HERMANN MELVILLE
BILLY BUDD, MARINAIO
(UNA STORIA DAL DI DENTRO)
Dedicato a
JACK CHASE
inglese
Ovunque
batta quel grande cuore
Qui sulla
Terra o nel porto del Paradiso
Capocoffa
di maestra
nell'anno
1843
sulla
fregata americana
Stati
Uniti
I
In tempi
anteriori alla navigazione a vapore, o allora pi sovente di adesso, a chi
passeggiasse lungo le banchine di un qualsiasi grosso porto capitava di notare
gruppi di marinai bronzei in franchigia a terra, uomini in tenuta da festa,
della marina da guerra o mercantile. In certe occasioni li avrebbe visti procedere
a fianco o, come guardie del corpo, addirittura circondare qualche individuo
eccezionale, marinaio anche lui, che avanzava nel gruppo come Aldebaran tra le
stelle meno fulgide della sua costellazione. Era questo straordinario
personaggio il Bel Marinaio di tempi meno prosaici della marina militare o
mercantile. Senza mostrar segno di vanit, anzi con la naturale immediatezza di
una regalit innata, sembrava accettare l'omaggio spontaneo dei compagni.
Mi sovvengo
di un notevole esempio. A Liverpool, ormai mezzo secolo fa, vidi all'ombra del
grande muro sporco del Prince's Dock (un ostacolo da tempo abbattuto) un
marinaio semplice, cos nero che avrebbe potuto essere un africano autentico,
puro sangue di Cam. Una figura armoniosa di statura molto superiore alla media.
Le cocche di una vivace sciarpa di seta, sciolta sul collo, danzavano
sull'ebano del petto nudo; alle orecchie portava grossi anelli d'oro, un
berretto scozzese con una banda pure scozzese dava risalto alla bella forma
della testa.
Era un
caldo pomeriggio di luglio, e il suo bel volto, lucido di sudore, splendeva di
gioia barbarica. Con battute gioviali a destra e a sinistra faceva balenare i
denti candidi, mentre avanzava festoso in mezzo a un gruppo di compagni, un
assembramento di trib e colori di pelle che ben avrebbero figurato sfilando
agli ordini di Anacharsis Cloots davanti alla tribuna della prima Assemblea
francese, in rappresentanza della razza umana. A ogni spontaneo tributo reso
dai passanti a quel dio nero - il tributo di un indugio, di uno sguardo e, meno
di frequente, di un'esclamazione - il variopinto corteo mostrava di avere per
colui che ne era la causa quello stesso orgoglio che i sacerdoti assiri avevano
senza dubbio per il grande Toro scolpito, quando davanti vi si prosternavano i
fedeli.
Ma
riprendiamo.
Se anche in
certi casi si esibiva a terra come una specie di Murat dei mari, il Bel
Marinaio di quel periodo non aveva nulla dello snobbino Billy-va'-al-diavolo,
un personaggio divertente ormai quasi estinto, che a volte si incontra, in
versioni ancora pi divertenti dell'originale, al timone di battelli sul
tempestoso canale Erie o, pi probabilmente, a fare lo sbruffone nelle bettole
dell'alzaia. Immancabilmente esperto nel suo mestiere, era sempre anche un
pugile e un lottatore, pi o meno gagliardo. Aveva forza e bellezza. Giravano
aneddoti sulle sue prodezze. A terra era il campione; a bordo il portavoce;
sempre in prima linea, in ogni circostanza. Eccolo nella burrasca a far
terzaruolo alle vele di gabbia, cavalcando l'estremit del pennone battuto
dalla bufera, il piede nel cavallo fiammingo come in una staffa, le mani al
matafione, quasi a reggere la briglia, nell'atteggiamento del giovane
Alessandro che doma il fiero Bucefalo. Una figura superba, lanciata in alto
dalle corna del Toro contro il cielo tempestoso, che gioiosamente incita con
voce possente la strenua schiera lungo il pennone.
La natura
morale di rado non era in sintonia con la struttura fisica. Difficilmente
infatti, se non fossero state scandite dalla prima, l'avvenenza e la forza,
sempre affascinanti quando confluiscono in un corpo maschile, avrebbero
suscitato quell'omaggio schietto, che il Bel Marinaio, nelle varie versioni
riceveva dai compagni meno dotati.
Un astro
siffatto, almeno nell'aspetto e anche un po' nell'indole, seppure con
significative varianti che emergeranno con il procedere della storia, era Billy
Budd dagli occhi cerulei, o Baby Budd, come fin per essere chiamato, in modo
pi familiare, in circostanze che saranno a tempo debito indicate - ventun
anni, gabbiere di parrocchetto della flotta britannica, sul finire dell'ultimo
decennio del diciassettesimo secolo. Era entrato al servizio di Sua Maest non
molto prima che si verificassero i fatti della nostra storia, reclutato d'autorit
nel Canale d'Irlanda, su un mercantile inglese diretto in patria e portato
sulla Bellipotent
- settantaquattro cannoni - di Sua Maest diretta al largo; una nave questa
che, cosa non insolita in quei tempi burrascosi, era stata costretta a mettersi
in mare senza essere al completo dell'equipaggio. Diritto su Billy, alla prima
occhiata dal barcarizzo, piomb l'ufficiale di reclutamento, tenente Ratcliffe,
prima ancora che la ciurma del mercantile si fosse allineata sul cassero per
sottoporsi al suo accurato vaglio. E lui solo fu scelto. Forse perch, una
volta schierati, gli altri uomini sfiguravano al confronto con Billy, forse
perch ebbe degli scrupoli, fatto sta che l'ufficiale si dichiar soddisfatto
di quella prima scelta d'impulso. Con sorpresa dell'equipaggio, ma con
compiacimento del tenente, Billy non fece obiezioni. Ma invero, al pari della
protesta del cardellino ficcato in gabbia, ogni obiezione sarebbe stata vana.
Notandone
l'acquiescenza docile, quasi lieta si avrebbe voglia di dire, il capitano gli
scocc un'occhiata stupita di muto rimprovero. Era costui uno di quei mortali
che si incontrano in ogni mestiere, anche il pi umile, il tipo di persona che
tutti concordano nel definire un uomo perbene. E - non poi cos strano come
pu sembrare -, pur essendo un aratore di acque procellose, da una vita intera
abituato a lottare contro gli elementi indomiti, non c'era nulla che
quell'animo onesto amasse di pi della semplice pace e quiete. Per il resto era
un uomo di cinquant'anni o gi di l, con una tendenza alla pinguedine e un
volto simpatico, senza basette, di un piacevole colorito, piuttosto pieno, con
un'espressione di benevola intelligenza. Nelle giornate belle, con una bella
brezza e tutto che filava liscio, una certa risonanza musicale nella voce
sembrava esprimere in modo genuino e libero l'uomo autentico che era in lui.
Molto prudente, molto coscienzioso, non mancavano le occasioni in cui queste
virt gli causavano soverchio turbamento. Durante la traversata, finch la nave
era in prossimit della terra, non c'era sonno per capitano Graveling. Si
prendeva a cuore quelle gravi responsabilit che non tutti i capitani
assumevano con impegno altrettanto serio.
Ora, mentre
Billy Budd, gi nel castelletto di prua, era occupato a raccogliere la sua
roba, l'ufficiale della Bellipotent, massiccio e rude, per nulla sconcertato dal fatto che il
capitano Graveling avesse trascurato i consueti doveri dell'ospitalit in
un'occasione cos ingrata per lui - un'omissione imputabile soltanto alla preoccupazione
- si invit da s senza cerimonie nella cabina e si offr anche una borraccia
dall'armadietto dei liquori, un ricettacolo che il suo occhio esperto individu
all'istante. Era infatti uno di quei lupi di mare che non si era mai visto
ottundere l'istinto naturale verso il piacere dei sensi dall'asprezza e dalla
perigliosit della vita marinara nelle grandi e lunghe guerre del tempo. Il suo
dovere lo compiva sempre con scrupolo, ma il dovere a volte un obbligo arido,
ed egli era favorevole - non appena possibile -a irrigare quel deserto con un
intruglio fertilizzante di robusta acquavite. Al titolare della cabina non
rimase che recitare, con tutto il garbo e la sollecitudine che poteva
racimolare, la parte dell'anfitrione coatto. Quali necessarie integrazioni
della borraccia pose in silenzio davanti all'inesorabile ospite un boccale e
una brocca d'acqua. Ma, scusandosi di non fargli compagnia, rimase a guardare
con aria cupa l'ufficiale che, per nulla imbarazzato, con calma diluiva un po'
il suo grog per tracannarlo quindi in tre sorsate, scostare il boccale vuoto,
non per cos distante da non essere comodamente a portata di mano, sistemarsi
sul sedile, schioccando soddisfatto le labbra e fissando diritto negli occhi il
suo anfitrione.
Conclusa questa
procedura, il capitano ruppe il silenzio con voce nella quale indugiava un
accorato rimprovero: Tenente, mi portate via l'uomo migliore, il gioiello
dell'equipaggio.
S, lo so,
replic l'altro tirando subito vicino il boccale per riempirselo ancora, s,
me ne rendo conto. Mi dispiace.
Chiedo
scusa, ma non vi rendete conto, tenente. Sentite un po'. Prima di imbarcare
quel giovanotto, il mio castello era una topaia di litigi. Tempi brutti, ve lo
dico io, qui a bordo della Diritti. Ero cos preoccupato che neppure la pipa mi dava pi
conforto. Poi arriv Billy, e fu come un prete cattolico che metta pace in un
trambusto di irlandesi. Non che si sia messo a predicare o abbia detto o fatto
niente di particolare, ma promanava da lui una forza che placava l'animosit.
Lo presero tutti in simpatia come calabroni con la melassa; tutti tranne il pi
acido della banda, quel tizio grande e grosso, ispido, con le basette rosso
fuoco. Anzi per invidia forse del nuovo venuto, pensando che difficilmente il
"bravo simpaticone" - come lo chiamava per scherno con gli altri -
avrebbe avuto lo spirito di un gallo da combattimento, ce la mise tutta per
tirarlo dentro in una brutta rissa. Paziente, Billy cercava di farlo ragionare
con le buone - un po' come me, tenente: non c' cosa che mi sia pi odiosa
dei litigi - ma non c'era verso. Cos un giorno, durante il secondo turno di
guardia, Basette Rosse, davanti a tutti, con la scusa di mostrargli dove si
tagliava la lombatina - quel tipo una volta faceva il macellaio - con gesto
provocatorio gli assest un colpo sotto le costole. Veloce come il fulmine,
Billy fece scattare il braccio. Oso dire che non avesse intenzione di arrivare
a tanto; fatto sta che sferr a quell'omaccione una legnata micidiale. Faccenda
di mezzo minuto, direi. E Dio vi benedica, tenente, lo zoticone rimase allibito
per tanta velocit. E lo credereste, tenente, Basette Rosse ora vuole un bene
dell'anima a Billy Budd - un bene dell'anima, senn il pi grande ipocrita
che mi sia capitato di incontrare. Ma tutti gli vogliono bene. Alcuni gli
lavano la roba; altri gli rammendano i pantaloni vecchi; nei momenti liberi il
falegname dietro a costruirgli un cassettoncino molto grazioso. Non c' uno
che non si farebbe in quattro per Billy Budd, e siamo una famiglia felice. Ma
adesso, tenente, se quel giovanotto se ne va, so gi quel che succeder a bordo
della Diritti. Non
potr pi, finito il pranzo, appoggiarmi all'argano a fumarmi una pipa in santa
pace, no, per molto tempo, penso. Ah, tenente, vi portate via il gioiello dei
miei uomini; vi portate via il mio paciere!. E cos dicendo quel brav'uomo
ebbe un bel daffare a trattenere un singhiozzo.
Beh,
disse il tenente che, ascoltato tutto questo con divertito interesse, ora
gongolava a forza di bere, beh, siano benedetti i pacieri, soprattutto i
pacieri che sanno battersi. Proprio come le settantaquattro bellezze di quella
nave da guerra che mi aspetta - alcune spuntano con il naso fuori dai portelli,
indicando la Bellipotent attraverso la finestra della cabina. Perbacco, vi
garantisco fin d'ora l'approvazione reale. State pur sicuro che Sua Maest sar
lusingato di sapere che in un'epoca in cui i marinai non aspirano alla sua
galletta con l'avidit che dovrebbero metterci, un'epoca per giunta in cui i
capitani si risentono in cuor loro che gli si porti via un marinaio o due per
il servizio, Sua Maest, dicevo, sar lusingato di apprendere che almeno un capitano ha ceduto di buon grado
al Re il fiore del suo gregge, un marinaio che con pari lealt non protesta. Ma
dov' questa bellezza? Ah, guardando attraverso la porta della cabina, eccolo
che arriva e, per Giove!, si porta dietro il suo cassettone - Apollo con il
baule! Amico mio, avvicinandoglisi, non puoi portare questo scatolone a bordo
di una nave da guerra. Le scatole l sono quelle delle munizioni. Metti i tuoi
stracci in un sacco, ragazzo. Stivali e sella per il cavalleggero; sacco e
amaca per il marinaio di una nave da guerra.
Il
trasferimento dal cassettone al sacco venne eseguito. E dopo aver accompagnato
il suo uomo sulla scialuppa e averlo seguito gi, il tenente si allontan dalla
Diritti dell'uomo. Era questo il nome del mercantile, sebbene il capitano e l'equipaggio,
all'uso marinaro, l'abbreviassero in Diritti. Quell'ostinato del suo armatore
di Dundee era un sincero entusiasta di Thomas Paine il cui libro in replica
alle accuse di Burke alla Rivoluzione francese era stato pubblicato da qualche
tempo e aveva avuto vasta diffusione. Nel battezzare la sua nave con il titolo
del volume di Paine, l'uomo di Dundee non era dissimile dall'armatore suo
contemporaneo, Stephen Girard di Filadelfia, che espresse la simpatia per la
terra natia e per i suoi filosofi liberali, dando alle navi i nomi di Voltaire,
Diderot e cos via.
Ma in quel momento,
mentre la scialuppa scivolava sotto la poppa del mercantile, e ufficiale e
rematori - alcuni con amarezza, altri con un sogghigno - osservavano il nome
decorato come in un blasone, proprio allora la nuova recluta, saltando su da
prora dove il timoniere l'aveva fatto sedere e sventolando il cappello verso i
compagni che, silenziosi e addolorati, si sporgevano oltre il parapetto di
poppa per guardarlo, rivolse ai ragazzi un allegro addio. Quindi salutando la
nave stessa: Addio anche a te, vecchia Diritti dell'uomo.
Seduto,
signore!, rugg il tenente assumendo all'istante tutto il rigore del suo
grado, pur reprimendo con difficolt un sorriso.
Sicuro, il
gesto di Billy era una grave infrazione al decoro marinaro. Ma in quel decoro
nessuno lo aveva mai istruito; in considerazione di ci il tenente non lo
avrebbe rimproverato in modo tanto energico, se non fosse stato per quel
commiato ultimo dalla nave. Questo lo interpret alla stregua di un'allusione
scherzosa da parte della nuova recluta, un malizioso accenno all'arruolamento
forzato in generale e al proprio in particolare. Eppure probabilmente, se
satira ci fu, difficile che sia stata voluta: pur felicemente dotato
dell'esuberanza gioiosa di un'ottima salute, della giovinezza e dell'indipendenza
del cuore, Billy non era affatto portato alla satira. Gli mancavano la volont
e la sinistra destrezza. I doppi sensi e le insinuazioni di ogni tipo erano
estranei alla sua natura.
Quanto al
forzato arruolamento, sembrava che lo prendesse come era solito prendere le
vicissitudini del clima. Pur senza essere un filosofo, era in pratica, come gli
animali, inconsapevolmente fatalista. E forse gli piacque la svolta avventurosa
della sua vita, che prometteva uno sbocco verso orizzonti ed emozioni marziali.
A bordo
della Bellipotent il
nostro marinaio mercantile, immediatamente riconosciuto per un uomo di mare
esperto, fu assegnato alla guardia di dritta della coffa di parrocchetto. Ben
presto a proprio agio in quel servizio, era bene accetto per la sua bellezza
senza pretese e l'aria di spensierata allegria. Non c'era uomo pi gioviale nel
suo rancio, in netto contrasto con certi altri individui che, al pari di lui,
facevano parte dell'equipaggio reclutato d'autorit, e che, se non erano
impegnati attivamente, a volte - soprattutto durante l'ultimo turno di guardia,
quando il calare del crepuscolo induce a sognare - erano inclini ad
abbandonarsi a una tristezza tendente in alcuni al cupore. Ma non erano giovani
come il nostro gabbiere e non pochi di loro avevano avuto un focolare; altri
forse avevano moglie e figli dietro a s, in condizioni precarie con ogni
probabilit, e quasi tutti avevano conosciuto amici e parenti, mentre Billy,
come vedremo fra poco, era lui stesso tutta la sua famiglia.
II
Bench il
nostro nuovo gabbiere fosse stato ben accolto sulla coffa e sul ponte dei
cannoni, non era qui l'astro che era stato fra gli equipaggi pi modesti delle
navi della marina mercantile, con i quali era stato fino ad allora.
Era giovane
e, pur con un fisico quasi pienamente sviluppato, appariva pi giovane di
quanto non fosse in realt, per un'espressione adolescente che indugiava sul
volto ancora liscio, quasi femmineo nella purezza della carnagione, dove la
vita di mare aveva soppresso il giglio, e la rosa faticava a fiorire attraverso
l'abbronzatura.
Al brusco
passaggio dalla precedente sfera pi semplice al mondo pi ampio e scaltrito
della grande nave da guerra - autentico novizio della complessit di una vita
innaturale - sarebbe forse rimasto sconcertato, se in lui ci fossero state
presunzione o vanit. Nella sua variegata moltitudine la Bellipotent annoverava parecchi individui che,
pur inferiori di grado, erano di stampo non comune, marinai particolarmente
predisposti ad avere quell'aria che l'irriducibile disciplina marziale e la
partecipazione a tante battaglie possono conferire, in qualche misura, perfino
all'uomo comune. Come Bel Marinaio, Billy Budd aveva, a bordo della
settantaquattro, una posizione analoga a quella di una bellezza rustica
trapiantata dalla provincia e messa a competere con le dame di alto lignaggio
della corte. Ma di questo mutamento di circostanze se ne accorse appena, e
neppure percep che qualcosa in lui provocava un sorriso ambiguo in uno o due
marinai tra i pi duri. N era meno inconsapevole dell'impressione
singolarmente favorevole che la sua persona e il suo comportamento avevano sui
gentiluomini pi perspicaci del cassero. E non avrebbe potuto essere
altrimenti.
Plasmato in
quello stampo, tipico dei migliori esemplari inglesi quando il ceppo sassone
non mescolato a quello normanno n a nessun altro, egli mostrava nel volto
quell'espressione umana di serena bont che lo scultore greco a volte impresse
al forte eroe Ercole. Ma anche questa espressione era sottilmente modificata da
un'altra penetrante qualit. L'orecchio piccolo e ben modellato, l'arco del
piede, la curva della bocca e della narice, perfino la mano dura, di un colore
bronzeo dorato come il becco di un tucano, una mano che parlava di drizze e di
secchio del catrame, ma soprattutto qualcosa nell'espressione mobile e nella
spontaneit dei gesti e degli atteggiamenti, qualcosa che faceva pensare a una
madre singolarmente prediletta dall'Amore e dalle Grazie, tutto questo indicava
in modo curioso un lignaggio in netta contraddizione con il destino toccatogli.
Il mistero parve meno misterioso a causa di un fatto che emerse allorch Billy,
all'argano, venne formalmente assunto in servizio. Quando l'ufficiale - un
ometto spiccio - gli chiese tra le altre cose il luogo di nascita, egli
rispose: Con il vostro permesso, signore, non lo so.
Non sai
dove sei nato? Chi era tuo padre?
Lo sa Dio,
signore.
Colpito
dalla schietta semplicit di quelle risposte, l'ufficiale prosegu chiedendo: Non
sai niente delle tue origini?
No,
signore. Ma ho sentito dire che fui trovato, una mattina, in un bel cesto
foderato di seta, appeso al battente della casa di un brav'uomo di Bristol.
Trovato, dici? Bene, bene, ecco una bella
trovata, e, buttando indietro il capo, squadr dalla testa ai piedi la nuova
recluta. Speriamo che ne trovino altri come te, ragazzo mio; la flotta ne ha
un tremendo bisogno.
S, Billy
Budd era un trovatello, un figlio illegittimo con ogni probabilit e,
ovviamente, non di umili origini. La sua ascendenza nobile era evidente come in
un purosangue.
Per il
resto, senza avere n poco n punto l'acume del serpente e nessuna traccia
della sua saggezza, senza tuttavia essere una colomba, possedeva quel tipo e
quel grado di intelligenza che va a braccetto con la rettitudine non
convenzionale di una creatura umana sana, una creatura alla quale non sia stato
ancora offerto l'ambiguo pomo della conoscenza. Era analfabeta; non sapeva
leggere ma sapeva cantare e, al pari dell'usignolo illetterato, a volte
componeva il suo canto.
Coscienza
di s pareva ne possedesse poca o nulla, o quanta possiamo ragionevolmente
attribuirne a un cane San Bernardo.
Abituato a
vivere a contatto con gli elementi e avvezzo a conoscere della terra poco pi
della spiaggia o, meglio, quella porzione dell'orbe terracqueo
provvidenzialmente riservata alle balere, alle puttane e agli osti, in breve il
paradiso dei marinai, per usare l'espressione in voga tra loro, aveva una
natura semplice, non contaminata dall'ambiguit morale, non sempre
incompatibile con quel prodotto plasmabile chiamato rispettabilit. Ma i
marinai, frequentatori di questi paradisi, sono senza vizi? No, ma meno spesso
di quanto non accada con gli uomini di terraferma i loro cosiddetti vizi
discendono da tortuosit d'animo, e pi che da perfidia sembrano derivare
dall'esuberanza di una vitalit a lungo costretta: franche manifestazioni in
armonia con le leggi di natura. Per indole innata e per l'influsso coadiuvante
del destino capitatogli, sotto molti punti di vista Billy era poco pi di un
autentico barbaro, forse simile ad Adamo prima che il civile serpente gli si
insinuasse al fianco. E qui a convalidare in apparenza la dottrina della Caduta
dell'uomo, una dottrina oggi ignorata dalle masse, si pu osservare che, quando
certe virt pristine e incorrotte caratterizzano in modo singolare qualcuno
ammantato nell'uniforme esterna della civilt, a un attento esame tali virt,
lungi dal sembrare frutto del costume e della convenzione, parranno
incompatibili con essi, quasi derivassero davvero, in modo eccezionale, da
un'et anteriore alla citt di Caino e all'uomo inurbato. Il carattere
contraddistinto da tali virt possiede, per chi abbia un palato non corrotto,
un sapore autentico, simile a quello delle bacche, mentre l'uomo impregnato di
civilt, perfino nei buoni esemplari di questa razza, ha, per quello stesso
palato, l'ambiguo aroma del vino adulterato. All'erede di tali qualit
primigenie che, al pari di Caspar Hauser, vaghi solitario e stupefatto in una
delle tante capitali della Cristianit, ben si addice la celebre invocazione
del bonario poeta che, circa duemila anni fa, rivolse al buon rustico spaesato
nella Roma dei Cesari:
Oh tu,
Fabiano, che sei povero, onesto e sincero
che cosa ti
ha condotto nel cuore dell'impero?
Il nostro
Bel Marinaio aveva, s, tutta la virile bellezza che ci si pu aspettare,
eppure, proprio come alla bellissima donna di un racconto minore di Hawthorne,
una sola cosa gli mancava. Nessun difetto visibile, invero, come nella
gentildonna; no, ma di tanto in tanto, la possibilit di un difetto vocale. Se
nell'ora del pericolo e della furia degli elementi egli era in tutto e per
tutto un perfetto marinaio, tuttavia, in preda all'improvviso turbamento di una
emozione, la sua voce di solito singolarmente musicale, quasi esprimesse
l'armonia interiore, tendeva a manifestare una esitazione organica, un vero e
proprio balbettio, se non peggio. Un particolare che clamorosamente
esemplificava come il maligno impiccione, l'invidioso guastafeste dell'Eden,
abbia ancora quasi sempre a che fare con tutte le partite di uomini consegnate
al pianeta Terra. certo che sempre e comunque egli tirer fuori il suo
biglietto da visita quasi a ricordarci: anch'io ci ho messo lo zampino.
