverse parti d'Europa nel corso dei secoli. L'apice dell'antisemitismo si ebbe
nella tragedia immane dell'*Olocausto, durante la seconda guerra mondiale.
Antonio di Padova
santo (c. 1190-1231). Nacque a Lisbona,
studi a Coimbra, entr nei canonici regolari di sant'Agostino e, nel 1220, si
fece francescano. Esercit un'enorme influenza come predicatore e confessore.
Dal 1226, si stabil a Padova (dove conservato il suo corpo) e predic contro
la corruzione di civili ed ecclesiastici. Gregorio IX lo canonizz un anno dopo
la sua morte. Pio XII lo dichiar dottore nel 1946.
Antropocentrismo.
Tendenza a considerare l'uomo (anthropos in
greco) al centro della visione e della finalit dell'universo, ovvero di un
tema particolare.
Antropofago.
Vedi *Cannibale.
Antropologia.
Dal greco " trattato o discorso
sull'uomo ". Scienza che studia l'uomo nei suoi caratteri specifici e nei
rapporti con il resto della natura. Poich sono molti gli aspetti a partire dai
quali si possono fare studi sull'uomo, si suole parlare al plurale di scienze
antropologiche. Sono chiamate anche scienze umane. Tra queste citiamo, ad
esempio, la psicologia, la sociologia, la paleontologia...
Antropomorfismo.
L'attribuire a Dio modi di essere o qualit
che sono proprie dell'uomo. Cos, gli si attribuiscono memoria, ira,
pentimento, volto, mani, ecc. E frequente nell'Antico Testamento, anche se in
non pochi passi si indica che Dio non come l'uomo. Di fatto, l'uomo ha una
grande difficolt ad esprimere ci che proprio a Dio se non nelle immagini
della propria esperienza.
Apacheta
(pr. apaceta).Vedi *Huaca.
Apocalisse.
Trascrizione di una parola greca, significa
" rivelazione ". E il nome dell'ultimo libro della Bibbia, scritto
verso l'anno 95. Non certo che l'autore, Giovanni, sia lo stesso Giovanni
autore del quarto Vangelo e delle Lettere.
Apocalittico.
Genere letterario fiorito tra il II secolo
a.C. e il I secolo d.C. Descrive la storia per mezzo di immagini simboliche e
si muove in visioni grandiose relative soprattutto ai tempi finali, nei quali
vede la vittoria di Dio e dei buoni, mentre i malvagi sono sconfitti e
condannati. Esistono visioni apocalittiche in alcuni libri dell'Antico
Testamento (ad esempio in Ezechiele, Daniele, Zaccaria, Giona), cos come nel
Nuovo (discorso sulla fine dei tempi in Mc 13 e paralleli; 2 Ts). Il tipico
libro apocalittico l'Apocalisse di Giovanni. Esistono anche numerosi libri
apocalittici al di fuori della *Bibbia.
Apocatstasi.
In greco, " riduzione allo stato
primitivo ". Dottrina secondo la quale tutti gli angeli e gli uomini
condannati, alla fine, purificati dal fuoco e pentiti, torneranno all'amicizia
con Dio, in modo che " Dio sia tutto in tutti ", secondo 1 Cor 15,38.
Fu difesa da *Origene ed stata respinta da diversi papi. Equivalente il
significato di *palingenesi o " rigenerazione ".
Apocrifi.
Letteralmente " occulti ". Si
chiamano cos quei libri che alcuni tentarono di introdurre nel *canone della
Sacra Scrittura e che non vennero ammessi dalla Chiesa.
Apodittico.
Affermazione o argomento evidente, che non ha
bisogno di essere dimostrato.
Apofatica.
Viene detta cos la *teologia che parla di
Dio negando i limiti, vale a dire risalendo da ci che conosciamo, che
limitato, all'essere totalmente positivo e trascendente. Cos, Dio infinito
(non-finito), immortale, immateriale, ecc.
Apollo.
Cristiano proveniente dal giudaismo, buon
oratore, che si dedic con entusiasmo alla predicazione del cristianesimo. A
Corinto, quando i fedeli si divisero in fazioni, alcuni si sentivano discepoli
di Apollo mentre altri si dicevano di Paolo, di Cefa o di Cristo. San Paolo
respinge questa deformazione della fede (cf 1 Cor 1,12s; 3,4s).
Apologia.
Espressione o ragionamento in difesa o
giustificazione. E famosa quella che san Giustino, verso l'anno 150 dell'*era
cristiana, scrisse, rivolto all'imperatore Antonino Pio, in difesa del
cristianesimo.
Apostasia.
Dal greco, apo = fuori, e histemis =
collocarsi. Il ripudio totale della fede cristiana (chi passa ad un'altra
confessione cristiana viene detto scismatico o eretico, non apostata cf CIC
751). E sempre stato considerato come uno dei peccati pi gravi.
Apostolato.
Missione degli *apostoli. Impegno di ogni
cristiano di testimonianza del Vangelo.
Apostoli. Dal greco, apstolos = mandato,
inviato. I dodici principali discepoli di Ges, testimoni della sua vita
pubblica e della sua risurrezione, che da lui ricevettero il compito di
predicare il Vangelo, scacciare gli spiriti immondi e guarire ogni malattia e
infermit. Su di essi scese lo Spirito Santo nella Pentecoste (At 2). Essi
sono: Simone detto Pietro e Andrea, figli di Giona; Giacomo e Giovanni, figli
di Zebedeo; Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo minore figlio di
Alfeo; Giuda di Giacomo, detto Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda Iscariota (Mt
10,1-4; Mc 3,13-19; Lc 6,13-16; At 13). Negli *Atti degli Apostoli, governano
collegialmente la comunit di Gerusalemme. Giuda Iscariota stato sostituito
da Mattia. Paolo anch'egli apostolo, avendo ricevuto il mandato della
predicazione direttamente da Ges.
Apostolicam actuositatem.
Vedi *Vaticano. Concilio Vaticano II,
Documenti.
Apostolicit.
Conformit alla dottrina degli *apostoli. E
uno dei caratteri principali della Chiesa, come proclamato dal *Credo.
Aquila.
Pagano della prima met del secolo II,
convertitosi prima al cristianesimo e poi al giudaismo. Autore di una
traduzione dell'Antico Testamento dall'ebraico al greco. Questa traduzione
cos letterale che la si pu qualificare servile " non retrocedendo
davanti ad assurdit e controsensi " (Haag-Born-Ausejo, DB).
Aquinate.
San *Tommaso d'Aquino.
Aquisgrana.
Citt della Germania occidentale, nel nord
della Westfalia, che fu capitale dell'impero carolingio. Vi si tennero parecchi
concili.
Aramaico.
Lingua parlata nella Palestina del I secolo,
derivata dall'ebraico antico.
Ebbe grande diffusione nell'Asia anteriore.
Sopraffatta dall'arabo, sopravvive oggi in qualche villaggio in Siria e presso
i siro-caldei.
Arausicano.
Della citt francese di *Orange, nella quale
si celebrarono importanti sinodi e due concili (non ecumenici).
Arbitrio.
Capacit di decidere e di giudicare. Il
libero arbitrio la facolt di scegliere tra il bene ed il male: si tratta di
una libert imperfetta, poich la libert perfetta consiste nello scegliere
volontariamente il bene.
Arca dell'alleanza.
Cofano sacro di legno d'acacia ricoperto di
lamine d'oro, fatto elaborare da Mos al tempo del pellegrinaggio nel deserto.
Nella parte superiore vi erano due cherubini, uno di fronte all'altro. Da
quella parte superiore, tra i due cherubini, detta propiziatorio, Dio parlava a
Mos. L'arca era il segno della presenza di Dio. In essa si conservavano le
*tavole della legge, espressione dell'alleanza, un vaso d'oro pieno di manna e
la verga di Aronne. Era al centro del luogo di culto, gi durante il pellegrinaggio
nel deserto. Scomparve al tempo della distruzione del tempio con la conquista
di Gerusalemme da parte degli assiri.
Arcangelo.
Vedi *Angelo.
Arcano.
Segreto. Nell'antichit cristiana vigeva la
" disciplina dell'arcano ", in virt della quale non si facevano
conoscere ai pagani aspetti o verit della fede che non erano in condizione di
capire (ad esempio, l'Eucaristia). Anche ai *neofiti si rivelavano poco a poco.
Archeologia.
Da arkaios = antico e logos = trattato.
Scienza ausiliare della Storia, che aiuta a conoscere il passato per mezzo di
monumenti, resti di edifici, o altri oggetti che vengono scoperti. Questa
scienza ha un'importante applicazione negli studi biblici e, in generale, in
quanto riguarda i primi tempi del cristianesimo.
Archimandrita.
Dal greco, arco = comandare, e mandra =
monastero. Nella Chiesa d'Oriente, superiore di un monastero.
Archidiocesi.
Diocesi a capo di un insieme che forma una
provincia ecclesiastica. Mentre le *diocesi sono rette da un vescovo, le
archidiocesi lo sono da un arcivescovo.
Arciprete.
Vedi *Vicario foraneo.
Arcivescovo.
E il vescovo che regge un'*archidiocesi.
Viene detto anche *metropolita. Non ha giurisdizione che sulla propria diocesi
e solo in casi eccezionali pu intervenire nelle altre diocesi della provincia
ecclesiastica, denominate *suffraganee (cf CIC 435-436).
Areopago.
Collina situata nell'*acropoli di Atene. Il
nome indicava anche il supremo tribunale della citt, che un tempo si riuniva
l. Negli Atti degli Apostoli si cita l'areopago per un famoso discorso
tenutovi da san Paolo (cf At 17,19-31). L'ambiguit del nome non permette di
stabilire con certezza se Paolo sia stato condotto sulla collina, in luogo
appartato, o davanti alla corte.
Arianesimo.
Dottrina eretica sostenuta da Ario (, 336),
presbitero di Alessandria, secondo la quale la seconda Persona della Trinit
non Dio per essenza, ma una creatura, la prima, cos intimamente unita a Dio
che il Padre la adotta come figlio. L'arianesimo fu condannato nel primo
Concilio ecumenico, celebrato a Nicea nel 325.
Arimatea.
Citt natale di Giuseppe, il membro del
*Sinedrio che chiese a Pilato il corpo di Ges per seppellirlo. Si trovava
probabilmente a nord-est di Gerusalemme.
Aristotele (384-322 a.C.).
Filosofo greco, discepolo di Platone. A
fronte dell'idealismo e dualismo di questi, Aristotele realista. San Tommaso
lo segue chiamandolo semplicemente " il filosofo ".
Armaghedn.
In ebraico, " montagna di Meghiddo
". Tante furono le battaglie che si svolsero a Meghiddo che l'*Apocalisse
situa simbolicamente in Armaghedn l'ultima battaglia contro Dio, della quale
saranno protagonisti tre spiriti demoniaci, che sono sconfitti (Ap 16,13-16). I
*Testimoni di Geova definiscono Armaghedn quello che noi chiamiamo giudizio
finale. Vedi *Meghiddo.
Arnauld Angelica
(1591-1661). Badessa di *Port-Royal, una
delle figure pi significative del *giansenismo.
Arnauld Antonio
(1560-1619). Consigliere di stato con Enrico
IV di Francia. Riform il monastero di *Port-Royal, centro del *giansenismo.
Aronne.
Fratello maggiore di Mos. Poich Mos non
era un buon parlatore, Dio gli assegn suo fratello perch lo accompagnasse e
fosse lui a trasmettere i messaggi al faraone e al popolo; Aronne sar anche il
primo sommo sacerdote e i suoi figli la famiglia sacerdotale (cf Es 4,10-17;
27-31; 5,1-5; 28,1; 39,41; Nm 18,1-7.20).
Arte.
Esiste una profonda relazione tra arte e
esperienzaespressione religiosa. Per mezzo dell'arte (musica, pittura,
scultura, architettura, poesia, letteratura) l'uomo esprime esperienze intime,
che non sono traducibili nel linguaggio razionale; l'arte un linguaggio
simbolico (vedi *Simbolo). Le realt religiose sfuggono al linguaggio della
ragione, tanto nei sentimenti che suscitano, quanto nella proiezione verso il
mondo di realt trascendenti. Per questo il senso religioso porta in ogni epoca
l'uomo all'espressione artistica. Ges stesso impieg l'arte: cant i salmi,
present i suoi insegnamenti in parole piene di poesia: paragoni con l'erba e
con i gigli del campo, parabole di impareggiabile bellezza. Mos proib che la
divinit fosse rappresentata in immagini per evitare il rischio del politeismo,
ma utilizz la bellezza plastica (arca dell'Alleanza, per es.), il canto, la
poesia. La storia della Chiesa mostra, in tutte le epoche, che l'arte intrinsecamente
legata all'espressione religiosa.
Ascensione.
Salita di Ges risorto al cielo in anima e
corpo. Anche se parliamo con un linguaggio di localizzazione, non si tratta
propriamente di uno spostamento locale, ma di un cambiamento nel modo di essere.
In realt, l'ascensione coincide con la *risurrezione: Cristo entra nella nuova
dimensione dell'esistere, non pi soggetto alle leggi del tempo e dello spazio.
Vive nella gloria con il Padre.
Ascesi.
In greco, " esercizio, rinuncia ".
L'ascesi cristiana rinuncia a se stessi e alle cose del mondo, nell'umilt e
nella meditazione, per aderire a Cristo.
Aseit.
Termine della filosofia scolastica usato per
definire la propriet esclusiva di Dio che ha in s la ragione della propria
esistenza.
Ashram.
Centro di spiritualit ind paragonabile agli
antichi monasteri nel cristianesimo e alla loro influenza religiosa.
Asia Minore.
Regione occidentale dell'Asia che costituisce
la penisola anatolica, oggi Turchia. A parte i riferimenti nell'Antico
Testamento, molte delle sue citt sono citate negli
Atti degli Apostoli, in varie lettere e
nell'Apocalisse, rivolta " alle sette Chiese che sono in Asia " (Ap
1,4): Efeso, Pergamo, Smirne, Tiatira, Sardi, Filadelfia e Laodicea.
Asmonei.
Nome con il quale, a partire da *Giuseppe
Flavio, si designa la dinastia dei *Maccabei.
Aspersorio.
Strumento liturgico con il quale si asperge
l'acqua benedetta nella benedizione di persone o cose (processioni, *esequie,
ecc.). E composto da una sfera cava e bucherellata e da un manico. E anche
detto asperges, dalle parole del Salmo 50: " Asperges me hyssopo, et
mundabor " = " Purificami con issopo e sar mondo ".
Anticamente, l'aspersione rituale veniva fatta con un ramoscello d'*issopo.
ASS.
Vedi *AAS.
Assemblea.
Nella Bibbia e nella liturgia, il popolo di
Dio riunito. Si tratta di un elemento fondamentale: Dio si sceglie un popolo;
in funzione di questo popolo, sono scelti i personaggi che svolgono funzioni
importanti, come Abramo, Mos, i profeti. La salvezza si realizza dentro quel popolo,
che oggi la Chiesa, sebbene l'appartenenza alla Chiesa non sia esclusivit di
coloro che appartengono all'istituzione ecclesiale. Non esiste propriamente
assemblea se non quando l'insieme delle persone riunite animato da un comune
spirito di fratellanza. Questa comunione (carit) la ragione per la quale
l'assemblea e lo spirito assembleare sono cos importanti e imprescindibili nei
membri del popolo di Dio e particolarmente nel culto.
Assiri.
Abitanti dell'*Assiria. Furono un popolo
attivo e bellicoso. I monumenti culturali che produssero denotano l'influenza
dei babilonesi, popolo situato pi a sud e culturalmente pi sviluppato.
Assiria.
La parte settentrionale della *Mesopotamia.
Assistente ecclesiastico.
Sacerdote designato dall'autorit ecclesiastica
per rappresentarla nelle associazioni cattoliche e per promuovervi la
formazione religiosa dei membri (Azione Cattolica, ecc.). Il fine di queste
designazioni sta nel lasciare la responsabilit di direzione ai laici,
assicurando al tempo stesso la necessaria base dottrinale al gruppo. Per questo
l'assistente sempre un presbitero.
Assoluzione sacramentale.
Atto per mezzo del quale, nel sacramento
della riconciliazione o penitenza, il ministro sacerdote, in nome di Dio e
della Chiesa, concede il perdono dei peccati. Nell'attuale rito romano, la
formula, nella sua parte essenziale, : " Ti assolvo dai tuoi peccati nel
nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen ".
Assuero.
Trascrizione della forma ebraica del nome
persiano Kshajarsha, in greco Xerss. Vedi *Serse.
Assunzione.
La salita della Vergine Maria al cielo in
anima e corpo. Si differenzia da *ascensione nel fatto che in questa Cristo
sale, mentre nell'assunzione Maria " assunta ", senza dimenticare
che questi termini rispondono al nostro modo di immaginare ci che si riferisce
all'aldil. Il dogma dell'assunzione di Maria stato proclamato da Pio XII
nell'*Anno Santo 1950.
Astarte.
Dea dell'amore e della fertilit in numerosi
popoli del medio Oriente; per i Greci sar Afrodite, per i babilonesi e gli
assiri Ishtar.
Astete Gaspar
(1537-1601). Con Jeronimo de Ripalda
(1535-1618), ambedue gesuiti, sono gli autori di due *catechismi con
caratteristiche simili: brevi, sotto forma di domanda e risposta, seguono
l'ordine introdotto da Bellarmino (credo, preghiera, comandamenti e
sacramenti), invece di collocare i sacramenti, con una disposizione pi
indovinata, immediatamente dopo il dogma: molto dottrinari ed astratti, a mo'
di piccoli riassunti di trattati teologici; poco kerigmatici e senza
riferimenti alla Bibbia; fortemente moralizzanti. Sono concepiti secondo una
metodologia prevalentemente mnemonica. Anche se composti prima, furono
pubblicanti nel 1591 (Ripalda) e 1599 (Astete). Con pi di 600 edizioni
ciascuno (alcuni ne indicano pi di 1000 per quello di Astete), sono stati
impiegati quasi in esclusiva fino alla met del secolo XX in Spagna e in altri
paesi di lingua spagnola e tradotti in diverse lingue.
Astinenza.
Atto di penitenza che consiste nell'astenersi
dal mangiare carni o altro cibo secondo le disposizioni della *Conferenza
Episcopale (CIC 1251).
Astrologia.
Scienza che pretende di predire il futuro per
mezzo dello studio degli astri. E sorprendente come, nonostante sia priva di
qualsiasi fondamento, vi siano stati governanti (Napoleone, Hitler, Reagan...)
appassionati di astrologia (cf C. Vidal, DSO-VD).
Atarassia.
Dal greco, " senza turbamento ",
imperturbabilit. Stato dello spirito che ha raggiunto la pace e
l'imperturbabilit delle facolt umane. Fu l'ideale di scuole filosofiche come
quella di Epicuro (ca. 341-270 a.C.) e di correnti ascetiche, principalmente
orientali, come introduzione alla contemplazione.
Ateismo.
Negazione dell'esistenza di Dio. E teorico,
se tenta di giustificare razionalmente tale posizione; e pratico quando, senza
ragionare su questa scelta, si vive come se Dio non esistesse.
Atene.
Capitale dell'antica Attica e della *Grecia
attuale. Fu il centro culturale dell'antichit soprattutto fino al secolo IV
a.C. Attualmente ha circa due milioni di abitanti.
Ateo.
Chi professa l'*ateismo.
Athos Monte.
Piccola repubblica monastica nella penisola
calcidica, in Grecia. Misura circa 340 kmq. Vi si trovano diverse comunit di
monaci ortodossi dell'ordine di san Basilio e importanti manoscritti. Il
monastero pi antico risale al 962.
Atrio.
Spazio scoperto, spesso circondato da
portici, che sta davanti a certi edifici. Alcuni templi lo possiedono.
Atteggiamento.
La disposizione della persona che costituisce
il suo modo di essere, espresso nel modo abituale di pensare, valutare e
operare. E composto dall'aspetto conoscitivo, affettivo-valutativo e
volitivo-operativo. E " un sistema durevole di valutazioni positive o
negative, di sentimenti ed emozioni e di tendenze ad operare in modo favorevole
o contrario, rispetto a una determinata situazione di vita " (Krech,
Crutchfield e Ballachey). Viene ad essere la concretizzazione dell'*opzione
fondamentale e esprime il valore intrinseco della persona. Il concetto molto
vicino a ci che la morale classica denomina abito, che quando buono si
chiama *virt e, quando cattivo, *vizio. L'atteggiamento e la scelta
fondamentale, per, mettono in rilievo l'unit della persona, in modo pi forte
di quanto si suppone generalmente nel parlare di abito (cf E. Alberich, Cat. y
praxis ecl., 95-96; M. Vidal, PCEC-VD, 38, 40).
Atti degli Apostoli.
Libro del NT, scritto da *Luca come
continuazione o seconda parte del suo Vangelo, tra l'80 e il 90 o 95. In
effetti, At riprende il racconto dell'*Ascensione, con cui termina Lc e, soprattutto,
in At si mostra la realizzazione delle parole di Ges in Lc 24,47-48. At 1,8
un po' il programma della Chiesa e il piano che sviluppa il libro: la
predicazione della *buona novella a *Gerusalemme, in *Samaria e fino agli
estremi confini del mondo. Per questo comincia a Gerusalemme e ha il suo
culmine nella predicazione evangelica nella capitale dell'impero. Narra
l'attivit degli *apostoli e dei loro collaboratori, concentrandosi prima su
*Pietro e poi su *Paolo, che l'autore accompagn in gran parte dei suoi viaggi
(vedi *Sezioni " noi "). Non una storia della Chiesa primitiva, ma
un'opera unica nel suo genere, vicino a quello del *vangelo.
Atti di Pietro di Tommaso, ecc.
Vedi *Apocrifi.
Attrizione.
Dolore per aver peccato, provocato non dall'aver
offeso Dio, ma dal timore del castigo. Anche se a volte si detto che, con il
sacramento, basta per restituire lo stato di grazia, questo dolore non
sufficiente per ottenere il perdono, che implica sempre un ritorno all'amicizia
con Dio. Pu essere, invece, un inizio che conduce alla *contrizione o dolore
" perfetto " (sarebbe meglio dire " corretto "), quando ci
si accosta al sacramento entrando nella sua vera dinamica.
Aurea mediocritas.
" Aurea mediocrit ". Espressione
latina, tratta da Orazio, con la quale si indica che da preferirsi una vita
non brillante alle preoccupazioni dell'ambizione. Gli si d a volte un senso
positivo (mancanza di ambizione) e a volte un senso negativo (mediocrit o
assenza di ideali per pigrizia).
Aureola.
Vedi *Nimbo.
Autocefala.
Ognuna delle Chiese che, conservando la
tradizione comune, si costituisce in modo indipendente da Roma o da altra sede
centrale. In Oriente, la Chiesa *Ortodossa formata da diverse chiese
nazionali autocefale, non solo separate da Roma, ma anche tra di loro. Ognuna
di esse ha un proprio primate o *patriarca. Al *Patriarcato di *Costantinopoli
viene riconosciuto un primato onorifico, ma non giuridico-amministrativo.
Autodaf.
Seduta o cerimonia nella quale si realizzava
la sentenza del tribunale dell'*Inquisizione. Spesso comportava l'esecuzione
delle condanne al rogo.
Autosacramental.
Opera letteraria teatrale di genere
drammatico che ha come sfondo della sua trama e della sua azione alcune delle
verit del cristianesimo o qualche fatto della sua storia, presentati nel loro
profilo dottrinale. Sono tipici della letteratura spagnola dell'Et dell'Oro.
Calderon de la Barca ne il massimo rappresentante.
Ave, Caesar, morituri te salutant.
Espressione latina = " Salve, Cesare,
quelli che vanno a morire ti salutano ". Lo pronunciavano i gladiatori di
Roma quando salutavano l'imperatore prima di cominciare il combattimento.
Avignone.
Citt del sud della Francia nella quale
risiedettero i papi dal 1305 al 1378, periodo che si suole chiamare la "
cattivit avignonese ".
Avventismo-Avventisti.
Fenomeno relativo a numerose sette che,
partendo da dati biblici o da calcoli di altra indole, pretendono di fissare la
data della seconda venuta di Cristo (adventus = venuta) o della fine del mondo.
Questi tentativi sono stati molteplici in passato e lo sono tuttora. Ad
esempio, gli *Avventisti del settimo giorno, i *Testimoni di Geova, ecc. Quando
giunge la data prevista e la profezia non si compie, ne stabiliscono un'altra e
cos di seguito.
Avventisti del settimo giorno.
Una delle pi numerose sette *avventiste. Il
suo fondatore, William Miller, annunci che la fine del mondo sarebbe avvenuta
nel 1843, 1844... Poi nel 1854, 1873. Principale promotore della setta fu Ellen
White, i cui scritti sono considerati dagli adepti alla stregua della Bibbia
stessa. La sua dottrina coincide in gran parte con quella dei Testimoni di
Geova. Negano l'immortalit dell'anima, osservano il sabato, professano una
forte avversione per la Chiesa cattolica e le Chiese protestanti, bench
cerchino di farsi riconoscere come una delle Chiese protestanti e di entrare a
far parte degli organismi ecumenici.
Avvento.
Vedi *Anno liturgico.
Axiologia.
Scienza o teoria dei *valori.
Azevedo, beato Ignacio de
(1528-1570). Nato a Oporto, Portogallo.
*Gesuita, dopo aver presentato a Roma la relazione sul suo viaggio di
ricognizione in Brasile, vi fu di nuovo mandato da san *Francesco Borgia con 30
missionari. Presso le isole Canarie, Jacques Sourie, *ugonotto francese,
attacc la nave sulla quale viaggiavano e tutti i missionari furono assassinati
(cf DCB).
Azione Cattolica.
Associazione di cattolici che, nel proprio
ambiente, partecipano attivamente alla missione apostolica della Chiesa. Nasce
nel 1924, su iniziativa di Joseph Cardijn, sacerdote belga figlio di operaio.
Gli operai devono essere preferibilmente evangelizzati da altri operai. Egli
comincia con i giovani, adottando il metodo vedere, giudicare, agire, che poi
diventer classico, adattato particolarmente alla mentalit concreta dell'operaio.
Vennero poi i settori giovanili, studenteschi, degli adulti... in seguito
riuniti in un'unica associazione, pur mantenendosi distinti. Nell'*Enciclica
Quadragesimo anno, 1931 (vedi *Dottrina sociale della Chiesa), Pio XI elogia
l'iniziativa e la consacra, indicando che ogni classe o ambiente deve essere
evangelizzato dai propri membri, perch essi conoscono i destinatari. Al di l
della necessit di trovare collaboratori ad un clero troppo scarso, si comprese
pi tardi che l'impegno pastorale dei laici non solo una " strategia
", ma piuttosto un'esigenza dell'essere cristiano.
Azione di grazie.
E un tipo di preghiera il cui contenuto la
gratitudine a Dio (o ai santi) per i benefici ricevuti.
Azione pastorale.
Insieme di attivit che hanno per fine il compimento
della missione della Chiesa, vale a dire l'instaurazione del Regno di Dio.
Sebbene il termine pastorale si riferisca in modo esplicito ai " pastori
" della Chiesa, l'azione pastorale spetta ad ogni cristiano.
Azzimi.
Pani privi di lievito. In Israele si usavano
nei sacrifici, nei quali non era ammesso il pane fermentato. Azzimi erano i
pani che si mangiavano durante i sette giorni della Pasqua. Per questo il pane
che Ges adoper per istituire l'Eucaristia era azzimo. Attualmente, nel rito
romano si usa pane azzimo per l'Eucaristia; le Chiese orientali (anche quella
cattolica) usano pane fermentato, cio come quello che si mangia normalmente.
Baal.
In ebraico, " signore ". Nome
generico di divinit maschile usato dagli antichi popoli semiti, tra l'altro
nella terra di Canaan, dove era cos chiamato il dio della fertilit, venerato
in " luoghi elevati " e spesso considerato possessore del sole. Nella
Bibbia lo si trova a volte citato in coppia con *Astarte; i loro nomi sono anche usati al plurale (cf Gdc
2,11-13).
Babele.
Equivalente a *Babilonia.
Babilonia.
Designa tanto la capitale che il paese con lo
stesso nome. Vi furono deportati un gran numero degli abitanti del regno di
Giuda quando, nell'anno 587, Gerusalemme venne conquistata e distrutta da *Nabucodonosor.
Baccanali.
Il termine deriva da Bacco, il dio romano corrispondente al Dioniso della mitologia greca. In origine, si trattava di
feste oneste, ma poi (all'inizio del sec. II a.C.) degenerarono a Roma in
sedute segrete e notturne di un culto orgiastico. Ad esse partecipavano uomini
e donne di ogni et, schiavi e liberi di diversa estrazione sociale. Con il
pretesto della comunicazione con gli dei, cercavano esperienze strane in mezzo
alla promiscuit sessuale, al vino e ad ogni eccesso. Il senato proib questi
riti, non tanto per ragioni morali, quanto perch questo mescolarsi di gente di
ogni genere turbava l'ordine sociale di Roma: non solo gli schiavi, ma anche le
donne cercavano la liberazione, rispettivamente dai loro padroni e dai loro
mariti.
Bcolo.
Bastone ricurvo. Usato dai pastori per
condurre il gregge, diventato simbolo del ministero pastorale pi
significativo: quello del vescovo. Vedi *Pastorale.
Baden Powell.
Vedi *Scautismo.
Baldacchino.
Il nome deriva da Baldacco, antico nome di
Bagdad, da cui provenivano stoffe preziose. Indica un ricco drappo sostenuto da
aste e ornato di frange, usato per riparo e ornamento portatile (processione
del SS. Sacramento) o stabile (altare, seggio). Il termine a volte usato come
sinonimo di *ciborio.
Baldassar.
Ultimo re arameo di Babilonia. Mentre
celebrava un banchetto-orgia, nel quale usavano i vasi sacri asportati dal *tempio di *Gerusalemme, una mano misteriosa scrisse delle parole che *Daniele gli interpret come preannuncio della fine del suo
regno. Quella stessa notte, il re dei Medi, Dario, conquist Babilonia.
Baldassar venne assassinato.
Balmes, Jaime (1810-1848).
Filosofo spagnolo, nato a Vich (Barcellona),
sacerdote che nella sua breve vita realizz un enorme lavoro nella diffusione
del pensiero. Genialmente intuitivo, oggettivo, amante di san Tommaso ma
avversario della decadente scolastica del suo tempo, profondamente umano.
Pubblic scritti di carattere pi religioso (El protestantismo comparado con
el Catolicismo...; Cartas a un escptico en materia de religin, Escritos
polticos e Cursos de filosofa
elemental y fundamental). Le sue
opere complete sono raccolte in 33 volumi. La pi conosciuta e ristampata El
criterio.
Bambini di Dio.
Questa *setta fu fondata da David Berg, uno statunitense nato nel
1919. Negano la Trinit e l'esistenza dell'inferno; hanno annunciato numerose
volte la fine del mondo... E una delle sette considerate pericolose dal
parlamento europeo e da vari governi, dato che usano tecniche di spersonalizzazione
e di sottomissione totale, sottopongono gli adepti a prostituzione a beneficio
della setta, realizzano traffici di bambini...
Bez, Domingo (1528-1604).
Teologo domenicano, consigliere di santa
Teresa. Scrisse un commento alla *Somma Teologica di san Tommaso. E noto soprattutto per la sua
dottrina sul rapporto tra libert e grazia in opposizione a Luis de *Molina (1535-1600). I bannesianisti (generalmente
domenicani) difendono innanzi tutto il potere di Dio e l'efficacia della
grazia. I molinisti (principalmente gesuiti) si preoccupano di mettere sempre
in salvo la libert umana. La polemica si riaperta diverse volte, ma non
mai stato definito il rapporto tra grazia e libert. Paolo V, nel 1607, senza
pronunciarsi sull'essenza del problema, proib ai difensori dell'una e
dell'altra opinione di tacciare di eresia i loro avversari (i bannesianisti
vedevano i molinisti tinti di pelagianesimo e questi consideravano quelli in
odor di calvinismo).
Bar.
In aramaico, " figlio di ". Lo si
trova nella composizione di molti nomi, come Bartimeo, Barabba, Bartolomeo,
Barnaba.
Barabba.
Malfattore preferito a Ges quando Pilato,
nel tentativo di salvare quest'ultimo, chiese ai giudei chi dei due volevano
che liberasse in occasione della festa di Pasqua.
Barnaba.
*Levita, originario di *Cipro. Si
chiamava Giuseppe, ma venne soprannominato dagli apostoli Barnaba, che
significa " figlio dell'esortazione " o " della consolazione
" (secondo At 4,36). Il nome di origine neo-babilonese e significa
" figlio (del Dio) Nabu ". " Proprietario di un campo, lo
vendette e ne consegn l'importo ai piedi degli apostoli " (At 4,37),
ovvero lo mise a disposizione di chi ne aveva bisogno nella comunit. Quando
Paolo venne a Gerusalemme, dopo la conversione, fu Barnaba che lo accolse e lo
present alla comunit cristiana, che lo guardava con sospetto, conoscendolo
come persecutore (cf At 9,27). Inviato ad *Antiochia, part con Paolo per il primo viaggio missionario.
Barocco.
Stile artistico che domin nel secolo XVII e
nella prima parte del XVIII, epoca dell'esaltazione cattolica di fronte al
protestantesimo. Si caratterizza per lo stile esuberante che esprime "
trionfalismo ", sicurezza, gioia di vivere. Predilige le linee curve,
arditi effetti prospettici, esuberanti decorazioni. Le pi alte realizzazioni
dell'arte barocca si ebbero a Roma con Gian Lorenzo Bernini (palazzo Barberini,
chiesa di Sant'Andrea in Quirinale, fontane di piazza di Spagna e piazza
Navona, porticato della piazza di San Pietro) e con Francesco Borromini (chiesa
di San Carlo alle Quattro Fontane, convento e oratorio di San Filippo Neri,
cupola di Sant'Ivo alla Sapienza, il palazzo di Propaganda Fide, la chiesa di
Sant'Agnese a piazza Navona). Sempre a Roma, ricordiamo il gusto decorativo
della chiesa del Ges. Allo stile barocco si improntano il palazzo del Louvre e
la reggia di Versailles. In Spagna, ricordiamo la chiesa della Madonna del
Pilar di Saragozza, l'opera scultorea degli " imagineros " spagnoli
Gregorio Hernndez, Martnez Montas, ecc.
Baronio, Cesare (1538-1607).
Appartenne all'Oratorio di San Filippo Neri e
fu cardinale. E noto, soprattutto, per la grandiosa storia della Chiesa che
giunge fino al 1198, intitolata Annali ecclesiastici, e pubblicata a partire dal 1588.
Basan.
Regione fertile ad est del *Giordano e del lago di *Genesaret, famosa per il suo bestiame, le sue greggi e le
possenti querce, pi volte citata nell'Antico Testamento.
Basilica.
Dal greco, basilik = reggia. Edificio pubblico romano nel quale si
amministrava la giustizia e si trattavano gli affari. Si chiamarono poi
basiliche le prime chiese cristiane erette dopo l'editto di Costantino sulle
aree delle basiliche civili. Oggi si dicono basiliche quelle chiese insigni
alle quali il papa ha conferito questo titolo per antichit o importanza. Il
titolo comporta speciali privilegi e, in tal senso, si distinguono basiliche
maggiori (San Pietro, San Paolo fuori le Mura, San Giovanni in Laterano, Santa
Maria Maggiore, San Lorenzo fuori le Mura, tutte a Roma) e basiliche minori (a
Roma e in altri luoghi).
Battesimo.
Primo sacramento dell'*iniziazione
cristiana, costituita da battesimo, *cresima ed *eucaristia. Il battesimo il sacramento che ci rende membri della Chiesa, ci
comunica la vita di figli di Dio (grazia) e ci libera dal *peccato (originale ed attuale).
Battista.
Vedi *Giovanni, 2.
Battistero.
