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OPERA COMIQUE

 

Particolare tipo di opera francese, misto di dialoghi e di musica, così denominato dal teatro parigino che ne ebbe il privilegio. Nata come genere drammatico con l'aggiunta di arie cantate, soprattutto su motivi popolari in voga, l'opéra-comique conservò tratti popolareschi anche quando divenne, nel Settecento, un vero e proprio genere di opera in musica, in cui i dialoghi avevano la stessa funzione del recitativo secco nell'opera italiana e i soggetti trattati erano leggeri e fantasiosi con l'inserimento di scene farsesche e buffe. Tuttavia l'opéra-comique non perse la propria originalità rispetto all'opera buffa italiana e al Singspiel tedesco (con il quale aveva in comune i dialoghi parlati).
Nella seconda metà del Settecento l'opéra-comique fu coltivata da musicisti come l'italiano E.P. Duni (che vi trasfuse elementi e caratteri dell'opera buffa italiana), i francesi Philidor, Monsigny, Dalayrac, Méhul e soprattutto Grétry, il cui «Richard coeur de Lion» rimase in repertorio per oltre un secolo e fu considerato modello del genere: mentre nella prima metà dell'Ottocento si contrappose al grand-opéra (alla cui nascita, peraltro, aveva contribuito) come spettacolo più leggero e di più breve durata (in genere tre atti) avendo, come esponenti più tipici Adam, Boieldieu e soprattutto Auber. Anche musicisti italiani come Cherubini (con numerose opere) e Donizetti (con «La fille du régiment»), dettero eccellenti esempi del genere.
Verso il 1870 l'opéra-comique non si distingue quasi più dagli altri generi di opera se non per la persistenza dei dialoghi, che d'altra parte sono ormai ridotti al minimo: tipico il caso di «Carmen» di Bizet che, data per la prima volta (1875) nel teatro dell'Opéra-Comique, entrò subito nel repertorio degli altri teatri, con recitativi musicati da F. Guiraud in luogo dei dialoghi originari. A questo punto, dunque, il termine è indicativo soltanto del fatto che l'opera è stata commissionata dal teatro omonimo, e non ha più alcun riferimento sostanziale ai contenuti e alle strutture musicali.
Opera buffa è traduzione impropria di questo termine vago, ma accettato universalmente. I francesi stessi intendono cose diverse per questa parola, a seconda dell'epoca a cui si riferiscono. Tutte le varianti del genere presentano due o tre costanti, fra cui la principale è una certa vena di spensieratezza che si traduce in una critica delle convenzioni morali e delle mode. Perciò essa presenta una maggior aderenza all'epoca e al luogo d'origine che non l'opera tragica che ha di mira piuttosto verità eterne. I due generi, però, tesero gradualmente ad avvicinarsi, finché l'unica distinzione si ridusse al fatto che lo opéra-comique conservò il dialogo parlato. Nonostante le eccezioni costituite dal «Fidelio» e dalla «Medea», che sono, sotto l'aspetto meramente tecnico, opéras-comiques, la semplicità e la leggerezza degli argomenti prevalsero.
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