GIAN FRANCESCO
MALIPIERO
INDEX GOOGLE
L'ENCICLOPEDIA
WIKIPEDIA
ATTRIBUISCE A QUESTA
WEBSITE IL SUO UNICO LINK
|
|
|
|
PUBBLICATO UN SAGGIO
DI LAURETO RODONI, CURATORE
DI QUESTO SITO, SU MUSICA E FASCISMO:
«CARO LUALDI...». I RAPPORTI D’ARTE E D’AMICIZIA TRA GIAN FRANCESCO MALIPIERO
E ADRIANO LUALDI ALLA LUCE
DI ALCUNE LETTERE INEDITE
CLICK ON THE IMAGE TO ENTER
Nel presente saggio e nella prima parte del ‘Florilegio epistolare inedito’ pubblicato in appendice, le lettere di Malipiero trascritte integralmente sono di mia proprietà (Archivio privato Laureto Rodoni, Biasca, Svizzera). Le fotocopie di queste lettere sono state da me donate al Fondo Malipiero, Fondazione Giorgio Cini, Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia. Nella seconda parte del ‘Florilegio’ sono pubblicate le lettere di Lualdi a Malipiero (Fondo Malipiero, Venezia) non incluse o solo in parte citate nel saggio, ma a esso intimamente connesse. Sono ospitate infine una lettera di Lualdi a Scherchen (Fondo Malipiero), una lunga lettera di Lualdi a Casella e due di Casella a Lualdi (Carte della Famiglia Lualdi, Roma).
La pubblicazione delle lettere malipieriane a Lualdi, contestualizzate e annotate, è preceduta da un ritratto dei due musicisti, da cui scaturiscono le diversità di carattere, del pensiero estetico e dell’approccio al regime fascista. [...] Dedico questa ricerca, con sconfinata gratitudine, alla memoria di mio padre e a mia madre.
|
|
|
SI TRATTA DELLA VERSIONE
PROVVISORIA DELLE PRIME 20
PAGINE SU 120 DEL MIO SAGGIO
«CARO LUALDI...» I RAPPORTI D’ARTE E D’AMICIZIA TRA
MALIPIERO E LUALDI ALLA LUCE
DI ALCUNE LETTERE INEDITE
CHE È PUBBLICATO NELLA MISCELLANEA
|

TESTO INTEGRALE
|

TESTO INTEGRALE
|
|
|
Gian Francesco Malipiero nacque a Venezia il 18 marzo 1882. Studiò al Conservatorio di Vienna e poi al Liceo Musicale Benedetto Marcello di Venezia, diplomandosi in composizione a Bologna nel 1904. A Berlino e a Parigi entrò in contatto col mondo musicale contemporaneo, e in Italia partecipò con Casella e Pizzetti al rinnovamento della cultura musicale, patrocinato anche da Gabriele D'Annunzio.
La sua vita si svolse tra il Veneto e Roma, prevalentemente ad Asolo, dove lo colse la ritirata di Caporetto. Dal 1921 al 1924 fu insegnante di composizione nel Conservatorio di Parma. Dal 1939 al 1952 diresse il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia.
La sua copiosissima produzione musicale fa di lui uno degli artefici della moderna musica italiana, e ne illustra in modo esemplare la doppia natura di aggiornamento europeo e di recupero d'un'antica tradizione nazionale, strumentale e vocale, pre-ottocentesca. Oltre a moltissime composizioni sinfoniche e da camera, oratori sacri e profani, essa comprende numerose opere teatrali, generalmente su libretto proprio, salvo il caso del giovanile Sogno d'un tramonto d'autunno, su testo di Gabriele D'Annunzio, e la collaborazione con Pirandello ne La favola del figlio cambiato.
Ha pubblicato l'edizione completa delle opere di Claudio Monteverdi, e numerosi altri testi musicali italiani del Sei e Settecento; ha diretto l'Istituto Italiano che provvede alla pubblicazione delle opere di Antonio Vivaldi.
|
L'OPERA DI
GIAN FRANCESCO MALIPIERO

SAGGI DI SCRITTORI ITALIANI E STRANIERI
CON UNA INTRODUZIONE DI
GUIDO M. GATTI
SEGUITI DAL CATALOGO DELLE OPERE
CON ANNOTAZIONI DELL'AUTORE
E DA RICORDI E PENSIERI DELLO STESSO
TREVISO 1952
INDICE E DESCRIZIONE
|
|
G. F. MALIPIERO

