The Rime of the Ancient Mariner

by Samuel Taylor Coleridge



It is an ancient Mariner,

And he stoppeth one of three.

ÇBy thy long grey beard and glittering eye,

Now wherefore stoppÕst thou me?


The BridegroomÕs doors are opened wide,

And I am next of kin ;

The guests are met, the feast is set:

MayÕst hear the merry din.È


He holds him with his skinny hand,

ÇThere was a ship,È quoth he.

ÇHold off ! unhand me, grey-beard loon !È

Eftsoons his hand dropt he.



He holds him with his glittering eye—

The Wedding-Guest stood still,

And listens like a three yearsÕ child:

The Mariner hath his will.


The Wedding-Guest sat on a stone:
He cannot choose but hear;

And thus spake on that ancient man,

The bright-eyed Mariner


ÇThe ship was cheered, the harbour cleared,
Merrily did we drop
Below the kirk, below the hill,

Below the light-house top.


The Sun came upon the left,
Out of the sea came he!

And the shone bright, and on the right

Went down into the sea.


Higher and higher every day,

Till over the mast at noon—È

The Wedding-Guest here beat his breast,
For he heard the loud bassoon.


The bride hath paced into the hall,
Red as a rose is she;
Nodding their heads before her goes
The merry minstrelsy.


The Wedding-Guest here beat his breast,
Yet he cannot choose but hear;
And thus spake on the ancient man,

The bright-eyed Mariner,

ÇAnd now the storm-blast came, and he
Was tyrannous and strong:
He struck with his oÕertaking wings,
And chased us south along.


With sloping masts and dipping prow,

As who pursued with yell and blow

Still treads the shadow of his foe,

And forward bends his head,

The ship drove fast, loud roared the blast,

And southward aye we fled.


And now there come both mist and snow,

And it grew wondrous cold:

And ice, mast-high, came floating by,

As green as emerald.


And through the drifts the snowy clifts

Did send a dismal sheen:

Nor shapes of men nor beasts we ken—

The ice was all between.


The ice was here, the ice was there,

The ice was all around :

It cracked and growled, and roared and howled,

Like noises in a swound!


At lenght did cross an Albatross,

Thorough the fog it came;
As if it had been a Christian soul,

We hailed it in GodÕs name.


It hate the food in neÕer had eat,

And round and round it flew.

The ice did split with a thunder-fit;

The heilmsman steered us through!


And a good south wind sprung up behind;

The Albatross did follow,

And every day, for food or play,

Came to the marinersÕ hollo!


In mist or cloud, on mast or shroud,

It perched for vespers nine;
Whiles all the night, through the fog-smoke white,

Glimmered the white moon-shine.È


ÇGod save thee, ancient Mariner!

From the fiends, that plague thee thus!—

Why lookÕst thou so?È —With my cross-bow

I shot the Albatross




é un vecchio marinaio, e ferma uno dei tre convitati: ÇPer la tua lunga barba grigia e il tuo occhio scintillante, e perch ora mi fermi?



Le porte del Fidanzato son giˆ tutte aperte, e io sono il pi stretto parente; i convitati son giˆ riuniti, il festino  servito, tu puoi udirne di qui lÕallegro rumore.È


Ma egli lo trattiene con mano di scheletro. ÇCÕera una volta un bastimento ÉÈ comincia a dire. ÇLasciami, non mi trattener pi, vecchio vagabondo dalla barba brizzolata!È E quello immediatamente ritir˜ la sua mano.


Ma con lÕocchio scintillante lo attrae e lo trattiene. E il Convitato resta come paralizzato, e sta ad ascoltare come un bambino di tre anni: il vecchio Marinaro  padrone di lui.

Il Convitato si mise a sedere sopra una pietra: e non pu˜ fare a meno di ascoltare attentamente. E cos’ parl˜ allora quel vecchio uomo, il Marinaro dal magnetico sguardo:


ÇLa nave, salutata, avea giˆ lasciato il porto, e lietamente filava sullÕonde, sotto la chiesa, sotto la collina, sotto lÕalto fanale.



Il Sole si lev˜ da sinistra, si lev˜ su dal mare. Brill˜ magnificamente, e a destra ridiscese nel mare



Ogni di piœ alto, sempre pi alto finch diritto sullÕalbero maestro, a mezzogiorno ÉÈ Il Convitato si batte il petto impaziente, perch sente risuonare il grave trombone.


La Sposa si  avanzata nella sala: essa  vermiglia come una rosa; la precedono, movendo in cadenza la testa, i gai musicanti.



Il Convitato si percuote il petto, ma non pu˜ fare a meno di stare a udire il racconto. E cos“ seguit˜ a dire quellÕantico uomo, il Marinaro dallÕocchio brillante.

ÇEd ecco che sopraggiunse la burrasca, e fu tirannica e forte. Ci colp“ con le sue irresistibili ali, e, insistente, ci cacci˜ verso sud.



Ad alberi piegati, a bassa prora, come chi ha inseguito con urli e colpi pur corre a capo chino sullÕorma del suo nemico, la nave correva veloce, la tempesta ruggiva forte, e ci sÕinoltrava sempre piœ verso il sud.



Poi vennero insieme la nebbia e la neve; si fece un freddo terribile: blocchi di ghiaccio, alti come lÕalbero della nave, ci galleggiavano attorno, verdi come smeraldo.


E traverso il turbine delle valanghe, le rupi nevose mandavano sinistri bagliori: non si vedeva pi forma o di bestia — ghiaccio solo da per tutto.


Il ghiaccio era qui, il ghiaccio era lˆ, il ghiaccio era tutto allÕintorno: scricchiolava e muggiva, ruggiva ed urlava. come i rumori che si odono in una sincope.


Alla fine un Albatro pass˜ per aria, e venne a noi traverso la nebbia. Come se fosse stato unÕanima cristiana, lo salutammo nel nome di Dio.