Luogo destinato alla celebrazione del
battesimo. Pu essere un edificio a ci dedicato, oppure una parte di una
chiesa.
Bayo, Michele (1513-1589).
Teologo dell'Universit di Lovanio le cui
dottrine sulla grazia e sulla giustificazione preludono al *giansenismo. Nel tentativo di rendere accettabile la dottrina
cattolica ai protestanti, esprime la dottrina sul peccato originale, la libert
e la giustificazione in eccessiva sintonia con quella di Lutero e Calvino. Il
papa Pio V, nel 1567, condann 79 proposizioni o tesi di Bayo.
Beatificazione.
Rito con il quale un servo di Dio elevato
agli altari, vale a dire, proposto come modello di vita cristiana e si
permette di tributargli *culto. La
beatificazione un passo verso la *canonizzazione, nella quale il beato viene dichiarato santo. La
differenza tra beato e santo che al beato la Chiesa permette che si professi
culto pubblico unicamente in certi luoghi o ambienti; ad esempio, nella nazione
o zona nella quale nacque o visse o nella congregazione religiosa alla quale
appartenne, mentre al santo si pu rendere tale culto senza queste restrizioni.
Beatitudine.
Felicit, salvezza. Nella Bibbia abbonda il
genere letterario delle beatitudini. Nell'Antico Testamento, principalmente nei
salmi, esprimono soprattutto la felicit di cui gode chi serve Dio. Nel Nuovo
Testamento, l'esempio tipico sono le beatitudini pronunciate da Ges all'inizio
del *Discorso della montagna (cf
Mt 5,1.12; Lc 6,20.23). Ne troviamo molte altre nei Vangeli, in diverse lettere
e nell'Apocalisse.
Beato di Libana ( + 789).
Monaco passato alla storia soprattutto per il
suo commentario all'Apocalisse.
Per analogia, si chiama anche " beato
" un esemplare di quest'opera che contiene su una pagina il testo scritto
e su quella a fronte lo stesso contenuto in immagini. Sono rari e di
inestimabile valore.
Beato.
Il servo di Dio che stato beatificato.
Beelzebul.
O Beelzebub. E il nome che i farisei danno al principe dei demoni
(cf Mt 12,24; Mc 3,22; Lc 11,15).
Beggardi.
O beghini e beghine. Uomini, e soprattutto
donne, che, nei secoli XII e XIII, conducevano una vita di piet ed austerit
in solitudine o in comunit. Non appartenevano a istituti religiosi, ma
osservavano in larga misura gli stessi impegni. Nel secolo XIII e nei secoli
successivi, si indicano con lo stesso nome i seguaci di una setta condannata da
Clemente V e Bonifacio VIII. Nel secolo XIV, vengono cos chiamati i fedeli che
seguono la spiritualit francescana.
Beghine.
Vedi *Beggardi.
Bel.
Una divinit babilonese.
Beliar.
Nome dato nel giudaismo al demonio. San Paolo
lo contrappone a Cristo (2 Cor 6,15), per cui viene ad equivalere ad *Anticristo.
Bellarmino, Roberto, santo (1542-1621).
Dottore della Chiesa, teologo e cardinale. Il
suo catechismo, pubblicato nel 1598 (vedi *Astete), ebbe numerosissime edizioni. E sepolto nella chiesa
di Sant'Ignazio a Roma.
Benedettini.
Ordine religioso, fondato da san
*Benedetto, prototipo delle
congregazioni monastiche in Occidente. Sotto la regola benedettina, si
raccolsero diverse fondazioni indipendenti di monaci nel corso dei secoli; i
benedettini sono, pertanto, una famiglia con molte ramificazioni, attualmente
confederate. Benedettini sono stati pi di 40 papi, pi di 150 *cardinali e non meno di 20.000 tra *patriarchi, *arcivescovi e *vescovi, oltre a pi
di 15.700 importanti scrittori e letterati. Con una simile influenza, hanno in
larga parte forgiato la cultura europea. Giustamente, Paolo VI proclam san
Benedetto patrono d'Europa (cf EdlRC).
Benedetto da Norcia, santo (480-547).
Padre del monachesimo occidentale. E il
fondatore dei *benedettini. Nel
529, fond l'abbazia di *Montecassino.
Qui scrisse la Regola dei monaci,
modello di tutte le regole d'Occidente. Essa si ispira a due grandi principi:
il lavoro e la preghiera - " ora et labora ", il motto benedettino.
I monaci si dedicheranno al lavoro dei campi, allo studio e ad altre mansioni,
come la copiatura dei manoscritti, mentre il monastero diventer un luogo di pace
e di armonia fraterna oltre che di ospitalit.
Benedizionale.
Libro liturgico che contiene la dottrina
della Chiesa sulle benedizioni e i formulari per celebrare questo *sacramentale nelle pi diverse circostanze. Nella riforma
post-conciliare, fu pubblicato, nel 1984, dalla Congregazione per il Culto
Divino. La traduzione in lingua italiana venne pubblicata nel 1992.
Benedizione.
In senso ascendente, preghiera nella quale si
loda o si rende gloria a Dio e ai santi. In senso discendente, favore o
protezione concesse da Dio o dai santi. E anche la preghiera con la quale la
Chiesa implora la protezione di Dio sulle persone. Quando la Chiesa benedice
cose o luoghi in relazione con la vita umana, " lo fa tenendo sempre
presente gli uomini che utilizzano quelle cose e operano in quei luoghi "
(Benedizionale, n. 12). Si
distingue tra benedizione costituiva (permanente e irripetibile, per la quale un oggetto o
luogo rimane riservato al culto, come una chiesa) e benedizione invocativa (nella quale si chiede semplicemente a Dio la sua
protezione, per esempio la benedizione di un bambino). Nella Domenica di Pasqua
e in altre occasioni il papa elargisce una benedizione *urbi et orbi.
Beneficio ecclesiastico.
Rendita o altro tipo di utile annesso a un
ministero ecclesiale. L'attuale *Codice di Diritto Canonico dispone che, dove ancora esiste, sia poco a poco
eliminato (cf CIC 1272).
Berak.
Benedizione, preghiera di lode e azione di
grazia. E un genere molto abbondante nella *Bibbia, particolarmente nei *Salmi. Ve ne sono discendenti (Dio benedice) e ascendenti
(l'uomo benedice o loda Dio). Tra queste, le pi antiche sono quelle
pronunciate da *Melchisedek (cf Gn
14,17-20), da *Eliezer, il servo
di *Abramo (cf Gn 24,26-27) e da *Ietro, il suocero di *Mos (cf Es 18,9-11). Gli ebrei pronunciavano molte
benedizioni fin dalla preghiera del mattino e poi nella vita quotidiana:
particolarmente solenne era quella pronunciata nella notte di *Pasqua. Ges istitu l'eucaristia " pronunziata la
benedizione ", ovvero la solenne berak di Pasqua.
Berceo, Gonzalo de (ca. 1180-1246).
La prima figura storica della letteratura
spagnola. Chierico secolare in un convento benedettino, scrisse agiografie e
poemi mariani.
Berengario di Tours (+ 1088).
Cancelliere nella citt di Tours, la cui
dottrina, all'estremo opposto del crasso realismo sostenuto due secoli prima da
Pascasio Radberto (, 860), spiegava la presenza di Cristo nell'eucaristia in
modo non reale ma dinamico. La sua dottrina fu condannata. Pur essendosi
rifiutato numerose volte di accettare le condanne dei sinodi, mor alla fine
riconciliato con la Chiesa.
Bernardino di Sagunto (1499-1590).
*Francescano. Giunse in Messico nel 1529 e lavor infaticabilmente
tra gli indios. Con un gruppo di essi realizz studi su diversi aspetti della
loro vita (costumi, religione, vizi e virt, commerci, regime di propriet) e
perfino sulla conquista vista nella loro prospettiva. Scrisse una grammatica e
un dizionario azteco, oltre che una Historia general de las cosas de la
Nueva Espaa. Con altri francescani realizz
un colossale lavoro di etnografia. Il Consiglio delle Indie dubit
dell'opportunit di divulgare questi lavori per paura che contribuissero a
mantenere il *paganesimo; ma i
manoscritti vennero conservati e nel 1779 furono riscoperti.
Bernardo, san (1091-1153).
Monaco cistercense, fonda nel 1115 il
monastero di Chiaravalle, di cui diviene abate. Dar uno straordinario impulso
al suo ordine religioso, fondando quasi 70 abbazie, cio pi di due ogni anno.
Alla sua morte, 164 monasteri su 350 dipendono da Chiaravalle. I suoi scritti,
di manifesta impronta monastica, ebbero una vasta diffusione e una profonda
influenza. Contribu a riformare il monachesimo. Difese un ideale monastico
puramente contemplativo, ma fu anche un uomo d'azione. Predic anche durante la
seconda crociata.
Berretta.
Copricapo rosso che il papa consegna ai
cardinali quando li promuove a tale dignit.
Bersabea.
Citt all'estremit meridionale di Israele.
Per indicare tutto il paese, si diceva: " Da Dan a Bersabea ". Il
pozzo (Be'er) che diede nome alla citt fu scavato da Abramo.
Brulle, Pierre de (1575-1629).
Fondatore dell'Oratorio francese. Fu nominato
cardinale da Urbano VIII, che lo defin " l'apostolo del Verbo Incarnato
". Questo sar, infatti, il tema essenziale delle sue opere spirituali,
che ebbero grande influenza ai suoi tempi e furono poi seguite da diverse
scuole. Tra i suoi discepoli, san *Vincenzo de' Paoli.
Bestemmia.
Espressione ingiuriosa contro Dio o i santi.
Betania.
In ebraico, " casa del povero o casa di
Anania ". Villaggio situato a circa tre chilometri da *Gerusalemme, sul lato est del *Monte degli Olivi, sulla strada di *Gerico. Qui risiedevano i fratelli *Lazzaro, *Marta
e *Maria, amici di Ges, che a
volte veniva ospitato a casa loro assieme agli apostoli.
Betel.
In ebraico, " casa di Dio ". Nome
dato da Giacobbe al luogo nel quale, in sogno, vide una scala che univa la
terra al cielo. Qui Dio gli promise di proteggerlo e di dare ai suoi
discendenti quel paese (cf Gn 28,10.22). Fu, in seguito, il nome di un santuario
e poi di una citt, a 19 chilometri a nord di *Gerusalemme. Quando il regno di Israele e di Giuda si divisero,
alla morte di Salomone, Geroboamo, re del regno del nord, eresse a Betel (cos
come a Dan) un santuario con un vitello d'oro, per evitare che i suoi sudditi
andassero al tempio di Gerusalemme (cf 1 Re 12,29.33).
Betesda.
Vedi Bezaet.
Betlemme.
Si suole interpretare il nome come "
casa del pane ", anche se questa etimologia non certa. Citt a sette
chilometri a sud di Gerusalemme, la " citt di Davide ". In essa,
secondo Mt 2,1 e Lc 2,4.7, nacque Ges. A quei tempi avr avuto circa 2.000
abitanti, oggi ne ha circa 30.000.
Betsaida.
" Casa di pesca ". Piccola
cittadina del nord, sulle rive del lago di *Genesaret, a destra del *Giordano. Da essa venivano alcuni apostoli, almeno Filippo,
Pietro e Andrea. Ges rimprover questa citt, come fece con Cafarnao e
Corazin, per non aver fatto penitenza dopo aver udito la sua predicazione e
avere assistito ai suoi miracoli (cf Mt 11,21). Vi avvenne la guarigione di un
cieco (cf Mc 8,22.26).
Beza, Teodoro di (1519-1605).
Teologo calvinista francese. Succedette a
Calvino nella cattedra di teologia a Ginevra. Dotto umanista, don
all'Universit di Cambridge il *Codice che da lui prende il nome, uno dei principali manoscritti biblici.
Bezaet (o Betesda).
In ebraico, " casa di misericordia
". Grande piscina situata a nord del *tempio di *Gerusalemme. San Giovanni, nel narrare la guarigione di un paralitico in questo
luogo, dice che aveva cinque portici, il che, secondo le ricerche
archeologiche, non significa che fosse pentagonale, ma che era di forma
rettangolare allargata, divisa a met, in modo che venivano ad essere due
piscine unite (cf Gv 5). In essa si raccoglievano le acque piovane che, grazie
a un condotto sotterraneo, venivano utilizzate poi nel tempio.
Bibbia.
Termine greco, plurale di *biblos = libro. Il nome indica, quindi, il libro per
eccellenza. I greci dettero questo
nome ai *rotoli, perch la citt
di Biblos era un importante centro commerciale di rotoli di papiro. La Bibbia
il libro, o piuttosto l'insieme di libri, nei quali riconosciamo l'*ispirazione di Dio. Si divide in Antico Testamento e Nuovo Testamento.
L'AT comune a ebrei e cristiani; formato
dai libri scritti prima di Cristo. Si distinguono in quattro gruppi: a) *Pentateuco (la legge) b) Libri storici c) Libri
profetici d) Libri *sapienziali.
Il NT costituito dai libri scritti dopo
Ges. Si raggruppano in: a) *Vangeli b) *Atti
degli Apostoli c) *Lettere
e d) *Apocalisse.
La lista dei libri della Bibbia costituisce
il *Canone. Sono 45 nell'AT e 27
nel NT. Quelli ammessi senza discussione si chiamano protocanonici, che significa " i primi canonici "; quelli
che gli ebrei per l'AT e i protestanti (alcuni libri dell'AT e altri del NT)
non ammettono sono chiamati *deuterocanonici, vale a dire " riconosciuti canonici in un
secondo momento ". I credenti riconoscono la Bibbia come parola di Dio,
scritta sotto l'ispirazione dello Spirito Santo.
La Bibbia il libro del quale si sono copiate
a mano e poi stampate pi copie. L'AT venne scritto in ebraico, salvo alcune
piccole parti che furono scritte in aramaico e alcuni libri dell'ultima epoca
scritti in greco. Il NT fu scritto tutto in greco.
La Bibbia stata tradotta in quasi tutte le
lingue del mondo. Le principali traduzioni o versioni della Bibbia sono:
- Dall'ebraico al greco, detta dei *Settanta, che la pi importante. Quella di *Aquila, di Teodozione e di *Simmaco.
- Dall'ebraico all'aramaico esistono diversi
*targumin (= traduzioni). Esistono
anche antiche traduzioni siriache e copte e di altre lingue meno importanti.
- Le versioni latine principali sono: la *Vetus
latina e la *Vulgata. Nel 1979, stata pubblicata la *Neovulgata.
Bibbia dei poveri.
Figure dell'Antico e del Nuovo Testamento
che, negli ultimi secoli del medioevo, si presentavano in serie, accompagnate
da testi biblici o non biblici, pi accessibili economicamente delle edizioni
della Bibbia, anche se non alla portata dei poveri. Questo nome, dato pi
tardi, risponde pi che altro alla forma in cui erano presentate. Vengono
chiamate cos anche le raffigurazioni bibliche sulle pareti delle chiese,
comprensibili anche da coloro che non sanno leggere.
Bigamia.
Lo stato di chi bigamo, ovvero ha due mogli
o due mariti. Vedi *Poligamia.
Bilocazione.
Il trovarsi simultaneamente in due luoghi
diversi. I casi descritti in alcune vite di santi, ad esempio quella di san
*Martino di Porres, data
l'impossibilit fisica, si cerca di spiegarli come apparenze o altri modi di
intervento soprannaturale.
Binazione.
Facolt data a un sacerdote di celebrare la
messa due volte nello stesso giorno. In questo caso si dice che bina (cf CIC 905,2).
Bioetica Morale della vita.
E la parte dell'etica, o della morale, che
tratta del comportamento umano in relazione all'origine della vita e al suo
sviluppo.
Bisanzio.
Vedi *Costantinopoli.
Bitinia.
Regione nord-occidentale dell'*Asia Minore. Ai tempi del Nuovo Testamento era provincia romana
(cf At 16,7; 1 Pt 1). *Plinio il Giovane, governatore di questa provincia, uno dei primi scrittori non
cristiani a parlare di Cristo e dei cristiani nella lettera all'imperatore
Traiano verso l'anno 112.
Bizantina, Arte.
Arte sviluppatasi nell'ambiente
romano-ellenistico. Si caratterizza per il simbolismo (in opposizione al
naturalismo) e per la sua rigidit ieratica. Nell'architettura, rappresentata
tipicamente da Santa Sofia a Costantinopoli e, in Occidente, da San Marco a
Venezia e San Vitale a Ravenna.
Boanerghes.
" Figli del tuono ". Questo
soprannome viene dato nel Vangelo a Giacomo e a suo fratello Giovanni per il
loro carattere impetuoso, che dimostrano, ad esempio, quando pensano di far
cadere un fuoco dal cielo contro i samaritani che non vogliono ricevere Ges e
i suoi accompagnatori in viaggio verso Gerusalemme (cf Mc 3,17 e Lc 9,51.56).
Bodmer.
Nome con il quale si designano una serie di *papiri del Nuovo Testamento. I pi importanti sono Bodmer II
e Bodmer XIV-XV, del secolo III, che contengono la maggior parte dei Vangeli di
Luca e Giovanni.
Boezio, Anicio Manlio Torquato Severino
(ca. 480-524).
Di nobile famiglia romana, studi ad Atene.
Tradusse in latino alcune opere di filosofi greci. Scrisse trattati di
filosofia, musica e teologia. E stato definito " l'ultimo dei filosofi
romani e il primo dei teologi scolastici ". Per aver difeso l'ex-console
Albino di fronte all'imperatore ostrogoto Teodorico, fu accusato di tradimento
e sacrilegio (astrologia), incarcerato, torturato e messo a morte. Scrisse in
carcere la sua opera pi famosa, De consolatione philosophiae. A volte lo si considera martire, anche se la causa
della sua morte fu pi politica che religiosa. Leone XIII approv il suo culto
nel 1883. E sepolto a Pavia.
Bolla.
Documento della massima importanza firmato
dal papa. E cos detta dal bollo di piombo che vi si sospende con una funicella
a mo' di sigillo, sul quale impresso da un lato l'effigie degli apostoli
Pietro e Paolo e dall'altro il nome del papa. Le prime parole della bolla,
scritta sempre in latino, danno il nome al documento.
Bolland, Jan van (1596-1665).
Gesuita fiammingo, inizi la compilazione
degli Acta Sanctorum, ovvero lo
studio critico sui documenti originali e la pubblicazione della storia dei
santi, secondo l'ordine del calendario liturgico (vedi *Agiografia).
Bollandisti.
Gesuiti continuatori della monumentale opera
iniziata da padre *Bolland.
L'quipe di lavoro, ai nostri giorni, composta da cinque studiosi.
Bosco, Giovanni, santo (1815-1888).
Fondatore degli Oratori salesiani (1846) per ragazzi poveri e abbandonati, della Societ
di san Francesco di Sales o Salesiani (1859) e, con Madre *Mazzarello,
dell'istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice (1872). Caratteristica della sua azione catechistica
sono gli oratori festivi, che implicano un modo particolare di educare. La sua
vastissima attivit diede vita a scuole di educazione professionale, ospizi,
pensionati, ecc., diffusi in tutti i paesi del mondo. Fu canonizzato da Pio XI
nel 1934.
Bossuet, Jacques-Bnigne (1627-1704).
Vescovo di Meaux, buon oratore, ebbe grande
influenza nella politica religiosa del suo tempo. Redasse i quattro articoli
della Dichiarazione in cui si condensa il *gallicanesimo. In seguito alle sue pressioni, unite a quelle di
Luigi XIV, Roma condann 23 proposizioni di Fnelon, accusate di *quietismo (1699). Bossuet fu anche uno scrittore prolifico: Sermoni,
Orazioni funebri, Discorso sulla storia universale.
Brahma.
Suprema divinit ind. E l'organizzatore del
mondo; personifica la parola sacra o saggezza. Si manifesta come Trimurti
(Trinit), costituita da Brahma, principio creatore, Visn, principio
conservatore, e Siva, principio distruttore. Viene rappresentato con quattro
teste, espressione della sua saggezza. E il regolatore del *karma.
Brahmani o bramini.
Membri della *casta sacerdotale, la prima delle quattro caste in cui si
divide la societ ind. Sono educati alla conoscenza dei *Veda, ai riti e alle osservanze religiose. Sono divisi in
numerose sottocaste. Attualmente, a parte il loro speciale rapporto con la
religione, sono la classe pi colta ed occupano le professioni pi prestigiose.
Breviario.
Dal latino breviarium = compendio. Veniva cos chiamato il libro o i libri
che contenevano l'ufficio divino o preghiera ufficiale della Chiesa, in quanto
forma abbreviata della struttura antica. La riforma successiva al Vaticano II
ha sostituito questo nome con quello di *Liturgia delle Ore; si usa ancora, ma meno spesso, il nome ufficio
divino.
Budda.
In sanscrito, " l'illuminato, lo
svegliato ". Epiteto con il quale indicato il principe indiano
Siddharta-Gotama, (ca. 563-483 a.C.) fondatore della religione buddista.
Buddismo.
Sistema di dottrina e di vita che prende il
suo nome da *Budda. Il buddismo
cerca la pace e la serenit nella soppressione di qualsiasi desiderio. Il suo
ideale il raggiungimento del *Nirvana (" estinzione "), una specie di estasi nella quale si
estinguono tutti i desideri. Il buddismo crede nella reincarnazione (vedi *Metempsicosi). E molto diffuso in Oriente. E normalmente
considerato una delle grandi religioni, bench alcuni esitino a riconoscerlo
come tale, dato che non comporta la fede esplicita in un Dio personale.
Bultmann, Rudolf.
Vedi *Demitizzazione e *Mito.
C
Caaba
Vedi *Kaaba.
Cabala.
Dall'ebraico Kabbalah = tradizione. Sistema filosofico-teologico che, in
circoli mistici ebraici e cristiani del Medio Evo (dal sec. XIII in poi)
analizzava la Bibbia ricorrendo ad anagrammi, combinazioni di lettere e scienze
occulte (*Astrologia, *Negromanzia,
eccetera) per scoprirne il senso. Oggi indica il tentativo di scoprire una cosa
per mezzo di calcoli *superstiziosi.
Cafrnao.
Al tempo di Ges, importante citt sulla riva
nord-occidentale del lago di *Gensaret, circa 4 km ad ovest dal luogo dove sbocca il *Giordano. Ges vi fiss la base del suo ministero pubblico e vi
oper molti miracoli (guarigione della suocera di Pietro, del servo di un
centurione...). Qui, insegnando nella sinagoga, annunci il suo messaggio, ma
non venne accolto, ed egli ne annunci la rovina imminente con la citt di *Betsaida. Dopo gli scavi archeologici, all'inizio del secolo
XX, stata parzialmente ricostruita la sinagoga (Mt 4,13; 8,5; 11,23; 17,24;
Mc 1,21; 2,1; 9,33; Lc 4,23; Gv 2,12; 4,46; 6, 17.24.59...).
Cifa.
*Sommo sacerdote di Gerusalemme (dal 15 al 36 d.C.) e presidente del *sinedrio che condann Ges. Era suocero di *Anna. Fu persecutore dei primi cristiani (Mt 26, 3.57s.;
Lc 3,2; Gv 18,13 ss.; At 4,6; 5,17).
Caino.
Primogenito di Adamo ed Eva. Faceva il
contadino e uccise per invidia suo fratello *Abele. Dio lo condann a vivere una vita errante, ma gli
impose anche un segno perch nessuno lo colpisse. Come per l'insieme dei primi
undici capitoli della *Genesi, non
bisogna prendere questo racconto in un senso storico letterale; si tratta,
piuttosto, di teologia in forma di storia. Caino il prototipo dell'uomo
malvagio che si disinteressa dei suoi fratelli.
Calcedonia.
Antica citt dorica, oggi sobborgo di
Istanbul, dove nel 451, per iniziativa dell'imperatore Marciano, si radun il
IV *concilio ecumenico, che
condann la dottrina di *Eutiche e
defin il dogma delle due nature di Cristo.
Calendario.
Suddivisione del tempo nel corso dell'anno.
Sono esistiti ed esistono svariati calendari. Ci interessano qui il calendario
ebraico al tempo di Ges e il calendario liturgico.
Gli ebrei usavano il calendario di dodici
mesi lunari (354 giorni: 28 giorni al mese), sebbene tenessero conto anche del
calendario degli agricoltori, aggiungendo un mese in pi ogni tre anni. In
questo calendario, le feste cadevano sempre nello stesso giorno della
settimana. L'anno iniziava con il primo mese della primavera, *Nisan. Gli esseni seguivano un calendario solare: dodici
mesi di trenta giorni, pi un giorno aggiunto ogni trimestre. Anche in questo
sistema, le feste cadevano sempre nello stesso giorno della settimana. Qualcuno
ritiene che, secondo questo calendario, l'*Ultima cena potrebbe avere avuto luogo il marted e non il
gioved (cf X. Lon-Dufour, Dizionario del Nuovo Testamento, alla voce: Calendario).
La Chiesa ha il proprio calendario nel quale
combina l'anno civile con quello liturgico (v. *Anno liturgico). Alcune feste del Signore (Natale, Presentazione al
tempio, Incarnazione, Trasfigurazione, ecc.) e le feste dedicate a Maria e ai
santi sono fissate secondo il calendario civile, in quanto i tempi dell'anno e altre feste hanno un'ubicazione mobile.
Calende - Idi.
Nell'antica Roma, le calende erano il primo
giorno del mese. Poich usavano il sistema dei mesi lunari, tutti i mesi erano
uguali. A partire da quel primo giorno, contavano all'indietro fino al giorno
successivo alle idi, che era il giorno del plenilunio. Nel calendario solare di
Giulio Cesare, le idi erano il giorno 15 dei mesi di marzo, maggio, luglio e
ottobre e il 13 degli altri mesi. Dalle idi si contavano all'indietro i sette
giorni precedenti, in modo simile a quel che si faceva per le calende. Nel
Martirologio della Chiesa Romana si usava questo sistema di calcolo.
Calice.
Coppa o vaso che il sacerdote adopera per
consacrare e bere il vino nella celebrazione eucaristica.
Calunnia.
Affermazione falsa e denigrante. Si
differenzia dalla diffamazione per la falsit di quanto si afferma, il che ne
aumenta la gravit oggettiva.
Calvario.
Dal latino, calvaria = teschio; calco sull'aramaico Gylgaltha = luogo del teschio. Il nome sarebbe dovuto alla
forma tonda e brulla della collina presso *Gerusalemme dove avvenivano le crocifissioni durante la
dominazione romana. Un'altra spiegazione quella che i teschi delle vittime vi
restassero esposti. Vedi *Glgota.
Calvinismo.
Dottrina di G. *Calvino. Pi strutturata teologicamente del luteranesimo,
afferma con forza la trascendenza di Dio. Ha un concetto della Chiesa pi
organizzato. Si caratterizz subito per la sua rigidezza e combattivit. Non si
estese per l'adesione dei territori, ma ad opera di individui e di gruppi.
Calvino, Giovanni (1509-1564).
Nato a Noyon (Francia). Verso il 1533-1534
adott molte delle idee di Lutero portandole alle conseguenze pi radicali, in
particolare giungendo, dalla negazione del libero arbitrio, alla pi dura espressione
della predestinazione: tanto per la salvezza quanto per la condanna, vige
fatalmente la *predestinazione di
Dio. Poich nella Francia di Francesco I non venivano tollerati i non
cattolici, si stabil a Ginevra, che, pur appartenendo all'Impero tedesco, era
di fatto indipendente. Ottenuto il dominio della citt, vi stabil un sistema
di governo teocratico, retto da lui stesso con durezza fino alla sua morte,
salvo qualche breve intervallo durante il quale ne fu esiliato. Perseguit i
suoi oppositori, molti dei quali furono da lui fatti giustiziare, come Miguel
Servet, scrittore e medico spagnolo, scopritore della circolazione polmonare
del sangue, arso vivo nel 1553. Teodoro Beza fu, come teologo, il suo miglior
collaboratore.
Camera apostolica.
Ufficio della *Curia Romana che amministrava i beni temporali della *Santa
Sede. Oggi svolge una certa funzione
durante la cosiddetta *Sede Vacante.
E presieduto dal cardinale camerlengo.
Camerlengo.
*Cardinale che presiede la *Camera Apostolica. Durante la sede vacante, responsabile
dell'amministrazione temporale del *Vaticano. Constata formalmente la morte del papa e predispone
il *Conclave.
Camice.
Tunica di lino bianca, stretta ai fianchi dal
*cingolo, usata dal ministro sacro
nella celebrazione liturgica. Vedi *Alba.
Cana.
Nome di diverse citt palestinesi ai tempi di
Ges. La pi famosa Cana di Galilea, patria di *Natanaele (Gv 21,2). Ges vi guar a distanza il figlio di un
funzionario reale (Gv 4,46-53). In questa citt, Ges fece il suo primo miracolo
ad uno sposalizio, tramutando l'acqua in vino (Gv 2,1,11).
Cnaan.
Regione dai limiti piuttosto imprecisi, che
si estendeva a nord fino a *Ugart
e a sud fino all'*Egitto,
comprendente il Libano, la Siria e quello che poi divenne il paese di Israele.
In questo ambiente culturale nacque la scrittura cuneiforme. Vedi *Terra
Promessa.
Cancelliere.
Segretario ufficiale della *curia
diocesana, " il cui incarico
principale... consiste nel provvedere che gli atti della curia siano redatti
compiutamente, e siano custoditi nell'archivio della stessa " (CIC 482).
- Gran cancelliere. La massima autorit in una universit pontificia, in
quanto delegato del papa. E di solito il vescovo della citt nella quale si
trova l'universit.
Candace.
Titolo o nome proprio dei sovrani di Etiopia,
(v. At 8,27) simile, ad esempio, a quello di *faraone in Egitto (cf X. Lon-Dufour, DNT, v. Candace).
Candelabri.
Utensili, generalmente metallici, atti a
reggere le candele. Nella *messa,
si accendono in maggior o minor numero secondo il grado di solennit. Si
consiglia di non metterli sull'altare, poich l'altare simbolo di Cristo e
non vi si dovrebbe porre che il pane e il vino, che devono essere o sono gi
stati consacrati, oltre al messale.
Candelabro.
E' famoso il candelabro d'oro a sette
bracci (Es 25,31.39) che si trovava
nel *tempio di Gerusalemme e che
costituiva l'univa fonte di luce nel santuario. Divenne il simbolo
dell'ebraismo. Nel NT compare varie volte come simbolo delle Chiese,
specialmente nell'*Apocalisse
(1,12.13.20; 2,1.5; 11,4).
Candombl.
Culto sincretista afro-brasiliano praticato
nella regione di Bahia. Riunisce elementi africani, *animisti, *spiritisti, indigeni, *occultisti e
cattolici. Riconosce un Essere supremo e Creatore chiamato, a seconda delle
regioni, Olorum, Zambi, o Zaniapombo, che governa il mondo tramite altre divinit chiamate, secondo i
diversi gruppi umani: *Orixs (il
cui padre e capo *Oxal), Voduns o Inkices.
Il termine candombl designa anche il luogo dove si svolge il culto. Si
tratta di case situate generalmente in luoghi periferici e di difficile
accesso. Nella sala c' un luogo riservato ad un altare cattolico con immagini
di santi, in qualche modo identificati con le proprie divinit. Nel candombl
esiste una gerarchia, nella quale la volont del capo (uomo o donna che sia)
legge sia dentro che fuori del culto. In generale, sono le donne a esercitare
le funzioni pi permanenti (C. Folch Gomes, Macumba, 17 e ss.).
Cannibale.
Chi mangia carne umana, generalmente
determinate parti del corpo, nel corso di celebrazioni rituali con danze, balli
e sacrifici, credendo di assimilare lo spirito della vittima. Spesso vengono
considerati sinonimi cannibale e
antropofago, ma non cos: l'antropofago mangia carne umana perch gli piace come cibo, senza la connotazione
religiosa e rituale che caratterizza il cannibale. Ancora oggi, esistono nell'Africa centrale trib che
praticano il cannibalismo.
Cano, Melchor (1509-1560).
Domenicano spagnolo che prese parte al
concilio di Trento come teologo. La sua opera principale, De locis
theologicis, lo indica come uno dei
pi importanti autori della teologia dominante da Trento fin quasi ai nostri
giorni.
Canone.
In greco, letteralmente, significa "
regola ", prima in senso materiale, poi in senso figurato. Il canone dei
libri sacri la lista dei libri che la Chiesa riconosce ispirati da Dio e,
pertanto, sono normativi per la fede e per la vita. Vedi *Bibbia.
Nel linguaggio liturgico, indica la grande
" preghiera eucaristica ". Vedi *Messa: Parti.
Canonico.
Sono chiamati canonici i *chierici membri del capitolo di una cattedrale o collegiata, a
cui spetta " assolvere alle funzioni liturgiche pi solenni " o altri
compiti a loro affidati (cf CIC 503 e ss.). Dal secolo XII, accanto ai "
canonici regolari ", che vivono in comunit sotto una *regola, compaiono i " canonici secolari ", che non
fanno pi vita in comune, ma continuano ad occuparsi del servizio religioso
della cattedrale o collegiata, soprattutto nella celebrazione della *liturgia
delle ore.
Canonizzazione.
Dal greco, " inserire nel canone ".
L'inclusione di un beato nel canone dei santi, con decreto del papa che ne
autorizza la venerazione nella Chiesa universale.
Canterbury.
Citt dell'Inghilterra. Fu il primo centro
cristiano della Britannia. Il papa san Gregorio Magno (590-604) vi invi monaci
*benedettini con sant'Agostino di
Canterbury, primo vescovo di questa sede. Attualmente, sede dell'arcivescovo *primate della Chiesa *anglicana.
Cantico dei cantici.
Il nome equivale a un superlativo: il cantico
per eccellenza. Attribuito a *Salomone (Ct 1,1), secondo l'antica consuetudine di dare alle opere un autore
famoso, uno dei libri *sapienziali
dell'AT. Si ritiene sia stato composto verso il V o IV secolo a.C. E una
raccolta di canti d'amore. Alcuni lo hanno interpretato in senso *allegorico, con riferimento all'amore tra Dio e il suo Popolo.
Altri vi vedono espresso l'amore umano come realt creata da Dio e degna di
essere cantata. Su questa base, serve per esprimere mirabilmente l'amore tra
Dio e l'uomo, tra Cristo e la sua Chiesa e questo giustifica la stima che ne
ebbero mistici come san Giovanni della Croce e altri uomini spirituali.
Capitalismo.
Sistema socio-economico che assume forme
diverse all'interno dei seguenti principi, seguiti pi o meno rigidamente: a) i mezzi di produzione sono propriet di privati, sia
individui che societ; b) la
produzione e la distribuzione dei beni dipendono dalle leggi del mercato,
fondamentalmente dalla legge dell'offerta e della domanda: i salari e i prezzi
sono regolati da questa stessa legge; c) libert di iniziativa privata, stimolata dall'incentivo del massimo
guadagno possibile per il privato. Di fatto, queste basi, rigorosamente
applicate nel secolo XIX, oggi non sono ammesse, ma il neocapitalismo le professa in forma pi o meno mitigata, assieme
all'intervento dello Stato o ad una prospettiva socializzante. Il capitalismo
viene ad essere equivalente al liberalismo economico (cf DAP-VD).
Capitoli e versetti.
Nella Bibbia, ognuna delle parti nelle quali
si divide un libro (alcuni libri sono cos corti che non si dividono: le
lettere 2 e 3 di Giovanni, quella di Giuda, quella di Filemone). Anche i
manoscritti antichi presentano il testo diviso in sezioni, per una pi facile
distribuzione nelle letture liturgiche. L'attuale divisione in capitoli la
realizz Stephen Langton nel 1206,
quando era maestro a Parigi (diventer poi arcivescovo di Canterbury). Nel
1550, Robert Estienne divise i
capitoli in *versetti, che
facilitano la citazione esatta e la rapida ricerca di qualsiasi testo.
Capitolo.