L'ARMONIOSO LABIRINTO
TEATRO DA MUSICA 1913 - 1970
A CURA DI MARZIO PIERI
PREFAZIONE DEL CURATORE
Minima testimonianza d'attenzione, con
qualche istruzione d'uso per un (anti)esteta,
espressionista, moralista, fanatico/fantastico,
(mal)contento, (veneziano), dell'untergang
MARSILIO EDITORI - VENEZIA 1992
INDICE E DESCRIZIONE
|
|
|
|
L'impressione immediata che si prova di fronte a questo mare di lettere è infatti che si tratti di una monumentale apologia del rapporto fra l'artista ed il critico, monumentale come poche altre la storia della cultura del Novecento ci ha reso. Il punto cruciale, in termini espressivi, di questo sentimento d'amicizia attiva, che pure illumina tutto il carteggio, si trova forse in una delle ultime lettere, nella quale, commentando un incontro in Venezia con Malipiero, Guido Gatti ci propone questo umile atto di amorosa confessione:
Anche per me rimane indimenticabile la nostra conversazione [...] che nel mio ricordo costituì la sintesi ideale di un'amicizia nata più di cinquant'anni fa e mai incrinata nel fondo [...]. Considero la nostra amicizia come una delle cose più belle e amabili che la mia vita - che ora volge al termine - mi ha riservato.
Una testimonianza di stima, peraltro corrisposta, che verrà ripetuta e riconfermata più volte; una lettura più profonda, però, coll'andare delle lettere, ci evidenzia altre figure nell'affresco assai ricco e variegato del Novecento musicale. Il fitto tessuto della vita musicale italiana ed europea che va dal 1914 al 1972 si rispecchia infatti - non senza enigmatiche rifrazioni - nelle lettere, nel clima e nello stile colloquiale e familiare di un'ininterrotta, intensa ed affettuosa conversazione fra due amici sinceri e animosi.
[Cecilia Palandri, pp. VI-VIII]
Mio carissimo Guido sopravissuti miracolosamente, visto cose inverosimili, sopportato l'insopportabile. [...] Ho lavorato, ora aspetto perché non so se vivo o sogno. Respiriamo fisicamente dunque i nostri corpi vivono, speriamo poter respirare spiritualmente e di poter vivere anche con la mente. Quante nubi. Quanto nero. De profundis o Te Deum? Si vedrà.
[p. 405, 23.6.1945]
|
|
|
Sono stato dal Capo del Governo. [...] Gli raccontai tante cose ed egli mi disse soltanto che mi ammirava assai, che le mie disgrazie erano dovute al mio troppo ingegno (gli risposi: «che fortuna per gli imbecilli»), che le Sette canzoni erano una gran bella cosa e [...] regalai invece le opere mie più importanti, «perché così avrebbe potuto rendersi conto quante erano quelle che in Italia si tentavano soffocare» [...]. Al Capo del Governo mi guardai bene dal parlare dell'Accademia ed egli neppure fece il minimo accenno alla medesima. Ho visto tre accademici, mi parlarono di Mascagni e dei nomi che egli desidera proporre! Cose da crepar dalle risa. Non ti racconto poi quello che egli disse: «non esiste altra musica all'infuori di quella dell'ottocento melodrammatico». Corelli, Palestrina sono dei teorici insignificanti secondo il fornaio livornese! Credo che la mia situazione si aggravi sempre più soprattutto causa la crisi tedesca. La Germania era il solo paese dove il mio teatro si eseguiva. Come fare? Ricevo ora il conto dalla società degli autori per il 1929: Italia 76 lire, all'Estero 73 lire! Non sono lungi dal credere alla necessità di riprendere un posto in qualche conservatorio! Ma sono fuori e non so che cercare. In ogni modo è in autunno che si delineerà la mia situazione. [Asolo (Treviso), 8.6.1930]
Tutto passa, passerà anche questa. Il primo ottobre vorrei condurre Anna a Gardone [...] Durante il nostro soggiorno vorrei farti conoscere alcune musiche che forse ti interesseranno e mi propongo, per riposare e per non abusare della tua amicizia, di non parlare delle cose che mi preoccupano. È logico che la mia situazione sia com'è. Non facendo concezioni, non sottomettendomi a quelle vigliaccherie che sono consuetudini (specialmente fra i musicisti, tutti codardi) raccolgo quello che ho seminato. Non credo che nulla si possa fare a Roma. Soltanto se il Capo del Governo considerasse il mio caso un caso speciale, forse si potrebbe ottenere qualche cosa, mentre dall'insieme della situazione credo che non ci sia da sperare che nel ritorno alla 'normalità' nei paesi dove mi considerano qualche cosa. [Asolo (Treviso), 27.9.1930]
|
|
|
|
|
NON AMO LE RECRIMINAZIONI, NÉ ACCUSARE, PERÒ DI QUANTI AMMAESTRAMENTI CONVENZIONALI, ASSURDI, ERRATI, VERI SCOGLI CONTRO I QUALI S'INFRANGONO LE MIGLIORI ENERGIE GIOVANILI, POTREI LAGNARMI SE NON RITENESSI PIÙ OPPORTUNO DIMENTICARE UN INSIEME DI FATTI E MISFATTI CHE OFFENDEREBBERO LA MEMORIA DI QUELLI CHE FACEVANO PROFESSIONE DI INSEGNANTI E CHE NULLA MI HANNO INSEGNATO SALVO A GUARDARMI DAI FALSI INSEGNAMENTI?
|
CHI VA AD ABITARE UN EDIFICIO DI RECENTE COSTRUZIONE E FIDUCIOSO VI TRASPORTA TUTTO QUELLO CHE POSSIEDE, PUÒ ESSERE RESPONSABILE SE CROLLA?
FORSE RESPONSABILE D'AVER AVUTO FIDUCIANELL'ARCHITETTO?
CHI POTEVA IMMAGINARE CHE IL MATERIALE FOSSE TARATO
E IRRIMEDIABILMENTE CONDANNATO A SGRETOLARSI?
|
|
ONE OF THE GREATEST OPERATIC MASTERPIECES
OF G. F. MALIPIERO IN A SUPERBLY RECORDING
I CAPRICCI DI CALLOT
UN CAPOLAVORO OPERISTICO DI G. F. MALIPIERO
IN UN'OTTIMA REGISTRAZIONE DISCOGRAFICA
«EIN MAGISTRALES WERK...»
FRANKFURTER ALLGEMEINE ZEITUNG
|
|
|
|
|
|
|
|