Mangi˜ del cibo che gli demmo, bench nuovo per lui; e ci volava e rivolava dÕintorno. Il ghiaccio a un tratto si ruppe, e il pilota pot passare fra mezzo.


E un buon vento di sud ci soffi˜ alle spalle, e lÕAlbatro ci teneva dietro; e ogni giorno veniva  a mangiare o scherzare sul bastimento, chiamato e salutato allegramente dai marinari.


Tra la nebbia o tra Õl nuvolo, su lÕalbero o su le vele, si appollai˜ per nove sere di seguito; mentre tutta la notte attraverso un bianco vapore splendeva il bianco lume di luna.È


ÇChe Dio ti salvi, o Marinaro, dal demonio che ti tormenta! — Perch mi guardi cos’, Che cosÕhai?È — ÇCon la mia balestra, io ammazzai lÕ Albatro!




The sun now rose upon the right:

Out of the sea came he.

Still hid in mist and on the left

Went down into the sea.


And the good south wint still blew behind,

But no sweet bird did follow,

Nor any day for food or play

Came to the marinersÕ hollo!


And I had done a hellish thing,

And it would work Õem woe:

For all averred, I had killed the bird

That made the breeze so blow.

Ah wretch! said they, the bird to slay,

That made the breeze to blow!


Nor dim nor red, like GodÕs own head,

The glorious Sun uprist:

Then all averred, I had killed the bird

That brought the fog and mist.

ÕTwas right, said they, such birds to slay,

That bring the fog and mist.


The fair breeze blew, the white foam flew

The furrow followed free;

We were the first that ever burst

Into that silent sea.


Down dropt the breeze, the sails dropt down

ÕTwas sad as sad could be;

And we did speak only to break

The silence of the sea!


All in hot and copper sky,

The bloody Sun, at noon,

Right up above the mast did stand,

No bigger than the Moon.


Day after day, day after day,

We stuck, nor breath nor motion;

As idle as a painted ship

Upon a painted ocean.



Water, water, everywhere,

And all the boards did shrick;

Water, water, everywhere,

Nor any drop to drink.


The very deep did rot: O Christ!
That ever this should be!

Yes, slimy things did crawl with legs

Upon the slimy sea.


About, about, in reel and rout

The death-fires danced at night;

The water, like a witchÕs oils,
Burnt green, and blue, and white.


And some in dreams assured were

Of the spirit that plagued us so;

Nine fathom deep he had followed us

from the land of mist and snow.


And every tongue, through utter drought,

Was withered at the root;

We could not speak, no more than if

We had been chocked with soot.


Ah! well a day! what evil looks

Had I from old and young!

Instead of the cross, tha Albatross

About my neck was hung.




Il sole ora si levava da destra: si levava dal mare, circonfuso e quasi nascosto fra la nebbia, e si rituffava nel mare a sinistra.



E il buon vento di sud spirava ancora dietro a noi, ma nessun vago uccella lo seguiva, e in nessun giorno riapparve per cibo o per trastullo al grido dei marinari.


Oh, io avevo commesso unÕazione infernale, e doveva portare a tutti disgrazia; perch, tutti lo affermavano, io avevo ucciso lÕuccello che faceva soffiare la brezza. Ah, disgraziato, dicevano, ha ammazzato lÕuccello che faceva spirare il buon vento.


N fosco n rosso, ma sfolgorante come la faccia di Dio, si lev˜ il sole gloriosamente. Allora tutti asserirono che io avevo ucciso lÕuccello che portava i vapori e le nebbie. é bene, dissero,  bene ammazzare simili uccelli, che apportano i vapori e le nebbie.


La buona brezza soffiava, la bianca spuma scorreva, il solco era libero: eravamo i primi che comparissero in quel mare silenziosoÉ



A un tratto, il vento cess˜, e cadder le vele; fu una desolazione ineffabile: si parlava soltanto per rompere il silenzio del mare.



Solitario in un soffocante cielo di rame, il sole sanguigno, non pi grande della luna, si vedeva a mezzogiorno pender diritto sullÕalbero maestro.


Per giorni e giorni di seguito, restammo come impietriti, non un alito, non un moto; inerti come una nave dipinta sopra un oceano dipinto.




Acqua, acqua da tutte le parti; e lÕintavolato della nave si contraeva per lÕeccessivo calore; acqua, acqua da tutte le parti; e non una goccia da bere!


Il mare stesso si putrefece. O Cristo! che ci˜ potesse davvero accadere? S“; delle cose viscose strisciavano trascinandosi su le gambe sopra un mare glutinoso.


Attorno, attorno, turbinosi, innumerevoli fuochi fatui danzavano la notte: lÕacqua, come lÕolio nella caldaia dÕuna strega, bolliva verde, blu, bianca.


E alcuni, in sogno, ebbero conferma dello spirito che ci colpiva cos“: a nove braccia di profonditˆ, ci aveva seguiti dalla regione della nebbia e della neve.


E ogni lingua, per lÕestrema sete, era seccata fino alla radice; non si poteva pi articolare parola, quasi fossimo soffocati dalla fuliggine.



Ohim! che sguardi terribili mi gettavano, giovani e vecchi! In luogo di croce, mi fu appeso al collo lÕAlbatro che avevo ucciso.





There passed a weary time. Each throat

Was parched, and glazed each eye

A weary time! A weary time!

How glazed each weary eye!

When looking westward I beheld

A something in the sky.


At first it seemed a little speck,

And then it seemed a mist;

It moved and moved, and took at last

A certain shape, I wist.


A speck, a mist, a shape. I wist!

And still it neared and neared:

As if it dodged a water sprite,

It plunged and tacked and veered.


With throats unslaked, with black lips backed,

We could nor laugh nor wail;

Through utter drought all dumb we stood!

I bit my arm, I sucked the blood,

And cried, A sail! a sail!


