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di GIAN FRANCESCO MALIPIERO (1882-1973)
Martina Winter, Markus Mueller, Gro Bente Kjellevold, Bernd Valentin, Burkhard Ulrich, Joerg Sabrowski
Commento:
“Nell’interpretazione immaginativa dei Balli di Sfessania di Callot
incontrai E.T.A.Hoffmann. Ma durante l’esecuzione di questa commedia musicale
raggiunsi una distanza considerevole dal Capriccio di Hoffmann. Molti punti
rimasero immutati, ma ne inventai e sviluppai altri in modo completamente
libero”. Fu con queste parole che Gian Francesco Malipiero (1882-1973) introdusse
l’arrangiamento per piano della sua commedia musicale “I capricci di Callot”.
I balli di Stessania si riferiscono ad un ciclo di figure grottesche riprese
da una commedia dell’arte italiana prodotta dal francese Jacques Callot nel
1622. Queste incisioni ispirarono E.T.A. Hoffmann a scrivere la sua “Principessina
Brambilla” nel 1820, e questa novella capriccio, a sua volta servì come fonte
d’ispirazione per l’opera di Malipiero. Lo strano mondo di Hoffman, come
pure il linguaggio pittorico grottescamente esagerato di Callot, ben si adattò
all’estetica di Malipiero, che si collocò agli opposti della tradizione del
verismo dell’opera italiana. Questa commedia composta nel bel mezzo della
seconda guerra mondiale non ha un particolare intreccio. La descrizione dei
personaggi mira a quella che è talvolta esagerazione surreale, e niente affatto
alla loro caratterizzazione psicologica. E la musica melodiosamente malinconica
scorre in modo completamente indipendente dall’azione: è in verità l’orchestra
che riveste il ruolo drammatico più importante. Questa prima registrazione
ancora una volta dimostra l’alto standard mantenuto dall’Opera House di Kiel.
La filarmonica di Kiel suona in modo accattivante sotto la direzione di Peter
Marschik e i solisti, tra cui Martina Winter, Markus Mueller, e Gro Bente-Kjellevold,
sono non meno affascinanti.
Questo disco è una novità di Febbraio 2002
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