" Il capitolo dei canonici, sia
cattedrale sia collegiale, il collegio di sacerdoti al quale spetta assolvere
alle funzioni liturgiche pi solenni nella chiesa cattedrale o collegiale;
spetta inoltre al capitolo cattedrale adempiere i compiti che gli vengono
affidati dal diritto o dal vescovo diocesano " (CIC 503).
Cappadocia.
Regione dell'*Asia Minore, provincia romana dall'anno 17 a.C. E menzionata in
At 2,9 e in 1 Pt 1,1. Nella storia della Chiesa sono famosi per i loro scritti
alcuni *Padri della Chiesa detti Padri
Cappadoci (san Basilio, san Gregorio
Nazianzeno, san Gregorio di Nissa).
Cappella.
Luogo di culto destinato a un gruppo
particolare, come i residenti in un ospedale, in un collegio, in un quartiere.
Appartiene all'ambito di una *parrocchia.
Cappellano.
Sacerdote incaricato di prendersi cura di una
*cappella o di un gruppo di fedeli
normalmente pi piccolo di quello di una *parrocchia, come una comunit religiosa, un collegio,
un'universit, un gruppo omogeneo, ecc.
Cappuccini.
Vedi san *Francesco d'Assisi.
Carattere.
In psicologia, l'" insieme delle qualit
e degli atteggiamenti che configurano il modo di essere di una persona ".
Al temperamento, che risulta dai
caratteri ereditati, si aggiungono le caratteristiche acquisite.
In teologia, " il marchio spirituale
indelebile che producono nella persona i *sacramenti del *battesimo, della *confermazione e
dell'*ordine, i quali, appunto per
questo, sono irripetibili.
Cardinale.
Dal latino, cardo = cardine. *Prelato nominato dal papa con una duplice missione: essere
collaboratore del Santo Padre nelle questioni pi importanti (vedi *Concistoro) ed eleggere il nuovo pontefice, con il Collegio
Cardinalizio riunito in *Conclave,
quando si verifica la *Sede Vacante.
Il titolo di cardinale compare verso il secolo X o XI; i primi furono i 25
presbiteri incaricati delle parrocchie di Roma, in quanto pi immediati
ausiliari del loro vescovo, il papa. Erano cardinali-presbiteri. Pi tardi si aggiunsero gli altri due gruppi oggi
esistenti. Dall'anno 1059, per decisione del *sinodo di Roma, sanzionato dal papa Nicola II, fu riservata a
loro l'elezione del papa. Dal 1586, furono ammessi anche gli stranieri. Ci sono
tre gruppi di cardinali: a) Cardinali-vescovi, che sono i titolari delle diocesi suburbicarie
(fuori dalle mura di Roma o nel circondario della citt) e, per decisione
successiva al concilio Vaticano II, i patriarchi orientali elevati al
cardinalato (che conservano il titolo della propria sede patriarcale); b) Cardinalipresbiteri, e c) Cardinali-diaconi. A questi due ordini si assegnano rispettivamente
titoli o diaconie (chiese) a Roma. Anche se in altre epoche vi sono stati dei
cardinali secolari e, fino alla convocazione del concilio Vaticano II,
cardinali presbiteri, oggi essi sono designati tutti tra i vescovi o sono
consacrati tali prima della loro investitura. I cardinali che hanno compiuto 80
anni non possono pi partecipare al conclave per l'elezione del papa (cf CIC
349-359).
Cardinale decano.
Vedi *Decano.
Carisma.
Dono di Dio a una persona per il bene della
comunit. Pu essere straordinario, come il dono di fare miracoli o di parlare
le lingue, ma normalmente sono qualit non straordinarie, per esempio la
chiamata alla vocazione religiosa, o una speciale sensibilit nel cogliere il
bisogno dei poveri. In tempi recenti, c' stato un risveglio di interesse per
lo Spirito Santo e per i suoi doni nei gruppi chiamati carismatici o di rinnovamento carismatico. Carisma e *gerarchia non sono elementi contrapposti, ma complementari: uno
pi attento a ci che vitale, l'altro a ci che istituzionale, ma non in
forma esclusiva, salvo casi di deviazione. Come indica san Paolo (cf 1 Cor
12,28), l'azione stessa di governare un carisma, poich la corretta visione
del governo quella del servizio alla comunit.
Carit.
Amore soprannaturale, riversato in noi dallo
Spirito Santo (cf Rm 5,5). La carit (da carus = di grande valore) l'unica virt che permane anche
nell'aldil (cf 1 Cor 13,8). Non solo la prima delle virt, ma appartiene a
un ordine diverso, superiore, definitivo; le altre valgono unicamente in quanto
aiutano ad incrementare la carit o ne sono informate, poich questa configura
il modo di essere di Dio stesso e ci fa partecipare della sua ricchezza e
felicit, cos come, grazie all'amore per un'altra persona, facciamo nostre la
sua ricchezza, la sua felicit o il suo dolore.
Caritas.
Termine latino che significa " carit
". Ai nostri giorni designa un'organizzazione della Chiesa che funziona
nella maggior parte dei paesi. Ad essa fa capo gran parte delle offerte di
beneficenza di cui regola la distribuzione, sia nel paese d'origine, sia nei
paesi pi colpiti dalla povert, soprattutto con progetti concreti che aiutino
a migliorare le condizioni dei gruppi emarginati. Altre organizzazioni, in
parte simili alla Caritas, sono, tra le pi importanti: Misereor (espressione latina che significa " provo
compassione ") e Adveniat (in
latino, " venga ", dal Padre Nostro: " venga il tuo Regno "). Queste funzionano
in paesi ricchi, come la Germania, e destinano i loro fondi a paesi del Terzo
Mondo secondo dei progetti molto concreti.
Carlo Borromeo, san (1538-1584).
Nipote del papa Pio IV, che lo nomin
cardinale e suo segretario a ventun anni. Influ in maniera decisiva sullo zio
per il bene della Chiesa. Arcivescovo di Milano, mise in atto con grande zelo
la riforma avviata dal concilio di *Trento, dando un esempio che sarebbe stato seguito da molti anche nel secolo
successivo.
Carlomagno (742-814).
Re dei Franchi dal 768 e in seguito
imperatore. Opponendosi alle pretese del re longobardo, conferma e amplia le
donazioni che suo padre, Pipino il Breve, aveva fatto al papa Stefano II (vedi *Stati
pontifici). Fu coronato imperatore
dal papa Leone III nel Natale dell'anno 800. Diede impulso alle lettere, favor
il risorgere della *teologia,
nonch della vita cristiana. Promosse il rinnovamento della *liturgia, per quanto, nello spirito dell'epoca, fu una riforma
pi ritualista che vitale. D'accordo con i papi, oper affinch i diversi paesi
adottassero la liturgia romana.
Carmelitani.
Ordine monastico che si ispira al profeta
Elia, ritiratosi con *Eliseo a
vita eremitica sul monte *Carmelo,
da cui prendono il nome. Si ritiene fondatore dell'ordine l'inglese san Simon
Stock, nel secolo XIII (ordine *mendicante *contemplativo. Nel secolo XVI, santa *Teresa di Ges realizz la riforma prima delle religiose e poi, con
san *Giovanni della Croce, dei
religiosi. Da allora l'ordine si divide in due rami: quello dell'antica
Osservanza e i Carmelitani Scalzi o Riformati.
Carmelo.
Monte, o meglio catena montuosa, nel nord
della *Palestina, che dall'odierno
porto di Haifa, nel Mediterraneo, si protende verso sud-est. Il profeta Elia vi
avrebbe riunito una scuola di asceti e qui situata la lotta con i profeti di
Baal (1 Re 19,46s; 2 Re 2,25; 4,25).
Carne e sangue.
Espressione aramaica che designa l'uomo,
sottolineando l'aspetto fragile e limitato della sua natura (cf Mt 16,17).
Carran Harran.
Antica citt nel nord della *Mesopotamia, importante per la sua ubicazione nelle rotte
commerciali. Vi si trasfer *Abramo
dopo aver lasciato *Ur dei Caldei
(cf Gn 11,31) e da essa part per i successivi viaggi (cf Gn 12,5; 24,10;
27,43).
Cartagine.
Antica citt dell'Africa settentrionale,
situata presso l'odierna Tunisi. Nei primi secoli fu il centro principale del
cristianesimo in Africa e patria di figure illustri come *Tertulliano e san Cipriano. Vi si celebrarono numerosi sinodi o
concili nei secoli III, IV e V.
Cartesio.
Vedi *Descartes, Ren.
Casel, Oddo (1886-1948).
Monaco *benedettino del monastero di Maria Laach, nella Renania tedesca,
principale esponente della riforma e del rinnovamento liturgico che vanno sotto
il nome di *teologia dei misteri.
Casistica.
Studio della morale basato su singoli casi concreti,
per dedurne norme di condotta. Negli ultimi secoli, questo approccio allo
studio della morale fin con l'impoverirla, degenerando in una presentazione
della legge divina spersonalizzata e minimalista (che si contenta di fare il
minimo). La reazione positiva stata la visione della morale come risposta
generosa alla legge di Dio, data per il nostro bene.
Caste.
I distinti gruppi di abitanti di un paese
che, per motivi religiosi, politici, di nascita, ecc., costituiscono un insieme
chiuso. L'India il paese nel quale il sistema delle caste divide e stratifica
pi profondamente le persone in classi superiori ed inferiori, che praticano
una rigida endogamia (matrimonio all'interno del gruppo).
Castel Gandolfo.
Comune in provincia di Roma, presso il lago
Albano, dove la *Santa Sede
possiede una residenza estiva per il papa, iniziata nel 1628 su disegno di C.
Maderno. Questa propriet fa parte dello stato del *Vaticano, in virt dei Patti *Lateranensi del 1929.
Castit.
Virt che consiste nel dominio e nell'ordinamento
dell'appetito sessuale. Si distinguono: castit celibataria, castit
matrimoniale, castit consacrata. Quest'ultima quella praticata dai religiosi
per voto al fine di coltivare un amore pi disinteressato verso Dio e verso il
prossimo (vedi CIC 599).
Csula.
Indumento liturgico a forma di mantello senza
maniche e con un'apertura al centro per passarvi la testa. Si veste sopra al *camice. Vedi *Pianeta.
Catacombe.
Gallerie sotterranee, generalmente con varie
derivazioni ed anche su diversi livelli, destinate anticamente a seppellire i
morti. Durante le persecuzioni, i cristiani vi si riunivano per celebrare i
misteri.
Catafatica.
Vedi *Apofatica.
Ctari.
In greco, katharos = puro. Seguaci di una setta eretica apparsa in
Europa - regione del Reno, Italia e, soprattutto, sud della Francia - nel sec.
XII. In un contesto storico che perseguiva con urgenza l'ideale della riforma
ecclesiale, si diffusero rapidamente, specie nelle classi inferiori, grazie
alla predicazione e alla vita morale dei loro membri; in campo dottrinale,
invece, professavano idee dualiste, a volte respingendo l'Antico Testamento e
rifiutando l'autorit ecclesiastica e i sacramenti. Ripetutamente condannati,
la loro repressione gener perfino delle guerre che insanguinarono il sud della
Francia. Nei secoli seguenti, i domenicani, grazie alla forza della loro
dottrina, e i francescani, per l'ideale di vita evangelica che incarnavano,
furono decisivi nell'estinzione di questa setta e del movimento che formavano
con altri simili.
Catarsi.
In greco, " purificazione ".
Tecnica o modo di dire che permette di liberarsi dai conflitti interiori consci
o inconsci. Come tecnica terapeutica, utilizza il rivivere il conflitto per
assimilare in modo sano la situazione. " Per estensione, sentimento di
purificazione o liberazione suscitata da qualche esperienza causata da
qualsiasi opera d'arte ".
Catechesi.
Dal greco, katecheo = istruisco a viva voce. Istruzione nella fede. Si
differenzia dal *krigma, primo
annuncio gioioso, in quanto la catechesi una formazione sistematica e
completa, secondo il livello delle persone.
Ecco una definizione descrittiva della
catechesi: " E quella tappa (o periodo intensivo) dell'itinerario di
evangelizzazione, in cui si danno ai cristiani le basi per comprendere,
celebrare e vivere il vangelo del regno, al quale hanno aderito, e per
partecipare attivamente alla realizzazione della comunit ecclesiale e
all'annuncio e diffusione del vangelo. Questa formazione cristiana, integrale e
fondamentale, ha come meta la confessione di fede.
In questa descrizione, si sottolinea: la sua
dimensione temporale (un periodo),
il suo carattere fondamentale
(insegnamento elementare o iniziale), che deve essere integrale, comunitaria, in rapporto con la liturgia, missionaria, parte della conversione
e che ha come meta la confessione di fede (cf Com. Episc. de Ens. y Cat. Esp., La Catequesis de la Comunidad, 171).
Catechesi tradendae.
*Esortazione apostolica del papa Giovanni Paolo II, pubblicata il 16101979
(primo anniversario del suo pontificato), nella quale raccoglie la dottrina del
sinodo dei vescovi riunitosi nell'ottobre del 1977 sul tema della catechesi. Il
ritardo della sua uscita si deve alla scomparsa di Paolo VI e di Giovanni Paolo
I, intervenuti anch'essi nell'elaborazione del documento. Ges al centro di
questa esortazione pastorale. Nei primi capitoli predomina il carattere
dottrinale, per scendere poi ad aspetti pi pratici. Indicativa del carattere
ottimista, dinamico e gioioso di questo documento, pu essere la frase: "
Bisogna formare dei cristiani sicuri nell'essenziale, e umilmente felici della
propria fede " (n. 61) (cf Introd. PPC).
Catechetica.
Disciplina teologico-pastorale che studia
tutto ci che si riferisce alla *catechesi: catechizzato, catechista, contenuti, pedagogia, metodologia, storia,
ecc.
Catechismo.
Testo di dottrina cristiana, di struttura
generalmente sintetica, che serve come appoggio e complemento alla *catechesi.
Catechista.
Operatore di *pastorale che si assume il compito di educare sistematicamente
alla fede bambini, giovani o adulti. E un autentico ministero, che normalmente
deve essere realizzato in nome della comunit cristiana.
Catecumenato.
Periodo di formazione alla vita cristiana.
Storicamente, il catecumenato fu un'istituzione ecclesiale importantissima, in
particolare dal II al V secolo, quando la maggior parte dei battezzati erano
adulti convertiti. La formazione comprendeva tre aspetti: dottrina,
celebrazione (sacramenti) e vita o
costumi. Durava diversi anni, dal
primo avvicinamento alla comunit dei credenti fino alla celebrazione dei
sacramenti dell'*iniziazione cristiana nella *veglia pasquale.
Oggi c' un ritorno a questo istituto in quanto aumentato il numero di chi
chiede di entrare nella comunit ecclesiale in et matura. Si chiama a volte
catecumenato l'impegno di riscoperta e approfondimento nella fede di coloro che
sono gi membri della Chiesa, ovvero battezzati.
Caterina da Siena, santa (1347-1380).
Terziaria domenicana, esercit una grande
influenza sul suo tempo, tra l'altro inducendo Gregorio XI a tornare da
Avignone a Roma. Pio XII, nel 1939, la proclamava Patrona d'Italia. Per i suoi
scritti di spiritualit (Dialogo della divina Provvidenza, Lettere) Paolo VI, il 4 ottobre 1970, la proclam dottore
della Chiesa con santa Teresa di Ges. Giovanni Paolo II, il 1o ottobre 1999 la
proclam Compatrona d'Europa.
Cattedra.
Seggio, simbolo di autorit e di magistero.
Si parla di cattedra di Pietro con
riferimento all'autorit dottrinale del papa e di cattedra episcopale per indicare il seggio del vescovo nella *cattedrale, simbolo della sua autorit dottrinale.
Cattedrale.
Chiesa madre della *diocesi nella quale ha sede (*cattedra) il vescovo. Vedi *duomo.
Cattolicit.
Una delle quattro " propriet essenziali
" (una, santa, cattolica, apostolica) della Chiesa, per la quale essa
trascende i confini di razza, popolo, lingua e tradizioni ed universale in
Cristo.
Cattolico.
Dal greco katholics = universale. La Chiesa " cattolica "
perch annuncia il vangelo - secondo il comando missionario di Cristo agli
apostoli - ad ogni creatura e accoglie popoli, nazioni, culture, in un
pluralismo vivo di espressioni dell'unica fede. Contrapposto a " ortodosso
" dopo la frattura con l'Oriente e, nel XVI secolo, a " protestante
", venne ad indicare la confessione cristiana che riconosce come capo
supremo il vescovo di Roma.
Cedron c 10.
Valle ad est di Gerusalemme che separa il
tempio dal *monte degli Ulivi.
Nella stagione delle piogge vi si raccolgono le acque, dando vita a un torrente
che porta lo stesso nome.
Cefa.
In aramaico, " roccia ". E il nome
che Ges d a Simone, figlio di Giovanni, fin dal loro primo incontro (Gv 1,42)
e quando gli annuncia che su di lui edificher la sua chiesa (Mt 16,18). Il
greco ed il latino lo tradussero come " pietra ": " petros,
petrus ", da cui il nostro *Pietro, in cui per si indebolisce il significato originale.
CELAM.
Sigla del Consiglio (e della Conferenza) Episcopale Latino-Americano. Il Consiglio l'organismo di lavoro della
Conferenza Episcopale. E formato da alcuni vescovi e da personale ausiliario.
Ha sede a Bogot. La Conferenza si riunisce ogni dieci anni circa: 1955, a Rio
de Janeiro; 1968, a Medelln (Colombia); 1979, a Puebla (Messico); 1992, a
Santo Domingo (Repubblica Dominicana), per il V centenario
dell'evangelizzazione dell'America.
Celebrante.
Colui che celebra. Nelle celebrazioni
liturgiche, in particolare nella *messa, si suole dire che il celebrante il presbitero che presiede. Questo
modo di dire inadeguato, perch tutti quelli che partecipano alla
celebrazione sono celebranti. Al presbitero che presiede spetta il nome di presidente della celebrazione. Nel designare solo lui come
celebrante c' il rischio che gli altri prendano un atteggiamento passivo.
Celebrazione.
Rito nel quale si esprime un atto comunitario
e, in modo solenne, il senso gioioso dell'esistenza, sperimentato in una realt
che incarna una dimensione trascendentale o almeno importante nella vita. La
celebrazione in stretto rapporto con il senso della *festa. Il suo ambito principale quello religioso, i cui
contenuti riguardano la trascendenza dell'essere umano e il senso definitivo
della vita.
Celebrazione della parola.
Si d oggi questo nome a ci che anni fa
veniva chiamato paraliturgia. Si
tratta di celebrazioni della parola di Dio. La parte centrale costituita da
una o pi letture bibliche. Esse sono precedute o accompagnate da canti,
preghiere, omelia, monizione... oltre a qualche elemento specifico secondo il
carattere della celebrazione stessa: professione di fede, simboli di luce,
acqua o altri, atti penitenziali... Sono state raccomandate dal Vaticano II, in
particolare in quei luoghi dove non vi siano sacerdoti (cf SC 35,4). Rivestono
una particolare importanza quelle previste nel Direttorio per la celebrazione
domenicale in assenza del presbitero
(Congr. per il Culto Divino, 020688): sono una celebrazione della parola
seguita dalla comunione.
Celibato.
Condizione di chi celibe. Si applica
particolarmente a chi rinuncia al matrimonio per dedicarsi in modo particolare
alla vita e alle attivit religiose. Nella Chiesa Cattolica i sacerdoti e i
religiosi fanno voto di castit assoluta, secondo un obbligo divenuto canone
dopo il Concilio di Trento. Nelle Chiese orientali il celibato obbligatorio
solo per i vescovi; presso i protestanti ammesso il matrimonio dei pastori.
Celibe.
L'uomo non unito in matrimonio. Per le donne
si usa *nubile.
Cena del Signore.
La cena pasquale che il Signore Ges celebr
con i suoi discepoli alla vigilia della sua morte in croce. Attualmente, si
chiama cos anche la celebrazione eucaristica, nella quale riattualizziamo la
pasqua del Signore. Le si danno anche altri nomi, come *messa, sacrificio eucaristico e - ma non nel linguaggio
popolare - nuova pasqua, memoriale del Signore, sinassi (riunione) eucaristica,
ecc.
Cenacolo.
Anticamente, sala in cui si cenava. Per
antonomasia, luogo dove Ges celebr l'*Ultima cena con i suoi discepoli. Si ritiene che questo luogo
fosse lo stesso nel quale erano riuniti i discepoli quando Ges apparve loro
risorto e anche la sala dove si trovavano in preghiera circa 120 persone (gli
apostoli, i discepoli, Maria e altre donne) quando discese lo Spirito Santo
nella Pentecoste.
Cenobitismo.
Vedi *Vita religiosa.
Censore.
La persona a cui il vescovo, o un suo
rappresentante, d l'incarico di esaminare un'opera di carattere
religioso-morale, prima di autorizzarne la pubblicazione.
Censura.
- 1. L'azione del *censore.
- 2. Il Codice di Diritto Canonico prevede
due tipi di sanzioni penali: le censure o pene medicinali e le pene espiatorie.
Sono censure: *la scomunica, l'*interdizione, la *sospensione (soltanto per i chierici) (cf CIC 1312, 1331-1333).
Cero.
Grande candela usata nel culto liturgico. E
simbolo di Cristo, luce del mondo (Gv 8,12).
Certosa - Certosini.
La Certosa un monastero di certosini (dal
francese Chartreuse, regione del
Delfinato, presso Grenoble, dove san Bruno fond nel 1084 un primo monastero
dell'Ordine). I certosini sono *monaci *contemplativi; conducono vita eremitica, parzialmente temperata dal
cenobitismo. Ogni monaco vive nella propria cella (composta da una stanza per
lo studio, quella per il riposo, servizi e un piccolo orto), disposta attorno
al chiostro.
Cesare.
Nome dato agli imperatori romani dal sec. I
d.C. Viene dal nome di Giulio Cesare (100-40 a.C.). Da esso derivano il termine
tedesco Kaiser e quello di Czar. *Paolo
e gli evangelisti impiegano varie volte questo nome: Fil 4,22; Mt 22,17; Mc
12,14; Lc 2,1; 3,1; 20,22; Gv 19,12; 19,15; At 25,21.
Cesarea.
Nome di diverse citt antiche in onore di
Augusto o di altri imperatori (Cesari) romani.
Cesarea di Filippo.
Citt nel nord della *Palestina, ai piedi del monte *Ermon, presso le sorgenti del Giordano. Filippo, figlio di
Erode il Grande, cambi il nome della citt, che si chiamava Paneas, in onore
di Cesare Augusto. Era detta Cesarea di Filippo per distinguerla da Cesarea
Marittima. In questa regione ebbe luogo la promessa del *primato fatta a Pietro da Ges (cf Mt 16,13-20; vedi anche Mc
8,27-30).
Cesarea di Palestina o Marittima c 2.
Era uno dei maggiori porti del Mediterraneo
orientale. Fu fondata da *Erode il Grande, che vi edific un grande tempio dedicato a Cesare Augusto e a Roma. *Paolo, che aveva usato varie volte questo porto per i suoi
viaggi, vi fu condotto per essere processato davanti al governatore Felice.
Trascorsi due anni in prigione, fece appello a Cesare e da qui part per Roma.
E citata numerose volte negli Atti (At 23,23; 24,22; 25; ecc.).
Cesaropapismo.
Situazione delle relazioni Chiesa-Stato in
cui quest'ultimo protegge la prima ma, allo stesso tempo, esercita un'influenza
indebita su di essa. Si verificata spesso nella storia.
Chaminade, Guillaume-Joseph (1761-1850).
Venerabile. Sacerdote francese nato a
Prigueux e morto a Bordeaux. Dopo la Rivoluzione Francese, vive in esilio a
Saragozza (Spagna) dal 1797 al 1800. Nel 1816 fonda, con Adle de Batz de
Trenquellon, l'Istituto delle Figlie di Maria Immacolata (Marianiste) e, nel
1817, la Societ di Maria (Marianisti), dedita fondamentalmente all'educazione.
Nel suo pensiero, l'insegnamento in funzione dell'educazione. La sua
pedagogia sottolinea il rispetto per l'alunno, la gioia e la devozione alla
Vergine Maria.
Champagnat, Marcellino, beato (1789-1840).
Nacque e visse nella regione di Lyon (Francia).
Appartenne alla Societ di Maria (Padri Maristi). La carenza di educatori
cristiani nei tempi che seguirono la Rivoluzione Francese risvegli in lui, a
ventisette anni, la chiamata di Dio a fondare, nel borgo di La Valla, la
Congregazione dei Fratelli Maristi. Ad essi assegn come missione la formazione
umana e religiosa degli educandi, soprattutto i pi bisognosi. Nella sua
pedagogia, Champagnat sottolinea l'amore (" per educare il fanciullo
bisogna amarlo "), il cristocentrismo (" in tutte le vostre catechesi dovete parlare di Ges ") e
la devozione alla Madonna (" tutto a Ges per Maria... ").
Cherubini.
Le sfingi alate (karibu) che fiancheggiavano i troni reali o vegliavano alla
porta dei templi nell'antica Siria. Nel popolo ebreo, assenti nel culto del
deserto, compaiono durante il soggiorno dell'*arca a *Silo,
dove si dice che " Jhwh siede sui cherubini ". Nel tempio
postesilico, due piccole figure di cherubini in oro sono attaccate al *propiziatorio (cf Es 25,17-20; 2 Re 19,15; 1 Sam 4,4; Sal 18,11;
80,2; 99,1; Ez 1).
Chiaravalle.
Famoso monastero situato nella Francia
centro-orientale. San *Bernardo ne
fece il centro della riforma dei *monaci *cistercensi, che seguono la *regola benedettina nel rigore originale.
Chierichetto.
Il bambino che aiuta il presbitero che
presiede la celebrazione liturgica: lo accompagna, porta all'altare il pane, il
vino e l'acqua, ritira il calice, ecc. In questi servizi sono come *accoliti bambini. In alcuni luoghi sono gruppi numerosi e
prestano altri servizi, come partecipare al coro dei cantori.
Chierico.
Membro del *clero.
Chiesa.
1. La comunit religiosa fondata da *Cristo, che, animata dallo *Spirito Santo, continua la sua opera nel mondo. La parola significa
convocazione, riunione, assemblea.
Da quel significato molto concreto pass a designare la comunit dei seguaci di
Ges. Nel corso della storia, la comunit iniziale, che si andata
sviluppando, si divisa in molte Chiese. Abbiamo il problema della
riunificazione, poich Cristo ha fondato una sola Chiesa e vuole che tutti siano
una cosa sola (Gv 17,21): il
problema dell'*ecumenismo. La
Chiesa cattolica ha circa 850 milioni di fedeli distribuiti in circa 2.500
diocesi. La sua gerarchia composta da circa 4.000 *vescovi, 412.000 *presbiteri e 9.000 *diaconi.
2. Chiesa significa anche il tempio dove la comunit si riunisce
per le sue celebrazioni. Dal significato vivo di assemblea pass a designare il
luogo.
3. Chiesa particolare. Un altro nome della *diocesi.
Chiese Orientali Cattoliche.
Esistono circa dodici milioni di fedeli uniti
a Roma nei cinque riti e gruppi di Chiese orientali: bizantino (circa 5 milioni di fedeli, ucraini, rumeni, e altri
sparsi per il mondo); caldeo
(circa 500.000 in Iraq, malabarici in India); alessandrino (150.000 copti in Egitto, 100.000 etiopi); antiocheno (maroniti, siri...) e armeno (circa 100.000 in diversi paesi).
Per queste Chiese fu promulgato nell'ottobre
del 1990 un Codice dei Canoni delle Chiese Orientali. A capo di ogni Chiesa c' un *Patriarca che, a differenza che in Occidente, non un titolo
meramente onorifico: ha giurisdizione su tutti i vescovi e fedeli del suo rito.
Il Sinodo o assemblea di tutti i vescovi del patriarcato l'istanza suprema e
ha il diritto di nominare i vescovi: il papa interviene accettando precedentemente
la lista dei candidati e concedendo poi all'eletto la comunione apostolica e
l'inserimento nel collegio episcopale (cf F. Monge, Palabra 308, dic. 1990, 18-19).
Chiliasmo.
Vedi *Millenarismo.
Chiostro.
1. Galleria chiusa, all'interno dell'edificio
di un *monastero. Nei monasteri
antichi si trovano spesso chiostri di grande valore artistico.
2. Metaforicamente, sinonimo di monastero e
di *vita religiosa.
Ciborio.
Elemento architettonico costituito da una
copertura che sormonta l'altare sostenuta da quattro colonne. E di solito
costruita, soprattutto nel periodo barocco, con materiali pregiati. Celeberrimo
quello della basilica di san Pietro realizzato dal Bernini. Il termine pu
anche indicare, per estensione, il *tabernacolo, che a volte ne riprende la forma. Un sinonimo
frequentemente usato *baldacchino.
Cielo.
In senso religioso, non lo spazio solcato
dagli astri. E lo stato o
situazione vitale di felicit piena
nel quale si trovano coloro che, essendo passati da questo mondo all'*aldil, condividono la vita di Dio nell'amore, in compagnia
di tutti quelli che sono giunti nella stessa situazione.
Cilicia.
Regione dell'*Asia Minore meridionale (odierna Turchia), nell'estremit
orientale del Mediterraneo. Aveva per capitale *Tarso, patria di *Paolo.
Cilicio.
Panno ruvido, di pelo di capra, in origine
proprio della *Cilicia. Se ne
faceva una cintura nodosa, portata sulla pelle per penitenza. Con questo nome
si indicano anche altri strumenti (catenelle, stoffe ruvide, ecc.) che si
usavano o si usano (oggi molto di meno, essendo cambiato il senso dell'ascesi)
cinti al corpo.
Cimitero.
Dal greco, koimao = mettere a dormire, da cui deriva koimeterion = luogo di riposo, dormitorio. Luogo dedicato alla
sepoltura dei morti. Nella Chiesa, i cimiteri sono benedetti liturgicamente,
cos come si fa per gli edifici riservati al culto. Oggi sono le autorit
civili che mantengono i cimiteri per tutti i cittadini. Data questa situazione,
" dov' possibile, si abbiano cimiteri propri della Chiesa, o almeno degli
spazi, nei cimiteri civili, riservati ai fedeli defunti; gli uni e agli altri
devono essere benedetti secondo il rito proprio. Ma se non possibile ottenere
ci, secondo il rito si benedicano di volta in volta i singoli tumuli "
(CIC 1240). Il rispetto per i defunti, manifestato anche nella loro sepoltura,
espressione della nostra fede, della nostra speranza e della nostra carit.
Cinematografia.
E' la scienza-arte-tecnica della
comunicazione per mezzo di immagini in movimento. Specifica del cinema
l'immagine visiva, non la parola. Sebbene oggi il piccolo schermo tolga sempre
pi spazio al cinema, questo rimane uno dei grandi mezzi di rappresentazione
della vita e di evoluzione della *cultura.
Cingolo.
1. Cordiglio con cui il sacerdote si cinge il
*camice nelle funzioni religiose.
2. Cordone che si porta sul saio o sull'abito
religioso.
Cipro.
Isola situata nel Mediterraneo orientale,
provincia romana ai tempi del NT. Il libro degli Atti cita diverse volte
avvenimenti svoltisi in quest'isola nella propagazione del Vangelo, soprattutto
per opera di *Paolo e di *Brnaba, che era cipriota. Nella citt di Pafos, Paolo e
Brnaba riuscirono a convertire il proconsole Sergio Paolo (At 13,6-12; vedi
anche 11,19-20; 21,16).
Circoncisione.
Ablazione del prepuzio, cio della pelle che
copre la punta del pene. Era praticata da numerosi popoli nell'antichit
(egizi, edomiti, moabiti, ecc.), ma non da altri con cui ebbe relazioni il
popolo di Israele (filistei, assiri, caldei). Generalmente si praticava al
giungere della pubert, come rito di iniziazione alla virilit. In Israele
stabilita fin da *Abramo (Gn
17,9-14) ed il rito religioso di appartenenza al popolo di Dio. Era
prescritto che si facesse all'ottavo giorno dalla nascita. " Segno fisico
dell'alleanza con Jhwh, significa l'inserimento nella vita religiosa ebraica.
Da qui la metafora "circoncisione del cuore" per esprimere la fedelt
a Jhwh " (X. Lon-Dufour). In Israele, incirconciso equivale a dire
pagano.
Circuminsessione.
La mutua immanenza delle tre persone della
Trinit. E detta anche *pericoresi.
Cirene.
Citt situata presso la costa settentrionale
africana, nella Libia attuale. Fondata dai greci, fu poi colonia romana ed
ebraica. Oriundo di Cirene era Simone, detto anche il Cireneo, l'agricoltore
che fu costretto a portare la croce di Ges (o forse solo uno dei legni) (Mc
15,21). Si parla degli abitanti di Cirene anche in At 2,10 (Pentecoste), At 6,9
(persecuzione contro Stefano) e At 11,20 (con i ciprioti sono tra i primi, ad
Antiochia, a predicare anche ai greci, ovvero ai gentili.
Cirillo di Alessandria (370-444).
Padre e dottore della Chiesa orientale.
Combatt l'eresia di *Nestorio.
Sostenne in modo particolare il dogma dell'*Incarnazione. Vedi *Padri della Chiesa.
Cirillo di Gerusalemme (315-386).
Padre e dottore della Chiesa orientale.
Polemizz aspramente con gli Ariani (vedi *Arianesimo) e combatt *Giuliano l'Apostata. Importanti le sue Catechesi. Vedi *Padri della Chiesa.
Cirillo di Tessalonica (827-869).
Presbitero e professore a Costantinopoli, predic
il Vangelo, col fratello *Metodio,
tra gli Slavi. Ide un alfabeto (alfabeto cirillico) per esprimere i suoni
della lingua paleoslava. Tradusse la Bibbia e la Liturgia nella lingua di quei
popoli.
Ciro.
Fondatore dell'impero persiano, conquist
Babilonia nel 539 a.C.. La Bibbia lo presenta come l'eletto di Jhwh, per far
tornare a Gerusalemme gli ebrei in esilio a Babilonia. Viene chiamato l'unto o *Messia, caso unico tra i pagani, poich questo nome era
riservato ai re di Israele e poi a Ges, l'unto per antonomasia. Fu un grande
sovrano, generoso non solo con gli ebrei, ma anche con gli altri popoli vinti
(cf Is 44,28; 45,1; Esd 1,1-14; 6,3.5; 2 Cr 36,22-23).
Cisgiordania.
Parte della *Palestina situata ad ovest del *Giordano. Territorio occupato da Israele nel 1967.
L'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP) vi proclama, nel
1988, lo Stato indipendente di Palestina.
Cistercensi.
Monaci dell'ordine istituito da san Roberto
di Molesmes e che prende il nome dal primo monastero, *Citeaux. Il pi famoso monaco cistercense fu san *Bernardo, che vi giunse, nel 1113, con trenta compagni, quando
il monastero rischiava di estinguersi in seguito a un'epidemia. Bernardo e
l'abate Harding ne elaborarono gli statuti nella cosiddetta Charta caritatis, sulla base della *regola di san *Benedetto, ma con maggior rigore nel senso della povert e
della semplicit. Nel 1115, san Bernardo venne nominato abate del nuovo
monastero di *Chiaravalle
(Clairvaux). Grazie all'impulso di Bernardo, alla fine del XII secolo si
contavano 525 abbazie cistercensi. Imparentati dalla stessa regola, *benedettini e cistercensi furono esteriormente identificati come
i monaci neri e i monaci
bianchi, per il colore dei rispettivi
abiti. L'ordine ebbe una notevole influenza sullo stile architettonico
medievale (romanico e gotico). In Italia introdussero lo stile gotico (abbazia
di Fossanova, Casamari, ecc.).
Citeaux.
In latino, Cistercium. Villaggio nella Francia nord-orientale. San Roberto,
dopo aver fondato l'abbazia di Molesmes (1075), si trasfer qui con venti
compagni (1098), fondando il primo nucleo dell'ordine *cistercense.