With throats unslaked, with black lips backed,

Agape they heard me call:

Gramercy! they for joy did grin,

And all at once their breath drew in,

As they were drinking all.


See! see! (I cried) she tacks no more!

Hither to work us weal;

Without a breeze, without a tide,

She steadies with uproght keel!


The western wave was all a-flame,

The day was well nigh done!

Almost upon the western wave

Rested the broad bright Sun.

When that strange shape drove suddendly

Betwixt us and the Sun.


And straight the Sun was flecked with bars,

(HeavenÕs Mother send us grace!)

As if through a dungeon-grate he peered

With broad and burning face.





Alas! (thought I, and mi heart beat loud)

How fast she nears and nears!

Are those her sails that glance in the Sun,

Like restless gossameres?


Are those her ribs through which the Sun
Did peer, as through a grate?

And is that Woman all her crew?

Is that a Death? and are there two?

Is Death that WomanÕs mate?


Her lips were red, her looks were free.

Her locks were yellow as gold:

Her skin was as white as leprosy,

The Night-mare Life-in-Death was she,

Who thicks manÕs blood with cold.


The naked hulk alongside came,

And the twain were casting dice:

ÇThe game is done! IÕve won, IÕve won !È

Quoth she, and whistles thrice.


The SunÕs rim dips, the stars rush out:

At one stride comes the dark;

With far-heard whisper oÕer the sea,

Off shot the spectre-bark



We listened and looked sideways up!

Fear at my heart, as at a cup,

My life-blood seemed to sip!

The stars were dim, and thick the night,

The steersmanÕs face by his lamp gleamed white;



From the sails the dew did drip—

Till clomb above the eastern bar

The horned Moon, with one bright star

Within the neither tip.


One after one, by the star-dogged Moon,

Too quick for groan or sigh,

Each turned his face with a ghastly pang,

And cursed me withe his eye.



Four times fifty living men,

(And I heard nor sigh nor groan)

With heavy tump, a lifeless lump,

They dropped down one by one.



The souls did from their bodies fly,—

They flied to bliss or woe!

And every soul it passed me by

Like the whizz of my cross-bow.



E pass˜ un triste tempo. Ogni gola era riarsa, ogni occhio era vitreo. Un triste tempo, un triste tempo! E come mi fissavano tutti quegli occhi stanchi! QuandÕecco, guardando verso occidente, io scorsi qualche cosa nel cielo.



Da prima, pareva una piccola macchia, una specie di nebbia; si moveva, si moveva, e alla fine parve prendere una certa forma.



Una macchia, una nebbia, una forma, che sempre pi si faceva vicina: e come se volesse sottrarsi ed evitare un fantasma marino, si tuffava, si piegava, si rigirava.


Con gole asciutte, con nere arse labbra, non si poteva n ridere n piangere. In quellÕeccesso di sete, stavano tutti muti. Io mi morsi un braccio, ne succhiai il sangue, e gridai: Una vela! Una vela!


Con arse gole, con nere labbra bruciate, attoniti mi udiron gridare. Risero convulsamente di gioia: e tutti insieme aspirarono lÕaria, come in atto di bere.



Vedete! vedete! (io gridai) essa non gira pi, ma vien dritta a recarci salute: senza un alito di vento, senza corrente, si avanza con la chiglia elevata.


A occidente lÕacqua era tutta fiammeggiante; il giorno era presso a finire. SullÕonda occidentale posava il grande splendido sole  quandÕecco quella strana forma sÕinterpose fra il sole e noi.



E a un tratto il sole apparve listato di strisce (che la celeste Madre ci assista!) come se guardasse dalla inferriata di una prigione con la sua faccia larga ed accesa.





Ohim! (pensavo io, e il cuore mi batteva forte), come si avvicina rapidamente, ogni momento di pi! Son quelle le sue vele, che scintillano al sole come irrequiete fila di ragno?


Son quelle le sue coste, traverso a cui il sole guarda come traverso a una grata? E quella donna lˆ  tutto lÕequipaggio? é forse la Morte? o ve ne son due? o  la Morte la compagna di quella donna?


Le sue labbra eran rosse, franchi gli sguardi, i capelli gialli comÕoro: ma la pelle biancastra come la lebbraÉ Essa era lÕIncubo Vita-in-Morte, che congela il sangue dellÕuomo.



Quella nuda carcassa di nave ci pass˜ di fianco, e le due giocavano ai dadi. ÇIl gioco  finito! ho vinto, ho vinto!È dice lÕuna, e fischia tre volte.



LÕultimo lembo di sole scompare: le stelle accorrono a un tratto: senza intervallo crepuscolare,  giˆ notte. Con un mormorio prolungato fugg“ via sul mare quel battello-fantasma.


Noi udivamo, e guardavamo di sbieco, in su. Il terrore pareva suggere dal mio cuore, come da una coppa, tutto il mio sangue vitale. Le stelle erano torbide, fitta la notte, e il viso del timoniere splendeva pallido e bianco sotto la sua lanterna.


La rugiada gocciava dalle vele; finch il corno lunare pervenne alla linea orientale, avendo alla sua estremitˆ inferiore una fulgida stella,



LÕun dopo lÕaltro, al lume della luna che pareva inseguita dalle stelle, senza aver tempo di mandare un gemito o un sospiro, ogni marinaro torse la faccia in una orribile angoscia, e mi maledisse con gli occhi.


Duecento uomini viventi (e io non udii n un sospiro n un gemito), con un grave tonfo, come una inerte massa, caddero gi lÕun dopo lÕaltro.



Le anime volaron via dai loro corpi — volarono alla beatitudine o alla dannazione; ed ogni anima mi pass˜ dÕaccanto sibilando, come il fischio della mia balestra.





ÇI fear thee, ancient Mariner,

I fear thy skinny hand !

And thou art long, and lank, and brown,

As is the ribbed sea-sand,


I fear thee and thy glittering eye

And thy skinny hand, so brown.È —

ÇFear not, fear not, thou Wedding-Guest!