L'ammettere
tale imperfezione nel Bel Marinaio dovrebbe dimostrare non soltanto che non
viene presentato alla stregua di un eroe convenzionale, ma anche che la storia
di cui protagonista non affatto romantica.
III
All'epoca
dell'arbitrario arruolamento di Billy Budd sulla Bellipotent, questa nave era in mare per
raggiungere la flotta del Mediterraneo. Non trascorse molto tempo prima che
avvenisse il ricongiungimento. Quale unit di quella flotta, la settantaquattro
partecipava alle manovre, sebbene, grazie alle sue superbe qualit veliche, in
mancanza di fregate, a volte fosse assegnata a compiti specifici come vedetta,
a volte impiegata in servizi meno temporanei. Ma con tutto ci la nostra storia
ha poco a che vedere, limitata com' alla vita interna di una particolare nave
e alle vicende di un singolo marinaio.
Era
l'estate del 1797. Nell'aprile di quell'anno si erano avuti i moti di Spithead,
seguiti in maggio da una seconda, ancora pi grave, rivolta della flotta al
Nore. Quest'ultimo episodio conosciuto - senza nessuna esagerazione
nell'epiteto - come il "grande ammutinamento". Era in verit una
minaccia per l'Inghilterra pi pericolosa di quanto non lo fossero allora i
proclami del Direttorio francese con i suoi eserciti vittoriosi e il suo
proselitismo. Per l'Impero britannico l'ammutinamento del Nore fu quello che
sarebbe uno sciopero dei vigili del fuoco in una Londra minacciata da un
incendio globale. In tale momento di crisi - nel quale il regno avrebbe ben
potuto anticipare la famosa parola d'ordine che, pochi anni pi tardi, avrebbe
annunciato lungo il fronte delle navi da guerra quanto in quella circostanza
l'Inghilterra si aspettava dagli inglesi - sui pennoni delle navi a tre ponti e
delle settantaquattro all'ancora nella rada - una flotta che costituiva il
braccio destro dell'unica potenza allora libera e conservatrice del Vecchio
Mondo -, i marinai a migliaia innalzarono con grida di evviva i colori
britannici sui quali erano stati cancellati la croce e il simbolo dell'unione:
una cancellazione che trasmutava la bandiera del diritto riconosciuto e della
libert sancita nell'avversa rossa meteora della rivolta senza freni n limiti.
Il giusto scontento, nato da reali motivi di lagnanza nella flotta, era
divampato in un incendio irrazionale, scatenatosi dalle scintille vive che
dalla Francia in fiamme erano state portate dai venti al di l della Manica.
Per qualche
tempo l'avvenimento serv a dare sapore ironico agli inni esaltati di Didbin -
come bardo fu di non poco aiuto al governo inglese in quella congiuntura
europea -, inni che fra l'altro magnificavano la dedizione patriottica del
marinaio britannico: Quanto alla mia vita, essa appartiene al Re!.
un
episodio nella gloriosa storia navale dell'isola, sul quale naturalmente gli
storici navali sorvolano: uno di loro (William James) candidamente riconosce
che di buon grado tralascerebbe di parlarne, se l'imparzialit non vietasse di
essere schizzinosi. Eppure l'accenno che ne fa un'allusione pi che
un'esposizione, privo com' di particolari. N questi si possono rintracciare
nelle biblioteche. Come altri eventi che si verificano in ogni tempo e in ogni
dove (compresa l'America), il grande ammutinamento fu di tale natura che
volentieri l'avrebbero sottaciuto l'orgoglio nazionale e le considerazioni
politiche, relegandolo sullo sfondo del contesto storico. Sono avvenimenti che
non si possono ignorare, ma esiste un modo equo per trattarne. Se l'individuo
equilibrato rifugge dall'esibire le tare e la maledizione della propria
famiglia, altrettanto discreta pu essere una nazione in analoghe circostanze,
senza incorrere nel biasimo.
Sebbene,
dopo vari abboccamenti fra i capi rivoltosi e il governo e dopo alcune
concessioni davanti agli abusi palesi, fosse stata sedata, seppure con
difficolt, la prima insurrezione - quella di Spithead - e la situazione per il
momento appianata, al Nore tuttavia l'imprevisto riaccendersi della sommossa,
che esplose su scala ancora pi ampia e trov una cassa di risonanza negli
incontri resi necessari da pretese considerate dalle autorit non soltanto
inammissibili, ma aggressivamente insolenti, indicava - se non lo aveva gi
fatto in misura sufficiente la Bandiera Rossa - quale spirito animasse gli
uomini.
Repressione
definitiva tuttavia ci fu: attuabile forse soltanto grazie alla lealt della
fanteria di marina e al volontario ritorno alla lealt di larghi e influenti
strati degli equipaggi.
L'ammutinamento
del Nore pu, in certa misura, essere paragonato allo scoppio squilibrante di
una febbre contagiosa in un organismo costituzionalmente sano, che riesce a
sbarazzarsene di l a poco.
In ogni
caso, fra le migliaia di ammutinati c'erano alcuni marinai che, non molto tempo
dopo - chiss se spinti dal patriottismo, dall'istinto bellicoso o da entrambi
- aiutarono Nelson a conquistarsi un blasone sul Nilo e la massima onorificenza
a Trafalgar. Per gli ammutinati queste battaglie - Trafalgar soprattutto -
furono un'assoluzione plenaria, una gloriosa assoluzione: in tutto ci che
contribuisce al grandioso spettacolo dello spiegamento navale e dell'eroica
magnificenza marziale, tali battaglie, in particolare Trafalgar, rimangono
insuperate nella storia dell'umanit.
IV
In una
faccenda come lo scrivere, per quanto si possa essere risoluti a restare sulla
strada maestra, esistono sentieri laterali dotati di un fascino al quale non
facile resistere. E lungo questi viottoli mi propongo di vagare. Se il lettore
vorr tenermi compagnia, ne sar felice. Possiamo perlomeno riprometterci il
piacere che si dice annidarsi nel peccato: peccato letterario, infatti, sar la
divagazione.
Molto
probabilmente non un'osservazione nuova affermare che le invenzioni del
nostro tempo hanno introdotto nella guerra navale mutamenti di portata pari
alla rivoluzione prodotta nella guerra in generale dall'impiego della polvere
da sparo, giunta dalla Cina in Europa. Le prime armi da fuoco europee, rozzi
congegni, furono - come ben si sa - disdegnate da non pochi cavalieri che le
consideravano volgari strumenti, buoni forse per tessitori, gente troppo
codarda per opporsi con fierezza al nemico incrociando lealmente le spade in
singolar tenzone. Ma come a terra la virt cavalleresca, seppur tosata del suo
blasone, non si esaur con i cavalieri, cos sui mari - oggi, tuttavia, negli
scontri che vi avvengono caduta in disuso una certa ostentazione di ardimento
in quanto inapplicabile nelle mutate circostanze - le pi nobili qualit di
certi grandi uomini, come don Giovanni d'Austria, Doria, Van Tromp, Jean Bart,
la lunga schiera di ammiragli britannici e i Decatur americani del 1812, non
divennero obsolete insieme alle murate di legno.
A chi
tuttavia sappia apprezzare il presente al suo giusto valore senza spregiare il
passato si pu perdonare se ritiene che a Portsmouth il solitario vecchio scafo
di Nelson, il Vittoria, vi galleggi non soltanto come il monumento in disgregazione di una
fama incorruttibile, ma anche come un rimprovero poetico, attenuato dal suo
carattere pittoresco, ai vari Monitor e agli scafi ancora pi potenti delle corazzate europee.
E questo non soltanto perch tali navi sono sgraziate a vedersi,
irrimediabilmente prive della simmetria e delle nobili linee dei vecchi
vascelli da guerra, ma anche per altre ragioni.
Ci sono
forse alcuni che, pur non del tutto insensibili a quel rimprovero poetico cui
si appena alluso, sono disposti in nome dell'ordine nuovo a schivarlo fino ai
limiti dell'iconoclastia, se necessario. Pu accadere, ad esempio, che, pungolati
dalla vista della stella infissa sul cassero a indicare il punto dove cadde il
Grande Marinaio, questi marziali utilitaristi insinuino come Nelson, esibendosi
in battaglia di persona, ornato di tutti i suoi galloni, non soltanto abbia
compiuto un gesto superfluo, ma anche militarmente inopportuno, un gesto anzi
dal sapore temerario e vanitoso. Possono arrivare a dire per giunta che a
Trafalgar in realt si tratt addirittura di una sfida alla morte; e la morte
giunse; e che se non fosse stato per le sue bravate, l'ammiraglio vittorioso
sarebbe forse sopravvissuto alla battaglia con la conseguenza che i suoi
avveduti ordini non sarebbero stati revocati dall'immediato successore, ma egli
stesso, ormai deciso l'esito dello scontro, avrebbe potuto portare all'ancora
la flotta sbandata, evitando le deplorevoli perdite di vite umane nel naufragio
causato dallo scatenarsi degli elementi naturali, dopo che si erano scatenati
quelli marziali.
Se
accantonassimo la questione, oltremodo opinabile, se per varie ragioni sarebbe
stato possibile condurre all'ancora la flotta, allora, abbastanza
plausibilmente, i benthamiti della guerra potrebbero sostenere il punto di
vista esposto. Ma i se e i chiss sono un terreno insidioso per poterci
costruire sopra. un fatto che nel prevedere le possibili conseguenze di uno
scontro e nei febbrili preparativi - segnando con boe la rotta pericolosa e
dando il tracciato come a Copenhagen - pochi comandanti sono stati
coscienziosamente cauti come questo incauto che non esitava a esporsi in
battaglia.
La prudenza
personale, perfino quando dettata da considerazioni tutt'altro che
egoistiche, non certamente una preclara virt in un soldato, mentre la
prima virt la sfrenata ambizione, che accende quello slancio meno travolgente
che l'onesto senso del dovere. Se il nome Wellington non ha la risonanza
trionfale del pi semplice Nelson, forse se ne pu trovare la ragione in quanto
detto prima. Nell'ode funebre al vincitore di Waterloo, Alfred non si spinge
fino a chiamarlo il pi grande soldato di tutti i tempi, mentre nella stessa
ode invoca Nelson come il pi grande marinaio dall'inizio del mondo.
A
Trafalgar, nell'imminenza della battaglia, Nelson si sedette e scrisse le sue
ultime brevi volont e il testamento. Se, presentendo che la sua vittoria pi
fulgida sarebbe stata coronata dalla sua stessa gloriosa morte, si sia indotto
per un qualche motivo rituale a indossare i paramenti scintillanti delle sue
luminose gesta; se l'essersi adornato per l'altare e il sacrificio sia stato
davvero vanit, allora affettati e ampollosi sono i versi eroici dei grandi
poemi epici e dei drammi, poich in tali versi il poeta si limita a dare forma
a quello slancio del sentimento che uno spirito come Nelson, quando ne abbia
l'occasione, traduce in gesto.
V
S, la
rivolta del Nore fu sedata. Ma non a tutti i torti si pose rimedio. Se gli
appaltatori, per esempio, non ebbero pi la possibilit di darsi da fare con
certe pratiche tipiche della loro gentaglia a ogni latitudine - quella di fornire
vestiario scadente, razioni non buone o scarse nel peso - nondimeno
l'arruolamento coatto, per dirne una, continu. Sanzionato dalla consuetudine e
sancito legalmente da un Lord cancelliere recente come Mansfleld, tale sistema
di equipaggiare la flotta - sistema ora in pratica caduto in disuso, ma
formalmente non abolito - in quegli anni non era eliminabile. La sua
abrogazione avrebbe messo in ginocchio l'indispensabile flotta, tutta a vela,
senza vapore, con le sue innumerevoli vele e migliaia di cannoni, tutto insomma
azionato a forza di braccia, una flotta sempre pi insaziabile nel suo bisogno
di uomini, perch allora moltiplicava il numero delle sue navi, navi di ogni
tipo, a fronte delle congiunture presenti e future del convulso Continente.
Lo scontento,
che aveva annunciato i due ammutinamenti, sopravviveva covando sotto le ceneri.
Non era perci irragionevole temere che si riaccendessero i disordini, in modo
sporadico o generalizzato. Ecco un esempio di tali timori. Nello stesso anno in
cui ebbe luogo questa storia, Nelson, allora il contrammiraglio Sir Horatio,
mentre con la sua flotta si trovava al largo della costa spagnola, ricevette
dall'ammiraglio l'ordine di trasferire le insegne dalla Capitano alla Teseo per questa ragione: si temevano pericoli
a causa dell'umore degli uomini su quest'ultima nave, allora appena giunta
dalla patria, dove aveva preso parte al grande ammutinamento, e si riteneva che
un ufficiale come Nelson fosse adatto non gi a soggiogarli con il terrore, ma
a conquistarli con la semplice presenza e l'eroica personalit, a una lealt se
non entusiastica come la sua, almeno altrettanto sincera.
Accadeva
cos che su molti ponti di comando serpeggiasse l'ansia. In mare si
intensificarono la vigilanza e le precauzioni contro la ripresa delle sommosse.
Da un istante all'altro poteva esplodere uno scontro. Quando succedeva, gli
ufficiali assegnati alle batterie erano costretti, in certi casi, a stare con
le spade sguainate dietro agli uomini addetti ai cannoni.
VI
Ma a bordo
della settantaquattro dove ora Billy aveva appeso la sua amaca, ben poco nei
modi degli uomini, e nulla nel comportamento esteriore degli ufficiali, avrebbe
indicato al profano che il grande ammutinamento era un fatto recente. Su una
grossa nave da guerra gli ufficiali modellano, in generale, la loro condotta e
i loro atteggiamenti sul comandante, sempre che questi abbia l'ascendente che
dovrebbe avere.
Il capitano
- l'onorevole Edward Fairfax Vere per chiamarlo con l'intero titolo - era uno
scapolo sui quarant'anni, un marinaio che si distingueva perfino in tempi
prolifici di famosi uomini di mare. Sebbene imparentato con l'alta nobilt, la
sua carriera non dipendeva del tutto da pressioni legate a tale circostanza.
Aveva molti anni di servizio, si era impegnato in molte battaglie,
dimostrandosi sempre un ufficiale attento al benessere dei suoi uomini, senza
per tollerare nessuna infrazione alla disciplina; molto preparato nella
scienza della sua professione, intrepido fino al limite della temerariet, ma non
avventato. Per l'audacia dimostrata nei mari delle Indie Occidentali quale
aiutante di bandiera di Rodney nella gloriosa vittoria riportata da questi su
De Grasse, era stato nominato capitano.
A terra, in
panni civili, quasi nessuno lo avrebbe preso per un uomo di mare, tanto pi che
non adornava mai di termini nautici i suoi discorsi non professionali, e, di
modi gravi, dimostrava scarso apprezzamento per l'umorismo in s. Non era in
contrasto con questi tratti del suo carattere il fatto che nelle traversate
dove non erano necessari interventi clamorosi si dimostrasse il pi schivo
degli uomini. Osservando quel signore di statura non imponente e privo di
appariscenti insegue, che dalla cabina saliva sul ponte, e notando gli
ufficiali che, in silenzio deferente, si ritiravano sottovento, l'uomo della
strada lo avrebbe preso per un ospite del Re, un civile a bordo della nave del
Re, un inviato discreto ma di grande prestigio in procinto di assumere una
carica importante. Quei modi schivi derivavano forse da una certa autentica
modestia virile, compagna a volte delle nature risolute, una modestia che
trapelava non appena non si imponessero azioni decise e che, in qualunque
momento della vita si riveli, indica sempre una virt di tipo aristocratico. Al
pari di altri, impegnati nei vari campi delle pi eroiche attivit del mondo,
capitan Vere, pur essendo abbastanza positivo all'occorrenza, a volte tradiva
un certo umore sognante. Ritto da solo sul cassero, sopravvento, con una mano
stretta intorno alle sartie, fissava con sguardo assente la distesa uniforme
del mare. Se in quel momento gli si sottoponeva una questione futile, che
veniva a interrompere il filo dei suoi pensieri, reagiva con maggiore o minore
irascibilit che, tuttavia, subito controllava.
In marina
era conosciuto da tutti con l'appellativo di stellato Vere. Ecco come tale
epiteto venne assegnato a un uomo che, pur possedendo qualit autentiche, non
ne aveva di brillanti: Lord Denton, un suo parente prediletto, uomo di gran
cuore, era stato il primo ad andargli incontro per congratularsi con lui al suo
ritorno in Inghilterra dalla crociera nelle Indie Occidentali, e proprio il
giorno prima, sfogliando una copia delle poesie di Andrew Marvell, si era
imbattuto, e non per la prima volta, nei versi intitolati Appleton House, nome di una delle residenze di
un comune antenato, eroe delle guerre germaniche del Seicento, e precisamente
nella strofa:
Ecco cosa
vuol dire nascere
in un
paradiso domestico,
sotto la
severa disciplina
di Fairfax
e dello stellato Vere.
Cos
abbracciando il cugino reduce dalla grande vittoria di Rodney dove si era
comportato con tanto coraggio, traboccando di legittimo orgoglio per il
marinaio della famiglia, aveva esclamato con trasporto: Evviva a te, Ed;
evviva a te, mio stellato Vere!. L'espressione gir di bocca in bocca e rimase
permanentemente attaccata al suo cognome, tanto pi che serviva a distinguere
il capitano della Bellipotent da un altro Vere, pi vecchio di lui, lontano parente,
ufficiale di pari grado in marina.
VII
In vista
della parte che il comandante della Bellipotent avr nella storia che segue, forse
opportuno completare il ritratto abbozzato nel capitolo precedente.
A parte le
sue qualit di ufficiale di marina, il capitano Vere era un uomo eccezionale. A
differenza di non pochi famosi marinai inglesi, il lungo e arduo servizio reso
con esemplare abnegazione non aveva finito per assorbirlo e salarlo del tutto. Aveva una particolare
inclinazione verso ci che intellettuale. Amava i libri e non si metteva mai
in mare senza aver rinnovato la biblioteca, contenuta ma sceltissima Gli
intervalli di ozio e isolamento, talvolta cos uggiosi, che di tanto in tanto
si abbattono sui comandanti perfino durante le imprese di guerra, non furono
mai tediosi per capitan Vere. Privo di quel gusto letterario che si cura meno
della sostanza che della forma, prediligeva i libri verso i quali per natura si
volgono gli animi seri e superiori, che nel mondo occupano posti attivi e di
autorit: libri che trattano di uomini ed eventi reali, non importa di quale
epoca - storia, biografie, autori non convenzionali come Montaigne, che, scevri
da ipocrisia e conformismo, in modo onesto e con buon senso, riflettono sulla
realt. Attenendosi a questo tipo di letture, trovava conferma ai suoi intimi
pensieri - conferma che invano aveva cercato nelle conversazioni sociali, al
punto che, su alcuni temi fondamentali, si erano radicate in lui certe salde
convinzioni che presentiva non sarebbero mutate, finch fossero rimaste integre
le sue facolt intellettive. Considerando in quali tempi travagliati si
trovasse a vivere, questo fu per lui un vantaggio. Le sue ferme convinzioni
fungevano da argine contro le acque travolgenti delle nuove idee sociali,
politiche e di altro tipo, che in quei giorni devastavano come un torrente non
pochi animi, alcuni per natura non inferiori al suo. Mentre altri membri
dell'aristocrazia, alla quale apparteneva per nascita, erano fieramente avversi
agli innovatori, soprattutto perch le loro teorie erano ostili alle classi
privilegiate, capitan Vere vi si opponeva in modo disinteressato, non soltanto
perch gli sembravano incapaci di dare vita a istituzioni durature, ma anche
perch erano incompatibili con la pace del mondo e l'autentico benessere
dell'umanit.
Meno
informati di lui e meno seri, certi ufficiali del suo grado, che a volte era
costretto a frequentare, lo trovavano poco socievole, un signore, a loro
avviso, arido e libresco. E quando per caso lasciava la loro compagnia, non
mancava mai qualcuno che dicesse: Vere un animo nobile. Lo stellato Vere.
Malgrado quello che dicono le cronache, Sir Horatio (significando colui che
divenne Lord Nelson) non in fondo un combattente migliore o un miglior uomo
di mare. Ma, detto fra noi in questo momento, non vi pare che ci sia in lui una
vena bizzarra di pedanteria? S, come la filigrana del Re in un rotolo di
gomene?.
C'erano, in
apparenza, motivi per questo tipo di critiche confidenziali, perch non
soltanto i discorsi del capitano non scendevano mai verso toni scherzosi e
familiari, ma nell'illustrare un qualsiasi punto che non toccasse i
protagonisti e i grandi eventi dell'epoca, era capace di citare personaggi ed
episodi dell'antichit proprio come citava i moderni. Pareva incurante del
fatto che ai suoi cordiali compagni - uomini le cui letture si limitavano per
lo pi ai diari di bordo - quelle remote allusioni, per quanto appropriate,
fossero del tutto estranee. Ma una sensibilit di questo tipo non riesce
naturale a caratteri come capitan Vere. L'onest impone loro la franchezza,
talvolta ad ampio raggio, simile a quella di un uccello migratore che in volo
non si cura di quando attraversa una frontiera.
VIII
Non
necessario descrivere qui nei particolari i tenenti e gli altri ufficiali
intorno a capitan Vere, n occorre accennare a nessuno dei capocarichi. Ma fra
i sottufficiali ce n'era uno che, avendo molto a che fare con questa storia,
bene sia presentato subito. Mi cimenter a farne il ritratto, ma non riuscir mai
a coglierlo in pieno. Era costui John Claggart, maestro d'armi. Tale titolo
marinaro forse sembrer ambiguo a gente di terra. In origine, non c' dubbio,
la funzione di quel sottufficiale era di istruire gli uomini nell'uso delle
armi, la spada e la sciabola. Ma molto tempo prima, a seguito dei
perfezionamenti delle armi da fuoco che resero meno frequenti gli scontri a
corpo a corpo e diedero al nitrato e allo zolfo preminenza sull'acciaio, tale
funzione ebbe a cessare, e il maestro d'armi di una grande nave da guerra era
diventato una specie di capo di polizia con l'obbligo, fra le altre mansioni,
di mantenere l'ordine negli affollati ponti inferiori.
Claggart
era un uomo di circa trentacinque anni, piuttosto scarno e alto, ma di figura
non brutta nel complesso. Le mani erano troppo piccole e aggraziate per aver
conosciuto il lavoro duro. Il volto era notevole, con un profilo nitido come
nei medaglioni greci, tranne il mento sbarbato come quello di Tecumseh, dalla
linea stranamente larga e protuberante, che rammentava le stampe del reverendo
dottor Titus Oates, lo storico testimone, dalla parlata pretesca e strascicata,
dei tempi di Carlo II e del presunto complotto papista. Era utile a Claggart
nel servizio poter volgere intorno uno sguardo autoritario. La sua fronte dal
punto di vista frenologico era del tipo che viene associato a un'intelligenza
superiore alla media; raccolti sopra di essa, neri riccioli lucidi e serici
risaltavano contro il pallore sottostante, un pallore che aveva una lieve
sfumatura ambrata, affine alla tonalit che con il tempo acquistano gli antichi
marmi. Questa carnagione, in singolare contrasto con i volti rossi o color
bronzo intenso dei marinai e in parte il risultato di una vita che per lavoro
si svolgeva al riparo dal sole, sebbene non proprio sgradevole, sembrava il
sintomo di una qualche carenza o anomalia nella composizione del sangue. Ma in
generale il suo aspetto e i suoi modi indicavano un'educazione e una carriera
cos incongrue con le sue funzioni, che, quando non vi era attivamente
impegnato, lo si sarebbe detto un uomo di elevate qualit sociali e morali, il
quale, per ragioni sue, mantenesse l'incognito. Nulla si sapeva della sua vita
precedente. Forse era inglese, eppure indugiava nel suo modo di parlare un
leggero accento che suggeriva come non fosse inglese di nascita, ma fosse stato
naturalizzato tale nella prima infanzia. Fra i parrucconi dei ponti di batteria
e del cassero di prua circolava la voce che fosse un chevalier arruolatosi volontario nella
marina reale per espiare una misteriosa frode, per la quale era stato chiamato
in giudizio davanti alla Corte Regia. Il fatto che nessuno potesse corroborare
questa voce non impediva naturalmente che circolasse in sordina. Una diceria di
tale tipo sul conto di questo o quel sottufficiale, una volta diffusasi dai
ponti di batteria, non sarebbe sembrata, all'epoca della nostra storia, carente
in credibilit alla ciurma di sapientoni incatramati di una nave da guerra. E
invero un uomo con le qualit di Claggart che, senza precedente esperienza
navale, entra in marina a un'et matura - come aveva fatto lui - e,
necessariamente, viene assegnato all'inizio al grado pi basso della gerarchia,
un uomo inoltre che non faceva mai la minima allusione alla precedente vita
sulla terraferma: ecco le circostanze che, in mancanza di informazioni precise
sui suoi veri antecedenti, spalancavano ai malevoli un campo illimitato di
congetture ostili.