Claret, Antonio Maria, santo (1807-1870).
Consigliere e confessore della regina
Isabella II, vescovo di Santiago di Cuba. Fondatore dei Missionari Figli del
Cuore Immacolato di Maria (CMF) o clarettiani (1849), destinati alle missioni
popolari. Il loro lavoro oggi copre un raggio pi vasto: missioni,
insegnamento, pubblicazioni, studi sulla vita religiosa... Padre Claret mor a
Fontfroide, Francia, dopo aver partecipato al Concilio Vaticano I.
Clarettiani.
Vedi *Claret.
Classi sociali.
Sono le stratificazioni che, per cause
diverse, si stabiliscono tra gli uomini e che costituiscono gruppi di una certa
omogeneit interna. Di fatto, a differenza delle *caste, stabilite per nascita, le classi sociali si costituiscono principalmente in funzione della situazione
economica, la quale, nel mondo
d'oggi, viene determinata, nella maggior parte dei casi, dall'occupazione o lavoro
che, a sua volta, dipende in larga misura dell'educazione che si riceve. Si parla normalmente di classe alta,
classe media (suddivisa in medio-alta, media-media e medio-bassa) e classe
bassa. Ognuna di esse forma una subcultura all'interno della cultura generale.
La divisione del lavoro naturale e utile.
Ci che ingiusto il dominio di alcune classi su altre. Il rimedio sarebbe
la progressiva eliminazione delle differenze economiche (che in qualche misura
esisteranno sempre) con una valutazione pi egualitaria dei diversi lavori e
l'elevazione culturale di chi sta pi in basso, poich l'ignorante si sente
inferiore e soffre inesorabilmente la dipendenza di " classe ".
Claudio.
Imperatore romano (41-54) citato in At 11,28,
allorch il profeta cristiano Agabo predice la carestia, poi verificatasi nel
48. In At 18,2, si cita l'ordine di Claudio che allontanava da Roma tutti i
giudei.
Clofa (o Clopa).
Lc 24,18, d questo nome a uno dei due
discepoli che, nel giorno della *Risurrezione, camminavano rattristati verso *Emmaus. Secondo un'interpretazione di Gv 19,25, Maria, la
sorella della madre di Ges, era sposata a Clopa.
Clericalismo.
Ordinamento sociale nel quale il clero, in
quanto tale, per disposizioni di legge o " de facto ", gode di privilegi o agisce in sfere estranee
a quelle specifiche della sua vocazione. Questa situazione provoca come
reazione l'*anticlericalismo.
Clero.
Corpo ecclesiale costituito da coloro che
hanno ricevuto il sacramento dell'*ordine. Vi si entra a far parte con l'ordinazione diaconale (CIC 266). Si
divide in clero secolare,
costituito da coloro che appartengono al clero diocesano, e clero regolare, formato dai chierici delle congregazioni religiose.
Cluny.
La pi celebre abbazia della cristianit
medievale. Nel 910, Guglielmo d'Aquitania don a Bernone, abate di Baume, la
localit di Cluny, in Borgogna, perch vi fondasse un monastero secondo il
primitivo spirito benedettino. I suoi monaci dipendevano direttamente dalla
Santa Sede sia sotto il profilo temporale che spirituale. Sotto il secondo
abate, Oddone, i monasteri cluniacensi acquistarono una grande forza e si
estesero in tutta l'Europa cristiana, sia per il moltiplicarsi di nuove
fondazioni, che per l'adesione alla loro riforma di altri gi esistenti. Dai
suoi monasteri uscirono alcuni tra i migliori papi che ebbe la Chiesa nel
Medioevo. Nel 1790, per effetto della Rivoluzione Francese, l'ordine
cluniacense venne soppresso in Francia e il monastero fu distrutto.
Coadiutore.
" Aiutante ". E il *presbitero che, in una *parrocchia, collabora con il parroco.
Codice di Diritto Canonico.
Collezione sistematica di tutte le leggi
generali della Chiesa. La prima raccolta in un codice unificato venne iniziata
per disposizione di san Pio X, ma fu il suo successore, Benedetto XV, a
promulgare il codice il 27 maggio 1917. Dopo il concilio *Vaticano II, se ne intraprese la revisione. Il nuovo codice fu
promulgato il 25 gennaio 1983. Esso composto da 1752 canoni suddivisi in
sette libri, o grandi sezioni. Il suo tenore molto diverso da quello del
precedente; le disposizioni legali compaiono in un contesto dottrinale, ovvero
l'*ecclesiologia del concilio *Vaticano
II, sui documenti del quale,
soprattutto la Lumen gentium
(Costituzione dogmatica sulla Chiesa), si basano, riprendendone spesso alla
lettera delle affermazioni o degli interi paragrafi.
Codice.
Antico manoscritto su papiro o pergamena,
formato da un insieme di pagine sotto forma di quaderno (a differenza dei *rotoli, primitiva forma dei libri). I pi antichi codici
sono scritti in lettere maiuscole
o " onciali " e sono attualmente 242. I manoscritti in minuscola (sino a oggi se ne conoscono 2570) non risalgono
oltre il IX secolo, ma non sono meno importanti perch forse i copisti avevano
di fronte manoscritti pi antichi.
Principali codici maiuscoli: Codice
Vaticano (indicato con la lettera B
nelle edizioni critiche). Si conserva nella Biblioteca Vaticana. Scritto in
greco, contiene tutta la Bibbia, salvo alcune lacune. Risale al sec. IV ed il
pi antico manoscritto su pergamena. Codice Sinaitico (S). Del sec. IV. Fu scoperto dal ricercatore
Tischendorf nel XIX secolo in un convento del*Sinai. Contiene tutta la Bibbia e anche alcuni libri non
biblici. Appartenuto agli Zar, fu venduto dal governo russo all'Inghilterra nel
1933 e ora si trova al British Museum di Londra.
Codice Alessandrino (A). Del sec. V. Trasportato da Alessandria in
Inghilterra nel XVII secolo, contiene l'intera Bibbia salvo alcune lacune.
Codice di Efrem. Del sec. V. E un " palinsesto ": il testo primitivo, che conteneva tutta la
Bibbia, fu cancellato nel XII secolo da un copista, che si serv della
pergamena per copiarvi i sermoni di sant'Efrem il Siro. Anche se con
difficolt, facilitata per dalle odierne tecnologie, ancora possibile
leggere parte del testo originale (un poco dell'AT e circa la met del NT). E
conservato alla Biblioteca Nazionale di Parigi.
Codice di Beza o Cantabrigiensis (D). Del sec. VI. Appartenne al riformatore Teodoro di
Beza, che lo don nel 1581 all'universit di Cambridge. Contiene solo i quattro
Vangeli e gli Atti degli Apostoli. E scritto su due colonne, in latino e greco.
Codice Claramontano (Dp). Del sec. V. Contiene le lettere di san Paolo. E
conservato nella Biblioteca Nazionale di Parigi.
Codice Freer o Washingtoniano (W). Del sec. V. Fu scoperto da Freer in Egitto nel 1906. Contiene i
quattro Vangeli. Si trova a Washington.
I codici minuscoli sono posteriori e si identificano con un numero. I
principali sono:
Del
sec. XII. Conservato a Basilea. Contiene il NT.
13. Del sec. XIII. Contiene i quattro
Vangeli. E' a Parigi.
33. Del sec. IX. Contiene il NT. E' a Parigi.
565. Del sec. IX. Contiene i Vangeli. E' a
Leningrado.
1739. Del sec. X. Contiene gli Atti, lettere
e annotazioni marginali degli antichi Padri. E' al Monte *Athos.
Vedi anche *Manoscritti biblici.
Cgito, ergo sum.
In latino, " Penso, dunque esisto
". Vedi *Descartes.
Collegialit.
Riferita ai vescovi di tutto il mondo, la
collegialit il principio teologico-pastorale in virt del quale il governo
della Chiesa implica la corresponsabilit di tutti i vescovi nella causa della
Chiesa intera. Il Concilio Vaticano II ha chiarito questo principio, che
completa ed equilibra quello del *primato del vescovo di Roma. Nella collegialit si articolano questi tre
principi: a) ogni vescovo ha,
nella sua diocesi, un'autorit propria, vale a dire, non delegata dal papa;
b)
il papa, in virt del primato, ha autorit su tutta la Chiesa,
c)
tutti i vescovi sono responsabili del compito ecclesiale, non solo nella
propria diocesi, ma nell'insieme della Chiesa.
Collegiata.
Chiesa che, senza essere cattedrale,
affidata alle cure di un *capitolo
che quotidianamente vi celebra la *Liturgia delle ore.
Collegio episcopale.
Il corpo o insieme di tutti i vescovi, alla
testa del quale c' il papa.
Colletta
Raccolta di denari per scopo benefico;
2. La prima orazione recitata dal sacerdote
durante la *messa, per raccogliere
e concludere le preghiere di tutti.
Colori liturgici.
Sono quelli impiegati nei paramenti e drappi
liturgici. Sono diversi secondo i tempi e i luoghi. Attualmente, nel rito
romano, si usano: il bianco (tempi
di Pasqua e Natale, per tutte le feste del Signore, della Madonna e dei santi o
sante non martiri); il verde
(domeniche durante l'anno e giorni feriali); il viola (domeniche e giorni feriali di Quaresima e d'Avvento,
messe per i defunti); il rosso
(Venerd Santo, Pentecoste, feste o memorie dei martiri). Si usava anche il rosa nella III domenica d'Avvento e nella IV di Quaresima
e l'azzurro come concessione
particolare per le celebrazioni dell'Immacolata. Vedi *Anno liturgico.
Colossi.
Antica citt della Frigia (*Asia Minore). Vi aveva sede una comunit cristiana fondata da un
certo Epafra (Col 1,7).
Colossesi.
Abitanti di *Colossi. Ad essi Paolo indirizz una lettera dalla prigionia.
Colpa.
Azione che contravviene alla propria
coscienza.
Comandamenti.
Precetti della legge. Si parla per
antonomasia dei dieci comandamenti
della legge, dati da Dio sul *Sinai
come parte del patto o *alleanza
tra lui e il suo popolo. Sono espressione positiva della *legge naturale. Per comandamenti o precetti della Chiesa si intendono cinque leggi principali da essa
stabilite su aspetti importanti e che devono essere ricordati. Vedi *Tavole
della legge.
Comma giovanneo.
Viene chiamato cos un paragrafo della prima
lettera di Giovanni, che compare nella *Vulgata: " nel cielo: il Padre il Verbo e lo Spirito
Santo, e questi tre sono uno; e tre sono quelli che testimoniano sulla terra
" (1 Gv 5,7b-8a). Le bibbie moderne lo sopprimono; sembra infatti una
glossa introdotta pi tardi, poich non compare in quasi nessuno dei *manoscritti greci.
Commissione biblica.
Organismo romano incaricato di tutto ci che
riguarda gli studi e la dottrina sulla Bibbia.
Communicatio in sacris.
O comunicazione nelle cose sacre. E la concelebrazione sacramentale nella quale
intervengono ministri di diverse confessioni religiose. La Chiesa cattolica
proibisce questo tipo di celebrazione ai suoi ministri per il rischio che si
tenti l'unit fuori della verit. Incoraggia invece, secondo le circostanze,
celebrazioni ecumeniche non sacramentali.
Compagnia di Ges.
Vedi *Gesuiti.
Compita.
Vedi *Liturgia delle ore.
Complutense, Bibbia.
Bibbia poliglotta, edita ad Alcal de Henares
(Complutu) nel 1520, ma il cui
tomo V, il NT greco, era gi apparso nel 1514.
Comunicazione.
Vedi *Mezzi di comunicazione di massa.
Comunione.
Il ricevere Cristo nell'*Eucaristia. In san Paolo e nella Chiesa primitiva, significava
l'unione fraterna che porta alla comunione dei propri beni.
Comunione dei beni.
Il rendere partecipi gli altri dei propri
beni nella misura in cui uno possiede e l'altro ha bisogno. Il sentimento umano
di fratellanza universale esige un tale comportamento, tanto a livello
individuale che di nazioni. E scandaloso che si distruggano enormi quantitativi
di generi alimentari in eccesso mentre milioni di bambini e di adulti muoiono
di fame. Mancano i meccanismi di distribuzione e la volont di trovare una
soluzione.
La comunione cristiana dei beni
l'applicazione pratica della carit. Secondo la legge dell'amore insita nell'essere
umano, creato a immagine di Dio e promulgata esplicitamente da Cristo (vedi *Regola
aurea), la condivisione con chi ha
bisogno non semplicemente un gesto benevolo di generosit, ma un'esigenza
della carit.
Comunione dei santi.
Unione mistica tra tutti i figli di Dio, vivi
e defunti, per la quale partecipano degli stessi beni spirituali, siano essi in
*cielo (Chiesa trionfante), nel *purgatorio (Chiesa purgante) o in questo mondo (Chiesa
militante). E una delle verit fondamentali confessate nel *Credo o simbolo di fede.
Comunismo.
Sistema socio-politico nel quale tutti i
mezzi di produzione sono in mano allo Stato. Di fatto, questo centralismo non
pu essere praticato senza monopolizzare allo stesso tempo tutti gli altri
aspetti dell'attivit umana, per cui la dittatura si impone di fronte ai
tentativi di libert di espressione nella stampa, nell'arte, ecc. Con
particolare forza si dirige contro la libert religiosa, poich considera la
religione alienante dai problemi reali. Nella pratica, il rigore monopolistico
del comunismo diviene pi transigente quando prende atto che, provocando una
mancanza di interesse, diminuisce la produzione e il progresso. Il principio
dell'uguaglianza tra gli uomini e lo sforzo di una migliore ripartizione dei
beni sono i principali valori del comunismo. La repressione delle libert e
l'ateismo militante sono i suoi pi evidenti valori negativi. Karl *Marx e Engels furono i principali artefici della dottrina
comunista, nella seconda met del secolo XIX. Lenin lo instaur in Russia a
partire dalla Rivoluzione di Ottobre del 1917.
Comunit cristiana.
Gruppo di fedeli, seguaci di Cristo che,
insieme, celebrano e vivono la propria fede. A seconda delle circostanze, varia
l'esperienza comunitaria. Sono comunit cristiana i membri di una parrocchia
che si riuniscono la domenica, cos come lo sono coloro che fanno vita comune e
condividono anche i loro beni materiali.
Comunit cristiane di Base.
O Comunit Ecclesiali di Base. Gruppi di cristiani che tentano di vivere il
cristianesimo nella sua genuinit e con tutte le sue conseguenze ad imitazione
delle comunit della Chiesa primitiva. Sono nuclei ecclesiali nei quali si vive
la fraternit in rapporti pi personalizzati (rispetto alla massificazione), si
approfondisce la propria fede (rispetto a un cristianesimo meramente
formalista), si prende coscienza della radicale uguaglianza di tutti i
cristiani (rispetto ad una esagerata accentuazione dell'aspetto gerarchico e
alla considerazione dei fedeli secondo la loro rilevanza sociale). Queste
comunit vogliono dare alla Chiesa un volto nuovo, meno sociologico e pi
evangelico. Hanno i loro rischi: radicalismo ideologico, spirito aspro di
critica, anarchia, elitismo, settarismo (cf EN 58; Documento di Puebla, 261). Nell'insieme sono state molto apprezzate (cf
documenti citati). Le Conferenze dei vescovi latino-americani a Medelln e a
Puebla le incoraggiano decisamente e vedono in esse la speranza di un
rinvigorimento della fede.
Concelebranti.
In genere, si riferisce a ciascuno dei ministri
che presiedono una celebrazione e, pi esattamente, a ognuno dei fedeli che vi
partecipano, poich tutti celebrano e non solo il ministro, anche se i ministri
hanno una loro funzione che non comune a tutti. Se non si parla di
concelebrazione e di concelebranti relativamente ai fedeli, perch il
linguaggio non si evoluto dai tempi non lontani in cui non si considerava la
funzione del popolo sacerdotale. Vedi *Sacerdozio.
Concelebrazione.
Comunemente, si intende la realizzazione di
una celebrazione liturgica (eucaristica o no) con la partecipazione di due o
pi *presbiteri che la presiedono. Uno di loro il *celebrante principale.
Concepimento.
Il fatto che un nuovo essere umano comincia a
formarsi nel seno della madre.
Conciliarismo.
Dottrina ecclesiologica che afferma che il *concilio ecumenico al di sopra del papa. Sorse come reazione
all'incremento del potere papale e, soprattutto, per la situazione provocata
dallo *Scisma d'Occidente
(1378-1417). Il conciliarismo fu condannato nel V Concilio lateranense, 18o
ecumenico (1512-1517).
Concilio.
Assemblea di vescovi. Si parla di concilio
ecumenico o universale quando il papa convoca tutti i vescovi della Chiesa (con
titolo di padri conciliari) per definire questioni fondamentali. Pu essere
nazionale o regionale se composto dai vescovi di una nazione o regione. Nei
documenti, di solito, concilio e *sinodo sono sinonimi; generalmente, per, il termine sinodo viene riservato
alle assemblee di ambito ridotto, celebrate in passato. Oggi, di fatto, i vescovi
di una nazione o zona hanno delle assemblee che sono l'equivalente dei sinodi di un tempo.
Concilio di Gerusalemme.
L'assemblea in cui si riunirono, nell'anno 48
o 49, a *Gerusalemme, *Pietro, *Paolo,
*Barnaba, *Giacomo e altri apostoli ed anziani, per discutere delle
osservanze da imporre ai pagani convertiti. Alcuni volevano imporre la *circoncisione e l'insieme della legge giudaica contro il parere di
Paolo e Barnaba. Si decise, infine, per la libert cristiana (cf At 15).
Concilio ecumenico.
L'assemblea in cui il Collegio dei vescovi
esercita in modo solenne la potest sulla Chiesa universale. Spetta solo al
papa convocarlo e determinare le questioni da trattare; egli pu chiamare a
parteciparvi anche persone non insignite della dignit episcopale. Hanno forza
obbligante solo quei decreti che, insieme con i padri conciliari, siano stati
approvati dal papa (CIC 337-431).
Concilio plenario.
Assemblea delle diocesi di una medesima *Conferenza Episcopale
(CIC 439 e ss.).
Concilio provinciale.
Assemblea delle diverse Chiese particolari di
una medesima *provincia ecclesiastica (CIC 439 e ss.).
Concistoro.
Assemblea dei cardinali convocata e
presieduta dal papa. Al concistoro ordinario partecipano tutti i cardinali presenti a Roma. In
quello straordinario vengono
convocati tutti i cardinali del mondo in seduta segreta per questioni
particolarmente gravi. A volte, il concistoro ordinario pubblico; vi sono invitati membri del Corpo Diplomatico e
altre persone (CIC 353).
Conclave.
Dal latino, cum clavis = con chiave, stanza che si pu chiudere a chiave. La
riunione dei *cardinali per
eleggere il nuovo papa. Il nome viene dal fatto che il luogo dove i cardinali
si raccolgono e vivono fino ad elezione raggiunta viene chiuso a chiave
dall'esterno. Oggi si fa per evitare influenze esterne, ma la causa originale
fu l'indignazione del popolo per la lentezza dei cardinali nell'arrivare ad un
accordo (1241). Si sono avuti periodi di *Sede vacante durati pi di due anni. Il primo segno dell'avvenuta
elezione la fumata bianca.
Concordanze.
Corrispondenze tra parole o concetti simili
in diversi passi della *Bibbia.
Esistono liste complete delle parole della Bibbia. In altri casi si tratta di
corrispondenza tra *pericopi. Sono particolarmente frequenti nei vangeli *sinottici, le cui narrazioni sono in gran parte parallele.
Concordato.
Convenzione di tipo globale tra la *Santa
sede ed il governo. Il trattato che
regola i mutui rapporti tra due Stati, quando uno di questi Stati la Santa
Sede o il *Vaticano, viene
denominato concordato.
Concubinato.
Convivenza di un uomo e di una donna more
uxorio (come se fossero marito e
moglie) al di fuori del matrimonio legale.
Concupiscenza.
Desiderio o brama eccessivi. Generalmente si
riferisce soprattutto al desiderio sessuale, ma comprende anche altri ambiti.
Sebbene il desiderio non sia peccato, la concupiscenza viene presentata nella
Bibbia come causa di peccati.
Condanna.
Situazione di tormento alla quale destinato
definitivamente chi muore nell'inimicizia con Dio. E un punto della nostra fede
che a molti riesce difficile accettare, perch sembra che Dio si vendichi di
chi non gli ha obbedito. Tale visione contrasta con la giusta idea di Dio,
bont infinita. Si deve comprendere la condanna come separazione volontaria da
Dio. Dio la felicit per s e per chi aderisce a lui nell'amore. Nell'amore
sperimentiamo e facciamo nostra la felicit dell'essere amato, come ci succede
con i familiari e gli amici. Per chi non ama Dio, intrinsecamente impossibile
godere della sua felicit. E questa separazione da ci che costituisce la
nostra realizzazione e la nostra beatitudine si traduce in condanna. Ci che
incomprensibile come l'essere umano possa in definitiva scegliere ci che lo
rende infelice e persistere in questa scelta aberrante. Vedi *Dannazione.
Conferenza episcopale.
Organismo assembleare permanente dei vescovi
di una nazione o di un territorio determinato per esercitare congiuntamente
alcune funzioni pastorali (CIC 447-459).
Confermazione.
Secondo sacramento dell'*iniziazione cristiana, che infonde in noi lo Spirito Santo come ai
discepoli nel giorno della *Pentecoste, per renderci pi simili a Cristo e rafforzarci per la testimonianza
cristiana e per l'edificazione della Chiesa.
Confessionale.
Luogo dove il sacerdote, nel sacramento della
penitenza, riceve la confessione del fedele.
Confessione.
Il riconoscimento della propria colpa in modo
manifesto. Comunemente si chiama confessione il sacramento della *penitenza o riconciliazione, il che inesatto, poich la
confessione solo un elemento del sacramento e non il pi importante (che il
dolore per aver offeso Dio).
Confessione di Augusta.
Vedi *Melantone.
Confessioni religiose.
Le diverse Chiese o comunit di carattere religioso, unite da credenze
comuni.
Nel nostro mondo occidentale, le principali confessioni
religiose sono le Chiese cristiane, che formano tre gruppi: Chiesa Cattolica, Chiesa
Ortodossa (vedi *Scisma) e Chiese Riformate o Protestanti (dette anche Evangeliche).
Le Chiese Riformate sono nate dalla scissione provocata nel sec. XVI da *Lutero,
*Calvino, *Zwingli, Enrico VIII e i
loro seguaci. Poich non riconoscono un'autorit dottrinale o di governo unica,
sono giunte ad una molteplicit di denominazioni o Chiese separate le une dalle
altre. Gli stessi protestanti, per, distinguono tra confessioni religiose, che possiedono un corpo dottrinale pi solido e
un'organizzazione pi seria, e sette,
che sono i gruppi minori, privi della seriet delle confessioni. Vedi *Sette
religiose.
Confucio (551-479 a.C.).
Pensatore cinese. Si interess ai riti e ai
costumi cinesi e diffuse un sistema politico, sociale e morale basato sulla
ragione, l'equit, l'altruismo. Ha il senso della trascendenza, ma il suo
sistema, bench contempli dei sacrifici religiosi, pi che religioso di
ordine sociale e morale, basato sulla legge naturale. Il confucianesimo stato
il principale elemento della configurazione culturale cinese.
Congregazione.
Vedi *Vita religiosa.
Congregazioni romane.
Organismi del *Vaticano che, in nome del papa, amministrano i diversi aspetti
del governo della Chiesa. Sono, nella Chiesa, un parallelo dei ministeri nel
governo di una nazione. Vedi *Curia.
Congressi catechistici.
Assemblee di catechisti, finalizzate alla
promozione dell'apostolato catechistico. I principali congressi catechistici
sono stati finora quelli di Roma (1950), Eichstatt (1970), Bangkok (1962),
Katigondo (1964), Medelln (1968) e Roma (1971).
Coniuge.
Sinonimo di consorte. Ognuna delle due persone unite in matrimonio.
Conopeo.
Velo con cui si copre la *pisside quando si ripone nel *tabernacolo e quando si fa l'esposizione del Santissimo senza
utilizzare l'*ostensorio.
Consacrazione.
1. Atto del consacrare o dedicare a Dio in
modo esclusivo. Si parla, ad esempio, di consacrazione religiosa o sacerdotale.
Se si tratta di oggetti o di luoghi, come un altare o una chiesa, si usa anche
la parola dedicazione.
2. Parte centrale della preghiera
eucaristica. Vedi *Messa.
Consanguineit.
Parentela derivata dall'appartenere ad uno
stesso stipite. Nei gradi pi prossimi un impedimento naturale e canonico al
contrarre matrimonio.
Conselheiro, Antonio.
*Stregone che, alla fine del XIX secolo, trascin migliaia di
cattolici alla *Macumba e alla
disobbedienza nei confronti della autorit civili. Fu combattuto militarmente
in quattro campagne, ma alla fine la sua dottrina venne tollerata (cf Vidal,
DSO-VD).
Consigli evangelici.
In generale, ci che Ges, nella sua
predicazione, propone come pratiche non di precetto ma particolarmente valide.
In particolare, o per antonomasia, si definiscono cos gli inviti che si sono
formalizzati nei tre voti di povert, castit e obbedienza
professati da chi fa il suo ingresso nello stato canonico della *vita
religiosa. Gli ordini che, come i *benedettini, fanno solo il voto di obbedienza, di fatto includono
in esso, con la vita in comune, la povert e la castit.
Questi voti sono in funzione delle
corrispondenti virt - e, in ultima istanza, della *carit - che sono quelle che costituiscono l'atteggiamento
fondamentale (vedi *Opzione fondamentale). In questo senso, i consigli evangelici sono per tutti.
Consiglio delle Indie.
Organismo stabilito da Carlo V, nel 1524, per
studiare e prendere provvedimenti in relazione alle nuove terre scoperte. Le
sue competenze erano molto vaste. Consigliava il re o prendeva decisioni in
campo politico, amministrativo, religioso, ecc.. Preparava le Leyes de
Indias, nelle quali si riconosce un
grande interesse per gli indigeni; interveniva nella nomina delle autorit
civili e religiose, esaminava i documenti relativi al Nuovo Mondo, ecc. Fu
abolito nel 1834.
Consiglio Ecumenico delle Chiese.
Organismo ecumenico nel quale sono
rappresentate tutte le confessioni cristiane (salvo alcune troppo liberali e le
*sette) non unite a Roma. Il suo
fine promuovere l'unit. Ha sede a Ginevra, Svizzera. La Chiesa cattolica non
ne membro, ma partecipa alle riunioni tramite dei delegati.
Consiglio pastorale.
Organismo al quale spetta " studiare,
valutare, proporre conclusioni operative su tutto ci che riguarda le attivit
pastorali della *diocesi "
(CIC 511). " E composto da fedeli che siano in piena comunione con la
Chiesa cattolica, sia chierici, sia membri di istituti di vita consacrata, sia
soprattutto laici; essi vengono designati nel modo determinato dal vescovo
diocesano " (CIC 512). E convocato e presieduto dal vescovo. Gode
solamente di voto consultivo (CIC 514).
Consiglio presbiterale.
Gruppo di sacerdoti che, rappresentando il *presbiterio, come il senato del vescovo. " Spetta al
consiglio presbiterale a coadiuvare il vescovo nel governo della diocesi...
affinch venga promosso nel modo pi efficace il bene pastorale della porzione
di popolo di Dio a lui affidata " (CIC 495). E composto da membri di
diritto (persone che svolgono funzioni importanti nella diocesi), eletti dai
presbiteri e nominati liberamente dal vescovo (CIC 497). Tra i membri del
consiglio presbiterale il vescovo designa alcuni sacerdoti, da sei a dodici,
che formano il Collegio dei consultori, che resteranno in carica per cinque anni (CIC 502).
Consorte.
Sinonimo di *coniuge.
Contemplativo.
Chi vive abitualmente in contemplazione. Si
chiamano " contemplativi " anche i membri di congregazioni religiose
maschili o femminili non dedite tanto all'apostolato esterno, quanto alla
preghiera e al lavoro nella solitudine del *chiostro.
Contemplazione.
Tappa nella vita di preghiera nella quale, al
di l delle parole e delle considerazioni o ragionamenti, lo spirito si
sintonizza in modo vitale con Dio dal nucleo stesso del proprio essere.
Contestazione.
Negli ultimi decenni si d questo nome al
fatto, o all'atteggiamento, di mettere in questione una certa realt. Racchiude
un senso pi o meno accentuato di protesta e di non accettazione.
Continenza.
Virt morale grazie alla quale la persona contiene o domina e regola le proprie passioni ed
inclinazioni. Il nome si impiega soprattutto con riferimento alla sessualit.
Contraccezione.
Il complesso delle tecniche e delle pratiche
utili ad evitare che i rapporti sessuali provochino il concepimento.
Contrizione.
Dolore e pentimento per aver peccato. Implica
il riconoscere la propria infedelt a Dio ed ai valori autentici. Questo dolore
(e non la mera *attrizione che
viene dal timore del castigo) indispensabile per ottenere il perdono nel
sacramento della penitenza.
Controriforma.
La Riforma cattolica il movimento ecclesiale che sorse come reazione
alla *Riforma protestante. Si
manifest nei campi della dottrina, della morale, delle istituzioni e
dell'organizzazione, ecc. Per la sua stessa origine, ebbe un carattere polemico
che indur alcuni aspetti dottrinali, ma al tempo stesso dava una sicurezza di
fronte all'anarchia dottrinale che si diffondeva con la Riforma protestante.
Ebbe grandi figure di santit e di dottrina. Il suo carattere trionfalista rappresentato
in architettura dal *barocco.
Convento.
Dal latino, conventus = adunanza, convegno. Residenza di una comunit di
religiosi o religiose nata dopo il sec. XIII (quelle dei monaci, anteriori o
posteriori, si chiamano *monasteri).
Conversione.
Tornare sui propri passi, cambiare rotta. Il
dirigersi verso Dio di chi non lo conosceva o il ritorno a Lui di chi si era
separato nel peccato. Tutto ci implica un cambiamento di mentalit e di
orientamento della propria vita. L'uomo debole e incline al male, spesso
infedele a Dio; l'AT e il NT sono pieni di chiamate alla conversione. La
conversione uno dei grandi temi della Bibbia e ad esso attingono le letture
in particolare nelle liturgie della Quaresima, durante la quale si vive o si
rivive il cammino *catecumenale.
Copernico, Nicol (1473-1543).
Astronomo polacco. Nel sec. XVI, scopre il
sistema eliocentrico, secondo il quale il sole e non la terra, come fino
allora si era creduto, il centro dell'universo. (Oggi diciamo che il centro
del nostro sistema solare. Vedi *Galileo.) Questa ed altre scoperte scientifiche della sua epoca ebbero
ripercussioni anche nel campo religioso, in quanto liberarono da un certo senso
mitico nella concezione del mondo.
Corano.
Dall'arabo Qur'n = recitazione, lettura. Libro sacro dei musulmani che
raccoglie la predicazione di *Maometto. Il suo contenuto dottrinale si pu sintetizzare nei seguenti punti:
a) *Monoteismo assoluto. Non c'
altro dio che Allh. Non ammessa la *Trinit; b) Vi sono stati altri profeti: Abramo, Mos, Ges,
ma l'ultimo e il sigillo di tutti essi Maometto, il grande inviato di Allh;
c) Esiste un altro mondo, c' la risurrezione, il giudizio, l'immortalit, il
cielo e l'inferno.
Corazn.
Citt a nord del lago di *Gensaret, a 3 km. da *Cafarnao. Oggi non rimangono che delle rovine. Non abbiamo
testimonianze puntuali sull'attivit che Ges vi svolse, come si deduce da Mt
11,21 e Lc 10,13.
Corinto.
Capitale della provincia romana dell'Acaia,
nel Peloponneso nord-orientale, sul golfo di Corinto e di Salonicco. Fu un
centro commerciale e culturale cosmopolita. Dominata dall'Acrocorinto, una
ripida roccia su cui sorgeva il tempio di Afrodite, dea dell'amore, aveva fama
di citt immorale. Paolo vi si ferm diciotto mesi, intorno agli anni 50-52, e
vi fond una Chiesa che gli diede molte gioie e molti dispiaceri (cf At 18,11).
Corinzi.
Gli abitanti della citt di *Corinto, ai quali Paolo diresse varie lettere. Nella Bibbia
ne abbiamo due. In esse si fa allusione ad altre che sono andate perdute o,
come pensano alcuni, si sono fuse con quelle che abbiamo (cf 1 Cor 5,9; 2 Cor
2,3; 7,8).
Cornelio.
Centurione romano di stanza a *Cesarea, fu il primo pagano convertito al cristianesimo e
ammesso nella Chiesa da Pietro. Questo fatto fu molto importante perch rompeva
il " monopolio " ebraico come via di salvezza; i pagani convertiti
non avrebbero dovuto prima accettare la legge ebraica. Per questo si narra la
sua conversione con ogni particolare in At 10.
Coro.
1. Gruppo di cantori.
2. Preghiera corale di coloro a cui raccomandata in modo particolare la
celebrazione della *Liturgia delle ore, come *monaci e monache, *canonici, ecc.
Corporale.
Panno quadrato di lino bianco, posto sulla
tovaglia dell'altare durante la messa, sul quale il sacerdote depone l'*ostia, la *patena
e il *calice. E cos chiamato
perch viene a contatto con le sacre Specie contenenti il Corpo di Ges.
Coscienza.
- Coscienza psicologica: capacit che possiede l'essere umano di avvertire il
proprio essere e le sue attivit; la coscienza della propria interiorit.
- Coscienza morale: il giudizio che ognuno formula sulla bont o la
malizia dei propri atteggiamenti ed azioni. E retta, se il giudizio adeguato; scrupolosa, se deformata da un eccessivo senso di colpa; lassa, se il suo giudizio eccessivamente tollerante.
- Coscienza sociale: un aspetto della coscienza morale. Designa la
particolare sensibilit di fronte alle ingiustizie sociali.
Cosmogonia.
Il complesso delle teorie religiose,
filosofiche, scientifiche sulle origini del mondo.
Cosmologia.
Disciplina filosofica che ha per oggetto il
mondo come totalit e sistema e ne studia le leggi generali: tempo, spazio,
ecc.
Costantino I il Grande (306-337).
Imperatore romano. Sconfitto Massenzio a
Ponte Milvio (Roma), eman con Licinio l'Editto di Milano (313) che dava piena libert ai cristiani, concedendo
al cristianesimo lo stesso status delle religioni pagane. Costru basiliche e
don ai papi il palazzo del *Laterano.
Fece rinnovare e ampliare l'antica *Bisanzio, che chiam *Costantinopoli, e vi si trasfer. Si fece battezzare poco prima di
morire.
Costantinopoli.
Citt fondata dall'imperatore *Costantino accanto all'antica *Bisanzio, sulla costa europea dello Stretto del Bosforo, che
separa l'*Asia Minore (Turchia)
dall'Europa. Fu inaugurata nel 330. Costantino vi stabil la propria residenza
e Teodosio, nel 395, la fece assurgere a capitale dell'Impero Romano d'Oriente;
si costitu cos come " Seconda Roma ", rivale della prima. La
tensione tra le due citt per la disputa sulle rispettive zone d'influenza fu
uno degli elementi che, alcuni secoli dopo, avrebbero condotto allo *scisma d'Oriente. Nel 1453, la conquista di Costantinopoli ad
opera dei turchi segna la caduta dell'Impero Romano d'Oriente (e, per alcuni
storici, la fine del Medio Evo). Dal 1929, ha assunto il nome di Istanbul.
Costituzione apostolica.
Documento pontificio della massima
importanza, assieme alla *bolla,
bench carente degli aspetti materiali di quest'ultima (sigillo pendente in
piombo).
Costituzione dogmatica.
Documento ufficiale del Magistero conciliare
dei Vescovi in unit con il Papa. E la forma pi alta in cui la Chiesa esprime
se stessa e la sua fede. Tali sono, ad esempio, i documenti del Concilio
Vaticano II " Dei Verbum " e " Lumen Gentium ".