This body dropt not down.


Alone, alone, all, all alone,

Alone on a wide, wide sea!

And never a saint took pity on

My soul in agony.


The many men, so beatiful!

And they all dead did lie:

And a thousand thousand slimy things

Lived on; and so did I.


I looked upon the rotting sea,

And drew my eyes away;

I looked upon the rotting deck

And there the dead men lay.


I looked to heaven, and tried to pray;

But or ever a prayer had gusht,

A wicked whisper came, and made

My heart as dry as dust.


I closed my lids, and kept them close,

And the balls like pulses beat;

For the sky and the sea and the sea and the sky

Lay like a load on my weary eye,

And the dead were at my feet.


The cold sweat melted from their limbs,

Nor rot nor reek did they:

The look with which they looked on me

Had never passed away.


An orphanÕs curse would drag to Hell

A spirit from on high;

But oh! more horrible than that

Is a curse in a dead manÕs eye!

Seven days, seven nights, I saw that curse,

And yet I could not die.



The moving Moon went up the sky,
And no where did abide:
Softly she was going up,
And a star or two beside—


Her beams bemocked the suiltry main,

Like April hoar-frost spread;

But where the shipÕs huge shadow lay,

The charmed water burnt alway

A still and awful red.


Beyond the shadow of the ship,

I watched the water-snakes:

They moved in tracks of shining white,

And when they reared, the elfish light

Fell off in hoary flakes.


Within the shadow of the ship,

I watched their rich attire:

Blue glossy green, and velvet black,

They coiled and swam; and every track

Was a flash of golden fire.


O happy living things! no tongue

Their beauty might declare:

A spring of love gushed from my heart,

And I blessed them unaware:

Sure my kind saint took pity on me,

And I blessed them unaware.


The self same moment I could pray;

And from my neck so free

The Albatross fell off, and sank

Like lead into the sea




ÇTu mi spaventi, vecchio Marinaro! La tua scarna mano mi fa pura! Tu sei lungo, magro, bruno come la ruvida sabbia del mare.



Ho paura di te, e del tuo occhio brillante, e della tua bruna mano di scheletroÉÈ— ÇNon temere, non temere, o Convitato! Questo mio corpo non cadde fra i morti.


Solo, solo, affatto solo — solo in un immenso mare! E nessun santo ebbe compassione di me, della mia anima agonizzante.



Tutti quegli uomini cos“ belli, tutti ora giacevano morti! e migliaia e migliaia di creature brulicanti e viscose continuavano a vivere, e anchÕio vivevo.


Guardavo quel putrido mare, e torcevo subito gli occhi dallÕorribile vista; guardavo sul ponte marcito, e lˆ erano distesi i morti.



Alzai gli occhi al cielo, e tentai di pregare; ma appena mormoravo una prece, udivo quel maledetto sibilo, e il mio cuore diventava arido come la polvere.


Chiusi le palpebre, e le mantenni chiuse; e le pupille battevano come polsi; perch il mare ed il cielo, il cielo ed il mare, pesavano opprimenti sui miei stanchi occhi; e ai miei piedi stavano i morti.


Un sudore freddo stillava dalle loro membra, ma non imputridivano, n puzzavano: mi guardavano sempre fissi, col medesimo sguardo con cui mi guardaron da vivi.


La maledizione di un orfano avrebbe la forza di tirar gi unÕanima dal cielo allÕinferno; ma oh! pi orribile ancora  la maledizione negli occhi di un morto! Per sette giorni e sette notti io vidi quella maledizioneÉ eppure non potevo morire.



La vagante luna ascendeva in cielo e non si fermava mai: dolcemente saliva , saliva in compagnia di una o due stelle.



I suoi raggi illusori davano aspetto di una distesa bianca brina dÕaprile a quel mare putrido e ribollente; ma dove si rifletteva la grande ombra della nave, lÕacqua incantata ardeva in un monotono e orribile color rosso.


Al di lˆ di quellÕombra, io vedevo i serpi di mare muoversi a gruppi di un lucente candore; e quando si alzavano a fior dÕacqua, la magica luce si rifrangeva in candidi fiocchi spioventi.



NellÕombra della nave, guardavo ammirando la riccheza dei loro colori; blu, verde-lucidi, nero- vellutati, si attorcigliavano e nuotavano; e ovunque movessero, era uno scintillio di fuochi dÕoro.


O felici creature viventi! Nessuna lingua pu˜ esprimere la loro bellezza: e una sorgente dÕamore scatur“ dal mio cuore, e istintivamente li benedissi. Certo il mio buon Santo ebbe allora pietˆ di me, e io inconsciamente li benedissi.


Nel momento stesso potei pregare; e allora lÕAlbatro si stacc˜ dal mio collo, e cadde, e affond˜ come piombo nel mare.





Oh sleep! It is a gentle thing,

Beloved from pole to pole!

To Mary Queen the praise be given !

She sent the gentle sleep from Heaven,

That slid into my soul


The stilly buckets on the deck,

That had so long remained,

I dreamt that they were filled with dew;

And when I awoke, it rained.


My lips were wet, my throath was cold,

My garments all were dank;

Sure I had drunken in my dreams,

And still my body drank.


I moved, and could not feel my limbs:

I was so light—almost

I thought that I had died in sleep,

And was a blessed ghost.


And soon I heard a roaring wind:

It did not come anear;

But with its sound it shook the sails,

That were so thin and sere.


The upper air burst into life!

And a hundred fire-flags sheen,

To and fro they were hurried about!

And to and fro, and in and out,

The wan stars danced between.


And the coming wind did roar more loud,

And the sails did sigh like sedge;

And the rain poured down frome one black cloud

The Moon was at its edge.


The tick black cloud was cleft, and still

The Moon was at its side:

Like waters shot from some high crag,

The lightning fell with never a jag.