Ma le
dicerie che su di lui bisbigliavano i marinai durante i turni di guardia
derivavano una vaga plausibilit dal fatto che da un po' di tempo a quella
parte la marina britannica, non potendo permettersi di essere schizzinosa nel
rifornire i ruoli, disponeva notoriamente a bordo e a terra di squadre per
l'arruolamento forzato. Non basta; non era pi un segreto ben custodito neppure
un'altra faccenda: la polizia di Londra, cio, aveva piena facolt di catturare
gli individui sospetti di tempra robusta, i personaggi vagamente equivoci, e di
spedirli con procedura sommaria nei cantieri o nella flotta. Senza contare che
perfino fra i volontari ce n'erano di quelli che non lo avevano fatto per
impulso patriottico o per il vago desiderio di sperimentare la vita di mare e
l'avventura marziale. Debitori insolventi di piccolo cabotaggio, insieme a mele
marce di tutte le specie, trovavano nella marina un rifugio conveniente e
sicuro, sicuro perch, una volta arruolati a bordo di una nave di Sua Maest,
si trovavano in un santuario al pari del malfattore che nel Medioevo si
rifugiava all'ombra dell'altare. Tali irregolarit sancite, che per ovvie
ragioni il governo allora si guardava bene dal proclamare e che di conseguenza,
riguardando la classe meno influente dell'umanit, sono quasi cadute in oblio,
corroborano qualcosa della cui veridicit non mi faccio garante e che quindi ho
qualche scrupolo nel riferire; qualcosa che ricordo di aver visto stampato,
sebbene il libro non me lo ricordi, ma la stessa cosa mi venne personalmente
raccontata pi di quarant'anni fa da un vecchio pensionato in cappello a tricorno,
un negro di Baltimora, un uomo che era stato a Trafalgar, con il quale ebbi
un'interessantissima chiacchierata sulla terrazza di Greenwich. Ecco il senso:
se una nave da guerra, costretta a prendere il mare d'urgenza, fosse stata a
corto di uomini, la quota di braccia mancante, se non si fosse trovato altro
mezzo migliore, si sarebbe ottenuta mediante precettazione direttamente dalle
carceri. Per le ragioni gi accennate non sarebbe forse facile oggi provare o
confutare in modo diretto tale dichiarazione. Ma se le diamo credito di verit,
spiegherebbe - e bene - le difficolt dell'Inghilterra allora di fronte alla
minaccia di quelle guerre che, come uno stormo di arpie, si levarono stridule
dalla polvere e dal fragore della Bastiglia caduta. un'epoca che a quanti,
come noi, guardano indietro e si limitano a leggerne sembra relativamente
chiara. Ma ai nonni di quelli di noi che hanno la barba grigia, ai pi
riflessivi fra loro, il genio dei tempi aveva un aspetto simile allo Spirito
del Capo di Camens, una minaccia oscura, misteriosa e prodigiosa. N andava
immune dalle apprensioni l'America. All'apice delle ineguagliate conquiste di
Napoleone, ci furono americani che, avendo combattuto a Bunker Hill,
auspicavano che l'Atlantico non si dimostrasse una barriera invalicabile alle
estreme mire di quel portentoso francese scaturito dal caos rivoluzionario e
apparentemente in grado di adempiere il giudizio annunciato nell'Apocalisse.
Ma meno
credito si doveva dare alle chiacchiere su Claggart, sapendo che nessuno con
quelle mansioni su una nave da guerra pu sperare di essere popolare tra
l'equipaggio. Per di pi nel denigrare quanti sono loro invisi o non vanno loro
a genio per questa o quella o nessuna ragione, i marinai si comportano in modo
assai simile agli uomini di terra: sono inclini a esagerare o a romanzare.
Della
carriera del maestro d'armi antecedente a quel servizio gli uomini della Bellipotent
ne sapevano
quanto ne sa un astronomo dell'itinerario di una cometa, prima di osservarla
per la prima volta in cielo. Si citato il verdetto di quegli impiccioni di
mare soltanto per mostrare quale impressione morale facesse l'uomo su animi
rudi e rozzi, che della malvagit umana avevano necessariamente una concezione
delle pi anguste, limitata alla volgare furfanteria: un ladro fra le amache
durante la guardia notturna, oppure i ruffiani e i pescecani nei porti.
Non era
tuttavia un pettegolezzo, ma un fatto che, entrando in marina, Claggart, pur
assegnato in quanto recluta alla sezione meno nobile della ciurma di una nave
da guerra e adibito ai lavori pi umili, non vi fosse rimasto a lungo. Le
superiori capacit subito dimostrate, l'innata sobriet, una deferenza
ingraziante verso i superiori, oltre a un particolare istinto da furetto
manifestato in una particolare occasione, tutto questo, coronato da un certo
austero patriottismo, lo port bruscamente al posto di maestro d'armi.
Agli ordini
di questo capo di polizia marittimo c'erano i cosiddetti caporali di bordo:
subordinati diretti e ossequiosi in una misura che, come si pu notare in
alcune imprese commerciali a terra, quasi incompatibile con la globalit
dell'autodeterminazione morale. La sua posizione gli consentiva di convogliare
sotto il proprio controllo varie correnti di influssi sotterranei, in grado, se
astutamente incanalate tramite i subalterni, di insinuare un misterioso
malessere, se non peggio, in una qualsiasi comunit marinara.
IX
La vita
sulla coffa di trinchetto ben si addiceva a Billy Budd. L, quando non
attivamente impegnati sui pennoni ancora pi in alto, i gabbieri - scelti in
quanto tali fra i pi giovani e i pi attivi - formavano una comunit aerea, e,
standosene tranquillamente in ozio appoggiati contro i coltellacci arrotolati
in cuscini, dipanavano storie come pigri dei, divertendosi spesso a quanto
accadeva nel brulicante mondo dei ponti sottostanti. Non sorprende quindi che
un giovane con il carattere di Billy fosse ben contento in tale compagnia.
Senza mai offendere nessuno, era sempre pronto a ogni chiamata. Cos aveva
fatto sui mercantili. Ma ora mostrava nel compiere i suoi doveri un tale zelo
che i compagni di coffa a volte ridevano bonariamente di lui. Tale acuita
puntigliosit aveva il suo motivo: l'impressione, cio, suscitata dalla prima
punizione formale cui avesse mai assistito, inflitta sul barcarizzo il giorno
dopo il suo arruolamento forzato. Vi era incorsa una recluta della guardia di
poppa, un giovane piccoletto, che non si era trovato al suo posto nel momento
in cui la nave cambiava rotta, una negligenza che aveva creato un serio intoppo
nella manovra che richiedeva prontezza istantanea nel mollare e legare le vele.
Nel vedere la schiena nuda del colpevole sotto la frusta, solcata da rosse
piaghe e, peggio, nel cogliere l'orrenda espressione sul volto dell'uomo
lasciato libero, che con la camicia di lana buttatagli addosso dall'aguzzino
correva via dal luogo del supplizio per seppellirsi fra la folla, Billy era
rimasto inorridito. Aveva deciso che non si sarebbe mai esposto per sua
negligenza a una tale punizione e non avrebbe fatto o trascurato nulla che
potesse meritargli financo un rimprovero verbale. Quali furono allora il suo
stupore e sgomento, quando si avvide che negli ultimi tempi si cacciava di
tanto in tanto in piccoli guai per faccende come lo stivaggio della sacca o per
qualcosa che mancava nella sua amaca, questioni che, sottoposte al controllo di
polizia dei caporali di bordo dei ponti inferiori, attirarono su di lui una
vaga minaccia da parte di uno di loro.
Vigile
com'era in ogni cosa, come era potuto accadere? Non riusciva a capirlo, e ci
tanto pi lo turbava. Quando ne parlava con gli altri giovani gabbieri, questi
o si mostravano leggermente increduli, oppure trovavano un lato comico nella
sua malcelata ansia. la tua sacca, Billy?, chiese uno. Beh, cuciti dentro;
piantagrane, cosi saprai se qualcuno va a rovistarci.
Ora c'era a
bordo un veterano che, cominciando a essere inadatto per l'et a un servizio
pi attivo, era stato assegnato di recente alla guardia dell'albero di maestra,
a badare al meccanismo assicurato alla griglia intorno a quel grande elemento
di alberatura vicino al ponte. Nei momenti liberi il gabbiere aveva fatto un
po' di amicizia con lui, e ora nel suo guaio gli venne in mente che forse
sarebbe stata la persona giusta a dargli un saggio consiglio. Era un vecchio
danese, da lungo tempo anglicizzato nel servizio, un uomo di poche parole,
molte rughe e alcune onorevoli cicatrici. Il volto grinzoso, tinto dal tempo e
macchiato dalle intemperie fino a farlo assomigliare a un'antica pergamena, era
qua e l chiazzato di blu a causa dello scoppio fortuito di una cartuccia in
combattimento.
Era uno
dell'Agamennone che,
circa due anni prima di questa storia, aveva prestato servizio sotto Nelson, al
tempo ancora capitano di quella nave immortale nella memoria marinara che,
smantellata e in parte ridotta alle nude coste, sembra un gigantesco scheletro
nell'acquaforte di Haden. Era stato fra gli uomini dell'Agamennone mandati all'arrembaggio e aveva
ricevuto un taglio obliquo, che, solcandogli una tempia e una guancia, lasciava
una cicatrice simile a una striscia di luce mattutina attraverso il volto
scuro. Per via di quella cicatrice, per l'impresa nella quale si sapeva che
l'aveva ricevuta, e per il suo colorito bluastro, il danese era conosciuto fra
la ciurma della Bellipotent con il soprannome di Abborda-nel-fumo.
Ora la
prima volta che i suoi occhietti di donnola per caso si posarono su Billy Budd,
una certa cupa allegria interiore fece guizzare tutte le antiche rughe in un
gioco grottesco. Era cos forse perch la sua annosa saggezza eccentrica e
disincantata, primordiale nel suo genere, scorgeva o pensava di scorgere nel
Bel Marinaio qualcosa che, in contrasto con l'ambiente della nave da guerra,
era bizzarramente incongruo? Ma, dopo averlo studiato di soppiatto pi volte,
l'ambigua gaiezza del vecchio Merlino mut, perch quando i due ora si
incontravano, balenava sul suo volto un'espressione canzonatoria, fuggevole, a
volte sostituita da un'aria di pensosa perplessit su quanto sarebbe potuto
capitare alla fine a una natura come quella, cascata in un mondo non privo di
tranelli, e contro le cui astute sottigliezze di scarsa utilit il semplice
coraggio privo di esperienza e di destrezza, un mondo dove, nel momento della
tentazione, tutta la possibile innocenza non sempre aguzza l'intelletto e
illumina la volont.
Comunque
fosse, il danese, alla sua maniera ascetica, prese a benvolere Billy. Non era
questo soltanto un interesse filosofico per un personaggio del genere. C'era un
altro motivo. Mentre i modi eccentrici del vecchio, che a volte rasentavano la
scontrosit, respingevano i giovani, Billy impavido si faceva avanti con la
riverenza dovuta a un eroe del mare, non trascurando mai, nel passare accanto
al vecchio dell'Agamennone, di fargli un saluto con quel rispetto che di rado cade
nel nulla con le persone anziane, per quanto bisbetiche, non importa quale sia
il loro posto nella vita.
C'era una
vena di secco umorismo, o chiss che altro, nell'uomo dell'albero maestro; e
forse per un vezzo di ironia patriarcale nei confronti della giovinezza di
Billy e del suo corpo atletico, forse per qualche altro motivo pi recondito,
fin dall'inizio nel rivolgerglisi, sostitu Billy con Baby: fu proprio il
danese, infatti, a dare origine al soprannome con il quale il gabbiere fin per
essere conosciuto a bordo.
E cos con
quel suo piccolo cruccio misterioso Billy and in cerca del vecchio tutto rughe
e lo trov che, finito il turno di guardia, se ne stava a ruminare fra s,
seduto su una cassa di munizioni sul ponte superiore, lanciando di tanto in
tanto occhiate ciniche ad alcuni spacconi che passeggiavano l. Billy espose il
suo guaio, ancora una volta stupito di come fosse potuto accadere. Il profetico
lupo di mare ascolt con attenzione, accompagnando il racconto del gabbiere con
bizzarre contrazioni delle rughe e problematici ammiccamenti degli occhi da
furetto. Finendo la sua storia, il gabbiere chiese: E ora, danese, dimmi
quello che ne pensi.
Il vecchio,
tirando su la visiera del berretto impermeabile e con gesto deliberato
sfregandosi la lunga cicatrice obliqua nel punto in cui affondava nei capelli
sottili, disse in tono laconico: Baby Budd, Pi-di-porco (riferendosi al
maestro d'armi), ti sta addosso.
Pi-di-porco!,
esclam Billy, sgranando gli occhi color cielo. Perch? Ma se mi chiama, cos
mi dicono, "il simpatico, dolce giovanotto"?.
Davvero?,
ghign il vecchio canuto. Eh, Baby, ragazzo mio, voce dolce ha Pi-di-porco.
No, non
sempre. Ma con me s. Raramente gli passo vicino senza che mi rivolga una
parola gentile.
Proprio
perch ti sta addosso, Baby Budd.
Quelle
parole ribadite e il loro tono, incomprensibili a un pivello, turbarono Billy
quasi quanto il mistero che aveva cercato di farsi spiegare. Qualcosa di meno
sgradevolmente oracolare tent di estorcergli, ma il vecchio Chirone marino,
pensando forse di avere per il momento istruito abbastanza il suo giovane
Achille, serrando le labbra e raggrinzando tutte le rughe, non si lasci andare
ad altre ammissioni.
Gli anni e
quelle esperienze che toccano a certi uomini accorti, per tutta la vita
soggetti al volere altrui, avevano sviluppato nel danese la quintessenza di
quel cinismo guardingo che era la sua caratteristica principale.
X
Il giorno
successivo un incidente contribu a confermare in Billy Budd l'incredulit per
lo strano oracolo del danese sul caso sottopostogli. A mezzogiorno la nave, col
vento in poppa, rollava sulla sua rotta; impegnato a chiacchierare
scherzosamente con i vicini di tavolata, per un improvviso rollio, Billy fin
con il rovesciare l'intero contenuto della gavetta sul ponte appena pulito.
Proprio in quel momento Claggart, il maestro d'armi, con in mano il frustino
del suo rango, percorreva la batteria nella nicchia dove si trovava la mensa e
il rivolo grasso gli attravers la strada. Scavalcandolo con un passo, stava
per procedere senza commenti, visto che non si trattava di cosa degna di
rilievo in quelle circostanze, quando gli capit di notare chi era stato a
rovesciarlo. La sua espressione mut. Fermandosi, fu l l per urlare qualche
parola irata al marinaio, ma si controll e, indicando la minestra versata, gli
diede con il frustino un colpetto scherzoso sulla spalla, dicendo con una voce
bassa e musicale che a tratti gli era tipica: Questa s che bella, ragazzo
mio! I belli ne fanno di belle!. E con queste parole pass oltre. Non notato
da Billy, in quanto fuori del suo campo visivo, fu il sorriso involontario,
anzi la smorfia, che accompagn le ambigue parole di Claggart. Aridamente gli
pieg in basso gli angoli sottili della bella bocca. Ma cogliendo un intento
scherzoso nell'osservazione che, detta da un superiore, doveva far ridere con
finta allegria, tutti si comportarono di conseguenza, e Billy, stuzzicato
forse dall'allusione di essere lui il Bel Marinaio, si un al buon umore.
Quindi rivolto ai compagni di mensa, esclam: Allora, chi dice che
Pi-di-porco mi sta addosso?.
E chi te
l'ha detto, bellezza?, chiese un certo Donald un po' sorpreso. Al che il
gabbiere, con aria lievemente sciocca, ricord che soltanto una persona,
Abborda-nel-fumo, gli aveva insinuato la fumosa idea che il maestro d'armi gli
fosse a modo suo ostile. E probabile che nel frattempo l'ufficiale, ripreso il
cammino, per qualche istante abbia avuto un'espressione meno guardinga di quel
sorriso amaro che sottrae il volto al dominio del cuore - un'espressione
distorta forse, perch un tamburino che, saltellando in modo sbadato, veniva
dalla direzione opposta e fin per dargli un lieve urto, rimise stranamente
turbato dal suo aspetto. E la sua impressione non si attenu, quando
l'ufficiale, dandogli d'impeto una violenta sferzata con il frustino, proruppe
con veemenza: Guarda dove vai!.
XI
Che cosa
aveva il maestro d'armi? E qualunque cosa fosse, come poteva avere un rapporto
diretto con Billy Budd, con il quale, prima dell'incidente della minestra
versata, non aveva mai avuto particolari contatti n ufficiali n di altro
tipo? Che cosa poteva aver a che fare quel turbamento con un uomo cos poco
incline a offendere come il paciere del mercantile, colui che, per usare le
parole di Claggart, era un simpatico, dolce giovanotto? S, perch
Pi-di-porco, per dirla con il danese, doveva stargli addosso? Ma in fondo al
cuore e non per nulla, come pu indicare a chi perspicace il recente
incontro, addosso segretamente gli stava davvero.
Ora
inventare qualcosa sulla vita privata di Claggart, qualcosa che coinvolga Billy
Budd, e di cui questi sia all'oscuro, un episodio romantico che mostri come
Claggart conoscesse il giovane marinaio prima di incontrarlo sulla
settantaquattro - tutto questo, nient'affatto difficile da fare, potrebbe
servire in modo pi o meno interessante a rendere ragione dell'enigma celato in
questo caso. Ma in realt non c'era nulla del genere. Eppure la causa - l'unica
plausibile alla quale ricorrere - nel suo realismo tanto pregna di mistero -
elemento essenziale nella narrativa di Ann Radcliffe - quanto lo l'invenzione
pi ingegnosa escogitata dall'autrice dei Misteri di Udolfo Che cosa infatti pi misterioso
dell'avversione spontanea e profonda suscitata in certi mortali eccezionali dal
mero aspetto di un altro mortale, magari inoffensivo, se addirittura non
provocata da questa stessa inoffensivit?
Ora non
esiste attrito di personalit difformi pi stridente di quello che pu nascere
a bordo di una grande nave da guerra, con l'equipaggio al completo, in alto
mare. Qui ogni giorno, praticamente tutti, a tutti i ranghi, vengono in
contatto fra loro. Chi volesse evitare perfino la vista di un oggetto
ripugnante dovrebbe fargli fate il salto di Giona o buttarsi in mare.
Immaginate quale influenza finisca per avere tutto questo su qualche strano
essere umano che non sia un santo!
Ma per far
comprendere adeguatamente Claggart a una natura normale non bastano questi
accenni. Per passare da una natura normale a lui necessario attraversare lo
spazio mortale che li divide. E questo si pu fare meglio per via indiretta.
Molto tempo
fa un onesto studioso, pi vecchio di me, riferendosi a un uomo che, come lui,
non pi di questo mondo, un uomo cos inappuntabilmente rispettabile che mai
nulla gli era stato rimproverato in modo aperto, sebbene fra i pochi corressero
certi mormorii, mi disse: S, X non una noce che si possa rompere con un
colpetto di ventaglio. Voi sapete che non appartengo a nessuna religione
costituita, e ancora meno a una filosofia eretta a sistema. Beh, nonostante
ci, a mio avviso, cercare di arrivare a X, entrare nel suo labirinto e uscirne
con l'unico filo conduttore fornito dalla "conoscenza del mondo",
sarebbe quasi impossibile, almeno per me.
Ma, dissi
io, pur essendo per alcuni un singolare oggetto di studio, X tuttavia umano,
e certamente la conoscenza del mondo comporta la conoscenza della natura umana
in quasi tutte le sue variet.
S, una
conoscenza superficiale, utile ai fini normali. Ma per penetrare in profondit
non sono sicuro che la conoscenza del mondo e la conoscenza della natura umana
non siano due branche diverse del sapere, che, pur potendo convivere nel cuore
di qualcuno, possano esistere l'una indipendentemente, o quasi, dall'altra. S,
in un uomo normale, il continuo logorio con il mondo ottunde quel sottile
intuito spirituale indispensabile alla comprensione dell'essenza di certi
caratteri eccezionali, nel bene e nel male. In una questione di una certa
importanza ho visto una ragazzina raggirarsi intorno al dito mignolo un vecchio
avvocato. E non si trattava del rimbambimento di un'infatuazione senile. Niente
del genere. Ma conosceva le leggi meglio di quanto non conoscesse il cuore di
quella ragazzina. Coke e Blackstone non hanno gettato luce negli oscuri recessi
dello spirito pi dei profeti ebrei. E chi erano? Quasi tutti eremiti.
A quel
tempo la mia inesperienza era tale da non farmi capire il senso di quel
discorso. Forse lo capisco oggi. E invero se il lessico che si basa sulla Sacra
Scrittura fosse ancora largamente noto, forse con minore difficolt sarebbe
possibile definire e denominare certi uomini fenomenali. Cosi come stanno le
cose, necessario invocare una qualche autorit immune dall'accusa di essere
intrisa di elementi biblici.
In un
elenco di definizioni, compreso nella traduzione autentica di Platone, un
elenco attribuito a lui, se ne legge una: Depravazione naturale: una
depravazione secondo natura, definizione questa che, pur avendo il sapore del
calvinismo, non dilata il dogma di Calvino fino a comprendere tutta l'umanit.
Nelle intenzioni evidentemente applicabile soltanto agli individui. Non molti
sono gli esempi di questa depravazione forniti dalla forca e dal carcere. Per
trovare esempi notevoli che non siano fatti della volgare pasta del bruto, ma
invariabilmente dominati dall'intellettualit, sempre necessario cercare
altrove. La civilt, soprattutto se austera, propizia a questa depravazione,
che si ammanta di rispettabilit. Possiede certe virt negative che fanno da
silente ausilio. Non permette al vino di incrinare la vigilanza. Non si esagera
dicendo che senza vizi e peccati veniali. Li vieta il fenomenale orgoglio di
questi individui. Non mai una depravazione mercenaria o avara; in breve non
ha nulla di sordido o di sensuale. seria, ma senza acredine. Pur non
lusingando l'umanit, non ne parla mai male.
Ma ecco
quello che negli esempi eminenti indica una natura eccezionale: sebbene l'umore
sereno e il portamento discreto stiano a indicare una mente soggetta in modo
particolare alla legge della ragione, nel cuore nondimeno un uomo siffatto
sembra insorgere contro questa legge, sottrarsene del tutto, aver ben poco a
che fare con essa, se non per usarla come uno strumento ambivalente per
realizzare l'irrazionale. Vale a dire: al conseguimento di uno scopo che nella
sua sfrenata atrocit sconfina nella follia, egli si accinge con fredda
lucidit e solida sagacia. Sono uomini pazzi, del tipo pi pericoloso, perch
la loro follia non costante, ma saltuaria, evocata da qualche oggetto
speciale; protettivamente segreta, il che vuol dire che tenuta sotto
controllo, sicch, per giunta, quando pi attiva, non per la mente comune
distinguibile dalla sanit, viste le ragioni indicate sopra: qualunque sia lo
scopo - e lo scopo non mai dichiarato - il metodo e il procedimento esteriore
sono sempre perfettamente razionali.
Ora
qualcosa del genere era Claggart: in lui covava l'ossessione di una natura
malvagia, non generata da una educazione pervertita da libri corruttori, da una
vita licenziosa, ma insita e innata in lui, insomma una depravazione secondo
natura.
Oscure
parole sono queste, dir qualcuno. Ma perch? Forse perch questi individui in
qualche modo rammentano vagamente il mistero dell'iniquit, secondo la frase
della Sacra Scrittura? Se cos; una reminiscenza lungi dall'essere voluta,
perch ben poco raccomander queste pagine a molti lettori di oggi.
Ha imposto
questo capitolo il senso di una storia che gravita sulla natura segreta del
maestro d'armi. Con l'aggiunta di uno o due accenni a proposito dell'incidente
della mensa, la narrazione che verr ripresa dovr rivendicare da s, come pu,
la propria credibilit.