Costituzioni apostoliche.
Collezione di scritti compilati nel III e IV
secolo su documenti risalenti forse agli apostoli e contenenti le pi antiche
norme di diritto della Chiesa.
Cotta.
Tunica bianca di cotone o di lino, lunga fino
al ginocchio, con maniche larghe, spesso orlata di merletto, indossata dai
chierici durante le celebrazioni liturgiche. L'uso risale al sec. XI.
Cottolengo, Giuseppe Benedetto, santo
(1746-1842).
Grande apostolo della carit fondatore di
numerosi istituti per accogliere malati e bisognosi. Il pi famoso la Piccola
Casa della Divina Provvidenza,
fondata a Torino nel 1832.
Creativit.
Virt creativa. In senso stretto, solo Dio ha
questa facolt. In senso derivato, anche l'uomo la possiede.
Creazione.
L'atto di chiamare gli esseri all'esistenza
dal nulla. In questo senso, l'unico creatore Dio e la sua azione creatrice
costante, in quanto d continuamente l'essere a ci che ha creato. L'AT e il NT
affermano che Dio il creatore di tutto (cf Gn 1,1; Eb 11,3). La creazione
buona (cf Gn 1,31). Gli aspetti negativi non sono quelli fondamentali, ma
deformazioni introdotte dall'uomo, o semplici limiti connaturali a tutto ci
che non infinito. Cristo risorto inaugura una *nuova creazione
(cf 1 Cor 8,6) e alla fine vi saranno " nuovi cieli e una terra nuova, nei
quali avr stabile dimora la giustizia " (2 Pt 3,13).
Credo.
Professione di fede che inizia con questa
parola. Vedi *Simbolo.
Cremazione.
Incinerazione dei cadaveri umani. In uso
presso molti popoli primitivi, rimane tradizione di alcune culture orientali.
La Chiesa non la proibisce, " a meno che non sia stata scelta per ragioni
contrarie alla dottrina cristiana " (CIC 1176-3). Vedi *Inumazione.
Cresima.
Dal greco, criein = ungere. Vedi *Confermazione, *crisma.
Cripta.
Sotterraneo di una chiesa spesso adibito a
cappella, dove sono seppelliti santi o personaggi illustri o conservate
reliquie.
Crisma.
Olio mescolato a balsamo che il vescovo
consacra nella messa crismale la mattina del Gioved santo. Si usa nel *battesimo, nella *confermazione, nell'ordinazione sacerdotale ed episcopale. Vedi
anche *olii santi.
Crismale.
Vaso contenente il *crisma.
Crisstomo.
Vedi *Giovanni Crisostomo.
Cristianesimo.
La religione predicata e fondata da Ges
Cristo.
Cristianit.
1. L'insieme dei cristiani o popolo di *Cristo. Insieme dei paesi abitati dai cristiani.
2. Regime cristiano. Ordinamento
socio-politico della societ nella quale il cristianesimo considerato
l'elemento che giuridicamente la caratterizza. In essa si d per scontato che
il cittadino professi il cristianesimo e chi non lo fa considerato in qualche
modo inferiore. Questo regime cominci nella Chiesa con la conversione di
Costantino (313) e si rafforz decisamente con l'imperatore Teodosio I
(379-395). Nel Medio Evo, in mezzo a tensioni con i poteri politici, si
manifest, per esempio, nella necessit dei prncipi di una consacrazione
religiosa per aver diritto all'obbedienza dei propri sudditi. In seguito, vi
sono state forti pressioni, non solo contro il tentativo di privilegiare politicamente
la professione di fede cristiana, ma anche con la decisa volont di sostituirla
con ideologie opposte (liberalismo, marxismo). Dopo il Vaticano II, la Chiesa
ha rinunciato in modo consapevole e deciso al regime di cristianit, " per
tornare alla sua primitiva condizione di Chiesa missionaria in una societ la
cui piena autonomia di valori stata ampiamente riconosciuta " (cf J. Ma.
Gonzlez Ruiz, DAP-VD).
Cristiano.
Seguace di *Cristo. " Ad Antiochia per la prima volta i discepoli
furono chiamati cristiani " (At 11,26). Questo appellativo, coniato dai
pagani di Antiochia, che presero il titolo di " Cristo " per un nome
proprio, compare anche in At 26,28 e 1 Pt 4,16.
Cristo.
Dal greco Christs = unto, che traduce l'ebraico Mashiah, *Messia. La Chiesa apostolica riconobbe in Ges l'Unto del Signore per antonomasia, il suo inviato
definitivo, il Figlio di Dio e, in questo senso, il titolo divenne un suo
secondo nome. " Nelle lettere di Paolo, "Cristo" ripetuto pi
di 400 volte, mentre "Ges" usato meno di 200 volte. ... Egli,
evidentemente, distingue Cristo e Ges e non usa i termine l'uno per l'altro
" (cf L. Cerfaux, Cristo nella teologia di san Paolo, Ed. A.V.E., p. 403-426).
Cristo Re.
Titolo di Cristo che mette in rilievo la sua
sovranit su tutto il creato. Pio XI ne istitu la festa nel 1925. L'attuale
calendario la situa nell'ultima domenica dell'*anno liturgico (alla fine di novembre).
Cristocentrismo.
Impostazione della teologia, della
spiritualit, della storia, della catechesi o di qualsiasi altro aspetto
intellettuale o vitale in cui Cristo l'asse centrale.
Cristologia.
La parte della teologia dogmatica che studia
la persona e l'opera di Cristo. Questo secondo aspetto si chiama pi
specificamente *soteriologia.
Critica.
Studio volto ad accertare il valore di
un'affermazione in un determinato campo. La critica storica cerca di stabilire l'autenticit delle fonti e delle
interpretazioni. Ai nostri giorni, suscita un grande interesse la critica
storica dei Vangeli e di quanto si riferisce alla persona di Ges di Nazaret.
La critica testuale la scienza
che, a partire dai testi biblici, pervenutici con numerosissime varianti a
causa delle edizioni manoscritte, tenta di stabilire quale fu la versione
originale. La critica letteraria
indaga la realt di quello che si dice, a partire dalla storia dei testi dalle
loro fonti originali. I *generi letterari, che sono i diversi modi di esprimere un contenuto (lettera, cronaca,
storia, poesia, ecc.), sono un elemento indispensabile, non solo per risolvere
problemi altrimenti difficili, ma soprattutto per giungere al senso genuino di
un testo.
Croce.
Strumento di supplizio che i romani e altri
popoli antichi usavano per eseguire la pena di morte nel modo pi crudele e
infamante. Era formata da due assi di legno incrociate; a volte, quella
orizzontale era inchiodata all'estremit di quella verticale, a forma di tau o della nostra T maiuscola. Alla morte di croce fu
condannato Ges dal *procuratore
romano Ponzio *Pilato, su
richiesta dei giudei. Da allora, la croce l'emblema del cristianesimo. E
anche il simbolo della sequela di Ges, che disse: " Se qualcuno vuol
venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua "
(Mt 16-24; cf 10,38; Lc 14,27).
D'altra parte, poich da essa Cristo pass
alla gloria della *risurrezione,
la croce anche segno di vittoria. Per questo nel cristianesimo essa viene
riprodotta in pitture, sculture ed altri manufatti e nel segno fatto sulle
persone e sulle cose. La croce il cui braccio verticale pi lungo si chiama croce
latina; se i bracci sono uguali, si
chiama croce greca. La croce a
forma di X si chiama croce di sant'Andrea; gli ordini militari ebbero nelle loro insegne delle croci peculiari,
in genere ornate alle estremit: la croce di Malta, di Calatrava, di Santiago,
di Montesa. L'amore per il Signore che mor su di essa fa s che spesso sia
lavorata in materiali preziosi, sebbene oggi si torni a preferire la croce
semplice e austera, pi realistica ed espressiva.
Quando sulla croce si pone l'immagine di
Ges, la chiamiamo crocifisso.
Parte integrante della liturgia del Venerd
Santo (vedi *Triduo pasquale) l'adorazione della santa croce. Vedi anche *Segno della croce.
Crocifisso.
Vedi *Croce.
Cronache.
Libri delle Cronache. Costituiscono un'opera
in due libri dell'AT, 1 e 2 Cr, che d una visione della storia, dall'origine
dell'uomo al ristabilimento del culto dopo l'*esilio babilonese. Molto del suo materiale parallelo a
quello dei libri di Samuele e dei Re. Vedi *Paralipomeni.
Cronologia.
Scienza che studia la corretta successione
dei fatti nel tempo storico.
Cronologia cristiana.
Gli autori del NT non hanno una
preoccupazione cronologica come ci sarebbe piaciuto. L'autore che ha un maggior
senso della storia Luca. Nel suo Vangelo e negli Atti ci d vari *sincronismi
di grande valore. Giovanni Battista, il cui ministero prepara e precede
immediatamente quello di Ges, inizia a predicare " nell'anno decimoquinto
dell'impero di *Tiberio Cesare,
mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, e *Erode tetrarca della Galilea ", ecc. Lc 3, vero inizio
di questo Vangelo dopo il prologo che narra la vita nascosta di Ges,
stabilisce un sincronismo di ben sette personaggi. Poich Augusto mor il 19
agosto dell'anno 767 di Roma (14 della nostra era), l'anno decimoquinto di
Tiberio va dal 781 al 782 di Roma, ovvero 28-29 dell'era cristiana. Tiberio,
per, era stato associato all'impero due anni prima della morte di *Augusto e sembra che l'usanza in questi casi fosse di contare
a partire da quando erano stati associati. Possiamo cos determinare con una
certa precisione, anche se non con assoluta certezza, l'anno in cui Ges inizia
la sua vita pubblica. Meno precisi sono i dati di Lc 2,1 sulla data di nascita
di Ges, che coinciderebbe con il censimento ordinato da Augusto. Un'altra data
del NT che troviamo nel libro degli Atti quella che fa coincidere la
permanenza di Paolo a Corinto con il proconsolato di *Gallione. Il proconsolato durava un anno e si sa da
un'iscrizione che Gallione fu proconsole dell'Acaia nell'anno 52 della nostra
era. Vedi *Era.
Cronologia dell'Antico Testamento.
Anticamente, i popoli contavano gli anni a
partire da eventi importanti, generalmente la data dell'ascesa al trono dei re,
cos che ogni popolo o impero aveva la propria cronologia. Israele prese
quest'usanza a partire dalla monarchia (per l'epoca anteriore, i punti di
riferimento non sono certi). Tuttavia, vi sono date incerte anche rispetto a
questo periodo. Sicuro l'anno della caduta di Gerusalemme per mano dei
babilonesi: il 597 a.C. In seguito, venne adottata la cronologia dei persiani e
poi quella dei seleucidi: anno 312 a.C. Ovviamente, nell'epoca greca e in
quella romana c' maggior certezza del quadro generale.
Cruna.
Nell'espressione di Ges, riportata da Mc
10,25, la cruna di un ago potrebbe
riferirsi ad una piccola porta esistente nelle mura di *Gerusalemme. Un cammello (l'animale pi grande in *Palestina) non vi potrebbe passare e il paragone del Signore
eloquente per spiegare come l'amore per le ricchezze impedisca di entrare nel *regno
di Dio.
Cuius regio, eius religio.
Si dice anche: " cuius regio, eius et
religio ". Espressione latina =
di chi () la regione, di quello (sar) anche la religione. Tra i romani
indicava il fatto che ognuno suole professare la religione comune della sua
nazione. Tale principio fu approvato alla dieta d'Augusta (1555) per mettere
fine alle guerre di religione tra cattolici e riformatori. Si stabil in questo
modo che i sudditi avrebbero seguito la fede dei loro prncipi e ogni stato,
pertanto, sarebbe stato cattolico o protestante secondo la religione del suo
sovrano.
Culto.
Atto e atteggiamento con i quali si esprimono
l'ammirazione e l'accettazione (amore) che risveglia in noi un essere
superiore. Bench si possa applicare in senso naturale, all'effetto che provoca
un essere simile a noi, ma con qualit straordinarie, il termine culto si
applica normalmente all'atteggiamento verso Dio e verso ci che
particolarmente rapportato a Lui, come nel caso dei santi. Si chiama assoluto quando si rivolge direttamente alle persone, e relativo
se si esprime davanti a ci che in
relazione con esse (immagini, reliquie...). Dicesi culto di latra o adorazione, quello dovuto esclusivamente a Dio; culto di dula o venerazione, quello che si rende ai santi; culto di iperdula,
o venerazione superiore, quello riservato alla Vergine. Se la manifestazione di
culto viene espressa mediante la preghiera pubblica della Chiesa, il culto liturgico; in caso contrario, privato.
Cultura.
E' il modo di pensare, sentire e operare
comune ad un popolo. E la cognizione dell'esistenza ricevuta dal popolo nel
quale si nasce. La cultura si evolve, a volte molto lentamente, a volte a
grande velocit, come succede ai giorni nostri per l'influsso dei giganteschi
mezzi di comunicazione. Per l'evangelizzazione o qualsiasi tipo di pastorale
generale, di enorme importanza la sintonizzazione con la cultura
corrispondente. Se non si giunge al modo di pensare e di sentire, impossibile
introdurre i valori evangelici. Dice il papa Paolo VI che " la rottura tra
Vangelo e cultura il dramma del nostro tempo, come fu gi in altre epoche
" (EN 20). Questo non significa che la fede debba accettare tutti gli
elementi di una cultura; al contrario, deve esercitare anche, su qualsiasi
cultura, una funzione critica.
Cuore di Ges.
Espressione, ispirata a Gv 19, 31-37 ("
uno dei soldati gli colp il fianco con la lancia "), con cui ci si
riferisce in modo particolare all'amore di Ges per gli uomini. La pratica
della devozione al Cuore di Ges encomiabile se non si sofferma sul simbolo,
ma coglie ci che simboleggiato, cio l'immenso amore di Ges per noi.
Cuore e reni.
Per gli israeliti, il cuore e i reni
equivalgono a ci che per noi sono la mente e il cuore.
Cupidigia.
Sfrenato desiderio di beni e piaceri
materiali.
Curato.
Sacerdote che esercita la cura delle anime e
a cui affidata una chiesa e un determinato territorio entro i confini di una
parrocchia. Il termine pu indicare anche un coadiutore del parroco o il
parroco stesso.
Curia.
Organismo amministrativo e giudiziario
necessario all'azione pastorale. La curia diocesana coadiuva il vescovo nel governo della diocesi.
Curia Romana.
L'attuale struttura della Curia Romana, dopo
la riorganizzazione effettuata dal papa Giovanni Paolo II (Cost. Apost. Pastor
bonus: 28.06.88), la seguente:
- Segreteria di Stato. Presieduta dal cardinale segretario di Stato,
comprende la Sezione degli
Affari Generali e la Sezione dei
Rapporti con gli Stati.
- Congregazioni (possono paragonarsi ai ministeri delle nazioni):
Congr. per la Dottrina della Fede.
Congr. per le Chiese Orientali.
Congr. per il Culto Divino e la Disciplina
dei Sacramenti.
Congr. per le Cause dei Santi.
Congr. per i Vescovi.
Congr. per il Clero.
Congr. per l'Evangelizzazione dei Popoli.
Congr. per gli Istituti di vita consacrata e
per le Societ di vita apostolica.
Congr. per i Seminari e gli Istituti di
Studi.
- Tribunali ecclesiastici:
Penitenzieria Apostolica.
Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.
Tribunale della Romana Rota.
- Pontifici Consigli:
Pont. Cons. per i Laici.
Pont. Cons per l'Unione dei Cristiani.
Pont. Cons per la Famiglia.
Pont. Cons. " Giustizia e Pace ".
Pont. Cons. " Cor Unum ".
Pont. Cons. per la Pastorale per i Migranti e
gli Itineranti.
Pont. Cons. per la Pastorale per gli
Operatori Sanitari.
Pont. Cons. per l'Interpretazione dei Testi
legislativi.
Pont. Cons. per il Dialogo interreligioso.
Pont. Cons. per il Dialogo con i non
credenti.
Pont. Cons. per la Cultura.
Pont. Cons. per le Comunicazioni Sociali.
- Uffici:
Camera apostolica
Amministrazione del Patrimonio della Sede
Apostolica.
Prefettura degli Affari Economici della Santa
Sede.
- Si annoverano tra le congregazioni:
Pontificia Commissione per l'America Latina.
Pontificia Commissione per la Conservazione
del Patrimonio Artistico e Storico.
- Altri organismi:
Prefettura della Casa Pontificia.
Ufficio delle Celebrazioni liturgiche del
Sommo Pontefice.
- Istituzioni collegate con la Santa Sede:
Archivio Segreto Vaticano.
Biblioteca Apostolica Vaticana.
Tipografia Vaticana.
Libreria Editrice Vaticana.
L'Osservatore Romano.
Radio Vaticana.
Centro Televisivo Vaticano.
Fabbrica di San Pietro.
Elemosineria Apostolica.
Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica.
D
Dalai Lama.
Suprema autorit spirituale dei buddisti
tibetani e capo politico dello Stato *teocratico del Tibet, regione autonoma della Cina. E considerato
la reincarnazione di Budda. Secondo il *lamaismo, lo spirito di Budda che in lui si reincarna alla
sua morte in un bambino, che i *lama
scoprono per ispirazione divina. Dal 1959, dopo una rivolta, il governo
comunista cinese ha costretto all'esilio il Dalai Lama, che si rifugiato in
India.
Dalila.
Donna *filistea della quale si innamor *Sansone, che le rivel il segreto della sua forza e dalla
quale fu tradito (Gdc 16).
Dalmanuta.
Vedi *Magadn.
Dalmatica.
Veste liturgica, simile alla *pianeta, che si indossa sul camice. E una specie di tunica
lunga con maniche molto larghe. Nei primi secoli cristiani, come abito civile,
era spesso ornato da due strisce di porpora, pi ampie sulle tuniche dei
senatori (laticlavio). Il suo uso
si estese ai dignitari e al clero. Oggi indossata dal *diacono nella messa e dal *vescovo nella messa solenne.
Dalmazia.
Regione che si estende lungo la costa adriatica,
dalla Croazia al Montenegro e comprende numerose isole. Prende il nome
dall'antica trib illirica che l'abitava, i Dlmati. I Romani riuscirono a
dominarla solo nel 33 a.C. e la incorporarono alla provincia dell'*Illiria. In 2 Tm 4,10, si dice che *Tito vi si era recato.
Damasco.
Citt importante fin dai tempi dell'AT,
situata in una fertile pianura sulla via dei traffici tra l'Oriente e
l'Occidente. Fu capitale del regno omonimo, che ebbe scontri bellici con *Israele. Al tempo del NT era una delle citt della *Decapoli. Nella colonia ebraica della citt si ebbero presto
dei convertiti al cristianesimo. Saulo vi si dirigeva, infatti, per
perseguitarli, quando cadde da cavallo per grazia di Dio che lo convert. Qui
fu battezzato e cominci la sua predicazione (cf At 9; 22; 26); da qui dovette
scappare calandosi da una finestra delle mura della citt, per sfuggire al re
Areta che voleva catturarlo (cf 2 Cor 11,32-33).
Dan.
Figlio di *Giacobbe (Gn 19,40) e capo della trib omonima. Fu anche il
nome di una citt, dove Geroboamo I eresse un tempio in cui adorare un vitello
d'oro per separare le trib del nord da Gerusalemme. L'espressione " da
Dan a *Bersabea ", citt alle
estremit nord e sud del territorio del popolo di Dio, significava da un capo
all'altro del paese.
Daniele.
Ebreo di nobili natali, fu deportato a *Babilonia in giovane et. Protagonista del libro che porta il
suo nome, il pi tipico rappresentante del genere *apocalittico. Profetizz la venuta del *Messia.
Dannazione.
La condanna eterna dell'uomo che si chiuso
volontariamente alla *grazia di
Dio che voleva salvarlo. Sarebbe *eretico considerarla come anteriore e indipendente dall'ostinazione dell'uomo.
Il mistero della dannazione si comprende meglio alla luce di ci che la
salvezza: la comunicazione con Dio attraverso l'amore, che rende felice con la
felicit di Dio stesso, similmente a come facciamo nostra la gioia di quelli
che amiamo. La dannazione lo stato di chi rifiuta di aderire al bene e al
bene assoluto che Dio. Vedi *Condanna.
Dante Alighieri (1265-1321).
Poeta fiorentino, uno dei pi grandi della
letteratura di tutti i tempi. Il suo capolavoro, la Divina Commedia, espressione di un'elevata concezione teologica.
Dario.
Nome di tre re persiani citati nella Bibbia.
Il pi importante fu Dario I il Grande (cf Esd 4,24).
Darwin, Charles (1809-1882).
Naturalista inglese, autore di importanti
spedizioni scientifiche nell'America meridionale e nelle isole Galapagos,
noto soprattutto per la sua teoria dell'evoluzione delle specie, oggi accettata nelle linee generali. La teoria
dell'evoluzione e selezione naturale anche detta darvinismo.
Davide.
Secondo re (1010-970) del popolo di Dio,
successore di *Saul. Conquist *Gerusalemme (Gebus) ai gebusei e ne fece la capitale del regno. La
Bibbia lo presenta come un eroe nazionale, spirito nobile e molto religioso.
Cadde in gravi colpe, ma seppe pentirsi di cuore. Dopo *Abramo e *Mos
il personaggio pi rilevante dell'AT e un anello importante nella genealogia
del *messia, chiamato anche "
figlio di Davide " (Mt 21,9). Musicista e poeta, la tradizione ha visto in
lui l'autore dell'intero *salterio;
gli studiosi gli attribuiscono oggi non pi di dodici salmi, pur
riconoscendogli un ruolo essenziale nelle origini della lirica religiosa del
suo popolo. Di lui si parla largamente nei libri di *Samuele e dei *Re,
oltre a numerose citazioni in altri libri.
De facto, de iure.
In latino, " di fatto ", " di
diritto ". Contrapposizione tra una cosa considerata cos come o avviene
e ci che dovrebbe essere o si dovrebbe fare secondo il diritto o la giustizia.
De iure.
Vedi *De facto, de iure.
De Nobili, Roberto (1577-1656).
Gesuita italiano, nipote del cardinal
Bellarmino, lavor come missionario in India. Assimil profondamente la cultura
ind e riusc a convertire un considerevole numero di *brahmani. I suoi adattamenti pastorali suscitarono forti
contraddizioni da parte di altri missionari e accuse da Roma. Gli si permise,
comunque, di proseguire nel suo apostolato, con alcune modifiche nel metodo.
Questi *riti - i riti
malabarici - furono diverse volte
proibiti e reintrodotti; nel 1941 furono infine nuovamente approvati.
De Vio, Tommaso (1469-1533).
Teologo, nato a Gaeta (perci detto Caetano), domenicano, generale dell'ordine, fu creato
cardinale nel 1517 da Leone X. Legato del papa in Germania, riusc a influire
sull'elezione del cattolico Carlo V, ma non a comporre il dissidio tra Lutero e
la Chiesa. E famoso per i suoi commenti alla Somma Teologica di san Tommaso.
Decalogo.
I Dieci Comandamenti o, secondo l'espressione della Bibbia, le "
Dieci Parole " (Es 34,28; Dt 4,13; 10,4). Nella Sacra Scrittura compaiono
come insieme unitario nel contesto dell'*alleanza fra Dio e il suo popolo sul *Sinai (Es 19-20) e, secondo un'altra tradizione, nel Codice
*deuteronomico, che fa parte del secondo e lungo discorso attribuito a *Mos (cf Dt 5,6-21). Il decalogo l'espressione positiva
delle esigenze della legge naturale, dimenticata dall'uomo a causa della sua
inosservanza. Nella scena del giovane ricco, Ges ricorda come l'osservanza dei
comandamenti conduce alla salvezza (cf Mt 19,17-19 = Mc 10,19 = Lc 18,18-20).
San *Paolo dice esplicitamente che
cosa trasuda da tutto il *vangelo:
che tutti i comandamenti si riassumono nell'amore (cf Rm 13,9).
Decano.
Cardinale che presiede, primus inter pares, il Collegio dei Cardinali. A lui spetta ordinare
vescovo il Romano Pontefice eletto, qualora non fosse ordinato (CIC 352).
Decpoli.
In greco, dieci citt. Federazione di citt della Palestina, situate ad est
del Giordano, salvo Scitopoli. In origine erano dieci (Damasco, Filadelfia,
Rafana, Scitopoli, Gadara, Ippo, Dium, Pella, Gerasa e Canata), come indica il
nome, poi il numero and variando. Godevano di un'amministrazione autonoma, il
che rendeva pi debole il potere dei governi regionali. Vi dominava l'influenza
*ellenista. La federazione fu fondata nel 63 a.C. e sciolta nel 106 d.C. Nei
Vangeli citata in Mt 4,25; Mc 5,20; 7,31.
Decime.
La decima parte. Nell'AT si stabiliva la
tassa di questo 10% dei frutti della terra come contributo per il tempio, per i
leviti o per i poveri.
Decretali.
Decisioni papali su questioni di diritto che,
anche se redatte per lo pi in forma di lettera, avevano valore generale e
costituivano una fonte del diritto. Ne vennero fatte varie raccolte, in parte
passate nel *Codice di Diritto Canonico.
Decreto di Graziano.
Vedi *Diritto Canonico.
Dedicazione.
1. Festa ebraica chiamata anche delle
capanne o tende, in ricordo della dedicazione del tempio di *Salomone (1 Re 8,2.62-66) e la nuova consacrazione nell'anno
164 a.C., dopo la profanazione di Antioco Epfane. Era la festa pi popolare e
allegra, durante la quale si erigevano tende o capanne fatte con rami d'albero
in ricordo dell'esodo nel deserto. San *Giovanni, l'evangelista pi attento alle feste ebraiche, la
cita in 7,2s.; 10,22s.
2. Cerimonia liturgica con la quale un luogo
riservato in modo esclusivo al culto. La dedicazione, detta anche *consacrazione, a differenza della benedizione, che pu essere fatta
da un presbitero, riservata al vescovo, salvo casi eccezionali. Il Diritto
prescrive che le chiese, particolarmente quelle cattedrali e parrocchiali,
siano dedicate con rito solenne (CIC 1217, 2) e cos anche gli *altari fissi
(CIC 1237, 1).
Definizione dogmatica.
Affermazione chiara ed esatta di una verit
di fede pronunciata dalla massima autorit della Chiesa (un *concilio
ecumenico o il papa), che esige
l'adesione dei credenti, sotto pena di essere separati (scomunicati) dall'unit
cattolica.
Deismo.
Dottrina che professa l'esistenza di Dio,
principio di tutto ci che esiste, secondo la ragione naturale, mentre esclude
la *rivelazione soprannaturale. E
condannata dalla Chiesa per questo secondo aspetto.
Delegato apostolico.
Rappresentante del papa senza carattere
diplomatico che, nel territorio che gli si affida (Delegazione Apostolica) e
che comprende generalmente diverse diocesi, prelature e vicariati apostolici,
osserva le condizioni della Chiesa per tenerne informato il Santo Padre.
Delitto.
Violazione esteriore e imputabile di una
legge che porta con s una pena.
Demitizzazione.
Tecnica interpretativa del NT elaborata e
praticata da *Bultmann, esegeta
protestante. Parte dal presupposto che i Vangeli deformano i fatti narrati,
proponendo le realt trascendentali nei termini del mondo fisico, e cerca di
recuperare l'autentico senso dei fatti e delle parole traducendo quanto
narrato in un linguaggio esistenziale in ci che significa ed esige per la
nostra vita nel tempo presente, senza dare importanza a quello che pu essere
stato il suo contenuto storico. Se dunque si considera mitico il contenuto del
NT, la tecnica per interpretarlo sar la demitizzazione (cf G. FlorAl. Schkel,
DTCB, v. Demitizzazione).
Logicamente, l'*esegesi cattolica
non ammette n i presupposti di Bultmann, n le sue tecniche.
Demiurgo.
Dal greco, demos = popolo e ergon = lavoro. Chi lavora per il popolo, l'artigiano. Nella *cosmogonia di Platone e degli alessandrini, il dio creatore o
l'artigiano divino che crea il mondo. Si tratta di un dio cattivo e ignorante
che, nel creare, provoca un disastro cosmico perch intrappola nella materia
l'elemento divino che esce dal vero Dio.
Demonio Diavolo Satana.
Etimologicamente, demonio (daimon) significa essere divino; diavolo (da dia-ballo = dividere), il calunniatore, e satana (dall'ebraico,
avversario), l'accusatore. Allo stesso soggetto sono stati dati molti altri
nomi (drago, maligno, Belial = bestia, nemico, tentatore, eccetera). Come
" divinit inferiori " - dmoni - nelle culture politeiste, o come
spiriti maligni, il soggetto o i soggetti espressi da questi nomi sono potenze
malefiche. Nella Bibbia compaiono dalla Genesi al NT. Classiche sono le scene
del paradiso terrestre (Gn 3) e del libro di Giobbe. Nel NT attribuito a
questi spiriti ogni tipo di cattiverie, tutto ci che va contro Dio e anche il
provocare le malattie. Il Regno di Dio la vittoria su Satana, e uno dei
poteri che Ges d a coloro che invia quello di scacciare i demoni. Nell'AT
si ricorre a volte a nomi ed immagini di popoli pagani (ad esempio, Is 34,14;
Tb 3,8). Ges, da parte sua, parla il linguaggio dei suoi contemporanei. Non
facile, pertanto, interpretare i numerosissimi casi in cui la Bibbia parla del
demonio. In ogni caso, questi spiriti si oppongono sempre alla volont benefica
di Dio. Cf Mc 5,1-13; 9,17.25; Mt 9,32; 12,22; Lc 11,15; ecc.).
Demonologia.
Studio o trattato sul *Demonio o *Diavolo.
Denaro.
Unit monetaria romana ai tempi del NT,
equivalente alla *dracma greca.
Era d'argento e recava l'effigie dell'imperatore. Secondo Mt 20,2s., un denaro
era il salario di un giorno. Nei Vangeli si allude a questa moneta una dozzina
di volte.
Denzinger, Heinrich J. (1819-1883).
Teologo tedesco, che pubblic, verso la met
del secolo XIX (1854), la raccolta dei testi del magistero ecclesiastico - Enchiridion Symbolorum
- nota col suo nome (D), poi aggiornata da Rahner e altri e, ultimamente, da
Shnmetzer (DZ).
Deo iuvante. Deo volente.
In latino, " Con l'aiuto di Dio ",
" Se Dio vuole ".
Deontologia.
Dal greco, den = il dovere e logos = trattato. Trattato dei doveri. E una prospettiva dell'*etica che si usa in particolare in riferimento ai doveri
professionali: deontologia professionale. Da una parte, restringe il campo della morale al quale si applica e,
dall'altra, approfondisce aspetti trascurati dall'etica generale come, ad
esempio, il dovere del medico di studiare, l'attenzione del professore ai casi
particolari (i meno dotati, i superdotati, quelli che vivono in determinate
condizioni), ecc.
Deportazione.
Vedi *Esilio.
Desacralizzazione.
Perdita o eliminazione del carattere sacro di
una realt. Ai nostri giorni si assiste ad un intenso processo di
desacralizzazione con aspetti negativi, come la perdita del senso religioso, e
altri positivi, come un approccio al sacro pi adatto alla nuova cultura.
Descartes, Ren (1596-1650).
Il pi grande filosofo francese. Detto
latinamente Cartesio, considerato il padre del razionalismo e, in generale,
della filosofia moderna. Costruisce la " nuova filosofia " cercando
un principio assolutamente indubbio, che trova nel fatto di pensare: "
Penso, dunque sono " (Cogito ergo sum). (Questo principio, in realt, lo troviamo varie volte nelle opere di
sant'Agostino a cui, per, Descartes non fa riferimento.) Dalla prima
affermazione o principio deduce poi l'esistenza di Dio, del mondo, della
verit. Il suo concetto dell'uomo dualista (dualismo antropologico).
Nell'uomo, macchina pensante, distingue: a) la sostanza pensante e b)
la sostanza che chiamiamo corpo. Il suo sistema morale ha come ideale
l'impassibilit (apatheia degli
stoici), alla quale si giunge con la temperanza e la magnanimit (cf J. Fischl,
MHF; J. Ferrater, DF; OdlB, DC).
Deserto.
In senso spirituale, gi presente in alcuni
passi biblici e rilevante in correnti spirituali del passato e del presente,
significa luogo di prova (cf Os 2,14) e assenza di elementi superflui per
accogliere intensamente la voce di Dio. A questo si ispira la cosiddetta spiritualit
del deserto, che ha la sua base pi
ferma nel fatto che Ges stesso pass quaranta giorni in solitudine prima di
cominciare la sua vita pubblica.
Destino.
a)
Il fine per il quale ognuno esiste. b)
Il fine al quale, in pratica, si giunge. c) A volte con questo termine si esprime una fatalit o forza cieca che si impone alla volont. Questa
terza accezione si ritrova in alcune religioni e ad essa si allaccia
l'interpretazione rigida della *predestinazione.
Il cristiano sa che il destino di ogni uomo
la salvezza: Dio " vuole che tutti gli uomini siano salvati " (1 Tm
2,4) e che questa salvezza consiste nel condividere tutti insieme la felicit
di Dio nell'amore. Non si salva solo chi si d un altro destino scegliendo per
un falso amore.
Destra di Dio.
Espressione simbolica che, dato il predominio
della mano destra, significa lato preferito. Nel *Credo, si dice che Cristo seduto " alla destra di
Dio ". Nel giudizio finale, il Figlio dell'uomo porr i buoni alla sua
destra (cf Mt 25,33-34).
Deutero-Isaia.
Secondo Isaia. Questo nome attribuito dal
secolo XVIII allo sconosciuto autore dei capitoli 40-55 del libro di *Isaia; per lo stile e il contenuto, i critici riconoscono
che diverso dall'autore dei primi 39 capitoli e anche dalla terza parte del
libro: c. 56-66. Il Deutero-Isaia un autore che ha un brillante stile
lirico-poetico. Sono notevoli i suoi canti o poemi sul servo di Jhwh, che sono profezie sul *messia che prende su di s i nostri peccati. Questo scritto
si colloca all'epoca del ritorno dalla cattivit di *Babilonia, ovvero nella seconda met del secolo VI a.C.
Deuterocanonico.
In greco, " gli altri (libri) canonici
". Vengono cos chiamati alcuni libri della *Bibbia sulla cui canonicit (vedi *Canone) alcuni dubitarono finch l'autorit ecclesiale li
dichiar esplicitamente canonici. Si tratta di sette libri dell'AT (Tobia,
Giuditta, Baruc, Sapienza, Siracide, 1 e 2 Maccabei) e sette del NT (Ebrei,
Giacomo, 2 Pietro, 2 e 3 Giovanni, Giuda e Apocalisse). Gli ebrei non li
includono nella loro bibbia (AT) e nemmeno i protestanti (AT e NT), anche se
compaiono nelle bibbie ecumeniche di questi ultimi.
Deuteronomio.
Ultimo libro del *Pentateuco. Letteralmente significa seconda legge, dato che la sua parte centrale (12-25,15)
costituita dal cosiddetto Codice deuteronomico, formato da un insieme di leggi civili e religiose inserito
a met di un lungo discorso che, come gi uno precedente e un altro posteriore,
posto sulle labbra di *Mos, al
quale la Bibbia attribuisce tutto il Pentateuco. L'autore ricorda le grandi
gesta di Israele ed esorta con veemenza ad essere fedeli a *Jhwh.
Devotio moderna.
Devozione moderna. Vedi *Tommaso da Kempis.
Diaconato.