A river steep and wide.


The loud wind never reached the ship,

Yet now the ship moved on!

Beneath the lighning and the Moon

The dead men gave a groan.



They groaned, they stirred, they all uprose

Nor spake, nor moved their eyes;

It had been strange, even in a dream,

To have seen those dead men rise.


The helmsmann steered, the ship moved on

Yet never a breeze up blew;

The mariners all Õgan work the ropes,

Where they were wont to do.

They raised their limbs like lifeless toolsÉ

We were a ghastly crew.



The body of my brotherÕs son

Stood by me, knee to knee:

The body and I pulled at one rope,

But he said nought to me.È


ÇI fear thee, ancient Mariner!È

ÇBe calm, thou Wedding-Guest!

ÕTwas not those souls that fled in pain,

Which to their corses came again,

But a troop of spirit blest:


For when it dawned — they dropped their arms

And clustered round the mast;

Sweet sounds rose slowly through their mouths

And from their bodies passed.


Around, around, flew each sweet sound,

Then darted to the Sun;

Slowly the sounds came back again,

Now mixed, now one by one .


Sonetimes a-dropping from the sky

I heard the sky-lark sing;

Sometimes all little birds that are

How they seemed to fill the sea  and air

With their sweet jargoning !


And now Õtwas like all instruments,

Now like a lonely flute;

And now it is an angelÕs song,

That makes the heavens be mute.


It ceased; yet still the sails made on

A pleasant noise till noon,

A noise like of a hidden brook

In the leafy month of June,

That to the sleeping woods all night

Singeth a quiet tune.


Till noon we quietly sailed on,

Yet never a breeze did breathe:

Slowly and smoothly went the ship,

Moved onward from beneath.


Under the keel nine fathom deep,

From the land of mist and snow,

The Spirit slid: and it was he

That made the ship to go.

The sails at noon left off their time,

And the ship stood still also.


The Sun, right up above the mast,

Had fixed her to the ocean:

But in a minute she Õgan stir,

With a short  uneasy motion—

Backwards and forwards half her lenght

With a short uneasy motion.


Then like a pawing horse let go,

She made a sudden bound:

It flung the blood into my head,

And I fell down in a swound.


How long in that same fit I lay,

I have not to declare;

But ere my living life returned,

I heard, and in my soul discerned

Two voices in the air.


ÇIs it he?È quoth one, ÇIs this the man?

By Him who died on cross,

With his cruel bow he laid full low

The harmless Albatross.


The spirit who bideth by himself

In the land of mist and snow,

He loved the bird that loved the man

Who shot him with his bow.È


The other was a softer voice,

As soft as honey-dew:

Quot he, ÇThe man hath penance  done,

And penance more will do.È




Oh, il sonno! esso  una cosa soave, amata da un polo allÕaltro. Sia lodata la Vergine Maria! Essa dal cielo mi mand˜ il dolce sonno che penetr˜ nella mia anima.



Sognai che le secchie rimaste inutili per tanto tempo sul ponte, erano piene di rugiada; e quando mi destai, pioveva.



Le mie labbra eran bagnate, la mia gola rinfrescata, tutti i miei vestiti inzuppati dÕacqua: certo io avevo bevuto durante il sogno, e ancora bevevo.


Mi mossi, e non sentivo pi le mie membra: ero cos“ leggero, che quasi credetti di essere morto dormendo, e diventato uno spirito benedetto.



A un tratto sentii un muggito di vento: non pareva che si avvicinasse, — ma col solo rumore scoteva le vele che erano cos“ sottili e riarse!


LÕaria in alto si anim˜ a un tratto, e cento banderuole di fuoco abbagliante si agitarono di qui, di lˆ, per ogni verso: e da ogni parte le pallide stelle parevano danzare in quel turbinio.



Il vento si avvicinava e ruggiva pi forte, e le vele sospiravano col mormorio della saggina; e la pioggia si rovesci˜ gi da una sola nuvola nera, al cui estremo lembo appariva la luna.


Il fitto nugolo nero si squarci˜; ma la luna gli rest˜ accanto: come acque lanciate da qualche alta rupe, i lampi si succedevano senza interruzione, in largo e precipitoso torrente.



Il gagliardo vento non arrivava fino alla nave; eppure la nave cominci˜ a muoversi! Al misto bagliore dei lampi e della luna, gli uomini morti a un tratto mandarono un gemito.



Mandarono un gemito, si smossero, si levarono tutti in piedi — ma senza parlare, e senza girare gli occhi. Sarebbe stato strano anche in un sogno, aver visto quei morti alzarsi da terra!É


Guidato dal timoniere, il bastimento cominci˜ a muoversi; eppure nessun soffio lo spingeva dallÕalto. I marinari cominciarono tutti a manovrare ai cordami secondo il solito, muovendo le membra meccanicamente come inanimati strumentiÉ Oh, noi eravamo uno spaventoso equipaggio!


Il corpo di un mio nipote mi stava accanto, ginocchio a ginocchio: quel corpo ed io si manovrava ad un medesimo canapo, ma egli non mi diceva una parolaÉÈ


ÇTu mi fai terrore, vecchio Marinaro!È ÇRassicrati, o Convitato! non eran le anime dei morti nellÕangoscia, tornati a vivificare i cadaveri,; ma una schiera di beati spiriti.



E quando albeggi˜, essi piegaron le braccia e si affollarono intorno allÕalbero maestro. Dolci suoni uscirono lentamente dalle loro bocche, ed esalarono dai loro corpi.


Intorno intorno volava ognuno di quei dolci suoni; e ascendeva rapido al sole; poi lenti e soavi tornavano indietro, ora in coro, ora ad uno ad uno.


Talvolta mi pareva di udir cantare lÕallodola scendente dal cielo; talvolta era come se cantassero insieme tutti gli uccellini, ed empissero lÕaria ed il mare coi loro dolci gorgheggi.