XII
Che la
figura di Claggart non fosse imperfetta e che il volto, ad eccezione del mento,
fosse ben modellato, gi stato detto. Di queste doti non sembrava
inconsapevole, perch non solo era vestito con propriet, ma anche con
accuratezza. L'aspetto di Billy Budd, per, era eroico, e se il suo volto non
aveva l'aria intellettuale del pallido Claggart, era tuttavia illuminato, al
pari di quello, da una luce interiore, che per scaturiva da una diversa fonte.
Il fuoco del cuore rendeva luminoso l'incarnato bronzeo delle guance.
Visto il
netto contrasto tra i due, assai probabile che, quando il maestro d'armi
nell'ultima scena narrata applic al marinaio il proverbio I belli ne fanno di
belle, si sia lasciato scappare un accenno ironico, non colto dai giovani
marinai che l'avevano sentito, sul motivo che fin dall'inizio lo aveva spinto
contro Billy, cio la sua notevole bellezza fisica.
Ora invidia
e avversione, passioni irriconciliabili secondo ragione, possono tuttavia
scaturire congiunte come Chang ed Eng in un'unica nascita. L'invidia dunque
un tale mostro? Sebbene molti uomini sotto accusa si siano dichiarati colpevoli
di orribili azioni nella speranza di vedersi mitigare la pena, mai accaduto
che qualcuno confessasse seriamente di essere invidioso? Vi in essa qualcosa
che, a giudizio universale, viene percepito come pi vergognoso perfino di un
crimine efferato. E non soltanto tutti la sconfessano, ma le persone migliori
sono inclini all'incredulit, quando viene imputata sul serio a un uomo
intelligente. Ma siccome l'invidia alberga nel cuore, non nel cervello, nessun
grado di intelligenza offre garanzia contro di essa. Ma l'invidia di Claggart
non era una forma volgare di tale passione. E neppure, investendo Billy Budd,
aveva quella vena di gelosia apprensiva che sconvolgeva il volto di Saul
intento a rimuginare turbato sul bel giovane David. L'invidia di Claggart
colpiva pi a fondo. Se con occhio torvo guardava il bell'aspetto, la gioiosa
salute, la schietta esuberanza della giovinezza di Billy Budd, era perch tali
qualit si accompagnavano a una natura che, come percepiva magneticamente
Claggart, nella sua semplicit non aveva mai voluto il male, n sperimentato il
morso reattivo di quel serpente. Per lui era lo spirito che albergava in Billy
e faceva capolino dagli occhi color cielo come da finestre, era la sua
ineffabilit a creare la fossetta nella guancia colorita, a rendere flessibili
le giunture, a danzare nei riccioli d'oro facendone il Bel Marinaio per
eccellenza. A eccezione soltanto di un'altra persona, il maestro d'armi era
forse l'unico uomo a bordo intellettualmente capace di apprezzare in modo adeguato
il fenomeno morale rappresentato da Billy Budd. E questa intuizione soltanto
intensificava la sua passione che, assumendo multiformi aspetti dentro di lui,
a volte prendeva quello del cinico disprezzo, il disprezzo per l'innocenza -
non essere altro che innocente! Eppure da un punto di vista estetico ne vedeva
il fascino, il temperamento coraggioso, libero e spontaneo, e volentieri
l'avrebbe condiviso, ma ne disperava.
Impotente
ad annullare dentro di s la forza primordiale del male, ma abile a nasconderla
con prontezza, consapevole del bene ma incapace di attingervi, una natura come
quella di Claggart, sovraccarica di energia come quasi sempre sono tali nature,
che cosa poteva fare se non ripiegarsi su se stessa e, come lo scorpione del
quale soltanto il Creatore responsabile, porre fino in fondo la parte che gli
era stata assegnata?
XIII
La
passione, la passione anche pi profonda, non ha bisogno di un palcoscenico
grandioso per interpretare la sua parte. La si rappresenta in basso fra gli spettatori
delle ultime file, fra i mendicanti e i pezzenti. E le circostanze che la
scatenano, per quanto squallide e banali, non danno la misura del suo potere.
In questo caso il palcoscenico un ponte di batteria appena ripulito, e la
causa esterna scatenante la zuppa rovesciata da un marinaio su una nave da
guerra.
Ora quando
il maestro d'armi si accorse da dove veniva quel rivolo grasso che gli scorreva
davanti ai piedi, senz'altro lo prese - forse con intenzione, in certa misura -
non per il semplice incidente che fuor di dubbio era, ma come lo sfogo perfido
di un sentimento spontaneo in Billy, che pi o meno contraccambiava la sua
ostilit. Una sciocca manifestazione, avr pensato, e assai innocua, simile al
vano calcio di una giovenca, che non sarebbe per cos innocuo, se la giovenca
fosse uno stallone ferrato. E cos accadde che nel fiele dell'invidia Claggart
instillasse il vetriolo del disprezzo. Ma l'episodio gli conferm certe dicerie
riportate al suo orecchio da Squittio, uno dei caporali pi scaltri, un ometto
brizzolato, cos soprannominato dai marinai per la voce squittente e il viso
aguzzo che frugava negli angoli bui dei ponti inferiori a caccia di intrusi, e
che alla loro vena satirica suggeriva l'idea di un grosso topo in cantina.
Poich il
capo lo utilizzava alla stregua di un docile strumento per disporre piccole
trappole tese a turbare il gabbiere - era infatti dal maestro d'armi che
venivano quelle piccole persecuzioni cui si accennato - il caporale, avendo
concluso abbastanza naturalmente che il suo padrone non poteva avere simpatia
per il marinaio, si adoper, fedele leccapiedi qual era, per rintuzzare il
sangue cattivo presentando al suo capo, in cattiva luce, certe innocenti
battute del gioviale gabbiere, oltre a inventare vari epiteti ingiuriosi che -
dichiarava - quello si era lasciato sfuggire. Il maestro d'armi non dubit mai
della veridicit delle cose riferitegli, soprattutto riguardo agli epiteti,
perch sapeva quanto potesse essere segretamente impopolare un maestro d'armi
zelante nel dovere, almeno un maestro d'armi a quei tempi, e come in privato i
marinai gli si scagliassero addosso con invettive e schemi; il soprannome
stesso, che circolava fra gli uomini - Pi-di-porco - indica in forma scherzosa
la beffarda irriverenza e l'ostilit. Ma l'odio, avido di nutrire se stesso,
non aveva bisogno di essere alimentato per scatenare la passione di Claggart.
Nell'insidiosa
depravazione che ha tutto da nascondere consueta una prudenza non comune. E
nel caso di un'offesa anche soltanto sospettata, la segretezza volontariamente
esclude ogni possibilit di chiarimento o disinganno, e, pur con qualche
riluttanza, si agisce spinti dal sospetto quasi fosse una certezza. E accade
che la ritorsione sia in sproporzione mostruosa con la presunta offesa: quando
infatti la vendetta non si dimostrata nella sua avidit simile a uno sfrenato
usuraio? E la coscienza di Claggart? Le coscienze sono, s, diverse fra loro
come le fronti, eppure tutti, non esclusi i diavoli delle Scritture, che credono
e tremano, ne hanno una. Ma la coscienza di Claggart, semplice avvocato della
sua volont, trasformava inezie in orchi, probabilmente ragionando che il
motivo attribuito a Billy nel rovesciare la minestra proprio in quel momento,
insieme ai presunti epiteti, tutto questo, in mancanza d'altro, costituiva una
grave accusa a suo carico, anzi giustificava l'animosit, facendone una specie
di giustizia retributiva. Il fariseo il Guy Fawkes che si aggira in cerca di
preda negli oscuri meandri che sottendono nature come Claggart. Sono uomini che
non riescono a concepire una malvagit non reciproca. Probabilmente la
persecuzione clandestina di Billy da parte del maestro d'armi aveva avuto
inizio per metterne alla prova l'indole, ma senza riuscire a sviluppare in lui
alcuna reazione che l'avversione potesse usare in forma ufficiale o pervertire
in una plausibile autogiustificazione. Sicch l'incidente della mensa, per
quanto insignificante, fu benvenuto a quella particolare coscienza destinata a
essere il privato mentore di Claggart; quanto al resto, non improbabile che
l'abbia indotto a fare nuovi esperimenti.
XIV
Non molti
giorni dopo l'ultimo incidente narrato accadde a Billy Budd qualcosa che lo
mise a disagio come non era mai avvenuto prima.
Era una
notte tiepida per quella latitudine; il gabbiere che, a dire il vero, in quel
momento avrebbe dovuto essere di guardia sottocoperta, sonnecchiava sul ponte
superiore dove era salito lasciando l'amaca caldissima, una delle varie
centinaia sospese in un ponte inferiore di batteria cos vicine e incastrate
insieme clic di spazio perch dondolassero ce n'era poco o niente. Se ne stava
disteso quasi fosse all'ombra di una collina, allungato al riparo dei boma, un
crinale di alberature di ricambio a mezza nave fra l'albero di trinchetto e
l'albero di maestra, dove era stivata la lancia, la pi grande scialuppa della
nave. Insieme a tre altri venuti da sotto per dormire, Billy giaceva presso
quell'estremit del boma, che prossima all'albero di trinchetto. Quando era
di servizio come gabbiere, stava proprio sopra il ponte di coperta degli uomini
di prua; aveva quindi il diritto, secondo la consuetudine, di sentirsi pi o
meno a casa sua in quei paraggi.
All'improvviso
fu tratto dal torpore da qualcuno che gli toccava la spalla, probabilmente dopo
essersi accertato che gli altri dormissero. Quando il gabbiere alz la testa,
costui gli sussurr nell'orecchio in un rapido bisbiglio: Vattene alla svelta
alle catene di prua sottovento, Billy; c' qualcosa nell'aria. Non parlare.
Presto. Arrivederci l, e scomparve.
Ora Billy,
come molti uomini essenzialmente buoni, aveva alcune debolezze inseparabili da
un'indole essenzialmente buona, e fra queste c'era una riluttanza, quasi
un'incapacit, a dire un chiaro e netto no a una proposta improvvisa, non
palesemente assurda all'apparenza, n palesemente ostile o iniqua. Ed essendo
di sangue caldo, non aveva la flemma di rifiutarla restandosene inerte. La sua
percezione del disonesto e innaturale raramente era, al pari del suo senso
della paura, una reazione pronta. In quella particolare occasione, inoltre, lo
avvolgeva ancora il torpore del sonno.
Comunque
fosse, alzatosi meccanicamente, chiedendosi assonnato che cosa ci fosse
nell'aria, si rec nel luogo stabilito, una stretta piattaforma, una delle sei,
all'esterno delle grandi murate, nascosta dalle grandi bigotte e dalle
molteplici cime incolonnate delle vele e delle sartie, commisurate all'ampiezza
dello scafo in una grande nave da guerra di quei tempi; in breve, un balcone
incatramato sospeso sull'acqua e cos appartato che un marinaio della Bellipotent, un vecchio di indole grave e di
fede Nonconformista, ne faceva perfino di giorno il proprio oratorio privato.
In questo
angolino discreto lo sconosciuto ben presto raggiunse Billy Budd. Non c'era
ancora la luna; la foschia oscurava la luce delle stelle. Non riusciva a
distinguere con chiarezza il volto dello sconosciuto. Tuttavia per qualcosa nei
suoi tratti e nel suo portamento, Billy lo prese, e a ragione, per uno del
ponte di poppa.
Ssst,
Billy, disse l'uomo con lo stesso bisbiglio rapido e cauto di prima. Sei
stato arruolato a forza, vero? Beh, anch'io, e tacque quasi a sottolineare
l'effetto. Ma Billy, non sapendo con precisione che pensare, rimase in silenzio.
E l'altro: Non siamo i soli a essere stati arruolati a forza, Billy. Ce n'
una banda di noi. Non potresti... aiutarci... in caso di bisogno?.
Che vuoi
dire?, chiese Billy scuotendosi infine dalla sonnolenza.
Ssst,
ssst!, il rapido sussurro si fece roco. Guarda qui, e l'uomo tir su due
piccoli oggetti che avevano un fioco bagliore nella luce notturna, guarda,
sono tuoi, Billy, se soltanto tu....
Ma Billy lo
interruppe e nella furia indignata di sfogarsi si intromise in qualche modo il
suo difetto vocale.
D...d...dannazione, non so che cosa hai in m...m...mente o cosa vuoi, ma
t...t...tornatene al tuo posto, meglio!. Per un attimo l'uomo, confuso, non
si mosse, e Billy, saltando in piedi, disse: Se non te ne v...v...vai, ti
b...b...butto oltre il parapetto!. Non c'era da sbagliarsi, e il misterioso
emissario sloggi sparendo in direzione dell'albero maestro all'ombra dei boma.
Ehi! Che
succede?, venne il grugnito di un gabbiere sul ponte, svegliato nel sonno
dalla voce vibrante di Billy. E quando quest'ultimo comparendo venne
riconosciuto: Ah, bellezza, sei tu? Beh, deve essere successo qualcosa perch
tu bal...bal...balbettavi.
Oh,
rispose Billy dominando ormai il difetto, ho trovato nella nostra parte della
nave uno della guardia di poppa e gli ho detto di tornarsene al suo posto.
Tutto qui
quello che hai fatto, gabbiere?, chiese burbero un altro, un vecchio
irascibile dal volto e dalla chioma color mattone, conosciuto ai compagni
gabbieri del castello di prua come Pepe Rosso. Quei serpenti vorrei vederli
sposati con la figlia del cannoniere!, intendendo con tale espressione il
desiderio di vederlo sottoposto alla punizione disciplinare sopra un cannone.
La
spiegazione di Billy, tuttavia, rispondeva in modo plausibile a quei curiosi
dando ragione del breve scompiglio, perch di tutti i settori di una nave i
gabbieri di prua, veterani per la maggior parte e bigotti nei loro pregiudizi
di mare, sono i pi suscettibili a risentirsi di sconfinamenti territoriali,
soprattutto da parte di quelli della guardia di poppa, dei quali hanno una
pessima opinione - gente di terra in gran parte, che non sale mai in coffa se
non per terzarolare o ammainare la vela di maestra, e - dicono - del tutto
incapaci di maneggiare un punteruolo per funi o girare una bigotta.
XV
L'incidente
lasci Billy dolorosamente perplesso. Era un'esperienza del tutto nuova, la
prima volta nella vita che gli capitava di essere avvicinato di persona in una
forma torbida e furtiva. Prima di questo incontro non sapeva nulla del marinaio
della guardia di poppa, in quanto i due uomini stavano in posti lontani fra
loro, uno a prora e in coffa, l'altro a poppa e sul ponte.
Che cosa
significava? E potevano davvero essere ghinee i due oggetti luccicanti che
l'intruso gli aveva messo sotto gli occhi? Dove poteva trovarle le ghinee quel
tipo? Diamine, nemmeno di bottoni di ricambio c' abbondanza in navigazione.
Pi ci rimuginava, pi era perplesso, turbato, sgomento. Nel ritrarsi
disgustato davanti a una proposta di oscuro significato, ma che d'istinto
percepiva malvagia, Billy Budd era come un cavallo giovane che, fresco di
pascolo, respiri l'orribile zaffata di una fabbrica chimica e con sbuffi
ripetuti cerchi di ricacciarla dalle narici e dai polmoni. Questo stato d'animo
sbarrava la strada a ogni desiderio di altri incontri con quel tipo, nemmeno
per avere lumi sul perch lo avesse avvicinato. Eppure aveva la curiosit
naturale di vedere che aspetto avesse in pieno giorno l'uomo che lo aveva
accostato nelle tenebre.
Lo scorse
il pomeriggio successivo, nel primo quarto di guardia, uno degli uomini intenti
a fumare su quella parte avanzata del ponte superiore di batteria dove
permessa la pipa. Lo riconobbe per la sagoma e la corporatura pi che per la
faccia tonda e lentigginosa, gli occhi vitrei di un azzurro chiaro, velati da
ciglia quasi bianche. Eppure Billy non era del tutto certo che fosse lui: un
tipo della sua et circa, che chiacchierava e rideva spensierato, appoggiato al
cannone; un ragazzo abbastanza simpatico a guardarlo, e un po' scervellato
all'aspetto. Troppo paffuto per un marinaio, sia pure della guardia di poppa.
In breve l'ultimo uomo al mondo, si sarebbe detto, a essere oppresso da
pensieri, soprattutto da quei pensieri pericolosi, che di necessit
appartengono ai cospiratori in ogni impresa seria e perfino ai tirapiedi di
tali cospiratori.
Sebbene
Billy non ne fosse consapevole, l'uomo, con una rapida occhiata in tralice, lo
aveva scorto per primo e, notando che Billy lo guardava, gli fece un cenno
amichevole di riconoscimento come a una vecchia conoscenza, senza interrompere
quello che stava dicendo con il gruppo dei fumatori. Uno o due giorni dopo,
capitandogli di passare accanto a Billy durante la passeggiata serale sul ponte
di batteria, gli lanci al volo una parola amichevole, per cos dire, che,
inaspettata e ambigua in quelle circostanze, imbarazz Billy a tal punto che,
non sapendo come reagire, la lasci cadere.
Billy era
adesso pi smarrito che mai. L'inutile rimuginio cui era stato trascinato gli
era cos sgradevolmente estraneo che fece del suo meglio per soffocarlo. Non
gli pass mai per la mente che si trattasse di una faccenda molto ambigua, e
che da leale marinaio gli incombesse il dovere di riportarla nella giusta sede.
E, con ogni probabilit, se mai gli fosse stato suggerito di farlo, ne sarebbe
stato trattenuto dal pensiero, tipico della magnanimit della recluta, che quel
passo avrebbe avuto troppo il sentore di uno sporco lavoro da spia. Tenne la
cosa per s. Una volta, tuttavia, cedendo forse all'influsso di una notte densa
di profumi, mentre la nave si cullava nella bonaccia, non pot trattenersi
dallo sgravarsi un po' l'animo parlandone al vecchio danese. I due, in silenzio
per lo pi, se ne stavano seduti sul ponte, con la testa appoggiata alle
murate. Ma il racconto di Billy fu frammentario e anonimo, riluttante a
rivelare ogni cosa per gli scrupoli riportati sopra. Nel sentire la versione di
Billy, il saggio danese parve indovinare pi di quanto gli veniva detto, e dopo
una breve riflessione, durante la quale le sue rughe sembrarono raggrinzirsi
tutte in un solo punto, cancellando per un attimo quell'espressione
canzonatoria che a volte aveva il suo volto, disse: Non te l'avevo detto, Baby
Budd?
Detto
cosa?, chiese Billy.
Caspita,
che Pi-di-porco ti sta addosso.
Che
c'entra Pi-di-porco con quello strambo della guardia di poppa?, replic Billy
stupito.
Ah, uno
della guardia di poppa! Un burattino, un burattino!. E con tale esclamazione -
chiss se dettata dalla lieve folata che proprio in quel momento si lev dal
mare calmo, o da un pi sottile rapporto con l'uomo della guardia di poppa - il
vecchio Merlino con i denti anneriti torse e strapp un pezzo di tabacco, senza
elargire una risposta all'impetuosa domanda di Billy, sebbene gli venisse
ripetuta, perch era sua abitudine ricadere in un cupo silenzio quando veniva
interrogato in tono scettico in merito a uno dei suoi sentenziosi oracoli, non
sempre chiari, anzi partecipi di quella oscurit che avvolge quasi tutti i
responsi delfici, non importa da quale oracolo vengano.
La lunga
esperienza aveva molto probabilmente portato quel vecchio a un'amara prudenza,
che non interferisce mai in nulla e mai d consiglio.
XVI
S,
malgrado la succinta insistenza del vecchio danese, convinto che in fondo a
quelle strane esperienze di Billy a bordo della Bellipotent ci fosse il maestro d'armi, il
giovane marinaio era pronto ad attribuirle a tutti tranne all'uomo che, per
dirla con le sue parole, aveva sempre una parola gentile per lui. C' di che
rimanere stupiti. Eppure neanche tanto. Ci sono marinai che perfino in et
matura rimangono ingenui in certe faccende. Ma un giovane navigatore con
l'indole del nostro atletico gabbiere un bambino sotto molti punti di vista.
Ma l'assoluta innocenza del bambino non altro che totale ignoranza, e
l'innocenza pi o meno si affievolisce a mano a mano che si sviluppa
l'intelligenza. In Billy, invece, l'intelligenza, cos com'era, era cresciuta,
mentre era rimasta per lo pi inalterata la semplicit d'animo. L'esperienza
davvero maestra, ma gli anni di Billy la limitavano. Non possedeva inoltre
neanche un granello di quella conoscenza intuitiva del male che nelle nature
non buone, o non del tutto tali, anticipa l'esperienza, e pertanto appartiene,
come in taluni casi vi appartiene fin troppo chiaramente, anche alla
giovinezza.
Che poteva sapere
Billy dell'uomo, se non dell'uomo come marinaio? E il marinaio di vecchio
stampo, l'autentico lupo di mare, il marinaio che ha cominciato da ragazzo,
sebbene della stessa specie dell'uomo di terra, per molti versi vi si discosta.
L'uomo di mare schietto, l'uomo di terra sottile. Per il marinaio la vita
non un gioco che richiede acutezza, non una complicata partita di scacchi
dove poche sono le mosse dirette e allo scopo si arriva per vie traverse, un
gioco obliquo, tedioso, arido, che non vale neppure la povera candela consumata
per giocarlo.
S, come
tali, i marinai sono per carattere una razza giovane. Perfino la loro
aberrazione contrassegnata dallo spirito giovanile, e questo ancora pi
vero per i marinai dell'epoca di Billy. Anche allora alcuni fattori che si
applicano a tutti i marinai agivano in modo pi evidente sui giovani. Tutti i
marinai, inoltre, sono abituati a obbedire agli ordini senza discuterli; la
vita a bordo determinata dal di fuori; non hanno con l'umanit quel commercio
promiscuo dove l'agire libero, illimitato, su un piede di uguaglianza -
un'uguaglianza almeno in superficie - presto insegna che, se in certe occasioni
non si mostra una diffidenza vigile in proporzione alla franchezza esteriore,
pu capitarci qualche brutto scherzo. Una diffidenza sistematica e discreta
quindi abituale non tanto con gli uomini d'affari quanto con gli uomini che
conoscono la propria razza in rapporti meno superficiali degli affari - cio
certi uomini di mondo, che se ne servono inconsciamente; e alcuni rimarrebbero
stupiti al sentirsi accusare, come dato generale del loro carattere, di essere
diffidenti.
XVII
Ma dopo il
piccolo incidente della mensa Billy Budd non si trov pi invischiato in quegli
strani guai che gli erano toccati per l'amaca o la sacca o chiss che altro.
Quanto al sorriso che di tanto in tanto lo illuminava, e la parola gentile
lanciata passando, furono, se non pi frequenti, pi pronunciati di prima.
C'erano, in
cambio, altre manifestazioni adesso. Quando capitava che lo sguardo inosservato
di Claggart si posasse su Billy che, stretto nella sua cintura, girava sul
ponte superiore di batteria nei momenti di sosta della seconda guardia,
scambiando fuggevoli sfilze di battute con altri giovani che passeggiavano tra
la folla, quello sguardo seguiva il lieto Iperione marino con un'espressione
composta, riflessiva e malinconica, gli occhi stranamente soffusi di incipienti
lacrime febbrili. In quei momenti Claggart sembrava l'uomo dei dolori. S, e a
tratti l'espressione malinconica aveva un tocco di tenero struggimento, come se
Claggart avesse potuto perfino amare Billy, se non fosse stato per una fatale
impossibilit. Ma era un attimo fuggevole, cui succedeva, quasi se ne fosse
subito rammaricato, per cos dire, uno sguardo implacabile, che gli contraeva e
raggrinziva il volto in un subitaneo aspetto di noce rugosa. Ma a volte
scorgendo in anticipo il gabbiere che veniva nella sua direzione, egli, quando
erano vicini, si scostava per farlo passare, indugiando su Billy per un attimo
con lo scintillio di un sorriso beffardo degno di un Guisa. Ad ogni incontro
improvviso e inaspettato balenava nei suoi occhi un lampo rosso simile alla
scintilla che scaturisce dall'incudine in un'oscura fucina. Era una luce
rapida, selvaggia, strana, dardeggiante da occhi che, quando erano in quiete,
avevano un colore prossimo al viola intenso, la pi dolce delle sfumature.