In greco, significa servizio. Anche se tutti
i *ministeri sono un servizio, quello del diacono lo come per antonomasia tra
i ministeri conferiti mediante il sacramento dell'*ordine: *episcopato, *presbiterato e
diaconato. Il diaconato requisito necessario per accedere al presbiterato e
all'episcopato, ma ha anche la sua ragione d'essere in se stesso. Nella Chiesa
antica, molti diaconi rimanevano tali per tutta la vita; essi ebbero un ruolo
importante, soprattutto a Roma accanto al papa. Oggi, grazie al rinnovamento
ecclesiologico del concilio Vaticano II, si recuperato il diaconato
permanente che pu essere conferito sia a *celibi che a sposati. Con il
diaconato si entra a far parte dei ministri sacri o chierici.
Diaconessa.
Donna che, anticamente, soprattutto nelle
chiese d'Oriente e d'Africa, riceveva il ministero per il servizio liturgico,
specialmente per aiutare o servire in alcuni riti, come il battesimo delle
donne, per motivi di decoro: unzione delle catecumene e accompagnamento nella
vasca battesimale, data la nudit delle catecumene in tali cerimonie, unzione
delle malate... Altri ministeri erano pi indipendenti dalle azioni liturgiche,
come i servizi di carit. In alcuni casi, il vescovo le conferiva l'"
ordinazione " in modo simile a quella del diacono o del presbitero, con
imposizione delle mani, vestizione della stola, consegna del calice. Per quanto
ci sia chi consideri questo rito sacramentale, o chi almeno si chiede se lo
fosse, la convinzione generale che si trattasse di una *benedizione costitutiva
e non di un sacramento.
A volte si chiamava diaconessa la moglie del
diacono.
Diacona.
1. Servizio o l'azione del servire.
2. Titolo diaconale, ovvero la Chiesa a cui
veniva assegnato il diacono, cos come esistono i titoli cardinalizio e
presbiterale.
Diacono.
L'uomo che ha ricevuto il ministero del *diaconato.
Dispora.
In greco, dispersione. Venne chiamato con questo nome il movimento di
emigrazione delle comunit ebraiche nel mondo pagano, dal VI secolo a.C. in
poi. Ai tempi di Ges, ad esempio, vi erano pi ebrei nella dispora che in
Palestina. La loro presenza fu di notevole aiuto per l'introduzione del
cristianesimo. Da quel significato originale, il termine si esteso e si
applica a qualsiasi minoranza religiosa inserita in un mondo di religione
diversa.
Diatssaron.
Narrazione unificata dei quattro Vangeli
elaborata da Taziano verso il 170. Fu il primo tentativo di questo genere e fu
molto diffuso. Oggi, dopo aver scoperto le peculiarit di ogni Vangelo nei
fini, nello stile e anche nella prospettiva teologica, si considera giustamente
inadeguata questa fusione dei quattro racconti evangelici. Vedi *Concordanze.
Diavolo.
Altro nome di *Satana = avversario. Vedi anche *Demonio.
Dicastero.
Ministero. Nella *Curia romana,
una congregazione.
Diciotto benedizioni.
Preghiera ebraica composta da diciotto
benedizioni la cui forma attuale risale al 100 d.C., ma le cui origini sono di
epoca precristiana. Il pio israelita la recita tuttora tre volte al giorno.
Ogni benedizione comincia con le parole: " Benedetto sei tu, o Signore, re
dell'universo ".
Didach.
Detta anche Dottrina dei dodici apostoli.
Testo della Chiesa primitiva probabilmente anteriore agli ultimi libri del NT.
Si ritiene che risalga al 90 ma c' chi lo anticipa al 50 e chi lo ritiene pi
tardo, del 150 circa. Se ne possono trarre dati importanti sulla liturgia dei
primi tempi: celebrazione eucaristica, confessione comunitaria, importanza dei
membri della comunit denominati " profeti ", funzione dei vescovi,
dei diaconi...
Ddimo.
In greco, " gemello ". Questo nome
o nomignolo attribuito nei Vangeli all'apostolo *Tommaso.
Digiuno.
Atto di penitenza consistente nell'astensione
totale o parziale dal cibo. Nella Chiesa cattolica, il digiuno consiste nel
fare un solo pasto al giorno, bench si permetta di mangiare qualcosa anche al
mattino e alla sera. Sono giorni di digiuno il Mercoled delle Ceneri e il
Venerd Santo (Vedi *Quaresima e *Triduo
Pasquale, CIC 1251)
Diluvio.
L'inondazione della terra narrata in Gn 6-8,
come castigo dell'umanit corrotta, dalla quale si salvano No e la sua
famiglia con gli animali necessari al proseguimento della vita. Il racconto
biblico non si deve intendere alla lettera nei suoi particolari, ma va compreso
nella mentalit dei popoli antichi in cui il mito un genere adatto ad
esprimere verit di fondo. Nel caso biblico, si tratta di mettere in evidenza
la cattiveria del peccato, la bont di Dio e, in definitiva, l'ottimismo e la
speranza.
Dimissorie.
Documento che il superiore religioso o il
vescovo di un candidato al sacerdozio mette a disposizione del vescovo a cui si
chiede di procedere all'*ordinazione.
Senza le lettere dimissorie, che attestano l'idoneit del candidato, non si pu
legittimamente procedere all'ordinazione (cf CIC 1052).
Dinamica di gruppo.
E una scienza sociale " che studia la
natura dei gruppi, le leggi del loro sviluppo, i rapporti interpersonali nel
gruppo e del gruppo con le altre organizzazioni " (R. Tonelli, in DC-CCC,
281). E anche la tecnica e l'arte di formare e far lavorare dei gruppi umani.
Dio.
Nome sacro dell'essere supremo, creatore
dell'universo, che lo conserva e governa con la sua provvidenza " (Real
Acad.). " Nelle religioni monoteistiche, essere supremo concepito come
creatore, ordinatore e conservatore di tutta la realt " (Zingarelli, 12a
ed.). Nessuna parola o espressione adeguata a definirlo, poich il nostro
linguaggio appartiene all'ordine dei nostri limiti e Dio il *trascendente. La sua infinit in ogni ordine lo fa ineffabile,
inesprimibile. Per questo il nostro parlare di Dio non pu essere che un
suggerire. Due definizioni bibliche impiegate sono: *Jhwh = " Io sono ", " Io sono colui che
sono " (Es 3,14) e " Dio amore " (1 Gv 4,8 e 16). La prima si
usa a volte nel linguaggio metafisico, anche se non si deve pensare che la sua
origine fosse questa. La seconda ha un senso pi vitale ed senza dubbio
quella che pu meglio suggerirci che cosa sia Dio, poich tra gli attributi
dell'essere personale nessuno vale pi di quello dell'amore.
Diocesi.
La porzione del popolo di Dio che viene
affidata alla cura pastorale di un Vescovo con la cooperazione del presbiterio,
in modo che, aderendo al suo pastore e da lui riunita nello Spirito Santo
mediante il Vangelo e l'Eucaristia, costituisca una Chiesa particolare in cui
veramente presente e operante la Chiesa di Cristo una, santa, cattolica e
apostolica (CIC 369). Di regola, circoscritta entro un determinato
territorio, ma vi sono anche diocesi personali, come nel caso del vescovo
castrense. Diverse diocesi formano assieme un'*arcidiocesi o provincia ecclesiastica.
Dionigi il Piccolo.
Monaco orientale del sec. VI (, 540), nato in
Scizia (Russia meridionale, presso il Mar Morto), ma vissuto a lungo a Roma,
dove scrisse diverse opere. Denominato cos per la sua umilt, fu un grande
studioso. Fu il primo a introdurre il calcolo degli anni secondo l'*Era
cristiana.
Dionigi l'Areopagita.
Membro dell'*Areopago, si convert al cristianesimo dopo il famoso discorso
di Paolo narrato in At 17,22-34. Un autore del secolo V, lo Pseudo-Dionigi,
mise sotto il suo nome i propri scritti. E stato anche identificato con il
primo vescovo di Parigi, san Dionigi (sec. III).
Dionisiaco.
Relativo a Dioniso, dio della *mitologia greca, che corrisponde a Bacco in quella romana. Dioniso (Bacco) il dio del vino,
del delirio entusiasta, dell'energia che fa fruttificare la terra. Le orgie
dionisiache greche hanno il loro equivalente nei *baccanali romani. I misteri dionisiaci comprendevano delle
riunioni di culto orgiastiche con danze, corse, sacrifici di animali, estasi e
allucinazioni in una specie di ubriacatura che non raramente degenerava in
oscenit. Vedi *Religioni mistiche.
Direttorio generale per la catechesi.
E' il documento ufficiale della *Santa
Sede pubblicato dalla Congregazione
per il clero il 15 agosto 1997. Il
primo direttorio, con il titolo Direttorio catechistico generale, era stato pubblicato l'11 marzo 1971, secondo quanto
stabilito dal *Concilio Vaticano II
nel Decreto sull'ufficio pastorale dei vescovi, n. 44. Contiene principi
dottrinali e norme metodologiche volte a collocare adeguatamente la pastorale
catechistica nel contesto della situazione attuale.
Dirimente.
Dicesi dirimente l'impedimento che rende
nullo il matrimonio (vedi CIC 1073 e ss.).
Diritti umani.
O Diritti dell'uomo. Facolt fondamentali e inalienabili della persona
umana, anteriori a qualsiasi norma o legge positiva, radicate nella dignit
stessa dell'essere *persona e, per
il credente, nella fonte di quella dignit, che Dio. Questi diritti sono
stati specificamente riconosciuti in formulazioni storiche: Dichiarazione di
Indipendenza degli Stati Uniti d'America (1776), Dichiarazione dei Diritti
dell'Uomo e del Cittadino, Assemblea Nazionale Francese (1789), Dichiarazione
Universale dei Diritti dell'Uomo, Assemblea Generale dell'ONU (1948).
Quest'ultima, almeno in teoria, accettata e inserita nella Costituzione di
tutti i paesi membri dell'ONU. Questo organismo ha promulgato altre
dichiarazioni su aspetti particolari di questi diritti: diritti civili e
politici, parit di diritti della donna, contro la tortura e le pene
degradanti... Negli ultimi tempi la Chiesa li ha riconosciuti in modo
particolare nell'*enciclica Pacem in Terris (Giovanni XXIII, 1963) e nella costituzione Gaudium
et Spes del concilio Vaticano II.
Principali organismi che promuovono i diritti umani: Amnesty International (1961), Commissione per i diritti umani dell'ONU (196), Commissione Pontificia " Iustitia et
Pax " (1967) (cf F. Ferrero, Derechos
Humanos, DAP-VD).
Diritto canonico.
Il complesso delle leggi ecclesiastiche
(canoni). Fin dai tempi della Chiesa primitiva invalse la consuetudine, per
iniziativa privata, di raccogliere in unit i canoni, dettati in prevalenza dai
concili e dai papi. A met del secolo XII, il monaco Graziano riorganizz
questa miriade di collezioni in una raccolta unitaria di leggi (Decretum
Gratiani), che costitu il primo
nucleo della grande collezione di leggi della Chiesa chiamata Corpus iuris
canonici, sull'esempio del Corpus
iuris civilis. Vennero poi le
raccolte sistematiche di *decretali
volute da Gregorio IX (Liber extra,
1234), Bonifacio VIII (Liber sextus,
1298) e Clemente V (Clementine,
1313) a cui si aggiunse la raccolta privata di Giovanni Chappuis (Extravagantes
Iohannis XXII e Extravagantes
communes). Fin qui, il corpo di leggi
che costituisce il cosiddetto " diritto classico " della Chiesa
cattolica. Il papa Pio X ordin di approntare una nuova e riformata raccolta,
essendosi creato nel tempo un immenso cumulo di leggi fonte di disordine e di
incertezza. Vedi *Codice di Diritto Canonico.
Diritto d'asilo.
Nell'antichit e, soprattutto nel Medio Evo,
privilegio di chiese o altri luoghi nei quali le persone trovavano rifugio e
non potevano subire violenze.
Diritto di propriet.
Facolt di possedere beni economici
personali, tanto per sovvenire alle proprie necessit, come per produrre con
essi altri beni. Anticamente, questo diritto venne inteso come principio
assoluto: " ius utendi et abutendi " = " diritto di usare e abusare " delle proprie cose.
Oggi si riconosce, e lo hanno esplicitamente fatto il concilio Vaticano II e i
papi Paolo VI e Giovanni Paolo II, che sulla propriet privata pende un'ipoteca
sociale: la Chiesa ha inteso " il diritto alla propriet privata come
subordinato al diritto all'uso comune, al destino universale dei beni "
(Giovanni Paolo II, LE 14). " Non parte dei tuoi beni quello che tu dai
al povero; quello che gli dai gli appartiene, perch di ci che stato dato
per l'uso di tutti, tu ti sei appropriato " (Sant'Ambrogio, cit. da Paolo
VI, PP 23).
Diritto naturale.
Le norme che si fondano sulla natura o
essenza dell'uomo in modo universale e immutabile. Vedi anche *Legge
naturale.
Discepolo.
Colui che impara dal suo maestro e lo segue.
Ges ebbe 12 *apostoli e molti
discepoli.
Discernimento.
Riflessione con la quale si cerca di
conoscere la volont di Dio su un determinato punto sul quale non si ha
sufficiente chiarezza. Si tratta di un'attivit spirituale che si deve
realizzare in un clima di preghiera. Oggetto del discernimento pu essere una
questione personale oppure comunitaria. Il clima di preghiera implica la
sincerit, e cio il tentare di eliminare i mascheramenti soggettivi della
verit per vedere le cose alla luce di Dio ed operare di conseguenza. Per
realizzare un buon discernimento indispensabile, con lo spirito di fede
(giudizio delle realt secondo Dio), un atteggiamento di piena disponibilit,
vale a dire essere disposti ad accettare nella propria vita le conseguenze
della luce ottenuta, per esigenti che siano. Anche se il discernimento sempre
esistito nella vita spirituale, si indica in sant'Ignazio di Loyola l'uomo che,
in modo esplicito, lo pratic e lo propose, tanto da essere una delle
caratteristiche della spiritualit ignaziana.
Discesa agli inferi.
In questa frase del *Credo, inferi (luoghi inferiori) significa il luogo dei
morti. Cristo mor veramente come muore ogni uomo. La morte la condizione del
passare al nuovo stato o vita in un'altra dimensione. Vedi *Risurrezione.
Discorso della montagna.
E un lungo discorso di Ges che in Mt occupa
tre capitoli (5, 6 e 7); in Lc molto pi breve (6,17-49) perch alcuni
elementi, rispetto a Mt, sono collocati in altri contesti. E probabile che Mt
abbia riunito la dottrina esposta da Ges in diverse circostanze. Il discorso
della montagna ebbe luogo all'inizio della vita pubblica. La montagna di cui
parla Mt 5,1 , secondo la tradizione, una collinetta presso il lago di *Gensaret, sul lato nord a tre chilometri da *Cafarnao. Anche se non si deve cercare in questo discorso un
riassunto di tutto il cristianesimo, esso importantissimo come espressione
dello spirito dell'insegnamento evangelico. Comincia con le *Beatitudini, manifesta la novit dell'insegnamento di Ges
rispetto all'antica legge, espone gli atteggiamenti fondamentali che deve avere
chi vuole seguirlo e si conclude con un deciso appello a non ridursi ai meri
sentimenti, ma a tradurli in opere. Questo discorso stato molto commentato
nel corso dei secoli.
Disegno di Dio.
Piano di Dio per salvare l'uomo, occulto dal
principio e rivelato in Cristo, come dice san Paolo, che lo chiama anche il mistero
della sua volont. Vedi Ef 1,9 e
tutto il paragrafo 1,3-14.
Distanasia.
Dal greco, dysthnatos = che produce una dura morte. Vedi *Eutanasia.
Dttico.
Dal greco, diptychos = piegato in due. Coppia di tavolette unite da una
cerniera. I Romani vi incidevano anticamente delle note o delle lettere. Venne
poi l'usanza, in et consolare, di farvi incidere il proprio ritratto. Nel
Medio Evo, l'uso del dittico pass nella liturgia cristiana: con esso si
indicavano le tavolette su cui venivano scritti i nomi delle persone vive o
defunte che si volevano ricordare nella preghiera. Da tali dittici,
sontuosamente decorati con pitture e bassorilievi, traggono origine il trittico
e il polittico.
Diurnale.
Libro della *Liturgia delle ore che contiene le ore diurne, ovvero tutto salvo l'ora
di lettura, maiuscole o notturni.
Attualmente, anche questa ora si pu pregare durante il giorno, a parte alcuni
religiosi che per particolari disposizioni devono celebrarla di notte.
Divini illius Magistri.
*Enciclica di Pio XI sull'educazione (29121929). In essa, il
papa chiarisce la dottrina delle diverse istituzioni che intervengono
nell'educazione (famiglia, Chiesa, Stato), sul soggetto, l'ambiente, il modo di
portare a termine questa missione.
Divorzio.
Scioglimento o rottura del matrimonio valido
essendo vivi ambedue i coniugi. Le leggi civili di numerosi paesi lo ammettono
con diverse motivazioni. La Chiesa, seguendo l'insegnamento di Cristo (cf Mt
19,3-8), lo considera illegittimo e non valido. Quando la Santa Sede, per mezzo
dei suoi tribunali, ammette la separazione con la possibilit di contrarre nuove
nozze, non ammette il divorzio, ma dichiara che il precedente non era valido
per un difetto in radice. Il papa pu sciogliere, per una giusta causa, un
matrimonio non consumato, vale a dire di coloro che pur essendo sposati non
hanno realizzato l'unione sessuale. Inoltre, in virt del cosiddetto privilegio
paolino, promulgato da Paolo in 1 Cor
7,12-15, si pu concedere la separazione con possibilit di un nuovo matrimonio
nel caso di chi, sposatosi prima di abbracciare la fede cristiana con una
persona non battezzata, non possa convivere in modo conforme alla sua fede in
quel matrimonio (cfr CIC 1143).
Docetismo.
Dal greco, dkesis = apparenza. Dottrina eretica dei primi secoli
cristiani, alla quale si allude gi negli scritti del NT (Giovanni, Colossesi),
che attribuiva a Cristo solo un corpo apparente, negando cos la realt del
mistero dell'*incarnazione.
Dogma.
Affermazione dottrinale precisa che la Chiesa
ha definito in modo solenne. La sua accettazione obbligatoria per tutti i
membri della Chiesa. Chi lo rifiuta, cade nell'eresia e si pone fuori della
Chiesa. Sono generalmente le controversie sui punti dottrinali importanti che
portano a stabilire una verit come il dogma.
Domenica.
La parola significa " del Signore
", dal termine latino Dominus
(= Signore), o " Giorno del Signore ", in latino " Dies
dominica ". E il giorno di festa
per antonomasia. Non si tratta di uno spostamento del sabato ebraico; "
il giorno della risurrezione del Signore ", la pasqua settimanale. Il
sabato il settimo giorno; la domenica il primo giorno: giorno della
creazione iniziale e della nuova creazione che comincia con la risurrezione di Cristo; ed il giorno ottavo,
ossia al di l dei sette giorni, il giorno di ci che definitivo, il giorno
dei tempi *escatologici. Il Vaticano II, che fa della domenica una
presentazione ricca di concetti, afferma che " la domenica il fondamento
e il nucleo di tutto l'anno liturgico " (SC 106).
Domenicani.
Vedi *Frati predicatori.
Domenico di Guzman, san. (1170-1221).
Nacque in Spagna, nella Vecchia Castiglia.
Canonico della cattedrale di Osma, affianc il suo vescovo, Diego de Acebes, in
una missione diplomatica nel sud della Francia. Colpito dalla diffusione delle
eresie, in particolare quella degli *albigesi, si propose di riconquistare alla
verit una cristianit divisa e decadente, non con spedizioni armate ma con la
predicazione. Fond a Tolosa l'ordine dei Domenicani o Predicatori. Mor a
Bologna. Fu canonizzato nel 1234.
Domnguez, Clemente.
Capo della setta dei Carmelitani del Santo
Volto di Palmar de Troya (comune di
Utrera, Siviglia). Presunte rivelazioni e stigmate gli diedero spettacolarit
fin dal 1969. L'arcivescovo sud-vietnamita Ngo-Dhin-Thuc gli confer
illegittimamente il presbiterato e dieci giorni dopo lo ordin vescovo. Sospeso
*a divinis e *scomunicato, si separ dalla Chiesa e fond l'ordine dei
Carmelitani del Santo Volto, setta fortemente conservatrice (sono giunti a
canonizzare J.A. Primo de Rivera e il dittatore Franco). Nel 1976, in seguito a
un incidente automobilistico, Clemente rimase cieco. Nel 1978, alla morte di
Paolo VI, si proclam papa con il nome di Gregorio XVII. Dietro a questa
istituzione, operano importanti interessi economici.
Doni dello Spirito Santo.
Grazie particolarmente significative che
costituiscono l'humus di un
comportamento spirituale dominato dallo Spirito di Dio. Seguendo Isaia 11,1-3,
se ne menzionano sette: sapienza, intelligenza, consiglio, fortezza, scienza,
piet e timor di Dio.
Dossologia.
Preghiera di lode (doxa in greco). Si chiama dossologia maggiore il Gloria della messa; dossologia minore il Gloria
che recitiamo comunemente nelle nostre preghiere: Gloria al Padre, al Figlio e
allo Spirito Santo. La preghiera eucaristica della messa si conclude con una solenne dossologia:
" Per Cristo, con Cristo e in Cristo ". Anche la strofa finale di
molti inni liturgici una dossologia. E un genere di preghiera molto praticato
nell'orazione della Chiesa; l'atteggiamento pi nobile, quello che dovrebbe
essere pi spontaneo davanti a Dio e alla sua opera, la lode.
Dottore della Chiesa.
Titolo attribuito dal papa a santi scrittori
per la perfetta *ortodossia della
loro dottrina. Durante il Concilio Vaticano II, Paolo VI concesse questo titolo
per la prima volta a due donne: Santa Caterina da Siena e Santa Teresa di Ges.
Dottore.
Dal latino, docere = insegnare. Colui al quale viene ufficialmente
riconosciuta la capacit di insegnare. Nella Chiesa, i primi dottori sono i
vescovi. Nelle universit, il dottorato il massimo livello accademico.
Dottrina sociale della Chiesa. I.
Documenti principali:
Come corpo dottrinale in qualche modo
organizzato, si sviluppata dalla fine del secolo XIX, con il risveglio del
senso di giustizia, di fronte alle condizioni disumane dei salariati. In seguito,
si allargata ad aspetti sociali come la pace, i rapporti fra i popoli, la
famiglia, l'educazione, il consumo...
- Rerum novarum (" Delle cose nuove "), *enciclica promulgata dal papa Leone XIII il 15 maggio 1891. E
il primo grande documento sociale della Chiesa. Fu accolta con entusiasmo da
chi si preoccupava in modo particolare per l'ingiusta situazione degli operai e
rifiutata negli ambienti che si opponevano al cambiamento, anche all'interno
della Chiesa. Denuncia le condizioni disumane dei lavoratori e propone i
principi fondamentali per un ordine giusto (cf Commissione Povert e Giustizia,
L'insegnamento sociale della Chiesa,
per i documenti pontifici anteriori al 1984).
- Quadragesimo anno (" Quarant'anni dopo " - dalla Rerum
novarum - ), enciclica promulgata da
Pio XI il 15 maggio 1931. Erano i giorni della recessione mondiale e della
feroce dittatura di Stalin.
- Mater et Magistra (la Chiesa, " Madre e Maestra "), enciclica
di Giovanni XXIII settant'anni dopo la " Rerum novarum " (15561). Il
papa si fa carico dei progressi scientifici, sociali e politici e, nel nuovo
contesto, riafferma e completa gli insegnamenti dei suoi predecessori.
- Pacem in terris (" La pace sulla terra "), enciclica di
Giovanni XXIII (11463). Affronta il tema della pace e dei diritti umani,
fondati sul rispetto della persona.
- Gaudium et spes (" La gioia e la speranza "), *costituzione *pastorale
del concilio *Vaticano II sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, promulgata il
71265. La Parte I dedicata a considerazioni sulla dignit umana e sulla
missione sociale dei fedeli. La parte II dibatte i grandi temi attuali.
- Populorum progressio (" Lo sviluppo dei popoli "), enciclica di
Paolo VI (26367). Sviluppa la dottrina sul rapporto tra gli individui a livello
delle nazioni. E un vigoroso richiamo alla giustizia e alla solidariet
universale. " Venne scritta dal mondo occidentale per il mondo occidentale
" (P. Big), e per questo " non allude mai al mondo socialista o alla
teoria marxista ", ma rivolge la sua critica al " capitalismo
liberale " (26 e 58), che trov nell'enciclica " delle simpatie
marxiste " (ad es. il Wall Street Journal). E ispirata dal profondo spirito umanitario ed
evangelico di Paolo VI.
- Octogesima adveniens (" Ad ottant'anni " - dalla Rerum
novarum - ), lettera di Paolo VI al
Cardinale Roy, presidente della Commissione " Giustizia e Pace ",
(15571). Il papa ricorda come i suoi viaggi per il mondo gli abbiano permesso
di vedere la miseria di tanti e udire il loro grido, di constatare le flagranti
differenze nello sviluppo dei popoli, l'emarginazione dei poveri. La Chiesa
vuole " conoscerli, aiutarli e difendere il loro posto e la loro dignit
in una societ indurita dalla rivalit e dal fascino del successo " (n.
15).
- Giustizia nel mondo, documento del terzo *Sinodo dei vescovi (1971). " L'amore per il prossimo e la giustizia
sono inseparabili ". I vescovi auspicano con urgenza che all'interno della
Chiesa sia visibile il modello del rispetto per i diritti di ognuno; chiedono
che si adotti lo stile di vita che richiede la miserrima situazione di tanti;
sottolineano l'impegno educativo, che deve partire dal riconoscimento del
peccato nelle sue manifestazioni individuali e sociali (cf nn. 17-19).
- Laborem exercens (" Nel realizzare il lavoro "), enciclica di
Giovanni Paolo II a novant'anni dalla Rerum novarum (14981; non pot essere pubblicata il 15 maggio a
causa dell'attentato di cui fu vittima il papa il giorno 13). E scritta da un
uomo che ha vissuto in un paese sottoposto all'ideologia e all'organizzazione
marxista, ma che ha anche studiato i sistemi capitalisti. Al centro del
pensiero del papa la persona umana, la verit dell'essere dell'uomo.
- Sollicitudo rei socialis (SRS) (" La preoccupazione per gli affari
sociali "), enciclica di Giovanni Paolo II (19288) per commemorare i
vent'anni della Populorum progressio
(PP), alla quale fa ripetutamente riferimento. Mentre PP, scritta per
l'occidente, non fa allusione al marxismo, ma critica fortemente il capitalismo
liberale (n. 26 e 58), SRS condanna con energia l'oppressione marxista, che
sopprime le libert e reprime la creativit (cf n. 15). Ma il capitalismo
liberale anche un imperialismo oppressore. " Il processo dello sviluppo
e della liberazione si concretizza nell'esercizio della solidariet, vale a dire dell'amore e del servizio al prossimo,
in particolare ai pi poveri " (n. 46).
- Centesimus annus (" Nel centenario "), *enciclica di Giovanni Paolo II a cent'anni dalla Rerum
novarum. Il papa, oltre a ricordare i
criteri pi caratteristici della RN,
espone le linee essenziali della dottrina sociale della Chiesa con lo sguardo
rivolto pi al futuro che al passato. Essenziale la concezione corretta della
persona, intesa in modo erroneo dal marxismo e dal capitalismo.
- Pio XII offr notevoli insegnamenti sui
diritti umani, l'ordine giuridico internazionale, eccetera. Tra i suoi
interventi in questo campo, si distinguono i radiomessaggi di Pentecoste del
1941, La solennit (a
cinquant'anni dalla Rerum novarum),
quello di Natale del 1942 e quello del 1944: Benignitas et humanitas, sulla Chiesa e la democrazia.
- Il *CELAM, nelle sue Conferenze Generali di *Medelln (1968) e di *Puebla (1979), dipinse con duro realismo la situazione di
ingiustizia patita da grandi moltitudini nel continente americano e propose la
dottrina della Chiesa applicata a tale situazione.
Medelln dedica il primo dei suoi sedici
documenti alla giustizia; sulla stessa linea il quattordicesimo: Povert
della Chiesa; numerosi i riferimenti
in altri, come Famiglia e demografia,
Giovent, Catechesi...
Puebla parte dal fatto che la situazione non
migliorata tra le due assemblee e, nel suo documento unitario, parla di
strutture di peccato in questo ambito, usando perfino l'espressione "
peccato sociale " (nn. 28, 487). (Giovanni Paolo II parla di "
strutture di peccato ", per es. in SRS 36.) Meritano di essere citate in
particolare: parte I, cap. II: Visione della realt dell'America Latina; parte II, cap. II, paragrafo IV: Evangelizzazione,
liberazione e promozione umana; e
paragrafo V: Evangelizzazione, ideologie e politica; parte IV, cap. I: L'opzione preferenziale per i
poveri.
- Libertatis nuntius, istruzione della Congregazione per la Dottrina della
fede (6884) che indica le deviazioni di alcune correnti della *teologia della liberazione.
- Libertatis conscientia, istruzione della stessa *Congregazione Romana
(22386). E un'esposizione pi completa sulla libert umana, inclusa la
liberazione dalle condizioni socio-economiche che rendono schiavi.
- La Pontificia Commissione Giustizia e
Pace pubblic vari documenti di
portata sociale: Al servizio della comunit umana: una considerazione etica
del debito internazionale (1986); Che
hai fatto di tuo fratello senza tetto? La Chiesa di fronte alla crisi della
casa (1987); Il moderno sviluppo
delle attivit finanziarie alla luce delle esigenze del cristianesimo (1994); Per una migliore distribuzione della terra (1997).
Dottrina sociale della Chiesa. II Linee
centrali.
(Le sigle rimandano ai documenti citati
nell'articolo precedente.)
1. Il primo punto di riferimento il
valore della persona umana. La sua
dignit, la sua libert, l'uguaglianza radicale di tutti gli uomini.
L'autentico bene dell'uomo il suo essere personale; non ci che possiede ma
ci che , e il mistero del suo essere si scopre nella sua prospettiva
trascendente. L'interesse sociale deve tendere a far s che l'uomo passi "
da condizioni di vita meno umane a condizioni di vita pi umane " (PP 20)
(LE, CA).
2. " Il lavoro umano la chiave, forse la chiave essenziale, di tutta la questione
sociale "; non deve essere considerato come merce, ma come attivit
personale (LE 3 e 6). Il sistema del salario non di per s ingiusto. Pu garantire la giustizia e oggi come oggi non se
ne conosce un altro che possa sostituirlo. Tuttavia, il rapporto tra le parti
va al di l del salario; il lavoratore fa parte dell'impresa e deve partecipare
in qualche modo alla sua propriet, all'amministrazione e ai benefici (QA, GS).
I lavoratori hanno diritto ad associarsi, a formare sindacati per difendere i loro interessi,
il che non vuol dire lottare " contro gli altri " (RN, LE 20).
Lo sciopero, " nella presente situazione, pu continuare ad
essere un mezzo necessario, anche se estremo " (GS 68).
La lotta di classe illegittima se intesa come conflitto nel quale non
si rispetta l'etica e nel quale si cerca il bene personale a prescindere dal
bene generale (QA, CA 14).
Il vizio radicale del capitalismo liberale e
del marxismo sta nel fatto che entrambi sono materialisti: violano i diritti
delle persone concentrandosi sui beni materiali (LE 13). Uno sviluppo puramente
economico non libera l'uomo; piuttosto, lo disumanizza (SRS 46).
3. Il diritto di propriet individuale
legittimo e deve essere promosso.
Garantisce la libert e la creativit e stimola il lavoro. Tale diritto
riguarda anche i mezzo di produzione (RN 9, 10, 14, 18; MM 21; LE 14; CA 6,
30).
La propriet privata, per, " non
costituisce per nessuno un diritto senza condizioni ed assoluto " (PP 23); su questo diritto pende un'" ipoteca
sociale ". Esso subordinato a un altro pi radicale: Dio ha destinato i
beni della terra " perch ne facciano uso tutti gli uomini e i popoli
" (GS 69; LE 14; SRS 42).
4. La solidariet tra gli uomini e tra i
popoli. E un fatto in molti campi (PP
17). Deve esserlo particolarmente in questo, perch si superi la mentalit
individualistica (CA 49).
- " L'amore preferenziale per i
poveri " una delle espressioni
necessarie della solidariet (SRS 46).
- " L'amore per il prossimo e la
giustizia sono inseparabili. L'amore innanzi tutto un'esigenza assoluta di
giustizia " (Sinodo Vescovi,
1971).
- Il superfluo deve essere considerato " con la misura delle
necessit degli altri " (Giovanni XXIII: GS 69). Come gi insegnarono i
Padri della Chiesa, quello che avanza al ricco appartiene al bisognoso (PP 23). Similmente, " il superfluo dei paesi
ricchi deve essere dedicato ai paesi poveri " (PP 49).
Il cardinal Lustiger affermava che siamo agli
inizi del cristianesimo. Almeno nel campo dell'applicazione del *vangelo alla vita sociale, tale affermazione risulta
innegabile se guardiamo semplicemente a quanto detto nel punto 4.
5. La Chiesa ha il diritto e il dovere di
intervenire in questo campo
proponendo la sua dottrina. Poich il sociale comporta una responsabilit morale,
" fa parte della missione evangelizzatrice della Chiesa " (SRS 41).
In questo campo sono coinvolti elementi evangelici fondamentali come la
giustizia, la carit, l'essere dell'uomo e il suo destino (RN, QA, EN, PP).
Questa dottrina non una terza via tra il capitalismo liberale e il
materialismo marxista, ma applicazione della Parola di Dio alla vita (SRS
41).
Dracma.
Unit monetaria greca equivalente al *denaro romano ai tempi del Nuovo Testamento.
Drago.
Animale *mitologico, incarnazione del caos primitivo.
Nell'Antico Testamento, mostro marino o, a volte, terrestre; compare anche
sotto altri nomi (Leviatan, serpente) (cf Sal 74,13; 91,13; 148,7; Is 14,29;
27,1; 30,6; Ez 29,3; 32,2; Dn 7). Nel Nuovo Testamento lo nomina l'Apocalisse
come l'avversario di Dio: Ap 12, 3.14-17 (serpente); 20,7-10 (diavolo). Pu
essere assimilato allo spirito del male.
Droga.
" Prodotto - naturale o derivato - che
ha la capacit di stimolare o inibire il sistema nervoso, producendo tolleranza
(aumento costante della necessit) e dipendenza (se ne ha bisogno per
comportarsi normalmente, poich senza di essa ci si ammala) " (Eduardo
Baselgas, sj). La maggior parte delle droghe producono dipendenza psichica (ci
si sente incapaci di farne a meno) e alcune anche dipendenza fisica
(interrompendone l'assunzione, si producono disturbi organici in quanto il
corpo vi si abituato). Ne esistono vari tipi, distinti secondo gli effetti:
stimolanti, ipnotici, allucinogeni. Sono pericolose e a volte possono provocare
la morte (cf L. Gonzlez-Carvajal, D.A.P.V.D.).
Druida.
Vocabolo di origine celtica, significa
letteralmente: " che conosce (wid) la quercia (dru) ",
con riferimento alle misteriose pratiche fatte col vischio quercino. Indicava i
sacerdoti con funzioni religiose e anche politiche nei popoli celtici.
Dualismo.
Concezione filosofica secondo la quale ci
che esiste deriva da due principi opposti ed irriducibili: bene e male, caos e
creazione, tenebre e luce... La Bibbia afferma chiaramente l'esistenza di un
Dio unico creatore di ogni cosa.
Esiste anche un dualismo antropologico, ovvero una visione dell'uomo come opposizione o
almeno separazione di anima e corpo. La concezione ebraica dell'uomo monista o unitaria, ma nella filosofia cristiana ebbe un
forte influsso la visione dualistica della filosofia greca, specialmente di
Platone. Ai nostri giorni, si recupera l'originale visione semitica.
Duello.
Combattimento tra due contendenti secondo
norme prestabilite ed armi uguali per vendicare l'onore offeso. Poich pu
condurre alla morte o a ferite gravi, un'espressione di odio oltre che di
orgoglio. E un peccato grave.