Ed ora pareva un pieno di strumenti, ora come un flauto solitario; —ed era il canto di un angelo che i cieli ascoltano muti.



Cess˜; ma le vele continuarono il loro lieto mormorio fino a mezzogiorno, il mormorio di un nascosto ruscello nel fiorito mese di giugno, che canta tutta la notte una tranquilla melodia ai boschi dormienti.



Navigammo placidamente fino a mezzogiorno, ma senza un soffio di brezza; lentamente, pianamente, il bastimento procedeva come spinto da un impulso sottomarino.


A nove tese di profonditˆ sotto la chiglia, venuto dalla regione della nebbia e della neve, scorreva uno spirito — era esso che metteva in moto la nave: ma a mezzod“ le vele cessarono il loro mormor“o, e la nave si arrest˜.



Il sole alto sullÕalbero maestro la vide immobilizzata sullÕacque; ma dopo un minuto cominci˜ ad agitarsi con un breve e difficile movimento: andando avanti e indietro metˆ della sua lunghezza, con un corto e penoso movimento.


Poi, come uno scalpitante cavallo lasciato andare ad un tratto, essa fece un subito sbalzoÉ Mi and˜ tutto il sangue alla testa, e caddi svenuto.


Non saprei dire quanto durasse lo svenimento: ma prima di riprendere i sensi, io udii e intimamente distinsi due voci nellÕaria.




Çé lui? — diceva una —  questo lÕuomo? Per Colui che spir˜ sulla croce;  lui che con la crudele balestra abbatt lÕAlbatro innocente!



Lo spirito che abita solitario nella regione della nebbia e della neve amava lÕuccello amante dellÕuomo, che lÕuomo ingrato uccise con la sua balestra.È


LÕaltra era una voce pi bassa, dolce come stille di miele, e diceva: ÇLÕuomo ne ha giˆ fatto penitenza, e altra penitenza ha da fare.È




first voice

Ç But tell me, tell me, speak again,

Thy soft response renewing —

What makes that ship drive on so fast?

What is the ocean doing?È


second voice

Still as a slave before his lord,

The ocean hath no blast;

His great brigth eye most silently

Up the Moon is cast —

If he may know which way to go;

For she guides him smooth or grim.

See, brother, see! how graciously

She looketh down on him.È


first voice

ÇBut why drives on that ship so fast,

Without or wave or wind?È


second voice

ÇThe air is cut away before,

And closes from belund.


Fly, brother, fly ! more high, more high!

Or we shall be belated:

For slow and slow that ship will go,

When the MarinerÕs trance is abated.È


I woke, and we were sailing on

As in a gentle weather:

ÕTwas night, calm night, the Moon was high.

The dead men stood together.


All stood together on the deck,

For a charnel-dungeon fitter:

All fixed on me theyr stony eyes,

That in the Moon did glitter.


The pang, the curse, with wich they died,
Had never passed away:

I could not draw my eyes from theirs,

Nor turn them up to pray.


And now this spell was snapt: once more
I viewed the ocean green,

And looked far forth, yet little saw

Of what had else been seen —


Like one that on a lonesome road

Doth walk in fear and dread,

And having once turned round, walks on,

And turns no more his head;

Because he knows, a frightful fiend

Doth close behind him tread.


But soon there breathed a wind on me,

Nor sound nor motion made:

Its path was not upon the sea,

In ripple or in shade.


It raised my hair. it fanned my cheek,

Like a meadow gale of spring—

It mingled strangely with my fears,

Yet it felt like a welcoming.



Swiftly, swiftly flew the ship,

Yet she sailed softly too:

Sweetly, sweetly blew the breeze—

On me alone it blew.


Oh! dream of joy! is this indeed

The light-house top I see?

Is this the hill? is this the kirk?

Is this mine own countree!


We drifted oÕer the harbour-bay,

And I with sobs did pray—

O let me be awake, my God!

Or let me sleep alway.


The harbour-bay was clear as glass,

So smoothly it was strewn!

And on the bay the moonlight lay,

And the shadow of the Moon


The rock shone bright, the kirk no less,

That stand above the rock :

The moonlight steeped in silentness

The steady weathercock.


And the bay was white with silent light,

Till rising from the same,

Full many shapes, that shadows were,

In crimson colours came.


A little distance from the prow

Those crimson shadows were.

I turned my eyes upon the deck —

Oh, Christ! what saw I there!

Each corse lay flat, lifeless and flat,

And, by the holy rood!

A man all light, a seraph-man,

On every corse there stood.


This seraph-band, each waved his hand,

It was a heavenly sight!

They stood as signals to the land,

Each one a lovely light;


This seraph-band, each waved his hand:

No voice did they impart —

No voice; but oh! the silence sank

Like music on my heart.


But soon I heard the dash of oars,

I heard the PilotÕs cheer;

My heard was turned perforce away,

And I saw a boat appear.


The Pilot and the PilotÕs boy,

I heard them coming fast:

Dear Lord in Heaven! it was a joy

The dead men could not blast.


I saw a third — I heard his voice;

It is the Hermit good!

He singeth loud his godly hymns

That he makes in the wood.

HeÕll shrieve my soul, heÕll wash away

The AlbatrossÕs blood.



prima voce

ÇMa dimmi, dimmi, parla di nuovo, rinnovando le tue dolci note. — Che cosՏ che spinge cos“ veloce la nave? e che va facendo lÕOceano?È



seconda voce

ÇImmobile come uno schiavo dinanzi al mio signore, lÕOceano non ha pi un soffio; guarda in silenzio col suo grande e scintillante occhio la Luna, come per domandare in che direzione ha da muoversi — perch  lei che lo guida, calmo o agitato. Vedi, fratello, vedi con che soave grazia essa guarda in gi sopra di lui!È



prima voce

ÇMa come mai quella nave, senza onda e senza vento, scorre cos“ veloce?È


seconda voce

ÇLÕaria le  rotta dinanzi, e si richiude subito dietro il suo passaggio.