Sebbene non
potessero sfuggire al destinatario, alcuni di questi oscuri capricci andavano
tuttavia al di l della sua capacit di interpretazione. E i muscoli di Billy
erano assai poco compatibili con quella specie di organizzazione spirituale
della percezione, che in alcuni casi istintivamente avverte l'innocenza ignara
della prossimit del maligno. Pensava che a volte il maestro d'armi si
comportasse in modo piuttosto bizzarro. Ecco tutto. Ma il tratto schietto e la
parola gentile venivano presi per quello che erano in apparenza, in quanto il
giovane marinaio non aveva mai sentito parlare dell'uomo con il dolce sulle labbra.
Sarebbe
stato diverso e il suo sguardo avrebbe visto con maggior chiarezza, seppure non
con maggiore acume, se il gabbiere avesse avuto la consapevolezza di aver fatto
o detto qualcosa tale da provocare il malanimo dell'ufficiale. Cos come
stavano le cose, l'innocenza lo accecava.
E lo stesso
accadde in un'altra situazione. Due ufficiali inferiori, l'armiere e il
cambusiere, con i quali Billy non aveva mai scambiato parola, perch la sua
posizione nella nave non lo metteva in contatto con costoro, questi uomini
cominciarono per la prima volta a gettare su Billy, quando per caso lo
incontravano, quello sguardo particolare che mostra come l'osservatore sia
stato prevenuto a danno dell'osservato. Non pass mai in mente a Billy di
considerare singolare o sospetta tale circostanza, sebbene sapesse benissimo
che l'armiere e il cambusiere, insieme al furiere, al farmacista e ad altri di
pari grado, erano per consuetudine navale compagni di mensa del maestro d'armi,
uomini con orecchi vicini alla sua lingua confidenziale.
Ma la
generale popolarit che all'occasione promanava dalla virile prontezza e dalla
irresistibile bont del nostro Bel Marinaio - doti che non indicavano una
superiorit tesa a suscitare sentimenti di invidia -, la simpatia di quasi
tutti i marinai lo inducevano a preoccuparsi ancora meno di quelle espressioni
mute, cui si appena accennato, espressioni che egli non riusciva a
scandagliare tanto da intuirne l'intera portata.
Quanto alla
guardia di poppa, sebbene Billy per le ragioni gi indicate lo vedesse poco,
pure quando capitava loro di incontrarsi, invariabilmente giungeva il saluto
allegro e spontaneo dell'altro, a volte accompagnato da una o due parole
amichevoli dette di sfuggita. Qualunque fosse stato il piano originario di quel
giovane ambiguo, o il piano che avesse avuto l'incarico di rappresentare, era
certo, a giudicare dal suo atteggiamento in queste occasioni, che lo aveva
lasciato perdere.
Pareva che
la sua precoce disonest (e tutti i furfanti sono precoci) lo avesse una volta
tanto ingannato, e che l'uomo, che aveva cercato di intrappolare come un
sempliciotto, l'avesse schivato ignominiosamente proprio grazie alla
semplicit.
Le persone
perspicaci forse obietteranno come fosse quasi impossibile per Billy
trattenersi dall'andare dalla guardia di poppa e di punto in bianco chiedergli
di conoscere lo scopo del primo incontro conclusosi in modo tanto brusco alle
catene di prua. Le persone perspicaci forse penseranno anche che sarebbe dovuto
essere soltanto naturale per Billy accingersi a sondare alcuni degli arruolati
coatti per scoprire quale fosse il fondamento, se ce n'era uno, degli oscuri
accenni dell'emissario a un malumore a bordo, foriero di congiura. S, le
persone perspicaci forse penseranno cos. Ma qualcosa di pi, o meglio qualcosa
di diverso dalla semplice perspicacia, forse necessario per capire nel modo
giusto un carattere come quello di Billy Budd.
Quanto a
Claggart, la sua ossessione - se davvero era tale - che a tratti si rivelava
involontariamente nelle manifestazioni descritte nei particolari, ma per lo pi
celata sotto un comportamento controllato e razionale, la sua ossessione,
simile a un fuoco sotterraneo, lo divorava dentro sempre pi gi, sempre pi
gi. Qualcosa di decisivo doveva scaturirne.
XVIII
Dopo il
misterioso incontro alle catene di prua, quello interrotto da Billy in modo
tanto brusco, non accadde nulla di particolarmente collegato a questa storia
fino agli avvenimenti che saranno narrati.
stato
detto altrove che in mancanza di fregate (velieri naturalmente migliori delle
navi da linea di battaglia) nella squadra oltre lo Stretto, in quel periodo la Bellipotent
74 veniva a volte
impiegata non soltanto come sostituto disponibile di una nave da ricognizione,
ma a volte distaccata per missioni di maggiore importanza. Questo avveniva non
soltanto per le ottime caratteristiche veliche, non comuni in un vascello di
quella stazza, ma probabilmente anche per il temperamento del suo comandante
che - si riteneva - lo rendeva particolarmente adatto a tutti quegli incarichi
in cui, per impreviste difficolt, potesse insorgere l'esigenza di pronte
iniziative in circostanze dove fossero imprescindibili competenza e capacit,
oltre a tutte le altre doti insite nel valente uomo di mare. Fu in una spedizione
di quest'ultimo tipo, piuttosto in alto mare, mentre si trovava quasi nel punto
di massima distanza dalla flotta, che la Bellipotent, sul finire di una guardia
pomeridiana, inaspettatamente avvist una nave nemica. Era una fregata.
Quest'ultima, scorgendo attraverso il cannocchiale che l'impatto degli uomini e
degli armamenti le sarebbe stato gravemente svantaggioso, affidandosi alla
leggerezza, si diede alla fuga a vele spiegate. Dopo una caccia intrapresa
sfidando quasi tutte le speranze e protrattasi fino alla met circa del turno
di guardia notturno, la fregata riusc a effettuare un'esemplare fuga.
Non molto
dopo che si era rinunciato all'inseguimento, e prima che ne svanisse
l'eccitazione, il maestro d'armi, emergendo dai suoi cavernosi gironi,
comparve, berretto in mano, presso l'albero maestro in rispettosa attesa che di
lui si accorgesse il capitano Vere, allora intento a passeggiate da solo sul
lato sopravvento del ponte di comando, indubbiamente un po' in collera per il
fallito inseguimento. Il punto in cui stava Claggart era destinato a uomini di
grado inferiore desiderosi di un colloquio privato con un ufficiale di coperta
o con il capitano stesso. Ma a quest'ultimo non accadeva spesso che in quei
tempi un marinaio o un ufficiale inferiore chiedesse udienza; l'avrebbero
giustificato, secondo una inveterata consuetudine, soltanto circostanze
eccezionali.
Subito,
proprio mentre, assorto nei suoi pensieri, stava per girare e proseguire la sua
passeggiata, il comandante percep la presenza di Claggart e not il berretto
levato in atteggiamento di deferente attesa. Sia qui detto che capitan Vere
conosceva di persona questo ufficiale inferiore soltanto da quando la nave era
salpata dalla madrepatria: allora; infatti, Claggart, trasferito da una nave
trattenuta per riparazioni, aveva preso il posto a bordo della Bellipotent del precedente maestro d'armi,
invalido e rimasto a terra.
Non appena
il comandante ebbe posato lo sguardo sull'uomo, che, deferente, aspettava di
essere notato, gli si disegn sul volto una particolare espressione. Non era
dissimile da quella che guizza incontrollata sul volto di chi inaspettatamente
incontra una persona che, pur nota, non si frequenta da abbastanza tempo per
conoscerla a fondo, ma nel cui aspetto qualcosa, ora per la prima volta,
suscita un vago senso di disgusto e di ripulsione. Ma fermandosi e riprendendo
l'abituale maniera ufficiale, tranne che per una specie di impazienza
indugiante nel tono della parola di esordio, disse:
Allora?
Che c', maestro d'armi?.
Con l'aria
del subalterno avvilito dalla necessit di essere messaggero di cattive
notizie, tuttavia coscienziosamente deciso a essere franco e altrettanto
risoluto a evitare ogni esagerazione, Claggart, a questo invito, o piuttosto
comando, a sgravarsi del fardello, parl. Quello che disse, espresso in un
linguaggio da uomo non incolto, stava a significare, se non proprio detto con
queste parole, che durante l'inseguimento e i preparativi per un eventuale
scontro, aveva visto abbastanza per convincersi come almeno un marinaio a bordo
fosse una persona pericolosa su una nave dove si raccoglievano uomini, che non
solo avevano avuto una parte colpevole nei recenti gravi disordini, ma anche
altri, come l'individuo in questione, entrati nel servizio di Sua Maest in
forme diverse dall'arruolamento.
A questo
punto il capitano Vere lo interruppe con una certa impazienza: Siate
esplicito; dite arruolati a forza.
Con un gesto di ossequio Claggart
prosegu. Ultimamente egli (Claggart) aveva cominciato a sospettare che sui
ponti di batteria circolasse sotto sotto qualche fremito fomentato dal marinaio
in questione, ma pensava di non essere giustificato a riportare il sospetto,
finch fosse rimasto vago. Ma, da quanto aveva notato quel pomeriggio, il
sospetto che covasse qualcosa di clandestino aveva raggiunto un punto meno
lontano dalla certezza. Sentiva profondamente, aggiunse, la grave responsabilit assuntasi nel
fare un rapporto, che, oltre ad avere conseguenze cos gravi soprattutto per
l'individuo in questione, tendeva ad aumentare le preoccupazioni, naturali in
ogni comandante dopo le eccezionali rivolte esplose di recente, che, disse
accorato, non era necessario nominare.
Ora, al
primo accenno all'argomento, capitan Vere, preso di sorpresa, non riusc del
tutto a dissimulare la propria inquietudine. Ma, mentre Claggart procedeva,
qualcosa nei modi di quella testimonianza trasform la prima reazione in
riluttanza. Si trattenne, comunque, dall'interromperlo, e Claggart,
continuando, cos concluse: Dio non voglia, vostro onore, che la Bellipotent
debba fare
l'esperienza della....
Non
preoccupatevi!, intervenne qui il superiore in tono perentorio, il volto
alterato dall'ira, intuendo istintivamente quale nave l'altro stesse per
nominare, una sulla quale l'ammutinamento del Nore aveva assunto un carattere
particolarmente tragico tanto che per un certo tempo era stata in pericolo la
stessa vita del comandante. Date le circostanze, l'intento di quell'allusione
lo indignava. Quando gli stessi ufficiali superiori andavano sempre cautissimi
nello scegliere le parole per riferirsi ai recenti avvenimenti della flotta,
l'allusione superflua fatta da un ufficiale inferiore alla presenza del suo capitano
lo colp come un gesto di impudente presunzione. Inoltre, con il suo vigile
senso della fierezza, gli parve, in quelle circostanze, quasi un tentativo per
allarmarlo. E sulle prime non lo lasci poco sorpreso che un uomo in grado di
comportarsi con molto tatto nelle sue funzioni, come aveva potuto notare fino a
quel momento, se ne rivelasse cos carente in quella particolare occasione.
Ma a questi
e altri pensieri altrettanto dubbiosi che gli balenavano in mente subentr
all'improvviso un intuitivo sospetto che, pur ancora oscuro nella forma, serv
in pratica a influenzare il suo atteggiamento davanti alle cattive notizie.
Certo
che, con la sua lunga esperienza di tutti gli aspetti della complessa vita del
ponte di batteria, che, come ogni altra forma di vita, ha i suoi versi segreti
e i suoi lati ambigui, seppur non ammessi dai pi, capitan Vere non si lasci
turbare indebitamente dal tono generale del rapporto del suo subordinato.
Inoltre, se
alla luce dei recenti avvenimenti si doveva intervenire con tempestivit al
primo segno tangibile di una ripresa della rivolta, tuttavia non sarebbe stato
saggio - pens - tenere viva l'idea di uno scontento tuttora serpeggiante,
dimostrando eccessiva prontezza nel dare credito a un informatore, fosse pure questi
un suo subordinato con l'incarico, fra le altre cose, della sorveglianza di
polizia sull'equipaggio. Tale modo di sentire non avrebbe avuto quell'impatto
su di lui, se, in una precedente occasione, non lo avesse irritato lo zelo
patriottico esibito da Claggart, che gli era parso eccessivo e forzato.
Qualcosa inoltre nei modi composti e in qualche modo ostentati dell'ufficiale
nel fornire i particolari gli rammentava stranamente un bandista, testimone
spergiuro in un processo per un crimine da pena capitale davanti a una corte
marziale a terra, di cui egli (capitano Vere) era stato membro.
Ora alla
perentoria strigliata a Claggart, che serv a interromperne le allusioni,
seguirono subito queste parole: Mi dite che c' almeno un uomo pericoloso a
bordo. Fate il suo nome.
William
Budd, un gabbiere, vostro onore.
William
Budd!, ripet capitan Vere con genuino stupore. Volete dire l'uomo che il
tenente Ratcliffe prese dal mercantile non molto tempo fa, il giovanotto che
pare cos benvoluto da tutti - Billy, il Bel Marinaio, come lo chiamano?
Proprio
lui, vostro onore, ma, giovane e bello com', un individuo che la sa lunga. Non
per nulla si intrufola per farsi benvolere dai compagni perch, all'occorrenza,
non potranno che dire - lo faranno tutti - una buona parola sul suo conto, in
ogni circostanza. Il tenente Ratcliffe ha riferito a vostro onore di
quell'abile impennata di Budd, saltato a prua della lancia sotto la poppa del
mercantile, mentre veniva portato via? L'aspetto allegro maschera il risentimento
che nutre in cuore per l'arruolamento forzato. Voi avete notato soltanto le
belle guance. Ma sotto i petali rosati delle margherite si nasconde, chiss,
una trappola.
Ora il Bel
Marinaio, una figura che si distingueva nell'equipaggio, aveva naturalmente
attratto l'attenzione del capitano fin dall'inizio. Sebbene non fosse in
generale un uomo espansivo con i suoi ufficiali, si era congratulato con il
tenente Ratcliffe per la fortuna di avere scovato un esemplare cos bello del genus
homo, che nudo
avrebbe potuto posare per una statua del giovane Adamo prima della Caduta.
Quanto al commiato di Billy dalla Diritti dell'uomo, che il tenente gli aveva si
riferito, ma presentandogliela, con tutta la deferenza, pi come una storiella
divertente che altro, il capitano Vere, pur considerandolo erroneamente un
gesto satirico, si era limitato a pensare ancora meglio dell'uomo arruolato a
forza, in quanto da buon ufficiale ammirava chi aveva lo spirito di prendere
con tanta allegria e buon senso una coscrizione arbitraria. La condotta del
gabbiere, inoltre, per quanto il capitano aveva avuto modo di notare, aveva
confermato il primo lieto auspicio, mentre le qualit marinare della nuova
recluta gli erano apparse tali da pensare di raccomandarlo all'ufficiale in
seconda per promuoverlo in un posto che lo avrebbe portato pi spesso alla sua
attenzione, vale a dire al comando della coffa di mezzana, a sostituire nella
guardia di dritta un uomo non pi giovane, che, in parte per quella ragione,
gli sembrava meno adatto al posto. Sia detto qui tra parentesi che, siccome i
gabbieri di mezzana non hanno da maneggiare masse di tela pesante come le vele
inferiori dell'albero maestro e di trinchetto, un giovane, se ha la stoffa, non
soltanto sembra pi adatto al compito, ma di fatto viene in generale scelto al
comando di questa coffa, e quelli che ha sotto di s sono uomini svelti e
spesso sbarbatelli. Insomma il capitano Vere fin dall'inizio aveva ritenuto che
Billy Budd fosse un affare da Re per usare il gergo marinaro del tempo: cio,
un investimento con i fiocchi per la marina di Sua Maest britannica, ottenuto
con poco o nessun esborso.
Dopo una
breve pausa, durante la quale questi ricordi gli balenarono vividi nella mente
ed egli valut il peso dell'ultima insinuazione di Claggart, implicita
nell'espressione una trappola sotto le margherite, e pi la ponderava, meno
sentiva di doversi fidare della buona fede dell'informatore, si volse
all'improvviso verso di lui e a bassa voce gli chiese: Voi venite da me, maestro
d'armi, con un racconto tanto fumoso? Quanto a Budd, indicatemi un gesto o
citatemi una parola che confermino in generale le vostre accuse. Fate
attenzione, e gli si avvicin, a quello che dite. Proprio ora, in casi del
genere, c' un braccio di pennone per il testimone spergiuro.
Ah, vostro
onore!, sospir Claggart, scuotendo leggermente la bella testa quasi a
esprimere mesta deprecazione per quella immeritata severit di tono. Quindi,
mostrandosi offeso ed ergendosi con virtuosa perentoriet, rifer in modo
circostanziato certe parole e certi gesti che, nell'insieme, se accettati per
veri, portavano a una presunzione di colpa gravissima a carico di Budd. E per
alcune di queste asserzioni, aggiunse, erano a portata di mano prove concrete.
Con occhi
grigi impazienti e diffidenti che cercavano di scandagliare il fondo dei calmi
occhi viola di Claggart, il capitano Vere lo ascolt di nuovo da cima a fondo.
Poi rimase per un attimo fermo a rimuginare. Claggart - sottratto per il
momento all'esame scrutatore dell'altro - studiava attento l'espressione del
capitano con uno sguardo difficile da definire: uno sguardo curioso delle
reazioni provocate dalla sua tattica, uno sguardo simile a quello del portavoce
dei figli invidiosi di Giacobbe, che ingannevolmente mostravano allo sconvolto
patriarca la veste macchiata di sangue del giovane Giuseppe.
Sebbene ci
fosse nella statura morale del capitano Vere qualcosa di eccezionale che, in un
rapporto serio con un suo simile, lo rendeva un'autentica pietra di paragone
della vera natura di quest'uomo, tuttavia nei confronti di Claggart e di quanto
si svolgeva dentro di lui, i suoi sentimenti scaturivano pi da forti sospetti
attanagliati da strani dubbi che da una convinzione intuitiva. La perplessit
da lui dimostrata non discendeva da qualcosa concernente l'accusato - come di
sicuro pensava Claggart - ma da considerazioni sul miglior atteggiamento da
adottare nei confronti dell'accusatore. In un primo momento, invero, fu tentato
naturalmente di chiedere le prove concrete delle accuse che Claggart aveva
detto essere a portata di mano. Ma una tale procedura avrebbe finito col
diffondere la faccenda, che nella situazione attuale, a suo parere, avrebbe
potuto influire negativamente sull'equipaggio. Se Claggart era un testimone
falso, l'affare era chiuso. Perci, prima di verificare l'accusa, avrebbe in
pratica messo alla prova l'accusatore, e questo - era convinto - si poteva fare
senza chiasso, con discrezione.
Le misure
che decise di prendere comportavano un mutamento di scena, uno spostamento in
un luogo meno in vista di quanto non fosse l'ampio ponte di poppa. Sebbene
infatti i pochi ufficiali di batteria presenti si fossero ritirati sottovento
in debito ossequio alle norme dell'etichetta marinara, nel momento in cui il
capitano Vere aveva iniziato la sua passeggiata sul lato sopravvento, e sebbene
durante il colloquio con Claggart non si fossero naturalmente avventurati a
diminuire la distanza, e nel corso dell'incontro la voce del capitano Vere non
fosse stata affatto alta e quella di Claggart fosse rimasta bassa e argentina,
e il vento fra le sartie e lo sciabordio del mare avessero contribuito a
metterli fuori portata d'orecchio, tuttavia il perdurare del colloquio aveva
gi attirato l'attenzione di alcuni gabbieri in coffa e di altri marinai che si
trovavano nella parte centrale della nave o pi oltre.
Decise le
misure da prendere, capitan Vere le mise subito in atto. Rivolto bruscamente a
Claggart, chiese: Maestro d'armi, Budd di guardia in coffa?.
No, vostro
onore.
Al che
Signor Wilkes!, chiam convocando il guardiamarina pi prossimo. Dite ad
Albert di venire da me. Albert era l'attendente del capitano, una specie di
valletto nella cui discrezione e fedelt il suo padrone aveva grande fiducia.
Il ragazzo comparve.
Conosci
Budd, il gabbiere?
S,
signore.
Va' a
cercarlo. fuori servizio. Vedi di dirgli, senza farti sentire, che atteso a
poppa. Attento a che non parli con nessuno. Fallo chiacchierare con te. E
finch non arriva qui a poppa, fino ad allora non dirgli che lo voglio nella
mia cabina Hai capito? Va'. Maestro d'armi, mostratevi sui ponti inferiori e,
quando ritenete che Albert stia ritornando con il suo uomo, tenetevi pronto,
senza darlo a vedere, a seguire il marinaio da me.
XIX
Ora quando
si trov nella cabina, rinchiuso, per cos dire, con il capitano e Claggart, il
gabbiere fu non poco sorpreso. Ma non era una sorpresa accompagnata da
apprensione o diffidenza. A un'indole immatura, essenzialmente onesta e umana,
il presentimento di un insidioso pericolo da parte di un proprio simile giunge
tardivamente, se mai vi giunge. L'unico pensiero che prese forma nella mente
del giovane marinaio fu questo: s, il capitano, come ho sempre ritenuto, mi
guarda con occhio benevolo. Chiss che non voglia farmi suo timoniere. Mi
piacerebbe. E forse ora chieder di me al maestro d'armi.
Chiudi la
porta, sentinella, disse il comandante. Rimani fuori e non lasciar entrare
nessuno. Adesso, maestro d'armi, dite in faccia a quest'uomo quello che mi
avete riferito, e si prepar a scrutare i due volti in reciproco confronto.
Con il
passo misurato e l'aria calma e composta di uno psichiatra che nella sala
comune si avvicini a un paziente che mostra i sintomi di una prossima crisi
parossistica, Claggart, dopo essere avanzato deliberatamente fino a trovarsi a
breve distanza da Billy e guardandolo ipnoticamente negli occhi, riassunse in
breve l'accusa.
Non di
primo acchito Billy cap. Quando comprese, il rosa abbronzato delle sue guance
parve colpito come da una lebbra bianca. Rimase immobile, quasi fosse impalato
e imbavagliato. Nel frattempo gli occhi dell'accusatore, che non avevano ancora
abbandonato quelli blu dilatati di Billy, ebbero uno straordinario mutamento:
il consueto viola intenso si intorbid in un porpora fosco. Queste luci
dell'intelligenza umana, persa ogni espressione umana, sporgevano gelidamente
come gli occhi alieni di certe creature sconosciute degli abissi. La prima
occhiata magnetica fu quella incantatrice del serpente; l'ultima fu lo scarto
paralizzante del pesce torpedine.
Parla,
ragazzo!, disse il capitano Vere all'uomo che pare va trafitto, colpito dal
suo aspetto ancora pi che da quello di Claggart. Parla! Difenditi!. Ma
l'appello provoc in Billy soltanto uno strano gesto muto e un gorgoglio; lo
stupore davanti a quella accusa che balzava all'improvviso sulla sua giovinezza
inesperta; questo e forse l'orrore degli occhi dell'accusatore servirono a far
emergere il suo difetto latente, intensificandolo in questa circostanza fino a
trasformarlo in un blocco spasmodico, mentre la testa e l'intero corpo tesi
nell'agonia dell'inutile sforzo di obbedire all'ordine di parlare e difendersi,
davano al volto un'espressione simile a quella di una vestale condannata, nel
supremo momento di essere sepolta viva e nella prima lotta contro il
soffocamento.
Sebbene
allora fosse all'oscuro del difetto vocale di Billy, il capitano Vere lo cap
all'istante, perch con grande vivezza l'aspetto di Billy richiam alla memoria
quello di un brillante compagno di scuola, che aveva visto colpito dallo stesso
sgomento impotente nell'atto di alzarsi con zelo in classe per essere il primo
a rispondere a una domanda posta dall'insegnante. Avvicinandosi al giovane
marinaio e appoggiando una mano rassicurante sulla spalla, disse: Non c'
fretta, ragazzo mio. Fa' con calma, fa' con calma. Contrariamente all'effetto
voluto, quelle parole dal tono tanto paterno, che di certo toccarono il cuore
di Billy nel profondo, lo indussero a sforzi ancora pi violenti per parlare,
sforzi che finirono presto per confermare la paralisi, dando al suo volto
l'espressione di un uomo crocefisso. Un attimo dopo, rapido come la fiammata di
un cannone che esplode nella notte, il braccio destro scatt e Claggart croll
a terra. Forse intenzionalmente, forse perch il giovane atleta era pi alto,
il colpo aveva colto il maestro d'armi sulla fronte cos bella e dall'aria tanto
intellettuale, sicch il corpo cadde lungo disteso, come una trave pesante che,
eretta, venga inclinata. Un rantolo o due, e giacque immobile.