Dula.
Culto di venerazione reso ad angeli e santi.
Vedi *Culto.
Duomo.
Termine popolare con cui si designano in
Italia alcune *cattedrali, in
particolare a Milano, Orvieto, Pisa e Siena.
E
Ebal.
Montagna rocciosa della *Samaria, a nord di Sichem, presso l'attuale Nablus.
Nell'impressionante scenario tra questo arido monte e il boscoso *Garizm (monte della maledizione il primo, della benedizione
il secondo), *Giosu costru un
altare, come gli aveva ordinato Mos e lesse tutte le parole della legge,
perch il popolo scegliesse se obbedire o disobbedire a Dio (vedi Dt 11,26-30 e
Gs 8,30-35).
Ebdomadario.
Dal greco hebdmada = settimana. La persona che nella preghiera corale o
comunitaria della *Liturgia delle ore
presiede o dirige la preghiera. Viene detta ebdomadario per l'uso di svolgere a
turno settimanalmente questo ministero, iniziando dai primi vespri della
domenica.
Ebioniti.
Setta giudeocristiana che negava la divinit
di Cristo. Durante la *Guerra Giudaica, si rifugiarono ad est del *Giordano. La loro dottrina racchiusa in un vangelo, detto vangelo
degli ebioniti, elaborato soprattutto
con materiale di Mt, ma anche degli altri sinottici e con leggende. Proibivano
di mangiare carne, si opponevano alla dottrina di *Paolo e negavano la nascita verginale di Ges (cf DBM e
VPB).
Ebraico.
Lingua semita nella quale venne scritto l'AT.
Proviene dal mescolarsi della lingua dei cananei con l'aramaico che parlava il
popolo di Israele. Dopo l'*esilio,
l'ebraico rimase come lingua letteraria, ma il popolo parlava aramaico. Nella
scrittura, l'ebraico usava solo le consonanti. I *masoreti inventarono, verso il sec. VI o VII d.C., il sistema
per rappresentare le vocali per mezzo di punti.
Ebraismo.
Religione e insieme delle tradizioni degli
ebrei. E una delle tre grandi religioni monoteiste, con il Cristianesimo e
l'Islam. Vedi *Giudaismo.
Ebrei.
Nome dei discendenti di Abramo, che in Gn
14,13 viene detto " l'ebreo ". Nell'AT viene usato esclusivamente per
differenziare gli israeliti da quelli che non lo sono. Tanto nell'Antico come
nel Nuovo Testamento, " ebreo " una designazione onorifica per gli
israeliti (cf 2 Cor 11,22).
Ebrei, Lettera agli.
Fino a non molto tempo fa, la si attribuiva a
Paolo. La dottrina sulla linea paolina, anche se non paolina l'idea
centrale di Cristo sommo sacerdote. Lo stile , comunque, molto diverso e oggi
nessuno sostiene pi che sia sua. Non una vera e propria lettera, salvo nel
saluto finale (13,22-25), aggiunto successivamente. E un'esposizione dottrinale
ed esortativa. Bench il titolo con il nome dei destinatari sia posteriore al
resto, dal suo contenuto si deduce che era rivolta ai *giudeocristiani. La data di composizione incerta, tra il 65 e il 90
come date limite.
Ebron
Antica citt-stato ( considerata una delle
citt pi antiche del mondo) circa 36 km a sud di Gerusalemme, sulle montagne
della *Giudea. A Ebron mor *Sara, la moglie di *Abramo, ed egli compr agli Hittiti per seppellirla la
caverna di *Macpela, primo suolo
di queste terre a diventare di propriet del padre del popolo di Dio (cf Gn
23). Sar la tomba dei *patriarchi
di *Israele (cf Gn 25,7-10;
35,27-29; 49,29-32; 50,12-13). Oggi sotto il controllo dei musulmani che,
come noto, si sentono figli di Abramo. Davide ne fece la capitale del suo
regno e vi regn per sette anni prima della conquista di *Gerusalemme (2 Sam 2,1-4; 5,1-5).
Ecclesiaste.
Uno dei libri sapienziali dell'AT. E detto
anche Qolet (" colui che parla nell'assemblea ", cio il "
Predicatore ") secondo la designazione ebraica. Nel presentarsi, l'autore
allude a Salomone (1,1), secondo la finzione letteraria diffusa nell'antichit
di attribuire alcune opere ad uomini illustri, ma il testo si fa risalire al
sec. III a.C. Tema centrale la vanit delle cose umane (cf 1,2 e 12,8).
L'autore non vede ancora una soluzione chiara al problema dell'aldil e per
questo risulta a volte sconcertante: ma uomo di fede. Questo libro si deve
vedere, pi di altri, nell'insieme della rivelazione, la quale va progredendo
in una chiarezza che solo in Ges si fa piena.
Ecclesiastico.
Vedi *Siracide.
Ecclesiologia.
Disciplina teologica che studia la *Chiesa nel suo essere o nella sua essenza. Oggi le si d
molta importanza. I motivi di questa ritrovata importanza e dell'interesse che
suscita sono: a) lo stretto
rapporto che la Chiesa ha con Cristo, dal quale procede, e con gli uomini, per
i quali sacramento universale di salvezza; b) il
fatto che, in quanto sacramento universale, in essa ricevono la loro
sacramentalit tutti i sacramenti particolari (vedi LG 48 e 1).
Eckart Eckhart, Mastro Johannes (1260
?-1326).
*Mistico *domenicano della
Renania, nell'attuale Germania. Attivo nel lavoro pastorale, coltiv la
teologia spirituale. Alcune delle sue dottrine scivolarono nel *panteismo, e venne perci aperto un processo dottrinale sulle
sue opere. Eckart si sottomise alla decisione prima che questa venisse
pronunciata. Alcune sue proposizioni furono condannate nel 1329.
Eclettismo.
Sistema filosofico o atteggiamento del
pensiero che prende quanto ritiene esservi di meglio dalle diverse dottrine
filosofiche cercando di coordinarne l'insieme senza fare una elaborazione
unitaria originale. Quando manca la coordinazione, si ha il *sincretismo. Eclettico chi si interessa a studi o discipline
differenti.
Ecologia.
Scienza recente (il termine usato per la
prima volta da E. Haekel nel 1968) che studia i rapporti tra gli organismi
viventi e il loro ambiente. Da una iniziale attenzione ai vegetali, pass allo
studio degli animali e oggi particolarmente rivolta a quello dell'uomo.
" Si colloca accanto alla psicologia, all'antropologia e alla geografia
umana, a met strada tra le scienze fisiche e biologiche e le scienze culturali
umanistiche " (R. Strassoldo,
DS-P).
Economia della salvezza.
L'insieme delle disposizioni divine che hanno
come fine la salvezza dell'uomo, cos come la realizzazione concreta di questo
piano. L'economia, in questo senso
biblico-teologico, l'azione di Dio " ad extra ", fuori da s, vale a dire diversa dalle
relazioni personali tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo all'interno del
mistero trinitario.
Economo.
Colui che, nominato dal vescovo, amministra
gli affari economici della *diocesi
secondo le modalit definite dal consiglio per gli affari economici (cf CIC
494).
Ecumenismo.
Movimento che tende a riunificare in una sola
Chiesa le diverse Chiese cristiane. Ecumene significa in greco la parte abitata della terra,
ovvero l'universalit. L'ecumenismo vuole essere la risposta alle parole di
Ges: " che siano una sola cosa " (Gv 17,21). Il movimento nacque in
Inghilterra nel sec. XIX. Nel 1948, venne fondato a Ginevra il Consiglio
Ecumenico delle Chiese, al quale appartengono quasi tutte le confessioni cristiane.
La Chiesa cattolica, che non ne membro, vi rappresentata da osservatori. *Giovanni XXIII
cre il " Segretariato per la promozione dell'unit dei cristiani "
(1960). Il Vaticano II si interess molto al tema dell'ecumenismo ed elabor il
Decreto sull'ecumenismo "
Unitatis Redintegratio ".
Eden.
In ebraico " delizia ". Non il *paradiso terrestre, ma il luogo dove tale paradiso si trovava
(cf Gn 2,8-15).
Edipo, Complesso di.
Inclinazione erotica del bambino verso sua
madre o della bambina verso suo padre. Il nome viene dal racconto della *mitologia greca immortalato da Sofocle, secondo il quale Edipo,
senza saperlo, si sposa con sua madre e, venutolo a sapere, si cava gli occhi.
In psicoanalisi, importante fare attenzione a questo fenomeno, che naturale
in certi periodi dell'infanzia e che pu provocare successivamente conflitti
nevrotici.
Edizione critica.
Edizione di un'opera del passato nella quale
si selezionano e si giustificano con note critiche le scelte che sembrano pi
conformi all'originale. Si fa questo con opere che, per la loro importanza,
hanno avuto molte copie o edizioni. Il fatto stesso di copiare, soggetto ad
errori, o anche una mentalit o ideologia prevenuta di fronte a determinati
testi, sono causa di molte delle varianti, che devono essere eliminate. Le
edizioni critiche hanno grande importanza relativamente alla *Bibbia, tanto per il fatto di essere il libro pi copiato e
pubblicato, che per le tendenze, a volte eretiche, con cui stato affrontato.
Edom.
Territorio a sud del Mar Morto, fino al golfo
di Aqaba, dove si stabil *Esa,
il capostipite degli edomiti o *idumei. Appartenne ad Israele al tempo di *Davide (2 Sam 8,13-14) e in altre brevi epoche. Le guerre
tra Edom e Israele furono frequenti, a causa delle ricchezze minerarie e
dell'ubicazione, aperta ai mari del sud. Traendo vantaggio dall'esilio degli
israeliti, gli *edomiti occuparono
gran parte del territorio a sud della Giudea (vedi *Idumea).
Edomiti.
Vedi *Idumei.
Edonismo.
" Dottrina secondo la quale il piacere
determina il valore etico dell'azione. Al tempo stesso si presuppone che, in
generale, l'uomo agisca solo per il piacere " (J. Schuster, DF-H).
L'epicureismo, il materialismo e qualche altra corrente filosofica professano
l'edonismo.
Educazione.
Attivit rivolta a promuovere lo sviluppo e
il perfezionamento delle potenzialit e delle qualit dell'essere umano.
Secondo diverse angolazioni vista: a) come aiuto all'educando perch egli
stesso possa trarre ("
educere ", in latino) quel che buono da s stesso; b) o come
trasmissione di conoscenze e atteggiamenti morali, di valori, ossia, di
cultura.
Educazione della fede.
Con questa espressione si definisce a volte
la *catechesi (cf CT 18).
Tuttavia, la catechesi uno dei modi dell'educare la fede, che ha un ambito
pi ampio. L'educazione della fede l'attivit che intende far maturare la
fede dei cristiani utilizzando ogni mezzo possibile.
Educazione morale.
1. Per alcuni, l'attivit che tende a
formare i criteri e gli atteggiamenti di un corretto comportamento umano,
indipendentemente dalla fede.
2. Per altri, quella parte dell'educazione
della fede che ha a che fare con gli atteggiamenti e il comportamento umani.
Questa, in realt, l'educazione morale dedotta dalla rivelazione, mentre la
prima esprime una concezione pi universale (cf G. Gatti, DC-CCS).
Efesini, Lettera agli.
Lettera dell'apostolo Paolo scritta, secondo
alcuni, verso il 62-63, quando Paolo era prigioniero a Roma. Altri studiosi
della Scrittura pensano che sia posteriore a san Paolo, scritta tra gli anni 80
e 100. C' anche chi crede che possa essere la lettera che scrisse ai cristiani
di Laodicea menzionata in Col 4,16 (che, se cos non fosse, sarebbe andata
perduta). Infine, potrebbe trattarsi di una lettera circolare destinata in varie
copie a diverse Chiese dell'*Asia Minore. Questa tesi sarebbe avallata dal tono della lettera e dalla mancanza
dei saluti finali consueti in Paolo. Ha molte somiglianze con la lettera
indirizzata ai *Colossesi. Nella
dottrina della lettera agli Efesini, risalta il magnifico piano di Dio in
Cristo e l'unione di tutti i redenti nella Chiesa.
Efeso.
La pi importante citt dell'*Asia Minore ai tempi del NT, capitale della provincia romana
dell'Asia, snodo vitale per le comunicazioni e centro culturale e religioso. Vi
si trovava il tempio di Artemide (Diana), una delle sette meraviglie del mondo.
San *Paolo la evangelizz e vi
nacque una numerosa comunit cristiana. Paolo risiedette in questa citt per
circa tre anni (cf At 19,1-10), finch una rivolta degli argentieri, le cui
vendite di immagini di Artemide avevano cominciato a scemare, obblig Paolo a
lasciare la citt.
Efod.
Specie di grembiule di piccole proporzioni,
in tessuto incastonato di pietre preziose e oro, di cui si cingeva il petto il *sommo
sacerdote ebraico (cf Es 25,7;
28,6-14; 29,5; 1 Sam 2,28). Sulle spalline, due pietre d'onice portavano incisi
i nomi delle dodici trib di Israele.
Si dava questo nome anche a un oggetto
divinatorio che venne poi condannato come simbolo di idolatria (cf Gdc 8,22-27;
1 Sam 21,10).
Efraim.
Figlio di Giuseppe. Giacobbe conferir a lui,
invece che al fratello maggiore, Manasse, la benedizione spettante al
primogenito (Gn 48). La trib di Efraim, nata dalla sua discendenza, si
stabilir nella parte centrale della *Cisgiordania. Nucleo del regno di Israele, per la sua predominanza
e la sua prosperit diventer a volte, nei profeti, eponimo di tutto il regno
settentrionale (cf Gn 41,52; Dt 33,13-17; Gv 11,54.
Egira.
Dall'arabo higra = fuga, emigrazione. Il ritiro di *Maometto dalla *Mecca (vedi *Kaaba) verso
Yathrib (vedi *Medina) nel 622
d.C. Questo fatto segna l'inizio dell'*era musulmana nel nuovo calendario stabilito per l'Islam dal Califfo Omar
(638 d.C.).
Egitto c 1.4.5.
Paese situato nel nordest dell'Africa, culla di
un'antichissima cultura nella valle del *Nilo. La sua potenza, spesso in lotta con l'impero assiro,
ebbe molte ripercussioni in *Palestina, scenario a volte di battaglie tra i due colossi e in numerose
occasioni dominata dall'uno o dall'altro. L'evento centrale dell'AT proprio
la *Pasqua o uscita dall'Egitto
nel secolo XIII a.C.
Ego- Egoismo.
In latino, ego = io. L'egoismo il vizio o peccato di far
prevalere, almeno nella volont, l'interesse personale, bench questo ferisca
quelli altrui. Come l'*amore o
carit la radice di ogni bont, l'egoismo lo di ogni cattiveria.
Elam.
Paese situato nel nord del golfo Persico, tra
*Babilonia e la *Persia, annesso agli inizi del sec. VI a.C. all'impero dei *medi e dei *persiani. Nella capitale di Elam, Susa, *Ciro fiss la sua residenza. Elam e i suoi abitanti, gli
elamiti, sono citati varie volte nell'AT (Is 11,11; Ger 49,34-39; Ez 32,34; Esd
2,7; Ne 1,12) e in At 2,9.
Elezaro.
Nome frequente nell'AT. Portarono questo
nome: il terzo figlio di *Aronne
(Lv 20,26); lo scriba che mor eroicamente ai tempi di Antioco IV Epifane (2
Mac 6,18-31); e uno degli antenati di Ges (Mt 1,15).
Elefantina c 4.
Isola e citt sul Nilo, di fronte all'attuale
Assuan, nella quale visse una colonia ebraica. Vi sono stati scoperti numerosi
papiri del sec. V a.C., per la maggior parte in aramaico. Anche se non sono
biblici, hanno fornito interessanti conferme e complementi ai dati biblici,
come pratiche amministrative dei persiani citate in Esdra e Neemia
che alcuni consideravano inaccettabili.
Elemosina.
Aiuto materiale che si d a chi ha bisogno.
" Significa anche piet, misericordia e deve pertanto essere messa in relazione con la compassione di Dio
(cf Lc 6,36 e 38); traduce l'ebraico sedaqu, " giustizia ", probabilmente perch l'elemosina
un mezzo di ristabilire la giustizia che Dio vuole sulla terra (dare a tutti
gli esseri ci di cui hanno bisogno) " (X. Lon-Dufour, DNT). Nella Bibbia
viene presentata come un elemento fondamentale. Cristo la elogi (Mc 12,41-44)
e la pratic (Gv 13,29). Si capisce il suo valore come espressione dell'amore
(cf Mt 6,1-4). Bisogna tendere a un ordine sociale pi giusto che renda sempre
meno necessario per alcuni il dover vivere di elemosina.
Eleusi.
Vedi *Religioni misteriche.
Eleusini, Misteri.
Riti religiosi celebrati ad Eleusi, vicino
Atene (vedi cartine 4 e 5). Solo gli adepti gi iniziati erano ammessi alla
loro celebrazione.
Elezione.
Nella Bibbia, l'assegnazione che Dio, di sua
iniziativa, fa di una missione a una determinata persona. Sono famose le grandi
elezioni, che vanno costituendo la trama nello sviluppo della storia della
salvezza; elezione di un popolo, di *Abramo, di *Giacobbe, di *Mos, di
*Davide, di *Samuele, di ognuno dei profeti, di *Giovanni Battista, di *Maria,
dei dodici... L'eletto pu accettare o rifiutare l'elezione o realizzare
indegnamente la missione per la quale stato eletto, come fu il caso, ad
esempio, di Saul.
El, el, lem sabactani.
" Dio mio, Dio mio, perch mi hai
abbandonato? ". Frase iniziale del *Salmo 22 con la quale Ges prega sulla croce (Mt 27,46; Mc
15,34).
Elia.
Uno dei grandi *profeti, non scrittore. Oper nel regno del nord nel sec. IX
a.C. al tempo dell'empio re Acab e di sua moglie, la perfida Gezabele. I libri
1 e 2 dei Re narrano di lui grandi miracoli e la sua energica lotta contro il
culto idolatra a *Baal. Il suo
ricordo legato al monte *Carmelo
(cf 1 Re 17; 18; 19; 21; 2 Re 2).
Eliezer.
In ebraico, " Dio aiuto ". Nome
del capo della servit di Abramo (cf Gn 15,2) e di un figlio di Mos (cf Es
18,4), tra gli altri.
Elisabetta.
In ebraico, " Dio pienezza ".
Donna della trib di *Aronne,
moglie di *Zaccaria, madre di *Giovanni
Battista e parente della vergine *Maria. Luca la nomina diverse volte nel primo capitolo del
suo Vangelo.
Eliseo.
Profeta del sec. IX a.C., discepolo di *Elia, grande *taumaturgo. Continu la lotta del suo maestro contro l'idolatria
e intervenne in eventi politici, come l'unzione di Ieu a re di Israele (2 Re
9,1-10) e la predizione della vittoria di Ioas su Aram (cf 2 Re 13, 14-19).
Ellenismo.
Si parla di ellenismo tanto per designare il
periodo storico che va da Alessandro Magno (333-323 a.C.) fino all'epoca di
Ottaviano Augusto (31 a.C.-14 d.C.), quanto, pi propriamente, per esprimere il
dominio della lingua e della cultura greche nei secoli IV a.C.-I d.C. in tutto
il Medio Oriente e successivamente anche nell'impero romano. L'ellenismo
divenne la cultura universale di tutti quei grandi e diversi popoli. Uno degli
aspetti di questa cultura fu quello religioso: si giunse a un certo *sincretismo tra le diverse divinit e i vari culti. Nel *giudaismo sorsero due tendenze opposte: quella di coloro che
erano aperti alle nuove forme e quella che cerc di difendere, perfino con le
armi, le proprie tradizioni religiose. Ad ogni modo, tanto nella *Palestina dominata dai greci che, soprattutto, nelle colonie
della *diaspora, l'influsso
evidente. La traduzione della Bibbia in greco, detta dei *Settanta, ne una dimostrazione. Il NT fu scritto tutto in
greco, tranne il primo Vangelo di *Matteo, che non ci giunto. L'universalit dell'ellenismo favor la
diffusione del cristianesimo. E indubbio che l'ellenismo ebbe un influsso nella
predicazione e anche nei libri del NT; del resto, non poteva essere altrimenti,
poich si trattava della cultura in cui bisognava esprimersi, il che non
implica che la fede o la dottrina cristiane abbiano subito trasformazioni
sostanziali.
Elleno-cristiano.
Chi, provenendo dal mondo ellenico, si
convertiva al cristianesimo. Vedi *Giudeocristiani.
Elohim.
Plurale di El = Dio. E la designazione di Dio predominante nella
tradizione *elohista. Il plurale
pu essere residuo di un'epoca politeista. Anche se si riferisce all'unico Dio
di Israele, a volte si applica nell'AT a diverse divinit di altri popoli.
Elohista.
Il *Pentateuco attinge a diverse fonti o correnti di tradizione.
Quella elohista, cos chiamata perch designa Dio con il nome *Elohim, una delle principali, assieme a quella *jahvista, *sacerdotale e *deuteronomica.
Elvira.
Citt del sud della Spagna nella quale si
tenne, nell'anno 303, un concilio (non ecumenico) di tendenza piuttosto
rigorista.
Embolismo.
Aggiunta o prolungamento di una preghiera; ad
esempio, quella che nella *messa
fa seguito al Padre nostro riprendendone l'ultima frase.
Emistichio.
La met di un verso. Si usa molto per
riferirsi alla met di un verso nei *salmi.
Emmanuele.
" Dio con noi ", in ebraico. E il
nome che, nella famosa profezia di Is 7,14, viene dato al figlio che nascer
dalla vergine e che Mt 1,23 vede compiuta nel narrare la concezione verginale
di Ges. La cosa pi significativa di questa profezia, difficile da
interpretare nei suoi dettagli, proprio in ci che questo nome esprime: Dio
con il suo popolo e, pertanto, Dio lo salva.
Emmaus.
Diverse localit della Palestina portano
questo nome. La pi famosa il villaggio verso il quale, nel giorno della *risurrezione del Signore, camminavano i due discepoli di cui ci
parla Lc 24,13-35. Si identifica, probabilmente, con l'odierna El-Qubeibeh,
situata a circa 12 km da Gerusalemme. Per altri si tratterebbe, invece,
dell'odierna Amwas, a 24 chilometri.
Empirismo.
Indirizzo filosofico secondo il quale l'unica
fonte della conoscenza l'esperienza, assunta quindi come unico criterio di
verit.
Enchiridion.
Dal greco en = in, e keir
= mano. Manuale, libro che compendia, e mette " a portata di mano ",
i principali testi o documenti di una materia.
Enciclica.
O lettera enciclica. Documento del papa sotto forma di lettera
indirizzata ai vescovi e a tutti i fedeli, o anche a tutti gli uomini disposti
ad ascoltarlo, su un determinato tema, generalmente di carattere dottrinale. Si
tratta di un documento pontificio importante, anche se non tanto quanto le *bolle o le *costituzioni apostoliche.
Endogamia.
Unione matrimoniale " interna ",
cio all'interno di un gruppo pi o meno ristretto: parentela, trib, casta o
classe sociale... L'endogamia in gruppi ristretti, che implica consanguineit,
produce una degenerazione della razza e, in diversi casi, gravi conseguenze
psichiche.
Engaddi.
In ebraico, " la sorgente del capretto
". Oasi presso la riva occidentale del Mar Morto, dove Davide si nascose
fuggendo da Saul (Gs 15,62; 1 Sam 23,29).
Engels.
Vedi *Marxismo.
Enoch.
Uno dei *patriarchi antidiluviani, del quale si dice che visse 365 anni (= numero di
giorni dell'anno solare), che " cammin con Dio " e non mor ma
" fu trasportato via " da Dio (cf Gn 5,21-24; Eb 11,5). Per il suo camminare
con Dio e per la sua scomparsa
misteriosa, ebbe singolare rilievo tra gli ebrei e fu oggetto di leggende,
alcune delle quali raccolte in libri *apocrifi.
Enoteismo.
Situazione religiosa nella quale non
chiaramente definita la differenza tra politeismo e monoteismo. E il caso, ad
esempio, dei politeisti che, nel pregare un dio, si rivolgono a lui come
all'unico esistente. Nella storia delle religioni, quella fase in cui la
religiosit primitiva dell'uomo raffigura il dio unico con molteplicit di
simboli, espressione dei suoi diversi attributi.
Enrique de Coimbra.
Francescano, accompagn Cabral nell'esplorazione
durante la quale fu scoperto il Brasile (1500-1501) ed eresse la croce nel
luogo che sarebbe stato chiamato Bahia de Santa Cruz.
Enuma Elis.
Vedi *Marduch.
Eone.
1. In greco, aion. Indica da una parte l'eternit di Dio (" Basileus
ton aionon ", ovvero " Re
dei secoli ", vedi 1 Tm 1,17); dall'altra, il tempo del mondo, i cui
limiti sono la creazione e la fine del mondo. Gli scrittori apostolici
distinguono tra due epoche: l'ion
houtos, il " secolo "
presente, caratterizzato dalla caduta dell'uomo e prima di lui delle potenze
angeliche, e l'ion melln, il
" secolo " che viene, nel quale il peccato non vi sar, si compir la
volont di Dio senza ostacoli e Dio regner.
2. Nella filosofia gnostica, ciascuno degli
infiniti esseri emananti da Dio e come lui eterni, che fungono da intermediari
tra Lui e il mondo. Per estensione, durata di un fenomeno tanto lunga da non
potersi calcolare, da considerare come eterna.
Eparcha.
Nelle Chiese d'Oriente, equivalente alla *diocesi d'Occidente.
Epicheia.
Etimologicamente, significa " equit
". Interpretazione della legge fatta dal soggetto tenendo conto, pi che
della lettera della legge positiva, del suo senso e dell'intenzione del
legislatore. Questa " correzione " della legge si fa basandosi sul
fatto che il legislatore non pot scendere nei casi particolari, in alcuni dei
quali pi concorde con il senso profondo della legge agire in altro modo. A
volte l'epicheia stata definita una " interpretazione benigna della
legge "; di fatto, l'epicheia pu rendere la legge pi soave, ma anche pi
severa.
Epclesi.
Vedi *Messa. Parte della preghiera eucaristica.
Epicureismo.
Scuola filosofica fondata da Epicuro (341-271
a.C.). E materialista. Nega l'immortalit dell'anima. Ammette degli esseri
sovraumani o di, ma indifferenti rispetto all'uomo. Il mondo retto dal caso.
Il fine della vita cercare il piacere; la felicit si ottiene per mezzo di
una prudente regolazione dei godimenti, in modo da sfruttarli nella
tranquillit. A volte si chiama epicureismo qualsiasi *edonismo. Quando Paolo giunse ad *Atene per annunciare il vangelo, incontr filosofi epicurei
(cf At 17,18) (cf Schuster, DF-H e Lon-Dufour, DNT-C.)
Epifania.
" Manifestazione ". La solennit
dell'Epifania (il 6 gennaio) celebra la manifestazione di Dio nel Verbo
incarnato. E l'equivalente del Natale, dove Dio appare in carne umana. La Chiesa cattolica occidentale mette
in risalto la nativit; quella orientale, l'epifania.
Epigrafia.
Dal greco = epigraf, scrittura sovrapposta, iscrizione. Scienza che
studia l'interpretazione delle iscrizioni. Ha una notevole incidenza negli
studi storici in generale e del cristianesimo antico in particolare.
Episcopale.
Aggettivo che qualifica ci che si riferisce
al vescovo.
Episcopato.
1. L'insieme dei vescovi (del mondo, di una
nazione, regione, ecc.).
2. Il ministero dell'ordine nel suo grado pi
alto. Vedi *Ordine, Sacramento dell'.
Epistola.
Lettera. Il termine epistola latino ed era riservato alle lettere importanti,
soprattutto per quelle scritte dagli apostoli. Ai nostri giorni, d'uso pi
comune chiamarle *lettere.
Eponimo.
" Soprannome ". Un personaggio, un
eroe, un dio che d il suo nome a un popolo, a una trib, a una citt, a un
periodo o epoca. Esempi: Israele (che era un altro nome di Giacobbe, d il suo
nome alla nazione), Giuda (nome del figlio di Giacobbe, diventa nome della
trib e del regno).
Eppur si muove.
Celebri parole attribuite a *Galileo nel vedersi obbligato - sotto pena di condanna
ecclesiastica - ad accettare che la terra fosse fissa e il sole le ruotasse
attorno.
Eptateuco.
" Sette volumi ". Cos viene a
volte denominato il *Pentateuco
pi i libri di *Giosu e *Giudici quando si vuole far notare l'unit delle loro fonti.
Epulone.
Dal latino epulo: colui che mangia e beve in modo ghiotto e
abbondante.
Equivoco.
Vedi *Univoco.
Era cristiana.
Computo degli anni a partire dalla nascita di
Ges. Viene anche chiamata era volgare, in quanto utilizzata dalla maggior parte dei popoli. Ad avere la
felice idea di porre la nascita di Cristo come punto centrale nello svolgersi
del tempo fu il monaco greco Dionigi il Piccolo, che visse a Roma nel sec. VI.
Nell'anno 526, nel fare il computo, credette che Ges fosse nato nell'anno 754
di Roma, basandosi sul fatto che aveva 30 anni quando inizi la sua vita
pubblica. Di fatto, Lc 3,23 parla in senso approssimativo e forse vuole solo
indicare che era giunto alla maturit richiesta per una missione pubblica. Ges
nacque al tempo di Erode il Grande, che mor nell'anno 750 di Roma, dopo essere
stato malato per diversi mesi. Di conseguenza, la nascita di Ges deve essere
spostata di almeno quattro anni; secondo gli studiosi, tra i quattro e i sette
anni. Il censimento ai tempi di Quirino (Lc 2,1-2) rimane oscuro dal punto di
vista della datazione storica (cf Bibbia TOB, nota a Lc 2,2). La data pi sicura che possediamo
quella dell'inizio della vita pubblica di Ges. Quella della nascita la
conosciamo con l'approssimazione gi detta; ma conserva tutto il suo valore il
fatto che sia posta come inizio della nostra era. Vedi *Cronologia cristiana e *Sincronismo.
Erasmo da Rotterdam, (1466-1536).
Umanista di grande erudizione che esercit
una grande influenza ai tempi del Rinascimento e della *Riforma protestante. Critic duramente la degenerazione della
religiosit nella Chiesa del suo tempo, ma si oppose anche a *Lutero, cosicch rappresenta una posizione intermedia tra
cattolici e protestanti. Scrisse numerose opere, tra le quali risaltano l'Elogio
della pazzia, i Colloqui, gli Adagi...
Eremita.
Dal greco eremos = deserto. E colui che adotta la vita religiosa in
solitudine.
Eresia.
Affermazione dottrinale contraria alla fede
della Chiesa in una determinata materia. " L'ostinata negazione, dopo aver
ricevuto il battesimo, di una qualche verit che si deve credere per fede
divina e cattolica, o il dubbio ostinato su di essa " (CDC 751).
Eretico.
Chi si separa dalla fede della Chiesa in
qualche punto determinato.
Erma.
Scrittore ecclesiastico dell'epoca dei *Padri
apostolici. Era sposato. Fratello del
papa san Pio I (140-155). Scrisse Il Pastore una delle opere pi diffuse dell'antica letteratura
cristiana greca.
Ermeneutica.
Vedi *Esegesi.
Ermete Trismegisto.
Personificazione del dio egiziano Thot,
identificato nell'ellenismo con Hermes e definito " tre volte grandissimo
" (vedi *Ermetico). Gli si
attribuivano libri di alchimia, *astrologia e *magia,
di oscura interpretazione, gelosamente custoditi dai sacerdoti egizi.
Ermetico.
Oscuro, difficile da comprendere. Dal nome
greco del dio Mercurio, Hermes,
ritenuto inventore delle scienze. Appartenente all'*Ermetismo.
Ermetismo.
Dottrina accessibile solo agli "
iniziati " (vedi *iniziazione).
In particolare, corrente culturale filosofico-scientifica ispirata alle
presunte opere di *Ermete Trismegisto,
che ebbero una certa risonanza dal sec. III a.C. al sec. III d.C. (cf C. Vidal,
DSO-VD).
Ermon Hermon c 2.
Montagna nella parte meridionale della catena
del *Libano. Alta m. 2760, ha nevi
perenni che alimentano il Giordano. Secondo alcuni potrebbe essere questo, e
non il Tabor, l'" alto monte " della Trasfigurazione.
Erode.
Nome di diversi personaggi citati nel NT.
Erode I il Grande (ca. 73-4 a.C.), re di *Giudea dal 37 al 4 a.C. grazie all'appoggio dei romani, era
*idumeo, e per questo malvisto da molti giudei; il suo dominio fu vasto quasi
quanto quello di Davide. Si distinse per la sua crudelt (fece uccidere anche
tre dei suoi figli) e per la sua mania di grandezza: costru e abbell citt e
restaur il Tempio, certo non per motivi religiosi. I Vangeli lo citano in Lc
1,5 e in Mt 2,1, attribuendogli la strage degli innocenti.
Erode Filippo (da non confondere con il fratello *Filippo di
Erode), figlio di Erode il Grande,
non ebbe ambizioni politiche. La moglie Erodiade lo lasci per sposare Erode
Antipa. Viene chiamato Filippo in Mt 14,3 e Mc 6,17.
Erode II Antipa, figlio di Erode il Grande, *tetrarca e non re come viene spesso chiamato, govern la
Galilea dal 4 a.C. al 39 d.C.. Ripudiata la moglie, spos la nipote *Erodiade togliendola a suo fratello Erode Filippo ancora vivente.
Fece decapitare *Giovanni Battista
che lo aveva rimproverato per questa unione (cf Mt 14,1-12; Mc 6,14-29; Lc
3,19-29; 9, 7-9). Pilato gli invi Ges perch lo processasse in quanto
galileo. Antipa lo schern e lo rimand a Pilato (cf Lc 23,7-12). Mor in
esilio in Gallia, dove lo aveva confinato Caligola.
Erode Agrippa I (nel NT viene chiamato solo Erode). Perseguit i
cristiani per ingraziarsi gli ebrei. Fece decapitare *Giacomo e imprigionare *Pietro (cf At 12,1-3).
In Atti 12,20-23 viene descritta la sua morte
repentina con carattere di castigo divino.
Erodiade.
Nipote di *Erode I il Grande, spos prima lo zio *Erode Filippo, da cui ebbe la figlia Salom (il cui nome citato
da *Giuseppe Flavio, ma non dal
NT), e poi il fratello di lui, *Erode Antipa. Istig quest'ultimo a far decapitare *Giovanni
Battista, che aveva condannato il
loro matrimonio (cf Mc 6,19-24 e paralleli).
Erodiani.
Gruppo di seguaci di *Erode Antipa, che si unirono agli altri nemici di Ges (cf Mc 3,6;
12,13).
Eros.
Termine greco che significa " amore
". Si suole intendere come amore sessuale, anche se di per s esprime
l'impulso e l'entusiasmo totale, e non solo carnale.
Erotico - Erotismo.
Riferito alla sessualit e all'amore carnale.
Vedi *Eros.
Esamerone.
Racconto della creazione in sei giorni: Gn 1,1 - 2,4.
Esapla.
Vedi *Versioni della Bibbia.
Esarca.
Nelle Chiese d'Oriente, il prelato che
governa un territorio detto esarcato, che rimane fuori da un *patriarcato.
Esateuco.
Il *Pentateuco pi il libro di *Giosu. A volte sono considerati uniti per la loro
somiglianza. Vedi anche *Eptateuco.
Esa.