Vola, fratello, vola! pi alto! pi alto! o noi saremo in ritardo; poich la nave si muoverˆ lenta lenta, appena ritorni in s il marinaro.È



Mi destai; e si navigava come in propizia stagione. Era notte, una notte tranquilla, la luna era alta — gli uomini morti giacevano uno accanto allÕaltro.


Giacevano tutti insieme sul ponte, che pareva diventato un carnaio: tutti fissavan su di me i loro occhi impietriti che brillavano al lume della luna.


LÕangoscia, la maledizione con la quale morirono, non era sparita mai: io non potevo staccare i miei occhi dai loro, n sollevarli per pregare.


Ma finalmente questo incanto fu rotto: ancora una volta rivedevo lÕoceano verde; e bench spingessi lontano lo sguardo, non scorgevo quasi pi nulla dei passati prodigi.


Ero come un uomo che in una via solitaria si avanza con timore e terrore, ed essendosi voltato un momento, ricammina senza pi volger la testa; perch sente che un orribil demonio  dietro i suoi passi.



Ma presto alit˜ una brezza su me, senza produrre suono n moto; il suo passaggio non era sul mare, nellÕonda, o nellÕombra.



 Mi sollevava i capelli, mi sventolava su le gote, soave come uno zeffiro sui prati di primavera — si mescolava stranamente anchÕessa con le mie paure, eppure la sentivo come un fausto saluto.


Rapida, rapida, filava la nave, eppur veleggiava soavemente; dolcemente spirava la brezza — e spirava sopra me solo.



Oh sogno di gioia! Quella chÕio vedo  davvero la punta del fanale? é quella la collina? quella la chiesa?  proprio questo il mio paese?



Si entr˜ in porto, e io pregai singhiozzando: Mio Dio fa che ora mi desti — o se questo  un sogno, fammi dormire per sempre!



LÕacqua nel porto era limpida come cristallo, e s“ placidamente stendevasi! la baia era tutta illuminata dal chiarore lunare.



La rupe risplendeva, e non meno la chiesa che  su la rupe; la luna illuminava in perfetto silenzio lÕimmobile banderuola.



La baia era tutta bianca nella tacita luce, quandÕecco sorgenti da essa varie forme, che erano ombre, apparvero in vermigli colori.



Quelle ombre vermiglie erano a poca distanza dalla prora. Io girai gli occhi sul ponteÉ —O Cristo, che cosa vi vidi!


Ogni cadavere giaceva inanime e irrigidito, e, per la santa Croce! un uomo tutto luce, un uomo-angelo, stava presso ogni morto.



Ciascuno di quella serafica schiera accennava con la mano: era una celeste visione! Essi stavano come segnali alla terra, ognuno un soave splendore.


Ognuno dellÕangelica schiera stendeva la mano accennando, e non emisero voce — nessuna voce ; ma oh! quel silenzio scese come una musica nel mio cuore!


A un tratto udii un tuffo di remi; udii il grido del pilota; ignota forza mi fece volger la testa, ed ecco apparire un battello.



Sentii avvicinarsi rapidamente il pilota e il suo ragazzo. Gran Dio del cielo, fu tale la gioia, che i morti stessi non potevan turbarla.



Vidi una terza persona, e sentii la sua voce. Egli  il buon eremita! Canta a voce alta i santi inni che compone nel bosco. Egli mi confesserˆ — egli laverˆ la mia anima dal sangue dellÕ Albatro.





This Hermit good lives in that wood

Which slopes down to the sea.

How loudly his sweet voice he rears!

He loves to talk with mariners

That come from a far countree.


He kneels at morn, and noon, and eve—

He hath a cushion clump:

It is the moss that wholly hides

The rotted old oak-stump.


The skiff-boat neared: I heard them talk:

ÇWhy this is strange, I now!

Where are those lights so many and fair,

That signal made but now?È


ÇStrange,  by my faith!(the Hermit said)—

And they answered not our cheer!

The planks look warped! and see those sails,

How thin they are and sere!

I never saw aught like to them,

Unless perchance it were


Brown skeletons of leaves that lag

My forest-brook along,

When the ivy-tod is heavy with snow,

And the owlet whoops to the wolf  below

That eats the she-wolfÕs young.È


ÇDear Lord! it hath a fiendish look—

(The Pilot made reply)

I am a-fearedÈ—Ç Push on, push on!È

Said the Hermit cheerily.


The boat came closer to the ship,

But I nor spake nor stirred;

The boat came close beneath the ship

And straight a sound was heard.


Under the water it rumbled on,

Still louder and more dread:

It reached the ship, it split the bay;

The ship went down like lead.







Stummed by that loud and dreadful sound,

Which sky and ocean smote,

Like one that hath been seven days drowned

My body lay afloat;

But swift as dreams, myself I found

Within the PilotÕs boat.


Upon the whirl, where sank the ship,

The boat spun round and round;

And all was still, save that the hill

Was telling of the sound.


I moved my lips — the Pilot shrieked

And fell down in a fit;

The holy Hermit raised his eyes,

And prayed where he did sit.


I took the oars: the PilotÕs boy,

Who now doth crazy go,

Laughed loud and long, and all the while

His eyes went to and fro,

ÇHa! ha!È quoth he, Çfull plain I see

The Devil knows how to row.È


And now, all in my own countree,

I stood on the firm land!

The Hermith stepped forth from the boat,

And scarcely he could stand.


ÇOh shrieve me, shrieve me, holy man!È

ÇThe Hermit crossed his brow.

ÇSay quickÈ quoth he, ÇI bid thee sayÈ

What manner of man art thou?È


Forthwith this frame of mine was wrenched

With a woful agony,

Which forced me to begin my tale;

And then it left me free.