Funesto
destino!, ansim il capitano Vere cos a bassa voce che parve un sussurro.
Che cosa hai fatto! Su, aiutami!.
I due
sollevarono il caduto per i fianchi, mettendolo in posizione seduta. Il corpo
scarno assecond con flessibilit, ma con inerzia. Era come maneggiare un
serpente morto. Lo riadagiarono. Rimettendosi eretto, capitan Vere, coprendosi
il volto con una mano, rimase all'apparenza impassibile come l'oggetto ai suoi
piedi. Era assorto a valutare le conseguenze di quell'evento e quanto si
dovesse fare non soltanto l sul momento, ma anche in seguito. Lentamente si
scopr il viso, e l'effetto fu come se la luna, emergendo da un'eclisse,
riapparisse con un volto del tutto diverso da quello che si era nascosto. Il
padre che fino in quel momento era stato verso Billy fu sostituito dal militare
inflessibile. In tono ufficiale ordin al gabbiere di ritirarsi in una cabina
di poppa (che gli indic) e di rimanere l fino a quando non fosse stato
convocato. Billy esegu meccanicamente quell'ordine, in silenzio. Poi andando
alla porta della cabina che si apriva sul ponte di comando, capitan Vere disse
alla sentinella di fuori: Di' a qualcuno di mandare qui Albert. Quando il
ragazzo apparve, il padrone si adoper per non fargli scorgere l'uomo a terra.
Albert, gli disse, avverti il medico che desidero vederlo. Non occorre che
tu ritorni fino a quando non sarai chiamato.
Quando
entr il medico - un uomo posato, cos grave ed esperto, da non poter quasi mai
essere colto di sorpresa - capitan Vere si fece avanti per andargli incontro,
impedendogli cos inconsapevolmente di scorgere Claggart e, interrompendo il
consueto cerimonioso saluto dell'altro, disse: No. Ditemi come sta l'uomo
laggi, richiamando la sua attenzione sul corpo a terra.
Il chirurgo
guard e, pur con tutto il suo autocontrollo, ebbe un lieve sobbalzo alla
brusca rivelazione. Sul volto sempre pallido di Claggart, colava ora dalla
narice e dall'orecchio un denso sangue nero. All'occhio professionale
dell'osservatore era inequivocabilmente un uomo morto quello che vedeva.
Allora
cos?, disse il Capitano Vere osservandolo intento. Lo immaginavo. Ma
accertatevene. Subito le consuete prove confermarono la prima impressione del
chirurgo che, ora levando lo sguardo con palese ansia, gett al suo superiore
un'occhiata pregna di interrogativi. Ma capitan Vere, con una mano sulla
fronte, se ne stava immobile. All'improvviso afferrando il braccio del chirurgo
con gesto convulso, esclam indicando il corpo a terra: E il divino giudizio
di Anania! Guardate!.
Turbato dai
modi concitati che non aveva mai prima notato nel capitano della Bellipotent
e ancora ignaro
della vicenda, il prudente chirurgo mantenne tuttavia la calma, limitandosi a
chiedere con lo sguardo che cosa avesse potuto provocare la tragedia.
Ma il
capitano Vere era di nuovo immobile, assorto nei suoi pensieri. Con un altro
sussulto esclam con veemenza: Colpito a morte da un angelo di Dio! Eppure
l'angelo deve essere impiccato!.
Davanti a
quelle esclamazioni appassionate, del tutto incongrue per l'ascoltatore ancora
all'oscuro degli antecedenti, il chirurgo fu profondamente turbato. Ma in quel
momento, quasi ricomponendosi, il capitano, in tono meno appassionato, espose
in breve le circostanze che avevano portato a quell'evento. Ma venite;
dobbiamo sbrigarci, aggiunse. Aiutatemi a portarlo via (riferendosi al
corpo), in quella cabina, indicandone una di fronte a quella in cui era
confinato il gabbiere. Di nuovo turbato da una richiesta che, implicando un
desiderio di segretezza, gli sembrava inspiegabilmente strana, al subalterno
non rimase che eseguire.
Andate
adesso, disse capitan Vere con modi che erano quasi ritornati a essere quelli
abituali. Andate adesso. Convocher subito una corte marziale. Informate gli
ufficiali su quanto accaduto, informate il signor Mordant (riferendosi al
capitano della fanteria marina), e raccomandate loro di tenere la cosa per
s.
XX
Pieno di
inquietudine e di presentimenti, il chirurgo lasci la cabina. Il capitano Vere
era impazzito all'improvviso, oppure si trattava di una concitazione
passeggera, provocata da una tragedia cos strana e straordinaria? Quanto alla
corte marziale, gli parve una decisione poco politica, se non peggio. A suo
parere, la cosa da fare era tenere in isolamento Billy Budd, come imponevano le
consuetudini, e in un caso tanto singolare differire ogni decisione a quando
avrebbero raggiunto la flotta e quindi riferirne all'ammiraglio. Ricord
l'inconsueta agitazione di capitan Vere e le sue concitate esclamazioni, cos
in contrasto con i modi abituali. Era fuori di senno?
Ma, anche
ammettendo che lo fosse, non sarebbe stato, poi, tanto facile provarlo. Che
cosa pu allora fare un chirurgo? Non concepibile situazione pi ardua di
quella di un ufficiale subordinato a un capitano che egli sospetta non gi di
essere pazzo, ma non proprio equilibrato mentalmente. Discutere l'ordine
sarebbe insolenza. Opporvisi sarebbe ammutinamento.
Obbedendo
al capitano Vere, comunic agli ufficiali e al comandante della fanteria di
marina quanto era accaduto, senza accennare allo stato del capitano. Tutti
condivisero la sua sorpresa e ansia. Al pari di lui, ritenevano che una
faccenda del genere dovesse essere sottoposta all'ammiraglio.
XXI
Chi pu
tracciare nell'arcobaleno la linea dove finisce il viola e incomincia
l'arancione? Noi vediamo distintamente la diversit cromatica, ma dove con
precisione uno trascolora nell'altro? Cos per l'equilibrio e lo squilibrio
mentale. Nei casi estremi non ci sono dubbi. Ma in alcuni casi presunti, in
vari gradi dove la presunzione meno pronunciata, di segnare una precisa linea
di demarcazione pochi si assumerebbero l'onere, sebbene per una degna parcella
lo facciano alcuni professionisti esperti. Non esiste cosa che per danaro
alcuni uomini non farebbero o intraprenderebbero di fare.
Se il
capitano Vere, come riteneva il chirurgo nella sua veste professionale e
personale, fosse davvero la vittima di un'improvvisa aberrazione, ciascuno lo
decida da s, alla luce di quanto offerto da questa narrazione.
Che
l'infelice avvenimento narrato non potesse accadere in circostanze peggiori
fin troppo vero. Si era verificato infatti all'indomani della repressione delle
rivolte, un momento molto critico per l'autorit della marina, che esigeva da
ogni comandante inglese due qualit non facilmente compatibili: prudenza e
rigore. In questo caso, per di pi, c'era qualcosa di cruciale.
Nella ridda
delle circostanze antecedenti e successive all'avvenimento a bordo della Bellipotent,
e alla luce di
quel codice marziale in base al quale l'episodio doveva essere formalmente
giudicato, l'innocenza e la colpa, personificate da Claggart e da Budd, in
effetti si scambiavano le parti. Da un punto di vista legale, la vittima
apparente della tragedia era colui che aveva cercato di colpire un uomo
irreprensibile; da un punto di vista navale, l'inconfutabile gesto di
quest'ultimo costituiva il pi atroce dei crimini militari. E non basta. Quanto
pi erano chiari nella sostanza il tono e la ragione chiamati in causa nella
vicenda, tanto pi era grave la responsabilit di un leale comandante, non
autorizzato a decidere in merito sulla base di questa distinzione elementare.
Non
sorprende dunque che il capitano della Bellipotent sebbene fosse in generale uomo
dalle decisioni rapide, ritenesse la circospezione non meno necessaria della
prontezza. Finch non fu in grado di decidere in tutti i particolari una linea
di azione, non solo, ma finch non fu il momento di dare esecuzione al verdetto
finale, ritenne opportuno, alla luce di tutte le circostanze, guardarsi al
massimo dalla pubblicit. Su questo forse aveva ragione, forse torto. Certo ,
tuttavia, che successivamente nelle chiacchiere confidenziali in pi di un
quadrato e di una cabina non fu poco criticato da vari ufficiali, fatto questo
attribuito dai suoi amici, e con grande calore da suo cugino Jack Denton, a una
gelosia professionale nei confronti dello stellato Vere. C'era di che
alimentare commenti invidiosi, dando la stura alla fantasia. La segretezza
intorno alla faccenda, il restringerne la conoscenza, per qualche tempo, al
posto dove era avvenuto l'omicidio, cio la cabina del cassero: in questi
particolari era insita una certa somiglianza con la politica adottata nelle
tragedie di palazzo verificatesi pi di una volta nella capitale fondata dal
barbarico Pietro.
Il caso
invero era tale che volentieri il capitano della Bellipotent avrebbe rimandato ogni iniziativa
che non fosse quella di tenere il gabbiere prigioniero in rigoroso isolamento,
finch la nave non avesse raggiunto la flotta, per rimetterlo quindi al
giudizio dell'ammiraglio.
Ma
l'autentico ufficiale di marina in un particolare simile all'autentico
monaco. Con quell'abnegazione con cui quest'ultimo si attiene ai voti
dell'obbedienza monastica, il primo osserva i voti della fedelt al dovere
militare.
Nel
capitano Vere, consapevole che, se non si fosse agito con tempestivit, il
gesto del gabbiere, non appena fosse trapelato sui ponti di batteria, avrebbe
potuto rinfocolare la fiamma del Nore che ancora covava fra la ciurma, un senso
di urgenza travolse ogni altra considerazione. Ma, per quanto fosse un
coscienzioso tutore della disciplina, non amava l'autorit per l'autorit.
Lungi da lui il cogliere occasioni per monopolizzare nelle proprie mani i
pericoli della responsabilit morale, almeno non quelli che a buon diritto poteva
deferire a un ufficiale superiore o condividere con gli ufficiali di pari grado
e finanche di grado inferiore. Cos pensando, fu lieto di non contraddire la
consuetudine rimettendo la questione a una corte sommaria formata dai suoi
stessi ufficiali, riservando a s, visto che su di s ricadeva la
responsabilit formale, il diritto di sovrintenderla e, all'occorrenza, di
intervenire ufficialmente o non ufficialmente. Fu dunque convocata con
procedura sommaria una corte marziale con membri eletti da lui stesso: il primo
tenente, il capitano della fanteria di marina, l'ufficiale di rotta.
Nell'associare
un capitano della fanteria di marina con il tenente di vascello e l'ufficiale
di rotta nel caso relativo a un marinaio, forse il comandante si discost dalla
consuetudine. Glielo sugger la circostanza che, a suo parere, quel soldato era
una persona giudiziosa, riflessiva, non del tutto sprovveduta nel tirarsi
d'impaccio in una situazione difficile, priva di precedenti nella sua passata
esperienza. Eppure anche nei suoi confronti il capitano nutriva un'apprensione
latente: si trattava infatti di un uomo bonario, amante della buona tavola,
capace di abbandonarsi a un sonno profondo, incline all'obesit, un uomo che,
sempre coraggioso in battaglia, chiss se si sarebbe dimostrato altrettanto
fermo davanti a un dilemma morale dai risvolti tragici. Quanto al primo tenente
e all'ufficiale di rotta, il capitano Vere era ben consapevole che, fossero
pure individui onesti e di provato coraggio quando lo richiedevano le circostanze,
avevano delle cose una comprensione limitata per lo pi ai problemi concreti
della vita a bordo e alle esigenze belliche della professione.
La corte si
riun nella stessa cabina in cui era accaduto lo sfortunato episodio. Questa
cabina, che era del comandante, occupava l'intera zona sotto il casseretto. A
poppa, su entrambi i lati c'erano due cabine, una adibita temporaneamente a
prigione, l'altra a obitorio, e un vano ancora pi piccolo, che lasciava in
mezzo uno spazio che si estendeva a prora e in oblungo coincideva con il baglio
della nave. In alto c'era un lucernaio di modiche dimensioni, e alle estremit
dello spazio oblungo c'erano due portelli con telai a ghigliottina, facilmente
convertibili in feritoie per carronate brevi.
Tutto fu pronto
in breve tempo, e Billy Budd fu messo in stato di accusa. Il capitano Vere,
unico testimone del caso, in quanto tale lasci temporaneamente il suo grado,
pur conservandolo in un particolare futile all'apparenza: testimoniava, cio, a
sopravvento della nave, costringendo la corte a sedere sottovento. In modo
conciso rifer tutto quanto aveva condotto alla catastrofe, non trascurando
nulla dell'accusa di Claggart e rilasciando una deposizione su come il
prigioniero l'avesse accolta. A questa testimonianza i tre ufficiali gettarono
occhiate, con non poca sorpresa, a Billy Budd, l'ultimo uomo che avrebbero
sospettato sia del presunto piano di ammutinamento addotto da Claggart, sia
dell'inconfutabile fatto commesso. Il primo ufficiale, presiedendo il processo
e volgendosi verso il prigioniero, disse: Il capitano Vere ha esposto i fatti.
Sono o non sono come afferma il capitano Vere?.
In risposta
giunsero sillabe non intralciate dal balbettio, come si sarebbe potuto
prevedere. Eccole: Il capitano Vere dice la verit. come dice il capitano
Vere, ma non come diceva il maestro d'armi. Ho mangiato il pane del Re e sono
fedele al Re.
Ti credo,
ragazzo mio, disse il testimone, mentre la voce esprimeva un'emozione repressa
da null'altro tradita.
Dio vi benedica
per questo, vostro onore!, disse Billy quasi sopraffatto, non senza
balbettare. Ma subito fu richiamato all'autocontrollo da un'altra domanda, alla
quale rispose con la stessa difficolt emotiva: No, non c'era ostilit fra
noi. Non ho mai provato ostilit verso il maestro d'armi. Mi dispiace che sia
morto. Non intendevo ucciderlo. Se fossi riuscito a usare la lingua, non lo
avrei colpito. Ma spudoratamente mi ha spiattellato in faccia vili menzogne
alla presenza del mio capitano; dovevo dire qualcosa e potevo dirlo soltanto
con un pugno. Dio mi aiuti!.
Nella
maniera leale, impulsiva di quell'uomo schietto i giudici videro confermato
quanto era implicito nelle parole che poco prima li avevano lasciati perplessi,
visto che venivano dal testimone della tragedia e prontamente seguivano la
smentita appassionata di intenzioni rivoltose da parte di Billy - le parole del
capitano Vere: Ti credo, ragazzo mio.
Gli fu
quindi chiesto se sapesse o sospettasse qualcosa che avesse il sentore di
un'incipiente irrequietezza (riferendosi all'ammutinamento, sebbene venisse
evitato il termine esplicito) serpeggiante in qualche settore dell'equipaggio.
Ci fu un
indugio nella risposta. La corte naturalmente l'attribu alla stessa difficolt
vocale, che aveva ritardato od ostacolato le precedenti risposte. Ma le cose
erano sostanzialmente diverse, in quanto la domanda aveva richiamato
all'improvviso il ricordo dell'incontro alle catene di prua con l'uomo della
guardia di poppa. Ma l'innata ripugnanza a svolgere un ruolo anche lontanamente
simile a quello dell'informatore ai danni di un compagno - lo stesso senso
errato di un onore rustico che gli aveva impedito di riferire la cosa a suo
tempo, sebbene fosse tenuto a farlo in quanto leale marinaio di una nave da
guerra, e l'omissione, qualora ne fosse stato accusato e fosse stata
dimostrata, lo esponesse all'estrema condanna, tutto questo, insieme alla cieca
sensazione che non si fosse complottato niente, prevalse in lui. Quando venne,
la risposta fu negativa.
Ancora una
domanda, disse il capitano della fanteria di marina, che prendeva per la prima
volta la parola con fervore sconcertato. Tu affermi che quanto il maestro
d'armi ha detto contro di te era una menzogna. Perch avrebbe mentito - mentito
con tanta perfidia - se fra voi non c'era ostilit?.
A questa
domanda, che senza volere toccava una sfera spirituale del tutto oscura ai suoi
pensieri, Billy, sgomento, rivel una confusione che, come facile immaginare,
alcuni osservatori avrebbero interpretato alla stregua dell'involontaria
ammissione di una colpa segreta. Fece tuttavia lo sforzo per rispondere, ma
all'improvviso abbandon il vano tentativo, rivolgendo nello stesso tempo
un'occhiata implorante al capitano Vere, quasi lo considerasse il suo migliore
amico e sostenitore. Capitan Vere, rimasto seduto per un po', si alz in piedi,
rivolgendosi all'interrogatore. La domanda che rivolgete abbastanza
naturale. Ma come pu rispondervi in modo soddisfacente? Chi potrebbe darvela
se non l'uomo che giace l dentro?, e indic la cabina dove si trovava il
cadavere. Ma l'uomo che giace l dentro non si presenter al nostro appello.
In realt il punto che sollevate non mi sembra determinante. A prescindere dai
motivi, qualsiasi essi siano, che hanno ispirato il maestro d'armi, e senza
prendere in considerazione la provocazione che ha fatto scattare il pugno, una
corte marziale deve necessariamente, in questo caso, limitarsi alla conseguenza
dell'aggressione, la quale conseguenza va giustamente ed esclusivamente considerata
come l'atto dell'aggressore.
Queste
parole, la cui portata molto probabilmente sfugg a Billy, lo indussero
tuttavia a volgere sull'oratore uno sguardo trepidante e interrogativo, uno
sguardo simile, nella sua muta espressivit, a quello che volge al padrone un
cane di gran razza alla ricerca, in quel volto, della delucidazione di un
precedente gesto ambiguo alla propria intelligenza canina. Le parole non furono
prive di intenso effetto sui tre ufficiali, soprattutto sul soldato. Parve loro
che, nascosto in quel discorso, ci fosse un significato inatteso, che implicava
un pregiudizio in chi parlava. Contribu ad accentuare un turbamento gi
abbastanza tangibile.
Il soldato
riprese la parola con perplessit allusiva, rivolgendosi nello stesso tempo ai
suoi colleghi e al capitano Vere: Non c' nessuno, nessuno dell'equipaggio,
voglio dire, in grado di gettare un po' di luce, se possibile, sugli aspetti
misteriosi di questa faccenda?
espresso
in modo meditato, disse il capitano Vere. Vedo dove volete andare a parare.
S, c' un mistero, ma, per usare una frase della Scrittura, il mistero
dell'iniquit, un argomento da sottoporre ai teologi psicologi. Ma che c'entra
una corte marziale? Senza aggiungere che nessuna indagine possibile per il
silenzio eterno di... quello... laggi, e indic di nuovo l'obitorio. Il
gesto del prigioniero... di questo soltanto dobbiamo occuparci.
A queste
parole, soprattutto a quelle ribadite alla fine, il soldato, non sapendo
rispondere in modo adeguato, si astenne tristemente dal dire altro. Il primo
ufficiale, che all'inizio si era posto - cosa naturale - a presiedere il
processo, ora istruito da un'occhiata del capitano Vere, un'occhiata
irrefutabile e pi efficace delle parole, riprese la sua funzione regolamentatrice.
Rivolto al prigioniero, Budd, disse in tono incerto, Budd, se hai altro da
dire in tua difesa, parla ora.
A queste
parole il marinaio gett un'altra rapida occhiata al capitano Vere, quindi,
quasi cogliesse un suggerimento sul suo volto, un suggerimento di conferma del
proprio istinto che in quel momento il silenzio era la cosa migliore, rispose
all'ufficiale: Ho detto tutto, signore.
Il soldato
di marina - lo stesso rimasto di sentinella fuori della porta della cabina,
quando vi era entrato il gabbiere seguito dal maestro d'armi - che durante il
procedimento giudiziario era stato accanto al marinaio, ricevette ora l'ordine
di riportarlo nella cabina di poppa, assegnata in origine al prigioniero e alla
sua guardia. Come i due sparirono alla vista, i tre ufficiali, quasi si
sentissero in parte liberati da un'intima costrizione legata alla semplice
presenza di Billy, fremettero tutti insieme sulla sedia. Si scambiarono
occhiate dubbiose e sconcertate, rendendosi conto che decidere dovevano e senza
troppo indugio. Quanto al capitano Vere, rimase per qualche tempo -
inconsapevolmente voltando loro la schiena, all'apparenza in uno dei suoi
momenti di assorta lontananza - con lo sguardo fisso fuori del portello a
ghigliottina a sopravvento, sulla distesa uniforme del mare al crepuscolo. Ma
il prolungato silenzio della corte, rotto a momenti soltanto da brevi scambi a
voce bassa e fervida, serv a scuoterlo e a rinvigorirlo. Volgendosi, prese a
percorrere avanti e indietro, per traverso, la cabina e, al ritorno, saliva
sopravvento il ponte, obliquo per il rollio della nave, simboleggiando cos
inconsapevolmente un animo risoluto a sormontare difficolt anche contro i
primitivi istinti forti come il vento e il mare. Ben presto si ferm davanti ai
tre. Dopo aver scrutato i loro volti, rimase immobile simile non tanto a chi
raccoglie i propri pensieri per dar loro voce, quanto a chi riflette su come
presentarli a uomini bene intenzionati, ma non maturi intellettualmente, uomini
ai quali era necessario dimostrare certi principi che per lui erano dogmi. Tale
insofferenza a parlare forse una delle ragioni che sgomentano certi animi dal
rivolgersi a un'assemblea popolare.
Quando
prese la parola, qualcosa, nella sostanza di quanto disse e nel modo in cui lo
disse, rivel l'influenza di studi solitari che avevano modificato e temprato
la preparazione pratica di una carriera attiva. Questo, insieme alla sua
fraseologia, qua e l lasciava trapelare su quali basi si fondasse l'accusa di
pedanteria rivoltagli pubblicamente da certi uomini di mare di indole
squisitamente pratica, capitani pronti tuttavia ad ammettere con franchezza che
la marina di Sua Maest non poteva contare su ufficiali di pari grado pi
efficienti dello stellato Vere.
Quello che
disse suonava press'a poco cos: Fino a questo momento sono stato un
testimone, poco pi; e non penserei ora di assumere un tono diverso, quello del
vostro coadiutore per il momento, se non percepissi in voi - e per giunta nel
punto critico - un'esitazione sgomenta che deriva, non ne dubito, dal conflitto
fra il dovere militare e lo scrupolo morale, scrupolo ravvivato dalla piet.
Quanto alla piet come non posso condividerla? Ma, memore dei doveri supremi,
io lotto contro gli scrupoli che tendono a svigorire il verdetto. Non mi
nascondo, signori, che si tratta di un caso eccezionale. Dal punto di vista
speculativo meriterebbe di essere deferito a una giuria di casisti. Ma per noi
che siamo qui non come casisti o moralisti, un caso pratico che va trattato
in modo pratico in conformit alla legge marziale.
Ma i
vostri scrupoli: brancolano quasi fossero immersi nell'ombra? Sfidateli. Fateli
venire alla ribalta a mostrarsi. Su! Ecco forse il loro significato implicito:
se, dimentichi delle circostanze attenuanti, noi siamo tenuti a considerare la
morte del maestro d'armi come atto del prigioniero, allora tale atto
costituisce un delitto capitale per il quale la condanna la morte. Ma, in
base alla giustizia naturale, non c' altro da considerare se non l'atto esecutivo
del prigioniero? Come possiamo condannare a una morte vergognosa e sommaria una
creatura innocente davanti a Dio e che noi tale sentiamo? esposto in modo
corretto? Assentite con tristezza. S, anch'io lo sento, ne sento tutta la
forza. la natura. Ma queste stellette che portiamo attestano la nostra lealt
alla natura? No, al Re. Sebbene sia l'oceano l'inviolata natura primigenia,
l'elemento nel quale ci muoviamo e viviamo in quanto marinai, tuttavia, in
quanto ufficiali del Re, il nostro dovere si attesta in una sfera altrettanto
naturale? cos poco vero che, nel ricevere i gradi, noi non siamo pi stati,
per molti versi fondamentali, liberi agenti naturali. Quando si dichiara
guerra, noi, delegati a combatterla, veniamo forse consultati prima? Combattiamo
quando ce lo ordinano. Ed una pura coincidenza se il nostro giudizio approva
la guerra. Lo stesso vale in altri campi. Lo stesso vale adesso. Supponiamo che
una condanna concluda il presente procedimento. Saremmo noi a condannare,
oppure la legge marziale che opera per vostro tramite? Della legge e del suo
rigore non siamo noi i responsabili. Il nostro giuramento di responsabilit
questo: per quanto la legge possa operare con inesorabilit in certi casi, noi
l'osserviamo e l'applichiamo.