FIRENZE - TEATRO ALLA PERGOLA - GIUGNO 1966
|
|

MAGDA OLIVERO
LA MADRE IN 'SETTE CANZONI'
|
O morte díspietata,
tu m'hai fatto gran torto;
tu m'hai tolto mio figlio
ch'era lo mio conforto. Già mai non vidi giovane
di cotanto valore
quanto era lo mio figlio che mi donò il Signore.
Dolce sonno, dal cielo scendi e vieni
Vieni a cavallo, e non venire a piedi;
Vieni a cavallo in un cavallo bianco,
Dove cavalca lo Spirito Santo:
Vieni a cavallo in un bel cavallino, Dove cavalca anche Gesù Bambino.
Falla, la nanna, ne li dolci sonni!
Mamma ti canta, e tu, piccino, dormi!
O figlio, figlio, figlio, figlio amoroso giglio, figlio, chi dà consiglio, al cor mio augustiato? Figlio, occhi giocondí, figlio, co non rispondi? figlio, perchè t'ascondi dal petto ove se' lattato?
TESTO INTEGRALE
|
|
|
|
|
|

CLICK TO ENTRY
|
RITRATTI DI G.F. MALIPIERO

|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
NONOSTANTE I MIEI BUONI RAPPORTI D'AMICIZIA CON ALFREDO CASELLA, NON ESISTE NESSUN MIO LEGAME MUSICALE CON LUI. MOLTE SUE OPERE MI PIACCIONO, LE ASCOLTO VOLENTIERI (IL CHE PER ME NON È POCO) MA FUMMO SEMPRE AGLI ANTIPODI E FORSE LA NOSTRA LONTANANZA MUSICALE CI RIUNì.
HO CONOSCIUTO, PIÙ O MENO DA VICINO, TUTTI I MUSICISTI, DA TUTTI MI SENTO PIÙ O MENO LONTANO.
HO SEMPRE OBBEDITO A UN PRINCIPIO PER ME INDISPENSABILE: HO INESORABILMENTEV SCARTATO E DISTRUTTO CIÒ CHE ERA FRUTTO DELLA MIA VOLONTÀ ANZICHÈ DEL MIO ISTINTO. |
|
|
|
|
|
|
|
|
|

Povero Bernardon tuto impiagao!
Col baston son redoto, e pien de fame,
a pianzar per la strada el mio pecao
che tuto intiero m'à imarzio el corbame;
causa ste scarabazze, e la so scuola,
so sta butao ne la quinta cariola.
|
|
|
|
|
|
|
|

L'AMICIZIA È INCANTO.
ROTTO L'INCANTO CHE COSA RIMANE?
LA NOSTALGIA DEI RICORDI
|

CASELLA - DE FALLA - MALIPIERO
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|

CASA MALIPIERO AD ASOLO
|
|
|
|

G. F. M. CON GIULINI E MOGLIE
|
|
DEUMM

DIZIONARIO ENCICLOPEDICO UNIVERSALE
DELLA MUSICA E DEI MUSICISTI
|
 |
|