Figlio di Isacco e di Rebecca, gemello
(maggiore) di *Giacobbe. Il suo
nome significa " rude, villoso ", come un mantello di pelo (sear), ma anche che abiter il paese di Seir (seir). Per un piatto di lenticchie vendette al fratello il
diritto di primogenitura che lo costituiva erede delle promesse messianiche,
commettendo una profanazione (cf Eb 12, 16). E simbolo dell'insensatezza che
sacrifica i valori superiori ai godimenti immediati. Sar chiamato anche *Edom, cio " rosso ", perch nacque rossiccio ('admni), ma l'etimologia allude pure alla minestra rossa di
lenticchie (adom) (vedi Gn
25,25.30). Si stabilir a sud del Mar Morto, nella zona del monte Seir, che
verr a chiamarsi terra di Edom o *Idumea. E capostipite degli *edomiti o idumei, il popolo fratello, ma ostile, degli israeliti, discendenti
di Giacobbe (cf Gn 25,21s; 27-28,9; 32-33).
Escardinazione.
Nel linguaggio ecclesiale, la separazione di
un ecclesiastico da una diocesi. E l'azione correlativa o contraria alla *incardinazione (cf CIC 265-272).
Escatologia.
Da eschata = le cose ultime. Dottrina o trattato sulle cose
ultime, sul futuro personale (escatologia individuale) e dell'umanit
(escatologia collettiva). Il termine " ultimo " si pu considerare
riferito a un evento decisivo, o all'ultimo in senso assoluto. Cos, prima di
Cristo, Israele guardava a colui che doveva venire. Adesso guardiamo alla fine
dei tempi: morte, giudizio e vita eterna. I profeti dell'AT annunciano i tempi
messianici con un linguaggio fortemente immaginativo (cf Is 24,18-23; 25,6-12;
66,10-16.18-24). Il NT manifesta compiute quelle speranze: Cristo la pienezza
che attendevano (Rm 1,1-4; 2 Cor 1,20; Gal 4,4); in lui giunge la *nuova
creazione (cf 2 Cor 5,17), la
salvezza (cf 2 Cor 6,2). Ma manca la consumazione del mistero di Cristo nei
cristiani e nella storia; viviamo nella speranza di quella consumazione
escatologica (cf 1 Cor 1,7; 15,19-28; 2 Cor 1,14; 1 Ts 2,19; Rm 8,18-25).
Nell'Apocalisse abbondano le visioni escatologiche.
Escatologia intermedia.
Vedi *Morte.
Escatologico.
Riferito alla *escatologia.
Esclaustrazione.
Decisione per mezzo della quale il papa, il
superiore generale di una congregazione religiosa o il vescovo, se si tratta di
congregazioni diocesane, concedono o impongono a un religioso o religiosa
l'autorizzazione o l'obbligo di vivere fuori dalla propria congregazione.
L'esclaustrato continua ad essere membro dell'istituto, anche se privo di
alcuni diritti peculiari dei membri (cf CIC 686-687).
Escorial.
Famoso monastero situato nella citt omonima,
a 50 km da Madrid, fatto costruire da Filippo II, tra il 1663 e il 1689, in
memoria della battaglia di San Quintino (1557), vinta contro i francesi. Questo
monastero, in origine affidato ai monaci gerolamini e oggi agli *agostiniani, ospita il *pantheon dei re di Spagna.
Esdra.
*Scriba che guida il rimpatrio di un secondo gruppo degli ebrei prigionieri in
*Babilonia. Interviene da una
parte presso il re di *Persia
ottenendo misure legali che li proteggano, e, d'altra parte, presso i
rimpatriati per ottenere la pratica della legge di *Mos. Il libro di Esdra narra il ritorno del popolo esiliato, la
ricostruzione del tempio, il ritorno di un secondo gruppo e la ricostruzione
della vita della comunit di *Gerusalemme. Fino al sec. XV i libri di Esdra e *Neemia formavano un solo libro.
Esegesi.
Dal greco, " spiegazione,
interpretazione ". Scienza che studia il senso di un testo. Pu riferirsi
a una frase, un frammento o un'opera completa. Specialmente quando si tratta
dei libri biblici pi antichi, come quelli del *Pentateuco, l'esegesi richiede un lavoro molto impegnativo e multidirezionale: stabilire quale sia il testo originale con la
maggior precisione possibile (critica testuale), determinare il *genere letterario, tentare di scoprire i problemi della storia della
redazione, approfondire la filologia e le peculiarit espressive della lingua (critica
letteraria), conoscere l'ambiente e
le tendenze dell'epoca (critica storica), in particolare la mentalit religiosa (critica teologica), ecc.
Esegesi allegorica.
E' l*esegesi che ricorre all'*allegoria come mezzo per scoprire meglio il senso di un testo.
Si basa sul fatto che la Scrittura opera di Dio, che per mezzo di realt
dell'AT prepar quelle che sarebbero venute con Cristo. Di fatto, nel NT si
scopre che espressioni o fatti dell'AT racchiudevano un significato allegorico,
oltre che letterale. Cos, ad esempio, dice Paolo in Gal 4,21-32, a proposito
di Agar e Sara, che rappresentano le
due alleanze; o in 1 Cor 10,4: la roccia del deserto era figura di Cristo, ecc.
Partendo dal fatto che esiste il significato allegorico, certi esegeti, certe
scuole, come quella alessandrina anticamente, o alcune epoche, hanno esagerato
nel far ricorso alla esegesi allegorica. Vedi anche *Ermeneutica.
Esegeta.
Colui che interpreta la Sacra Scrittura. Vedi
*Esegesi.
Esenzione.
Facolt del Sommo Pontefice di esimere alcuni
istituti di vita consacrata (religiosi) dal governo degli *Ordinari del
luogo, sottoponendoli direttamente
alla propria autorit o ad altra autorit ecclesiastica (cf CIC 591).
Esequie.
Celebrazione liturgica di un funerale.
Esercizi spirituali.
Attivit che si svolge in giornate dedicate
all'orientamento della propria vita sia in una scelta che cambia radicalmente
il suo senso precedente, sia nell'approfondimento di un cammino gi deciso. Il
suo contenuto centrale la riflessione, l'esame e la preghiera. Se si tratta
di un periodo breve, come un solo giorno, si suole chiamarlo ritiro. Gli esercizi spirituali, nel modo che ha predominato
negli ultimi secoli, furono ideati da sant'*Ignazio e definiti nel suo libro sugli Esercizi. Inizialmente, erano concepiti per essere realizzati
individualmente, sotto la direzione del direttore degli esercizi; poi, si
dato lo stesso nome alla forma collettiva; oggi, pur continuando questa
modalit, si torna alla forma personalizzata in piccoli gruppi, nei quali
ciascuno dei partecipanti mantiene quotidianamente un dialogo con il direttore.
Gli esercizi sono stati un mezzo molto efficace per l'intensificazione della
vita spirituale.
Esicasmo.
In greco, " stare tranquillo, vivere in
pace ". Scuola di spiritualit orientale che cerca, nella pace della
preghiera, la contemplazione della gloria di Dio nel Figlio. In essa si pratica
intensamente l'invocazione del nome di Ges. Il principale rappresentante di
questa spiritualit Gregorio Palamas (1296-1359).
Esilio.
In particolare, quello patito dal popolo di
Dio in Assiria (dopo la caduta di Samaria nel 722 a.C., senza ritorno) e soprattutto in Babilonia, dalla caduta
di Gerusalemme (587 a.C) fino a quando *Ciro non permetter il ritorno (538 a.C.), la
ricostruzione di *Gerusalemme e la
restaurazione del culto nel tempio. Questo esilio viene anche chiamato la cattivit
di Babilonia.
Esistenzialismo.
Vedi *Essenzialista Esistenzialista.
Esodo.
Dal greco, " via d'uscita ". Uscita
degli israeliti dall'Egitto (a volte si chiama esodo anche tutto il cammino verso la terra promessa), e
nome del libro (il secondo del *Pentateuco e della Bibbia) che narra questo evento. L'uscita dall'Egitto , con
l'*Alleanza che ne segu, il fatto
culminante della storia di Israele nell'AT, ricordato poi innumerevoli volte
nella Bibbia. Ad esso fanno riferimento la celebrazione della *Pasqua, il passaggio del Mar Rosso (che rimarr per i
cristiani come immagine del *battesimo o passaggio dalla schiavit del peccato alla libert dei figli di Dio)
e l'alleanza. Per Israele, l'esodo la nascita come popolo: le famiglie
disseminate tra gli egiziani si raggruppano come nazione o popolo di *Jhwh. L'uscita dall'Egitto si colloca verso il 1250-1200
a.C.
Esorcismo.
Rito per mezzo del quale si espelle il
demonio da un corpo nel quale abitava o che aveva posseduto (da cui il nome di
" posseduto " dato all'indemoniato, o invasato). I *Vangeli narrano numerose espulsioni di demoni (Mc 1,21-28;
5,1-20 e paralleli in Mt e Lc). Nella Chiesa, esistito l'ordine minore degli
esorcisti e permane il rito degli esorcismi, sia pure riservato al *sacerdote a ci designato dal vescovo. Nel rito del *battesimo esistono delle preghiere dette esorcismi, con le
quali si chiede la liberazione dallo spirito del male.
Esortazione apostolica.
Nome che i papi danno ad alcuni dei loro
documenti rivolti a tutti i cattolici. La loro importanza simile a quella
delle encicliche, da cui si distinguono perch in queste predomina il carattere
dottrinale, mentre nelle esortazioni prevale quello pastorale.
Esoterico.
Ci che si riferisce a dottrine o pratiche
che si mantengono occulte o riservate agli iniziati in una religione o setta.
Espiazione.
1. Soddisfazione per l'ordine morale
infranto. Richiede la purificazione interiore e l'eliminazione del peccato.
2. Festa della espiazione. E lo Yom Kippur degli ebrei o grande giorno penitenziale celebrato nell'equinozio di
ottobre. Ai tempi dell'AT, il sommo sacerdote officiava personalmente e entrava
nella parte pi sacra del tempio, detta sancta sanctorum. Celebravano un sacrificio di espiazione; secondo il rito, il sommo sacerdote tendeva le mani
su un capro confessando sopra di esso tutte le iniquit degli israeliti e
riversandole cos sul suo capo: era il capro espiatorio, che poi si lasciava andare nel deserto perch
portasse via con s tutte le loro iniquit (cf Lv 16,22) (cf F. X. Lon-Dufour,
DNT-C).
Esposizione eucaristica.
Collocazione in modo visibile del *Santissimo, normalmente nella *custodia, per la sua venerazione.
Espulsione dei demoni.
Vedi *Esorcismo.
Esseni.
In ebraico, " i pietosi ". Gruppo o
setta ebraica che ebbe vita dal 150 a.C. al 70 d.C. Si ritirarono nel deserto,
vivendo in comunit nella stretta osservanza della Legge. Nella Bibbia non sono
menzionati. Sappiamo di loro da *Giuseppe e da *Filone (filosofo
ebreo vissuto a Alessandria). Si ritiene che, ai tempi di Ges, gli esseni
fossero circa 4000. Tra le loro comunit, la pi famosa quella di *Qumran.
Essenza.
Ci che fa s che un essere sia quello che .
In questo senso, il contrario degli accidenti di un essere. D'altra parte,
" l'essenza costituisce innanzi tutto il contropolo dell'esistenza. Cos
come l'esistenza risponde alla domanda del "se" esista un ente,
l'essenza risponde alla domanda sul "che cosa" sia un ente " (J.
Lotz, DF-H).
Essenzialista - Esistenzialista.
Il pensiero filosofico o la prospettiva da
cui l'uomo vede la realt preferiscono prestare attenzione all'essere o essenza
dell'esistente, e allora si parla di essenzialismo, ovvero al modo in cui l'uomo si sente coinvolto
nell'esistenza stessa, e allora il suo pensiero *esistenzialista.
Estasi.
Stato di *contemplazione in intima unione con Dio nell'amore, accompagnato
esteriormente dalla sospensione in grado pi o meno elevato dell'esercizio dei
sensi.
Ester.
Bella e prudente ragazza ebrea. Il re di
Persia Assuero (= Serse) la scelse come nuova regina. E la protagonista del
libro che porta il suo nome. Il libro di Ester, scritto nel sec. III a.C., una narrazione libera
nella quale si mostra come Dio, per mezzo di questa donna, consigliata dal suo
cugino e tutore *Mardocheo, libera
gli ebrei dallo sterminio tramato dal ministro Amn. Il popolo ebreo ha avuto
grande simpatia per questo libro, al cui racconto si rif la festa dei *Purm.
Estienne Robert.
Vedi *Capitolo e versetto.
Estremo Oriente.
Vedi *Vicino Oriente.
Eteria - Egeria.
Monaca spagnola che negli anni 381-384 comp
un *pellegrinaggio in Oriente,
principalmente in Terra Santa. Prest particolare attenzione al modo in cui in
ogni posto si celebravano gli uffici religiosi, che raccont nel diario del suo
viaggio.
Eternit.
" Durata di un essere che esclude
qualsiasi inizio, fine, mutazione o successione " (M. Rast. DF-H). O,
secondo la definizione di Boezio, " possesso totale, simultaneo e perfetto
di una vita interminabile " (cf Ibid.). Cos intesa, si addice solo a Dio. Tuttavia, nel linguaggio
corrente, parliamo di vita eterna riferendoci a quella che noi speriamo,
dell'eternit di beatitudine o di pena, e di fatto, nel passare da questa vita
alla futura, usciamo dal tempo; nell'aldil non immaginabile una situazione
di successione e di cambiamento come quella che qui sperimentiamo.
Eterodosso.
Vedi *Eretico.
Etica.
Parte della filosofia che tratta del
comportamento umano. E la morale naturale, ossia, l'ordinarsi dell'agire umano
secondo l'ordine che la ragione impone come buono. L'etica impone un ordine di *valori; seguirli o rifiutarli implica la capacit o meno di
realizzarsi come persona; bench il soggetto lo ignori, nel suo agire sta
compromettendo il suo destino eterno. La morale cristiana assume la morale naturale o etica e la perfeziona
alla luce della *Rivelazione.
Etica professionale.
Norme di comportamento etico specifiche dei
diversi campi del lavoro.
Etica situazionale.
Applicazione delle norme generali dell'etica
a situazioni particolari. Si basa su un principio che bisogna applicare sempre;
tuttavia, Pio XII dovette condannare alcune forme di etica situazionale che di
fatto violavano le norme oggettive permanenti.
Etica sociale.
Norme di comportamento relative alle
relazioni sociali, in particolare alla giustizia nel mondo del lavoro.
Etnarca.
" Signore di popoli ". Nell'Antico
e nel Nuovo Testamento questo titolo viene dato a diversi sovrani. Era un
titolo intermedio fra *tetrarca e re.
Eucaristia.
Il maggiore dei sacramenti cristiani, quello
in cui la presenza di Ges pi piena. Letteralmente significa azione di
grazie, ma include anche il senso di benedizione o lode,
in quanto traduce la *berak
ebraica, che comprendeva ambedue i significati. L'eucaristia cristiana proviene
dall'*ultima cena di Ges con i
suoi *apostoli, che fu
celebrazione della *pasqua ebraica
e iniziazione della pasqua cristiana, che ora si attualizza nella celebrazione.
Si usa chiamare eucaristia tutta la *messa. In senso stretto, ne la parte centrale: la *preghiera
eucaristica. Vedi *Messa.
Eucologia.
Insieme di elementi di preghiera di una
celebrazione, vale a dire quelle che sono preghiere e non letture, canti
processionali, antifone, gesti, ecc.
Eudemonismo.
Sistema o teoria filosofico-morale secondo il
quale il fine e il bene supremo della vita umana la soddisfazione, il
piacere.
Eudes Giovanni, san (1601-1680).
*Sacerdote francese che nel 1644 fond una congregazione di *chierici (detti eudisti) che si dedicano principalmente alla formazione del clero. Fond anche
una congregazione femminile.
Eufrate c 1.
Fiume asiatico noto per ci che ha
rappresentato storicamente nella regione che attraversa. Nasce in Armenia
dall'unione di due rami (Eufrate orientale e Eufrate occidentale). Attraversa
la catena del Tauro e scorre fino a sfociare nel Golfo Persico. Con un corso di
2.760 km il fiume pi lungo dell'Asia. In Gn 2,14 menzionato, assieme al *Tigri, come uno dei quattro fiumi dell'Eden. L'Apocalisse
menziona per due volte " il gran fiume Eufrate " (Ap 9,14; 16,12).
Eulogia.
1. Buone parole, dire cose belle, benedire. E
una preghiera di lode a Dio per ci che e per ci che ha fatto nella
creazione e nella storia (vedi *Eucaristia). Questo nome si applica anche a lode dei santi.
2. Con questo termine venivano chiamati, nei
primi secoli del Cristianesimo, i pani offerti dai fedeli per la consacrazione
che, essendo in eccesso, venivano solo benedetti dal sacerdote e poi
distribuiti ai presenti o portati ai fedeli assenti. La tradizione ancora
viva nella Chiesa ortodossa.
Eunuco.
In greco, " custode del letto o
dell'alcova ". Impotente per cause naturali o per castrazione.
Anticamente, i monarchi affidavano a un eunuco la custodia del loro gineceo
(l'appartamento che ospitava le mogli). Spesso si chiamava eunuco un amico
intimo del re, bench non fosse eunuco nel senso biologico del termine (, ad
esempio, il caso di Putifarre, di cui si parla in Gn 39). In senso spirituale,
Ges parla di " eunuchi per il regno dei cieli " (Mt 19,12),
riferendosi a coloro che rinunciano al matrimonio per donarsi interamente alla
causa del vangelo.
Eusebio di Cesarea.
Visse approssimativamente tra il 263 e il
340. E chiamato il " padre della storia della Chiesa " per essere
stato il primo a scrivere una storia della Chiesa dai primi giorni. Grazie a
lui, possediamo preziosi documenti dell'antichit.
Eutanasia - Distanasia.
L'eutanasia (in greco = buona morte) consiste nel provocare la
morte a qualcuno per evitare che soffra. E un'azione immorale, che non si pu
in alcun modo giustificare. La distanasia l'accanimento nel ritardare il pi possibile la morte con mezzi
straordinari e molto costosi in se stessi o nel contesto della famiglia. Nelle
circostanze di una " morte clinica " (morte irreversibile della
corteccia cerebrale), del prolungamento di una vita puramente vegetativa, del
poter prolungare per poco tempo e con grandi dolori una vita irrecuperabile,
lecito non usare mezzi straordinari e " lasciar morire " (non
impiegare la distanasia), che cosa diversa dal " far morire " (eutanasia). Diversi documenti della *Santa Sede e degli episcopati confermano questo giudizio morale.
" Fa parte del "diritto a morire umanamente" il non prolungare
indebitamente la vita dell'uomo al di l di quello che presumibilmente lo
spazio della realizzazione della libert umana " (M. Vidal, Para
conocer la Etica cristiana, VD, 140).
Eutiche.
*Archimandrita di *Costantinopoli che combattendo il *nestorianesimo cadde nell'*eresia opposta: l'eutichianismo o *monofisismo. Questa eresia, condannata dal concilio ecumenico di
Calcedonia (451), afferma l'unione delle due nature in Cristo, intesa in tal
modo che quella umana rimane come assorbita da quella divina; da qui il nome di
monofisismo (una natura) dato a quella eresia.
Eva.
Nell'etimologia ebraica popolare questo nome
indica una relazione con la vita: la madre di tutti i viventi. In Gn 2,23, Adamo chiama la sua compagna 'ishsha, nome che gioca sull'omofonia con ish = uomo; in Gn 3,20, la chiama Eva (Hawwah,
dalla radice hajah = vivere). Dopo
quei primi racconti della Genesi, Eva non appare pi nell'AT se non in Tb 8,8 e
come allusione in Sir 25,24; nel NT, unicamente in 2 Cor 11,3 e in 1 Tm 2,13.
La dottrina che dai *Padri della Chiesa vede in Eva l'immagine o il tipo della *Chiesa e della Vergine *Maria si fonda nel paragone che *Paolo stabilisce tra *Adamo e Ges Cristo (Rm 5,12s).
Evangeli.
Vedi *Vangeli.
Evangeliario.
Libro che contiene le *pericopi evangeliche selezionate per le letture della
liturgia.
Evangelico.
1. Aggettivo: che appartiene al vangelo,
conforme al vangelo.
2. Pentecostali e altre comunit protestanti.
Evangelii nuntiandi.
*Esortazione apostolica
che il papa Paolo VI consacr al tema della *evangelizzazione (datata 8121975, decimo anniversario della chiusura
del Vaticano II), raccogliendo la dottrina del *Sinodo dei vescovi del 1974, dedicato a quello stesso tema. Tra i
documenti pontifici, normalmente di grande valore, si riconosce a questo un
valore eccezionale, come Magna Charta
dell'evangelizzazione.
Evangelizzazione.
Predicazione o annuncio del vangelo.
" L'evangelizzazione ci che definisce
la missione totale della Chiesa,
la sua identit pi profonda (EN 14), giacch "essa esiste per
evangelizzare" " (Ibid.).
Con evangelizzare si intende quindi il processo
globale mediante il quale la Chiesa,
popolo di Dio, mossa dallo Spirito:
- annuncia al mondo il vangelo del regno di Dio;
- rende testimonianza tra gli uomini del nuovo modo di essere e di vivere
che esso inaugura;
- educa nella fede quelli che vi si convertono;
- celebra nella comunit dei credenti (mediante i sacramenti)
la presenza del Signore Ges e il dono dello Spirito, e
- impregna e trasforma con la sua forza tutto l'ordine temporale.
La dinamica di questo processo globale di
evangelizzazione appare definita in modo *paradigmatico da tre fasi o tappe successive: azione missionaria
(con i non credenti), azione catecumenale (con i neo-convertiti) e azione pastorale (con i fedeli della comunit cristiana) (Com. Episc.
de Ens. y Cat. Espaa, La catequesis de la comunidad, 169).
Evangelo.
Vedi *Vangelo.
Evoluzione.
Processo di sviluppo o crescita di un essere.
Di per s, pi generico di *trasformismo e non implica necessariamente la trasformazione delle specie.
Tuttavia, nelle scienze naturali
si intende con evoluzione il processo di mutazione delle specie, il che implica
un'alterazione degli elementi genetici. Le attuali conoscenze mostrano che gli
esseri viventi che oggi esistono sulla terra si sono evoluti da forme
inizialmente molto semplici fino a quelle attuali. In *teologia chiaro che la creazione proviene da Dio e si evolve
secondo le possibilit da lui poste; l'uomo stesso in divenire verso la meta
che Dio gli ha assegnato: il Dio creatore anche il Dio fine di tutto; la
storia il processo di questa marcia evolutiva. Punto centrale della
trasformazione l'*incarnazione
del Verbo, che introduce la dinamica divinizzatrice, e la *risurrezione che trasforma Ges e tramite lui tutti noi che
viviamo della sua vita, dando una nuova dimensione all'esistenza.
Si possono considerare altri tipi di
evoluzione, come quella che
sperimenta l'uomo nella sua crescita, maturazione e declino biologico, o
l'evoluzione spirituale di una persona, l'evoluzione culturale, ecc.
Ex cathedra.
Espressione latina che significa " dalla
cattedra ". Si usa per qualificare le dichiarazioni solenni del papa sulla
fede o i costumi, che devono essere accettate dai cattolici come fede della
Chiesa.
Exempli gratia
E.g. In latino = per esempio. Equivale a Verbi
gratia o v.g.
Exequatur.
Forma verbale latina che significa " si
esegua, si faccia ". Con questo termine giuridico i re accettavano e
davano corso nei propri domini a documenti del papa. Senza l'exequatur non ne era ammessa l'applicazione o la vigenza. Vedi *Regalismo.
Extraterritorialit.
Privilegio per cui certi beni o persone non
sono soggetti alla giurisdizione dello Stato in cui si trovano.
Ezechia.
In ebraico, " Jhwh la mia forza
". Re di Giuda (721-693 a.C.), figlio di Acaz. Di fronte al rischio che *Gerusalemme fosse invasa, la fece fortificare e assicur l'approvvigionamento
idrico costruendo un canale sotterraneo che ricever poi il nome di canale di *Siloe (cf Gv 9,7). Ezechia realizz riforme religiose,
distrusse luoghi di culto proibiti ed giustamente considerato come uno dei
pochi re di Giuda che " fece ci che retto agli occhi del Signore "
(2 Re 18,3).
Ezechiele.
Uno dei quattro *profeti maggiori. Era sacerdote e visse l'*esilio di *Babilonia. L consol gli altri deportati dal quinto anno della cattivit,
quando Dio lo chiam ad esercitare il ministero profetico, fino a circa il 571
a.C. Annunci la caduta definitiva di Gerusalemme (dopo la prima deportazione,
nell'anno 597. Dopo il tentativo di liberarsi dal giogo, Gerusalemme fu
distrutta nel 587, anno della seconda deportazione). Annunci anche il ritorno
dalla cattivit. Il libro di Ezechiele, che raccoglie brani sparsi, quello che contiene pi visioni, cos
come *oracoli contro le nazioni,
chiamate alla conversione e promesse della vittoria del regno di Dio; proclama
la santit di Jhwh e la sua fedelt, nonostante i peccati del suo popolo (cf
DBM-Cl e VPB-H).
Eziologia.
Dal greco aita = causa. Tentativo di spiegare qualcosa (un nome, un
rito, un costume, un monumento...) cercandone l'origine o causa. Nell'Antico
Testamento si trovano molti racconti eziologici, che spesso stabiliscono una
relazione tra una cosa, un'istituzione, un fatto... e il suo nome. Esempi: Gn
28,11s: Bet-El = casa di Dio; Es
2,10: Mos = tratto dalle acque;
Es 12,12-14: pasqua = passaggio.
Spesso, " una spiegazione eziologica viene indicata con espressioni come
"fino ad oggi" (Gn 19,37-38; Gs 6,25) e "quando i vostri figli
vi chiederanno" (Gs 4,6s) " (DBM-Cl).
F
Faldistorio.
Sedia con braccioli, cuscino e
inginocchiatoio, senza spalliera, della quale si serve il vescovo in alcune
occasioni al posto della *cattedra.
Viene coperta da una stoffa del colore liturgico corrispondente alla
celebrazione.
Fallico.
Che si riferisce al fallo, sinonimo di membro
virile. In psicoanalisi viene detto stadio fallico quel periodo in cui l'interesse
del bambino, e anche quello della bambina, per l'impatto dovuto alla carenza di
pene, si concentra sugli organi genitali.
Famiglia.
Comunit che vive in un'unica casa,
costituita dalla coppia, dai figli e eventualmente da altri membri uniti da
adozione legale o da vincoli di sangue (nonni, zii...). Nella famiglia, ogni
membro svolge il suo ruolo e insieme creano una *cultura comune. A seconda dei luoghi e delle epoche, il
concetto di famiglia si amplia. In Israele comprende varie generazioni, rami collaterali,
servitori (cos anche a Roma), e temporaneamente gli ospiti. Ad ogni modo,
l'unit sociale pi ridotta; pi ampia la stirpe e, pi di questa, la trib (cf MM. Hewitt, DS-G;
DBM-Cl; DB-H; VPR-H; Alonso Schkel, NBE).
Fanar.
Quartiere della citt di *Costantinopoli (chiamata Istanbul dai turchi, che la conquistarono
nel 1453) dove si trova la sede del patriarca primate delle Chiese *ortodosse.
Fanatico Fanatismo.
Dal latino, fanum = tempio, luogo sacro. Comportamento di chi, basandosi
su sentimenti religiosi non ragionevoli, difende o attacca con passione. "
Il fanatismo costituisce una patologia... caratterizzata da...: 1) credere di
possedere tutta la verit; almeno in relazione a un determinato ambito; 2)
vivere questo possesso in modo esaltato, quasi mistico, come di inviato; 3)
sentire l'imperativo irresistibile di dover imporre la verit agli altri come
missione ineludibile " (M. Vidal, PCEC, 315).
Faraone.
" Grande casa ", " la casa pi
grande ", in Egitto. Dal designare il palazzo pass, nel sec. XV a.C., a
significare il re stesso. Era considerato come Dio.
Farisei.
Gruppo religioso-politico molto influente in
Israele, frequentemente nominato nel NT, mai nell'AT, anche se hanno origine
nel sec. II a.C., come testimonia Giuseppe Flavio che ne parla abbastanza.
Godevano di un grande prestigio tra il popolo, davanti al quale si presentavano
come conoscitori scrupolosamente osservanti della Legge. Si d al termine il
significato di " separato ", ma non si sicuri dell'oggetto della
separazione, che potrebbe essere ci che impuro, l'autorit religiosa, la
classe politica... Credevano nella risurrezione dei morti e nella vita futura,
a differenza dei *sadducei. Molti
degli *scribi e dei *dottori erano farisei. Dopo la distruzione di *Gerusalemme ad opera dei romani (70 d.C.), l'unico partito e
tendenza del giudaismo fu il farisaismo.
Nei *vangeli, i farisei appaiono, con gli scribi e i sadducei,
come gli avversari di Ges, il quale attacca duramente il loro orgoglio, la
loro avarizia, la loro ipocrisia e, soprattutto, la tendenza permanente a
credere che la salvezza viene dalla legge.
Fatalismo.
" Credenza nel destino come forza
impersonale che determina inevitabilmente la vita dell'uomo " (DPB-H). E
un fenomeno religioso sorto nell'*ellenismo quando, a causa di convulsioni politiche, non
riuscivano pi a vedere i piani di Dio sul mondo. Nelle culture orientali con
predominio dell'astrologia, erano le congiunzioni degli astri a determinare il
destino. Qualcosa di ci rimane nella credenza ancora oggi diffusa negli
oroscopi. La Bibbia, lungi da qualsiasi fatalismo, vede il mondo nelle mani di
Dio; il destino dell'uomo guidato da Dio, che gli indica la meta che deve
liberamente raggiungere.
Fatima.
Citt del Portogallo, a sudest di Lisbona (c
7), nella diocesi di Leira. A Cova da Iria, a 3 km dal paese, ebbero luogo nel 1917 le
apparizioni della Vergine Maria ai pastorelli Lucia (che aveva 10 anni), e ai
suoi cugini Francisco (9) e Jacinta Marto (7). Iniziarono il 13 maggio e
proseguirono il 13 dei mesi successivi fino a ottobre. Nell'apparizione di
luglio chiese la consacrazione del mondo e della Russia al suo Cuore Immacolato
e annunci castighi se il mondo non faceva penitenza. In quella di ottobre,
denomin se stessa Nostra Signora del Rosario, devozione che aveva raccomandato
ripetutamente e si present in tre modi successivi, corrispondenti alle parti
del Rosario: con Ges Bambino e san Giuseppe, in forma di Addolorata e come
Madonna del Carmelo. Quello stesso giorno ebbe luogo il portento del sole che,
cacciando le nubi cariche di pioggia, apparve straordinariamente brillante e
per tre volte fu visto ruotare su se stesso lanciando luci multicolori,
prodigio che dur per una decina di minuti.
Nel 1930, il vescovo di Leira permise il
culto della Vergine del Rosario di Fatima. Nel 1942, *Pio XII consacr il mondo e in special modo la Russia al
Cuore Immacolato di Maria. Di fatto, il messaggio di Fatima, con l'invito alla
preghiera e alla penitenza, in rapporto coi fatti per l'incidenza degli stessi
sul versante religioso, specialmente con il comunismo ateo, che nello stesso
anno delle apparizioni si insediava in Russia.
Una figlia di *Maometto si chiamava Fatima.
Favola.
*Genere letterario che consiste nel trasmettere un insegnamento tramite
un linguaggio *allegorico nel
quale si fanno intervenire animali, vegetali o esseri inanimati i quali si
comportano come se fossero esseri umani. A volte prende la forma della satira.
Nella Bibbia troviamo delle favole: Gdc 9,8-15, spiegata in 9,16-20; 2 Re 14.9
= 2 Cr 25,18. Vedi 1 Cor 12,12-30.
Febronianismo.
Dottrina proposta da Giustino Febronio,
pseudonimo di Nikolaus von Hontheim (1701-1790), vescovo ausiliare
dell'arcivescovo di Treviri, nell'opera De statu praesenti ecclesiae (1763), nella quale attacca la struttura gerarchica
della Chiesa, e in particolare il *primato del papa. Questa dottrina apparentata con il *gallicanismo in Francia, il *giuseppinismo in Austria e il *regalismo in Spagna, anche se questi non giunsero agli estremi
del febronianismo. Il febronianismo afferma la superiorit del concilio
ecumenico sul pontefice, l'autonomia delle Chiese nazionali e un potere pi
vasto dello Stato in materia religiosa.
Fede e religione.
Anche se sono comunemente considerate
equivalenti, la fede e la religione sono diverse. La fede *l'atteggiamento della persona che accetta le verit e le realt
soprannaturali o, pi semplicemente, l'atteggiamento di chi aderisce
personalmente a Dio. La religione
l'insieme di pratiche che la
persona compie come conseguenza della sua fede religiosa. Pu esserci fede
senza pratica religiosa, o pratica religiosa quasi priva di fede.
Fede.
In ebraico, " essere fermo, avere
fiducia "; in greco, " fidarsi di ". E la virt *teologale per mezzo della quale crediamo in qualcosa fidandoci
di colui che ce la rivela o manifesta. Contro una certa interpretazione troppo
intellettualistica (accettare una verit incomprensibile), oggi si torna ad
accentuare l'originale visione della Bibbia, nella quale la fede prima di
tutto adesione alla persona che rivela, sicurezza della fedelt e lealt di Dio
che ci parla. " Una corretta comprensione della fede nel senso biblico
deve tener conto dell'aspetto di fiducia e dell'aspetto di verit-relazione
" (tra due esseri) (Lon-Dufour, DNT). La fede un atteggiamento
fondamentale del cristiano.
Felice.
*Procuratore della *Giudea dal 52 al 59 davanti al quale, a Cesarea, fu condotto Paolo per essere
processato. Non rimise in libert l'apostolo, pur potendolo fare, per
accontentare i giudei e sperando di ricevere da lui una somma di denaro. In At
24,2-8, l'avvocato Tertullo lo loda per la sua bont; in realt, represse
crudelmente le ribellioni (cf At 23,23-24, 27).
Felicit.
Stato di soddisfazione che sperimentiamo per
il possesso, reale o sperato, di ci che amiamo. La felicit completa esclude i
dolori, le preoccupazioni, il timore. Questa felicit totale non di questo
mondo; quella che ci aspetta quando, posseduti da Dio nell'amore, lo vedremo
" faccia a faccia " nella vita eterna.
Fnelon (1651-1715).
Franois de Salignac de la Mothe Fnelon,
arcivescovo di Cambray (Francia), figura rilevante del suo tempo, pedagogo,
buon oratore e fecondo scrittore. Inizialmente protetto da *Bossuet, fu poi da questi duramente attaccato nelle dispute
riguardo al *quietismo. Innocenzo
XII dichiar pericolose 23 delle sue tesi. Fnelon si sottomise umilmente.
Fenice.
Uccello che, secondo la leggenda, rinasceva
dalle sue ceneri dopo tre giorni. Per questo motivo, alcuni *padri della
Chiesa la presentarono come immagine
di Cristo e venne a volte impiegata in incisioni sepolcrali come simbolo di
immortalit.
Fenicia.
Zona costiera del *Mediterraneo orientale che si estende dal monte *Carmelo al golfo di Alessandretta. E una zona di importanti
citt portuali, come Tiro, Sidone, Biblos, Ugarit. A *Ugarit (= Ras Shamra) nacque l'alfabeto cuneiforme; a Biblos
(= Guebal), l'alfabeto corsivo. I rapporti della *Siria con *Israele furono, in generale, amichevoli. Il Vangelo menziona di passaggio *Tiro e *Sidone
(cf Mt 11,21 e par.). Negli Atti, vediamo alcuni fuggitivi da *Gerusalemme introdurre il cristianesimo in questa regione (At
11,19), la visita di *Paolo e *Barnaba (At 15,3) e quella di Paolo a Tiro in occasione del
suo viaggio a Gerusalemme (At 21,3-6).
Fenomenismo.
Dottrina filosofica secondo la quale non
possiamo conoscere l'essenza delle cose, ma solo i fenomeni.
Fermentum.