Ma la
natura eccezionale di questo caso vi stringe il cuore in petto. Anche il mio
cos stretto. Ma non lasciamo che il cuore caldo tradisca la mente che deve
restare fredda. A terra, in un processo penale, il giudice onesto si lascer
abbordare da una tenera parente dell'imputato, che cerchi di commuoverlo con
suppliche lacrimevoli? Ebbene, il cuore, talvolta il lato femmineo dell'uomo,
qui come quella donna pietosa e, per quanto sia arduo, necessario
escluderlo.
Tacque
studiandoli intensamente per un momento, quindi riprese.
Ma
qualcosa sul vostro volto sembra ribattere che non soltanto il cuore turbato
dentro di voi, ma anche la coscienza, la coscienza individuale di ciascuno. Ma
ditemi se, nella nostra posizione, la coscienza individuale non debba cedere a
quella imperiale formulata nel codice, in conformit al quale soltanto noi
procediamo.
A questo
punto i tre uomini si mossero sulla sedia, non tanto convinti quanto agitati
dal filo di una argomentazione che accentuava lo spontaneo conflitto interiore.
Percependolo,
l'oratore fece una breve pausa, quindi, mutando bruscamente di tono, prosegu.
Per
rimetterci un po' in rotta, ricorriamo ai fatti. In tempo di guerra, allargo,
un marinaio di una nave da guerra colpisce il suo superiore di grado, e il
colpo lo uccide. A prescindere dalle conseguenze, il colpo di per se stesso,
in base agli Articoli di Guerra, un delitto che comporta la condanna capitale.
Inoltre....
S,
signore, proruppe turbato l'ufficiale della fanteria di marina, in un certo
senso lo stato. Ma certamente Budd non si proponeva n l'ammutinamento n
l'omicidio.
No, di
sicuro, mio buon amico. E davanti a una corte meno arbitraria e pi
misericordiosa di una corte marziale, tale attenuante avrebbe grande rilevanza.
Alle Assise Supreme porter all'assoluzione. Ma qui? Noi procediamo in base
alla Legge sull'Ammutinamento. Nessun bambino assomiglia nei lineamenti al
genitore pi di quanto questa legge assomigli nello spirito a ci che l'ha
originata: la guerra. Al servizio di Sua Maest - su questa stessa nave - ci
sono inglesi costretti contro la loro volont a combattere per il Re. Contro la
loro coscienza, per quanto ne sappiamo. Se come esseri umani alcuni di noi
forse rispettano il loro atteggiamento, tuttavia, come ufficiali di marina, la
cosa ci riguarda? Ancora meno riguarda il nemico. Volentieri abbatterebbe con
lo stesso colpo di falce gli arruolati coatti e quelli volontari. E lo stesso
facciamo noi con i coscritti sulle navi nemiche, alcuni dei quali condividono
il nostro orrore per il Direttorio francese regicida. La guerra guarda soltanto
la facciata, l'apparenza. E la Legge sull'Ammutinamento, figlia della guerra,
ha preso dalla madre. L'intenzione o la mancanza di intenzione di Budd
irrilevante.
Ma mentre
non faccio che ripetermi, spinto da queste vostre ansie che non posso non
rispettare, mentre prolunghiamo in modo cos inconsueto un procedimento che
dovrebbe essere sommario, il nemico potrebbe essere avvistato e seguirne uno
scontro. Dobbiamo agire, e agire entro questa alternativa: condannare o
assolvere.
Non
possiamo dichiararlo colpevole ma mitigare la pena?, chiese l'ufficiale di
rotta, prendendo esitante la parola per la prima volta.
Signori,
se anche ci fosse chiaramente legittimo da parte nostra, date le circostanze,
considerate le conseguenze di tale clemenza. Gli uomini (riferendosi
all'equipaggio della nave), hanno un istinto innato; quasi tutti conoscono
bene le nostre consuetudini marinare e tradizioni: come la prenderebbero? Se
anche poteste fornire loro delle spiegazioni - e ce lo vieta la nostra
posizione ufficiale - questi, a lungo plasmati da una disciplina arbitraria,
non hanno quella rispondenza intelligente che potrebbe portarli a comprendere e
distinguere. No, agli uomini il gesto del gabbiere, a prescindere dal termine
usato nel comunicato, rimarr un puro e semplice omicidio commesso in un
flagrante atto di ammutinamento. Quale condanna debba seguirne, questo lo
sanno. Per non cos. Perch? rimugineranno. Sapete come sono i marinai. Non penseranno
alla recente rivolta del Nore? S. Sanno che l'allarme fondato... conoscono
il panico che si diffuse in tutta l'Inghilterra. La vostra sentenza clemente la
considererebbero pusillanime. Penserebbero che indietreggiamo, che abbiamo
paura di loro - paura di mettere in atto un legittimo rigore particolarmente
richiesto in questa circostanza, per tema che scateni nuovi disordini. Che
vergogna per noi questa loro congettura e quanto funesta per la disciplina!
Vedete dunque dove, indotto dal dovere e dalla legge, io punti con decisione.
Ma vi supplico, amici, non abbiatene a male. Per questo sfortunato ragazzo provo
i vostri stessi sentimenti. Ma se egli conoscesse i nostri cuori, avrebbe
addirittura uno slancio solidale per noi costretti dal dovere militare a un
dovere cos gravoso: lo ritengo uomo di natura tanto generosa.
Detto
questo, attraversato il ponte, riprese il suo posto vicino al portello a
ghigliottina, lasciando tacitamente che i tre giungessero a una conclusione.
Sul lato opposto della cabina sedevano i giudici sgomenti. Subalterni fedeli,
semplici e pratici, sebbene in fondo dissentissero in alcuni punti prospettati
dal capitano, non avevano la capacit, neppure quasi la disposizione, di
contraddire un uomo che sentivano serio, un uomo superiore a loro per
intelletto pi ancora che per grado. Ma non improbabile che perfino quelle
parole, pur non lasciandoli indifferenti, li avessero colpiti meno del suo
appello finale al loro istinto di ufficiali, un richiamo che delineava le
possibili conseguenze pratiche sulla disciplina - vista l'irrequietezza della
flotta a quei tempi - se si fosse permesso che l'uccisione violenta in
navigazione di un superiore in grado di una nave da guerra passasse per
qualcosa di diverso da un delitto capitale da punire con l'immediata esecuzione
della pena.
Non
improbabile che si trovassero pi o meno in uno stato di turbamento affine a
quello che nell'anno 1842 spinse il comandante del brigantino degli Stati Uniti
Somers a
decidere, in base ai cosiddetti Articoli di Guerra, ispirati alla Legge
sull'Ammutinamento dell'Inghilterra, la condanna a morte, mentre erano al largo,
di un guardiamarina e due marinai, in quanto ammutinati che progettavano di
impossessarsi del brigantino. Una sentenza eseguita, sebbene si fosse in tempo
di pace e a pochi giorni di navigazione dalla patria. Un atto convalidato da
una commissione d'inchiesta successivamente convocata a terra. storia qui
citata senza commenti. Vero, le circostanze a bordo del Somers erano diverse da quelle a bordo
della Bellipotent. Ma l'urgenza sentita, fondata o meno, era quasi la stessa.
Dice uno
scrittore che pochi conoscono: Quarant'anni dopo una battaglia facile per
chi non vi ha partecipato ragionare su come si sarebbe dovuto combatterla.
tutt'altra cosa dover dirigere il combattimento di persona e sotto il fuoco,
mentre si avvolti nel fumo scuro. Lo stesso vale, quando imperativo agire
con prontezza, per altre situazioni di emergenza che comportano considerazioni
pratiche e morali. Pi la nebbia fitta, maggiore il pericolo per il
piroscafo, e solo a rischio di investire qualcuno si raggiunge la velocit.
Poco sanno delle responsabilit dell'uomo insonne sulla plancia i tranquilli
giocatori di carte nella cabina.
In breve
Billy Budd, formalmente riconosciuto colpevole, fu condannato a essere
impiccato al pennone durante il primo turno di guardia del mattino. Era notte,
altrimenti, come consuetudine in tali casi, la sentenza sarebbe stata
eseguita immediatamente. In tempo di guerra, sul campo di battaglia o sul ponte
di una nave, la condanna a morte pronunciata da una corte marziale - sul campo
di battaglia la pronuncia a volte soltanto un cenno di assenso del generale -
segue la dichiarazione di colpevolezza senza indugi, senza appello.
XXII
Fu il
capitano Vere che di propria iniziativa comunic al prigioniero il verdetto
della corte, recandosi a tale scopo nella cabina dove era rinchiuso e chiedendo
alla guardia di ritirarsi per il momento.
Al di l
della comunicazione della sentenza non si seppe mai quanto era avvenuto durante
il colloquio. Ma, tenuto conto del carattere dei due uomini che per un breve
periodo rimasero chiusi in quella cabina - entrambi intimamente partecipi di
rare qualit della nostra natura, cos rare invero da essere inconcepibili per
una mente mediocre, pur istruita - si possono azzardare alcune congetture.
Sarebbe
stato in armonia con l'indole del capitano Vere, se in quell'occasione non
avesse nascosto nulla al condannato - se invero gli avesse con franchezza
rivelato la parte da lui stesso avuta nel determinare quella decisione,
mettendo in luce nello stesso tempo i motivi che lo avevano spinto. Da parte di
Billy non improbabile che la confessione sia stata accolta, pi o meno, con
lo stesso spirito di quello che l'aveva suggerita. Non senza una sorta di
gioia, invero, forse si compiacque dell'alta opinione che il capitano doveva
avere di lui, implicita nel fatto che gli si era confidato. E quanto alla
sentenza in s, non sarebbe potuto restare insensibile al fatto che gli veniva
comunicata come a chi non teme di morire. Forse ci fu di pi. Forse alla fine
il capitano Vere espresse la passione a volte nascosta sotto un aspetto stoico
o indifferente. Aveva abbastanza anni per essere il padre di Billy. L'austero
militare rigoroso nell'osservanza del dovere militare, abbandonandosi a quanto
resta di primordiale nella nostra umanit costretta dalle forme, forse alla
fine strinse Billy al petto, come forse Abramo strinse il giovane Isacco sul
punto di sacrificarlo senza esitazione, in ottemperanza al duro comando. Ma non
possibile dire quale sacramento venga celebrato - di rado, forse mai,
rivelato al mondo fatuo - quando, in circostanze simili a quelle che qui si
cercato di esporre, si abbracciano due animi del pi nobile ordine della
natura. C' un'esigenza di discrezione in quel momento che chi sopravvive non
pu violare; e il sacro oblio, che segue sempre alla divina magnanimit, alla
fine si stende su tutto.
Il primo a
incontrare il capitano Vere nell'atto di uscire dalla cabina fu il primo
tenente. Il volto, che in quel momento esprimeva l'angoscia del forte, fu una
rivelazione sconvolgente per quell'ufficiale, che pure era un uomo di
cinquant'anni. Che il condannato soffrisse meno di colui che era stato il
principale artefice di quella condanna apparve chiaramente dimostrato
dall'esclamazione del primo nella scena che tra poco sar necessario
descrivere.
XXIII
La
narrazione adeguata di una serie di eventi che si susseguono incalzanti in un
breve lasso di tempo rischia di prendere un tempo meno breve, soprattutto se
una spiegazione e un commento qui e l sembrano essere i requisiti necessari a
una migliore comprensione degli eventi stessi. Fra l'entrata nella cabina di
colui che non vi usc pi vivo e di colui che vi usc, s, ma condannato a
morire, tra questo e il colloquio segreto era trascorsa meno di un'ora e mezzo.
Era tuttavia un intervallo abbastanza lungo da suscitare congetture fra non
pochi uomini dell'equipaggio della nave su quanto trattenere il maestro d'armi
e il marinaio, perch la voce che entrambi erano stati visti entrare e nessuno
dei due uscire, questa voce si era diffusa sul ponte di batteria e sulle coffe.
Gli uomini di una grande nave da guerra sono, da questo punto di vista, non
diversi dagli abitanti di un villaggio, che prendono nota minuziosa di ogni
movimento o mancato movimento. Quando, perci, con un cielo per nulla
tempestoso, tutti gli uomini vennero raccolti in coperta durante il secondo
turno di guardia, un appello insolito a quell'ora e in quelle circostanze,
l'equipaggio non era del tutto impreparato a un annuncio straordinario, un
annuncio che fosse inoltre collegato con la protratta assenza dei due uomini
dai loro posti abituali.
Il mare era
piuttosto tranquillo in quel momento; la luna, sorta da poco e quasi piena,
inargentava il biancore del ponte di coperta l dove il chiarore non era
macchiato dalle nitide ombre orizzontali gettate dalle attrezzature e dagli
uomini in movimento. Sui due lati del ponte di comando venne schierata la
guardia armata della fanteria di marina, e il capitano Vere, dritto al suo
posto, circondato da tutti gli ufficiali del quadrato, si rivolse ai suoi
uomini. Nel fare ci, si condusse n pi n meno come si addiceva alla sua
suprema posizione a bordo della nave. Con parole chiare e concise espose loro
quanto era accaduto nella cabina: che il maestro d'armi era morto, che colui
che lo aveva ucciso era gi stato giudicato da una corte sommaria e condannato
a morte, che l'esecuzione avrebbe avuto luogo durante il primo turno di guardia
mattutino. Nel discorso non fu mai pronunciata la parola ammutinamento. Si astenne anche dal cogliere
l'occasione per esortare all'osservanza della disciplina, pensando forse che,
nella situazione attuale della marina, la conseguenza dell'averla violata
sarebbe stata di per s eloquente.
L'annuncio
del capitano giunse a un assembramento di marinai in piedi, muti, simili a una
congregazione di credenti nell'inferno, che ascolta, seduta, l'annuncio del
pastore su un testo calvinista.
Alla fine
tuttavia si lev un confuso mormorio. Prese a crescere. Quasi immediatamente,
allora, a un segnale, gli acuti fischi del nostromo e dei suoi secondi lo
perforarono e lo zittirono. Venne dato l'ordine di virare di bordo.
Il corpo di
Claggart fu consegnato ad alcuni sottufficiali della sua mensa perch lo
preparassero alla sepoltura. E qui per non intasare il seguito con elementi
marginali, si pu aggiungere che a un'ora opportuna il maestro d'armi fu
affidato al mare con tutte le onoranze funebri che si addicevano al suo grado.
In questa
procedura, come in tutti gli atti pubblici derivanti dalla tragedia, ci si
attenne rigorosamente alle usanze. E non sarebbe stato possibile deviarne in
nessun punto n per Claggart n per Billy Budd, senza suscitare riflessioni non
desiderabili nell'equipaggio, poich i marinai e in particolare quelli di una
nave da guerra sono, fra tutti gli uomini, i sostenitori pi accaniti della
consuetudine. Per analogo motivo, con il colloquio segreto gi citato, ebbero
fine i contatti fra il capitano Vere e il condannato, che veniva ora affidato
alle solite formalit preliminari alla fine. Il trasferimento sotto scorta
dagli alloggi del capitano fu effettuato senza insolite precauzioni - perlomeno
non erano evidenti. tacita regola su una nave da guerra non far sospettare
agli uomini - se possibile - che gli ufficiali temono qualche gesto inconsulto.
E quanto pi si teme qualche guaio, tanto pi gli ufficiali tengono per s
queste apprensioni, sebbene, senza ostentazione, si possa accentuare la
vigilanza. In questo caso la sentinella a guardia del prigioniero ricevette
ordini rigorosi di non lasciare che nessuno, tranne il cappellano, gli
parlasse. E per assicurare che cos fosse in modo assoluto, vennero prese certe
misure discrete.
XXIV
In una
settantaquattro del vecchio tipo il cosiddetto ponte superiore di batteria era
quello sotto il ponte di coperta il quale, pur non privo di armamenti, era in
gran parte esposto alle intemperie. Era, in generale, sgombro di amache a tutte
le ore della giornata; gli uomini dell'equipaggio, infatti, dondolavano nel
ponte inferiore e nel ponte delle cuccette. Quest'ultimo non era soltanto un
dormitorio, ma anche il posto dove erano stivati i sacchi dei marinai ed era
fiancheggiato sui due lati da grossi bauli e dispense mobili per le numerose
mense degli uomini.
A dritta
del ponte superiore di batteria della Bellipotent ecco Billy Budd, piantonato dalla
sentinella, prono, in ceppi, in una delle nicchie formate dai cannoni
regolarmente spaziati fra loro, che compongono le batterie sui due lati. Erano
tutti pezzi del pi grosso calibro all'epoca. Montati su pesanti affusti di
legno, erano fissati da ingombranti finimenti di funi e robusti paranchi
laterali per farli scorrere fuori. Cannoni e affusti, insieme con i lunghi
calcatoi e le pi corte aste per gli inneschi agganciate in alto con funi erano
- come consuetudine - dipinti di nero, e le pesanti imbracature di canapa,
incatramata nello stesso colore, indossavano la stessa livrea dei becchini. In
contrasto con la tonalit funerea dell'ambiente l'aspetto esteriore del
marinaio prono, con la casacca e i pantaloni di tela bianca, entrambi pi o
meno sporchi, era un vago barlume nel fioco chiarore della nicchia, simile a
una chiazza di neve scolorita, che all'inizio di aprile indugi sulla nera
imboccatura di una caverna montana. In realt indossa gi il sudario, ovvero le
vesti che avranno quella funzione. Sulla sua testa, rischiarandolo appena, due
lanterne da battaglia oscillano appese a due massicci bagli del ponte
sovrastante. Alimentate con l'olio provvisto dai fornitori militari (i cui
guadagni, onesti o no, sono in tutti i paesi un acconto sul raccolto della
morte), con le loro tremule chiazze di luce giallognola imbrattano il pallido
chiarore lunare, che quasi invano cerca di entrare attraverso i portelli
spalancati dai quali spuntano i cannoni coperti. Altre lanterne, a intervalli,
servono soltanto a rivelare un po' le nicchie pi oscure che, simili ai piccoli
confessionali e alle cappelle laterali di una cattedrale, si diramano
dall'ampia fuga della fioca navata fra le due batterie di quell'andana coperta.
Tale era il
ponte dove giaceva ora il Bel Marinaio. Attraverso il colorito roseo della sua
carnagione non poteva trapelare il pallore. Ci sarebbero voluti giorni di
isolamento dai venti e dal sole per cancellare quel colore. Ma sulla punta
degli zigomi, lo scheletro cominciava ad affiorare delicatamente sotto il
colorito caldo della pelle. In un cuore fervido e schivo certe brevi esperienze
divorano il tessuto umano, come in una stiva un fuoco segreto consuma una balla
di cotone.
Ma ora,
mentre giaceva fra due cannoni come stretto nella morsa del destino, l'agonia
di Billy, causata in gran parte dalla nuova esperienza del male - che si
incarna e opera in certi uomini - vissuta da un cuore giovane e generoso, la
tensione di quell'agonia si era placata. Non era sopravvissuta al contatto
salutare del colloquio segreto con il capitano Vere. Giaceva immobile quasi
fosse in stato di trance, con quell'aria adolescente gi notata, che gli
conferiva un'espressione simile al volto di un bimbo che dorme nella culla,
quando di notte il caldo bagliore dei tizzoni nella quiete della stanza scherza
sulle fossette, che a tratti si formano misteriosamente sulle guance, guizzando
e svanendo in silenzio. Di tanto in tanto, infatti, nel quieto torpore
dell'uomo in ceppi, una tranquilla luce serena, evocata da qualche vago ricordo
e sogno, si diffondeva sul suo volto e dileguava soltanto per riaffiorare
ancora.
Venne il cappellano
e lo trov cos. Non cogliendo segno che egli si fosse accorto della sua
presenza, rimase a osservarlo attento per un po', quindi scivolando di lato, si
ritrasse per il momento, consapevole che forse neppure lui, ministro di Cristo
ma stipendiato da Marte, aveva da elargire una consolazione che avrebbe potuto
tradursi in una pace superiore a quella sotto i suoi occhi. Ma ritorn durante
le ore piccole. E il prigioniero, ora vigile a quanto lo circondava, lo vide
avvicinarsi e con garbo, quasi con animo lieto, gli diede il benvenuto. Con
scarso risultato tuttavia, nel colloquio che segu, il buon uomo cerc di far
capire a Billy Budd la sacralit di dover morire e morire all'alba. Vero, Billy
stesso parlava della propria morte come di un fatto imminente, ma lo faceva un
po' come fanno i bambini che parlano della morte in modo generale, e fra gli
altri passatempi giocano al funerale con catafalco e persone in lutto.
Non che, al
pari dei bambini, Billy fosse incapace di concepire che cosa sia la morte. No,
ma era del tutto scevro dalla paura irrazionale della morte, una paura
prevalente nelle comunit altamente civili rispetto a quelle cosiddette barbare
che, sotto tutti i punti di vista, sono pi prossime alla natura intatta. E,
come detto altrove, Billy era un barbaro sostanzialmente - non meno, nonostante
gli abiti, dei suoi connazionali britannici prigionieri fatti marciare a Roma -
trofei viventi - nel trionfo di Germanico. Allo stesso modo, in epoca
successiva, riferendosi ad altri barbari, giovani probabilmente, scelti fra i
primi convertiti britannici al Cristianesimo, cosiddetti tali almeno, portati a
Roma (come oggi potrebbero essere condotti a Londra i convertiti di isole
minori sperdute nei mari), il papa del tempo, ammirandone la strana bellezza
della figura, cos diversa dallo stampo italiano - la carnagione chiara e
rosata, i riccioli biondi - esclam: Angli (intendendo inglesi, che il
termine moderno), Angli li chiamate? Forse perch somigliano tanto agli
angeli?. Se ci fosse accaduto in et pi tarda, si sarebbe pensato che il
papa avesse in mente i serafini di fra' Angelico, alcuni dei quali, intenti a
cogliere mele nel giardino delle Esperidi, hanno la carnagione delicatamente
rosata delle pi belle ragazze inglesi.
Se
inutilmente il buon cappellano cerc di infondere nel giovane barbaro idee di
morte affini a quelle evocate dal teschio, dalla meridiana e dalle ossa in
croce incise sulle vecchie lapidi, altrettanto vani furono in apparenza i suoi
sforzi per trasmettergli l'idea della salvezza e di un Salvatore. Billy
ascoltava, non tanto per timore panico o riverenza, quanto forse per una certa
cortesia naturale, considerando dentro di s, senza dubbio, tutti quei discorsi
alla stessa stregua in cui molti uomini di mare simili a lui prendono i
discorsi astratti e insoliti rispetto a quelli normali del loro mondo prosaico.
E questa maniera marinara di accogliere le dissertazioni clericali non del
tutto dissimile da come, tanto tempo fa, furono accolte le prime nozioni del
Cristianesimo nelle isole tropicali dai cosiddetti selvaggi superiori - un tahitiano, diciamo,
dell'epoca del capitano Cook o di poco posteriore. Per cortesia naturale
accettava, ma non se ne appropriava. Sembrava un dono posato sul palmo di una
mano tesa intorno al quale non si stringono le dita.
Ma il
cappellano della Bellipotent era un uomo discreto che aveva il buon senso del cuore
buono. Cos non insistette nella sua vocazione. Per volere del capitano Vere,
un tenente lo aveva informato di quasi tutto ci che riguardava Billy, e poich
sentiva che per presentarsi al Giudizio l'innocenza andava meglio della
religione, con riluttanza si ritir, non senza prima compiere, spinto
dall'emozione, un gesto abbastanza strano in un inglese, e ancora pi strano,
nelle attuali circostanze, in un prete regolare. Chinandosi su di lui, baci
sulla bella guancia il suo simile, un criminale secondo la legge marziale, un
uomo che, giunto al limitare della morte, egli si sentiva impotente a
convertire a un dogma, pur non temendo, nonostante ci, per il suo futuro.