Since then, at an uncertain hour,

That agony returns:

And till my ghastly tale is told,

This hearth within me burns.


I pass, like night, from land to land;

I have strange power of speech;

That moment that his face I see,

I know the man that must hear me:

To him my tale I teach.




What loud uproar bursts from that door!

The wedding guests are there:

But in the garden bower the bride

And bride-maids singing are:

And hark the little vesper bell,

Which biddeth me to prayer!


O Wedding-Guest! this soul hath been

Alone on a wide wide sea:

so lonely Õtwas, that God himself

Scarce seemed there to be.


O sweeter than the marriage-feast,

ÕTis sweeter far to me,

To walk together to the kirk

With a goodly company!—


To walk together to the kirk,

And all together pray.

Whiel each to his great Father bends,

Old men, and babes, and loving friends,

And youths and maidens gay!


Farewell, farewell! but this I tell

To thee, thou Wedding-Guest,

He prayeth well, who loveth well

Both man and bird and beast.


He prayeth best, who loveth best

All things both great and small;

For the dear Good who loveth us

He made and loveth all.È


The Mariner, whose eye is bright,

Whose beard with age is hoar,

Is gone: and now the Wedding-Guest

Turned from the bridgeroomÕs door.


He went like one that hath been stunned,

And is of sense forlorn:

A sadder and a wiser man,

He rose the morrow morn.




Il buon eremita dimora in un bosco che costeggia il mare. Ha una forte e simpatica voce, e ama conversare coi marinari che vengono da lontane regioni.



SÕinginocchia la mattina, a mezzogiorno, e la sera: e ha per morbido cuscino il muschio che riveste un vecchio tronco di quercia.



Il battello si avvicinava. Io li sentivo parlare: Çé strano davvero! e dove son ora quei tanti e belli splendori che dianzi ci facevano cenno?È



ÇStrana cosa davvero in fede mia! (soggiunse lÕeremita) non  stato nemmeno risposto al nostro saluto! LÕintavolato della nave  tutto sconnesso, e vedete le vele, come sono sottili e consunte!



Io non ho mai visto nulla di simile, se non fosse per quei bruni scheletri di foglie che galleggiano nel ruscello del mio bosco; quando i rami dÕellera son coperti di neve, e il gufo ulula al lupo che divora i lupicini.È


ÇSignore Iddio! ha proprio un aspetto diabolico (aggiunse il pilota) e io sono stordito dallo spavento.È — ÇCoraggio e avanti!È rispose allegramente lÕeremita.


Il battello si appress˜ alla nave; ma io non dissi parola, n feci motto; il battello venne proprio accosto alla nave, e immediatamente fu udito un rumore.


Un rumore che dapprima brontolava sottÕacqua, poi si fece pi forte e pi spaventosoÉ arriv˜ alla nave, sconvolse tutta la baiaÉ e la nave affond˜ come piombo.







Stordito da quellÕorribil fracasso che scosse mare e cielo, il mio corpo galleggiava come quello di un annegato da sette giorni  quando a un tratto, come in un sogno, mi ritrovai nel battello del pilota.



Sulla voragine dove affond˜ il bastimento il battello si aggirava vorticoso. Tutto era tornato tranquillo; solo la collina echeggiava ancora del gran rimbombo.


Quando io mossi le labbra per parlare, il pilota mand˜ un grido, e cadde svenuto, Il buon eremita lev˜ gli occhi al cielo, e si mise a pregare.


Io afferrai i remi. Il ragazzo del pilota, che ora  diventato pazzo, rideva forte e a lungo, girando gli occhi di qua e di lˆ. ÇAh! ah! (diceva) mi accorgo ora che il Diavolo ha imparato a remare.È



Ed ecco io misi piede sulla terra ferma, nel mio paese nativo. LÕeremita usc“ con me dal battello, ma poteva reggersi appena.



ÇOh confessami, santÕuomo, confessami!È — LÕeremita aggrott˜ il sopracciglio. ÇDimmi subito, tÕimpongo di dirlo, che razza dÕuomo sei tu?È


E immediatamente questa mia persona fu torturata in una tremenda agonia che mi obblig˜ a raccontar la mia storia; e solamente dopo averla narrata, mi sentii sollevato.


Fin dÕallora, a unÕepoca indeterminata, riprovo quellÕagonia; e finch non ho rifatto lo spaventoso racconto, il cuore mi brucia nel petto.


Io passo, come la notte, di terra in terra, e ho una strana facoltˆ di parola. Appena lo vedo in viso, riconosco subito lÕuomo destinato ad udirmi; e gli comincio a dire lÕedificante mia storia.




Che alto strepito esce da quella porta! I Convitati sono tutti lˆ: la sposa e le sue damigelle son nel giardino e si odon cantareÉ [X1]  Ma ecco la campanella del vespro che invita me alla preghiera.



O Convitato! QuestÕanima si  trovata sola sullÕampio, ampio mare: tanto sola, che Dio stesso pareva appena esser lˆ.



Oh, pi dolce del nuziale festino, molto pi dolce per me,  lÕavviarmi alla chiesa, in devota compagnia.



Incamminarmi alla chiesa, e lˆ pregar tutti insieme, mentre ognun sÕinchina al gran Padre, vecchi, bambini, teneri amici, e giovani, e allegre fanciulle.



Addio, addio! Ma questo io dico a te, o Convitato: prega bene sol chi ben ama e gli uomini e gli uccelli e le bestie.



Prega bene colui che meglio ama tutte le creature, piccole e grandi; poich il buon Dio che ci ama, ha fatto e ama tutti.


Il marinaro dallÕocchio brillante, dalla barba brinata dagli anni,  sparito — e ora il Convitato non si dirige pi alla porta dello sposo.



Egli se ne venne, come stordito, e fuori dai sensi. E quando si lev˜ la mattina dopo, era un uomo pi triste e pi savio.



  [X1] Ma