Cfr. lettera a Emilip Anzoletti del 17 settembre 1914: «In questi giorni ho scritto a Bologna e ho chiesto un anno di permesso; non so ancora se andrò in America — tutto è incerto. Questa guerra è per me una vera tragedia. Bisognerebbe avere quindici anni, ora, oppure settanta, ma non cinquanta, quanti ne ho io tra poco; è come amputare a uno due gambe sane senza narcosi. Se l'Italia ne rimane fuori, dovrà assumersi una grande responsabilità culturale: compiere, cioè, tutto quello che gli altri paesi saranno costretti a trascurare durante i prossimi dieci anni.»