Nessuna
meraviglia che, pur conoscendo la sostanziale innocenza del giovane marinaio,
il degno uomo non abbia alzato un dito per allontanare la condanna di quel
martire della disciplina marziale. Farlo non soltanto sarebbe stato vano quanto
invocare il deserto, ma sarebbe anche stata un'audace trasgressione dei limiti
della sua funzione, definita dalle leggi militari con la stessa precisione
delle funzioni del nostromo o di qualsiasi altro ufficiale. Per dirla schietta,
il cappellano il ministro del principe della pace che serve nell'esercito del
dio della guerra: Marte. In quanto tale, incongruo, come lo sarebbe un
moschetto sull'altare il giorno di Natale. Perch allora l? Perch
indirettamente serve lo scopo attestato dal cannone; perch inoltre sancisce
con la religione dei mansueti quanto in pratica abroga tutto ci che non sia
forza bruta.
XXV
La notte
cos luminosa sul ponte di coperta, ma ben diversa nei cavernosi ponti
inferiori, tanto simili ai cunicoli sovrapposti di una miniera di carbone - la
luminosa notte si dilegu. Ma come il profeta che, scomparendo in cielo sul suo
carro, gett il mantello a Eliseo, la notte nel ritirarsi cedette al giorno
nascente la sua pallida veste. Un chiarore mite e timido apparve a oriente ove
si stendeva un diafano vello di bianchi vapori striati. La luce a poco a poco
si intensific. All'improvviso risuonarono gli otto rintocchi; cui rispose da prua un solo colpo
forte e metallico. Erano le quattro del mattino. All'istante si sentirono i
fischietti d'argento che convocavano tutti gli uomini per assistere alla
punizione. Su, attraverso i grandi boccaporti bordati di rastrelliere di
pesanti proiettili, sciamarono gli uomini di guardia nei ponti inferiori,
disperdendosi con quelli gi sul ponte nello spazio fra l'albero di maestra e
l'albero di trinchetto, compreso quello occupato dalla capace lancia e dai neri
boma accatastati su entrambi i lati, facendo cos, barca e boma, un punto di
osservazione per i ragazzi della santabarbara e i marinai pi giovani. Un
diverso gruppo comprendente una guardia di gabbieri si sporgeva dal parapetto
di quel balcone sul mare, non piccolo in una nave da settantaquattro, guardando
gi sulla folla sottostante. Uomo o ragazzo, nessuno parlava se non
sussurrando, e ben pochi aprivano bocca. Il capitano Vere - la figura centrale
fra gli ufficiali raccolti intorno a lui - stava ritto al margine del cassero
di poppa con lo sguardo davanti a s. Proprio sotto di lui sul ponte di comando
era schierata la fanteria di marina, in modo analogo a quando era stata
pronunciata la sentenza.
Nei tempi
andati, in mare, l'esecuzione per capestro di un marinaio militare avveniva
generalmente al pennone di trinchetto. In questo caso, per motivi speciali, fu
scelto il pennone di maestra. Sotto il braccio di questo pennone venne subito
condotto il prigioniero, assistito dal cappellano. Si not allora, e in seguito
fu fatto osservare, che in questa scena finale il brav'uomo diede mostra di non
svolgere affatto, o quasi, il suo compito per abitudine. Ci fu uno scambio, ma
l'autentico Vangelo non era tanto sulle sue labbra quanto nel suo aspetto e nel
modo in cui si rivolgeva al condannato. Gli estremi preparativi nei confronti
di quest'ultimo vennero rapidamente conclusi da due aiutanti del nostromo:
incombeva l'esecuzione. Billy era in piedi con il volto rivolto a poppa.
Nell'estremo momento le sue parole, le sue uniche parole, parole pronunciate in
modo assolutamente fluido, furono queste: Dio benedica il capitano Vere!.
Queste sillabe inattese che venivano da un uomo con l'infame cappio intorno al
collo - la benedizione di un uomo giudicato criminale, diretta a poppa verso i
palchi d'onore; queste sillabe pronunciate per giunta con il tono limpido e
melodioso di un uccello canterino nell'atto di spiccare il volo da un
ramoscello - ebbero un effetto straordinario, accentuato dalla rara bellezza
fisica del marinaio, spiritualizzata ora dalle recenti esperienze cos
amaramente profonde.
Senza
volere, per cos dire, come se davvero l'equipaggio della nave non fosse che il
veicolo di una corrente elettrica vocale, a una sola voce dal basso e dall'alto
risuon l'eco partecipe: Dio benedica il capitano Vere!. Eppure in
quell'istante soltanto Billy doveva essere nei loro cuori, come lo era nei loro
occhi.
A quelle
parole e all'eco spontanea che le rimand in un rimbombo, il capitano Vere -
chiss se per stoico autocontrollo o per una momentanea paralisi prodotta dalla
tensione emotiva - rimase rigidamente eretto come un moschetto nella
rastrelliera dell'armaiolo.
La chiglia,
risalendo piano dal regolare rollio sottovento, si stava riequilibrando, quando
venne dato l'ultimo, tacito segnale concordato in precedenza. Nello stesso
istante accadde che il vello di vapori che indugiava basso a oriente fosse
trafitto da una luce morbida e gloriosa come il vello dell'Agnello di Dio
contemplato in una visione mistica, e in quell'attimo, fissato dalla massa
fitta dei visi rivolti in alto Billy ascese e, ascendendo, colse tutta la luce rosea
dell'alba.
Nella
figura legata, giunta all'estremit del pennone, con sorpresa di tutti non si
vide un solo movimento, nessuno tranne quello creato dal rollio della chiglia,
lento quando il tempo sereno e cos solenne in una grande nave poderosamente
armata.
XXVI
Quando,
alcuni giorni dopo, in relazione alla singolarit appena ricordata, il
commissario di bordo - un uomo piuttosto rubizzo e rotondo, pi preciso come
contabile che profondo come filosofo, seduto a mensa disse al chirurgo: Quale
testimonianza del potere riposto nella forza di volont!, quest'ultimo, un
personaggio saturnino, sparuto e alto, in cui una discreta causticit si
accompagnava a maniere pi cortesi che cordiali, rispose: Con vostra licenza,
signor commissario. In un'impiccagione scientificamente condotta - e per ordine
speciale io stesso ho indicato come effettuare quella di Billy - ogni movimento
del corpo, successivo alla sospensione completa, sta a indicare uno spasmo
meccanico nel sistema muscolare. Perci l'assenza di tali movimenti non
attribuibile alla forza di volont, come la chiamate voi, pi di quanto non lo
sia alla forza dei cavalli a vapore, se mi consentite.
Ma questo
spasmo muscolare di cui parlate non pi o meno invariabile in questi casi?
Certamente,
signor commissario.
Come
allora, mio caro signore, spiegate quest'assenza nel caso in questione?
Signor
commissario, chiaro che la vostra percezione della singolarit del caso non
pari alla mia. Voi ne date una spiegazione in termini di forza di volont, come
la chiamate - un termine che non ancora entrato a far parte del linguaggio
della scienza. Quanto a me, in base alle mie attuali conoscenze, non pretendo
di spiegarla affatto. Se anche partissimo dall'ipotesi che al primo contatto
con la drizza il cuore di Budd, teso per la straordinaria emozione giunta al
culmine, si sia fermato di colpo, proprio come un orologio quando caricandolo
sbadatamente lo forzate alla fine, spezzandone cos la molla, anche in tale
ipotesi, come si spiega il fenomeno che seguito?
Ammettete
allora che l'assenza del movimento spasmodico sia stata eccezionale?
stata
eccezionale, signor commissario, nel senso che si trattato di un fenomeno di
cui non possibile individuare subito la causa.
Ma ditemi,
caro signore, continu l'altro con ostinazione, la morte dell'uomo fu causata
dal capestro, oppure si tratt di una specie di eutanasia?
Eutanasia,
signor
commissario, un po' come la sua forza di volont: dubito della sua autenticit come
termine scientifico, se mi scusate di nuovo. insieme fantasioso e
metafisico... greco in una parola. Ma, continu cambiando improvvisamente
tono, c' in infermeria un caso che non voglio lasciare ai miei assistenti.
Vogliate scusarmi, vi prego. E alzandosi dal tavolo si ritir con tutte le
formalit di rito.
XXVII
Il silenzio
che cadde nel momento dell'esecuzione e che si prolung per qualche attimo, un
silenzio acuito dal regolare sciabordio del mare contro la chiglia o dal
fremito di una vela - gli occhi del timoniere erano infatti distratti - questo
silenzio cos acuito fu a poco a poco disturbato da un suono che non facile
rendere a parole. Chiunque abbia sentito l'ondata di piena di un torrente
gonfiato dagli acquazzoni scroscianti sulle montagne tropicali, acquazzoni che
non toccano la pianura, chiunque abbia sentito il primo mormorio sommesso del
suo precipitare attraverso boschi scoscesi, pu farsi un'idea del suono che ora
si percepiva. Il mormorio indistinto faceva pensare che giungesse da una forza
remota, mentre veniva da vicino, dagli uomini ammassati in coperta. Era un
brontolio inarticolato, ambiguo, che sembrava indicare un qualche mutamento
capriccioso dei pensieri e dei sentimenti, simile a quello delle folle a terra,
e nel caso presente forse sottintendeva un'astiosa revoca da parte degli uomini
dell'eco alla benedizione di Billy, involontariamente scaturita da loro. Ma
prima che avesse il tempo di ingrossarsi diventando un clamore, il brontolio si
scontr con un ordine strategico, tanto pi efficace quanto pi fu brusco e
inaspettato: Chiamate gi la guardia di dritta, nostromo; badate a che se ne
vadano.
Striduli
come il grido del gabbiano, i fischietti d'argento del nostromo e dei suoi
aiutanti perforarono quel brontolio basso e sinistro, dissipandolo, e, cedendo
al meccanismo della disciplina, la calca si assottigli alla met. Quanto agli
altri, la maggior parte venne assegnata a occupazioni temporanee come
l'orientamento dei pennoni e cos via, compiti facili da trovare per ogni
ufficiale di coperta, quando serve.
Ora ogni
atto che segue una sentenza capitale pronunciata in mare da una corte marziale
caratterizzato da una prontezza che non diventa percettibilmente concitazione,
pur rasentandola. L'amaca - il letto di Billy da vivo - era gi stata zavorrata
con proiettili e preparata per fare da bara di tela; vennero portati a termine
in fretta gli ultimi compiti dei becchini, gli aiutanti del velaio. Quando
tutto fu pronto, risuon una seconda chiamata per gli uomini, resa necessaria
dal movimento strategico sopra ricordato, per assistere ora alle esequie.
Non occorre
dare i particolari di questa formalit conclusiva. Ma quando la tavola
inclinata fece scivolare in mare il suo carico, si sent un secondo strano
mormorio umano, mescolato ora a un altro suono, quello inarticolato emesso dai
grandi uccelli marini che; attratti dall'inusitato turbinio delle acque
prodotto dal pesante tuffo obliquo dell'amaca gettata in mare, volarono
stridendo verso quel punto. Giunsero cos prossimi alla chiglia che erano
percepibili lo stridio o lo scricchiolio ossuto delle ali scarne a doppia
giuntura. Quando la nave spinta da venti leggeri pass oltre, lasciandosi a
poppa il luogo delle esequie, continuarono a roteare bassi con l'ombra mobile
delle ali spiegate e il gracchiante requiem delle loro strida.
Per marinai
superstiziosi come erano quelli dell'epoca precedente la nostra, marinai, per
giunta, di una nave da guerra che avevano appena visto il prodigio
dell'immobilit nella figura sospesa nell'aria, ora sprofondante negli abissi,
per tali uomini il comportamento degli uccelli marini, sebbene dettato
esclusivamente dall'avidit animale per la preda, era greve di significati
nient'affatto prosaici. Serpeggi fra loro un movimento incerto e non mancarono
gli abusi. Furono tollerati soltanto per un istante. All'improvviso infatti il
tamburo rimbomb richiamandoli ai loro posti, e il suono familiare, che si
sentiva almeno due volte al giorno, conteneva in quella occasione un che di
perentorio. L'autentica disciplina marziale protratta a lungo induce nell'uomo
comune una specie di impulso che, alla parola ufficiale del comando, agisce con
una prontezza simile a una reazione istintuale.
Il rombo
del tamburo dissolse la moltitudine, distribuendo quasi tutti gli uomini lungo
le batterie dei due ponti coperti. L, come di consuetudine, i cannonieri,
eretti e in silenzio, si posero accanto ai rispettivi cannoni. A tempo debito
il primo ufficiale, ritto, con la spada sotto il braccio, al suo posto sul
cassero, ricevette formalmente uno dopo l'altro i rapporti dei tenenti pure
armati di spada, che comandavano le sezioni delle batterie sottostanti, e,
ricevuto l'ultimo rapporto, consegn il rapporto riassuntivo al comandante con
il saluto di rito. Per tutto questo ci voleva tempo, e questo era, nell'attuale
circostanza, lo scopo di chiamare gli uomini ai loro posti un'ora prima del
solito. Che tale deviazione dalla consuetudine venisse autorizzata da un ufficiale
come il capitano Vere, un pugno di ferro quanto a disciplina come lo
consideravano tutti, dimostrava la necessit di un intervento insolito, imposto
dall'umore che in quel momento a suo avviso avevano i marinai. Con gli
uomini, era solito dire, le forme, le forme ritmate sono tutto. E questo il
significato implicito della leggenda di Orfeo, che con la sua lira incanta i
selvaggi abitatori della foresta. Un paragone che una volta aveva applicato al
sovvertimento delle forme in corso al di l della Manica e alle conseguenze che
ne erano scaturite.
Dopo
l'insolito richiamo ai propri posti, tutto procedette come nell'orario
regolare. Sul cassero la banda suon, un'aria sacra, dopo di che il cappellano
uffici il consueto servizio mattutino. Ci fatto, il tamburo diede il segnale
della ritirata, e al ritmo della musica e dei riti religiosi funzionali alla
disciplina e agli scopi della guerra, gli uomini nella consueta maniera
ordinata si dispersero verso i luoghi loro assegnati, quando non erano ai cannoni.
Era pieno
giorno ormai. Il vello di vapori bassi si era dileguato, assorbito dal sole che
prima lo aveva illuminato in tutta la sua gloria. E l'aria circostante, nitida
nella sua limpidezza, era come un liscio marmo candido nel blocco levigato, non
ancora rimosso dal cortile del marmista.
XXVIII
Non
facile ottenere in una narrazione, nella sua essenza collegata meno alla
fantasia che ai fatti, la simmetria formale raggiungibile nella finzione pura.
La verit raccontata senza ammiccamenti ha sempre certe asprezze di contorno;
ne consegue che la conclusione di una storia del genere non sar rifinita come
potrebbe esserlo un pinnacolo architettonico.
stato
fedelmente narrato quello che accadde al Bel Marinaio nell'anno del grande
ammutinamento. Ma sebbene la storia finisca propriamente con la sua vita, non
sar fuori luogo una specie di epilogo. Basteranno tre capitoletti.
Sotto il
Direttorio, quando si ribattezzarono tutte le navi che in origine formavano la
flotta della monarchia francese, la nave da battaglia St. Louis fu denominata Athe (l'Atea). Questo nome, al pari di altri
sostituiti nella flotta rivoluzionaria, mentre proclamava la profana audacia
degli uomini al potere, era tuttavia, pur senza averne l'intenzione, il nome
pi adatto, a ben considerare, mai dato a una nave da guerra; molto pi adatto,
anzi, di Devastation, Erebus (Inferno) e altri analoghi. Nel viaggio di ritorno per raggiungere
la flotta inglese, dopo la crociera distaccata durante la quale si erano
verificati gli avvenimenti narrati, la Bellipotent si imbatt nell'Athe. Ne segu un combattimento, nel
corso del quale il capitano Vere, nella manovra di accostare la sua nave a
quella nemica per mandare i suoi uomini all'abbordaggio oltre le murate, fu
colpito da una palla di moschetto proveniente da un portello della cabina
principale della nave nemica. Ferito gravemente, cadde sul ponte e venne
portato di sotto nella stessa infermeria ove giacevano gi altri uomini. A
prendere il comando fu l'ufficiale pi anziano. Sotto la sua guida la nave
nemica venne alla fine catturata e, pur molto danneggiata, si riusc a
portarla, con rara fortuna, a Gibilterra, un porto inglese non molto distante
dal teatro della battaglia. L, insieme agli altri feriti, venne sbarcato il
capitano Vere. Per qualche giorno si trascin, ma giunse la fine. Purtroppo fu
falciato troppo presto per il Nilo e Trafalgar. Lo spirito che, malgrado la sua
filosofica austerit, forse si era abbandonato alla pi segreta di tutte le
passioni, l'ambizione, non attinse mai la pienezza della fama.
Non molto
prima della morte, mentre giaceva sotto l'influenza di quella droga magica che,
lenitrice del fisico, opera in modo misterioso sull'elemento pi sottile
dell'uomo, lo si sent mormorare parole incomprensibili per il suo attendente:
Billy Budd, Billy Budd. Che non fossero queste le parole del rimorso parve
chiaro, da quanto disse l'attendente, all'ufficiale anziano della fanteria di
marina sulla Bellipotent, lui che, il pi riluttante alla condanna fra gli uomini
della corte marziale, sapeva fin troppo bene, sebbene lo tenesse per s, chi
fosse stato Billy Budd.
XXIX
Alcune
settimane dopo l'esecuzione, fra i vari temi trattati sotto il titolo Notizie
dal Mediterraneo, apparve
in una cronaca navale del tempo, una pubblicazione settimanale ufficiale, un
resoconto della vicenda. Non c' dubbio che fosse in gran parte scritto in
buona fede, sebbene il veicolo tramite il quale i fatti devono aver raggiunto
il cronista fosse costituito in parte da dicerie, atte a distorcerli e in parte
a falsificarli. Ecco il resoconto:
Il 10 del
mese scorso, a bordo della nave di Sua Maest Bellipotent, si verific un deplorevole
episodio. John Claggart, il maestro d'armi, scoprendo che in una sezione
inferiore dell'equipaggio covava un complotto e che il caporione era un certo
William Budd, egli - Claggart - nell'atto di accusare l'uomo al cospetto del
capitano, fu per vendetta pugnalato al cuore dal coltello di Budd, estratto
all'improvviso.
Il fatto e
l'arma usata sono prove bastanti che, sebbene arruolato sotto un nome inglese,
l'assassino non era inglese, bens uno di quegli stranieri che adottano cognomi
inglesi e che, per le attuali esigenze eccezionali di servizio, sono stati
immessi in numero considerevole nella marina.
L'enormit
del delitto e l'estrema malvagit del criminale appaiono ancora pi grandi, se
si considera il carattere della vittima, un uomo di mezza et, rispettabile e
discreto, appartenente a quella classe di ufficiali minori, i sottufficiali,
dai quali - e nessuno lo sa meglio dei signori ufficiali - dipende in cos
larga misura l'efficienza della flotta di Sua Maest. Il suo era un compito di
responsabilit, oneroso e insieme ingrato; la sua dedizione ancora pi grande
perch dettata da un forte slancio patriottico. In questo caso, come in molti
altri al giorno d'oggi, il carattere di quest'uomo sfortunato confuta in modo
esemplare, se mai fosse necessario confutarlo, quell'impertinente detto
attribuito al defunto dottor Johnson, che il patriottismo l'ultimo rifugio
delle canaglie.
Il
criminale ebbe la giusta punizione per il delitto. La prontezza della sanzione
si rivelata salutare. Non si temono disordini a bordo della Bellipotent.
Quanto sopra, apparso in una
pubblicazione ora da lungo tempo sorpassata e dimenticata, tutto ci che
rimane nelle cronache umane a testimoniare che uomini fossero rispettivamente
John Claggart e Billy Budd.
XXX
Ogni cosa
venerata per un certo tempo in marina. Tutti gli oggetti tangibili collegati
con qualche clamoroso episodio della sua storia diventano monumenti. Per alcuni
anni i marinai non persero di vista il pennone al quale era stato impiccato il
gabbiere. Continuarono a seguirne le tracce dalla nave all'arsenale e di nuovo
dall'arsenale alla nave, senza perderlo di vista neppure quando alla fine fu
ridotto a un semplice asse di cantiere. Per loro un frammento di quel pennone
equivaleva a un pezzetto della Croce. All'oscuro come erano delle circostanze
segrete della tragedia, pur convinti che, da un punto di vista militare, la
pena inflitta fosse inevitabile, sentivano istintivamente che Billy era il tipo
d'uomo incapace di ammutinamento e di omicidio premeditato. Ricordavano
l'immagine giovane e fresca del Bel Marinaio, quel volto mai sfigurato dal
sogghigno o da perfidi e vili ghiribizzi del cuore. Un'impressione, questa,
indubbiamente intensificata dal fatto che se ne era andato, e in certo modo
andato misteriosamente. Sui ponti di batteria della Bellipotent la considerazione generale per la
sua natura e per la sua inconsapevole semplicit trov alla fine rude
espressione per mezzo di un altro gabbiere, un uomo del suo stesso turno di
guardia, dotato, come lo sono a volte i marinai, di un istintivo temperamento poetico.
Quella mano
impeciata compose dei versi che, dopo essere circolati per qualche tempo fra le
ciurme, alla fine vennero rozzamente stampati a Portsmouth in forma di ballata.
Il titolo
fu quello dato dal marinaio.
BILLY IN
CEPPI
Bravo il
cappellano nella Baia Solitaria entr
e gi sulle
ginocchia cadde e preg
per quelli
come me, Billy Budd. Ma guarda: attraverso
il
portello, sghimbescio viene il chiar di luna terso!
Sfiora la
sciabola della guardia e inargenta questo angolino;
ma Billy
morir nell'ultimo giorno, al mattino.
A Molly di
Bristol diedi un orecchino:
domani cos
un gioiello sar alla corda tesa,
perla al
pennone appesa.
Oh,
sospenderanno me, non il verdetto.
Ahi, ahi,
tutto a posto, anch'io devo essere a posto,
di mattina
presto, da qui in basso sar eretto.
A stomaco
vuoto non son disposto,
Mi daranno
un boccone prima che vada,
un pezzo di
biscotto.
Sicuro, un
compagno mi dar la tazza di addio;
ma alla
ghinda e alla caviglia volgendo la testa da sotto,
chi mi
tirer su, non lo so io!
Niente
fischietto alle drizze. Ma non tutta una finta?
Un velo nei
miei occhi; sto sognando.
Un'accetta
al mio gherlino? Andr alla deriva?
Il tamburo
ruller per il grog e Billy non arriva?
Ma Donald
ha promesso di stare accanto alla bordatura;
cos gli
stringer la mano prima della sepoltura.
Ma, no! Mi
vien da pensare: la mia morte sar sicura.
Ricordo
quando and a fondo Taff il gallese,
E come
fiori in boccio erano le guance accese.
Me mi
legheranno alla cuccetta, in fondo finir,
Gi, gi,
dormendo sodo, come sogner!
Sento che
si fa avanti. Sentinella, sei l?
Allentami i
ceppi al polso qui,
rivoltami
bene!
Ho sonno e
le viscide alghe mi si attorcigliano intorno.
APPENDICE
L'anno di
grazia 1797, l'anno di questa storia, appartiene a un periodo che, come sanno
tutti gli studiosi, rappresent per la Cristianit una crisi, non superata
nella sua importanza, a quel tempo non valutabile, da nessun'altra documentata.
La promessa dello Spirito di quei Tempi annunciava che si sarebbe posto rimedio
ai soprusi atavici del Vecchio Mondo. In Francia questo fu in parte conseguito
con spargimento di sangue. Ma poi? La rivoluzione si trasform ben presto in
un'oppressione pi dispotica e tiranna dei monarchi. Sotto Napoleone, innalz
al trono reale uomini fattisi dal nulla e diede avvio a quella conflittualit
prolungata di guerre continue che conobbe lo spasimo finale a Waterloo. In
quegli anni neppure i saggi pi lungimiranti avrebbero potuto prevedere che
tutto sarebbe sfociato in una situazione chiaramente individuata per alcuni
pensatori: un'avanzata politica degli europei su tutta la linea.
Ora, come
suggerito altrove, fu qualcosa dello Spirito Rivoluzionario che a Spithead imbaldanz
l'equipaggio della nave da guerra a sollevarsi contro soprusi veri e inveterati
e poi al Nore ad avanzare richieste disordinate e aggressive, alle quali si
rispose con sicura efficacia soltanto quando furono impiccati i caporioni con
pubblica esecuzione, a monito e ammaestramento della flotta all'ancora. Eppure
in modo analogo a come aveva operato la Rivoluzione in generale, il Grande
Ammutinamento, pur ritenuto a quei tempi mostruoso dagli inglesi, costitu la
prima spinta latente a importantissime riforme nella marina britannica.